{"type":"Feature","properties":{"id":3370,"name":"Cattedrale dei Santi Pietro Lorenzo e Colombano, Brugnato","description":"","modified":"2022-08-22T12:51:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/3-A-1024x768.jpg","id":4070,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/2-2-764x1024.jpg","id":4209,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5-1.jpg","id":4479,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Brugnato-A1-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Raggiungibile in macchina, poi con un breve tratto da percorrere a piedi<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3370","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3370&action=edit","translations":{"en":{"id":3834,"name":"Santi Pietro Lorenzo e Colombano, Brugnato","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santi-pietro-lorenzo-e-colombano-brugnato\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3834","description":""},"fr":{"id":3838,"name":"Santi Pietro Lorenzo e Colombano, Brugnato","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santi-pietro-lorenzo-e-colombano-brugnato\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3838","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/santi-pietro-lorenzo-e-colombano\/","addr:street":"Piazza Brosini","addr:housenumber":"20","addr:postcode":"19020","addr:city":"Brugnato (SP)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Piazza Brosini, 20 Brugnato (SP)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Le vicende della cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano sono indissolubilmente legate a quelle del centro cittadino di Brugnato, situato nella media Val di Vara.\r\nIl borgo, infatti, crebbe intorno a un insediamento di monaci benedettini \u2013 talvolta ritenuti dalla critica un nucleo dipendente dal monastero di San Colombano di Bobbio \u2013 ivi installatisi in un momento imprecisato tra V e VIII secolo, ma al pi\u00f9 tardi durante il regno del longobardo Liutprando (712-744). L\u2019abbazia, da subito posta sotto la protezione di questi sovrani prima e degli imperatori carolingi successivamente, nonch\u00e9 oggetto di privilegi papali, giunse presto a controllare un vasto dominio territoriale esteso tra la Liguria e la Pianura Padana, esente dall\u2019ordinaria giurisdizione vescovile e posto direttamente sotto l\u2019autorit\u00e0 della Santa Sede, suscitando tra IX e XI secolo il malcontento del vescovo della limitrofa diocesi di Luni, desideroso di espandere la sua influenza sulla Val di Vara.\r\nUn primo edificio mono-navata, le cui strutture sono emerse al di sotto di quello attuale nel corso di successive campagne di scavo archeologico, fu eretto gi\u00e0 in epoca bizantina durante il V\/VI secolo; ad esso fu in seguito affiancato, probabilmente in et\u00e0 longobarda, un altro vano tra VI e X secolo, forse destinato ad un particolare culto, non \u00e8 escluso di reliquie.\r\nNel 1133 papa Innocenzo II elev\u00f2 l\u2019abbazia di Brugnato a sede diocesana, suffraganea della neonata Arcidiocesi genovese; il monastero non fu soppresso ma in breve tempo l\u2019abate prefer\u00ec fregiarsi del solo titolo di vescovo: cos\u00ec faceva infatti gi\u00e0 Lanfranco nel 1179. Dal punto di vista politico, questo cambiamento segnava l\u2019ingresso della Val di Vara nella sfera di influenza di Genova, che proprio nel XII secolo andava espandendo il suo controllo, anche militare, nella Liguria orientale, zona strategica per via dei numerosi percorsi stradali che, attraverso l\u2019Appennino, collegavano Parma, Pontremoli, Piacenza e Sestri Levante.\r\nTale trasformazione giuridica indusse probabilmente alla ricostruzione delle strutture del monastero di Brugnato e fu cos\u00ec che la cattedrale a due navate ancora oggi ben conservata, specialmente all\u2019interno e nella zona absidale, venne eretta al di sopra dei precedenti edifici. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"La cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano \u00e8 collocata nel cuore del piccolo centro di Brugnato.\r\nL\u2019edificio ancora oggi visibile corrisponde sostanzialmente alla cattedrale romanica di XII secolo; se ne percepisce la struttura precipuamente all\u2019interno e, all\u2019esterno, dall\u2019osservazione delle due absidi.\r\nLo spazio \u00e8 articolato in due navate, con quella di sinistra pi\u00f9 larga, a ricalcare l\u2019ampiezza e la divisione degli ambienti preesistenti su cui la Cattedrale fu elevata. Le navate sono divise da archi a tutto sesto impostati su quattro spessi pilastri a sezione cilindrica e conclusi da capitelli ridotti al solo abaco; \u00e8 probabile che in origine tali colonne fossero ricoperte di intonaco e dipinte (su una sopravvive un affresco con Sant\u2019Antonio abate). Le volte invece sono post-medievali. \r\nSulla parete laterale sinistra, in prossimit\u00e0 del presbiterio, compare un varco di forma rettangolare, delimitato da piedritti e architrave lisci, quest\u2019ultima sorretta da due mensole di cui una decorata con pesci e fogliette stilizzati; si tratta verosimilmente della porta che conduceva agli ambienti del monastero.\r\nLa navata centrale \u00e8 conclusa da un\u2019abside semicircolare poco profonda, coperta a catino, bucata da tre monofore a doppia strombatura \u2013 ma solo quella centrale \u00e8 originale, le altre due sono frutto di un restauro degli anni Cinquanta \u2013 e decorata all\u2019interno da tre protomi scolpite in forme umane, di fattura piuttosto arcaica. \r\nAnche la navatella destra si conclude con un\u2019absidiola; tuttavia tale articolazione \u00e8 percepibile solo dall\u2019esterno: all\u2019interno, infatti, il vano termina con una parete liscia, dal momento che al di sopra dell\u2019ultima campata fu elevato, a met\u00e0 Settecento, il campanile; tale operazione indusse a tamponare l\u2019arco sacro che in origine dava accesso all\u2019area absidale.\r\nNell\u2019imposta dell\u2019arco del pilastro tra le due absidi si pu\u00f2 ammirare un rilievo a foglioline la cui fattura induce a ipotizzare una datazione all\u2019alto medioevo e il reimpiego dalla chiesa precedente, distrutta per costruire la cattedrale di XII secolo.\r\nAll\u2019esterno entrambe le absidi presentano una superficie perfettamente liscia e priva di decori, con l\u2019unica concessione di una semplice ma elegante cornice modanata a toro alla base che segna lo stacco dell\u2019edificio dal suolo.\r\nPer quanto concerne il tipo di paramento murario, \u00e8 stata utilizzata una pietra arenaria tagliata in conci riquadrati a scalpello.\r\nAnche lo schema a due navate con altrettante absidi finali sembra essere caratteristico del Levante e pi\u00f9 precisamente della regione storica della Lunigiana (oggi divisa tra Liguria e Toscana); si riscontra infatti in altri edifici come la chiesa monastica sull\u2019isola del Tinetto (X-XI secolo), oggi diruta, la pieve di San Venerio a Migliarina (1084) e quella di San Prospero a Vezzano (XI secolo, oggi pressoch\u00e9 irriconoscibile perch\u00e9 inglobata in un nucleo di case).\r\n\r\nLe campagne archeologiche hanno permesso di delineare buona parte della storia dell\u2019abbazia benedettina prima dell\u2019elevazione di Brugnato a diocesi nel 1133.\r\nNella chiesa si possono ammirare i resti degli edifici precedenti, emersi in occasione di scavi archeologici.\r\nLe prime attivit\u00e0 archeologiche svolte a Brugnato risalgono agli anni \u201950 del \u2018900, pi\u00f9 precisamente tra il 1949 ed il 1954, in occasione del cantiere di restauro dell\u2019edificio di et\u00e0 romanica, sotto la direzione dell\u2019allora Soprintendenza ai Monumenti della Liguria. In questi anni venne aperta una trincea parallela alla facciata e si procedette all\u2019esecuzione di scavi anche all\u2019interno della chiesa ed il piano di calpestio della piazza venne ribassato di circa 50 cm: in questo modo vennero individuate tre fasi cimiteriali, con tre sepolture pi\u00f9 antiche riconosciute alla stessa altezza del pavimento della fase paleocristiana.\r\nQuesti scavi misero in luce, infatti, due edifici absidati al di sotto dell\u2019attuale chiesa di et\u00e0 romanica, rispettivamente sotto la navata minore (ove venne identificata una prima chiesetta cimiteriale datata alla fine del VI secolo), e sotto la navata maggiore (dove venne identificata un\u2019ulteriore struttura, probabilmente relativa all\u2019impianto monastico). \r\nTra il 1993 ed il 1998 venne aperto un cantiere dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria, in occasione di interventi di rimozione del pavimento della chiesa legate ad opere di restauro promosse dalla Curia Vescovile di La Spezia. \r\nIn tale occasione vennero realizzate alcune trincee lungo i muri perimetrali, in zone gi\u00e0 compromesse dal punto di vista archeologico dagli interventi realizzati durante le precedenti ricerche.\r\nSi pot\u00e9 riconoscere varie fasi di vita della struttura: innanzitutto una fase paleocristiana, nella quale l\u2019edificio (a navata unica con abside circolare sporgente), conservava al centro dell\u2019emiciclo una parte dell\u2019altare in muratura. Questa struttura, pertinente forse al primo impianto monastico, \u00e8 datata tra la fine del V e gli inizi del VI secolo, sulla base dei dati di scavi e delle analisi di laboratorio.\r\nSono pertinenti alla prima chiesa due piani pavimentali in cotto rispettivamente nella navata (caratterizzati da una tessitura regolare, datati al VI secolo) e nello spazio interno dell\u2019abside (contraddistinti da elementi di dimensioni differenti e talora frammentari). Si riconobbe anche una muratura attribuibile ad et\u00e0 romana, parallela ad un\u2019altra struttura orientata anch\u2019essa in senso Nord\/Sud, in prossimit\u00e0 dell\u2019abside ed antecedente alla chiesa. Queste due strutture, assieme ad un terzo lacerto strutturale (orientato in senso Est\/Ovest, anch\u2019esso ubicato presso l\u2019area absidale) sembrano essere pertinenti ad un edificio preesistente sul quale venne costruita la chiesa di et\u00e0 bizantina\r\nSegu\u00ec una fase altomedievale, quando venne edificata una seconda aula absidata affiancata a quella pi\u00f9 antica: in questo modo venne a determinarsi una planimetria a chiesa \u201cdoppia\u201d.\r\nQuesta seconda chiesa si differenzia dalla precedente per la tecnica costruttiva, caratterizzata da una tessitura muraria a corsi regolari e con impiego di conci di piccole e medie dimensioni.\r\nLa successiva fase protoromanica, fra X\/XI secolo, comport\u00f2 la realizzazione dell\u2019ampliamento del primitivo edificio di culto, che raggiunse il limite perimetrale dell\u2019attuale facciata. \r\nLa seconda chiesa (sotto la navata laterale) fu addossata all\u2019edificio primitivo. \r\nSi tratta di un edificio ad aula unica che terminava ad Est con un\u2019abside semicircolare; all\u2019interno dell\u2019emiciclo si conservava una porzione di altare realizzato in muratura.\r\nLe murature della seconda chiesa si caratterizzavano per la posa di elementi litici squadrati in filari regolari, legati da una malta di colore rosa\/grigio.\r\nAd una fase successiva risale l\u2019ampliamento della prima chiesa che raggiunse l\u2019attuale facciata, con realizzazione di una gradinata di accesso e di un fonte circolare. \r\nL\u2019elezione di Brugnato a diocesi fu un avvenimento particolarmente rilevante, tanto da rendere necessario adeguare l\u2019esistente complesso abbaziale alle nuove funzioni episcopali. Venne pertanto costruita l\u2019attuale chiesa romanica (XII secolo) assieme al Palazzo Vescovile, con la demolizione delle due chiese precedenti. La chiesa di et\u00e0 romanica recupera lo spazio delle due chiese pi\u00f9 antiche nel suo schema binavato.  \r\nNell\u2019imposta dell\u2019arco del pilastro tra le due absidi si colloca un rilievo scultoreo con motivi vegetali di et\u00e0 altomedievale di reimpiego.\r\nUna successiva ricerca archeologica svolta in occasione del Giubileo del 2000, ha interessato quattro vani del pianterreno dell\u2019attiguo Palazzo Vescovile (realizzato nel XII secolo, data corrispondente a quella di fondazione della Diocesi di Brugnato), in occasione di interventi di restauro che interessarono il complesso monumentale. Gli scavi condotti in quest\u2019area, che si sovrappone ai locali del monastero originario, permisero di riconoscere strutture murarie relative alla fase abbaziale. \r\nVennero realizzati infatti sondaggi nelle quattro stanze del piano terreno e permisero di riconoscere quattro fasi edilizie dall\u2019Alto Medioevo sino al XVIII secolo. Le murature pi\u00f9 antiche vennero costruite con ciottoli di varie dimensioni (sbozzate e a spacco), legati con malta; tra le murature emerse, una di queste era particolarmente considerevole e deteneva un orientamento Nord\/Sud, con una banchina in muratura larga poco pi\u00f9 di mezzo metro; essa \u00e8 stata individuata per una lunghezza pari a circa 9 m.\r\nSi ritiene che tali murature fossero pertinenti all\u2019impianto abbaziale. \r\nLe strutture in parte vennero intaccate da una tomba ad arcosolio apparentemente non inserita in area cimiteriale, priva di corredo e deposizione (forse asportati da attivit\u00e0 successive), realizzata in un momento di non semplice datazione. L\u2019unico elemento cronologico di riferimento \u00e8 inerente alle strutture che le si addossano, databili al XII\/XIII secolo. In un secondo momento, la tomba venne monumentalizzata con la realizzazione, dinnanzi ad essa, di una struttura \u201ca U\u201d, la cui muratura pu\u00f2 essere considerata simile alla seconda chiesa.\r\nAl ritorno dei vescovi dalla permanenza pontremolese sembra riferirsi una riedificazione di parte del palazzo che si imposta sulle strutture precedenti di XII e XII secolo: di questa fase resta testimonianza nel vano Sud (ove era presente un pavimento in battuto di malta con inglobato un frammento di maiolica di XVI secolo). Nel XVII secolo, i restauri e le riedificazioni del palazzo sono documentate da fonti epigrafiche e storiche: tra questi, l\u2019intervento pi\u00f9 incisivo fu quello di G.B. Paggi, Vescovo di Brugnato dal 1655 al 1663, il quale restaur\u00f2 le parti gi\u00e0 esistenti e ne edific\u00f2 di nuove. Con l\u2019intervento del vescovo Paggi, alla met\u00e0 del XVII secolo, il palazzo episcopale assunse il suo aspetto definitivo (un corpo rettangolare con tre stanze voltate al pianterreno). Si tratta dell\u2019ultimo intervento strutturale di rilievo. \r\nSeguirono, nel 2004, gli scavi del sagrato della cattedrale, area in parte gi\u00e0 interessata dagli interventi degli anni \u201950 del \u2018900. Le ricerche recenti infatti hanno consentito di indentificare un livello di terra ricca di ossa umane (da associare agli sconvolgimenti legati ai vecchi lavori) e la grande trincea realizzata in occasione dei lavori degli anni \u201950 del \u2018900. Durante i pi\u00f9 recenti interventi si poterono distinguere due fasi cimiteriali.\r\nLa pi\u00f9 recente si caratterizzava per la presenza di sepolture in fossa terragna, la cui posa ha intaccato strati di cui resta un lacerto in aderenza al muro della cattedrale, interessato da un intervento di rialzamento della soglia, realizzato nella fase edilizia della chiesa pertinente al XII\/XIII secolo.\r\nIl livello pi\u00f9 antico era ricco di tombe in struttura orientate Est\/Ovest, che recavano una quota compatibile con quella dei gradini addossati alla facciata interna della chiesa, nell\u2019ampliamento di XI secolo. \r\nQueste inumazioni a volte insistevano su sepolture precedenti, che erano parte del pi\u00f9 antico impianto cimiteriale. Di questo primo cimitero vennero messe in luce tre sepolture orientate Est\/Ovest, la cui quota corrisponde all\u2019interno della chiesa a quella del pavimento del pi\u00f9 antico edificio paleocristiano di VI secolo e a quella della sepoltura del sondaggio aperto ad Ovest del sagrato. Le tre tombe sono state realizzate in uno strato di formazione naturale, in cui \u00e8 fondato il muro di facciata protoromanico (XI secolo) dell\u2019edificio religioso. Permangono ancora numerosi dubbi circa le sepolture emerse in occasione dei vecchi scavi, che tuttavia potrebbero far pensare all\u2019esistenza di pi\u00f9 fasi di uso dell\u2019area funeraria.\r\n","come_arrivare":"il centro di Brugnato \u00e8 raggiungibile con facilit\u00e0 grazie all\u2019autostrada A12 (Strada Europea E80), uscita Brugnato\/Borghetto Vara; seguendo via San Lazzaro (Strada Provinciale 7) si arriva immediatamente al piccolo centro di Brugnato; qui \u00e8 possibile lasciare l\u2019automobile presso uno degli svariati parcheggi che circondano il nucleo antico.\r\nBrugnato \u00e8 inoltre raggiungibile dalla Spezia con le autolinee ATC.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.7232786,44.2370906]}}