{"type":"Feature","properties":{"id":7908,"name":"Amalfi","description":"<p>Amalfi \u00e8 un richiamo continuo per i turisti di tutto il mondo, assetati di luce e di bellezza, il luogo di una primavera perenne. Le tonalit\u00e0 cromatiche, che variano di ora in ora, rendono questo mare assolutamente ineguagliabile. In questo angolo di autentico paradiso terrestre, la storia e la leggenda si intrecciano, si sovrappongono e creano un insieme inscindibile.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione Ercole, il dio pagano della forza, amava una ninfa di nome Amalfi: ma il suo amore ebbe breve vita: ella si spense ed Ercole volle darle sepoltura nel posto pi\u00f9 bello del mondo e per immortalarla ne diede il nome alla citt\u00e0 da lui ivi costruita.<\/p>\n<p>Per la storia invece fu fondata dopo la morte di Costantino; essa trae le sue origini da famiglie romane che, imbarcate per Costantinopoli, furono travolte dalla tempesta nel golfo di Policastro, vi avrebbero fondato una \u00abMelphes\u00bb l&#8217;attuale Melfi, poi trasferitisi pi\u00f9 a nord, avrebbero preso dimora nel luogo dell&#8217;attuale Amalfi, fondandola col nome di \u00abA-Melphes\u00bb. Le prime notizie risalgono al 533, al tempo della guerra greco-gotica, allorch\u00e8 con la vittoria di Narsete su Teia, Amalfi passa sotto il dominio dell&#8217;impero Bizantino ed entra a far parte del ducato di Napoli. Nel VI secolo diviene sede vescovile. Il vescovo assolveva funzioni religiose e provvedeva alla difesa della citt\u00e0. In seguito si and\u00f2 formando una aristocrazia di grandi proprietari terrieri, i quali privarono il vescovo del potere politico.<\/p>\n<p>Nell&#8217;836 Sicardo, duca di Benevento, saccheggi\u00f2 Amalfi, deportandone gli abitanti in Salerno. Nell&#8217;839 ucciso il duca Sicardo, gli amalfitani si ribellarono e conquistarono una potenza e un&#8217;autonomia che durarono fino alla fine dell&#8217;XI secolo. Amalfi inizi\u00f2 un&#8217;astuta politica nei riguardi dei due imperi e degli altri Stati italiani per salvaguardare i propri interessi commerciali e sconfisse i saraceni che ne insidiavano il traffico. In un primo tempo fu retta a Repubblica, verso l&#8217;850 con due \u00abprefetti\u00bb annuali, poi da \u00abgiudici \u00bb, ed infine dal 958 da \u00abduchi dogi\u00bb. Sulla loro elezione avevano un formale diritto di conferma gli imperatori d&#8217;Oriente, ma in realt\u00e0 la citt\u00e0 si amministrava in piena libert\u00e0, con leggi magistrati e monete proprie.<\/p>\n<p>Le esigenze di difesa ed del commercio marittimo, spinsero spesso Amalfi ad allearsi con i saraceni e Ludovico II, contro i bizantini, che volevano ripristinare la sovranit\u00e0 dell&#8217;impero d&#8217;Oriente. L&#8217;alleanza con i saraceni fu comunque instabile e poco duratura. Questi infatti, nel 915, dopo una furiosa battaglia furono battuti e definitivamente cacciati dal territorio amalfitano.<\/p>\n<p>Nel 920 sempre per mano degli amalfitani furono cacciati da Reggio Calabria. Per tutto il X secolo e l&#8217;inizio dell&#8217;XI, gli amalfitani ebbero un&#8217;espansione commerciale ed una solida prosperit\u00e0 economica occupando nel Mediterraneo quel posto che pi\u00f9 tardi ebbero Pisa e Genova. La ricchezza di Amalfi fu tale in questo periodo che Guglielmo Appulo scrisse che nessuna citt\u00e0 era pi\u00f9 ricca d&#8217;oro, di argento e di stoffe di ogni sorta e che vi si incontravano arabi, siculi, africani e persino indiani. Si spiega cos\u00ec la ricchezza delle sue consuetudini marittime, che ebbero dagli amalfitani una delle loro pi\u00f9 antiche codificazioni, nella famosa \u00abTabula Amalphitana\u00bb che era il codice marittimo pi\u00f9 accreditato di tutte le nazioni marinare dell&#8217;epoca. Esso regolamentava i rapporti fra padrone di nave e marinai e fra marinai e mercanti.<\/p>\n<p>La stessa leggenda di Flavio Gioia, vissuto probabilmente agli inizi del XIV secolo, conferma ad Amalfi il vanto d&#8217;aver per prima perfezionato la bussola a vantaggio della navigazione e fornito materiale delle prime carte nautiche medievali. Dominatrice del mercato delle spezie, dei profumi, della seta e dei tappeti preziosi, nel X secolo coni\u00f2 il soldo d&#8217;oro, il tar\u00ec d&#8217;oro e d&#8217;argento, che erano in circolazione nell&#8217;impero greco, in Africa e nei principati longobardi.<\/p>\n<p>Queste monete erano simili a quelle musulmane ci\u00f2 a dimostrazione del fatto che i rapporti commerciali erano pi\u00f9 sviluppati con gli arabi che con i bizantini. Il notevole sviluppo di Amalfi era dovuto in gran parte alla indipendenza di cui godeva; ma la limitatezza del territorio e la debolezza militare per la carenza dell&#8217;appoggio bizantino rendeva insicura questa indipendenza. Nel 1039 Guaimario V, principe di Salerno, s&#8217;impadron\u00ec del ducato di Amalfi e sebbene ridette il potere al duca Mansone II il cieco che ne era stato privato dal fratello Giovanni II, stabil\u00ec in realt\u00e0 il dominio salernitano sulla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Pressati dai salernitani, gli amalfitani governati da Sergio IV si rivolsero a Roberto il Guiscardo nel 1073. Salerno capitol\u00f2 ma gli amalfitani dovettero lasciar occupare la loro citt\u00e0 dai Normanni, riavendo la pace a costo della libert\u00e0. Il \u00abterror mundi\u00bb si mostr\u00f2 magnanimo verso gli amalfitani, accordando loro una certa autonomia. Dopo la morte del principe normanno nel 1085, Amalfi cerc\u00f2 pi\u00f9 volte di scuotersi dal giogo normanno. Nel 1135 Amalfi sub\u00ec un orribile saccheggio da parte dei Pisani \u00abtraditori\u00bb chiamati in soccorso contro la prepotenza normanna.<\/p>\n<p>E&#8217; da questo periodo che ha inizio la decadenza di Amalfi. Nel 1343 una spaventoso maremoto, descritto dal Petrarca, invest\u00ec la costiera; gran parte dell&#8217;abitato and\u00f2 distrutto (con esso probabilmente anche il palazzo Ducale, citato in un documento come \u00abpalatium amalphitanum\u00bb), furono sommerse le fortificazioni, i cantieri navali, i magazzini e le attrezzature marittime.<\/p>\n<p>Cinque anni dopo, la famosa peste del 1348, descritta dal Boccaccio, complet\u00f2 l&#8217;opera di distruzione fra gli uomini. Amalfi e tutte le cittadine della costa che erano state splendide localit\u00e0 popolate e fortificate, ricche di sontuosi palazzi, ornati di affreschi, marmi, colonne, fontane, si avviavano a diventare modesti paesi che, privi della ricchezza che veniva dal mare ritornarono alla economia tradizionale della pesca, dell&#8217;artigianato locale e dell&#8217;agricoltura.<\/p>\n<p>Soltanto sul finire dell&#8217;Ottocento l&#8217;affermarsi del fenomeno turistico ridiede incremento ad una citt\u00e0 che costituisce l&#8217;epicentro economico di tutta la costiera che da Amalfi prende il nome.<\/p>\n","modified":"2018-03-07T10:37:41","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[13]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/cyclando.com\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7908","wp_edit":"http:\/\/cyclando.com\/wp-admin\/post.php?post=7908&action=edit","translations":{"en":{"id":8101,"name":"Amalfi","web":"https:\/\/cyclando.com\/\/amalfi-storia\/?lang=en","source":"https:\/\/cyclando.com\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8101","description":"<div class=\"page\" title=\"Page 25\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>The origin of the town is not a certain one. The name comes from Latina (from Melfi, a Lucan sea village abandoned by Roman people in IV century a.C. or maybe from Roman gens Amarfia, that lived in I century a.C.). A legend tells that the name comes from Amalfi, a nymph loved by Hercules.<\/p>\n<p>She was buried there as a desire of the gods. Amalfi was surely inhabited by Romans, escaped on Lattari mounts to hide from Germanic and Longobard invasions. It was a castrum in defence of Byzantine ducat of Naples. The town had a privileged relation to Byzantium thanks to its ability in the commerce. Amalfi people are related with the invention of the compass and spread its use in the Mediterranean sea in the first half of XIII century.<\/p>\n<p>Amalfi has been an Episcopal seat since 596. On the 1st September 839 Amalfi separated from the Ducat of Naples and became an autonomous town. Longobard princes had always been interested to conquer this rich town, but Amalfi was able to resist. The small autonomous state was governed by a count, elected each year by representatives from the noble families and then it was governed by a duke. During that period the state covered the area between Cetara and Positano, together with Capri and Li Galli isles, and in the inner part it included also Lattari mounts to Gragnano, near Naples.<\/p>\n<p>This was the best period for Amalfi: this was also the period of the rivalry with Pisa, Genoa and Venice. Amalfi had its own currency: the tar\u00ec. Commerce was very prosperous and merchants had colonies in many places on the Mediterranean Sea. There was the institution of the maritime law code, too. It was called \u201cTavola amalfitana\u201d (it is kept as a paper copy of XVII century in the Museo Civico). In 1039 Guaimario V, Prince of Salerno, subdued Amalfi for a short while. Then Roberto il Guiscardo started its domination in Southern Italy. To survive, Amalfi had to ask for its protection and the last duke of Amalfi, Marino Sebaste, was removed.<\/p>\n<p>The Pope formed an alliance against Roberto il Guiscardo and the Pisani, that were part of this alliance, in 1135 sacked Amalfi and the near towns. Amalfitana Coast was now a feud governed by several different noble families. It had lost its wealth and its power. In 1131 Amalfi had been conquered by Ruggiero II, the Norman king. He protected Amalfi and its commerce that represented a very important resource for the Reign of Sicily. But in 1135 Pisani came again to Amalfi and destroyed it, while its navy was fighting against Saracens.<\/p>\n<p>Amalfi commercial power completely declined also because of anti-Byzantine politics of Norman rulers: Amalfi could no more trade with Byzantine towns, but only with the ports of Southern Italy. During Middle Ages Amalfi had powerful fleets: a military navy and a commercial one. The military one was very strong and defeated many times Arabs, for example in the famous battle of Ostia (849) when Amalfi navy contributed to the defence of Rome against Muslims. Amalfi built its ships in an arsenal whose ruins still remain.<\/p>\n<p>It is now the only survived arsenal in Southern Italy. It was restructured in 1240 and 1272. Commercial ships were built on the beaches, called for that reason with the Byzantine name of \u201cscaria\u201d. In the night between 24th and 25th November there was a terrible landslip that submerged the port. It was provoked by a terrible Libeccio storm.<\/p>\n<p>In 1398 Amalfi became a feud of Sanseverino family, then of Colonna, Orsini and Piccolomini families. In XV century Amalfi was ruled by Aragons and there was the arrival of Catalan merchants that were in competition with the local ones. This was another period of decadence. In 1643 there was a terrible and cruel plague, a third of the population died. The coast became more and more miserable. In XVIII century Amalfi was almost uninhabited, the noble families had moved to Naples. But in this period there was the naissance of new handcraft activities: the \u201ccentrellari\u201d, that built rivets in Pogerola, the coral-workers, the goldsmiths, the blacksmiths and the \u201ccalafati\u201d (the workers that repaired the ships to make them waterproof).<\/p>\n<p>In June 1807 Giuseppe Bonaparte visiting the Coast was enchanted by it and decided to build a road from Naples to Amalfi. The road was completed in 1854 by Ferdinand II. In 1879 the famous writer Erik Ibsen, walking through the narrow streets of the Coast, had the right inspiration to complete his masterpiece \u201cA doll\u2019s house\u201d.<\/p>\n<p>In XX century Amalfi became a famous tourist destination, the \u201cdolce vita\u201d arrives from Rome to Capri and Amalfi: film directors, artists, actors and actresses came to this Coast.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"https:\/\/cyclando.com\/poi\/amalfi-storia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[14.602503944188356,40.6342295743525]}}