{"type":"Feature","properties":{"id":1273,"name":"V1.2 &#8211; Chiesa dei Santi Jacopo e Verano alla Costa d&#8217;acqua","description":"\n<p>Sulle pendici del monte Serra, in luogo un tempo detto &#8220;Costa d&#8217;acqua&#8221;, si trovava l&#8217;eremo dei Santi Jacopo e Verano, oggi conosciuto con il nome di San Bernardo a Calci. Questa costruzione apparteneva all&#8217;ordine camaldolese e dipendeva dal monastero di San Michele in Borgo a Pisa. II complesso, passato nel XIV all\u2019ordine Agostiniano, viene definitivamente abbandonato nel XVIII secolo, giungendo in mani private: la chiesetta esiste ancora, restaurata nel 1969. L&#8217;edificio, di piccole dimensioni in stile romanico pisano, ha impianto planimetrico ad aula unica rettangolare, senza abside. 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This construction belonged to the Camaldolese order and depended on the monastery of San Michele in Borgo a Pisa. The complex, passed in the XIV to the Augustinian order, is definitively abandoned in the eighteenth century, reaching private hands: the church still exists, restored in 1969. The small -size Pisan Romanesque building has a single classroom planimetric system rectangular, without apse. The wall paramento is made up of verrucano councils.<\/p>\n"},"fr":{"id":6771,"name":"V1.2 - Chiesa dei Santi Jacopo e Verano alla Costa d'acqua","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v1-2-chiesa-dei-santi-jacopo-e-verano-alla-costa-dacqua-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6771","description":"\n<p>Sur les pentes de Monte Serra, dans un endroit autrefois appel\u00e9 &#8220;c\u00f4te de l&#8217;eau&#8221;, il y avait l&#8217;ermitage des Saints Jacopo et Verano, maintenant connu avec le nom de San Bernardo en coups de pied. Cette construction appartenait \u00e0 l&#8217;ordre camaldalais et d\u00e9pendait du monast\u00e8re de San Michele \u00e0 Borgo a Pise. Le complexe, pass\u00e9 dans le XIV \u00e0 l&#8217;ordre Augustinien, est d\u00e9finitivement abandonn\u00e9 au XVIIIe si\u00e8cle, atteignant les mains priv\u00e9es: l&#8217;\u00e9glise existe toujours, restaur\u00e9e en 1969. Le b\u00e2timent roman Pisan Small-Size a un syst\u00e8me Planim\u00e9trique \u00e0 une seule salle . Le mur Parmento est compos\u00e9 de conseils de Verrucano.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/v1-2-chiesa-dei-santi-jacopo-e-verano-alla-costa-dacqua\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Chiesa di San Bernardo \/ Eremo di San Bernardo \/ Chiesa eremitica di San Jacopo e Verano o Veriaco","rilevanza_storica":"La chiesa romanica di San Bernardo \u00e8 localizzata a met\u00e0 delle pendici meridionali del Monte Pisano, in posizione definita \u201ca mezza costa\u201d, nella valle di Calci. Nei secoli passati il colle in cui sorge il piccolo edificio di culto veniva indicato come \u201cCosta d\u2019Acqua\u201d, ossia \u201cmonte dell\u2019acqua\u201d, in ragione delle numerose sorgenti che erano presenti nella zona.\r\nAnticamente, nella prima parte della propria storia, la chiesa costituisce l\u2019edificio di culto dell\u2019eremo intitolato ai Santi Jacopo e Verano e ad essi risulta dedicata. L\u2019eremo costituisce uno dei molti insediamenti eremitici presenti sui Monti Pisani, ossia piccole comunit\u00e0 di monaci dediti alla povert\u00e0, alla solitudine, alla preghiera ma anche al servizio degli abitanti che abitano nelle vicinanze.\r\nLa prima notizia riferita alla piccola comunit\u00e0 eremitica \u00e8 costituita da una donazione di beni immobili e terreni risalente al 1209, da parte di quattro calcesani a favore dell\u2019eremita Bernardo, proveniente appunto dell\u2019eremo dei Santi Jacopo e Verano. La piccola chiesa - che sar\u00e0 successivamente intitolata a San Bernardo - costituisce il luogo di culto originario dell\u2019eremo, connesso verosimilmente ad alcune celle eremitiche sparse per il monte.\r\nCon la fine del XII secolo l\u2019eremo di Costa d\u2019Acqua conclude il periodo pi\u00f9 antico della sua esistenza e con l\u2019inizio del XIII secolo, proprio grazie alla donazione del 1209, ne inizia uno nuovo: la donazione rappresenta infatti per l\u2019eremo la possibilit\u00e0 di dare inizio ad una fase di rinnovamento, promossa da frate Bernardo, durante la quale vengono costruite delle nuove dimore eremitiche - tre per la precisione - e una nuova chiesa, alternativa alla piccola cappella oggetto di questa descrizione, in posizione pi\u00f9 prossima all\u2019abitato di Calci. Con le nuove dimore vengono creati i nuclei originari dei borghi chiamati Caprile di Sopra e Caprile di Sotto. Gli antichi complessi cenobitici sono attualmente adibiti ad residenze private, tuttavia risultano ancora visibili alcune tracce edilizie legate ai precedenti usi. La chiesa di nuova edificazione, identificata come quella intitolata successivamente a Sant\u2019Antonio da Padova, in localit\u00e0 Collerosso, assume la dedicazione ai santi Jacopo e Verano, mentre quella antica viene ribattezzata con il titolo di San Bernardo, presumibilmente al duplice scopo di perpetuare il ricordo della visita di San Bernardo di Chiaravalle al Romitorio, avvenuta poco pi\u00f9 di mezzo secolo prima \u2013 in occasione del sinodo di Pisa del 1135 indetto dal papa Innocenzo II - e per devozione al Santo cui il frate che aveva intrapreso l\u2019ampliamento dell\u2019Eremo doveva il suo nome. Nel tentativo di arginare l\u2019influenza della comunit\u00e0 religiosa in espansione, inizialmente all\u2019eremo viene preclusa qualsiasi funzione pastorale relativa alla cura delle anime. Gli Annali Camaldolesi dichiarano che \u00aba partire da questa data - 1210 - si ha per la prima volta notizia di questo nuovo eremo dei SS. Jacopo e Verano\u00bb e questa \u00e8 la prima distinzione che i testi fanno fra antico e nuovo Eremo\u00bb. Pochi anni dopo, nel 1215, per il complesso eremitico viene dato avvio a un processo di affiliazione al monastero camaldolese di San Michele in Borgo a Pisa, come richiede la regola benedettina, osservata nell\u2019eremo.\r\nNella prima parte del XIII secolo si manifesta infatti un processo di trasformazione del fenomeno eremitico in generale, favorito dalla Sede Apostolica, che tende ad una evoluzione della vita eremitica nella direzione della istituzione Benedettina, che aggiunge all\u2019ascetismo, contraddistinto da un severo isolamento, un carattere comunitario. Un primo parziale successo in questo senso viene conseguito nel 1243 da Papa Innocenzo IV, che riesce a riunire le sparse comunit\u00e0 nella Unione degli Eremiti Toscani.\r\nIl successore del pontefice, Papa Alessandro IV, riesce a compiere l\u2019opera di unione, dando vita nel 1256 all\u2019Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino. Il priore Bernardo \u00e8 presente al capitolo generale dell\u2019ordine del 1250 e il 1 settembre 1266, insieme con i priori della provincia pisana e degli eremi di Rupecava e di Cavina, prende impegni con il capitolo cattedrale per la costruzione a Pisa di un convento agostiniano. A partire dalla seconda met\u00e0 del XIII secolo l\u2019intero eremo assume il titolo di San Bernardo. L\u2019antica intitolazione ai Santi Jacopo e Verano, infatti, cade progressivamente in disuso e tanto nei documenti quanto nei testi, gli amanuensi usano molto spesso la dizione di \u201cEremo di San Bernardo alla Costa d\u2019Acqua\u201d. Ci\u00f2 pu\u00f2 significare quanto forte fosse l\u2019attrazione dell\u2019antica chiesa, per il valore altissimo delle tradizioni e dei sacri ricordi ad essa legati, ma anche quanta forza avesse quella semi interdizione che teneva la nuova chiesa in posizione secondaria, ai margini, nello svolgimento della vita liturgica  e dell\u2019esercizio del culto dell\u2019Eremo.\r\nNella seconda met\u00e0 del XIII secolo l\u2019Eremo vive il periodo di maggiore sviluppo, nel quale grande \u00e8 il proprio prestigio e la fama degli eremiti che lo visitano. Nel 1287 l\u2019Eremo passa agli Agostiniani Olivetani del romitorio di Agnano.\r\nLa conclusione della vita eremitica risale al 1476 quando, dopo la rinuncia di \u201cmagister Cristoforo\u201d, ultimo suo rettore, l\u2019eremo ormai in rovina e con redditi insufficienti viene unito al convento di Sant'Agostino di Rezzano di Calci. Gli Agostiniani tengono l\u2019Eremo di Costa d\u2019Acqua fino al XVIII secolo, epoca in cui il romitorio viene definitivamente abbandonato ed i suoi beni, chiese comprese, passano in propriet\u00e0 privata. Le dimore sparse per il monte ed i cenobi vengono ridotti ad usi rurali o, come abbiamo ricordato, civili.\r\nNel 1819 la chiesetta di San Bernardo, appartenente allora ad una famiglia pisana, viene descritta come cadente a seguito di un visita pastorale. L\u2019edificio passa successivamente di propriet\u00e0, viene restaurato e riaperto al culto nel 1880, festivit\u00e0 di San Bernardo. Tuttavia, il passare del tempo riduce nuovamente la chiesa in abbandono e in precarie condizioni di stabilit\u00e0.\r\nNel 1969, ad opera della Soprintendenza ai Monumenti di Pisa, viene dato avvio al restauro, con il quale vengono rinforzate le fondamenta ed i muri perimetrali e rimosse le sovrastrutture addossate al tempio. Attualmente la piccola chiesa di San Bernardo \u00e8 gestita, insieme ad altri immobili localizzati nelle vicinanze, da una cooperativa agrituristica.","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019edificio, di piccole dimensioni in stile romanico pisano, ha impianto planimetrico ad aula unica rettangolare, senza abside. Il paramento murario \u00e8 costituito da conci di verrucano, squadrati e lavorati a punta. La facciate \u00e8 a capanna, con ampio campanile a vela a due fornici posto in asse rispetto ad essa, insieme ad una apertura a giorno a forma di croce. Il prospetto principale presenta anche alcune mensole scolpite, utilizzate in passato per sorreggere un portico non pi\u00f9 presente, che si avvicinano per fattura e iconografia a quelle presenti a Mirteto. Inoltre l\u2019architrave del portale d'accesso e sorretto da due mensole decorate con motivi a cilindro incisi sulla pietra, direttamente con lo scalpello. Sul lato suddella struttura si apre un secondo portale e in alto due finestre, la parete di fondo ha una lunga apertura centrale, mentre il lato nord, analogamente alla chiesa di Mirteto, non presenta aperture.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.531812618967871,43.73438912501774]}}