{"type":"Feature","properties":{"id":2002,"name":"Duomo di Pavia &#8211; Pavia","description":"<p>Gi\u00e0 nel 1481 il cardinal Ascanio Sforza, fratello del duca di Milano Ludovico e neoeletto vescovo di Pavia, prometteva ai cittadini di contribuire ad ampliare e rinnovare le antiche cattedrali gemine di S. Siro e S. Maria Maggiore. Sei anni pi\u00f9 tardi i pavesi inviavano allo Sforza, a Roma, un ambizioso progetto di demolizione delle basiliche romaniche e dell&#8217;adiacente battistero di S. Giovanni ad fontem, invocando l&#8217;appoggio economico del cardinale per edificare una cattedrale che potesse unire alla funzionalit\u00e0 moderna l&#8217;autorevole eleganza delle forme antiche.<br \/>\nSubito dopo la fondazione, nell&#8217;agosto dello stesso 1488, le fonti documentano l&#8217;elaborazione di un nuovo progetto della cattedrale a opera di un gruppo di lavoro di cui facevano parte gli stessi Amadeo e Rocchi, ma che era diretto da Bramante; sebbene l&#8217;urbinate sia documentato nel cantiere per pochi mesi, la sua presenza fu determinante per l&#8217;impostazione della struttura della chiesa, cui confer\u00ec una precisa impronta, sostanzialmente rispettata nei secoli.<br \/>\nLa presenza di Bramante nel cantiere corrisponde anzitutto ai lavori di scavo delle fondamenta e di impostazione della struttura della cripta. Di struttura centralizzata, la cripta \u00e8 suddivisa in tre navate di due campate ciascuna; poderosi pilastri sorreggono ampie volte ribassate e due grandi archi a sesto ribassato scandiscono la navata centrale. Pi\u00f9 generalmente l&#8217;intera struttura della cripta ha evocato alla mente degli studiosi gli antichi ambienti termali, o grandiose strutture come il ninfeo degli Orti Sallustiani a Roma.<br \/>\nAl progetto bramantesco si possono ricondurre anche le sagrestie del Duomo: si tratta di edifici a pianta ottagonale con nicchie semicircolari estradossate al pari della cupola, scandita da costoloni modanati.<br \/>\nConsiderando l&#8217;edificio da un punto di vista pi\u00f9 generale, \u00e8 ipotesi ormai unanimemente accolta dalla storiografia che dalla breve permanenza di Bramante presso il cantiere pavese derivasse il progetto di un organismo a pianta centralizzata di armoniosa monumentalit\u00e0, caratterizzato dalla grande rilevanza data alla zona dei transetti e dell&#8217;area absidale, coperta da una cupola amplissima a base ottagonale, con molteplici riferimenti a illustri modelli rinascimentali come il S. Spirito di Brunelleschi a Firenze e il santuario di Loreto.<br \/>\nLa vicenda progettuale \u00e8 resa ancora pi\u00f9 complessa dall&#8217;arrivo nel cantiere, su invito dei fabbricieri e per il tramite di Ludovico il Moro, di Francesco di Giorgio Martini e di Leonardo, nel giugno 1490.<br \/>\nI lavori procedettero cos\u00ec, con lentezza, fra diverse richieste di autorevoli pareri, mentre il Rocchi lavorava al grande modello ligneo che avrebbe lasciato incompiuto, morendo, nel febbraio 1497. Nel ruolo di ingegnere della fabbrica lo sostitu\u00ec l&#8217;Amadeo cui si affianc\u00f2, dapprima in posizione subordinata, poi con pari obblighi e patti (1498), il Dolcebuono, mentre il completamento del modello ligneo venne affidato a Giovan Pietro Fugazza.<br \/>\nAmadeo contamin\u00f2 il progetto bramantesco con le forme care alla tradizione lombarda e alle proprie precedenti esperienze. L&#8217;edificio divenne longitudinale ed ebbe un doppio basamento esterno intorno all&#8217;abside, contrafforti esterni rinforzati conclusi da pinnacoli di gusto gotico, facciata con galleria continua nella sezione alta, paraste binate e portale con colonne binate.<br \/>\nAlla luce di questa complessa dialettica va letto l&#8217;eccezionale modello ligneo iniziato dal Rocchi e completato dal Fugazza che, forse, pi\u00f9 ancora dell&#8217;edificio stesso mai compiuto, restituisce la grandiosa complessit\u00e0 del progetto.<br \/>\nNeppure la costruzione del tamburo e della gran cupola tardobarocca mise in discussione l&#8217;ostinata fedelt\u00e0 al modello rinascimentale, che vacill\u00f2 soltanto all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento con il programma di riforma elaborato, in chiave neoclassica, dal priore Malaspina e dall&#8217;architetto Carlo Amati.<\/p>\n<p><strong>Notizie storiche<\/strong><br \/>\nFrutto di una plurisecolare stratificazione, il duomo nelle forme odierne fu iniziato nel 1488 e costruito sopra le due chiese romaniche gemelle di S. Stefano e S. Maria del Popolo, le cui strutture si possono ancora ammirare nelle cripte. Si tratta di costruzioni che allocate su uno dei punti pi\u00f9 alti della citt\u00e0 sull&#8217;altura dominante il Ticino, rappresentavano anche il complesso episcopale.<br \/>\nCome per il Duomo di Milano se alla struttura generale della chiesa partecipano attivamente le pi\u00f9 abili maestranze locali, per l&#8217;imposta della crocera dell&#8217;imponente tamburo con cupola, ben visibile per chi si avvicina alla citt\u00e0 dal campagna circostante, vengono chiamati a dare contributi i pi\u00f9 vivaci ingegni del Rinascimento. Ecco allora che sul finire del XV sec., nel cantiere si susseguono le figure del Bramante e di Leonardo, brillanti architetti ducali.<br \/>\nMa alla fine del &#8216;500 era stato completato solo il corpo centrale della fabbrica: il tamburo viene eretto solo nel 1762-&#8217;68, la cupola nel 1884 quando il ferro poteva dare ausilio alla statica di luci cos\u00ec imponenti: si tratt\u00f2 per Maciachini, che si occup\u00f2 del nuovo progetto, di ideare una doppia calotta di travature metalliche.<br \/>\nLo stesso realizz\u00f2 nel 1898 la facciata, caratterizzata da lesene bianche, che anticipa l&#8217;impianto interno tripartito e la diversa altezza delle navate, tramite i tre ingressi e da tre rosoni di dimensioni diverse. Ma la piazza rimane troppo angusta per percepire l&#8217;intero impianto del fronte.<br \/>\nNel 1933, l&#8217;opera fu completata con la realizzazione dei bracci del transetto.<\/p>\n","modified":"2020-01-31T15:34:45","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2002","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2002&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/duomo-di-pavia-pavia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.1533724,45.1846359]}}