{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":4577,"name":"Sagra di San Michele","description":"\n<p>La Sacra di San Michele \u00e8 un\u2019antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a 40 km da Torino. Riconosciuto monumento simbolo della Regione Piemonte e anche il luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il best-seller Il nome della Rosa. Dall\u2019alto dei suoi torrioni si possono ammirare il capoluogo piemontese e un panorama mozzafiato della Val di Susa. All\u2019interno della Chiesa principale della Sacra, risalente al XII secolo, sono sepolti membri della famiglia reale di Casa Savoia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dedicata al culto dell\u2019Arcangelo Michele, difensore della fede e popolo cristiano, la Sacra di San Michele s\u2019inserisce all\u2019interno di una via di pellegrinaggio lunga oltre 2000km che va da Mont Saint-Michel, in Francia, a Monte Sant\u2019Angelo, in Puglia.<\/p>\n","modified":"2021-04-07T14:53:47","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/sacra-san-michele-piemonte-riapertura-1024x647.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4577","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4577&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/sagra-di-san-michele\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[7.3422282,45.096365]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4464,"name":"Salice Terme &#8211; Terme","description":"\n<p>Salice Terme era il \u201cchilometro zero\u201d della vita mondana dell\u2019Italia degli anni Cinquanta e Sessanta.<br>Partiamo dall\u2019inizio. Le terme di Salice si avvalgono di acque provenienti dalla Fonte Sales, le cui propriet\u00e0 curative erano note gi\u00e0 ai tempi dei romani. Intere legioni si fermavano l\u00ec per curarsi e riposarsi dopo le campagne in Gallia o nel Nord Europa e anche Giulio Cesare, cui \u00e8 stata dedicata una fonte, pare frequentasse Salice spesso e volentieri per curarsi una brutta psoriasi. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Terme di Salice<\/strong><br>A partire dagli anni Trenta, ma soprattutto nel Secondo Dopoguerra, Salice letteralmente esplose, complice anche la decisione dei privati di vendere la struttura allo Stato, che a partire dagli anni Cinquanta cominci\u00f2 a mandarci i mutuati, migliaia di ammalati di dermatite o con problemi respiratori.<br>D\u2019altro canto Salice ha una posizione singolare e privilegiata, proprio nel bel mezzo del triangolo industriale Milano-Torino-Genova. Facile e veloce da raggiungere e alla portata delle tasche di tutti, o quanto meno di molti. Dietro al successo di Salice non c\u2019erano solo la posizione privilegiata e i costi contenuti, ma anche un fiorire continuo di manifestazioni estive di ogni natura che attiravano gente. D\u2019estate Salice letteralmente quasi decuplicava la sua popolazione: da mille abitanti a otto mila, con relativa impennata degli affitti delle villette. Salice offriva negozi e locali alla moda, piscine e campi da tennis, vip e gente comune. Movida e mutati, appunto. La cittadina contava un cinema all\u2019aperto, nove ristoranti, 16 alberghi con oltre mille posti letto, nove campi da tennis e sei campi da bocce. In giro per le strade potevi vedere Rocky Roberts o Lola Falana. Bice Valori e anche l\u2019altera Ornella Vanoni. E infatti \u00e8 negli anni Cinquanta che viene lanciato lo slogan: \u201cA Salice si sogna e si guarisce\u201d, frase attribuita alla poetessa Ada Negri durante uno dei suoi frequenti soggiorni al centro termale.<\/p>\n\n\n\n<p>Terme di Salice<br>\u201cA Salice si sogna e si guarisce\u201d. Era questo il claim di Salice Terme, copyright: Ada Negri (nientemeno).<br>I sogni, per\u00f2, non durano per sempre. La traccia delle Terme di Salice sui radar turistici cominci\u00f2 a scadere fino a sparire quasi del tutto. Dopo l\u2019ennesimo tentativo di rilancio  il centro \u00e8 stato dichiarato fallito a tutti gli effetti.<\/p>\n","modified":"2020-10-05T14:56:58","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/terme-salice.jpg","id":4477,"caption":""},{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/terme-salice-2.jpg","id":4465,"caption":""}],"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/terme-salice.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4464","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4464&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/salice-terme-terme\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.0266001,44.9150729]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4437,"name":"Osservatorio C\u00e0 del Monte","description":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La struttura ad arco dell\u2019Osservatorio di C\u00e0 del Monte, armonicamente inserita nel fianco della collina a costituire un intervento umano il meno invasivo possibile, \u00e8 concepita infatti per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attivit\u00e0 di ricerca, didattica e divulgazione. Per questo i diversi ambienti (la cupola centrale del planetario e le due laterali, il teatro) sono interconnessi nello svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 di osservazione (dalla raccolta ed elaborazione dei dati alla loro comunicazione a diversi utenti), per giungere a uno sguardo plurale sulla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La cupola centrale (del diametro di 7,5 m) accoglie 50 posti a sedere e ospita il planetario digitale, un ottimo strumento per la conoscenza del cielo e per sperimentare in prima persona distanze e fenomeni astronomici grazie alle simulazioni che vi vengono proiettate. Inoltre, grazie allo schermo a parete, la sala \u00e8 utilizzabile anche come sala conferenze. Mentre le postazioni fisse, collocate nelle cupole laterali Est e Ovest (entrambe del diametro di 4 m), sono principalmente dedicate alla ricerca, l\u2019attivit\u00e0 osservativa guidata aperta al pubblico e alle scuole sfrutta la strumentazione mobile (binocoli giganti e telescopi) nello spazio aperto del teatro, sito nella zona posteriore al corpo centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel teatro, che ospita oltre 200 posti a sedere per eventi astronomici e culturali ad ampio respiro (rappresentazioni teatrali, conferenze, concerti), \u00e8 presente anche un maxischermo per la proiezione, tra le altre, di riprese dal vivo di oggetti celesti. L\u2019inaugurazione dell\u2019Osservatorio \u201cG. Giacomotti\u201d, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia e di propriet\u00e0 della Comunit\u00e0 Montana Oltrep\u00f2 pavese, \u00e8 avvenuta il 20 settembre 2008. La gestione didattico-scientifica della struttura \u00e8 stata affidata all\u2019Associazione Astrofili Tethys, promotrice del progetto nel 1997, con la cogestione della Societ\u00e0 Cooperativa Sociale Teti.<\/p>\n\n\n\n<p>La cupola centrale ospita il planetario digitale di ultima generazione (7,5 m \u00d8) e accoglie 60 posti a sedere: grazie al planetario \u00e8 possibile simulare con estremo realismo la volta celeste (per ogni luogo della Terra ed epoca storica) e di proiettare -con la nuova tecnologia full dome- filmati di argomento astronomico ancora pi\u00f9 coinvolgenti grazie al sistema audio Dolby Surround 5.1.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2020-10-05T14:33:28","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/planetario-e-osservatorio-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4437","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4437&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/osservatorio-ca-del-monte\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.0786501,44.8141113]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4429,"name":"San Ponzo","description":"\n<p>Nell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese, sulla sinistra del torrente Staffora, sorge il piccolo borgo di San Ponzo, gi\u00e0 comune e ora frazione di Ponte Nizza, appartenuto nei secoli passati ai vescovi di Pavia e poi alla famiglia Cesarini Sforza. Al centro della piazzetta la chiesa, rimaneggiata nel Quattrocento, che tradisce ancora a livello architettonico le sue origini medievali. L&#8217;edifico, dichiarato monumento nazionale, conserva al suo interno tracce di affreschi del XVI e del XVIII secolo e un&#8217;importante fonte battesimale in pietra datata 1161. A circa tre chilometri dal paese, verso il monte Vallassa, sorgono le grotte scavate naturalmente dagli agenti atmosferici nell&#8217;arenaria. Qui nel III secolo d.C. visse da eremita San Ponzo le cui spoglie si conservano all&#8217;interno della pieve. Non mancano, ovviamente, le leggende legate alla sua figura e alle virt\u00f9 prodigiose dell&#8217;acqua che un tempo sgorgava da queste rocce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grotte Di San Ponzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla piazza dell&#8217;Antica Pieve di San Ponzo attraverso un percorso sterrato si attraversa il fiume Semola e si entra nel bosco. A circa 3km dal paese troverete delle grotte scavate nel corso degli anni dagli agenti atmosferici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia di San Ponzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>San Ponzo nasce a Roma agli inizi del secolo 3\u00b0, da nobile famiglia pagana. Suo padre \u00e8 Marco, ricco senatore romano e la madre Giulia. Cresce in famiglia pagana, ma in un ambiente ormai popolato da cristiani appena arrivati alla Fede e perci\u00f2 convinti e fervorosi nella pratica religiosa.<br>La sua conversione alla Fede cristiana \u00e8 dovuta proprio alla testimonianza di quei cristiani e ai suggestivi riti religiosi fatti di preghiere e di canti che si diffondevano dai luoghi di culto e contagiavano coloro che avevano la ventura di ascoltarli, passando.Essendo di famiglia patrizia, lo stesso Papa Ponziano lo accoglie, lo istruisce e gli amministra il Battesimo dandogli il nome di Ponzo. L&#8217;anelito del novello cristiano \u00e8 di diffondere nell&#8217;ambiente romano la Fede che lo rendeva felice. Convert\u00ec il padre con tutta la sua famiglia e molti pagani.<br>In seguito \u00e8 tradizione che arrivasse in Valle Staffora, secondo alcuni per sfuggire alla persecuzione dell&#8217;imperatore e secondo altri per l&#8217;ansia di diffondere la Fede cristiana anche fuori Roma.<br>Peregrin\u00f2 in varie Regioni, come era consuetudine allora, e approd\u00f2 anche in Francia.Come lui, altri uomini animati da grande fede, Rocco, Colombano, Martino, Romedio giravano per le contrade delle citt\u00e0 e del contado, a piedi ovviamente, con in mano il bastone del pellegrino; alloggiavano dove potevano, magari in cascinali o presso famiglie ospitali che li accoglievano come si accoglie il Signore; si nutrivano di quello che ricevevano dalla carit\u00e0, parca ma generosa; parlavano di Dio e delle cose sante alla gente che li ascoltava, desiderosa e devota.<br>La meta di questi &#8221; discepoli per amore&#8221; era o l&#8217;Eremo per una vita solitaria, o l&#8217;Abbazia per una vita comunitaria. Eremi e Monasteri furono focolai di vita cristiana, come da noi San Colombano di Bobbio e Sant&#8217;Alberto di Butrio.<br>In questo peregrinare, Ponzo arriv\u00f2 dapprima a Fortunago, dove si fece servitore di possidenti del posto, distinguendosi per grande virt\u00f9 e anche per qualche miracolo, come quando fece scaturire acqua per i buoi assetati. Si ritir\u00f2 in seguito in una localit\u00e0 che allora si chiamava &#8220;Le Cascine&#8221;, e che poi prese il nome da lui: &#8221; San Ponzo&#8221;, a cui viene aggiunto il nome &#8220;Semola&#8221; dal torrentello che scende dai monti e costeggia il borgo.  In questo luogo solitario e suggestivo, vi erano alcune grotte scavate nella montagna. Ponzo ne scelse una come sua abitazione, forse pensando di imitare Ges\u00f9 Maestro che volle nascere in una grotta. Questa grotta \u00e8 diventata la &#8220;Grotta di San Ponzo&#8221;, venerata dalla popolazione del luogo, ma anche meta di tanti fedeli provenienti dalle zone circostanti dell&#8217;Oltrep\u00f2 e anche dal Piacentino e dal Genovesato. I devoti raccoglievano (uso il &#8221; tempo passato&#8221; perch\u00e9 ora non si verifica quasi pi\u00f9) le gocce d&#8217;acqua che scendevano dal soffitto della grotta, perch\u00e9 attribuivano ad esse virt\u00f9 prodigiose, fra le quali quella di ottenere latte alle puerpere. Questo antro, scavato nell&#8217;arenaria, ha la bocca rivolta a nord; \u00e8 largo 12 metri; il soffitto \u00e8 orizzontale; il pavimento sale fortemente verso l&#8217;interno; profondit\u00e0 7 metri circa, altezza circa 4 metri. Duecento pi\u00f9 c\u2019\u00e8 una sorgente d\u2019acqua che i pellegrini gustano con piacere quando arrivano a piedi dopo circa tre chilometri.<br>Nell&#8217;interno della grotta si nota una specie di giaciglio in cui, secondo la tradizione, dormiva il santo; e perfino, una piccola nicchia nella quale una gallina deponeva le uova che, insieme ai frutti boscherecci, costituivano il nutrimento del santo.<br>Erano tempi di forte Fede, ma anche di persecuzioni da parte dei cultori del paganesimo, che vedevano nel progresso della Fede cristiana un pericolo per il culto dell&#8217;imperatore e per il suo potere. Ponzo, preso con la forza e costretto ad offrire il sacrificio, non volle accondiscendere e fu perci\u00f2 sottoposto ad interrogatorio.<br><br>Era il 14 maggio di un anno imprecisato, ma probabilmente circa la met\u00e0 del secolo terzo. Non si sa con esattezza dove avvenne il martirio. Con molta probabilit\u00e0 nelle vicinanze del paese, tra Cecima e S. Ponzo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2020-10-05T12:32:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4429","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4429&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/san-ponzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.100585,44.8362722]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4353,"name":"(022) Bevagna","description":"\n<p><strong>Bevagna<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bevagna, l&#8217;antica Mevania, sorge ai margini della vasta valle umbra, alle estreme propaggini dei Monti Martani. Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell&#8217;Umbria, anche se esistono tracce di insediamenti umani fin dall&#8217;et\u00e0 del ferro e significativi rinvenimenti archeologici confermano la presenza degli Umbri in questa zona.<br>Bevagna, sorta sull&#8217;antica via consolare Flaminia, fu prima citt\u00e0 umbra e poi il fiorente municipio romano di Mevania, ascritto alla trib\u00f9 Aemilia. Mevania ricopr\u00ec una posizione centrale nella viabilit\u00e0 romana che ne determin\u00f2, insieme ai fiorenti scambi commerciali mediante le sue vie fluviali, la floridezza fino al III secolo d.C. Nel 774 entr\u00f2 a far parte dello Stato della Chiesa.<br>Dopo il 1000 si costitu\u00ec in libero Comune tenuto dai Consoli. L&#8217;aspetto odierno \u00e8 sicuramente il frutto dello sviluppo medioevale, infatti bench\u00e8 i Romani avessero impostato l&#8217; antica Menania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano \u00e8 posto pi\u00f9 a sud.<\/p>\n","modified":"2020-07-24T12:55:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4353","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4353&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/022-bevagna\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[12.6092683,42.9372855]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4046,"name":"Cimitero dei Burci","description":"\n<p>Dopo il completo abbandono dell&#8217;attivit\u00e0 fluviale, i burci inutilizzati vennero poco per volta abbandonati lungo le sponde del Sile. 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Prende in nome da Giulio Camuzzoni, secondo sindaco della citt\u00e0 e promotore della costruzione. \u00c8 uno dei 3 canali veronesi insieme al Canale Milani e al Canale Biffis.<\/p>\n\n\n\n<p>Opera idraulica tra le pi\u00f9 antiche, il canale Camuzzoni produce da 120 anni energia pulita<br>\u201eIl canale Camuzzoni, opera idraulica tra le pi\u00f9 antiche del nord Italia, ha permesso l\u2019industrializzazione di Verona tra fine dell\u2019800 e i primi del \u2018900 grazie alla forza dell\u2019acqua, inizialmente convertita in energia meccanica in grado di azionare i macchinari industriali, poi in energia elettrica con la costruzione, nel 1923, della diga di Chievo e della centrale idroelettrica di Tombetta.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2020-06-09T16:33:32","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/camuzzoni-300x145.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3908","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3908&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/canale-camuzzoni\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.9859794,45.42393000000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3899,"name":"Custoza","description":"\n<p>La Terra del Custoza \u00e8 un territorio dislocato sulle colline moreniche a sud-est del Lago di Garda e comprende i Comuni di Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Villafranca di Verona, Bussolengo e Sona. Queste zone ad alta vocazione vitivinicola sono tutte accomunate dalla coltivazione dei vitigni tipici per la produzione del vino Custoza: il Corvina, autoctono, lo Chardonnay, \u00a0a bacca bianca, e infine il Cabernet.<\/p>\n\n\n\n<p>Custoza \u00e8 nota per essere stata teatro di due importanti battaglie risorgimentali, che videro in entrambi i casi la sconfitta dell&#8217;esercito piemontese prima e italiano poi ad opera dell&#8217;Impero austriaco:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>il 25 luglio 1848 il generale Radetzky sconfisse l&#8217;esercito del re Carlo Alberto di Savoia;<\/li><li>il 24 giugno 1866 l&#8217;Arciduca Alberto d&#8217;Asburgo-Teschen sconfisse l&#8217;esercito italiano, guidato dal generale Alfonso La Marmora. L&#8217;esercito austriaco sub\u00ec la perdita di 7956 unit\u00e0 (su 75000 effettivi) contro i 7391 le perdite dell&#8217;esercito italiano (su 50000 effettivi).<br>A ricordo di tali episodi bellici sorge un ossario nei pressi del paese, il quale, inaugurato da Amedeo di Savoia duca d&#8217;Aosta il 24 giugno del 1879, contiene le spoglie di tutti i soldati morti durante le suddette battaglie delle Guerre d&#8217;indipendenza italiane.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Storico personaggio legato alla localit\u00e0 e a quegli eventi, celebrato dal De Amicis, \u00e8 il Tamburino sardo, che, secondo il racconto narrato nel libro Cuore, corse gi\u00f9 dalle colline di Custoza per chiamare i rinforzi.<\/p>\n","modified":"2020-06-09T16:29:45","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/custoza-300x144.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3899","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3899&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/custoza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.7962865,45.3729347]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3872,"name":"San Martino della Battaglia","description":"\n<p>Da qualsiasi parte si giunga \u00e8 inevitabile notare la Torre che svetta tra le colline del Garda. San Martino della Battaglia \u00e8 una localit\u00e0 ricca di storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 24 Giugno del 1859 proprio a San Martino della Battaglia l&#8217;esercito Piemontese, sotto la guida di Re Vittorio Emanuele II si scontr\u00f2 contro una frangia dell&#8217;esercito austriaco, guidato dal Generale Van Benedek. La Torre di San Martino \u00e8 oggi in Italia uno dei pi\u00f9 importanti simboli del Risorgimento Italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>La Torre di San Martino della Battaglia \u00e8 alta circa 64 metri e dalla sua cima si pu\u00f2 godere di un magnifico panorama a 360\u00b0 che ripaga tutta la fatica della salita. Lungo tutta la salita infatti le pareti sono arricchite da bellissimi affreschi che narrano la storia e le tappe fondamentali del Risorgimento Italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia della Torre di San Martino della Battaglia<br>La Torre sorge sul colle pi\u00f9 alto di San Martino che l&#8217;armata sarda conquist\u00f2, perse e riconquist\u00f2 pi\u00f9 volte con assalti e guerre contro gli Austriaci.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; stata costruita per celebrare il ricordo di re Vittorio Emanuele II e dei soldati che hanno combattuto per difendere ed ottenere l&#8217;indipendenza e l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia durante gli anni che vanno dal 1848 al 1870.<\/p>\n\n\n\n<p>La torre si pu\u00f2 ammirare per la sua grandezza e all&#8217;interno per le bellezze artistiche che impreziosiscono le pareti e i reperti che documentano la storia del Risorgimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto intorno c&#8217;\u00e8 un bellissimo parco attrezzato e all&#8217;esterno oltre alle campagne e vigneti della zona c&#8217;\u00e8 anche un ampio spazio verde ideale per fare dei picnic.<\/p>\n\n\n\n<p>La costruzione della Torre di San Martino della Battaglia \u00e8 Iniziata nell&#8217;anno 1880 mentre la sua inaugurazione risale al 15 Ottobre 1893 davanti a re Umberto I, alla regina Margherita, ai ministri, a tutti i componenti del Parlamento e a una festosa folla proveniente da tutta Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Rievocazione storica della Battaglia di San Martino<br>Ogni anno ancora oggi a San Martino della Battaglia c&#8217;\u00e8 la rievocazione storica della celebre battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>La rievocazione della battaglia di San Martino avviene ogni anno nei giorni dal 23 al 25 Giugno, ed \u00e8 un evento da non perdere.<\/p>\n\n\n\n<p>In genere dura due intere giornate e l&#8217;evento si svolge nelle due localit\u00e0 storiche della zona, San Martino della Battaglia e Solferino.<\/p>\n\n\n\n<p>Si nota subito la sua sontuosit\u00e0, infatti la base, di 22.80 mt di diametro e 19.80 di altezza, \u00e8 a forma di tamburo cilindrico decorato da merli.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal tamburo si erge il maschio della Torre. Intorno alle pareti esterne ci sono dei medaglioni a sorreggere i merli della torre che poi si allarga verso il terrazzo in cima.Appena entrati nella Torre di San Martino la prima sala ospita una statua di Vittorio Emanuele e le note del Va&#8217; Pensiero, famosa opera di Giuseppe Verdi, riecheggiano nell&#8217;aria creando un&#8217;atmosfera davvero emozionante. Arrivati in cima alla Torre si pu\u00f2 godere di un panorama davvero unico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ossario di San Martino della Battaglia<br>Cappella dell&#8217;Ossario a San Martino della BattagliaA pochi passi dalla Torre di San Martino c&#8217;\u00e8 da visitare l&#8217;Ossario. Non si paga alcun biglietto di ingresso, la visita \u00e8 gratuita.<\/p>\n\n\n\n<p>Si accede alla Cappella Ossario attraverso un viale alberato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla facciata della Cappella Ossario si possono ammirare tre mosaici, opere degli artisti del laboratorio Salviati di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;Ossario di San Martino sono custoditi i resti di migliaia di combattenti dell&#8217;Armata Sarda e dell&#8217;Esercito austriaco.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Ossario di San Martino della Battaglia \u00e8 un monumento che deve celebrare la vita dei soldati che hanno combattuto per salvare la patria.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo appena si entra nella Cappella si \u00e8 rapiti da tanta commozione.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo all&#8217;abside spiccano subito i crani dei teschi dei caduti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancano corone, fiori e tricolori deposti in loro omaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;abside della cappella dell&#8217;Ossario di San Martino infatti si possono vedere ben 1274 teschi umani e nella cripta sottostante le ossa di 2619 soldati.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2020-06-09T15:38:21","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/san-martino-300x105.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3872","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3872&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/san-martino-della-battaglia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.6029836,45.4379211]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3854,"name":"Cave del Marmo di Botticino","description":"\n<p>Lo troviamo ovunque a Brescia: dal Capitolium alle pi\u00f9 importanti chiese, il marmo di Botticino \u00e8 senza dubbio uno dei pi\u00f9 importanti protagonisti della nostra citt\u00e0 e della sua bimillenaria storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il marmo pregiato e ricercato \u00e8 una roccia metamorfica originata dalla trasformazione dei calcari, nel processo che prende il nome di metamorfismo, ovvero il cambiamento di forma. Questo fenomeno \u00e8 dovuto ai continui cambiamenti di temperatura e pressione nella profondit\u00e0 del sottosuolo. Ma allora perch\u00e9 \u00e8 possibile ammirare il paesaggio delle cave? La risposta \u00e8 semplice: le rocce metamorfiche visibili ad un\u2019altezza di gran lunga superiore rispetto a quella superficiale sono emerse in seguito all\u2019azione degli agenti atmosferici o ai movimenti della crosta terrestre. Esistono tante variet\u00e0 di marmo utilizzate nell\u2019edilizia: il marmo bianco \u00e8 quello tipico di Carrara, mentre quello di colore giallo \u00e8 il Marmo di Botticino Classico. Quest\u2019ultimo risulta essere particolarmente pregiato, pertanto viene ampiamente utilizzato sia nell\u2019edilizia residenziale, sia in quella monumentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si hanno molte testimonianze dell\u2019attivit\u00e0 di estrazione ed utilizzo del marmo nell\u2019epoca dell\u2019impero romano. Quello che per\u00f2 \u00e8 certo \u00e8 che sono pervenute numerose incisioni sul marmo di Botticino, dunque si pu\u00f2 dedurre che in quel periodo storico questo materiale fosse presente in grandi quantit\u00e0. Il marmo fu largamente utilizzato per la costruzione di edifici monumentali bresciani quali il Capitolium e il teatro romano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema principale di questa attivit\u00e0 durante l\u2019Impero Romano era quello legato all\u2019estrazione: i romani infatti erano alla ricerca di una tecnica estrattiva efficiente e dopo tanti esperimenti trovarono il riscontro migliore nella tecnica dell\u2019olivella che facilitava l\u2019estrazione dei blocchi di marmo attraverso l\u2019utilizzo di un anello meccanico inserito in una cavit\u00e0 praticata previamente sulla facciata del blocco. Il popolo dei romani era molto preciso in queste attivit\u00e0 e lasci\u00f2 alle popolazioni successive una grande eredit\u00e0 dal punto di vista tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il periodo successivo, il Medioevo, non fu affatto proficuo per l\u2019estrazione marmifera che visse una situazione di stallo. Furono invece sfruttati i materiali di recupero nella costruzione dell\u2019edificio della Pallata e della Torre d\u2019Ercole che risalgono a quel periodo. Nuovi progressi si registrarono invece nei secoli successivi, quelli del Rinascimento.Il marmo di Botticino e la sua storia<\/p>\n\n\n\n<p>Risalgono al Cinquecento le prime informazioni certe ed affidabili sull\u2019estrazione del marmo nelle cave di Botticino e Rezzato. Comparve per la prima volta il termine medoli tuttora utilizzato per designare le cave. Tra il Quattrocento e il Cinquecento gli operai delle cave cominciarono a specializzarsi in questo mestiere e nel 1462 venne stipulato un primo contratto per la fornitura di colonne di marmo tra il Monastero di S. Eufemia e due Maestri lapidici di Cavegnago. Nel Settecento nacquero nuove figure professionali tra cui lo scultore, il tagliapietre, lo statuario e l\u2019intagliatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tramonto dell\u2019Ottocento \u00e8 segnato dalla nascita dell\u2019imprenditore collaboratore in cooperative come quella fondata nel 1921 tra lavoratori di marmo ed affini, oppure quella del 1926 intitolata I Fratelli Lombardi di Botticino che controllava oltre met\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 delle cave.<br>L\u2019attivit\u00e0, con il passare del tempo, diveniva sempre pi\u00f9 florida, tanto che nel 1958 furono estratte ben 209.919 tonnellate di marmo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2020-06-09T15:07:14","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/CaveDiMarmo-610x402-1-300x198.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3854","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3854&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/cave-del-marmo-di-botticino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3239009,45.5418371]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3834,"name":"Brescia","description":"\n<p>A Brescia ci sono molte cose da vedere:  partiamo da Piazza della Loggia  ancora oggi tristemente famosa per l\u2019attentato ma cos\u00ec bella con l\u2019edificio da cui prende il nome e i portici, riparo ideale per le fredde giornate d\u2019inverno; poi piazza dei Duomi, ben due, uno antico e uno pi\u00f9 giovane che si contendono l\u2019attenzione dei turisti; infine piazza del Foro con il teatro e il Capitolium, testimonianze della Brescia romana. Poi tante chiese, una splendida pinacoteca e, sopra tutto, il Castello che guarda la citt\u00e0, le prealpi e la Franciacorta. A proposito, a Brescia si mangia bene e si beve meglio, perch\u00e9 questa \u00e8 terra di vini e grande cucina. <\/p>\n\n\n\n<p>Piazza della Loggia<\/p>\n\n\n\n<p>Piazza della Loggia, o Piazza Loggia come \u00e8 chiamata dai bresciani, \u00e8 uno dei luoghi di ritrovo della citt\u00e0 e il biglietto da visita pi\u00f9 bello per ammirare lo stile veneziano di Brescia, quando era dominata dalla Serenissima. Infatti questa piazza, realizzata nella met\u00e0 del Quattrocento, sorge al posto di un mercato medievale e ospita alcuni dei palazzi pi\u00f9 belli e storici della citt\u00e0.<br>La loggia da cui la piazza prende il nome \u00e8 l\u2019inconfondibile edifico bianco con tre archi e la cupola a forma di carena, che domina una grande facciata di marmo bianco riccamente scolpita. Edificata nel 1492, oggi \u00e8 la sede degli uffici della giunta comunale. All\u2019interno, un grande scalone rinascimentale porta al primo piano, al Salone Vanvitelliano, progettato appunto da Luigi Vanvitelli nel 1773.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul lato opposto alla loggia si trova la Torre dell\u2019Orologio, realizzata nel 1540 e famosa per i M\u00e0cc de le Ure (i matti delle ore), le due statue di bronzo che ogni ora colpiscono la campana. Sulla torre spicca un grande orologio meccanico del 1544 che indica anche le i segni zodiacali e le fasi lunari.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sinistra della torre svetta l\u2019edifico del Monte di Piet\u00e0 vecchio, 1484: sulla facciata si trovano una serie di iscrizioni di epoca romana recuperate durante gli scavi in questa zona.<\/p>\n\n\n\n<p>Di sabato la piazza ospita il mercato, e tutto l\u2019anno \u00e8 il ritrovo perfetto per un caff\u00e8 ai tavolini e per un po\u2019 di shopping nei negozi sotto i portici.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla lapide commemorativa, una serie di formelle nella strada che dalla Piazza porta al Castello ricorda l\u2019attentato terroristico fascista del 28 maggio 1974, in cui una bomba uccise 8 persone e ne fer\u00ec 102.<\/p>\n\n\n\n<p>Piazza Paolo V o dei due duomi<\/p>\n\n\n\n<p>Piazza dei Due Duomi, com\u2019\u00e8 nota in modo ufficioso Piazza Paolo VI, \u00e8 una bella piazza medievale nel cuore di Brescia. Su questa piazza si affacciano appunto le due cattedrali della citt\u00e0: la Cattedrale Estiva di Santa Maria Assunta, il duomo nuovo, e la Concattedrale Invernale di Santa Maria Assunta, il duomo vecchio. La piazza ospita inoltre il il Palazzo del Broletto con la sua inconfondibile torre in pietra merlata: l\u2019edificio pubblico pi\u00f9 antico della citt\u00e0, realizzato a partire dal 1200.<\/p>\n\n\n\n<p>Piazza Duomo a Brescia<br>Perch\u00e9 ci sono due duomi a Brescia? In realt\u00e0, il duomo nuovo \u00e8 diventata la chiesa ufficiale delle funzioni in un secondo momento, ma oggi queste due belle chiese si possono ammirare insieme, una di fianco all\u2019altra. Il duomo vecchio \u00e8 l\u2019edifico rotondo di pietra: \u00e8 stato realizzato nel 1100 e oggi \u00e8 il tempio romanico circolare pi\u00f9 grande in assoluto. L\u2019interno custodisce gli stupendi mosaici della Basilica paleocristiana che sorgeva in questo punto, i resti di un impianto termale romano e il sarcofago di Berardo Maggi, realizzato in marmo rosso di Verona all\u2019inizio del Trecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il duomo nuovo \u00e8 oggi la chiesa pi\u00f9 importante della citt\u00e0. Edificato a partire dal 1604 e completato nel 1825, \u00e8 inconfondibile grazie alla sua facciata barocca di marmo e alla cupola, che con i suoi 80 metri \u00e8 la terza pi\u00f9 grande d\u2019Italia dopo quella di San Pietro a Roma e quella di Santa Maria del Fiore a Firenze. E all\u2019interno ospita opere dal 1400 fino al 1700 tra cui un Crocifisso di legno del \u2018400 e l\u2019Arca di S. Apollonio, un monumento funebre, intagliato nel marmo e ricco di decorazioni, realizzato da Gasparo Cairano intorno al 1510.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alle due cattedrali, sulla piazza svetta il palazzo del Broletto. Rimaneggiato e ristrutturato varie volte, questo palazzo era il centro del governo delle Signorie e del Comune ed oggi occupa un intero isolato, con una grande corte interna. Le stanze del palazzo ospitano la polizia, gli uffici del comune, l\u2019amministrazione provinciale e la prefettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Tempio Capitolino<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme al teatro e ai resti del Foro cittadino, il tempio Capitolino fa parte del complesso di rovine di edifici pubblici romani pi\u00f9 importante dell\u2019Italia del nord, dal 2011 Patrimonio Mondiale dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO.<br>Questo tempio \u00e8 il cuore del centro romano di Brixia, una delle citt\u00e0 romane pi\u00f9 importanti del nord perch\u00e9 si trovava lungo la via gallica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Capitolium\u200b \u00e8 dedicato alle tre principali divinit\u00e0 romane: Giove, Giunone e Minerva. Oggi si possono ammirare i resti del tempio con tre celle, una serie di colonne corinzie e all\u2019interno i meravigliosi pavimenti di marmi policromi con decori geometrici del primo secolo d.C.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte del tempio, un\u2019iscrizione in latino lo data al 73 d.C., ma le ricerche hanno confermato che fu costruito sulle rovine di un tempio ancora pi\u00f9 vecchio, di epoca repubblicana. All\u2019epoca della sua costruzione era sopraelevato rispetto al teatro e al foro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Castello di Brescia<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il Castello di Brescia, simbolo della citt\u00e0, sorge sul Colle del Cidneo, nel luogo in cui vi fu il primo insediamento della citt\u00e0, nell\u2019et\u00e0 del Bronzo. Di qui poi passarono i Celti, e i Romani: le gradinate di un tempio che qui edificarono si possono ancora vedere all\u2019interno del mastio. Il castello \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi d\u2019Italia, \u00e8 perfettamente conservato.<br>Una visita a questo complesso \u00e8 l\u2019occasione per conoscere la storia di Brescia e delle popolazioni che l\u2019hanno dominata, dall\u2019Alto medioevo alla dominazione di Venezia nel 1426, fino alla conquista nel 1509 dei Francesi, al ritorno dei veneziani e al dominio austriaco. Nel 1849, questo spazio fu teatro delle 10 giornate di Brescia e nel 1945 furono fucilati alcuni esponenti della Resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la visita al castello comprende vicoli, stradine, e vari itinerari che toccano uno dei vigneti pi\u00f9 antichi e pregiati di tutto il Nord Italia, un doppio ponte levatoio, la camminata intorno al mastio, su cui ancora si vedono le merlature ghibelline, un magnifico panorama, tour sotterranei e due musei, il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo Del Risorgimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Museo delle Armi raccoglie una delle collezioni di armi e armature europee pi\u00f9 complete. Vi si possono ammirare ad esempio armature di lusso, personalizzate con decori a sbalzo, e una ricca raccolta di armi bianche e da fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Museo del Risorgimento, temporaneamente chiuso, \u00e8 stato inaugurato nel 2005 e racconta nel dettaglio, le 10 giornate di Brescia e tutti gli eventi dalla seconda guerra di indipendenza in poi, con documenti, cimeli, dipinti e oggetti di uso quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Museo di Santa Giulia<\/p>\n\n\n\n<p>Esteso su di un\u2019area di 14 km quadrati, il Museo di Santa Giulia \u00e8 unico in Italia perch\u00e9 sorge al posto del monastero femminile di S. Giulia e racchiude una basilica longobarda, una chiesa del \u2018500 e i resti delle domus romane.<br>Questo museo testimonia la vita quotidiana, artistica e spirituale di Brescia dalla preistoria ad oggi, con 11.000 reperti. Tutta la zona \u00e8 stata inserita nel 2011 nel Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO. La visita pu\u00f2 iniziare dal pianterreno, dove si trovano le domus dell\u2019Ortaglia, dai pavimenti in mosaico perfettamente conservati: sono case di epoca romana, dal I al IV secolo d.C., e si affacciano su di un orto e un giardino. Si tratta di un percorso in cui si pu\u00f2 passare da un ambiente all\u2019altro e ammirare affreschi e mosaici, qui c\u2019era una fitta rete di tubi a pavimento e a parete, che riscaldavano gli ambienti grazie a uno degli acquedotti della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa longobarda di San Salvatore \u00e8 uno degli edifici longobardi pi\u00f9 importanti in assoluto e fu realizzata nel 753 d.C. dal Re Desiderio come simbolo della sua monarchia. Merita una visita per le sue ricche sculture, tra cui due lastre di marmo con dei pavoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si visita poi la chiesa di Santa Maria in Solario, l\u2019oratorio delle monache, che da qui assistevano di nascosto alle funzioni. Risale al XII secolo e al piano inferiore custodisce una lipsanoteca, una cassetta d\u2019avorio del IV secolo d.C. usata come reliquiario. Al piano superiore la sala \u00e8 tutta affrescata, dalla volta di stelle alle scene sulle pareti. Qui si trova la Croce di Desiderio, una croce del IX secolo d.C. con decori longobardi e romani e ben 212 gemme.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i reperti romani che circondano il chiostro rinascimentale si trova la vittoria Alata di Brescia, una figura di bronzo realizzata indicativamente nel I secolo. d.C., che raffigura una donna con le ali da angelo, avvolta da un mantello. \u00c8 stata scoperta nella zona del Capitolium nel 1826, ed \u00e8 l\u2019unico caso di statua di bronzo conservata alla perfezione nell\u2019Italia settentrionale: a causa del fatto che il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell\u2019Impero Romano, tutti i simboli pagani furono distrutti. Questa Vittoria \u00e8 arrivata fino a noi perch\u00e9 fu nascosta in un\u2019intercapedine del tempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pinacoteca Martinengo<\/p>\n\n\n\n<p>La pinacoteca Tosio Martinengo custodisce una collezione di 480 opere degli autori pi\u00f9 importanti dal 1200 al 1800, tra cui i protagonisti del Rinascimento, da Raffaello a Lotto, e i massimi esponenti dell\u2019Ottocento tra cui Canova e Hayez.<br>Il percorso si snoda lungo 21 sale espositive ed \u00e8 perfettamente integrato nella struttura architettonica del palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore della collezione \u00e8 la pittura bresciana del Rinascimento, ma tra le opere da non perdere vi sono quelle di Raffaello: L\u2019Angelo del 1500, il Cristo Redentore Benedicente del 1505 e la Madonna con il Bambino del 1520. La collezione comprende anche una serie di arti decorative tra cui medaglie, smalti, avori e oreficerie. La raccolta si \u00e8 arricchita nel corso del tempo, e oggi ospita anche dipinti giapponesi e cinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le chiese di Brescia<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alle due cattedrali in Piazza Paolo VI e alle suggestive chiese del complesso di Santa Giulia, Brescia conta moltissime chiese, suddivise in 57 parrocchie. Tra queste ve ne sono alcune che meritano di essere visitate per il loro valore storico e architettonico.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa di Sant\u2019Agata, in Via S. Agata 31, \u00e8 stata realizzata a partire dal 1300 ed ha un portale rinascimentale con due statue barocche. All\u2019interno si ammira un perfetto esempio di armonia tra stili quattrocenteschi e cinquecenteschi, con affreschi e stucchi del \u2018600. Questa chiesa \u00e8 stata rimaneggiata pi\u00f9 volte, ed oggi si possono si pu\u00f2 ammirare la sovrapposizione di stili, armoniosamente omogenei.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa di Santa Maria dei Miracoli \u00e8 un vero e proprio tesoro dell\u2019arte rinascimentale e si trova in centro, in corso Martiri della Libert\u00e0. Questa chiesa fu edificata nel 1488 per custodire l\u2019immagine miracolosa della Madonna col Bambino che si trovava in un affresco fuori da una casa proprio da queste parti. La facciata della chiesa, in marmo di Botticino, \u00e8 stata deodorata con grande maestria da Gian Gaspare Pedroni con motivi sacri e profani.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa dei santi Nazario e Celso \u00e8 una delle chiese pi\u00f9 grandi di Brescia e si trova in Via Matteotti. Questa chiesa \u00e8 un classico esempio di struttura neoclassica, a iniziare dalla facciata, sorretta da otto grandi colonne corinzie, e dal portale principale, con il timpano ricurvo. All\u2019interno, questa chiesa si compone di cinque cappelle e custodisce delle opere d\u2019arte molto preziose come la Madonna con Bambino e Santi Lorenzo e Agostino del XV secolo, e il Polittico Averoldi, di Tiziano Vecellio, che risale al 1522. L\u2019origine di questa chiesa \u00e8 medievale, ma nel corso dei secoli \u00e8 stata ampliata e arricchita, fino a quando \u00e8 stata rifatta completamente nel 1753 in stile neoclassico.<\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Grande<\/p>\n\n\n\n<p>Il Teatro Grande di Brescia \u00e8 stato fondato nel 1640 e oggi \u00e8 il teatro pi\u00f9 importante della citt\u00e0 e Monumento Nazionale. Dalla fine dell\u2019800 in poi ha messo in scena le opere liriche pi\u00f9 celebri della tradizione italiana e qui ci fu la Prima della \u201cMadama Butterfly\u201d di Puccini. In aprile e maggio ospita il Festival pianistico Internazionale e ogni anno a giugno la Festa dell\u2019opera, in cui unico per un giorno intero si assiste gratuitamente alle opere pi\u00f9 celebri della tradizione dell\u2019opera, dall\u2019alba fino a mezzanotte.<br>Gli ambienti del teatro si visitano su prenotazione e permettono di scoprire la storia e lo sfarzo di questi luoghi. La sala delle statue nome dalle 16 statue di gesso degli artisti pi\u00f9 importanti italiani e di Brescia, tra cui Giuseppe Verdi. Il foyer \u00e8 una sala con decori sfarzosi del \u2019700, ritrovo nell\u2019Ottocento di fumatori e giocatori. Il salone della scenografia si trova al primo piano sul palcoscenico: qui venivano costruite e progettate le scene dei fondali.<\/p>\n\n\n\n<p>La sala grande, il meraviglioso salone centrale di questo teatro, \u00e8 stata realizzata nel 1810 a forma di ferro di cavallo e comprende cinque ordini di loggiati, di cui tre palchi e due gallerie. Nel passato ospitava la borghesia e la nobilt\u00e0 e l\u2019ultimo piano era destinato al popolo. La sala \u00e8 dominata dal rosso granata delle tappezzerie, e da una serie di decorazioni di cartapesta e legno intagliato in oro e avorio. il soffitto \u00e8 decorato con affreschi e stucchi dorati e sul fondo della sala c\u2019\u00e8 il palco reale, con la decorazione interna neoclassica che \u00e8 quella originale del 1810.<\/p>\n\n\n\n<p>Brescia sotterranea<\/p>\n\n\n\n<p>Brescia sotterranea si pu\u00f2 scoprire tramite l\u2019associazione Brescia Underground, mentre i sotterranei del Castello si visitano con l\u2019associazione speleologica bresciana. Brescia Sotterranea \u00e8 un percorso alla scoperta di tutto ci\u00f2 che si nasconde sotto il livello della strada, con vari percorsi che comprendono fiumi, canali, rogge. Il percorso principale dura circa 2 ore, e parte proprio sotto Piazza Loggia, con guide che spiegano passo tutte le curiosit\u00e0, e la storia di questo livello sotterraneo della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa mangiare a Brescia<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina di Brescia \u00e8 gustosa e saporita, a base di carne e latticini, e cereali, tra cui spicca la celebre polenta taragna, in un territorio che riserva vini di eccellenza, \u200b con tantissimi\u200b Doc.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 partire dall\u2019aperitivo, il Pirlo, da gustare nei locali del centro, con scorza di limone, vino bianco, bitter rosso, seltz, accompagnato dal bertagn\u00ec (baccal\u00e0 fritto).<\/p>\n\n\n\n<p>Gli antipasti sono un trionfo di salumi e formaggi, e tra i primi sono da provare i malfatti, gnocchi con pane, latte, burro, uova, spinaci freschi e noce moscata, lessati e conditi con burro e salvia. I casons\u00e8i bresciani sono deliziosi ravioli fatti in casa, con ripieno di carne o verdure, insaporiti da burro e salvia fresca e grana.<\/p>\n\n\n\n<p>E i dolci? I pi\u00f9 tradizionali sono la bussol\u00e0, la persicata e il biscotto bresciano, magari da provare alla Pasticceria Veneto, del pasticcere bresciano Iginio Massari, nominato il Miglior Pasticcere del Mondo al World Pastry Stars di Milano. La bussol\u00e0, dal veneto salvagente, \u00e8 un dolce tondo con il buco al centro a base di burro, lievitato e profumato, mentre la persicata \u00e8 una deliziosa gelatina in tocchetti di pesche e caramello. Il biscotto bresciano \u00e8 semplice e nutriente, e secondo tradizione \u00e8 poco dolce e perfetto da inzuppare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile poi citare un solo vino di Brescia, perch\u00e9 la zona della Franciacorta offre vini per tutti i gusti e di ottima qualit\u00e0. Comunque, il vino Bresciano autoctono \u00e8 il bianco Invernenga, disponibile in produzione limitata. Tra gli altri, da assaggiare il Garda classico il Botticino, il Lugana. Ovviamente, tra gli spumanti il docg Franciacorta.<\/p>\n","modified":"2020-06-09T14:52:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/brescia1-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3834","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3834&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/brescia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.2118019,45.5415526]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3813,"name":"Romano in Lombardia","description":"\n<p>La storia del borgo di Romano \u00e8 molto antica e risale all\u2019epoca romana; si pensa che il toponimo possa derivare da Rumanus, nome di origine indo-europeo che indica un borgo costruito in prossimit\u00e0 di corsi d\u2019acqua ma pi\u00f9 verosimile risulta l\u2019ipotesi che il toponimo Romano derivi effettivamente dall\u2019aggettivo \u201cRomanum\u201d relativo al Castrum Romanum.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>antiche mura<\/strong> che circondavano l\u2019intero borgo sono state demolite, tuttavia \u00e8 ben riconoscibile il vecchio sedime del doppio fossato difensivo, oggi occupato in gran parte da un viale pedonale alberato. Questo consente di apprezzare l\u2019antico nucleo medioevale e, nell\u2019angolo nord-ovest, la grande <strong>Rocca Viscontea<\/strong>, oggi sede del Museo Memoria della comunit\u00e0 di Romano di Lombardia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antica Piazza Grande denominata poi <strong>Piazza Roma<\/strong>, \u00e8 il cuore pulsante del borgo e in essa si congiungono le contrade che conducono alle porte: quella della Misericordia verso porta Brescia, quella Maggiore verso porta Bergamo e porta Crema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piazza Grande<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La piazza \u00e8\u2019 caratterizzata dalla continuit\u00e0 dei portici che vi si affacciano e confluiscono su essa dalle vie limitrofe, conservando l\u2019antica funzione di spazio sociale, commerciale e culturale.<br>Il cinquecentesco Palazzo della Ragione del XIII secolo e nella cui facciata si trova il bassorilievo del Leone di San Marco, domina il lato meridionale di Piazza Roma.<br>Ad esso si addossano i Portici della Misericordia che appartengono ad un edificio tardogotico, di gusto veneziano con sedici arcate che si aprono su altrettanti spazi commericali, fatto edificare dal condottiero Bartolomeo Colleoni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Palazzo della Ragione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Rubini, dimora del massimo tenore d\u2019opera ottocentesco Giovan Battista Rubini \u00e8 un magnifico esempio di architettura neoclassica, costruito nell\u2019anno 1845, su progetto dell\u2019architetto Pier Antonio Pagnoncelli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Palazzo Rubini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Notevole \u00e8 il complesso ecclesiale che si affaccia su Piazza Roma, formato da tre Chiese e cinque campanili addensati in breve spazio: la basilica di San Defendente fatta erigere dalla comunit\u00e0, tra il XVI e il XIX secolo, a seguito di un voto espresso durante l\u2019apparizione del santo in occasione di una pestilenza e al cui interno si ammirano manufatti e dipinti di diverse epoche tra cui il lunettone realizzato da Andrea Pozzo, che rappresenta la disputa di Ges\u00f9 nel tempio e la Santissima Trinit\u00e0 di Enea Salmeggia; la parrocchiale prepositurale di S. Maria Assunta e S. Giacomo coeva alla costruzione del borgo nel XII secolo, ma riedificata nel 1714 e allungata nel 1762 con il completamento della facciata principale con la sua esemplare facciata tardo settecentesca a doppio campanile, progettata da Giovan Battista Caniana e completata da Giacomo Quarenghi, con numerose opere di pregio, fra cui l\u2019Ultima Cena di Giovan Battista Moroni e la Vergine Assunta di Jacopo Palma il Giovane.<\/p>\n\n\n\n<p>Di inizio Novecento e in stile gotico-lombardo \u00e8 la chiesa della Beata Vergine di Lourdes, progettata da Elia Fornoni, che completa il complesso religioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Notizie storiche<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019origine del borgo ha una data ufficiale: il 1171. In quella data Romano esisteva gi\u00e0 in un altro luogo poco distante, un territorio conteso giuridicamente tra i Vescovi-Conti di Cremona e di Bergamo. Per dirimere definitivamente la questione i rappresentanti del Comune di Bergamo e quelli di Romano si accordarono, decidendo la costruzione di un nuovo borgo poco distante, in territorio completamente soggetto a Bergamo ed \u00e8 per questo che le porte di ingresso sono tre: porta Brescia, porta Bergamo, porta Crema.<\/p>\n\n\n\n<p>Portici della Misericordia<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi secoli le dominazioni sono numerose con il rapido susseguirsi delle famiglie dominanti tra cui i Visconti che fecero erigere nel Trecento la Rocca, i Colleoni che qui edificarono una delle loro dimore e fecero costruire, nella seconda met\u00e0 del XV secolo il Palazzo della Misericordia, un edificio di grande rilevanza per le attivit\u00e0 commerciali e la famiglia dei Suardo che nel 1587 fece costruire il Palazzo della Ragione.<\/p>\n","modified":"2020-06-09T14:16:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3813","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3813&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/romano-in-lombardia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.755011699999999,45.5210652]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3804,"name":"Caravaggio","description":"\n<p>La cittadina \u00e8 famosa per il  Santuario dedicato al culto di Santa Maria del Fonte che, secondo la tradizione, apparve il 26 maggio 1432 dinnanzi alla giovane contadina Giannetta de\u2019 Vacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche come citt\u00e0 che diede i nome a Michelangelo Merisi, detto appunto il Caravaggio, che per\u00f2 non ha lasciato segni della sua vita sua n\u00e9 della sua opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Santuario, il complesso monastico di San Bernardino e la Pinacoteca di Palazzo Gallavresi, veri e propri gioielli dell\u2019arte lombarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Si possono ammirare anche Palazzo Gallavresi (o Palazzo della Marchesa), uno degli edifici pi\u00f9 antichi della citt\u00e0 che risale alla seconda met\u00e0 del XIII secolo, o Villa Clelia, cinta da un murun o, che si apre all\u2019interno del parco o l\u2019Arco di Porta Nuova, che adorna uno degli ingressi al centro storico della citt\u00e0 e da cui parte un bellissimo viale alberato lungo circa due chilometri che collega il centro di Caravaggio con il Santuario. <\/p>\n","modified":"2020-06-09T14:13:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/caaravaggio-bergamo-768x438.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3804","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3804&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/caravaggio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.643601300000002,45.4973992]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3620,"name":"Castano Primo","description":"\n<p>Castano sorge all&#8217;estremit\u00e0 nord-occidentale della citt\u00e0 metropolitana di Milano. Il territorio \u00e8 lambito, per un breve tratto, dal fiume Ticino. Al confine con Nosate e Lonate Pozzolo si trovano le vasche di laminazione del torrente Arno, che proprio in territorio di Castano immette la sua portata in eccesso nel Ticino. 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E\u2019 il Kaikan (Castello), simbolo dell\u2019illuminazione del Buddha. Il Centro Culturale Ikeda per la Pace dell\u2019Istituto Italiano Buddista Soka Gakkai ha recuperato mirabilmente i fabbricati dell\u2019antica Cascina Guardia. Se chiedete di visitare saranno ben felici di accogliervi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto per il \u201cCentro Culturale Ikeda per la pace\u201d, il pi\u00f9 grande centro buddista d&#8217;Europa, riflette una relazione coerente, fra storia e contemporaneit\u00e0, in un territorio segnato da forti connotazioni insediative e delle trasformazioni nel territorio: da un lato, il complesso monumentale Guardia di Sopra, composto da una importante villa storica, con gli edifici accessori annessi (come le strutture per stalle e scuderie) a formare un&#8217;ampia corte di rilevante suggestione paesaggistica ed architettonica; dall&#8217;altro, la nuova realizzazione di una grande sala auditorium e luogo di culto, che si colloca longitudinalmente a traguardare una tensione visiva verso il grande spazio della corte e le architetture storiche.<\/p>\n","modified":"2020-05-29T10:13:47","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/ikeda-300x160.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3493","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3493&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/centro-culturale-ikeda\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.0844072,45.4254026]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3294,"name":"Monastero San Pietro in Lamosa","description":"<p>Bella chiesa romanica \u00e8 in posizione elevata e dominante a occidente del paese sulla distesa delle torbiere, da sempre chiamate &#8220;lame&#8221; e ci\u00f2 spiega perch\u00e9 si dice &#8220;in Lamosa&#8221;. Furono due fratelli, Ambrogio e Oprando, di nazione Longobarda, come essi dichiararono, a donare nel Dicembre 1083 al monastero benedettino di Cluny una chiesetta con tutti i beni di cui la dotarono a suffragio delle loro anime.<br \/>\nDodici anni dopo era gi\u00e0 sorto contiguo il monastero che, nel 1147, divenne priorato cluniacense. La chiesetta originaria era gi\u00e0 stata ampliata. Lo attestano le diverse murature esterne. Accanto alla primitiva absidiola del XI secolo si era aggiunta la navatella laterale romanica. Nuovi ampliamenti si eseguirono nel XIII secolo nella parte che risulta oggi incorniciata in cotto e altri ancora nel cinquecento con l&#8217;elevazione dell&#8217;abside centrale e dell&#8217;ultima cappella. Una lapide in latino ricorda il passaggio, avvenuto nel 1536, della chiesa ai canonici regolari di San Salvatore che officiavano a San Giovanni in Brescia. Oggi il complesso religioso \u00e8 costituito dalla navata centrale, da quella laterale a nord con quattro cappelle e dal campanile. A sud della chiesa si apre il chiostro. La navata maggiore termina con un coro ad abside fiancheggiato da due altari barocchi insediati in due absidiole. I pilastri e le pareti sono parzialmente coperti di affreschi in buono stato. Negli anni sessanta e settanta del nostro secolo il complesso ha subito gravi danni oltre per le intemperie anche per atti vandalici. Nel 1983 l&#8217;antica chiesa e l&#8217;antistante cappella fu donata alla parrocchia. Dopo aver provveduto al risanamento del tetto, \u00e8 nata l&#8217;associazione &#8220;Amici di San Pietro&#8221; che si \u00e8 gi\u00e0 impegnata a restaurare e valorizzare il monastero.<\/p>\n","modified":"2020-05-25T14:58:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/monastero-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[138,132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3294","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3294&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/monastero-san-pietro-in-lamosa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.038271425291896,45.63957827165723]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3293,"name":"Abbazia Olivetana","description":"<p><strong>L\u2019Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano<\/strong>, fondata dai cluniacensi attorno all\u2019anno 1000, era situata in un punto cruciale di passaggio e serviva da punto di sosta per i pellegrini diretti a Roma. Nel 1446 fu affidata all\u2019ordine Benedettino Olivetano di Monte Oliveto Maggiore per rafforzare la fede nella zona. I monaci ampliarono la chiesa e costruirono due chiostri e si dedicarono alla bonifica dei territori circostanti. Fra il 1500 ed il 1600 operarono nel monastero importanti esponenti artistici del Bresciano: Foppa, Romanino, Moretto, Gambara e Cossali, mentre in epoche successive vi lavorarono il pittore cremasco Barbelli ed i pittori dell\u2019area milanese Sassi, Castellini e Lecchi dei quali sono visibili numerose opere all\u2019interno della chiesa. 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Giuseppe Brollo fu un personaggio singolare, rappresentativo di un periodo in cui l\u2019hinterland era terra di conquista. Originario di Treviso, si trasfer\u00ec a Milano negli anni\u201940 avviando una discreta attivit\u00e0 industriale. Scopr\u00ec per caso le Groane in bicicletta e da pioniere, degno seguace di Davy Crockett, decise la fondazione di un villaggio agricolo. Fece arrivare conoscenti dalla sua terra d\u2019origine, diede loro una baracca e li convinse a coltivare patate e cocomeri. Un sogno che era anche una volont\u00e0 irrefrenabile: bonificare le Groane pi\u00f9 e meglio di quanti avevano tentato prima di lui, da Maria Teresa al Re d\u2019Italia. Mancavano gli Indiani ma non eravamo molto lontani dal Far West, considerando le condizioni di vita dei suoi contadini, confinati in baracche senza servizi e senza un grande destino. Questi infine riscattarono dal Brollo un pezzo di terra per costruire con le loro mani pi\u00f9 solide abitazioni. Dentro una storia cos\u00ec epica non poteva mancare l\u2019evento soprannaturale. Nel 1946, durante una grave malattia, a Brollo apparve la Madonna che lo invit\u00f2 a realizzare una chiesa. Il campanile fu una torre in profilati metallici sormontata da un faro che aveva la funzione di sostituire l\u2019illuminazione pubblica. Il villaggio dei contadini prese il nome dal loro padre-padrone ed esiste ancora, sebbene trasformato da edifici pi\u00f9 moderni.<\/p>\n","modified":"2020-05-25T10:48:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[363,132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3279","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3279&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/villaggio-brollo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.106524199999999,45.6275668]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3240,"name":"Villa Arconati FAR &#8211; Castellazzo di Bollate","description":"<p>Tra le pi\u00f9 belle e maestose Ville di delizia di Milano, Villa Arconati-FAR \u00e8 un patrimonio di grande valore storico, culturale e architettonico. La Villa \u2013 che oggi insieme al suo Giardino \u00e8 sede di Fondazione Augusto Rancilio &#8211; sorge nel Parco delle Groane, nella frazione di Castellazzo di Bollate.<\/p>\n<p>L\u2019epoca d\u2019oro di Villa Arconati si intreccia con la vita di diverse generazioni della Famiglia Arconati, che per due secoli fu proprietaria e anima del Castellazzo, precedentemente appartenuto al Marchese Guido Cusani.<\/p>\n<p>Galeazzo Arconati, cugino del cardinale Federico Borromeo, nel 1610 investe il suo patrimonio nell\u2019acquisto della propriet\u00e0 del Castellazzo, comprendente la \u201ccasa da nobile\u201d, le corti rustiche e la cassina del torchio. Amante e collezionista d&#8217;arte, dilettante d&#8217;architettura \u2013 tra i suoi incarichi risulta anche quello di rettore della Fabbrica del Duomo \u2013 egli apporta rilevanti modifiche alla struttura del &#8220;palatium&#8221;, ingentilendone gli aspetti formali ed eliminando gli elementi pi\u00f9 rustici. La casa dei nobili era composta da un blocco rettangolare con, a piano terra, il portico e lo scalone e, al piano superiore, una galleria e da un secondo blocco rivolto ad ovest, verso lo stradone di Milano. Le modifiche apportate dal 1619 sono quelle riferite al portico, all&#8217;ampliamento dei piani nobili, all&#8217;acquisto di sculture, di marmi classici romani, della statua di Tiberio, un tempo detta di Pompeo Magno, del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, di frammenti del monumento funebre a Gaston de Foix. \u00c8 inoltre Galeazzo che, a partire dal 1621, rincasato da un soggiorno romano, organizza la pianificazione integrata tra villa, paesaggio e Giardino, sulla base di esempi di ville romane e fiorentine, introducendo i teatri e i giochi d\u2019acqua ispirati agli studi di Leonardo da Vinci.<\/p>\n<p>Con Galeazzo anche il Borgo raggiunge la sua configurazione integrata con la Villa, sviluppandosi da questo momento in aderenza ad essa.<\/p>\n<p>Il progetto di nobilitazione del palazzo di Galeazzo essenzialmente invariato e incompiuto per gli anni successivi alla sua morte (1648), sotto la direzione del Conte Luigi Maria Arconati, suo nipote e genero, il quale si occupa piuttosto della riqualificazione del borgo e della costruzione delle scuderie coperte, consegnandoci uno spazio unitario, caratterizzato da equilibrate proporzioni e simmetrie.<\/p>\n<p>Dopo la morte di Luigi Maria (1671) \u00e8 invece il figlio Giuseppe Maria Arconati a portare avanti le volont\u00e0 di Galeazzo. A Giuseppe Maria va il merito di avere ampliato la Villa costruendo l&#8217;ala sud-est oltre a una serie di interventi nel giardino. L&#8217;amore per l&#8217;arte e le predilezioni del collezionista traspaiono da affreschi e quadri collocati nella nuova ala, in continuit\u00e0 ideale con Galeazzo. Ne sono esempio il riordino del Gabinetto di Gaston de Foix, avvenuto a partire dal 1712, e la presenza di collezioni di opere d&#8217;arte, statue in marmo, oltre a gessi, stampe e disegni, fino al trasferimento della Biblioteca al piano terra.<\/p>\n<p>Nel 1718 Giuseppe Antonio Arconati, nipote di Giuseppe Maria, uomo di cultura, estimatore del teatro, e protettore di Carlo Goldoni, eredita i beni di famiglia. Frequenti nella sua vita sono i viaggi a Parigi e Vienna, durante i quali conosce l&#8217;architettura d&#8217;oltralpe, ed in primis la Reggia di Versailles. Nel 1742 iniziano i lavori di ampliamento dell&#8217;ala sud-ovest, attribuiti secondo alcune fonti ai progetti dell&#8217;architetto Giovanni Ruggeri, artefice di numerosi palazzi e ville milanesi. Nel giardino, intorno al vecchio \u201cgiardino dei fiori\u201d si forma una corte a U rivolta al viale di ingresso e allo stradone di Milano e viene ampliata e sistemata a parterres la zona sud. Dal 1750, quando l\u2019intervento architettonico sulla Villa pu\u00f2 dirsi concluso, Giuseppe Antonio chiama i fratelli Galliari, incaricandoli degli affreschi del salone da parata del Piano Nobile. Con l\u2019estinzione degli Arconati di Castellazzo, a partire dal 1772 la propriet\u00e0 passa ai cugini Busca, che portano avanti la volont\u00e0 di mantenerla indivisa. Nel 1850 il Marchese Antonio Marco Busca compie importanti interventi e opere di ristrutturazione, tra cui la sistemazione della facciata con il portico e alcune decorazioni interne, come il trompe l\u2019oeil dello scalone, secondo alcuni attribuito a Giocondo Albertolli.<\/p>\n<p>Dagli Arconati ai Busca, verso la met\u00e0 del &#8216;900 la Villa giunge in eredit\u00e0 a donna Beatrice Crivelli alle cui cure si deve oggi la sua conservazione. Nel 1907 la Villa presenta ancora alcune sale intatte come quella della musica, la biblioteca, la camera da letto gialla e la sala da ricevimento. Dopo una serie di interventi decorativi durante il primo &#8216;900, la piccola porzione ancora abitata viene ristruttura negli anni \u201870, fino a quando nel 1989, tutti beni di pregio ancora custoditi al suo interno vengono venduti all&#8217;asta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA VILLA OGGI<\/strong><\/p>\n<p>Dai primi anni \u201890 inizia un nuovo corso: la Villa e il Giardino, acquisiti dalla societ\u00e0 Palladium Group insieme ad altri soci, nel 2011 divengono sede di Fondazione Augusto Rancilio, oggi impegnata in un importante progetto di recupero e riconversione culturale della struttura. Nel 2009 iniziano i lavori di restauro conservativo del complesso, attraverso interventi modulari su Villa, Giardino e Borgo Arconati. Oltre al progetto di restauro, altre attivit\u00e0 di promozione, come il Festival di Villa Arconati-FAR e le visite guidate, portano periodicamente numerosi visitatori a scoprire il complesso, conferendogli ancora una volta lo status di Regia Villa, custode della storia e del sapere, luogo d&#8217;incontro, di festa e di cultura.<\/p>\n<p>Fondazione Augusto Rancilio ha aperto al pubblico Villa Arconati-FAR in maniera continuativa per la prima volta a partire dal 2015: le giornate di apertura consentono di visitare &#8211; da Marzo a Dicembre &#8211; l\u00b4intero giardino monumentale e le sale del palazzo, in parte autonomamente e in parte con visita guidata. Durante i mesi di apertura al pubblico, Fondazione Augusto Rancilio promuove e sostiene, inoltre, una serie di attivit\u00e0 volte al sostegno delle arti plastiche, dello spettacolo e della musica dal vivo. Fondazione Augusto Rancilio offre, infine, l\u2019affitto di alcuni ambienti di Villa Arconati-FAR per Eventi: dai ricevimenti di nozze ai meeting, dagli eventi aziendali alle cene di gala, dalle feste private ai servizi video\/fotografici. Il ricavato di tutte le attivit\u00e0 promosse o ospitate da Fondazione Augusto Rancilio viene devoluto interamente per il progetto di recupero e valorizzazione di Villa Arconati-FAR.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La villa ospita oggi anche CAFFE\u00e8 GOLDONI perfetto per una sosta e una visita della Villa e del Parco<\/strong><\/p>\n","modified":"2020-05-25T10:40:41","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/biblioteca-busca_5217.jpg","id":3241,"caption":""},{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cartolina-storica-che-ritrae-il-castellazzo-a-fine-ottocento-collezione-privata-1_5163.jpg","id":3247,"caption":""},{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cartolina-storica-che-ritrae-il-castellazzo-a-fine-ottocento-collezione-privata-2_5170-768x489.jpg","id":3253,"caption":""},{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/facciata-ovest_5223.jpg","id":3259,"caption":""}],"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/facciata-ovest_5223-300x213.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[144,132,192]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3240","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3240&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/villa-arconati-far-castellazzo-di-bollate\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.096795199999999,45.5539706]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2871,"name":"Parco Sigurt\u00e0","description":"<p><b>\u00a0BROLO CINTO DE MURA<\/b><br \/>\nL&#8217;antica storia del Parco Giardino Sigurt\u00e0 risale al 14 maggio del 1407, quando, durante la dominazione veneziana di Valeggio sul Mincio, il patrizio Gerolamo Nicol\u00f2 Contarini acquist\u00f2 l&#8217;intera propriet\u00e0 che al tempo aveva una funzione puramente agricola.<\/p>\n<p>Si trattava infatti di una fattoria o meglio, come ci raccontano antichi documenti, di un &#8220;brolo cinto de mura&#8221;: terre coltivate con foraggi racchiuse all&#8217;interno di un&#8217;alta e sicura muraglia. Nell&#8217;ambito del brolo esisteva per\u00f2 anche un altro spazio: un piccolo e geometrico giardino, adiacente alla casa principale, dedicato all&#8217;ozio dei nobili.<br \/>\n\u00c8 da qui che risalgono le antiche origini del Parco Giardino Sigurt\u00e0.<br \/>\nLa storia del brolo continua e nel 1417, per dare lustro alla sua propriet\u00e0, il nobile Contarini fece costruire, su un edificio gi\u00e0 esistente, una &#8220;Domus Magna&#8221;. La struttura era caratterizzata da uno stabile principale, dove viveva la famiglia Contarini, e da abitazioni minori destinate ai dipendenti che lavoravano le terre.<\/p>\n<p><b>LA LENTA TRASFORMAZIONE DELLA PROPRIET\u00c0 AGRICOLA<\/b><br \/>\nDopo 29 anni di possesso, i figli del nobile Gerolamo Nicol\u00f2 Contarini nel 1436 vendettero la tenuta alla famiglia Guarienti che ne rimase proprietaria per ben 180 anni, fino al 1616. Durante questo periodo si mantenne la struttura agricola della propriet\u00e0: l&#8217;area rest\u00f2 cos\u00ec suddivisa in appezzamenti destinati alla coltivazione di foraggi, al frutteto, all&#8217;orto e al bosco, dove veniva reperita non solo la legna destinata alla cucina e al riscaldamento, ma era anche zona di caccia per i Guarienti.<\/p>\n<p>Nel brolo c&#8217;era sempre lo spazio dedicato al giardino che, lentamente, inizi\u00f2 ad ingrandirsi: cos\u00ec infatti ci testimonia un antico documento dell&#8217;epoca dove si legge che il brolo era attraversato da numerose strade panoramiche &#8220;per bellezza&#8221;. Questo fa dunque intuire quanto l&#8217;amenit\u00e0 del luogo fosse apprezzata dai Guarienti che decisero quindi di rinunciare ad un potenziamento della produzione agraria per ampliare la superficie del giardino.<\/p>\n<p><b>IL DIRITTO D&#8217;IRRIGAZIONE DAL FIUME MINCIO<\/b><br \/>\nIl 1616 segna il passaggio della propriet\u00e0 dalla famiglia Guarienti alla famiglia Maffei.<br \/>\nI Maffei apportarono grandi e significativi cambiamenti alla propriet\u00e0: il primo fu grazie al Conte Canonico Antonio che nel 1693 fece costruire al posto dell&#8217;antica &#8220;Domus Magna&#8221; una nobile e maestosa dimora, affidando il progetto ad uno dei pi\u00f9 famosi e prestigiosi architetti del tempo Vincenzo Pellesina (1637-1700).<\/p>\n<p>Alla volont\u00e0 del Conte Canonico si deve anche la preziosa richiesta, risalente al 1699, di attingere acqua dal vicino fiume Mincio: questo diritto di irrigazione permise, verso gli esordi dell&#8217;Ottocento, l&#8217;ampliamento del piccolo giardino preesistente.<\/p>\n<p><b>IL DIRITTO D&#8217;IRRIGAZIONE DAL FIUME MINCIO<\/b><br \/>\nIl 1616 segna il passaggio della propriet\u00e0 dalla famiglia Guarienti alla famiglia Maffei.<br \/>\nI Maffei apportarono grandi e significativi cambiamenti alla propriet\u00e0: il primo fu grazie al Conte Canonico Antonio che nel 1693 fece costruire al posto dell&#8217;antica &#8220;Domus Magna&#8221; una nobile e maestosa dimora, affidando il progetto ad uno dei pi\u00f9 famosi e prestigiosi architetti del tempo Vincenzo Pellesina (1637-1700).<\/p>\n<p>Alla volont\u00e0 del Conte Canonico si deve anche la preziosa richiesta, risalente al 1699, di attingere acqua dal vicino fiume Mincio: questo diritto di irrigazione permise, verso gli esordi dell&#8217;Ottocento, l&#8217;ampliamento del piccolo giardino preesistente.<\/p>\n<p><b>LA NASCITA DEL PARCO-GIARDINO<\/b><br \/>\nLa primavera del 1941 segn\u00f2 l&#8217;inizio della propriet\u00e0 da parte della famiglia Sigurt\u00e0: l&#8217;industriale farmaceutico, il Dottor Giuseppe Carlo Sigurt\u00e0, acquist\u00f2 infatti da Maria Paulon il terreno, che era divenuto una sorta di ingombrante monumento in vendita ormai da diversi anni e fatalmente sradicato dalla storia e deprivato delle sue memorie.<\/p>\n<p>Il Dottor Sigurt\u00e0 inizi\u00f2 la grandiosa opera di riqualificazione del parco e, grazie ad una multa di 15 lire, scopr\u00ec di avere un antico diritto di prelevare acqua dal fiume Mincio, possibilit\u00e0 dimenticata dai predecessori. Con l&#8217;irrigazione inizi\u00f2 cos\u00ec la trasformazione delle ormai aride colline moreniche della valle del Mincio, che tornarono ad accogliere la lussureggiante vegetazione ed assunsero aspetti d&#8217;impareggiabile bellezza. Lentamente emersero anche la maestosit\u00e0 di alcune piante secolari e migliaia di preziosi bossi cresciuti nel sottobosco. Vennero ristrutturati anche l&#8217;Eremo, il Castelletto e la Grotta Votiva, con lo scopo di mantenere quella traccia di giardino storico ottocentesco tanto amato dal Marchese Maffei. Grazie alla passione e devozione di Giuseppe Carlo Sigurt\u00e0, il giardino non solo fu abbellito, ma crebbe anche nelle dimensioni: da 22 ettari originari assunse nel tempo le dimensioni attuali di 60 ettari.<\/p>\n","modified":"2020-04-22T15:38:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sigurta1-768x512.jpg","id":2884,"caption":""},{"src":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sigurta-2-768x512.jpg","id":2872,"caption":""}],"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sigurt\u00e0-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.sigurta.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2871","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2871&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/parco-sigurta\/","addr:street":"via cavour","addr:housenumber":"1","addr:postcode":"37067 ","addr:city":"VAleggio sul mincio","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"via cavour, 1 VAleggio sul mincio"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.7345757,45.3578468]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2863,"name":"Borghetto &#8211; (Valeggio sul Mincio)","description":"<p>Borghetto sul Mincio \u00e8 una piccola frazione del comune di Valeggio sul Mincio, che ha conservato inalterato il suo spettacolare aspetto medievale di stazione fortificata sul fiume. In questa piccola realt\u00e0 vi sembrer\u00e0, infatti, di essere tornati nel passato, poich\u00e9 una lungimirante politica di conservazione degli antichi edifici ha fatto s\u00ec che non si perdesse l\u2019aspetto unico del borgo.<\/p>\n<p>Le origini di questo vero e proprio gioiello storico affondano nella dominazione longobarda della zona che per prima ha riconosciuto la crescente importanza della sua posizione strategica di passaggio sul fiume Mincio. Infatti, per quasi 1000 anni, Borghetto sul Mincio \u00e8 stato un percorso obbligato per chi voleva spostarsi da sud a ovest nelle terre venete, e nel corso dei secoli persino grandi eserciti come l\u2019armata francese di Napoleone nel 1796, o le truppe piemontesi durante la Seconda Guerra d\u2019Indipendenza nel 1859, hanno attraversato il suo ponte fortificato.<\/p>\n<p>Oggi, il piccolo centro di Borghetto sul Mincio \u00e8 dominato dalla massiccia presenza del Ponte Visconteo, chiamato anche Pontelungo dagli abitanti della zona, un ponte-diga di 650 metri costruito nel 1395 sul corso del fiume con l\u2019intento di far deviare il Mincio dal suo letto che conduce fino a Mantova. La costruzione \u00e8 composta dalla lunga diga e dall\u2019imponente rocca centrale dove risiedeva la guarnigione di sorveglianza, e sebbene oggi versi in uno stato di conservazione non ottimale, visitarlo \u00e8 un\u2019emozione unica, soprattutto se da esso percorrerete il tracciato dell\u2019antica fortificazione per dirigervi verso lo spettacolare Castello Scaligero, situato appena oltre il Mincio sulla sommit\u00e0 di una piccola collina.<\/p>\n<p>Dalle sue alte mura godrete di una meravigliosa vista sull\u2019intera zona sottostante e potrete visitare l\u2019antica torre rotonda dove una leggenda vuole che sia ancora sepolta la spada di un cavaliere ucciso con l\u2019inganno. E nelle notti di luna piena c\u2019\u00e8 chi giura persino di aver sentito inspiegabili lamenti\u2026 come se il povero cavaliere fosse tornato proprio in quel luogo di Valeggio sul Mincio per cercare la sua arma.<\/p>\n<p>Nell\u2019area oltre il castello si trova un bosco molto suggestivo, con alti e rigogliosi alberi che d\u2019estate creano una zona perfetta per passeggiare al fresco e all\u2019interno del quale si diramano sentieri ben segnalati perfetti per chi ama le escursioni a piedi nella natura. Per gli appassionati di cicloturismo, invece, da qui passa anche la grande pista ciclabile del Mincio che collega Veneto e Lombardia.<\/p>\n<p>A questo punto scendete dalla collina per tornare nel centro di Borghetto sul Mincio, dove si concentrano gli edifici pi\u00f9 antichi, come la graziosa chiesa di San Marco Evangelista, fondata nel X secolo e restaurata nel corso del 1700 e che conserva al suo interno alcuni stupendi affreschi quattrocenteschi e la campana pi\u00f9 antica dell\u2019area veronese, tutti risalenti alla met\u00e0 del 1300.<\/p>\n<p>Tre le stradine del centro di Borghetto sul Mincio troverete gli antichi mulini ad acqua con le caratteristiche ruote in metallo e i muri in pietra, risalenti all\u2019inizio del Quattrocento ma ancora conservati in ottime condizioni; tre di questi mulini sono perfettamente funzionanti ed \u00e8 possibile visitarne l\u2019interno per vedere gli ingranaggi che trasferiscono la forza del fiume fino alla grande macina di pietra.<\/p>\n<p>Nel centro del borgo troverete anche le antiche case di pietra costruite nel corso del medioevo e perfettamente restaurate nel corso degli ultimi anni, che offrono la possibilit\u00e0 di soggiornare a Borghetto sul Mincio a chi vuole vivere la magia di ammirare l\u2019alba sul fiume. Il centro del paese \u00e8 molto piccolo e in un\u2019ora circa riuscirete a visitarlo per intero, esplorando le viuzze che conducono agli scorci pi\u00f9 spettacolari dove si pu\u00f2 ammirare il fiume incorniciato da giardini fioriti.<\/p>\n<p>Sulla riva opposta del fiume troverete numerose osterie e locali dove pranzare o anche solo sedervi per bere qualcosa e ammirare da una prospettiva differente il meraviglioso panorama di Borghetto sul Mincio che si estende sulle placide acque.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-04-22T15:39:17","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/borghetto-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2863","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2863&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/borghetto-valeggio-sul-mincio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Borghetto  - Valeggio sul Mincio","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.7231723,45.3536783]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4951,"name":"Santa Maria La Versa","description":"\n<p>Santa Maria della Versa \u00e8 un borgo adagiato sulle colline dell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel fondo valle, accanto ad una cappelletta dedicata alla Madonna, sorse il paese, per esigenze di mercati e di fiere, Soriasco invece fu un&#8217;importante borgo fortificato con castello e dodici torri: di cui oggi rimane una sola torre quadrata.<\/p>\n\n\n\n<p>Santa Maria della Versa, \u00e8 un paese di fondovalle abbracciato da colline coltivate a vitigni di Pinot.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo borgo \u00e8 la capitale dello spumante: qui, infatti, sorge la grande azienda produttrice di vini, che da oltre un secolo trasforma la qualit\u00e0 Pinot Nero in un vivace spumante dal gusto secco, fresco e superbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Degni di nota sono anche i distillati. Proprio accanto allo stabilimento, la distilleria trasforma le vinacce in grappe di alta qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il borgo \u00e8 un ottima meta per vivere un itinerario enogastronomico con l&#8217;assaggio, oltre del vino, di prodotti caseari, salumi ma anche dolci e biscotti.<\/p>\n","modified":"2022-04-19T16:15:16","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4951","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4951&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/santa-maria-la-versa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.3003908,44.9868455]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4948,"name":"Mont\u00f9 Beccaria","description":"\n<p>ont\u00f9 Beccaria, nell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese, sorge su di un&#8217;altura di circa 300 metri e si estende lungo la sponda del torrente Versa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anticamente il borgo era denominato Monteacuto, nome derivante dalla forma del colle, sulla cui cima i signori pavesi Beccaria costruirono un fortilizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio di Mont\u00f9 Beccaria ricoperto di filari di viti e caratterizzato dalla presenza di un castello, maggiore testimonianza storico-artistica del borgo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il complesso sorgente sul colle tuttora denominato Castellazzo \u00e8 di grandi dimensioni, ma non conserva quasi nulla della sua funzione di fortificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte delle strutture rimaste appartengono infatti al collegio costruito dai Barnabiti nel XVII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Merita una visita la parrocchiale costruita nel 1303 e dedicata a San Michele, al cui interno, si possono ammirare due dipinti attribuiti a Gaudenzio Ferrari e l&#8217;altare in stile barocco.<\/p>\n\n\n\n<p>La viticoltura \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 principale sul territorio e permette di produrre rinomati vini D.O.C. quali: Bonarda-Croatina, Barbera, Riesling, Pinot e Moscato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cantine storiche del borgo Mont\u00f9 Beccaria sono aperte al pubblico per visite guidate all&#8217;interno di antiche tradizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Girovagare nelle vecchie cantine evoca la suggestione del lavoro del vignaiolo in epoche passate, capienti botti in legno decorano gli spazi con ordine, mentre la degustazione di un calice di pastoso mosto render\u00e0 pi\u00f9 piacevole e gustosa la visita.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2022-04-19T16:13:44","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/19-1024x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4948","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4948&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/montu-beccaria\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.3146126,45.0357431]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5207,"name":"Nibbiano","description":"\n<p>ATTRATTIVE<br>CASTELLO DI NIBBIANO: il castello medievale \u00e8 composto da diverse porzioni che sono state demolite e ricostruite nel corso del tempo, soprattutto tra i secoli XVII e XVIII, fino ad essere trasformato nel Palazzo Malvicini Fontana con l\u2019attuale conformazione. Lo scalone interno riporta un affresco seicentesco a soffitto che raffigura gli stemmi unificati dei Malvicini Fontana e dei Dal Verme.<\/p>\n\n\n\n<p>IL SENTIERO DEL TIDONE: Il Sentiero del Tidone si snoda lungo il percorso del torrente che d\u00e0 il nome alla valle ed \u00e8 percorribile a piedi, bicicletta o a cavallo immergendosi nella natura che costeggia il Tidone dalla sua fonte fino alla foce nel Po. Si tratta di un percorso che permette di ammirare diversi tipi di paesaggio, da quello tipico della Pianura nelle zone di Calendasco e Borgonovo Val Tidone, a quelle collinari di Pianello Val Tidone e Nibbiano fino alle atmosfere appenniniche mano a mano che ci si avvicina alla sorgente situata nel comune di Romagnese.<\/p>\n","modified":"2022-05-09T18:46:14","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/alta-nibbiano-2048x1365-1-1024x683.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5207","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5207&action=edit","translations":{"en":{"id":5407,"name":"Nibbiano","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/\/nibbiano\/?lang=en","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5407","description":"\n<p><strong>ATTRACTIONS<\/strong><br>CASTELLO DI NIBBIANO: the medieval castle is composed of several portions that were demolished and rebuilt over time, especially between the 17th and 18th centuries, until it was transformed into the Palazzo Malvicini Fontana with its current conformation. The interior staircase bears a 17th-century ceiling fresco depicting the unified coats of arms of the Malvicini Fontana and Dal Verme families.<\/p>\n\n\n\n<p>THE TIDONE PATH: The Tidone Path runs along the route of the stream that gives its name to the valley and can be followed on foot, by bicycle or on horseback, immersing oneself in the nature that runs alongside the Tidone from its source to its mouth in the Po. 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Il paesino vanta origini antiche, forse persino celtiche: grazie alle testimonianze scritte riemerse da un lontanissimo passato, \u00e8 stato possibile ricostruire le sue vicende alterne. Dapprima annesso all\u2019abbazia di San Colombano di Bobbio, durante il periodo medievale, Golferenzo \u00e8 stato posto sotto il dominio pavese dell\u2019Imperatore Federico I. Passato poi di mano in mano per secoli, \u00e8 arrivato ai nostri giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che ancora resta di una storia cos\u00ec antica e movimentata \u00e8 soprattutto un fascino magnetico. L\u2019aria che si respira tra le viuzze del centro storico \u00e8 la stessa di tanto tempo fa: qui le lancette sembrano essersi fermate. Il borgo accoglie ancora alcuni edifici che provengono direttamente dal passato, come la suggestiva chiesa di San Nicola, eretta nel centro del paese e cinta per tutto il perimetro da una piccola muraglia.<\/p>\n\n\n\n<p>A due passi dalla parrocchiale, ecco il castello di Golferenzo. Non \u00e8 altro che una torre in pietra, caratterizzata da una stretta finestra protetta da un\u2019inferriata, situata sulla parte superiore. Pare proprio che il torrione avesse anche funzioni di prigione, dal momento che al suo interno sono stati rinvenuti alcuni ceppi di tortura. Anche il palazzo signorile che si erge a poca distanza \u00e8 un\u2019architettura affascinante: purtroppo la si pu\u00f2 ammirare solamente dall\u2019esterno, visto che \u00e8 una propriet\u00e0 privata.<\/p>\n","modified":"2022-05-09T18:26:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-02-at-18.49.50-768x1024.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5162","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5162&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/golferenzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.3069473,44.9618657]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5243,"name":"Canneto Pavese","description":"\n<p><br>Canneto Pavese (Caneed in dialetto oltrepadano) \u00e8 un comune italiano di 1 301 abitanti[1] della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova sulle colline dell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese, tra le valli Versa e Scuropasso, in posizione dominante rispetto alle cittadine di Broni e Stradella. 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Nell&#8217;elenco delle terre pavesi del 1250 compaiono ormai tutti questi centri. Quello pi\u00f9 importante, di cui gli altri seguirono le sorti, era Mont\u00f9 de Gabbi, dove Mont\u00f9 sta per Monte Acuto; era detto anche Montu\u00e8 ovvero Monte Acutello. Esso era noto gi\u00e0 nell&#8217;XI secolo. Appartenne ai Gabbi fino al XV secolo, poi probabilmente il potere fu usurpato dai Beccaria, che lo unirono al feudo di Broni; nelle successive spartizioni di questo feudo, non \u00e8 chiara la sorte; comunque nel 1528 giunse ai Valperga e nel secolo successivo ai Candiani di Pavia, divenuti poi Rota Candiani. Tra i comuni del feudo, Canneto, sede della parrocchia, appare gi\u00e0 nel XVII secolo essere aggregato a Mont\u00f9 de&#8217; Gabbi. Nel secolo successivo Biria e Vigalone mantengono l&#8217;autonomia, ma prima del 1783 sono anch&#8217;essi uniti a Mont\u00f9. Rimane autonomo Monteveneroso, che sar\u00e0 unito a Mont\u00f9 solo all&#8217;inizio del secolo successivo. Notiamo che al feudo di Mont\u00f9 de&#8217; Gabbi apparteneva anche Torre Sacchetti, anch&#8217;esso un piccolo comune che fu poi in gran parte unito a Stradella.<\/p>\n\n\n\n<p>Soltanto nel 1885 il comune di Mont\u00f9 de&#8217; Gabbi ricevette il nuovo nome di Canneto Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>Monumenti e luoghi di interesse<br>Durante gli anni 20&#8242; il castello di Mont\u00f9 dei Gabbi, propriet\u00e0 dei Rota Candiani, che dominava l&#8217;abitato di Mont\u00f9, fu venduto ad altri, e quasi completamente demolito. Questo castello ospit\u00f2 anche Carolina Amalia di Brunswick moglie di Giorgio IV del Regno Unito nel 1815.<br>Nel 2017 \u00e8 stata inaugurata una targa in memoria del concittadino Ezio Sclavi, famoso calciatore di Lazio, Juventus e Nazionale, vicino alla chiesa parrocchiale di San Siro.<\/p>\n","modified":"2022-10-12T11:35:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/canneto-pavese-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5243","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5243&action=edit","translations":{"en":{"id":5392,"name":"Canneto Pavese","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/\/canneto-pavese\/?lang=en","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5392","description":"\n<p>Canneto Pavese (Caneed in Oltrep\u00f2 Pavese dialect) is an Italian municipality of 1,301 inhabitants[1] in the province of Pavia in Lombardy. 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All of these centres now appear in the list of Pavia&#8217;s lands of 1250. The most important one, whose fate the others followed, was Mont\u00f9 de Gabbi, where Mont\u00f9 stands for Monte Acuto; it was also called Montu\u00e8 or Monte Acutello. It was already known in the 11th century. It belonged to the Gabbi family until the 15th century, then the power was probably usurped by the Beccarias, who united it with the fief of Broni; in the subsequent divisions of this fief, its fate is unclear; however, in 1528 it came to the Valperga family and in the following century to the Candiani of Pavia, who later became Rota Candiani. Among the municipalities of the fief, Canneto, seat of the parish, appears already in the 17th century to be aggregated to Mont\u00f9 de&#8217; Gabbi. In the following century Biria and Vigalone maintained their autonomy, but before 1783 they too were united to Mont\u00f9. 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This castle also hosted Carolina Amalia of Brunswick, wife of George IV of the United Kingdom in 1815.<br>In 2017, a plaque in memory of fellow citizen Ezio Sclavi, a famous footballer for Lazio, Juventus and the Italian national team, was unveiled near the parish church of San Siro.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/canneto-pavese\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.2802134,45.0506177]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5275,"name":"Brallo di Pregola","description":"\n<p>Brallo di Pregola (PV)<br>Brallo di Pregola si trova nel cuore dell\u2019Oltrep\u00f2 Pavese, in un ambiente magico, immerso nel verde, dominato da boschi e prati. Dalle vette pi\u00f9 alte e dai crinali rocciosi, si scende ai torrenti e agli innumerevoli corsi d\u2019acqua. La zona \u00e8 particolarmente indicata per passeggiate o escursioni, o per prendere il sole sulle sponde del fiume Trebbia. Meritano una visita i resti dell\u2019antico Castello dei Malaspina e la Chiesa romanica dedicata ai Santi Agate e Rocco. Da vedere, le caratteristiche casette in pietra. 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L&#8217;edificio era posto in posizione strategica tra la Rocca di Montalino e il castello di Cigognola, si trova nell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese, su un rilievo che domina il borgo di Montu\u00e8, in posizione dominante negli ultimi rilievi delle colline della valle Versa con vista che spazia sulla Pianura Padana.<\/p>\n\n\n\n<p>Storia<br>Mont\u00f9 de Gabbi, gi\u00e0 nell&#8217;XI secolo, era il centro pi\u00f9 importante del comune, di cui gli altri seguirono le sorti, Mont\u00f9 sta per Monte Acuto; era detto anche Montu\u00e8 ovvero Monte Acutello. Appartenne alla famiglia dei Gabbi fino al XV secolo, poi il loro potere fu usurpato dai Beccaria, che lo unirono al feudo di Broni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si ha data certa della sua costruzione, secondo alcune indicazioni posta attorno al XVI secolo. Torre inserita in un complesso rustico a cui venne annesso nel XVIII secolo il Palazzo d&#8217;Adda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1818 ospit\u00f2 la regina Carolina Amalia di Brunswick, moglie di Giorgio IV del Regno Unito, durante un suo viaggio che le cost\u00f2 l\u2019accusa di infedelt\u00e0 al re suo marito.[1]<\/p>\n\n\n\n<p>Di propriet\u00e0 delle contesse Vittoria e Romana Rota Candiani, nel 1925, venne acquistato dall&#8217;ingegner Angelo Pollini di Pavia che presto ne inizi\u00f2 la demolizione per ottenere materiale da costruzione, venne letteralmente smontato sin quasi alla fondamenta e fino all&#8217;ordinanza che blocc\u00f2 i lavori[2].<\/p>\n\n\n\n<p>Struttura<br>Dell&#8217;originaria struttura, documentata da numerose immagini, resta poco, tanto da intuire il perimetro e la scala elicoidale che univa il pianterreno a quelli superiori. In origine l&#8217;edificio aveva pianta quadrata, era probabilmente una torre di avvistamento che fungeva da porta d&#8217;accesso al complesso di edifici rustici, visibile la traccia di un&#8217;arcata, oggi murata, sul fronte verso strada.<\/p>\n","modified":"2022-09-29T11:58:57","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2021-11-10-at-11.03.32-1024x768.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5261","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5261&action=edit","translations":{"en":{"id":5357,"name":"Varzi","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/\/varzi\/?lang=en","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5357","description":"\n<p>The Staffora valley offers many possibilities to immerse oneself in a natural environment that is still uncontaminated and little man-made. Everyone can personalise their contact with nature, choosing between the simplest walks in the woods to stretch their legs, slightly longer treks with more demanding differences in altitude to be done in a day, or full-fledged hiking treks over several days, which require a good amount of stamina to walk in the mountains. Horse riding or mountain biking are also very popular.<\/p>\n\n\n\n<p>The salt route<\/p>\n\n\n\n<p>It is highly suggestive to walk the itinerary of the ancient mule tracks connecting the Staffora valley and Liguria, which is about 60 km long, with a total difference in altitude, between ascent and descent, of 5000 m. From Varzi the walk can take 4 days, with overnight stays in mountain huts or hotels along the way;<\/p>\n\n\n\n<p>The Malaspina Way<\/p>\n\n\n\n<p>This is the first Apennine section of the Via Francigena, which from Pavia stops in Voghera, crosses the Staffora valley to Bobbio and from here descends to Pontremoli and then continues 104 to Rome. From Bobbio the road is called the Via degli Abati. 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