{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":4944,"name":"Greenway Voghera &#8211; Varzi","description":"\n<p>La Greenway Voghera \u2013 Varzi \u00e8 un percorso ciclopedonale misto, in sede propria, ideale per ogni tipologia di ciclista per scoprire l\u2019Oltrep\u00f2 Pavese pedalando, grazie alle pendenze ridotte e alla sicurezza del percorso, integralmente asfaltato e dotato di segnaletica orizzontale e verticale. L\u2019inizio del tracciato \u00e8 posto in prossimit\u00e0 della stazione ferroviaria di Voghera.<\/p>\n\n\n\n<p>Per scoprire il territorio pedalando, dunque, si pu\u00f2 scegliere di arrivare direttamente in treno con la propria bicicletta, oppure lasciare l\u2019autovettura nell\u2019ampio autoporto cittadino entro il quale \u00e8 stata creata una velostazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per una gita domenicale, un tour dell&#8217;Oltrep\u00f2, un rilassante pomeriggio nella natura, la Greenway, grazie ai suoi 33 km asfaltati, in sede propria, con una dolce pendenza, costituisce un percorso ideale per ciclisti e cicloamatori di ogni et\u00e0 ed esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>La Greenway Voghera &#8211; Varzi \u00e8 costituita da un primo tratto di pianura, da Voghera a Salice Terme, 14 km con un dislivello di 84 m e una pendenza media dello 0,6%, e un secondo di carattere pi\u00f9 collinare, da Salice Terme a Varzi, lungo 19 km, con un dislivello di 236 m e una pendenza dell\u20191,24%<\/p>\n\n\n\n<p>La ferrovia Voghera-Varzi, costruita per servire a livello locale gli abitanti della Valle Staffora, si articolava per gran parte lungo un terreno collinare, con un dislivello di 304 metri e una pendenza massima del 18 per mille. Usciti dalla stazione di Voghera, i treni per un breve tratto correvano paralleli a quelli diretti a Piacenza. Superati lo Staffora e la strada statale n\u00b010, la linea effettuava un ampio arco in mezzo alla campagna e raggiungeva al quinto chilometro la fermata di Cad\u00e8, poi la stazione di Codevilla e successivamente quella di Retorbido. Giunti a Rivanazzano i binari della Voghera-Varzi entravano di fatto nella Valle Staffora per giungere dopo pochi chilometri alla stazione di Salice Terme, rinomato centro termale molto frequentato gi\u00e0 all\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di arrivare alla stazione di Godiasco, i binari lambivano il deposito militare di carburanti al quale erano collegati da un breve raccordo per il trasporto di idrocarburi su cisterna. Da qui in poi la ferrovia correva parallela alla riva destra dello Staffora, attraversando un paesaggio tipicamente collinare, che tra boschi e vigneti, si arrampicava dolcemente fino a raggiungere Varzi. Il tracciato toccava le fermate di San Desiderio, Pozzol Groppo, Cecima e la stazione di Ponte Nizza. Percorso circa un chilometro il treno fermava a San Ponzo, Bagnaria e Ponte Crenna, l\u2019ultimo impianto prima di entrare nella stazione di Varzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante agli inizi degli anni Sessanta si ipotizz\u00f2 di effettuare una serie di migliorie e potenziamenti, nel 1966 la Voghera-Varzi venne chiusa, cos\u00ec come altre ferrovie secondarie, perch\u00e9 ritenuta un ramo secco da tagliare. Un ramo che a distanza di cos\u00ec tanti anni \u00e8 tornato a germogliare ancora grazie al progetto di recupero della Provincia di Pavia che ha trasformato la vecchia sede del treno in una meravigliosa Greenway tutta da vivere.<\/p>\n","modified":"2022-04-19T16:09:19","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4944","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4944&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/greenway-voghera-varzi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.1961866,44.8235134]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4429,"name":"San Ponzo","description":"\n<p>Nell&#8217;Oltrep\u00f2 Pavese, sulla sinistra del torrente Staffora, sorge il piccolo borgo di San Ponzo, gi\u00e0 comune e ora frazione di Ponte Nizza, appartenuto nei secoli passati ai vescovi di Pavia e poi alla famiglia Cesarini Sforza. Al centro della piazzetta la chiesa, rimaneggiata nel Quattrocento, che tradisce ancora a livello architettonico le sue origini medievali. L&#8217;edifico, dichiarato monumento nazionale, conserva al suo interno tracce di affreschi del XVI e del XVIII secolo e un&#8217;importante fonte battesimale in pietra datata 1161. A circa tre chilometri dal paese, verso il monte Vallassa, sorgono le grotte scavate naturalmente dagli agenti atmosferici nell&#8217;arenaria. Qui nel III secolo d.C. visse da eremita San Ponzo le cui spoglie si conservano all&#8217;interno della pieve. Non mancano, ovviamente, le leggende legate alla sua figura e alle virt\u00f9 prodigiose dell&#8217;acqua che un tempo sgorgava da queste rocce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grotte Di San Ponzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla piazza dell&#8217;Antica Pieve di San Ponzo attraverso un percorso sterrato si attraversa il fiume Semola e si entra nel bosco. A circa 3km dal paese troverete delle grotte scavate nel corso degli anni dagli agenti atmosferici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia di San Ponzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>San Ponzo nasce a Roma agli inizi del secolo 3\u00b0, da nobile famiglia pagana. Suo padre \u00e8 Marco, ricco senatore romano e la madre Giulia. Cresce in famiglia pagana, ma in un ambiente ormai popolato da cristiani appena arrivati alla Fede e perci\u00f2 convinti e fervorosi nella pratica religiosa.<br>La sua conversione alla Fede cristiana \u00e8 dovuta proprio alla testimonianza di quei cristiani e ai suggestivi riti religiosi fatti di preghiere e di canti che si diffondevano dai luoghi di culto e contagiavano coloro che avevano la ventura di ascoltarli, passando.Essendo di famiglia patrizia, lo stesso Papa Ponziano lo accoglie, lo istruisce e gli amministra il Battesimo dandogli il nome di Ponzo. L&#8217;anelito del novello cristiano \u00e8 di diffondere nell&#8217;ambiente romano la Fede che lo rendeva felice. Convert\u00ec il padre con tutta la sua famiglia e molti pagani.<br>In seguito \u00e8 tradizione che arrivasse in Valle Staffora, secondo alcuni per sfuggire alla persecuzione dell&#8217;imperatore e secondo altri per l&#8217;ansia di diffondere la Fede cristiana anche fuori Roma.<br>Peregrin\u00f2 in varie Regioni, come era consuetudine allora, e approd\u00f2 anche in Francia.Come lui, altri uomini animati da grande fede, Rocco, Colombano, Martino, Romedio giravano per le contrade delle citt\u00e0 e del contado, a piedi ovviamente, con in mano il bastone del pellegrino; alloggiavano dove potevano, magari in cascinali o presso famiglie ospitali che li accoglievano come si accoglie il Signore; si nutrivano di quello che ricevevano dalla carit\u00e0, parca ma generosa; parlavano di Dio e delle cose sante alla gente che li ascoltava, desiderosa e devota.<br>La meta di questi &#8221; discepoli per amore&#8221; era o l&#8217;Eremo per una vita solitaria, o l&#8217;Abbazia per una vita comunitaria. Eremi e Monasteri furono focolai di vita cristiana, come da noi San Colombano di Bobbio e Sant&#8217;Alberto di Butrio.<br>In questo peregrinare, Ponzo arriv\u00f2 dapprima a Fortunago, dove si fece servitore di possidenti del posto, distinguendosi per grande virt\u00f9 e anche per qualche miracolo, come quando fece scaturire acqua per i buoi assetati. Si ritir\u00f2 in seguito in una localit\u00e0 che allora si chiamava &#8220;Le Cascine&#8221;, e che poi prese il nome da lui: &#8221; San Ponzo&#8221;, a cui viene aggiunto il nome &#8220;Semola&#8221; dal torrentello che scende dai monti e costeggia il borgo.  In questo luogo solitario e suggestivo, vi erano alcune grotte scavate nella montagna. Ponzo ne scelse una come sua abitazione, forse pensando di imitare Ges\u00f9 Maestro che volle nascere in una grotta. Questa grotta \u00e8 diventata la &#8220;Grotta di San Ponzo&#8221;, venerata dalla popolazione del luogo, ma anche meta di tanti fedeli provenienti dalle zone circostanti dell&#8217;Oltrep\u00f2 e anche dal Piacentino e dal Genovesato. I devoti raccoglievano (uso il &#8221; tempo passato&#8221; perch\u00e9 ora non si verifica quasi pi\u00f9) le gocce d&#8217;acqua che scendevano dal soffitto della grotta, perch\u00e9 attribuivano ad esse virt\u00f9 prodigiose, fra le quali quella di ottenere latte alle puerpere. Questo antro, scavato nell&#8217;arenaria, ha la bocca rivolta a nord; \u00e8 largo 12 metri; il soffitto \u00e8 orizzontale; il pavimento sale fortemente verso l&#8217;interno; profondit\u00e0 7 metri circa, altezza circa 4 metri. Duecento pi\u00f9 c\u2019\u00e8 una sorgente d\u2019acqua che i pellegrini gustano con piacere quando arrivano a piedi dopo circa tre chilometri.<br>Nell&#8217;interno della grotta si nota una specie di giaciglio in cui, secondo la tradizione, dormiva il santo; e perfino, una piccola nicchia nella quale una gallina deponeva le uova che, insieme ai frutti boscherecci, costituivano il nutrimento del santo.<br>Erano tempi di forte Fede, ma anche di persecuzioni da parte dei cultori del paganesimo, che vedevano nel progresso della Fede cristiana un pericolo per il culto dell&#8217;imperatore e per il suo potere. Ponzo, preso con la forza e costretto ad offrire il sacrificio, non volle accondiscendere e fu perci\u00f2 sottoposto ad interrogatorio.<br><br>Era il 14 maggio di un anno imprecisato, ma probabilmente circa la met\u00e0 del secolo terzo. Non si sa con esattezza dove avvenne il martirio. Con molta probabilit\u00e0 nelle vicinanze del paese, tra Cecima e S. Ponzo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","modified":"2020-10-05T12:32:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[132]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4429","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4429&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/san-ponzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.100585,44.8362722]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5026,"name":"San Ponzo","description":"\n<p>il piccolo borgo di San Ponzo, gi\u00e0 comune e ora frazione di Ponte Nizza, appartenuto nei secoli passati ai vescovi di Pavia e poi alla famiglia Cesarini Sforza.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro della piazzetta la chiesa, rimaneggiata nel Quattrocento, che tradisce ancora a livello architettonico le sue origini medievali. L&#8217;edifico, dichiarato monumento nazionale, conserva al suo interno tracce di affreschi del XVI e del XVIII secolo e un&#8217;importante fonte battesimale in pietra datata 1161.<\/p>\n\n\n\n<p>(FONTE FAI FONDO AMBIENTE ITALIANO)<br>L\u2019edificio \u00e8 in stile romanico lombardo. Esterno. Facciata: il portale \u00e8 preceduto da un nartece che risale ad epoca rinascimentale, a pianta quadrata e volta a croce. E\u2019 sostenuto da quattro colonne impostate su alti piedistalli in arenaria. I quattro lati del nartece sono caratterizzati da arco a tutto sesto e la copertura presenta tetto a tre falde triangolari ricoperte da coppi. La pavimentazione \u00e8 in ciottoli con decorazione in cotto: sempre in cotto, prima dell\u2019ingresso, \u00e8 riportata la data 1831 (probabilmente l\u2019anno di realizzazione della pavimentazione). Il portale d\u2019ingresso presenta un arco rialzato, in arenaria. Nella parte superiore della facciata (al disopra del tetto del nartece), una monofora circolare con decorazione in cotto. Lato destro e sinistro presentano, sotto la linea del tetto, una decorazione ad archetti e, pi\u00f9 in basso, le caratteristiche finestre con strombatura esterna. La parte esterna dell\u2019edificio, in corrispondenza del coro, \u00e8 caratterizzata, sotto la linea del tetto, dalla stessa decorazione ad archetti presente sui fianchi dell\u2019edificio; poco al disotto, due monofore murate ed intonacate, con archivolto in cotto e, nella parte inferiore, due monofore vetrate con strombatura esterna. Il campanile \u00e8 di forma quadrata, in linea con la facciata; vi sono finestre a feritoia coronate da archi a semicerchio. Era stato coperto da intonaco ma ora \u00e8 ritornato al suo aspetto originario. Sul fronte del campanile \u00e9 posta una lapide in marmo bianco, con la seguente epigrafe: Monumento nazionale architettura lombarda sec. XI<\/p>\n\n\n\n<p>Interno:<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima campata di destra, dopo aver superato l\u2019ingresso, si trova la fonte battesimale. Anticamente il battistero era una cappella esterna alla chiesa, a cui si accedeva per una porta, di cui esiste ancora la sagoma (visibile all\u2019esterno, a destra rispetto al portale). Questo perch\u00e8 in passato una parte del rito battesimale si svolgeva fuori dalla chiesa. La quarta campata destra presenta, al centro del muro perimetrale, una piccola nicchia sopraelevata. Alla destra del presbiterio, uno spazio rettangolare accoglie l\u2019altare dedicato a San Ponzo (con urna contenente i resti del Santo); sul muro al disopra dell\u2019altare, una nicchia con la statua del Santo. Le campate del lato sinistro, rispecchiano quasi completamente la suddivisione del lato destro: vicino all\u2019ingresso, l\u2019accesso al campanile; alla sinistra del presbiterrio, uno spazio rettangolare con altare. Si accede all\u2019altare superando due gradini. Questi, come il resto del presbiterio, risultano in marmo recente. Qui il soffitto \u00e8 costituito da volta a crociera costolonata. Sulla destra e sulla sinistra rispetto all\u2019altare, due aperture rettangolari danno accesso alla sagrestia con volta a botte (destra) e ad un altro ambiente (sinistra). La balaustra del presbiterio \u00e8 in marmo. La controfacciata \u00e8 caratterizzata da un piano sopraelevato sostenuto da due pilastri: l\u00ec \u00e8 stato posizionato l\u2019organo. La navata centrale \u00e8 marcata da una cornice in gesso che passa al disopra di tutti i pilastri.<\/p>\n","modified":"2022-05-02T22:34:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/la-chiesa-di-san-ponzo-819x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[139]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5026","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5026&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/san-ponzo-2\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.100585,44.8362722]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5035,"name":"Grotte di San Ponzo","description":"\n<p>Al confine tra Piemonte e Lombardia, sopra Ponte Nizza, si trovano le grotte di San Ponzo. Si narra che in queste grotte visse da eremita il martire San Ponzo: dopo aver diffuso il cristianesimo in Francia e in Italia, il santo si nascose qui fino al suo martirio, nutrendosi delle uova della sua gallina e bevendo l\u2019acqua che sgorgava dalla roccia. Le grotte sono ancora oggi nascoste nella fitta vegetazione dei boschi del Monte Vallassa ma possono essere facilmente raggiunte con un bel sentiero adatto a tutti, che permette di fare una piacevole escursione in uno dei luoghi pi\u00f9 mistici dell\u2019Appennino delle 4 Province.<\/p>\n\n\n\n<p>A poca distanza da S.Ponzo, frazione di Ponte Nizza, completamente costruita in pietra locale, si trovano le grotte di S.Ponzo dove abitava il Santo eremita del periodo romano. Nei pressi delle grotte vi \u00e8 una sorgente di acqua miracolosa e un\u2019area di sosta per i visitatori.<\/p>\n\n\n\n<p>La grotta \u00e8 raggiungibile percorrendo una strada consortile di circa 3km, ed \u00e8 visitata dai pellegrini che raccolgono le gocce d&#8217;acqua che stillano dalla grotta, ritenute miracolose.<\/p>\n","modified":"2022-05-02T22:39:57","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/download-1-150x150.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[139]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5035","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5035&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/grotte-di-san-ponzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":4},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.0962874,44.8238936]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5044,"name":"Big Bench nr 172 Pozzolgroppo","description":"","modified":"2022-05-02T22:46:58","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/240586889_1827305440795424_5969330089103129913_n-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[141]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5044","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5044&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/big-bench-nr-172-pozzolgroppo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.02436,44.873167]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4485,"name":"Antica Locanda del Groppo","description":"\n<p>Pozzol Groppo ( Al) &nbsp;frazione Biagasco, &nbsp;in via VI Martiri, 1<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"tel:3495311226\">3495311226<\/a>&nbsp; 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Guidobono che propose un\u2019alternativa alla viticoltura dopo che la fillossera aveva distrutto, negli anni Venti, gran parte della viticoltura locale.<br>Venne introdotta quindi la coltura del pesco variet\u00e0 Waddel o Guidobono, Hale, Elberta , Amsden.<br>La coltivazione del pesco viene sviluppata negli anni compresi tra il 1925 e il 1930 anche nei paesi limitrofi al comune di Volpeglino estendendosi oltre alle pendici delle colline per merito del Podest\u00e0 di Volpedo che si accorge di come la pianura ghiaiosa sia poco adatta per la coltivazione di grano ed erba e attiva la ricerca di una pianta che sia appropriata per le caratteristiche del territorio.<br>Da un territorio segnato dagli effetti cromatici delle diverse colture cerealicole e foraggiere, punteggiate nella pianura da gelsi, da peri o da ciliegi disposti isolatamente o in file e nella zona collinare da vigneti, si \u00e8 passati a un territorio segnato da disegni geometrici dei filari di peschi.<br>Nel territorio l\u2019agricoltura, caratterizzata dall\u2019attivit\u00e0 di famiglie diretto coltivatrici insistenti su aziende medio-piccole e con superfici suddivise in pi\u00f9 corpi fondiari, ha avuto uno sviluppo diacronico alquanto variegato.<br>Si deve successivamente a Carlo Baravalle, avvocato prestigioso del foro Torinese, cultore apprezzato dell\u2019arte fotografica, il vero sviluppo commerciale del frutto; questi pose al centro del proprio impegno amministrativo (1935-43) la questione frutticola.<br>Nel 1935 pens\u00f2 all\u2019istituzione di un mercato costruito nel 1936 e di controllarlo mediante la pubblicazione di un regolamento che venne ripreso negli anni successivi per la gestione del mercato stesso.<br>Contemporaneamente a Volpedo si costituiva l\u2019Associazione Frutticoltori che aveva funzioni promozionali e formative per gli agricoltori diventando operativa il giorno di mercato per la commercializzazione delle pesche.<br>Analizzando i dati statistici dei mercati tra i quali quello di Volpedo si pu\u00f2 risalire agli anni 30 dove appaiono evidenti le commercializzazioni di Pesche di Volpedo con quantitativi della merce trattata in aumento basti pensare che nel 1936 dagli atti comunali risultavano commercializzati 872,15 quintali e dopo tre anni nel 1939 queste produzioni erano salite a 3990.39 quintali.<br>Nel 1941 venivano trattate addirittura 8487,36 quintali di pesche solamente sul mercato di Volpedo.<br>Queste pesche, come da testimonianze di alcuni agricoltori, venivano gi\u00e0 commercializzate come \u201cPesche di Volpedo\u201d<br>Da un esercitazione di geografia della matricola 887 studente della Libera Universit\u00e0 \u201cCommerciale Luigi Bocconi\u201d sezione lingue e letterature straniere si legge :<br>\u201c i prodotti frutticoli sono notissimi specialmente nelle piazze di Milano e Genova.<br>In fatto di Pesche e di uve da tavola si pu\u00f2 dire che Volpedo occupi uno dei primissimi posti nella graduatoria delle zone produttive piemontesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In allegato vi erano i dati della produzione di frutta nel 1946 dove la quantit\u00e0 di pesche raggiungeva i 14500 quintali.<br>Mentre il consumo di pesche sul mercato italiano inizia ad aumentare, la produzione nazionale rimane a bassi livelli.<br>Gli agricoltori di Volpedo, Volpeglino e Monleale, riuniti nel proficuo mercato di Volpedo, hanno grossi raccolti e riforniscono qui, i posteggiatori dei mercati rionali di Voghera e Tortona, dai quali, a loro volta, acquistano le botteghe.<br>Passati gli anni &#8217;40 con la guerra e la crisi degli anni &#8217;50, la produzione riprende ed, in particolare negli anni &#8217;50-\u201860, vengono introdotte nei campi la Redhaven e la Glohaven, due variet\u00e0 statunitensi che si adattano bene al territorio volpedese.<br>Questi ultimi, insieme a prodigiosa e Dixired, sono le variet\u00e0 che costruiscono la fortuna di Volpedo.<br>La produzione della &#8220;pesca di Volpedo&#8221; viene estesa, per le condizioni climatiche simili, anche ai campi dei comuni limitrofi tra i quali Viguzzolo e la Val Grue.<br>Negli anni &#8217;60 e \u201870 i mercati pi\u00f9 fruttiferi sono quelli di Monleale, Viguzzolo e Volpedo. Sono gli anni del benessere, in cui aumentano i consumi e Volpedo diviene un importante centro per gli acquisti delle famose pesche, per i grossisti alessandrini, pavesi e liguri.<br>\u00c8, infatti, proprio con questi ultimi che le pesche hanno successo, perch\u00e9 la maturazione del suddetto frutto coincide con il periodo in cui la maggior parte delle persone si concede le ferie e la Liguria rappresenta, soprattutto in quegli anni, una delle mete preferite da stranieri e da italiani abitanti nel nord-ovest per trascorrere le meritate vacanze.<br>A fronte delle maggiori richieste di pesche, dovuto ad un aumento dei consumi anche per i numerosi turisti, sono molti i grossisti liguri che acquistano, in questi anni, le pesche a Volpedo per rivenderle poi ai piccoli dettaglianti delle singole localit\u00e0 marine.<br>Fu nell\u2019aprile 1970 che sul giornale Il Foglio compare un articolo dell\u2019Associazione Frutticoltori \u201cCarlo Baravalle\u201d che cos\u00ec scriveva:<br>In merito alla commercializzazione delle pesche, che a partire dalla prossima annata di produzione dovranno subire un nuovo orientamento unitario ed organico sulla confezione, si precisa quanto segue:<br>Le pesche dovranno esser confezionate in plateaux, nuovi, di legno stagionato, possibilmente marchiati con la dicitura \u201cPesche di Volpedo\u201d e sar\u00e0 bene aggiungere, su un lato del plateaux stesso, il giorno di raccolta ed il nome del produttore.<br>Il commerciante che acquista le pesche dovr\u00e0 rimborsare al venditore il prezzo totale del plateaux nuovo.<br>Nel giugno 1972 sempre da un\u2019articolo del giornale Il Foglio il giornalista Marco Caramagna:<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il benvenuto metallico del cartello turistico indicatore ci si immette nella Val Curone che invita il visitatore domenicale anche per la rigogliosit\u00e0 della vegetazione che nulla ha da invidiare alle altre zone della provincia di Alessandria.<br>Ma la Val Curone \u00e8 soprattutto nota al turista padano per la frutta, basti ricordare le \u201cPesche di Volpedo\u201drinomate su ogni tipo di mensa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1971 vi fu l\u2019approvazione per la costruzione di un unico mercato per la commercializzazione della frutta tra cui anche la \u201cPesca di Volpedo\u201d a Volpedo, mercato che univa il comune di Monleale con quello di Volpedo.(Verbale di deliberizzazone del consiglio comunale)<br>Nell&#8217;inverno del 1990 il Sindaco di Volpedo indice delle assemblee coinvolgendo alcuni frutticoltori della zona.<br>Il primo traguardo che ci si propone \u00e8 la riduzione dei mercati.<br>I pi\u00f9 importanti poli ortofrutticoli della valle sono tre: Monleale, Viguzzolo e Volpedo.<br>In un secondo tempo, si giunge alla firma di una convenzione, fortemente voluta dai Sindaci, tra i comuni di Monleale, Viguzzolo e Volpedo, per la commercializzazione in un unico mercato, quello di Monleale, con la denominazione &#8220;Mercato ortofrutticolo della Val Curone&#8221;; ci\u00f2 permise di eliminare parte degli intermediari, unici beneficiari della situazione.<br>Nel maggio successivo, lo stesso Sindaco convoca la prima assemblea ufficiale degli amministratori comunali della Val Curone e della vicina Val Grue con l&#8217;obiettivo di approvare la nascita del &#8220;Consorzio ortofrutticolo delle Due Valli&#8221; per promuovere, pubblicizzare, valorizzare e difendere la produzione ed il commercio dell&#8217;ortofrutta nei comuni elencati dallo statuto ed in particolare per rilanciare l&#8217;immagine della Pesca di Volpedo anche a livello nazionale.<br><br><\/p>\n","modified":"2020-10-05T15:19:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.03.07-768x1024.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[230]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4502","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4502&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/pesca-di-volpedo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":8},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.9836299,44.8894639]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4493,"name":"Volpedo","description":"\n<p>Siamo in Piemonte, in provincia di Alessandria, in uno dei Borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo sbocco del torrente Curone, nella pianura Padana, abbracciato a valle dalle colline, sorge Volpedo, il paese che ha visto nascere il pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), uno dei pittori italiani pi\u00f9 in vista del suo tempo, conosciuto in particolare per la sua opera \u201cIl Quarto Stato\u201d. L\u2019artista amava talmente il suo luogo natio che scelse sia di restarvi a vivere che di aggiungere alla sua firma \u201cda Volpedo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa premessa \u00e8 doverosa sia perch\u00e9 \u00e8 impossibile parlare di Volpedo senza parlare del suo artista, sia perch\u00e9 l\u2019amore che il pittore nutriva per la sua terra la dice lunga sulla bellezza del posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nucleo storico di Volpedo si sviluppa su una collinetta sulla sponda destra del torrente, In questo luogo pieno di fascino spicca l\u2019Ottocento: lo si legge in tutta la sua fisionomia, negli edifici, nella piazza, nelle case che hanno conservato l\u2019originaria pietra nuda, che nel corso dei secoli \u00e8 stata sottratta al letto del torrente vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Passeggiare per Volpedo equivale quindi a compiere un itinerario tra paesaggio ed arte. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosa vedere a Volpedo<br>La maggior parte di quello che Volpedo offre \u00e8 legato al suo artista Pellizza. che incontrerete pi\u00f9 volte nel vostro itinerario sotto forma di opera d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Studio del pittore Pellizza da Volpedo<br>L\u2019atelier di Pellizza costruito nel 1888, era per l\u2019artista luogo di lavoro ma anche luogo di incontro con gli amici. Si tratta di un prezioso contenitore della memoria, di un luogo che riesce a catapultare il visitatore in quello che era il mondo dell\u2019artista: una grande stanza rimasta come allora, dove tutto ha un\u2019anima: ritratti, disegni, cavalletti, tavolozze, la sua biblioteca, tutto racconta dell\u2019autore de Il Quarto Stato, uno dei capolavori della pittura universale.<\/p>\n\n\n\n<p>La pieve romanica di San Pietro<br>Si tratta del principale monumento del paese al cui si possono ammirare affreschi attribuiti alla scuola dei tortonesi fratelli Manfredino e Franceschino Boxilio (XV secolo \u2013 inizio XVI secolo un San Luigino, opera di Giuseppe Pellizza (1894)<\/p>\n\n\n\n<p>Palazzo Comunale<br>Proseguendo verso il centro del borgo, si pu\u00f2 ammirare l\u2019ottocentesco Palazzo Comunale, al suo interno si pu\u00f2 vedere una lapide con bassorilievo marmoreo.<\/p>\n\n\n\n<p>Museo interattivo di Pellizza da Volpedo<br>Sorge in un piccolo scantinato dove immagini proiettate e commentate spiegano il capolavoro del pittore Giuseppe Pellizza \u201cIl Quarto stato\u201d. Si parler\u00e0 di errori, di tecniche, di quelli che sono stati dubbi e vittorie del celebre artista.<\/p>\n","modified":"2020-10-05T15:09:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/WhatsApp-Image-2020-06-25-at-20.03.15-768x1024.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[231]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4493","wp_edit":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4493&action=edit","web":"http:\/\/bicievacanze.be.webmapp.it\/poi\/volpedo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":9},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.9836299,44.8894639]}}]}