{"type":"Feature","properties":{"id":2802,"name":"Abbazia Viboldone","description":"<p>L&#8217;abbazia di Viboldone \u00e8 situata a Viboldone, frazione della citt\u00e0 di San Giuliano Milanese, in provincia di Milano. Per la bellezza della sua architettura e dei suoi affreschi trecenteschi \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti complessi medievali della Lombardia.<\/p>\n<p>Fu fondata nel 1176 e completata nel 1348 dagli Umiliati, un ordine religioso formato da monaci, monache e laici che, attorno all&#8217;attuale chiesa, conducevano vita di preghiera e di lavoro, in particolare fabbricando panni di lana e coltivando i campi con sistemi di lavorazione assolutamente innovativi. Dopo la soppressione degli Umiliati a opera di Carlo Borromeo, l&#8217;abbazia pass\u00f2 ai Benedettini Olivetani, successivamente soppressi dal governo austriaco e costretti ad abbandonare l&#8217;abbazia.Nel 1940 il cardinale Ildefonso Schuster, dopo anni di abbandono, ha offerto l&#8217;abbazia a una comunit\u00e0 di religiose guidata da Margherita Marchi, separatasi dalla congregazione delle Benedettine di Priscilla. Il monastero sui iuris delle benedettine di Viboldone fu canonicamente eretto il 1\u00ba maggio 1941: le monache si dedicano alla produzione di confetture e, dal 1945, svolgono un&#8217;importante attivit\u00e0 di editoria religiosa e teologica, oltre agli impegni di natura pi\u00f9 strettamente monastica.<\/p>\n<p>Esterno<br \/>\nLa facciata \u00e8 a capanna, caratteristica per le bifore aperte sul cielo, con tessitura muraria in mattoni a vista, solcata da due semicolonne che la tripartiscono, con decorazioni di pietra bianca.<\/p>\n<p>Il portale \u00e8 in marmo bianco. Nella lunetta che ne sovrasta l&#8217;architrave si trovano sculture marmoree della Madonna con bambino fra i santi Ambrogio e Giovanni da Meda dello scultore genericamente indicato con il nome di Maestro delle sculture di Viboldone[2]. Ai lati, due nicchie gotiche racchiudono le statue dei santi Pietro e Paolo. Il portone della chiesa \u00e8 di legno scuro, decorato con grandi costoloni lignei e grossi chiodi, e risale all&#8217;epoca della costruzione della facciata. In esso \u00e8 ricavato un piccolo portoncino che \u00e8 usato per l&#8217;ingresso in chiesa.<\/p>\n<p>Campanile<br \/>\nOriginale \u00e8 il campanile, a cono cestile, che si innalza sopra il tiburio della chiesa, secondo la tradizione cistercense. Esso richiama l&#8217;impianto cromatico e decorativo della facciata, con cornici in cotto e archetti alla base delle bifore e delle trifore sormontate da oculi. La sobriet\u00e0 degli elementi architettonici all&#8217;interno della chiesa la farebbe dire quasi spoglia, se non fosse la decorazione pittorica che la ricopre per buona parte a rivestirla di luci e di colori.<\/p>\n<p>Interno della chiesa<\/p>\n<p>L&#8217;interno, con la volta illuminata.<br \/>\nL&#8217;impianto della chiesa \u00e8 a sala rettangolare, a tre navate di cinque campate ciascuna, inquadrate in archi trasversali a sesto acuto. Prima campata in stile romanico e le successive, realizzate nel corso del Duecento, in stile gotico con colonne in cotto che sorreggono alte volte a crociera. La chiave di volta, al centro delle crociere, \u00e8 circondata da spicchi racchiusi in un cerchio, con i colori dell&#8217;arcobaleno, segno dell&#8217;amicizia di Dio con gli uomini.Le colonne che scandiscono le navate sono in laterizio, con capitelli dello stesso materiale a cubo scantonato.<\/p>\n<p>Organo a canne<br \/>\nL&#8217;organo dell&#8217;Abbazia \u00e8 stato costruito nel 2004 dall&#8217;organaro Giovanni Pradella. Lo strumento, interamente a trasmissione meccanica, \u00e8 dotato di due tastiere e di una pedaliera di 27 note.I registri riportati con l&#8217;indicazione Registri in comune possono essere inseriti indifferentemente su una delle due tastiere, in base alle scelte dell&#8217;esecutore. Questa duplicit\u00e0 dei registri su ogni manuale permette numerosissime possibilit\u00e0 di combinazioni e sfumature di colore avendo a disposizione un numero limitato di registri. Nonostante le sue piccole dimensioni, lo strumento garantisce un adeguato supporto per una seria attivit\u00e0 didattica e concertistica, senza trascurare gli aspetti concernenti l&#8217;impiego liturgico. La particolare versatilit\u00e0 dello strumento \u00e8 dovuta ad un sistema meccanico che permette l&#8217;inserimento di una parte dei registri indifferentemente su una delle due tastiere in base alle scelte dell&#8217;esecutore.<\/p>\n<p>Affreschi<br \/>\nLa chiesa accoglie numerosi e celebri affreschi, opere di Scuola giottesca. Nella parete frontale del tiburio \u00e8 raffigurata, al centro, la Madonna in Maest\u00e0 e Santi, direttamente datata al 1349. Sulla parete che la fronteggia \u00e8 campito il Giudizio Universale attribuito a Giusto de&#8217; Menabuoi[3], che potrebbe risalire ad anni subito precedenti il 1370 ( per quanto alcuni studiosi propendano per una data vicina al 1350); al suo centro, avvolto nella mandorla iridescente, la figura dolcissima del Cristo; alla sua destra stanno i &#8220;benedetti&#8221;, con il volto proteso verso il Giudice, e alla sinistra i &#8220;dannati&#8221; su cui giganteggia la figura di Satana intento a divorare la preda. Sulla met\u00e0 superiore della parete, due angeli sono intenti ad arrotolare il tempo della storia, facendo intravedere alle spalle la Gerusalemme celeste.<\/p>\n<p>Sala della Musica<br \/>\nAl primo piano della palazzina che fiancheggia la chiesa, si affaccia sul piazzale, con due finestre, la Sala della Musica, singolare testimonianza iconografica degli strumenti musicali in uso a Milano tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Gli affreschi in essa conservati rendono l&#8217;immagine di un portico, dove lesene scanalate ripartiscono dodici finestre che contengono ogni sorta di strumenti musicali a monocromo di terra rossa con ombreggiature nere e ombre di color ocra su fondo bianco. Gli strumenti, dipinti a grandezza reale, sono disposti a coppie incrociate secondo uno schema a trofeo che evidenzia la centralit\u00e0 dell&#8217;immagine, la simmetria e l&#8217;assenza di gravit\u00e0 tipica delle grottesche. Nulla o quasi resta dell&#8217;antico monastero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-03-30T10:36:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/abbazia-viboldone.jpg","id":2803,"caption":""}],"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/abbazia-viboldone.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2802","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2802&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/abbazia-viboldone\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.2777503,45.38599199999999]}}