{"type":"Feature","properties":{"id":2603,"name":"Cattedrale di San Michele Arcangelo, Albenga","description":"","modified":"2022-08-22T10:29:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/10-A-1024x683.jpg","id":3968,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5A-2-1024x709.jpg","id":4167,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8A-1024x681.jpg","id":4386,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Albenga-cattedrale-A-212x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Albenga \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; il centro \u00e8 soggetto a regime di ZTL, per cui \u00e8 necessario lasciare l\u2019automobile al di fuori del tracciato antico delle mura (i parcheggi sono numerosi).<br \/>\nAlbenga \u00e8 ugualmente raggiungibile in treno; usciti dalla stazione si imbocca viale Martiri della Libert\u00e0 e poi, passata la rotonda, via Enrico D\u2019Aste. Dopo 150 metri la cattedrale \u00e8 immediatamente visibile sulla destra, preceduta da Piazza IV Novembre, su cui affaccia<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.scoprialbenga.it\/cattedrale-san-michele.htm"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2603","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2603&action=edit","translations":{"en":{"id":3551,"name":"Chiesa di San Michele Arcangelo, Albenga","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/3551\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3551","description":""},"fr":{"id":3556,"name":"Chiesa di San Michele Arcangelo, Albenga","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-michele-arcangelo-albenga\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3556","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-michele-arcangelo-5\/","addr:street":"Piazza S. 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Michele,  Albenga (SV)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Il sito occupato dalla cattedrale di Albenga \u00e8 di antica frequentazione e la chiesa sorge nel punto in cui, verosimilmente, in epoca romana si trovava il foro, all\u2019incrocio tra cardo e decumano.\r\nLa storia di San Michele \u00e8 fatta di modifiche, ricostruzioni e stratificazioni.\r\nUn primo edificio, di ampiezza pari a quella attuale, fu eretto nella prima met\u00e0 del V secolo; e infatti un vescovo \u2013 Quinzio \u2013 \u00e8 documentato gi\u00e0 nel 451 d.C. \r\nTra V e VI secolo fu eretto il battistero, ancora esistente, di forma ottagonale e scavato all\u2019interno da nicchie semicircolari e rettangolari alternate.\r\nNell\u2019VIII secolo all\u2019interno della cattedrale dovette essere realizzata una recinzione presbiteriale, a cui appartenevano i plutei oggi conosciuti in forma frammentaria, alcuni murati nella lunetta del portale del fianco laterale destro.\r\nIn et\u00e0 carolingia, tra IX e X secolo, la chiesa fu ridotta a una pi\u00f9 piccola struttura mononavata dotata di cripta semicircolare coperta da voltine a crociera, affiancata da una cappella in testa alla navata sinistra; lo spazio circostante fu utilizzato come sepolcreto.\r\nTra XI e XII la struttura fu nuovamente modificata: mantenuta integralmente la struttura mononavata, la chiesa fu dotata di una nuova facciata e di un campanile, posto esternamente all\u2019edificio, alla sua sinistra, accanto al nuovo prospetto.\r\nAlla fine dell\u2019XI secolo, inoltre, \u00e8 citata per la prima volta la vicina chiesa di Santa Maria in Fontibus, che era divisa e connessa al tempo stesso a San Michele dal chiostro dei canonici, distrutto nel 1903 per realizzare la piazza IV Novembre; \u00e8 possibile che data tale prossimit\u00e0 le due chiese costituissero un complesso a doppia cattedrale, almeno in et\u00e0 medievale.\r\nA seguito della sottomissione di Albenga a Genova nel 1251, all\u2019epoca del vescovado del genovese Lanfranco di Negro la cattedrale fu sottoposta a un ulteriore rifacimento, in questo caso una pressoch\u00e9 totale ricostruzione, condotta secondo i canoni delle architetture dei magistri Antelami genovesi: la chiesa fu riportata all\u2019ampiezza che aveva nel V secolo e ristrutturata nella forma trinavata che ancora oggi si apprezza, eliminando la cripta.\r\nFra il 1392 e il 1398 si procede all\u2019elevazione della parte superiore del campanile in laterizio, e tale facies lo contraddistingue ancora oggi. \r\nNel 1511-1512 venne demolita e ricostruita l\u2019abside minore di destra; nel 1582, invece, fu avviato un altro imponente rifacimento: le navate vennero alzate, furono costruite le volte attuali, poi affrescate a fine Ottocento, i sostegni vennero rivestiti e le arcate che dividono le navate rese pi\u00f9 ampie, perdendo per sempre la forma originaria.\r\nNel 1948 Nino Lamboglia diede inizio al restauro dell\u2019edificio: l\u2019intervento, piuttosto invasivo, prese avvio dall\u2019esterno, con il ripristino delle absidi. All\u2019interno (1964-1967) furono eliminati quasi tutti gli interventi post-medievali nel tentativo di riportare la chiesa al suo aspetto tardo-romanico; contestualmente la cattedrale fu indagata archeologicamente.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Delle due fasi basso-medievali note per la cattedrale \u2013 XI\/XII secolo e seconda met\u00e0 del XIII \u2013, l\u2019edificio attuale testimonia in maniera molto pi\u00f9 sensibile la seconda, ovvero il rifacimento messo in atto dopo il 1251. Di questa edizione della chiesa si sono mantenuti i volumi e buona parte delle murature esterne.\r\nSi trattava, e in parte ancora si tratta, di una struttura a tre navate, priva di transetto e di cripta, terminante con tre absidi, coperta con un tetto ligneo piatto. La facciata a salienti \u00e8 connotata dal campanile, che dall\u2019esterno non lascia intuire la presenza della navata minore sinistra, di cui occupa la prima campata. Come tipico delle chiese edificate dai magistri Antelami \u2013 i maestri costruttori provenienti dalla lombarda valle d\u2019Intelvi e attivi a Genova dal XII secolo, ma in alcuni casi anche nelle riviere \u2013 la muratura \u00e8 composta di blocchi di calcare marnoso squadrati perfettamente a scalpello, congiunti con pochissima malta, e gli spioventi dei tetti sono profilati da una serie continua di archetti pensili conclusi da peducci, qui spesso figurati.\r\nAppartengono a questa stessa fase architettonica anche i telamoni, di arcaica fattura, che inquadravano una grande polifora poi tamponata e oggi riconoscibile soltanto nel suo profilo.\r\nNella parte inferiore della torre campanaria (che ha alla base tre strati di grossi blocchi di pietra di Cisano, di reimpiego) e della porzione centrale del prospetto, corrispondente all\u2019ampiezza della navata maggiore, la muratura antelamica lascia invece spazio a corsi di blocchetti sbozzati pi\u00f9 piccoli e corti: si tratta di uno dei pochi lacerti della chiesa protoromanica dell\u2019XI-XII secolo. I due oculi in laterizio ancora visibili, seppur tamponati, appartengono alla medesima fase, cos\u00ec come i due archi, probabili resti di una struttura a porticato antistante la chiesa.\r\nDei tre portali, solo quello laterale destro \u00e8 coevo all\u2019edizione duecentesca della cattedrale; quello che si apre alla base del campanile \u00e8 invece trecentesco, mentre il varco centrale \u00e8 tardo barocco (1669-1671). Il rosone \u00e8 di restauro.\r\nI fianchi risultano \u2013 salvo per la sopraelevazione successiva dei muri perimetrali e il rifacimento del cleristorio, tutto al fine di erigere le volte a fine Cinquecento \u2013 sostanzialmente intatti, e mostrano in maniera continuata e regolare la bella muratura antelamica in opera quadrata, nonch\u00e9 le monofore originali. Su quello di sinistra spicca il portale di San Verano, che fronteggia il battistero, in cui sono state riusate porzioni dei plutei appartenenti a una struttura presbiteriale dell\u2019VIII secolo.\r\nDelle tre absidi esistenti in origine si conservano solo quella centrale e quella laterale di sinistra, entrambe scandite da colonnine verticali che si elevano su zoccolature (pi\u00f9 alta quella della maggiore) e semplici basi modanate; la cornice sommitale a denti di sega, tipica dell\u2019architettura antelamica genovese di fine XII secolo, \u00e8 accompagnata da una teoria continua di archetti pensili su peducci che, nel caso dell\u2019abside centrale, si raccordano alle colonnine tramite slanciati capitelli a crochet. Una galleria nana con archi a tutto sesto su colonne di marmo con capitelli a foglie d\u2019acqua, senza riscontri in area ligure ma forse in quella padana, corona l\u2019abside centrale. Quest\u2019ultima reca ancora ben visibili i profili delle finestre di una cripta che non fu realizzata ma che dovette essere prevista nel progetto duecentesco.\r\nLa parte superiore di entrambe le absidi \u00e8 invece dovuta all\u2019innalzamento cinquecentesco.\r\nL\u2019interno della cattedrale conserva solo in parte \u2013 e in apparenza \u2013 l\u2019aspetto tardo-romanico. Le tre navate sono suddivise da pilastri a sezione circolare (uno \u00e8 ottagonale), coronati da capitelli cubici che sono stati scalpellati a fine Cinquecento quando i pilastri furono rifasciati. Le arcate a doppia ghiera a sesto acuto sono frutto di una ricostruzione in stile effettuata a met\u00e0 del Novecento nell\u2019ambito dei restauri integrativi di Nino Lamboglia.\r\n\r\nNegli anni \u201960 del \u2018900, infatti, la Chiesa di San Michele ad Albenga venne interessata da restauri in occasione dei quali nell\u2019edificio (che, dal punto di vista della stratificazione muraria, assomma interventi dall\u2019XI\/XII sino al XIX secolo) vennero eseguiti interventi di scavo che permisero di ricostruire le fasi principali di frequentazione del luogo occupato dalla Cattedrale.\r\nSu livelli di et\u00e0 romana imperiale (rappresentati da resti di pavimentazioni a mosaico e numerosi resti scultorei marmorei di reimpiego), si impost\u00f2 la fase pi\u00f9 antica dell\u2019edificio di culto, databile all\u2019epoca paleocristiana, con impianto a tre navate. \r\nLa fase paleocristiana (fine V secolo) \u00e8 rappresentata da resti di una pavimentazione in cocciopesto, da alcuni lacerti murari perimetrali e, soprattutto, dai resti di un primitivo altare (V secolo) avente, accanto, due grandi basamenti di colonne. La tecnica muraria cui si fece ricorso in questa fase si contraddistingue per la presenza di blocchetti in arenaria caratterizzati da dimensioni da piccole a medie, organizzate in corsi regolari. In tal periodo doveva esistere l\u2018abitazione del vescovo, probabilmente dalle forme piuttosto contenute. \r\nLa seconda fase di vita dell\u2019edificio, attribuibile all\u2019et\u00e0 altomedievale, \u00e8 rappresentata da tracce del presbiterio dinnanzi all\u2019altare. Alla recinzione presbiteriale si riferiscono diversi frammenti di plutei databili alla met\u00e0 dell\u2019VIII\/IX secolo, alcuni dei quali reimpiegati nelle murature di fasi edilizie pi\u00f9 tarde, con finalit\u00e0 decorative (tra queste si segnala la lastra caratterizzata da motivo a pavone). \r\nIn questa fase la chiesa venne ridotta di dimensioni, con riduzione ad una navata centrale ed una cappella in testa alla navata sinistra con pavimentazione in cocciopesto; le altre zone sembrano invece essere state adibite a luogo di sepoltura (come attesta il ritrovamento di diverse sepolture dette a \u201ccappuccina\u201d e a cassa rettangolare).\r\nIn una fase di poco successiva venne realizzata la cripta \u201ca ferro di cavallo\u201d ancora utilizzata in et\u00e0 protoromanica; quest\u2019ultima mantenne anche misure modeste e un\u2019unica navata. A questa fase risale la base del campanile.\r\nNel XIII secolo si ampli\u00f2 la facciata e si procedette alla ricostruzione della navata destra, riportando l\u2019edificio alle dimensioni della chiesa paleocristiana. Il campanile venne incluso nella pianta della chiesa con aggiunta della navata sinistra. Per quanto concerne le murature, in questa fase si pass\u00f2 da una tecnica che faceva ricorso ad elementi lapidei sbozzati ad una con impiego di conci squadrati di calcare con tracce di lavorazioni e rifilatura a scalpello, nonch\u00e9 spianatura a punta fine. Sui perimetrali la tecnica costruttiva \u00e8 del tutto compatibile con quella di XIII secolo. \r\nAccanto alla chiesa \u00e8 presente il noto Battistero di Albenga, anch\u2019esso sottoposto ad indagini archeologiche tra 1996 e il 1998, in occasione del cantiere edile diretto dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria. \r\nLe ricerche archeologiche vennero condotte sia all\u2019esterno che all\u2019interno della struttura grazie all\u2019operato dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria.\r\nIl saggio esterno (di piccole dimensioni onde evitare problemi di statica al monumento) era compreso tra la fondazione dell\u2019edificio e la struttura di recinzione per l\u2019intercapedine, tra le nicchie ubicate a Nord\/Ovest.\r\nQui fu riconosciuto un selciato anteriore agli interventi del D\u2019Andrade, posto a coprire una sepoltura (priva dell\u2019inumato) orientata in senso Nord\/Sud, le cui spallette vennero realizzate in pietra del Finale, pietre e ciottoli. Tale sepoltura venne ricondotta ad un\u2019area funeraria di et\u00e0 tardomedievale, probabilmente intaccate da interventi successivi. \r\nNel 1998 venne proseguita la ricerca archeologica al fine di verificare l\u2019eventuale preesistenza di strutture che potessero essere la causa di alcune irregolarit\u00e0 nell\u2019andamento del perimetro decagonale esterno del Battistero. \r\nEffettivamente, all\u2019esterno del Battistero (lato antico Episcopio) \u00e8 stato possibile individuare una muratura rasata con andamento Nord\/Sud, di fattura tardo-antica, che sembrerebbe essere di poco anteriore rispetto al Battistero. Tale muro era, effettivamente, allineato con la muratura dell\u2019edificio di culto, sebbene non sia stato possibile comprendere a fondo i rapporti tra le due strutture. \r\nDifficolt\u00e0 tecniche legate alla falda non permisero il proseguimento delle attivit\u00e0 di scavo; tuttavia, si rese lecito ipotizzare che l\u2019edificio cristiano sia stato condizionato nella sua pianta da strutture preesistenti. \r\nDurante gli scavi emerse anche un livello di cantiere, attribuibile alla realizzazione del Battistero e pertinente alla demolizione delle strutture preesistenti.\r\nAttorno al Battistero, inoltre, gravitavano dubbi relativi all\u2019appartenenza delle murature pi\u00f9 basse della struttura ad un edificio pi\u00f9 antico, fugati grazie alle analisi condotte dalla Soprintendenza e dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova, che fecero comprendere che le due tecniche murarie erano coeve e pertinenti ad un monumento realizzato in un unico momento. \r\nInternamente, venne eseguito un limitato sondaggio archeologico nel punto in cui il pavimento, in attesa di restauro, si presentava maggiormente deteriorato. Tra la nicchia Sud\/Est del Battistero ed il fonte vennero individuati vari piani di calpestio in cocciopesto e un livello simile a quello identificato all\u2019esterno, relativo alla fase cantieristica del Battistero. \r\nIl restauro della vasca battesimale consent\u00ec di identificare due fasi edilizie: la prima, relativa alla struttura \u201ca stella\u201d, era costituita da pietre e laterizi ed era rivestita per motivi di impermeabilizzazione. \r\nLe indagini archeologiche permisero inoltre di documentare le canalizzazioni per l\u2019acqua connesse al fonte.\r\nNella fase successiva, la vasca venne ristretta facendo ricorso ad una fascia di laterizi poggianti su lastre marmoree reimpiegate e il fondo fu rivestito di lastre marmoree di pregevole fattura.\r\n","come_arrivare":"Albenga \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; il centro \u00e8 soggetto a regime di ZTL, per cui \u00e8 necessario lasciare l\u2019automobile al di fuori del tracciato antico delle mura (i parcheggi sono numerosi).\r\nAlbenga \u00e8 ugualmente raggiungibile in treno; usciti dalla stazione si imbocca viale Martiri della Libert\u00e0 e poi, passata la rotonda, via Enrico D\u2019Aste. Dopo 150 metri la cattedrale \u00e8 immediatamente visibile sulla destra, preceduta da Piazza IV Novembre, su cui affaccia\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.21307263196846,44.0494037748127]}}