{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":2314,"name":"Sito Archeologico di Monte Prama","description":"","modified":"2023-03-05T17:10:27","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/giganti-2-683x1024.jpg","id":7552,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/giganti-1-678x1024.jpg","id":7555,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/giganti-2-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[384]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2314","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2314&action=edit","translations":{"en":{"id":8230,"name":"Sito Archeologico di Monte Prama","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/sito-archeologico-di-monte-prama\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8230","description":""},"fr":{"id":8231,"name":"Sito Archeologico di Monte Prama","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/sito-archeologico-di-monte-prama\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8231","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/sito-archeologico-di-monte-prama\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La necropoli di Mont\u2019e Prama si trova alla base del colle omonimo, a una distanza di circa 2 Km dallo stagno del comune Cabras. La scoperta del sito avvenne casualmente nel marzo del 1974 ad opera di contadini eseguivano lavori agricoli. \u00c8 stata oggetto di diversi interventi di scavo e di recupero, tra il 1975 e il 1979 e tra il 2014 e 2017. \r\nDurante gli scavi condotti negli anni settanta, oltre all\u2019individuazione di una decina di sepolture, furono rinvenuti oltre 5000 frammenti che, dopo un lungo e minuzioso lavoro di restauro, sono stati ricomposti dando forma ad oltre trenta statue rappresentanti pugilatori, arcieri e guerrieri. \r\n","rilevanza_stile_romanico":"","come_arrivare":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.4532070159912,39.963290105192]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2688,"name":"Imara Inferiore","description":"","modified":"2022-08-09T15:18:28","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[384]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2688","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2688&action=edit","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/imara-inferiore\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.73222002905959,44.2922185782234]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3014,"name":"San Clemente, Albenga","description":"","modified":"2022-08-22T10:13:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3A-1024x681.jpg","id":3959,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/12-2.jpg","id":4158,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/2-2.jpg","id":4378,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/San-Clemente-ad-Albenga-A-1024x472.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,384]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"<p>Al sito si pu\u00f2 accedere percorrendo Via Piave, la Strada Vicinale Del Molino, Via Don Giacomo Lasagna. Tutte le vie sono in piano (o in alcuni tratti in lieve pendenza) e presentano marciapiedi; tuttavia, i passaggi pedonali in prossimit\u00e0 del sito, per quando abbiano una buona visibilit\u00e0, non sono dotati di semafori con segnalazione acustica. Lungo le vie sono presenti automobili parcheggiate ed in transito.<\/p>\n","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): prendere l&#8217;uscita Albenga da A10\/E80. Continuare sulla Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Prendere Viale Martiri della Foce e Via Dante Alighieri in direzione di Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente a Albenga.<br \/>\nAlla rotonda prendere la prima uscita e procedere su Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda prendere la seconda uscita e prendere Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda prendere la prima uscita e procedere su Viale Martiri della Foce per circa 1 km. Alla rotonda, prendere la prima uscita e rimanere su Viale Martiri della Foce. Alla rotonda, procedere dritto su Via Leonardo Da Vinci. Svoltare a destra e imboccare Via Dante Alighieri. Via Dante Alighieri svolta leggermente a sinistra e diventa Via Trento; quest\u2019ultima svoltare a sinistra e diventa Piazza del Popolo. Alla rotonda prendere la prima uscita e percorrere Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere la Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente. \u00c8 possibile posteggiare l\u2019automobile nei parcheggi della Strada Vicinale Del Molino, oppure di Via Libero Emidio Viveri, oppure ancora di Via Fernanda Romagnoli. \u00c8 presente un parcheggio per disabili in Via L. E. Viveri.<br \/>\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): dalla stazione ferroviaria di Piazza Giacomo Matteotti, svoltare a sinistra in Via dei Mille. Alla rotonda prendere la seconda uscita e percorrere Via XXV Aprile. Continuare su Via Trieste. Alla rotonda successiva prendere la prima uscita e imboccare Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. 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Proprio nell\u2019area corrispondente al suburbio di Albenga (detta, in epoca romana, Albingaunum) \u00e8 possibile ammirare i resti della basilica di San Clemente e delle terme romane.\r\nIn questa zona, che si trovava tra il porto (presumibilmente collocabile presso il moderno ponte stradale \u201cL. E. Viveri\u201d) e la Via Iulia Augusta (che metteva in collegamento l\u2019Italia Annonaria alla Gallia e all\u2019Iberia, corrispondenti rispettivamente a Francia e Spagna, ed era posta probabilmente all\u2019altezza della Porta Arroscia) erano ospitati diversi edifici importanti per Albenga.\r\nTra le strutture pi\u00f9 rilevanti si segnalano le terme (databili tra la fine del I\/gli inizi del III secolo), oggi sommerse dalle acque del Fiume Centa, che dal XIII secolo ha cambiato il percorso (prima di allora infatti, il corso d\u2019acqua scorreva a Nord della citt\u00e0). All\u2019altezza del centro storico di Albenga, quando l\u2019acqua del fiume non \u00e8 alta, sono visibili diverse strutture, tra le quali: le arginature antiche, le fondazioni del mulino e del Ponte di Branca (edificato nel 1587), osservabili sulla sponda sinistra del corso d\u2019acqua. \r\n\u00c8 inoltre possibile osservare alcuni recinti funerari della necropoli romana e le pile dell\u2019acquedotto di et\u00e0 imperiale. Pi\u00f9 a valle, si conservano resti di murature antiche (di non semplice interpretazione) e vecchi muri di argine. \r\nAll\u2019inizio del XX secolo, in occasione di lavori per l\u2019allargamento e l\u2019arginatura della sponda destra del fiume, vennero effettuate indagini dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria che permisero di conoscere meglio la complessa situazione archeologica dell\u2019area, che mostra evidenze pertinenti a tre complessi architettonici: la chiesa di XIII secolo (dedicata a S. Clemente), la chiesa paleocristiana e le terme,\r\nLa basilica di San Clemente venne fondata a met\u00e0 del XIII secolo, e in un momento non noto divenne propriet\u00e0 dei Cavalieri Gerosolimitani. Essa probabilmente doveva essere parte di un complesso che comprendeva anche una Domus Hospitalis citata nei documenti di archivio. \r\nIl complesso probabilmente si espande anche al di sotto dell\u2019attuale quartiere residenziale e verso il ponte stradale, dove nel 1995 vennero ritrovati i resti del borgo medievale di San Clemente. \r\nLa scoperta di un fonte battesimale associato alla basilica paleocristiana si ricollega ad alcune problematiche legate alla cristianizzazione nel Ponente Ligure e agli edifici pertinenti al centro episcopale, in quanto non \u00e8 semplice chiarire i rapporti tra questa struttura e il battistero del complesso episcopale ubicato nel centro di Albenga (fine del V secolo). \r\nSembra, comunque, che la vasca battesimale attualmente nell\u2019alveo del Fiume Centa fosse stata usata come fonte solo per breve tempo, probabilmente sino alla realizzazione del battistero (fine V\/inizio VI secolo), e che le due strutture non siano mai state usate contemporaneamente.","rilevanza_stile_romanico":"La Chiesa di San Clemente si conserva per ampi tratti in un sito caratterizzato da un\u2019importante continuit\u00e0 di frequentazione. \r\nIn questa area, nel V\/VI secolo, venne realizzato un complesso di culto cristiano per amministrare il battesimo prima della fondazione della diocesi (451): a tale complesso sono attribuiti, infatti, una vasca battesimale e, forse, quanto rimane di un\u2019abside orientata verso Nord, identificata all\u2019interno del vano del calidarium delle terme romane. La vasca, datata alla seconda met\u00e0 del V\/VI secolo, venne ritrovata con i muri rasati e si caratterizza per una pianta circolare all\u2019esterno e ottagonale all\u2019interno. Essa presenta un gradino sui lati opposti dell\u2019ottagono, ubicati rispettivamente l\u2019uno in direzione Nord, l\u2019altro in direzione Sud. Il fonte venne realizzato con materiale di reimpiego proveniente dalle spoliazioni dell\u2019edificio termale (per lo pi\u00f9 laterizi ed elementi lapidei). \r\nInternamente, esso venne rivestito in cocciopesto, per assicurare una maggiore tenuta della struttura. La vasca battesimale venne presto dismessa e sfruttata a fini sepolcrali (in quel momento, verso la seconda met\u00e0 del V secolo, la chiesa era probabilmente gi\u00e0 in disuso).\r\nNella vasca, infatti, venne inserita una tomba in muratura, realizzata costruendo soltanto due muretti, in quanto per gli altri due lati si sfruttarono i muri preesistenti della vasca battesimale. \r\nPer realizzare questa tomba, pi\u00f9 volte riutilizzata, si scav\u00f2 sotto il piano del fonte battesimale.\r\nOltre alla gi\u00e0 citata vasca battesimale venne ritrovato e attribuito alla chiesa paleocristiana solo un lacerto murario in prossimit\u00e0 della vasca stessa, in quanto l\u2019edificio venne probabilmente demolito all\u2019inizio del Novecento, quando venne costruito l\u2019argine destro del fiume Centa. \r\nVi sono ancora dubbi sull\u2019abside perpendicolare alla navata sinistra, forse pertinente ad una delle strutture romane termali presenti nell\u2019area. \r\nAccanto a questo edificio paleocristiano era presente un recinto cimiteriale tardoantico e altomedievale che sfruttava parzialmente i muri della struttura interpretata come tepidarium. \r\nIn questo cimitero, forse destinato a sepolture di alto rango, vennero ritrovati cinque sarcofagi tardo-antichi in pietra, riccamente ornati. Uno di questi, realizzato in Pietra del Finale, con coperchi ad acroteri (tipologia diffusa in Liguria tra il V ed il VII secolo), \u00e8 stato spostato accanto al Battistero, nel centro storico, ed \u00e8 oggi ancora visibile.\r\nLa Basilica di San Clemente, orientata ad Est, con una divisione in tre navate absidate, distinte l\u2019una dall\u2019altra da pilastri in muratura, venne fondata a met\u00e0 del XIII secolo sui resti della preesistente chiesa e, verosimilmente, su parte del recinto funerario (essa infatti ha dimensioni pari a circa 21 x 15 m).\r\nIl complesso \u00e8 stato indagato archeologicamente e ne sono state messe in luce le varie trasformazioni. Tra queste, la creazione di una scalinata per avere accesso all\u2019edificio (infatti, la chiesa sorgeva in una posizione particolare, vicino al Fiume Centa, fatto che la rendeva facilmente esposta alla deposizione di materiale alluvionale e, dunque, all\u2019accrescimento del piano di calpestio circostante) e la tamponatura di porte sulla facciata e sui fianchi. \r\nInternamente, la chiesa presenta murature intonacate (che in origine erano presumibilmente voltate), con labili tracce di decorazione pittorica; della pavimentazione originaria, tuttavia, non si conserva alcuna traccia. Il presbiterio della navata centrale, invece, presenta ancora la pavimentazione originaria, in lastre di marmo. Solo l\u2019altare della navata destra \u00e8 integro. \r\nDocumenti di XVI secolo menzionano lavori fatti a vantaggio della chiesa, per evitarne la caduta in rovina: sono forse da attribuire a queste iniziative la costruzione di quattro contrafforti sul fianco Nord, segno di un tentativo di recupero delle navate laterali. Sempre nel corso del XVI secolo, la chiesa venne ridotta ad un\u2019unica aula, successivamente accorciata con la realizzazione di un muro (di fattezze piuttosto rozze) eretto all\u2019altezza dell\u2019abside, che la trasform\u00f2 in chiesetta campestre (come figura nella cartografia di XVIII-XIX secolo), demolita all\u2019inizio del Novecento.\r\nIl recinto funerario annesso alla chiesa, che si estendeva anche nella zona retrostante le absidi, mantenne la sua funzione per tutto il Medioevo. \r\nPer concludere, pochi cenni sulle terme romane in prossimit\u00e0 del sito, databili tra la fine del I e gli inizi del III secolo. Le terme, sicuramente riccamente decorate con mosaici di cui si conserva purtroppo un solo esempio, si sviluppavano in direzione Est-Ovest per oltre 60 metri (in prossimit\u00e0 del porto, oggi interrato) ed erano verosimilmente estese nella zona circostante, attualmente interessata dai palazzi ed edifici contemporanei; si pensa che il complesso termale occupasse un\u2019area di circa 2000 mq. Gli scavi permisero di riconoscere varie evidenze, tra le quali l\u2019accesso (ubicato sul lato Nord, verso il centro abitato), la piscina per il nuoto (detta, in latino natatio), di forma rettangolare, con un\u2019abside sull\u2019unico lato breve esposto e piccole scalette di accesso negli angoli, impermeabilizzata da un intonaco in cocciopesto, il frigidarium, il tepidarium e il calidarium (ossia i vani destinati alle abluzioni).\r\n\r\n","come_arrivare":"Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): prendere l'uscita Albenga da A10\/E80. Continuare sulla Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Prendere Viale Martiri della Foce e Via Dante Alighieri in direzione di Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente a Albenga.\r\nAlla rotonda prendere la prima uscita e procedere su Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda prendere la seconda uscita e prendere Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda prendere la prima uscita e procedere su Viale Martiri della Foce per circa 1 km. Alla rotonda, prendere la prima uscita e rimanere su Viale Martiri della Foce. Alla rotonda, procedere dritto su Via Leonardo Da Vinci. Svoltare a destra e imboccare Via Dante Alighieri. Via Dante Alighieri svolta leggermente a sinistra e diventa Via Trento; quest\u2019ultima svoltare a sinistra e diventa Piazza del Popolo. Alla rotonda prendere la prima uscita e percorrere Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere la Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente. \u00c8 possibile posteggiare l\u2019automobile nei parcheggi della Strada Vicinale Del Molino, oppure di Via Libero Emidio Viveri, oppure ancora di Via Fernanda Romagnoli. \u00c8 presente un parcheggio per disabili in Via L. E. Viveri.\r\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): dalla stazione ferroviaria di Piazza Giacomo Matteotti, svoltare a sinistra in Via dei Mille. Alla rotonda prendere la seconda uscita e percorrere Via XXV Aprile. Continuare su Via Trieste. Alla rotonda successiva prendere la prima uscita e imboccare Via Piave\/SP39. Svoltare a destra e prendere Strada Vicinale Del Molino\/Str. Vicinale Molino di S. Clemente.\r\nMezzi pubblici: http:\/\/www.orariotrasporti.regione.liguria.it\/JourneyPlanner\/bin\/stboard.exe\/i .\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.2130078,44.0468703]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2596,"name":"San Giorgio in Campochiesa","description":"","modified":"2022-08-22T11:03:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/4-A-1024x683.jpg","id":3980,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/9A-1024x683.jpg","id":4181,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/5A-4-683x1024.jpg","id":4398,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Campochiesa-A-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,384]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":"<p>la chiesa \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; dopo circa un chilometro e mezzo si svolta a sinistra in SP3 e la chiesa si incontra sulla destra dopo circa 500 metri.<\/p>\n<p>Da Albenga, facilmente raggiungibile in treno, \u00e8 possibile utilizzare i mezzi pubblici (autobus 76 del servizio TLP)<\/p>\n"},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2596","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2596&action=edit","translations":{"en":{"id":3582,"name":"San Giorgio in Campochiesa","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-giorgio-in-campochiesa\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3582","description":""},"fr":{"id":3586,"name":"San Giorgio in Campochiesa","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-giorgio-in-campochiesa\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3586","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/san-giorgio-di-campochiesa\/","addr:street":"Via Don Pelle","addr:housenumber":"20","addr:postcode":"17031","addr:city":"Albenga (SV)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Don Pelle, 20 Albenga (SV)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"San Giorgio in Campochiesa costituisce un importante esempio di architettura romanica e gotica nei dintorni di Albenga, ma la sua storia ha radici molto pi\u00f9 antiche\r\nUn primo edificio di incerta datazione, probabilmente a navata unica e con abside a ferro di cavallo, emerso durante gli scavi archeologici del 1961, fu costruito in epoca altomedievale; non \u00e8 documentato ma i dati archeologici a disposizione inducono a credere che si tratti di uno dei pi\u00f9 antichi della piana di Albenga. \r\nDa un momento altrettanto imprecisato la chiesa ospit\u00f2 una comunit\u00e0 di monaci benedettini, dipendente dalla fondazione di San Martino, situata sulla vicina isola della Gallinara.\r\nNel XII secolo venne eretta una nuova chiesa a tre navate al posto della precedente.\r\nNel Duecento la chiesa and\u00f2 incontro a un\u2019estesa ristrutturazione e assunse l\u2019aspetto che, grosso modo, ancora oggi la caratterizza.\r\nGi\u00e0 nel 1459 risulta esistere un cimitero annesso alla chiesa; tale prerogativa funeraria non fu abbandonata neanche successivamente e tutt\u2019oggi l\u2019edificio \u00e8 circondato da un camposanto.\r\nNel 1616 San Giorgio entr\u00f2 in una fase di decadenza: perse infatti il ruolo di parrocchiale, a seguito dello spopolamento dei paesi vicini.\r\nIl 23 febbraio 1887, un terribile terremoto che devast\u00f2 la Liguria di Ponente abbatt\u00e9 la navata destra e il campanile, ricostruiti nel 1935-1936.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La chiesa di San Giorgio \u00e8 posizionata nella piana di Albenga, lungo la strada romana, tra la citt\u00e0 e Ceriale. Il paesaggio che oggi la circonda, costellato di capannoni e abitazioni sparse, tradisce del tutto quello che doveva essere l\u2019originario contesto in cui l\u2019edificio fu elevato: una pianura erbosa che giungeva fino al mare; non a caso nei documenti antichi la chiesa era spesso citata come \u201cde campora\u201d o \u201cde pratis\u201d, in quanto circondata dai campi.\r\nLa facciata, dall\u2019apparenza confusionaria a causa dell\u2019accostamento di murature diverse \u2013 dovuto anche ai restauri integrativi cui l\u2019edificio \u00e8 andato incontro nel secolo scorso \u2013, \u00e8 invece la porzione meglio conservata dell\u2019edificio romanico. La sovrapposizione dei mattoni alla pietra indurrebbe a pensare a due fasi costruttive diverse; si tratta al contrario di una soluzione tipica dell\u2019architettura di Albenga. La facciata originaria, a salienti, \u00e8 costituita da una fascia inferiore in pietra squadrata proveniente dalle vicine cave di Cisano e di Peagna, che raggiunge in altezza (e comprende), l\u2019architrave monolitico del portale; da l\u00ec fino al colmo del tetto la muratura \u00e8 in mattoni, forata da sole tre finestre di uguale forma ma di dimensioni diverse: a croce, pi\u00f9 piccole le due nelle ali laterali (corrispondenti alle navate minori sinistra e destra), pi\u00f9 stretta e allungata quella al centro. La facciata terminava poco sopra questa apertura e la trifora non ne faceva parte. \r\n\u00c8 bene ricordare che la porzione laterale di destra \u00e8 frutto della ricostruzione degli anni Trenta. Ben leggibili sono anche i segni del successivo ampliamento duecentesco: la chiesa fu alzata e al colmo venne aperta la trifora che ancora vi si vede.\r\nI fianchi dell\u2019edificio, invece, sono pi\u00f9 difficilmente interpretabili: infatti quello di sinistra, l\u2019unico originale, \u00e8 pressoch\u00e9 completamente rivestito di una malta che non permette di osservare la muratura. Il campanile \u00e8 stato riedificato con il materiale originario rimasto in loco dopo il crollo del 1887.\r\nL\u2019interno della chiesa a sua volta, come l\u2019esterno, restituisce solo in parte l\u2019idea dell\u2019edifico romanico; ad averne modificato l\u2019aspetto \u00e8 soprattutto il presbiterio: a terminazione rettilinea, articolato con volte a crociera, \u00e8 stato costruito in queste forme, assai pi\u00f9 profondo del precedente, nel corso del Duecento. \u00c8 a questo intervento che si deve la posizione del campanile, il cui basamento \u00e8 compreso all\u2019interno del perimetro della navata minore destra.\r\nLa chiesa del XII secolo era infatti assai pi\u00f9 corta, scandita in tre campate da due pilastri quadrangolari per lato, poggianti su dadi monolitici in pietra del Finale e sorreggenti arcate a tutto sesto a doppia ghiera in laterizio impostate su capitelli minimali, ridotti a una semplice lastra priva di decorazione (la terza arcata a partire dalla facciata \u00e8 stata ricostruita pi\u00f9 alta durante l\u2019ampliamento duecentesco). Il pavimento si trovava ad una quota pi\u00f9 bassa dell\u2019attuale. L\u2019edificio terminava con un\u2019abside semicircolare, di cui si vedono i resti \u2013 emersi durante lo scavo condotto nel 1961, riportati in luce nel 2012 e in parte lasciati a vista \u2013 nel gradino che divide la navata centrale dal presbiterio gotico rialzato. Questa abside venne eretta sulle fondamenta di quella gi\u00e0 appartenente alla struttura alto-medievale poi sostituita dall\u2019edificio romanico. \r\nLa chiesa, priva di decorazione scultorea, doveva accogliere un ampio rivestimento pittorico gi\u00e0 nel XII secolo (quello attuale risale a diverse campagne decorative, le pi\u00f9 antiche delle quali duecentesche).\r\n\r\nLa chiesa di San Giorgio in Campochiesa venne interessata da interventi archeologici compiuti negli anni \u201960 del \u2018900 ad opera dell\u2019archeologo Nino Lamboglia (Istituto Internazionale di Studi Liguri).\r\nLe indagini archeologiche ebbero luogo in occasione degli interventi di restauro e risanamento dall\u2019umidit\u00e0 che interessarono gli affreschi del Giudizio Universale su volont\u00e0 della Soprintendenza alle Gallerie e Opere d\u2019Arte della Liguria. Le ricerche vennero realizzate nella parte interna della chiesa attuale e permisero di identificare pi\u00f9 fasi costruttive, a partire dalla fondazione, risalente verosimilmente ad et\u00e0 altomedievale. A questa fase cos\u00ec antica sono da ricondursi strutture in muratura grezza relative ad una pi\u00f9 antica fondazione di et\u00e0 altomedievale, con abside a ferro di cavallo (struttura dagli interessanti riscontri con la fase altomedievale della basilica paleocristiana di San Vittore ad Albenga). A ci\u00f2 segu\u00ec la fase romanica della chiesa (databile al XII secolo) caratterizzata dall\u2019esistenza di tre navate divise le une dalle altre tramite pilastri a sezione quadrata, con archi in laterizio, conclusa da un\u2019abside semicircolare. Infine, gli scavi permisero di riconoscere, all\u2019esterno dell\u2019area presbiteriale, alcune sepolture in muratura coperte con lastre di pietra. Al termine degli scavi, che hanno restituito anche porzioni della pavimentazione originaria e lastre marmoree di reimpiego, le strutture vennero in larga parte reinterrate.\r\n","come_arrivare":"la chiesa \u00e8 facilmente raggiungibile in macchina con l\u2019autostrada A10 (E80), uscita di Albenga, oppure seguendo la via Aurelia, direzione da Albenga a Ceriale; dopo circa un chilometro e mezzo si svolta a sinistra in SP3 e la chiesa si incontra sulla destra dopo circa 500 metri.\r\nDa Albenga, facilmente raggiungibile in treno, \u00e8 possibile utilizzare i mezzi pubblici (autobus 76 del servizio TLP)\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.2157816,44.0761108]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3344,"name":"Borgo di 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fortificato identificabile con l\u2019insediamento romano citato dall\u2019Anonimo Ravennate con il nome di Cebula nel VII secolo, corrispondente all\u2019attuale Montale di Levanto.\r\nLevanto fu feudo dei Malaspina, nonch\u00e9 base navale (pur rientrando nella giurisdizione dei Vescovi di Luni).\r\nDall\u2019inizio del XI secolo, tuttavia, Levanto ed il suo territorio divennero dom\u00ecni dei Da Passano, mentre nel 1247 venne consolidato formalmente l\u2019istituto comunale e gli abitanti di Levanto (che gi\u00e0 si era convenzionato con Genova nel 1145) divennero cives et homines Januae ossia \u201ccittadini e uomini di Genova\u201d.\r\nLe fortificazioni erette in epoca precedente dai Malaspina vennero demolite in occasione delle distruzioni perpetrate da Pisani, i quali (secondo quanto riportato dalle fonti documentarie) nel 1165 incendiarono il centro di Levanto, precedentemente raggiunto via mare con ben venticinque galee.\r\nFurono i Genovesi a fortificare ulteriormente Levanto, realizzando mura poligonali con diverse torri.\r\nNel Medioevo Levanto doveva costituire un centro di importanza tutt\u2019altro che secondaria: infatti, le ricerche di archeologia globale condotte tra la fine degli anni \u201960 e gli anni \u201980 dall\u2019ISCUM hanno consentito di capire che tutte le antiche vie che conducevano alla Pianura Padana provenivano proprio da Levanto.\r\nDa questo punto di vista, sia fonti scritte che i dati archeologici indicano che tra il XIII e il XVI secolo Levanto fu un punto di arrivo di strade mulattiere utili per lo scambio di merci con l\u2019Emilia, la Lombardia e il Veneto, accorciando le distanze rispetto al porto di Genova. \r\nAll\u2019epoca, come dimostrano gli studi geologici effettuati nella zona, la linea di costa doveva essere diversa dall\u2019attuale e spingersi nell\u2019interno per oltre un chilometro, indicativamente lungo il corso del rio Cantarana, attualmente tombinato. L\u2019insenatura venne a poco a poco interrata (con una forte accelerazione dal XV secolo) e si verific\u00f2 la relativa occupazione della piana alluvionale dovuta alla crescita urbana.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"Levanto \u00e8 un comune della provincia di La Spezia caratterizzato da uno sbocco diretto sul mare, caratteristica naturale che tra il XIII e il XVI secolo confer\u00ec all\u2019insediamento il ruolo di terminale marittimo di strade commerciali.\r\nTale ruolo emerge ancora oggi a livello materiale e monumentale nell\u2019abitato: infatti, se il piccolo porto-canale \u00e8 stato completamente interrato, tuttavia ancora si possono ammirare interessanti testimonianze architettoniche come la Loggia della Dogana e molti resti medievali di case mercantili, di magazzini, e di un piccolo arsenale, da relazionarsi alle attivit\u00e0 mercantili connesse al cabotaggio costiero e all\u2019influenza di Genova. Oltre ad osservare portali di accesso a magazzini e botteghe, \u00e8 possibile ammirare i resti della Darsena, ossia un edificio di XV secolo, di cui si conservano due perimetrali (probabilmente non completi) su cui si aprono 15 portali ad arco. \r\nL\u2019abitato venne interessato da sondaggi archeologici svolti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica della Liguria e realizzati in occasione di interventi che riguardarono soprattutto la zona compresa tra le Vie Toso, Cantarana e Finollo.\r\nQui, in occasione di scavi per la realizzazione di parcheggi interrati, \u00e8 emerso un interessante deposito archeologico, costituito da strati terrosi contenenti ceramiche post-medievali e medievali, posti a coprire un interessante livello, riconosciuto alla base dei due sondaggi, che restitu\u00ec reperti di epoca romana (I\/II secolo d.C.).\r\nUlteriori saggi vennero svolti nelle prossimit\u00e0 dell\u2019area, ossia nei Vicoli Mulinelli e Finollo, ove venne riconosciuta la fondazione della Darsena tardo-quattrocentesca. \r\nLe informazioni raccolte consentono di ipotizzare, per la zona (protetta ma comunque vicina alla costa), una frequentazione continuativa dell\u2019approdo a partire dall\u2019et\u00e0 romana.\r\nIl   borgo di Levanto era circondato da una cinta muraria con sette torri (di cui sei a base quadrata e una a sezione circolare, forse inglobata nella cinta ma realizzata in un momento anteriore). \r\nLa torre meglio conservata \u00e8 la nota \u201cTorre dell\u2019Orologio\u201d, avente un importante ruolo di controllo del territorio circostante e di avvistamento via mare, come viene sottolineato dalla presenza di un camminamento di ronda sulla sommit\u00e0 delle mura.\r\nTale cinta muraria, realizzata secondo un progetto unitario, faceva capo ad un complesso fortificato, probabilmente edificato sopra ad una precedente costruzione malaspiniana costituito da un castello (XV secolo) e da un apprestamento che nella planimetria del noto cartografo settecentesco Matteo Vinzoni venne definito come \u201cpiattaforma\u201d, forse corrispondente alla \u201cBatteria \u00e0 fior d\u2019Acqua\u201d citata dallo stesso autore. \r\nIl complesso presenta una forma allungata, con andamento leggermente arcuato. Il castello \u00e8 a pianta pentagonale, articolato in due livelli. La cortina esterna racchiude la corte e il mastio.\r\nLe attivit\u00e0 archeologiche dell\u2019ISCUM eseguite nel territorio di Levanto vennero svolte nell\u2019ambito del progetto \u201cLevanto\u201d avviato nel 1990 al fine di conoscere la storia delle strutture urbanistiche, dell\u2019economia e della societ\u00e0 di questa terra. \r\n","come_arrivare":"Dall\u2019uscita autostradale (Carrodano\/Levanto): usciti dall\u2019autostrada, svoltare a sinistra e prendere SP566dir, seguendo le indicazioni per Levanto\/Monterosso\/SS 370\/Bonassola (9.9 km).\r\nAlla rotonda prendere la seconda uscita e prendere Via Nostra Signora della Guardia\/SP566dir (550 m). Alla rotonda successiva, proseguire dritto su Via Nostra Signora della Guardia\/SS332 e continuare su SS332 per 1 km. Proseguire dritto su Corso Roma\/SP566dir (80 m). Svoltare a destra, ove sar\u00e0 possibile posteggiare l\u2019auto.\r\nDalla stazione ferroviaria (Levanto): procedere a piedi nella visita del borgo. \r\nMezzi pubblici: https:\/\/www.atcesercizio.it\/index.php\/it\/variazioni-al-servizio\/1330-libretto-orario.\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.610654,44.1686141]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2608,"name":"Basilica di San Vittore, Albenga","description":"","modified":"2022-08-22T10:59:47","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/18-A-489x1024.jpg","id":3976,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/12A-1024x472.jpg","id":4177,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/1-6-1024x618.jpg","id":4394,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/San-Vittore-ad-Albenga-A-1024x472.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[367,384]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":true,"description":"","level":"accessible_with_assistance"},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":true,"description":""},"on_foot":{"check":true,"description":""},"by_car":{"check":true,"description":""},"by_public_transportation":{"check":true,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2608","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2608&action=edit","translations":{"en":{"id":3572,"name":"Basilica di San Vittore, Albenga","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/san-vittore-albenga\/?lang=en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3572","description":""},"fr":{"id":3578,"name":"Basilica di San Vittore, Albenga","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/basilica-di-san-vittore-albenga\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3578","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/basilica-di-san-vittore\/","addr:street":"Via Valle D'Aosta ","addr:housenumber":"2","addr:postcode":"17031","addr:city":"Albenga (SV)","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Valle D'Aosta , 2 Albenga (SV)","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La basilica cimiteriale dedicata a San Vittore, martire milanese divenuto santo nel corso del V secolo, reca un\u2019intitolazione legata al fatto che, in quel particolare momento storico, la chiesa albenganese dipendeva dalla chiesa ambrosiana.\r\nSan Vittore sorge su un\u2019area caratterizzata da forti preesistenze di et\u00e0 romana imperiale, ossia sulla necropoli settentrionale di Albenga, realizzata lungo la Via Iulia Augusta, il cui tragitto \u00e8 stato successivamente ripreso dalla viabilit\u00e0 attuale. \r\nIl vasto cimitero, che si estendeva da Porta Molino sino all\u2019antico corso del fiume Centa, dapprima ad uso pagano, venne poi riconvertito ad uso cristiano; attualmente i resti del complesso cimiteriale tardo antico e altomedioevale sono conservati nell\u2019area archeologica all\u2019aperto visibile su Viale Pontelungo e sono ubicati pi\u00f9 in basso rispetto alla strada attuale, in quanto si trovano alla quota originaria di realizzazione della struttura.\r\n","rilevanza_stile_romanico":"La basilica cimiteriale di San Vittore, che assieme al vicino cimitero costituisce parte dell\u2019omonimo complesso, si trova fuori dalle mura della citt\u00e0 (in direzione di Porta Molino), presso l\u2019odierno Santuario di Pontelungo e nel suburbio Nord dell\u2019antica Albingaunum, lungo il lato Ovest della Via Iulia Augusta (qui coincidente con l\u2019odierno tratto di Viale Pontelungo). \r\nLa scoperta della chiesa avvenne negli anni \u201950 del \u2018900 per un caso fortuito: nel 1955 infatti, scavi realizzati per la posa di una stazione di servizio (successivamente spostata altrove) portarono alla luce i resti di una zona funeraria sottoposta tra il 1956 ed il 1958 ad indagini archeologiche da parte dell\u2019archeologo Nino Lamboglia. \r\nEgli identific\u00f2 la prima fase di vita dell\u2019edificio di culto (risalente ad et\u00e0 paleocristiana, ossia alla seconda met\u00e0\/fine del V secolo), ossia una chiesa di piccole dimensioni, con ingresso principale ubicato verso Sud, caratterizzata da un\u2019aula rettangolare a navata unica e con abside detto \u201ca ferro di cavallo\u201d. A tale abside si addossava una struttura quadrangolare in cui sarebbe stata inscritta una seconda costruzione circolare, di non chiara funzione. \r\nLateralmente, era presente un recinto cimiteriale in cui si conservavano numerose sepolture dette \u201calla cappuccina\u201d.\r\nI muri ancora conservati erano caratterizzati da blocchetti di pietre organizzati in corsi orizzontali. \r\nIn questa fase, l\u2019intero complesso presenta forti analogie con il complesso di San Clemente, i cui resti sono ammirabili nell\u2019alveo del fiume Centa. \r\nLa fase altomedievale della chiesa (VI\/VII secolo) si caratterizzava per una prima ristrutturazione, con innalzamento del pavimento e l\u2019aggiunta di un secondo recinto cimiteriale non in asse con l\u2019originario.\r\nNella fase protoromanica, verso il 1000, intervennero diverse modifiche sulla struttura: infatti, la chiesa venne interessata dalla ristrutturazione della zona absidale, con sopraelevazione del piano pavimentale di tale area. La navata venne ridimensionata da pilastri monolitici di origine romana, qui reimpiegati, che creavano delle nicchie lungo i due muri laterali. \r\nIn quest\u2019occasione si ebbe il reimpiego di un cippo funerario romano che assunse funzioni di altare. \r\nEsso presenta sulla sommit\u00e0 un\u2019incavatura di forma rettangolare, usata come reliquiario. Infine, l\u2019ingresso meridionale venne chiuso e dotato di una scala. Appartengono questa fase anche diverse sepolture: la chiesa, infatti, mantenne la funzione funeraria sino alla sua totale dismissione. Infine, sono relative alle fasi finali del complesso la realizzazione di una transenna in muratura (che comport\u00f2 la riduzione delle dimensioni della navata) e la costruzione di un pozzo circolare ad Ovest della chiesa. \r\nLa chiesa ed il cimitero vennero rimaneggiati fino al XIV\/XV secolo, quando le strutture furono distrutte e l\u2019area abbandonata. In seguito, nel XVI secolo, venne realizzata una piccola cappella a pianta quadrata con portichetto, abbandonata nel XVII\/XVIII secolo e distrutta nel corso degli scavi degli anni \u201950 del \u2018900.\r\n","come_arrivare":"Dall\u2019uscita autostradale (Albenga): dopo aver preso l'uscita Albenga da A10\/E80, continuare su Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Prendere Viale Martiri della Foce in direzione di Viale Pontelungo\/SP39 a Albenga. Alla rotonda prendere la prima uscita e percorrere Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda successiva, prendere la seconda uscita e percorrere Regione Carr\u00e0\/Strada Provinciale 582 del Colle di S. Bernardo\/SP582. Alla rotonda, prendere la prima uscita e prendere Viale Martiri della Foce per circa 1 km. Alla rotonda seguente, prendere la prima uscita e rimanere su Viale Martiri della Foce. Alla rotonda, proseguire dritto su Via Leonardo Da Vinci, e, alla rotonda prendere la seconda uscita e imboccare Via Torino. Svoltare a destra e prendere Via del Roggetto. Svoltare a sinistra e prendere Viale Pontelungo\/SP39. All\u2019incrocio con Via Valle d\u2019Aosta e Via 8 Marzo si trova il sito archeologico. \u00c8 possibile posteggiare l\u2019automobile in Via Valle d\u2019Aosta, nella successiva Via Bologna, raggiungibile svoltando a sinistra una volta percorsa tutta Via Valle d\u2019Aosta. Prima di procedere lungo Via Bologna, svoltando a destra \u00e8 possibile trovare un altro parcheggio per auto e moto.\r\nDalla stazione ferroviaria (Albenga): procedere a piedi verso Via dei Mille. Svoltare a destra e prendere Via dei Mille: proseguire su tale via per poi svoltare leggermente e prendere Via Genova\/SP39. Continuare su SP39. Attraversare la rotonda e percorrere Viale Pontelungo sino all\u2019incrocio con Via Valle d\u2019Aosta e Via 8 Marzo. L\u2019area archeologica si trova in Via Valle d\u2019Aosta.\r\nMezzi pubblici: http:\/\/www.orariotrasporti.regione.liguria.it\/JourneyPlanner\/bin\/stboard.exe\/i\r\n"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[8.2123729,44.0538333]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8230,"name":"Sito Archeologico di Monte Prama","description":"","modified":"2023-03-05T17:10:27","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/giganti-2-683x1024.jpg","id":7552,"caption":""},{"src":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/giganti-1-678x1024.jpg","id":7555,"caption":""}],"image":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/giganti-2-683x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[384]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"en","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8230","wp_edit":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=8230&action=edit","translations":{"it":{"id":2314,"name":"Sito Archeologico di Monte Prama","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/sito-archeologico-di-monte-prama\/","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2314","description":""},"fr":{"id":8231,"name":"Sito Archeologico di Monte Prama","web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/\/sito-archeologico-di-monte-prama\/?lang=fr","source":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/8231","description":""}},"web":"http:\/\/ir.be.webmapp.it\/poi\/sito-archeologico-di-monte-prama\/?lang=en","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","content_from":"","titolo_alternativo":"","rilevanza_storica":"La necropoli di Mont\u2019e Prama si trova alla base del colle omonimo, a una distanza di circa 2 Km dallo stagno del comune Cabras. 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