{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":1277,"name":"T7.3 &#8211; Pieve di Santa Maria e Giovanni","description":"\n<p>La Chiesa dei Santi Maria e Giovanni, anticamente Pieve, sorge nel tessuto urbano del paese di Vicopisano ai piedi del borgo fortificato, nell\u2019area successivamente denominata in sua ragione \u201cCampo Santa Maria\u201d. La Pieve ha pianta basilicale con abside centrale absidato. In pianta, la navata principale \u00e8 separata da quelle secondarie attraverso dodici colonne e due pilastri. La facciata principale, di chiaro impianto romanico, con forme simili ai monumenti pisani, ha schema a salienti ed \u00e8 costituita da blocchi squadrati di verrucano lasciati a vista. I blocchi di verrucano sono lasciati a vista nella controfacciata, nelle pareti sopra le archeggiature delle navate e nell&#8217;arco che incornicia la parete absidale mentre sono ricoperti da intonaco nell\u2019abside e sulle pareti esterne della navate laterali. All\u2019interno sono visibili frammenti di affresco relativi ad un ampio ciclo pittorico eseguito nel XIII secolo, nel quale sono ancora riconoscibili alcune storie cristologiche.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T17:13:13","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Maria-e-Giovanni1-1024x654.jpg","id":7522,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Maria-e-Giovanni2-1024x577.jpg","id":7526,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Maria-e-Giovanni3-1024x577.jpg","id":7529,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Maria-e-Giovanni4-1024x577.jpg","id":7532,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Maria-e-Giovanni5-1024x577.jpg","id":7535,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Maria-e-Giovanni1-1024x654.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375,375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1277","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1277&action=edit","translations":{"en":{"id":6991,"name":"T7.3 - Pieve di Santa Maria e Giovanni","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t7-3-pieve-di-santa-maria-e-giovanni\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6991","description":"\n<p>The Church of Santi Maria e Giovanni, formerly a parish church, stands in the urban fabric of the town of Vicopisano at the foot of the fortified village, in the area subsequently called &#8220;Campo Santa Maria&#8221;. The Pieve has a basilica plan with a central apse with apses. In plan, the main nave is separated from the secondary ones by twelve columns and two pillars. The main facade, clearly Romanesque, with shapes similar to Pisan monuments, has a salient scheme and is made up of squared blocks of verrucano left exposed. The verrucano blocks are left exposed in the counter-fa\u00e7ade, in the walls above the archways of the naves and in the arch that frames the apse wall while they are covered with plaster in the apse and on the external walls of the side aisles. Inside there are fresco fragments relating to a large pictorial cycle executed in the thirteenth century, in which some Christological stories are still recognizable.<\/p>\n"},"fr":{"id":6992,"name":"T7.3 - Pieve di Santa Maria e Giovanni","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t7-3-pieve-di-santa-maria-e-giovanni-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6992","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de Santi Maria e Giovanni, autrefois \u00e9glise paroissiale, se dresse dans le tissu urbain de la ville de Vicopisano au pied du village fortifi\u00e9, dans la zone appel\u00e9e par la suite &#8220;Campo Santa Maria&#8221;. La Pieve a un plan basilical avec une abside centrale \u00e0 absides. En plan, la nef principale est s\u00e9par\u00e9e des secondaires par douze colonnes et deux piliers. La fa\u00e7ade principale, clairement romane, avec des formes similaires aux monuments pisans, a un sch\u00e9ma saillant et est compos\u00e9e de blocs carr\u00e9s de verrucano laiss\u00e9s apparents. Les blocs de verrucano sont laiss\u00e9s apparents dans la contre-fa\u00e7ade, dans les murs au-dessus des arcades des nefs et dans l&#8217;arc qui encadre le mur de l&#8217;abside tandis qu&#8217;ils sont recouverts de pl\u00e2tre dans l&#8217;abside et sur les murs ext\u00e9rieurs des bas-c\u00f4t\u00e9s. A l&#8217;int\u00e9rieur se trouvent des fragments de fresque relatifs \u00e0 un grand cycle pictural ex\u00e9cut\u00e9 au XIIIe si\u00e8cle, dans lequel quelques r\u00e9cits christologiques sont encore reconnaissables.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t7-3-pieve-di-santa-maria\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La Chiesa dei Santi Maria e Giovanni sorge nel tessuto urbano del paese di Vicopisano ai piedi del borgo fortificato, nell\u2019area successivamente denominata in sua ragione \u201cCampo Santa Maria\u201d.\r\nIn epoca medievale, l\u2019antico borgo di Vicopisano sorgeva su un colle presso la confluenza di due vie d\u2019acqua - l\u2019Arno e l\u2019Auser -, che consentivano il collegamento con Pisa e la Lucchesia. Nei documenti del X secolo, si trovano riferimenti sia al paese di Vicus sia al vicino castello di Auserissola, eretto probabilmente dai marchesi Obertenghi, di origine longobarda.\r\nL\u2019edificio religioso tuttora visibile viene costruito nel XII secolo, sulle rovine di una precedente chiesa.\r\nRisale infatti al 934 la prima attestazione dell\u2019esistenza a Vicopisano di una chiesa intitolata ai Santi Maria e Giovanni, in un documento che tramanda l\u2019istituzione canonica - legata alla chiesa di Vicopisano - di un certo prete Giovanni da parte del vescovo pisano Zenobio.\r\nII territorio sottoposto alla giurisdizione pastorale della Pieve di Vicopisano, ossia il suo \u201cpiviere\u201d, risulta poco esteso, praticamente limitato al centro abitato e ai suoi immediati dintorni, confinante con le pertinenze delle vicine Pievi di Calcinaia e di San Giovanni alla Vena. Dai documenti arrivati fino a noi risultano legate alla Pieve diverse chiese, tutte definite \u201cdi Vicopisano\u201d, ossia quelle di Santo Stefano, di San Leonardo, di San Michele e di San Simone, attualmente tutte scomparse. Sette chiese, invece, risultano dipendenti dalla Pieve di Vicopisano dal Registro delle Decime del 1277.\r\nDurante i secoli la chiesa viene sottoposta ad alcuni restauri: nel corso del XVII e XVIII secolo la chiesa \u00e8 sottoposta a vari interventi che seguono il gusto tipico dell\u2019epoca: viene costruita la cappella della Madonna in prolungamento della navata sinistra, vengono eretti altari in pietra e l\u2019intera chiesa viene intonacata in modo tale da coprire gli affreschi medievali presenti sulle pareti, che come conseguenza vanno perduti. Nel 1775 viene ricostruito il campanile e rialzato il livello del pavimento all\u2019interno della chiesa. Nel XX secolo, precisamente tra il 1914 e il 1920, la chiesa viene sottoposta a interventi di restauro per volont\u00e0 del pievano di allora, durante i quali essa viene spogliata della veste e degli arredi barocchi e riportata a quelle che si riteneva fossero le forme essenziali del romanico pisano. Gli interventi comprendono l\u2019eliminazione dell\u2019intonaco e il ripristino dell\u2019antica muratura di pietra a vista, l\u2019apertura e chiusura di alcune finestre, il restauro della bifora in facciata e del paramento murario.\r\nNel 1966 viene eseguito il restauro del paramento inferiore del fianco sinistro della chiesa, danneggiato da bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Infine, nei primi anni Duemila, vengono restaurati la facciata della chiesa e gli affreschi della cappella della Madonna e viene completamente restaurata e impermeabilizzata la copertura dell\u2019edificio.","rilevanza_stile_romanico":"La Pieve di Santa Maria a Giovanni ha pianta basilicale con abside centrale absidato. In pianta, la navata principale \u00e8 separata da quelle secondarie attraverso dodici colonne e due pilastri. In testa alla navata sinistra si inserisce la cappella della Madonna, realizzata alla fine del XVIII secolo, mentre sul lato opposto si apre il locale sacrestia. La chiesa \u00e8 fronteggiata da un ampio piazzale, in parte tenuto a verde e in parte a ghiaia. La fascia immediatamente a ridosso della facciata \u00e8 invece pavimentata con lastre di pietra.\r\nLa facciata principale, di chiaro impianto romanico, nelle forme simili ai monumenti pisani, ha schema a salienti - la copertura presenta cio\u00e8 una successione di spioventi - ed \u00e8 costituita da blocchi squadrati di verrucano lasciati a vista. Essa si articola in due ordini sovrapposti: quello inferiore \u00e8 delimitato lateralmente da dei pilastri ed \u00e8 tripartito verticalmente da due esili semicolonne che sostengono una teoria di arcate cieche che inglobano al proprio interno delle losanghe. Al centro di ciascuna delle tre specchiature si aprono i portali d\u2019ingresso, di cui il maggiore, quello centrale, \u00e8 sormontato da un archivolto e presenta in corrispondenza degli stipiti laterali dei chiari segni di rialzamento. I portali laterali, invece, sono di dimensioni minori e caratterizzati da architravi triangolari. L\u2019ordine superiore della facciata, decorato nella parte di coronamento da un motivo ad archetto ciechi, ospita al centro una stretta bifora. In corrispondenza della parte alta del pilastro laterale sinistro del primo ordine \u00e8 collocato un bassorilievo raffigurante tre figure maschili, probabilmente le decapitazione di San Giovanni Battista, databile al VIII-IX secolo.\r\nLa muratura perimetrale della facciata principale e del prospetto sinistro \u00e8 costituita da blocchi squadrati di pietra verrucana di vari formati. Il fianco sinistro dell\u2019edificio, prospiciente via Moricotti, presenta una scansione di archetti pensili con peducci scolpiti ed \u00e8 aperto da varie monofore. \u00c8 presente un\u2019apertura sormontata da un architrave triangolare.\r\nSul retro, inserito tra l\u2019abside semicircolare e la navata destra, si erge il campanile a base quadrangolare ricostruito nel 1775. La torre, interamente intonacata, \u00e8 priva di aperture e caratterizzata da una cella campanaria con quattro aperture a monofora e copertura a cupola.\r\nAll\u2019interno, la navata principale \u00e8 separata da quelle laterali mediante dodici colonne e due pilastri in granito, decorati con capitelli corinzi e ionici, alcuni di reimpiego. I blocchi di verrucano sono lasciati a vista nella controfacciata, nelle pareti sopra le archeggiature delle navate e nell'arco che incornicia la parete absidale mentre sono ricoperti da intonaco nell\u2019abside e sulle pareti esterne della navate laterali.\r\nLa navata centrale ha copertura a doppio spiovente con struttura costituita da capriate lignee. Le navate laterali sono invece ad unica falda, anch\u2019esse con struttura lignea. La calotta absidale \u00e8 intonacata e tinteggiata, mentre la cappella della Madonna \u00e8 coperta da una volta a botte ribassata, intonacata e dipinta a monocromo.\r\nSono visibili frammenti di affresco relativi all\u2019ampio ciclo pittorico eseguito nel XIII secolo. Le storie cristologiche ancora riconoscibili, accompagnate da due fasce decorative dipinte a finto drappeggio, sono le seguenti: sulla parete destra, l'Annunciazione, la Visitazione, la Nativit\u00e0 ed Erode che ordina la strage degli Innocenti; sulla controfacciata, San Giorgio e il drago e il Battesimo di Cristo; sulla parete sinistra, la cattura di Ges\u00f9 Cristo e la Pentecoste.\r\nLa pavimentazione delle navate e del presbiterio \u00e8 formata da lastre in marmo. Al centro della navata centrale si susseguono due ampi riquadri in marmo bianco, riportanti incisioni e decorazioni. La pavimentazione della cappella della Madonna \u00e8 in marmo, disposte a formare un motivo geometrico tridimensionale.\r\nA met\u00e0 della navata sinistra sono esposti il grande crocifisso ligneo sei-settecentesco e un\u2019acquasantiera a parete in marmo bianco di epoca duecentesca forse proveniente dalla chiesa di San Jacopo in Lupeta.\r\nSulla stessa parete, vicino al presbiterio, si inserisce un\u2019edicola in pietra di epoca quattrocentesca, contenente una statua in legno dipinto raffigurante San Giovanni Battista, attribuita a Nino Pisano, proveniente dalla chiesa di San Felice a Pisa. Alle spalle della mensa, sullo sfondo della parete absidale intonacata, \u00e8 collocato il gruppo ligneo della Deposizione di Cristo, databile al II decennio del XIII secolo. La scultura raffigura il Cristo deposto sorretto dalle figure di Giuseppe d\u2019Arimatea e Nicodemo, accompagnato dalla Madonna e San Giovanni.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5830455207315,43.700214730062065]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1275,"name":"V4.1 &#8211; Pieve di Santa Giulia","description":"\n<p>La Pieve di Santa Giulia di Zambra, pi\u00f9 tardi detta di Caprona, \u00e8 ricordata per la prima volta in un documento del 1096, allorch\u00e9 compare come termine di riferimento per l\u2019ubicazione di un terreno. Gli storici ritengono, tuttavia, che la fondazione dell\u2019edificio sia avvenuta in epoca anteriore all\u2019XI secolo. L\u2019attuale edificio \u00e8 frutto di ricostruzioni, ampliamenti e restauri che si sono succeduti nel tempo fino all\u2019ultimo restauro degli anni Settanta, intervento, quest\u2019ultimo, che ha ripristinato la facies medievale dell\u2019edificio, di impianto romanico.<\/p>\n\n\n\n<p>La pianta della Pieve \u00e8 a croce latina monoabsidata, a navata unica, secondo l\u2019asse est-ovest. La facciata e il paramento dei prospetti laterali sono lasciati a pietra faccia vista, con un motivo ad archetti pensili poggianti su mensole. Di notevole interesse \u00e8 l\u2019apparato scultoreo altomedievale.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:46:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia-1-1024x734.jpg","id":7182,"caption":"DCIM100MEDIADJI_0550.JPG"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia-2-1024x577.jpg","id":7185,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia3-1024x577.jpg","id":7188,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia4-1024x577.jpg","id":7191,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia5-1024x577.jpg","id":7194,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia6-1024x577.jpg","id":7197,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia7-1024x577.jpg","id":7200,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia8-1024x552.jpg","id":7203,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia9-1024x577.jpg","id":7206,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-Santa-Giulia-1-1024x734.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1275","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1275&action=edit","translations":{"en":{"id":6782,"name":"V4.1 - Pieve di Santa Giulia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v4-1-pieve-di-santa-giulia\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6782","description":"\n<p>The parish church of Santa Giulia of Zambra, later said of Caprona, is remembered for the first time in a document of 1096, when it appears as a reference term for the location of a land. Historians believe, however, that the foundation of the building took place in front of the 11th century. The current building is the result of reconstructions, extensions and restorations that have followed each other over time until the last restoration of the seventies, intervention, the latter, which has restored the medieval facies of the building, of a Romanesque system.<br>The Pieve Plan is a single-cowed Latin cross, with a single nave, according to the East-West axis. The facade and the parade of the side prospects are left with stone face, with a motif with hanging arches resting on shelves. Of considerable interest is the high -medieval sculptural apparatus.<\/p>\n"},"fr":{"id":6783,"name":"V4.1 - Pieve di Santa Giulia","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v4-1-pieve-di-santa-giulia\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6783","description":"\n<p>L&#8217;\u00c9glise paroissiale de Santa Giulia de Zambra, a d\u00e9clar\u00e9 plus tard \u00e0 propos de Caprona, se souvient pour la premi\u00e8re fois dans un document de 1096, lorsqu&#8217;il appara\u00eet comme un terme de r\u00e9f\u00e9rence pour l&#8217;emplacement d&#8217;un terrain. Les historiens croient cependant que la fondation du b\u00e2timent a eu lieu devant le 11\u00e8me si\u00e8cle. Le b\u00e2timent actuel est le r\u00e9sultat de reconstructions, d&#8217;extensions et de restaurations qui se sont suivis au fil du temps jusqu&#8217;\u00e0 la derni\u00e8re restauration des ann\u00e9es 70, intervention, ce dernier, qui a restaur\u00e9 le faci\u00e8s m\u00e9di\u00e9val du b\u00e2timent, d&#8217;un syst\u00e8me roman.<br>Le plan Pieve est une croix latine \u00e0 monotage, avec une seule nef, selon l&#8217;axe est-ouest. La fa\u00e7ade et le d\u00e9fil\u00e9 des perspectives lat\u00e9rales se retrouvent avec une face de pierre, avec un motif avec des arches suspendues reposant sur les \u00e9tag\u00e8res. Un int\u00e9r\u00eat consid\u00e9rable est l&#8217;appareil sculptural \u00e9lev\u00e9.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/v4-1-pieve-di-santa-giulia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La Pieve di Santa Giulia di Zambra, pi\u00f9 tardi detta di Caprona, \u00e8 ricordata per la prima volta in un documento del 1096, quando compare come termine di riferimento per l\u2019ubicazione di un terreno. Gli storici ritengono, tuttavia, che la fondazione dell\u2019edificio sia avvenuta in epoca anteriore all\u2019XI secolo, poich\u00e9 dal territorio sottoposto alla pieve di Caprona fu successivamente ricavato, per sottrazione, quello di Calci. Inoltre la tradizione narra che nel 763, per volere del re longobardo Desiderio, le spoglie di Santa Giulia vengono traslate da un eremo sull\u2019Isola di Gorgona fino a Brescia, facendo sosta, dice la tradizione, proprio a Caprona.\r\nII piviere di Santa Giulia di Caprona, ossia il territorio sottoposto alla giurisdizione della chiesa plebana, si estende sulla riva destra dell\u2019Arno, da Crespignano di Calci a Ghezzano. L\u2019attuale edificio \u00e8 frutto di ricostruzioni, ampliamenti e restauri che si sono succeduti nel tempo fino all\u2019ultimo restauro degli anni Settanta, intervento, quest\u2019ultimo, che ha ripristinato la facies medievale dell\u2019edificio.\r\nOriginariamente l\u2019edificio \u00e8 configurato ad unica aula rettangolare. Tra la fine dell\u2019XI e l\u2019inizio del XII secolo la pianta viene modificata con l\u2019inserimento di una seconda navata lungo la parete nord. Sono attestati progetti \u2013 risalenti al periodo XII-XIII secolo \u2013 secondo i quali la chiesa doveva essere completata con una terza navata e un transetto, al fine di conferire alla struttura un impianto basilicale a croce latina, tuttavia l\u2019ambizioso ampliamento non viene intrapreso.\r\nIntorno alla met\u00e0 del XII secolo l\u2019edificio viene allungato verso est e dotato di una torre campanaria, la cui costruzione termina intorno al XIII secolo. Con la conquista del 1436 da parte di Firenze dei territori dipendenti da Pisa, tra cui Caprona e a causa di frequenti inondazioni dell\u2019Arno, la chiesa subisce gravi danneggiamenti ed inizia una fase di incuria e abbandono che si protrae fino alla fine del XVI secolo.\r\nDurante tale periodo la navata laterale, pericolante e in cattivo stato di conservazione, viene persino adibita a cimitero. L\u2019edificio viene interessato da un primo intervento di restauro alla fine del XVI secolo, precisamente nel 1597, per volont\u00e0 dell\u2019Arcivescovo pisano Carlo Antonio Dal Pozzo. Iniziano con tale intervento una serie di restauri finanziati dalla famiglia Bracci-Cambini, patrona della chiesa. A seguito di ci\u00f2, nel 1632, il pievano fa rientro a Caprona e viene ripreso il servizio di cura delle anime, precedentemente interrotto.Nel corso dei secoli successivi altri cambiamenti interessano l\u2019edificio: la navata laterale settentrionale, pericolante e priva della copertura, viene demolita e le arcate di collegamento vengono tamponate. Tra il 1813 e il 1827 vengono demoliti i resti superstiti della navata laterale e viene ampliato il vicino cimitero. La chiesa inoltre viene abbellita di elementi di arredo e completata con la costruzione di volte nell\u2019area presbiteriale. Nel 1846 un terremoto causa il crollo della volta, successivamente ripristinata.\r\nNegli anni Venti e Trenta del Novecento, per volere del pievano, vengono demolite le superfetazioni barocche presenti all\u2019interno della chiesa e vengono realizzati i tamponamenti delle archeggiature lungo la parete sinistra. Negli anni Settanta, la Soprintendenza di Pisa finanzia alcuni lavori di restauro alla chiesa: vengono eliminate le volte ottocentesche della zona presbiteriale ed abbassato il piano di calpestio, che torna a coincidere con quello originario. Gli scavi inoltre riportano in luce i resti della primitiva struttura ad aula unica, di dimensioni ridotte, riconducibile ai secoli IX-X.","rilevanza_stile_romanico":"Il complesso costituito dalla Pieve di Santa Giulia, l\u2019annesso cimitero e la vicina casa canonica \u00e8 posto in aperta campagna, a nord del centro abitato della frazione di Caprona, alle pendici del monte della Verruca. La chiesa \u00e8 preceduta da un piccolo sagrato in pietrisco. La pianta della Pieve \u00e8 a croce latina monoabsidata, a navata unica, disposta secondo l\u2019asse est-ovest.\r\nLa facciata principale, a capanna, \u00e8 realizzata in conci squadrati di arenaria e bozze di verrucano. Lateralmente \u00e8 delimitata da semipilastri a sostegno della cornice marcapiano. \u00c8 inoltre decorata da una sequenza di archetti pensili su peducci scolpiti, al di sotto della quale si aprono due oculi simmetrici. Il timpano triangolare ospita al centro un oculo cieco ed \u00e8 profilato da cornici modanate sorrette da peducci scolpiti.\r\nIl portale d\u2019ingresso principale \u00e8 posto al centro della facciata e presenta un architrave di recupero. Esso \u00e8 sormontato da una lunetta, ornata fino al 1986 dallo stemma in marmo della famiglia Bracci-Cambini, patroni della Pieve. Anche il paramento dei prospetti laterali \u00e8 lasciato a pietra faccia vista, con lo stesso motivo ad archetti pensili poggianti su mensole.\r\nDi notevole interesse \u00e8 l\u2019apparato scultoreo altomedievale. Molte delle mensole che sostengono il motivo ad archetti, tipicamente romanico, presentano decorazioni geometriche, floreali o antropomorfe, queste ultime riconducibili a volti umani, dai tratti tradizionalmente \u201clongobardi\u201d, cio\u00e8 rappresentati nella caratteristica forma oblunga. Particolare attenzione merita la lastra, utilizzata come capitello, che si presenta su due registri: in quello inferiore un leone, nell\u2019atto di balzare; in quello superiore un drago. \u00c8 presente inoltre un capitello con due serpenti incrociati fra loro e una lastra caratterizzata da cerchi legati ad intreccio.\r\nL\u2019aula ha copertura a doppia falda con struttura lignea costituita da capriate, terzere e travicelli in legno. Le falde si articolano su due diversi livelli: a circa due terzi dell\u2019aula la copertura si eleva di circa 6 metri, creando un timpano verso ovest dotato di apertura cruciforme. Tale sopraelevazione risultava celata dalle volte ottocentesche, demolite poi durante il restauro degli anni Settanta. All\u2019interno, l\u2019area presbiteriale e le cappelle laterali disposte nel transetto risultano rialzate rispetto al resto dell\u2019aula. L\u2019altare \u00e8 costituito da una mensa proveniente dalla chiesa di San Michele alla Verruca \u2013 l\u2019iscrizione lungo il bordo \u00e8 datata 1152 \u2013 e da un moderno basamento in pietra lavorata. La cappella sinistra del transetto \u00e8 dotata di una copertura ad unica falda a struttura lignea, mentre la cappella destra \u00e8 coperta da una volta a crociera.\r\nL\u2019aula presenta sul lato sinistro una serie di archi tamponati che costituivano l\u2019accesso all\u2019antica navata laterale settentrionale. I tamponamenti conservano tracce delle pitture murali a finto drappeggio eseguite agli inizi del XX secolo. Sotto la seconda archeggiatura a partire dall\u2019ingresso trova posto il fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale, realizzato in pietra monolitica di calcare locale intorno alla prima met\u00e0 del XII secolo. Sotto l\u2019arco successivo \u00e8 esposto il dipinto di Ges\u00f9 crocifisso di Carlo Mattioli, donato alla Pieve di Caprona nel 1993. La quarta archeggiatura ospita una piccola statua vestitadella Madonna bambina del XVIII-XIX secolo. Al centro della parete destra \u00e8 esposta una formella in legno raffigurante Santa Giulia, opera di Felice Cristofani del 1947. Sul retro dell\u2019edificio, sopra al braccio destro del transetto, si erge un campanile a base rettangolare risalente al XII-XIII secolo, caratterizzato da una cella campanaria con quattro monofore coronate da archetti pensili e dotato di copertura a capanna.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.501552208190304,43.71189009991282]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1274,"name":"T8.1 &#8211; Pieve dei Santi Giovanni Evangelista ed Ermolao","description":"\n<p>Fondatore della Pieve viene considerato l\u2019Arcivescovo di Pisa Daiberto, quindi la nascita del piviere e attribuibile agli anni 1088-1098, anni del suo episcopato. La prima fase costruttiva della chiesa termina intorno al 1111, quando l&#8217;Arcivescovo pisano Pietro Moriconi, successore di Daiberto, vi depone le reliquie di Sant\u2019Ermolao \u2013 prete e martire di Nicomedia \u2013 provenienti dalla Chiesa dei Santi Ciro e Giovanni di Costantinopoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il culto di Sant\u2019Ermolao \u00e8 connesso strettamente alla figura di un altro martire, S. Pantaleone , a cui era dedicata una chiesa, con annessa comunit\u00e0 canonicale, localizzata sulle alture del Monte Pisano, vicinoal monte Faeta e risalente al 1040 circa.<\/p>\n\n\n\n<p>La Pieve dei Santi Giovanni ed Ermolao ha impianto basilicale a croce latina, con tre navate, transetto e cappelle laterali. Essa costituisce uno dei migliori esempi dello stile romanico pisano sviluppato nella zona, con elementi architettonici che rimandano strettamente ai modelli maggiori. La facciata presenta impianto a salienti asimmetrico ed \u00e8 tuttavia la parte architettonica che preserva in maniera pi\u00f9 integra la configurazione originale romanica. Inoltre, il peculiare utilizzo della policromia e delle tarsie lapidee, nelle quali il bianco del marmo si affianca al grigio della pietra lavagna, rappresenta un esempio non comune fra le circostanti Pievi rurali romaniche.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T15:38:45","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-1-1024x577.jpg","id":7104,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-2-1024x577.jpg","id":7107,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-3-1024x577.jpg","id":7110,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-4-1024x577.jpg","id":7113,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-5-1024x577.jpg","id":7116,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-6-1024x577.jpg","id":7119,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-7-1024x574.jpg","id":7123,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-8-1024x577.jpg","id":7126,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-dei-Santi-Giovanni-Evangelista-ed-Ermolao-1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1274","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1274&action=edit","translations":{"en":{"id":6776,"name":"T8.1 - Pieve dei Santi Giovanni Evangelista ed Ermolao","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t8-1-pieve-dei-santi-giovanni-evangelista-ed-ermolao\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6776","description":"\n<p>Founder of the Pieve is considered the archbishop of Pisa Daiberto, therefore the birth of the piviere and attributable to the years 1088-1098, years of his episcopate. The first constructive phase of the church ends around 1111, when the Pisan archbishop Pietro Moriconi, a successor of Daiberto, lays the relics of Sant\u2019Ermolao &#8211; priest and martyr of Nicomedia &#8211; from the church of the saints Ciro and Giovanni di Constantinople.<br>The cult of Sant\u2019Ermolao is closely connected to the figure of another martyr, S. Pantaleone, to whom a church was dedicated, with an adjoining canonical community, located on the heights of Monte Pisano, near Monte Faeta and dating back to about 1040.<br>The parish church of the saints Giovanni and Ermolao has a basilica plant with a Latin cross, with three naves, transept and side chapels. It constitutes one of the best examples of the Pisan Romanesque style developed in the area, with architectural elements that strictly refer to the major models. The facade presents a plant with asymmetrical salient and is however the architectural part that preserves the original Romanesque configuration in a more intact way. Furthermore, the peculiar use of polychrome and lapid tarsie, in which the white of marble is flanked by the gray of the blackboard stone, represents an uncommon example among the surrounding Romanesque rural parishes.<\/p>\n"},"fr":{"id":6777,"name":"T8.1 - Pieve dei Santi Giovanni Evangelista ed Ermolao","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/t8-1-pieve-dei-santi-giovanni-evangelista-ed-ermolao-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6777","description":"\n<p>Le fondateur de The Pieve est consid\u00e9r\u00e9 comme l&#8217;archev\u00eaque de Pise Daiberto, donc la naissance de la Pivi\u00e8re et attribuable aux ann\u00e9es 1088-1098, ann\u00e9es de son \u00e9piscopat. La premi\u00e8re phase constructive de l\u2019\u00e9glise se termine vers 1111, lorsque l\u2019archev\u00eaque Pisan Pietro Moriconi, successeur de Daiberto, jette les reliques de Sant\u2019ermolao &#8211; pr\u00eatre et martyr de Nicomedia &#8211; de l\u2019\u00e9glise des saints Ciro et Giovanni di Constantinople.<br>Le culte de Sant&#8217;ermolao est \u00e9troitement li\u00e9 \u00e0 la figure d&#8217;un autre martyr, S. Pantaleone, \u00e0 qui une \u00e9glise \u00e9tait d\u00e9di\u00e9e, avec une communaut\u00e9 canonique voisine, situ\u00e9e sur les hauteurs de Monte Pisano, pr\u00e8s de Monte Faeta et datant d&#8217;environ 1040 .<br>L&#8217;\u00c9glise paroissiale des Saints Giovanni et Ermolao poss\u00e8de une usine de basilique avec une croix latine, avec trois naves, transept et chapelles lat\u00e9rales. Il constitue l&#8217;un des meilleurs exemples du style roman Pisan d\u00e9velopp\u00e9 dans la r\u00e9gion, avec des \u00e9l\u00e9ments architecturaux qui se r\u00e9f\u00e8rent strictement aux principaux mod\u00e8les. La fa\u00e7ade pr\u00e9sente une plante avec une saillie asym\u00e9trique et est cependant la partie architecturale qui pr\u00e9serve la configuration romane d&#8217;origine de mani\u00e8re plus intacte. De plus, l&#8217;utilisation particuli\u00e8re de Tarsie polychrome et lapide, dans laquelle le blanc de marbre est flanqu\u00e9 du gris de la pierre de tableau noir, repr\u00e9sente un exemple rare parmi les paroisses rurales romanes environnantes.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/t8-1-pieve-dei-santi-giovanni-evangelista-ed-ermolao\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Pieve di Calci \/ Chiesa dei Santi Giovanni Apostolo ed Ermolao Martire","rilevanza_storica":"La Pieve, dedicata attualmente ai Santi Giovanni Evangelista e Ermolao, sorge nel cuore del centro\r\nabitato di Calci. La dedicazione originaria della chiesa \u00e8 a Santa Maria e il territorio su cui essa, originariamente, esercita la propria giurisdizione viene ricavato per sottrazione, sul finire dell\u2019XI secolo, da quello della pieve di Caprona. Fondatore della Pieve viene considerato l\u2019Arcivescovo di Pisa Daiberto, quindi la nascita del piviere \u00e8 attribuibile agli anni 1088-1098, anni del suo episcopato. A Calci gli arcivescovi possiedono nel Medioevo molte propriet\u00e0, tra cui un\u2019abitazione fortificata, dove soggiornavano frequentemente: questo rapporto privilegiato con il territorio spiega quindi la fondazione della nuova pieve e la nomina di pievani scelti tra i canonici della cattedrale cittadina: la chiesa battesimale viene infatti eretta su un terreno di propriet\u00e0 arcivescovile, l\u00e0 dove esisteva fino ad allora una cappella di Santa Maria detta \u201cad curtem\u201d, in prossimit\u00e0 della quale i vescovi pisani tenevano il tribunale signorile. La nuova chiesa viene dotata di canonica, chiostro, campanile, ospedale e cimitero, e circondata da orti e vigne.\r\nLa prima fase costruttiva della chiesa termina intorno al 1111, quando l'Arcivescovo pisano Pietro Moriconi, successore di Daiberto, vi depone le reliquie di Sant\u2019Ermolao \u2013 prete e martire di Nicomedia \u2013 provenienti dalla Chiesa dei Santi Ciro e Giovanni di Costantinopoli. Il santo viene decretato protettore del popolo calcesano, come recita un\u2019epigrafe ancora esistente sul pilastro a destra dell\u2019altare maggiore, e nel corso del Quattrocento ad esso viene dedicato l\u2019edificio. Il culto di Sant\u2019Ermolao \u00e8 connesso strettamente alla figura di un altro martire, San Pantaleone, a cui era dedicata una chiesa, con annessa comunit\u00e0 canonicale, localizzata sulle alture del Monte Pisano, vicino al monte Faeta e risalente al 1040 circa.\r\nNel tempo, all\u2019originario corpo di fabbrica romanico si sono aggiunti e sovrapposti elementi architettonici di diverse epoche: la facciata a salienti, seppur rimaneggiata, \u00e8 la parte architettonica che preserva in maniera pi\u00f9 integra la configurazione originale, romanica, della Pieve. Nella seconda met\u00e0 del XII secolo vengono avviati i lavori di ampliamento alla chiesa in direzione nord, con l\u2019intento di trovare alloggiamento per il grande fonte battesimale \u2013 opera incompiuta attribuita alla scuola dello scultore Biduino. Il fonte battesimale costituisce una delle pi\u00f9 importanti testimonianze dei caratteri neoantichi assunti dalla scultura nell\u2019area pisano-lucchese. Ulteriori citazioni classiche, nel manufatto scultoreo, sono la raffigurazione del fiume Giordano in forma umana e l\u2019inserimento diangeli-genii. Forme classicizzanti simili caratterizzano l\u2019interno della chiesa, nel quale sono presenti due dipinti di Aurelio Lomi, una tavoletta con la \u201cMadonna col Bambino\u201d di Cecco di Pietro e quanto rimane (il volto) di una croce dipinta del XII secolo.\r\nNella seconda met\u00e0 del XIV secolo il paese di Calci \u00e8 coinvolto nella lunga guerra fra pisani e fiorentini, nell\u2019ambito della quale, nel 1375, la Pieve subisce numerosi danni per mano delle truppe guidate dal condottiero John Hawkwood, chiamato localmente Giovanni Acuto. La porzione dell\u2019edificio pi\u00f9 colpita risulta essere il lato sud, insieme agli edifici della casa canonica e dell\u2019ospedale.\r\nNel 1646 l\u2019urna con le reliquie di Sant\u2019Ermolao viene traslata dall\u2019Altare maggiore al vicino altare laterale. Risale invece al 1737 la costruzione della cupola semisferica posta al di sopra della crociera principale. Essa \u00e8 decorata da un dipinto murale ottocentesco raffigurante la Trinit\u00e0 con la Madonna in gloria e santi. Nel 1828 i cascinesi Giuseppe e Luigi Bacchini decorano con pitture murali la parete absidale.\r\nL\u2019elevazione della Pieve a Propositura risale al 1842, su istanza dell\u2019Arcivescovo Parretti. Durante la seconda guerra mondiale la Pieve viene danneggiata da due proiettili di cannone, che tuttavia non provocano danni cospicui.","rilevanza_stile_romanico":"La Pieve dei Santi Giovanni ed Ermolao ha impianto basilicale a croce latina, con tre navate, transetto e cappelle laterali. Essa costituisce uno dei migliori esempi dello stile romanico pisano sviluppato nella zona, con elementi architettonici che rimandano strettamente ai modelli maggiori. La facciata presenta impianto a salienti asimmetrico, a testimonianza della doppia articolazione dei volumi interni e degli interventi che sulla fabbrica si sono succeduti nel tempo e che hanno portato a vari rimaneggiamenti. All\u2019originario corpo di fabbrica romanico si sono aggiunti e sovrapposti nel tempo elementi architettonici di diverse epoche. La facciata \u00e8 tuttavia la parte architettonica che preserva in maniera pi\u00f9 integra la configurazione originale romanica. Il peculiare utilizzo della policromia e delle tarsie lapidee, nelle quali il bianco del marmo si affianca al grigio della pietra lavagna, rappresenta un esempio non comune fra le circostanti Pievi rurali romaniche.\r\nDal punto di vista compositivo, il prospetto principale risulta suddiviso in un doppio ordine di arcate cieche, spartito da cornici marcapiano in pietra nera di Asciano. L\u2019ordine inferiore \u00e8 caratterizzato da undici arcate pensili di dimensioni variabili, sorrette da sette lesene e decorate da elementi a losanga. Al centro si apre il portale principale, sormontato da un\u2019ampia lunetta, mentre ai lati sono collocati due portali secondari. L\u2019ordine superiore \u00e8 scandito da tre archi a tutto sesto ed ospita al centro una bifora tamponata. Conclude la facciata il frontone triangolare, scandito da quattro colonnine in marmo e con un oculo centrale tamponato.\r\nIl paramento murario della facciata, come tutte le murature esterne, si presenta a faccia vista costituita da conci squadrati di pietra. Le murature interne, invece, risultano attualmente intonacate. I prospetti laterali della chiesa sono caratterizzati da numerosi frammenti lapidei, scolpiti o incisi, reimpiegati ed inseriti all\u2019interno del paramento murario della chiesa. Ad esempio, sul lato orientale della torre campanaria, in prossimit\u00e0 del fianco sinistro, \u00e8 inserito un elemento scultoreo di spoglio che \u00e8 stato ricondotto dalla critica alla raffigurazione della testa di Giove Ammone.\r\nLa parte tergale dell\u2019edificio \u00e8 caratterizzata da un\u2019abside semicircolare, frutto per\u00f2 di una ricostruzione della met\u00e0 del XIX secolo. Il campanile ha pianta quadrangolare. Rimasto incompiuto, esso risulta suddiviso in due ordini: quello inferiore \u00e8 costituito da blocchi di pietra squadrata mentre quello superiore da laterizi. Il primo ordine \u00e8 dotato di grandi pilastri angolari e tre lesene per lato, che sostengono una decorazione ad archetti pensili. Il secondo accoglie la cella campanaria priva di copertura, caratterizzata da quattro aperture a forma di bifora.\r\nInternamente la Pieve \u00e8 caratterizzata da un impianto basilicale e risulta scandita longitudinalmente in tre navate, con transetto e abside semicircolare. Le navate sono suddivise tre loro da colonne in granito,sormontate da capitelli di recupero neocorinzi e sostenenti arcate a tutto sesto. Nella navata laterali sono presenti tre cappelle laterali, due a destra ed una a sinistra.\r\nIl presbiterio \u00e8 rialzato di tre gradini rispetto al resto dell\u2019aula e si conclude con l\u2019abside semicircolare, nel quale si apre un\u2019ampia finestra rettangolare. La pavimentazione della chiesa \u00e8 realizzata, in alcune porzioni come le navate, in cotto mentre il presbiterio e la cappella della Madonna, sul lato destro, sono dotate di pavimentazione in marmo. Nella parte superiore della controfacciata \u00e8 inserita la cantoria con, al centro, l\u2019organo.\r\nLa copertura della navata centrale \u00e8 costituita da una volta a botte lunettata. Invece, la copertura delle navate laterali \u00e8 costituita da volte a crociera. All\u2019incrocio tra navata principale e transetto si innesta la cupola semisferica, dotata di tamburo cilindrico poggiante su pennacchi. I bracci del transetto presentano volte a crociera, mentre l\u2019abside \u00e8 caratterizzato da un catino semisferico. Le due cappelle di sinistra sono coperte da volte a crociera, mentre quella di destra da una volta a vela. Il fonte battesimale \u00e8 collocato in una cappella posta nella parte iniziale della navata di sinistra.\r\nAttribuito allo scultore Biduino o alla sua scuola, esso \u00e8 costituito da un blocco monolitico di marmo bianco di San Giuliano. Ha forma quadrangolare, con al centro una vasca per l\u2019immersione. Le facce del fonte battesimale presentano raffigurazioni scultoree legate al battesimo di Ges\u00f9. La scena \u00e8 ripartita in cinque nicchie che si aprono tra colonne ornate da motivi floreali e che inquadrano figure rese ad altorilievo","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.512929934420969,43.72611554787518]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1268,"name":"V3.2 &#8211; Pieve di San Giovanni Battista","description":"\n<p>La Chiesa di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice \u00e8 indubbiamente uno dei pi\u00f9 significativi esempi di pieve romanica della zona dei Monti Pisani e conserva ancora intatte le caratteristiche formali di equilibrio e purezza originate dallo stile romanico pisano. La fondazione della Pieve avviene in luogo di una piccola chiesa altomedievale dedicata a Santa Cristina, citata dai documenti fin dal 918. L\u2019edificio ha pianta rettangolare, con abside semicircolare rivolto a est. L\u2019impianto basilicale \u00e8 suddiviso in tre navate da arcate a tutto sesto sorrette da colonne e pilastri lapidei. La facciata \u00e8 a salienti, ossia costituita da una successione di falde inclinate poste a differenti altezze, a copertura delle navate interne. L\u2019intero prospetto principale risulta leggermente asimmetrico per la presenza, sul lato sinistro, della torre campanaria, preesistente la costruzione della chiesa e presumibilmente utilizzata precedentemente come torre di avvistamento.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:45:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista1-1024x576.jpg","id":7448,"caption":"DCIM100MEDIADJI_0576.JPG"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista2-1024x577.jpg","id":7451,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista3-1024x577.jpg","id":7454,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista4-1024x577.jpg","id":7458,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista5-1024x768.jpg","id":7461,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista6-1024x577.jpg","id":7464,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista7-1024x577.jpg","id":7467,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Pieve-di-San-Giovanni-Battista1-1024x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1268","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1268&action=edit","translations":{"en":{"id":6750,"name":"V3.2 - Pieve di San Giovanni Battista","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v3-2-pieve-di-san-giovanni-battista\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6750","description":"\n<p>The church of San Giovanni Battista in Santa Maria del Giudice is undoubtedly one of the most significant examples of Romanesque parish church in the area of \u200b\u200bthe Pisan mountains and still preserves intact the formal characteristics of balance and purity originating from the Pisan Romanesque style. The Foundation of the Pieve takes place in place of a small early medieval church dedicated to Santa Cristina, cited by the documents since 918. The building has rectangular plan, with semicircular apse aimed at east. The basilica plant is divided into three naves from all sixth arches supported by lapid columns and pillars. The facade is in salient, that is, consisting of a succession of inclined slopes placed at different heights, to cover the internal naves. The entire main prospect is slightly asymmetrical due to the presence, on the left side, of the bell tower, pre -existing the construction of the church and presumably used previously as a sighting tower.<\/p>\n"},"fr":{"id":6751,"name":"V3.2 - Pieve di San Giovanni Battista","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v3-2-pieve-di-san-giovanni-battista-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6751","description":"\n<p>L&#8217;\u00c9glise de San Giovanni Battista \u00e0 Santa Maria del Giudice est sans aucun doute l&#8217;un des exemples les plus importants de l&#8217;\u00e9glise paroissiale roman dans le quartier des montagnes Pisan et pr\u00e9serve toujours intact les caract\u00e9ristiques formelles de l&#8217;\u00e9quilibre et de la puret\u00e9 provenant du style romansque Pisan. La fondation du Pieve se d\u00e9roule \u00e0 la place d&#8217;une petite \u00e9glise m\u00e9di\u00e9vale pr\u00e9coce d\u00e9di\u00e9e \u00e0 Santa Cristina, cit\u00e9e par les documents depuis 918. Le b\u00e2timent a un plan rectangulaire, avec une apse semi-circulaire destin\u00e9e \u00e0 l&#8217;Est. L&#8217;usine de basilique est divis\u00e9e en trois naves des sixi\u00e8me arches soutenues par des colonnes et des piliers lapides. La fa\u00e7ade est saillante, c&#8217;est-\u00e0-dire constitu\u00e9e d&#8217;une succession de pentes inclin\u00e9es plac\u00e9es \u00e0 diff\u00e9rentes hauteurs, pour couvrir les NAV internes. L&#8217;ensemble de la perspective est l\u00e9g\u00e8rement asym\u00e9trique en raison de la pr\u00e9sence, sur le c\u00f4t\u00e9 gauche, du clocher, pr\u00e9-existant la construction de l&#8217;\u00e9glise et probablement utilis\u00e9e auparavant comme tour d&#8217;observation.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/v3-2-pieve-di-san-giovanni-battista\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Pieve Vecchia","rilevanza_storica":"La Chiesa di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice \u00e8 indubbiamente uno dei pi\u00f9 significativi esempi di pieve romanica della zona dei Monti Pisani e conserva ancora intatte le caratteristiche formali di equilibrio e purezza originate dallo stile romanico pisano.\r\nLa fondazione della Pieve avviene in corrispondenza di una piccola chiesa altomedievale dedicata a Santa Cristina, citata dai documenti fin dal 918 nella frazione chiamata allora Massa Pisana. \u201cMassa\u201d \u00e8 una vocabolo risalente al periodo romano che indica una grande propriet\u00e0 agraria. Nei documenti antichi tutta la zona comprendente Santa Maria del Giudice, San Michele in Escheto (chiamato \u201cSchleto\u201d) a San Lorenzo a Vaccoli (chiamato \u201cVaccule\u201d) faceva parte della localit\u00e0 \u201cMassa Pisana\u201d.\r\nLa chiesa diviene \u201cbaptimales ecclesiae\u201d \u2013 anche detta \u201cplebs baptimalis\u201d, ossia pieve, chiesa battesimale \u2013 tra l\u2019VIII e il IX secolo, con giurisdizione su numerose chiese limitrofe. La dedicazione a San Giovanni Battista viene aggiunta poco tempo dopo, durante il IX secolo.\r\nL\u2019edificio viene rimaneggiato e assume la configurazione che ancora oggi \u00e8 possibile vedere nell\u2019anno 1160, come testimonia l\u2019epigrafe posta sull\u2019architrave della facciata.\r\nA distanza di due secoli, nel 1360, la Pieve di San Giovanni Battista viene unita alla vicina chiesa di Santa Maria Assunta, dell\u2019abitato di Santa Maria del Giudice. In una relativamente rapida successione di eventi, nel 1382 San Giovanni perde prima la sede del pievano, poi, alla fine del XVI secolo, anche il fonte battesimale - ossia il privilegio di amministrare il sacramento del battesimo -, fatto ricostruire ex novo dal vescovo Guidiccioni nella chiesa di Santa Maria. Tutto ci\u00f2 completa la parabola discendente dell\u2019importanza della chiesa, da allora chiamata con l\u2019appellativo di \u201cPieve Vecchia\u201d.","rilevanza_stile_romanico":"L\u2019edificio ha pianta rettangolare, con abside semicircolare rivolto a est. L\u2019impianto basilicale \u00e8 suddiviso in tre navate da arcate a tutto sesto sorrette da colonne e pilastri lapidei.\r\nLa facciata \u00e8 a salienti, ossia costituita da una successione di falde inclinate poste a differenti altezze, quali coperture delle navate interne. Essa, la facciata, \u00e8 formata da blocchi di calcare bianco e inserti di marmo serpentino di colore verde scuro. L\u2019ordine inferiore della facciata \u00e8 costituito da cinque arcate cieche impostate su una zoccolatura modanata. Gli archivolti sono trattati a conci alternati bianchi e verdi secondo una decorazione bicroma tipica di alcune decorazioni del romanico. Il portale di accesso \u00e8 aperto nell\u2019arcata centrale: esso presenta due paraste monolitiche in calcare bianco, con due capitelli che sorreggono un architrave scolpito decorato con fiorami classici. Anche l\u2019archivolto posto al di sopra dell\u2019architrave presenta un cromatismo bicromo. L\u2019ordine superiore presenta tre arcate cieche con archivolti bicromi e si conclude con un frontone triangolare dove \u00e8 presente un\u2019apertura ad oculo con cornice ad intarsi bicromi.\r\nL\u2019intero prospetto principale, inoltre, risulta leggermente asimmetrico per la presenza, sul lato sinistro, della torre campanaria, preesistente la costruzione della chiesa e presumibilmente utilizzata come torre di avvistamento. Il campanile, di forme massicce e imponenti, ha pianta quadrangolare ed \u00e8 costruito in prevalenza in muratura di blocchi di pietra calcarea. \u00c8 visibile un consistente ripristino in muratura mista, forse dovuto ad un crollo parziale di cui per\u00f2 non si ha testimonianza. La porzione rimasta in muratura originale mostra quattro archetti pensili su mensole che incorniciano due ordini di bifore. La copertura della torre, infine, \u00e8 a capanna, con manto in laterizio.\r\nAnalogamente alla facciata, anche i prospetti laterali e la zona absidale sono realizzati in conci di calcare bianco interamente a vista. Sui lati si aprono alcune monofore e due portali architravati e lunettati sia all\u2019esterno che all\u2019interno. Quello di destra risulta oggi murato con blocchi dello stesso materiale. La facciata tergale, meglio conservata di quella frontale, ha mantenuto il coronamento a colonnini.\r\nL\u2019interno, essenziale e severo, \u00e8 molto alto. La struttura di copertura \u00e8 a capriate lignee e il manto in laterizio. Le tre navate separate da archi sostenuti da colonne con capitelli a fogliami e dei quali due provenienti da materiali di riutilizzo a decori corinzi con foglie di acanto e volute angolari. Una sola abside chiude la navata centrale mentre quelle laterali terminano diritte e decorate con archetti ciechi che rimarcano la linea del tetto. Internamente l\u2019abside si presenta in forme semplici, tutta in blocchi di calcare con tre aperture a monofora. Il pavimento della chiesa, tutto allo stesso livello, \u00e8 interamente in cotto.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.464550059861486,43.7801689570311]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2494,"name":"Chiesa di San Ghjuvanni, Battista, pieve di Carbini, e San Quilicu","description":"","modified":"2022-09-21T09:15:32","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","id":4770,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/vue-carbini-@nepita-1024x768.jpg","id":5207,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptiste-DSCF4186.jpg","id":5210,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-02-attard-668x1024.jpg","id":5213,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":"<p>Il sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.<br \/>\n\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio.<\/p>\n"},"on_foot":{"check":true,"description":"<p>\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio.<\/p>\n"},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Il sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2494","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2494&action=edit","translations":{"en":{"id":4774,"name":"Churches of San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4774","description":""},"fr":{"id":4775,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista , pieve de Carbini, et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4775","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/","addr:street":"le village ","addr:housenumber":"","addr:postcode":"20170","addr:city":"CARBINI","contact:phone":"","contact:email":"Office de tourisme intercommunal de l\u2019Alta Rocca : www.alta-rocca-tourisme.com Mairie de Carbini : www.carbini.fr Media : https:\/\/www.isula.corsica\/musees\/Carbini-eglise-Saint-Jean-Baptiste_a24.html","opening_hours":"","capacity":"","address":"le village ,  CARBINI","ele":600,"content_from":"","titolo_alternativo":"Eglise pi\u00e9vane de Saint-Jean","rilevanza_storica":"Carbini appartiene alla contea di Carbini, nell'Alta Rocca. Si trova a sud-est di Levie, sulla strada che porta a Sotta attraverso il passo Bacinu. Il comune comprende il piccolo villaggio di Orone, situato 1,5 km pi\u00f9 a sud.\r\nNel Medioevo, la comunit\u00e0 ospitava la cosiddetta setta dei Giovannali, la cui dottrina sociale sosteneva la totale uguaglianza tra i suoi membri; tutto doveva essere condiviso. Si rifiutarono anche di pagare le tasse ai Signori. Nel 1354, su richiesta del vescovo Raimondo di Aleria, che gli disse che i Ghjuvannali erano eretici e \"irrispettosi dell'autorit\u00e0 episcopale\", Papa Innocenzo VI li scomunic\u00f2 e li dichiar\u00f2 eretici.\r\nA quel tempo, a Carbini c'erano due chiese: quella di San Giovanni per i nobili e quella di San Quilico per i membri dei Giovannali. Accanto alla chiesa, oggi sono visibili le rovine di un edificio pi\u00f9 piccolo. \r\n\u00c8 uno dei siti pi\u00f9 noti della Corsica grazie al suo elegante campanile che sorge accanto alla chiesa di San Giovanni Battista. Grazie ai restauri, questo insieme ha riacquistato tutta la grazia e l'eleganza degli edifici pisani del XII secolo. M\u00e9rim\u00e9e, durante il suo viaggio nel 1839, fece classificare il monumento e richiese il restauro del campanile, che fu realizzato nel 1886. \r\n\r\nIl campanile di San Giovanni si dice sia opera di MAESTRO MATERNATO, architetto pisano. Osservatore di professione, il Maestro MATERNATO si rese conto che chi aveva commissionato l'edificio intendeva rimuoverlo non appena i lavori fossero terminati. Rallent\u00f2 il ritmo di lavoro e chiese un attrezzo che aveva dimenticato a casa. La comunit\u00e0 di Carbini invi\u00f2 alcuni dei suoi membri nel villaggio vicino per accontentarlo. Con un messaggio criptico, incomprensibile per chi lo ha trasmesso, il Maestro MATERNATO fece capire alla sua famiglia che gli uomini di Carbini dovevano essere sequestrati e confiscati per garantire la sua libert\u00e0. Questo \u00e8 stato fatto. Gli emissari di Carbini rimasero di guardia fino al ritorno del Maestro MATERNATO.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Alla fine dell'XI secolo, l'Alta Rocca contava tre villaggi, tra cui Carbini e la sua chiesa di San Giovanni Battista, una chiesa romanica che era l'unica in grado di celebrare il battesimo. A quel tempo la Corsica era sotto l'autorit\u00e0 dell'arcivescovo di Pisa.\r\nA causa dell'influenza di Pisa, le chiese corse dell'XI e del XIII secolo riprendono lo stile romanico detto \"pisano\" che si ritrova in Toscana e in Sardegna. In Corsica, a causa dei mezzi limitati delle comunit\u00e0 rurali, la decorazione \u00e8 rara, limitata a poche sculture, gli architetti preferiscono giocare con la policromia delle pietre tagliate. Si tratta di monumenti bassi, con un'unica navata che termina in un'abside semicircolare orientata da est a ovest e illuminata da strette finestre a forma di feritoia. La decorazione interna \u00e8 scomparsa.\r\nLa chiesa \u00e8 affiancata da un campanile separato.\r\nIl frontone triangolare ha sette archi su modiglioni ed \u00e8 sostenuto da una fascia modanata con nove archetti su modiglioni. Il tetto \u00e8 coperto da pietre piatte di granito o teghji. Tra le arcate erano inserite delle ciotole policrome, dette bacini, oggi scomparse (25 per l'intero edificio). Infine, due modanature sottolineano una le pendenze del tetto, l'altra la base. \r\nL'edificio d\u00e0 un'impressione di snellezza. \r\nLa chiesa \u00e8 stata restaurata nel 1983 ed \u00e8 tuttora un luogo di culto.\r\n","come_arrivare":"L'indirizzo del sito: il villaggio, strada principale, 20170 Carbini. Si trova ad un'altitudine di 600 metri.\r\nIl sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.\r\n\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio. \r\nLe coordinate geografiche decimali di Carbini sono: latitudine 41.6789\u00b0 e longitudine 9.14667\u00b0.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.14753089334781,41.6795559206938]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1267,"name":"V3.1 &#8211; Chiesa di Santa Maria del Giudice","description":"\n<p>La chiesa di Santa Maria del Giudice risale, relativamente all\u2019impianto dell\u2019attuale edificio, al XII secolo. In precedenza, la primitiva fase costruttiva della chiesa pu\u00f2 essere ritrovata in una cappella gentilizia fatta costruire dalla famiglia lucchese dei Leone Giudice. A distanza di un secolo dalla fondazione, tale luogo di culto viene ingrandito, assumendo la consistenza attuale. La chiesa presenta una configurazione planimetrica suddivisa in tre navate, scandite all\u2019interno da colonne di calcare bianco, con abside semicircolare orientata ad est. Nel complesso, sulla fabbrica della chiesa l\u2019influenza del romanico pisano \u00e8 inequivocabile: il paramento murario dell\u2019edificio \u00e8 costituito da conci di pietra calcarea bianca proveniente dalle vicine cave di San Giuliano e di Santa Maria del Giudice, analogamente al Duomo di Pisa. L\u2019abside risulta quasi completamente inglobata da due volumi accessori costruiti tra il XVIII e il XIX secolo. Al di sopra di esso trova imposta la torre campanaria, di forma ottagonale.<\/p>\n","modified":"2022-11-15T16:40:39","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice1-1024x577.jpg","id":7428,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice2-1024x577.jpg","id":7432,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice3-1024x768.jpg","id":7435,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice4-1024x768.jpg","id":7438,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice5-1024x768.jpg","id":7441,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice6-1024x577.jpg","id":7444,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Chiesa-di-Santa-Maria-del-Giudice1-1024x577.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1267","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=1267&action=edit","translations":{"en":{"id":6745,"name":"V3.1 - Chiesa di Santa Maria del Giudice","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v3-1-chiesa-di-santa-maria-del-giudice\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6745","description":"\n<p>The church of Santa Maria del Giudice dates back to the plant of the current building, the twelfth century. Previously, the primitive construction phase of the church can be found in a noble chapel built by the Lucchese family of the judge. A century from the Foundation, this place of worship is enlarged, assuming the current consistency. The church has a planimetric configuration divided into three naves, marked inside by white limestone columns, with semicircular apse oriented east. Overall, on the factory of the church, the influence of the Pisan Romanesque is unequivocal: the wall paramento of the building consists of white limestone councils from the nearby quarries of San Giuliano and Santa Maria del Giudice, similarly to the Cathedral of Pisa. The apse is almost completely incorporated by two accessory volumes built between the eighteenth and nineteenth centuries. Above it finds the bell tower set, octagonal in shape.<\/p>\n"},"fr":{"id":6744,"name":"V3.1 - Chiesa di Santa Maria del Giudice","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/v3-1-chiesa-di-santa-maria-del-giudice-2\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6744","description":"\n<p>L&#8217;\u00e9glise de Santa Maria del Giudice remonte \u00e0 l&#8217;usine du b\u00e2timent actuel, le XIIe si\u00e8cle. Auparavant, la phase de construction primitive de l&#8217;\u00e9glise se trouve dans une noble chapelle construite par la famille Lucchese du juge. \u00c0 un si\u00e8cle de la fondation, ce lieu de culte est \u00e9largi, en supposant la coh\u00e9rence actuelle. L&#8217;\u00c9glise a une configuration planim\u00e9trique divis\u00e9e en trois naves, marqu\u00e9es \u00e0 l&#8217;int\u00e9rieur par des colonnes de calcaire blanc, avec une surface d&#8217;attelle semi-circulaire \u00e0 l&#8217;est. Dans l&#8217;ensemble, sur l&#8217;usine de l&#8217;\u00c9glise, l&#8217;influence du roman Pisan est sans \u00e9quivoque: le mur paramento du b\u00e2timent se compose de conseils de calcaire blanc des carri\u00e8res voisines de San Giuliano et de Santa Maria del Giudice, similaire \u00e0 la cath\u00e9drale de Pisa. L&#8217;abside est presque enti\u00e8rement incorpor\u00e9e par deux volumes d&#8217;accessoires construits entre les XVIIIe et XIXe si\u00e8cles. Au-dessus, il trouve l&#8217;ensemble du clocher, de forme octogonale.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/v3-1-chiesa-di-santa-maria-del-giudice\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Pieve di Santa Maria Assunta, Pieve Nuova","rilevanza_storica":"La chiesa di Santa Maria del Giudice risale, con riferimento all\u2019impianto dell\u2019attuale edificio, al XII secolo. In precedenza, la primitiva fase costruttiva della chiesa pu\u00f2 essere ritrovata in una cappella gentilizia fatta costruire dalla famiglia lucchese dei Leone Giudice. A distanza di un secolo dalla fondazione, tale luogo di culto viene ingrandito, anche e soprattutto per soddisfare le esigenze di una popolazione che era intanto cresciuta di numero. Viene quindi costruita l\u2019attuale chiesa, che nel 1360 viene unita all\u2019altra chiesa della frazione, la Pieve di San Giovanni, di fondazione pi\u00f9 antica. Nel 1375 l\u2019edificio viene sottoposto ad alcune modifiche interne, come testimonia l\u2019epigrafe localizzata nella seconda colonna nella navata sinistra, mentre nel XVI secolo la chiesa ottiene il fonte battesimale. A causa di ci\u00f2 la vicina chiesa di San Giovanni inizia la propria fase di declino. Nel XX secolo, precisamente nel 1931, la chiesa viene sottoposta ad alcuni interventi di restauro. Il campanile attuale viene eretto alla fine del XVIII secolo, in modalit\u00e0 e forma peculiari: esso si erge al di sopra dell\u2019abside semicircolare della chiesa, rastremandosi verso l\u2019alto con pianta ottagonale. La banderuola metallica posta sulla sommit\u00e0 della torre campanaria riporta la data del 1891, anno in cui probabilmente la torre campanaria \u00e8 stato eretta.","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa presenta una configurazione planimetrica suddivisa in tre navate, scandite all\u2019interno da colonne di calcare bianco, con abside semicircolare orientata ad est. Nel complesso, sulla fabbrica della chiesa l\u2019influenza del romanico pisano \u00e8 inequivocabile: il paramento murario dell\u2019edificio \u00e8 costituito da conci di pietra calcarea bianca proveniente dalle vicine cave di San Giuliano e di Santa Maria del Giudice, analogamente al Duomo di Pisa, tuttavia, l\u2019esclusione di qualsiasi cenno di bicromia lapidea mette in comunicazione il linguaggio architettonico formale tipico del romanico pisano con l\u2019architettura del territorio lucchese. La facciata, a salienti, \u00e8 suddivisa orizzontalmente in tre ordini: dal basso, i primi due ordini sono caratterizzati da una partizione ad arcate cieche sorrette da paraste, mentre nella parte alta della facciata \u00e8 presente un timpano sorretto da colonne architravate. Le arcate cieche dei primi due ordini si estendono anche lungo le pareti laterali, trovando anche in questa caratteristica stretto riscontro nella cultura architettonica del romanico pisano e nella sua variante lucchese. Il primo ordine della facciata presenta cinque arcate cieche di forma semicircolare. Sono presenti due portali di accesso. Il portale d\u2019ingresso principale, posizionato al centro, \u00e8 architravato e incorniciato da due paraste laterali. L\u2019architrave presenta un bassorilievo raffigurante iconografia di ispirazione classica raffigurante tralci vegetali. Al di sopra dell\u2019architrave, inquadrata all\u2019interno dell\u2019archivolto, \u00e8 racchiusa una lunetta raffigurante la madonna, di recente realizzazione. Il portale secondario, posto alla sinistra di quello centrale, presenta lo stessa configurazione \u2013 portale architravato sormontato da archivolto semicircolare \u2013 ma dimensioni minori e forme pi\u00f9 semplici. Il secondo ordine della facciata presenta tre arcate cieche di forma semicircolare, mentre al centro della porzione sommitale, a timpano, \u00e8 aperto un oculo con decorazione ad anelli concentrici ed elementi geometrici triangolari. I prospetti laterali, come precedentemente messo in evidenza, presentano in corrispondenza del primo ordine della facciata la stessa conformazione ad arcate cieche. All\u2019interno di alcune delle arcate sono state aperte nel tempo alcune finestre. L\u2019abside risulta quasi completamente inglobata da due volumi accessori costruiti tra il XVIII e il XIX secolo. Al di sopra di esso trova imposta la torre campanaria, di forma ottagonale. L\u2019interno della chiesa \u00e8 suddiviso in tre navate da colonne su cui si impostano archi a tutto sesto. Il soffitto \u00e8 a capriate lignee e in controfacciata \u00e8 posto un organo. Il catino absidale presenta una decorazione pittorica raffigurante l'incoronazione della Madonna, realizzata in epoca recente. Due confessionali sono realizzati nello spessore della muratura, inquadrati in una cornice architettonica di ispirazione classica. La pavimentazione della navata centrale \u00e8 in lastre di marmo, quello delle navate laterali \u00e8 in cotto. Il presbiterio, sollevato da tre gradini, \u00e8 pavimentato con mattonelle in marmo bianco e nere.","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.456374732685818,43.78053920586445]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2710,"name":"Pieve di Sant&#8217;Andrea, Sarzana","description":"","modified":"2022-08-22T13:53:21","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/2-1.jpg","id":4099,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/3A-3-1024x768.jpg","id":4238,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1-7-823x1024.jpg","id":4504,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Sarzana-SantAndrea-A-199x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Raggiungibile in macchina, poi con un breve tratto da percorrere a piedi<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2710","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2710&action=edit","translations":{"en":{"id":3902,"name":"Pieve di Sant'Andrea, Sarzana","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/pieve-di-santandrea-sarzana\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3902","description":""},"fr":{"id":3906,"name":"Pieve di Sant'Andrea, Sarzana","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/pieve-di-santandrea-sarzana\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3906","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/pieve-di-santandrea\/","addr:street":"Via Mazzini","addr:housenumber":"23\/25","addr:postcode":"19038","addr:city":"Sarzana (SP)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Mazzini, 23\/25 Sarzana (SP)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"Le vicende della pieve di Sant\u2019Andrea sono strettamente legate alla storia di Sarzana, centro di origine medievale posto nella bassa Val di Magra.\r\nSarzana aveva avuto il suo cuore originario e pi\u00f9 antico nel fortificato castrum de Sarzano, sede dei vescovi di Luni, citato gi\u00e0 nel 963, posto su quella collinetta alle spalle della citt\u00e0 nota come Sarzanello e oggi occupata dall\u2019omonima fortezza, di fine Quattrocento. In seguito, tra XI e XII secolo, nella zona pianeggiante ai piedi del castrum vicino al passaggio del Magra e soprattutto della Via Francigena, sorsero in maniera autonoma nuovi borghi extra-murari, poi progressivamente fusi insieme e riunitisi in un\u2019unica entit\u00e0 giuridica comunale nel corso della prima met\u00e0 del XII secolo (ante 1140), che prese il nome di Sarzana.\r\nLa chiesa di Sant\u2019Andrea \u00e8 citata per la prima volta in un documento forse gi\u00e0 nel 1128, e per certo nel 1137, quando vi \u00e8 celebrato un sinodo, ovvero una riunione dei presbiteri, della diocesi di Luni, convocata dal vescovo Gotifredo II; solo nel 1154 tuttavia Sant\u2019Andrea viene definita pieve, ossia chiesa dotata di un fonte battesimale.\r\nAi primi decenni del XII secolo (ante 1137) corrisponde la prima fase edilizia nota della chiesa, di cui restano solo scarsi resti dell\u2019originaria muratura, inglobati nei successivi rifacimenti dell\u2019edificio, e i resti archeologici visibili sotto l\u2019attuale pavimento di cemento armato.\r\nNel 1201, quando si inizi\u00f2 a disporre la traslazione della sede vescovile da Luni a Sarzana per via del progressivo spopolamento della citt\u00e0 lunense (causato dell\u2019impaludamento delle aree circostanti e dalle scorrerie saracene di inizio XI secolo), Sant\u2019Andrea venne ceduta al capitolo della cattedrale, installatosi nella pieve di San Basilio (poi trasformata nell\u2019ancora oggi visibile cattedrale di Santa Maria Assunta), ma mantenne la sua funzione battesimale. \r\nProbabilmente a seguito di questo evento, tra Due e Trecento, in un periodo di grande fioritura di Sarzana, si decise per una radicale trasformazione della chiesa. Ancora nel 1330, infatti, nel testo degli statuti sarzanesi, il comune istituiva una gabella speciale per raccogliere fondi allo scopo di completare l\u2019edificio (\u201cDe complendo ecclesiam Sancte Marie et Sancti Andree de Sar\u00e7ana\u201d). Inoltre, sempre all\u2019interno dei medesimi statuti, si stabiliva l\u2019abbattimento delle pareti perimetrali, delle colonne e delle volte della chiesa e la creazione di un edificio ad aula unica.\r\nL\u2019ampio rifacimento ancora in essere a met\u00e0 Trecento dovette essere un intervento tutt\u2019altro che rapido e unitario, come dimostra l\u2019analisi delle murature perimetrali, dove l\u2019accostamento di differenti tipi di muratura suggerisce un continuo avvicendarsi di maestranze.\r\nNel 1568 il testo della visita pastorale del vescovo cardinale Benedetto Lomellini fornisce preziose informazioni sull\u2019assetto interno della chiesa, che presentava cappelle addossate ai muri perimetrali interni.\r\nNel 1579 Sant\u2019Andrea venne nuovamente sottoposta a rifacimento ad opera del maestro Giacomo del fu Guglielmo Ugolino e assunse la facies moderna che ancora oggi in buona sostanza caratterizza la chiesa.\r\nDurante il secolo scorso la pieve \u00e8 stata oggetto di due importanti interventi di restauro: il primo nel 1929, che condusse allo scoprimento della facciata medievale antica sotto gli intonaci seicenteschi, scrostati in quell\u2019occasione; il secondo nel 1969-1973, condotto da Edoardo Mazzino, che ha promosso la campagna di scavo al di sotto del pavimento della chiesa, permettendo di ricostruire le successive campagne di costruzione che hanno interessato l\u2019edificio.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La pieve di Sant\u2019Andrea \u00e8 collocata nella parte orientale di Sarzana, lungo la via Francigena, il principale asse stradale che attraversa la citt\u00e0.\r\nL\u2019edificio romanico \u00e8 oggi difficilmente leggibile, in quanto pi\u00f9 volte trasformato in epoche successive.\r\nSi trattava di una struttura a tre navate divise da colonne, con tre absidi, corpo centrale sopraelevato e facciata a salienti, ed era nettamente pi\u00f9 basso rispetto all\u2019edificio attuale. A questo primo edificio doveva forse appartenere anche un portico, oggi del tutto sconosciuto per posizione e forma, posto in facciata o forse su uno dei fianchi, citato per\u00f2 come ancora in uso negli anni Trenta del Trecento.\r\nIn facciata solo la parte inferiore si pu\u00f2 ricondurre alla chiesa di XII secolo, ovvero quella porzione di parete corrispondente all\u2019area attorno al portale, compresa la base del campanile \u2013 evidentemente impostato in origine sulla navata minore di sinistra \u2013 e la bifora, oltre la superficie intorno ad essa. La muratura \u00e8 condotta con conci in calcare e arenaria sbozzati, di forma quadrata o rettangolare, messi in opera su filari paralleli di altezza costante.\r\nLa bifora al di sopra del portale \u00e8 di particolare interesse: archeggiata a tutto sesto, \u00e8 spartita da una colonnina marmorea, collocata a met\u00e0 dello spessore del muro, che sostiene un capitello a stampella, decorato con un motivo vegetale a basso rilievo; al di sopra trova posto tra i profili dei due archi una protome umana di arcaica fattura. Ancora al di sopra della bifora si scorge un frammento marmoreo scolpito con foglie d\u2019acanto, chiaramente un riuso che si spiega facilmente con il fatto che la vicina Luni era un centro d\u2019origine romana.  La soluzione della facciata con portale sormontato da una bifora apparenta la pieve di Sant\u2019Andrea a svariate altre della Lunigiana (Codiponte, Minucciano, Santa Maria di Vezzano, Vendaso).\r\nLa parte alta della facciata invece, dalla bifora in su, corrisponde ai successivi rifacimenti dell\u2019edificio, promossi dal XIV secolo in avanti; anche il portale, contornato da termini femminili a seno scoperto, il cui capezzolo \u00e8 celato da un fiore, risale al rifacimento della fine del Cinquecento. \r\nIl lato destro di Sant\u2019Andrea (sud-orientale) presenta una stratificazione muraria piuttosto complessa.  Nella parte inferiore si trova traccia del muro di XII secolo, per conduzione analogo a quello visibile nella porzione bassa della facciata; appartengono a questa stessa fase la piccola finestra rettangolare che si incontra appena si volti l\u2019angolo e si costeggi il muro in direzione del presbiterio, una stretta monofora a mezza altezza, posta circa a met\u00e0 del fianco e il secondo portale \u2013 sempre partendo della facciata \u2013, chiuso nella parte superiore da un architrave monolitico a schiena d\u2019asino. Nella parte superiore del muro di questo lato, invece, si riscontrano almeno altre tre fasi edilizie, corrispondenti ai successivi rifacimenti della chiesa tra Due e Trecento, cui appartengono anche i portali tamponati con ghiera dell\u2019arco a conci alternati di calcare e marmo bianco.\r\nIl lato sinistro di Sant\u2019Andrea (nord-occidentale) presenta una situazione altrettanto complessa.\r\nAppartiene infatti alla fase romanica di XII secolo solo la muratura del campanile, fino a 9 metri circa di altezza; ci\u00f2 che spicca maggiormente, tuttavia, \u00e8 un\u2019ampia porzione di muro in direzione del presbiterio realizzato in opera poligonale con conci di arenaria perfettamente squadrati, realizzata verosimilmente nel Trecento e segnata da un portale in arenaria e marmo bianco.\r\nL\u2019interno di Sant\u2019Andrea si mostra invece nel suo aspetto moderno, a seguito dei rifacimenti avviati nel 1579, e \u2013 salvo la muratura medievale delle pareti laterali rimessa a vista \u2013 non contiene vestigia visibili della chiesa romanica.\r\n Da Sant\u2019Andrea proviene \u2013 ma la leggenda la vorrebbe portata a Sarzana dai cittadini di Luni quando abbandonarono il centro antico \u2013 una croce dipinta, datata 1138, conservata nella cattedrale di Santa Maria Assunta verisimilmente da fine Cinquecento (vi si trovava gi\u00e0 nel 1602), realizzata da un maestro Guglielmo altrimenti ignoto. La proposta avanzata dalla critica che la data sia da considerarsi in stile pisano (un anno avanti) e che sia perci\u00f2 da correggersi in 1137 ha indotto a collegare l\u2019opera al sinodo della diocesi di Luni tenutasi in Sant\u2019Andrea proprio in quell\u2019anno.\r\nLa pieve di Sant\u2019Andrea a Sarzana venne sottoposta ad interventi archeologici svolti sotto la direzione della Soprintendenza alle Antichit\u00e0 in occasione di lavori di risanamento diretti dalla Soprintendenza ai Monumenti per la Liguria. \r\nDurante i lavori, lo scavo mostr\u00f2 l\u2019esistenza di un banco argilloso sterile di natura alluvionale, al di sopra del quale venne ritrovato un paleosuolo con frammenti di ceramica grezza risalenti ad et\u00e0 altomedievale, associati a resti di pasto (IX secolo). \r\nQuesti livelli vennero intaccati dalla realizzazione della chiesa e di una fornace per la fusione di campane, probabilmente coeva alla fase romanica della pieve (XII secolo).\r\nLa fornace era formata da un focolare costituito da una fossa di forma ellittica, che terminava restringendosi in un canale comunicante con due forni. Il forno maggiore, usato per riscaldare lo stampo della campana, era in pietra. Esso recava una forma cilindrica e, sul fondo, quattro aperture comunicanti tra loro. Il secondo forno, anch\u2019esso di forma cilindrica, venne adibito invece alla fusione del metallo.\r\nDopo l\u2019uso, la fornace venne riempita di scarti di lavorazione e, in seguito, si venne a creare uno strato carbonioso scuro, non uniforme. Successivamente, il livello fu innalzato pi\u00f9 volte con apporto di terra. Al di sopra venne identificata una pavimentazione in cotto (presumibilmente non originale). Le macerie risultanti dagli interventi murari di XIV secolo vennero impiegate per innalzare il livello del suolo e su di essi venne posata una ulteriore pavimentazione in marmo.\r\nNonostante il divieto di seppellire defunti nella pieve, infine, venne identificata una sepoltura non successiva ai primi decenni di XIV secolo. \r\n","come_arrivare":"La pieve di Sant\u2019Andrea si trova nel centro storico della citt\u00e0, sottoposto a regime ZTL: \u00e8 pertanto necessario giungere nei pressi dell\u2019edificio a piedi. Sarzana \u00e8 raggiungibile facilmente in treno (la stazione si trova soli 400 metri dalla Cattedrale) o in auto, tramite l\u2019autostrada A12 (Strada Europea E80), uscita di Sarzana. "},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.96087080032261,44.1126460646571]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3931,"name":"San Giovanni Battista di Poggio di Tallano","description":"","modified":"2022-06-28T11:52:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/tallano-st-jean-baptiste-poggio-IMG_0340.jpg","id":3924,"caption":"Premier challenge Antoine Greani \u0088 Sainte Lucie de Tallano organis\u008e par l'Alcudine en 2012"}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/tallano-st-jean-baptiste-poggio-IMG_0340.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3931","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3931&action=edit","translations":{"it":{"id":3918,"name":"San Giovanni Battista di Poggio di Tallano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/san-giovanni-battista-di-poggio-di-tallano\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3918","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-giovanni-battista-di-poggio-di-tallano\/?lang=fr","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Pieve d'Attall\u00e0","rilevanza_storica":"","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.053136417807,41.70471369056]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4774,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","description":"","modified":"2022-09-09T14:01:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","id":4770,"caption":"Premier challenge Antoine Greani \u0088 Sainte Lucie de Tallano organis\u008e par l'Alcudine en 2012"}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4774","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4774&action=edit","translations":{"it":{"id":2494,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2494","description":""},"fr":{"id":4775,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4775","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=en","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"Office de tourisme intercommunal de l\u2019Alta Rocca : www.alta-rocca-tourisme.com Mairie de Carbini : www.carbini.fr Media : https:\/\/www.isula.corsica\/musees\/Carbini-eglise-Saint-Jean-Baptiste_a24.html","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Eglise pi\u00e9vane de Saint-Jean","rilevanza_storica":"Carbini appartiene alla contea di Carbini, nell'Alta Rocca. Si trova a sud-est di Levie, sulla strada che porta a Sotta attraverso il passo Bacinu. Il comune comprende il piccolo villaggio di Orone, situato 1,5 km pi\u00f9 a sud.\r\nNel Medioevo, la comunit\u00e0 ospitava la cosiddetta setta dei Giovannali, la cui dottrina sociale sosteneva la totale uguaglianza tra i suoi membri; tutto doveva essere condiviso. Si rifiutarono anche di pagare le tasse ai Signori. Nel 1354, su richiesta del vescovo Raimondo di Aleria, che gli disse che i Ghjuvannali erano eretici e \"irrispettosi dell'autorit\u00e0 episcopale\", Papa Innocenzo VI li scomunic\u00f2 e li dichiar\u00f2 eretici.\r\nA quel tempo, a Carbini c'erano due chiese: quella di San Giovanni per i nobili e quella di San Quilico per i membri dei Giovannali. Accanto alla chiesa, oggi sono visibili le rovine di un edificio pi\u00f9 piccolo. \r\n\u00c8 uno dei siti pi\u00f9 noti della Corsica grazie al suo elegante campanile che sorge accanto alla chiesa di San Giovanni Battista. Grazie ai restauri, questo insieme ha riacquistato tutta la grazia e l'eleganza degli edifici pisani del XII secolo. M\u00e9rim\u00e9e, durante il suo viaggio nel 1839, fece classificare il monumento e richiese il restauro del campanile, che fu realizzato nel 1886. \r\n\r\nIl campanile di San Giovanni si dice sia opera di MAESTRO MATERNATO, architetto pisano. Osservatore di professione, il Maestro MATERNATO si rese conto che chi aveva commissionato l'edificio intendeva rimuoverlo non appena i lavori fossero terminati. Rallent\u00f2 il ritmo di lavoro e chiese un attrezzo che aveva dimenticato a casa. La comunit\u00e0 di Carbini invi\u00f2 alcuni dei suoi membri nel villaggio vicino per accontentarlo. Con un messaggio criptico, incomprensibile per chi lo ha trasmesso, il Maestro MATERNATO fece capire alla sua famiglia che gli uomini di Carbini dovevano essere sequestrati e confiscati per garantire la sua libert\u00e0. Questo \u00e8 stato fatto. Gli emissari di Carbini rimasero di guardia fino al ritorno del Maestro MATERNATO.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Alla fine dell'XI secolo, l'Alta Rocca contava tre villaggi, tra cui Carbini e la sua chiesa di San Giovanni Battista, una chiesa romanica che era l'unica in grado di celebrare il battesimo. A quel tempo la Corsica era sotto l'autorit\u00e0 dell'arcivescovo di Pisa.\r\nA causa dell'influenza di Pisa, le chiese corse dell'XI e del XIII secolo riprendono lo stile romanico detto \"pisano\" che si ritrova in Toscana e in Sardegna. In Corsica, a causa dei mezzi limitati delle comunit\u00e0 rurali, la decorazione \u00e8 rara, limitata a poche sculture, gli architetti preferiscono giocare con la policromia delle pietre tagliate. Si tratta di monumenti bassi, con un'unica navata che termina in un'abside semicircolare orientata da est a ovest e illuminata da strette finestre a forma di feritoia. La decorazione interna \u00e8 scomparsa.\r\nLa chiesa \u00e8 affiancata da un campanile separato.\r\nIl frontone triangolare ha sette archi su modiglioni ed \u00e8 sostenuto da una fascia modanata con nove archetti su modiglioni. Il tetto \u00e8 coperto da pietre piatte di granito o teghji. Tra le arcate erano inserite delle ciotole policrome, dette bacini, oggi scomparse (25 per l'intero edificio). Infine, due modanature sottolineano una le pendenze del tetto, l'altra la base. \r\nL'edificio d\u00e0 un'impressione di snellezza. \r\nLa chiesa \u00e8 stata restaurata nel 1983 ed \u00e8 tuttora un luogo di culto.\r\n","come_arrivare":"L'indirizzo del sito: il villaggio, strada principale, 20170 Carbini. Si trova ad un'altitudine di 600 metri.\r\nIl sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.\r\n\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio. \r\nLe coordinate geografiche decimali di Carbini sono: latitudine 41.6789\u00b0 e longitudine 9.14667\u00b0.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.14753089334781,41.6795559206938]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4775,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","description":"","modified":"2022-09-09T14:01:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","id":4770,"caption":"Premier challenge Antoine Greani \u0088 Sainte Lucie de Tallano organis\u008e par l'Alcudine en 2012"}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/carbini-st-jean-baptisteSAM_7321.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4775","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=4775&action=edit","translations":{"it":{"id":2494,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2494","description":""},"en":{"id":4774,"name":"Eglises San Ghjuvanni Battista et San Quilicu","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4774","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/eglises-san-ghjuvanni-battista-et-san-quilicu\/?lang=fr","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"Office de tourisme intercommunal de l\u2019Alta Rocca : www.alta-rocca-tourisme.com Mairie de Carbini : www.carbini.fr Media : https:\/\/www.isula.corsica\/musees\/Carbini-eglise-Saint-Jean-Baptiste_a24.html","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"Eglise pi\u00e9vane de Saint-Jean","rilevanza_storica":"Carbini appartiene alla contea di Carbini, nell'Alta Rocca. Si trova a sud-est di Levie, sulla strada che porta a Sotta attraverso il passo Bacinu. Il comune comprende il piccolo villaggio di Orone, situato 1,5 km pi\u00f9 a sud.\r\nNel Medioevo, la comunit\u00e0 ospitava la cosiddetta setta dei Giovannali, la cui dottrina sociale sosteneva la totale uguaglianza tra i suoi membri; tutto doveva essere condiviso. Si rifiutarono anche di pagare le tasse ai Signori. Nel 1354, su richiesta del vescovo Raimondo di Aleria, che gli disse che i Ghjuvannali erano eretici e \"irrispettosi dell'autorit\u00e0 episcopale\", Papa Innocenzo VI li scomunic\u00f2 e li dichiar\u00f2 eretici.\r\nA quel tempo, a Carbini c'erano due chiese: quella di San Giovanni per i nobili e quella di San Quilico per i membri dei Giovannali. Accanto alla chiesa, oggi sono visibili le rovine di un edificio pi\u00f9 piccolo. \r\n\u00c8 uno dei siti pi\u00f9 noti della Corsica grazie al suo elegante campanile che sorge accanto alla chiesa di San Giovanni Battista. Grazie ai restauri, questo insieme ha riacquistato tutta la grazia e l'eleganza degli edifici pisani del XII secolo. M\u00e9rim\u00e9e, durante il suo viaggio nel 1839, fece classificare il monumento e richiese il restauro del campanile, che fu realizzato nel 1886. \r\n\r\nIl campanile di San Giovanni si dice sia opera di MAESTRO MATERNATO, architetto pisano. Osservatore di professione, il Maestro MATERNATO si rese conto che chi aveva commissionato l'edificio intendeva rimuoverlo non appena i lavori fossero terminati. Rallent\u00f2 il ritmo di lavoro e chiese un attrezzo che aveva dimenticato a casa. La comunit\u00e0 di Carbini invi\u00f2 alcuni dei suoi membri nel villaggio vicino per accontentarlo. Con un messaggio criptico, incomprensibile per chi lo ha trasmesso, il Maestro MATERNATO fece capire alla sua famiglia che gli uomini di Carbini dovevano essere sequestrati e confiscati per garantire la sua libert\u00e0. Questo \u00e8 stato fatto. Gli emissari di Carbini rimasero di guardia fino al ritorno del Maestro MATERNATO.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Alla fine dell'XI secolo, l'Alta Rocca contava tre villaggi, tra cui Carbini e la sua chiesa di San Giovanni Battista, una chiesa romanica che era l'unica in grado di celebrare il battesimo. A quel tempo la Corsica era sotto l'autorit\u00e0 dell'arcivescovo di Pisa.\r\nA causa dell'influenza di Pisa, le chiese corse dell'XI e del XIII secolo riprendono lo stile romanico detto \"pisano\" che si ritrova in Toscana e in Sardegna. In Corsica, a causa dei mezzi limitati delle comunit\u00e0 rurali, la decorazione \u00e8 rara, limitata a poche sculture, gli architetti preferiscono giocare con la policromia delle pietre tagliate. Si tratta di monumenti bassi, con un'unica navata che termina in un'abside semicircolare orientata da est a ovest e illuminata da strette finestre a forma di feritoia. La decorazione interna \u00e8 scomparsa.\r\nLa chiesa \u00e8 affiancata da un campanile separato.\r\nIl frontone triangolare ha sette archi su modiglioni ed \u00e8 sostenuto da una fascia modanata con nove archetti su modiglioni. Il tetto \u00e8 coperto da pietre piatte di granito o teghji. Tra le arcate erano inserite delle ciotole policrome, dette bacini, oggi scomparse (25 per l'intero edificio). Infine, due modanature sottolineano una le pendenze del tetto, l'altra la base. \r\nL'edificio d\u00e0 un'impressione di snellezza. \r\nLa chiesa \u00e8 stata restaurata nel 1983 ed \u00e8 tuttora un luogo di culto.\r\n","come_arrivare":"L'indirizzo del sito: il villaggio, strada principale, 20170 Carbini. Si trova ad un'altitudine di 600 metri.\r\nIl sito di Carbini \u00e8 facilmente raggiungibile in auto sia da Levie che da Sotta sulla RD59.\r\n\u00c8 possibile raggiungere il sito anche attraverso il sentiero Mare a Mare Sud da Porto Vecchio. \r\nLe coordinate geografiche decimali di Carbini sono: latitudine 41.6789\u00b0 e longitudine 9.14667\u00b0.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.14753089334781,41.6795559206938]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3918,"name":"San Giovanni Battista di Poggio di Tallano","description":"","modified":"2022-09-21T09:32:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/tallano-st-jean-baptiste-poggio-IMG_0340.jpg","id":3924,"caption":"Premier challenge Antoine Greani \u0088 Sainte Lucie de Tallano organis\u008e par l'Alcudine en 2012"},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Tallano-1024x768.jpg","id":5223,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/tallano-st-jean-baptiste-poggio-IMG_0340.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[375]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":"<p>Il primo passo \u00e8 raggiungere il villaggio di Sainte Lucie de Tallano, situato a 417 m di altitudine, attraverso la strada D268.<br \/>\nIl sito \u00e8 raggiungibile a piedi. Lo si pu\u00f2 vedere dopo una passeggiata di 30 minuti. Da Sainte Lucie de Tallano, prendere la strada che scende di fronte alla chiesa, lungo il bar-tabacchi. In fondo alla collina, l&#8217;eco-museo dell&#8217;olio d&#8217;oliva, proseguite lungo la strada. In fondo, la strada forma una T, si gira a destra. Il sentiero inizia sulla sinistra in direzione di Loreto-di-Tallano. Si imbocca un piccolo sentiero roccioso tra gli ulivi in direzione della valle Rizzanese. \u00c8 segnalato in arancione (Mare a Mare) fino alla cappella.<\/p>\n"},"on_foot":{"check":true,"description":"<p>Il primo passo \u00e8 raggiungere il villaggio di Sainte Lucie de Tallano, situato a 417 m di altitudine, attraverso la strada D268.<br \/>\nIl sito \u00e8 raggiungibile a piedi. Lo si pu\u00f2 vedere dopo una passeggiata di 30 minuti. Da Sainte Lucie de Tallano, prendere la strada che scende di fronte alla chiesa, lungo il bar-tabacchi. In fondo alla collina, l&#8217;eco-museo dell&#8217;olio d&#8217;oliva, proseguite lungo la strada. In fondo, la strada forma una T, si gira a destra. Il sentiero inizia sulla sinistra in direzione di Loreto-di-Tallano. Si imbocca un piccolo sentiero roccioso tra gli ulivi in direzione della valle Rizzanese. \u00c8 segnalato in arancione (Mare a Mare) fino alla cappella.<\/p>\n"},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Il primo passo \u00e8 raggiungere il villaggio di Sainte Lucie de Tallano, situato a 417 m di altitudine, attraverso la strada D268.<br \/>\nIl sito \u00e8 raggiungibile a piedi. Lo si pu\u00f2 vedere dopo una passeggiata di 30 minuti. Da Sainte Lucie de Tallano, prendere la strada che scende di fronte alla chiesa, lungo il bar-tabacchi. In fondo alla collina, l&#8217;eco-museo dell&#8217;olio d&#8217;oliva, proseguite lungo la strada. In fondo, la strada forma una T, si gira a destra. Il sentiero inizia sulla sinistra in direzione di Loreto-di-Tallano. Si imbocca un piccolo sentiero roccioso tra gli ulivi in direzione della valle Rizzanese. \u00c8 segnalato in arancione (Mare a Mare) fino alla cappella.<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/corse-romane.eu\/poggio-di-tallone-giobat-y\/",""],"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3918","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=3918&action=edit","translations":{"en":{"id":5158,"name":"Church of San Giovanni Battista of Poggio di Tallano","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-giovanni-battista-di-poggio-di-tallano\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5158","description":""},"fr":{"id":3931,"name":"Eglise San Ghjuvanni Battista, pieve d'Attall\u00e0","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-giovanni-battista-di-poggio-di-tallano\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3931","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-giovanni-battista-di-poggio-di-tallano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"SAINTE LUCIE DE TALLANO","contact:phone":"","contact:email":"Office de tourisme intercommunal de l\u2019Alta Rocca : www.alta-rocca-tourisme.com Mairie de Sainte lucie de tallano : http:\/\/tallano.fr\/","opening_hours":"","capacity":"","ele":417,"content_from":"","titolo_alternativo":"Pieve d'Attall\u00e0","rilevanza_storica":"Situato a 460 metri di altitudine, di fronte al Golfo di Valincu, questo villaggio stupisce per l'insieme architettonico formato dalle alte case di granito organizzate in strette vie.\r\n\r\nFeudo dei Signori della Rocca fino all'assassinio del Conte Rinuccio da parte di Genova nel 1511, fu capitale feudale della Rocca e della regione di Tallano. Il quartiere della Cudetta (la collina), nucleo primitivo del paese rovinato all'inizio del XVI secolo da Genova, presenta antiche case ricostruite nello stesso secolo sulle fondamenta medievali del borgo.\r\n\r\nUna leggenda narra che la parola Attal\u00e0 derivi dall'esclamazione di un capo arabo: \"At Hall\u00e0h\", che significa \"\u00e8 un dono di Dio\".\r\nMa si pensa anche che derivi dal fatto che in corso designa un pendio ripido. Le due origini non sono incompatibili: la terra \u00e8 generosa, \u00e8 il terreno di un notevole uliveto che si estende per oltre 80 ettari. \r\n\r\nNel centro del paese, la Piazza di l'Ulmu (Piazza dell'Olmo), un tempo era il giardino del parroco di Santa Lucia. Con vista sulla frazione di Poggio, si trova un'imponente fontana ottocentesca (1875) e un monumento ai caduti con la famosa pietra orbicolare tipica del paese. ","rilevanza_stile_romanico":"Qui si trova anche la chiesa romanica di San Giovanni Battista, risalente al XII secolo. \r\nUna passeggiata sotto le querce conduce all'armoniosa cappella.\r\nCostruito su una piattaforma, si affaccia su una valle.\r\nParagonabile a San Giovanni di Carbini, emana armonia ed eleganza con il suo fregio ad arcate.\r\nLa particolare e minuziosa disposizione delle pietre ben tagliate, l'enorme porta, la navata e l'asse centrale fanno di questa cappella un capolavoro dell'architettura romanica. La trabeazione \u00e8 scolpita con maschere umane e teste di cinghiale; il cornicione \u00e8 decorato con arcate e modiglioni. Si raggiunge percorrendo il sentiero escursionistico verso Altagena, la famosa Mare a mare Sud.\r\nCome la chiesa di Carbini, presenta le caratteristiche del XII secolo: un edificio ben costruito in blocchi, in questo caso di granito rosa, accuratamente tagliati, decorato con un fregio di archi che poggiano su modiglioni che corrono intorno all'edificio.\r\nL'edificio poggia su una base modanata molto importante, soprattutto sul lato ovest, dove una scala avrebbe consentito l'accesso all'interno dell'edificio. Non ne \u00e8 stata trovata traccia.\r\nLa navata unica, che misura circa 20 m x 5,50 m, termina sul lato est con un'abside a culmine. L'arco trionfale \u00e8 formato da grandi chiavi di volta regolari. \r\nLa sobriet\u00e0 dell'interno, con il suo pavimento in terra battuta, \u00e8 molto armoniosa.\r\nSecondo la descrizione del Mascardi (1587), \"c'era un grande battistero in mezzo alla chiesa a forma di pozzo in cui non si teneva acqua, e dalla parte dell'epistola in mezzo alla chiesa c'erano quattro colonne di marmo che ingombravano il santuario\". \r\nNon c'era un campanile, la campana era sospesa a un albero.\r\nQuesto santuario del XII secolo sorgeva su un sito molto interessante: prima un monumento romano, poi una chiesa paleocristiana sostituita da un edificio preromanico, a sua volta demolito per l'edificio attuale. Questa ipotesi si basa sui resti osservati in tutta la chiesa","come_arrivare":"Il primo passo \u00e8 raggiungere il villaggio di Sainte Lucie de Tallano, situato a 417 m di altitudine, attraverso la strada D268.\r\nIl sito \u00e8 raggiungibile a piedi. Lo si pu\u00f2 vedere dopo una passeggiata di 30 minuti. Da Sainte Lucie de Tallano, prendere la strada che scende di fronte alla chiesa, lungo il bar-tabacchi. In fondo alla collina, l'eco-museo dell'olio d'oliva, proseguite lungo la strada. In fondo, la strada forma una T, si gira a destra. Il sentiero inizia sulla sinistra in direzione di Loreto-di-Tallano. Si imbocca un piccolo sentiero roccioso tra gli ulivi in direzione della valle Rizzanese. \u00c8 segnalato in arancione (Mare a Mare) fino alla cappella. Si incontra un piccolo ruscello d'acqua. Dal sentiero si ha una vista sulla frazione di Poggio e sul villaggio di Sainte-Lucie-de-Tallano. Poi scoprirete la cappella romanica di Saint-Jean-Baptiste.\r\nLa latitudine di Citt\u00e0 di Sainte-Lucie-de-Tallano \u00e8 41.6979 e la longitudine di Citt\u00e0 di Sainte-Lucie-de-Tallano \u00e8 9.0647."},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.053136417807,41.70471369056]}}],"properties":{"id":375,"count":11,"link":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/webmapp_category\/pieve\/","name":"Pieve","slug":"pieve","taxonomy":"webmapp_category","parent":0,"meta":[],"color":"#e28812","icon":"wm-icon-church-15","show_by_default":true,"alert":false,"exclude":false,"featured_icon":false,"zindex":10,"min_size_zoom":1,"min_size":1,"max_size":1,"icon_size":1,"locale":"it","translations":{"en":{"id":400,"name":"Pieve","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/webmapp_category\/400?lang=en","description":""},"fr":{"id":397,"name":"Pieve","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/webmapp_category\/397?lang=fr","description":""}},"items":{"poi":[1277,1275,1274,1268,2494,1267,2710,3931,4774,4775,3918]},"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/25.jpg"}}