{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":1358,"name":"T7.5 &#8211; Chiesa della Certosa","description":"\n<p>La chiesa della Certosa di Calci si trova all\u2019interno del complesso monasteriale della Certosa di Calci, di fondazione certosina. Dopo la fondazione, avvenuta come anticipato nel 1366, il monastero viene ampliato tra il XVII e il XVIII secolo e si presenta oggi come uno splendido monumento barocco inserito in un contesto paesaggistico fortemente suggestivo. L\u2019edificio religioso \u00e8 presente fin dalla originaria fondazione, seppur in forme diverse. Le forme in cui viene edificato l\u2019edificio sono presumibilmente quelle derivate dal linguaggio romanico, non esistono tuttavia riscontri documentali certi su tale conformazione.<\/p>\n","modified":"2022-10-03T15:58:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/800px-Certosa_di_pisa_102-768x1024.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1358","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1358&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t7-5-chiesa-della-certosa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa della Certosa di Calci si trova all\u2019interno del complesso monasteriale della Certosa di Calci in una zona pianeggiante alle pendici dei Monti Pisani. Il complesso, ex monastero certosino fondato nel 1366, ospita attualmente due distinti musei: il Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci e il Museo di Storia Naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa.\r\nDopo la fondazione, avvenuta come anticipato nel 1366, il monastero viene ampliato tra il XVII e il XVIII secolo e si presenta oggi come uno splendido monumento barocco inserito in un contesto paesaggistico fortemente suggestivo: la tradizione tramanda che, contrariamente alla originaria appellazione \u201cValle buia\u201d, la valle di Calci viene in seguito rinominata \u201cVal Graziosa\u201d proprio in conseguenza della fondazione del complesso monastico.\r\nL\u2019edificio religioso \u00e8 presente fin dalla fondazione, seppur in forme diverse. L\u2019aspetto attuale della chiesa presenta forme barocche e si trova collocata in posizione dominante rispetto ad un ampio cortile interno, attualmente tenuto a prato. Originariamente - come adesso - la chiesa costituisce il fulcro del complesso monastico: nel 1374 inizia la costruzione dell\u2019edificio di culto grazie al lascito di un facoltoso mercante pisano. Le forme in cui viene edificato l\u2019edificio sono presumibilmente quelle derivate dal linguaggio romanico, non esistono tuttavia riscontri documentali certi su tale conformazione.\r\nLe funzioni religiose vengono saltuariamente celebrate nella chiesa in occasione di ricorrenze particolari, ad esempio la festivit\u00e0 di San Bruno, il 6 Ottobre di ogni anno.\r\nNel 1972 la Certosa, abbandonata dai pochi monaci rimasti, diviene Museo Nazionale, mentre nel 1979 la parte occidentale del complesso viene concessa in uso perpetuo e gratuito all\u2019Universit\u00e0 di Pisa, che vi colloca il Museo di Storia Naturale.","rilevanza_stile_romanico":"Non si hanno notizie certe, documentali, riguardo la configurazione romanica della chiesa della Certosa di Calci.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.523254,43.721907]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1286,"name":"T3.3 &#8211; Chiesa di Santo Stefano Protomartire","description":"\n<p>L\u2019originale chiesa del paese risale ad epoca longobarda, opera di maestranze lucchesi. Nel corso del XVII secolo, tuttavia, la chiesa viene completamente ricostruita e nel 1660 viene consacrata nuovamente. La nuova chiesa viene completamente ristrutturata, allungata, sopraelevata e coperta con volte a crociera; vengono inoltre aggiunte le cappelle laterali.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:27:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire1-1024x578.jpg","id":7359,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire2-1024x573.jpg","id":7362,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire3-1024x577.jpg","id":7365,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire4-1024x577.jpg","id":7368,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire5-1024x577.jpg","id":7372,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire6-1024x577.jpg","id":7375,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire7-1024x577.jpg","id":7378,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santo-Stefano-Protomartire1-1024x578.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1286","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1286&action=edit","translations":{"en":{"id":6831,"name":"T3.3 - Chiesa di Santo Stefano Protomartire","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t3-3-chiesa-di-santo-stefano-protomartire\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6831","description":"\n<p>The original church of the country dates back to Lombard, the work of Lucca workers. During the seventeenth century, however, the church is completely reconstructed and in 1660 it was consecrated again. The new church is completely renovated, elongated, elevated and covered with cruise vaults; The side chapels are also added.<\/p>\n"},"fr":{"id":6832,"name":"T3.3 - Chiesa di Santo Stefano Protomartire","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t3-3-chiesa-di-santo-stefano-protomartire-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6832","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise originale de la ville remonte \u00e0 Lombard, le travail des travailleurs de Lucca. Au cours du XVIIe si\u00e8cle, cependant, l&#8217;\u00c9glise est compl\u00e8tement reconstruite et en 1660, elle a \u00e9t\u00e9 consacr\u00e9e \u00e0 nouveau. La nouvelle \u00e9glise est enti\u00e8rement r\u00e9nov\u00e9e, allong\u00e9e, \u00e9lev\u00e9e et recouverte de coffres de croisi\u00e8re; Les chapelles lat\u00e9rales sont \u00e9galement ajout\u00e9es.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t3-3-chiesa-di-santo-stefano-protomartire\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Santo Stefano protomartire, Santo Stefano","rilevanza_storica":"Alcuni documenti citano la frazione di Pozzuolo gi\u00e0 esistente al 970. L\u2019originale chiesa del paese risale ad epoca longobarda, opera di maestranze lucchesi. La chiesa primitiva era pi\u00f9 corta e pi\u00f9 bassa, costruita con conci in pietra di calcare bianco, come si pu\u00f2 facilmente constatare dai resti di paramento murario ancora visibili nei prospetti lasciati scoperti dall\u2019intonaco. Nel corso del XVII secolo, tuttavia, la chiesa viene completamente ricostruita e nel 1660 viene consacrata nuovamente. La nuova chiesa viene completamente ristrutturata, allungata, sopraelevata e coperta con volte a crociera; vengono inoltre aggiunte le cappelle laterali. In epoca recente si susseguono sulla chiesa alcuni interventi di manutenzione: nello specifico, nel 1994, il tetto del campanile e parte della copertura della chiesa vengono restaurati, mentre nel 2000 \u00e8 la volta del tetto della chiesa. Nel 2015 il muro del sagrato della chiesa vien restaurato. Infine, nel 2019 iniziano i lavori di restauro e consolidamento dell\u2019intera chiesa parrocchiale.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa presenta una pianta ad aula unica rettangolare, con due cappelle laterali. All\u2019esterno, la facciata ha struttura a capanna ed \u00e8 in parte formata da conci di calcare bianco ed in prossimit\u00e0 della copertura \u00e8 trattata ad intonaco di color ocra. Al centro, il portale \u00e8 inquadrato da due paraste in pietra e al di sopra \u00e8 coronato da una cornice con mensola modanata aggettante. Sopra il portale si trova una nicchia di forma rettangolare, probabilmente una finestra tamponata, che conserva alcune tracce di una vecchia decorazione. Il prospetto laterale, oggi visibile solo dall\u2019interno dell\u2019annesso fabbricato in aderenza alla chiesa, mostra un paramento murario in bozze di pietra squadrata, con tracce pittoriche, sempre da questo lato si pu\u00f2 vedere un\u2019antica monofora in pietra. Alla destra della facciata si trova il campanile, a struttura indipendente con parte di paramento murario in calcare bianco, mentre in prossimit\u00e0 della cella campanaria \u00e8 intonacato, parimenti alla facciata, in color ocra. All\u2019interno, sopra l\u2019ingresso, \u00e8 collocato l\u2019organo, di notevole pregio. L\u2019aula \u00e8 decorata con lesene collegate da una trabeazione, sulla quale si impostano le volte a crociera, intervallate da arconi di irrigidimento tirantati. Le finestre sono a forma rettangolare, terminanti ad arco; ai lati del presbiterio, si trovano due cappelle, anch\u2019esse coperte con volte a crociera. Il presbiterio, con al centro l\u2019altare maggiore storico \u00e8 rialzato da un gradino e una balaustra in marmo divide lo spazio liturgico dalla navata. I pavimenti sono realizzati con mattonelle di cemento bianche e nere. Solo in corrispondenza del presbiterio le mattonelle, sempre di colore bianco e nero, sono in marmo.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.466247787309518,43.8196002066533]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1284,"name":"T5.1 &#8211; Chiesa di San Quirico in Casale","description":"\n<p>La piccola chiesa di San Quirico in Casale \u00e8 documentata dal 1023. L\u2019edificio rappresenta uno degli esempi pi\u00f9 efficace del linguaggio romanico \u201cminore\u201d diffuso in area lucchese. I documenti testimoniano che la chiesa sorgeva vicino ad un monastero femminile fondato dal Vescovo Rangerio (1091-1112). Durante la seconda guerra mondiale la chiesa subisce gravi danni, tanto che si rende necessario procedere con il rifacimento del tetto. In epoca recente, precisamente nel 2007, vengono eseguiti lavori di consolidamento e restauro che risolvono una pronunciata situazione fessurativa dei paramenti murari e riportano l\u2019edificio alla facies romanica originale.<\/p>\n\n\n\n<p>La pianta della chiesa presenta aula rettangolare unica con abside poco aggettante.. La struttura muraria \u00e8 in bozze squadrate di pietra verrucana, proveniente dalle vicine cave di Guamo. La facciata ha schema a capanna e paramento murario in conci di pietra squadrata. Al centro della facciata \u00e8 presente il portale di accesso, con luce rettangolare, inquadrato da due paraste sormontate da mensole con finitura curvilinea e da un architrave cuspidato, mentre in alto \u00e8 presente un\u2019apertura a forma di croce. Sul tetto si trova un piccolo campanile a vela.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:58:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale1-1024x577.jpg","id":7244,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale6-1024x577.jpg","id":7248,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale4-1024x577.jpg","id":7251,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale3-1024x584.jpg","id":7254,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale2-1024x580.jpg","id":7257,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale5-1024x577.jpg","id":7260,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Quirico-in-Casale1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1284","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1284&action=edit","translations":{"en":{"id":6826,"name":"T5.1 - Chiesa di San Quirico in Casale","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t5-1-chiesa-di-san-quirico-in-casale\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6826","description":"\n<p>The small church of San Quirico in Casale is documented by 1023. The building represents one of the most effective examples of the &#8220;minor&#8221; Romanesque language widespread in the Lucca area. The documents testify that the church stood near a female monastery founded by Bishop Rangerio (1091-1112). During the Second World War, the Church suffers serious damage, so much so that it is necessary to proceed with the renovation of the roof. In recent times, precisely in 2007, consolidation and restoration works were carried out which resolve a pronounced cracking situation of the wall vestments and report the building to the original Romanesque facies.<br>The plant of the church has a unique rectangular classroom with little projecting apse .. The wall structure is in square drafts of verrucan stone, coming from the nearby caves of Guamo. The facade has a hut scheme and wall paramento in square stone councils. At the center of the facade there is the access portal, with rectangular light, framed by two parasks surmounted by shelves with a curvilinear finish and by a cuspida architrave, while above there is a cross -shaped opening. On the roof there is a small sailing bell tower.<\/p>\n"},"fr":{"id":6825,"name":"T5.1 - Chiesa di San Quirico in Casale","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t5-1-chiesa-di-san-quirico-in-casale-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6825","description":"\n<p>La petite \u00e9glise de San Quirico \u00e0 Casale est document\u00e9e par 1023. Le b\u00e2timent repr\u00e9sente l&#8217;un des exemples les plus efficaces de la langue romaine &#8220;mineure&#8221; r\u00e9pandue dans la r\u00e9gion de Lucca. Les documents t\u00e9moignent que l&#8217;\u00e9glise se tenait pr\u00e8s d&#8217;une femme monast\u00e8re fond\u00e9e par l&#8217;\u00e9v\u00eaque Rangerio (1091-1112). Pendant la Seconde Guerre mondiale, l&#8217;\u00c9glise subit de graves dommages, \u00e0 tel point qu&#8217;il est n\u00e9cessaire de proc\u00e9der \u00e0 la r\u00e9novation du toit. Ces derniers temps, pr\u00e9cis\u00e9ment en 2007, des travaux de consolidation et de restauration ont \u00e9t\u00e9 effectu\u00e9s qui r\u00e9solvent une situation de fissuration prononc\u00e9e des v\u00eatements de mur et signalent le b\u00e2timent au faci\u00e8s roman d&#8217;origine.<br>La plante de l&#8217;\u00e9glise a une salle de classe rectangulaire unique avec peu d&#8217;apes saillant. La structure du mur est dans des projets carr\u00e9s de pierre verrucane, provenant des grottes voisines de Guamo. La fa\u00e7ade a un sch\u00e9ma de cabanes et Wall Parmento dans les conseils en pierre carr\u00e9e. Au centre de la fa\u00e7ade, il y a le portail d&#8217;acc\u00e8s, avec une lumi\u00e8re rectangulaire, encadr\u00e9e par deux parasques surmont\u00e9es d&#8217;\u00e9tag\u00e8res avec une finition curviligne et par une architrave Cuspida, tandis que au-dessus, il y a une ouverture en forme de croix. Sur le toit, il y a un petit clocher \u00e0 voile.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t5-1-chiesa-di-san-quirico-in-casale\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Oratorio di San Quirico in Casale","rilevanza_storica":"La piccola chiesa di San Quirico in Casale \u00e8 documentata dal 1023. L\u2019edificio rappresenta uno degli vesempi pi\u00f9 efficace del linguaggio romanico \u201cminore\u201d diffuso in area lucchese. I documenti testimoniano che la chiesa sorgeva vicino ad un monastero femminile fondato dal Vescovo Rangerio (1091-1112).\r\nNel XVII secolo, pi\u00f9 precisamente nel 1655, la chiesa viene annessa alla parrocchia di Guamo. Se ne ritrova notizia nella prima parte del XIX secolo, quando l\u2019edificio viene chiuso al pubblico. Il 1927 \u00e8 l\u2019anno in cui la chiesa viene riaperta al culto in occasione della festa della Madonna del Rosario, non prima di aver riportato alla luce, in occasione degli interventi di manutenzione, alcune lastre sepolcrali databili tra il XVI e il XVII secolo e un trittico di scuola giottesca, conservato oggi presso la pinacoteca di Lucca. Il trittico, che si trovava sull\u2019altare maggiore, raffigura nel pannello centrale la Vergine seduta su un trono con il Bambino, mentre nei pannelli laterali S. Maria Maddalena con il vaso degli unguenti e S. Michele che uccide il drago.\r\nDurante la seconda guerra mondiale la chiesa subisce gravi danni, tanto che si rende necessario procedere con il rifacimento del tetto. In epoca recente, precisamente nel 2007, vengono eseguiti lavori di consolidamento e restauro che risolvono una pronunciata situazione fessurativa dei paramenti murari e riportano l\u2019edificio alla facies romanica originale.","rilevanza_stile_romanico":"La pianta della chiesa presenta aula rettangolare unica di 12,25 \u00d7 6 metri, abside poco aggettante e orientamento canonico secondo l\u2019asse est-ovest. La struttura muraria \u00e8 in bozze squadrate di pietra verrucana, proveniente dalle vicine cave di Guamo.\r\nLa facciata ha schema a capanna e paramento murario in conci di pietra squadrata. Al centro della facciata \u00e8 presente il portale di accesso, con luce rettangolare, inquadrato da due paraste sormontate da mensole con finitura curvilinea e da un architrave cuspidato, mentre in alto \u00e8 presente un\u2019apertura a forma di croce. Sul tetto si trova un piccolo campanile a vela.\r\nSulla parte sinistra della parete sud le pietre sono disposte in filari regolari: \u00e8 possibile interpretare tale tecnica come uno dei primi accenni della tecnica costruttiva a fasce alternate riscontrabile anche nella vicina chiesa di San Leonardo in Treponzio e che diviene in seguito una delle caratteristiche distintive dell\u2019architettura locale lucchese. La parte destra della stessa parete sud \u00e8 stata probabilmente ricostruitadopo un crollo e la monofora \u00e8 stata spostata rispetto all\u2019originale. \u00c8 visibile inoltre il tamponamento di un portale, del quale \u00e8 ancora visibile l\u2019architrave cuspidato. Anche nel prospetto nord \u00e8 possibile notare la presenza di una monofora in alto, una porta laterale e una finestra, entrambe tamponate.\r\nL\u2019abside, posto a oriente, \u00e8 coperto da lastre in pietra, a differenza della copertura dell\u2019aula principale, realizzata invece in manto di laterizio in coppi ed embrici. All\u2019interno la chiesa presenta un soffitto a capriate lignee, con travi, travicelli e mezzane. Il presbiterio \u00e8 rialzato da uno scalino, su cui \u00e8 posto al centro l\u2019altare in pietra. La pavimentazione \u00e8 in cotto.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.524760032073628,43.80753694766499]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1283,"name":"T7.4 &#8211; Chiesa abbaziale di San Michele alla Verruca","description":"\n<p>I resti architettonici di quello che fu il monastero di San Michele Arcangelo alla Verruca sorgono a quota 440 metri s.l.m., sulla cima del Monte Grande in prossimit\u00e0 dello sperone roccioso del Monte Verruca, dove si erge la Rocca omonima. La tradizione tramanda la fondazione complesso monastico benedettino da parte del marchese Ugo di Toscana alla fine del X secolo, sul luogo dove sorgeva la Chiesa di Sant\u2019Angelo, appartenente ai conti Aldobrandeschi e risalente al IX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 impossibile sapere con precisione quali siano state le forme architettoniche del complesso e, in particolare, della chiesa abbaziale, tuttavia il periodo di probabile edificazione ed i pochi resti permettono di ipotizzare per gli edifici uno stile romanico.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scavi archeologici, iniziati nel 1996 e promossi dall\u2019Universit\u00e0 C\u00e0 Foscari di Venezia,hanno consentito di individuare l\u2019area occupata dal complesso monastico e di mettere in evidenza i resti della chiesa abbaziale, del chiostro e di vari ambienti annessi: la sala Capitolare, le cucine, il refettorio, le strutture di servizio e i magazzini.<\/p>\n","modified":"2022-10-03T14:39:43","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/13-300x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":true,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":true,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":true,"description":"<p>Accessibile<\/p>\n"}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1283","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1283&action=edit","translations":{"en":{"id":6818,"name":"T7.4 - Chiesa abbaziale di San Michele alla Verruca","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t7-4-chiesa-abbaziale-di-san-michele-alla-verruca\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6818","description":"\n<p>The architectural remains of what was the monastery of San Michele Arcangelo alla Verruca arise at an altitude of 440 meters above sea level, on the top of Mount Grande near the rocky spur of Monte Verruca, where the homonymous fortress stands. The tradition has handed down the Benedictine monastic complex Foundation by the Marquis Ugo di Toscana at the end of the 10th century, on the place where the church of Sant\u2019Angelo stood, belonging to the Aldobrandeschi accounts and dating back to the ninth century.<br>It is impossible to know precisely what the architectural forms of the complex have been and, in particular, of the abbey church, however the period of probable construction and the few remains allow to hypothesize a Romanesque style for buildings.<br>The archaeological excavations, which began in 1996 and promoted by the C\u00e0 Foscari University of Venice, made it possible to identify the area occupied by the monastic complex and to highlight the remains of the abbey church, the cloister and various annexed environments: the chapter room , the kitchens, the refectory, the service facilities and the warehouses.<\/p>\n"},"fr":{"id":6819,"name":"T7.4 - Chiesa abbaziale di San Michele alla Verruca","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t7-4-chiesa-abbaziale-di-san-michele-alla-verruca-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6819","description":"\n<p>Les restes architecturaux de ce qui \u00e9tait le monast\u00e8re de San Michele Arcangelo Alla Verruca surgit \u00e0 une altitude de 440 m\u00e8tres au-dessus du niveau de la mer, au sommet du mont Grande pr\u00e8s de l&#8217;\u00e9peron rocheux de Monte Verruca, o\u00f9 se trouve la forteresse homonyme. La tradition a transmis la fondation du complexe monastique b\u00e9n\u00e9dictin par le marquis ugo di toscana \u00e0 la fin du 10\u00e8me si\u00e8cle, \u00e0 l&#8217;endroit o\u00f9 se trouvait l&#8217;\u00e9glise de Sant\u2019Angelo, appartenant aux r\u00e9cits Aldobrandeschi et datant du IXe si\u00e8cle.<br>Il est impossible de savoir pr\u00e9cis\u00e9ment quelles ont \u00e9t\u00e9 les formes architecturales du complexe et, en particulier, de l&#8217;\u00c9glise Abbey, mais la p\u00e9riode de construction probable et les quelques restes permettent de supposer un style roman pour les b\u00e2timents.<br>Les fouilles arch\u00e9ologiques, qui ont commenc\u00e9 en 1996 et promues par l&#8217;Universit\u00e9 C\u00e0 Foscari de Venise, ont permis d&#8217;identifier la zone occup\u00e9e par le complexe monastique et de mettre en \u00e9vidence les restes de l&#8217;\u00c9glise Abbey, du clo\u00eetre et de divers environnements annex\u00e9s: la salle du chapitre , Les cuisines, le r\u00e9fectoire, les installations de service et les entrep\u00f4ts.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t7-4-chiesa-abbaziale-di-san-michele-alla-verruca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Monastero di San Michele \u201cAlla Verruca\u201d","rilevanza_storica":"I resti architettonici di quello che fu il monastero di San Michele Arcangelo alla Verruca sorgono a quota 440 metri s.l.m., sulla cima del Monte Grande in prossimit\u00e0 dello sperone roccioso del Monte Verruca, dove si erge la Rocca omonima.\r\nLa storia del monastero di San Michele alla Verruca pu\u00f2 dirsi contraddistinta da cinque periodi principali: la fase premonastica, quella cio\u00e8 riferibile all\u2019esistenza di una cappella risalente al IX secolo; la fase monastica benedettina, risalente al X-XI secolo; la fase cistercense verso circa la met\u00e0 del XIII secolo; la fase fiorentina, o meglio l\u2019occupazione degli spazi del monastero da parte delle truppe fiorentine in occasione dell\u2019assedio alla fortezza della Verruca verso l\u2019ultimo quarto del XV secolo; infine il definitivo abbandono e temporaneo riutilizzo dei ruderi, certificato dalle descrizioni di alcuni viaggiatori e da tutta una serie di disegni, che trascrivono anche visivamente la situazione di degrado e di collasso delle strutture del monumento.\r\nLa tradizione fa risalire la fondazione complesso monastico benedettino all\u2019azione del marchese Ugo di Toscana, alla fine del X secolo, sul luogo dove sorgeva gi\u00e0 in precedenza una piccola cappella, chiamata Chiesa di Sant\u2019Angelo, appartenente ai conti Aldobrandeschi: il primo documento che parla della cappella preesistente risale al 861; ancora nel 913 viene attestata la sola cappella mentre la prima attestazione del monastero risale al 996, anno in cui San Michele \u00e8 concesso dal vescovo di Lucca al monastero di Sesto. Il monastero di San Salvatore di Sesto \u00e8 allora l\u2019ente monastico pi\u00f9 importante del territorio: almeno fino alla fine dell\u2019XI secolo esso condiziona le dinamiche e l\u2019assetto insediativo dell\u2019intera fascia orientale del Monte Pisano. Da questo momento sono documentati abati che reggono contemporaneamente Sesto e San Michele. La dipendenza da Sesto continua almeno fino al 1097, anno in cui \u00e8 documentato per la prima volta un abate esclusivamente assegnato a San Michele. Il passaggio del monastero dai Benedettini ai Cistercensi avviene invece intorno al 1260 .\r\nDopo un iniziale disinteresse dei Cistercensi per San Michele, l\u2019atteggiamento verso il complesso monastico viene presto a mutare. Ne sono prova le opere di restauro e di riorganizzazione degli spazi del monastero operate dai monaci cistercensi tra la seconda met\u00e0 del XIII e gli inizi del XIV secolo, confermate anche dalle ricerche archeologiche che sono state intraprese sul sito.Con il tempo viene legato al nome di San Michele di Verruca anche quello del monastero di Sant\u2019Ermete di Orticaia, nei pressi di Pisa. Gli storici non sanno, per\u00f2, in che modo della quest'ultima chiesa, gi\u00e0 dipendente dal capitolo della cattedrale, sia giunta in possesso dell\u2019Abbazia di Verruca.\r\nNella seconda met\u00e0 del secolo XIV le condizioni del complesso tornano a peggiorare, con un progressivo abbandono di ampie porzioni dell\u2019abbazia. Coinvolto fin da subito nelle vicende militari che portano, all\u2019inizio del Quattrocento, alla fine della repubblica pisana, nel 1432 viene completamente distrutto dalle truppe fiorentine, durerante l\u2019assedio della rocca della Verruca. Fonti scritte testimoniano che la chiesa, nel momento in cui le truppe decidono di utilizzare gli spazi del vecchio monastero per farne la sede del loro accampamento, \u00e8 l\u2019edificio meglio conservato di tutto il complesso.\r\nAl tempo dell\u2019assedio i monaci si sono ormai trasferiti definitivamente in Sant\u2019Ermete a Pisa, cui nel tempo risultano uniti tutti gli altri cenobi cistercensi, ossia Santa Maria di Mirteto e Sant\u2019Andrea di Chiaravalle, situato, si dice, fuori della porta Calcesana. La chiesa almeno fino alla fine del 700, \u00e8 l\u2019unico edificio ancora in piedi. Nell\u2019ottocento, infine, crollano i muri perimetrali nord, sud e la facciata della chiesa che, quindi, ridotta allo stato di rudere, viene dipinta e fotografata dai numerosi viaggiatori che si trovavano a passare dal Monte Pisano. Di recente il sito \u00e8 stato oggetto di scavi archeologici, a partire dal 1996. Attualmente sono visibili le fondamenta e i muri perimetrali di diversi edifici. Della chiesa, invece, \u00e8 ancora parzialmente intatta l\u2019abside romanica","rilevanza_stile_romanico":"Gli scavi archeologici, iniziati nel 1996 e diretti dal Prof. Sauro Gelichi dell\u2019Universit\u00e0 \u201cC\u00e0 Foscari\u201d di Venezia, in collaborazione con l\u2019Archeoclub di Pisa ed i Comuni di Vicopisano e Calci, hanno ormai chiarito le principali fasi della storia di San Michele. Lo scavo ha consentito di individuare l\u2019area occupata dal complesso monastico e di mettere in evidenza i resti della chiesa abbaziale, del chiostro e degli ambienti annessi: la sala Capitolare, le cucine, il refettorio, le strutture di servizio e i magazzini.\r\nSino a pochi anni fa dell\u2019intero complesso non era visibile che l\u2019abside che, insieme ad alcune tracce di muro, lasciavano supporre per la chiesa una pianta a forma di tau.\r\nLe ipotesi avanzate dagli archeologi descrivono il monastero come sviluppato attorno al chiostro centrale, con la chiesa abbaziale localizzata verso nord. A sud della chiesa era presente il chiostro rettangolare, con i loggiati che correvano intorno al perimetro. Come gi\u00e0 messo in evidenza, era inoltre presente una cisterna, il refettorio, le cucine, cantine e dei magazzini. Ad est sorgeva la sagrestia e la sala del capitolo; i dormitori probabilmente si trovavano ai piani superiori. Il muro di cinta \u00e8 stato completamente individuato e tra esso e gli edifici \u00e8 possibile ipotizzare un\u2019area aperta destinata ad attivit\u00e0 artigianali e produttive. Era presente, infine, anche il cimitero dei monaci, ubicato nei quattro loggiati che si affacciano sul chiostro.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.541698629028383,43.70802290072019]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1282,"name":"T4.2 &#8211; Chiesa abbaziale di San Bartolomeo","description":"\n<p>Intorno alla chiesa che \u00e8 oggi chiamata San Bartolomeo a Cantignano \u00e8 esistito, dalla seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo, un complesso abbaziale benedettino. L\u2019edificio ecclesiastico costituisce l\u2019unica Abstract permanenza della configurazione originaria, seppur con le molte modifiche occorse nei secoli successivi.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio del XII secolo il monastero benedettino e la chiesa di San Salvatore di Cantignano vengono concessi, con tutte le loro propriet\u00e0 e privilegi, all\u2019Ordine monastico Camaldolese, che lo detengono finoall\u2019inizio del XV secolo. Dopo alterne vicende e periodi in cui le strutture dell&#8217;abbazia versano in condizioni precarie, l\u2019abate Bartolomeo &#8211; figura molto importante per lo sviluppo architettonico e per la storia del complesso -, promuove proprio a partire dal 1401 un\u2019importante opera di restauro, sia nei confronti del convento che della chiesa, delle case e degli altri edifici del complesso architettonico.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa attualmente ha pianta a navata unica con impianto a croce latina e abside semicircolare. Tale configurazione \u00e8 il risultato della ristrutturazione e ampliamento eseguito dai monaci camaldolesi all\u2019inizio del XII secolo, durante il quale la navata principale viene allungata e vengono costruiti l\u2019abside e il transetto. \u00c8 possibile osservare tracce delle costruzioni precedenti \u2013 chiesa e cenobio \u2013 sia sotto il presbiterio, dove si trovano frammenti degli antichi pilastrini di epoca pi\u00f9 antica, sia in alcuni tratti di affreschi murari a disegni geometrici e vegetali presenti nell\u2019abside e lungo la navata della chiesa, rinvenuti durante scavi archeologici eseguiti nel 1965.<\/p>\n\n\n\n<p>Le porzioni dell\u2019edificio nelle quali \u00e8 possibile identificare tuttora caratteristiche architettoniche legate allo stile romanico sono l\u2019abside e il prospetto perimetrale nord, compreso il transetto<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:53:24","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo1-1024x577.jpg","id":7221,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo2-1024x576.jpg","id":7224,"caption":"DCIM100MEDIADJI_0566.JPG"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo3-1024x577.jpg","id":7227,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo4-1024x577.jpg","id":7231,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo5-1024x577.jpg","id":7234,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo6-1024x577.jpg","id":7237,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo7-1024x577.jpg","id":7240,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-abbaziale-di-San-Bartolomeo1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1282","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1282&action=edit","translations":{"en":{"id":6812,"name":"T4.2 - Chiesa abbaziale di San Bartolomeo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t4-2-chiesa-abbaziale-di-san-bartolomeo\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6812","description":"\n<p>Around the church which is now called San Bartolomeo in Cantignano, since the second half of the 11th century, a blessed abbey complex has existed. The ecclesiastical building constitutes the only abstract permanence of the original configuration, albeit with the many changes that occurred in the following centuries.<br>At the beginning of the twelfth century, the Benedictine monastery and the church of San Salvatore di Cantignano were granted, with all their properties and privileges, to the Camaldolese monastic order, which hold it up to the beginning of the fifteenth century. After alternating events and periods in which the structures of the abbey pay in precarious conditions, the abbot Bartolomeo &#8211; a very important figure for architectural development and for the history of the complex -, promotes from 1401 an important restoration work, Both against the convent and the Church, the houses and the other buildings of the architectural complex.<br>The church currently has a single nave plant with Latin cross system and semicircular apse. This configuration is the result of the renovation and expansion carried out by the Camaldolese monks at the beginning of the XII century, during which the main nave is stretched and the apse and transept are built. It is possible to observe traces of previous buildings &#8211; church and cenobio &#8211; both under the presbytery, where fragments of the ancient pillars of the oldest era are located, and in some sections of wall frescoes with geometric and vegetable drawings present in the apse and along the nave of the Church, found during archaeological excavations carried out in 1965.<br>The portions of the building in which it is still possible to identify architectural characteristics related to the Romanesque style are the apse and the perimeter prospectus north, including the transept<\/p>\n"},"fr":{"id":6813,"name":"T4.2 - Chiesa abbaziale di San Bartolomeo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t4-2-chiesa-abbaziale-di-san-bartolomeo-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6813","description":"\n<p>Autour de l&#8217;\u00e9glise qui s&#8217;appelle maintenant San Bartolomeo \u00e0 Cantignano, depuis la seconde moiti\u00e9 du 11\u00e8me si\u00e8cle, un complexe d&#8217;abbaye b\u00e9ni existait. Le b\u00e2timent eccl\u00e9siastique constitue la seule permanence abstraite de la configuration d&#8217;origine, bien qu&#8217;avec les nombreux changements survenus au cours des si\u00e8cles suivants.<br>Au d\u00e9but du XIIe si\u00e8cle, le monast\u00e8re b\u00e9n\u00e9dictin et l&#8217;\u00e9glise de San Salvatore di Cantegnano ont \u00e9t\u00e9 accord\u00e9s, avec toutes leurs propri\u00e9t\u00e9s et privil\u00e8ges, \u00e0 l&#8217;ordre monastique camaldalais, qui le tient jusqu&#8217;au d\u00e9but du XVe si\u00e8cle. Apr\u00e8s avoir altern\u00e9 les \u00e9v\u00e9nements et les p\u00e9riodes dans lesquelles les structures de l&#8217;abbaye paient dans des conditions pr\u00e9caires, l&#8217;abb\u00e9 Bartolomeo &#8211; une figure tr\u00e8s importante pour le d\u00e9veloppement architectural et pour l&#8217;histoire du complexe -, promeut \u00e0 partir de 1401 un travail de restauration important, \u00e0 la fois contre le couvent et L&#8217;\u00e9glise, les maisons et les autres b\u00e2timents du complexe architectural.<br>L&#8217;\u00e9glise poss\u00e8de actuellement une seule plante de nef avec un syst\u00e8me de croix latine et l&#8217;apes semi-circulaire. Cette configuration est le r\u00e9sultat de la r\u00e9novation et de l&#8217;expansion r\u00e9alis\u00e9es par les moines camaldol\u00e9ens au d\u00e9but du XIIe si\u00e8cle, au cours de laquelle la nef principale est \u00e9tir\u00e9e et l&#8217;abside et le transept sont construits. Il est possible d&#8217;observer des traces de b\u00e2timents pr\u00e9c\u00e9dents &#8211; l&#8217;\u00e9glise et le Cenobio &#8211; tous deux sous le presbyt\u00e8re, o\u00f9 se trouvent des fragments des anciens piliers de l&#8217;\u00e8re la plus ancienne, et dans certaines sections de fresques murales avec des dessins g\u00e9om\u00e9triques et v\u00e9g\u00e9taux pr\u00e9sents dans l&#8217;abside et le long La nef de l&#8217;\u00e9glise, trouv\u00e9e lors de fouilles arch\u00e9ologiques r\u00e9alis\u00e9es en 1965.<br>Les parties du b\u00e2timent dans lesquelles il est toujours possible d&#8217;identifier les caract\u00e9ristiques architecturales li\u00e9es au style roman sont l&#8217;abside et le p\u00e9rim\u00e8tre Prospectus Nord, y compris le transept<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t4-2-chiesa-abbaziale-di-san-bartolomeo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Chiesa di San Salvatore di Cantignano","rilevanza_storica":"Il monastero di San Salvatore di Cantignano viene fondato nel 1064 sul luogo di un cenobio benedettino pi\u00f9 antico, a quella data probabilmente abbandonato, testimoniato da un documento del 914 riportato nel testo \u201cMemorie e Documenti per servire all'istoria del Ducato di Lucca\u201d di Domenico Barsocchini, storico vissuto tra la fine del XVIII e l\u2019inizio del XIX secolo: \u201cnel 1064 con pi\u00f9 atti rogati tutti in tre giorni tra il 28 e il 30 marzo, Ubaldo del fu Sigifredo, Uguccione e Roberto fratelli e figli della fu Willa e i fratelli Eldebrando, Enrico e Sigifredo, figli del fu Lamberto, tutti dei Longobardi di Vaccoli, accentrarono nelle loro mani, acquistandolo anche dai consorti, il possesso di varie terre e della chiesa e monastero, che sembra per\u00f2 abbandonato, di S. Salvatore del luogo Cantignano, decidendo di andarvi a vivere secondo i precetti della Chiesa\u201d. Un\u2019altra testimonianza inerente l\u2019esistenza dell\u2019abbazia benedettina a Cantignano si trova in un documento conservato nell\u2019abbazia di Camaldoli e risalente al 1038.\r\nDel complesso abbaziale attestato dalla seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo, di cui abbiamo accennato nel primo paragrafo, rimane solo la chiesa, pur con pesanti interventi successivi. All\u2019inizio del XII secolo, infatti, il monastero benedettino e la chiesa di San Salvatore di Cantignano vengono concessi, con tutte le loro propriet\u00e0 e privilegi, all\u2019Ordine monastico Camaldolese, come \u00e8 riportato all'interno del Kronicon di Camaldoli. La concessione dell\u2019Abbazia di Cantignano ai Camaldolesi, con i molti privilegi ad essa connessi, viene confermata nel corso degli anni da vari pontefici e imperatori del Sacro Romano Impero, fino all\u2019anno 1433.\r\nL\u2019edificazione della chiesa romanica in forme maggiori avviene dunque ad opera dei Camaldolesi nel XII secolo: viene allungata la navata principale, vengono inseriti l\u2019abside e il transetto, arrivando ad ottenere un impianto planimetrico a croce latina. Sia il monastero camaldolese che l\u2019annessa chiesa sono presenti nell\u2019elenco dell\u2019estimo della diocesi di Lucca del 1260: a testimonianza dell'importanza e il prestigio raggiunti, viene menzionata una rendita annua molto rilevante. Tale periodo fiorente termina per\u00f2 dalla seconda met\u00e0 del XIV secolo, periodo dal quale inizia la decadenza materiale e spirituale del monastero, presumibilmente dovuta anche alle continue lotte fra Pisani, Lucchesi e Fiorentini che si verificano in quegli anni.\r\nSuccessivamente, nonostante il priore generale dei Camaldolesi mantenga il diritto sull\u2019abbazia, a partire dal 1401 di fatto la gestione viene affidata dal pontefice Bonifacio IX all\u2019abate Bartolomeo, canonico di S. Frediano di Lucca, appartenente all\u2019ordine di S. Agostino. Nonostante l\u2019abbazia sia in quegli anni ormai cadente e versi in condizioni precarie, l\u2019abate Bartolomeo promuove un\u2019importante opera di restauro, sia nei confronti del convento che della chiesa, delle case e degli altri edifici del complesso architettonico. L\u2019abate Bartolomeo \u00e8 stato quindi una figura molto importante per l\u2019edificio religioso: a testimonianza di ci\u00f2, in occasione della consacrazione della nuova chiesa, al titolo di San Salvatore viene aggiunta anche la dedicazione a San Bartolomeo.\r\nNel 1440 l\u2019abbazia viene soppressa e il patrimonio unito, insieme a quello della canonica di San Pantaleone, ai canonici della cattedrale. L'ultima notizia, che colleghi i monaci camaldolesi al complesso di Badia di Cantignano proviene dal loro Kronicon e risale all\u2019anno 1486. La chiesa compare come parrocchia autonoma nel 1555, dipendente direttamente dal vescovo di Lucca. Da una visita pastorale immediatamente successiva, risalente al 1569, viene tramandata l\u2019esistenza di quattro altari, un campanile e un cimitero.\r\nNella seconda met\u00e0 del XVIII secolo la chiesa subisce un pesante intervento in facciata, descritto da Giovanni Giuseppe Matraia nella Storia Monumentale della citt\u00e0 e Diocesi di Lucca. La facciata originaria, nella quale erano presenti intarsi marmorei riferibili alla scuola di Guidetto, viene demolita, ricostruendo un nuovo fronte in posizione pi\u00f9 arretrata di circa sette metri, accorciando quindi l\u2019edificio e compromettendo al contempo l\u2019assetto planimetrico originario. Sempre a questo periodo, ossia tra il 1717 e il 1754, viene ascritto l\u2019inserimento delle volte nel soffitto della navata centrale e la decorazione dell\u2019interno della chiesa secondo il gusto tardo barocco.\r\nAnche lo storico e naturalista ottocentesco Emanuele Repetti d\u00e0 conto della localit\u00e0 \u201cCantignano\u201d all\u2019interno del \u201cDizionario Geografico Fisico Storico della Toscana\u201d, confermando sostanzialmente, con leggere differenze, la scansione cronologica sovra esposta: \u201c[l\u2019Abbazia] ebbe nome da un monastero ivi esistito sino dal secolo XI, dato a riformare nel 1277 al priore di Camaldoli, soppresso nel 1419, e quindi aggregato con la sua chiesa e possessi ai canonici della cattedrale di Lucca con l\u2019obbligo di mantenervi un parroco\u201d.\r\nFra il 1896 e il 1898 viene innalzato un nuovo campanile ad opera dell'ingegner Giovannetti, mentre nel XX secolo la facciata della chiesa viene soggetta ad un ulteriore intervento di ricostruzione. Viene inoltre costruito il portico della chiesa, lo stesso che \u00e8 possibile vedere ancora oggi. Che la fondazione della chiesa sia molto antica \u00e8 testimoniata anche dal ritrovamento, nei primi anni della seconda parte del XX secolo, di tracce di costruzioni di epoca romana. Sono da attribuirsi a quell\u2019epoca un concio decorato a mosaico bicromo riutilizzato nell\u2019arco di una porta di accesso al transetto e i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi archeologici effettuati tra il 1965 e il 1966 nella cripta a due metri sotto il presbiterio: infatti, a seguito dei lavori di scavo voluti dall\u2019allora parroco Don Pasquale Picchi, fu ritrovata la cripta all\u2019altezza dell'abside, con all\u2019interno i resti di antiche tombe e di mosaici, che, secondo alcuni studi, potrebbero essere mosaici termali romani. Si ritiene quindi che su tali ruderi romani siano stati costruiti la prima chiesa e l\u2019annesso cenobio benedettino. Inoltre, sul muro di sinistra della navata centrale, in occasione degli scavi fu scoperto un fregio e altre decorazioni, dipinti direttamente sulla pietra. Fu liberato il muro dell\u2019abside dall'intonaco e furono rinvenute altre pitture sulla pietra.\r\nOggi la chiesa presenta all\u2019ingresso la balaustra in marmo spostata dal presbiterio nel 1966, in occasione degli scavi archeologici. Nel 2008 la copertura della chiesa \u00e8 stata restaurata. \u00c8 stata sostituita la struttura portante lignea ammalorata con l\u2019inserimento di nuove capriate in legno lamellare con tiranti in acciaio. Sono state sostituite le travi, i travicelli in legno ed \u00e8 stata inserita l'impermeabilizzazione. Infine il portico all'ingresso \u00e8 stato completamente ricostruito. Infine, nel 2015 sono stati installati nuovi pinnacoli al campanile della chiesa.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di S. Bartolomeo \u2013 orientata secondo l'asse est-ovest \u2013 attualmente ha pianta a navata unica con impianto a croce latina e abside semicircolare. Tale configurazione \u00e8 il risultato della ristrutturazione e ampliamento eseguito dai monaci camaldolesi all\u2019inizio del XII secolo, durante il quale la navata principale viene allungata e vengono costruiti l\u2019abside e il transetto. \u00c8 possibile osservare tracce delle costruzioni precedenti \u2013 chiesa e cenobio \u2013 sia sotto il presbiterio, dove si trovano frammenti degli antichi pilastrini di epoca paleocristiana, sia in alcuni tratti di affreschi murari a disegni geometrici e vegetali presenti nell\u2019abside e lungo la navata della chiesa, rinvenuti durante gli scavi archeologici del 1965.\r\nL\u2019impianto strutturale dell\u2019edificio \u00e8 in muratura mista. La facciata attuale, del tipo a capanna, \u00e8 frutto degli interventi della seconda met\u00e0 del XVIII secolo: presenta un paramento murario in pietra a vista, con alternarsi di pietre di epoca antica con elementi in laterizio. Agli angoli sono presenti due paraste intonacate. Al centro in una cornice modanata circolare si trova il mosaico del santo titolare. Il portico attuale, sorretto da pilastri, \u00e8 di recente costruzione. Altre porzioni dell\u2019edificio presentano tuttora la propria facies romanica, tra cui alcune porzioni dell\u2019abside e il prospetto perimetrale nord, compreso il transetto.\r\nLa parte inferiore del prospetto absidale, al quale si appoggia una porzione della villa padronale settecentesca edificata sul retro dell\u2019abbazia, presenta una fascia con un paramento murario del tipo \u201copus spicatum\u201d a bozze piccole, sommariamente squadrate, mentre la parte superiore, il cui paramento Architettura diviene in filari regolari di bozze ben squadrate, \u00e8 decorata con una serie di archetti ciechi poggianti su lesene pensili con basi a mensole modanate, risalenti all\u2019edificio camaldolese. Tre bacini ceramici sono ancora presenti nei prospetti nord e ovest del transetto settentrionale.\r\nIl campanile attualmente presente \u00e8 stato costruito tra il 1896 e il 1898, su progetto dell\u2019ingegnere Giovanetti. Esso presenta struttura muraria mista in pietra e laterizio. La base del campanile \u00e8 a forma di tronco di piramide, sulla quale si impostano quattro fasce cantonali in pietra che corrono lungo tutta l\u2019altezza. Sui prospetti sono presenti in alternanza finestre rettangolari, monofore, finestre circolari tamponate e, all\u2019ultimo livello, una bifora. Nel prospetto principale \u00e8 presente l\u2019orologio.\r\nAll\u2019interno le pareti sono scandite da lesene con capitelli in stile corinzio collegati da una trabeazione, sulla quale si impostano le volte a crociera. Il presbiterio \u00e8 rialzato da una pedana in marmo, su cui si trova al centro l\u2019altare della celebrazione. La pavimentazione interna \u00e8 costituita da mattonelle di cemento bicrome di colore bianco e nero. La struttura della copertura \u00e8 a capriate lignee, arcarecci e travicelli.\r\nGli scavi del 1965 promossi da Don Pasquale Picchi hanno fatto emergere nella zona presbiteriale una rara decorazione ad affresco dell'XI-XII secolo. Si conserva nella chiesa anche una Madonna in trono e i Santi Bartolomeo e Martino del lucchese Agostino Marti (1516-1520): si tratta di un dipinto su tavola, con lunetta e predella, rappresentante la Vergine con Bambino e due santi, S. Bartolomeo e S. Martino. Eseguito su commissione dell\u2019abate Silvestro Gigli, \u00e8 stato restaurato in epoca recente dal professor Luciano Gazzi.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.505543015309936,43.80271976441484]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1281,"name":"T3.2 &#8211; Chiesa di Sant&#8217;Andrea Apostolo","description":"\n<p>Nel luogo dove successivamente sorger\u00e0 l\u2019attuale chiesa di Sant\u2019Andrea Apostolo, gi\u00e0 nell\u2019VIII secolo risulta edificato, ad opera di maestranze lucchesi, un piccolo edificio religioso. La chiesa che \u00e8 possibile vedere attualmente deriva da un ampliamento del 1170, a seguito del quale l\u2019edificio assume pianta basilicale a tre navate con abside, con un\u2019articolazione dei volumi che rimanda all\u2019architettura romanico-lombarda. La chiesa risulta modificata, inoltre, da interventi del XVII secolo. La chiesa ha pianta basilicale, costituita da tre navate separate all\u2019interno da colonne che sorreggono arcate a tutto sesto, con capitelli corinzi costituiti da foglie di acanto stilizzate. 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La chiesa che oggi vediamo \u00e8 infatti conseguenza di un ampliamento del 1170, a seguito del quale l\u2019edificio assume pianta basilicale a tre navate con abside, con un\u2019articolazione dei volumi che rimanda all\u2019architettura romanico-lombarda. La chiesa pi\u00f9 antica \u00e8 tuttora visibile nella fabbrica attuale, localizzata in asse con il portale sinistro della facciata, adesso tamponato. La chiesa risulta modificata, inoltre, da interventi del XVII secolo. Tali interventi sussistono fino al 1900, quando l\u2019edificio viene sottoposto a restauro, con interventi volti a portare alla luce la facies originaria, principalmente all\u2019interno della chiesa: viene tolto l\u2019intonaco e le volte, entrambi aggiunti in precedenza, riportando alla vista la struttura di copertura a capriate lignee. La pavimentazione viene sostituita, optando tuttavia, per il cotto. Nel 2004, infine, viene realizzato l\u2019intervento pi\u00f9 recente, ossia il restauro della copertura della chiesa","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa ha pianta basilicale, costituita da tre navate separate all\u2019interno da colonne che sorreggono arcate a tutto sesto, con capitelli corinzi costituiti da foglie di acanto stilizzate. Esternamente, la facciata ha struttura a salienti ed \u00e8 realizzata in conci squadrati di calcare bianco. Al centro della facciata \u00e8 un portale in pietra sormontato da una lunetta, al cui interno \u00e8 presente un cartiglio in marmo. Sul lato del portale \u00e8 presente un capitello di recupero, che presenta caratteri altomedievali compatibili con la datazione della chiesa originaria. Al di sopra, in asse con l\u2019accesso principale e in prossimit\u00e0 della copertura, \u00e8 posta una bifora. Alla sinistra del portale principale si trova inoltre il portale dell\u2019edificio originario, oggi tamponato ma ancora perfettamente riconoscibile, caratterizzato da un archivolto semicircolare sovrastante. L\u2019abside, semicircolare, \u00e8 scandita da un apparato decorativo tipico dello stile romanico: paraste e archetti pensili, sostenuti questi ultimi da mensole con motivi paleocristiani. I prospetti laterali sono scanditi da monofore e da un portale con archivolto in conci di pietra. Il campanile \u00e8 posto in adiacenza sulla destra della facciata, andando a coprire quindi la navata laterale destra della chiesa. Esso risale al primo impianto, probabilmente utilizzando parte della preesistente struttura di una torre di avvistamento modificata e rialzata nel XII secolo. Alla sommit\u00e0 su ogni lato della torre campanaria, edificata anche in questo caso in conci squadrati di calcare bianco, \u00e8 visibile una bifora con paramento in laterizio. All\u2019interno, risalente al secolo XVII, viene conservata l'Adorazione del Santissimo Sacramento di Pietro Paolini. La pavimentazione dell\u2019edificio religioso \u00e8 in cotto. Al centro, di fronte al presbiterio, spicca una sepoltura terragna medievale in marmo bianco, raffigurante un antico sacerdote della Chiesa (XIV secolo). Il piano di calpestio del presbiterio \u00e8 realizzato invece in marmo bianco e nero","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.468020734988515,43.82549605910555]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1280,"name":"T3.1 &#8211; Chiesa di San Michele Arcangelo di Meati","description":"\n<p>La chiesa di San Michele Arcangelo a Meati viene citata per la prima volta in un documento della met\u00e0 dell\u2019XI secolo, precisamente nel 1055. La chiesa, come anche il paese di Meati, ha origine longobarda, come testimonia anche la dedicazione dell\u2019edificio all\u2019Arcangelo Michele, figura religiosa affine alla cultura e alla sensibilit\u00e0 guerriera di tale popolazione. La chiesa ha impianto planimetrico a croce latina. La pianta \u00e8 conclusa da un\u2019abside preceduta da una campata rettangolare, uno spazio di crociera quadrato sormontato da una cupola e l\u2019aula, suddivisa in tre campate. 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The church, as well as the town of Meati, has Lombard origin, as evidenced by the dedication of the building To the Archangel Michael, religious figure similar to the culture and warrior sensitivity of this population. The church has Latin cross planimetric system. The plant is concluded by a apse preceded by a rectangular span, a square cruise space surmounted by a dome and the classroom, divided into three spans. 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La plante est conclue par une abside pr\u00e9c\u00e9d\u00e9e d&#8217;une dur\u00e9e rectangulaire, un espace de croisi\u00e8re carr\u00e9 surmont\u00e9 d&#8217;un d\u00f4me et de la salle de classe, divis\u00e9 en trois port\u00e9es. La fa\u00e7ade de l&#8217;\u00e9glise est la partie du b\u00e2timent dans lequel les traits romans d&#8217;origine sont les plus visibles, malgr\u00e9 les nombreuses interventions ult\u00e9rieures<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t3-1-chiesa-di-san-michele-arcangelo-di-meati\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa della frazione di Meati, intitolata a San Michele Arcangelo, viene citata per la prima volta in un documento della met\u00e0 dell\u2019XI secolo (1055). Probabilmente la chiesa, come il paese di Meati, ha origine longobarda, come testimonia anche la dedicazione dell\u2019edificio all\u2019Arcangelo Michele, figura religiosa che non faceva inizialmente parte del pantheon longobardo ma che ve ne entra a far parte sin da periodi molto precoci poich\u00e9 affine alla cultura e alla sensibilit\u00e0 di tale popolazione. La definizione delle parrocchia di San Michele a Meati risale al 1597, mentre nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo vengono eseguiti alcuni lavori di ristrutturazione, tra cui la costruzione di una cappella interna. L\u2019edificio religioso viene trasformato e ampliato anche successivamente, nell\u2019Ottocento, passando da un impianto ad aula unica ad uno a croce latina. Nel 1979 vengono eseguiti lavori alla copertura, mentre nel 1988 la chiesa viene dotata di riscaldamento. Infine, negli anni Sessanta del Novecento, la pavimentazione interna viene interamente sostituita. Architettura La chiesa ha impianto planimetrico a croce latina. La pianta \u00e8 conclusa da un\u2019abside preceduta da una campata rettangolare, uno spazio di crociera quadrato sormontato da una cupola e l\u2019aula, suddivisa in tre campate.","rilevanza_stile_romanico":"La facciata della chiesa \u00e8 la porzione dell\u2019edificio in cui sono maggiormente visibili i tratti romanici originari, nonostante i numerosi interventi successivi. Essa \u00e8 a capanna, costituita dall\u2019antico paramento in pietra calcarea bianca squadrata. \u00c8 questa infatti la sola porzione dell\u2019edificio che risale all\u2019antica fabbrica medievale. Al centro, il portale di accesso, di epoca successiva, \u00e8 incorniciato in pietra arenaria, mentre risale all\u2019impianto originario la lunetta sopra l\u2019architrave. Al di sopra, nella compagine muraria della facciata in prossimit\u00e0 della lunetta, risultano ben leggibili le tracce di una tettoia su mensole che in precedenza copriva l\u2019ingresso. In asse con l\u2019ingresso e sopra il portale si apre un oculo di forma ovale con cornice in arenaria. A seguito dei lavori del 1979, per raccordare la facciata originaria alla nuova copertura, al di sopra delle sime modanate presenti ancora oggi in facciata vengono erette due membrature di muratura intonacata. Il campanile, di forme massicce, \u00e8 posto in aderenza al fianco settentrionale della chiesa, in continuit\u00e0 col piano di facciata. Esso \u00e8 il risultato di svariate fasi costruttive: nella configurazione attuale risulta per la maggior parte intonacato, con finestre archivoltate in corrispondenza della cella campanaria. All\u2019interno, l\u2019aula presenta paraste di ordine ionico in stucco addossate alle pareti in muratura continua. Dalla trabeazione di raccordo delle paraste si dipartono arconi trasversali che circoscrivono volte a crociera. Al di fuori dell\u2019aula, le volte sono della tipologia a botte. L\u2019edificio \u00e8 pavimentato in marmo, risalente agli interventi degli anni Cinquanta del Novecento. Il presbiterio \u00e8 sopraelevato di un gradino dal piano dell\u2019aula ed interessa lo spazio dell\u2019abside e in parte lo spazio della crociera. Sulla controfacciata, infine, \u00e8 posta la cantoria, con un parapetto in legno dipinto.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.452271113553287,43.83124693448924]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1279,"name":"T3.4 &#8211; Chiesa di San Michele Arcangelo","description":"\n<p>La piccola chiesa di San Michele in Escheto \u00e8 attestata dai documenti gi\u00e0 in epoca longobarda, come testimonia anche la dedicazione all\u2019Arcangelo Guerriero. Non restano comunque tracce dell\u2019edificio altomedievale poich\u00e9 la chiesa \u00e8 stata integralmente ricostruita a cavallo tra XI e XII secolo e poi consacrata nel 1122 dal vescovo di Lucca Benedetto, come attestato nell&#8217;iscrizione della porta laterale, attualmente tamponata, nella navata meridionale. Data la vicinanza cronologica e anche geografica, \u00e8 possibile che all\u2019edificio abbiano lavorato le medesime maestranze che in anni vicinissimi avevano condotto le chiese di Santa Maria a Santa Maria del Giudice e di Sant\u2019Andrea a Gattaiola, affini a San Michele in Escheto anche per molti particolari costruttivi e architettonici.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso la met\u00e0 del XIV secolo si verifica il crollo della facciata, che venne riedificata col materiale superstite, non mantenendo per\u00f2 la tessitura muraria originale. La chiesa \u00e8 orientata secondo l\u2019asse est-ovested ha una pianta ad aula unica rettangolare con abside semicircolare. 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However, no traces of the early medieval building remain since the church was fully reconstructed between the 11th and twelfth centuries and then consecrated in 1122 by the bishop of Lucca Benedetto, as certified in the registration of the side door, currently buffered, in the southern nave. Given the chronological and geographical proximity, it is possible that at the building they worked the same workers who in very close years had conducted the churches of Santa Maria in Santa Maria del Giudice and Sant&#8217;Andrea in Gattaiola, similar to San Michele in Eschetto also For many constructive and architectural details.<br>In the mid -14th century, the collapse of the facade occurs, which was rebuilt with the surviving material, however not maintaining the original wall texture. The church is oriented according to the East-Ovested axis has a single rectangular classroom with semicircular apse. The building was built with white limestone as a well -smoothing, coming from the nearby quarries of Santa Maria del Giudice. Despite the evident tampering &#8211; especially on the facade &#8211; externally the original Romanesque essentiality is maintained, with particular reference to the parade interspersed with pilasters in the sides and in the apse and to the frames decorated with reasons of classic inspiration along the sides.<\/p>\n"},"fr":{"id":6795,"name":"T3.4 - Chiesa di San Michele Arcangelo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t3-4-chiesa-di-san-michele-arcangelo\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6795","description":"\n<p>La petite \u00e9glise de San Michele \u00e0 Eschero est attest\u00e9e par les documents d\u00e9j\u00e0 \u00e0 l&#8217;\u00e8re Lombard, comme en t\u00e9moigne le d\u00e9vouement \u00e0 l&#8217;Archange Guerriero. Cependant, aucune trace du b\u00e2timent m\u00e9di\u00e9val pr\u00e9coce ne reste depuis que l&#8217;\u00c9glise a \u00e9t\u00e9 enti\u00e8rement reconstruite entre les 11e et XIIe si\u00e8cles, puis consacr\u00e9e en 1122 par l&#8217;\u00e9v\u00eaque de Lucca Benedetto, comme certifi\u00e9 dans l&#8217;enregistrement de la porte lat\u00e9rale, actuellement tamponn\u00e9 dans le sud nef. Compte tenu de la proximit\u00e9 chronologique et g\u00e9ographique, il est possible que dans le b\u00e2timent, ils aient travaill\u00e9 les m\u00eames travailleurs qui, en des ann\u00e9es tr\u00e8s proches, aient dirig\u00e9 les \u00e9glises de Santa Maria \u00e0 Santa Maria del Giudice et Sant&#8217;andrea \u00e0 Gattaiola, similaire \u00e0 San Michele \u00e0 Eschetto \u00e9galement Pour de nombreux d\u00e9tails constructifs et architecturaux.<br>Au milieu du 14e si\u00e8cle, l&#8217;effondrement de la fa\u00e7ade se produit, qui a \u00e9t\u00e9 reconstruit avec le mat\u00e9riau survivant, mais ne conservant pas la texture du mur d&#8217;origine. L&#8217;\u00e9glise est orient\u00e9e en fonction de l&#8217;axe d&#8217;offre-est a une seule salle de classe rectangulaire avec l&#8217;abside semi-circulaire. Le b\u00e2timent a \u00e9t\u00e9 construit avec du calcaire blanc comme un puits de limoire, provenant des carri\u00e8res voisines de Santa Maria del Giudice. Malgr\u00e9 la falsification \u00e9vidente &#8211; en particulier sur la fa\u00e7ade &#8211; \u00e0 l&#8217;ext\u00e9rieur, l&#8217;essentit\u00e9 romane originale est maintenue, avec une r\u00e9f\u00e9rence particuli\u00e8re au d\u00e9fil\u00e9 entrecoup\u00e9 de pilastres sur les c\u00f4t\u00e9s et dans l&#8217;abside et aux cadres d\u00e9cor\u00e9s pour des raisons d&#8217;inspiration classique sur les c\u00f4t\u00e9s.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t3-4-chiesa-di-san-michele-arcangelo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La piccola chiesa di San Michele in Escheto \u00e8 attestata dai documenti gi\u00e0 in epoca longobarda, com testimonia anche la dedicazione all\u2019Arcangelo Guerriero, tipica per le chiese fondate dalla popolazione germanica.\r\nIn un documento del 1018 conservato presso l'Archivio Capitolare di Lucca, viene ricordata la localit\u00e0 Escheto, nome che secondo alcuni studiosi deriverebbe dai boschi di faggio che caratterizzano anticamente questa zona. Non restano comunque tracce dell\u2019edificio altomedievale poich\u00e9 la chiesa \u00e8 stata integralmente ricostruita a cavallo tra XI e XII secolo e poi consacrata nel 1122 dal vescovo di Lucca Benedetto, come attestato nell'iscrizione della porta laterale, attualmente tamponata, nella navata meridionale. Data la vicinanza cronologica e anche geografica, \u00e8 possibile che all\u2019edificio abbiano lavorato le medesime maestranze che in anni vicinissimi avevano condotto le chiese di Santa Maria a Santa Maria del Giudice e di Sant\u2019Andrea a Gattaiola, affini a San Michele in Escheto anche per molti particolari costruttivi e architettonici, a partire dalla muratura a grandi conci squadrati. La chiesa \u00e8 ricordata poi nell\u2019estimo della Diocesi di Lucca del 1260 come dipendente dalla Pieve di Massa Pisana.\r\nVerso la met\u00e0 del XIV secolo si verifica il crollo della facciata, che venne riedificata col materiale superstite, non mantenendo per\u00f2 la tessitura muraria originale. La torre campanaria viene distrutta nel 1313 nell\u2019ambito delle guerre tra i Pisani e i Lucchesi. Essa viene in seguito ricostruita, lasciando a testimonianza un\u2019epigrafe murata all\u2019esterno della chiesa \u2013 sul fianco lato sud \u2013 in ricordo dell\u2019avvenimento.\r\nNel periodo barocco la chiesa subisce alcuni interventi che causano all\u2019edificio diversi danni, soprattutto ai capitelli delle colonne che dividono le navate: vengono infatti realizzate delle volte e vengono addossati alle colonne dei pilastri quadrangolari marmorizzati, modificando irreparabilmente le forme originarie degli elementi lapidei. Inoltre, nell\u2019Ottocento \u00e8 stato integralmente intonacato ed \u00e8 stato abbassato il soffitto della navata centrale.\r\nTra il 1960 e il 1970 viene deciso di intervenire per cancellare gli interventi che si sone nel tempo sovrapposti all\u2019originaria facies romanica, nel tentativo di restituire all\u2019edificio il suo aspetto medievale. L\u2019operazione ha rimosso le aggiunte ma nulla ha potuto per gli elementi modificati irrimediabilmente: ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente nelle colonne interne, precedentemente scalpellate assieme ai capitelli per meglio accogliere il rivestimento che le aveva trasformate in pilastri. Nell\u2019interno della chiesa si conserva un telamone reggicolonna dell\u2019inizio del XIV secolo di recente utilizzato come supporto di un leggio. L\u2019opera, che probabilmente faceva parte di un protiro o di un pulpito presente nella configurazione originaria, \u00e8 molto consunta ma di elevata qualit\u00e0 scultoree. Arrivando ai giorni attuali, nel 2007 il solaio di copertura e il solaio della cella campanaria sono stati restaurati e consolidati.","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019edificio \u00e8 stato costruito con conci di calcare bianco, ben levigato, proveniente dalle vicine cave di Santa Maria del Giudice. La chiesa orientata secondo l\u2019asse est-ovest, ha una pianta ad aula unica rettangolare con abside semicircolare. La facciata, priva di ornamenti, \u00e8 costituita da conci di grandezza irregolare in calcare bianco. Ha al centro un portale sovrastato da un arco in conci di pietra, sopra al quale si trova una nicchia rettangolare.\r\nAlla destra della facciata si erge il campanile, che fu ricostruito nel 1313, a seguito di una battaglia con i cascinesi, come riportato nell\u2019epigrafe del portale sud. La struttura muraria della torre campanaria \u00e8, nella parte inferiore, in bozze di calcare bianco, mentre la parte superiore \u00e8 in muratura mista. Il campanile ha una pianta quadrata e termina con una merlatura risalente all\u2019epoca medievale. Sui quattro lati sono presenti quattro monofore. La cella campanaria e la copertura sono state consolidate di recente, nel 2007.\r\nNonostante le manomissioni evidenti \u2013 soprattutto in facciata \u2013 esternamente viene mantenuta l\u2019originaria essenzialit\u00e0 romanica, con particolare riferimento al paramento intervallato da lesene nei fianchi e nell\u2019abside e alle cornici decorate con motivi di ispirazione classica lungo il coronamento dei fianchi.\r\nSul lato sud \u00e8 presente un portale tamponato con architrave a cuspide in cui \u00e8 presente l\u2019iscrizione che testimonia la consacrazione della chiesa. Nel sottogronda \u00e8 posto un fregio in calcare bianco con una rappresentazione della mitologia classica. L\u2019interno \u00e8 formato da tre navate, divise da colonne monolitiche in calcare bianco, che sostengono archi a tutto sesto. Come gi\u00e0 evidenziato, soprattutto all\u2019interno sono evidenti i danni derivati dall\u2019intervento di epoca barocca: oltre ai capitelli, \u00e8 tuttora possibile vedere i danni dovuti ai rimaneggiamenti sulle murature laterali e nel catino absidale, con il riposizionamento irregolare dei conci e l\u2019utilizzo a spessore della malta.\r\nLa copertura \u00e8 a capanna, realizzata con capriate lignee, arcarecci, travi e travicelli. Il pavimento dell\u2019aula centrale e del presbiterio \u00e8 bicromo, realizzato in marmo bianco e nero. Il pavimento delle navate laterali, invece, \u00e8 in cotto.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.47995505214107,43.815676890248724]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1276,"name":"T6.2 &#8211; Chiesa di San Francesco","description":"\n<p>La Chiesa di San Francesco a Buti viene edificata tra il XIII ed il XIV secolo. Inizialmente essa \u00e8 riservata alle monache di un adiacente convento francescano. L\u2019edificio ha subito profonde trasformazioni, soprattutto interne, nel corso dei successivi secoli XVII-XVIII. Negli anni 1999-2000, infine, \u00e8 stata oggetto di ristrutturazione. La chiesa \u00e8 edificata in stile romanico pisano, nella configurazione minore utilizzata nelle fabbriche architettoniche di piccole dimensioni. 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Le b\u00e2timent a subi des transformations profondes, en particulier internes, au cours des si\u00e8cles suivants du XVIIe si\u00e8cle-XVIII. Enfin, dans les ann\u00e9es 1999-2000, il a \u00e9t\u00e9 r\u00e9nov\u00e9. L&#8217;\u00e9glise est construite dans un style roman Pisan, dans la configuration inf\u00e9rieure utilis\u00e9e dans de petites usines architecturales. Le b\u00e2timent est situ\u00e9 sur la place homonyme, construite sur un terrain escarp\u00e9 \u00e0 l&#8217;est.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t6-2-chiesa-di-san-francesco\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Dall\u2019alto medioevo fino alla definitiva conquista fiorentina del territorio pisano, Buti fu un importante crocevia di percorsi che da Pisa si dirigevano verso la via Francigena, oppure verso Lucca e i passi appenninici. La \u201cvia dei monti\u201d che passava per Buti era preferita alle altre pi\u00f9 pianeggianti perch\u00e9, venute meno le opere di regimazione idraulica dopo la caduta dell\u2019Impero romano, l\u2019area paludosa del lago di Sesto, nei pressi dell'odierna Bientina, si era notevolmente estesa e rendeva malagevoli i percorsi in pianura.\r\nLa Chiesa di San Francesco a Buti viene edificata tra il XIII ed il XIV secolo, anche se non si dispone purtroppo di alcuna documentazione che ne attesti con sicurezza l\u2019edificazione. Inizialmente essa \u00e8 riservata alle monache di un adiacente convento francescano. L\u2019edificio subisce numerose trasformazioni, soprattutto interne, nel corso dei successivi secoli XVII-XVIII.\r\nNel 1908 la chiesa viene concessa all\u2019appena costituita Confraternita della Misericordia. Negli anni 1999-2000, infine, \u00e8 oggetto di ristrutturazione.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa \u00e8 edificata in stile romanico pisano, nella configurazione minore utilizzata nelle fabbriche architettoniche di piccole dimensioni. L\u2019edificio si trova nella piazza omonima, Piazza San Francesco, edificata su un terreno scosceso verso est.\r\nLa facciata, in muratura di blocchi squadrati di pietra, \u00e8 a capanna ed aperta da un portale architravato sormontato da un archivolto di forme semplici, nel quale \u00e8 inscritta una lunetta semicircolare in cotto con San Francesco ed altre figure. Nella parte alta della facciata \u00e8 presente una bifora in forme moderne, risalente al Novecento.\r\nSulla destra dell\u2019edificio si erge un massiccio campanile a pianta quadrata, di epoca seicentesca, in cui si aprono tre ordini di bifore, suddiviso orizzontalmente tramite cornici marcapiano in cotto. Esso \u00e8 decorato con inserti scultorei medievali tra cui il bassorilievo \u201cCristo che sorregge il mondo\u201d. La configurazione planimetrica \u00e8 a navata unica rettangolare, con transetto costituito da due cappelle laterali con altari.\r\nAll\u2019interno ben poco rimane dell\u2019assetto medievale originario, in quanto l\u2019edificio ha subito un radicale restauro tra XVII e XVIII secolo, che ha conferito all\u2019ambiente l\u2019aspetto fastoso consueto negli interventi sei-settecenteschi. L\u2019atmosfera barocca \u00e8 esaltata dai dipinti ovali di Jacopo Danielli, un\u2019artista locale, raffiguranti i santi Gaetano, Francesca Romana, Giuseppe e Andrea \u2013 risalenti al 1731 \u2013 e dal dipinto settecentesco posizionato sopra l\u2019altare maggiore raffigurante la \u201cMadonna con Bambino e santi\u201d, di scuola pisana.\r\nNel transetto destro \u00e8 collocato un altare ottocentesco dedicato a San Francesco, insieme ad una statua marmorea del santo. Nel transetto sinistro, invece, \u00e8 localizzato un altare datato 30 luglio 1654 dedicato dalla Confraternita della Madonna del Carmine a Sant\u2019Antonio da Padova. Per far posto alla statua di Sant\u2019Antonio, il dipinto \u201cl\u2019Annunciazione\u201d di Piero Confortini, realizzato nel 1606, \u00e8 stata spostato nella Pieve di Buti. Attraverso il presbiterio, rialzato rispetto al resto della chiesa, si accede agli ambienti adibiti a sacrestia, coro e magazzino","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.590288215299251,43.72755791953354]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1273,"name":"V1.2 &#8211; Chiesa dei Santi Jacopo e Verano alla Costa d&#8217;acqua","description":"\n<p>Sulle pendici del monte Serra, in luogo un tempo detto &#8220;Costa d&#8217;acqua&#8221;, si trovava l&#8217;eremo dei Santi Jacopo e Verano, oggi conosciuto con il nome di San Bernardo a Calci. Questa costruzione apparteneva all&#8217;ordine camaldolese e dipendeva dal monastero di San Michele in Borgo a Pisa. II complesso, passato nel XIV all\u2019ordine Agostiniano, viene definitivamente abbandonato nel XVIII secolo, giungendo in mani private: la chiesetta esiste ancora, restaurata nel 1969. L&#8217;edificio, di piccole dimensioni in stile romanico pisano, ha impianto planimetrico ad aula unica rettangolare, senza abside. 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This construction belonged to the Camaldolese order and depended on the monastery of San Michele in Borgo a Pisa. The complex, passed in the XIV to the Augustinian order, is definitively abandoned in the eighteenth century, reaching private hands: the church still exists, restored in 1969. The small -size Pisan Romanesque building has a single classroom planimetric system rectangular, without apse. The wall paramento is made up of verrucano councils.<\/p>\n"},"fr":{"id":6771,"name":"V1.2 - Chiesa dei Santi Jacopo e Verano alla Costa d'acqua","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v1-2-chiesa-dei-santi-jacopo-e-verano-alla-costa-dacqua-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6771","description":"\n<p>Sur les pentes de Monte Serra, dans un endroit autrefois appel\u00e9 &#8220;c\u00f4te de l&#8217;eau&#8221;, il y avait l&#8217;ermitage des Saints Jacopo et Verano, maintenant connu avec le nom de San Bernardo en coups de pied. Cette construction appartenait \u00e0 l&#8217;ordre camaldalais et d\u00e9pendait du monast\u00e8re de San Michele \u00e0 Borgo a Pise. Le complexe, pass\u00e9 dans le XIV \u00e0 l&#8217;ordre Augustinien, est d\u00e9finitivement abandonn\u00e9 au XVIIIe si\u00e8cle, atteignant les mains priv\u00e9es: l&#8217;\u00e9glise existe toujours, restaur\u00e9e en 1969. Le b\u00e2timent roman Pisan Small-Size a un syst\u00e8me Planim\u00e9trique \u00e0 une seule salle . 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Nei secoli passati il colle in cui sorge il piccolo edificio di culto veniva indicato come \u201cCosta d\u2019Acqua\u201d, ossia \u201cmonte dell\u2019acqua\u201d, in ragione delle numerose sorgenti che erano presenti nella zona.\r\nAnticamente, nella prima parte della propria storia, la chiesa costituisce l\u2019edificio di culto dell\u2019eremo intitolato ai Santi Jacopo e Verano e ad essi risulta dedicata. L\u2019eremo costituisce uno dei molti insediamenti eremitici presenti sui Monti Pisani, ossia piccole comunit\u00e0 di monaci dediti alla povert\u00e0, alla solitudine, alla preghiera ma anche al servizio degli abitanti che abitano nelle vicinanze.\r\nLa prima notizia riferita alla piccola comunit\u00e0 eremitica \u00e8 costituita da una donazione di beni immobili e terreni risalente al 1209, da parte di quattro calcesani a favore dell\u2019eremita Bernardo, proveniente appunto dell\u2019eremo dei Santi Jacopo e Verano. La piccola chiesa - che sar\u00e0 successivamente intitolata a San Bernardo - costituisce il luogo di culto originario dell\u2019eremo, connesso verosimilmente ad alcune celle eremitiche sparse per il monte.\r\nCon la fine del XII secolo l\u2019eremo di Costa d\u2019Acqua conclude il periodo pi\u00f9 antico della sua esistenza e con l\u2019inizio del XIII secolo, proprio grazie alla donazione del 1209, ne inizia uno nuovo: la donazione rappresenta infatti per l\u2019eremo la possibilit\u00e0 di dare inizio ad una fase di rinnovamento, promossa da frate Bernardo, durante la quale vengono costruite delle nuove dimore eremitiche - tre per la precisione - e una nuova chiesa, alternativa alla piccola cappella oggetto di questa descrizione, in posizione pi\u00f9 prossima all\u2019abitato di Calci. Con le nuove dimore vengono creati i nuclei originari dei borghi chiamati Caprile di Sopra e Caprile di Sotto. Gli antichi complessi cenobitici sono attualmente adibiti ad residenze private, tuttavia risultano ancora visibili alcune tracce edilizie legate ai precedenti usi. La chiesa di nuova edificazione, identificata come quella intitolata successivamente a Sant\u2019Antonio da Padova, in localit\u00e0 Collerosso, assume la dedicazione ai santi Jacopo e Verano, mentre quella antica viene ribattezzata con il titolo di San Bernardo, presumibilmente al duplice scopo di perpetuare il ricordo della visita di San Bernardo di Chiaravalle al Romitorio, avvenuta poco pi\u00f9 di mezzo secolo prima \u2013 in occasione del sinodo di Pisa del 1135 indetto dal papa Innocenzo II - e per devozione al Santo cui il frate che aveva intrapreso l\u2019ampliamento dell\u2019Eremo doveva il suo nome. Nel tentativo di arginare l\u2019influenza della comunit\u00e0 religiosa in espansione, inizialmente all\u2019eremo viene preclusa qualsiasi funzione pastorale relativa alla cura delle anime. Gli Annali Camaldolesi dichiarano che \u00aba partire da questa data - 1210 - si ha per la prima volta notizia di questo nuovo eremo dei SS. Jacopo e Verano\u00bb e questa \u00e8 la prima distinzione che i testi fanno fra antico e nuovo Eremo\u00bb. Pochi anni dopo, nel 1215, per il complesso eremitico viene dato avvio a un processo di affiliazione al monastero camaldolese di San Michele in Borgo a Pisa, come richiede la regola benedettina, osservata nell\u2019eremo.\r\nNella prima parte del XIII secolo si manifesta infatti un processo di trasformazione del fenomeno eremitico in generale, favorito dalla Sede Apostolica, che tende ad una evoluzione della vita eremitica nella direzione della istituzione Benedettina, che aggiunge all\u2019ascetismo, contraddistinto da un severo isolamento, un carattere comunitario. Un primo parziale successo in questo senso viene conseguito nel 1243 da Papa Innocenzo IV, che riesce a riunire le sparse comunit\u00e0 nella Unione degli Eremiti Toscani.\r\nIl successore del pontefice, Papa Alessandro IV, riesce a compiere l\u2019opera di unione, dando vita nel 1256 all\u2019Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino. Il priore Bernardo \u00e8 presente al capitolo generale dell\u2019ordine del 1250 e il 1 settembre 1266, insieme con i priori della provincia pisana e degli eremi di Rupecava e di Cavina, prende impegni con il capitolo cattedrale per la costruzione a Pisa di un convento agostiniano. A partire dalla seconda met\u00e0 del XIII secolo l\u2019intero eremo assume il titolo di San Bernardo. L\u2019antica intitolazione ai Santi Jacopo e Verano, infatti, cade progressivamente in disuso e tanto nei documenti quanto nei testi, gli amanuensi usano molto spesso la dizione di \u201cEremo di San Bernardo alla Costa d\u2019Acqua\u201d. Ci\u00f2 pu\u00f2 significare quanto forte fosse l\u2019attrazione dell\u2019antica chiesa, per il valore altissimo delle tradizioni e dei sacri ricordi ad essa legati, ma anche quanta forza avesse quella semi interdizione che teneva la nuova chiesa in posizione secondaria, ai margini, nello svolgimento della vita liturgica  e dell\u2019esercizio del culto dell\u2019Eremo.\r\nNella seconda met\u00e0 del XIII secolo l\u2019Eremo vive il periodo di maggiore sviluppo, nel quale grande \u00e8 il proprio prestigio e la fama degli eremiti che lo visitano. Nel 1287 l\u2019Eremo passa agli Agostiniani Olivetani del romitorio di Agnano.\r\nLa conclusione della vita eremitica risale al 1476 quando, dopo la rinuncia di \u201cmagister Cristoforo\u201d, ultimo suo rettore, l\u2019eremo ormai in rovina e con redditi insufficienti viene unito al convento di Sant'Agostino di Rezzano di Calci. Gli Agostiniani tengono l\u2019Eremo di Costa d\u2019Acqua fino al XVIII secolo, epoca in cui il romitorio viene definitivamente abbandonato ed i suoi beni, chiese comprese, passano in propriet\u00e0 privata. Le dimore sparse per il monte ed i cenobi vengono ridotti ad usi rurali o, come abbiamo ricordato, civili.\r\nNel 1819 la chiesetta di San Bernardo, appartenente allora ad una famiglia pisana, viene descritta come cadente a seguito di un visita pastorale. L\u2019edificio passa successivamente di propriet\u00e0, viene restaurato e riaperto al culto nel 1880, festivit\u00e0 di San Bernardo. Tuttavia, il passare del tempo riduce nuovamente la chiesa in abbandono e in precarie condizioni di stabilit\u00e0.\r\nNel 1969, ad opera della Soprintendenza ai Monumenti di Pisa, viene dato avvio al restauro, con il quale vengono rinforzate le fondamenta ed i muri perimetrali e rimosse le sovrastrutture addossate al tempio. Attualmente la piccola chiesa di San Bernardo \u00e8 gestita, insieme ad altri immobili localizzati nelle vicinanze, da una cooperativa agrituristica.","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019edificio, di piccole dimensioni in stile romanico pisano, ha impianto planimetrico ad aula unica rettangolare, senza abside. Il paramento murario \u00e8 costituito da conci di verrucano, squadrati e lavorati a punta. La facciate \u00e8 a capanna, con ampio campanile a vela a due fornici posto in asse rispetto ad essa, insieme ad una apertura a giorno a forma di croce. Il prospetto principale presenta anche alcune mensole scolpite, utilizzate in passato per sorreggere un portico non pi\u00f9 presente, che si avvicinano per fattura e iconografia a quelle presenti a Mirteto. Inoltre l\u2019architrave del portale d'accesso e sorretto da due mensole decorate con motivi a cilindro incisi sulla pietra, direttamente con lo scalpello. Sul lato suddella struttura si apre un secondo portale e in alto due finestre, la parete di fondo ha una lunga apertura centrale, mentre il lato nord, analogamente alla chiesa di Mirteto, non presenta aperture.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.531812618967871,43.73438912501774]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1269,"name":"T6.1 &#8211; Chiesa di San Bartolomeo","description":"\n<p>Le prime notizie certe dell\u2019esistenza dell\u2019attuale chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo si hanno da documenti risalenti al XIII secolo, in particolare da un documento datato 1249, nel quale si attesta la nomina a rettore di prete Silvestro, gi\u00e0 cappellano della stessa, e del 1260, riguardante l\u2019Estimo della Chiesa di Lucca. Tuttavia, la costruzione e consacrazione della chiesa \u00e8 certamente pi\u00f9 antica, riferibile presumibilmente all\u2019XI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>San Bartolomeo a Ruota ha impianto planimetrico a navata unica con abside semicircolare, orientata secondo l\u2019asse est-ovest. L\u2019edificio, impaginato esternamente in stile romanico-lucchese, si attesta su uno sagrato lastricato in pietra, sul quale si affacciano anche gli edifici della canonica<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:02:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo1-1024x577.jpg","id":7264,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo2-1024x576.jpg","id":7271,"caption":"DCIM100MEDIADJI_0559.JPG"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo3-577x1024.jpg","id":7274,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo4-1024x577.jpg","id":7277,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo5-1024x577.jpg","id":7280,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo6-1024x577.jpg","id":7283,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1269","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1269&action=edit","translations":{"en":{"id":6758,"name":"T6.1 - Chiesa di San Bartolomeo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t6-1-chiesa-di-san-bartolomeo\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6758","description":"\n<p>The first certain information of the existence of the current parish church of San Bartolomeo Apostolo are from documents dating back to the thirteenth century, in particular from a document dated 1249, in which the appointment of the Rector of priest Silvestro, already chaplain of the same, is certified, and 1260, concerning the estimate of the Church of Lucca. However, the construction and consecration of the Church is certainly older, presumably referable to the 11th century.<br>San Bartolomeo per wheel has a single-nave planimetric system with semicircular apse, oriented according to the East-West axis. The building, paginated externally in Romanesque-Roman style, stands on a stone paved churchyard, which the buildings of the rectory also overlook<\/p>\n"},"fr":{"id":6759,"name":"T6.1 - Chiesa di San Bartolomeo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t6-1-chiesa-di-san-bartolomeo-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6759","description":"\n<p>La premi\u00e8re information certaines de l&#8217;existence de l&#8217;\u00c9glise paroissiale actuelle de San Bartolomeo apostolo provient de documents datant du XIIIe si\u00e8cle, en particulier d&#8217;un document dat\u00e9 de 1249, dans lequel la nomination du recteur du pr\u00eatre Silvestro, d\u00e9j\u00e0 aum\u00f4nier de la m\u00eame chose , est certifi\u00e9 et 1260, concernant l&#8217;estimation de l&#8217;\u00c9glise de Lucca. 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Le b\u00e2timent, pagin\u00e9 externe \u00e0 style romain-romain, se dresse sur un cimeti\u00e8re pav\u00e9 en pierre, que les b\u00e2timents du presbyt\u00e8re n\u00e9gligent \u00e9galement<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t6-1-chiesa-di-san-bartolomeo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Chiesa di San Bartolomeo Apostolo \/ San Bartolomeo","rilevanza_storica":"Le prime notizie certe dell\u2019esistenza dell\u2019attuale chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo si hanno da documenti risalenti al XIII secolo, in particolare da un documento datato 1249, nel quale si attesta la nomina a rettore di prete Silvestro, gi\u00e0 cappellano della stessa, e del 1260, riguardante l\u2019Estimo della Chiesa di Lucca. Tuttavia, la costruzione e consacrazione della chiesa \u00e8 certamente pi\u00f9 antica, riferibile presumibilmente all\u2019XI secolo. Gi\u00e0 a partire dall\u2019anno mille, nel territorio della frazione di Ruota sorgono alcune comunit\u00e0 eremitiche, come ad esempio quella di Sant\u2019Andrea in Silva, dipendente dall\u2019Abbazia di S.Salvatore a Sesto.\r\nUn\u2019epigrafe presente in facciata attesta che l\u2019edificio viene ampliato verso ovest nel 1309, mentre da un\u2019altra iscrizione incisa su pietra sul fronte nord del campanile \u00e8 possibile leggere che esso viene costruito intorno al 1333. Successivamente, in ragione della distanza che separava San Bartolomeo dalla Pieve che fino ad allora deteneva il privilegio, nel 1425 viene accordata alla chiesa la possibilit\u00e0 di avere un fonte battesimale autonomo.\r\nNel 1562-63 la chiesa viene unita al monastero di San Ponziano a Lucca e la cura delle anime dipendenti dal luogo di culto \u00e8 conseguentemente affidata ad un monaco. \u00c8 probabile che in un intorno di questa data sia stato realizzato il soffitto a cassettoni lignei che va a celare le capriate della struttura di copertura.\r\nL\u2019edificio \u00e8 interessato nel corso dei secoli successivi da numerosi interventi decorativi e di restauro, che vanno ad alterare non poco la facies originaria. Al XVII risalgono alcuni rifacimenti interni alla chiesa: durante una visita pastorale del 1660, la chiesa \u00e8 descritta con il battistero sul lato destro dell'ingresso, l\u2019altare maggiore separato dalla retrostante tribuna, quest\u2019ultima attestata nel documento come pitturata.\r\nA questo proposito altri documenti attestano il 1661 quale anno interessato dalla decorazione della tribuna.\r\nSuccessivamente \u00e8 possibile riscontrare in documenti di varia natura il susseguirsi di numerosi interventi: i principali danno traccia di interventi sul portale di ingresso nella facciata principale nel 1798, dell\u2019inserimento nella stessa delle due bifore e della sistemazione del piazzale antistante nel 1893, anno in cui viene eliminato il cimitero fino ad allora presente di fronte alla chiesa.\r\nNel XX secolo la chiesa, la vicina sacrestia e il campanile vengono interessati da interventi che si concentrano principalmente sulla manutenzione e restauro delle strutture e delle coperture \u2013 ad esempio l\u2019inserimento nel 1921 di catene metalliche come consolidamento delle murature del campanile \u2013 culminati negli anni 2017 2018 con il completo consolidamento e restauro della copertura della chiesa.","rilevanza_stile_romanico":"San Bartolomeo a Ruota ha impianto planimetrico a navata unica con abside semicircolare, orientata secondo l\u2019asse est-ovest. L\u2019edificio, impaginato esternamente in stile romanico-lucchese, si attesta su uno sagrato lastricato in pietra, sul quale si affacciano anche gli edifici della canonica e un filare di cipressi, oltre a un monumento dedicato ai caduti delle due guerre mondiali.\r\nCome messo in evidenza anche nella descrizione storica, a partire dal 1309 \u2013 come testimonia l\u2019epigrafe posta in facciata \u2013 l'edificio originario ha subito numerose modifiche, venendo pi\u00f9 volte rimodernato ed ampliato. La facciata, a capanna con paraste terminali, \u00e8 di impianto trecentesco ma gli elementi ornamentali \u2013 tra cui alcune elementi murari squadrati decorati con motivi a intreccio \u2013 sono verosimilmente risalenti all\u2019edificio di impianto di epoca precedente, se non tipicamente paleocristiani Al centro del prospetto \u00e8 collocato un portale inquadrato da due lesene sormontate da capitelli scolpiti in pietra locale. Il portale \u00e8 sormontato da un archivolto semicircolare con conci di pietra. Anche i prospetti laterali dell\u2019edificio presentano segni di rimaneggiamento, tuttavia nel paramento sinistro si conservano ben leggibili due monofore e un finestrone con arco a tutto sesto, mentre il fianco destro, in parte occultato dalla costruzione della canonica, mostra alcune differenze di spessore.\r\nLa zona absidale \u00e8 la sola porzione che conserva caratteri medievali ben definiti: la muratura \u00e8 a filari regolari di bozze squadrate di pietra verrucana \u2013 una pietra locale utilizzata di frequente, come la pietra di Guamo \u2013 con un coronamento ad archetti pensili sostenuti da mensole. Le mensole hanno una struttura trapezoidale e su queste si riconoscono le immagini simboliche degli evangelisti: l'agnello, il leone, la testa umana e si intuisce il bue. Nella curva absidale \u00e8 presente un\u2019apertura nelle forme di una monofora con archivolto a conci trapezoidali. Nel 1980 l\u2019abside viene ristrutturata, andando a rimuovere Architettura il tetto a capanna con pilastri e una struttura portante in legno che la ricopriva. Il manto di copertura dell\u2019abside \u00e8 in lastre di pietra.\r\nSulla sinistra della facciata della chiesa si erge la torre campanaria, risalente all\u2019anno 1333 come testimonia l\u2019epigrafe presente su di essa. Oltre alla funzione religiosa \u00e8 verosimile ritenere legata al campanile anche la funzione di difesa e di avvistamento. Il manufatto architettonico \u00e8 costruito in bozze di pietra squadrata, con monofore nella parte alta di ogni lato e con merli ghibellini al coronamento. All\u2019interno l\u2019edificio \u00e8 intonacato e le capriate lignee del copertura sono celate da un soffitto a cassettoni policromato e dorato. Sopra la porta di ingresso \u00e8 posizionato l\u2019organo ottocentesco. Il muro interno dell'abside \u00e8 ricoperto di stucchi e dipinti ad olio, il presbiterio \u00e8 rialzato da uno scalino ed ha una balaustra. La pavimentazione della navata \u00e8 costituita da mattonelle a forma esagonale in marmo bardiglio e marmo bianco; ai lati della navata le mattonelle esagonali sono invece in cemento bianco e nero.\r\nNel luogo di culto sono conservate importanti opere d\u2019arte, tra cui l'olio su tavola Madonna in trono fra i Santi Bartolomeo, Giovanni Evangelista, Maddalena e Apollonia di Vincenzo di Antonio Frediani, risalente al 1488, conservata all'interno di una edicola lignea con colonne, predella, cimasa e lunetta dorate dipinte e intagliate da Zacchia il Vecchio nella prima met\u00e0 del '500, fatta restaurare e dorare nell\u2019anno 1554. \u00c8 presente anche una scultura lignea che raffigura la Madonna in trono con il Bambino, risalente a met\u00e0 del Trecento. Oltre agli altari lignei con tele di Tiberio Franchi (prima met\u00e0 del '600) e agli affreschi della tribuna di Pier Filippo Mannucci (1861), all\u2019ingresso si pu\u00f2 ammirare la magnifica acquasantiera con stemma Bonvisi di Vincenzo Civitali (1589) e, sempre sulla parete destra nel presbiterio, l\u2019edicola marmorea per gli oli santi di scuola civitalesca. Nell\u2019adiacente sala parrocchiale si trova una statua di San Bartolomeo in terracotta policroma di scuola lucchese, risalente alla fine del \u2019400, purtroppo gravemente danneggiata e mancante dei piedi e di una parte delle gambe","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.572735436971287,43.76470726661033]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1267,"name":"V3.1 &#8211; Chiesa di Santa Maria del Giudice","description":"\n<p>La chiesa di Santa Maria del Giudice risale, relativamente all\u2019impianto dell\u2019attuale edificio, al XII secolo. In precedenza, la primitiva fase costruttiva della chiesa pu\u00f2 essere ritrovata in una cappella gentilizia fatta costruire dalla famiglia lucchese dei Leone Giudice. A distanza di un secolo dalla fondazione, tale luogo di culto viene ingrandito, assumendo la consistenza attuale. La chiesa presenta una configurazione planimetrica suddivisa in tre navate, scandite all\u2019interno da colonne di calcare bianco, con abside semicircolare orientata ad est. Nel complesso, sulla fabbrica della chiesa l\u2019influenza del romanico pisano \u00e8 inequivocabile: il paramento murario dell\u2019edificio \u00e8 costituito da conci di pietra calcarea bianca proveniente dalle vicine cave di San Giuliano e di Santa Maria del Giudice, analogamente al Duomo di Pisa. L\u2019abside risulta quasi completamente inglobata da due volumi accessori costruiti tra il XVIII e il XIX secolo. 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Previously, the primitive construction phase of the church can be found in a noble chapel built by the Lucchese family of the judge. A century from the Foundation, this place of worship is enlarged, assuming the current consistency. The church has a planimetric configuration divided into three naves, marked inside by white limestone columns, with semicircular apse oriented east. Overall, on the factory of the church, the influence of the Pisan Romanesque is unequivocal: the wall paramento of the building consists of white limestone councils from the nearby quarries of San Giuliano and Santa Maria del Giudice, similarly to the Cathedral of Pisa. The apse is almost completely incorporated by two accessory volumes built between the eighteenth and nineteenth centuries. 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In precedenza, la primitiva fase costruttiva della chiesa pu\u00f2 essere ritrovata in una cappella gentilizia fatta costruire dalla famiglia lucchese dei Leone Giudice. A distanza di un secolo dalla fondazione, tale luogo di culto viene ingrandito, anche e soprattutto per soddisfare le esigenze di una popolazione che era intanto cresciuta di numero. Viene quindi costruita l\u2019attuale chiesa, che nel 1360 viene unita all\u2019altra chiesa della frazione, la Pieve di San Giovanni, di fondazione pi\u00f9 antica. Nel 1375 l\u2019edificio viene sottoposto ad alcune modifiche interne, come testimonia l\u2019epigrafe localizzata nella seconda colonna nella navata sinistra, mentre nel XVI secolo la chiesa ottiene il fonte battesimale. A causa di ci\u00f2 la vicina chiesa di San Giovanni inizia la propria fase di declino. Nel XX secolo, precisamente nel 1931, la chiesa viene sottoposta ad alcuni interventi di restauro. Il campanile attuale viene eretto alla fine del XVIII secolo, in modalit\u00e0 e forma peculiari: esso si erge al di sopra dell\u2019abside semicircolare della chiesa, rastremandosi verso l\u2019alto con pianta ottagonale. La banderuola metallica posta sulla sommit\u00e0 della torre campanaria riporta la data del 1891, anno in cui probabilmente la torre campanaria \u00e8 stato eretta.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa presenta una configurazione planimetrica suddivisa in tre navate, scandite all\u2019interno da colonne di calcare bianco, con abside semicircolare orientata ad est. Nel complesso, sulla fabbrica della chiesa l\u2019influenza del romanico pisano \u00e8 inequivocabile: il paramento murario dell\u2019edificio \u00e8 costituito da conci di pietra calcarea bianca proveniente dalle vicine cave di San Giuliano e di Santa Maria del Giudice, analogamente al Duomo di Pisa, tuttavia, l\u2019esclusione di qualsiasi cenno di bicromia lapidea mette in comunicazione il linguaggio architettonico formale tipico del romanico pisano con l\u2019architettura del territorio lucchese. La facciata, a salienti, \u00e8 suddivisa orizzontalmente in tre ordini: dal basso, i primi due ordini sono caratterizzati da una partizione ad arcate cieche sorrette da paraste, mentre nella parte alta della facciata \u00e8 presente un timpano sorretto da colonne architravate. Le arcate cieche dei primi due ordini si estendono anche lungo le pareti laterali, trovando anche in questa caratteristica stretto riscontro nella cultura architettonica del romanico pisano e nella sua variante lucchese. Il primo ordine della facciata presenta cinque arcate cieche di forma semicircolare. Sono presenti due portali di accesso. Il portale d\u2019ingresso principale, posizionato al centro, \u00e8 architravato e incorniciato da due paraste laterali. L\u2019architrave presenta un bassorilievo raffigurante iconografia di ispirazione classica raffigurante tralci vegetali. Al di sopra dell\u2019architrave, inquadrata all\u2019interno dell\u2019archivolto, \u00e8 racchiusa una lunetta raffigurante la madonna, di recente realizzazione. Il portale secondario, posto alla sinistra di quello centrale, presenta lo stessa configurazione \u2013 portale architravato sormontato da archivolto semicircolare \u2013 ma dimensioni minori e forme pi\u00f9 semplici. Il secondo ordine della facciata presenta tre arcate cieche di forma semicircolare, mentre al centro della porzione sommitale, a timpano, \u00e8 aperto un oculo con decorazione ad anelli concentrici ed elementi geometrici triangolari. I prospetti laterali, come precedentemente messo in evidenza, presentano in corrispondenza del primo ordine della facciata la stessa conformazione ad arcate cieche. All\u2019interno di alcune delle arcate sono state aperte nel tempo alcune finestre. L\u2019abside risulta quasi completamente inglobata da due volumi accessori costruiti tra il XVIII e il XIX secolo. Al di sopra di esso trova imposta la torre campanaria, di forma ottagonale. L\u2019interno della chiesa \u00e8 suddiviso in tre navate da colonne su cui si impostano archi a tutto sesto. Il soffitto \u00e8 a capriate lignee e in controfacciata \u00e8 posto un organo. Il catino absidale presenta una decorazione pittorica raffigurante l'incoronazione della Madonna, realizzata in epoca recente. Due confessionali sono realizzati nello spessore della muratura, inquadrati in una cornice architettonica di ispirazione classica. La pavimentazione della navata centrale \u00e8 in lastre di marmo, quello delle navate laterali \u00e8 in cotto. Il presbiterio, sollevato da tre gradini, \u00e8 pavimentato con mattonelle in marmo bianco e nere.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.456374732685818,43.78053920586445]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1265,"name":"T4.1 &#8211; Chiesa di San Salvatore","description":"\n<p>La chiesa di San Salvatore si trova menzionata per la prima volta in un Codice della Biblioteca Capitolare di Lucca risalente al secolo VIII, nel quale sono riportati alcuni edifici sparsi nella diocesi di Lucca, tra cui proprio \u201cSan Salvatore a Vaccoli\u201d. La piccola chiesa si trova all\u2019interno del centro abitato di San Lorenzo a Vaccoli.<br>Non si hanno molte notizie sulla storia dell\u2019edificio. In anni recenti la chiesa \u00e8 stata restaurata ad opera dei parrocchiani, che hanno riportato l\u2019edificio al suo aspetto originario, tipico del romanico minore. La pianta \u00e8 ad aula unica, con abside poco aggettante, disposta secondo l\u2019asse est-ovest. La tessitura muraria \u00e8 in parte in muratura mista in laterizio e pietra, in parte \u2013 in particolare all\u2019esterno dell\u2019abside \u2013 in bozze squadrate di pietra calcarea, proveniente dalle vicine cave di Santa Maria del Giudice.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:30:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore1-1024x577.jpg","id":7382,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore2-1024x577.jpg","id":7385,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore3-1024x577.jpg","id":7388,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore4-1024x577.jpg","id":7391,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore5-1024x577.jpg","id":7394,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore6-1024x577.jpg","id":7397,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Salvatore1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1265","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1265&action=edit","translations":{"en":{"id":6732,"name":"T4.1 - Chiesa di San Salvatore","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t4-1-chiesa-di-san-salvatore\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6732","description":"\n<p>The church of San Salvatore is mentioned for the first time in a code of the Chapter Library of Lucca dating back to the VIII century, in which some buildings scattered in the diocese of Lucca are reported, including &#8220;San Salvatore in Vaccoli&#8221;. The small church is located inside the inhabited center of San Lorenzo in Vaccoli. &lt;br> there is not much news about the history of the building. In recent years the church has been restored by the parishioners, who reported the building to its original appearance, typical of the minor Romanesque. The plant is unique classroom, with little projecting apse, arranged according to the East-West axis. The wall texture is partly in mixed brick and stone masonry, in part &#8211; in particular outside the apse &#8211; in square drafts of limestone, coming from the nearby quarries of Santa Maria del Giudice.<\/p>\n"},"fr":{"id":6733,"name":"T4.1 - Chiesa di San Salvatore","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t4-1-chiesa-di-san-salvatore-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6733","description":"\n<p>L&#8217;\u00c9glise de San Salvatore est mentionn\u00e9e pour la premi\u00e8re fois dans un code de la biblioth\u00e8que de chapitre de Lucca datant du VIII Century, dans laquelle sont signal\u00e9s certains b\u00e2timents dispers\u00e9s dans le dioc\u00e8se de Lucca, dont &#8220;San Salvatore \u00e0 Vaccoli&#8221;. La petite \u00e9glise est situ\u00e9e \u00e0 l&#8217;int\u00e9rieur du centre habit\u00e9 de San Lorenzo \u00e0 Vaccoli. &lt;br> Il n&#8217;y a pas beaucoup de nouvelles sur l&#8217;histoire du b\u00e2timent. 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Vaccoli, inoltre, figura tra i possedimenti della nobilt\u00e0 longobarda insediatasi in zona lucchese e si ritiene che il paese abbia origine longobarda.\r\nAttualmente la chiesa principale della localit\u00e0, oggi chiesa parrocchiale, d\u00e0 il nome alla frazione \u2013 San Lorenzo a Vaccoli -, essendo dedicata a San Lorenzo. La chiesa di San Salvatore si trova menzionata per la prima volta in un Codice della Biblioteca Capitolare di Lucca risalente al secolo VIII, nel quale sono riportati alcuni edifici sparsi nella diocesi di Lucca, tra cui \u201cSan Salvatore a Vaccoli\u201d.\r\nDa un antico documento del 1093 risulta che la chiesa era di propriet\u00e0 del monastero di San Ponziano di Lucca, il quale anticamente godeva di protezione imperiale. Non si hanno ulteriori notizie sulla storia dell\u2019edificio. In periodo recente, nel 2007, la chiesa \u00e8 stata restaurata ad opera dei parrocchiani, riportandola al suo aspetto originario tipico del romanico minore.","rilevanza_stile_romanico":"La piccola chiesa si trova all\u2019interno del centro abitato di San Lorenzo a Vaccoli. La pianta \u00e8 ad aula unica, con abside poco aggettante, disposta secondo l\u2019asse est-ovest. La tessitura muraria \u00e8 in parte in muratura mista in laterizio e pietra, in parte \u2013 in particolare all\u2019esterno dell\u2019abside \u2013 in bozze squadrate di pietra calcarea, proveniente dalle vicine cave di Santa Maria del Giudice.\r\nLa facciata, in muratura mista e con impianto a capanna, \u00e8 sormontata sulla destra da un campanile a vela. Leggermente fuori asse rispetto al centro della facciata si trova l\u2019ingresso, rifinito con mattoni in laterizio e sormontato da una lunetta vetrata con l\u2019immagine del Cristo rappresentato secondo l\u2019iconografia tradizionale. Nella parte superiore della facciata si apre un oculo. \r\nAll\u2019interno l\u2019aula ha un soffitto con capriate lignee, travi, travicelli e mezzane. Il pavimento \u00e8 in cotto. Il presbiterio \u00e8 sollevato da terra da due scalini, con al centro l\u2019altare in marmo. Nel paramento murario dell\u2019abside sono aperte tre monofore, mentre il catino absidale risulta decorato con pittura dorata e con mattoni in laterizio nella parte sottostante.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.48295627288482,43.79976137215683]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1264,"name":"T7.1 &#8211; Chiesa di San Michele Arcangelo","description":"\n<p>La chiesa di San Michele Arcangelo a Meati viene citata per la prima volta in un documento della met\u00e0 dell\u2019XI secolo, precisamente nel 1055. La chiesa, come anche il paese di Meati, ha origine longobarda, come testimonia anche la dedicazione dell\u2019edificio all\u2019Arcangelo Michele, figura religiosa affine alla cultura e alla sensibilit\u00e0 guerriera di tale popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa ha impianto planimetrico a croce latina. La pianta \u00e8 conclusa da un\u2019abside preceduta da una campata rettangolare, uno spazio di crociera quadrato sormontato da una cupola e l\u2019aula, suddivisa in tre campate. La facciata della chiesa \u00e8 la porzione dell\u2019edificio in cui sono maggiormente visibili i tratti romanici originari, nonostante i numerosi interventi successivi.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:41:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/san-michele-arcangelo-1-1024x577.jpg","id":7143,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/san-michele-arcangelo-2-1024x577.jpg","id":7146,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/san-michele-arcangelo-3-1024x577.jpg","id":7149,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/san-michele-arcangelo-4-1024x577.jpg","id":7152,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/san-michele-arcangelo-5-1024x577.jpg","id":7155,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/san-michele-arcangelo-1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1264","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1264&action=edit","translations":{"en":{"id":6727,"name":"T7.1 - Chiesa di San Michele Arcangelo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t7-1-chiesa-di-san-michele-arcangelo-2\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6727","description":"\n<p>The church of San Michele Arcangelo in Meati is mentioned for the first time in a document from the mid-11th century, precisely in 1055. The church, as well as the town of Meati, has Lombard origins, as evidenced by the dedication of the building to the Archangel Michael, a religious figure similar to the culture and warrior sensitivity of this population.<br>The church has a Latin cross plan. The plan ends with an apse preceded by a rectangular span, a square cross space surmounted by a dome and the hall, divided into three spans. The facade of the church is the portion of the building where the original Romanesque features are most visible, despite the numerous subsequent interventions.<\/p>\n"},"fr":{"id":6726,"name":"T7.1 - Chiesa di San Michele Arcangelo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t7-1-chiesa-di-san-michele-arcangelo\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6726","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de San Michele Arcangelo \u00e0 Meati est mentionn\u00e9e pour la premi\u00e8re fois dans un document du milieu du XIe si\u00e8cle, pr\u00e9cis\u00e9ment en 1055. L&#8217;\u00e9glise, ainsi que la ville de Meati, ont des origines lombardes, comme en t\u00e9moigne la d\u00e9dicace du b\u00e2timent \u00e0 l&#8217;Archange Michel, figure religieuse proche de la culture et de la sensibilit\u00e9 guerri\u00e8re de cette population.<br>L&#8217;\u00e9glise a un plan en croix latine. Le plan se termine par une abside pr\u00e9c\u00e9d\u00e9e d&#8217;une trav\u00e9e rectangulaire, un espace transversal carr\u00e9 surmont\u00e9 d&#8217;un d\u00f4me et le vestibule, divis\u00e9 en trois trav\u00e9es. La fa\u00e7ade de l&#8217;\u00e9glise est la partie de l&#8217;\u00e9difice o\u00f9 les \u00e9l\u00e9ments romans d&#8217;origine sont les plus visibles, malgr\u00e9 les nombreuses interventions ult\u00e9rieures.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t7-1-chiesa-di-san-michele-arcangelo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"San Michele al Castello","rilevanza_storica":"Dall\u2019Alto Medioevo fino alla definitiva conquista fiorentina, Buti \u00e8 stato crocevia di percorsi che da Pisa si immettono sulla Via Francigena o si dirigono verso Lucca e i passi appenninici. Allora la via che passa da Buti, definita \u201cVia dei Monti\u201d, viene in genere preferita perch\u00e9, dopo la caduta dell\u2019Impero romano e venute meno le opere di regimazione idraulica, le strade alternative che si sviluppano in pianura sono decisamente pi\u00f9 malagevoli a causa dell\u2019area paludosa del lago di Sesto, nei dintorni di Bientina. Sul valico della vecchia \u201cVia di Monte\u201d che ancora oggi unisce Buti e Vicopisano, al centro dell\u2019antico borgo fortificato di Castel di Nocco, sorge la Chiesa di San Michele Arcangelo.\r\nLa Chiesa, attestata con sicurezza dall\u2019ultimo quarto del 1200 \u2013 viene documentata per la prima volta nel 1276-1277 negli elenchi della Diocesi di Pisa \u2013, venne edificata con ogni probabilit\u00e0 in et\u00e0 longobarda. La cultura longobarda, inizialmente aliena al pantheon divino di matrice cristiana, trova nell\u2019Arcangelo Michele una figura immediatamente affine alla tradizione guerriera che ne costituisce uno dei tratti fondanti. Di conseguenza, risultano moltissime le chiese dedicate al santo guerriero edificate da popolazioni longobarde.\r\nLa Chiesa, assieme al toponimo Castel di Nocco, compare all\u2019interno dell\u2019ottocentesco Dizionario di Emanuele Repetti: in tale opera l\u2019edificio \u00e8 denominato \u201cSan Michele al Castello\u201d e dichiarato appartenente al piviere di San Giovanni Battista a Buti. La comunit\u00e0 e la giurisdizione, invece, all\u2019epoca risultano attribuiti al vicino centro di \u201cVico Pisano\u201d, cos\u00ec come l\u2019intero centro abitato di Buti. Il \u201cCastello\u201d cui la denominazione ottocentesca fa riferimento \u00e8 testimoniato da robusti terrapieni presenti nelle vicinanze.\r\nDurante il XX secolo, la chiesa viene danneggiata in occasione del passaggio del fronte bellico nella zona dei Monti Pisani, dopo l'8 settembre 1943 e, successivamente, nel 1955, quando l\u2019edificio subisce un incendio che ne distrugge la copertura. Dopo decenni in cui versa in disuso, nel 1993 la muratura perimetrale dell\u2019edificio viene risanata ma non viene ricostruita la copertura, tuttora assente. La chiesa viene ufficialmente riaperta al culto il 30 maggio 1995, dopo cui le funzioni liturgiche vengono celebrate, seppur saltuariamente, in occasione della stagione favorevole. Vari studiosi hanno analizzato la storia di San Michele Arcangelo a Castel di Nocco, tra cui la Prof.ssa Ceccarelli Lemut e Gabriele Parenti.","rilevanza_stile_romanico":"La caratteristica dell\u2019edificio religioso che risulta oggi maggiormente evidente \u00e8 l\u2019assenza della copertura: della chiesa, infatti, restano i muri perimetrali in pietra e bozze verrucane, all'interno dei quali \u00e8 presente la zona presbiterale, rivolta a est. La conformazione architettonica della chiesa rimanda comunque alle forme del romanico. La facciata \u00e8 a capanna, sormontata da un campanile a vela aggiunto in epoca recente ed \u00e8 aperta da un portale con architrave di forme altomedievali. Sulla sommit\u00e0 della facciata \u00e8 presente un'iscrizione sulla base della quale alcuni studiosi ipotizzano che la chiesa possa essere stata edificata sui resti di un antico tempio dedicato a Cerere, l\u2019antica divinit\u00e0 Romana dell\u2019agricoltura.\r\nIl prospetto sinistro, antistante la strada, presenta un portale semplice architravato mentre nella parte superiore sono visibili tre finestre rettangolari risalenti al XVII secolo. Sul fronte destro, invece, si aprono due monofore rettangolari e una terza a forma di croce. Il prospetto posteriore della chiesa \u00e8 parzialmente nascosto da una abitazione pressoch\u00e9 in aderenza.\r\nL'interno si presenta ad aula unica rettangolare con pavimento a pianelle in cotto rettangolari. Sul lato destro della porta centrale d'ingresso si trova una pila in pietra. Lo spazio presbiterale presenta ci\u00f2 che rimane dell'altare principale e di due altari laterali: quello di destra dedicato a san Rocco, l'altro dedicato a san Giuseppe. L'attuale altare a mensa \u00e8 in marmo bianco e proviene dalla chiesa di Santa Teresa di Ges\u00f9 Bambino in Vaiana di Forte dei Marmi.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.59370939328799,43.723168053754186]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1263,"name":"V8.1 &#8211; Chiesa di San Bartolomeo Apostolo &#8211; X","description":"\n<p>La chiesa di Tre Colli \u00e8 intitolata a San Bartolomeo almeno dal XIII secolo, ma l\u2019impianto originario risale presumibilmente all\u2019XI secolo. L\u2019edificio sorge sulle fondamenta del Castello del nobile longobardo Aricuaso di Tre Colli, e per lungo tempo della sua storia risulta dipendente dalla Pieve di Calci. Anche il campanile testimonianza l\u2019originaria consistenza difensiva, in quanto corrisponde all\u2019antica torre del borgo medievale abbattuta dai Pisani nel 1288, e conserva attualmente una campana del 1392.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa ha pianta rettangolare e le forme romaniche minori tipiche delle piccole chiese rurali. Il paramento murario \u00e8 realizzato in pietra a vista di varie pezzature su tutti i prospetti, mentre la facciata \u00e8 caratterizzata da una facciata a capanna con portale lunettato, bifora e apertura cruciforme al vertice.<\/p>\n\n\n\n<p>Presso la Chiesa di Tre Colli si venera la Madonna delle Grazie, patrona della Valle di Calci e del Piano di Pisa, da cui la denominazione alternativa \u201cSantuario della Madonna delle Grazie\u201d.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:48:24","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo-Apostolo1-1024x577.jpg","id":7211,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo-Apostolo2-1024x577.jpg","id":7214,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo-Apostolo3-577x1024.jpg","id":7217,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Bartolomeo-Apostolo1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1263","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1263&action=edit","translations":{"en":{"id":6719,"name":"V8.1 - Chiesa di San Bartolomeo Apostolo - X","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v8-1-chiesa-di-san-bartolomeo-apostolo-x\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6719","description":"\n<p>The church of Tre Colli has been named in San Bartolomeo at least since the thirteenth century, but the original plant presumably dates back to the 11th century. The building stands on the foundations of the Lombard Nblebardo Castle Aricuaso of three hills, and for a long time in its history it is dependent on the parish church. The bell tower also testifies to the original defensive consistency, as it corresponds to the ancient Torre del Borgo Medievale shot down by the Pisans in 1288, and currently retains a bell of 1392.<br>The church has rectangular plant and the minor Romanesque forms typical of small rural churches. The wall paramento is made of visible stone of various pewing on all prospects, while the facade is characterized by a hut facade with a lunetted portal, mullioned window and cruciform opening at the top.<br>At the church of Tre Colli the Madonna delle Grazie, patron of the Calci Valley and Plan of Pisa, from which the alternative name &#8220;Sanctuary of the Madonna delle Grazie&#8221; is venerated.<\/p>\n"},"fr":{"id":6720,"name":"V8.1 - Chiesa di San Bartolomeo Apostolo - X","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v8-1-chiesa-di-san-bartolomeo-apostolo-x-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6720","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de Tre Colli a \u00e9t\u00e9 nomm\u00e9e \u00e0 San Bartolomeo au moins depuis le XIIIe si\u00e8cle, mais la plante d&#8217;origine remonte probablement au XIe si\u00e8cle. Le b\u00e2timent se situe sur les fondations du ch\u00e2teau Lombard Nblebardo Aricuaso de Three Hills, et pendant longtemps dans son histoire, il d\u00e9pend de l&#8217;\u00e9glise paroissiale. Le clocher t\u00e9moigne \u00e9galement de la consistance d\u00e9fensive d&#8217;origine, car elle correspond \u00e0 l&#8217;ancienne Torre del Borgo Medievale abattu par les Pisans en 1288, et conserve actuellement une cloche de 1392.<br>L&#8217;\u00e9glise a une plante rectangulaire et les formes romanes mineures typiques des petites \u00e9glises rurales. Le mur paramento est fait de pierre visible de divers paris sur toutes les perspectives, tandis que la fa\u00e7ade est caract\u00e9ris\u00e9e par une fa\u00e7ade de la cabane avec un portail lancier, une fen\u00eatre \u00e0 mousse et une ouverture cruciforme en haut.<br>\u00c0 l&#8217;\u00e9glise de Tre Colli, la Madonna Delle Grazie, patron de la vall\u00e9e de Calci et plan de Pise, dont le nom alternatif &#8220;Sanctuaire de la Madonna Delle Grazie&#8221; est v\u00e9n\u00e9r\u00e9.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/v8-1-chiesa-di-san-bartolomeo-apostolo-x\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"San Bartolomeo di Tracolle, Santuario della Madonna delle Grazie","rilevanza_storica":"La prima attestazione dell\u2019antico borgo di Tre Colli \u00e8 presente in carte risalenti al 780, in epoca longobarda. Il nome di \u201cTre Colli\u201d, o \u201cTra\u2019 Colli\u201d, \u00e8 ritenuto da alcuni la contrazione del latino medievale \u201cIntra Colles\u201d, espressione che rispecchia la posizione della localit\u00e0 immersa nelle colline della valle calcesana. In epoca longobarda la localit\u00e0 detta Tra\u2019 Colli ospita il castello del ricco proprietario Aricauso, padre dei tre fondatori di quella che fu la Chiesa di San Savino nei pressi di Caprona, oggi distrutta e ricostruita, in differenti forme e in diverso luogo, nel complesso architettonico religioso dedicato a San Savino situato a Montione, nel comune di Cascina, in prossimit\u00e0 della sponda meridionale del fiume Arno.\r\nLa chiesa di Tre Colli \u00e8 intitolata a San Bartolomeo almeno dal XIII secolo, ma l\u2019impianto originario risale presumibilmente all\u2019XI secolo. L\u2019edificio sorge sulle fondamenta del Castello di Tre Colli, e per lungo tempo della sua storia risulta dipendente dalla Pieve di Santa Maria e San Giovanni di Calci,  l\u2019attuale Pieve. Il campanile corrisponde all\u2019antica torre del borgo medievale abbattuta dai Pisani nel 1288, e conserva una campana del 1392.\r\nDal 1523 fino alla met\u00e0 del XVIII secolo, la chiesa di San Bartolomeo viene unita alla parrocchia di San Salvatore al Colle di Calci. Nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo, invece, la chiesa di Tre Colli viene eretta a parrocchia autonoma dall\u2019Arcivescovo di Pisa Francesco Guidi. Presso la Chiesa di Tre Colli si venera la Madonna delle Grazie, patrona della Valle di Calci e del Piano di Pisa, da cui la denominazione alternativa \u201cSantuario della Madonna delle Grazie\u201d. Il culto viene ricordato per la prima volta nella visita pastorale condotta tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo dall\u2019Arcivescovo di Pisa Angelo Franceschi. Dal 1916 la chiesa viene poi elevata dall\u2019Arcivescovo di Pisa Pietro Maffi a Santuario Mariano.\r\nNel corso del XIX secolo l\u2019edificio viene sottoposto a numerosi interventi di restauro, interventi che si protraggono fino all\u2019inizio del 2000, quando viene realizzato il restauro delle pitture murali conservate all\u2019interno della chiesa.","rilevanza_stile_romanico":"Dalla strada si raggiunge la chiesa mediante una scalinata in pietra che porta al sagrato e al resede mantenuto a prato, spazio che ha costituito per secoli il cimitero della comunit\u00e0 e che costeggia il fianco destro dell\u2019edificio. La chiesa ha pianta rettangolare e le forme romaniche minori tipiche delle piccole chiese rurali. Il paramento murario \u00e8 realizzato in pietra a vista di varie pezzature su tutti i prospetti, mentre la facciata \u00e8 caratterizzata da una facciata a capanna con portale lunettato, bifora e apertura cruciforme al vertice.\r\nI fianchi laterali, di cui quello sinistro parzialmente addossato alla casa canonica, ospitano una serie di monofore, mentre quello tergale accoglie al centro un oculo. Il campanile in pietra, dotato di pianta quadrangolare, svetta all'incrocio tra l\u2019edificio di culto e la canonica ed \u00e8 costruito sulle fondamenta della torre dell\u2019antico castello di Aricauso.\r\nInternamente, l\u2019aula unica si conclude con una scarsella absidale introdotta da un arco trionfale dipinto. Sulle pareti laterali dell\u2019abside due porte conducono ai locali adibiti a sacrestia e a deposito. All'interno dell\u2019aula, \u00e8 infine da segnalare, sono conservati un prezioso crocifisso ligneo del XIV secolo e sculture lignee risalenti al XVI secolo.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.532042659904635,43.74492204291147]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1261,"name":"V2.1 &#8211; Chiesa di San Leonardo in Treponzio","description":"\n<p>La chiesa di San Leonardo \u00e8 attestata dal 1115, ricostruita in forme maggiori nei pressi di una chiesprecedente, risalente all\u2019anno 782. L\u2019edificio mantiene tuttora intatti i caratteri costruttivi e decorativi del XII secolo tipici dello stile romanico lucchese, con aula unica e abside semicircolare.<\/p>\n\n\n\n<p>San Leonardo in Treponzio \u00e8 anticamente chiesa di un antico ospedale posto sulla Via Lucchese, in prossimit\u00e0 dell\u2019innesto di quest\u2019ultima sulla via Francigena, tra Altopascio e Fucecchio. Dopo un primo periodo florido, nel quale vengono registrate numerose donazioni e lasciti, il XIV secolo vede un progressivo declino dell\u2019istituzione a causa di carestie, epidemie di peste, guerre e saccheggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come conseguenza, nel 1426 la chiesa e il contiguo ospedale vengono uniti al Monastero dei Canonici Lateranensi di Fregionaia. Tra il 1679 e il 1804 la chiesa viene unita alla parrocchia di San Ginese. Nel 1804 la chiesa viene riaperta al culto, dopo un periodo \u2013 localizzato intorno alla prima met\u00e0 del Settecento \u2013 in cui essa viene utilizzata come magazzino del grano. Il 18 settembre del 1921 viene consacrata la nuova Chiesa di San Leonardo, attuale parrocchiale, costruita nelle vicinanze di quella romanica. Durante gli scavi collegati a lavori di restauro della met\u00e0 del XX secolo vengono portate alla luce le fondamenta di un\u2019abside orientata come l\u2019attuale verso est, ma ad una distanza di circa 10 metri dal portale.<\/p>\n\n\n\n<p>San Leonardo in Treponzio \u00e8 orientata secondo la tradizione da est a ovest e ha struttura planimetrica ad aula unica con abside semicircolare. La muratura \u00e8 edificata in blocchi squadrati di pietra di Guamo posti in filari bassi e alti alternati. Tale motivo decorativo ricorda la particolare tipologia edilizia che fa capo alla basilica di S. Alessandro di Lucca, da molti considerata come uno dei prototipi dell\u2019architettura sacra lucchese.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:07:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Leonardo-in-Treponzio1-1024x577.jpg","id":7304,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Leonardo-in-Treponzio2-1024x577.jpg","id":7291,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Leonardo-in-Treponzio3-1024x577.jpg","id":7294,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Leonardo-in-Treponzio4-1024x577.jpg","id":7297,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Leonardo-in-Treponzio5-1024x577.jpg","id":7300,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Leonardo-in-Treponzio1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1261","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1261&action=edit","translations":{"en":{"id":6701,"name":"V2.1 - Chiesa di San Leonardo in Treponzio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v2-1-chiesa-di-san-leonardo-in-treponzio\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6701","description":"\n<p>The church of San Leonardo has been attested by 1115, reconstructed in major forms near a church, dating back to the year 782. The building still maintains intact the constructive and decorative characteristics of the XII century typical of the Romanesque style from Lucca, with a single classroom e Semicircular apse.<br>San Leonardo in Treponzio is formerly church of an ancient hospital located on the Via Lucchese, near the latter&#8217;s insect on the Via Francigena, between Altopascio and Fucecchio. After a first flourishing period, in which numerous donations and bequests are recorded, the 14th century sees a progressive decline of the institution due to famine, plague epidemics, wars and looting.<br>As a consequence, in 1426 the church and the adjoining hospital were combined with the Monastery of the Lateran Canonici di Fregionaia. Between 1679 and 1804 the church is joined to the parish of San Ginese. In 1804 the church was reopened to worship, after a period &#8211; located around the first half of the eighteenth century &#8211; in which it is used as a grain warehouse. On September 18, 1921, the new church of San Leonardo, current parish church, built near the Romanesque one was consecrated. During the excavations connected to restoration works of the mid -twentieth century, the foundations of an apse oriented such as the current to east are brought to light, but at a distance of about 10 meters from the portal.<br>San Leonardo in Treponzio is oriented according to the tradition from east to west and has a single classroom planimetric structure with semicircular apse. The masonry is built in square blocks of guamo stone placed in low rows and alternate highs. This decorative reason recalls the particular building typology that belongs to the Basilica of S. Alessandro di Lucca, considered by many to be one of the prototypes of Sacred Lucca architecture.<\/p>\n"},"fr":{"id":6704,"name":"V2.1 - Chiesa di San Leonardo in Treponzio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v2-1-chiesa-di-san-leonardo-in-treponzio\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6704","description":"\n<p>L&#8217;\u00c9glise de San Leonardo a \u00e9t\u00e9 attest\u00e9e par 1115, reconstruite sous des formes majeures pr\u00e8s d&#8217;une \u00e9glise, datant de l&#8217;an 782. Le b\u00e2timent maintient toujours intact les caract\u00e9ristiques constructives et d\u00e9coratives du XII Century typique du style roman de Lucca, avec un Arsive semi-circulaire unique.<br>San Leonardo \u00e0 Treponzio est autrefois l&#8217;\u00e9glise d&#8217;un ancien h\u00f4pital situ\u00e9 sur la Via Lucchese, pr\u00e8s de l&#8217;insecte de ce dernier sur la Via Frangena, entre Altopascio et Fucecchio. Apr\u00e8s une premi\u00e8re p\u00e9riode florissante, dans laquelle de nombreux dons et legs sont enregistr\u00e9s, le 14\u00e8me si\u00e8cle voit un d\u00e9clin progressif de l&#8217;institution due \u00e0 la famine, aux \u00e9pid\u00e9mies de peste, aux guerres et au pillage.<br>En cons\u00e9quence, en 1426, l&#8217;\u00e9glise et l&#8217;h\u00f4pital adjacent ont \u00e9t\u00e9 combin\u00e9s avec le monast\u00e8re du Latiandi Di Fregionaia du Latianci Di Fregionaia. Entre 1679 et 1804, l&#8217;\u00e9glise est rejointe \u00e0 la paroisse de San Ginese. En 1804, l&#8217;\u00e9glise a \u00e9t\u00e9 rouverte pour adorer, apr\u00e8s une p\u00e9riode &#8211; situ\u00e9e autour de la premi\u00e8re moiti\u00e9 du XVIIIe si\u00e8cle &#8211; dans laquelle il est utilis\u00e9 comme entrep\u00f4t de c\u00e9r\u00e9ales. Le 18 septembre 1921, la nouvelle \u00e9glise de San Leonardo, \u00e0 l&#8217;\u00e9glise paroissiale actuelle, construite pr\u00e8s du roman a \u00e9t\u00e9 consacr\u00e9e. Pendant les fouilles li\u00e9es aux \u0153uvres de restauration du milieu du si\u00e8cle, les fondations d&#8217;une \u00e9pis orient\u00e9es comme le courant vers l&#8217;est sont mises en lumi\u00e8re, mais \u00e0 une distance d&#8217;environ 10 m\u00e8tres du portail.<br>San Leonardo \u00e0 Treponzio est orient\u00e9 selon la tradition de l&#8217;est en ouest et a une seule structure planim\u00e9trique en classe avec l&#8217;abside semi-circulaire. La ma\u00e7onnerie est construite en blocs carr\u00e9s de pierre de guamo plac\u00e9s en rang\u00e9es basses et en alternatives. Cette raison d\u00e9corative rappelle la typologie du b\u00e2timent particuli\u00e8re qui appartient \u00e0 la basilique de S. Alessandro di Lucca, consid\u00e9r\u00e9e par beaucoup comme l&#8217;un des prototypes de l&#8217;architecture sacr\u00e9e de Lucca.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/v2-1-chiesa-di-san-leonardo-in-treponzio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Pieve di San Leonardo, San Leonardo in Treponzio","rilevanza_storica":"San Leonardo in Treponzio \u00e8 anticamente chiesa di un antico ospedale posto sulla Via Lucchese, in prossimit\u00e0 dell\u2019innesto di quest\u2019ultima sulla via Francigena, tra Altopascio e Fucecchio. In un ospedale i poveri e i pellegrini di passaggio nei secoli XI, XII e XIII potevano trovare ospitalit\u00e0 e ristoro, quindi, come in questo caso, essi si trovavano in prossimit\u00e0 delle strade che portavano, da tutta Europa, verso le grandi mete di pellegrinaggio. Dalla zona dei Monti Pisani in prossimit\u00e0 di San Leonardo, oltre che dirigersi verso nord, i viaggiatori potevano inoltre procedere verso Roma e il Galgano oppure inserirsi nella Romea Strata longobarda verso Pistoia.\r\nRiguardo il toponimo correlato alla chiesa, \u201cthripuntio - probabilmente di origine latina - esso compare in un documento del 757 ed \u00e8 stato interpretato come \u201cil posto dei tre ponti\u201d, oppure pi\u00f9 genericamente \u201ctra i ponti\u201d. Nello stesso documento si trova menzionata una via publica, di una certa importanza. Sul sito di San Leonardo convergevano la via pedecollinare proveniente da Pontetetto e quella di pianura della Pieve San Paolo-Carraia. Il luogo costituiva quindi un passaggio obbligato per quanti provenissero dal Valdarno o vi si recassero, costeggiando la riva destra del lago di Sesto\u201d.\r\nLa chiesa di San Leonardo \u00e8 attestata dal 1115, ricostruita in forme maggiori nei pressi di una chiesa precedente, risalente all\u2019anno 782. L\u2019edificio mantiene tuttora intatti i caratteri costruttivi e decorativi del XII secolo tipici dello stile romanico lucchese, con aula unica e abside semicircolare. \u201cSi ha notizia di una chiesa e del suo titolo a partire dal 1115: un devoto offre un pezzo di terra, situato in Compito, a Dio, all\u2019ospedale e alla chiesa di San Leonardo, che \u00e8 costruita in quel luogo propriamente dove si dice in Treponzio, affinch\u00e9 le pensioni e i frutti siano per l\u2019uso e il sostentamento dei poveri, dei pellegrini che vanno e che passano\u201d.\r\nNella prima parte della vita dell\u2019edificio religioso, verso San Leonardo vengono registrate numerose donazioni e lasciti nelle vicine localit\u00e0 di Vorno, Compito, Massa Macinaia e Carraia. Tuttavia, il corso del XIV secolo vede un progressivo declino dell\u2019istituzione a causa di carestie, epidemie di peste, guerre e saccheggi. Un documento del 1412 riporta chiaramente la situazione di degrado degli edifici che costituiscono l\u2019ospedale: \u201cchiesa, ospedale, canonica, cimitero, curia, giardino, pozzo ed altri edifici rovinati e che minacciano rovina all\u2019improvviso\u201d, tanto che, nel 1426 la chiesa e il contiguo ospedale vengono uniti al Monastero dei Canonici Lateranensi di Fregionaia.Dal 1636 si hanno attestazioni del fatto che la chiesa avesse dignit\u00e0 di parrocchia indipendente. Tuttavia, tale indipendenza di funzioni cessa tra il 1679 e il 1804, periodo nel quale la chiesa viene unita alla parrocchia di San Ginese. Proprio nel 1804, infatti, la chiesa viene riaperta al culto, dopo un periodo \u2013 localizzato intorno alla prima met\u00e0 del Settecento \u2013 in cui essa viene utilizzata come magazzino del grano.\r\nDurante il XIX secolo, precisamente nel 1849, \u00e8 da riportare la costruzione del campanile. Il secolo successivo vede invece un susseguirsi di interventi di restauro e manutenzione sull\u2019edificio della chiesa e sul campanile. Inoltre il 18 settembre del 1921 viene consacrata la nuova Chiesa di San Leonardo costruita nelle vicinanze di quella romanica, mentre nel 1938, viene collocato un fonte battesimale all'interno della chiesa, successivamente smontato e collocato all\u2019esterno sul sagrato negli anni Cinquanta.\r\nDurante gli scavi collegati a lavori di restauro di met\u00e0 del XX secolo vengono portate alla luce le fondamenta di un\u2019abside orientata come l\u2019attuale verso est, ma ad una distanza di circa 10 metri dal  portale. Una bozza di verrucano sul pavimento attesta l\u2019esistenza di una costruzione pi\u00f9 piccola, aanteriore l\u2019edificio del del XII secolo.","rilevanza_stile_romanico":"San Leonardo in Treponzio \u00e8 orientata secondo la tradizione da est a ovest e ha struttura planimetrica ad aula unica con abside semicircolare. La muratura \u00e8 edificata in blocchi squadrati di pietra di Guamo posti in filari bassi e alti alternati. Tale motivo decorativo ricorda la particolare tipologia edilizia che fa capo alla basilica di S. Alessandro di Lucca, da molti considerata come uno dei prototipi dell\u2019architettura sacra lucchese.\r\nLa facciata \u00e8 costruita con geometria a capanna. \u00c8 caratterizzata dal portale d'ingresso sovrastato da un fregio marmoreo bianco, che termina alle due estremit\u00e0 con due sculture: una testa umana e una ferina. Inoltre, l'utilizzo del marmo bianco, in contrasto con il resto del complesso in blocchi di pietra di Guamo, apporta al particolare l'attenzione di chi guarda la facciata. Il prospetto meridionale \u00e8 adesso caratterizzato da un piccolo spazio verde tenuto a prato \u2013 nel quale \u00e8 collocata la vasca che fungeva in precedenza da fonte battesimale \u2013 mentre anticamente veniva lmbito dall\u2019antico cimitero, come documentato nel 1860 dal disegno di Giuseppe Matraia all\u2019interno della sua \u201cGuida monumentale della citt\u00e0 e diocesi di Lucca fino a tutto il 1860\u201d. Alla destra del prospetto \u00e8 collocato il campanile eretto nel 1849.\r\nIl fronte sud \u00e8 caratterizzato da un portale con capitelli in calcare bianco e sovrastante lunetta scandita dall\u2019alternanza di conci in pietra locale e marmo bianco. Sono presenti inoltre quattro monofore con protomi umane, ossia una scultura pensile rappresentante una testa umana. Nel lato nord le monofore sono scomparse, sostituite da due finestre rettangolari. La tessitura muraria in conci di verrucano \u00e8 interrotta in prossimit\u00e0 dei tamponamenti delle finestre ed \u00e8 in muratura mista di pietra e mattoni. Il portale \u00e8 inquadrato da due lesene e sormontato da un architrave sorretto da mensole. Da questo lato, nell'angolo con la facciata, un tratto di muratura sporgente, testimonia la presenza di una torre campanaria, ad oggi non pi\u00f9 esistente.\r\nL'interno della navata \u00e8 costituita dal paramento murario in conci di verrucano ed \u00e8 illuminato da un lato dalle monofore, dall\u2019altro dalle finestre rettangolari con all'interno il vetro colorato con pittura a fuoco opera del Professor Ugo Signorini e risalenti al 1981. Parimenti, due occhi di bue e una croce con vetro colorato sono collocate sopra l'abside. L\u2019intera aula \u00e8 rivestita da pavimentazione in cotto. Uno scalino in cemento eleva in posizione rialzata la zona presbiteriale, nella quale \u00e8 collocato un altare in pietra sorretto da quattro figure femminili \u2013 opera dello scultore Attilio Bertolani risalente al 1973. La copertura \u00e8 realizzata in capriate lignee che sorreggono arcarecci e mezzane. Internamente, inoltre, merita menzione la presenza di 14 dipinti del XVIII secolo sulla Via Crucis.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.565963788907734,43.80350138757752]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2255,"name":"Basilica di Santa 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L\u2019edificio, a tre navate scandite da arcate su colonne di reimpiego ciascuna differente dall\u2019altra, ha abside a sudest e cripta sotto il presbiterio. Quest\u2019ultima, unicum nel panorama sardo, ha volte a crociera su colonne e capitelli antichi, rilavorati al momento della fabbrica romanica.\r\nAll\u2019interno della cattedrale sono numerosi gli elementi di interesse, a partire dal sistema delle coperture, in legno nella navata centrale, a crociera nelle navate laterali. All\u2019esterno spicca l\u2019originale facciata che non presenta riscontri nel panorama isolano. Nell\u2019abside, all'esterno, sono da notare le semicolonne che suddividono lo spazio, sovrastate da abaco a tavoletta e pulvino a dado.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Nessun documento riporta notizie dell\u2019edificazione della cattedrale di Santa Giusta, la cui datazione si pu\u00f2 tuttavia dedurre da fonti indirette. Nell\u2019atto di consacrazione della fase romanica della chiesa di San Saturnino di Cagliari, del 1119, \u00e8 citato fra gli altri un episcopus Augustinus Sancte Iuste. Dunque a questa data Santa Giusta era gi\u00e0 sede di diocesi. L\u2019analisi formale dell\u2019edificio conferma una datazione proposta tra la fine dell\u2019XI secolo e l\u2019inizio del successivo.\r\nSono di grande interesse, all\u2019interno della basilica di Santa Giusta, le colonne e i capitelli, ognuno diverso dall\u2019altro, prevalentemente di et\u00e0 romano-imperiale. All\u2019esterno non passa inosservato l\u2019architrave marmoreo che sovrasta il portale d\u2019accesso, dove sono raffigurati un leone e una leonessa che adunghiano cervi senza tuttavia sbranarli.\r\nNel corso di una campagna di restauri eseguita da Dionigi Scano agli inizi del XX secolo fu ricostruito integralmente il campanile. Si \u00e8 proceduto anche alla sostituzione di parti della muratura deteriorata dal passare dei secoli.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.6071765422821,39.881519289848]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2296,"name":"Chiesa di Balai lontano","description":"","modified":"2023-03-05T15:39:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-10-1024x681.jpg","id":5886,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-1-1-1024x682.jpg","id":5892,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-2-1024x681.jpg","id":5898,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-3-1024x682.jpg","id":5904,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-4-1024x681.jpg","id":5910,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-5-1024x681.jpg","id":5916,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-6-1024x681.jpg","id":5922,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-7-1024x681.jpg","id":5928,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-8-1024x681.jpg","id":5934,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-9-1024x681.jpg","id":5940,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-3-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2296","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2296&action=edit","translations":{"en":{"id":8038,"name":"Chiesa di Balai lontano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-balai-lontano\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8038","description":""},"fr":{"id":8039,"name":"Chiesa di Balai lontano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-balai-lontano\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8039","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-balai-lontano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Santu Bainzu Iscabizaddu","rilevanza_storica":"La piccola chiesa di Balai Lontano, nota anche con il nome di Santu Bainzu Ischabizzaddu, sorge sul costone di roccia dove si tramanda siano stati decapitati i tre martiri. \r\nL\u2019edificio, che secondo la tradizione fu innalzato nel punto in cui dopo il martirio la terra non avrebbe pi\u00f9 visto crescere alcun filo d\u2019erba, \u00e8 costruito in calcare locale e sembrerebbe essere il rifacimento di uno precedente non facilmente databile. In facciata, ai cui spigoli s\u2019intravvedono due colonne in granito grigio, si apre un ingresso pi\u00f9 volte rimaneggiato, mentre sui lati lunghi due piccolissimi oculi danno luce all\u2019ambiente interno.\r\nQuest\u2019ultimo, voltato a botte, misura 475 cm di lunghezza e 326 cm di larghezza. Nelle primissime ore del mattino del 25 ottobre i fedeli convergono con devozione da varie parti della citt\u00e0 verso la chiesetta per prendere parte alla celebrazione della messa in ricordo del martirio di San Gavino e alla successiva processione, mentre il 25 aprile, nello stesso luogo, il Santo si festeggia in qualit\u00e0 di protettore degli agricoltori.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4311428,40.8295364]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2290,"name":"Basilica di San Gavino di Torres","description":"","modified":"2023-03-05T16:39:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210820_170246-1024x683.jpg","id":5467,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Porto-Torres-San-Gavino-di-Torres-GG-01-1024x683.jpg","id":5470,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Porto-Torres-San-Gavino-di-Torres-GG-02-683x1024.jpg","id":5473,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Porto-Torres-San-Gavino-di-Torres-GG-03-1024x683.jpg","id":5476,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-1-1024x681.jpg","id":5834,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-2-1024x681.jpg","id":5837,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-3-1024x681.jpg","id":5840,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-4-1024x681.jpg","id":5843,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-5-1024x681.jpg","id":5846,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-6-1024x682.jpg","id":5849,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-7-1024x681.jpg","id":5852,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-8-1024x682.jpg","id":5855,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-9-1024x681.jpg","id":5858,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-10-1024x681.jpg","id":5861,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-11-1024x681.jpg","id":5864,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-12-1024x681.jpg","id":5867,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-13-1024x682.jpg","id":5870,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-14-1024x682.jpg","id":5873,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-13-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2290","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2290&action=edit","translations":{"en":{"id":8128,"name":"Basilica di San Gavino di Torres","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-san-gavino-di-torres\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8128","description":""},"fr":{"id":8129,"name":"Basilica di San Gavino di Torres","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-san-gavino-di-torres\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8129","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/basilica-di-san-gavino-di-torres\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Parrocchia Santi Gavino Proto Gianuario","rilevanza_storica":"L\u2019edificio, con pianta ad absidi contrapposte e di ragguardevoli dimensioni, fu costruito in calcare a partire dall\u2019abside orientale. Si presenta a tre navate, scandite da arcate su colonne con bellissimi capitelli marmorei di reimpiego, scolpiti in et\u00e0 romana. La navata centrale \u00e8 coperta in legno, le laterali con volte a crociera. Lungo il perimetro esterno arcate su lesene scandiscono il ritmo del bel paramento murario. Sono di notevole interesse i portali. Di questi uno \u00e8 romanico ed \u00e8 collocato sul fianco settentrionale, l\u2019altro, gotico-catalano, si apre a sud.\r\nLa cittadina di Porto Torres occupa il sito della colonia romana di Turris Libisonis, fondata nel I secolo a.C. Scavi archeologici hanno restituito tracce di un ponte e di un complesso termale conosciuto come Palazzo di Re Barbaro. Questo nome trarrebbe origine dall\u2019autorit\u00e0 romana che avrebbe ordinato il supplizio di Gavino, martire locale vissuto agli inizi del IV secolo.\r\nLa basilica di San Gavino ha ricoperto il ruolo di cattedrale fino alla met\u00e0 del XV secolo. La pi\u00f9 antica citazione del titolo risale al 1065 circa ed \u00e8 contenuta nel Condaghe di San Pietro di Silki. Fonti sulla storia della basilica sono l\u2019Inventio Corporum Sanctorum Martyrum Gavini, Proti et Ianuarii, ascritta al XIII-XIV secolo, e appendice della Passio che riporta le vicende di Gavino, Proto e Gianuario protomartiri turritani, unitamente al Condague di fondazione e consacrazione della basilica, apografo del XVII secolo. Da questa fonte si apprende della costruzione della basilica per volont\u00e0 di Gonario-Comita di Torres per adempiere ad un voto, e della conclusione dei lavori sotto l\u2019egida del figlio Torcotorio-Barisone I de Lacon-Gunale, sovrano nel 1065.\r\nNel XVII secolo furono rinvenuti resti ritenuti le sacre reliquie proprio di San Gavino, e dei suoi compagni di martirio Proto e Gianuario. Per conservare queste sacre spoglie fu edificata una cripta, al di sotto della chiesa, ancora oggi visitabile.\r\n\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Di notevole interesse \u00e8 il portale dell\u2019XI secolo collocato a nordovest. Gi\u00e0 restaurato in et\u00e0 aragonese, si compone di elementi marmorei, tra cui capitelli decorati con figure animali, motivi geometrici e figure umane. Si presti attenzione al rilievo della lunetta, molto rovinato e per questo custodito all\u2019interno della chiesa, che presenta una scena di combattimento tra cavalieri.\r\nAltrettanto rilevanti sono i capitelli dell\u2019interno, che sovrastano le ventidue colonne che scandiscono lo spazio basilicale. Questi per la maggior parte sono di et\u00e0 tardo romana o bizantina, riutilizzati nella fabbrica romanica, e tra questi si distinguono tre esemplari con colombe rilavorati in epoca altomedievale. Solo due sono contemporanei alla costruzione della basilica. L\u2019ingresso alla chiesa avviene attraverso l\u2019imponente portale quattrocentesco aragonese, a due aperture.\r\nLa basilica di San Gavino \u00e8 stata sottoposta, dai primi anni del XX secolo fino al 1976-78, ad una serie di radicali restauri che hanno condotto all\u2019isolamento dell\u2019edificio mediante la demolizione di corpi di fabbrica successivi all\u2019impianto della chiesa, ma tuttavia presumibilmente di epoca aragonese.\r\n","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4008932113647,40.832154535483]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2293,"name":"Chiesa di Balai vicino","description":"","modified":"2023-03-05T15:19:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210820_123537-1024x498.jpg","id":5480,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-1-1-1024x681.jpg","id":5877,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-2-1024x681.jpg","id":5880,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-3-1024x681.jpg","id":5883,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-4-1024x681.jpg","id":5889,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-5-1024x681.jpg","id":5895,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-6-1024x681.jpg","id":5901,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-7-1024x681.jpg","id":5907,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-8-1024x681.jpg","id":5913,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-9-1024x682.jpg","id":5919,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-10-1024x682.jpg","id":5925,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-11-1024x682.jpg","id":5931,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-12-1024x682.jpg","id":5937,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-13-1024x681.jpg","id":5943,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Vicino-10-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2293","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2293&action=edit","translations":{"en":{"id":8043,"name":"Chiesa di Balai vicino","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-balai-vicino\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8043","description":""},"fr":{"id":8044,"name":"Chiesa di Balai vicino","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-balai-vicino\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8044","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-balai-vicino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Chiesa di San Gavino a mare","rilevanza_storica":"La Chiesa di San Gavino a mare, o Chiesa di Balai Vicino, \u00e8 una piccola chiesa situata a Porto Torres in localit\u00e0 Balai, accanto all\u2019omonima spiaggia. \u00c8 collocata all\u2019interno di un\u2019area della citt\u00e0 dotata di notevole fascino e suggestione paesaggistica su uno scoglio calcareo. \r\nLa Chiesa di Balai vicino fu costruita attorno al 1850 su un sito scelto perch\u00e9, secondo la tradizione, vi vennero sepolti i corpi dei tre martiri Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario patroni della citt\u00e0, dopo essere stati decapitati per volont\u00e0 di Barbaro, governatore romano della Sardegna e della Corsica. In adiacenza alla chiesa, infatti, sono visibili e visitabili i tre ambienti ipogei dove vennero riposti i corpi. Indagini archeologiche ne hanno accertato l\u2019uso sepolcrale in epoca romana e alto-medievale. La chiesa, orientata a nord a causa della conformazione della roccia sulla quale sorge, \u00e8 costituita da un\u2019unica navata con volta a botte. Dietro l\u2019altare, sulla destra, una piccola porta conduce ad un ambiente realizzato in blocchi calcarei, la cui originaria funzione non \u00e8 ancora del tutto chiara ma secondo alcune ipotesi, si pensa possa essere stato una cisterna romana.\r\nDal lato sinistro dell\u2019aula di culto si accede ad uno dei tre locali ipogei, nel quale sono presenti tre loculi dove si crede vennero deposti i corpi dei santi. Ancora oggi, i simulacri lignei vengono posizionati in questo luogo durante il periodo di festa. Esternamente, la facciata della chiesa \u00e8 priva di decorazioni, intonacata e tinteggiata di bianco. 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Conosciuta tradizionalmente come Santu Giuanni de Froris (dei fiori), venne realizzata in epoca giudicale ed \u00e8 documentata in un testamento del 1301 con l\u2019intitolazione di \u201cEcclesia Sancti Johannis de Venis\u201d, cio\u00e8 delle acque sorgive. Ristrutturata nel XVI e successivamente nel XIX secolo, ha una pianta quadrata a quattro pilastri che delimitano lo spazio della navata centrale, con i due ambulacri laterali. Il tetto a due falde, che culmina con un campaniletto a vela, poggia su capriate. Sul lato sinistro e su quello frontale \u00e8 addossato un porticato esterno di epoca spagnola, sorretto da pilastrini in arenaria sui quali si posa la copertura. Nella facciata occidentale durante un recente restauro sono comparse le tracce di una serie di bacini ceramici che confermano l\u2019origine romanica della chiesa.\r\nCaratteristica di questa chiesetta, \u00e8 una recente scoperta fatta durante la restaurazione, dove venne trovato un affresco raffigurante un curioso angelo nero con una spada in una mano e una palma dell\u2019altra. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.5827982,39.8903198]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2340,"name":"Chiesa di San Martino","description":"","modified":"2023-03-05T16:28:00","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Oristano-San-Martino-768x1024.jpg","id":5417,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-1-1024x681.jpg","id":6201,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-2-1024x681.jpg","id":6204,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-3-1024x681.jpg","id":6207,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-4-1024x681.jpg","id":6210,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-5-681x1024.jpg","id":6213,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-6-1024x681.jpg","id":6216,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-7-1024x681.jpg","id":6219,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-8-1024x681.jpg","id":6222,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-9-1024x682.jpg","id":6225,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-10-1024x682.jpg","id":6228,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-11-1024x682.jpg","id":6231,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Martino-Oristano-12-1024x682.jpg","id":6234,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Oristano-San-Martino-768x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2340","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2340&action=edit","translations":{"en":{"id":8085,"name":"Chiesa di San Martino","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-martino-2\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8085","description":""},"fr":{"id":8086,"name":"Chiesa di San Martino","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-martino-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8086","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-martino-2\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa, di origine medievale come indicano gli stemmi giudicali con i pali d\u2019Aragona affiancati all\u2019albero deradicato d\u2019Arborea scolpiti in un capitello, fu edificata in epoca imprecisata. \r\nLa sua prima menzione figura in un atto di donazione del giudice d\u2019Arborea Pietro II e della moglie Diana, datato 18 gennaio 1228. Dal libro dei conti del monastero, il Condaxi Cabrevadu, steso tra il 1415 e il 1550, si evince che fino alla prima met\u00e0 del 1500 esso fu abitato da monache benedettine. Con la bolla Sacrae religionis sinceritas del 12 aprile 1568, il Papa Pio V concesse ai domenicani la facolt\u00e0 di erigere in Sardegna conventi dell\u2019Ordine, accettando l\u2019anno successivo la fondazione del convento in Oristano. \r\nIl convento domenicano di Oristano fu soppresso nel 1832 e occupato nello stesso anno dall\u2019ordine degli Ospedalieri che, lasciando il vecchio Ospedale cittadino di Sant\u2019Antonio Abate, chiamarono il nuovo con la denominazione di Ospedale di San Martino\r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.5882233,39.8986657]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2309,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","description":"","modified":"2023-03-05T16:14:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-03-1024x683.jpg","id":5413,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-02-1024x683.jpg","id":5410,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-01-1024x683.jpg","id":5407,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-1-1024x681.jpg","id":5530,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-2-1024x689.jpg","id":5533,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-3-1024x681.jpg","id":5536,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-4-1024x681.jpg","id":5539,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-5-1024x682.jpg","id":5542,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-5-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2309","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2309&action=edit","translations":{"en":{"id":8053,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8053","description":""},"fr":{"id":8054,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8054","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa, costruita su un\u2019area anticamente adibita a necropoli punica e poi cristiana, fu edificata durante il\r\nperiodo bizantino a met\u00e0 del VI secolo: sub\u00ec un ampliamento tra l\u2019IX e il X secolo e si presenta ancora oggi nella sua\r\nforma altomedievale che ne fa una delle pi\u00f9 antiche della Sardegna. Dedicata a san Giovanni Battista la chiesa si\r\npresenta oggi con pianta rettangolare e abside sporgente rivolta ad Est e appare costruita in blocchi di spoglio in\r\narenaria a vista. L\u2019interno \u00e8 organizzato in tre navate separate da tre archi in successione e coperte da volte a botte;\r\nal di sopra una piccola cupola; l\u2019illuminazione \u00e8 assicurata da una finestra ottagonale in facciata e da tre bifore\r\nnell\u2019abside.\r\nSicuramente nell\u2019XI secolo la chiesa aveva struttura a pianta centrale bizantina a quattro bracci uguali e con la\r\nparte centrale sovrastata da una cupola sull\u2019esempio della basilica di San Saturno a Cagliari che fu costruita nello\r\nstesso periodo. Solo nel IX-X secolo fu quindi ingrandita con l\u2019aggiunta delle due navate laterali con volte a botte.\r\nRecenti scavi hanno portato alla luce un edificio sacro precedente a quello attuale e con abside orientata sempre\r\nad Est e con sarcofagi e sepolture che indicano che la precedente chiesa dovesse essere adibita a basilica\r\nsepolcrale paleocristiana.","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4386561,39.8822927]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2365,"name":"Chiesa di Sant&#8217;Efisio a Nora","description":"","modified":"2023-03-05T16:33:14","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-1-1024x681.jpg","id":6343,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-2-1024x681.jpg","id":6349,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-5-1024x681.jpg","id":6361,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-10-1024x681.jpg","id":6376,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-14-1024x683.jpg","id":6379,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-15-1024x682.jpg","id":6385,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SantEfisio-Nora-2-1024x681.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2365","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2365&action=edit","translations":{"en":{"id":8106,"name":"Chiesa di Sant'Efisio a Nora","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-sant-efisio-a-nora\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8106","description":""},"fr":{"id":8107,"name":"Chiesa di Sant'Efisio a Nora","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-sant-efisio-a-nora\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8107","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-sant-efisio-a-nora\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Efis, come \u00e8 chiamato in limba, \u00e8 forse il Santo pi\u00f9 popolare della Sardegna; originario di Elia, una citt\u00e0 nei\r\npressi di Antiochia in Asia minore, venne mandato nell\u2019isola per perseguitare i cristiani, ma convertitosi alla nuova\r\nreligione, fu arrestato e martirizzato in questo sito, il 15 gennaio 303.\r\nNon sappiamo a quando risalga il primo luogo di culto, che venne donato nel 1089 ai monaci Vittorini, i quali lo\r\nampliarono e modificarono in forme romaniche, costruendo una chiesa absidata, con tre navate separate da archi ed\r\nattualmente voltate a botte.\r\nTra il XVII e XVIII secolo la facciata fu stravolta e ad essa venne addossato un portico, per permettere il riparo\r\ndei pellegrini che sostavano sotto il sole e le intemperie. 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Nelle sue forme attuali la chiesa si deve a ricostruzioni secentesche. Il tratto di muratura, riconducibile al romanico dell\u2019inizio del XIII secolo, si presenta con filari alternati di pietra vulcanica scura e di arenaria chiara; la pietra \u00e8 lavorata con accuratezza.","rilevanza_stile_romanico":"Non vi sono fonti che attestino l\u2019origine romanica della chiesa. \u00c8 invece documentata la domo de Sancte Eru in alcuni atti contenuti nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, fonte del XII-XIII secolo.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.6001713,40.0125153]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2326,"name":"Chiesa di San Paolo","description":"","modified":"2023-03-05T17:00:21","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Milis-San-Paolo-di-Mili-GM03-1024x685.jpg","id":5436,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-1-681x1024.jpg","id":5547,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-2-681x1024.jpg","id":5550,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-3-1024x681.jpg","id":5553,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-4-1024x682.jpg","id":5556,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-5-1024x683.jpg","id":5559,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-6-1024x681.jpg","id":5562,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-7-681x1024.jpg","id":5565,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-8-681x1024.jpg","id":5568,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-9-1024x681.jpg","id":5571,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-10-1024x682.jpg","id":5574,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-11-1024x682.jpg","id":5577,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-12-1024x682.jpg","id":5583,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Paolo-Milis-5-1024x683.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2326","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2326&action=edit","translations":{"en":{"id":8192,"name":"Chiesa di San Paolo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-paolo\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8192","description":""},"fr":{"id":8193,"name":"Chiesa di San Paolo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-paolo\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8193","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-paolo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"San Paolo si presenta ad aula unica con transetto e abside orientata a sudest. Il transetto si prolunga verso occidente determinando un vano longitudinale parallelo all\u2019aula. Tratto distintivo di questo monumento \u00e8 la grande variet\u00e0 di materiali utilizzati nella sua realizzazione, variet\u00e0 che si pu\u00f2 notare sia in facciata e nei tratti vicini dei fianchi, dove sono usate in alternanza pietra vulcanica scura e arenaria chiara, sia nelle archeggiature che corrono lungo il perimetro esterno della chiesa dove sono cercati intenzionalmente contrasti cromatici.\r\nLa facciata, simile a quella di San Palmerio di Ghilarza, \u00e8 scandita da lesene che si raccordano in tre ampie arcate. Al centro si apre il portale, in asse con il quale si trova un\u2019apertura circolare. Negli specchi laterali un rombo gradonato per lato dona movimento al prospetto. Lungo i fianchi, nel transetto e nell\u2019abside archetti di differenti ampiezze corrono lungo i terminali dei muri. Membrature verticali scandiscono il semicilindro absidale in tre specchi.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019edificio fu eretto in due fasi alla met\u00e0 del XII secolo e all\u2019inizio del secolo seguente. Mancano notizie documentarie sulla fabbrica della chiesa, mentre \u00e8 attestato il titolo, Sanctu Paulu de Mili, nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, fonte scritta del XII-XIII secolo.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.6351702,40.0456954]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2327,"name":"Basilica di Santa Maria","description":"","modified":"2023-03-05T17:07:20","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bonarcado-NS-Bonacatu-IMGP2783-678x1024.jpg","id":5450,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bonarcado-SMaria-IMGP2797-1024x598.jpg","id":5447,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Bonarcado-SMaria-IMGP2788-1024x678.jpg","id":5444,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-1-681x1024.jpg","id":5738,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-2-1-1024x681.jpg","id":5741,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-3-1024x681.jpg","id":5744,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-4-1024x681.jpg","id":5747,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-5-1024x681.jpg","id":5750,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-6-1024x681.jpg","id":5753,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-7-681x1024.jpg","id":5756,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-8-1024x681.jpg","id":5759,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-9-1024x681.jpg","id":5762,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-10-1024x682.jpg","id":5765,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-11-1024x682.jpg","id":5768,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-12-1024x682.jpg","id":5771,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-13-1024x682.jpg","id":5774,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-14-1024x681.jpg","id":5777,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-16-1-1024x681.jpg","id":5780,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-Bonarcado-16-1-1024x681.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2327","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2327&action=edit","translations":{"en":{"id":8218,"name":"Basilica di Santa Maria","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-santa-maria\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8218","description":""},"fr":{"id":8219,"name":"Basilica di Santa Maria","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-santa-maria\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8219","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/basilica-di-santa-maria\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Santuario di Nostra Signora di Bonacattu","rilevanza_storica":"Santa Maria di Bonarcado evidenzia due momenti costruttivi differenti nell\u2019aula mononavata nella parte prossima alla facciata, e con innesto di tre navate scandite da arcate su pilastri laddove doveva esserci l\u2019abside originaria. Una nuova area presbiteriale, orientata ad est, venne costruita nel XIII secolo da maestranze che lavorarono anche a San Pantaleo di Dolianova negli stessi anni. Proprio il prospetto absidale \u00e8 peculiare, decorato con caratteristiche membrature verticali a soffietto, archetti a lobo e peducci allungati. Viceversa alla prima fase edilizia si riconduce la facciata, caratterizzata da tre alte arcate, e il fianco meridionale. Tutto l\u2019edificio \u00e8 realizzato in pietra vulcanica dalla tonalit\u00e0 scura. La tecnica costruttiva, evidenziata dal perfetto taglio della pietra delle parti pi\u00f9 antiche, risulta invece meno accurata negli ampliamenti del XIII secolo.","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019abbazia, nel medioevo retta dall\u2019ordine benedettino dei monaci camaldolesi, fu costruita nella prima met\u00e0 del XII secolo e consacrata nel 1146\/47 alla presenza del sovrano del giudicato d\u2019Arborea Barisone, sulla base di quanto scritto nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, fonte scritta medievale. Nel XIII secolo l\u2019edificio sub\u00ec modifiche sostanziali che le conferirono l\u2019aspetto odierno. Questi cambiamenti sono testimoniati da due iscrizioni, una del 1242 e una del 1268. La prima \u00e8 collocata nel prospetto absidale, la seconda non \u00e8 pi\u00f9 rintracciabile.\r\nNelle immediate vicinanze della chiesa romanica si trova il santuario dedicato alla Madonna di Bonacattu. L\u2019intitolazione deriverebbe da quella medievale Bonarcanto o Bonacranto, a sua volta tratta dal primitivo titolo del santuario dedicato alla Vergine panachrantos o immacolata. L\u2019edificio fu costruito nel VII-VIII secolo riutilizzando un edificio termale romano, divenuto braccio orientale della chiesa, e si presenta oggi di piccole dimensioni e con pianta a croce.\r\nNel corso del ventesimo secolo vari restauri hanno interessato l\u2019abazia di Santa Maria di Bonarcado. Tra il 1955 e il 1960 fu distrutta la settecentesca cupola a cipolla sovrastante l\u2019odierno campanile, e demoliti gli ambienti addossati al fianco sud della chiesa e a quello ovest del campanile. Nel 1978, una serie di interventi evidenziarono le fondamenta dell\u2019abside semicircolare originaria, precedente all\u2019ampliamento del XIII secolo.  \r\nLa chiesa cruciforme sub\u00ec numerose ricostruzioni, fra cui l\u2019aggiunta della facciata settentrionale, neoromanica, costruita nel 1933.\r\n","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.6541078,40.0997889]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2328,"name":"Chiesa di San Leonardo","description":"","modified":"2023-03-05T16:24:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/178-681x1024.jpg","id":5315,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/179-1024x681.jpg","id":5318,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/181-1024x681.jpg","id":5321,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/183-1024x681.jpg","id":5324,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/185-1024x681.jpg","id":5327,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/186-681x1024.jpg","id":5330,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/187-1024x683.jpg","id":5333,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/190-1024x681.jpg","id":5336,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/192-1024x681.jpg","id":5339,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SLussurgiu-SLeonardo-IMGP2764-1024x678.jpg","id":5440,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SLussurgiu-SLeonardo-IMGP2764-1024x678.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2328","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2328&action=edit","translations":{"en":{"id":8069,"name":"Chiesa di San Leonardo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-leonardo\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8069","description":""},"fr":{"id":8070,"name":"Chiesa di San Leonardo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-leonardo\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8070","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-leonardo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes ","rilevanza_storica":"La chiesa di San Leonardo esprime al meglio il fascino del monumento medievale immerso nel verde e legato\r\nall\u2019antica pertinenza all\u2019ordine degli Ospedalieri di San Giovanni. Nel \u201cCondaghe di San Nicola di Trullas\u201d (XII-XIII\r\nsecolo) \u00e8 menzionata una \u201cvilla VII funtanas\u201d, mentre nel 1341 si ha notizia di una \u201cecclesia septem fontium\u201d. Una\r\nfonte documentaria del 1355 attesta l\u2019esistenza dell\u2019ospedale di San Leonardo di sette fontane, tenuto dagli\r\nOspedalieri di San Giovanni. Non abbiamo fonti che attestino la data di fondazione o di consacrazione, tanto meno le\r\ndiverse fasi costruttive dell\u2019edificio religioso. Alla met\u00e0 del XII secolo potrebbe risalire una prima aula mononavata\r\ncon abside semicircolare, ampliata fra XIII e XIV secolo assunse l\u2019attuale pianta quadrangolare. L\u2019edificio \u00e8 in conci di\r\nbasalto. La facciata \u00e8 suddivisa in orizzontale da archetti a tutto sesto che separano la parte inferiore con i due portali\r\nda quella superiore timpanata. La parte inferiore a sua volta \u00e8 partita da una lesena. Le paraste cingono i lati della\r\nfacciata: in quella destra rimangono tracce di probabili strutture di raccordo con edifici circostanti. Il timpano \u00e8\r\ncoronato da archetti pensili a tutto sesto su peducci. I portali sono del tipo architravato e lunettato a tutto sesto. Il\r\nportale di sinistra presenta la lunetta non rialzata mentre il portale di destra ha la lunetta rialzata di un concio. I due\r\nportali non sono coevi, dato che la loro somiglianza \u00e8 stata voluta dai costruttori che per\u00f2 non sono stati in grado di\r\nmascherare il divario cronologico. Diversa soluzione fu adottata per l\u2019abside, ricostruita secondo le nuove tendenze\r\ngotiche: quadrata con monofora archiacuta.","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.6642217636108,40.178873314347]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2302,"name":"Santa Maria del Regno","description":"","modified":"2023-03-05T16:49:05","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20190815_124738-1024x768.jpg","id":5491,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Ardara-Santa-Maria-del-Regno-GM-01-1024x768.jpg","id":5494,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Nostra-Signora-del-Regno-Ardara-1-1024x678.jpg","id":5497,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Nostra-Signora-del-regno-ardara-3-1024x678.jpg","id":5500,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-1-1024x683.jpg","id":5977,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-2-681x1024.jpg","id":5983,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-3-1024x681.jpg","id":5989,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-4-1024x681.jpg","id":5995,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-5-1024x681.jpg","id":6001,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-6-682x1024.jpg","id":6007,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-7-1024x681.jpg","id":6013,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-8-682x1024.jpg","id":6019,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-9-1024x681.jpg","id":6025,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-10-683x1024.jpg","id":6028,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-11-1024x681.jpg","id":6031,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-12-681x1024.jpg","id":6035,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-13-1024x682.jpg","id":6038,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-14-1024x682.jpg","id":6041,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-15-1024x682.jpg","id":6044,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santa-Maria-del-Regno-Ardara-13-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2302","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2302&action=edit","translations":{"en":{"id":8150,"name":"Santa Maria del Regno","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-maria-del-regno\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8150","description":""},"fr":{"id":8151,"name":"Santa Maria del Regno","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-maria-del-regno\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8151","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/santa-maria-del-regno\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La Santa Maria del Regno di Ardara presenta tutti i caratteri del Romanico iniziale: strutture murarie robuste, sobriet\u00e0 unita ad una quasi totale assenza di decorazione. L\u2019edificio si presenta a tre navate scandite da arcate su pilastri cilindrici dotati di capitelli realizzati appositamente per la fabbrica di Ardara. L\u2019abside \u00e8 orientata a nordest. La navata centrale \u00e8 coperta in legno, quelle laterali con volte a crociera.\r\nAddossato al fianco nord si trova il campanile a base quadrata, oggi incompleto a causa di un crollo in epoca imprecisata. La facciata \u00e8 scandita da lesene in cinque specchi. Al centro si apre il portale di ingresso, al di sopra del quale si trova una finestra a due luci scandite da una colonnina. La parte terminale, a spiovente, \u00e8 percorsa da una serie di archetti semicircolari che corrono anche lungo i fianchi. Nel prospetto absidale una serie di aperture permettono alla luce di entrare. Analoghe monofore si trovano nei fianchi.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa, cappella palatina del Regno di Torres, \u00e8 ai margini dell\u2019abitato, con l\u2019abside affacciata sulla vallata. Dalle fonti si deduce che questa fu iniziata alla fine dell\u2019XI secolo e terminata prima del 1107, anno di consacrazione dell\u2019altare maggiore. Questa data arriva ai giorni nostri grazie alla trascrizione su pietra, avvenuta nel XIII secolo, di un\u2019iscrizione dipinta collocata nell\u2019abside e oggi perduta. \r\n\\All\u2019interno della Santa Maria del Regno spicca un bel dipinto su tavola del XV-XVI secolo, il Retablo maggiore di Ardara, che con i suoi 12 metri di altezza rappresenta il pi\u00f9 grande retablo tardogotico in Sardegna. Quest\u2019opera raffigura episodi della vita di Maria, quali Nascita, Annunciazione, Nativit\u00e0, Adorazione dei Magi, Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, Dormizione. Nella predella vi sono figure di santi, tra i quali si individua San Gavino a cavallo recante una bandiera con lo stemma di Torres. La tavola centrale, datata 1515 e firmata Giovanni Muru, reca al centro il tabernacolo e la raffigurazione di Cristo in piet\u00e0. Anche i pilastri cilindrici che scandiscono lo spazio interno sono decorati con figure di santi e apostoli, dipinte nel XVII secolo e ricollocate in questa posizione dopo un accurato restauro. \r\nLa chiesa sub\u00ec una serie di restauri tra il 1898 e il 1901 nel corso dei quali l\u2019epigrafe di consacrazione, gi\u00e0 murata nell\u2019altare maggiore, fu spostata alla destra del presbiterio.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.8103371,40.6241798]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2305,"name":"Basilica di Sant&#8217;Antioco di Bisarcio","description":"","modified":"2023-03-05T16:52:41","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Ozieri-Sant_Antioco-di-Bisarcio-GG04-1024x683.jpg","id":5484,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Ozieri-SA-Bisarcio-DSCN7293-1024x768.jpg","id":5487,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-2-1024x681.jpg","id":6111,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-3-1024x681.jpg","id":6114,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-4-1024x681.jpg","id":6117,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-5-1024x681.jpg","id":6120,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-6-681x1024.jpg","id":6123,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-7-1024x681.jpg","id":6126,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-8-1024x681.jpg","id":6129,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-9-1024x681.jpg","id":6132,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-10-1024x682.jpg","id":6135,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-1-1024x681.jpg","id":6092,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-14-1024x682.jpg","id":6086,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-13-1024x682.jpg","id":6080,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-12-1024x682.jpg","id":6074,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-11-1024x682.jpg","id":6068,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Sant-Antonio-di-Bisarcio-Ozieri-1-1024x681.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2305","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2305&action=edit","translations":{"en":{"id":8154,"name":"Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-santantioco-di-bisarcio\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8154","description":""},"fr":{"id":8155,"name":"Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-santantioco-di-bisarcio\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8155","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/basilica-di-santantioco-di-bisarcio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Alla met\u00e0 del XII secolo appartiene l\u2019aula a tre navate scandite da arcate su colonne, l\u2019abside, orientata ad est, e il campanile a pianta quadrata addossato al fianco meridionale. All\u2019interno la navata centrale \u00e8 coperta in legno, quelle laterali in muratura, con volte a crociera. Spicca l\u2019utilizzo del materiale costruttivo, vulcanite bruno-rossastra, utilizzata nell\u2019abside per realizzare losanghe gradonate anche con l\u2019inserimento di tufo di colore verde. Al XIII secolo risale la realizzazione di un portico su due piani, addossato alla facciata. La parte bassa, voltata a crociera, funge da atrio di ingresso alla chiesa, mentre il piano superiore era la cappella vescovile, collegata direttamente all\u2019episcopio che sorgeva lungo il fianco sud della cattedrale e di cui oggi sono visibili tratti delle parti basali.","rilevanza_stile_romanico":"La diocesi di Bisarchium\/Guisarchum \u00e8 attestata nei documenti dal 1065-82, con i vescovi Nicodemus e Gavinus, fino al 1503 quando fu unita alle diocesi di Ottana e Castra e spostata ad Alghero. Grazie ad un documento della fine dell\u2019XI secolo si apprende che il sovrano di Torres Costantino de Lacon con la consorte intendevano rinnovare una donazione gi\u00e0 registrata in un documento andato perduto \u00abcando arserat sa ecclesia de Guisarchu\u00bb. Si pu\u00f2 dunque ipotizzare che a Bisarcio gi\u00e0 nell\u2019XI secolo esistesse una chiesa, poi per\u00f2 distrutta da un incendio e ricostruita a partire dalla met\u00e0 del XII secolo.\r\nAll\u2019interno della chiesa sono da notare i capitelli, realizzati in prevalenza con motivi decorativi vegetali ad eccezione dell\u2019ultimo a sinistra prima del presbiterio. Questo, che sovrasta un pilastro, \u00e8 decorato con figure umane. Tra gli elementi di interesse si segnalano i decori della parte inferiore del portico e un particolare camino a forma di mitria all\u2019interno della cappella vescovile.\r\nNel corso del XX secolo, a partire dal 1958, una serie di restauri ha portato alla sostituzione di numerose parti originali. Tuttavia questi interventi non alterano il fascino dell\u2019edificio, notevole nella esuberante decorazione scultorea del portico d\u2019ingresso.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.8928385,40.6447372]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2308,"name":"Cattedrale di San Pietro di Sorres","description":"","modified":"2023-03-05T16:55:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Borutta-San-Pietro-di-Sorres-Borutta-GG01-1024x683.jpg","id":5519,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Borutta-San-Pietro-di-Sorres-Borutta-GG02-1024x683.jpg","id":5522,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Borutta-San-Pietro-di-Sorres-Borutta-GM01-1024x678.jpg","id":5525,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-1-1024x683.jpg","id":6050,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-2-1024x683.jpg","id":6053,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-3-1024x683.jpg","id":6056,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-4-1024x682.jpg","id":6059,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-5-1024x683.jpg","id":6062,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-6-1024x681.jpg","id":6065,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-7-1024x681.jpg","id":6071,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-8-681x1024.jpg","id":6077,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-9-1024x681.jpg","id":6083,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-10-681x1024.jpg","id":6089,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-11-1024x682.jpg","id":6095,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-12-1024x682.jpg","id":6098,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-13-1024x682.jpg","id":6101,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-14-1024x682.jpg","id":6104,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-15-1024x682.jpg","id":6107,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-di-sorres-Borutta-2-1024x683.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2308","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2308&action=edit","translations":{"en":{"id":8173,"name":"Cattedrale di San Pietro di Sorres","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/cattedrale-di-san-pietro-di-sorres\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8173","description":""},"fr":{"id":8174,"name":"Cattedrale di San Pietro di Sorres","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/cattedrale-di-san-pietro-di-sorres\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8174","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/cattedrale-di-san-pietro-di-sorres\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa si presenta a tre navate scandite da arcate su pilastri e colonne. Il tratto distintivo di questo monumento \u00e8 l\u2019utilizzo di diversi tipi di materiale costruttivo, calcare e pietra vulcanica, in alternanza, generando effetti decorativi molto suggestivi. Ci\u00f2 \u00e8 chiaramente percepibile sia nella facciata, che presenta una serie ricchissima di ruote intarsiate, losanghe gradonate, archetti, sia all\u2019interno della chiesa. Qui, i pilastri e le colonne sono realizzati con calcare e pietra vulcanica. Le pareti sono in calcare chiaro mentre le volte, a crociera in tutte e tre le navate, sono in pietra vulcanica scura. Arcate trasversali scandiscono in campate la navata centrale come le laterali.\r\nL\u2019attenzione del visitatore \u00e8 attirata in prima istanza dalla facciata, scandita orizzontalmente in tre ordini e in verticale da lesene. Al centro si apre il portale, sovrastato da lunetta con croce bianca su fondo nero, al di sopra del quale \u00e8 un\u2019apertura a due luci e un oculo.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Gi\u00e0 cattedrale nel Medioevo, facente parte della diocesi di Sorres documentata dal 1112 fino al 1503, San Pietro oggi ospita una comunit\u00e0 benedettina. L\u2019analisi formale del monumento induce a ritenerlo costruito a partire dalla fine dell\u2019XI secolo e completato al termine del secolo seguente. Ai giorni nostri arriva solo la traccia di uno degli artefici di questo monumento, quel MARIANE MAISTRO il cui nome affiora alla sinistra di uno degli scalini di accesso alla chiesa. Nell\u2019area di pertinenza del complesso di Sorres sono state ritrovate alcune sepolture di et\u00e0 bizantina, che hanno restituito una coppia di orecchini d\u2019argento, una fibbia e una brocca di bronzo.\r\nAll\u2019interno della chiesa sono collocati l\u2019altare romanico, al centro del presbiterio sopraelevato, un sarcofago con croce e pastorale, una cassetta funeraria raffigurante un vescovo e un pulpito forse del XIV secolo. Una statua raffigurante la Madonna con Bambino, probabile residuo di un retablo del XVI secolo, \u00e8 collocata ancora nella chiesa.\r\nUna significativa campagna di restauri fu condotta nella seconda met\u00e0 del XIX secolo. In particolare gli interventi si concentrarono su modanature e ruote intarsiate, rifatte per intero con sostituzione di quanto di originale era rimasto. Da immagini datate si nota come nel primo ordine si sia attuato un fedele risarcimento dell\u2019esistente, integrando in maniera sempre pi\u00f9 estesa man mano che si sale verso il frontone. La finestra a due luci sub\u00ec un restauro gi\u00e0 in epoca antica.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.7488079071045,40.520373046364]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2342,"name":"Chiesa di Sant&#8217;Efisio","description":"","modified":"2023-03-05T16:30:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DSC05623-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2342","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2342&action=edit","translations":{"en":{"id":8102,"name":"Chiesa di Sant'Efisio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-santefisio\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8102","description":""},"fr":{"id":8103,"name":"Chiesa di Sant'Efisio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-santefisio\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8103","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-santefisio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa di Sant\u2019Efisio sorge nel cuore di Stampace in un\u2019area gi\u00e0 occupata da una piccola chiesa di impianto\r\nalto-medioevale, eretta su un ipogeo detto \u201cCarcere di Sant\u2019Efisio\u201d, ritenuto la sua prigione. Conserva al suo interno\r\nuna lapide di ringraziamento al Santo per la protezione accordata alla citt\u00e0 durante il bombardamento francese del\r\n1793. Da questa chiesa la statua del Santo viene portata ogni 1\u00b0 Maggio in solenne processione a ricordo del Voto\r\nespresso dai cagliaritani in occasione della grande peste. La facciata, delimitata da lesene, \u00e8 ripartita in tre ordini da cornici mistilinee. Alla sommit\u00e0 del timpano \u00e8 presente il tipico motivo della lucerna del carabiniere. Il portale, affiancato da ampie finestre cieche, \u00e8 sormontato da un timpano curvo spezzato. L\u2019interno \u00e8 riccamente adornato di\r\naltari policromi, dipinti e sculture.\r\nLa chiesa di Sant\u2019Efisio gode del privilegio dell\u2019indulgenza Plenaria per tutti i fedeli che nel giorno del 15 gennaio,\r\nfesta del Martirologio, vi si recano a rendere omaggio. La Cripta di Sant\u2019Efisio Secondo la tradizione popolare \u00e8 il\r\nluogo dove il martire venne incarcerato e torturato prima di essere condannato a morte. Si tratta di una cavit\u00e0 di 9\r\nmetri sotto il livello stradale, cui si accede attraverso una ripida gradinata dalla chiesa soprastante. 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La Corte in Giorgino \u00e8 una famosa dimora storica della Sardegna, di grande valore culturale, complesso originario del 1600 e oggi vincolato dal ministero dei beni culturali, i cui locali formano un quadrilatero, dandogli la classica forma a corte. Del complesso fanno parte sia la villa padronale, che la chiesetta di Sant\u2019Efisio. La villa faceva parte della propriet\u00e0 della famiglia del Conte Michele Ciarella dal quale discendono gli attuali proprietari, i conti Ballero, il quale consolid\u00f2 il rito dell\u2019accoglienza del Santo martire nella sua villa di campagna facendo apposito voto nel 1816, a seguito della perdita, in un naufragio, della moglie e due figli. Nel 2014 si sono inoltre conclusi gli imponenti lavori di restauro voluti dalla famiglia Ballero, preservando cos\u00ec un monumento che rischiava di finire in rovina. La chiesa \u00e8 forse risalente a un periodo antecedente la villa, che qualcuno data addirittura tra il VI ed il IX secolo dopo Cristo, con la sua cupola ottagonale finemente decorata, il campanile a vela che ospita una campana del 1679 e gli affreschi al suo interno, \u00e8 parte integrante della proposta avanzata dal comune di Cagliari all\u2019Unesco per far divenire la festa di Sant Efisio patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Proprio la chiesetta infatti \u00e8 il luogo nel quale il simulacro del Santo guerriero della Sardegna cambia le proprie vesti, lasciate quelle ricche di citt\u00e0, lasciati i gioielli in oro, indossa abiti e monili pi\u00f9 modesti, anche il cocchio barocco settecentesco viene sostituito dal pi\u00f9 robusto \u201ccocchio di campagna\u201d che, trainato dai buoi, lo porter\u00e0 verso Capoterra, Sarroch, Pula e infine Nora, luogo del suo martirio. \r\nLa villa, essendo privata, rimane chiusa al pubblico. \u00c8 possibile visitarla nel corso degli eventi che vi vengono organizzati.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.0817518532276,39.206698061273]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2495,"name":"Eglise Santa Maria Assunta","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2495","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2495&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglise-santa-maria-assunta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Chapelle de l'an mil","rilevanza_storica":"Essai","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.13466243279432,41.7629472778414]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2493,"name":"Couvent San Francescu","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2493","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2493&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/couvent-san-francescu\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.06581682184401,41.6952797488429]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2543,"name":"V5.1 &#8211; Chiesa di Santa Maria della Neve","description":"\n<p class=\"has-text-align-center\">La chiesa dell\u2019Ascensione \u2013 altro nome con cui si trova indicata la Chiesa di Santa Maria ad Nives \u2013 \u00e8 stata costruita tra l&#8217;XI e XII secolo nelle forme locali e minori dello stile romanico pisano. 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Presumibilmente anche in ragione del prezioso contesto paesaggistico, la chiesa in origine \u00e8 chiamata anche Santa Maria in Valle Verde.<br>Essa \u00e8 edificata in stile romanico minore con paramento murario in pietre squadrate, la facciata \u00e8 a capanna mentre l\u2019abside, orientata ad est, costituisce la porzione pi\u00f9 antica dell\u2019edificio.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:42:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-1-1024x577.jpg","id":7160,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-2-1024x577.jpg","id":7163,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-3-1024x577.jpg","id":7166,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-4-1024x577.jpg","id":7169,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-5-1024x577.jpg","id":7172,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-6-1024x577.jpg","id":7175,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-7-1024x577.jpg","id":7178,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Santa-Maria-della-Neve-1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,392]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2543","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2543&action=edit","translations":{"en":{"id":6849,"name":"V5.1 - Chiesa di Santa Maria della Neve","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v5-1-chiesa-di-santa-maria-della-neve\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6849","description":"\n<p>The Church of Ascension &#8211; another name by which the church of Santa Maria ad Nives is indicated &#8211; was built between the 11th and twelfth centuries in the local and minor forms of the Pisan Romanesque style. It is located in Panicale Alto, halfway up the eastern side of Monte Pisano, above the inhabited center of Buti. The church is surrounded by ancient stone buildings that retain the typical structure of the fortified village. Presumably also due to the precious landscape context, the church is originally called Santa Maria in Valle Verde. It is built in a minor Romanesque style with a wall -mounted wall in square stones, the facade is in Capanna while the apse, oriented east, constitutes the oldest portion of the building.<\/p>\n"},"fr":{"id":6850,"name":"V5.1 - Chiesa di Santa Maria della Neve","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v5-1-chiesa-di-santa-maria-della-neve-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6850","description":"\n<p>L&#8217;\u00c9glise d&#8217;Ascension &#8211; un autre nom par lequel l&#8217;\u00c9glise de Santa Maria ad Nives est indiqu\u00e9e &#8211; a \u00e9t\u00e9 construite entre les 11e et XIIe si\u00e8cles dans les formes locales et mineures du style roman Pisan. Il est situ\u00e9 \u00e0 Panicale Alto, \u00e0 mi-chemin du c\u00f4t\u00e9 est de Monte Pisano, au-dessus du centre habit\u00e9 de Buti. L&#8217;\u00e9glise est entour\u00e9e d&#8217;anciens b\u00e2timents en pierre qui conservent la structure typique du village fortifi\u00e9. Vraisemblablement aussi en raison du pr\u00e9cieux contexte du paysage, l&#8217;\u00c9glise s&#8217;appelle \u00e0 l&#8217;origine Santa Maria \u00e0 Valle Verde. 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Essa \u00e8 localizzata in localit\u00e0 Panicale Alto, a mezza costa del versante orientale del Monte Pisano, al di sopra del centro abitato di Buti.\r\nL\u2019assetto difensivo dislocato in et\u00e0 medievale intorno a Buti, costituito da numerosi castelli e fortificazioni, ha nel borgo-castello di Panicale il suo avamposto pi\u00f9 elevato, circa 240 metri sul livello del mare. I resti del castello sono visibili non lontano dall\u2019edificio religioso.\r\nLa zona viene chiamata anche \u201cl\u2019Ascensione\u201d proprio a causa della chiesa di Santa Maria della Neve. Secondo un\u2019antica tradizione la chiesa sarebbe stata costruita dalla setta dei \"Liberi muratori\", antesignani dei massoni, come confermerebbero la squadra ed il compasso scolpiti sull\u2019architrave del portale laterale. \r\nAttorno alla chiesa \u00e8 documentata, dal 1273, la presenza di un monastero femminile appartenente alla regola di Sant\u2019Agostino. Il progressivo trasferimento delle monache a Pisa in via Sant\u2019Egidio, l\u2019attuale Corso Italia, fa s\u00ec che il monastero venga abbandonato molto presto, gi\u00e0 nella prima met\u00e0 del trecento.\r\nUn anno significativo nella storia dell\u2019edificio religioso \u00e8 costituito dal 1381, quando viene collocata la statua lignea della Madonna del Monte, venerata dai butesi, attualmente posta nella Pieve di San Giovanni Battista.\r\nNel 2007 nel catino absidale della chiesa sono stati scoperti degli affreschi attribuiti al pittore settecentesco Pietro Giarr\u00e8, precedentemente coperti da uno strato di intonaco decorato con pitture geometriche realizzato probabilmente durante il XIX secolo. Gli affreschi, restaurati e inaugurati nel 2016, raffigurano la Madonna in mezzo ai santi Donato, Pietro, Lorenzo e Giulia \u2013 o, secondo altri studiosi, Santa Caterina d\u2019Alessandria.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa, edificata in stile romanico minore con paramento murario in pietre squadrate,, \u00e8 circondata da antichi edifici in pietra che conservano la struttura tipica del borgo fortificato. Presumibilmente anche in ragione del prezioso contesto paesaggistico, la chiesa in origine \u00e8 chiamata anche Santa Maria in Valle Verde.\r\nLa facciata \u00e8 a capanna, parzialmente coperta da una abitazione contigua. Come conseguenza di ci\u00f2, l\u2019accesso \u00e8 decentrato rispetto al colmo. Il portale \u00e8 architravato, con archivolto soprastante di forma semicircolare.\r\nIl prospetto destro presenta tre monofore con archivolto poggiante su mensole decorate, aggettanti rispetto al profilo dell\u2019edificio. Sullo stesso prospetto, in prossimit\u00e0 della zona presbiteriale, \u00e8 presente un portale con architrave decorato e archivolto semicircolare con conci matericamente alternati. Il prospetto sinistro presenta quattro monofore rettangolari.\r\nL\u2019abside, orientato verso est, costituisce la porzione pi\u00f9 antica dell\u2019edificio: esternamente esso \u00e8 spartita da lesene e coronata da archetti pensili poggianti su peducci variamente decorati. Lungo il perimetro dell\u2019abside, inoltre, sono aperte due monofore di fattura simile a quelle del prospetto destro.\r\nL'interno \u00e8 ad unica aula rettangolare, con zona presbiterale separata da tre arcate e rialzata da due gradini in pietra. 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antichi della piana di Albenga. \r\nDa un momento altrettanto imprecisato la chiesa ospit\u00f2 una comunit\u00e0 di monaci benedettini, dipendente dalla fondazione di San Martino, situata sulla vicina isola della Gallinara.\r\nNel XII secolo venne eretta una nuova chiesa a tre navate al posto della precedente.\r\nNel Duecento la chiesa and\u00f2 incontro a un\u2019estesa ristrutturazione e assunse l\u2019aspetto che, grosso modo, ancora oggi la caratterizza.\r\nGi\u00e0 nel 1459 risulta esistere un cimitero annesso alla chiesa; tale prerogativa funeraria non fu abbandonata neanche successivamente e tutt\u2019oggi l\u2019edificio \u00e8 circondato da un camposanto.\r\nNel 1616 San Giorgio entr\u00f2 in una fase di decadenza: perse infatti il ruolo di parrocchiale, a seguito dello spopolamento dei paesi vicini.\r\nIl 23 febbraio 1887, un terribile terremoto che devast\u00f2 la Liguria di Ponente abbatt\u00e9 la navata destra e il campanile, ricostruiti nel 1935-1936.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Giorgio \u00e8 posizionata nella piana di Albenga, lungo la strada romana, tra la citt\u00e0 e Ceriale. Il paesaggio che oggi la circonda, costellato di capannoni e abitazioni sparse, tradisce del tutto quello che doveva essere l\u2019originario contesto in cui l\u2019edificio fu elevato: una pianura erbosa che giungeva fino al mare; non a caso nei documenti antichi la chiesa era spesso citata come \u201cde campora\u201d o \u201cde pratis\u201d, in quanto circondata dai campi.\r\nLa facciata, dall\u2019apparenza confusionaria a causa dell\u2019accostamento di murature diverse \u2013 dovuto anche ai restauri integrativi cui l\u2019edificio \u00e8 andato incontro nel secolo scorso \u2013, \u00e8 invece la porzione meglio conservata dell\u2019edificio romanico. La sovrapposizione dei mattoni alla pietra indurrebbe a pensare a due fasi costruttive diverse; si tratta al contrario di una soluzione tipica dell\u2019architettura di Albenga. La facciata originaria, a salienti, \u00e8 costituita da una fascia inferiore in pietra squadrata proveniente dalle vicine cave di Cisano e di Peagna, che raggiunge in altezza (e comprende), l\u2019architrave monolitico del portale; da l\u00ec fino al colmo del tetto la muratura \u00e8 in mattoni, forata da sole tre finestre di uguale forma ma di dimensioni diverse: a croce, pi\u00f9 piccole le due nelle ali laterali (corrispondenti alle navate minori sinistra e destra), pi\u00f9 stretta e allungata quella al centro. La facciata terminava poco sopra questa apertura e la trifora non ne faceva parte. \r\n\u00c8 bene ricordare che la porzione laterale di destra \u00e8 frutto della ricostruzione degli anni Trenta. Ben leggibili sono anche i segni del successivo ampliamento duecentesco: la chiesa fu alzata e al colmo venne aperta la trifora che ancora vi si vede.\r\nI fianchi dell\u2019edificio, invece, sono pi\u00f9 difficilmente interpretabili: infatti quello di sinistra, l\u2019unico originale, \u00e8 pressoch\u00e9 completamente rivestito di una malta che non permette di osservare la muratura. Il campanile \u00e8 stato riedificato con il materiale originario rimasto in loco dopo il crollo del 1887.\r\nL\u2019interno della chiesa a sua volta, come l\u2019esterno, restituisce solo in parte l\u2019idea dell\u2019edifico romanico; ad averne modificato l\u2019aspetto \u00e8 soprattutto il presbiterio: a terminazione rettilinea, articolato con volte a crociera, \u00e8 stato costruito in queste forme, assai pi\u00f9 profondo del precedente, nel corso del Duecento. \u00c8 a questo intervento che si deve la posizione del campanile, il cui basamento \u00e8 compreso all\u2019interno del perimetro della navata minore destra.\r\nLa chiesa del XII secolo era infatti assai pi\u00f9 corta, scandita in tre campate da due pilastri quadrangolari per lato, poggianti su dadi monolitici in pietra del Finale e sorreggenti arcate a tutto sesto a doppia ghiera in laterizio impostate su capitelli minimali, ridotti a una semplice lastra priva di decorazione (la terza arcata a partire dalla facciata \u00e8 stata ricostruita pi\u00f9 alta durante l\u2019ampliamento duecentesco). Il pavimento si trovava ad una quota pi\u00f9 bassa dell\u2019attuale. L\u2019edificio terminava con un\u2019abside semicircolare, di cui si vedono i resti \u2013 emersi durante lo scavo condotto nel 1961, riportati in luce nel 2012 e in parte lasciati a vista \u2013 nel gradino che divide la navata centrale dal presbiterio gotico rialzato. Questa abside venne eretta sulle fondamenta di quella gi\u00e0 appartenente alla struttura alto-medievale poi sostituita dall\u2019edificio romanico. \r\nLa chiesa, priva di decorazione scultorea, doveva accogliere un ampio rivestimento pittorico gi\u00e0 nel XII secolo (quello attuale risale a diverse campagne decorative, le pi\u00f9 antiche delle quali duecentesche).\r\n\r\nLa chiesa di San Giorgio in Campochiesa venne interessata da interventi archeologici compiuti negli anni \u201960 del \u2018900 ad opera dell\u2019archeologo Nino Lamboglia (Istituto Internazionale di Studi Liguri).\r\nLe indagini archeologiche ebbero luogo in occasione degli interventi di restauro e risanamento dall\u2019umidit\u00e0 che interessarono gli affreschi del Giudizio Universale su volont\u00e0 della Soprintendenza alle Gallerie e Opere d\u2019Arte della Liguria. Le ricerche vennero realizzate nella parte interna della chiesa attuale e permisero di identificare pi\u00f9 fasi costruttive, a partire dalla fondazione, risalente verosimilmente ad et\u00e0 altomedievale. A questa fase cos\u00ec antica sono da ricondursi strutture in muratura grezza relative ad una pi\u00f9 antica fondazione di et\u00e0 altomedievale, con abside a ferro di cavallo (struttura dagli interessanti riscontri con la fase altomedievale della basilica paleocristiana di San Vittore ad Albenga). A ci\u00f2 segu\u00ec la fase romanica della chiesa (databile al XII secolo) caratterizzata dall\u2019esistenza di tre navate divise le une dalle altre tramite pilastri a sezione quadrata, con archi in laterizio, conclusa da un\u2019abside semicircolare. Infine, gli scavi permisero di riconoscere, all\u2019esterno dell\u2019area presbiteriale, alcune sepolture in muratura coperte con lastre di pietra. Al termine degli scavi, che hanno restituito anche porzioni della pavimentazione originaria e lastre marmoree di reimpiego, le strutture vennero in larga parte reinterrate.\r\n","come_arrivare":"la chiesa \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; dopo circa un chilometro e mezzo si svolta a sinistra in SP3 e la chiesa si incontra sulla destra dopo circa 500 metri.\r\nDa Albenga, facilmente raggiungibile in treno, \u00e8 possibile utilizzare i mezzi pubblici (autobus 76 del servizio TLP)\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.2157816,44.0761108]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2598,"name":"San Nicol\u00f2","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:35","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2598","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2598&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-nicolo\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.1293143935008,44.185977886685]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2602,"name":"San Clemente","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:35","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2602","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2602&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-clemente\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.21300390767109,44.0468270402714]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2603,"name":"Cattedrale di San Michele Arcangelo, Albenga","description":"","modified":"2022-08-22T10:29:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/10-A-1024x683.jpg","id":3968,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5A-2-1024x709.jpg","id":4167,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8A-1024x681.jpg","id":4386,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Albenga-cattedrale-A-212x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Albenga \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; il centro \u00e8 soggetto a regime di ZTL, per cui \u00e8 necessario lasciare l\u2019automobile al di fuori del tracciato antico delle mura (i parcheggi sono numerosi).<br \/>\nAlbenga \u00e8 ugualmente raggiungibile in treno; usciti dalla stazione si imbocca viale Martiri della Libert\u00e0 e poi, passata la rotonda, via Enrico D\u2019Aste. 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All\u2019interno (1964-1967) furono eliminati quasi tutti gli interventi post-medievali nel tentativo di riportare la chiesa al suo aspetto tardo-romanico; contestualmente la cattedrale fu indagata archeologicamente.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Delle due fasi basso-medievali note per la cattedrale \u2013 XI\/XII secolo e seconda met\u00e0 del XIII \u2013, l\u2019edificio attuale testimonia in maniera molto pi\u00f9 sensibile la seconda, ovvero il rifacimento messo in atto dopo il 1251. Di questa edizione della chiesa si sono mantenuti i volumi e buona parte delle murature esterne.\r\nSi trattava, e in parte ancora si tratta, di una struttura a tre navate, priva di transetto e di cripta, terminante con tre absidi, coperta con un tetto ligneo piatto. La facciata a salienti \u00e8 connotata dal campanile, che dall\u2019esterno non lascia intuire la presenza della navata minore sinistra, di cui occupa la prima campata. Come tipico delle chiese edificate dai magistri Antelami \u2013 i maestri costruttori provenienti dalla lombarda valle d\u2019Intelvi e attivi a Genova dal XII secolo, ma in alcuni casi anche nelle riviere \u2013 la muratura \u00e8 composta di blocchi di calcare marnoso squadrati perfettamente a scalpello, congiunti con pochissima malta, e gli spioventi dei tetti sono profilati da una serie continua di archetti pensili conclusi da peducci, qui spesso figurati.\r\nAppartengono a questa stessa fase architettonica anche i telamoni, di arcaica fattura, che inquadravano una grande polifora poi tamponata e oggi riconoscibile soltanto nel suo profilo.\r\nNella parte inferiore della torre campanaria (che ha alla base tre strati di grossi blocchi di pietra di Cisano, di reimpiego) e della porzione centrale del prospetto, corrispondente all\u2019ampiezza della navata maggiore, la muratura antelamica lascia invece spazio a corsi di blocchetti sbozzati pi\u00f9 piccoli e corti: si tratta di uno dei pochi lacerti della chiesa protoromanica dell\u2019XI-XII secolo. I due oculi in laterizio ancora visibili, seppur tamponati, appartengono alla medesima fase, cos\u00ec come i due archi, probabili resti di una struttura a porticato antistante la chiesa.\r\nDei tre portali, solo quello laterale destro \u00e8 coevo all\u2019edizione duecentesca della cattedrale; quello che si apre alla base del campanile \u00e8 invece trecentesco, mentre il varco centrale \u00e8 tardo barocco (1669-1671). Il rosone \u00e8 di restauro.\r\nI fianchi risultano \u2013 salvo per la sopraelevazione successiva dei muri perimetrali e il rifacimento del cleristorio, tutto al fine di erigere le volte a fine Cinquecento \u2013 sostanzialmente intatti, e mostrano in maniera continuata e regolare la bella muratura antelamica in opera quadrata, nonch\u00e9 le monofore originali. Su quello di sinistra spicca il portale di San Verano, che fronteggia il battistero, in cui sono state riusate porzioni dei plutei appartenenti a una struttura presbiteriale dell\u2019VIII secolo.\r\nDelle tre absidi esistenti in origine si conservano solo quella centrale e quella laterale di sinistra, entrambe scandite da colonnine verticali che si elevano su zoccolature (pi\u00f9 alta quella della maggiore) e semplici basi modanate; la cornice sommitale a denti di sega, tipica dell\u2019architettura antelamica genovese di fine XII secolo, \u00e8 accompagnata da una teoria continua di archetti pensili su peducci che, nel caso dell\u2019abside centrale, si raccordano alle colonnine tramite slanciati capitelli a crochet. Una galleria nana con archi a tutto sesto su colonne di marmo con capitelli a foglie d\u2019acqua, senza riscontri in area ligure ma forse in quella padana, corona l\u2019abside centrale. Quest\u2019ultima reca ancora ben visibili i profili delle finestre di una cripta che non fu realizzata ma che dovette essere prevista nel progetto duecentesco.\r\nLa parte superiore di entrambe le absidi \u00e8 invece dovuta all\u2019innalzamento cinquecentesco.\r\nL\u2019interno della cattedrale conserva solo in parte \u2013 e in apparenza \u2013 l\u2019aspetto tardo-romanico. Le tre navate sono suddivise da pilastri a sezione circolare (uno \u00e8 ottagonale), coronati da capitelli cubici che sono stati scalpellati a fine Cinquecento quando i pilastri furono rifasciati. Le arcate a doppia ghiera a sesto acuto sono frutto di una ricostruzione in stile effettuata a met\u00e0 del Novecento nell\u2019ambito dei restauri integrativi di Nino Lamboglia.\r\n\r\nNegli anni \u201960 del \u2018900, infatti, la Chiesa di San Michele ad Albenga venne interessata da restauri in occasione dei quali nell\u2019edificio (che, dal punto di vista della stratificazione muraria, assomma interventi dall\u2019XI\/XII sino al XIX secolo) vennero eseguiti interventi di scavo che permisero di ricostruire le fasi principali di frequentazione del luogo occupato dalla Cattedrale.\r\nSu livelli di et\u00e0 romana imperiale (rappresentati da resti di pavimentazioni a mosaico e numerosi resti scultorei marmorei di reimpiego), si impost\u00f2 la fase pi\u00f9 antica dell\u2019edificio di culto, databile all\u2019epoca paleocristiana, con impianto a tre navate. \r\nLa fase paleocristiana (fine V secolo) \u00e8 rappresentata da resti di una pavimentazione in cocciopesto, da alcuni lacerti murari perimetrali e, soprattutto, dai resti di un primitivo altare (V secolo) avente, accanto, due grandi basamenti di colonne. La tecnica muraria cui si fece ricorso in questa fase si contraddistingue per la presenza di blocchetti in arenaria caratterizzati da dimensioni da piccole a medie, organizzate in corsi regolari. In tal periodo doveva esistere l\u2018abitazione del vescovo, probabilmente dalle forme piuttosto contenute. \r\nLa seconda fase di vita dell\u2019edificio, attribuibile all\u2019et\u00e0 altomedievale, \u00e8 rappresentata da tracce del presbiterio dinnanzi all\u2019altare. Alla recinzione presbiteriale si riferiscono diversi frammenti di plutei databili alla met\u00e0 dell\u2019VIII\/IX secolo, alcuni dei quali reimpiegati nelle murature di fasi edilizie pi\u00f9 tarde, con finalit\u00e0 decorative (tra queste si segnala la lastra caratterizzata da motivo a pavone). \r\nIn questa fase la chiesa venne ridotta di dimensioni, con riduzione ad una navata centrale ed una cappella in testa alla navata sinistra con pavimentazione in cocciopesto; le altre zone sembrano invece essere state adibite a luogo di sepoltura (come attesta il ritrovamento di diverse sepolture dette a \u201ccappuccina\u201d e a cassa rettangolare).\r\nIn una fase di poco successiva venne realizzata la cripta \u201ca ferro di cavallo\u201d ancora utilizzata in et\u00e0 protoromanica; quest\u2019ultima mantenne anche misure modeste e un\u2019unica navata. A questa fase risale la base del campanile.\r\nNel XIII secolo si ampli\u00f2 la facciata e si procedette alla ricostruzione della navata destra, riportando l\u2019edificio alle dimensioni della chiesa paleocristiana. Il campanile venne incluso nella pianta della chiesa con aggiunta della navata sinistra. Per quanto concerne le murature, in questa fase si pass\u00f2 da una tecnica che faceva ricorso ad elementi lapidei sbozzati ad una con impiego di conci squadrati di calcare con tracce di lavorazioni e rifilatura a scalpello, nonch\u00e9 spianatura a punta fine. Sui perimetrali la tecnica costruttiva \u00e8 del tutto compatibile con quella di XIII secolo. \r\nAccanto alla chiesa \u00e8 presente il noto Battistero di Albenga, anch\u2019esso sottoposto ad indagini archeologiche tra 1996 e il 1998, in occasione del cantiere edile diretto dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria. \r\nLe ricerche archeologiche vennero condotte sia all\u2019esterno che all\u2019interno della struttura grazie all\u2019operato dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria.\r\nIl saggio esterno (di piccole dimensioni onde evitare problemi di statica al monumento) era compreso tra la fondazione dell\u2019edificio e la struttura di recinzione per l\u2019intercapedine, tra le nicchie ubicate a Nord\/Ovest.\r\nQui fu riconosciuto un selciato anteriore agli interventi del D\u2019Andrade, posto a coprire una sepoltura (priva dell\u2019inumato) orientata in senso Nord\/Sud, le cui spallette vennero realizzate in pietra del Finale, pietre e ciottoli. Tale sepoltura venne ricondotta ad un\u2019area funeraria di et\u00e0 tardomedievale, probabilmente intaccate da interventi successivi. \r\nNel 1998 venne proseguita la ricerca archeologica al fine di verificare l\u2019eventuale preesistenza di strutture che potessero essere la causa di alcune irregolarit\u00e0 nell\u2019andamento del perimetro decagonale esterno del Battistero. \r\nEffettivamente, all\u2019esterno del Battistero (lato antico Episcopio) \u00e8 stato possibile individuare una muratura rasata con andamento Nord\/Sud, di fattura tardo-antica, che sembrerebbe essere di poco anteriore rispetto al Battistero. Tale muro era, effettivamente, allineato con la muratura dell\u2019edificio di culto, sebbene non sia stato possibile comprendere a fondo i rapporti tra le due strutture. \r\nDifficolt\u00e0 tecniche legate alla falda non permisero il proseguimento delle attivit\u00e0 di scavo; tuttavia, si rese lecito ipotizzare che l\u2019edificio cristiano sia stato condizionato nella sua pianta da strutture preesistenti. \r\nDurante gli scavi emerse anche un livello di cantiere, attribuibile alla realizzazione del Battistero e pertinente alla demolizione delle strutture preesistenti.\r\nAttorno al Battistero, inoltre, gravitavano dubbi relativi all\u2019appartenenza delle murature pi\u00f9 basse della struttura ad un edificio pi\u00f9 antico, fugati grazie alle analisi condotte dalla Soprintendenza e dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova, che fecero comprendere che le due tecniche murarie erano coeve e pertinenti ad un monumento realizzato in un unico momento. \r\nInternamente, venne eseguito un limitato sondaggio archeologico nel punto in cui il pavimento, in attesa di restauro, si presentava maggiormente deteriorato. Tra la nicchia Sud\/Est del Battistero ed il fonte vennero individuati vari piani di calpestio in cocciopesto e un livello simile a quello identificato all\u2019esterno, relativo alla fase cantieristica del Battistero. \r\nIl restauro della vasca battesimale consent\u00ec di identificare due fasi edilizie: la prima, relativa alla struttura \u201ca stella\u201d, era costituita da pietre e laterizi ed era rivestita per motivi di impermeabilizzazione. \r\nLe indagini archeologiche permisero inoltre di documentare le canalizzazioni per l\u2019acqua connesse al fonte.\r\nNella fase successiva, la vasca venne ristretta facendo ricorso ad una fascia di laterizi poggianti su lastre marmoree reimpiegate e il fondo fu rivestito di lastre marmoree di pregevole fattura.\r\n","come_arrivare":"Albenga \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; il centro \u00e8 soggetto a regime di ZTL, per cui \u00e8 necessario lasciare l\u2019automobile al di fuori del tracciato antico delle mura (i parcheggi sono numerosi).\r\nAlbenga \u00e8 ugualmente raggiungibile in treno; usciti dalla stazione si imbocca viale Martiri della Libert\u00e0 e poi, passata la rotonda, via Enrico D\u2019Aste. Dopo 150 metri la cattedrale \u00e8 immediatamente visibile sulla destra, preceduta da Piazza IV Novembre, su cui affaccia\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.21307263196846,44.0494037748127]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2605,"name":"San Calogero","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:34","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2605","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2605&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-calogero\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.20898401494407,44.0443783026969]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2606,"name":"Andora, Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo","description":"","modified":"2022-08-22T11:14:52","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5-A-1024x681.jpg","id":3988,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/8A-1-1024x681.jpg","id":4409,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/3A-4-681x1024.jpg","id":4413,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Andora-A1-1024x681.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":"<p>Lungo tratto in salita<\/p>\n"},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2606","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2606&action=edit","translations":{"en":{"id":3598,"name":"Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-dei-santi-giacomo-e-filippo\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3598","description":""},"fr":{"id":3602,"name":"Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-dei-santi-giacomo-e-filippo\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3602","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-dei-santi-giacomo-e-filippo\/","addr:street":"Str. 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Il sito fu infatti sottoposto a un complessivo rinnovamento nella seconda met\u00e0 del Duecento, dopo che i marchesi di Clavesana Emanuele e Francesco vendettero il castrum ai genovesi nel 1252, a seguito di un lungo assedio subito nel 1243.\r\nLa chiesa dovette essere costruita appunto dopo il passaggio di propriet\u00e0 a Genova, perch\u00e9 mostra i caratteri tipici dell\u2019architettura dei magistri Antelami che nel Ponente compaiono in seguito all\u2019espansione della Superba.\r\nDopo il XVI secolo il castello fu abbandonato e il popolamento interess\u00f2 piuttosto la piana ai piedi della collina di Andora, sicch\u00e9 la struttura si \u00e8 preservata pressoch\u00e9 integra.\r\nNel 1836 fu introdotta una copertura voltata \u2013 del tutto impropria \u2013, poi eliminata da Alfredo d\u2019Andrade nei restauri da lui condotti nel 1903. Nel 1964 \u00e8 stato infine Nino Lamboglia a condurre l\u2019ultimo intervento eseguito sulla chiesa.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Andora presenta oggi pressoch\u00e9 intatta la sua facies romanica.\r\nSi tratta di un edificio a tre navate, concluso da altrettante absidi, privo di transetto, coperto da un tetto a capriate lignee, con una facciata a salienti. \r\nIniziando l\u2019osservazione proprio dal prospetto, bisogna tenere conto che le finestre inferiori furono restaurate da Alfredo d\u2019Andrade a inizio Novecento, mentre la polifora fu ripristinata nel 1936.\r\nSpicca il grande portale aggettante strombato, con lesene alternate a colonnine in marmo che reggono altrettanti costoloni a tutto sesto.\r\nTutto il profilo della facciata \u00e8 sottolineato da una teoria di archetti pensili archiacuti posti sotto la linea del tetto.\r\nLa muratura \u00e8 in blocchi isodomi di calcare marnoso di Capo Mele, perfettamente lavorati e interconnessi con sottili giunti di malta come tipico dell\u2019architettura dei magistri Antelami provenienti da Genova, che realizzarono la chiesa secondo i criteri costruttivi propri degli edifici genovesi. Per questo motivo, anche stilisticamente e non solo da un punto di vista litotomico la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo assomiglia ad altre chiese erette nella riviera di Ponente nella seconda met\u00e0 del XIII secolo, come la Cattedrale di Albenga e il San Siro di Sanremo, e \u2013 in scala ridotta \u2013 il San Pietro di Lingueglietta.\r\nMuovendosi intorno all\u2019edificio, il fianco sinistro esibisce una muratura liscia e continua, in cui spiccano solo tre monofore e il portale archiacuto a due colonnette, a cui si accede da una doppia scalinata in pietra, necessaria per superare il dislivello visto che la strada in questo punto segue il crinale del colle in discesa.\r\nDi grande effetto \u00e8 la vista delle tre absidi: anche la cortina muraria, impenetrabile, ha un aspetto austero e quasi militare. I volumi aggettanti sono scanditi solo da poche, sottili semicolonne, impostante su una liscia zoccolatura e raccordate in alto alla teoria di archetti pensili che circonda tutto l\u2019edificio, in quest\u2019area accompagnata da una cornice a denti di sega.\r\nLo spazio interno, diviso da pilastri a sezione circolare o ottagonale, \u00e8 altrettanto austero. Anche qui il decoro \u00e8 del tutto assente, salvo qualche rilievo apotropaico con serpenti o croci sui capitelli cubici che reggono le arcate a sesto acuto a doppia ghiera. L\u2019assenza di volte e l\u2019elevata altezza del cleristorio conferiscono un forte senso di sviluppo verticale. Spicca il liscio volume del catino absidale e l\u2019articolazione degli archi multipli che lo concludono, segnati da un\u2019impercettibile flessione ogivale.\r\n","come_arrivare":"Andora \u00e8 facilmente raggiungibile in auto con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Andora. Passato il casello, alla rotonda si imbocca via San Lazzaro in direzione della costa; dopo circa 300 metri si gira a sinistra e si imbocca Strada Castello. Lasciata l\u2019auto, si prosegue a piedi.\r\nAndora \u00e8 raggiungibile in treno. 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A tale abside si addossava una struttura quadrangolare in cui sarebbe stata inscritta una seconda costruzione circolare, di non chiara funzione. \r\nLateralmente, era presente un recinto cimiteriale in cui si conservavano numerose sepolture dette \u201calla cappuccina\u201d.\r\nI muri ancora conservati erano caratterizzati da blocchetti di pietre organizzati in corsi orizzontali. \r\nIn questa fase, l\u2019intero complesso presenta forti analogie con il complesso di San Clemente, i cui resti sono ammirabili nell\u2019alveo del fiume Centa. \r\nLa fase altomedievale della chiesa (VI\/VII secolo) si caratterizzava per una prima ristrutturazione, con innalzamento del pavimento e l\u2019aggiunta di un secondo recinto cimiteriale non in asse con l\u2019originario.\r\nNella fase protoromanica, verso il 1000, intervennero diverse modifiche sulla struttura: infatti, la chiesa venne interessata dalla ristrutturazione della zona absidale, con sopraelevazione del piano pavimentale di tale area. La navata venne ridimensionata da pilastri monolitici di origine romana, qui reimpiegati, che creavano delle nicchie lungo i due muri laterali. \r\nIn quest\u2019occasione si ebbe il reimpiego di un cippo funerario romano che assunse funzioni di altare. \r\nEsso presenta sulla sommit\u00e0 un\u2019incavatura di forma rettangolare, usata come reliquiario. Infine, l\u2019ingresso meridionale venne chiuso e dotato di una scala. Appartengono questa fase anche diverse sepolture: la chiesa, infatti, mantenne la funzione funeraria sino alla sua totale dismissione. Infine, sono relative alle fasi finali del complesso la realizzazione di una transenna in muratura (che comport\u00f2 la riduzione delle dimensioni della navata) e la costruzione di un pozzo circolare ad Ovest della chiesa. \r\nLa chiesa ed il cimitero vennero rimaneggiati fino al XIV\/XV secolo, quando le strutture furono distrutte e l\u2019area abbandonata. In seguito, nel XVI secolo, venne realizzata una piccola cappella a pianta quadrata con portichetto, abbandonata nel XVII\/XVIII secolo e distrutta nel corso degli scavi degli anni \u201950 del \u2018900.\r\n","come_arrivare":"Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): dopo aver preso l'uscita Albenga da A10\/E80, continuare su Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Prendere Viale Martiri della Foce in direzione di Viale Pontelungo\/SP39 a Albenga. Alla rotonda prendere la prima uscita e percorrere Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda successiva, prendere la seconda uscita e percorrere Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda, prendere la prima uscita e prendere Viale Martiri della Foce per circa 1 km. Alla rotonda seguente, prendere la prima uscita e rimanere su Viale Martiri della Foce. Alla rotonda, proseguire dritto su Via Leonardo Da Vinci, e, alla rotonda prendere la seconda uscita e imboccare Via Torino. Svoltare a destra e prendere Via del Roggetto. Svoltare a sinistra e prendere Viale Pontelungo\/SP39. All\u2019incrocio con Via Valle d\u2019Aosta e Via 8 Marzo si trova il sito archeologico. \u00c8 possibile posteggiare l\u2019automobile in Via Valle d\u2019Aosta, nella successiva Via Bologna, raggiungibile svoltando a sinistra una volta percorsa tutta Via Valle d\u2019Aosta. Prima di procedere lungo Via Bologna, svoltando a destra \u00e8 possibile trovare un altro parcheggio per auto e moto.\r\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): procedere a piedi verso Via dei Mille. Svoltare a destra e prendere Via dei Mille: proseguire su tale via per poi svoltare leggermente e prendere Via Genova\/SP39. Continuare su SP39. Attraversare la rotonda e percorrere Viale Pontelungo sino all\u2019incrocio con Via Valle d\u2019Aosta e Via 8 Marzo. 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Tre monofore a doppia strombatura bucano la superficie tersa della muratura.\r\nLa struttura dell\u2019abside \u00e8 perfettamente leggibile anche all\u2019interno, dove le diverse tessiture murarie permettono di identificare facilmente i successivi momenti della storia dell\u2019edificio.\r\nSi conserva inoltre parte della pavimentazione antica, in lastre di pietra nera locale, mentre la volta a botte che copre l\u2019intera navata risale al XVI secolo e al momento in cui la chiesa venne trasformata in fortezza.\r\nComplessivamente, i caratteri architettonici di San Pietro l\u2019apparentano alla cattedrale di San Siro a Sanremo e alla chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Andora.\r\n","come_arrivare":"Lingueglietta \u00e8 facilmente raggiungibile in automobile con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita Arma di Taggia (se si proviene da Ventimiglia) oppure Imperia ovest (per chi arriva da Genova). 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A tal proposito \u00e8 stata avanzata l\u2019ipotesi che la ricostruzione sia avvenuta a non grande distanza temporale dall\u2019erezione della prima chiesa, e che l\u2019aspetto attuale dell\u2019edificio sia soprattutto il risultato di un intervento eseguito in epoca tardo-romanica, ovvero a cavallo tra XII e XIII secolo. \r\nLa struttura \u00e8 stata pi\u00f9 volte restaurata, da fine Ottocento sotto la direzione di Alfredo d\u2019Andrade sino ai pi\u00f9 recenti interventi della fine degli anni Novanta.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Giovanni \u00e8 una struttura mononavata, dotata di un\u2019abside semicircolare, coperta con un tetto a capriate lignee (di restauro, ma all\u2019interno se ne conserva ancora una porzione originale, esposta in controfacciata).\r\nAnalizzando l\u2019abside \u00e8 possibile osservare come sia impostata su una sorta di doppia zoccolatura; tuttavia solo quella superiore \u00e8 coeva alla struttura dell\u2019emiciclo, mentre quella inferiore \u00e8 ci\u00f2 che resta \u2013 probabilmente \u2013 di una precedente fondazione. \r\nNessun abbellimento, salvo appunto lo sporgere della fascia basamentale, movimenta la muratura, raccordata alla copertura dell\u2019abside solo tramite una semplice cornice svasata. Ne bucano la superficie due monofore a doppia strombatura con archetto monolitico disposte in maniera asimmetrica.\r\nLungo il fianco destro, un corpo di fabbrica basso e corto, aderente alla struttura e ora destinato a sacrestia, potrebbe essere ci\u00f2 che resta di una seconda navata poi crollata o \u2013 assai pi\u00f9 probabilmente \u2013 di una torre campanaria. In passato la critica aveva avanzato l\u2019ipotesi che l\u2019edificio avesse in origine due o tre navate, e che fosse poi stato ridotto ad un\u2019aula unica, ma tale lettura sembra oggi sostanzialmente superata. Il profilo absidato del piccolo vano adiacente la chiesa \u00e8, infatti, verosimilmente ottocentesco poich\u00e9 non compare nella planimetria settecentesca di Matteo Vinzoni, fonte considerata in genere molto affidabile.\r\nL\u2019accesso \u00e8 possibile solo dal fianco destro, bucato, come il sinistro, da tre monofore alte e strette nella parte alta della parete, ma anche da due entrate, di cui una tamponata, che per\u00f2 sembra la pi\u00f9 antica (lo lascia intendere ci\u00f2 che resta di una ghiera d\u2019arco). \r\nIl lato corto opposto all\u2019abside e il fianco sinistro sono costruiti a strapiombo sulla strada di circonvallazione e per questo non consentono accesso.\r\nAll\u2019interno colpiscono la vista la liscia apparecchiatura muraria, le pitture che decorano l\u2019abside, riferite al cosiddetto Maestro di Luc\u00e9ram e risalenti al 1454 (come si legge su una trave lignea soprastante l\u2019arco trionfale), e l\u2019antica copertura lignea, anch\u2019essa quattrocentesca, di cui una porzione \u00e8 esposta in controfacciata. Il presbiterio \u00e8 leggermente rialzato e sul fianco destro si apre un varco, alto e stretto, sormontato da una trabeazione e da una ghiera di conci radiali a tutto sesto; il passaggio conduce nel vano adiacente la chiesa, che \u00e8 \u2013 come gi\u00e0 detto \u2013 verosimilmente ci\u00f2 che resta dell\u2019antica torre campanaria.\r\n","come_arrivare":"Diano Castello \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di San Bartolomeo al Mare; giunti sulla via Aurelia si prosegue vero Imperia per circa due chilometri; si svolta a destra in via delle Mimose, poi in via Filippo Purgatorio e infine ancora a destra e seguendo prima via Cesare Battista e poi via Diano Castello si raggiunge il centro antico; \u00e8 possibile lasciare l\u2019auto nel parcheggio posta alla fine di via Meloria, immediatamente prima della chiesa di San Giovanni.\r\nPer chi giunga in treno, Diano Castello \u00e8 raggiungibile in autobus da Diano Marina, linea 31 di Riviera Trasporti.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.06471240813805,43.9262215012491]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2618,"name":"Santa Maria Assunta, Diano Castello","description":"","modified":"2022-08-22T12:25:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/4A-683x1024.jpg","id":4025,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5A-683x1024.jpg","id":4142,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/2A-1-1024x683.jpg","id":4446,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Diano-Assunta-A1-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Raggiungibile in macchina, poi con un breve tratto da percorrere a piedi<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2618","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2618&action=edit","translations":{"en":{"id":3663,"name":"Santa Maria Assunta, Diano Castello","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-maria-assunta-diano-castello\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3663","description":""},"fr":{"id":3667,"name":"Santa Maria Assunta, Diano Castello","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-maria-assunta-diano-castello\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3667","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/santa-maria-assunta\/","addr:street":"Via Martiri della Liberazione","addr:housenumber":"","addr:postcode":"18013","addr:city":"Diano Castello (IM)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Martiri della Liberazione,  Diano Castello (IM)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Una prima chiesa fu costruita in un tempo imprecisato; doveva avere circa il medesimo perimetro della chiesa romanica oggi visibile \u2013 si scorge ancora il profilo della relativa abside alla base di quella attuale \u2013 ma non \u00e8 mai stata indagata archeologicamente.\r\nL\u2019edizione romanica della chiesa di Santa Maria Assunta non \u00e8 documentata ma i suoi caratteri stilistici la dicono eretta nel primo terzo del XIII secolo, o forse \u2013 come vorrebbe parte della critica \u2013 ancora sul finire di quello precedente.\r\nIn et\u00e0 barocca fu aggiunto il campanile.\r\nNel 1939 il prospetto a strapiombo fu abbattuto \u2013 era infatti pericolante a seguito del terremoto che devast\u00f2 il Ponente nel 1887 \u2013 e ricostruito arretrato.\r\nLa chiesa \u00e8 stata restaurata durante gli anni Sessanta da Nino Lamboglia e, pi\u00f9 recentemente, nel 1986.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di Santa Maria Assunta conserva quasi intatta la sua facies romanica.\r\nSi trattava \u2013 e si tratta tutt\u2019oggi \u2013 di un edificio mononavato, dotato di abside semicircolare, con copertura a capriate lignee e ingresso sui fianchi; il lato corto opposto all\u2019abside, infatti, era stato eretto a strapiombo su un forte dislivello e per questo non \u00e8 mai stato suscettibile di essere adibito a facciata (la parete attuale risale al 1939, quando il muro originale \u2013 pericolante \u2013 fu abbattuto e il prospetto fu ricostruito in posizione arretrata). Per questo fin dall\u2019erezione della chiesa il ruolo di maggior importanza simbolica \u00e8 stato rivestito dall\u2019abside, affacciata su una piazza antica e dotato di una fonte. L\u2019emiciclo \u00e8 impostato sul profilo di una precedente abside \u2013 di cui si possono osservare ancora cinque file di conci \u2013 ed \u00e8 dotato di una bassa zoccolatura; \u00e8 traforato da monofore chiuse da un archetto monolitico (ridotte a due dall\u2019erezione del campanile addossato alla struttura) ed \u00e8 scandito sotto il livello del tetto da una cornice a denti di sega e da una teoria di archetti ciechi retti da peducci, in parte figurati con arcaiche protomi umane. Un\u2019apertura a forma di croce buca la porzione di muratura sovrastante la copertura dell\u2019abside.\r\nSalvo quest\u2019area, le pareti esterne dell\u2019edificio sono perfettamente lisce e prive di articolazioni, salvo alte e strette monofore a doppia strombatura. Sul fianco sud si segnala, oltre l\u2019accesso archiacuto, anche un altro varco, a tutto sesto, tamponato, posto pi\u00f9 vicino alla facciata a strapiombo e ad un livello pi\u00f9 basso: si tratta verosimilmente di una struttura pi\u00f9 antica.\r\nAll\u2019interno le pareti vaste e lisce dovettero evocare fin da subito un rivestimento pittorico, oggi ancora ricchissimo di testimonianze risalenti al XV e al XVI secolo.\r\nIl paramento murario \u00e8 di buona qualit\u00e0, ma non risponde del tutto ai caratteri tipici dell\u2019architettura dei magistri Antelami, provenienti da Genova e largamente attivi nel Ponente ligure durante il Duecento: per quanto regolari, infatti, i blocchi non presentano l\u2019andamento isodomo e la perfetta spianatura dei muri antelamici, e sono interconnessi con giunti di malta piuttosto spessi.\r\n","come_arrivare":"Diano Castello \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di San Bartolomeo al Mare; giunti sulla via Aurelia si prosegue vero Imperia per circa due chilometri; si svolta a destra in via delle Mimore, poi in via Filippo Purgatorio e infine ancora a destra e seguendo prima via Cesare Battista e poi via Diano Castello si raggiunge il centro antico; \u00e8 possibile lasciare l\u2019auto nel parcheggio posta alla fine di via Meloria, immediatamente prima della chiesa di San Giovanni.\r\nPer giunga in treno, Diano Castello \u00e8 raggiungibile in autobus da Diano Marina, linea 31 di Riviera Trasporti.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.06597840813744,43.9254179012491]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2619,"name":"Oratorio di Santa Caterina, Cervo","description":"","modified":"2022-08-22T12:32:29","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1A-576x1024.jpg","id":4033,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/4A-1-1024x683.jpg","id":4150,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/2A-2-769x1024.jpg","id":4454,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Cervo-A1-768x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.cervo.com\/?it\/03-il-borgo\/il-borgo\/emergenze-storico\/culturali\/monumenti-religiosi\/oratorio-di-santa-caterina\/l-oratorio-di-santa-caterina\/&q=zIkOyxmgqt2L7nf9YL4veg%3D%3D"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2619","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2619&action=edit","translations":{"en":{"id":3682,"name":"Oratorio di Santa Caterina, Cervo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/oratorio-di-santa-caterina-cervo\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3682","description":""},"fr":{"id":3686,"name":"Oratorio di Santa Caterina, Cervo","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/oratorio-di-santa-caterina-cervo\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3686","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/oratorio-di-santa-caterina\/","addr:street":"via Oratorio","addr:housenumber":"","addr:postcode":"18010","addr:city":"Cervo (IM)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"via Oratorio,  Cervo (IM)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa fu edificata verosimilmente dall\u2019ordine militare religioso dei Cavalieri Gerosolomitani, difensori del Santo Sepolcro, che controllarono Cervo dalla fine del XII secolo \u2013 avendone acquistato circa il cinquanta per cento della superficie dal comune di Albenga \u2013 fino ai primi del Trecento. Non a caso la prima titolazione della chiesa fu a San Giovanni Battista, patrono dei Gerosolimitani. I caratteri stilistici dell\u2019edificio \u2013 costruito da maestranze antelamiche provenienti da Genova \u2013 permettono di ipotizzare una cronologia in pieno XIII secolo.\r\nLa chiesa, pur non essendo matrice pievana, dovette divenire ben presto un luogo importante per la comunit\u00e0 cervese; nel 1423 vi \u00e8 testimonianza che vi si tenevano le riunioni del parlamento cittadino.\r\nIn epoca moderna furono realizzati il campanile e il coro poligonale; i fianchi sono stati interessati pi\u00f9 volte da interventi di sfondamento volti all\u2019apertura di cappelle laterali private.\r\nNel 1641 la chiesa assunse il titolo di parrocchiale.\r\nDal 1762 l\u2019edificio divenne sede della confraternita di Santa Caterina; contestualmente il titolo di parrocchiale fu trasferito alla nuova chiesa di San Giovanni, appena costruita a questo scopo.\r\nNel 1823 vennero chiuse le aperture sulla parete nord per aprire l\u2019attuale via Alfieri; fu invece mantenuta la cappella \u2013 ancora esistente \u2013 detta del Soccorso, collocata sul fianco sud e dotata anche di accesso indipendente.\r\nUn importante restauro, diretto da Edoardo Mazzino, ha interessato l\u2019edificio nel 1954, riportandolo ad un aspetto il pi\u00f9 vicino possibile a quello romanico, dato che i successivi interventi che avevano interessato la struttura le conferivano un aspetto disomogeneo.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di Santa Caterina, nel tempo fortemente trasformata e poi riportata a un ideale aspetto neo-romanico, aveva in origine una struttura mononavata, dotata di abside semicircolare, di copertura a capriate lignee e di poche aperture, che conferiscono all\u2019edificio un aspetto fortificato.\r\nL\u2019esterno della chiesa \u00e8 solo in parte leggibile, in quanto l\u2019edificio \u00e8 stretto nell\u2019abitato medievale e le abitazioni circostanti vi sono quasi addossate.\r\nLa facciata \u00e8 caratterizzata da un oculo circolare \u2013 riaperto a met\u00e0 Novecento \u2013 e soprattutto dal portale ogivale con capitellini, a foglie uncinate detti crochet e protomi antropomorfe, e dotato di una costolonatura ad arco acuto nella lunetta, oggi priva di decorazione; l\u2019architrave liscio si regge su mensole modanate.\r\nLe tre monofore che segnano ciascun lato furono anch\u2019esse ricostruite \u2013 sulla scorta delle tracce ancora presenti \u2013 durante il restauro del 1954.\r\nAll\u2019interno spiccano la copertura lignea originale e il profilo dell\u2019antica abside semicircolare, riportato in luce nell\u2019area prospiciente l\u2019altare (barocco, quest\u2019ultimo) durante i restauri del secolo scorso. Le pareti, dalla tessitura irregolare e segnate dalle aperture tamponate, portano i segni della storia pluricentenaria di questo edificio cos\u00ec stratificato.\r\nNel complesso, il paramento murario, caratterizzato da una muratura di blocchi isodomi di calcare marnoso perfettamente lavorati e interconnessi con sottili giunti di malta, presenta i caratteri tipici dell\u2019architettura dei magistri Antelami provenienti da Genova, e permette di accostare la chiesa di Santa Caterina ad altre chiese di secondo Duecento presenti nel Ponente ligure, come la cattedrale di San Siro a Sanremo e la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Andora.\r\n","come_arrivare":"Cervo \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di San Bartolomeo al Mare; giunti sulla via Aurelia si prosegue per circa 500 metri in direzione di Andora, per poi svoltare a sinistra in via Due Giugno. Si risale cos\u00ec la collina e si raggiunge Cervo da dietro, dove \u00e8 possibile lasciare l\u2019autore nei parecchi che precedono \u2013 e seguono \u2013 la piazza Al Castello. Da qui \u00e8 necessario proseguire a piedi: tramite i molti vicoletti paralleli e in discesa si raggiunge la parrocchiale (dedicata a San Giovanni Battista) e l\u2019oratorio di Santa Caterina, collocato in posizione immediatamente sottostante.\r\nPer chi giunga in treno, Cervo \u00e8 raggiungibile in autobus da Diano Marina, linea 12 di Riviera Trasporti.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.11464770811793,43.9259334012453]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2645,"name":"Sant&#8217;Ambrogio 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Da ci\u00f2 deriva il toponimo \u201cde Ceula\u201d con cui la pieve di San Siro, appartenente alla diocesi di Luni, \u00e8 nota.\r\n\u00c8 verosimile che sia esistita una prima fondazione gi\u00e0 in epoca altomedievale.\r\nLa torre campanaria potrebbe risalire al X secolo, mentre la chiesa fu eretta probabilmente nel primo terzo nel XII. Questa compare per la prima volta nella documentazione scritta nel 1148, in una bolla di papa Eugenio III.\r\nNel 1689 fu costruito il coro ancora oggi visibile, mentre la facciata fu realizzata nel 1758.\r\nNegli anni Cinquanta del Novecento un restauro purista ha determinato la radicale rimozione di tutto ci\u00f2 che nel periodo precedente si era sovrapposto alle strutture medioevali.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"All\u2019esterno, la pieve di San Siro, collocata \u2013 insieme al borgo di Montale \u2013 in posizione dominante rispetto al sottostante borgo di Levanto, non colpisce di certo per il suo aspetto romanico.\r\nOltre a brevi tratti di muratura antica non intonacata sui fianchi e nei cleristori, spicca tuttavia la torre campanaria, forse precedente rispetto alla chiesa e simile a quella di San Martino a Framura. \u00c8 ipotesi accettata che queste due strutture facessero parte di un sistema difensivo di epoca carolingia e che avessero in origine \u2013 appunto \u2013 funzione militare, e che solo successivamente le torri siano state riadattate a campanili.\r\nAll\u2019interno l\u2019edificio si presenta con una pianta a tre navate, priva di transetto; lo spazio \u00e8 diviso da colonne circolari, sormontate da semplici piani di raccordo con i grandi archi a tutto sesto.\r\nLa muratura, compatta e costituita da blocchetti tagliati con accuratezza, spicca per la sua regolarit\u00e0 e denota la presenza di maestranze specializzate, anche se forse non dei magistri Antelami attivi in genere a Genova ma, soprattutto dal Duecento, anche nelle Riviere. Il suo aspetto austero \u00e8 interrotto solo da semplici bucature a monofora.\r\nIl tetto a capriate lignee \u00e8 frutto dei restauri del secolo scorso, ma nulla lascia intendere che fossero previste delle volte in muratura. \r\n","come_arrivare":"Montale di Levanto \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina: autostrada A10[E80], uscita Carrodano\/Levanto, SP566dir per sette chilometri.\r\nPer chi si sposti con i mezzi pubblici, \u00e8 possibile arrivare in treno fino a Levanto e alla stazione prendere la corriera del servizio ATC Levanto-Vignana.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.62661165594785,44.1870547144724]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2691,"name":"San Lorenzo, Portovenere","description":"","modified":"2022-08-22T13:44:04","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1-A-1024x768.jpg","id":4083,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5.-A-683x1024.jpg","id":4222,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/2A-3-1024x683.jpg","id":4492,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Portovenere-San-Lorenzo-A1-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.diocesilaspezia.it\/directory\/listing\/porto-venere-ss-lorenzo-m-e-pietro-ap"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2691","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2691&action=edit","translations":{"en":{"id":3852,"name":"San Lorenzo, Portovenere","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-lorenzo-portovenere\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3852","description":""},"fr":{"id":3856,"name":"San Lorenzo, Portovenere","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-lorenzo-portovenere\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3856","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-lorenzo-2\/","addr:street":"Salita Castello","addr:housenumber":"10","addr:postcode":"19025","addr:city":"Portovenere SP","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Salita Castello, 10 Portovenere SP","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Non \u00e8 nota la data di fondazione della chiesa di San Lorenzo, il cui nucleo pi\u00f9 antico dovette essere costruito \u2013 come stabilito dall\u2019analisi della muratura \u2013 all\u2019inizio del XII secolo. \u00c8 verosimilmente questa la ecclesia Portusveneris consacrata nel 1130 da papa Innocenzo II, quando la struttura non doveva ancora essere del tutto completa. Fu terminata nel corso del secolo, e non a caso la lettura del dato stilistico permette di leggere la progressiva introduzione di elementi tipici delle maestranze antelamiche genovesi, che dovettero subentrare a quelle locali che avevano dato avvio alla costruzione. Tale avvicendamento fu determinato dal progressivo impossessarsi da parte di Genova del borgo di Portovenere, dove un primo castello era stato eretto fin dalla conquista nel 1113, ma dove le nuove mura furono innalzate solo nel 1160.\r\nDal 1130, dunque, San Lorenzo fu sottratta alla giurisdizione della diocesi di Luni per rientrare in quella di Genova, un dato reso ancor pi\u00f9 ufficiale nel 1162 quando papa Alessandro II affid\u00f2 le chiese \u201cin castro (cio\u00e8 San Pietro) et suburbio Portusveneris (San Lorenzo)\u201d all\u2019arcivescovo genovese.\r\nNel 1340 la chiesa fu devastata da un incendio e restaurata nella facciata, nel transetto \u2013 dove fu probabilmente elevata una torre nolare \u2013, e nella parte absidale.\r\nNel 1494, durante il bombardamento delle navi aragonesi la torre nolare fu abbattuta; fu dunque sostituita da una cupola su tamburo ottagono.\r\nTra Cinque e Seicento l\u2019edificio fu sottoposto a un ampio rifacimento; nel 1582 parte dei pilastri di pietra nera che dividono le navate furono sostituiti da colonne di marmo bianco di Carrara.\r\nLa facies moderna assunta tra XVI e XVII dalla chiesa fu mantenuta poi fino ai restauri degli anni Trenta di Ubaldo Formentini, che riportano San Lorenzo al suo aspetto medievale.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Lorenzo conserva solo in parte le originarie fattezze romaniche, assunte nel corso di un cantiere di lunga durata, tra primo XII secolo e le met\u00e0 dello stesso; un fitto succedersi di fasi costruttive, ristrutturazioni e \u2013 nel secolo scorso \u2013 restauri ne ha infatti alterato in parte l\u2019aspetto. \r\nSi trattava di una chiesa trinavata, terminante con altrettante absidi, la maggiore semicircolare e le minori rettilinee, dotata di coperture miste (volte sul presbiterio, capriate lignee sulle navi), chiusa da una facciata a salienti.\r\nOsservando il prospetto, oggi e da met\u00e0 Trecento a capanna, \u00e8 necessario anzitutto espungere le due piccole monofore laterali e il corpo centrale, in aggetto, dominato dal portale strombato con lunetta archiacuta, da una grande trifora e dal rosone: si tratta dell\u2019esito delle ristrutturazioni avvenute appunto alla met\u00e0 del XIV secolo, a seguito di un grosso incendio scoppiato nel 1340.\r\nDella fase romanica di inizio XII secolo sono solamente due elementi: la parte inferiore del portale, in pratica fino alle mensole figurate con aquila e angelo che reggono l\u2019architrave (poi sostituito a fine Quattrocento quando fu realizzata la scultura del San Lorenzo sulla graticola e furono inserite le colonne tortili), che rivela il coinvolgimento delle maestranze antelamiche genovesi in corso d\u2019opera ; un ampio brano di muratura alla sinistra del portale minore lato monte, composto da blocchi piccoli e un po\u2019 irregolari, opera di maestranze locali (e infatti si ritrova simile nella chiesa si San Venerio sull\u2019isola del Tino, risalente all\u2019XI secolo, e nel nucleo antico, mononavata, di San Pietro a Portovenere). \r\nDi un analogo paramento a blocchetti si compone il basso basamento della facciata e buona parte del fianco destro della chiesa, fino all\u2019altezza delle bifore archiacute. Proprio osservando questo lato e seguendo la scaletta che scende subito a fianco della facciata si pu\u00f2 osservare il vasto basamento in conci di medie e grandi dimensioni (realizzati nella stessa pietra locale grigio scuro) che compongono una vera e propria piattaforma artificiale su cui si innalza la chiesa.\r\nInvece, sia nella parte alta del fianco destro, sia in tutta la porzione superiore della facciata \u00e8 possibile apprezzare la muratura in opus quadratum, composto di blocchi perfettamente squadrati congiunti con letti di malta sottilissimi, tipico delle maestranze antelamiche genovesi che furono responsabili della ricucitura della chiesa e della sua parziale trasformazione dopo l\u2019incendio del 1340.\r\nAll\u2019interno appartengono alla fase romanica di XII secolo (il gi\u00e0 ricordato cantiere di lunga durata) la controfacciata, le arcate a tutto sesto a doppia ghiera della navata maggiore, i cleristori soprastanti, i muri laterali fino a circa tre quarti dell\u2019altezza, i quattro pilastri della zona presbiteriale \u2013 con i loro capitelli cubici decorati \u2013, e i muri di fondo delle navatelle.\r\nRisalgono invece al rifacimento della seconda met\u00e0 del Trecento gli unici due pilastri del colonnato, ovvero il quarto su entrambi i lati partendo dalla controfacciata (mentre bisogna ricordare che le sei colonne, ovvero i primi tre sostegni per ciascun lato, furono inserite nel 1582), la quinta arcata, cio\u00e8 quella che precede il presbiterio, rifatta a sesto acuto, le tre arcate ogivali di accesso al presbiterio e le volte di questo. Verosimilmente sull\u2019ultima campata della navata centrale venne costruita una torre nolare, distrutta poi nel 1494.\r\n","come_arrivare":"Portovenere \u00e8 facilmente raggiungibile in automobile; si segue l\u2019autostrada A10 (E80) e in corrispondenza di Santo Stefano di Magra si imbocca l\u2019uscita per A15(E31). Dopo circa due chilometri si svolta in Via Giosu\u00e8 Carducci e ci si ritrova a La Spezia. Si seguono le indicazioni per Portovenere fino a che non si imbocca via Niccol\u00f2 Fieschi (SP530), da percorrere finch\u00e9 non si giunge in vista di Portovenere. Non \u00e8 possibile accedere in auto ed \u00e8 necessario lasciare il veicolo fuori dal centro (parcheggi a pagamento).\r\nPer chi giunga in treno, raggiunta La Spezia centrale \u00e8 possibile prendere il Girobus fino a Portovenere.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.83363078595268,44.0507137466403]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2692,"name":"San Pietro, Portovenere","description":"","modified":"2022-08-22T13:46:25","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1A-1-683x1024.jpg","id":4087,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/3A-2-1024x768.jpg","id":4226,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/4A-2-1024x682.jpg","id":4496,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Portovenere-San-Pietro-A1-768x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.parrocchiaportovenere.org"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2692","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2692&action=edit","translations":{"en":{"id":3869,"name":"San Pietro, Portovenere","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-pietro-portovenere\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3869","description":""},"fr":{"id":3873,"name":"San Pietro, Portovenere","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-pietro-portovenere\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3873","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-pietro-3\/","addr:street":"Lungo Calata Doria","addr:housenumber":"","addr:postcode":"19025","addr:city":"Portovenere SP","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Lungo Calata Doria,  Portovenere SP","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Si tratta della chiesa pi\u00f9 antica oggi visibile a Portovenere.\r\nNon si pu\u00f2 escludere che un primo edificio venisse eretto in questa zona gi\u00e0 in epoca tardo antica; nel 594 infatti papa Gregorio Magno, in una lettera a Venanzio vescovo di Luni, ricorda un certo Iobinus, diacono e abate \u201cde Portu Veneris\u201d. Da qualche parte a Portovenere esisteva dunque un cenobio, ed \u00e8 probabile che si trovasse in quest\u2019area, ovvero l\u2019antico nucleo fortificato, il castrum vetus citato nei documenti che esisteva gi\u00e0 in epoca romana e paleocristiana.\r\nLa porzione pi\u00f9 antica della chiesa \u2013 l\u2019aula mononavata con abside semicircolare \u2013 \u00e8 riferibile, per i caratteri della muratura, alla fine dell\u2019XI-inizio del XII secolo, anche se veniva ritenuta molto pi\u00f9 antica (e ancora recentemente \u00e8 stata proposta una retrodatazione al IX-X secolo).\r\nNel 1162 viene definita chiesa vecchia \u201cin castro\u201d. \r\nNel corso del Duecento venne aggiunta una seconda chiesa, pi\u00f9 grande, adiacente alla prima; la struttura era terminata intorno al 1277, data che compariva in una lapide murata in antico presso la porta orientale del nuovo corpo di fabbrica e che oggi si trova all\u2019interno.\r\nNel 1340 l\u2019intera struttura venne fortemente rovinata da un incendio; altri danni riport\u00f2 nel 1494 nel corso del bombardamento aragonese.\r\nNel 1798 i Francesi la devastarono e ne bruciarono i quadri.\r\nA fine Ottocento la chiesa era praticamente in rovina. Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento furono eseguiti ampi restauri (e rifacimenti) allo scopo di riportare l\u2019edificio a un ideale condizione originaria.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"San Pietro gode di una collocazione urbanistica e paesaggistica invidiabile: \u00e8 infatti posta sull\u2019ultimo sperone roccioso di Portovenere, detto promontorio dell\u2019Arpaia, a picco sul mare.\r\nAl netto dei restauri largamente integrativi condotti da Formentini negli anni Trenta, la chiesa mantiene ancora leggibili le due principali fasi edilizie: quella romanica di fine XI-inizio XII secolo e quella gotica di XIII, che corrispondono a due strutture precisamente distinte e semplicemente giustapposte.\r\nTale situazione \u00e8 riscontrabile anche a una prima osservazione: dall\u2019esterno infatti si nota un corpo di fabbrica caratterizzato da un paramento bicromo a fasce alternate bianche e nere, dotato di campanile e segnato dalla presenza di monofore; a questo si accosta, sulla destra, un\u2019altra struttura, costruita in blocchetti medi di pietra nera tagliati con lo scalpello: \u00e8 quest\u2019ultima la parte pi\u00f9 antica di tutta la chiesa di San Pietro. Si tratta di un\u2019aula mononavata, con abside semicircolare (inclusa in una muratura rettilinea all\u2019esterno e rivolta a monte) e con ingresso sul fianco, in corrispondenza di una suggestiva loggia, frutto per\u00f2 di ricostruzione integrale.\r\nL\u2019ingresso oggi si effettua dalla porta ad arco a sesto acuto che si trova su un lato della struttura bicroma duecentesca (subito in vista percorrendo la salita che conduce al sito). Questo accesso buca il fianco sinistro della seconda chiesa, costruita adiacente e perpendicolare all\u2019aula romanica pi\u00f9 antica \u2013 e appunto con un diverso orientamento, ruotato di 90 gradi. \r\nEntrando ci si ritrova in fondo alla navata sinistra della chiesa di XIII secolo, ben riconoscibile per la presenza di volte a crociera nervate e per il decoro insistito a fasce bianche e nere alternate.\r\nIl muro sulla destra, invece, costituisce il fianco antico della chiesa romanica, che infatti fu traforato da due grandi archi a tutto sesto per rendere comunicanti i due vani.\r\nDella struttura romanica colpiscono l\u2019abside e il lacerto di pavimento in opus sectile. Quest\u2019ultimo, secondo parte della critica, apparterebbe ad una precedente struttura costruita in epoca tardo antica, che dovette dunque precedere l\u2019aula ancora in essere. Tale chiesa \u00e8 oggi coperta da una volta a botte, ma \u00e8 probabile che in origine il tetto fosse a doppio spiovente con capriate lignee. \r\nLa muratura in piccoli blocchetti di pietra nera \u00e8 del tutto affine a quella della chiesa romanica costruita sull\u2019isola del Tino (XI secolo) e alle parti pi\u00f9 antiche di San Lorenzo a Portovenere.\r\n","come_arrivare":"Portovenere \u00e8 facilmente raggiungibile in automobile; si segue l\u2019autostrada A10 (E80) e in corrispondenza di Santo Stefano di Magra si imbocca l\u2019uscita per A15(E31). Dopo circa due chilometri si svolta in Via Giosu\u00e8 Carducci e ci si ritrova a La Spezia. Si seguono le indicazioni per Portovenere fino a che non si imbocca via Niccol\u00f2 Fieschi (SP530), da percorrere finch\u00e9 non si giunge in vista di Portovenere. Non \u00e8 possibile accedere in auto ed \u00e8 necessario lasciare il veicolo fuori dal centro (parcheggi a pagamento).\r\nPer chi giunga in treno, raggiunta La Spezia centrale \u00e8 possibile prendere il Girobus fino a Portovenere.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.83257553044964,44.0483568309156]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2693,"name":"San Venerio Del Tino","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:28","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2693","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2693&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-venerio-del-tino\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.85035494817373,44.0282729476797]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2694,"name":"Tinetto","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:27","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2694","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2694&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/tinetto\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.85096735651091,44.0239863484955]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2695,"name":"San Venerio di Migliarina, La Spezia","description":"","modified":"2022-08-22T13:40:43","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/2-A-1-1024x768.jpg","id":4079,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1A-2-1024x951.jpg","id":4218,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/3-825x1024.jpeg","id":4488,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/San-venerio-a-Migliarina-A1-1024x842.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2695","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2695&action=edit","translations":{"en":{"id":3861,"name":"San Venerio di Migliarina, La Spezia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-venerio-di-migliarina-la-spezia\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3861","description":""},"fr":{"id":3865,"name":"San Venerio di Migliarina, La Spezia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-venerio-di-migliarina-la-spezia\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3865","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-venerio-di-migliarina\/","addr:street":"Salita del Castelvecchio","addr:housenumber":"","addr:postcode":"19126","addr:city":"La Spezia (SP)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Salita del Castelvecchio,  La Spezia (SP)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Il sito noto oggi come Migliarina \u00e8 di antica frequentazione; in et\u00e0 romana aveva toponimo \u201cAntoniano\u201d, motivo per cui spesso si parla della pieve di San Venerio in Antoniano.\r\nLe indagini archeologiche hanno evidenziato come la fondazione attuale sorga su una struttura muraria romana tardorepubblicana-imperiale, forse attinente a un insediamento civile.\r\nIn epoca altomedievale in quest\u2019area fu edificato un primo luogo di culto: anche di questa struttura sono stati rintracciati i resti al di sotto del pavimento della chiesa. Si trattava forse di una fondazione a due corpi di fabbrica affiancati. A questo primo sito era connesso anche un cimitero, come si \u00e8 dedotto dal ritrovamento di alcune sepolture all\u2019interno e immediatamente all\u2019esterno delle absidi.\r\nNel 1084, su tali preesistenze i signori di Vezzano fecero erigere l\u2019edificio ancora oggi visibile; contestualmente lo affidarono all\u2019abbazia di San Venerio, sull\u2019isola del Tino. L\u2019atto di fondazione \u00e8 fortunatamente sopravvissuto: in esso si tramanda \u2013 ma non vi sono dati a confermalo \u2013 che il vescovo Lucio, vescovo di Luni, avrebbe trasferito qui le reliquie di san Venerio (VII secolo).\r\n\u00c8 possibile che in origine la chiesa in Antoniano sorgesse con lo statuto di chiesa privata, riservata ai domini da Vezzano che l\u2019avevano ricostruita.\r\nLa critica \u00e8 invece indecisa sulla cronologia della torre campanaria, ovvero se sia stata anch\u2019essa costruita sul finire dell\u2019XI secolo o se invece preesistesse \u2013 seppur di poco \u2013 alla chiesa e quest\u2019ultima vi sia stata addossata.\r\nNel secolo successivo la chiesa fu promossa a pieve e inserita nella circoscrizione diocesana lunense, anche se non \u00e8 finora stata rinvenuta alcuna traccia di strutture destinate a uso battesimale; nel 1148 infatti viene indicata con questo titolo in un privilegio papale.\r\nNel Trecento la struttura dovette in parte essere rifatta, come \u00e8 stato dedotto dall\u2019analisi delle murature.\r\nNel 1432 i Benedettini dell\u2019Isola del Tino vengono sostituiti dagli Olivetani.\r\nProbabilmente in et\u00e0 moderna a met\u00e0 della chiesa fu aggiunto un muro trasversale, rintracciato in fondazione e oggi non pi\u00f9 visibile, per dividere maschi e femmine o presbiteri e laici.\r\nNel 1959 sono state condotte le suddette indagini archeologiche, sotto la guida di Leopoldo Cimaschi.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Venerio \u00e8 ubicata ai piedi delle colline della costa orientale del golfo della Spezia.\r\nHa mantenuto ben riconoscibile la sua facies romanica: si tratta di una chiesa mononavata, terminante con due absidi, una maggiore e una minore \u2013 una tipologia diffusa nel Levante \u2013, con presbiterio leggermente rialzato e campanile esterno. Tuttavia, a fronte di una piena leggibilit\u00e0, \u00e8 necessario segnalare che di questa fondazione sopravvivono ben conservati solo parte della facciata e l\u2019area presbiteriale.\r\nOsservando il prospetto, solo la fascia basamentale \u2013 in blocchetti di pezzatura pi\u00f9 grossa e regolare \u2013 appartiene alla chiesa di fine XI secolo. La bifora con archetti ogivali marmorei e capitello a crochets appartiene invece a un successivo rifacimento, che deve essere intervenuto nel XIV secolo.\r\nIl paramento murario romanico \u00e8 conservato pi\u00f9 estesamente nelle absidi. Quella minore imposta pi\u00f9 in alto, per adeguarsi al declivio del terreno. Ad oggi non \u00e8 noto il significato di tale duplice terminazione, non connessa ad un uso battesimale \u2013 questo \u00e8 certo \u2013 e forse da porsi in relazione con una qualche funzione sepolcrale, per esempio dei signori da Vezzano che ne disposero l\u2019edificazione. \r\nIl campanile, parzialmente decorato da teorie di archetti ciechi, per lo spessore del muro nella zoccolatura di base (alta quanto le absidi) e la presenza di monofore strette e molto strombate, ha un carattere quasi difensivo.\r\n","come_arrivare":"La chiesa di San Venerio \u00e8 facilmente raggiungibile in automobile; si segue l\u2019autostrada A10 (E80) e in corrispondenza di Santo Stefano di Magra si imbocca l\u2019uscita per A15(E31). Dopo circa un chilometro si prende l\u2019uscita Lerici-Porto. Si imbocca via del Camposanto e poi via della Pieve (poco pi\u00f9 di un chilometro e mezzo). La chiesa appare sulla destra.\r\nPer chi giunga in treno, \u00e8 possibile scendere alla stazione La Spezia Centrale recarsi in viale Amendola e prendere l\u2019autobus 100 del servizio ATC. 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Sarzana, infatti, aveva avuto un primo nucleo nel castrum fortificato sulla collinetta alle spalle della citt\u00e0, nota come Sarzanello (oggi occupata dall\u2019omonimo fortilizio); tuttavia si era poi originata nel sito dove attualmente si trova tra XI e XII secolo, quando nuovi borghi extra-murari erano sorti autonomamente nella zona pianeggiante ai piedi del castrum, vicino al passaggio del Magra e soprattutto della Via Francigena: essi si fusero progressivamente, riunendosi in un\u2019unica entit\u00e0 giuridica nella prima met\u00e0 del XII secolo, che prese \u2013 appunto \u2013 il nome di Sarzana.\r\nProprio nei testi di XII secolo che forniscono l\u2019itinerario della via Francigena in Lunigiana compare il borgo di Santa Maria.\r\nAl momento della traslazione della sede vescovile da Luni a Sarzana, autorizzata nel 1187 e poi attuata tra il 1201 e il 1204, fu la pieve di San Basilio \u2013 gi\u00e0 utilizzata dalla comunit\u00e0 locale a scopi civili e da identificarsi proprio con Santa Maria \u2013 a essere scelta come nuova sede cattedrale; nel 1225 \u00e8 infatti definita ecclesia maior. Da questo momento la chiesa perse in maniera progressiva la titolazione a San Basilio (che pure a tratti ricompare ancora nel Trecento) e assunse in maniera definitiva quella di Santa Maria Assunta, in ricordo della primitiva sede della diocesi lunense, la cattedrale di Santa Maria di Luni. \r\nA seguito della traslazione della sede episcopale, la pieve and\u00f2 probabilmente incontro a modifiche e rifacimenti. La ricostruzione integrale della chiesa dovette invece essere avviata alla fine del Duecento; a met\u00e0 del Trecento la cattedrale \u2013 verosimilmente assai pi\u00f9 ampia della precedente pieve \u2013 doveva essere in buona parte conclusa, presentandosi con un impianto a tre navate separate da arcate su alti pilastri colonnari, due per lato, senza transetto e con un capo-croce a terminazione rettilinea composto da un un\u2019abside maggiore e da due piccole cappelle laterali. La facciata fu terminata solamente a met\u00e0 Quattrocento, dopo che nel 1447 il sarzanese Tommaso Parentucelli venne eletto papa col nome di Niccol\u00f2 V. In seguito la cattedrale sub\u00ec ulteriori modifiche e trasformazioni, quali l\u2019apertura delle cappelle laterali e il rifacimento della zona absidale.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Nulla \u00e8 sopravvissuto n\u00e9 \u00e8 noto dell\u2019originaria pieve romanica di San Basilio (poi di Santa Maria), dal momento che il sottosuolo della cattedrale non \u00e8 mai stato indagato archeologicamente.\r\nAll\u2019interno si conserva tuttavia un importante manufatto risalente al XII secolo: la croce dipinta di maestro Guglielmo, altrimenti sconosciuto, datata 1138; fu trasferita in cattedrale prima del 1602 (data in cui risulta gi\u00e0 presente in chiesa, appesa sopra la porta della sacrestia) e proviene dalla pieve di Sant\u2019Andrea, in quel momento in pieno rifacimento, ma la leggenda vorrebbe che la croce fosse stata portata a Sarzana dai cittadini di Luni quando abbandonarono la citt\u00e0\r\nSi tratta ad oggi di una delle pi\u00f9 antiche croci dipinti conservate nella Penisola.\r\nAl centro campeggia il Christus triumphans, ovvero vivo, perfettamente eretto, con gli occhi aperti, vincitore sulla morte. I tabelloni laterali, posti ai lati del corpo di Ges\u00f9, ospitano le figure dei dolenti stanti, qui non ridotti alle solo figure della Vergine e di San Giovanni Evangelista, ma comprendenti anche le altre due pie donne; lo spazio inferiore rimanente \u00e8 occupato da scene della Passione di Cristo. Alle estremit\u00e0 dei bracci della croce si trovano i simboli degli Evangelisti e due profeti, Isaia e Geremia, con un cartiglio. Infine, sopra la testa di Cristo, l\u2019episodio dell\u2019Ascensione, il titulus crucis (\u201c[IHESUS NA]ZARENU(s)\/ [REX I]UDEORU(m)\u201d) e un\u2019iscrizione in esametri leonini che recita \u201cAnno Milleno Centeno Ter \/\/ Quoque Deno Octavo Pin \/\/ xit Guillielmus et Haec Metra Finxit, ovvero \u201cNell\u2019anno 1138 Guglielmo dipinse (questa croce) e compose questi versi\u201d. \r\nLa posizione inusitata del cartiglio, che ci presenta il maestro come pittore e poeta, rivela la grande stima che i suoi committenti doveva tributargli.\r\nI restauri del 1946 e, pi\u00f9 recentemente, del 2001 hanno dimostrato che il corpo e il volto di Cristo sono stati oggetto, probabilmente cinquant\u2019anni o al massimo cent\u2019anni dopo la realizzazione della croce, di un\u2019estesa ridipintura che ha ammorbidito il modellato del torace, eliminando la definizione grafica dei pettorali e dell\u2019addome, prima astrattamente tripartito; non sono invece stata modificate le proporzioni generali della figura.\r\nDal punto di vista formale, sulla base soprattutto dell\u2019analisi delle parti non ridipinte, il crocifisso di Guglielmo \u00e8 stato avvicinato ad alcune croci lucchesi del XII secolo, sia per quanto concerne lo stile sia per la forma della croce (gli esemplari di San Michele in Foro e del Museo di Villa Guinigi proveniente da Santa Maria dei Servi). D\u2019altronde, Luni e Sarzana furono per tutto il medioevo legate alla citt\u00e0 di Lucca, che nel XII secolo raggiunse un ruolo egemone in Lunigiana. Al contempo, alcuni nessi per il crocifisso di Sarzana sono stati suggeriti anche con il contesto pisano e specificamente con la croce della chiesa di San Frediano.\r\nLa critica ha avanzato la proposta che la data della croce di Guglielmo, 1138, sia da considerarsi in stile pisano (un anno avanti rispetto al normale calendario) e sia perci\u00f2 da correggersi in 1137; per questo motivo si \u00e8 ipotizzato che l\u2019opera sia stata destinata da subito alla chiesa di Sant\u2019Andrea a Sarzana, dove proprio nel 1137 si tenne un sinodo della diocesi di Luni.\r\n","come_arrivare":"la cattedrale di Sarzana si trova nel centro storico della citt\u00e0, sottoposto a regime di ZTL: \u00e8 pertanto necessario giungere nei pressi dell\u2019edificio a piedi. 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In seguito, tra XI e XII secolo, nella zona pianeggiante ai piedi del castrum vicino al passaggio del Magra e soprattutto della Via Francigena, sorsero in maniera autonoma nuovi borghi extra-murari, poi progressivamente fusi insieme e riunitisi in un\u2019unica entit\u00e0 giuridica comunale nel corso della prima met\u00e0 del XII secolo (ante 1140), che prese il nome di Sarzana.\r\nLa chiesa di Sant\u2019Andrea \u00e8 citata per la prima volta in un documento forse gi\u00e0 nel 1128, e per certo nel 1137, quando vi \u00e8 celebrato un sinodo, ovvero una riunione dei presbiteri, della diocesi di Luni, convocata dal vescovo Gotifredo II; solo nel 1154 tuttavia Sant\u2019Andrea viene definita pieve, ossia chiesa dotata di un fonte battesimale.\r\nAi primi decenni del XII secolo (ante 1137) corrisponde la prima fase edilizia nota della chiesa, di cui restano solo scarsi resti dell\u2019originaria muratura, inglobati nei successivi rifacimenti dell\u2019edificio, e i resti archeologici visibili sotto l\u2019attuale pavimento di cemento armato.\r\nNel 1201, quando si inizi\u00f2 a disporre la traslazione della sede vescovile da Luni a Sarzana per via del progressivo spopolamento della citt\u00e0 lunense (causato dell\u2019impaludamento delle aree circostanti e dalle scorrerie saracene di inizio XI secolo), Sant\u2019Andrea venne ceduta al capitolo della cattedrale, installatosi nella pieve di San Basilio (poi trasformata nell\u2019ancora oggi visibile cattedrale di Santa Maria Assunta), ma mantenne la sua funzione battesimale. \r\nProbabilmente a seguito di questo evento, tra Due e Trecento, in un periodo di grande fioritura di Sarzana, si decise per una radicale trasformazione della chiesa. Ancora nel 1330, infatti, nel testo degli statuti sarzanesi, il comune istituiva una gabella speciale per raccogliere fondi allo scopo di completare l\u2019edificio (\u201cDe complendo ecclesiam Sancte Marie et Sancti Andree de Sar\u00e7ana\u201d). Inoltre, sempre all\u2019interno dei medesimi statuti, si stabiliva l\u2019abbattimento delle pareti perimetrali, delle colonne e delle volte della chiesa e la creazione di un edificio ad aula unica.\r\nL\u2019ampio rifacimento ancora in essere a met\u00e0 Trecento dovette essere un intervento tutt\u2019altro che rapido e unitario, come dimostra l\u2019analisi delle murature perimetrali, dove l\u2019accostamento di differenti tipi di muratura suggerisce un continuo avvicendarsi di maestranze.\r\nNel 1568 il testo della visita pastorale del vescovo cardinale Benedetto Lomellini fornisce preziose informazioni sull\u2019assetto interno della chiesa, che presentava cappelle addossate ai muri perimetrali interni.\r\nNel 1579 Sant\u2019Andrea venne nuovamente sottoposta a rifacimento ad opera del maestro Giacomo del fu Guglielmo Ugolino e assunse la facies moderna che ancora oggi in buona sostanza caratterizza la chiesa.\r\nDurante il secolo scorso la pieve \u00e8 stata oggetto di due importanti interventi di restauro: il primo nel 1929, che condusse allo scoprimento della facciata medievale antica sotto gli intonaci seicenteschi, scrostati in quell\u2019occasione; il secondo nel 1969-1973, condotto da Edoardo Mazzino, che ha promosso la campagna di scavo al di sotto del pavimento della chiesa, permettendo di ricostruire le successive campagne di costruzione che hanno interessato l\u2019edificio.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La pieve di Sant\u2019Andrea \u00e8 collocata nella parte orientale di Sarzana, lungo la via Francigena, il principale asse stradale che attraversa la citt\u00e0.\r\nL\u2019edificio romanico \u00e8 oggi difficilmente leggibile, in quanto pi\u00f9 volte trasformato in epoche successive.\r\nSi trattava di una struttura a tre navate divise da colonne, con tre absidi, corpo centrale sopraelevato e facciata a salienti, ed era nettamente pi\u00f9 basso rispetto all\u2019edificio attuale. A questo primo edificio doveva forse appartenere anche un portico, oggi del tutto sconosciuto per posizione e forma, posto in facciata o forse su uno dei fianchi, citato per\u00f2 come ancora in uso negli anni Trenta del Trecento.\r\nIn facciata solo la parte inferiore si pu\u00f2 ricondurre alla chiesa di XII secolo, ovvero quella porzione di parete corrispondente all\u2019area attorno al portale, compresa la base del campanile \u2013 evidentemente impostato in origine sulla navata minore di sinistra \u2013 e la bifora, oltre la superficie intorno ad essa. La muratura \u00e8 condotta con conci in calcare e arenaria sbozzati, di forma quadrata o rettangolare, messi in opera su filari paralleli di altezza costante.\r\nLa bifora al di sopra del portale \u00e8 di particolare interesse: archeggiata a tutto sesto, \u00e8 spartita da una colonnina marmorea, collocata a met\u00e0 dello spessore del muro, che sostiene un capitello a stampella, decorato con un motivo vegetale a basso rilievo; al di sopra trova posto tra i profili dei due archi una protome umana di arcaica fattura. Ancora al di sopra della bifora si scorge un frammento marmoreo scolpito con foglie d\u2019acanto, chiaramente un riuso che si spiega facilmente con il fatto che la vicina Luni era un centro d\u2019origine romana.  La soluzione della facciata con portale sormontato da una bifora apparenta la pieve di Sant\u2019Andrea a svariate altre della Lunigiana (Codiponte, Minucciano, Santa Maria di Vezzano, Vendaso).\r\nLa parte alta della facciata invece, dalla bifora in su, corrisponde ai successivi rifacimenti dell\u2019edificio, promossi dal XIV secolo in avanti; anche il portale, contornato da termini femminili a seno scoperto, il cui capezzolo \u00e8 celato da un fiore, risale al rifacimento della fine del Cinquecento. \r\nIl lato destro di Sant\u2019Andrea (sud-orientale) presenta una stratificazione muraria piuttosto complessa.  Nella parte inferiore si trova traccia del muro di XII secolo, per conduzione analogo a quello visibile nella porzione bassa della facciata; appartengono a questa stessa fase la piccola finestra rettangolare che si incontra appena si volti l\u2019angolo e si costeggi il muro in direzione del presbiterio, una stretta monofora a mezza altezza, posta circa a met\u00e0 del fianco e il secondo portale \u2013 sempre partendo della facciata \u2013, chiuso nella parte superiore da un architrave monolitico a schiena d\u2019asino. Nella parte superiore del muro di questo lato, invece, si riscontrano almeno altre tre fasi edilizie, corrispondenti ai successivi rifacimenti della chiesa tra Due e Trecento, cui appartengono anche i portali tamponati con ghiera dell\u2019arco a conci alternati di calcare e marmo bianco.\r\nIl lato sinistro di Sant\u2019Andrea (nord-occidentale) presenta una situazione altrettanto complessa.\r\nAppartiene infatti alla fase romanica di XII secolo solo la muratura del campanile, fino a 9 metri circa di altezza; ci\u00f2 che spicca maggiormente, tuttavia, \u00e8 un\u2019ampia porzione di muro in direzione del presbiterio realizzato in opera poligonale con conci di arenaria perfettamente squadrati, realizzata verosimilmente nel Trecento e segnata da un portale in arenaria e marmo bianco.\r\nL\u2019interno di Sant\u2019Andrea si mostra invece nel suo aspetto moderno, a seguito dei rifacimenti avviati nel 1579, e \u2013 salvo la muratura medievale delle pareti laterali rimessa a vista \u2013 non contiene vestigia visibili della chiesa romanica.\r\n Da Sant\u2019Andrea proviene \u2013 ma la leggenda la vorrebbe portata a Sarzana dai cittadini di Luni quando abbandonarono il centro antico \u2013 una croce dipinta, datata 1138, conservata nella cattedrale di Santa Maria Assunta verisimilmente da fine Cinquecento (vi si trovava gi\u00e0 nel 1602), realizzata da un maestro Guglielmo altrimenti ignoto. La proposta avanzata dalla critica che la data sia da considerarsi in stile pisano (un anno avanti) e che sia perci\u00f2 da correggersi in 1137 ha indotto a collegare l\u2019opera al sinodo della diocesi di Luni tenutasi in Sant\u2019Andrea proprio in quell\u2019anno.\r\nLa pieve di Sant\u2019Andrea a Sarzana venne sottoposta ad interventi archeologici svolti sotto la direzione della Soprintendenza alle Antichit\u00e0 in occasione di lavori di risanamento diretti dalla Soprintendenza ai Monumenti per la Liguria. \r\nDurante i lavori, lo scavo mostr\u00f2 l\u2019esistenza di un banco argilloso sterile di natura alluvionale, al di sopra del quale venne ritrovato un paleosuolo con frammenti di ceramica grezza risalenti ad et\u00e0 altomedievale, associati a resti di pasto (IX secolo). \r\nQuesti livelli vennero intaccati dalla realizzazione della chiesa e di una fornace per la fusione di campane, probabilmente coeva alla fase romanica della pieve (XII secolo).\r\nLa fornace era formata da un focolare costituito da una fossa di forma ellittica, che terminava restringendosi in un canale comunicante con due forni. Il forno maggiore, usato per riscaldare lo stampo della campana, era in pietra. Esso recava una forma cilindrica e, sul fondo, quattro aperture comunicanti tra loro. Il secondo forno, anch\u2019esso di forma cilindrica, venne adibito invece alla fusione del metallo.\r\nDopo l\u2019uso, la fornace venne riempita di scarti di lavorazione e, in seguito, si venne a creare uno strato carbonioso scuro, non uniforme. Successivamente, il livello fu innalzato pi\u00f9 volte con apporto di terra. Al di sopra venne identificata una pavimentazione in cotto (presumibilmente non originale). Le macerie risultanti dagli interventi murari di XIV secolo vennero impiegate per innalzare il livello del suolo e su di essi venne posata una ulteriore pavimentazione in marmo.\r\nNonostante il divieto di seppellire defunti nella pieve, infine, venne identificata una sepoltura non successiva ai primi decenni di XIV secolo. \r\n","come_arrivare":"La pieve di Sant\u2019Andrea si trova nel centro storico della citt\u00e0, sottoposto a regime ZTL: \u00e8 pertanto necessario giungere nei pressi dell\u2019edificio a piedi. Sarzana \u00e8 raggiungibile facilmente in treno (la stazione si trova soli 400 metri dalla Cattedrale) o in auto, tramite l\u2019autostrada A12 (Strada Europea E80), uscita di Sarzana. 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Inizialmente si compone di una navata  di tre campate, prolungata da un coro semicircolare. La copertura della navata, a botte spezzata, poggia lateralmente su archi a tutto sesto addossati alle pareti portanti. Durante la costruzione della cinta muraria dell'abitato nella seconda met\u00e0 del XIV secolo, l'abside della chiesa \u00e8 trasformata in torre di fiancheggiamento: \u00e8 rinforzata esternamente e aumentata di un piano. Nella seconda met\u00e0 del XVI secolo, al tempo delle guerre di religione, l'abside fu nuovamente rialzata di un piano destinato a difesa. La chiesa fu ampliata di due navate secondarie a met\u00e0 del XVII secolo (la data 1658 \u00e8 portata all'angolo sud-ovest del collaterale sud), a causa di un notevole aumento della popolazione. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale \u00e8 costituito da un impianto composto da una navata centrale divisa in tre campate e due navate laterali formati da due campate, comunicanti da arcate a tutto sesto con le ultime due campate della nave centrale. Un coro  semicircolare prolunga verso l'est la navata centrale. L'abside \u00e8 a semicatino. La nave centrale \u00e8 coperta da una volta a botte rotta, accoppiata, appoggiata su quattro doppi poggianti su pilastri. Gli archi addossati longitudinali a tutto sesto rafforzano gli alzati laterali della prima campata. I collaterali sono coperti da volte a crociera. Due spazi sovrapposti, il primo dei quali \u00e8 a  semicatino, sono costruiti sopra l'abside e l'estremit\u00e0 orientale dell'ultima campata della nave centrale. Un campanile si erge sopra l'ultima campata, all'angolo sud-ovest della stanza superiore. Una scala a chiocciola, affiancata all'abside a nord, permette di accedere a questi due spazi e al campanile.  \r\n\r\nLa porta principale si apre nell'alzato occidentale della nave centrale; la sua copertura a tutto sesto sostituisce la copertura iniziale ad arco rotto di cui si vede la traccia in negativo nel muro. Una porta secondaria, coperta di un arco semicircolare, si apre nell'alzato occidentale del collaterale nord.  \r\n\r\nLa facciata principale e gli alzati laterali della prima campata del vascello centrale sono costruiti in media apparecchiatura  di pietre sommariamente lavorate. L'alzato corrispondente al raddoppio esterno dell'abside e al primo spazio che lo sormonta presenta delle pietre squadrate. L'alzato corrispondente al secondo spazio  utilizza pietre pi\u00f9 sommariamente lavorate. 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Potrebbe essere stata edificata solo nella seconda met\u00e0 del XIII secolo o nella prima met\u00e0 del XIV secolo, la chiesa di San Sepolcro dei Mujouls, menzionata dal 1079 nel temporale dell'abbazia di San Vittore di Marsiglia, assumendo fino a quel tempo la funzione parrocchiale. L'architettura dell'edificio concorda con questa ipotesi di datazione. La chiesa, al momento della sua costruzione, presentava la pianta semplice di una navata terminata da un'abside semicircolare. Una prima cappella laterale fu aggiunta a nord, forse alla fine del XV o all'inizio del XVI secolo. Una seconda cappella fu costruita a sud nel corso del XVII o del XVIII secolo. Una sagrestia fu saggiunta ad est, nel prolungamento dell'abside, dopo il 1835. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale \u00e8 composto da una navata a cui si aggiungono a nord e a sud  due cappelle laterali e che termina ad est in un'abside semicircolare. Una sacrestia \u00e8 costruita nel prolungamento dell'abside. 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La cappella laterale nord presenta un\u2019 apparecchiatura sommariamente seduta; le sue catene d'angolo sono formate da blocchi accuratamente eretti al perno. La cappella laterale sud e la sagrestia sono costruite in materiale vario. ","come_arrivare":"L'\u00e9glise se situe dans le village de Collongues."},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.86383200969313,43.8888859796166]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2803,"name":"Clocher tour de Notre-Dame de Colla","description":"","modified":"2023-02-02T13:33:13","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt-clocher-tourNDdeColla-Carros-683x1024.jpg","id":4700,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt-clocher-tourNDdeColla-Carros-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"cognitive":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Clocher-tour-de-NDde-Colla-Carros.pdf"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2803","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2803&action=edit","translations":{"fr":{"id":5663,"name":"Clocher-Tour de Notre Dame de Colla","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/clocher-tour-de-notre-dame-de-colla\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5663","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/clocher-tour-de-notre-dame-de-colla\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"06510","addr:city":"Carros","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa di Notre-Dame, come chiesa parrocchiale di Carros, \u00e8 menzionata a partire dal XIV secolo, ma la sua edificazione risale al pi\u00f9 tardi alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo, secondo l'architettura del suo campanile, unico conservato. Come evidenziato da uno scavo archeologico realizzato all'inizio degli anni '90, il campanile-torre \u00e8 fondato sui resti di un edificio precedente, di cui non si pu\u00f2 affermare che si tratti gi\u00e0 di una chiesa. Un'occupazione del sito in precedenza , di natura funeraria, \u00e8 attestata dalla scoperta di numerosi elementi lapidari e iscrizioni. Il campanile stesso utilizza nei suoi alzati due coperchi di urne funerarie  e un frammento di lapide. Presumibilmente nel XVI secolo, a seguito di un crollo della sua parte meridionale, il campanile-torre non fu ricostruito e un campanile-muro fu appoggiato su ci\u00f2 che resta della sua parete nord. La chiesa, invece, fu demolita tra il 1726 (data in cui fu ancora visitata dai vescovi) e il 1833 (data della pianta catastale sulla quale  \u00e8  rappresentato solo il campanile).    ","rilevanza_stile_romanico":"Resta l'alzato nord del campanile-torre e parti degli alzati o ad est e ad ovest. L'alzato nord presenta una risalta a poco pi\u00f9 di 4,50 m dal suolo e termina al massimo con un campanile-parete a due arcate. La porta che d\u00e0 accesso al campanile-torre dalla navata della chiesa scomparsa \u00e8 conservata alla base della parete nord. Senza scanalatura, \u00e8 coperta da un arco a tutto sesto che inizia in basso. I resti di un battiscopa e di lesene, cos\u00ec come quelli delle schegge di tre baie poste a due diverse altezze, sono visibili nelle due porzioni di alzati est e ovest. 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L'analisi architettonica mostra che essa riutilizza per la sua parete portante sud-ovest una porzione di una cinta fortificata attribuibile al primo terzo del XIII secolo. Fu probabilmente edificata dopo il 1233, quando il castrum di B\u00e9zaudun fu ceduto da Romeo di Villeneuve al vescovo di Vence. La sua costruzione accompagn\u00f2 senza dubbio la riorganizzazione dell'habitat fortificato, segnata in particolare dalla formazione di un villaggio a nord-est del castello nella seconda met\u00e0 del XIII o all'inizio del XIV secolo. La chiesa presenta inizialmente una navata singola prolungata da un coro semicircolare. Nel corso del XVII secolo fu aumentata con una navata secondaria, menzionata nel 1683 nel resoconto di una visita pastorale. Al pi\u00f9 tardi all'inizio del XVIII secolo, poich\u00e9 \u00e8 attestato nel 1715 in un altro verbale, un campanile-torre fu eretto contro l'abside, nel prolungamento del collaterale. Fu sostituito nel XIX secolo dall'attuale torre campanaria.","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio, non rigorosamente orientato, presenta oggi un impianto  a due navate, divise ciascuna in tre campate e comunicanti tra loro da grandi arcate. La navata principale, coperta da una volta a tutto sesto, \u00e8 estesa verso est da un'abside semicircolare a volta a semicatinosemicatino. La navata secondaria, a nord, \u00e8 coperta da volte a crociera. Un campanile-torre si erge fuori opera, a nord-ovest. La base di un'antica torre campanaria \u00e8 visibile a nord dell'abside. La porta principale si apre nella prima campata del collaterale; la sua copertura a tutto sesto comporta una chiave sporgente. Una porta secondaria, coperta da un semplice architrave di legno, \u00e8 collocata nella seconda campata della navata principale; essa d\u00e0 oggi accesso al cimitero. Due baie di illuminazione si trovano in ciascuna delle pareti portantiportanti. Nell'asse dell'abside si apriva una baia a doppio sfaldamento, parzialmente murata. La parete portante sud \u00e8 costruita in media apparecchiatura regolare di pietre calcaree locali squadrate a martello. Termina sul lato dell'abside con una catena angolare in bugne rustiche di calcare bianco, sul lato opposto con uno strappo. L'abside \u00e8 costruita in sedute di pietra calcarea bianca sommariamente lavorate. La parete portante nord \u00e8 costruita in materiale vario.","come_arrivare":"L'\u00e9glise se situe au centre du village de B\u00e9zaudun-les-Alpes"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[7.09627745833536,43.8083282121381]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2808,"name":"Eglise Saint-Pierre","description":"","modified":"2023-02-02T13:52:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt.Egllise-de-la-Chaire-de-StPierre.1.jpg-678x1024.jpg","id":4893,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt.Egllise-de-la-Chaire-de-StPierre.2.jpg-683x1024.jpg","id":4896,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt.Egllise-de-la-Chaire-de-StPierre.3.jpg-683x1024.jpg","id":4899,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt.Egllise-de-la-Chaire-de-StPierre.1.jpg-678x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"cognitive":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":true,"description":""}},"related_url":["http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Eglise-de-la-Chaire-de-Saint-Pierre-Greolieres.pdf"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2808","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2808&action=edit","translations":{"fr":{"id":6561,"name":"Eglise de la Chaire-de-Saint-Pierre","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglise-de-la-chaire-de-saint-pierre\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6561","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglise-saint-pierre\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"06620","addr:city":"Gr\u00e9oli\u00e8res","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa di San Pietro \u00e8 menzionata tardivamente nelle fonti scritte, a partire dall'inizio del XIV secolo. Si tratta della chiesa collegata al \u00abprimo\u00bb castrum di Gr\u00e9oli\u00e8res, fondata prima del 1079 al posto del castello in rovina che domina l'attuale abitato. L'edificio attuale conserva una parte degli alzati della chiesa medievale: la sua abside semicircolare e la parete portante sud-ovest della sua navata con la porta di accesso. Sembra che si possano identificare due fasi di costruzione, una databile alla fine del XII secolo, l'altra all'inizio del XIII secolo, Ma \u00e8 difficile sapere se la fase pi\u00f9 antica corrisponde ad un primo stato della chiesa o se \u00e8 solo una prima tappa di un cantiere che termina solo all'inizio del secolo successivo. Dopo il Medioevo la chiesa conobbe successivi ampliamenti. Presumibilmente durante il XV secolo, la navata medievale fu aumentata di una campata. Nella prima met\u00e0 del XVI secolo, a partire dalla data 1533 portata su una delle colonne che separano il collaterale della nave principale, fu aggiunta una navata secondaria e un nuovo accesso  nella facciata sud-ovest: si tratta dell'attuale portale, recante la data 1530. Infine, alcune deliberazioni comunali e un prezzo testimoniano di importanti lavori realizzati all'inizio del XVIII secolo: si riprendono gli sfondi interni e si edifica l'attuale campanile in sostituzione di un antico campanile posto sopra la porta.  ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale, non rigorosamente orientato, presenta un impianto di due navate, ciascuna con tre campate e separate da archi che ricadono su un pilastro di piano irregolare e due colonne. La navata principale, posta a sud, \u00e8 prolungata da un coro al posto di un'antica campata, e da un'abside semicircolare che funge oggi da sacrestia. \u00c8 coperto da una culla piena che cade sui pilastri. La nave secondaria, a nord, \u00e8 a sua volta prolungata da un coro secondario al posto di una vecchia campata. Inizialmente volta a crociera, la sua copertura attuale \u00e8 una volta ad arco-chiostro che ricade su colonne impegnate. Un campanile \u00e8 affiancato all'angolo sud-ovest della facciata.  \r\n\r\nLa porta di accesso, nell'alzato occidentale, presenta un quadro notevolmente lavorato. Le reti del rotolo di archivolto sono formate da due elementi scolpiti. Un'antica porta oggi murata, coperta da un arco leggermente rotto, si apriva a sud, nella terza campata. La traccia di una bacca assiale, a scuotimento verso l'interno, \u00e8 visibile nell'abside, a sinistra dell'attuale finestra della sacrestia.  \r\n\r\nL'abside e la porzione della parete portante sud corrispondente alle ultime due campate della nave principale e al coro sono costruite in media apparecchiatura  di pietre lavorate alla spilla. 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Fu eretta per servire il castrum di Gr\u00e9oli\u00e8res-Hautes, fondato verso il 1230. Alcune anomalie fanno pensare che il cantiere sia stato attivo  per un periodo piuttosto lungo, cominciando con la realizzazione dell'abside verso la met\u00e0 del XIII secolo e proseguendo poi con quella della navata verso la fine del XIII o la prima met\u00e0 del XIV secolo. L'edificio sub\u00ec poche modifiche. Alla fine del Medioevo o all'inizio dell'et\u00e0 moderna, una costruzione esterna in legno, accessibile dall'interno della chiesa, la cui funzione rimane da determinare, fu posta a mensola sulla parete portante sud. Durante l'epoca moderna, un campanile-muro \u00e8 stato elevato alla sommit\u00e0 di questo stesso muro. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale \u00e8 costituito da una navata di quattro campate, volta a botte spezzata, prolungata ad est da un'abside semicircolare coperta da un semicatino, che si apre sotto un arco a risurrezione formato da due rulli. Un campanile-muro a due arcate sorge sulla parete portante sud. La porta principale, coperta da un arco rotto, \u00e8 perforata nella prima campata, al sud. Una porta pi\u00f9 stretta, posta in altezza, si apre a sud, nella terza campata; dava accesso ad un allestimento esterno sostenuto da due archi di cui restano le partenze. Una stretta baia, a semplice scuotimento, coperta da un arco semicircolare sbiadito in un architrave diritto, si apre nell'asse dell'abside. Due baie a doppia scanalatura sono conservate nella parete portante sud della navata. Una piccola baia cruciforme \u00e8 perforata nella parete frontale orientale. Un oculo a doppia scheggia si apre nella parete frontale occidentale.  \r\n\r\nL'abside \u00e8 costruita in media apparecchiatura di pietre accuratamente lavorate con spilla e  scalpello. Le pareti della navata presentano delle sedute di macerie sommariamente squadrate a martello; solo le loro catene d'angolo utilizzano pietre lavorate con spilla e  scalpello. 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Viene citata per la prima volta nelle fonti scritte nel 1213, nell'ambito di un arbitrato dell'arcivescovo di Embrun sulla ripartizione delle decime di ciascuna delle due chiese della Penne, l'antica chiesa parrocchiale, Santa Maria (Nostra Signora del Piano) e la nuova chiesa. L'edificio medievale conosce diverse aggiunte. Al pi\u00f9 tardi all'inizio del XVI secolo, un annesso laterale, di cui non si conosce la funzione, fu costruito a nord-est, comunicante attraverso una porta con la campata del coro. Nel XVII secolo,  la parete portante sud fu sfondata per costruire una cappella laterale. Un campanile fu costruito nel 1870 (data portata sulla banderuola), a sud-ovest della chiesa. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale, non rigorosamente orientato, presenta una navata di due campate prolungate verso est da una breve campata retta e da un'abside semicircolare. La navata \u00e8 a botte leggermente spezzata. La campata del coro \u00e8 anche coperta da una culla leggermente spezzata, posta ad un livello pi\u00f9 basso. L'abside \u00e8 coperta da un semicatino rotto. Una cappella laterale, coperta da una volta piatta, si apre a sud, al livello della seconda campata. Un campanile si erge vicino all'angolo sud-ovest.  \r\n\r\nLa porta d'accesso si apre nella prima campata, a nord. \u00c8 coperta da un architrave diritto su cuscinetti concavi, sormontato da un timpano cieco e da un arco di scarico leggermente rotto. Una baia di illuminazione, a semplice scuotimento, si apre nell'asse dell'abside; la sua copertura \u00e8 un architrave monolitica scolorito a tutto sesto. Una baia d'illuminazione a doppia luce, coperta in pieno arco, \u00e8 perforata nella parete portante nord, al livello della seconda campata. 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In seguito a gravi danni causati dal terremoto del 1887, il campanile fu demolito e sostituito da un nuovo campanile eretto contro la parete frontale occidentale.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale presenta una struttura costituita da una navata centrale e da due navate laterali, tutte e tre divise in tre campate e comunicanti tra loro da tre grandi arcate a tutto sesto. La navata principale si apre verso est su un coro quadrangolare. Una sagrestia \u00e8 disposta nel prolungamento del collaterale sud, cos\u00ec come un altro spazio la cui funzione \u00e8 mal definita nel prolungamento del collaterale nord; entrambi si aprono sul coro sotto un arco a tutto sesto. Una cappella a pianta semicircolare si apre a nord, nella seconda campata. Un campanile-giro si leva su tre livelli contro l'alzato occidentale. \r\nLa navata centrale \u00e8 coperta da una volta a botte rotta, sostenuta da doppioni che ricadono su pilastri. La copertura del coro, situata pi\u00f9 in basso, \u00e8 anch\u2019essaa  botte rotta. Le navate laterali sono coperte da volte a crociera che ricadono su pilastri che si fermano a mezza altezza. \r\nLa porta che si apre nella seconda campata del collaterale sud \u00e8 sormontata da un architrave diritto. Una porta stretta, coperta da un arco rotto e posta in altezza, si apre nell'alzato occidentale; oggi serve da accesso al campanile, permetteva inizialmente di accedere ad una tribuna. Tre baie rettangolari si trovano a sud; due di esse illuminano la navata, la terza illumina la sacrestia. Una quarta baia, anch'essa rettangolare, \u00e8 collocata ad est e illumina lo spazio posto nel prolungamento del collaterale nord.  Gli alzati della navata centrale e del coro, nei punti in cui si possono osservare, sono costruite in media apparecchiatura  di pietrelavorate. Tutte gli altri alzati, per la maggior parte coperti da un intonaco, sono costruiti in materiale vario. 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Appare come la chiesa maggiore del territorio di Brian\u00e7onnet. L'edificio, nel suo stato attuale, risale probabilmente al XIII secolo, ma presenta diverse particolarit\u00e0 della sua architettura: il suo coro quadrangolare, le proporzioni della sua navata, la cui lunghezza \u00e8 molto importante rispetto alla sua larghezza, suggeriscono che potrebbe succedere a un edificio precedente all'anno mille di cui riprenderebbe il piano, o addirittura una parte degli alzati. Le principali modifiche che riguardano l'edificio medievale risalgono alla fine del XIX secolo: l'alzato occidentale \u00e8 trasformato in facciata principale, con la creazione di una nuova porta di accesso, e un imponente campanile \u00e8 edificato sopra la prima campata.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale presenta una navata  divisa in tre campate, estesa ad est da una campata di coro e da un coro a pianta quadrangolare. Le varie parti sono coperte da una volta a botte rotta, la copertura della campata del coro \u00e8 inferiore a quella della navata e quella del coro inferiore a quella della campata del coro. Un arco-diaframma, nella prima campata, assicura il sostegno di un campanile massiccio che si erge sopra di essa. La lunghezza interna della navata \u00e8 di 21,40 m per una larghezza di 5,60 m; la profondit\u00e0 del coro \u00e8 di 3,30 m per una larghezza di 4,30 m. \r\nUna porta si apre a sud, nella prima campata. \u00c8 coperta da un architrave diritto sormontato da un timpano traforato e da un arco di scarico pieno gancio. Un'altra porta, coperta da un arco rotto, si apre nella facciata occidentale. Una baia a semplice sfaldamento, rimaneggiata esternamente, si apre nell'asse dell'abside. Tre baie a doppia spianatura, coperte da un architrave a tutto sesto, la cui apertura esterna \u00e8 stata anch'essa ritoccata, sono conservate nella parete portante sud. Gli alzati, al di fuori di alcune zone rimaneggiate, sono costruiti in  pietre squadrate che vanno dalla piccola alla grande apparecchiatura. 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Secondo l'analisi dei suoi alzati, potrebbe essere stata edificata a met\u00e0 o nella seconda met\u00e0 del XIII secolo. \r\nL'edificio non sub\u00ec modifiche nel corso del Medioevo se non per la costruzione di una porta secondaria nella parete portante sud a met\u00e0 o nella seconda met\u00e0 del XIV secolo, in seguito all'accostamento di una porta di accesso all'abitato fortificato contro l'angolo sud-ovest della chiesa. Diversi ampliamenti o ristrutturazioni, invece, hanno avuto luogo nell'estremo tardo Medioevo e durante le epoche moderna e contemporanea. Ad una data incerta, al pi\u00f9 tardi nella seconda met\u00e0 del XV o all'inizio del XVI secolo, una prima cappella fuori opera \u00e8 costruita vicino al coro, a sud. 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Una porta secondaria, coperta da un arco a tutto sesto, si apre all'estremit\u00e0 occidentale della parete portante sud della navata; la sua collocazione sembra posteriore alla costruzione. Tre baie rettangolari sono state ricavate dopo il pi\u00f9 alto della parete portante nord della navata. Altre due baie rettangolari si trovano una nell'asse dell'abside, la seconda nella parete sud della cappella che si apre sull'ultima campata; sostituiscono ciascuna una baia anteriore di cui rimangono tracce. Nel punto pi\u00f9 alto della parete-timpano occidentale, una stretta baia riutilizza un architrave diritto sbiadito in pieno gancio; sotto di essa, una baia polilobata \u00e8 stata ricavata in seguito \r\nGli alzati della navata e dell'abside, l\u00e0 dove non sono stati rimaneggiati, sono costruiti in media apparecchiatura  di pietre sommariamente lavorate, assemblate a giunti larghi.Glie alzati della cappella sud-est presentano un\u2019apparecchiatura di pietre sommariamente lavorate di pi\u00f9 grande formato, assemblate a giunti fini. Gli alzati della cappella sud-ovest sono costruite in ogni luogo con pietre sommariamente lavorate. 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Secondo l'architettura che presenta, la sua costruzione pu\u00f2 essere collocata nella prima met\u00e0 del XIII secolo. L'edificio conobbe poche modifiche importanti dopo il Medioevo. La disposizione interna del coro, inizialmente sopraelevata rispetto alla navata e con uno spazio disposto sotto il livello dell'altare, fu probabilmente modificata nel XIX secolo con la sistemazione di una sagrestia contro l'abside, comunicante con il coro. Un campanile-portico fu costruito nel 1920 in sostituzione di un moderno campanile-parete a due arcate che si elevava all'altezza della parete portante sud, a livello della campata del coro, come mostrano le cartoline dell'inizio del XX secolo. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale presenta una navata a divisa in tre campate, prolungata verso est da un coro formato da una breve campata e da un'abside semicircolare. La navata \u00e8 coperta da una volta a botte spezzata, sostenuta da doppioni che ricadono su pilastri. 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Una piccola baia cruciforme si trova nel punto pi\u00f9 alto della parete frontale occidentale. L'alzato dell'abside \u00e8 costruito in medio e grande apparecchiatura seduto con pietre accuratamente lavorate. Gli alzati della navata sono costruite in media apparecchiatura, con pietre ben squadrate ma pi\u00f9 sommariamente lavorate. 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Resta solo il campanile-torre di questa prima chiesa, che probabilmente svolgeva la funzione di chiesa parrocchiale per l'antico territorio di Cavagne. Nella seconda met\u00e0 del XII secolo, secondo quanto mostra l'analisi architettonica, l'edificio fu profondamente rimaneggiato: la navata fu almeno parzialmente ricostruita e un nuovo abside (l'attuale abside)  edificato pi\u00f9 a est. Altre importanti modifiche, leggibili anche nelle murature, avvennero durante i secoli XIII e XIV: la navata ricevette una copertura a culla rotta e si estese  sulle ultime tre campate dell'attuale navata principale. Queste fasi di lavori intervengono parallelamente alla formazione e allo sviluppo di un castrum vicino alla chiesa a partire dalla seconda met\u00e0 del XII secolo, la signoria di Saint-Vallier dipendeva ormai dalla chiesa cattedrale di Antibes-Grasse. Durante l'epoca moderna, la chiesa adotta il nome di Nostra Signora, conservando San Vallier come patrono. A causa dell'aumento della popolazione, l'edificio fu ampliato una prima volta tra il 1547 e il 1555 con l'aggiunta di un collaterale a sud, poi una seconda volta tra il 1666 e il 1667 con un allungamento della navata fino all'attuale facciata occidentale. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale presenta un impianto costituito da una navata principale estesa ad est da un coro semicircolare e da una navata secondario a sud. La navata principale ha cinque campate coperte in culla rotta. Il coro \u00e8 curvo in semicatino. La navata secondaria comprende tre campate, le ultime due delle quali sono coperte da volte a crociera. La comunicazione tra le due navate avviene sotto tre archi che ricadono su pilastri cilindrici. La porta principale si apre nella parete frontale occidentale, nell'asse della navata principale. Una porta secondaria si trova nella parete portante sud del collaterale. Un'alta baia, coperta a tutto sesto, sormontata da una piccola baia cruciforme, si apre nella facciata occidentale. Altre tre baie, coperte a tutto sesto, sono conservate nell'alzato sud del collaterale. Una baia doppia , oggi otturata, illuminava l'abside.  \r\n\r\nUna torre campanaria \u00e8 affiancata contro la navata, a nord. Si compone di quattro livelli: un livello di base, cieco, un secondo livello  illuminato dal lato ovest da una stretta baia a semplice scuotimento, coperto a tutto sesto, e due livelli campanari, di cui solo l'ultimo \u00e8 ancora in uso. Grandi baie coperte a tutto sesto ospitano oggi le campane, ma le tracce di antiche baie campanarie sono visibili a ciascuno dei due livelli. L'abside \u00e8 costruita in media apparecchiatura con pietre sommariamente squadrate. Il muro portante a nord della navata \u00e8  in media apparecchiatura di pietre sommariamente lavorate nella sua parte orientale, in materiale vario nella sua parte occidentale. La parete portante sud e la facciata occidentale sono costruiti in materiale vario. Gli alzati del campanile-giro sono costruiti per i primi due livelli in  piccola apparecchiatura regolare di pietre di calcare sommariamente squadrate, per gli ultimi due in media apparecchiatura di pietre di calcare marnose e di travertino. 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Il suo posizionamento al passo, lontano da quello che era il villaggio nel Medioevo, si spiega verosimilmente con il fatto che fu fondata come chiesa parrocchiale, non solo per l'habitat fortificato di Sigale ma anche per quello di Sigalon, creato di recente a seguito di una divisione della signoria. La chiesa \u00e8 menzionata nelle fonti scritte a partire dalla met\u00e0 del XIV secolo. Essa figura allora tra i possedimenti del vescovo di Gland\u00e8ves e funge anche da chiesa parrocchiale per il vicino comune di Aiglun. L'edificio medievale \u00e8 costituito da una navata di quattro campate prolungata ad est da un'abside semicircolare. Fu aumentato  tra il 1516 e il 1520 (data inscritta su una delle colonne che separavano le due navi) e una nuova porta di accesso fu costruita nella facciata occidentale. L'attuale campanile-muro potrebbe essere stato edificato nel corso della stessa campagna di lavori. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio presenta oggi una struttura formata da una navata principale a nord, divisa in quattro campate, e da una navata secondaria a sud, divisa in tre campate. Un'abside semicircolare si apre ad est, nel prolungamento della navata principale; un coro di pianta rettangolare \u00e8 conservato all'estremit\u00e0 orientale del collaterale. Tre arcate che ricadono su due colonne permettono la comunicazione tra le due navate. La navata principale \u00e8 volta a botte rotta; la nave secondaria e il coro che la termina ad est sono coperti da volte a crociera. Un campanile-muro con tre arcate sovrasta la facciata occidentale.  \r\n\r\nL'attuale porta, che si apre nella parete frontale occidentale, presenta una copertura a tutto sesto sottolineata da una modanatura smussata. Una porta, contemporanea alla costruzione, coperta da un arco a tutto sesto, \u00e8 visibile a nord, nella seconda campata. Una baia a doppia scanalatura, in pieno arco, illuminava l'abside. Due ampie e alte baie sono presenti nell'alzato della facciata.  \r\n\r\nL'alzato dell'abside \u00e8 costruioa in media e grande apparecchiatura di pietre lavorate. 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Secondo l'architettura del campanile, la sua fondazione risale al pi\u00f9 tardi all'XI secolo. In quest'epoca \u00e8 senza dubbio la chiesa parrocchiale del territorio di Tourrettes. Durante la prima met\u00e0 o verso la met\u00e0 del XIII secolo, l'edificio fu ricostruito in gran parte, pur conservando il campanile-torre dell'XI secolo. Una parte del muro meridionale della navata corrispondente a questo secondo stato \u00e8 conservata nell'attuale muro portante. Questi importanti lavori sono probabilmente da mettere in relazione con la costruzione di un secondo castello (l'attuale Municipio) e lo sviluppo dell'habitat attorno a questo castello: la chiesa svolge ormai la funzione di chiesa castrale. L'edificio conobbe due fasi di ampliamento durante l'epoca moderna, a causa di un notevole aumento della popolazione. Nella seconda met\u00e0 del XVI secolo la navata fu aumentata in lunghezza e larghezza e dotata di una volta - \u00e8 l'attuale navata - e l'abside medievale fu sostituita da un coro semicircolare dalle dimensioni pi\u00f9 importanti, rappresentato sul piano catastale del 1833. Due cappelle laterali furono costruite a nord e a sud dell'ultima campata nel 1645 e nel 1648 (date inscritte nelle loro catene d'angolo). Il coro attuale \u00e8 costruito nel 1861 (data portata su una pietra inclusa nel suo alzato). ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio attuale presenta una struttura a una navata , estesa ad est da un coro di piano eptanolo, e ampliata, a nord e a sud, su entrambi i lati dell'ultima campata, da due cappelle laterali di piano quadrangolare. La navata, divisa in tre campate separate da doppioni a tutto sesto, \u00e8 coperta da volte ogivali. Il coro \u00e8 coperto da una volta di ogive a otto quarti. Le due cappelle laterali sono coperte da una volta di creste.  \r\n\r\nLa porta, che si apre nella facciata occidentale, \u00e8 coperta da un arco leggermente ribassato, con intradosso modanato; i suoi piedritti presentano spigoli abbattuti a quarti di tondo. Ampie e alte baie, di fatture diverse, illuminano la navata e il coro. Un oculo \u00e8 conservato nell'alzato della facciata. Due antiche aperture, una porta e una baia di illuminazione a doppia luce, coperte da un arco a tutto sesto, sono visibili nella parte orientale della parete portante sud. Una porta murata a sud dava accesso ad una tribuna nella prima campata. Un campanile-torre sorge all'estremit\u00e0 sud-est. Presenta alzati rinforzate agli angoli da lesene fino ad una certa altezza, e al di sopra, due livelli campanari, di cui l'ultimo, ancora in uso, \u00e8 traforato da grandi baie a tutto sesto. Il capezzale \u00e8 costruito in materiale vario. La parete portante nord, la parete portante sud nella sua parte occidentale e le cappelle laterali presentano una muratura di materiale vario che rinvigorisce in alcuni punti pietre sommariamente lavorate. La parete portante sud nella sua parte orientale \u00e8 costruita in media apparecchiatura di pietre sommariamente lavorate. 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Potrebbe essere stata fondata dall'abbazia marsigliese, il cui insediamento nella Val di Chanan, secondo alcuni autori, sarebbe antico. La scoperta nel 1968, in occasione dell'ampliamento del cimitero che confina con Notre-Dame-du-Plan, di una cinquantina di sepolture in casse di tegole, permette di prevedere l'esistenza di un edificio religioso anteriore alla chiesa medievale parzialmente conservata, Risale alla tarda antichit\u00e0 o all'alto Medioevo. Una prima analisi degli alzati permette di identificare almeno tre fasi di costruzione medievali. L'edificio si presenta in un \u00abprimo\u00bb stato come una vasta chiesa la cui struttura, lunga pi\u00f9 di 15 m in opera, comporta almeno due navate. La navata principale comunica con una navata secondaria posto a sud tramite grandi arcate che ricadono su pilastri, parzialmente conservati nella parete sud dell'attuale cappella. Non \u00e8 invece possibile provare l'esistenza di un collaterale a nord, essendo sparito il muro portante a nord della navata principale. Un coro semicircolare racchiuso in un letto piatto prolunga la nave principale ad est. La fattura dei pilastri e dei portici suggerisce una datazione relativamente tardiva nell'XI secolo per questo primo edificio, che potrebbe essere la chiesa Priorale menzionata nella bolla pontificia del 1079. In un secondo tempo venne eretta una torre campanaria a nord-est, presumibilmente sui resti di strutture edificate pi\u00f9 antiche: l'absidiola traboccante alla sua base riutilizza infatti i resti di una piccola abside. Questo campanile, secondo il tipo di apparecchiatura e il trattamento degli archi, potrebbe essere stato innalzato alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo. In un terzo tempo, il collaterale sud fu soppresso e i portici che vi danno accesso furono eliminati. Questa prima riduzione dell'edificio, realizzata nel XIII o nel XIV secolo secondo il modo di costruzione delle mura delle arcate, potrebbe essere spiegata con l'edificazione all'inizio del XIII secolo di una chiesa castrale, San Pietro, che svolse da quel momento in poi la funzione parrocchiale. In epoca moderna, un'ultima riduzione fu effettuata con l'abbandono della parte occidentale della navata e la realizzazione dell'attuale muro di facciata. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"La cappella attuale \u00e8 costituita da una navata di due campate, prolungata verso est da un coro di piano semicircolare leggermente sovrastato all'interno e di piano quadrangolare all'esterno. La navata \u00e8 coperta da una volta a botte piena semicircolare non accoppiata, sostenuta da un doppio poggiante su pilastri. Il coro, coperto da un semicatino pieno semicircolare sommariamente accoppiato, raddoppia internamente un coro pi\u00f9 antico. Un campanile-torre si erge a nord-est, collegato alla seconda campata da un passaggio coperto; presenta alla sua base un'absidiola sporgente. Le tracce di antiche arcate, oggi murate, coperte da un arco a tutto sesto leggermente sovrastato e ricadenti su pilastri semicircolari, sono visibili nella parete portante sud della cappella. La parete frontale occidentale conserva la traccia di un arco a tutto sesto posto allo stesso livello del doppione che assicura la giunzione tra le due campate. Una porta e due fori rettangolari erano fino al 1969-1972 perforati nella parete di questa apertura. L'accesso alla cappella avviene oggi attraverso una porta  nella parete portante nord, all'altezza della prima campata. Si accede al campanile, dall'esterno, attraverso una porta  alla base del suo alzato occidentale. Nell'asse dell'abside si apre una baia illuminata a singola luce, coperta a tutto sesto. Un oculo \u00e8 conservato nella parete frontale occidentale.  \r\n\r\nL'abside,  dove non \u00e8 stato rimaneggiato, cos\u00ec come i pilastri che sostengono le arcate conservate nel muro portante sud, presentano delle sedute molto sommarie di macerie di provenienza locale, di dimensioni irregolari, non lavorate. Le catene angolari dei pilastri e le coperture dei portici sono in travertino. La muratura delle arcate impiega pietre squadrate, assemblate in sedute relativamente regolari di altezze irregolari. La parete portante nord presenta alcune porzioni di paramento in media apparecchiatura  di pietre squadrate. Il frontone occidentale \u00e8 costruito in materiale vario. Gli alzati del campanile-torre sono costruiti con  sedute regolari di piccoli ciottoli principalmente di arenaria; le catene angolari sono formate da lunghi blocchi di arenaria accuratamente lavorati alla spilla. \r\n","come_arrivare":"La chapelle se situe en contre-bas du village de La Penne."},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.95031408403282,43.9266118998588]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2828,"name":"Cath\u00e9drale Notre-Dame","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:20","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2828","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2828&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/cathedrale-notre-dame\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[7.11401325423885,43.7227429369891]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2830,"name":"Chapelle Saint-Pierre","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:20","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2830","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2830&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chapelle-saint-pierre\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.84163372637442,43.7906875891]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2831,"name":"Eglise Notre Dame","description":"","modified":"2022-12-20T14:03:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@RG-Eglise-Notre-Dame-Le-Mas-1024x576.jpg","id":4909,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@RG-Eglise-Notre-Dame-Le-Mas-1024x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Eglise-Notre-Dame-Le-Mas.pdf"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2831","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2831&action=edit","translations":{"fr":{"id":6569,"name":"Eglise Notre Dame","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglise-notre-dame-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6569","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglise-notre-dame\/","addr:street":"Mont\u00e9e de l'\u00e9glise","addr:housenumber":"71","addr:postcode":" 06910","addr:city":"Le Mas","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Mont\u00e9e de l'\u00e9glise, 71 Le Mas","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"L\u2019\u00e9glise paroissiale du Mas, d\u00e9di\u00e9e au Moyen Age \u00e0 saint Arnoux, est mentionn\u00e9e en 1351 et 1376, parmi les b\u00e9n\u00e9fices du dioc\u00e8se de Gland\u00e8ves. Sa localisation, sensiblement \u00e0 l\u2019\u00e9cart de l\u2019agglom\u00e9ration actuelle et du sommet qui conserve les restes d\u2019un ch\u00e2teau remontant aux XIIIe et XIVe si\u00e8cles, pourrait s\u2019expliquer par le fait que le village du Mas se trouvait initialement sur le site qu\u2019elle occupe, en relation avec un premier ch\u00e2teau dress\u00e9 \u00e0 la fin du XIe ou au d\u00e9but du XIIe si\u00e8cle sur le petit sommet qui la domine au nord. L\u2019\u00e9glise, d\u2019apr\u00e8s l\u2019analyse de son architecture, a vraisemblablement \u00e9t\u00e9 construite dans la seconde moiti\u00e9 du XIIIe si\u00e8cle ; elle succ\u00e8de peut-\u00eatre \u00e0 un \u00e9difice plus ancien. \r\nProbablement au XVIe si\u00e8cle, l\u2019\u00e9glise, en mauvais \u00e9tat, fait l'objet d\u2019importants travaux : le mur de fa\u00e7ade est partiellement reconstruit en y m\u00e9nageant une porte ; l'extr\u00e9mit\u00e9 est du mur gouttereau sud et le mur pignon oriental sont remont\u00e9s et trois contreforts sont adoss\u00e9s contre l'\u00e9l\u00e9vation sud de la nef. Au cours de la m\u00eame campagne de travaux, en tout cas au plus tard au d\u00e9but du XVIIe  si\u00e8cle, une chapelle lat\u00e9rale est \u00e9difi\u00e9e contre le mur gouttereau nord. A une date ind\u00e9termin\u00e9e, un clocher-mur est \u00e9lev\u00e9 au-dessus du mur gouttereau sud, \u00e0 son extr\u00e9mit\u00e9 ouest. C'est sans doute lors des r\u00e9parations effectu\u00e9es \u00e0 la fin du XIXe si\u00e8cle qu'un quatri\u00e8me contrefort est mis en place au nord, l\u00e9g\u00e8rement en retrait du mur de fa\u00e7ade. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa parrocchiale del Mas, dedicata nel Medioevo a sant'Arnoux, \u00e8 menzionata nel 1351 e nel 1376, tra i possedimenti della diocesi di Gland\u00e8ves. La sua ubicazione, sensibilmente distante dall'abitato attuale e dalla vetta che conserva i resti di un castello risalente al XIII e XIV secolo, potrebbe essere spiegata dal fatto che il villaggio del Mas si trovava inizialmente sul sito che occupa, in relazione ad un primo castello eretto alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo sulla piccola sommit\u00e0 che la domina a nord. La chiesa, in base all'analisi della sua architettura, fu probabilmente costruita nella seconda met\u00e0 del XIII secolo; essa succede forse ad un edificio pi\u00f9 antico.  \r\n\r\nProbabilmente nel XVI secolo, la chiesa, in cattive condizioni, fu oggetto di importanti lavori: il muro della facciata fu parzialmente ricostruito con una porta; l'estremit\u00e0 orientale della parete portante sud e la parete frontone orientale furono ricostruiti e tre contrafforti  addossati contro l'alzato sud della navata. Durante la stessa campagna di lavori, comunque al pi\u00f9 tardi all'inizio del XVII secolo, una cappella laterale fu edificata contro la parete portante nord. Ad una data indeterminata, un campanile-muro fu innalzato sopra la parete portante sud, alla sua estremit\u00e0 occidentale. Fu probabilmente durante le riparazioni effettuate alla fine del XIX secolo che un quarto contrafforte fu installato a nord, leggermente arretrato rispetto al muro della facciata. ","come_arrivare":"L'\u00e9glise se situe dans le village du Mas"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.85836812904159,43.8436295982886]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2832,"name":"Eglise Sainte Marie Madeleine","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:20","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2832","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2832&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglise-sainte-marie-madeleine-2\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[7.17002667836614,43.8087103588746]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2833,"name":"Saint-Rapha\u00ebl de Malvan","description":"","modified":"2023-02-02T14:53:33","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@J.-C.-Poteur-vue-ext.-1024x686.jpg","id":7081,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@J.-C.-Poteur-vue-ext.-1024x686.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"<p>Site accessible seulement en jo\u00eblette<\/p>\n","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"cognitive":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Chapelle-Saint-Raphael-de-Malvan-Vence.pdf"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2833","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2833&action=edit","translations":{"fr":{"id":6629,"name":"Chapelle Saint-Rapha\u00ebl de Malvans","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chapelle-saint-raphael-de-malvans\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6629","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/saint-raphael-de-malvan\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":" La chiesa di Malvans \u00e8 menzionata per la prima volta nel 1292, data in cui \u00e8 unita al priorato di Notre-Dame de Crotons dipendente dall'abbazia di Saint-Victor di Marsiglia. Eretta nel XIII secolo secondo l'architettura dell'abside semicircolare, costituiva nel Medioevo la chiesa parrocchiale del castrum di Malvans. Dopo il progressivo spopolamento dell'habitat fortificato, dichiarato \"disabitato\" nel 1484, probabilmente non fu pi\u00f9 mantenuta e cadde in rovina: infatti non fu visitata dai vescovi durante il XVII e l'inizio del XVIII secolo. L'edificio fu verosimilmente restaurato a met\u00e0 o alla fine del XVIII secolo, comunque prima del 1835 (data di realizzazione del catasto napoleonico), con la ricostruzione di una navata pi\u00f9 ridotta rispetto all'antica contro l'abside medievale conservato in alzato; la vecchia chiesa funge da cappella. Solo sulle mappe della fine del XVIII secolo l'edificio appare sotto l'attuale titolo, Saint-Rapha\u00ebl. ","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio \u00e8 costituito da una navata di una sola campata estesa verso est da un'abside semicircolare. La navata \u00e8 coperta da una volta a crociera che ricade su pilastri, l'abside \u00e8 a volta in semicatino. Un piccolo campanile a pianta quadrangolare sorge all'angolo sud-est della navata.  \r\n\r\nLa porta, che si apre nella facciata occidentale, \u00e8 incorniciata da due baie; tutte e tre sono coperte da un arco segmentale. Una baia a semplice scuotimento si apre nell'asse dell'abside; \u00e8 coperta da un architrave fatiscente a tutto sesto.  \r\n\r\nL'alzato dell'abside presenta una media apparecchiatura regolare di pietre di provenienza locale, ben squadrate. Gli alzati della navata, oggi intonacati, sono costruiti in materiale, ma riutilizzano pietre squadrate provenienti molto probabilmente dalle mura della navata medievale. Il telaio della porta \u00e8 formato da mattoni di terracotta. 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Lo \u00e8 in ogni caso con certezza nel 1259, in una bolla pontificia che conferma all'abbazia di L\u00e9rins, tra le altre chiese della diocesi di Gland\u00e8ves, il possesso delle chiese di Santa Maria, San Pietro e San Saturnino di Brian\u00e7onnet. I resti sono troppo esigui per affinare la datazione dell'edificio. Profondamente rovinata, la chiesa fu sostituita in epoca moderna dalla cappella attuale. ","rilevanza_stile_romanico":"L'abside dell'attuale cappella riutilizza una porzione di abside semicircolare. L'estremit\u00e0 orientale della parete portante a nord dell'antica chiesa e il suo collegamento con l'abside sono conservati su un'altezza di poche sedute e su una lunghezza di circa 4,50 m. Le murature sono costruite in media apparecchiatura di pietre sommariamente lavorate.  ","come_arrivare":"La chapelle St Pierre se trouve en dehors du village.\u00a0\u00a0\r\n\r\nPour y acc\u00e9der un chemin peu large, des arbustes g\u00eanent la progression et n\u00e9cessitent une taille avec la maitrise du gabarit, pr\u00e9sence de pierres au sol surtout dans les 2 derniers virages avec l\u2019arriv\u00e9e au ch\u00e2teau et \u00e0 l\u2019\u00e9glise St Pierre.\u00a0\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.75906761562926,43.8621199124192]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1268,"name":"V3.2 &#8211; Pieve di San Giovanni Battista","description":"\n<p>La Chiesa di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice \u00e8 indubbiamente uno dei pi\u00f9 significativi esempi di pieve romanica della zona dei Monti Pisani e conserva ancora intatte le caratteristiche formali di equilibrio e purezza originate dallo stile romanico pisano. La fondazione della Pieve avviene in luogo di una piccola chiesa altomedievale dedicata a Santa Cristina, citata dai documenti fin dal 918. L\u2019edificio ha pianta rettangolare, con abside semicircolare rivolto a est. L\u2019impianto basilicale \u00e8 suddiviso in tre navate da arcate a tutto sesto sorrette da colonne e pilastri lapidei. La facciata \u00e8 a salienti, ossia costituita da una successione di falde inclinate poste a differenti altezze, a copertura delle navate interne. 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The Foundation of the Pieve takes place in place of a small early medieval church dedicated to Santa Cristina, cited by the documents since 918. The building has rectangular plan, with semicircular apse aimed at east. The basilica plant is divided into three naves from all sixth arches supported by lapid columns and pillars. The facade is in salient, that is, consisting of a succession of inclined slopes placed at different heights, to cover the internal naves. 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La fondation du Pieve se d\u00e9roule \u00e0 la place d&#8217;une petite \u00e9glise m\u00e9di\u00e9vale pr\u00e9coce d\u00e9di\u00e9e \u00e0 Santa Cristina, cit\u00e9e par les documents depuis 918. Le b\u00e2timent a un plan rectangulaire, avec une apse semi-circulaire destin\u00e9e \u00e0 l&#8217;Est. L&#8217;usine de basilique est divis\u00e9e en trois naves des sixi\u00e8me arches soutenues par des colonnes et des piliers lapides. La fa\u00e7ade est saillante, c&#8217;est-\u00e0-dire constitu\u00e9e d&#8217;une succession de pentes inclin\u00e9es plac\u00e9es \u00e0 diff\u00e9rentes hauteurs, pour couvrir les NAV internes. 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Nei documenti antichi tutta la zona comprendente Santa Maria del Giudice, San Michele in Escheto (chiamato \u201cSchleto\u201d) a San Lorenzo a Vaccoli (chiamato \u201cVaccule\u201d) faceva parte della localit\u00e0 \u201cMassa Pisana\u201d.\r\nLa chiesa diviene \u201cbaptimales ecclesiae\u201d \u2013 anche detta \u201cplebs baptimalis\u201d, ossia pieve, chiesa battesimale \u2013 tra l\u2019VIII e il IX secolo, con giurisdizione su numerose chiese limitrofe. La dedicazione a San Giovanni Battista viene aggiunta poco tempo dopo, durante il IX secolo.\r\nL\u2019edificio viene rimaneggiato e assume la configurazione che ancora oggi \u00e8 possibile vedere nell\u2019anno 1160, come testimonia l\u2019epigrafe posta sull\u2019architrave della facciata.\r\nA distanza di due secoli, nel 1360, la Pieve di San Giovanni Battista viene unita alla vicina chiesa di Santa Maria Assunta, dell\u2019abitato di Santa Maria del Giudice. In una relativamente rapida successione di eventi, nel 1382 San Giovanni perde prima la sede del pievano, poi, alla fine del XVI secolo, anche il fonte battesimale - ossia il privilegio di amministrare il sacramento del battesimo -, fatto ricostruire ex novo dal vescovo Guidiccioni nella chiesa di Santa Maria. Tutto ci\u00f2 completa la parabola discendente dell\u2019importanza della chiesa, da allora chiamata con l\u2019appellativo di \u201cPieve Vecchia\u201d.","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019edificio ha pianta rettangolare, con abside semicircolare rivolto a est. L\u2019impianto basilicale \u00e8 suddiviso in tre navate da arcate a tutto sesto sorrette da colonne e pilastri lapidei.\r\nLa facciata \u00e8 a salienti, ossia costituita da una successione di falde inclinate poste a differenti altezze, quali coperture delle navate interne. Essa, la facciata, \u00e8 formata da blocchi di calcare bianco e inserti di marmo serpentino di colore verde scuro. L\u2019ordine inferiore della facciata \u00e8 costituito da cinque arcate cieche impostate su una zoccolatura modanata. Gli archivolti sono trattati a conci alternati bianchi e verdi secondo una decorazione bicroma tipica di alcune decorazioni del romanico. Il portale di accesso \u00e8 aperto nell\u2019arcata centrale: esso presenta due paraste monolitiche in calcare bianco, con due capitelli che sorreggono un architrave scolpito decorato con fiorami classici. Anche l\u2019archivolto posto al di sopra dell\u2019architrave presenta un cromatismo bicromo. L\u2019ordine superiore presenta tre arcate cieche con archivolti bicromi e si conclude con un frontone triangolare dove \u00e8 presente un\u2019apertura ad oculo con cornice ad intarsi bicromi.\r\nL\u2019intero prospetto principale, inoltre, risulta leggermente asimmetrico per la presenza, sul lato sinistro, della torre campanaria, preesistente la costruzione della chiesa e presumibilmente utilizzata come torre di avvistamento. Il campanile, di forme massicce e imponenti, ha pianta quadrangolare ed \u00e8 costruito in prevalenza in muratura di blocchi di pietra calcarea. \u00c8 visibile un consistente ripristino in muratura mista, forse dovuto ad un crollo parziale di cui per\u00f2 non si ha testimonianza. La porzione rimasta in muratura originale mostra quattro archetti pensili su mensole che incorniciano due ordini di bifore. La copertura della torre, infine, \u00e8 a capanna, con manto in laterizio.\r\nAnalogamente alla facciata, anche i prospetti laterali e la zona absidale sono realizzati in conci di calcare bianco interamente a vista. Sui lati si aprono alcune monofore e due portali architravati e lunettati sia all\u2019esterno che all\u2019interno. Quello di destra risulta oggi murato con blocchi dello stesso materiale. La facciata tergale, meglio conservata di quella frontale, ha mantenuto il coronamento a colonnini.\r\nL\u2019interno, essenziale e severo, \u00e8 molto alto. La struttura di copertura \u00e8 a capriate lignee e il manto in laterizio. Le tre navate separate da archi sostenuti da colonne con capitelli a fogliami e dei quali due provenienti da materiali di riutilizzo a decori corinzi con foglie di acanto e volute angolari. Una sola abside chiude la navata centrale mentre quelle laterali terminano diritte e decorate con archetti ciechi che rimarcano la linea del tetto. Internamente l\u2019abside si presenta in forme semplici, tutta in blocchi di calcare con tre aperture a monofora. 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L\u2019aula venne probabilmente rifatta in pieno Duecento o addirittura nel Trecento (a questa fase risale l\u2019abside quadrata a doppia monofora, in parte in mattoni, coperta da una volta a costoloni): un sicuro termine ante quem per la costruzione dell\u2019abside \u00e8 fornito dalla presenza della data 1383 dipinta nel coro. Ad ogni modo la chiesa \u00e8 citata per la prima volta in un documento nel 1271. \r\nDurante il XVI secolo sia l\u2019edificio religioso sia il borgo antico furono abbandonati dagli abitanti: nel 1518, infatti, la sede della comunit\u00e0 parrocchiale di Massaro fu trasferita nella chiesa della Santissima Annunziata di Bastia con l\u2019obbligo, per\u00f2, di celebrare ugualmente i riti religiosi nell'antica chiesa in occasione della Pasqua, della Pentecoste, della ricorrenza dei Santi e dei Defunti e per il patrono Stefano.\r\nDel borgo restano oggi solo pochi ruderi.\r\nNel 1936 gli affreschi di Santo Stefano furono messi in luce e restaurati; nel 1955-1957 si intervenne invece sulla struttura.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Della chiesa romanica di XII secolo resta oggi soltanto il campanile, forse in origine isolato.\r\nLa sua alterit\u00e0 rispetto all\u2019edificio attuale \u00e8 chiaramente dimostrata dalla fessura verticale presente a sinistra del portale laterale, nel punto in cui la chiesa gotica si appoggia alla torre campanaria, incorporandola (fig. 4).\r\nSi tratta di un volume perfettamente liscio, movimentato appena, nella parte sommitale, da specchiature, che accolgono le bifore (divise da colonnine e capitelli a stampella), sormontate da archetti pensili.\r\nLa muratura \u00e8 costituita da elementi irregolari, tenuti insieme con abbondante malta.\r\n","come_arrivare":"La localit\u00e0 di Bastia \u00e8 facilmente raggiungibile in automobile con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga. Appena dopo l\u2019uscita si attraversa il torrente Neva sul ponte corrispondente a via Paccini, si gira a destra in Regione Massaretti e si prosegue per poco pi\u00f9 di un chilometro; si svolta a destra in Regione Beronaire e Santo Stefano appare sulla destra.\r\nPer chi giunga in treno, alla stazione di Albenga \u00e8 possibile prendere l\u2019autobus 74, linea Cenesi-Albenga del trasporto pubblico TPL Linea.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.1632907,44.0676971]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2985,"name":"San Bernardino","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2985","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2985&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-bernardino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.2154879,44.0416649]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3014,"name":"San Clemente, Albenga","description":"","modified":"2022-08-22T10:13:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3A-1024x681.jpg","id":3959,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/12-2.jpg","id":4158,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/2-2.jpg","id":4378,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/San-Clemente-ad-Albenga-A-1024x472.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,384]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"<p>Al sito si pu\u00f2 accedere percorrendo Via Piave, la Strada Vicinale Del Molino, Via Don Giacomo Lasagna. 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Clemente. \u00c8 possibile posteggiare l\u2019automobile nei parcheggi della Strada Vicinale Del Molino, oppure di Via Libero Emidio Viveri, oppure ancora di Via Fernanda Romagnoli. \u00c8 presente un parcheggio per disabili in Via L. E. Viveri.<br \/>\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): dalla stazione ferroviaria di Piazza Giacomo Matteotti, svoltare a sinistra in Via dei Mille. Alla rotonda prendere la seconda uscita e percorrere Via XXV Aprile. Continuare su Via Trieste. Alla rotonda successiva prendere la prima uscita e imboccare Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. 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Proprio nell\u2019area corrispondente al suburbio di Albenga (detta, in epoca romana, Albingaunum) \u00e8 possibile ammirare i resti della basilica di San Clemente e delle terme romane.\r\nIn questa zona, che si trovava tra il porto (presumibilmente collocabile presso il moderno ponte stradale \u201cL. E. Viveri\u201d) e la Via Iulia Augusta (che metteva in collegamento l\u2019Italia Annonaria alla Gallia e all\u2019Iberia, corrispondenti rispettivamente a Francia e Spagna, ed era posta probabilmente all\u2019altezza della Porta Arroscia) erano ospitati diversi edifici importanti per Albenga.\r\nTra le strutture pi\u00f9 rilevanti si segnalano le terme (databili tra la fine del I\/gli inizi del III secolo), oggi sommerse dalle acque del Fiume Centa, che dal XIII secolo ha cambiato il percorso (prima di allora infatti, il corso d\u2019acqua scorreva a Nord della citt\u00e0). All\u2019altezza del centro storico di Albenga, quando l\u2019acqua del fiume non \u00e8 alta, sono visibili diverse strutture, tra le quali: le arginature antiche, le fondazioni del mulino e del Ponte di Branca (edificato nel 1587), osservabili sulla sponda sinistra del corso d\u2019acqua. \r\n\u00c8 inoltre possibile osservare alcuni recinti funerari della necropoli romana e le pile dell\u2019acquedotto di et\u00e0 imperiale. Pi\u00f9 a valle, si conservano resti di murature antiche (di non semplice interpretazione) e vecchi muri di argine. \r\nAll\u2019inizio del XX secolo, in occasione di lavori per l\u2019allargamento e l\u2019arginatura della sponda destra del fiume, vennero effettuate indagini dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria che permisero di conoscere meglio la complessa situazione archeologica dell\u2019area, che mostra evidenze pertinenti a tre complessi architettonici: la chiesa di XIII secolo (dedicata a S. Clemente), la chiesa paleocristiana e le terme,\r\nLa basilica di San Clemente venne fondata a met\u00e0 del XIII secolo, e in un momento non noto divenne propriet\u00e0 dei Cavalieri Gerosolimitani. Essa probabilmente doveva essere parte di un complesso che comprendeva anche una Domus Hospitalis citata nei documenti di archivio. \r\nIl complesso probabilmente si espande anche al di sotto dell\u2019attuale quartiere residenziale e verso il ponte stradale, dove nel 1995 vennero ritrovati i resti del borgo medievale di San Clemente. \r\nLa scoperta di un fonte battesimale associato alla basilica paleocristiana si ricollega ad alcune problematiche legate alla cristianizzazione nel Ponente Ligure e agli edifici pertinenti al centro episcopale, in quanto non \u00e8 semplice chiarire i rapporti tra questa struttura e il battistero del complesso episcopale ubicato nel centro di Albenga (fine del V secolo). \r\nSembra, comunque, che la vasca battesimale attualmente nell\u2019alveo del Fiume Centa fosse stata usata come fonte solo per breve tempo, probabilmente sino alla realizzazione del battistero (fine V\/inizio VI secolo), e che le due strutture non siano mai state usate contemporaneamente.","rilevanza_stile_romanico":"La Chiesa di San Clemente si conserva per ampi tratti in un sito caratterizzato da un\u2019importante continuit\u00e0 di frequentazione. \r\nIn questa area, nel V\/VI secolo, venne realizzato un complesso di culto cristiano per amministrare il battesimo prima della fondazione della diocesi (451): a tale complesso sono attribuiti, infatti, una vasca battesimale e, forse, quanto rimane di un\u2019abside orientata verso Nord, identificata all\u2019interno del vano del calidarium delle terme romane. La vasca, datata alla seconda met\u00e0 del V\/VI secolo, venne ritrovata con i muri rasati e si caratterizza per una pianta circolare all\u2019esterno e ottagonale all\u2019interno. Essa presenta un gradino sui lati opposti dell\u2019ottagono, ubicati rispettivamente l\u2019uno in direzione Nord, l\u2019altro in direzione Sud. Il fonte venne realizzato con materiale di reimpiego proveniente dalle spoliazioni dell\u2019edificio termale (per lo pi\u00f9 laterizi ed elementi lapidei). \r\nInternamente, esso venne rivestito in cocciopesto, per assicurare una maggiore tenuta della struttura. La vasca battesimale venne presto dismessa e sfruttata a fini sepolcrali (in quel momento, verso la seconda met\u00e0 del V secolo, la chiesa era probabilmente gi\u00e0 in disuso).\r\nNella vasca, infatti, venne inserita una tomba in muratura, realizzata costruendo soltanto due muretti, in quanto per gli altri due lati si sfruttarono i muri preesistenti della vasca battesimale. \r\nPer realizzare questa tomba, pi\u00f9 volte riutilizzata, si scav\u00f2 sotto il piano del fonte battesimale.\r\nOltre alla gi\u00e0 citata vasca battesimale venne ritrovato e attribuito alla chiesa paleocristiana solo un lacerto murario in prossimit\u00e0 della vasca stessa, in quanto l\u2019edificio venne probabilmente demolito all\u2019inizio del Novecento, quando venne costruito l\u2019argine destro del fiume Centa. \r\nVi sono ancora dubbi sull\u2019abside perpendicolare alla navata sinistra, forse pertinente ad una delle strutture romane termali presenti nell\u2019area. \r\nAccanto a questo edificio paleocristiano era presente un recinto cimiteriale tardoantico e altomedievale che sfruttava parzialmente i muri della struttura interpretata come tepidarium. \r\nIn questo cimitero, forse destinato a sepolture di alto rango, vennero ritrovati cinque sarcofagi tardo-antichi in pietra, riccamente ornati. Uno di questi, realizzato in Pietra del Finale, con coperchi ad acroteri (tipologia diffusa in Liguria tra il V ed il VII secolo), \u00e8 stato spostato accanto al Battistero, nel centro storico, ed \u00e8 oggi ancora visibile.\r\nLa Basilica di San Clemente, orientata ad Est, con una divisione in tre navate absidate, distinte l\u2019una dall\u2019altra da pilastri in muratura, venne fondata a met\u00e0 del XIII secolo sui resti della preesistente chiesa e, verosimilmente, su parte del recinto funerario (essa infatti ha dimensioni pari a circa 21 x 15 m).\r\nIl complesso \u00e8 stato indagato archeologicamente e ne sono state messe in luce le varie trasformazioni. Tra queste, la creazione di una scalinata per avere accesso all\u2019edificio (infatti, la chiesa sorgeva in una posizione particolare, vicino al Fiume Centa, fatto che la rendeva facilmente esposta alla deposizione di materiale alluvionale e, dunque, all\u2019accrescimento del piano di calpestio circostante) e la tamponatura di porte sulla facciata e sui fianchi. \r\nInternamente, la chiesa presenta murature intonacate (che in origine erano presumibilmente voltate), con labili tracce di decorazione pittorica; della pavimentazione originaria, tuttavia, non si conserva alcuna traccia. Il presbiterio della navata centrale, invece, presenta ancora la pavimentazione originaria, in lastre di marmo. Solo l\u2019altare della navata destra \u00e8 integro. \r\nDocumenti di XVI secolo menzionano lavori fatti a vantaggio della chiesa, per evitarne la caduta in rovina: sono forse da attribuire a queste iniziative la costruzione di quattro contrafforti sul fianco Nord, segno di un tentativo di recupero delle navate laterali. Sempre nel corso del XVI secolo, la chiesa venne ridotta ad un\u2019unica aula, successivamente accorciata con la realizzazione di un muro (di fattezze piuttosto rozze) eretto all\u2019altezza dell\u2019abside, che la trasform\u00f2 in chiesetta campestre (come figura nella cartografia di XVIII-XIX secolo), demolita all\u2019inizio del Novecento.\r\nIl recinto funerario annesso alla chiesa, che si estendeva anche nella zona retrostante le absidi, mantenne la sua funzione per tutto il Medioevo. \r\nPer concludere, pochi cenni sulle terme romane in prossimit\u00e0 del sito, databili tra la fine del I e gli inizi del III secolo. Le terme, sicuramente riccamente decorate con mosaici di cui si conserva purtroppo un solo esempio, si sviluppavano in direzione Est-Ovest per oltre 60 metri (in prossimit\u00e0 del porto, oggi interrato) ed erano verosimilmente estese nella zona circostante, attualmente interessata dai palazzi ed edifici contemporanei; si pensa che il complesso termale occupasse un\u2019area di circa 2000 mq. Gli scavi permisero di riconoscere varie evidenze, tra le quali l\u2019accesso (ubicato sul lato Nord, verso il centro abitato), la piscina per il nuoto (detta, in latino natatio), di forma rettangolare, con un\u2019abside sull\u2019unico lato breve esposto e piccole scalette di accesso negli angoli, impermeabilizzata da un intonaco in cocciopesto, il frigidarium, il tepidarium e il calidarium (ossia i vani destinati alle abluzioni).\r\n\r\n","come_arrivare":"Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): prendere l'uscita Albenga da A10\/E80. Continuare sulla Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Prendere Viale Martiri della Foce e Via Dante Alighieri in direzione di Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente a Albenga.\r\nAlla rotonda prendere la prima uscita e procedere su Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda prendere la seconda uscita e prendere Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda prendere la prima uscita e procedere su Viale Martiri della Foce per circa 1 km. Alla rotonda, prendere la prima uscita e rimanere su Viale Martiri della Foce. Alla rotonda, procedere dritto su Via Leonardo Da Vinci. Svoltare a destra e imboccare Via Dante Alighieri. Via Dante Alighieri svolta leggermente a sinistra e diventa Via Trento; quest\u2019ultima svoltare a sinistra e diventa Piazza del Popolo. Alla rotonda prendere la prima uscita e percorrere Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere la Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente. \u00c8 possibile posteggiare l\u2019automobile nei parcheggi della Strada Vicinale Del Molino, oppure di Via Libero Emidio Viveri, oppure ancora di Via Fernanda Romagnoli. \u00c8 presente un parcheggio per disabili in Via L. E. Viveri.\r\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): dalla stazione ferroviaria di Piazza Giacomo Matteotti, svoltare a sinistra in Via dei Mille. Alla rotonda prendere la seconda uscita e percorrere Via XXV Aprile. Continuare su Via Trieste. Alla rotonda successiva prendere la prima uscita e imboccare Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente.\r\nMezzi pubblici: http:\/\/www.orariotrasporti.regione.liguria.it\/JourneyPlanner\/bin\/stboard.exe\/i .\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.2130078,44.0468703]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3048,"name":"San Calocero, Albenga","description":"","modified":"2022-08-22T10:15:44","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/9-2.jpg","id":3964,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3-2.jpg","id":4163,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-3-1024x618.jpg","id":4382,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/San-Calocero-ad-Albenga-\u2013-A-1-1024x546.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): seguire SP582 e Via Aurelia in direzione di SP6. 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Il suo corpo sarebbe stato sepolto nell\u2019area occupata dalla \u201cnecropoli del Monte\u201d (ossia un cimitero pagano ubicato lungo la Via Iulia Augusta, che univa l\u2019Italia Annonaria alla Gallia (Francia) e all\u2019Iberia (ossia la Spagna). Il momento in cui tali fatti sarebbero accaduti \u00e8 controverso: una versione li collocherebbe sotto l\u2019imperatore Adriano (agli inizi II secolo d.C.), sebbene sembri pi\u00f9 plausibile collocarli ai tempi dell\u2019ultima persecuzione attuata da Diocleziano (inizio IV secolo). Le pi\u00f9 antiche testimonianze scritte relative a San Calocero sono contenute in un\u2019epigrafe incisa su un architrave di marmo rinvenuta tra le rovine del complesso. Essa era probabilmente pertinente ad un ciborio elevato sulla sepoltura del santo (le cui ossa andarono disperse in epoca longobarda \u2013 met\u00e0 VII secolo \u2013  e sostituite nel secolo successivo con quelle di un santo omonimo di Roma o, forse, di Ravenna). L\u2019epigrafe risale alla prima met\u00e0 del VIII secolo e rappresenta una delle pi\u00f9 antiche testimonianze del monachesimo benedettino in Liguria. Attualmente conservata presso il Palazzo Vecchio del Comune. \r\nLe spoglie del Santo in parte vennero trasferite gi\u00e0 nel IX secolo nel monastero di S. Pietro di Civate in Lombardia (allo scopo di porle al riparo dalle incursioni saracene), in parte vennero invece traslate nel 1593 in un monastero realizzato ad Albenga nel quartiere di Sant\u2019Eulalia per volont\u00e0 del vescovo Luca Fieschi. Il complesso di Sant\u2019Eulalia venne realizzato in tempi relativamente brevi, per poter dare alle monache maggiore sicurezza (come stabilito nel 1585 dal vescovo Mons. Nicol\u00f2 Mascardi). Tale edificio, nell\u2019Ottocento, venne trasformato in Ospedale; pertanto le reliquie del santo furono spostate definitivamente nella cattedrale di Albenga, dove si trovano tutt\u2019ora. \r\nTornando al complesso monastico, stando alle fonti archivistiche il monastero benedettino di San Calocero nel corso del seconda met\u00e0 del XIV secolo divenne un convento di Clarisse. Verso la fine del XVI secolo, in ragione delle minacce delle incursioni turche esso venne abbandonato (1593) e le Clarisse si trasferirono in una sede pi\u00f9 riparata, entro le mura della citt\u00e0 (nel vecchio Ospedale Civico). Successivamente esso venne trasformato in un fondo agricolo ad inizio XVII secolo (nel 1607, infatti, la famiglia Peloso Cepolla acquist\u00f2 dalle monache clarisse l\u2019area, che venne adibita a tale uso). \r\nL\u2019interesse verso il sito, ormai in stato di abbandono, si risvegli\u00f2 solo negli anni Trenta del Novecento, quando l\u2019archeologo Nino Lamboglia avvi\u00f2 ad indagini archeologiche. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"Il complesso di San Calocero ad Albenga \u00e8 ubicato nella regione Doria, sul versante Nord della collina del Monte San Martino. Tale area \u00e8 nota per essere particolarmente interessante per la storia di Albenga, in quanto nel tempo sono stati effettuati diversi ritrovamenti databili tra I e III\/IV sec. d.C., per lo pi\u00f9 riconducibili ad un anfiteatro, a contesti funerari e al tracciato viario della Via Julia Augusta. Tali ritrovamenti confermano la frequentazione dell\u2019area in epoca romana imperiale e, successivamente, in epoca tardo-antica. L\u2019indagine archeologica qui condotta \u00e8 stata complessa ed ha impegnato ricercatori di varie universit\u00e0, italiane e non. \r\nGrazie alle indagini archeologiche ed allo studio delle fonti, \u00e8 stato possibile comprendere che il complesso \u00e8 orientato in senso Est\/Ovest, con abside ad Est, e presenta differenti fasi monumentali.\r\nNella prima met\u00e0 del VI secolo si verific\u00f2 la costruzione di una prima basilica cristiana a tre navate dissimmetriche rivestita di una funzione funeraria sin dal momento della sua fondazione. Ad essa, si accedeva dalla Via Iulia Augusta tramite un criptoportico, che sosteneva la navata settentrionale della chiesa pi\u00f9 antica. La basilica venne occupata da monaci forse gi\u00e0 a partire dall\u2019Alto Medioevo. Gli interventi degli anni \u201980 hanno consentito di portare in luce la totalit\u00e0 delle strutture del complesso monastico bassomedievale, anche se gli studiosi si sono concentrati sui depositi precedenti, soprattutto in riferimento al criptoportico. \r\nAlla comprensione di tali aspetti si giunse dopo decenni di indagini archeologiche, avviate sin dal 1934. In quell\u2019anno, Nino Lamboglia avvi\u00f2 uno dei primi scavi stratigrafici in Italia proprio a San Calocero, concentrandosi soprattutto sulla chiesa, mentre l\u2019area del monastero venne esplorata in misura minore. Tra i vari fronti di ricerca aperti in questo momento, si possono segnalare i sondaggi nel settore Nord\/Ovest dell\u2019edificio, utili per portare in luce l\u2019imboccatura del forno tardomedievale e l\u2019area dell\u2019ambiente antistante (ossia cucina e spazio di servizio).\r\nQuesti scavi si rivelarono propedeutici a nuove indagini, svoltesi tra il 1938 ed il 1939, grazie alle quale vennero identificati, sotto due metri di detriti, i resti della chiesa post-medievale, di cui vennero riportati in luce la navata meridionale e quella centrale. Grazie ad un \u201csondaggio a pozzo\u201d praticato sul limite nord orientale sella navata centrale, si individu\u00f2 un muro pi\u00f9 antico (il cosiddetto \u201cmuro a reseghe\u201d risalente, secondo lo studioso, ad et\u00e0 imperiale). Su tale muro, si sarebbe impostata la fondazione che sorregge i pilastri tra la navata centrale e quella settentrionale. In quegli anni, l\u2019archeologo identific\u00f2 tegoloni romani intatti a circa 2 metri di profondit\u00e0 rispetto al piano moderno ed indag\u00f2 l\u2019ambiente a valle, compreso tra la struttura ad arcatelle ed il muro detto \u201da reseghe\u201d, noto come \u201ccriptoportico\u201d. \r\nNella zona indagata sul fronte interno della facciata principale, vennero identificate numerose tombe a cappuccina o a muretto (plausibilmente collocabili cronologicamente tra IV e VI secolo) al di sotto delle quali venne identificato uno strato di frammenti romani sottostante le fondazioni di et\u00e0 medievale. \r\nOltre alla fase tardo romana e a quella altomedievale, lo studioso individu\u00f2 una fase medievale e tardo medievale, con ampliamenti ed edifici monastici.\r\nTra 1970 e 1971, Lamboglia individu\u00f2 l\u2019abside \u201ca semicerchio oltrepassato\u201d di VIII secolo, relativa alla chiesa altomedievale, con tre navate, portico e recinto annesso. Inoltre, fra i vari ambiti, l\u2019archeologo indag\u00f2 anche Nella navata centrale, invece, vennero identificate diverse sepolture, molte delle quali di et\u00e0 paleocristiana.\r\nTra gli anni \u201880 e \u201890 del Novecento, nella zona vennero condotte complesse ricerche archeologiche da parte della Soprintendenza Archeologica della Liguria, con la direzione della dott.ssa Spadea e del prof. Ph. Pergola, per l\u2019Ecole Fran\u00e7aise de Rome.\r\nGrazie a tali ricerche, si comprese che la fase pi\u00f9 antica del complesso \u00e8 rappresentata da un portico (in origine un recinto funerario) percorso da chi giungeva dalla Via Iulia Augusta, datato alla seconda met\u00e0 del I secolo d.C. . Per quanto riguarda l\u2019edificio cristiano, realizzato probabilmente su un\u2019area adibita gi\u00e0 in precedenza ad uso cultuale, tra fine del V e l\u2019inizio del VI secolo venne costruita una grande basilica a tre navate che sfrutta murature preesistenti.\r\nNegli anni \u201980 venne indagata anche la navata settentrionale, con indagine dell\u2019ambiente del criptoportico. Tale intervento ha evidenziato come il portico fosse stato coperto da un tetto ligneo sostituito da una volta a botte oggi crollata, resa pi\u00f9 leggera dall\u2019utilizzo di anfore di produzione spagnola, africana e orientale (di fine V-inizio VI secolo, epoca alla quale si datano tali interventi) reimpiegate intere, secondo una tecnica tardoromana-bizantina, ampiamente diffusa in et\u00e0 tardoantica. Lo scavo ha inoltre consentito di comprendere come il muro Nord ad arcate (successivamente tamponate) sia da attribuirsi ad una delle fasi pi\u00f9 antiche , successiva al muro \u201ca reseghe\u201d. Sono invece contemporanee a tale muro i sarcofagi, svuotati in epoche successive e poi riempiti di terra, grumi di malta e detriti. \r\nSempre negli anni \u201980, vennero portati a termine scavi nell\u2019abside, area gi\u00e0 interessata dagli interventi degli anni \u201930 e \u201970 del \u2018900. L\u2019indagine delle fasi pi\u00f9 tarde (moderne e tardomedievali) ha permesso di comprendere come l\u2019abside semicircolare fosse stata rasata e su di essa fosse stata costruita la tarda abside rettangolare. La sostruzione moderna ha cancellato del tutto anche le tracce dell\u2019altare medievale che si trovava al centro del catino absidale, l\u2019indagine del quale ha tuttavia portato ad individuare i resti della fondazione dell\u2019altare stesso, che celava una sepoltura in a deposizione primaria, una in riduzione.\r\nTale altare-reliquario si ascrive ad un periodo indeterminato non anteriore al X\/XII secolo. \r\nNegli stessi anni venne realizzato un saggio nella cosiddetta \u201cstanza del forno\u201d, utile per la comprensione dell\u2019organizzazione degli ambienti nel monastero. Non sono state rinvenute alcune tracce di frequentazione altomedievale e della prima parte del medioevo. L\u2019indagine della navata Sud, gi\u00e0 intaccata dal Lamboglia ha portato in luce i resti della piscina sacrarii, una struttura quadrangolare con un fondo di lastre in ardesia. \r\nLa chiesa sorgeva su un terrapieno, ed era sorretta da un portico avete funzione di ingresso e di cripta. \r\nLa chiesa di VI secolo poteva contare su un apparato decorativo di cui sono stati identificati pilastrini marmorei frammentari decorati con un tralcio d\u2019edera intervallato da plutei. \r\nUn rinnovamento architettonico della chiesa si ebbe ad inizio VIII secolo, con l\u2019esecuzione di interventi forse collegabili con l\u2019abate Marinaces di cui si parla in un\u2019epigrafe incisa su un architrave marmorea oggi conservata nella loggia del Comune. \r\nSono invece pertinenti all\u2019et\u00e0 tardomedievali interventi di sostituzione dell\u2019abside semicircolare con un coro quadrangolare, la realizzazione dell\u2019ossario della navata centrale e l\u2019isolamento della navata Sud, anch\u2019essa utilizzata come ossario. All\u2019ultima fase di vita appartengono i ruderi degli edifici di servizio ed i recinti utilizzati forse come orti. \r\nTra il 1985 e il 1989 il complesso di San Calocero \u00e8 stato sottoposto ad indagini archeologiche da parte del prof. Pergola, con indagini nella crypta sottostante la navata sinistra crollata della chiesa, in un piccolo ambiente antistante la navata, ambiente di servizio adibito a lavatoio e cucina. Erano ancora in corso lo scavo della navata centrale (e relativi ambienti antistanti) e di quella destra. Gli scavi hanno consentito di comprendere che la zona era gi\u00e0 occupata in et\u00e0 romana (presumibilmente da una necropoli). Risalgono ad et\u00e0 medievale i terrazzamenti necessari alla realizzazione della chiesa e alla delimitazione della zona sepolcrale, probabilmente ad opera dei benedettini. Nel 1368, infatti, venne fondato un monastero dal Vescovo di Albenga Giovanni Fieschi. Dopo il passaggio alle clarisse, l\u2019edificio sub\u00ec notevoli mutamenti con l\u2019aggiunta di una ala di vani destinati ad alloggi e servizi. \r\nTuttavia, le indagini archeologiche furono interrotte nei primi anni \u201990, lasciando vari problemi aperti. A partire dal 2014 vennero realizzati nuovi sondaggi di scavo dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e l\u2019Universit\u00e9 d\u2019Aix-Marseille, concentratesi in vari punti, fra i quali la zona della facciata della basilica.\r\nIn particolare, il sondaggio dinnanzi alla facciata consent\u00ec di portare in luce  un acciottolato di pregevoli fattezze (gi\u00e0 riconosciuto negli anni \u201980) con lacune dovute ad interventi successivi all\u2019abbandono (talora colmate con pietre disposte con un movimento circolare). Tale acciottolato sembra associabile all\u2019insediamento monastico. Al di sotto, sono state identificate cinque sepolture di incerta datazione:  infatti, al momento della realizzazione della pavimentazione, la terra deve essere stata spianata per predisporre la realizzazione dell\u2019acciottolato ci\u00f2 spiega come mai la fase tardomedievale si sovrapponga direttamente a strati che hanno restituito reperti di et\u00e0 classica. \r\nTra le sepolture, la pi\u00f9 recente \u00e8 orientata in senso Nord\/Sud ed \u00e8 inquadrabile attraverso le analisi al C14 al XV secolo. Essa infatti conservava un adolescente (presumibilmente di circa 13 anni), di probabile sesso femminile, deposto in nuda terra ed in posizione prona, in una sepoltura piuttosto profonda e con un consistente strato di terreno posto a coprire la defunta. Si tratta di una figura probabilmente affetta da scorbuto e da una forte anemia, provocate da carenze di tipo alimentare. Essa \u00e8 definibile come una deviant burial (ossia una sepoltura anomala), in quanto la giovane venne sepolta secondo un rituale del tutto inconsueto sia nella tradizione cristiana sia nelle epoche precedenti all\u2019affermazione di questa religione, indicatore di una sorta di \u201cdiscriminazione\u201d nella morte, forse per comportamenti non rispettosi delle regole sociali che la persona sepolta avrebbe avuto in vita, forse perch\u00e9 le malattie che la affliggevano (di cui oggi si possono solo carpire alcuni tratti, ossia quelli che hanno lasciato tracce sulle ossa) la portavano ad avere un comportamento recepito come malefico (si pensi, ad esempio, all\u2019epilessia). \r\nNon sono state identificate sepolture del periodo altomedievale a causa della realizzazione di un acciottolato posto in opera nel corso del XIV secolo. Risale al XIV secolo anche la realizzazione del monastero \r\nUn saggio nella balza superiore, condotto sempre nel 2014, consent\u00ec di riconoscere le tracce di cava tardo medievale utilizzata per la realizzazione del monastero femminile o per una sua ristrutturazione (di poco successiva rispetto alla costruzione). L\u2019area della balza superiore venne utilizzata per gli orti e le stalle del monastero.\r\nNel corso del 2015 venne identificata una vasca rettangolare per la cremazione (bustum) di epoca tardo imperiale (met\u00e0 III \u2013 inizio IV), segno che probabilmente l\u2019area era utilizzata anche in precedenza a fini cimiteriali. Sono pertinenti all\u2019epoca tardo-antica (entro il VI secolo) sepolture privilegiate poste dinnanzi all\u2019ingresso della chiesa. \r\nL\u2019apertura, in quello stesso anno, di un nuovo fronte di scavo nella navata centrale, gi\u00e0 indagata in passato da Lamboglia, consent\u00ec di identificare tracce di un pavimento probabilmente realizzato nella fase tarda della vita del monastero. Al di sotto, una volta indagati livelli di riempimento, sono state identificate ulteriori sepolture, tra le quali se ne segnala una anomala, coperta da pietrame piuttosto grande e volta ad ospitare le ossa di un individuo bruciato lontano rispetto al luogo della sepoltura. \r\nAnche per questo individuo (la cui deposizione del corpo si caratterizza per una scarsa accuratezza) sono state svolte analisi al C14, che hanno consentito di collocare cronologicamente questa sepoltura tra met\u00e0 del XVI e la seconda met\u00e0 del XVII sec., ossia in un momento in cui il complesso in un periodo in cui il complesso religioso risultava gi\u00e0 abbandonato, aprendo interrogativi\r\nda chiarire. Nel medesimo settore, sono stati identificati due muri realizzati in pietre sbozzate, legate con una malta rosacea, fortemente tenace, pertinente ad un edificio in parte gi\u00e0 indagato durante gli scavi di Lamboglia. \r\nNel 2010 venne inaugurato il parco archeologico di San Calocero, grazie all\u2019intervento della Soprintendenza, che diede vita a interventi di restauro conservativo delle murature esistenti, degli affreschi su di esse conservate, sui sarcofagi di epoca tardo-antica e altomedievale di messa in sicurezza, e di allestimenti didattico dell\u2019area. \r\n","come_arrivare":"Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): seguire SP582 e Via Aurelia in direzione di SP6. Prendere l'uscita SP6 da Via Aurelia. Procedere su Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582 per 200 m.\r\nAlla rotonda prendere la seconda uscita e prendere Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda successiva, prendere la seconda uscita e rimanere su Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Dopo circa 1.6 km, alla rotonda, prendere la seconda uscita e prendere Strada Statale Albenga - Garessio\/SP582. Svoltare a destra e prendere Via Aurelia. Dopo circa 900 m, prendere l'uscita SP6 verso Aeroporto\/Albenga\/Garlenda\/Villanova\/Casanova. Continua su SP6. Guida in direzione di Salita Madonna di Fatima a Albenga. Dopo circa 500 m, svoltare a sinistra e prendere SP6. Alla rotonda, prendere la seconda uscita e proseguire in Via Antonio Gramsci. In prossimit\u00e0 delle poste, girare a sinistra in Reg. Avarenna, dove si potr\u00e0 parcheggiare l\u2019automobile. Da l\u00ec, tornare su Via Antonio Gramsci, oltrepassare la rotonda e prendere Via Fratelli Ruffini. Dopo poco pi\u00f9 di 100 m, svoltare a sinistra e percorrere la salita. Oltrepassare la chiesa di N.S. di Fatima, lasciare le indicazioni per la Via Iulia Augusta e proseguire dritti, seguendo le indicazioni per l\u2019area archeologica di San Calocero. \r\n\u00c8 presente un parcheggio per disabili in prossimit\u00e0 di Via Ruffini 11.\r\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): procedere lungo Via XXV Aprile, successivamente prendere Via Trieste sino a giungere in Piazza del Popolo. Percorrere il ponte E. 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Soprattutto la bicromia rimanda al San Salvatore di Cogorno, voluto dalla potente famiglia dei Fieschi (circa 1244-1276) e alla chiesa di San Matteo (circa 1278). Il riferimento \u00e8 valido anche a livello litotomico: la muratura in corsi in pietra squadrata \u2013 marmo bianco e la locale serpentinite verde \u2013 accostati con sottili giunti di malta richiama le competenze dei magistri Antelami, attivi a Genova ma dal Duecento anche nelle Riviere.\r\nDi restauro sono le bifore e il motivo interno del rosone, mentre sono originali la teoria di archetti a sesto acuto ciechi che seguono il profilo del tetto e la soprastante cornice a denti di sega.\r\nAll\u2019interno, solo le tre navate centrali appartengono alla chiesa medievale; sono divise da pilasti colonnari in rocchi alternati bianchi e neri (molti dei capitelli sono frutto di restauro). 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Si giunge cos\u00ec alla stazione di Levanto, dove \u00e8 possibile lasciare l\u2019auto e dove si arriva anche in treno. \u00c8 poi necessario proseguire a piedi fino a Sant\u2019Andrea (tempo di percorrenza un quarto d\u2019ora): dirigersi verso il mare, una volta raggiunta la passeggiata a mare camminare in direzione di La Spezia, imboccare via Cantara, svoltare a sinistra e salire fino a che non si vede comparire piazza Sant\u2019Andrea."},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.6117437,44.1669828]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3370,"name":"Cattedrale dei Santi Pietro Lorenzo e Colombano, Brugnato","description":"","modified":"2022-08-22T12:51:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/3-A-1024x768.jpg","id":4070,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/2-2-764x1024.jpg","id":4209,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5-1.jpg","id":4479,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Brugnato-A1-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Raggiungibile in macchina, poi con un breve tratto da percorrere a piedi<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3370","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3370&action=edit","translations":{"en":{"id":3834,"name":"Santi Pietro Lorenzo e Colombano, Brugnato","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santi-pietro-lorenzo-e-colombano-brugnato\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3834","description":""},"fr":{"id":3838,"name":"Santi Pietro Lorenzo e Colombano, Brugnato","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santi-pietro-lorenzo-e-colombano-brugnato\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3838","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/santi-pietro-lorenzo-e-colombano\/","addr:street":"Piazza Brosini","addr:housenumber":"20","addr:postcode":"19020","addr:city":"Brugnato (SP)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Piazza Brosini, 20 Brugnato (SP)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Le vicende della cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano sono indissolubilmente legate a quelle del centro cittadino di Brugnato, situato nella media Val di Vara.\r\nIl borgo, infatti, crebbe intorno a un insediamento di monaci benedettini \u2013 talvolta ritenuti dalla critica un nucleo dipendente dal monastero di San Colombano di Bobbio \u2013 ivi installatisi in un momento imprecisato tra V e VIII secolo, ma al pi\u00f9 tardi durante il regno del longobardo Liutprando (712-744). L\u2019abbazia, da subito posta sotto la protezione di questi sovrani prima e degli imperatori carolingi successivamente, nonch\u00e9 oggetto di privilegi papali, giunse presto a controllare un vasto dominio territoriale esteso tra la Liguria e la Pianura Padana, esente dall\u2019ordinaria giurisdizione vescovile e posto direttamente sotto l\u2019autorit\u00e0 della Santa Sede, suscitando tra IX e XI secolo il malcontento del vescovo della limitrofa diocesi di Luni, desideroso di espandere la sua influenza sulla Val di Vara.\r\nUn primo edificio mono-navata, le cui strutture sono emerse al di sotto di quello attuale nel corso di successive campagne di scavo archeologico, fu eretto gi\u00e0 in epoca bizantina durante il V\/VI secolo; ad esso fu in seguito affiancato, probabilmente in et\u00e0 longobarda, un altro vano tra VI e X secolo, forse destinato ad un particolare culto, non \u00e8 escluso di reliquie.\r\nNel 1133 papa Innocenzo II elev\u00f2 l\u2019abbazia di Brugnato a sede diocesana, suffraganea della neonata Arcidiocesi genovese; il monastero non fu soppresso ma in breve tempo l\u2019abate prefer\u00ec fregiarsi del solo titolo di vescovo: cos\u00ec faceva infatti gi\u00e0 Lanfranco nel 1179. Dal punto di vista politico, questo cambiamento segnava l\u2019ingresso della Val di Vara nella sfera di influenza di Genova, che proprio nel XII secolo andava espandendo il suo controllo, anche militare, nella Liguria orientale, zona strategica per via dei numerosi percorsi stradali che, attraverso l\u2019Appennino, collegavano Parma, Pontremoli, Piacenza e Sestri Levante.\r\nTale trasformazione giuridica indusse probabilmente alla ricostruzione delle strutture del monastero di Brugnato e fu cos\u00ec che la cattedrale a due navate ancora oggi ben conservata, specialmente all\u2019interno e nella zona absidale, venne eretta al di sopra dei precedenti edifici. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"La cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano \u00e8 collocata nel cuore del piccolo centro di Brugnato.\r\nL\u2019edificio ancora oggi visibile corrisponde sostanzialmente alla cattedrale romanica di XII secolo; se ne percepisce la struttura precipuamente all\u2019interno e, all\u2019esterno, dall\u2019osservazione delle due absidi.\r\nLo spazio \u00e8 articolato in due navate, con quella di sinistra pi\u00f9 larga, a ricalcare l\u2019ampiezza e la divisione degli ambienti preesistenti su cui la Cattedrale fu elevata. Le navate sono divise da archi a tutto sesto impostati su quattro spessi pilastri a sezione cilindrica e conclusi da capitelli ridotti al solo abaco; \u00e8 probabile che in origine tali colonne fossero ricoperte di intonaco e dipinte (su una sopravvive un affresco con Sant\u2019Antonio abate). Le volte invece sono post-medievali. \r\nSulla parete laterale sinistra, in prossimit\u00e0 del presbiterio, compare un varco di forma rettangolare, delimitato da piedritti e architrave lisci, quest\u2019ultima sorretta da due mensole di cui una decorata con pesci e fogliette stilizzati; si tratta verosimilmente della porta che conduceva agli ambienti del monastero.\r\nLa navata centrale \u00e8 conclusa da un\u2019abside semicircolare poco profonda, coperta a catino, bucata da tre monofore a doppia strombatura \u2013 ma solo quella centrale \u00e8 originale, le altre due sono frutto di un restauro degli anni Cinquanta \u2013 e decorata all\u2019interno da tre protomi scolpite in forme umane, di fattura piuttosto arcaica. \r\nAnche la navatella destra si conclude con un\u2019absidiola; tuttavia tale articolazione \u00e8 percepibile solo dall\u2019esterno: all\u2019interno, infatti, il vano termina con una parete liscia, dal momento che al di sopra dell\u2019ultima campata fu elevato, a met\u00e0 Settecento, il campanile; tale operazione indusse a tamponare l\u2019arco sacro che in origine dava accesso all\u2019area absidale.\r\nNell\u2019imposta dell\u2019arco del pilastro tra le due absidi si pu\u00f2 ammirare un rilievo a foglioline la cui fattura induce a ipotizzare una datazione all\u2019alto medioevo e il reimpiego dalla chiesa precedente, distrutta per costruire la cattedrale di XII secolo.\r\nAll\u2019esterno entrambe le absidi presentano una superficie perfettamente liscia e priva di decori, con l\u2019unica concessione di una semplice ma elegante cornice modanata a toro alla base che segna lo stacco dell\u2019edificio dal suolo.\r\nPer quanto concerne il tipo di paramento murario, \u00e8 stata utilizzata una pietra arenaria tagliata in conci riquadrati a scalpello.\r\nAnche lo schema a due navate con altrettante absidi finali sembra essere caratteristico del Levante e pi\u00f9 precisamente della regione storica della Lunigiana (oggi divisa tra Liguria e Toscana); si riscontra infatti in altri edifici come la chiesa monastica sull\u2019isola del Tinetto (X-XI secolo), oggi diruta, la pieve di San Venerio a Migliarina (1084) e quella di San Prospero a Vezzano (XI secolo, oggi pressoch\u00e9 irriconoscibile perch\u00e9 inglobata in un nucleo di case).\r\n\r\nLe campagne archeologiche hanno permesso di delineare buona parte della storia dell\u2019abbazia benedettina prima dell\u2019elevazione di Brugnato a diocesi nel 1133.\r\nNella chiesa si possono ammirare i resti degli edifici precedenti, emersi in occasione di scavi archeologici.\r\nLe prime attivit\u00e0 archeologiche svolte a Brugnato risalgono agli anni \u201950 del \u2018900, pi\u00f9 precisamente tra il 1949 ed il 1954, in occasione del cantiere di restauro dell\u2019edificio di et\u00e0 romanica, sotto la direzione dell\u2019allora Soprintendenza ai Monumenti della Liguria. In questi anni venne aperta una trincea parallela alla facciata e si procedette all\u2019esecuzione di scavi anche all\u2019interno della chiesa ed il piano di calpestio della piazza venne ribassato di circa 50 cm: in questo modo vennero individuate tre fasi cimiteriali, con tre sepolture pi\u00f9 antiche riconosciute alla stessa altezza del pavimento della fase paleocristiana.\r\nQuesti scavi misero in luce, infatti, due edifici absidati al di sotto dell\u2019attuale chiesa di et\u00e0 romanica, rispettivamente sotto la navata minore (ove venne identificata una prima chiesetta cimiteriale datata alla fine del VI secolo), e sotto la navata maggiore (dove venne identificata un\u2019ulteriore struttura, probabilmente relativa all\u2019impianto monastico). \r\nTra il 1993 ed il 1998 venne aperto un cantiere dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria, in occasione di interventi di rimozione del pavimento della chiesa legate ad opere di restauro promosse dalla Curia Vescovile di La Spezia. \r\nIn tale occasione vennero realizzate alcune trincee lungo i muri perimetrali, in zone gi\u00e0 compromesse dal punto di vista archeologico dagli interventi realizzati durante le precedenti ricerche.\r\nSi pot\u00e9 riconoscere varie fasi di vita della struttura: innanzitutto una fase paleocristiana, nella quale l\u2019edificio (a navata unica con abside circolare sporgente), conservava al centro dell\u2019emiciclo una parte dell\u2019altare in muratura. Questa struttura, pertinente forse al primo impianto monastico, \u00e8 datata tra la fine del V e gli inizi del VI secolo, sulla base dei dati di scavi e delle analisi di laboratorio.\r\nSono pertinenti alla prima chiesa due piani pavimentali in cotto rispettivamente nella navata (caratterizzati da una tessitura regolare, datati al VI secolo) e nello spazio interno dell\u2019abside (contraddistinti da elementi di dimensioni differenti e talora frammentari). Si riconobbe anche una muratura attribuibile ad et\u00e0 romana, parallela ad un\u2019altra struttura orientata anch\u2019essa in senso Nord\/Sud, in prossimit\u00e0 dell\u2019abside ed antecedente alla chiesa. Queste due strutture, assieme ad un terzo lacerto strutturale (orientato in senso Est\/Ovest, anch\u2019esso ubicato presso l\u2019area absidale) sembrano essere pertinenti ad un edificio preesistente sul quale venne costruita la chiesa di et\u00e0 bizantina\r\nSegu\u00ec una fase altomedievale, quando venne edificata una seconda aula absidata affiancata a quella pi\u00f9 antica: in questo modo venne a determinarsi una planimetria a chiesa \u201cdoppia\u201d.\r\nQuesta seconda chiesa si differenzia dalla precedente per la tecnica costruttiva, caratterizzata da una tessitura muraria a corsi regolari e con impiego di conci di piccole e medie dimensioni.\r\nLa successiva fase protoromanica, fra X\/XI secolo, comport\u00f2 la realizzazione dell\u2019ampliamento del primitivo edificio di culto, che raggiunse il limite perimetrale dell\u2019attuale facciata. \r\nLa seconda chiesa (sotto la navata laterale) fu addossata all\u2019edificio primitivo. \r\nSi tratta di un edificio ad aula unica che terminava ad Est con un\u2019abside semicircolare; all\u2019interno dell\u2019emiciclo si conservava una porzione di altare realizzato in muratura.\r\nLe murature della seconda chiesa si caratterizzavano per la posa di elementi litici squadrati in filari regolari, legati da una malta di colore rosa\/grigio.\r\nAd una fase successiva risale l\u2019ampliamento della prima chiesa che raggiunse l\u2019attuale facciata, con realizzazione di una gradinata di accesso e di un fonte circolare. \r\nL\u2019elezione di Brugnato a diocesi fu un avvenimento particolarmente rilevante, tanto da rendere necessario adeguare l\u2019esistente complesso abbaziale alle nuove funzioni episcopali. Venne pertanto costruita l\u2019attuale chiesa romanica (XII secolo) assieme al Palazzo Vescovile, con la demolizione delle due chiese precedenti. La chiesa di et\u00e0 romanica recupera lo spazio delle due chiese pi\u00f9 antiche nel suo schema binavato.  \r\nNell\u2019imposta dell\u2019arco del pilastro tra le due absidi si colloca un rilievo scultoreo con motivi vegetali di et\u00e0 altomedievale di reimpiego.\r\nUna successiva ricerca archeologica svolta in occasione del Giubileo del 2000, ha interessato quattro vani del pianterreno dell\u2019attiguo Palazzo Vescovile (realizzato nel XII secolo, data corrispondente a quella di fondazione della Diocesi di Brugnato), in occasione di interventi di restauro che interessarono il complesso monumentale. Gli scavi condotti in quest\u2019area, che si sovrappone ai locali del monastero originario, permisero di riconoscere strutture murarie relative alla fase abbaziale. \r\nVennero realizzati infatti sondaggi nelle quattro stanze del piano terreno e permisero di riconoscere quattro fasi edilizie dall\u2019Alto Medioevo sino al XVIII secolo. Le murature pi\u00f9 antiche vennero costruite con ciottoli di varie dimensioni (sbozzate e a spacco), legati con malta; tra le murature emerse, una di queste era particolarmente considerevole e deteneva un orientamento Nord\/Sud, con una banchina in muratura larga poco pi\u00f9 di mezzo metro; essa \u00e8 stata individuata per una lunghezza pari a circa 9 m.\r\nSi ritiene che tali murature fossero pertinenti all\u2019impianto abbaziale. \r\nLe strutture in parte vennero intaccate da una tomba ad arcosolio apparentemente non inserita in area cimiteriale, priva di corredo e deposizione (forse asportati da attivit\u00e0 successive), realizzata in un momento di non semplice datazione. L\u2019unico elemento cronologico di riferimento \u00e8 inerente alle strutture che le si addossano, databili al XII\/XIII secolo. In un secondo momento, la tomba venne monumentalizzata con la realizzazione, dinnanzi ad essa, di una struttura \u201ca U\u201d, la cui muratura pu\u00f2 essere considerata simile alla seconda chiesa.\r\nAl ritorno dei vescovi dalla permanenza pontremolese sembra riferirsi una riedificazione di parte del palazzo che si imposta sulle strutture precedenti di XII e XII secolo: di questa fase resta testimonianza nel vano Sud (ove era presente un pavimento in battuto di malta con inglobato un frammento di maiolica di XVI secolo). Nel XVII secolo, i restauri e le riedificazioni del palazzo sono documentate da fonti epigrafiche e storiche: tra questi, l\u2019intervento pi\u00f9 incisivo fu quello di G.B. Paggi, Vescovo di Brugnato dal 1655 al 1663, il quale restaur\u00f2 le parti gi\u00e0 esistenti e ne edific\u00f2 di nuove. Con l\u2019intervento del vescovo Paggi, alla met\u00e0 del XVII secolo, il palazzo episcopale assunse il suo aspetto definitivo (un corpo rettangolare con tre stanze voltate al pianterreno). Si tratta dell\u2019ultimo intervento strutturale di rilievo. \r\nSeguirono, nel 2004, gli scavi del sagrato della cattedrale, area in parte gi\u00e0 interessata dagli interventi degli anni \u201950 del \u2018900. Le ricerche recenti infatti hanno consentito di indentificare un livello di terra ricca di ossa umane (da associare agli sconvolgimenti legati ai vecchi lavori) e la grande trincea realizzata in occasione dei lavori degli anni \u201950 del \u2018900. Durante i pi\u00f9 recenti interventi si poterono distinguere due fasi cimiteriali.\r\nLa pi\u00f9 recente si caratterizzava per la presenza di sepolture in fossa terragna, la cui posa ha intaccato strati di cui resta un lacerto in aderenza al muro della cattedrale, interessato da un intervento di rialzamento della soglia, realizzato nella fase edilizia della chiesa pertinente al XII\/XIII secolo.\r\nIl livello pi\u00f9 antico era ricco di tombe in struttura orientate Est\/Ovest, che recavano una quota compatibile con quella dei gradini addossati alla facciata interna della chiesa, nell\u2019ampliamento di XI secolo. \r\nQueste inumazioni a volte insistevano su sepolture precedenti, che erano parte del pi\u00f9 antico impianto cimiteriale. Di questo primo cimitero vennero messe in luce tre sepolture orientate Est\/Ovest, la cui quota corrisponde all\u2019interno della chiesa a quella del pavimento del pi\u00f9 antico edificio paleocristiano di VI secolo e a quella della sepoltura del sondaggio aperto ad Ovest del sagrato. Le tre tombe sono state realizzate in uno strato di formazione naturale, in cui \u00e8 fondato il muro di facciata protoromanico (XI secolo) dell\u2019edificio religioso. Permangono ancora numerosi dubbi circa le sepolture emerse in occasione dei vecchi scavi, che tuttavia potrebbero far pensare all\u2019esistenza di pi\u00f9 fasi di uso dell\u2019area funeraria.\r\n","come_arrivare":"il centro di Brugnato \u00e8 raggiungibile con facilit\u00e0 grazie all\u2019autostrada A12 (Strada Europea E80), uscita Brugnato\/Borghetto Vara; seguendo via San Lazzaro (Strada Provinciale 7) si arriva immediatamente al piccolo centro di Brugnato; qui \u00e8 possibile lasciare l\u2019automobile presso uno degli svariati parcheggi che circondano il nucleo antico.\r\nBrugnato \u00e8 inoltre raggiungibile dalla Spezia con le autolinee ATC.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.7232786,44.2370906]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3241,"name":"Santa Maria del Canneto, Taggia","description":"","modified":"2022-08-22T11:33:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/1-A-654x1024.jpg","id":4000,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/2A-683x1024.jpg","id":4118,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3-3-683x1024.jpg","id":4430,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Canneto-A1-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3241","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3241&action=edit","translations":{"en":{"id":3622,"name":"Santa Maria del Canneto, Taggia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-maria-del-canneto-taggia\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3622","description":""},"fr":{"id":3626,"name":"Santa Maria del Canneto, Taggia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-maria-del-canneto-taggia\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3626","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/santa-maria-del-canneto-taggia\/","addr:street":"Strada Antica di Badalucco","addr:housenumber":"","addr:postcode":"18018","addr:city":"Taggia (IM)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Strada Antica di Badalucco,  Taggia (IM)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Un primo piccolo edificio, di cronologia incerta e del quale oggi non \u00e8 possibile vedere i resti, fu eretto in epoca alto-medievale. \r\nIn pieno XII secolo la chiesa fu completamente ricostruita, forse a seguito di una frana della soprastante collina, detta di Pr\u00e8, che probabilmente travolse la primitiva cappella e che dovette causare un generale rialzamento del livello del terreno. \r\nLa fondazione \u00e8 citata per la prima volta nel 1237. Poco dopo, nel 1246 (in una bolla papale nota attraverso una copia del 1355) la chiesa \u00e8 confermata all\u2019abbazia benedettina di San Dalmazzo di Pedona, nel Cuneense, di cui evidentemente costituiva, anche se non si sa da quando, una dipendenza. Tale testimonianza ha indotto gli studiosi a ipotizzare che fin dalle origini la chiesa ospitasse una comunit\u00e0 benedettina, e \u2013 altra teoria non dimostrabile \u2013 che fossero stati gli stessi monaci a introdurre nell\u2019area la coltivazione dell\u2019oliva taggiasca.\r\nA met\u00e0 Cinquecento fu costruita la volta a botte su unghioni, ancora visibile all\u2019interno, realizzata per ospitare la decorazione di Giovanni e Luca Cambiaso e Francesco Brea, determinando la distruzione dell\u2019originaria copertura.\r\nNel 1768, per volont\u00e0 dell\u2019abate Giuseppe De Filippi, la chiesa and\u00f2 incontro ad un ampio rifacimento, che confer\u00ec alla struttura l\u2019aspetto attuale. \r\nNegli anni Trenta-Quaranta del Novecento la chiesa \u2013 all\u2019epoca in condizioni di profondo degrado \u2013 \u00e8 stata sottoposta ad un primo restauro; tale intervento \u00e8 consistito in uno scavo archeologico e in un vero e proprio rifacimento in stile per quanto concerne l\u2019abside visibile dietro al campanile; inoltre, ha determinato il reimpiego, in facciata, del portale ancora attualmente visibile, realizzato nel 1467 da un membro dei Lancia, famiglia di lapicidi, e proveniente dalla vicina chiesa di Sant\u2019Anna, all\u2019epoca ormai del tutto in rovina e oggi scomparsa.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di Santa Maria del Canneto sorge appena fuori dal centro medievale di Taggia, poco lontano dalla porta del Colletto, sulla sponda destra del torrente Argentina, lungo la strada che si addentra lungo la valle omonima, immersa negli ulivi.\r\nSono ben pochi i resti oggi visibili della chiesa di XII secolo. \r\nAll\u2019esterno l\u2019elemento pi\u00f9 significativo \u00e8 il campanile a pianta quadrata. Concluso da una pi\u00f9 tarda cuspide piramidale a base ottagonale e da quattro pinnacoli nei cantonali, il campanile si sviluppa su cinque livelli. \u00c8 segnato nella porzione inferiore da due strette monofore; salendo si possono apprezzare una monofora pi\u00f9 ampia e due bifore, quest\u2019ultime di grandezza crescente e divise da colonne su capitelli a stampella. La parte superiore \u00e8 inoltre segnata da specchiature decorate nella parte sommitale da archetti pensili. \r\nPer tutta l\u2019altezza si possono osservare i vuoti delle buche pontaie, ovvero dei buchi creati per la realizzazione delle per sostenere le impalcature di ponteggio. La muratura \u00e8 realizzata con conci sbozzati di arenaria e calcare marnoso e con ciottoli di fiume, legati da malta di calce e disposti secondo corsi orizzontali. Si tratta di una tecnica tipica di molti edifici romanici dell\u2019Imperiese.\r\nSecondo alcuni il basamento \u00e8 da far risalire alla costruzione altomedievale che precedette l\u2019edificio romanico.\r\nL\u2019abside che si scorge accanto al campanile, invece, pur sembrando coerente rispetto ad esso, non \u00e8 originale; \u00e8 stata infatti ricostruita in stile nel 1935-1936 sulla base di quanto restava di quella originale. \r\nChe l\u2019abside dell\u2019edificio romanico si trovasse proprio in questo punto \u00e8 testimoniato dal fatto che al di sotto si conserva ancora la cripta della chiesa di XII secolo. Quest\u2019ultima, che \u00e8 la vera particolarit\u00e0 dell\u2019edificio ma di cui purtroppo non si conosce la funzione originaria, era un tempo coperta da una volta a catino, crollata prima del 1953 (quella attuale \u00e8 una ricostruzione), ed era illuminata da due monofore, oggi visibili ma interrate.\r\nLa chiesa cui apparteneva era un edificio ad aula unica, stretto e piuttosto allungato, orientato differentemente dall\u2019attuale, ovvero ruotato di circa 90 gradi e posto in posizione perpendicolare rispetto alla sovrastante collina di Pr\u00e9. Quella che infatti costituisce oggi la facciata corrispondeva in origine, grosso modo, a uno dei fianchi. \r\nDella struttura sopravvivono, oltre ai gi\u00e0 ricordati campanile e cripta, anche la scala di accesso a quest\u2019ultima e i resti dei muri perimetrali, rimessi in luce dagli scavi archeologici.\r\n\r\nIl sito della chiesa di Santa Maria del Canneto a Taggia \u00e8 stato sottoposto, infatti, ad indagini archeologiche tra gli anni \u201930 e gli anni \u201940 del \u2018900, pi\u00f9 precisamente 1935\/1940, quando, a causa delle precarie condizioni, l\u2019edificio venne sottoposto a restauri sia internamente che esternamente. Tali lavori, oltre a portare a numerosi interventi a carico delle murature, permisero di documentare tre fasi costruttive della chiesa, articolate come segue.\r\nLa prima fase, protoromanica, venne attestata dalla presenza di resti di una struttura absidale realizzata in corrispondenza del centro della chiesa attuale. Tali resti sono da considerarsi pertinenti ad un primitivo luogo di culto altomedievale, edificato con orientamento Est\/Ovest. Su tali resti venne eretta la chiesa di XII secolo.\r\nAlla fase preromanica, infatti, segu\u00ec la fase romanica propriamente detta (XI\/XII secolo), in seguito alla gi\u00e0 citata frana la collina di Pr\u00e8, soprastante la chiesa, che caus\u00f2 la distruzione del primitivo luogo di culto. In tale occasione, il terreno venne rialzato e si procedette alla ricostruzione della chiesa (XII secolo), realizzando un edificio con medesima larghezza e medesimo orientamento della precedente, con cripta sottostante e abside rivolta ad Est. La nuova costruzione recava un\u2019aula unica orientata con campanile esterno e una facciata adiabasica (ossia priva di un portale in facciata, che invece era ubicato sul lato Sud). A ci\u00f2, segu\u00ec una fase di XV\/XVI secolo, con interventi che interessavano soprattutto le strutture murarie.\r\nLa fase barocca, infine, si caratterizzava per alcuni mutamenti radicali, per volont\u00e0 dell\u2019abate Giuseppe De Filippi, con cambiamenti anche di tipo volumetrico. Vennero infatti posti in essere vari interventi che interessarono l\u2019orientamento della chiesa, con creazione di un\u2019abside a Nord, fatto che comport\u00f2 anche l\u2019allineamento del lato Sud (corrispondente alla facciata) con il campanile di et\u00e0 romanica. \r\nFu forse in questa fase che la cripta venne colmata di detriti provenienti dalla chiesa di Sant\u2019Anna, distrutta tra la seconda met\u00e0 del XVI e l\u2019inizio del XVII secolo.\r\nL\u2019abside romanica venne parzialmente intaccata ed inglobata in un vano connesso con la sagrestia, demolito in occasione dei restauri degli anni \u201930 e \u201940 del \u2018900. \r\nIn occasione di recenti interventi di restauro della chiesa, l\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri effettu\u00f2 assistenza archeologica ai lavori di scavo per il consolidamento, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria, la Soprintendenza Archeologica della Liguria e il Comune di Taggia.\r\nLe zone interessate dallo scavo furono diverse: innanzitutto, una prima area indagata interessava il fianco Ovest della chiesa, lungo la quale venne realizzata un\u2019intercapedine finalizzata a contenere l\u2019umidit\u00e0 di tale lato della struttura. In questo momento vennero identificate lastre in arenaria aventi la funzione di copertura di una preesistente intercapedine (larga circa 60 cm e alta indicativamente 1 m) con fondo in malta ed ardesia, realizzata in elementi lapidei, talora di recupero (tra questi si segnalano parti di capitelli a stampella, originariamente pertinenti alle bifore del campanile romanico).\r\nOltre a tale struttura, dalle indagini archeologiche emerse una muratura con orientamento Est\/Ovest, sul limite Nord dell\u2019area di scavo, in posizione perpendicolare rispetto allo spigolo Nord\/Ovest della chiesa. Talle muratura doveva essere attribuibile ad un edificio moderno non pi\u00f9 esistente.\r\nA circa 2.5 m di profondit\u00e0 venne inoltre individuato un piano di calpestio sul quale si impostava una sepoltura infantile in cassa litica, con copertura in arenaria, di non semplice datazione. Nell\u2019angolo Nord\/Ovest dello scavo, venne identificato anche un accumulo di elementi litici sbozzati, considerato come uno scarico di materiale da collegarsi alle attivit\u00e0 cantieristiche pertinenti alla fase romanica dell\u2019edificio.\r\nUn altro punto interessato dalle indagini archeologiche \u00e8 relativo al versante Sud dell\u2019area, in corrispondenza di un ampliamento tardo-barocco della chiesa. Qui le ricerche raggiunsero i 4 metri di profondit\u00e0 dal piano di calpestio interno, con identificazione di un livello di terra rossa sterile (fatto salvo per l\u2019esistenza di alcuni elementi litici), interpretata come terra associabile alla frana che caus\u00f2 la distruzione della chiesa protoromanica. La demolizione dell\u2019intercapedine ha consentito di analizzare la facciata Ovest della chiesa, caratterizzata da due fasi edilizie, con evidenze attribuibili rispettivamente all\u2019et\u00e0 romanica (paramento murario con pietre sbozzate in modo irregolare e legate da malta povera) e all\u2019ampliamento voluto dall\u2019Abate Giuseppe De Filippi nel 1768 (ossia una struttura in pietre di varia pezzatura, non legate).\r\nL\u2019intervento ha consentito, inoltre, di identificare la fondazione del lato Ovest della chiesa, realizzata contro terra. In aderenza alla fondazione vennero identificati vari tagli che incidevano uno strato rosso\/grigio con elementi lapidei, posto a coprire lo strato sterile gi\u00e0 identificato in precedenza nel settore Sud dello scavo. Sulla base dei dati provenienti dalle indagini archeologiche, non fu possibile riconoscere evidenze associabili ad un sagrato.\r\n","come_arrivare":"la chiesa di Santa Maria del Canneto si trova al limitare nord del centro di Taggia, a sua volta raggiungibile con l\u2019autostrada A12 (Strada Europea E80), uscita Arma di Taggia, oppure in treno, stazione Taggia Arma e poi con i mezzi pubblici fino al centro antico. Giunti nei pressi del Ponte romano che attraversa il torrente Argentina, si prosegue lungo Via Primo Maggio in direzione dell\u2019entroterra fino all\u2019incrocio \u2013 sulla sinistra \u2013 con Salita San Cristoforo; percorsa quest\u2019ultima si incontra la Strada Antica di Badalucco e subito, sulla destra, la salita acciottolata, scandita da bassi gradini, che conduce al piazzale dove sorge Santa Maria del Canneto.  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Secondo un\u2019ipotesi accreditata la chiesa dovrebbe avere un nucleo pi\u00f9 antico, del XII secolo, poi sottoposto a modifiche nel Trecento. L\u2019edificio tuttavia fu consacrato solo nel 1346 e c\u2019\u00e8 chi ritiene pi\u00f9 probabile che sia stato costruito sul finire del Duecento.\r\nLa chiesa di San Giorgio \u00e8 stata restaurata e riportata a una piena leggibilit\u00e0 nel corso del Novecento (1960; 1984-1996).\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Giorgio \u00e8 costruita sul crinale della collina che da Montalto scende al fondo della valle Argentina; solo tre lati sono visibili da presso poich\u00e9 l\u2019intero presbiterio \u00e8 costruito sull\u2019orlo di uno strapiombo.\r\nSi tratta di un edificio a tre navate coperte a tetto, salvo che nelle ultime tre campate presbiteriali, chiuse da volte a crociera costolonate.\r\nLa facciata ha un profilo a salienti imperfetto a causa dell\u2019inserimento del campanile, eretto sulla prima campata della navata laterale destra. Si segnalano il portale su mensole in aggetto sormontato da un arco a sesto acuto e la bifora, entrambi in una muratura diversa e pi\u00f9 curata rispetto a quella circostante, realizzata con pietre sommariamente sbozzate. Sono questi gli elementi che hanno indotto taluni a ipotizzare una modifica trecentesca del prospetto.\r\nVarcando la soglia si pu\u00f2 ammirare la vasta ariosit\u00e0 dell\u2019interno, interrotta appena da un basso muretto (forse per separare uomini e donne) e da un gradino che segna un minimo dislivello. Le arcate a tutto sesto che separano le navate laterali da quella maggiore, essendo molto alte, creano un senso di spazio continuo, quasi di sala. I pilastri sono di uno spessore davvero significativo e a sezione circolare. 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La chiesa attualmente visibile sembra accordarsi perfettamente con una cronologia al XII secolo.\r\nSecondo le pi\u00f9 recenti analisi, nel XIV secolo venne costruito il campanile e la struttura fu in parte rifatta.\r\nIn et\u00e0 moderna la chiesa fu interessata da alcune modifiche: in questa occasione fu aggiunta una navatella sulla destra e probabilmente i muri furono alzati, e di conseguenza anche la copertura del tetto.\r\nUno smottamento della collina soprastante la chiesa, verificatosi a fine Settecento, comport\u00f2 danni alla facciata, rivolta a monte, e la chiusura del relativo accesso.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Giorgio si trova al di sotto del nucleo antico di Torrazza, alle pendici della collina che si innalza dal letto del torrente Prino.\r\nSalvo alcuni interventi successivi, che caratterizzano soprattutto l\u2019interno, l\u2019edificio mantiene molto ben conservata la facies romanica di inizio XII secolo.\r\n\u00c8 una struttura mononavata, coperta a tetto, dotata di una profonda abside e di un campanile esterno.\r\nL\u2019accesso si trova oggi sul fianco di sinistra; \u00e8 moderno \u2013 risalente al 1626 \u2013, come anche il finestrone al di sopra, ma sul lato rivolto verso la collina, l\u2019originaria facciata a capanna, si pu\u00f2 ancora leggere distintamente il profilo del portale antico a pieno sesto, poi tamponato dopo essere stato travolto da una frana (risulta inoltre tagliato a met\u00e0, proprio a causa dell\u2019innalzamento del livello del terreno). Anche la soprastante bucatura, probabilmente una bifora aperta successivamente, fu tamponata nella stessa occasione.\r\nA met\u00e0 del fianco sud, sempre quello di sinistra, sorge il campanile, antico fino al livello del tetto della chiesa e costruito, secondo parte della critica, nel XIV secolo.\r\nLa restante porzione \u00e8 particolarmente utile per leggere le varie fasi edilizie dell\u2019edificio. La met\u00e0 inferiore, infatti, fino all\u2019imposta delle bifore appartiene alla chiesa di XII secolo, compreso il portale, probabilmente destinato all\u2019accesso dei monaci, che sarebbe cos\u00ec avvenuto in prossimit\u00e0 dell\u2019abside. La porzione superiore, comprese le due bucature strette e alte, sarebbe contestuale al campanile e dunque imputabile a un rifacimento trecentesco.\r\nProseguendo il giro intorno alla chiesa, particolarmente apprezzabile \u00e8 l\u2019abside, scandita da lesene piatte e molto sottili impostate su una zoccolatura a gradini; le specchiature sono coronate da coppie di archetti pensili ciechi; sotto la linea del tetto trova spazio una doppia cornice a denti di sega. Delle tre monofore solo quella centrale \u00e8 originale. \r\nEntrando si nota \u2013 immediatamente di fronte \u2013 l\u2019antico muro perimetrale di sinistra bucato dalle tre arcate a tutto sesto che danno accesso alle cappelle seicentesche, e, prima dell\u2019abside, un\u2019antica monofora tamponata. \r\nIl muro perimetrale di destra presenta ancora, nell\u2019area prossima all\u2019abside, due monofore e il portale antico, di cui si \u00e8 gi\u00e0 detto osservandolo dall\u2019esterno. Alcune irregolarit\u00e0 nella tessitura muraria potrebbero essere imputabili a un riuso dei conci della pi\u00f9 antica struttura di X secolo.\r\nComplessivamente, la muratura di San Giorgio \u00e8 in pietra arenaria sbozzata, verosimilmente calcare marnoso. La materia \u00e8 trattata con cura: i conci sono lavorati ricercando una certa regolarit\u00e0 e sono disposti con ordine, segnalando la presenza di manodopera specializzata.\r\n","come_arrivare":"La localit\u00e0 di Torrazza \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Imperia Ovest. Alla rotonda dopo il casello imboccare via Maurizio Caprile e risalire la valletta creata dal torrente Prino verso l\u2019entroterra per circa tre chilometri e mezzo (via Maurizio Caprile, via Littardi Tommaso, corso Salvador Allende, strada Coppi Rossi); superato un ponticello si svolta a destra in strada Provinciale 11 e dopo circa 400 metri a sinistra, imboccando strada Torrazza. La chiesa di San Giorgio, annessa al cimitero, compare sulla sinistra dopo il secondo tornante.\r\nTorrazza \u00e8 raggiungibile con la linea 30\/12 del servizio locale Riviera trasporti\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[7.9686776,43.8881818]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3379,"name":"Santa Margherita, Vernazza","description":"","modified":"2022-08-22T13:05:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/4-A-1024x699.jpg","id":4074,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/3A-768x1024.jpg","id":4213,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/5-2.jpg","id":4483,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Vernazza-A1-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.diocesilaspezia.it\/directory\/listing\/vernazza-s-margherita"],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3379","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3379&action=edit","translations":{"en":{"id":3843,"name":"Santa Margherita, Vernazza","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-margherita-vernazza\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3843","description":""},"fr":{"id":3847,"name":"Santa Margherita, Vernazza","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/santa-margherita-vernazza\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3847","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/santa-mergherita-vernazza\/","addr:street":"Via G. 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Contestualmente venne realizzata la divisione in navate tuttora in essere e impostata la torre nolare, poi successivamente rialzata.\r\nLa prima citazione documentaria risale al 1318: Santa Margherita risulta allora dipendente dalla diocesi di Luni.\r\nDopo il Concilio di Trento e la visita di Monsignor Angelo Peruzzi nel 1584, e forse gi\u00e0 prima del 1603, la chiesa fu sottoposta a un drastico rifacimento interno: gli arredi furono modernizzati, nuovi altari vennero costruiti, la navata centrale dotata di volte.\r\nDal 1908 una serie di restauri, guidati prima da Alfredo d\u2019Andrade e, negli anni Sessanta, da Edoardo Mazzino, ha tentato di riportare la chiesa all\u2019originario aspetto medievale.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Santa Margherita gode di un\u2019eccezionale collocazione urbanistica e paesaggistica: a picco sul mare e al contempo al centro del borgo.\r\nAnche grazie agli estesi restauri del secolo scorso, la chiesa restituisce oggi ancora ben leggibile la sua facies medievale e specificamente tardo-romanica.\r\nSi tratta di una chiesa trinavata, conclusa da absidi di cui solo quella centrale a profilo semicircolare percepibile dell\u2019esterno, mentre le altre due, a terminazione rettilinea, sono realizzate in spessore di muro. \r\nL\u2019accesso si effettua in genere dal portale \u2013 gotico e aggiunto successivamente, chiuso da arco ogivale in conci radiali bicromi alternati \u2013 presente al di sotto dell\u2019abside sinistra.\r\nProprio quest\u2019area dell\u2019edificio colpisce per la sua bellezza e la ricchezza dell\u2019articolazione.\r\nSi percepiscono nettamente due fasi architettoniche differenti, una muratura in lastre piatte e lunghe di arenaria locale, nella zona inferiore, e una soprastante realizzata in buona parte in pietra verde (serpentinite) di Levanto, in conci ben squadrati e perfettamente regolari, riferibile a magistri Antelami provenienti da Genova. L\u2019abside maggiore ha la superficie divisa in specchiature da piatte lesene verticali, di cui quella centrale interrotta \u2013 evidentemente da un cambio di progetto \u2013 da una monofora strombata. Il profilo del tetto \u00e8 segnato una teoria di archetti pensili ciechi e da una cornice a denti di sega.\r\nL\u2019interno \u00e8 diviso in tre navate da pilastri colonnari conclusi da semplici capitelli cubici scantonati a reggere archi a tutto sesto a doppia ghiera. Le coperture, ripristinate negli anni Sessanta del Novecento, sono piatte, a capriate lignee, e solo le tre campate antistanti le absidi sono chiuse da volte a crociera su costoloni rettangolari, a comporre una sorta di falso transetto; in quest\u2019area i pilastri prendono forma composita per poter sostenere il peso delle volte e della torre nolare a base ottagonale, la quale, tuttavia, si percepisce solo dall\u2019esterno.\r\nL\u2019interno prende luce dalla parete lato mare, bucata da tre bifore gotiche (esito del rifacimento tardo-romanico di XIII secolo) e da due monofore, riferibili invece alla precedente costruzione dell\u2019XI secolo.\r\nDal punto di vista planimetrico, gli assi dei colonnati \u2013 come anche i muri perimetrali \u2013 divergono verso le absidi, facendo assumere alla chiesa una forma trapezoidale; si tratta probabilmente del condizionamento dato dalla preesistente chiesa protoromanica ma anche di un espediente per conferire monumentalit\u00e0 al presbiterio.\r\nLe ultime due campate verso la facciata vanno espunte dall\u2019edizione medievale perch\u00e9 ricostruite tra Cinque e Seicento, seppure in forme rispettose dei volumi originali a cui sono state annesse.\r\n","come_arrivare":"Vernazza \u00e8 facilmente raggiungibile in treno; la stazione si trova in pieno centro ed \u00e8 sufficiente percorrere via Roma e via Visconti per trovarsi nella piazzetta sul molo dove affaccia anche la chiesa di Santa Margherita.\r\n\u00c8 possibile arrivare a Vernazza anche in macchina: autostrada A10 (E80), uscita di Carrodano\/Levanto, proseguire per una decina di chilometri fino a Levanto su SP566, svoltare a sinistra e imboccare Localit\u00e0 Albero d'Oro, proseguire per circa cinque chilometri e prendere SP38, proseguire per circa tre chilometri e in localit\u00e0 Drignana imboccare SP51; si inizia a scendere, si prende SP61 e si giunge a Vernazza. \u00c8 possibile lasciare l\u2019auto fuori dall\u2019abitato.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.682708,44.135465]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2494,"name":"Chiesa di San Ghjuvanni, Battista, pieve di Carbini, e San Quilicu","description":"","modified":"2022-09-21T09:15:32","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","id":4770,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/vue-carbini-@nepita-1024x768.jpg","id":5207,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptiste-DSCF4186.jpg","id":5210,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-02-attard-668x1024.jpg","id":5213,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":"<p>Il sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.<br \/>\n\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio.<\/p>\n"},"on_foot":{"check":true,"description":"<p>\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio.<\/p>\n"},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Il sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2494","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2494&action=edit","translations":{"en":{"id":4774,"name":"Churches of San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4774","description":""},"fr":{"id":4775,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista , pieve de Carbini, et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4775","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/","addr:street":"le village ","addr:housenumber":"","addr:postcode":"20170","addr:city":"CARBINI","contact:phone":"","contact:email":"Office de tourisme intercommunal de l\u2019Alta Rocca : www.alta-rocca-tourisme.com Mairie de Carbini : www.carbini.fr Media : https:\/\/www.isula.corsica\/musees\/Carbini-eglise-Saint-Jean-Baptiste_a24.html","opening_hours":"","capacity":"","address":"le village ,  CARBINI","ele":600,"content_from":"","titolo_alternativo":"Eglise pi\u00e9vane de Saint-Jean","rilevanza_storica":"Carbini appartiene alla contea di Carbini, nell'Alta Rocca. Si trova a sud-est di Levie, sulla strada che porta a Sotta attraverso il passo Bacinu. Il comune comprende il piccolo villaggio di Orone, situato 1,5 km pi\u00f9 a sud.\r\nNel Medioevo, la comunit\u00e0 ospitava la cosiddetta setta dei Giovannali, la cui dottrina sociale sosteneva la totale uguaglianza tra i suoi membri; tutto doveva essere condiviso. Si rifiutarono anche di pagare le tasse ai Signori. Nel 1354, su richiesta del vescovo Raimondo di Aleria, che gli disse che i Ghjuvannali erano eretici e \"irrispettosi dell'autorit\u00e0 episcopale\", Papa Innocenzo VI li scomunic\u00f2 e li dichiar\u00f2 eretici.\r\nA quel tempo, a Carbini c'erano due chiese: quella di San Giovanni per i nobili e quella di San Quilico per i membri dei Giovannali. Accanto alla chiesa, oggi sono visibili le rovine di un edificio pi\u00f9 piccolo. \r\n\u00c8 uno dei siti pi\u00f9 noti della Corsica grazie al suo elegante campanile che sorge accanto alla chiesa di San Giovanni Battista. Grazie ai restauri, questo insieme ha riacquistato tutta la grazia e l'eleganza degli edifici pisani del XII secolo. M\u00e9rim\u00e9e, durante il suo viaggio nel 1839, fece classificare il monumento e richiese il restauro del campanile, che fu realizzato nel 1886. \r\n\r\nIl campanile di San Giovanni si dice sia opera di MAESTRO MATERNATO, architetto pisano. Osservatore di professione, il Maestro MATERNATO si rese conto che chi aveva commissionato l'edificio intendeva rimuoverlo non appena i lavori fossero terminati. Rallent\u00f2 il ritmo di lavoro e chiese un attrezzo che aveva dimenticato a casa. La comunit\u00e0 di Carbini invi\u00f2 alcuni dei suoi membri nel villaggio vicino per accontentarlo. Con un messaggio criptico, incomprensibile per chi lo ha trasmesso, il Maestro MATERNATO fece capire alla sua famiglia che gli uomini di Carbini dovevano essere sequestrati e confiscati per garantire la sua libert\u00e0. Questo \u00e8 stato fatto. Gli emissari di Carbini rimasero di guardia fino al ritorno del Maestro MATERNATO.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Alla fine dell'XI secolo, l'Alta Rocca contava tre villaggi, tra cui Carbini e la sua chiesa di San Giovanni Battista, una chiesa romanica che era l'unica in grado di celebrare il battesimo. A quel tempo la Corsica era sotto l'autorit\u00e0 dell'arcivescovo di Pisa.\r\nA causa dell'influenza di Pisa, le chiese corse dell'XI e del XIII secolo riprendono lo stile romanico detto \"pisano\" che si ritrova in Toscana e in Sardegna. In Corsica, a causa dei mezzi limitati delle comunit\u00e0 rurali, la decorazione \u00e8 rara, limitata a poche sculture, gli architetti preferiscono giocare con la policromia delle pietre tagliate. Si tratta di monumenti bassi, con un'unica navata che termina in un'abside semicircolare orientata da est a ovest e illuminata da strette finestre a forma di feritoia. La decorazione interna \u00e8 scomparsa.\r\nLa chiesa \u00e8 affiancata da un campanile separato.\r\nIl frontone triangolare ha sette archi su modiglioni ed \u00e8 sostenuto da una fascia modanata con nove archetti su modiglioni. Il tetto \u00e8 coperto da pietre piatte di granito o teghji. Tra le arcate erano inserite delle ciotole policrome, dette bacini, oggi scomparse (25 per l'intero edificio). Infine, due modanature sottolineano una le pendenze del tetto, l'altra la base. \r\nL'edificio d\u00e0 un'impressione di snellezza. \r\nLa chiesa \u00e8 stata restaurata nel 1983 ed \u00e8 tuttora un luogo di culto.\r\n","come_arrivare":"L'indirizzo del sito: il villaggio, strada principale, 20170 Carbini. Si trova ad un'altitudine di 600 metri.\r\nIl sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.\r\n\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio. \r\nLe coordinate geografiche decimali di Carbini sono: latitudine 41.6789\u00b0 e longitudine 9.14667\u00b0.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.14753089334781,41.6795559206938]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5229,"name":"Eglise de Saint-Sauveur","description":"","modified":"2023-02-02T13:40:03","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpr.Eglise-Saint-SauveurGars1.jpg-1024x739.jpg","id":4819,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpr.Eglise-Saint-SauveurGars2.jpg-683x1024.jpg","id":4822,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpr.Eglise-Saint-SauveurGars3.jpg-683x1024.jpg","id":4825,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpr.Eglise-Saint-SauveurGars1.jpg-1024x739.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"cognitive":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":true,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5229","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=5229&action=edit","translations":{"fr":{"id":5686,"name":"Eglise Saint Sauveur","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglise-saint-sauveur\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5686","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-salvatore\/","addr:street":"Place du ch\u00e2teau","addr:housenumber":"","addr:postcode":"06850","addr:city":"Gars","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Place du ch\u00e2teau,  Gars","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Menzionata nel 1306, la chiesa di San Salvatore sorge ai piedi della cima che nel Medioevo ospitava il castello e il villaggio di Gars. L'edificio presenta caratteristiche architettoniche che permettono di situarne la costruzione all'inizio del XIII secolo. Non sub\u00ec modifiche successive, se non la perforazione di alcune baie e l'aggiunta di una sacrestia nella seconda met\u00e0 del XIX secolo.","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio \u00e8 costituito da una navata divisa in tre campate, terminata ad est da un coro a pianta semicircolare. Una sacrestia \u00e8 attaccata alla navata, a nord-est. Un campanile-muro a due arcate, non contemporaneo della costruzione, sormonta la parete frontale occidentale. La navata \u00e8 coperta da una volta accoppiata a botte spezzata sostenuta da doppioni che ricadono su pilastri. L'abside, a volta  semicatino accoppiato, si apre sotto un arco rotto. \r\nLa porta \u00e8 collocata nella parete portante sud, immediatamente ad ovest del pilastro che separa la prima e la seconda campata. \u00c8 coperta da un architrave diritto su cuscinetti concavi, scaricato da un arco rotto. Una baia a doppia scanalatura, coperta da un architrave sbiadito ad arco a tutto sesto, si apre nell'asse dell'abside. Due baie simili sono conservate nella parete portante sud, illuminando le ultime due campate. Un oculus, forato a posteriori, si apre alla cima della parete frontale occidentale. Una porta, oggi condannata, nel muro portante nord, dava accesso alla tribuna installata nella prima campata. \r\nL'alzato dell'abside, in media e grande apparecchiatura , impiega pietre accuratamente lavorate assemblate a giunti fini. Gli alzati della navata, in media appartecchiatura , utilizzano pietre semplicemente squadrate assemblate a giunti spessi. 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Nel 1227 si fa menzione di una residenza dei canonici che approv\u00f2 l'atto che sancisce la cessione del consolato di Grasse al conte di Provenza. Il cantiere del palazzo episcopale, d'altra parte, era in corso nel 1242, poich\u00e9 l'atto di ripartizione dei possedimenti tra il vescovo e il collegio parla di una nuova camera superiore, non ancora coperta. La cattedrale medievale \u00e8 notevolmente conservata, avendo subito poche modifiche. Le principali trasformazioni, documentate da fonti scritte, risalgono all'epoca moderna. Nel 1687 il coro iniziale, certamente di pianta semicircolare, fu sostituito da un ampio coro di pianta quadrangolare per installarvi gli stalli dei canonici. Nel 1692, a causa dell'aumento della popolazione, fu concesso di allestire delle tribune al di sopra dei collaterali; i lavori furono avviati nel 1697. Tra il 1714 e il 1717, una cripta destinata ad accogliere d'ora in poi le sepolture \u00e8 allestita come sottoopera sotto la navata. Questi lavori comportano la perforazione di una porta e di due baie d'illuminazione nell'alzato occidentale, come pure la sostituzione della vecchia scalinata che probabilmente si estendeva su tutta la larghezza della facciata con la scalinata attuale che lascia libero accesso alla cripta. Nel 1738, una cappella dedicata al Santissimo Sacramento fu costruita a sud, aprendo sulla quarta campata. La torre campanaria,  danneggiata dai fulmini come attestano i testi del XV secolo, fu ricostruita tra il 1754 e il 1756; solo la sua base \u00e8 conservata nel suo stato medievale. L'edificio, al momento dei disordini rivoluzionari, fu trasformato in negozio di foraggio. Un grave incendio, nel 1795, provoc\u00f2 ingenti danni di cui si notano ancora tracce nelle murature interne, in particolare nei pilastri circolari della navata.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio, orientato, presenta un impianto di tre navate divise in sei campate. Un coro a pianta quadrangolare \u00e8 oggi costruito nel prolungamento della navata centrale; un'absidiola semicircolare completa ciascuno dei collaterali. Le campate, in ciascuna delle navate, sono separate da archi doppi spezzati che ricadono su pilastri. La navata principale \u00e8 coperta di volte d'ogive a rami quadrati appoggiate su consolle; le collaterali sono coperte di volte d'archi accoppiate sostenute anche da consolle. Le absidi sono coperte da un semicatino rotto che si apre sotto un arco ad un ressaut. La comunicazione tra la navata centrale e le navate laterali avviene attraverso grandi arcate spezzate di due rulli, ricadendo su pilastri circolari e su semicolonne impegnate sul retro della facciata e su entrambi i lati del coro. I pilastri sono ornati da una mensola sagomata; le semicolonne sono coronate da capitelli cubici e hanno basi decorate con artigli agli angoli. Una profonda cappella si apre nella quarta campata del collaterale sud. Una cripta, realizzata come sottoopera, occupa tutto lo spazio sotto la navata. Un campanile di cinque livelli si eleva sopra l'ultima campata del collaterale nord.\r\nIl portale principale, al quale oggi si accede attraverso una doppia scala monumentale, si apre al centro dell'alzato occidentale. Conservato in un massiccio sporgente, \u00e8 coperto da un arco spezzato a risacca, il terzo dei quali \u00e8 un toro che ricade su colonnette sormontate da capitelli cubici. Un portale secondario, di fattura simile, \u00e8 conservato nella parete portante nord, aprendosi nella quarta campata. Due porte, oggi murate, permettevano di accedere ai collaterali dalla facciata ovest. La loro copertura \u00e8 un architrave diritta su cuscinetti, sormontato da un timpano e da un arco di scarico rotto. Una porta, sistemata sotto il portico, d\u00e0 accesso alla cripta. \r\nNell'alzato occidentale, un'ampia baia opaca illumina la navata centrale. Il suo vano esterno \u00e8 coperto da un arco spezzato, di cui un toro forma uno dei rulli. Il vano interno comprende, sotto un timpano aggiunto a posteriori, tre piccoli archi spezzati tagliati ciascuno in un blocco, ricadenti su due colonnine, una sormontata da un capitello cubico, l'altra da un capitello a decoro vegetale. Una stretta e alta baia ad arco spezzato illumina ciascuno dei collaterali. Al capezzale, un'ampia baia ad arco spezzato, ornata da un toro, \u00e8 sistemata nella parete frontale della navata centrale. Una baia a doppio sfaldamento, coperta da un arco spezzato, \u00e8 forata nell'asse di ciascuna delle absidiole; comporta un toro al collegamento tra le due schegge. Le baie che si trovano nelle parti alte delle pareti portanti, sopra le navate laterali, illuminano la nave centrale. Le finestre laterali illuminano i collaterali. Una bifora, alla base del campanile, si apre verso l'interno della navata; ha due colonnette sormontate da un capitello cubico.  \r\nL'edificio, a parte il coro, la cappella laterale e gli ultimi tre livelli del campanile-torre, \u00e8 costruito integralmente in media a grande apparecchiatura regolare di calcare duro di grande qualit\u00e0: le pietre sono molto accuratamente lavorate e assemblate a giunti vivi. Tutti gli alzati esterni sono animati da lesene agli angoli, collegate da arcate sommitali costituite da blocchi monolitici scolpiti in archi spezzati che ricadono su attacchi piramidali.\r\n","come_arrivare":"La Cath\u00e9drale Notre Dame du Puy se trouve au centre du vieux Grasse. 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Non \u00e8 escluso che la \u00abchiesa di Gourdon\u00bb di cui il papa conferma il possesso al vescovo di Antibes nel 1158 si riferisca anche a San Vincenzo e non alla chiesa di Santa Maria che sar\u00e0 edificata nel castrum. La sua fondazione risale quindi al pi\u00f9 tardi alla prima met\u00e0 del XII secolo, in accordo con i resti pi\u00f9 antichi conservati nella cappella attuale. L'edificio, nelle sue condizioni iniziali, si presentava come una grande chiesa a pianta complessa, con  un impianto di tre navate prolungate da tre absidi e un campanile a torre. L'analisi architettonica mostra una parziale ricostruzione della chiesa, allora probabilmente in rovina, gi\u00e0 nel Medioevo, forse verso il XIII secolo: l'edificio fu ridotto in pianta all'abside maggiore e alle ultime due campate della navata principale. Una seconda riduzione avvenne inepoca moderna, con la realizzazione dell'attuale muro di facciata. Saint-Vincent non \u00e8 pi\u00f9 una semplice cappella.","rilevanza_stile_romanico":"La cappella attuale \u00e8 composta da una navata di una sola campata, coperta da una volta a tutto sesto, prolungata da un'abside semicircolare a volta  semicatino. Diversi elementi indicano che fu costruita sui resti di un edificio molto pi\u00f9 importante precedente. La facciata, ad ovest, \u00e8 una muratura posta tra i resti di due pilastri crociferi. Un tratto di muro in direzione nord-sud, anch'esso costruito tra due pilastri crociferi oggi scomparsi, \u00e8 conservato in alzato a circa 3 m da esso, verso ovest. Le tracce  di un'abside secondario sono visibile nell'alzato esterno dell'abside, a sud. Diverse pareti  possono essere osservate ai margini dell'edificio, in particolare, a sud-est, quelle corrispondenti probabilmente ad un campanile-torre. \r\nLa porta che si apre nella facciata, coperta a tutto sesto, \u00e8 incorniciata da due fori rettangolari. All'esterno sono conservate due baie a scuotimento, coperte da un architrave, una nell'abside a nord e l'altra nella navata a sud. \r\nLa maggior parte del lato dell\u2019abside e la parte di parete isolata, ad ovest, sono costruiti in media apparecchiatura regolare di pietre squadrate. L'abside attuale alla sua base e ci\u00f2 che rimane dell'abside laterale presentano regolare struttura di macerie di dimensioni minori; resti di lesene sono osservabili alla base dell'abside principale. Il muro in cui si inserisce la porta di fronte \u00e8 in materiale vario.\r\n","come_arrivare":"La chapelle Saint Vincent est situ\u00e9e au dessus du village en contre bas de la route allant \u00e0 Caussols."},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.96591776911745,43.7242069422289]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2804,"name":"Eglise Saint-Lambert","description":"","modified":"2023-02-02T13:36:07","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt-Eglise-Saint-Lambert-Caussols.jpg-1024x678.jpg","id":4785,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/@Dpt-Eglise-Saint-Lambert-Caussols.jpg-1024x678.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[390,367]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"<p><i><span data-contrast=\"none\">Accessible avec aide et accompagnateur<\/span><\/i><span data-ccp-props=\"{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}\">\u00a0<\/span><\/p>\n","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"cognitive":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_a_guide"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":"<p>A L&#8217;arriv\u00e9e \u00e0 Caussols, se rendre \u00e0 pied \u00e0 l&#8217;\u00e9glise qui se situe \u00e0 proximit\u00e9 du village.<\/p>\n"}},"related_url":["http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Eglise-Saint-Lambert-Caussols.pdf",""],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2804","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2804&action=edit","translations":{"fr":{"id":5667,"name":"Eglise Saint Lambert","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglise-saint-lambert\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5667","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglise-saint-lambert\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa di San Lamberto \u00e8 menzionata in due carte di conferma dal papa dei suoi possedimenti al vescovo di Antibes, nel 1158 e nel 1189. Diventa la chiesa del castrum di Caussols quando questo \u00e8 fondato poco prima del 1216 da un ramo della famiglia di Grasse, sul promontorio di Villevieille che la domina al nord. L'edificio medievale parzialmente conservato  \u00e8 una ricostruzione della chiesa iniziale a met\u00e0 o nella seconda met\u00e0 del XIII secolo. Riutilizza nelle sue murature pietre recanti tracce di una  decorazione a spina di pesce provenienti da questo primo edificio. \r\nPer la chiesa del XIII secolo \u00e8 opportuno restituire un coro semicircolare ad est, nel prolungamento dell'attuale navata. Uno spazio costruito, contemporaneo della sua costruzione, era attaccato all'angolo sud-ovest della navata. Potrebbe essere la cappella dedicata allo Spirito Santo indicata come in rovina alla fine del XV secolo. Dopo una fase di declino a partire dalla seconda met\u00e0 del XIV secolo, il territorio di Caussols conosce un certo ripopolamento nel corso della seconda met\u00e0 del XV secolo. La chiesa, in cattive condizioni, fu allora restaurata, come indica un documento datato 1486. La cappella dello Spirito Santo \u00e8 soppressa; le pareti portanti nord e sud sono riparate, come l'alzato occidentale probabilmente. Fu forse in quel momento che l'abside medievale fu abbandonata e l'altare maggiore spostato a ovest. Dal XVI al XVIII secolo, Saint-Lambert non \u00e8 che una semplice cappella. All'inizio del XIX secolo furono effettuati dei lavori: nel 1817, un portico fu eretto a est, davanti alla nuova parete di facciata; nel 1831, fu costruita una casa comune, con un alloggio per il guardiacoste, contro l'edificio, ad ovest. Nel 1847, Saint-Lambert ritrova lo stato di chiesa parrocchiale.  \r\n","rilevanza_stile_romanico":"L'edificio comprende oggi una navata  di due campate, coperta da una volta a botte rotta su doppio, ma senza un coro chiaramente delimitato: l\u2019altare \u00e8 posto nella seconda campata, vicino all\u2019alzato occidentale. L\u2019alzato orientale, che costituisce oggi la facciata, \u00e8 sormontato da un piccolo campanile sostenuto da due contrafforti ed \u00e8 preceduto da un portico. Una casa residenziale su due livelli \u00e8 adiacente alla chiesa, ad ovest. \r\nLa porta di accesso, nell\u2019alzato orientale, \u00e8 coperta di un arco semicircolaresemicircolare. Altre due porte, oggi murate, sono visibili, una nell'alzato occidentale, l'altra nell'alzato sud, immediatamente ad est del pilastro che sostiene la trave maestra. La prima, larga, \u00e8 coperta da un arco ribassato; la seconda, pi\u00f9 stretta, \u00e8 coperta da un arco semicircolaresemicircolare. Una baia stretta, a semplice spianamento, si apre nella parete portante sud, ad est della porta; \u00e8 coperta da un architrave dritto scolpito ad arco a tutto sesto. Un'altra baia, rettangolare, si apre nella stessa parete, pi\u00f9 a ovest. \r\nGli alzati interni nord e sud, la base dell'alzato esterno nord e la parte dell'alzato esterno sud in cui si inseriscono la porta e la fessura di illuminazione, presentano un apparecchiatura regolare. Il resto dell'alzato esterno nord, l'alzato esterno sud al di l\u00e0 di una soluzione di continuit\u00e0 verticale e il muro occidentale mostrano un tracciato irregolare. Il muro di facciata non \u00e8 seduto. Tutte le murature impiegano pietre di un calcare locale duro sommariamente lavorate e pietre di un calcare tenero accuratamente tagliate; molte di esse presentano una decorazione a spina di pesce.\r\n","come_arrivare":"L'\u00e9glise Saint Lambert est situ\u00e9e \u00e0 proximit\u00e9 du village de Caussols."},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[6.89976761399894,43.742956040005]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6867,"name":"Basilica di San Gavino di 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In una fonte del XVI secolo redatta dallo storico Giovanni Francesco Fara si parla di \u00abanno circiter 1116\u00bb, cos\u00ec come \u00e8 riportato nel Condaghe di consacrazione della Santissima Trinit\u00e0 di Saccargia, esemplare tardo e apografo. Nel corso del XII secolo si ha lo sviluppo del monumento, in fasi costruttive successive restituibili solo attraverso l\u2019analisi formale.","rilevanza_stile_romanico":"I dipinti del semicilindro absidale della Santissima Trinit\u00e0 di Saccargia sono scanditi in quattro registri. Nella parte bassa si trova un finto tendaggio, al di sopra del quale sono presentate scene della vita di Cristo. All\u2019estrema sinistra rispetto allo spettatore si individua un riquadro raffigurante un personaggio barbuto inginocchiato davanti a San Benedetto, seguito poi dall\u2019Ultima cena, Bacio di Giuda, Crocifissione, Seppellimento, Discesa agli Inferi. Nella fascia superiore la Vergine e San Paolo sono collocati accanto alla monofora, circondati dagli Apostoli. Nel catino absidale troneggia Cristo giudice circondato da angeli e serafini. Gli affreschi di Saccargia sono ascrivibili alla seconda met\u00e0 del XII secolo. All\u2019interno della chiesa \u00e8 conservato l\u2019unico capitello in origine collocato nel portico e poi sostituito con copie. Questo presenta figure di bovini accovacciati. Tra il 1903 e il 1906 l\u2019intero edificio \u00e8 stato oggetto di consistenti e pesanti restauri ad opera dell\u2019Ing. Dionigi Scano. Gli interventi pi\u00f9 importanti hanno riguardato la facciata, il portico e il campanile. La facciata \u00e8 stata in parte demolita e rifatta, il portico distrutto e abbassato per consentire una migliore visione del prospetto. Molti degli elementi decorativi, come capitelli, ghiere figurate, colonne, cornici, sono stati rifatti e i pochi originali si conservano oggi all\u2019interno della chiesa.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.6894298,40.6712067]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1270,"name":"Oratorio di San Martino in Palaiola","description":"\n<p>La Chiesa di San Martino in Palaiola \u00e8 localizzata lunga strada SS 439 tra Capannori e Bientina, in prossimit\u00e0 di Colle di Compito. Il piccolo luogo di culto, chiamato anticamente \u201cecclesia S. Martini de Palaria\u201d, apparteneva giurisdizionalmente alla Canonica di San Frediano di Lucca, ricadente nelperimetro \u201csuburbano\u201d della stessa, come risulta dal cosiddetto Estimo della Diocesi di Lucca del 1260. La piccola chiesa \u2013 talvolta indicato anche come oratorio \u2013 \u00e8 costituita da un\u2019unica aula rettangolare, priva di abside ed \u00e8 posizionata su un modesto rialzo lungo il margine orientale della strada. Le forme<\/p>\n\n\n\n<p>architettoniche rimandano al lessico romanico minore lucchese. Nonostante di ridotte dimensioni, l\u2019architettura e il contesto in cui \u00e8 inserita risultano notevoli, anche in virt\u00f9 di alcune piante di cipresso disposte sui lati sud e est dell\u2019edificio.<\/p>\n","modified":"2022-11-09T18:05:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/22.jpg","id":1111,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/22.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1270","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1270&action=edit","translations":{"en":{"id":6985,"name":"Chiesa di San Martino in Palaiola","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-martino-in-palaiola\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6985","description":"\n<p>The Church of San Martino in Palaiola is located along the SS 439 road between Capannori and Bientina, near Colle di Compito. The small place of worship, formerly called &#8220;ecclesia S. Martini de Palaria&#8221;, belonged jurisdictionally to the Canonica di San Frediano di Lucca, falling within the &#8220;suburban&#8221; perimeter of the same, as shown by the so-called Estimo della Diocesi di Lucca in 1260. The small church &#8211; sometimes also referred to as an oratory &#8211; it consists of a single rectangular hall, without an apse and is positioned on a modest rise along the eastern edge of the road. The shapes architectural references refer to the minor Romanesque lexicon of Lucca. Despite its small size, the architecture and the context in which it is inserted are remarkable, also by virtue of some cypress trees arranged on the south and east sides of the building.<\/p>\n"},"fr":{"id":6986,"name":"Chiesa di San Martino in Palaiola","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-martino-in-palaiola-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6986","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de San Martino in Palaiola est situ\u00e9e le long de la route SS 439 entre Capannori et Bientina, pr\u00e8s de Colle di Compito. Le petit lieu de culte, anciennement appel\u00e9 &#8220;ecclesia S. Martini de Palaria&#8221;, appartenait juridictionnellement \u00e0 la Canonica di San Frediano di Lucca, relevant du p\u00e9rim\u00e8tre &#8220;suburbain&#8221; de celle-ci, comme le montre le soi-disant Estimo della Diocesi di Lucca en 1260. La petite \u00e9glise &#8211; parfois aussi appel\u00e9e oratoire &#8211; elle se compose d&#8217;une seule salle rectangulaire, sans abside et est positionn\u00e9e sur une modeste \u00e9l\u00e9vation le long du bord oriental de la route. Les formes les r\u00e9f\u00e9rences architecturales renvoient au petit lexique roman de Lucques. Malgr\u00e9 sa petite taille, l&#8217;architecture et le contexte dans lequel il s&#8217;ins\u00e8re sont remarquables, notamment gr\u00e2ce \u00e0 quelques cypr\u00e8s dispos\u00e9s sur les c\u00f4t\u00e9s sud et est du b\u00e2timent.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-martino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Chiesa di San Martino in Palaiola","rilevanza_storica":"Percorrendo la lunga strada SS 439 tra Capannori e Bientina, in prossimit\u00e0 di Colle di Compito si incontra, leggermente sopra il livello della carreggiata, la sagoma della piccola chiesa di San Martino in\r\nPalaiola. A differenza delle altre chiese della zona, il luogo di culto che veniva chiamato \u201cecclesia S. Martini de Palaria\u201d apparteneva giurisdizionalmente alla Canonica di San Frediano di Lucca, nel perimetro \u201csuburbano\u201d della stessa, come risulta dal cosiddetto Estimo della Diocesi di Lucca, datato al 1260, in cui le viene attribuita una consistenza pari a 35 lire. Essendo la Canonica di San Frediano esente dal pagamento delle decime, la chiesa di San Martino in Palaiola non compare nei successivi elenchi degli anni 1275-76, 1276-77, e risulta fra le chiese \u201cesenti\u201d dal pagamento anche nel biennio 1302-03.","rilevanza_stile_romanico":"La piccola chiesa \u2013 talvolta indicato anche come oratorio \u2013 \u00e8 costituita da un\u2019unica aula rettangolare, priva di abside ed \u00e8 posizionata su un modesto rialzo lungo il margine orientale della strada. Le forme architettoniche rimandano al lessico romanico minore lucchese. Nonostante di ridotte dimensioni, l\u2019architettura e il contesto in cui \u00e8 inserita risultano notevoli, anche in virt\u00f9 di alcune piante di cipresso disposte sui lati sud e est dell\u2019edificio.\r\nLa facciata a capanna, in pietra verrucana, mostra ampi segni di rifacimento, probabilmente dovuti a vari interventi nel corso dei secoli. Anche il portale di accesso al centro della facciata \u00e8 fortemente rimaneggiato e costruito in pietra. Sulla sinistra della facciata spicca il piccolo campanile a vela, realizzato in vari materiali. Nei due alloggiamenti presenti sono collocate due piccole campane in bronzo. L\u2019elemento architettonico presenta una caratteristica terminazione arcuata, sovrastata da una croce metallica, identica a quella della cuspide della facciata.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.594799346037906,43.7801899547425]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1287,"name":"Chiesa di San Martino al Bagno","description":"\n<p>La chiesa di San Martino al Bagno si trova oggi all\u2019interno del parco dell\u2019ex stabilimento termale di Uliveto Terme. Dalla viabilit\u00e0 esterna \u00e8 visibile soltanto la parte superiore dell\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima attestazione documentaria di San Martino risale al 1282. Successivamente l\u2019edificio viene citato in un elenco di propriet\u00e0 immobiliari della seconda met\u00e0 del XIV secolo. Non viene fatto cenno allo stato di conservazione del bene, ma nel 1463 la \u201crelazione\u201d a corredo di una visita pastorale lo descrive in rovina. Nel 1964, infine, vari interventi di restauro hanno ripristinato per l\u2019edificio l\u2019originario aspetto romanico.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa presenta pianta ad aula singola allungata, con abside semicircolare, con sviluppo in altezza maggiore di quello in lunghezza. La facciata ha impianto a capanna ed \u00e8 priva di apertura. Presenta un oculo in posizione centrale. Nella parte destra della facciata, in configurazione asimmetrica, si erge un campanile a vela.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T17:09:07","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/San-Martino-al-Bagno1-1024x577.jpg","id":7508,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/San-Martino-al-Bagno2-1024x577.jpg","id":7512,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/San-Martino-al-Bagno3-1024x577.jpg","id":7515,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/San-Martino-al-Bagno4-1024x577.jpg","id":7518,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/San-Martino-al-Bagno1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1287","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1287&action=edit","translations":{"en":{"id":6979,"name":"Chiesa di San Martino al Bagno","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-martino-al-bagno-2\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6979","description":"\n<p>The church of San Martino al Bagno is now located within the park of the former spa of Uliveto Terme. From the external road network, only the upper part of the building is visible.<\/p>\n\n\n\n<p>The first documentary attestation of San Martino dates back to 1282. Subsequently the building is mentioned in a list of real estate properties from the second half of the fourteenth century. No mention is made of the state of conservation of the property, but in 1463 the &#8220;report&#8221; accompanying a pastoral visit describes it in ruins. Finally, in 1964, various restoration interventions restored the original Romanesque appearance to the building.<\/p>\n\n\n\n<p>The church has a single elongated hall plan, with a semicircular apse, with a greater height than that in length. The fa\u00e7ade has a gabled layout and has no opening. It has an oculus in a central position. On the right side of the facade, in an asymmetrical configuration, stands a bell gable.<\/p>\n"},"fr":{"id":6980,"name":"Chiesa di San Martino al Bagno","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-martino-al-bagno\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6980","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de San Martino al Bagno est maintenant situ\u00e9e dans le parc de l&#8217;ancienne station thermale d&#8217;Uliveto Terme. Du r\u00e9seau routier ext\u00e9rieur, seule la partie sup\u00e9rieure du b\u00e2timent est visible.<\/p>\n\n\n\n<p>La premi\u00e8re attestation documentaire de San Martino remonte \u00e0 1282. Par la suite, le b\u00e2timent est mentionn\u00e9 dans une liste de propri\u00e9t\u00e9s immobili\u00e8res de la seconde moiti\u00e9 du XIVe si\u00e8cle. Aucune mention n&#8217;est faite de l&#8217;\u00e9tat de conservation du bien, mais en 1463 le &#8220;rapport&#8221; accompagnant une visite pastorale le d\u00e9crit en ruine. Enfin, en 1964, diverses interventions de restauration redonnent \u00e0 l&#8217;\u00e9difice son aspect roman d&#8217;origine.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;\u00e9glise a un seul plan de hall allong\u00e9, avec une abside semi-circulaire, avec une hauteur sup\u00e9rieure \u00e0 celle de la longueur. La fa\u00e7ade a un plan en pignon et n&#8217;a pas d&#8217;ouverture. Il a un oculus central. Sur le c\u00f4t\u00e9 droit de la fa\u00e7ade, dans une configuration asym\u00e9trique, se dresse un pignon cloche.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-martino-al-bagno\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa di San Martino al Bagno si trova oggi all\u2019interno del parco dell\u2019ex stabilimento termale di Uliveto Terme. Dalla viabilit\u00e0 esterna \u00e8 visibile soltanto la parte superiore dell\u2019edificio.\r\nLa prima attestazione documentaria di San Martino risale al 1282. Successivamente l\u2019edificio viene citato in un elenco di propriet\u00e0 immobiliari della seconda met\u00e0 del XIV secolo. Non viene fatto cenno allo stato di conservazione del bene, ma nel 1463 la \u201crelazione\u201d a corredo di una visita pastorale lo descrive in rovina. A seguito di ci\u00f2, nel 1605 l'edificio viene restaurato da parte della famiglia Lanfreducci, che detiene da tempo il patronato della chiesa. Nel secolo successivo, invece, risulta patrona della chiesa la famiglia Lanfranchi. Nel 1964, infine, vari interventi di restauro hanno ripristinato per l\u2019edificio l\u2019originario aspetto romanico.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa presenta pianta ad aula singola allungata, con abside semicircolare e sviluppo in altezza maggiore di quello in lunghezza.\r\nLa facciata ha impianto a capanna ed \u00e8 priva di apertura. Presenta un oculo in posizione centrale. Nella parte destra della facciata, in configurazione asimmetrica, si staglia un campanile a vela.\r\nL\u2019ingresso avviene dal lato meridionale della fabbrica, dove si aprono due porte, la pi\u00f9 piccola delle quali sormontata da un timpano pentagonale e una monofora strombata con soglia modanata. Il fianco settentrionale \u00e8 invece completamente cieco.\r\nSulla facciata meridionale sono localizzati un\u2019epigrafe e uno stemma gentilizio, entrambi riconducibili alla famiglia Lanfreducci, autrice dei restauri del 1605: l\u2019araldica dello stemma presenta un leone rampante sormontato dal capo della croce piana dell'Ordine di Malta, mentre il motto \u201cAlla Giornata\u201d \u00e8 lo stesso presente anche in altre propriet\u00e0 immobiliari appartenute alla famiglia, come il famoso Palazzo del Rettorato dell\u2019Ateneo Pisano, presente sul Lungarno della citt\u00e0 e conosciuto, appunto, con il nome di \u201cPalazzo alla Giornata\u201d.\r\nCome conseguenza degli interventi del periodo post-bellico, il paramento murario esterno e interno \u00e8 oggi costituito da blocchi squadrati di pietra verrucana a faccia vista, con inserti in mattoni intonacati. La porzione absidale, semicircolare, presenta una sporgenza minima sul volume totale. L\u2019abside presenta una monofora strombata e una croce a giorno nella parte alta, in prossimit\u00e0 della copertura. Quest\u2019ultima \u00e8 stata oggetto di un recente restauro che ne ha rinnovato il manto e le capriate lignee. L\u2019interno della chiesa presenta un paramento murario a faccia vista come l\u2019esterno, con la zona presbiteriale rialzata rispetto al piano del resto dell\u2019aula.\r\nSotto l\u2019altare centrale un affresco del secolo XVI, staccato e ricomposto su tavola, rappresenta un angelo che sostiene il corpo di Cristo deposto dalla croce e adagiato sul sepolcro, mentre sulla parete sinistra, in posizione centrale, un altro affresco di fattura ottocentesca raffigura San Martino e il povero.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.525437804883529,43.691903440186515]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1278,"name":"Chiesa di San Giorgio","description":"\n<p>La chiesa di San Giorgio a Lugnano viene menzionata nel Catalogo delle Chiese pisane del 1372, documento che costituisce la prima attestazione certa dell&#8217;esistenza di San Giorgio a Lugnano.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa \u00e8 stata danneggiata pi\u00f9 volte nel corso del XX secolo, a causa delle guerre. San Giorgio \u00e8 in gran parte ricostruita in stile romanico minore nel 1939, quando viene adibita a sacrario dei Caduti della Prima guerra mondiale. Della struttura originaria rimangono alcuni conci presenti sulla parete absidale e alcune porzioni dei prospetti laterali.<\/p>\n\n\n\n<p>La facciata ha impianto a capanna, con paramento murario in conci di pietra squadrata. Il portale d&#8217;ingresso principale \u00e8 formato da due spessi stipiti in pietra. Le pareti perimetrali dell&#8217;edificio sono lasciate a pietra faccia vista.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:56:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Giorgio-a-Lugnano1-1024x577.jpg","id":7471,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Giorgio-a-Lugnano2-1024x577.jpg","id":7474,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Giorgio-a-Lugnano3-1024x577.jpg","id":7478,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Giorgio-a-Lugnano4-1024x577.jpg","id":7481,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Giorgio-a-Lugnano5-1024x577.jpg","id":7484,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-San-Giorgio-a-Lugnano1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1278","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1278&action=edit","translations":{"en":{"id":6974,"name":"Chiesa di San Giorgio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-giorgio\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6974","description":"\n<p>The church of San Giorgio in Lugnano is mentioned in the Catalog of the Pisan Churches of 1372, a document that constitutes the first certain attestation of the existence of San Giorgio in Lugnano.<\/p>\n\n\n\n<p>The church was damaged several times during the twentieth century, due to the wars. San Giorgio is largely rebuilt in a minor Romanesque style in 1939, when it was used as a shrine for the Fallen of the First World War. Some ashlars on the apse wall and some portions of the side elevations remain of the original structure.<\/p>\n\n\n\n<p>The fa\u00e7ade has a gabled layout, with a wall facing in squared stone ashlars. The main entrance portal is formed by two thick stone jambs. The perimeter walls of the building are left in exposed stone.<\/p>\n"},"fr":{"id":6975,"name":"Chiesa di San Giorgio","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-giorgio-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6975","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de San Giorgio in Lugnano est mentionn\u00e9e dans le Catalogue des \u00e9glises pisanes de 1372, document qui constitue la premi\u00e8re attestation certaine de l&#8217;existence de San Giorgio in Lugnano.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;\u00e9glise a \u00e9t\u00e9 endommag\u00e9e \u00e0 plusieurs reprises au cours du XXe si\u00e8cle, en raison des guerres. San Giorgio est en grande partie reconstruit dans un style roman mineur en 1939, lorsqu&#8217;il a \u00e9t\u00e9 utilis\u00e9 comme sanctuaire pour les morts de la Premi\u00e8re Guerre mondiale. Certaines pierres de taille sur le mur de l&#8217;abside et certaines parties des \u00e9l\u00e9vations lat\u00e9rales restent de la structure d&#8217;origine.<\/p>\n\n\n\n<p>La fa\u00e7ade a un plan en pignon, avec un mur parement\u00e9 en pierres de taille \u00e9quarries. Le portail d&#8217;entr\u00e9e principal est form\u00e9 de deux \u00e9pais jambages de pierre. Les murs d&#8217;enceinte du b\u00e2timent sont laiss\u00e9s en pierres apparentes.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-giorgio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Nelle vicinanze del centro di Lugnano sorge la piccola chiesa di San Giorgio, la cui struttura originaria \u00e8 risalente verosimilmente al XI secolo. Prescindendo tuttavia da ipotesi e tradizioni popolari - che la vorrebbero fondata dai monaci dell\u2019abbazia di San Michele alla Verruca, la chiesa viene menzionata nel Catalogo delle Chiese pisane del 1372, documento che costituisce la prima attestazione certa dell'esistenza di San Giorgio a Lugnano. Nel XVIII secolo la chiesa, ampliata e intonacata, risulta dotata di due ingressi e di un unico altare. Davanti alla facciata, inoltre, trova localizzazione il cimitero dipendente dalla chiesa.\r\nLa chiesa \u00e8 stata danneggiata pi\u00f9 volte nel corso del XX secolo, a causa delle guerre. San Giorgio \u00e8 in gran parte ricostruita in stile romanico nel 1939, quando viene adibita a sacrario dei Caduti della Prima guerra mondiale. Della struttura originaria rimangono alcuni conci presenti sulla parete absidale e alcune porzioni dei prospetti laterali.","rilevanza_stile_romanico":"La piccola chiesa di San Giorgio sorge a ridosso della strada vicinale delle Sasse, nella frazione di Lugnano. Dalla strada carrabile - via di Villa - diparte un breve tratto di strada sterrata che, salendo, conduce al sagrato della chiesa, tenuto a prato. L\u2019edificio di culto ha pianta ad aula unica, con abside semicircolare.\r\nLa facciata ha impianto a capanna, con paramento murario in conci di pietra squadrata. Il portale d'ingresso principale \u00e8 formato da due spessi stipiti in pietra, con mensola sagomata al vertice. Al di sopra, la lunetta accoglie un bassorilievo in terracotta raffigurante San Giorgio e il drago, risalente al 2000. Nella parte superiore del prospetto si apre una bifora con colonnina centrale in marmo, riconducibile alla ricostruzione novecentesca. Sul fianco destro della chiesa sono presenti tracce di un portale tamponato, con architrave e timpano triangolare. I prospetti laterali sono formati da pietrame di pezzatura varia sommariamente disposto.\r\nInternamente, l'aula unica termina con un'abside semicircolare, al centro della quale si apre una finestra quadrangolare profilata da cornice in pietra serena. Il presbiterio risulta sollevato di un gradino rispetto al resto dell'aula e la zona absidale \u00e8 rialzata di un altro ulteriore gradino. L'aula \u00e8 dotata di una copertura a doppia falda con struttura a capriate lignee. Le pareti perimetrali dell'edificio sono lasciate a pietra faccia vista, mentre quella absidale \u00e8 caratterizzata da una parte inferiore realizzata in pietrame misto a laterizio e da un catino emisferico privo di intonaco, nel quale \u00e8 visibile la semicalotta in elementi di cotto posto di coltello. Le pavimentazione interne, dell'aula, del presbiterio e della zona absidale, sono costituite da mattonelle in cotto.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.546719639660125,43.68864348159627]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2457,"name":"Parrocchia San Pietro Apostolo, Piazza San Pietro, Villa San Pietro, CA","description":"<p>This is waypoint no: 4<\/p>\n","modified":"2023-03-05T17:20:29","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/15073280-7349106f-1024x678.jpeg","id":5302,"caption":"Dettagli"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-San-Pietro-San-Pietro-GM02-1024x678.jpeg","id":5305,"caption":"Vista Laterale"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-San-Pietro-San-Pietro-GM03-1024x678.jpeg","id":5308,"caption":"dettagli"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-1-1024x681.jpg","id":6265,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-2-681x1024.jpg","id":6269,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-3-1024x683.jpg","id":6272,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-4-1024x681.jpg","id":6275,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-5-681x1024.jpg","id":6278,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-6-1024x681.jpg","id":6281,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-7-1024x681.jpg","id":6284,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-8-1024x681.jpg","id":6288,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-9-1024x681.jpg","id":6291,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-10-1024x681.jpg","id":6294,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-11-1024x681.jpg","id":6297,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-12-1024x681.jpg","id":6300,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-13-1024x681.jpg","id":6303,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-14-1024x681.jpg","id":6309,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-15-1024x681.jpg","id":6315,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Pietro-Villa-San-Pietro-16-1024x681.jpg","id":6321,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-San-Pietro-San-Pietro-GM01-678x1024.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2457","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2457&action=edit","translations":{"en":{"id":8237,"name":"Parrocchia San Pietro Apostolo, Piazza San Pietro, Villa San Pietro, CA","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/parrocchia-san-pietro-apostolo-piazza-san-pietro-villa-san-pietro-ca\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8237","description":"<p>This is waypoint no: 4<\/p>\n"},"fr":{"id":8238,"name":"Parrocchia San Pietro Apostolo, Piazza San Pietro, Villa San Pietro, CA","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/parrocchia-san-pietro-apostolo-piazza-san-pietro-villa-san-pietro-ca\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8238","description":"<p>This is waypoint no: 4<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/parrocchia-san-pietro-apostolo-piazza-san-pietro-villa-san-pietro-ca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa di San Pietro a Villa San Pietro \u00e8 un episodio minore della vicenda edilizia romanica in Sardegna; mancano documenti coevi all\u2019epoca di edificazione, collocabile alla fine del XIII secolo. \u00c8 costruita in pietre calcaree, pianta a navata unica conclusa da un\u2019abside perfettamente orientata e coperta da un tetto ligneo. Lo spazio interno \u00e8 scandito in campate da archi diaframma a tutto sesto. \r\nLa facciata \u00e8 divisa mediante lesene in tre specchi, che si concludono con archetti pensili a sesto acuto impostati su peducci con ornati geometrici, vegetali o a semplice modanatura. In diversi punti della facciata, culminante con un campanile a vela, sono presenti cavit\u00e0 semisferiche destinate ad alloggiare bacini ceramici ora perduti. Nei prospetti laterali si ripropone la medesima suddivisione in specchi appena osservata. Il fianco si distingue per la presenza del portale che ricalca lo schema di quello di facciata. In questo caso si segnala l\u2019architrave in pietra grigia dall\u2019ornato interessante: una croce e una figura umana molto schematica si dispongono nel campo decorativo realizzati a rilievo molto schiacciato. Nel prospetto absidale gli archetti sono a sesto acuto e lobati nella parte superiore. Lungo il semicerchio alla base della copertura del catino absidale, questo sistema ornamentale si conserva solo in parte e limitatamente ai peducci, essendo andato perso un gran numero di archetti a tutto sesto.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"\r\n","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.9952741,39.0339631]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8038,"name":"Chiesa di Balai lontano","description":"","modified":"2023-03-05T15:39:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-10-1024x681.jpg","id":5886,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-1-1-1024x682.jpg","id":5892,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-2-1024x681.jpg","id":5898,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-3-1024x682.jpg","id":5904,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-4-1024x681.jpg","id":5910,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-5-1024x681.jpg","id":5916,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-6-1024x681.jpg","id":5922,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-7-1024x681.jpg","id":5928,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-8-1024x681.jpg","id":5934,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-9-1024x681.jpg","id":5940,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-3-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8038","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8038&action=edit","translations":{"it":{"id":2296,"name":"Chiesa di Balai lontano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/chiesa-di-balai-lontano\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2296","description":""},"fr":{"id":8039,"name":"Chiesa di Balai lontano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-balai-lontano\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8039","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-balai-lontano\/?lang=en","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Santu Bainzu Iscabizaddu","rilevanza_storica":"La piccola chiesa di Balai Lontano, nota anche con il nome di Santu Bainzu Ischabizzaddu, sorge sul costone di roccia dove si tramanda siano stati decapitati i tre martiri. \r\nL\u2019edificio, che secondo la tradizione fu innalzato nel punto in cui dopo il martirio la terra non avrebbe pi\u00f9 visto crescere alcun filo d\u2019erba, \u00e8 costruito in calcare locale e sembrerebbe essere il rifacimento di uno precedente non facilmente databile. In facciata, ai cui spigoli s\u2019intravvedono due colonne in granito grigio, si apre un ingresso pi\u00f9 volte rimaneggiato, mentre sui lati lunghi due piccolissimi oculi danno luce all\u2019ambiente interno.\r\nQuest\u2019ultimo, voltato a botte, misura 475 cm di lunghezza e 326 cm di larghezza. Nelle primissime ore del mattino del 25 ottobre i fedeli convergono con devozione da varie parti della citt\u00e0 verso la chiesetta per prendere parte alla celebrazione della messa in ricordo del martirio di San Gavino e alla successiva processione, mentre il 25 aprile, nello stesso luogo, il Santo si festeggia in qualit\u00e0 di protettore degli agricoltori.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4311428,40.8295364]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8039,"name":"Chiesa di Balai lontano","description":"","modified":"2023-03-05T15:39:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-10-1024x681.jpg","id":5886,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-1-1-1024x682.jpg","id":5892,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-2-1024x681.jpg","id":5898,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-3-1024x682.jpg","id":5904,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-4-1024x681.jpg","id":5910,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-5-1024x681.jpg","id":5916,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-6-1024x681.jpg","id":5922,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-7-1024x681.jpg","id":5928,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-8-1024x681.jpg","id":5934,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-9-1024x681.jpg","id":5940,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Balai-Lontano-Porto-Torres-3-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8039","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8039&action=edit","translations":{"it":{"id":2296,"name":"Chiesa di Balai lontano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/chiesa-di-balai-lontano\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2296","description":""},"en":{"id":8038,"name":"Chiesa di Balai lontano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-balai-lontano\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8038","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-balai-lontano\/?lang=fr","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Santu Bainzu Iscabizaddu","rilevanza_storica":"La piccola chiesa di Balai Lontano, nota anche con il nome di Santu Bainzu Ischabizzaddu, sorge sul costone di roccia dove si tramanda siano stati decapitati i tre martiri. \r\nL\u2019edificio, che secondo la tradizione fu innalzato nel punto in cui dopo il martirio la terra non avrebbe pi\u00f9 visto crescere alcun filo d\u2019erba, \u00e8 costruito in calcare locale e sembrerebbe essere il rifacimento di uno precedente non facilmente databile. 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In adiacenza alla chiesa, infatti, sono visibili e visitabili i tre ambienti ipogei dove vennero riposti i corpi. Indagini archeologiche ne hanno accertato l\u2019uso sepolcrale in epoca romana e alto-medievale. La chiesa, orientata a nord a causa della conformazione della roccia sulla quale sorge, \u00e8 costituita da un\u2019unica navata con volta a botte. Dietro l\u2019altare, sulla destra, una piccola porta conduce ad un ambiente realizzato in blocchi calcarei, la cui originaria funzione non \u00e8 ancora del tutto chiara ma secondo alcune ipotesi, si pensa possa essere stato una cisterna romana.\r\nDal lato sinistro dell\u2019aula di culto si accede ad uno dei tre locali ipogei, nel quale sono presenti tre loculi dove si crede vennero deposti i corpi dei santi. Ancora oggi, i simulacri lignei vengono posizionati in questo luogo durante il periodo di festa. Esternamente, la facciata della chiesa \u00e8 priva di decorazioni, intonacata e tinteggiata di bianco. 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Ci\u00f2 le consente di emergere, anche a distanza, rispetto allo sfondo azzurro del cielo e del mare. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4175871,40.8400546]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8053,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","description":"","modified":"2023-03-05T15:57:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-03-1024x683.jpg","id":5413,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-02-1024x683.jpg","id":5410,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-01-1024x683.jpg","id":5407,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-1-1024x681.jpg","id":5530,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-2-1024x689.jpg","id":5533,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-3-1024x681.jpg","id":5536,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-4-1024x681.jpg","id":5539,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-5-1024x682.jpg","id":5542,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-5-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8053","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8053&action=edit","translations":{"it":{"id":2309,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2309","description":""},"fr":{"id":8054,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8054","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/?lang=en","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa, costruita su un\u2019area anticamente adibita a necropoli punica e poi cristiana, fu edificata durante il\r\nperiodo bizantino a met\u00e0 del VI secolo: sub\u00ec un ampliamento tra l\u2019IX e il X secolo e si presenta ancora oggi nella sua\r\nforma altomedievale che ne fa una delle pi\u00f9 antiche della Sardegna. Dedicata a san Giovanni Battista la chiesa si\r\npresenta oggi con pianta rettangolare e abside sporgente rivolta ad Est e appare costruita in blocchi di spoglio in\r\narenaria a vista. L\u2019interno \u00e8 organizzato in tre navate separate da tre archi in successione e coperte da volte a botte;\r\nal di sopra una piccola cupola; l\u2019illuminazione \u00e8 assicurata da una finestra ottagonale in facciata e da tre bifore\r\nnell\u2019abside.\r\nSicuramente nell\u2019XI secolo la chiesa aveva struttura a pianta centrale bizantina a quattro bracci uguali e con la\r\nparte centrale sovrastata da una cupola sull\u2019esempio della basilica di San Saturno a Cagliari che fu costruita nello\r\nstesso periodo. Solo nel IX-X secolo fu quindi ingrandita con l\u2019aggiunta delle due navate laterali con volte a botte.\r\nRecenti scavi hanno portato alla luce un edificio sacro precedente a quello attuale e con abside orientata sempre\r\nad Est e con sarcofagi e sepolture che indicano che la precedente chiesa dovesse essere adibita a basilica\r\nsepolcrale paleocristiana.","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4386561,39.8822927]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8054,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","description":"","modified":"2023-03-05T15:57:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-03-1024x683.jpg","id":5413,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-02-1024x683.jpg","id":5410,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cabras-San-Giovanni-di-Sinis-GG-01-1024x683.jpg","id":5407,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-1-1024x681.jpg","id":5530,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-2-1024x689.jpg","id":5533,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-3-1024x681.jpg","id":5536,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-4-1024x681.jpg","id":5539,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-5-1024x682.jpg","id":5542,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Giovanni-di-Sinis-Cabras-5-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8054","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8054&action=edit","translations":{"it":{"id":2309,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2309","description":""},"en":{"id":8053,"name":"Chiesa di San Giovanni di Sinis","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8053","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/chiesa-di-san-giovanni-di-sinis\/?lang=fr","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La chiesa, costruita su un\u2019area anticamente adibita a necropoli punica e poi cristiana, fu edificata durante il\r\nperiodo bizantino a met\u00e0 del VI secolo: sub\u00ec un ampliamento tra l\u2019IX e il X secolo e si presenta ancora oggi nella sua\r\nforma altomedievale che ne fa una delle pi\u00f9 antiche della Sardegna. 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Furono i monaci di Bonarcado ad introdurre in Sardegna il culto di Santa Corona, legata per tradizione a San\r\nVittore, altro grande Santo dell\u2019Ordine Monastico Camaldolese.\r\nLa chiesa nel corso dei secoli \u00e8 stata sottoposta a vari interventi di ricostruzione e ristrutturazione. Fu quasi\r\ncertamente ricostruita tra il XIV e XV secolo, sulla struttura originale, per poi essere ristrutturata nel XVII secolo. Alcuni\r\nelementi di questo periodo sono ancora visibili; fra tutti le due nicchie, ora molto erose, del lato sinistro della navata\r\ncentrale, una terminante a timpano e l\u2019altra ad arco con colonnine laterali.\r\nOggi quest\u2019antica chiesa \u00e8 fatiscente. Resta qualche tratto di muro laterale a destra dell\u2019aula, resta un tratto della\r\nvolta a botte del presbiterio, restano due cappelle sul lato destro. 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Le paraste cingono i lati della\r\nfacciata: in quella destra rimangono tracce di probabili strutture di raccordo con edifici circostanti. Il timpano \u00e8\r\ncoronato da archetti pensili a tutto sesto su peducci. I portali sono del tipo architravato e lunettato a tutto sesto. Il\r\nportale di sinistra presenta la lunetta non rialzata mentre il portale di destra ha la lunetta rialzata di un concio. I due\r\nportali non sono coevi, dato che la loro somiglianza \u00e8 stata voluta dai costruttori che per\u00f2 non sono stati in grado di\r\nmascherare il divario cronologico. 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Conosciuta tradizionalmente come Santu Giuanni de Froris (dei fiori), venne realizzata in epoca giudicale ed \u00e8 documentata in un testamento del 1301 con l\u2019intitolazione di \u201cEcclesia Sancti Johannis de Venis\u201d, cio\u00e8 delle acque sorgive. Ristrutturata nel XVI e successivamente nel XIX secolo, ha una pianta quadrata a quattro pilastri che delimitano lo spazio della navata centrale, con i due ambulacri laterali. Il tetto a due falde, che culmina con un campaniletto a vela, poggia su capriate. Sul lato sinistro e su quello frontale \u00e8 addossato un porticato esterno di epoca spagnola, sorretto da pilastrini in arenaria sui quali si posa la copertura. Nella facciata occidentale durante un recente restauro sono comparse le tracce di una serie di bacini ceramici che confermano l\u2019origine romanica della chiesa.\r\nCaratteristica di questa chiesetta, \u00e8 una recente scoperta fatta durante la restaurazione, dove venne trovato un affresco raffigurante un curioso angelo nero con una spada in una mano e una palma dell\u2019altra. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.5827982,39.8903198]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8084,"name":"Chiesa di San Giovanni dei 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Conserva al suo interno\r\nuna lapide di ringraziamento al Santo per la protezione accordata alla citt\u00e0 durante il bombardamento francese del\r\n1793. Da questa chiesa la statua del Santo viene portata ogni 1\u00b0 Maggio in solenne processione a ricordo del Voto\r\nespresso dai cagliaritani in occasione della grande peste. La facciata, delimitata da lesene, \u00e8 ripartita in tre ordini da cornici mistilinee. Alla sommit\u00e0 del timpano \u00e8 presente il tipico motivo della lucerna del carabiniere. Il portale, affiancato da ampie finestre cieche, \u00e8 sormontato da un timpano curvo spezzato. L\u2019interno \u00e8 riccamente adornato di\r\naltari policromi, dipinti e sculture.\r\nLa chiesa di Sant\u2019Efisio gode del privilegio dell\u2019indulgenza Plenaria per tutti i fedeli che nel giorno del 15 gennaio,\r\nfesta del Martirologio, vi si recano a rendere omaggio. La Cripta di Sant\u2019Efisio Secondo la tradizione popolare \u00e8 il\r\nluogo dove il martire venne incarcerato e torturato prima di essere condannato a morte. Si tratta di una cavit\u00e0 di 9\r\nmetri sotto il livello stradale, cui si accede attraverso una ripida gradinata dalla chiesa soprastante. 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Conserva al suo interno\r\nuna lapide di ringraziamento al Santo per la protezione accordata alla citt\u00e0 durante il bombardamento francese del\r\n1793. Da questa chiesa la statua del Santo viene portata ogni 1\u00b0 Maggio in solenne processione a ricordo del Voto\r\nespresso dai cagliaritani in occasione della grande peste. La facciata, delimitata da lesene, \u00e8 ripartita in tre ordini da cornici mistilinee. Alla sommit\u00e0 del timpano \u00e8 presente il tipico motivo della lucerna del carabiniere. Il portale, affiancato da ampie finestre cieche, \u00e8 sormontato da un timpano curvo spezzato. L\u2019interno \u00e8 riccamente adornato di\r\naltari policromi, dipinti e sculture.\r\nLa chiesa di Sant\u2019Efisio gode del privilegio dell\u2019indulgenza Plenaria per tutti i fedeli che nel giorno del 15 gennaio,\r\nfesta del Martirologio, vi si recano a rendere omaggio. La Cripta di Sant\u2019Efisio Secondo la tradizione popolare \u00e8 il\r\nluogo dove il martire venne incarcerato e torturato prima di essere condannato a morte. Si tratta di una cavit\u00e0 di 9\r\nmetri sotto il livello stradale, cui si accede attraverso una ripida gradinata dalla chiesa soprastante. 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La chiesa \u00e8 forse risalente a un periodo antecedente la villa, che qualcuno data addirittura tra il VI ed il IX secolo dopo Cristo, con la sua cupola ottagonale finemente decorata, il campanile a vela che ospita una campana del 1679 e gli affreschi al suo interno, \u00e8 parte integrante della proposta avanzata dal comune di Cagliari all\u2019Unesco per far divenire la festa di Sant Efisio patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. 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Si presenta a tre navate, scandite da arcate su colonne con bellissimi capitelli marmorei di reimpiego, scolpiti in et\u00e0 romana. La navata centrale \u00e8 coperta in legno, le laterali con volte a crociera. Lungo il perimetro esterno arcate su lesene scandiscono il ritmo del bel paramento murario. Sono di notevole interesse i portali. Di questi uno \u00e8 romanico ed \u00e8 collocato sul fianco settentrionale, l\u2019altro, gotico-catalano, si apre a sud.\r\nLa cittadina di Porto Torres occupa il sito della colonia romana di Turris Libisonis, fondata nel I secolo a.C. Scavi archeologici hanno restituito tracce di un ponte e di un complesso termale conosciuto come Palazzo di Re Barbaro. Questo nome trarrebbe origine dall\u2019autorit\u00e0 romana che avrebbe ordinato il supplizio di Gavino, martire locale vissuto agli inizi del IV secolo.\r\nLa basilica di San Gavino ha ricoperto il ruolo di cattedrale fino alla met\u00e0 del XV secolo. La pi\u00f9 antica citazione del titolo risale al 1065 circa ed \u00e8 contenuta nel Condaghe di San Pietro di Silki. Fonti sulla storia della basilica sono l\u2019Inventio Corporum Sanctorum Martyrum Gavini, Proti et Ianuarii, ascritta al XIII-XIV secolo, e appendice della Passio che riporta le vicende di Gavino, Proto e Gianuario protomartiri turritani, unitamente al Condague di fondazione e consacrazione della basilica, apografo del XVII secolo. Da questa fonte si apprende della costruzione della basilica per volont\u00e0 di Gonario-Comita di Torres per adempiere ad un voto, e della conclusione dei lavori sotto l\u2019egida del figlio Torcotorio-Barisone I de Lacon-Gunale, sovrano nel 1065.\r\nNel XVII secolo furono rinvenuti resti ritenuti le sacre reliquie proprio di San Gavino, e dei suoi compagni di martirio Proto e Gianuario. 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L\u2019ingresso alla chiesa avviene attraverso l\u2019imponente portale quattrocentesco aragonese, a due aperture.\r\nLa basilica di San Gavino \u00e8 stata sottoposta, dai primi anni del XX secolo fino al 1976-78, ad una serie di radicali restauri che hanno condotto all\u2019isolamento dell\u2019edificio mediante la demolizione di corpi di fabbrica successivi all\u2019impianto della chiesa, ma tuttavia presumibilmente di epoca aragonese.\r\n","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4008932113647,40.832154535483]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8129,"name":"Basilica di San Gavino di Torres","description":"","modified":"2022-10-13T12:41:24","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210820_170246-1024x683.jpg","id":5467,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Porto-Torres-San-Gavino-di-Torres-GG-01-1024x683.jpg","id":5470,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Porto-Torres-San-Gavino-di-Torres-GG-02-683x1024.jpg","id":5473,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Porto-Torres-San-Gavino-di-Torres-GG-03-1024x683.jpg","id":5476,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-1-1024x681.jpg","id":5834,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-2-1024x681.jpg","id":5837,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-3-1024x681.jpg","id":5840,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-4-1024x681.jpg","id":5843,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-5-1024x681.jpg","id":5846,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-6-1024x682.jpg","id":5849,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-7-1024x681.jpg","id":5852,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-8-1024x682.jpg","id":5855,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-9-1024x681.jpg","id":5858,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-10-1024x681.jpg","id":5861,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-11-1024x681.jpg","id":5864,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-12-1024x681.jpg","id":5867,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-13-1024x682.jpg","id":5870,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-14-1024x682.jpg","id":5873,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/San-Gavino-di-Torres-Porto-Torres-13-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8129","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8129&action=edit","translations":{"it":{"id":2290,"name":"Basilica di San Gavino di Torres","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/basilica-di-san-gavino-di-torres\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2290","description":""},"en":{"id":8128,"name":"Basilica di San Gavino di Torres","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-san-gavino-di-torres\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8128","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/basilica-di-san-gavino-di-torres\/?lang=fr","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Parrocchia Santi Gavino Proto Gianuario","rilevanza_storica":"L\u2019edificio, con pianta ad absidi contrapposte e di ragguardevoli dimensioni, fu costruito in calcare a partire dall\u2019abside orientale. 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La pi\u00f9 antica citazione del titolo risale al 1065 circa ed \u00e8 contenuta nel Condaghe di San Pietro di Silki. Fonti sulla storia della basilica sono l\u2019Inventio Corporum Sanctorum Martyrum Gavini, Proti et Ianuarii, ascritta al XIII-XIV secolo, e appendice della Passio che riporta le vicende di Gavino, Proto e Gianuario protomartiri turritani, unitamente al Condague di fondazione e consacrazione della basilica, apografo del XVII secolo. Da questa fonte si apprende della costruzione della basilica per volont\u00e0 di Gonario-Comita di Torres per adempiere ad un voto, e della conclusione dei lavori sotto l\u2019egida del figlio Torcotorio-Barisone I de Lacon-Gunale, sovrano nel 1065.\r\nNel XVII secolo furono rinvenuti resti ritenuti le sacre reliquie proprio di San Gavino, e dei suoi compagni di martirio Proto e Gianuario. 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L\u2019ingresso alla chiesa avviene attraverso l\u2019imponente portale quattrocentesco aragonese, a due aperture.\r\nLa basilica di San Gavino \u00e8 stata sottoposta, dai primi anni del XX secolo fino al 1976-78, ad una serie di radicali restauri che hanno condotto all\u2019isolamento dell\u2019edificio mediante la demolizione di corpi di fabbrica successivi all\u2019impianto della chiesa, ma tuttavia presumibilmente di epoca aragonese.\r\n","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4008932113647,40.832154535483]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8139,"name":"Basilica di Saccargia","description":"","modified":"2023-03-05T16:42:28","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Codrongianos-Santissima-Trinita-di-Saccargia-GG01-683x1024.jpg","id":5506,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Codrongianos-Santissima-Trinita-di-Saccargia-GG03-1024x683.jpg","id":5509,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DSCN7345-1024x768.jpg","id":5512,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-10-1024x682.jpg","id":5618,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-9-1024x682.jpg","id":5612,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-8-681x1024.jpg","id":5606,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-7-1024x682.jpg","id":5603,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-6-1024x681.jpg","id":5600,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-5-1024x683.jpg","id":5597,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-4-1024x681.jpg","id":5593,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-3-1024x681.jpg","id":5590,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-2-1024x681.jpg","id":5586,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-1-1024x681.jpg","id":5580,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-1-2-1024x682.jpg","id":5949,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-2-1-1024x682.jpg","id":5952,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-3-1-1024x681.jpg","id":5955,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Santissima-Trinita-di-Saccargia-Codrongianos-5-1024x683.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8139","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8139&action=edit","translations":{"it":{"id":2299,"name":"Basilica di Saccargia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/basilica-di-saccargia\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2299","description":""},"fr":{"id":8140,"name":"Basilica di Saccargia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-saccargia\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8140","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/basilica-di-saccargia\/?lang=en","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Basilica della Santissima Trinita Saccargia","rilevanza_storica":"Una bolla di Onorio II, datata 1125, conferma all\u2019ordine dei monaci benedettini di Camaldoli il possesso di una serie di chiese e monasteri in Sardegna tra cui anche la Santissima Trinit\u00e0 di Saccargia. In una fonte del XVI secolo redatta dallo storico Giovanni Francesco Fara si parla di \u00abanno circiter 1116\u00bb, cos\u00ec come \u00e8 riportato nel Condaghe di consacrazione della Santissima Trinit\u00e0 di Saccargia, esemplare tardo e apografo. Nel corso del XII secolo si ha lo sviluppo del monumento, in fasi costruttive successive restituibili solo attraverso l\u2019analisi formale.","rilevanza_stile_romanico":"I dipinti del semicilindro absidale della Santissima Trinit\u00e0 di Saccargia sono scanditi in quattro registri. Nella parte bassa si trova un finto tendaggio, al di sopra del quale sono presentate scene della vita di Cristo. All\u2019estrema sinistra rispetto allo spettatore si individua un riquadro raffigurante un personaggio barbuto inginocchiato davanti a San Benedetto, seguito poi dall\u2019Ultima cena, Bacio di Giuda, Crocifissione, Seppellimento, Discesa agli Inferi. Nella fascia superiore la Vergine e San Paolo sono collocati accanto alla monofora, circondati dagli Apostoli. Nel catino absidale troneggia Cristo giudice circondato da angeli e serafini. Gli affreschi di Saccargia sono ascrivibili alla seconda met\u00e0 del XII secolo. All\u2019interno della chiesa \u00e8 conservato l\u2019unico capitello in origine collocato nel portico e poi sostituito con copie. Questo presenta figure di bovini accovacciati.","come_arrivare":"Tra il 1903 e il 1906 l\u2019intero edificio \u00e8 stato oggetto di consistenti e pesanti restauri ad opera dell\u2019Ing. Dionigi Scano. Gli interventi pi\u00f9 importanti hanno riguardato la facciata, il portico e il campanile. La facciata \u00e8 stata in parte demolita e rifatta, il portico distrutto e abbassato per consentire una migliore visione del prospetto. 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Il tratto distintivo di questo monumento \u00e8 l\u2019utilizzo di diversi tipi di materiale costruttivo, calcare e pietra vulcanica, in alternanza, generando effetti decorativi molto suggestivi. Ci\u00f2 \u00e8 chiaramente percepibile sia nella facciata, che presenta una serie ricchissima di ruote intarsiate, losanghe gradonate, archetti, sia all\u2019interno della chiesa. Qui, i pilastri e le colonne sono realizzati con calcare e pietra vulcanica. Le pareti sono in calcare chiaro mentre le volte, a crociera in tutte e tre le navate, sono in pietra vulcanica scura. Arcate trasversali scandiscono in campate la navata centrale come le laterali.\r\nL\u2019attenzione del visitatore \u00e8 attirata in prima istanza dalla facciata, scandita orizzontalmente in tre ordini e in verticale da lesene. Al centro si apre il portale, sovrastato da lunetta con croce bianca su fondo nero, al di sopra del quale \u00e8 un\u2019apertura a due luci e un oculo.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Gi\u00e0 cattedrale nel Medioevo, facente parte della diocesi di Sorres documentata dal 1112 fino al 1503, San Pietro oggi ospita una comunit\u00e0 benedettina. L\u2019analisi formale del monumento induce a ritenerlo costruito a partire dalla fine dell\u2019XI secolo e completato al termine del secolo seguente. Ai giorni nostri arriva solo la traccia di uno degli artefici di questo monumento, quel MARIANE MAISTRO il cui nome affiora alla sinistra di uno degli scalini di accesso alla chiesa. 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Lo spazio interno \u00e8 scandito in campate da archi diaframma a tutto sesto. \r\nLa facciata \u00e8 divisa mediante lesene in tre specchi, che si concludono con archetti pensili a sesto acuto impostati su peducci con ornati geometrici, vegetali o a semplice modanatura. In diversi punti della facciata, culminante con un campanile a vela, sono presenti cavit\u00e0 semisferiche destinate ad alloggiare bacini ceramici ora perduti. Nei prospetti laterali si ripropone la medesima suddivisione in specchi appena osservata. Il fianco si distingue per la presenza del portale che ricalca lo schema di quello di facciata. In questo caso si segnala l\u2019architrave in pietra grigia dall\u2019ornato interessante: una croce e una figura umana molto schematica si dispongono nel campo decorativo realizzati a rilievo molto schiacciato. Nel prospetto absidale gli archetti sono a sesto acuto e lobati nella parte superiore. Lungo il semicerchio alla base della copertura del catino absidale, questo sistema ornamentale si conserva solo in parte e limitatamente ai peducci, essendo andato perso un gran numero di archetti a tutto sesto.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"\r\n","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.9952741,39.0339631]}}],"properties":{"id":367,"count":171,"link":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/webmapp_category\/chiesa\/","name":"Chiesa","slug":"chiesa","taxonomy":"webmapp_category","parent":0,"meta":[],"color":"#e28812","icon":"wm-icon-church-15","show_by_default":true,"alert":false,"exclude":false,"featured_icon":false,"zindex":10,"min_size_zoom":1,"min_size":1,"max_size":1,"icon_size":1,"locale":"it","translations":{"en":{"id":401,"name":"Chiesa","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/webmapp_category\/401?lang=en","description":""},"fr":{"id":402,"name":"Chiesa","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/webmapp_category\/402?lang=fr","description":""}},"items":{"poi":[1358,1286,1284,1283,1282,1281,1280,1279,1276,1273,1269,1267,1265,1264,1263,1261,2255,2296,2290,2293,2339,2340,2309,2365,2317,2318,2319,2326,2327,2328,2302,2305,2308,2342,2357,2495,2493,2543,2583,2584,2586,2587,2588,2591,2596,2598,2602,2603,2605,2606,2608,2611,2612,2615,2616,2617,2618,2619,2645,2646,2648,2651,2673,2675,2676,2679,2681,2690,2691,2692,2693,2694,2695,2696,2700,2701,2707,2708,2709,2710,2712,2713,2801,2802,2803,2806,2808,2809,2810,2811,2812,2814,2815,2816,2818,2820,2821,2824,2825,2827,2828,2830,2831,2832,2833,2834,1268,2982,2985,3014,3048,3325,3370,3241,3232,3261,3379,2494,5229,2805,2817,2804,6867,6869,2299,1270,1287,1278,2457,8038,8039,8044,8043,8053,8054,8056,8055,8067,8068,8069,8070,8083,8084,8085,8086,8102,8103,8104,8105,8106,8107,8128,8129,8139,8140,8150,8151,8154,8155,8173,8174,8180,8181,8192,8193,8207,8206,8218,8219,8237,8238]},"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/23.jpg"}}