{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":7915,"name":"Museo Casa Rossa Ximenes","description":"<p>La Casa Rossa Ximenes fu costruita dall&#8217;Ingegnere gesuita Leonardo Ximenes nel 1765-68 nel quadro della bonifica della palude di Castiglione della Pescaia, per svolgere funzioni di bonifica per colmata, da attuarsi attraverso la regimazione idraulica delle ondate di piena invernale, garantendo inoltre il controllo ed il supporto idrico nei periodi di magra, atti a garantire le attivit\u00e0 ittiche. Sono tuttora presenti e ne caratterizzano gli ambienti interni e quelli esterni, strutture tecnologiche come; chiuse, paratie e ingranaggi vari, ancora funzionanti, seppure non utilizzati.<\/p>\n<p>La Casa Rossa \u00e8 oggi sede del Museo Interattivo realizzato da Mizar, agenzia per la divulgazione scientifica, progettato dal noto fisico Paco Lanciano.<br \/>\nIl particolare percorso didattico si sviluppa su due piani della Casa Museo: un originale documentario sulla Diaccia Botrona, integrato con proiezione ad effetto tridimensionale sulla mappa realativa a quest&#8217;area, mostra come l\u2019ambiente attuale sia il risultato dell\u2019evoluzione naturale e degli interventi umani nel corso della storia. Nella seconda parte del percorso il visitatore pu\u00f2 fare attivit\u00e0 di birdwathcing nel terrazzo panoramico.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[da https:\/\/www.museidimaremma.it ]<\/p>\n","modified":"2020-10-20T12:03:06","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[246,146]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.maremma-online.it\/riservanaturalediacciabotrona.html"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7915","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7915&action=edit","translations":{"en":{"id":7920,"name":"Red House Museum","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/red-house-museum\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7920","description":"<p>The Red House Ximenes was built by the Jesuit engineer Leonardo Ximenes in 1765-68 as part of the reclamation of the swamp of Castiglione della Pescaia, to carry out reclamation functions by filling, to be implemented through the hydraulic regulation of winter flood waves, also guaranteeing the control and water support in lean periods, aimed at guaranteeing fishing activities. They are still present and characterize the internal and external environments, technological structures such as; locks, bulkheads and various gears, still working, although not used.<\/p>\n<p>The Red House is now home to the Interactive Museum created by Mizar, an agency for scientific dissemination, designed by the well-known physicist Paco Lanciano.<br \/>\nThe particular educational path is spread over two floors of the House Museum: an original documentary on the Diaccia Botrona, integrated with a three-dimensional effect projection on the map of this area, shows how the current environment is the result of natural evolution and interventions humans throughout history. In the second part of the itinerary the visitor can do birdwathcing activities on the panoramic terrace.<\/p>\n<p>[from https:\/\/www.museidimaremma.it]<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/museo-casa-rossa-ximenes\/","addr:street":"Via Casa Rossa Ximenes","addr:housenumber":"","addr:postcode":"58043","addr:city":"Castiglione della Pescaia (Gr)","contact:phone":"+39 389 0031369","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Casa Rossa Ximenes,  Castiglione della Pescaia (Gr)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.9013831,42.76872669999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7906,"name":"Centro Ippico La Bandita","description":"<p>Il <a href=\"http:\/\/www.centroippicolabandita.com\/\">Centro Ippico La Bandita<\/a> si trova a Castiglione della Pescaia (Gr), dove Luca Ficai, guida equestre qualificata, svolge il suo lavoro con seriet\u00e0 e professionalit\u00e0.<br \/>\nQui \u00e8 possibile usufruire di vari servizi: lezioni di equitazione di base ed avanzate, lezioni di avvicinamento alla monta maremmana, passeggiate a cavallo in spiaggia ed in pineta, spettacoli folkloristici maremmani, giro pony per i bambini, pensione cavalli.<\/p>\n","modified":"2020-10-19T15:31:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/agriturismo-a-castiglione-della-pescaia-Maremma-la-terra-dei-butteri-768x788.jpg","id":7907,"caption":"agriturismo-a-castiglione-della-pescaia-Maremma-la-terra-dei-butteri"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/La-Bandita-1.jpg","id":7909,"caption":"La Bandita 1"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/la-bandita-2-768x521.jpg","id":7911,"caption":"la bandita 2"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/agriturismo-a-castiglione-della-pescaia-Maremma-la-terra-dei-butteri-768x788.jpg","accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.centroippicolabandita.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7906","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7906&action=edit","translations":{"en":{"id":7914,"name":"La Bandita Equestrian Center","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/la-bandita-equestrian-center\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7914","description":"<p>The La Bandita Equestrian Center is located in Castiglione della Pescaia (Gr), where Luca Ficai, a qualified equestrian guide, carries out his work with seriousness and professionalism.<br \/>\nHere you can take advantage of various services: basic and advanced riding lessons, lessons to approach the Maremma mountains, horseback riding on the beach and in the pine forest, Maremma folklore shows, pony rides for children, horse boarding.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/centro-ippico-la-bandita\/","addr:street":"Strada Prov.le del Padule ","addr:housenumber":"","addr:postcode":"58043","addr:city":" Castiglione della Pescaia (Gr) ","contact:phone":"+39 333 2313222","contact:email":"lucaficai@libero.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"Strada Prov.le del Padule ,   Castiglione della Pescaia (Gr) "},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.9025503,42.7742891]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7891,"name":"Castiglione della Pescaia","description":"<h2>Territorio<\/h2>\n<p>Il territorio comunale si estende dalle coste del Mar Tirreno, ove comprende anche l&#8217;Isolotto dello Sparviero e gli Scogli Porchetti, fino alle propaggini sud-occidentali e meridionali della catena collinare che da Poggio Ballone arriva al Poggio Petriccio e che costituisce l&#8217;appendice meridionale delle Colline Metallifere grossetane. Tra il litorale e l&#8217;area collinare vi \u00e8 una vasta area pianeggiante della Maremma grossetana, parzialmente interessata da un&#8217;area palustre, totalmente inclusa nella riserva naturale Diaccia Botrona. Il litorale risulta prevalentemente basso e sabbioso, fatta eccezione per il piccolo promontorio di Punta Capezzolo, che divide l&#8217;abitato di Castiglione della Pescaia dalla localit\u00e0 di Riva del Sole, e per l&#8217;intera area del promontorio di Punta Ala, che presentano entrambi coste alte e scogliose.<\/p>\n<p>Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Scarlino e Gavorrano, a est e a sud-est con il comune di Grosseto, mentre a ovest e a sud \u00e8 bagnato dalle acque del Mar Tirreno.<\/p>\n<p>Le localit\u00e0 balneari si estendono attorno al livello del mare o a quote lievemente superiori, mentre nell&#8217;entroterra si segnalano i 184 metri s.l.m. di Buriano, i 335 metri s.l.m. di Vetulonia, mentre quote superiori si registrano nella frazione di Tirli e nei suoi dintorni.<\/p>\n<h2>Storia<\/h2>\n<p>Le origini del toponimo risalgono a due distinte fasi del periodo alto-medievale. Nell&#8217;VIII secolo appariva la denominazione <i>Castelione<\/i> in riferimento all&#8217;insediamento delle Paduline situato presso l&#8217;argine del fiume, mentre in un documento dell&#8217; 814 l&#8217;area del pi\u00f9 antico insediamento romano delle Paduline risultava denominata <i>Piscaria a Mare<\/i>. Durante il periodo medievale risulta tuttavia prevalente l&#8217;utilizzo del toponimo <i>Castelione<\/i> anche in seguito alla dominazione pisana, mentre nelle epoche successive fu gradualmente introdotta anche la denominazione <i>Pescaja<\/i>, accostandola a quella pi\u00f9 ricorrente<\/p>\n<p>L&#8217;area in cui si estende il territorio comunale di Castiglione della Pescaia ha riportato alla luce alcune testimonianze preistoriche del Paleolitico superiore, che sono state rinvenute nell&#8217;area collinare occidentale (Val Berretta) e sulle propaggini collinari orientali comprese tra la fattoria della Badiola, la localit\u00e0 di Ampio e la zona a sud della frazione di Buriano.<\/p>\n<p>Del periodo etrusco le testimonianze di pi\u00f9 grande splendore sono state rinvenute presso la frazione di Vetulonia, mentre altri ritrovamenti sono venuti alla luce nella parte occidentale del territorio comunale tra la Val Beretta e Pian di Rocca, zona che risultava gi\u00e0 abitata in epoca preistorica. L&#8217;area in cui sorge l&#8217;abitato di Castiglione della Pescaia risultava essere invece un importante insediamento romano, visti i resti archeologici rinvenuti presso la riva destra del fiume Bruna in prossimit\u00e0 del porto-canale e del moderno abitato, tra i quali spiccano i resti della villa romana delle Paduline. Inoltre, \u00e8 accertata la presenza di una strada consolare ed una selciata, i cui resti sono andati perduti nel corso del XIX secolo, che dall&#8217;abitato romano si dirigevano rispettivamente verso la pineta del Tombolo e verso Giuncarico.<\/p>\n<p>Dopo un periodo di abbandono tra il V e l&#8217;VIII secolo, vi fu una graduale rinascita di Castiglione della Pescaia, che prese particolare vigore nel corso del X secolo grazie alla Repubblica di Pisa: proprio in questo periodo fu costruito il primitivo borgo medievale nella parte bassa, che era racchiuso dalle Mura Pisane. Il dominio pisano ebbe inizio a partire dal 962, pur essendoci discontinuit\u00e0 di potere che, sul finire dello stesso secolo, avvantaggiarono inizialmente gli Aldobrandeschi, poi i monaci dell&#8217;abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Nel XII secolo l&#8217;insediamento castellano pass\u00f2 alla famiglia Lambardi che controllava all&#8217;epoca la frazione di Buriano, la cui influenza divenne rilevante in epoca duecentesca. Il centro inizi\u00f2 una fase di prosperit\u00e0 fino a divenire un libero comune nel XIII secolo. Nel 1274 i Pisani ripresero l&#8217;esercizio attivo del potere che si protrasse fino alla fine del XIV secolo, periodo in cui fu istituito il libero Comune di Castiglione della Pescaia, che con un atto di sottomissione a Firenze riusc\u00ec a farsi garantire la protezione. Durante il secolo successivo ebbe termine la lunga fase di libero Comune, a seguito della conquista del castello da parte delle truppe di re Alfonso V d&#8217;Aragona; precedentemente ci fu una temporanea occupazione senese durante il 1432. Nel 1449 le milizie del Principato di Piombino riuscirono a liberare l&#8217;intero borgo, fatta eccezione del castello che rimase un presidio aragonese. Nel 1460 il castello fu ceduto alla famiglia Piccolomini di Siena, che lo vendette quasi un secolo pi\u00f9 tardi (1559) ai Medici, nel cui granducato era entrato a far parte pochi anni prima il rimanente borgo. Il marchesato di Castiglione della Pescaja con le isole del Giglio e Giannutri fu acquistato da Cosimo I il 20 gennaio 1559 per la moglie Eleonora di Toledo dai Piccolomini d&#8217;Aragona de&#8217; duchi di Amalfi con il consenso di Filippo II di Spagna. Si estendeva anche alle Rocchette senza tuttavia avere la propriet\u00e0 sugli scogli \u201cFormiche della Troja\u201d in possesso dei principi di Piombino che autorizzarono per\u00f2 al granduca la cessione di un&#8217;area sulla Punta di Troja per la costruzione di una torre costiera. Fu amministrato in autonomia fino al 1737, dipendendo dalla provincia pisana, finch\u00e9 fu soppresso nel 1765 da Pietro Leopoldo ed annesso al resto dello stato senese.<\/p>\n<p>Dal periodo settecentesco in poi, il centro conobbe una forte rinascita grazie alle opere di bonifica e canalizzazione dell&#8217;antico Lago Prile e ai grandi scambi commerciali favoriti dal ruolo di primo piano che il porto di Castiglione della Pescaia aveva assunto in quel periodo. Tuttavia, l&#8217;apertura della Ferrovia Maremmana dopo la met\u00e0 del XIX secolo, che passando nell&#8217;entroterra non risultava collegata n\u00e9 al centro n\u00e9 al porto, determin\u00f2 un improvviso decadimento degli scambi commerciali e del periodo di grande floridezza, che tuttavia furono superati tra la fine dello stesso secolo e gli inizi del XX secolo con lo sviluppo delle prime strutture balneari che costituirono di fatto gli albori delle moderne strutture turistiche che caratterizzano il centro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Geologia<\/h2>\n<p>L&#8217;area in cui sorge gran parte del territorio comunale era quasi interamente occupata dal mare, anche durante il Pliocene, era geologica in cui vi fu l&#8217;orogenesi appenninica: l&#8217;area di Poggio Ballone rappresentava l&#8217;unica terra emersa, costituendo gi\u00e0 all&#8217;epoca un imponente promontorio collegato alla terra ferma soltanto alle estreme propaggini settentrionali.<\/p>\n<p>Durante il Quaternario vi fu un graduale sollevamento degli originari fondali marini di circa trecento metri, fenomeno che cre\u00f2 le premesse per la formazione della pianura alluvionale lungo gli ultimi tratti dei fiumi Bruna ed Ombrone, creando cos\u00ec nuove terre emerse ed il ritiro del mare di decine di chilometri verso sud-ovest. Tra i due corsi d&#8217;acqua rimase tuttavia un vasto specchio d&#8217;acqua che non venne mai riempito, nonostante la formazione del cordone sabbioso a est di Castiglione della Pescaia, ove attualmente sorge la Pineta del Tombolo: tale area divenne di fatto un bacino lacustre salato, il Lago Prile, la cui salinit\u00e0 venne sfruttata per la raccolta di sale fino al periodo tardo-medievale, epoca in cui divenne un&#8217;area palustre per l&#8217;intera perdita di salinit\u00e0. Le bonifiche iniziate dai Lorena nel corso del XVIII secolo portarono alla bonifica dell&#8217;area malsana, causa della diffusione della malaria, con le varie opere di canalizzazione che hanno lasciato nella riserva naturale Diaccia Botrona ci\u00f2 che resta dell&#8217;antico bacino lacustre<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-10-15T13:02:25","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/CastiglionPescaia-768x501.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7891","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7891&action=edit","translations":{"en":{"id":7895,"name":"Castiglione della Pescaia","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/castiglione-della-pescaia\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7895","description":"<h2>Territory<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>The municipal territory extends from the coasts of the Tyrrhenian Sea, where it also includes the Islet of the Sparrowhawk and the Scogli Porchetti, up to the south-western and southern offshoots of the hill chain that from Poggio Ballone arrives at Poggio Petriccio and which forms the southern appendage of the Metalliferous Hills of Grosseto. Between the coast and the hilly area there is a large flat area of \u200b\u200bthe Grosseto Maremma, partially affected by a marshy area, totally included in the Diaccia Botrona nature reserve. The coast is mainly low and sandy, with the exception of the small promontory of Punta Capezzolo, which divides the town of Castiglione della Pescaia from the town of Riva del Sole, and for the entire area of \u200b\u200bthe promontory of Punta Ala, which have both coasts high and rocky.<\/p>\n<p>The municipal territory borders to the north with the municipalities of Scarlino and Gavorrano, to the east and south-east with the municipality of Grosseto, while to the west and south it is bathed by the waters of the Tyrrhenian Sea.<\/p>\n<p>The seaside resorts extend around sea level or slightly higher altitudes, while in the hinterland there are 184 meters above sea level. of Buriano, 335 meters above sea level of Vetulonia, while higher altitudes are recorded in the hamlet of Tirli and its surroundings.<br \/>\nHistory<\/p>\n<h2>History<\/h2>\n<p>The origins of the toponym date back to two distinct phases of the early medieval period. In the 8th century the name Castelione appeared in reference to the Paduline settlement located near the river bank, while in a document of 814 the area of \u200b\u200bthe oldest Roman settlement of the Paduline was called Piscaria a Mare. During the medieval period, however, the use of the toponym Castelione was prevalent even after the Pisan domination, while in later times the denomination Pescaja was also gradually introduced, combining it with the more recurrent one.<\/p>\n<p>The area in which the municipal territory of Castiglione della Pescaia extends has brought to light some prehistoric remains of the upper Paleolithic, which were found in the western hilly area (Val Berretta) and on the eastern hilly offshoots between the Badiola farm, the locality of Ampio and the area south of the hamlet of Buriano.<\/p>\n<p>The evidence of the greatest splendor of the Etruscan period has been found in the hamlet of Vetulonia, while other finds have come to light in the western part of the municipal territory between Val Beretta and Pian di Rocca, an area that was already inhabited in prehistoric times. The area where the town of Castiglione della Pescaia stands was instead an important Roman settlement, given the archaeological remains found on the right bank of the Bruna river near the port-canal and the modern town, among which the remains stand out of the Roman villa of Paduline. Furthermore, the presence of a consular road and a cobblestone road, the remains of which were lost in the course of the nineteenth century, which from the Roman town respectively headed towards the pine forest of Tombolo and towards Giuncarico, is ascertained.<\/p>\n<p>After a period of neglect between the fifth and eighth century, there was a gradual rebirth of Castiglione della Pescaia, which took particular force during the tenth century thanks to the Republic of Pisa: in this period the primitive medieval village was built in the lower part, which was enclosed by the Pisan Walls. The Pisan dominion began in 962, although there was a discontinuity of power which, at the end of the same century, initially benefited the Aldobrandeschi, then the monks of the abbey of San Salvatore al Monte Amiata. In the twelfth century the castle settlement passed to the Lambardi family who controlled the hamlet of Buriano at the time, whose influence became significant in the thirteenth century. The center began a phase of prosperity until it became a free municipality in the thirteenth century. In 1274 the Pisans resumed the active exercise of power which lasted until the end of the 14th century, a period in which the free Municipality of Castiglione della Pescaia was established, which with an act of submission to Florence managed to ensure protection. During the following century the long phase of free Commune ended, following the conquest of the castle by the troops of King Alfonso V of Aragon; previously there was a temporary Sienese occupation during 1432. In 1449 the militias of the Principality of Piombino managed to liberate the entire village, with the exception of the castle which remained an Aragonese garrison. In 1460 the castle was sold to the Piccolomini family of Siena, who sold it almost a century later (1559) to the Medici, in whose grand duchy the remaining village had joined a few years earlier. The marquisate of Castiglione della Pescaja with the islands of Giglio and Giannutri was purchased by Cosimo I on 20 January 1559 for his wife Eleonora di Toledo from the Piccolomini d&#8217;Ara<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castiglione-della-pescaia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8750204,42.7638947]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7859,"name":"Pieve di Santa Giulia","description":"<h3><span id=\"Esterno\" class=\"mw-headline\">Esterno<\/span><\/h3>\n<p>La chiesa ha una pianta a <a title=\"Croce latina\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Croce_latina\">croce latina<\/a>, con un&#8217;unica <a title=\"Navata\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Navata\">navata<\/a> provvista di <a title=\"Abside\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Abside\">abside<\/a>. La struttura \u00e8 costituita da bozze di <a class=\"mw-redirect\" title=\"Verrucano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Verrucano\">verrucano<\/a> e conci di <a class=\"mw-redirect\" title=\"Pietra arenaria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietra_arenaria\">pietra arenaria<\/a>. La facciata a capanna ha il fastigio del tetto sorretto da mensole e un <a title=\"Timpano (architettura)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Timpano_(architettura)\">timpano<\/a> con al centro un <a title=\"Oculo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oculo\">oculo<\/a> cieco, mentre inferiormente risulta delimitata lateralmente da semipilastri, arricchita da archetti pensili su peducci scolpiti e caratterizzata centralmente da un portale con <a title=\"Architrave\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Architrave\">architrave<\/a> di riutilizzo, sovrastato da due oculi, un arco cieco, sul quale fino al giugno 1986 vi era lo stemma della famiglia Bracci Cambini, che aveva il patronato sulla pieve. Lo stemma in marmo, simile a quello che \u00e8 tuttora sulla casa canonica, cadde a terra per una pallonata tirata da due ragazzi che giocavano sulla piazzetta antistante la chiesa.<\/p>\n<p>La parete meridionale, libera, mette in evidenza tre differenti fasi costruttive: una porzione omogenea con un cornicione <a title=\"Modanatura\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Modanatura\">modanato<\/a> sopra archetti pensili poggiati su mensole scolpite con decorazioni animali, vegetali e ad intreccio <a title=\"Vimine\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vimine\">vimineo<\/a>; una parte superiore con due ampi archi <a title=\"Tamponatura\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tamponatura\">tamponati<\/a> <a title=\"Arco a tutto sesto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arco_a_tutto_sesto\">a tutto sesto<\/a>; il <a title=\"Campanile\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Campanile\">campanile<\/a> a base rettangolare. Quest&#8217;ultimo, realizzato con diverse qualit\u00e0 di pietra alla fine del <a title=\"XII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XII_secolo\">XII<\/a> o ai primi del <a title=\"XIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIII_secolo\">XIII secolo<\/a>, ha in cima una <a title=\"Cella campanaria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cella_campanaria\">cella<\/a> con quattro aperture ad arco coronate da archetti pensili, il tutto sovrastato da un tetto a capanna.<\/p>\n<p>La facciata orientale, contraddistinta dall&#8217;abside semicircolare centrale e da tre strette <a class=\"mw-redirect\" title=\"Monofore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monofore\">monofore<\/a> con arco ogivale, presenta la stessa decorazione di cornicione, archetti e mensole presente sul lato sud.<\/p>\n<p>Il fianco settentrionale delimita l&#8217;annesso cimitero e appare incompleto. Presenta quattro archi su pilastri e l&#8217;impostazione di un quinto, abolito per l&#8217;inserimento di una colonna di appoggio a un grande arco a tutto sesto identico a quelli della facciata meridionale.<\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<h2 class=\"thumbcaption\" style=\"text-align: right;\">Interno<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>L&#8217;interno spoglio ad un&#8217;unica ampia navata presenta a sinistra gli archi tamponati che la separavano dall&#8217;antica piccola navata laterale. Le tamponature presentano ancora traccia delle decorazioni pittoriche a finto drappeggio, realizzate probabilmente negli anni &#8217;30 del <a title=\"XIX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">XIX secolo<\/a>. La parte frontale \u00e8 massiccia, continua e caratterizzata solo dalla presenza di due iscrizioni lapidee e di un busto in <a title=\"Marmo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marmo\">marmo<\/a>. Tre grandi colonne in granito contraddistinguono la parte pi\u00f9 recente della struttura della chiesa e fungono da appoggio per ampie arcate.<\/p>\n<p>L&#8217;<a title=\"Presbiterio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Presbiterio\">area presbiteriale<\/a>, spoglia e collocata su un piano leggermente superiore rispetto alla navata, presenta al centro l&#8217;<a class=\"mw-redirect\" title=\"Altar maggiore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Altar_maggiore\">altar maggiore<\/a>, proveniente dalla <a title=\"Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_e_monastero_di_San_Michele_alla_Verruca\">chiesa di San Michele alla Verruca<\/a>, con iscrizione <a class=\"mw-redirect\" title=\"Medievale\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Medievale\">medievale<\/a> lungo il bordo, e nel <a title=\"Transetto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Transetto\">transetto<\/a> sinistro un altare minore, provvisto di <a title=\"Tabernacolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tabernacolo\">tabernacolo<\/a>. Sulle pareti sono ancora visibili tracce di <a class=\"mw-redirect\" title=\"Affreschi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Affreschi\">affreschi<\/a> e decorazioni scolpite.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo restauro, avvenuto nel <a title=\"1977\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1977\">1977<\/a>, ha visto la realizzazione del pavimento in <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cotto (materiale)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cotto_(materiale)\">cotto<\/a> con il motivo <a title=\"Opera spicata\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Opera_spicata\">a lisca di pesce<\/a> caratteristico della pavimentazione originaria. Alcune grate metalliche permettono di visionare i principali ritrovamenti archeologici effettuati sotto il pavimento.<\/p>\n<p>Da notare l&#8217;<a class=\"extiw\" title=\"b:Disposizioni foniche di organi a canne\/Europa\/Italia\/Toscana\/Provincia di Pisa\/Vicopisano\/Caprona - Pieve di Santa Giulia\" href=\"https:\/\/it.wikibooks.org\/wiki\/Disposizioni_foniche_di_organi_a_canne\/Europa\/Italia\/Toscana\/Provincia_di_Pisa\/Vicopisano\/Caprona_-_Pieve_di_Santa_Giulia\">organo<\/a> di <a class=\"new\" title=\"Domenico Francesco Caciol (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Domenico_Francesco_Caciol&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Domenico Francesco Cacioli<\/a>, del <a title=\"1738\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1738\">1738<\/a>,<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>dal prospetto elegantissimo, restaurato dall&#8217;organaro Glauco Ghilardi nel 1983 su commissione della Parrocchia di Caprona ed inaugurato da mons. Luigi Sessa; lo strumento proveniva dalla chiesa della Compagnia di Calcinaia. La pieve \u00e8 scelta spesso per i matrimoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[testo tratto da wikipedia.it ]<\/em><\/p>\n","modified":"2020-10-11T19:52:03","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/SantaGiulia-768x576.jpg","id":7751,"caption":"Santa Giulia"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/SantaGiulia-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7859","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7859&action=edit","translations":{"en":{"id":7861,"name":"Santa Giulia parish","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/santa-giulia-parish\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7861","description":"<h2><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\">Exterior<\/span><\/h2>\n<p><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\"><\/p>\n<p>The church has a Latin cross plan, with a single nave with an apse. The structure is made up of verrucano drafts and sandstone blocks. The gabled fa\u00e7ade has the gable of the roof supported by shelves and a tympanum with a blind oculus in the center, while below it is delimited laterally by semi-pillars, enriched by hanging arches on sculpted corbels and centrally characterized by a portal with reused architrave, surmounted by two oculi, a blind arch, on which until June 1986 there was the coat of arms of the Bracci Cambini family, which had patronage over the parish church. The marble coat of arms, similar to the one that is still on the rectory, fell to the ground due to a ball thrown by two boys playing on the square in front of the church.<\/p>\n<p>The free southern wall highlights three different construction phases: a homogeneous portion with a molded cornice over hanging arches resting on shelves sculpted with animal, vegetable and wickerwork decorations; an upper part with two large rounded arches; the bell tower with a rectangular base. The latter, made with different qualities of stone at the end of the 12th or early 13th century, has a cell at the top with four arched openings crowned by hanging arches, all topped by a gable roof.<\/p>\n<p>The eastern fa\u00e7ade, characterized by the central semicircular apse and three narrow single-lancet windows with ogival arches, has the same decoration of the cornice, arches and shelves present on the south side.<\/p>\n<p>The northern flank delimits the annexed cemetery and appears incomplete. It has four arches on pillars and the setting of a fifth, abolished for the insertion of a column supporting a large round arch identical to those of the southern facade.<\/span><\/p>\n<h2><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\"><br \/>\nInterior<\/span><\/h2>\n<p><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\"><\/p>\n<p>The bare interior with a single wide nave presents on the left the buffered arches that separated it from the ancient small side nave. The infills still show traces of the pictorial decorations with fake drapery, probably made in the 1830s. The front is massive, continuous and characterized only by the presence of two stone inscriptions and a marble bust. Three large granite columns mark the most recent part of the church structure and act as a support for large arches.<\/p>\n<p>The presbytery area, bare and located on a level slightly higher than the nave, has in the center the high altar, coming from the church of San Michele alla Verruca, with medieval inscription along the edge, and in the left transept a minor altar, provided of tabernacle. Traces of frescoes and sculpted decorations are still visible on the walls.<\/p>\n<p>The last restoration, which took place in 1977, saw the creation of the terracotta floor with the fishbone motif characteristic of the original flooring. Some metal grates allow you to view the main archaeological finds made under the floor.<\/p>\n<p>Note the organ by Domenico Francesco Cacioli, from 1738, [1] with an extremely elegant fa\u00e7ade, restored by the organ builder Glauco Ghilardi in 1983 on commission from the Parish of Caprona and inaugurated by Msgr. Luigi Sessa; the instrument came from the church of the Compagnia di Calcinaia. The parish is often chosen for weddings.<\/span><\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-santa-giulia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.501425,43.7119326]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7855,"name":"Torre di Caprona","description":"<p>Sullo sperone roccioso a monte del paese di Caprona spicca la &#8220;torre degli <a title=\"Upezzinghi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Upezzinghi\">Upezzinghi<\/a>&#8220;, copia <a title=\"XIX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">ottocentesca<\/a> della torre dell&#8217;antico castello esistente alla met\u00e0 dell&#8217;<a title=\"XI secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XI_secolo\">XI secolo<\/a>, citato da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Dante\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante\">Dante<\/a> (<a title=\"Inferno - Canto ventunesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inferno_-_Canto_ventunesimo\">Inferno, XXI<\/a>, 94-96) e smantellato da <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a> nel <a title=\"1433\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1433\">1433<\/a>. La torre chiamata comunemente &#8220;Torretta&#8221; si trova sulla sommit\u00e0 di uno sperone roccioso, in una posizione altamente suggestiva che domina le pendici del <a title=\"Monte Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_Pisano\">monte Pisano<\/a>. Oggi \u00e8 in completo stato di abbandono e necessiterebbe di un&#8217;opera di messa in sicurezza.<\/p>\n<p>All&#8217;incrocio fra via del ponte e via Dante Alighieri si trova una lapide storica che recita:<\/p>\n<blockquote><p>XXI AGOSTO MDCCCXCII<\/p>\n<p>TRENTACINQUE ANNI ADDIETRO FRANCESCO LUPERI CENTONI PROPUGNAVA E LEGALMENTE OTTENEVA CHE LE ACQUE PLUVIALI DI QUESTO ANTICO BORGO SOTTO L&#8217;ALVEO DEL TORRENTE ZAMBRA PASSANDO NEL SOTTOSTANTE FOSSO &#8211; VICINAJA &#8211; DEFLUISSERO MA DIFETTO DI LEGGI O EGOISMO DI POTENTI I NECESSARI LAVORI LUNGAMENTE IMPEDIRONO. PROGREDITI I TEMPI LE LEGGI E LE OPINIONI AJUTANDO PER LE ASSIDUE CURE DEL COMPAESANO ETTORE SIGHIERI AI PUBBLICI LAVORI MUNICIPALI PREPOSTO L&#8217;OPERA TANTO AGOGNATA NEL LUGLIO 1892 FINALMENTE COMPIEVASI.<\/p>\n<p>LA POPOLAZIONE CAPRONESE RICONOSCENTE QUESTO MARMO PONEVA<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"thumb tright\"><\/div>\n<p>La localit\u00e0 \u00e8 ricordata a partire dal <a title=\"1024\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1024\">1024<\/a>. Il castello di Caprona sub\u00ec una sortita ad opera dei soldati fiorentini il 16 agosto del <a title=\"1289\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1289\">1289<\/a>, azione a cui partecip\u00f2 anche il giovane <a title=\"Dante Alighieri\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante_Alighieri\">Dante Alighieri<\/a>, arruolato con altri quattrocento cavalieri nelle schiere di <a title=\"Nino Visconti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nino_Visconti\">Nino Visconti<\/a>. Il sommo poeta citer\u00e0 la cittadina nel <a title=\"Inferno - Canto ventunesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inferno_-_Canto_ventunesimo\">canto XXI dell&#8217;Inferno<\/a>, vv. 94-96.<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abcos\u00ec vid&#8217;io gi\u00e0 temer li fanti<br \/>\nch&#8217;uscivan patteggiati di Caprona,<br \/>\nveggendo se&#8217; tra nemici cotanti.\u00bb<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il suddetto castello era collocato ai piedi dello sperone roccioso su cui sorgeva la torre di avvistamento, che permetteva la comunicazione con le strutture fortificate circostanti, cio\u00e8 la <a title=\"Rocca della Verruca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rocca_della_Verruca\">Rocca della Verruca<\/a> e le torri di <a title=\"Uliveto Terme\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Uliveto_Terme\">Uliveto<\/a>, per il controllo della stretta zona di terra posta fra il fiume <a title=\"Arno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arno\">Arno<\/a> e la propaggine meridionale del <a title=\"Monte Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_Pisano\">Monte Pisano<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;estrazione di pietra dalle cave capronesi ha progressivamente trasformato il paesaggio della cittadina. Quando lo sperone roccioso era ancora sostanzialmente integro era possibile scorgere intorno alla torretta i resti del forte medievale. Fino agli <a title=\"Anni 1950\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anni_1950\">anni cinquanta<\/a>, inoltre, a qualche centinaio di metri a ovest dei suddetti ruderi erano visibili le mura di un palazzo la cui costruzione, voluta da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cosimo I\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cosimo_I\">Cosimo I<\/a>, non venne mai portata a termine: l&#8217;edificio era popolarmente noto col nome di &#8220;<i>Palazzaccio<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Dal <a title=\"1887\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1887\">1887<\/a> al <a title=\"1953\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1953\">1953<\/a> Caprona era servita dalla <a title=\"Tranvia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tranvia\">tranvia<\/a> a vapore che, percorrendo l&#8217;asse della <a title=\"Strada statale 67 Tosco-Romagnola\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strada_statale_67_Tosco-Romagnola\">via Fiorentina<\/a>, collegava <a title=\"Tranvia Pisa-Pontedera\/Calci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tranvia_Pisa-Pontedera\/Calci\">Pisa con Pontedera<\/a> e, attraverso una diramazione in sede propria che si distaccava in localit\u00e0 <a title=\"Navacchio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Navacchio\">Navacchio<\/a>, con <a title=\"Calci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Calci\">Calci<\/a>. Superato l&#8217;<a title=\"Arno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arno\">Arno<\/a> con un tratto in sede stradale sul ponte di Zambra, la linea aveva a Caprona una vera e propria stazione dotata di un fascio di tre binari di cui uno a servizio del raccordo di 2\u00a0km che collegava tale localit\u00e0 con la cava di pietra sita in localit\u00e0 Uliveto. Quest&#8217;ultimo fu dismesso e smantellato nel <a title=\"1941\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1941\">1941<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[ testo tratto da wikipedia.it ]<\/p>\n","modified":"2020-10-11T19:44:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Caprona.jpg","id":7749,"caption":"Caprona"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/MTBCaprona-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7855","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7855&action=edit","translations":{"en":{"id":7858,"name":"Caprona tower","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/caprona-tower\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7858","description":"<p>On the rocky spur above the town of Caprona stands the &#8220;Torre degli Upezzinghi&#8221;, a nineteenth-century copy of the tower of the ancient castle existing in the mid-eleventh century, mentioned by Dante (Inferno, XXI, 94-96) and dismantled by Florence in 1433. The tower commonly called &#8220;Torretta&#8221; is located on the top of a rocky spur, in a highly suggestive position overlooking the slopes of Mount Pisano. Today it is in a complete state of neglect and would need to be made safe.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/torre-di-caprona\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5068397,43.707181]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7782,"name":"Verruca (fortezza)","description":"<h2>Storia<\/h2>\n<p>La struttura della rocca aveva un&#8217;importanza cruciale per la Repubblica Pisana, perennemente in guerra con Firenze. Il castello era il nucleo di un sistema di fortificazioni sparse sul territorio circostante tra cui possiamo elencare i castelli di Caprona, Vicopisano e Buti. Le comunicazioni tra questi avamposti e la rocca, cos\u00ec come quelle tra la rocca e la citt\u00e0 di Pisa, avvenivano con lenzuola, stendardi, fumo, fuochi o colpi di artiglieria attraverso un codice che permetteva di informare repentinamente sui movimenti delle truppe nemiche in avvicinamento. In caso di scarsa visibilit\u00e0 il segnale veniva passato attraverso le varie torri dislocate sui monti pisani: la Torre dello Spuntone, il castellare di Asciano, il castello di Agnano ed il castello di San Giuliano.<\/p>\n<p>Teatro di cruente battaglie tra Pisani e Fiorentini, fu ripetutamente roccaforte dei primi quando ormai la citt\u00e0 era caduta in mano al nemico. Il sito era gi\u00e0 occupato da una fortificazione dal 780, ma la rocca vera e propria fu costruita solo nel XIII secolo, ed \u00e8 sopravvissuta come struttura militare attiva fino alla definitiva caduta di Pisa nel 1503. Le ultime strutture ad esser costruite, in vista dell&#8217;ultimo decisivo scontro con i Fiorentini, furono le quattro torri angolari, due orientali di grossa dimensione e due occidentali pi\u00f9 piccole, con feritoie e balestriere.<\/p>\n<p>Nel 1509, tuttavia, la fortezza fu ristrutturata da Antonio da Sangallo a cui vengono attribuiti i due bastioni poligonali e da Luca del Caprina, della bottega del Francione, a cui viene attribuita la grossa torre cilindrica su uno spigolo del perimetro. La fortezza fu in seguito dismessa venendo a mancare la sua posizione di frontiera e quindi la sua utilit\u00e0 difensiva.<br \/>\nLa Rocca della Verruca come appariva in un dipinto del 1875 del pittore K\u00e1roly Mark\u00f3 il Giovane.<\/p>\n<p>Nei primi anni del Novecento venne avviato un progetto per la realizzazione di una croce monumentale, in risposta all&#8217;iniziativa di papa Leone XIII di porre il simbolo della cristianit\u00e0 sulle cime pi\u00f9 alte d&#8217;Italia. La prima pietra venne posata dall&#8217;Arcivescovo di Pisa Maffi nel 1904, ma i lavori non proseguirono per il blocco imposto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, decisa a preservare l&#8217;aspetto dell&#8217;antica fortezza.<\/p>\n<p>La sera dell&#8217;8 settembre 2009 il fianco nord-occidentale del monte \u00e8 stato interessato da un violento incendio di origine dolosa, estesosi dalla zona di Nicosia di Calci fino a raggiungere Crespignano e Caprona, in basso, e il Lombardone, vicino alla sommit\u00e0. Il fuoco ha distrutto circa 120 ettari di foresta, lasciando una ferita nel panorama dei Monti Pisani, visibile a chilometri di distanza. Il comune di Calci e la Provincia di Pisa, visti anche gli scarsi finanziamenti da parte della Regione Toscana, hanno deciso di non intervenire con piani di rimboschimento, asserendo che sar\u00e0 la natura a fare il proprio corso e favorendo quindi la crescita di una vegetazione di tipo mediterraneo, costituita da piccoli arbusti e non pi\u00f9 da boschi di leccio o querce.<\/p>\n<p>Dal novembre 2009 la Compagnia di Calci (associazione nata nel 2004 a tutela del territorio e dell&#8217;ambiente della Valgraziosa) ha ottenuto, in comodato d&#8217;uso dal proprietario dottor Costantino Conforti, la parte della rocca che si trova nel territorio del Comune di Calci. I volontari dell&#8217;Associazione si impegnano costantemente in opere di pulizia e messa in sicurezza allo scopo di salvaguardare la Verruca dallo stato di abbandono e al fine di rendere visibili ai numerosi visitatori le parti che la vegetazione col tempo aveva coperto. La vegetazione circostante le mura, composta da lecci, edera, rovi e altri arbusti, sta seriamente minacciando la solidit\u00e0 delle loro fondamenta a causa dell&#8217;azione delle radici.<\/p>\n<p>Nel settembre 2018 un violentissimo incendio che ha devastato la parte sud-orientale del Monte Pisano, ha colpito anche la Rocca della Verruca distruggendo praticamente tutta la vegetazione presente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Architettura<\/h2>\n<p>La struttura in pietra e laterizi sorge su uno sperone roccioso ed \u00e8 stata ricostruita e ampliata in vari momenti della storia della Repubblica Pisana; tali lavori sono stati eseguiti spesso con urgenza in periodo di guerra, senza una pianificazione accurata. I bastioni e le fondamenta, che si aggrappano direttamente alla roccia sottostante, sono ancora saldi, ma le sovrastrutture sono crollate quasi interamente; restano quasi intatte alcune sale sotterranee e la cappella centrale, che conserva le quattro mura.<br \/>\nIngresso della Rocca<\/p>\n<p>La pianta del complesso \u00e8 pentagonale, con i due lati orientali spesso considerati come uno solo molto convesso. Solo quattro angoli risultano fortificati: i due rivolti a nord e nord-est da torrioni rotondi, quello a nord-ovest da un bastione con punta poligonale e quello di sud-ovest con uno spalto lievemente pronunciato.<\/p>\n<p>L&#8217;unico ingresso \u00e8 posto sul lato orientale e vi si accede tramite una breve ma ripida scalinata scavata nella roccia[9]. Una volta varcata la porta, attualmente danneggiata, il paesaggio si apre sulla piazza d&#8217;armi al cui centro si ergono i resti di una chiesa. Nel terreno si notano diverse aperture, alcune provviste di scalini e conducenti a stanze sotterranee, altre di forma quadrata poste al centro del soffitto delle stesse camere. Tra la vegetazione \u00e8 possibile scorgere anche l&#8217;apertura di una grande cisterna quadrilatera, con la volta a botte, oggi riempita di detriti e in passato probabilmente utilizzata per la raccolta dell&#8217;acqua piovana.<\/p>\n<p>La chiesa, a pianta rettangolare, conserva le possenti mura di grossi blocchi di pietra verrucana, su cui si aprono due porte, sui lati maggiori, e due finestre strombate, sul fianco destro. L&#8217;osservatore attento pu\u00f2 notare due distinte qualit\u00e0 di pietra nel perimetro: grossi blocchi fino ai due metri d&#8217;altezza, filarotti di una cava diversa superiormente. Questi ultimi provengono probabilmente dalla &#8220;Buca delle Fate&#8221;, una cava di verrucano che ha fornito il materiale anche per la costruzione della chiesa del monastero di San Michele Arcangelo, poco distante dalla rocca. Nulla rimane invece del tetto e del pavimento, forse semplicemente ricoperto dal prato.<\/p>\n<p>Alle spalle dei ruderi si innalzano alcuni grossi massi che in passato costituivano il sostegno del mastio, di cui rimane solo un muro e che probabilmente si estendeva fino al muro meridionale. Ancor oggi il punto pi\u00f9 alto della rocca (e del monte), la torre che vi si ergeva venne probabilmente smantellata con l&#8217;avvento della polvere da sparo, in modo da non costituire facile bersaglio per le bordate nemiche e, quindi, un pericolo per gli assediati in caso di crollo.<\/p>\n<p>La maggior parte del piano interno della rocca \u00e8 oggi ricoperto di terra ed erba, ma conserva ancora la sua caratteristica pendenza verso est. Il muraglione sud \u00e8 perci\u00f2 la parte pi\u00f9 alta del perimetro e sulla sua faccia interna sono ancora visibili alcune delle mensole di pietra che fungevano da sostegno per i camminamenti interni.<\/p>\n<p>Il torrione di sud-est \u00e8 fornito di due mine accessibili tramite una scaletta di pietra e dotate di bocche di fuoco utilizzate per sorvegliare la muraglia meridionale e quella orientale con l&#8217;ingresso. Anche il bastione di sud-ovest ha una mina, rivolta a ponente, non rialzata e oggi priva della cornice di pietra, rimossa negli anni settanta. Nei pressi di tale bastione \u00e8 presente un&#8217;altra bocca di fuoco per sorvegliare ulteriormente il muraglione sud.<\/p>\n<p>Il bastione di nord-ovest presenta un ampio locale interno, dotato di volte interrate sotto cumuli di detriti. Forse qui si trovava l&#8217;ingresso del passaggio segreto che conduceva all&#8217;esterno della struttura, una sorta di uscita di servizio o di emergenza. Tale struttura ha probabilmente alimentato la diceria riguardo al fantomatico tunnel sotterraneo che avrebbe messo in comunicazione Pisa con la Verruca.<\/p>\n<p>Al torrione di nord-est, ben conservato, si accede tramite una scala in pietra. Al suo interno troviamo una stanza piuttosto grande con due bocche di fuoco che avevano il compito di sorvegliare le muraglie settentrionale e orientale. Dalla stessa scala parte uno stretto cunicolo che termina con una bocca di fuoco collocata a met\u00e0 del muraglione est.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[testo tratto da wikipedia.it]<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-10-06T11:40:03","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/MTBVerruca3-768x576.jpg","id":7731,"caption":"MTB Verruca 3"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Verruca-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7782","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7782&action=edit","translations":{"en":{"id":7784,"name":"Verruca (fortress)","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verruca-fortress\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7784","description":"<h2>History<\/h2>\n<p>The structure of the fortress was of crucial importance for the Pisan Republic, perpetually at war with Florence. The castle was the nucleus of a system of fortifications scattered over the surrounding area, among which we can list the castles of Caprona, Vicopisano and Buti. The communications between these outposts and the fortress, as well as those between the fortress and the city of Pisa, took place with sheets, banners, smoke, fires or artillery shots through a code that allowed the sudden information on the movements of the approaching enemy troops. In case of poor visibility, the signal was passed through the various towers located on the Pisan mountains: the Torre dello Spuntone, the castle of Asciano, the castle of Agnano and the castle of San Giuliano.<\/p>\n<p>Theater of bloody battles between Pisans and Florentines, it was repeatedly a stronghold of the former when the city had now fallen into the hands of the enemy. The site was already occupied by a fortification from 780, but the real fortress was built only in the 13th century, and survived as an active military structure until the final fall of Pisa in 1503. The last structures to be built, in view of the he last decisive confrontation with the Florentines were the four corner towers, two large eastern ones and two smaller western ones, with slits and crossbowmen.<\/p>\n<p>In 1509, however, the fortress was renovated by Antonio da Sangallo, who is credited with the two polygonal bastions and by Luca del Caprina, from the Francione workshop, who is credited with the large cylindrical tower on one edge of the perimeter. The fortress was later abandoned as it lost its border position and therefore its defensive usefulness.<br \/>\nLa Rocca della Verruca as it appeared in an 1875 painting by the painter K\u00e1roly Mark\u00f3 the Younger.<\/p>\n<p>In the early years of the twentieth century a project was started for the construction of a monumental cross, in response to the initiative of Pope Leo XIII to place the symbol of Christianity on the highest peaks in Italy. The first stone was laid by the Archbishop of Pisa Maffi in 1904, but the works did not continue due to the block imposed by the Superintendency of Cultural Heritage, determined to preserve the appearance of the ancient fortress.<\/p>\n<p>On the evening of 8 September 2009 the north-western flank of the mountain was affected by a violent fire of arson, extending from the Nicosia di Calci area to reach Crespignano and Caprona, below, and Lombardone, near the top. The fire destroyed about 120 hectares of forest, leaving a wound in the panorama of the Pisan Mountains, visible from miles away. The municipality of Calci and the Province of Pisa, also given the scarce funding from the Tuscany Region, have decided not to intervene with reforestation plans, asserting that nature will take its course and thus favoring the growth of Mediterranean type, consisting of small shrubs and no longer of holm oak or oak woods.<\/p>\n<p>Since November 2009 the Compagnia di Calci (an association founded in 2004 to protect the territory and the environment of Valgraziosa) has obtained, on loan for use by the owner Dr. Costantino Conforti, the part of the fortress that is located in the territory of the Municipality of Calci . The volunteers of the Association are constantly engaged in cleaning and safety works in order to safeguard the Verruca from the state of abandonment and in order to make visible to the numerous visitors the parts that the vegetation had covered over time. The vegetation surrounding the walls, composed of holm oaks, ivy, brambles and other shrubs, is seriously threatening the solidity of their foundations due to the action of the roots.<\/p>\n<p>In September 2018 a very violent fire that devastated the south-eastern part of Monte Pisano, also hit the Rocca della Verruca, destroying practically all the surroundings.<\/p>\n<h2>Architecture<\/h2>\n<p>The stone and brick structure stands on a rocky spur and was rebuilt and enlarged at various times in the history of the Pisan Republic; these works were often carried out urgently in times of war, without careful planning. The ramparts and foundations, which cling directly to the underlying rock, are still firm, but the superstructures have collapsed almost entirely; some underground rooms and the central chapel, which preserves the four walls, remain almost intact.<br \/>\nEntrance of the Rocca<\/p>\n<p>The plan of the complex is pentagonal, with the two eastern sides often considered as one very convex. Only four corners are fortified: the two facing north and north-east by round towers, the north-west by a bastion with a polygonal tip and the south-west by a slightly pronounced rampart.<\/p>\n<p>The only entrance is located on the eastern side and is accessed via a short but steep staircase carved into the rock. Once through the door, which is currently damaged, the landscape opens onto the parade ground in the center of which are the remains of a church. In the ground there are several openings, some with steps and leading to underground rooms, others square in the center of the ceiling of the same rooms. Among the vegetation it is also possible to see the opening of a large quadrilateral cistern, with a barrel vault, now filled with debris and in the past probably used to collect rainwater.<\/p>\n<p>The church, with a rectangular plan, preserves the mighty walls of large blocks of verrucana stone, on which two doors open on the longer sides and two splayed windows on the right side. The attentive observer can notice two distinct qualities of stone in the perimeter: large blocks up to two meters high, rows of a different quarry above. The latter probably come from the &#8220;Buca delle Fate&#8221;, a verrucano quarry which also provided the material for the construction of the church of the monastery of San Michele Arcangelo, not far from the fortress. Nothing remains of the roof and the floor, perhaps simply covered by the lawn.<\/p>\n<p>Behind the ruins rise some large boulders which in the past were the support of the keep, of which only one wall remains and which probably extended up to the southern wall. Even today the highest point of the fortress (and of the mountain), the tower that stood there was probably dismantled with the advent of gunpowder, so as not to constitute an easy target for enemy broadcasts and, therefore, a danger to the besieged in case of collapse.<\/p>\n<p>Most of the internal floor of the fortress is now covered with earth and grass, but still retains its characteristic slope towards the east. The south wall is therefore the highest part of the perimeter and on its internal face some of the stone corbels that served as a support for the internal walkways are still visible.<\/p>\n<p>The south-east tower is equipped with two mines accessible via a stone ladder and equipped with fire mouths used to guard the southern and eastern walls with the entrance. The south-west bastion also has a mine, facing west, not raised and today without the stone frame, removed in the seventies. Near this bastion there is another mouth of fire to further monitor the south wall.<\/p>\n<p>The north-west bastion has a large internal room, with vaults buried under piles of debris. Perhaps here was the entrance to the secret passage that led outside the structure, a sort of service or emergency exit. This structure probably fueled the rumor about the phantom underground tunnel that would have put Pisa in communication with the Verruca.<\/p>\n<p>The well-preserved north-eastern tower is accessed via a stone staircase. Inside we find a rather large room with two fire mouths that had the task of guarding the northern and eastern walls. From the same staircase starts a narrow tunnel that ends with a fire mouth located in the middle of the east wall.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[text taken from wikipedia.it]<\/em><\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/verruca-fortezza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5338663,43.7071592]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7681,"name":"Podere Portone Primo","description":"<p>Olio Extra Vergine di Oliva estratto a freddo con processo di spreitura meccanica. 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Fu nel 1652 che il giardino venne ingrandito e dotato di terrazzamenti (visto il forte pendio) in stile all&#8217;italiana, con scalinate, statue e fontane.[1]<\/p>\n<p>Celebrato da poeti come Francesco Sbarra, il giardino e la villa videro aumentare la sua fama ed ebbero ospiti illustri gli arciduchi Ferdinando d&#8217;Austria e Anna de&#8217; Medici (come ricorda una lapide vicina all&#8217;ingresso) o, pi\u00f9 tardi, pare Napoleone Bonaparte. All&#8217;inizio del Settecento vi lavor\u00f2 Filippo Juvarra.<\/p>\n<p>Nel 1793 sempre su iniziativa di un altro Romano Garzoni, grazie a un progetto dell&#8217;architetto lucchese Ottaviano Diodati il giardino venne dotato del sistema idraulico che ancora oggi permette i giochi d&#8217;acqua, rendendolo ancora pi\u00f9 spettacolare.<\/p>\n<p>Nel 1871 la propriet\u00e0 pass\u00f2 al senatore Giuseppe Garzoni Venturi, poi alle sue figlie, le quali la cedettero poi negli anni trenta ai conti Gardi dell&#8217;Ardenghesca, che recentemente l&#8217;hanno alienata.<\/p>\n<h2>Villa Garzoni: Architettura<\/h2>\n<p>La villa \u00e8 rivolta a sud ed ha quattro piani a valle e tre a monte, a causa del dislivello. La struttura \u00e8 posta in posizione elevata rispetto al paesaggio circostante ed \u00e8 caratterizzata da un raro equilibrio tra la solidit\u00e0 dell&#8217;edificio e la leggerezza della decorazione rococ\u00f2, che sembra darle un aspetto di irreale inconsistenza. Due rampe a gradoni, che accentuano l&#8217;effetto scenografico, la collegano al giardino posto di fianco.<\/p>\n<p>Il primo piano \u00e8 l&#8217;unico visitabile e vi si accede da una scala in pietra circondata da affreschi illusionistici. Al termine dello scalone inizia una lunga galleria decorata da stucchi e dipinti, sulla quale si aprono le varie stanze: la camera da letto della damigella (con baldacchino e drapperie in seta), la biblioteca (in stile impero), la camera rossa o di Napoleone, la sala da pranzo (con arredi del Settecento francese e quadri del Correggio), il salone da ballo e altre salette e camere da letto.<\/p>\n<p>Oltre il portico e il cortile d&#8217;entrata si trova la palazzina d&#8217;estate di colore rosso vivo, progettata da Filippo Juvarra, che pu\u00f2 considerarsi una delle pi\u00f9 rilevanti espressioni di architettura barocca in Toscana. Il complesso \u00e8 grande 5.492 metri quadrati.<\/p>\n<h2>Villa Garzoni: il giardino<\/h2>\n<p>Il giardino, mirabile esempio di organizzazione di spazi verdi di epoca tardo barocca, \u00e8 caratterizzato da effetti scenografici e a sorpresa che fanno parte compositamente di un unico insieme decorativo di grande coerenza stilistica. Il suo stile \u00e8 tipico del passaggio tra il manierismo e il barocco, con suggestioni di stampo francese, che saranno riprese in altri grandi parchi, come quello per esempio della Reggia di Caserta. Il terreno, caratterizzato da una forte pendenza, ha influenzato l&#8217;organizzazione planimetrica del giardino, infatti il progetto si sviluppa lungo un asse centrale di simmetria secondo una sistemazione a terrazzamenti, di grande effetto scenografico.<\/p>\n<p>Superato l&#8217;ingresso, in cui sono collocate due statue di Pan flautista e di Flora, si apre un parterre variopinto con siepi di bosso di forme geometriche, in cui le fioriture sono state recentemente sostituite con ghiaino colorato. Nella prima parte sono poste due vasche circolari arricchite da ninfee e schizzi d&#8217;acqua. Una statua di Diana ed una di Apollo introducono alla seconda parte del parterre dove all&#8217;interno delle aiuole sono rappresentate le insegne della famiglia Garzoni. Tutto il parterre \u00e8 delimitato da una imponente siepe di bosso potata secondo l&#8217;arte topiaria.<\/p>\n<p>Al termine si innalza maestosa una scalinata tripartita a doppia rampa, decorata con mosaici colorati di ciottoli a disegni geometrici e nicchie che ospitano statue di terracotta. Un&#8217;imponente balaustra segue l&#8217;andamento di tutta la scalinata.<\/p>\n<p>Nel ninfeo, dall&#8217;andatura pi\u00f9 mossa e meno geometrica, sono poste le statue di Nettuno e di Tritoni; notevoli sono i giochi d&#8217;acqua con spruzzi e zampilli che creano un effetto particolarmente vivace. Disseminate si trovano numerose statue in pietra e in terracotta, alcune delle quali riproducono i mestieri della vita di campagna.<\/p>\n<p>Il secondo pianerottolo conduce ad un&#8217;estremit\u00e0 alla statua di Pomona, divinit\u00e0 protettrice del giardino, e dall&#8217;altra parte ad un teatro di verzura, interamente ricavato nella vegetazione grazie a siepi di bosso appositamente sagomate e con statue originali delle Muse. L&#8217;asse centrale prosegue lungo una cascata a gradini, che culmina con una statua della Fama, dalla cui cornucopia sgorga l&#8217;acqua che prima di defluire nella cascata si getta in una vasca semicircolare; il tutto \u00e8 innestato all&#8217;interno di un fitto bosco, tagliato orizzontalmente da percorsi, due dei quali proseguono raggiungendo uno un boschetto di bamb\u00f9, l&#8217;altro, dopo aver attraversato un ponticello a forma di pergolato con aperture ad occhi di bue, arriva ad un labirinto, sormontato da una galleria ad archi di vegetazione. In questa zona si trova anche un edificio per i bagni, gi\u00e0 eremo di religiosi.<\/p>\n<p>Il giardino \u00e8 stato recentemente restaurato seguendo descrizioni documentarie e modelli desunti dalla trattatistica.<\/p>\n<div id=\"toc\" class=\"toc\" role=\"navigation\" aria-labelledby=\"mw-toc-heading\"><\/div>\n","modified":"2020-10-01T16:24:34","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/VillaGarzoni1-768x576.jpg","id":7615,"caption":"Villa Garzoni 1"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Villagarzoni2-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[292]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.pinocchio.it\/villa-garzoni\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7614","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7614&action=edit","translations":{"en":{"id":7621,"name":"Villa Garzoni","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/villa-garzoni\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7621","description":"<p>Villa Garzoni: the history<\/p>\n<p>In 1366 the Pesciatina family of the Garzoni, who would later become part of the Lucca aristocracy, bought a fortress in this place, using it as a family residence. The first mention of the villa dates back to 1633 when Romano Garzoni signed a project for a building very close in size to the present one, while the garden was much smaller. It was in 1652 that the garden was enlarged and equipped with terraces (given the steep slope) in the Italian style, with stairways, statues and fountains. [1]<\/p>\n<p>Celebrated by poets such as Francesco Sbarra, the garden and the villa saw its fame increase and the archdukes Ferdinand of Austria and Anna de &#8216;Medici had illustrious guests (as a plaque near the entrance recalls) or, later, Napoleon Bonaparte apparently . At the beginning of the eighteenth century Filippo Juvarra worked there.<\/p>\n<p>In 1793, again on the initiative of another Romano Garzoni, thanks to a project by the Lucca architect Ottaviano Diodati, the garden was equipped with the hydraulic system that still allows water games, making it even more spectacular.<\/p>\n<p>In 1871 the property passed to Senator Giuseppe Garzoni Venturi, then to his daughters, who then ceded it in the thirties to the Gardi dell&#8217;Ardenghesca counts, who recently alienated it.<br \/>\nVilla Garzoni: Architecture<\/p>\n<p>The villa faces south and has four floors downstream and three upstream due to the difference in height. The structure is located in an elevated position with respect to the surrounding landscape and is characterized by a rare balance between the solidity of the building and the lightness of the Rococo decoration, which seems to give it an appearance of unreal inconsistency. Two ramps with steps, which accentuate the scenographic effect, connect it to the garden next to it.<\/p>\n<p>The first floor is the only one that can be visited and is accessed by a stone staircase surrounded by illusionistic frescoes. At the end of the staircase begins a long gallery decorated with stuccoes and paintings, on which the various rooms open: the maid&#8217;s bedroom (with canopy and silk draperies), the library (in Empire style), the red or Napoleon, the dining room (with 18th century French furniture and paintings by Correggio), the ballroom and other rooms and bedrooms.<\/p>\n<p>Beyond the portico and the entrance courtyard is the bright red summer building, designed by Filippo Juvarra, which can be considered one of the most important expressions of Baroque architecture in Tuscany. The complex is 5,492 square meters large.<br \/>\nVilla Garzoni: the garden<\/p>\n<p>The garden, an admirable example of the organization of green spaces of the late Baroque period, is characterized by scenographic and surprise effects that are composite part of a single decorative set of great stylistic coherence. His style is typical of the transition between Mannerism and Baroque, with French influences, which will be resumed in other large parks, such as that of the Royal Palace of Caserta. The land, characterized by a steep slope, has influenced the planimetric organization of the garden, in fact the project develops along a central axis of symmetry according to a terraced arrangement, of great scenographic effect.<\/p>\n<p>After the entrance, where two statues of Pan flutist and Flora are placed, a colorful parterre opens with box hedges of geometric shapes, in which the blooms have recently been replaced with colored gravel. In the first part there are two circular pools enriched with water lilies and splashes of water. A statue of Diana and one of Apollo lead to the second part of the parterre where the signs of the Garzoni family are represented inside the flower beds. The whole parterre is bordered by an imposing boxwood hedge trimmed according to topiary art.<\/p>\n<p>At the end a majestic tripartite double flight staircase rises, decorated with colored mosaics of pebbles with geometric designs and niches that house terracotta statues. An imposing balustrade follows the course of the entire staircase.<\/p>\n<p>In the nymphaeum, with a more moved and less geometric gait, there are the statues of Neptune and Tritons; notable are the water games with splashes and jets that create a particularly lively effect. Scattered are numerous stone and terracotta statues, some of which reproduce the trades of country life.<\/p>\n<p>The second landing leads at one end to the statue of Pomona, the protector deity of the garden, and on the other side to a theater of greenery, entirely carved into the vegetation thanks to specially shaped boxwood hedges and original statues of the Muses. The central axis continues along a stepped waterfall, which culminates with a statue of Fame, from whose cornucopia gushes the water that, before flowing into the waterfall, flows into a semicircular basin; the whole is grafted inside a dense forest, cut horizontally by paths, two of which<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/villa-garzoni\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.653706583467102,43.89978582093989]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7601,"name":"Collodi","description":"<p>La storia di Collodi \u00e8 strettamente legata al nome della famiglia Garzoni, le cui vicende si inseriscono nella controversia tra Guelfi e Ghibellini.<br \/>\nLa famiglia Garzoni apparteneva ai Ghibellini ed ebbe come storica rivale la citt\u00e0 di Firenze, notoriamente Guelfa.<br \/>\nDurante tutto il XIV secolo Collodi partecip\u00f2 alle battaglie di Montecatini (1315), di Altopascio (1325), al fallito tentativo di riprendere Pescia, e alle vicende della guerra fra Pisa e Firenze.<br \/>\nI Garzoni furono costretti ad emigrare a Lucca ma conservarono comunque i possedimenti a Collodi, a San Martino e a Sesto.<br \/>\nLa posizione dell&#8217;antico borgo, la cui esistenza \u00e8 attestata a partire dal XII secolo, dipende dalle esigenze difensive, infatti la popolazione fu costretta a salire sulla collina per evitare gli attacchi provenienti dai nemici situati nelle vicinanze.[1]<\/p>\n<p>Il borgo, dalla morfologia particolare, presenta case piccole ed arrampicate sul pendio di un colle scosceso, disposte sui lati di due triangoli, alla base dei quali si trovano l&#8217;antica Rocca e la Villa Garzoni, che sorge sulle rovine dell\u2019antico Castello medievale.<br \/>\nLe vie in mezzo alle case sono lastricate da pietre che mantengono il loro aspetto medievale.<br \/>\nPasseggiando per il borgo \u00e8 possibile ancora osservare i resti delle strutture fortificate come alcune porte, all\u2019estremit\u00e0 la Rocca con un ampio recinto ed alcune torri, di cui una trasformata in campanile.<br \/>\nSulla sommit\u00e0 dell&#8217;antico borgo \u00e8 possibile raggiungere la Pieve di San Bartolomeo<\/p>\n","modified":"2020-10-01T16:02:53","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/collodi-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7601","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7601&action=edit","translations":{"en":{"id":7605,"name":"Collodi","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/collodi\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7605","description":"<p>The history of Collodi is closely linked to the name of the Garzoni family, whose events are part of the dispute between Guelphs and Ghibellines.<br \/>\nThe Garzoni family belonged to the Ghibellines and had as its historical rival the city of Florence, notoriously Guelph.<br \/>\nThroughout the fourteenth century Collodi participated in the battles of Montecatini (1315), of Altopascio (1325), in the failed attempt to retake Pescia, and in the events of the war between Pisa and Florence.<br \/>\nThe Garzoni were forced to emigrate to Lucca but still retained the possessions in Collodi, San Martino and Sesto.<br \/>\nThe position of the ancient village, whose existence is attested starting from the XII century, depends on the defensive needs, in fact the population was forced to climb the hill to avoid attacks from enemies located nearby. [1]<\/p>\n<p>The village, with a particular morphology, has small houses perched on the slope of a steep hill, arranged on the sides of two triangles, at the base of which are the ancient Rocca and the Villa Garzoni, which stands on the ruins of the ancient medieval castle .<br \/>\nThe streets between the houses are paved with stones which maintain their medieval aspect.<br \/>\nWalking through the village it is still possible to observe the remains of the fortified structures such as some gates, at the end the fortress with a large enclosure and some towers, one of which has been transformed into a bell tower.<br \/>\nOn the top of the ancient village it is possible to reach the Pieve di San Bartolomeo<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/collodi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.6517152,43.8998053]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7593,"name":"Pescia","description":"<p>Pescia si \u00e8 sviluppata a partire da due nuclei funzionali differenti.\u00a0 Il &#8220;mercato&#8221; dedicato alla vita pubblica ed al commercio si affaccia sulla riva destra del fiume Pescia. La &#8220;pieve&#8221;,\u00a0 dedicata invece alle attivit\u00e0 religiose e monastiche si estende sulla riva sinistra. Il primo nucleo si concentra simbolicamente nella grande Piazza Mazzini, nel Palagio e nei torrioni, il secondo nel Duomo e nella Porta Fiorentina (1732); i due centri, attorno ai quali si sviluppano una fitta rete di vicoli e rughe, sono connessi fra loro dal caratteristico Ponte del Duomo.<\/p>\n<p>Secondo alcuni ritrovamenti archeologici e testimonianze scritte, si presume che Pescia sia stata fondata dai longobardi, che qui vi posero un insediamento. E appunto il nome del fiume omonimo prima e dell&#8217;insediamento poi deriva da un adattamento latino di una parola longobarda, pehhia, dalla radice germanica *bak- che significa fiume, torrente (cfr. tedesco Bach e inglese beck).<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di tre secoli dopo la fondazione dell&#8217;abitato, Pescia, indipendente, rimase coinvolta quindi negli scontri tra guelfi e ghibellini. Di parte ghibellina, venne a scontrarsi con Lucca, di parte guelfa, e venne invasa e distrutta nel 1281, ma gi\u00e0 pochi anni dopo cominci\u00f2 la ricostruzione con l&#8217;aiuto degli stessi lucchesi. Durante il medioevo Firenze e Lucca si contesero la citt\u00e0, il cui comune sorgeva al confine tra le due repubbliche. Dopo un tentativo d&#8217;invasione fallito da parte di Pisa, la citt\u00e0 pass\u00f2 sotto il dominio della Repubblica di Firenze.<\/p>\n<p>L&#8217;economia della citt\u00e0 si basava principalmente sull&#8217;allevamento del gelso e del baco da seta, di cui si racconta che sia stato importato segretamente dall&#8217;Oriente per la prima volta in Europa proprio dal pesciatino Francesco Buonvicini.<\/p>\n<p>Nel 1519, la Pieve di S. Maria di Pescia fu elevata al rango di prepositura e il preposto divenne &#8220;nullius&#8221;, ossia esercitava pressoch\u00e9 tutte le funzioni sacramentali e giuridiche del vescovo. Il 19 febbraio 1699 il Granduca di Toscana Cosimo III de&#8217; Medici la elev\u00f2 al rango di citt\u00e0. Nel 1727, la diocesi di Pescia, guidata dal &#8220;preposto nullius&#8221;, divenne sede di un vescovo, direttamente dipendente dalla Santa Sede.<\/p>\n<p>Napoleone Bonaparte transit\u00f2 con il suo esercito nella Valdinievole e sost\u00f2 a Pescia; ordin\u00f2 la riconversione della produzione agricola, facendo sostituire la tradizionale produzione della seta con la barbabietola da zucchero per l&#8217;approvvigionamento del suo esercito, arrecando grave danno all&#8217;economia cittadina[senza fonte].<\/p>\n<p>In seguito all&#8217;unione del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana nel 1849, Pescia e la Valdinievole vennero inseriti nel compartimento di Lucca, che successivamente, in seguito all&#8217;unificazione italiana, divenne la provincia di Lucca. La citt\u00e0 rimase in ambito lucchese fino al primo dopoguerra quando, in seguito alla creazione della provincia di Pistoia, l&#8217;8 gennaio 1927 venne deciso il passaggio della Valdinievole alla neonata provincia.<\/p>\n<p>I bombardamenti della Seconda guerra mondiale danneggiarono molto gravemente Pescia, poich\u00e9 si trovava a ridosso della linea Gotica: le truppe naziste in ritirata minarono vari edifici del centro abitato e fecero saltare tutti i ponti sul fiume. La completa distruzione della citt\u00e0, che pure i tedeschi avevano minacciato, fu evitata grazie all&#8217;impegno e alla mediazione del Vescovo Angelo Simonetti.<\/p>\n<p>In seguito la citt\u00e0 si riprese rapidamente, e venne costruito il Mercato dei Fiori Vecchio e in seguito il Mercato dei Fiori Nuovo, iniziando il commercio dei fiori nel mondo.<\/p>\n","modified":"2020-10-01T15:54:33","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/pescia2-768x576.jpeg","id":7598,"caption":"Pescia lungo fiume"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Pescia-768x512.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7593","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7593&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pescia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.6891311,43.9073209]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7577,"name":"San Biagio Montepulciano","description":"<p>L&#8217;edificio, summa degli studi rinascimentali sulla pianta centralizzata a croce greca applicata agli edifici di culto cattolici, fu realizzata da Antonio da Sangallo il Vecchio, il quale ebbe come immediato modello la basilica di Santa Maria delle Carceri a Prato, progettata una generazione prima a Prato da suo fratello Giuliano da Sangallo. La stessa pianta, derivata da alcune opere di Filippo Brunelleschi, venne applicata al progetto originario di Bramante e Michelangelo Buonarroti per la basilica di San Pietro o la chiesa di Santa Maria della Consolazione di Todi, di paternit\u00e0 incerta.[3]<\/p>\n<p>L&#8217;edificio rinascimentale venne edificato sul luogo dove sorgeva un&#8217;antica pieve di origine paleocristiana dedicata a santa Maria e successivamente, dopo il trasferimento dei diritti plebani, intorno all&#8217;anno 1000, entro le mura castellane, a San Biagio. Agli inizi del Cinquecento si conservavano della pieve solo alcuni resti; in un muro si trovava ancora un affresco con la Madonna col bambino e san Francesco, opera del Trecento senese, a cui nel 1518 vennero attribuiti eventi miracolosi.[4] L&#8217;eco di questa devozione si sviluppa ben oltre l&#8217;area della Valdichiana: nel 1519, ad esempio, il comune di Sansepolcro, in Alta Valle del Tevere, delibera di partecipare alle spese dei pellegrinaggi che le compagnie e le persone della citt\u00e0 sosterranno per recarsi in pellegrinaggio alla Madonna di San Biagio, alla quale gi\u00e0 tante comunit\u00e0 hanno inviato doni[5].<\/p>\n<p>Il popolo poliziano decise di erigere una nuova chiesa affidando l&#8217;incarico ad Antonio da Sangallo il Vecchio. Questi progett\u00f2 un imponente edificio a pianta centrale e l&#8217;ambizioso progetto venne sostenuto da papa Leone X, che era stato educato da Agnolo Poliziano, nativo proprio della cittadina toscana.[3]<\/p>\n<p>La costruzione del tempio si protrasse sino al 1545 ed i lavori vennero diretti, dopo la morte del progettista, da altri sovrintendenti. L&#8217;ente che edific\u00f2 la chiesa fu l&#8217;Opera di San Biagio, oggi confluita nella fabbriceria delle Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano.<\/p>\n","modified":"2020-09-30T15:58:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/San-Biagio_Montepulciano-768x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7577","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7577&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/san-biagio-montepulciano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.774542188885503,43.090856281756075]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7573,"name":"Pieve di Chianni","description":"<p>Il borgo di Chianni e la sua chiesa appartennero al vescovo di Volterra fino al XIII secolo anche se non mancarono dei contrasti sia con i conti Cadolingi sia con il comune di San Gimignano per il suo controllo . Da un documento del 1061 sappiano che a quale tempo la chiesa era dotata di un chiostro , quello che non \u00e8 chiaro \u00e8 dove fosse la chiesa visto che un documento del 1210 , citante i beni allora appartenenti alla pieve cita il podere Pieve vecchia, luogo ritenuto la primitiva sede della pieve. Nello stesso documento parlando della chiesa la si definisce domus ecclesia, a conferma che in quell&#8217;anno la pieve era gi\u00e0 stata edificata, ma sempre lo stesso documento informa che la costruzione non esisteva nel 1174 . Nella chiesa aveva sede anche un capitolo di canonici di cui sono rimasti i nomi di un tale canonico Bello, qui operante nel 1221 e di un canonico Rogerio nel 1237 . Di sicuro c&#8217;\u00e8 che intorno al 1200, nello stesso periodo in cui si formava il castello di Gambassi, il complesso plebano venne ristrutturato dandogli l&#8217;aspetto oggi visibile. Della chiesa qui precedentemente costruita restano delle tracce solo nel transetto, e si trattava di una chiesa a pianta basilicale. Nel 1224 la costruzione non doveva essere terminata visto che ancora in quell&#8217;anno il comune di Gambassi faceva pagare una tassa per le spese della chiesa, oltre che per il mantenimento delle strade e delle fonti pubbliche<br \/>\nIl nome di uno dei maestri che lavorarono nella pieve \u00e8 rimasto inciso nel capitello della seconda colonna sulla sinistra e si tratta di un certo Johannes Bundivulus, italianizzato in Giovanni Bondi volterrano . Le maestranze che qui lavorarono furono quasi sicuramente volterrane visto il legame di dipendenza feudale che ancora la legava alla citt\u00e0 e anche al ripetersi qui di alcune caratteristiche della Cattedrale di Volterra. La pieve, nonostante facesse capo ad un vasto territorio composto da 21 suffraganee e fosse la beneficiaria di diversi privilegi papali, tra la fine del XIII e la met\u00e0 del XIV secolo non era ricca, infatti nel 1276 pag\u00f2 solo 7 lire e 17 soldi di tasse per la decima, cifra mantenuta pi\u00f9 o meno costante anche negli anni a venire; a peggiorare la situazione concorse anche papa Bonifacio VIII che nel 1301 revoc\u00f2 i beni e i privilegi che i suoi predecessori avevano conferito ai pievani di Chianni. Di alcuni suoi rettori \u00e8 stato tramandato il nome come ad esempio il pievano Benni di Ugolinello di Ranuccino citato nel 1182 o come Jacopo arciprete nel 1252, e infine per il XIV secolo sono citati Baldo e Paganello. Insieme al pievano e ai componenti il capitolo dei canonici vivevano presso la pieve anche alcuni semplici sacerdoti come Vernaccio e Rollando citati rispettivamente nel 1183 e nel 1231 .<\/p>\n<p>Nel XIV secolo avevano qui sede anche due compagnie: la Compagnia di Santa Croce fondata nel 1348 e la Compagnia di Santa Maria fondata nel 1360 e riservata ai presbiteri. Dalla seconda met\u00e0 del secolo a regolare la vita della pieve ci pens\u00f2 il comune di Gambassi attraverso i suoi statuti che stabilivano anche l&#8217;uso della chiesa e come mantenere l&#8217;immobilo. Nel 1356 il vescovo Filippo Belforti elev\u00f2 la chiesa a sede del Caposesto della Valdelsa per la diocesi di Volterra.<\/p>\n<p>Nel XV secolo la chiesa venne visitata pi\u00f9 volte dal vescovo volterrano e in occasione di ogni visita venne redatta una relazione sullo stato della pieve. Da tali atti sappiamo che nel 1413 nella chiesa vi erano cinque altari ma anche che in quel periodo era crollato un angolo della struttura[18] che dovette essere riparato in fretta visto che nelle relazioni del 1422, 1437 e 1443 la struttura venne giudicata in buone condizioni[18]. Successivamente qualcosa inizi\u00f2 a peggiorare visto che nel 1465 viene scritto che il tetto era pericolante e nel 1501 addirittura nelle mura erano presenti delle profonde fenditure che portarono ad una profonda ristrutturazione nel 1520. Altri lavori vennero svolti intorno al 1550 quando venne ampliato il coro sostituendo l&#8217;originaria abside romanica con una scarsella[18]. Nel 1686 in facciata era ancora aperto un occhio sul modello del duomo di Volterra, occhio che venne trasformato in finestra rettangolare nel 1782 dal arciprete Corsi che in quel periodo fece svolgere dei lavori di restauro[22]. La facciata col tempo dette segni di un imminente cedimento e nel 1842 venne consolidata mediante due contrafforti; nel 1879 venne dichiarata monumento nazionale subito dopo vennero intrapresi dei restauri che portarono all&#8217;eliminazione di ogni aggiunta fatta in epoca barocca. Nel 1957 sono stati rinvenuti i resti dell&#8217;antica abside romanica, durante i lavori di consolidamento e restauro eseguiti dalla soprintendenza ai monumenti di Firenze, sotto l&#8217;allora Parroco Don Ferdinando Porciani Una nuova campagna di ristrutturazione \u00e8 stata svolta nel 1979 sotto la direzione della Soprintendenza ai Beni architettonici per le provincie di Firenze e Pistoia. Dopo il 2009 gli edifici annessi alla pieve sono stati ristrutturati per ospitare un ostello per pellegrini.<\/p>\n","modified":"2020-09-30T17:15:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PieveChianni2-768x576.jpg","id":7582,"caption":"PieveChianni2"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Pieve-di-Chianni_-Gambassi-768x128.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7573","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7573&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-chianni\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.9578389,43.5469448]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7565,"name":"Montecatini Alto","description":"<p>L&#8217;incastellamento di Montecatini avvenne tra il 1016 (ancora lo troviamo indicato come Villa) e il 1074, con la prima menzione del Castello. Nell&#8217;XI sec. appartenne alla Chiesa di Lucca (vescovo di San Martino) e alle consorterie dei &#8220;Lambardi&#8221; di Maona e Montecatini; poi divenne comune autonomo con propri consoli (nominato nel 1167 in un placito di Federico I). Sempre nel XII sec. prese parte alle guerre contro Pistoia a fianco dei Lucchesi: 1177-1179. Nel 1260 dopo aver accolto i fuoriusciti guelfi di Firenze e Lucca, fu di parte guelfa e per questo venne assediata e conquistata nell&#8217;agosto del 1315, dopo una sanguinosa battaglia. Nella stessa i guelfi persero molti uomini e i sopravvissuti furono imprigionati dal ghibellino Uguccione della Faggiola, signore di Pisa e Lucca. Nel 1328 dopo la morte di Castruccio Castracani degli Antelminelli si strinse in Lega con altri comuni della Valdinievole sotto il &#8220;protettorato&#8221; di Firenze. I ghibellini locali, per\u00f2, non sopportarono questo dominio a lungo e dopo poco cacciarono i guelfi: nel 1330 assediata da Firenze per 11 mesi, la citt\u00e0 capitol\u00f2 e si sottomise definitivamente alla repubblica fiorentina. Nell&#8217;estate del 1554, durante la guerra di Siena, fu occupata da truppe mercenarie italo\/francesi al soldo del fuoriuscito fiorentino Pietro Strozzi, ma venne riconquistata dalle truppe di Cosimo I de&#8217; Medici e distrutta quasi completamente l&#8217;11 luglio dello stesso anno. Delle 7 porte che si aprivano nei circa due chilometri di mura poderose, l&#8217;unica rimasta \u00e8 Porta di Borgo. Delle 25 torri ne rimangono invece alcune: talune incorporate nell&#8217;abitato, nella piazza, davanti al convento di S.Maria a Ripa (XVI sec.) e altre come il campanile della Pievania, nella Rocca, nella torre dei Lemmi (con l&#8217;orologio, detta anche &#8220;del Carmine&#8221;), ancora ben visibili. Montecatini Alto rifior\u00ec nel XVIII sec. ad opera della casa di Lorena che finalmente valorizz\u00f2 le sue acque curative gi\u00e0 famose da molti secoli, iniziando la costruzione della citt\u00e0 termale.<\/p>\n","modified":"2020-09-29T23:17:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Funicolare.jpg","id":7550,"caption":"Funicolare"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/MontecatiniAlto-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7565","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7565&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/montecatini-alto\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.7889075,43.8946491]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7558,"name":"Terme Tettuccio","description":"<p>L&#8217;edificio, realizzato su progetto dell&#8217;architetto <a class=\"mw-redirect\" title=\"Gaspero Maria Paoletti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gaspero_Maria_Paoletti\">Gaspero Maria Paoletti<\/a> fra il 1779-1781, era caratterizzato da un portale in <a title=\"Bugnato\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bugnato\">bugnato<\/a> di grande effetto scenografico. Nel 1916 l&#8217;architetto fiorentino <a title=\"Ugo Giovannozzi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ugo_Giovannozzi\">Ugo Giovannozzi<\/a> present\u00f2 un progetto di ristrutturazione dell&#8217;intero complesso impostato sul concetto delle <a title=\"Terme romane\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Terme_romane\">terme romane<\/a>; sar\u00e0 portato a termine nel 1928. Lo stabilimento si trova immerso in un parco ricco di <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cedri del Libano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cedri_del_Libano\">cedri del Libano<\/a>, <a title=\"Arecaceae\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arecaceae\">palme<\/a>, <a class=\"mw-disambig\" title=\"Sequoia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sequoia\">sequoie<\/a>, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Acacie\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Acacie\">acacie<\/a>, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Alloro\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alloro\">allori<\/a>, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Glicini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Glicini\">glicini<\/a>, <a title=\"Pinus\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pinus\">pini<\/a>, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Tiglio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tiglio\">tigli<\/a> e ornato da imponenti <a title=\"Colonnato\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Colonnato\">colonnati<\/a>, <a title=\"Tribuna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tribuna\">tribune<\/a>, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Esedre\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Esedre\">esedre<\/a>, fontane e grandi aiuole fiorite bordate di <a title=\"Buxus\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Buxus\">bosso<\/a>. Il monumentale ingresso \u00e8 protetto da una grande cancellata e da un&#8217;ampia tettoia in ferro battuto e vetrate policrome, opera della <i>manifattura Berti<\/i> di Pistoia. Sulla sommit\u00e0 del <a class=\"mw-redirect\" title=\"Prospetto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prospetto\">prospetto<\/a> principale sono collocate quattro grandi statue in <a title=\"Marmo di Carrara\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marmo_di_Carrara\">marmo di Carrara<\/a>, scolpite da <a class=\"new\" title=\"Corrado Vigni (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Corrado_Vigni&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Corrado Vigni<\/a>, che rappresentano: la Sorgente; la Medicina; l&#8217;Igiene; la Salute. I fastosi elementi decorativi della facciata sono stati realizzati da <a class=\"new\" title=\"Aristide Aloisi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Aristide_Aloisi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Aristide Aloisi<\/a>. Il fregio \u00e8 opera del gessista fiorentino Mario Ceccherini.<\/p>\n<p>L&#8217;elemento che caratterizza l&#8217;edificio \u00e8 una fonte in <a title=\"Granito\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Granito\">granito<\/a>, a forma di conchiglia, sorretta da un gruppo bronzeo di figure marine (una grande piovra, due pesci, due coccodrilli, alcune rane), opera dello scultore fiorentino <a title=\"Sirio Tofanari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sirio_Tofanari\">Sirio Tofanari<\/a>, il cui nome risalta sul <a title=\"Carapace\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carapace\">carapace<\/a> di un grosso <a class=\"mw-redirect\" title=\"Granchio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Granchio\">granchio<\/a>. L&#8217;<a class=\"mw-redirect\" title=\"Acqua termale\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Acqua_termale\">acqua termale<\/a> che sgorga dalla fonte d\u00e0 il nome allo stabilimento, ed \u00e8 raccolta in una piscina con un parapetto ornato da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cavallucci marini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cavallucci_marini\">cavallucci marini<\/a>. Ai lati della fonte si erge un colonnato a semicerchio, che evidenzia sull&#8217;architrave l&#8217;iscrizione: <small>BALSAMO CHE TOLTO VIEN DI SOTTERRA E S&#8217;APRE AL CHIARO GIORNO<\/small>.<\/p>\n<p>Nel 1926, il pittore pescarese <a title=\"Basilio Cascella\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Basilio_Cascella\">Basilio Cascella<\/a>, per la <i>galleria dei banchi di mescita<\/i>, disegna sette pannelli <a title=\"Allegoria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Allegoria\">allegorici<\/a> policromi di grandi dimensioni, realizzati in mattonelle di <a title=\"Ceramica\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ceramica\">ceramica<\/a>. Ciascun pannello riporta un <a title=\"Architrave\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Architrave\">architrave<\/a> in marmo dove si legge il titolo delle diverse raffigurazioni; immagini e parole che esaltano gli effetti benefici dell&#8217;acqua nelle diverse et\u00e0 della vita: L&#8217;Infanzia; L&#8217;Adolescenza; La Bellezza; La Fonte; La Forza; La Maturit\u00e0; La Vecchiaia. Al centro dell&#8217;ultimo pannello, in basso, \u00e8 nitidamente riportato il nome dell&#8217;autore e l&#8217;anno di installazione dell&#8217;opera (1927), curiosamente preceduto da un rosso <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cornetto portafortuna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cornetto_portafortuna\">cornetto portafortuna<\/a>. Nel pannello dell&#8217;Adolescenza, sulla mattonella posta nel vertice in basso a sinistra, \u00e8 riprodotto lo stemma della &#8220;Fabbrica Mattonelle Smaltate G.R. Percossi e C. Civita Castellana&#8221;.<\/p>\n<p>Sul lato destro del piazzale interno \u00e8 collocata una tribuna circolare rialzata, adibita a sede dell&#8217;orchestra. La <a title=\"Cupola\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cupola\">cupola<\/a> \u00e8 caratterizzata dagli affreschi di <a class=\"new\" title=\"Ezio Giovannozzi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Ezio_Giovannozzi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Ezio Giovannozzi<\/a>, che ritraggono i diversi gruppi di strumentisti, con le diciture: <i>Archi e Pianoforte<\/i> &#8211; <i>Ottoni e Timpani<\/i> &#8211; <i>Oboe e Flavti<\/i> &#8211; <i>Organo ed Arpa<\/i>. I quattro gruppi sono inframezzati da pitture <a class=\"mw-redirect\" title=\"Trompe-l'oeil\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trompe-l%27oeil\">trompe-l&#8217;oeil<\/a> che raffigurano <a class=\"mw-redirect\" title=\"Tenori\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tenori\">tenori<\/a>, <a title=\"Baritono\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Baritono\">baritoni<\/a> e <a title=\"Soprano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Soprano\">soprano<\/a> mentre cantano sporgendosi dai <a class=\"mw-redirect\" title=\"Palchetti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palchetti\">palchetti<\/a>. L&#8217;architrave posto sopra le colonne della tribuna riporta un&#8217;iscrizione che recita: <small>IL SVON CHE DI DOLCEZZA I SENSI LEGA<\/small>.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del complesso si trova una sala per convegni e manifestazioni ristrutturata nel <a title=\"1989\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\">1989<\/a> da <a title=\"Paolo Portoghesi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paolo_Portoghesi\">Paolo Portoghesi<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[Fonte: Wikipedia.it ]<\/em><\/p>\n","modified":"2020-09-29T23:07:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/1280px-Terme_tettuccio_09-768x576.jpg","id":7561,"caption":"Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=15628924"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/tettuccio-300x156.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[424]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7558","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7558&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/terme-tettuccio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.7768215,43.8882133]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7466,"name":"Panzano in Chianti","description":"<p>La zona di Panzano era abitata gi\u00e0 in epoca etrusca come dimostra il ritrovamento di una stele risalente al <a title=\"VI secolo a.C.\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/VI_secolo_a.C.\">VI<\/a> &#8211; <a title=\"V secolo a.C.\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/V_secolo_a.C.\">V secolo a.C.<\/a> presso la pieve di San Leolino, stele poi dispersa. Anche in epoca romana la zona fu fittamente abitata, di quel periodo sono rimaste numerose tracce nei toponimi tra cui lo stesso Panzano. All&#8217;inizio del <a title=\"X secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/X_secolo\">X secolo<\/a> risulta citata la <i>Pieve di San Leolino a Flacciano<\/i>, poi diventato Panzano.<\/p>\n<p>Nel <a title=\"XII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XII_secolo\">XII secolo<\/a> si ha la prima testimonianza del nome Panzano che viene citato nella <i>plebe Sancti Leolini sitam in Panzano<\/i> mentre nelle <a title=\"Decima\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Decima\">decime<\/a> del <a title=\"XIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIII_secolo\">XIII secolo<\/a> si trova citata anche la chiesa di Santa Maria posta nel castello. Il castello di Panzano sicuramente si era gi\u00e0 sviluppato prima del <a title=\"XII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XII_secolo\">XII secolo<\/a> e risultava tra i possedimenti della famiglia <a class=\"mw-redirect\" title=\"Firidolfi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firidolfi\">Firidolfi<\/a>.<\/p>\n<p>Delle vicende storiche del castello non sono rimaste molte tracce. Alla met\u00e0 del <a title=\"XIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIII_secolo\">XIII secolo<\/a> quando il contado fiorentino fu organizzato in leghe Panzano era compreso nella Lega della Val di Greve. Dopo la <a title=\"Battaglia di Montaperti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Battaglia_di_Montaperti\">Battaglia di Montaperti<\/a> nel <a title=\"1260\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1260\">1260<\/a> il castello venne saccheggiato ed ebbe distrutte due torri da parte dalle truppe ghibelline vittoriose. Durante la guerra che oppose <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a> con i <a title=\"Visconti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Visconti\">Visconti<\/a> di <a title=\"Milano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milano\">Milano<\/a> Panzano, nel <a title=\"1397\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1397\">1397<\/a>, venne occupato e nuovamente saccheggiato dalle truppe di <a title=\"Alberico da Barbiano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alberico_da_Barbiano\">Alberico da Barbiano<\/a>.<\/p>\n<p>Nel <a title=\"1478\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1478\">1478<\/a>, le truppe senesi e i loro alleati, le truppe del Re di Napoli <a class=\"mw-redirect\" title=\"Ferdinando II di Aragona\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferdinando_II_di_Aragona\">Ferdinando II di Aragona<\/a> invasero per la seconda volta il <a title=\"Colline del Chianti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Colline_del_Chianti\">Chianti<\/a>. In quell&#8217;occasione il castello di Panzano fu uno dei pi\u00f9 importanti baluardi a difesa della <a title=\"Repubblica di Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Firenze\">repubblica di Firenze<\/a> tanto da divenire la sede del Commissario della Repubblica. Dopo la caduta della <a title=\"Repubblica di Siena\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Siena\">Repubblica di Siena<\/a> nel <a title=\"1555\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1555\">1555<\/a>, Panzano non sar\u00e0 pi\u00f9 coinvolto in eventi bellici fino al <a title=\"1944\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1944\">1944<\/a>.<\/p>\n<h2><span id=\"Monumenti_e_luoghi_d.27interesse\"><\/span><span id=\"Monumenti_e_luoghi_d'interesse\" class=\"mw-headline\">Monumenti e luoghi d&#8217;interesse<\/span><\/h2>\n<h3>Torre del Cassero (Il Castello)<\/h3>\n<p>Il <strong>castello<\/strong> \u00e8 la parte pi\u00f9 in alto e la pi\u00f9 antica di Panzano. Sono ancora conservate buona parte delle mura che cingevano il poggio; su due lati per\u00f2 sono state diminuite in altezza mentre nella parte sud-est mancano del tutto. Si sono conservate anche delle torri d&#8217;angolo tra cui una \u00e8 stata riutilizzata come campanile della chiesa di santa Maria mentre un&#8217;altra ancora conserva l&#8217;apparato a sporgere.<\/p>\n<p>La struttura interna del castello \u00e8 semplice; dall&#8217;unica porta di accesso, che in origine forse presentava un&#8217;antiporta, attraverso un&#8217;unica strada si arriva ad una piccola piazzetta sulla quale si affaccia il cassero. Il cassero \u00e8 costituito da un&#8217;alta torre che si eleva pi\u00f9 in alto di tutti gli altri edifici. All&#8217;interno del castello sono presenti altri edifici interessanti tra cui va segnalato quello posto accanto alla porta di accesso che presenta un palese carattere medievale. Tutti gli edifici del castello per l&#8217;accuratezza del paramento murario e per la foggia degli archivolti fanno datare al <a title=\"XII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XII_secolo\">XII secolo<\/a> le strutture del castello di Panzano. Costruito ed appartenuto da sempre alla famiglia <a class=\"mw-redirect\" title=\"Firidolfi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firidolfi\">Firidolfi<\/a> o <i>da Panzano<\/i> (che, secondo alcuni autori, inurbatisi a <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a> hanno dato il nome all&#8217;attuale Via Panzani), alla met\u00e0 del <a title=\"XIX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">XIX secolo<\/a> \u00e8 passato in parte per successione ed in parte per riacquisto dai Conti Mancini alla famiglia Buoninsegni (poi Tadini Buoninsegni) cui \u00e8 appartenuto fino alla seconda met\u00e0 del <a title=\"XX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XX_secolo\">XX secolo<\/a>.<\/p>\n<p>Poco fuori del castello era situata l&#8217;antica chiesa dedicata a Santa Maria che alla fine del <a title=\"XIX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">XIX secolo<\/a> venne sostituita dall&#8217;attuale.<\/p>\n<h3><span id=\"Borgo_di_Panzano\" class=\"mw-headline\">Borgo di Panzano<\/span><\/h3>\n<p>Fuori dal castello, lungo la via di accesso che segue il crinale della collina, gi\u00e0 nel <a title=\"XII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XII_secolo\">XII secolo<\/a> \u00e8 accertata la presenza di un borgo come riportato in un documento del <a title=\"1146\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1146\">1146<\/a>, <i>burgus de castro de Panzano<\/i>.<\/p>\n<p>Il borgo e il castello formano quello che attualmente \u00e8 il cosiddetto Panzano Alto.<\/p>\n<p>Il borgo di Panzano \u00e8 articolato su due strade che partendo da una piazzetta salgono parallele fino al castello. Tra gli edifici del borgo alcuni mostrano caratteri riferibili al <a title=\"XVII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVII_secolo\">XVII<\/a> o al <a title=\"XVIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVIII_secolo\">XVIII secolo<\/a> anche se da sotto alcuni intonaci cadenti si affacciano strutture medievali.<\/p>\n<h3><span id=\"Campana\" class=\"mw-headline\">Campana<\/span><\/h3>\n<p>La zona denominata Campana \u00e8 quella che sorge ai piedi del poggio di Panzano all&#8217;incrocio tra la <i>strada dei poggi<\/i> che si snoda lungo lo spartiacque tra <a title=\"Greve (fiume)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Greve_(fiume)\">Greve<\/a> e <a class=\"mw-redirect\" title=\"Pesa (fiume)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pesa_(fiume)\">Pesa<\/a>, congiungendo attraverso un percorso molto panoramico le due localit\u00e0 poste ai margini <a title=\"San Casciano in Val di Pesa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/San_Casciano_in_Val_di_Pesa\">San Casciano in Val di Pesa<\/a> da una parte e <a title=\"Volpaia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Volpaia\">Volpaia<\/a> dall&#8217;altra passando per il <a title=\"Castello delle Stinche\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castello_delle_Stinche\">Castello delle Stinche<\/a>, e la via Chiantigiana che conduce verso <a title=\"Radda in Chianti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Radda_in_Chianti\">Radda in Chianti<\/a> e <a title=\"Castellina in Chianti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castellina_in_Chianti\">Castellina in Chianti<\/a>, (Passo di Campana 480\u00a0m <a class=\"mw-redirect\" title=\"S.l.m.\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/S.l.m.\">s.l.m.<\/a>). Il suo nome deriva dalla forma della piazza [Gastone Bucciarelli] che vista dall&#8217;alto assomiglia ad una campana.<\/p>\n<p>Campana era ricordata anche nella <i>Carta dei Capitani di Parte Guelfa<\/i> realizzata alla fine del <a title=\"XVI secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVI_secolo\">XVI secolo<\/a>; in quella carta vien chiamata <i>Piazza Panzanini<\/i> e sulla piazza ancora oggi esistente si affaccia un bel palazzo cinquecentesco.<\/p>\n<h3><span id=\"Conca_d.27Oro\"><\/span><span id=\"Conca_d'Oro\" class=\"mw-headline\">Conca d&#8217;Oro<\/span><\/h3>\n<p>Conca d&#8217;Oro \u00e8 la parte di Panzano volta a solatio che si affaccia e degrada sull&#8217;ampia vallata del torrente\/fiume Pesa; da qui un paesaggio a perdita d&#8217;occhio di boschi, vigneti e oliveti della Toscana Centrale. Il nome Conca d&#8217;Oro si riferisce alla forma dei fianchi della collina in quel punto, una conca appunto, una volta completamente coltivata a grano (dorato) e ove oggi si estendono i vigneti del <a title=\"Chianti Classico (vino)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chianti_Classico_(vino)\">Chianti Classico<\/a> (l&#8217;oro del Chianti).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(testo tratto da Wikipedia.it)<\/em><\/p>\n","modified":"2020-08-17T14:49:04","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Panzano-in-chianti-panorama-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7466","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7466&action=edit","translations":{"en":{"id":7470,"name":"Panzano in Chianti","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/panzano-in-chianti\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7470","description":"<p>The area of \u200b\u200bPanzano was already inhabited in Etruscan times, as evidenced by the discovery of a stele dating back to the 6th &#8211; 5th century BC. at the parish church of San Leolino, a stele later dispersed. Even in Roman times the area was densely inhabited, from that period numerous traces remain in the toponyms including Panzano himself. At the beginning of the 10th century, the Pieve di San Leolino in Flacciano, which later became Panzano, is mentioned.<\/p>\n<p>In the twelfth century there is the first evidence of the name Panzano which is mentioned in the plebe Sancti Leolini sitam in Panzano while in the tenths of the thirteenth century the church of Santa Maria located in the castle is also mentioned. The castle of Panzano certainly had already developed before the 12th century and was among the possessions of the Firidolfi family.<\/p>\n<p>Not many traces remain of the historical events of the castle. In the mid-thirteenth century, when the Florentine countryside was organized into leagues, Panzano was included in the Lega della Val di Greve. After the Battle of Montaperti in 1260 the castle was sacked and two towers had been destroyed by the victorious Ghibelline troops. During the war that opposed Florence with the Visconti of Milan, Panzano, in 1397, was occupied and sacked again by the troops of Alberico da Barbiano.<\/p>\n<p>In 1478, the Sienese troops and their allies, the troops of the King of Naples Ferdinand II of Aragon invaded Chianti for the second time. On that occasion, the castle of Panzano was one of the most important bulwarks in defense of the republic of Florence, so much so that it became the seat of the Commissioner of the Republic. After the fall of the Republic of Siena in 1555, Panzano will no longer be involved in war events until 1944.<br \/>\nMonuments and places of interest<br \/>\nTorre del Cassero (The Castle)<\/p>\n<p>The castle is the highest and oldest part of Panzano. A good part of the walls surrounding the hill are still preserved; on two sides, however, they have been reduced in height while in the south-east part they are completely missing. Some corner towers have also been preserved, one of which has been reused as the bell tower of the church of Santa Maria while still another retains the protruding apparatus.<\/p>\n<p>The internal structure of the castle is simple; from the only access door, which originally perhaps had an anti-door, through a single road one arrives at a small square overlooked by the keep. The keep consists of a tall tower which rises higher than all the other buildings. Inside the castle there are other interesting buildings among which the one located next to the access door which has a clear medieval character should be noted. Due to the accuracy of the walls and the shape of the archivolts, all the buildings of the castle date the structures of the castle of Panzano to the 12th century. Built and which has always belonged to the Firidolfi family or from Panzano (which, according to some authors, urbanized in Florence and gave its name to the current Via Panzani), in the mid-nineteenth century it passed partly by succession and partly by repurchase from the Counts Mancini to the Buoninsegni family (later Tadini Buoninsegni) to which it belonged until the second half of the 20th century.<\/p>\n<p>Just outside the castle was the ancient church dedicated to Santa Maria which at the end of the 19th century was replaced by the present one.<br \/>\nVillage of Panzano<\/p>\n<p>Outside the castle, along the access road that follows the ridge of the hill, the presence of a village has been ascertained as early as the 12th century, as reported in a document of 1146, burgus de castro de Panzano.<\/p>\n<p>The village and the castle form what is currently the so-called Panzano Alto.<\/p>\n<p>The village of Panzano is divided into two streets which, starting from a small square, go up parallel to the castle. Among the buildings of the village some show characters referable to the seventeenth or eighteenth century even if medieval structures overlook from under some crumbling plaster.<br \/>\nBell<\/p>\n<p>The area called Campana is the one that rises at the foot of the Panzano hill at the intersection of the road of the knolls which winds along the watershed between Greve and Pesa, joining the two localities on the edge of San Casciano in Val di It weighs on one side and Volpaia on the other, passing through the Castello delle Stinche, and the via Chiantigiana which leads to Radda in Chianti and Castellina in Chianti, (Passo di Campana 480 m asl). Its name derives from the shape of the square [Gastone Bucciarelli] which, seen from above, looks like a bell.<\/p>\n<p>Campana was also mentioned in the Charter of the Capitani di Parte Guelfa made at the end of the 16th century; on that map it is called Piazza Panzanini and a beautiful sixteenth-century palace overlooks the square that still exists today.<br \/>\nConca d&#8217;Oro<\/p>\n<p><em>Conca d&#8217;Oro<\/em> (Golden Bowl) is the sun-facing part of Panzano that overlooks and slopes down onto the wide valley of the torrent \/ river Pesa; from here a landscape as far as the eye can see of woods, vineyards and olive groves of central Tuscany. The name Conca d&#8217;oro refers to the extremely high value nowadays of this land<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/panzano-in-chianti\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.3154538,43.5442654]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7459,"name":"Castello Malaspina Massa","description":"<p>Sembra che una fortificazione sull&#8217;altura esistesse gi\u00e0 nell&#8217;alto Medioevo, realizzata dai marchesi di Massa, ma la prima documentazione scritta relativa al castello risale al XII secolo.<br \/>\nNel XV secolo Massa diviene propriet\u00e0 dei Marchesi <strong>Malaspina di Fosdinovo<\/strong>, che trasformarono il castello in residenza attuando importanti interventi architettonici che compresero anche ammodernamenti degli apparati difensivi e finirono nel XVII secolo.<br \/>\nIl complesso architettonico alla fine del XIX secolo fu definitivamente trasformato in carcere e mantenne questa funzione fino al 1946.<\/p>\n<p>Oggi dopo il restauro il Castello \u00e8 diviso in tre parti distinte: la possente <strong>cinta muraria<\/strong>, corredata da baluardi, camminamenti e vani per le artiglierie, la <strong>residenza<\/strong> e il <strong>mastio<\/strong>. Molto interessante la parte residenziale, che si sviluppa intorno ad un\u2019elegante cortile interno e presenta notevoli affreschi sia nelle sale interne che sulle facciate.<\/p>\n<h3>Informazioni e Ingressi<\/h3>\n<p><strong>ORARIO DI APERTURA<\/strong> fino al 14 settembre: da marted\u00ec a domenica h. 17:30\/22:30<br \/>\n<strong>Biglietti:<\/strong> INTERO \u20ac5,50, RIDOTTO \u20ac 3,50 ai giovani dai 18 ai 25 anni, GRATUITO fino a 17 anni<\/p>\n","modified":"2020-08-17T11:22:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/massa_castello_malaspina-768x576.jpg","id":7462,"caption":""},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/castellomalaspinaMS-768x512.jpg","id":7460,"caption":"Castello Malaspina Massa"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/castellomalaspinaMS-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.comune.massa.ms.it\/castello"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7459","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7459&action=edit","translations":{"en":{"id":7465,"name":"Malaspina Castle Massa","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/malaspina-castle-massa\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7465","description":"<p>It seems that a fortification on the hill already existed in the early Middle Ages, built by the Marquises of Massa, but the first written documentation relating to the castle dates back to the 12th century.<br \/>\nIn the 15th century Massa became the property of the Malaspina di Fosdinovo marquises, who transformed the castle into a residence by implementing important architectural interventions which also included modernization of the defensive systems and ended in the 17th century.<br \/>\nThe architectural complex at the end of the 19th century was definitively transformed into a prison and maintained this function until 1946.<\/p>\n<p>Today, after the restoration, the Castle is divided into three distinct parts: the mighty walls, complete with bulwarks, walkways and rooms for the artillery, the residence and the keep. The residential part is very interesting, which develops around an elegant internal courtyard and has remarkable frescoes both in the internal rooms and on the facades.<br \/>\nInformation and Entrances<\/p>\n<p>OPENING HOURS until 14 September: from Tuesday to Sunday h. 17: 30\/22: 30<br \/>\nTickets: FULL \u20ac 5.50, REDUCED \u20ac 3.50 for young people aged 18 to 25, FREE up to 17 years<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malaspina-massa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1461131,44.032141]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7414,"name":"Antro del Corchia","description":"<p>Si tratta di un complesso di gallerie, pozzi e saloni scavato dall\u2019acqua nel corso di milioni di anni, nel cuore di marmo del Monte Corchia.. Ad oggi sono stati esplorati e mappati circa 70 km di grotte e ben 20 accessi diversi, da ogni lato della montagna. Le continue esplorazioni degli spleleologi portano a scoprire nuove sale e nuove bellezze nascoste nel marmo.<\/p>\n<h3>IL PERCORSO<\/h3>\n<p>La visita turistica dell&#8217;Antro del Corchia sia snoda su circa 2000 metri di percorso, attraverso una ampia passerella di acciaio che offre il massimo relax e la massima sicurezza al visitatore. La visita \u00e8 guidata, si svolge a gruppi e dura circa due ore, il livello di difficolt\u00e0 del percorso corrisponde a quello di un trekking molto leggero e di breve durata. Si accede all&#8217;Antro attraverso un tunnel artificiale di 170 metri, scavato appositamente per offrire un accesso alla grotta senza intaccare gli ingressi naturali. Percorso il tunnel si arriva alla Galleria Franosa, uno spettacolare canyon, alto decine di metri, alla base del quale passa la passerella.<br \/>\nLa Franosa cede il passo alla Galleria degli inglesi, cos\u00ec chiamata in onore degli esploratori britannici che la scoprirono negli anni &#8217;60 del &#8216;900, dove potrete osservare le prime concrezioni giganti ed un lago sotterraneo fossile. La visita si completa con &#8220;l&#8217;anello&#8221;, un percorso circolare che offre l&#8217;ambiente ipogeo pi\u00f9 spettacolare che possiate vedere: sale immense ornate di stalattiti e stalagmiti, concrezioni spettacolari, una serie di opere d&#8217;arte modellate dall&#8217;acqua e dalla roccia in milioni di anni.<\/p>\n<h3>ACCESSO<\/h3>\n<p>Si arriva alla Grotta a piedi dai percorsi circostanti (itinerario n.9 dal <a href=\"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rifugio-del-freo-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Rifugio Del Freo<\/a>) oppure con il servizio navetta da Levigliani (incluso nel biglietto di ingresso)<\/p>\n","modified":"2020-08-10T22:22:29","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC01295-768x511.jpg","id":2715,"caption":"Antro Corchia 1"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC01300-768x511.jpg","id":2717,"caption":"Antro Corchia 2"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/corchia-antro-300x211.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[167]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7414","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7414&action=edit","translations":{"en":{"id":7419,"name":"Antro del Corchia","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/antro-del-corchia\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7419","description":"<p><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\">It is a complex of galleries, wells and halls dug by water over millions of years, in the marble heart of Monte Corchia. To date, about 70 km of caves and 20 different accesses have been explored and mapped. each side of the mountain. The continuous explorations of the spleleologists lead to discover new rooms and new beauties hidden in the marble.<br \/>\nPATH<\/p>\n<p>The tourist visit of the Antro del Corchia takes place on about 2000 meters of path, through a wide steel walkway that offers maximum relaxation and maximum safety to the visitor. The visit is guided, takes place in groups and lasts about two hours, the level of difficulty of the route corresponds to that of a very light and short-lasting trek. The cave is accessed through a 170-meter artificial tunnel, dug specifically to provide access to the cave without affecting the natural entrances. After walking through the tunnel, you arrive at the Franosa Gallery, a spectacular canyon, tens of meters high, at the base of which the walkway passes.<br \/>\nThe Franosa gives way to the English Gallery, named in honor of the British explorers who discovered it in the 1960s, where you can observe the first giant concretions and an underground fossil lake. The visit is completed with &#8220;the ring&#8221;, a circular path that offers the most spectacular underground environment you can see: immense rooms decorated with stalactites and stalagmites, spectacular concretions, a series of works of art modeled by water and rock in millions of years.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\"><br \/>\nACCESS<\/p>\n<p>You can reach the cave on foot from the surrounding paths (itinerary 9 from the Del Freo Refuge) or by shuttle service from Levigliani (included in the entrance ticket)<\/span><\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/antro-del-corchia\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3000524,44.02566619999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7387,"name":"Col di Favilla","description":"<p>Il borgo arroccato deve il suo nome alle scintille prodotte dalle carbonaie, attivit\u00e0 assai diffusa in queste zone. Anticamente questa era un&#8217;area di alpeggio (come il dirimpettaio &#8220;Puntato&#8221;)\u00a0 fino dai primi anni del 1600. I pastori vi si stabilirono poi definitivamente intorno al 1880:\u00a0 dapprima costruendo case cosiddette &#8220;alla buona&#8221; e poi man mano rendendole pi\u00f9 ampie e solide utilizzando per i muri la pietra locale e per i tetti lo scisto. Tutta la vita paesana si svolgeva intorno alla chiesa di Sant&#8217;Anna (risalente al 1640) che accoglieva fra le sue braccia nuove genti catturate dal conveniente smercio che si stabili lass\u00f9, in posizione strategica tra la Garfagnana e la Versilia con numerosi\u00a0 sentieri che permettevano di raggiungerlo. La vita permanente vi \u00e8 resistita fino agli anni &#8217;60 grazie anche all&#8217;impegno dell&#8217;ultimo parroco (Don Cosimo, cui \u00e8 dedicata una lapide sulla facciata della chiesa) intorno al quale si era cementata la rimanente comunit\u00e0, in via di spospolamento.<\/p>\n<p>Episodio spiacevole quello del 1977 quando l&#8217;intero paese fu devastato da episodi di simulazioni paramilitari. Da allora per\u00f2 la comunit\u00e0 erede di Col di Favilla si \u00e8 ancora pi\u00f9 unita, seppur dislocata in differenti luoghi pi\u00f9 a valle, e suole ricomporsi con gli eredi ogni anno per il 26 Luglio a celebrare il giorno della patrona S.Anna.<\/p>\n","modified":"2020-08-10T17:45:13","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Col-di-Favilla-1-768x511.jpg","id":7390,"caption":"Col di Favilla 1"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Col-di-Favilla-2-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7387","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7387&action=edit","translations":{"en":{"id":7399,"name":"Col di Favilla","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/col-di-favilla\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7399","description":"<p>The perched village owes its name to the sparks produced by charcoal burners, a widespread activity in these areas. In ancient times this was an alpine pasture area (such as the opposite &#8220;Puntato&#8221;) until the early 1600s. The shepherds settled there definitively around 1880: first building so-called &#8220;alla buona&#8221; houses and then gradually making them larger and solid using local stone for the walls and schist for the roofs. The whole village life took place around the church of Sant&#8217;Anna (dating back to 1640) which welcomed into its arms new people captured by the convenient sale that settled up there, in a strategic position between the Garfagnana and Versilia with numerous paths that allowed achieve it. Permanent life lasted there until the 1960s thanks also to the commitment of the last parish priest (Don Cosimo, to whom a plaque on the facade of the church is dedicated) around which the remaining community was cemented, in the process of being displaced.<\/p>\n<p>An unfortunate episode occurred in 1977 when the whole country was devastated by episodes of paramilitary simulations. Since then, however, the heir community of Col di Favilla has become even more united, albeit displaced in different places further down the valley, and usually recompose with the heirs every year for July 26 to celebrate the day of the patron Saint Anna.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/col-di-favilla\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3,44.04999999999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7370,"name":"Oratorio S.Trinit\u00e0 al Puntato","description":"<p>Ogni paese dell\u2019alta Versilia possiede almeno un\u2019Alpe, dove si trasferivano, dalla primavera all\u2019autunno per coltivarla, gli abitanti con la famiglia e gli armenti. Terrinca ne ha diversi tra cui uno si evidenzia sia per la vastit\u00e0 dei &#8220;Loghi&#8221;, delle selve, dei prati e il numero rilevante; delle casupole, sia per la presenza della chiesa, fulcro di religiosit\u00e0 e centro reale del villaggio.<\/p>\n<p>In deroga al principio che imponeva di costruire le abitazioni su terreni marginali all\u2019agricoltura, l&#8217;Oratorio venne edificato nella zona pianeggiante e pi\u00f9 fertile, sottraendola alle colture, all\u2019incrocio delle mulattiere principali, quasi in posizione baricentrica all\u2019alpeggio.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 prima del 1657, al crocevia formato dalla strada di Puntato, dalla strada vicinale dei colli dei Carpini, dalla via di val Terreno che porta all\u2019Isola Santa, dalla strada della Barca che conduce a col di Favilla, era stata innalzata, per devozione, una edicola da Francesco Bacchelli, il cui bassorilievo marmoreo raffigurava la Madonna del Rosario, il Bambino e S. Giovanni Battista. L\u2019edicola, ancora visibile nel terrilogio del 1810, nel ventesimo secolo venne demolita e la sua Madonna, rimasta murata sulla facciata della sagrestia della chiesa fino ai giorni nostri, dopo il 1973, come tante altre, \u00e8 stata rubata.<\/p>\n<p>Proprio in questo punto, come ricorda la tozza lapide inserita sopra la porta centrale, venne edificato l\u2019oratorio della S.S. Trinit\u00e0 nel 1679<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(testo da www.terrinca.it )<\/em><\/p>\n","modified":"2020-08-10T16:20:33","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/PuntatoWalk2-768x511.jpg","id":1677,"caption":""},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/PuntatoCavalli-768x511.jpg","id":1671,"caption":""},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/44175669332_982afd6fc1_o-768x511.jpg","id":1584,"caption":"Prati di Puntato"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Puntato-Oratorio-STrinit\u00e0-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7370","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7370&action=edit","translations":{"en":{"id":7402,"name":"Oratory of S. Trinit\u00e0 al Puntato","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/oratory-of-s-trinita-al-puntato\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7402","description":"<p>Each village in the upper Versilia has at least one Alpe, where the inhabitants with their families and their herds moved from spring to autumn to cultivate it. Terrinca has several among which one stands out both for the vastness of the &#8220;Logos&#8221;, the woods, the meadows and the significant number; of the huts, both for the presence of the church, the fulcrum of religiosity and the real center of the village.<\/p>\n<p>Notwithstanding the principle that required the construction of houses on land marginal to agriculture, the Oratory was built in the flat and more fertile area, removing it from crops, at the intersection of the main mule tracks, almost in a central position on the mountain pasture.<\/p>\n<p>Already before 1657, at the crossroads formed by the road to Puntato, by the local road of the Carpini hills, by the via di val terra that leads to the Holy Island, by the road of the Barca that leads to col di Favilla, it had been raised, out of devotion , a shrine by Francesco Bacchelli, whose marble bas-relief depicted the Madonna del Rosario, the Child and St. John the Baptist. The aedicule, still visible in the 1810 terrilogio, was demolished in the twentieth century and his Madonna, which remained walled up on the facade of the church sacristy up to the present day, after 1973, like many others, was stolen.<\/p>\n<p>Precisely at this point, as the squat plaque inserted above the central door recalls, the oratory of the S.S. Trinity in 1679<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/oratorio-s-trinita-al-puntato\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.297402739524841,44.05154721212159]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7357,"name":"Caseificio Marovelli","description":"<div id=\"main-content\" class=\"twelve columns\">\n<div id=\"info\" class=\"twelve columns content alpha omega\">\n<p>Azienda di trasformazione del latte di alta qualit\u00e0 in formaggio, nata nella seconda guerra mondiale come atto di sopravvivenza alimentare di Giovanni Marovelli;\u00a0 oggi alla terza generazione, ha avuto un&#8217;evoluzione tecnologica mantenendo la semplicit\u00e0 di una volta<\/p>\n<p>Produzione di Formaggi freschi, stagionati o conciati. in pi\u00f9 ricotte, yogurt, tome. Aperta su appuntamento per visite e degustazioni<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2020-08-10T13:23:41","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Marovelli2-768x511.jpg","id":7361,"caption":"Caseificio Marovelli  2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Marovelli1-768x511.jpg","id":7359,"caption":"Caseificio Marovelli Garfagnana 1"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Marovelli1-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[145,412]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.caseificiomarovelli.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7357","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7357&action=edit","translations":{"en":{"id":7395,"name":"Marovelli cheesemaker","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/marovelli-cheesemaker\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7395","description":"<p>High quality milk into cheese processing company, born in the Second World War as an act of food survival by Giovanni Marovelli; now in its third generation, it has had a technological evolution while maintaining the simplicity of the past<\/p>\n<p>Production of fresh, seasoned or cured cheeses. plus ricotta, yogurt, tome. Open by appointment for visits and tastings<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/caseificio-marovelli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 0583 613212","contact:email":"info@caseificiomarovelli.com","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3368083,44.1846968]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7340,"name":"Tavernelle","description":"<p>Il borgo \u00e8 caratterizzato da portali, passaggi voltati, finestre e gradini in pietra arenaria, gallerie profonde.<\/p>\n<p>Il nome deriva dal fatto che il borgo ospitava molte taverne, essendo situato lungo la via del Sale; la Chiesa di San Rocco, risalente al 1500, fu fatta costruire in origine come oratorio, poi fu dichiarata parrocchia.<\/p>\n<p>Tavernelle si situa lungo un&#8217;unica strada dove si affacciano edifici in maggioranza quattrocenteschi. Tra esse spicca una casa torre edificata nel 1516, che reca l&#8217;incisione del costruttore e della data.<\/p>\n","modified":"2020-08-08T14:13:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Taponecco-architrave-768x511.jpg","id":7334,"caption":"Taponecco architrave"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Tavernelle-768x511.jpg","id":7343,"caption":"Tavernelle sentiero"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Tavernelle2-768x511.jpg","id":7345,"caption":"Tavernelle borgo"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Tavernelle2-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7340","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7340&action=edit","translations":{"en":{"id":7348,"name":"Tavernelle","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/tavernelle\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7348","description":"<p>The village is characterized by portals, vaulted passages, sandstone windows and steps, deep galleries.<\/p>\n<p>The name derives from the fact that the village housed many taverns, being located along the Via del Sale; the Church of San Rocco, dating back to 1500, was originally built as an oratory, then it was declared a parish.<\/p>\n<p>Tavernelle is located along a single road overlooked by buildings mostly from the 15th century. Among them stands a tower house built in 1516, which bears the engravings of the builder and the date.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/tavernelle\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.073589,44.3008473]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7325,"name":"Taponecco","description":"<p>La frazione \u00e8 un esempio ben conservato di architettura <a title=\"Medioevo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Medioevo\">medievale<\/a> dell&#8217;alta Lunigiana, con costruzioni &#8220;a galleria&#8221;, ma con origini che probabilmente risalgono all&#8217;<a title=\"Et\u00e0 del bronzo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Et%C3%A0_del_bronzo\">et\u00e0 del bronzo<\/a>. Il paese \u00e8 diventato celebre nel <a title=\"1975\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1975\">1975<\/a> quando venne rinvenuta l&#8217;omonima <a class=\"mw-redirect\" title=\"Statua stele\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statua_stele\">statua stele<\/a>, una delle pi\u00f9 integre e belle della <a title=\"Lunigiana\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lunigiana\">Lunigiana<\/a>.<\/p>\n<p>Nella frazione sono presenti alcune piantagioni di <a title=\"Cannabis\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cannabis\">cannabis<\/a> ad uso tessile, antica tradizione locale (lenzuoli di Taponecco).<\/p>\n","modified":"2020-08-08T13:49:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Apella-da-distante-768x511.jpg","id":7326,"caption":"Apella Anello Trekking"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Statua-Stele-APella-Taponecco.jpg","id":7328,"caption":"Statua Stele Taponecco"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Taponecco1-768x511.jpg","id":7330,"caption":"Taponecco1"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Taponecco2.jpg","id":7332,"caption":"Taponecco2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Taponecco-architrave-768x511.jpg","id":7334,"caption":"Taponecco architrave"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Apella-Torre-768x511.jpg","id":7336,"caption":"Apella Torre"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Taponecco1-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7325","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7325&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/taponecco\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.0749582,44.31366389999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7216,"name":"Capanne tradizionali","description":"<p>Costruzione rurale tipica: addossata al poggio con tetto a forma triangolare ricoperto in segale. Tipicamente usate stagionalmente: in basso gli animali, in alto attrezzi, raccolto e all&#8217;occasione anche esseri umani. La perizia nel risparmiare spazio e materiale sta nel sovrapporre ad una forma di parallelepipedo (di cui una parete \u00e8 risparmiata perch\u00e8 va a sfruttare il pendio) ad una triangolare che garantisce stabilit\u00e0. Inoltre non esiste comunicazione interna tra i due piani. Si accede al piano inferiore dalla parte bassa del pendio, mentre a quella superiore dalla parte alta del pendio.<\/p>\n","modified":"2020-07-31T23:16:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/DSC06346-768x512.jpg","id":7157,"caption":"SONY DSC"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/DSC06352-768x512.jpg","id":7159,"caption":"SONY DSC"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/DSC06342-768x512.jpg","id":7155,"caption":"Capanne tipiche Appennino"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/DSC06342-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[403]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7216","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7216&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/capanne-tradizionali\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3766812445757,44.18762048757628]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7171,"name":"Rifugio Isera","description":"<p>Dal Rifugio partono i principali sentieri che portano alla scoperta della Pania, ed alcune semplici passeggiate che conducono al Giardino Botanico \u201cMaria Ansaldi \u2013 Pania di Corfino\u201d e al Centro Visitatori della Riserva Naturale Statale dell\u2019Orecchiella. Il caratteristico borgo di Corfino si trova a pochi chilometri dal Rifugio e pu\u00f2 essere raggiunto tramite un sentiero che passa attraverso il suggestivo alpeggio di Pruno.<\/p>\n<p>Il rifugio ha a disposizione un\u2019unica camerata condivisa con 12 posti letto a castello, 2 bagni e 4 docce. Per il pernottamento in rifugio c\u2019\u00e8 l\u2019obbligo di sacco a pelo, sacco lenzuolo o lenzuolo personale.<\/p>\n","modified":"2020-07-31T22:24:46","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/RifugioIsera.jpeg","id":7165,"caption":"Rifugio Isera"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Segnaletica.jpg","id":7167,"caption":"Segnaletica Airone"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Rifugio-Isera-1.jpeg","id":7169,"caption":"Rifugio Isera Ingresso"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Isera-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[4]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.rifugioisera.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7171","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7171&action=edit","translations":{"en":{"id":7206,"name":"Rifugio Isera","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/rifugio-isera\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7206","description":"<p>The main paths leading to the discovery of Pania leave from the Refuge, and some simple walks that lead to the &#8220;Maria Ansaldi &#8211; Pania di Corfino&#8221; Botanical Garden and to the Visitors Center of the Orecchiella State Natural Reserve. The characteristic village of Corfino is located a few kilometers from the refuge and can be reached via a path that passes through the suggestive mountain pasture of Pruno.<\/p>\n<p>The refuge has a single shared dormitory with 12 bunk beds, 2 bathrooms and 4 showers. For the overnight stay in the refuge there is an obligation for a sleeping bag, sleeping bag or personal sheet.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rifugio-isera\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 333 643 1313","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3689203,44.20489500000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7154,"name":"Alpeggio di Pruno","description":"<p>Alpeggio alla quota di 1000m, sorto a margine del &#8220;Sentiero dei Patatai&#8221;con i caratteristici tetti in segale. Di propriet\u00e0 della Forestale, che spesso lo usa per alloggiare il proprio personale, \u00e8 stato rifatto mantenendo intatte delle caratteristiche originali (l&#8217;uso della pietra ed il tetto in segale), anche se la modernizzazione ha reso queste strutture assai pi\u00f9 ricche. E&#8217; possibile affittare le case per settimane dal Corpo Forestale stesso, facendone richiesta nei periodi di disponibilit\u00e0<\/p>\n","modified":"2020-07-31T21:39:17","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Alpeggio-Pruno-1.jpg","id":7187,"caption":"Alpeggio Pruno 1"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Prunoalpeggio-300x169.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[310]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.alpeggiopruno.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7154","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7154&action=edit","translations":{"en":{"id":7191,"name":"Pruno pasture","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/pruno-pasture\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7191","description":"<p>Alpine pasture at an altitude of 1000m, built on the edge of the &#8220;Path of the Patatai&#8221; with the characteristic rye roofs. Owned by the Forestry, which often uses it to house its staff, it has been redone keeping original features intact (the use of stone and the rye roof), although modernization has made these structures much richer. It is possible to rent the houses for weeks from the Forestry Corps itself, making a request during the periods of availability<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pruno\/","addr:street":"Loc. Pruno","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Corfino, Villa Collemandina (LU)","contact:phone":"39 0583 639155","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Loc. 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Al centro del rilievo della Bandita (punto pi\u00f9 alto di questo percorso) sta da una ventina d&#8217;anni un Monumento marmoreo di uno\u00a0 scultore danese, posto qua dal Comune di Villa Collemandina che lo ha ricevuto in regalo dall&#8217;artista, che come diversi altri connazionali ha trovato dimora temporanea a Corfino alla fine del secolo passato.<\/p>\n","modified":"2020-07-31T22:07:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CampaianaPascolo-768x512.jpg","id":7134,"caption":"La Bandita Vista su Campaiana"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Mucche-di-Campaiana-768x512.jpg","id":7145,"caption":"Mucche La Bandita Campaiana"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/SculturaPugno-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7144","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7144&action=edit","translations":{"en":{"id":7195,"name":"La Bandita of Campaiana","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/la-bandita-of-campaiana\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7195","description":"<p>This plateau is often frequented by docile cows grazing in the summer, thanks to the presence of a bump of water where the animals can quench their thirst, while they spend the hottest days in the shade of the nearby beech forest. At the center of the Bandita relief (highest point of this route) there has been a marble monument by a Danish sculptor for about twenty years, placed here by the Municipality of Villa Collemandina who received it as a gift from the artist, who like several others compatriots found temporary residence in Corfino at the end of the past century.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-bandita-di-campaiana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.388616095323187,44.19483030061815]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7127,"name":"Campaiana","description":"<p>Antico alpeggio del &#8216;600 a cui convergevano non solo gli abitanti di Corfino, ma anche quelli di\u00a0 Sassorosso. Esempio di ci\u00f2 che soleva essere definito &#8220;uso civico&#8221;, il suo sfruttamento stagionale era amministrato da un &#8220;comunello&#8221; di rappresentanti di ciascuna comunit\u00e0 afferente che decideva l&#8217;assegnazione delle terre (suddivise in &#8220;unit\u00e0 produttive&#8221;) a cicli di 9 anni. Un esercizio\u00a0 di convivenza e di lavoro per il bene individuale e comune, che faceva parte del delicato equilibrio della vita in montagna<\/p>\n<p>Oggi il delizioso gruppo di case \u00e8 totalmente trasformato: rimangono intatte la chiesa, posta sul sentiero proveniente dai pascoli di &#8220;San Pellegrino&#8221; ed altre strutture oggi trasformate in case da villeggiatura. Sul lato monte c&#8217;\u00e8 il &#8220;Ristorante Il Fungo&#8221;, noto locale la cui specialit\u00e0 sono le carni fritte ed i funghi ed aperto durante la stagione anche come servizio Bar\/ristoro<\/p>\n","modified":"2020-07-31T22:14:07","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Campaiana-Tradizionale-768x576.jpg","id":7196,"caption":"Campaiana Tradizionale"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Campaiana1-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7127","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7127&action=edit","translations":{"en":{"id":7192,"name":"Campaiana","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/campaiana\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7192","description":"<p>Ancient 17th-century mountain pasture to which converged not only the inhabitants of Corfino, but also those of Sassorosso. An example of what used to be called &#8220;civic use&#8221;, its seasonal exploitation was administered by a &#8220;small town&#8221; of representatives of each afferent community who decided to allocate the land (divided into &#8220;production units&#8221;) in 9-year cycles. An exercise of coexistence and work for the individual and common good, which was part of the delicate balance of mountain life<\/p>\n<p>Today the delightful group of houses is totally transformed: the church remains intact, placed on the path coming from the pastures of &#8220;San Pellegrino&#8221; and other structures now transformed into holiday homes. On the mountain side there is the &#8220;Il Fungo Restaurant&#8221;, a well-known restaurant whose specialty is fried meats and mushrooms and also open during the season as a Bar \/ refreshment service<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/campaiana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3948871,44.2074097]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7112,"name":"Ristorante Il Fungo","description":"<p>&#8220;Il Fungo&#8221; \u00e8 situato nel seicentesco alpeggio di Campaiana (1360 m. slm) offre i piatti tipici della tradizione Garfagnina accompagnati da semplicit\u00e0 e cordialit\u00e0<br \/>\nCampaiana \u00e9 zona di incontro e di partenza dei principali sentieri della parte Toscana del Parco Nazionale dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano.<\/p>\n<p>L&#8217;ombreggiata strada, in parte a fondo naturale, e i diversi sentieri (. 56, 58, 64, Airone 1) permettono di giungere qui dove la vera tranquillit\u00e0 \u00e8 ancora di casa.<br \/>\nSe vorrete mangiare qualcosa \u00e8 consigliata la prenotazione al numero indicato o al cellulare n. 333 1233285<\/p>\n","modified":"2020-07-31T22:31:28","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/fungo2.jpg","id":7115,"caption":"Ristorante Il Fungo Campaiana 2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/fungo1.jpg","id":7113,"caption":"Ristorante Il Fungo Campaiana"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/ristorante_il_fungo.jpg","id":7117,"caption":"ristorante_il_fungo"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/fungo1-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[309]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.campaiana.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7112","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7112&action=edit","translations":{"en":{"id":7209,"name":"Tavern Il Fungo","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/tavern-il-fungo\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7209","description":"<p>&#8220;Il Fungo&#8221; is located in the seventeenth-century Campaiana mountain pasture (1360 m asl) offering typical dishes of the Garfagnina tradition accompanied by simplicity and friendliness<br \/>\nCampaiana is the meeting and departure area of the main paths in the Tuscan part of the Tuscan-Emilian Apennine National Park.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ristorante-il-fungo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 0583 68680","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3955897,44.2075435]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7091,"name":"Garfagnana e-MTB-sharing","description":"<p>L\u2019Unione Comuni della Garfagnana ha affidato la gestione del servizio di noleggio delle e-mtb all\u2019Associazione <em>Garfagnana <span class=\"caps\">MTB<\/span> sharing<\/em> che dispone di circa 25 e-MTB. Otre al servizio noleggio, la Associazione fornisce vari altri servizi accessori (consegna\/ritiro, assistenza, recupero, e Guide)<\/p>\n","modified":"2020-07-29T10:37:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/e-mtb-768x596.jpg","id":7089,"caption":""}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/MTBsharing-E-mtb-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[21]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.bikesharing.garfagnana.eu"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7091","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7091&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/garfagnana-e-mtb-sharing\/","addr:street":"Viale Giovanni Pascoli ","addr:housenumber":"18","addr:postcode":"55032 ","addr:city":"Castelnuovo di Garfagnana (LU)","contact:phone":"+39 339 3393699","contact:email":"garfagnanamtbsharing@gmail.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Viale Giovanni Pascoli , 18 Castelnuovo di Garfagnana (LU)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.400703369311541,44.10360111923919]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7031,"name":"Casola Lunigiana","description":"<p>Nel 1859 il Comune, reso autonomo dall\u2019amministrazione francese all\u2019inizio del XIX secolo, venne aggregato alla nuova Provincia di Massa-Carrara, nel 1863 assunse la denominazione attuale, col determinante In Lunigiana. Al centro del paese, vi si trova la famosa torre (chiusa al pubblico), la Chiesa di Santa Felicita (chiusa al pubblico) e poco distante il Museo territoriale dell&#8217;alta valle Aulella (anch&#8217;esso chiuso al pubblico).<\/p>\n","modified":"2020-07-17T16:07:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Casola_in_Lunigiana-panorama2-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7031","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7031&action=edit","translations":{"en":{"id":7035,"name":"Casola Lunigiana","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/casola-lunigiana\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7035","description":"<p>In 1859 the Municipality, made independent by the French administration at the beginning of the 19th century, was aggregated to the new Province of Massa-Carrara, in 1863 it assumed its current name, with the determinant In Lunigiana. In the center of the village, there is the famous tower (closed to the public), the Church of Santa Felicita (closed to the public) and not far from the territorial museum of the upper Aulella valley (also closed to the public) ([From: Wikipedia]<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casola-lunigiana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1754775,44.2001796]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7027,"name":"Pieve di Codiponte","description":"<p>Luogo di origine longobarda, testimoniata dal toponimo <em>&#8220;Sala&#8221;<\/em> e da un documento del 793 che attesta la fondazione di San Cipriano. Il toponimo &#8220;Capite Pontis&#8221;- attuale Codiponte &#8211; risultava sulla via di transumanza dei viandanti che dalla Lunigiana si spostavano verso la Garfagnana e viceversa. La prima menzione della chiesa si trova nella bolla di Papa Eugenio III del 1148. L&#8217;edificio \u00e8 a pianta basilicale e bi-absidata e mantiene le caratteristiche alto medioevali. Di particolare rilievo artistico i capitelli all&#8217;interno con la figura della <strong>Sirena Bicaudata<\/strong> (o <em>Orante<\/em>)<\/p>\n","modified":"2020-07-17T15:56:39","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165407-768x1024.jpg","id":6993,"caption":"Pieve di Codiponte facciata"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165428-768x576.jpg","id":6997,"caption":"Pieve di Codiponte"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165419-768x576.jpg","id":6995,"caption":"Pieve di Codiponte info"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165625-768x576.jpg","id":6999,"caption":"Pieve di Codiponte interno"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165814-768x576.jpg","id":7001,"caption":"Pieve di Codiponte interno- Orante"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165842-768x576.jpg","id":7003,"caption":"Pieve di Codiponte interno- capitello"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_171250-768x576.jpg","id":7005,"caption":"Codiponte accesso al paese"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_165428-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7027","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7027&action=edit","translations":{"en":{"id":7030,"name":"Pieve di Codiponte","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/pieve-di-codiponte\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7030","description":"<p>Place of Lombard origin, testified by the toponym &#8220;Sala&#8221; and by a document dated 793 which attests the foundation of San Cipriano. 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Lo stile architettonico \u00e8 romanico lucchese: presenta pianta basilicale, abside semicircolare in bozze di arenaria dell&#8217;Appennino e un campanile a forma ottagonale. L&#8217;influsso lucchese \u00e8 riscontrabile anche in un dipinto del Volto Santo, icona venerata nel capoluogo, che si trova all&#8217;interno della chiesa. Questa pieve, attorno al quale \u00e8 sorto il paese, ha costituito a lungo punto di passaggio tra le valli del Serchio e dell&#8217;Aulella gi\u00e0 dal XII secolo, quando i viandanti passavano per arrivare all<em>&#8216;Hospitale<\/em> del passo della Tea. Nel medioevo queste terre erano conosciute come facenti parte del &#8220;<em>Piviere delle Terre d&#8217;Oltre Giogo&#8221;<\/em><\/p>\n","modified":"2020-07-17T15:38:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_160102-768x576.jpg","id":6967,"caption":"Pieve San Lorenzo 2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_160628-768x576.jpg","id":6971,"caption":"Pieve San Lorenzo interno"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_160927-768x1024.jpg","id":6975,"caption":"Pieve San Lorenzo portale"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_161012-768x1024.jpg","id":6977,"caption":"Pieve San Lorenzo fianco"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_162240-768x576.jpg","id":6979,"caption":"Pieve San Lorenzo insediamento storico"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_162251-768x576.jpg","id":6981,"caption":"Pieve San Lorenzo insediamento storico 2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_162341-768x576.jpg","id":6985,"caption":"Pieve San Lorenzo insediamento storico 3"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_162418-768x576.jpg","id":6987,"caption":"Pieve San Lorenzo insediamento storico 4"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_163024-768x576.jpg","id":6989,"caption":"Pieve San Lorenzo"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_163455-768x1024.jpg","id":6991,"caption":"Pieve San Lorenzo FS"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_160910-768x576.jpg","id":6973,"caption":"Pieve San Lorenzo info"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_163024-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7023","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7023&action=edit","translations":{"en":{"id":7025,"name":"Pieve San Lorenzo","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/pieve-san-lorenzo\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7025","description":"<p>He falls in the diocese of Luni. The architectural style is Romanesque in Lucca: it has a basilican plan, a semicircular apse in sandstone drafts of the Apennines and an octagonal bell tower. The influence of Lucca can also be found in a painting of the Holy Face, an icon venerated in the capital, which is located inside the church. This parish church, around which the town was built, has long been a point of passage between the Serchio and Aulella valleys as early as the 12th century, when travelers passed by to get to the Hospitale del Passo della Tea. In the Middle Ages these lands were known as being part of the &#8220;Plover of the Terre d&#8217;Oltre Giogo&#8221;<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-san-lorenzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1976426,44.1934801]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7017,"name":"Ugliancaldo","description":"<p>Probabilmente il nome deriva dal gentilizio romano Ulius.<br \/>\nFu fiorente centro artigianale medievale e sub\u00ec danni notevoli nel disastroso terremoto che colp\u00ec la zona l\u201911 aprile 1837.<br \/>\nQuesto sisma produsse la scomparsa del sottostante centro di Uglianfreddo (da non confondere con Uglianfreddo ai Cerri nel comune di Fivizzano).<br \/>\nOggi in parte le case sono state ricostruite e sono usate per le vacanze mentre molte sono dirute.<br \/>\n\u00c9 presente una chiesa del XV secolo dedicata a Sant\u2019Andrea ed un Oratorio del XVIII secolo dedicato a San Rocco.<br \/>\nQua arriva il sentiero 181 da Pieve San Lorenzo ed il 176 da Equi Terme.<br \/>\nInoltre una marmifera porta alle cave del Solco di Equi.<\/p>\n","modified":"2020-07-17T15:14:15","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_132834-768x576.jpg","id":6919,"caption":"Ugliancaldo 12"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_133005-768x576.jpg","id":6921,"caption":"Ugliancaldo 11"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_133126-768x1024.jpg","id":6923,"caption":"Ugliancaldo 10"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_133131-768x576.jpg","id":6925,"caption":"Ugliancaldo 9"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_133337-768x576.jpg","id":6927,"caption":"Ugliancaldo 8"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_133346-768x576.jpg","id":6929,"caption":"Ugliancaldo 7"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_134725-768x576.jpg","id":6933,"caption":"Ugliancaldo 5"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_134749-768x576.jpg","id":6937,"caption":"Ugliancaldo 4"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_134842-768x576.jpg","id":6939,"caption":"Ugliancaldo 3"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_140231-768x576.jpg","id":6941,"caption":"Ugliancaldo 2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_143346-768x576.jpg","id":6943,"caption":"Ugliancaldo"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_134255-768x576.jpg","id":6931,"caption":"Ugliancaldo 6"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_134725-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7017","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7017&action=edit","translations":{"en":{"id":7019,"name":"Ugliancaldo","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/ugliancaldo\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7019","description":"<p>The name probably derives from the Roman nobleman Ulius.<br \/>\nIt was a thriving medieval craft center and suffered considerable damage in the disastrous earthquake that hit the area on 11 April 1837.<br \/>\nThis earthquake caused the disappearance of the underlying center of Uglianfreddo (not to be confused with Uglianfreddo ai Cerri in the municipality of Fivizzano).<br \/>\nToday some houses have been rebuilt and are used for holidays while many are in ruins.<br \/>\nThere is a 15th century church dedicated to Saint Andrea and an 18th century oratory dedicated to San Rocco.<br \/>\nPaths 181 from Pieve San Lorenzo and 176 from Equi Terme merge here<br \/>\nIn addition, a marble dirt road leads to the quarries of Solco di Equi.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ugliancaldo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1825822,44.1745743]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7014,"name":"Minucciano","description":"<p>Fu dall&#8217;875 feudo dei Malaspina e venduto al Conte Gerardo di Gragnana nel 1270. Nel\u00a0 1287 fu acquistato dalla Repubblica di Lucca che ne fece un caposaldo del sistema difensivo dei confini, a guardia dell&#8217;ingresso nella Valle del Serchio, tra Lunigiana e Garfagnana. Divenne poi nel 1447 sede di Vicaria, rimanendo fedele a Lucca in un territorio dove il conflitto con il dominio Estense si cominciava a manifestare. Il borgo era dotato di una rocca ed una torre, ancor oggi ben visibili. Seppure la Torre di avvistamento sia stata trasformata in torre-orologio la struttura medievale \u00e8 ben rintracciabile, con struttura quasi concentrica, apprezzabile facendo una passeggiata al suo interno.<\/p>\n","modified":"2020-07-17T15:04:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_151733-768x576.jpg","id":6947,"caption":"Minucciano info"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_153649-768x576.jpg","id":6965,"caption":"Minucciano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_150742-768x576.jpg","id":6945,"caption":"Minucciano dall'alto"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_151950-768x576.jpg","id":6951,"caption":"Minucciano 8"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_152253-768x1024.jpg","id":6953,"caption":"Minucciano 7"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_152511-768x1024.jpg","id":6955,"caption":"Minucciano 6"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_153133-768x1024.jpg","id":6957,"caption":"Minucciano 5"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_153144-768x576.jpg","id":6959,"caption":"Minucciano 4"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_153339-768x1024.jpg","id":6961,"caption":"Minucciano 3"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_153449-768x1024.jpg","id":6963,"caption":"Minucciano 2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_151825-768x576.jpg","id":6949,"caption":"Pisanino e Poggio Baldozzana"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_20200716_153649-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7014","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7014&action=edit","translations":{"en":{"id":7020,"name":"Minucciano","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/minucciano\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7020","description":"<p>It was a fief of the Malaspina family from 875 and sold to Count Gerardo di Gragnana in 1270. In 1287 it was purchased by the Republic of Lucca which made it a cornerstone of the defensive system of the borders, guarding the entrance into the Serchio Valley, between Lunigiana and Garfagnana . It then became the seat of Vicaria in 1447, remaining faithful to Lucca in a territory where the conflict with the Estense domain was beginning to manifest. The village had a fortress and a tower, which are still clearly visible today. Although the watchtower has been transformed into a clock tower, the medieval structure is well traceable, with an almost concentric structure, which can be appreciated by taking a walk inside.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/minucciano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.2081593,44.1713076]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6803,"name":"Mirteto","description":"<p>Siamo a circa 280m sopra il paese di <a title=\"Asciano Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Asciano_Pisano\">Asciano<\/a>, nel comune di <a title=\"San Giuliano Terme\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/San_Giuliano_Terme\">San Giuliano Terme<\/a>. Giace nel solco segnato dal rio <i>Foce Pennecchio<\/i>, sul versante orientale del <a class=\"new\" title=\"Monte Faeta (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Monte_Faeta&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Monte Faeta<\/a>.<\/p>\n<p>Il complesso comprende una chiesa di stile romanico del <a title=\"XII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XII_secolo\">XII secolo<\/a>, intitolata a <a title=\"Chiesa e monastero di Santa Maria di Mirteto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_e_monastero_di_Santa_Maria_di_Mirteto\">Santa Maria di Mirteto<\/a>, all&#8217;epoca dipendente dalla <a title=\"Chiesa e monastero di San Michele alla Verruca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_e_monastero_di_San_Michele_alla_Verruca\">Badia di San Michele alla Verruca<\/a>. L&#8217;edificio rimase attivo fino al <a title=\"XVIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVIII_secolo\">XVIII secolo<\/a>, diventando nel <a title=\"1712\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1712\">1712<\/a> un oratorio privato. Attualmente versa in stato di rudere, ma con muri e altare ben conservati. Era sede di una <i>Madonna della neve<\/i> <a title=\"XV secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XV_secolo\">quattrocentesca<\/a>, oggi presente nella <a class=\"new\" title=\"Chiesa di San Giovanni Battista (Asciano Pisano) (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Chiesa_di_San_Giovanni_Battista_(Asciano_Pisano)&amp;action=edit&amp;redlink=1\">chiesa di Asciano<\/a>.<\/p>\n<p>Il resto degli edifici, comprendenti abitazioni, forni e cantine, alcuni dei quali molto pi\u00f9 moderni, \u00e8 in stato di degrado e pericolante; l&#8217;accesso \u00e8 vietato. Si nota la zona circostante al piccolo borgo disabitato, come un tempo fosse usata per coltivare dalla morfologia del terreno, inoltre si nota la presenza di un frutteto oramai spoglio ma ancora con qualche pianta di susino ottime da mangiare.<\/p>\n<p>Il toponimo deriva dalla presenza di piante di <a title=\"Myrtus communis\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Myrtus_communis\">mirto<\/a> nell&#8217;area, per lo meno nel periodo in cui il monastero era ancora abitato.<\/p>\n","modified":"2020-06-17T14:39:29","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6803","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6803&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/mirteto\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.482015344580091,43.75444201388387]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6799,"name":"Asciano","description":"<p>L&#8217;origine del toponimo \u00e8 data da un veterano romano chiamato <em>Axianus<\/em> al cui termine della guerra contro i Liguri fu assegnato il controllo del villaggio di <strong>Asciano<\/strong>.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 antica testimonianza di presenza umana in questi luoghi si ha da un reperto di un bifacciale acheuleano che attesta la presenza umana ad Asciano dai 28 ai 14 000 anni fa. Altre frequentazioni preistoriche si posso trovare nella grotta Riparo della Romita dove vari resti stratificati datano che le attivit\u00e0 dell&#8217;uomo si sono susseguite dal 5000 a.C. fino ai romani.<\/p>\n<p>La dominazione etrusca interess\u00f2 almeno dall&#8217;XI secolo a.C. i Monti Pisani e la bassa valle del Serchio. \u00c8 ormai ampiamente superata la tesi che in queste zone fossero stanziati i Liguri, in quanto a sud delle Apuane sono numerose le testimonianze di cultura mediotirrenica nell&#8217;et\u00e0 del Bronzo e villanoviana nell&#8217;et\u00e0 del Ferro, espressioni della civilt\u00e0 etrusca degli albori, mentre sono pressoch\u00e9 assenti i legami con l&#8217;area di Canegrate e Golasecca, presenti negli stessi periodi a partire dall&#8217;area effettivamente abitata dai Liguri (Versilia, media Valle del Serchio, Garfagnana e Lunigiana).<\/p>\n<p>I romani raggiunsero questi luoghi nel 238 a.C., quando Pisa ospit\u00f2 l&#8217;esercito degli alleati romani in guerra contro i Liguri. Il conflitto termin\u00f2 nel 177 a.C. con la costruzione di Luni. Dopo la fine della guerra alcuni veterani ottennero territori ai piedi dei Monti Pisani chiamandoli con il loro nome: Axianus prese l&#8217;attuale territorio di Asciano.<br \/>\nAlto Medioevo<\/p>\n<p>Da allora non ci sono pi\u00f9 notizie di Asciano fino al 975 d.C., anno in cui una pergamena della Primaziale Pisana cita la presenza di un castello a protezione della Repubblica Pisana. Questo castello, detto Castelvecchio successivamente alla costruzione di quello nuovo, era posto alle pendici del Monte Costia, l&#8217;attuale Casa Pian di Asciano. Il castello era posto a sorveglianza della via Piemonte, importante perch\u00e9 era la principale via di attraversamento dei monti per raggiungere Lucca. Il 18 giugno 1168 i lucchesi, con l&#8217;aiuto di Genova, invasero molti territori ai piedi dei monti, incluso Asciano, dove non trovarono molta resistenza. Dopo che anche il castello di Agnano and\u00f2 in mano ai lucchesi per il tradimento del Capitano Tancredi Visconti, la Repubblica di Pisa si decise a riprendersi entrambi i castelli progettando un ingegnoso assedio. Essi infatti assediarono sia il castello di Agnano che quello di Corvara, quest&#8217;ultimo molto caro ai lucchesi. I lucchesi quindi restituirono il castello di Asciano e quello di Agnano ai pisani e la guerra cess\u00f2. Dopo questi fatti Asciano visse un lungo periodo di prosperit\u00e0 fino al 1269 quando i lucchesi, forti di una alleanza con Firenze, tentarono nuovamente di attaccare Pisa occupando Asciano, dove per spregio coniarono le loro monete. Il 2 settembre 1275 i lucchesi fecero un&#8217;altra incursione, ma con armi pi\u00f9 evolute come la bombarda e il falconetto, ottenendo molti prigionieri ghibellini. In quegli anni la flotta pisana fu sconfitta dai genovesi nella battaglia della Meloria del 1284.<\/p>\n<p>Negli anni a seguire i lucchesi ripresero pi\u00f9 volte il controllo del castello, facendovi appendere alcuni grandi specchi sulla torre maggiore con la scritta: \u00abspecchiatevi qui dentro, voi altre pisane\u00bb. Dopo questo affronto nel 1313 Uguccione della Faggiola distrusse il contado lucchese arrivando pi\u00f9 volte sotto le mura di Lucca. Indi propose un armistizio a Ripafratta chiedendo la restituzione dei castelli occupati, ma i lucchesi, per voce di Bonturo Dati, dichiararono che avrebbero restituito tutti i castelli tranne quello di Asciano, ricordando gli specchi affissi. A questa dichiarazione Banduccio Bonconti rispose che entro 8 giorni le donne pisane avrebbero avuto dozzine di specchi. Quindi Uguccione radun\u00f2 400 cavalieri e 10000 fanti che fece entrare nel territorio lucchese dal passo di San Giuliano Terme e da l\u00ec iniziarono a razziare tutti i paesi che incontravano fino ad arrivare sotto le mura lucchesi il 18 dicembre dello stesso anno. I lucchesi intanto si rivoltarono a Bonturo Dati che dovette andare in esilio e l&#8217;assedio fin\u00ec. I pisani rientrarono in possesso di tutti i castelli allora occupati dei lucchesi, compreso quello di Asciano. Nel 1314 Uguccione fece demolire i castelli di Asciano, Pontasserchio, Avane, Castiglione e Molina di Quosa, perch\u00e9 ogni volta che venivano conquistati erano una forte preoccupazione per Pisa. Il castello di Asciano venne per\u00f2 ricostruito poco dopo in pianura in corrispondenza dell&#8217;incrocio dell&#8217;attuale via delle Sorgenti e via dei Condotti. Il nuovo castello respinse un attacco dell&#8217;Imperatore Carlo IV di Boemia, facendo oltre 40 prigionieri. Purtroppo venne parzialmente distrutto dai fiorentini all&#8217;inizio del XVI secolo quando usarono l&#8217;artiglieria per gli attacchi, e una volta conquistata Pisa non ebbero pi\u00f9 alcun interesse a mantenerlo efficiente.<\/p>\n<p>Intanto la popolazione si Asciano si era allargata e comprendeva molti nuclei abitativi seguendo la strada Lungomonte. Nel 1315, da un documento chiamato &#8220;Partito&#8221;, si evince che c&#8217;erano circa 200 abitanti; nel 1428 gli abitanti erano aumentati a circa 400. Dal censimento del 1846 gli abitanti erano a quota 1369. La campagna tuttavia era deserta a causa delle ripetute esondazioni dell&#8217;Arno e dello stato paludoso che tale area aveva assunto. Il ripopolamento venne favorito grazie alle politiche Medicee.<\/p>\n<p>Asciano perse cos\u00ec importanza fino alla costruzione dell&#8217;Acquedotto Mediceo per portare l&#8217;acqua delle varie sorgenti della Valle delle Fonti fino all&#8217;interno delle mura di Pisa. La costruzione, iniziata del 1588 e terminata nel 1613, fu avviata da Cosimo I con la costruzione delle polle e della prima condotta forzata sotterranea; successivamente fu scelto di proseguire l&#8217;acquedotto con archi sopraelevati. Ad Asciano risiedeva il Fontaniere, il quale aveva il compito di regolare il flusso dell&#8217;acqua verso Pisa, garantendone la limpidezza<\/p>\n","modified":"2020-06-17T14:34:27","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6799","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6799&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/asciano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4639909,43.74725]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6746,"name":"Agnano","description":"<p>Racchiuso in una stretta vallata del Monte Pisano, caratterizzata da acque sorgenti e da grotte, Agnano \u00e8 un buon punto di partenza per qualche escursione Selfguided a piedi o in bici sul monte. Caratterizzato dalla sua chiesa romanica e dalla presenza di altri due grandi edifici (La Villa Tabarini e la Tabacchiera sulla strada del lungomonte) rimane dapprima circondato da uliveti (nel tratto in cui la valle \u00e8 pi\u00f9 ampia) che laciano mano a mano spazio alla lecceta e alla macchia mediterranea a livello superiore. La macchia \u00e8 talvolta interrotta da aree di cosiddette &#8220;sassaie&#8221;<\/p>\n","modified":"2020-08-03T12:58:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC08856-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6746","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6746&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/selfguided-agnano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4861209,43.7378976]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6597,"name":"Noleggio E-MTB Lunigiana, Grotte di Equi","description":"<p>Il Centro\u00a0<strong>Lunigiana Sostenibile<\/strong>\u00a0(Coop. AlterEco e Legambiente) gestisce la flotta di\u00a0<strong>e-bike MTB<\/strong>\u00a0(a pedalata assistita con propulsore elettrico)\u00a0del <strong>Comune di Fivizzano<\/strong>\u00a0nell\u2019ambito del progetto\u00a0<strong>\u2018Fivizzano e-bike friendly\u2019<\/strong>.<\/p>\n","modified":"2020-05-30T13:14:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/lunigiana-equi-mtb-768x576.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[21]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6597","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6597&action=edit","translations":{"en":{"id":6601,"name":"Rental Point E-MTB Lunigiana, Grotte di Equi","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/rental-point-e-mtb-lunigiana-grotte-di-equi\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6601","description":"<p>The\u00a0 Lunigiana Sustainable Center (Coop. 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L\u2019edificio attuale risale a met\u00e0 XIX secolo, quando fu ricostruito dalle locali popolazioni contadine dopo il terribile terremoto del 14 agosto 1846.<\/p>\n<p>Nel 1929 le famiglie del paese vollero costruire un viale che rendesse meno faticoso il raggiungimento della Chiesa e nel 1945 il viale fu ampliato e contornato sui due lati di piante di alto fusto, olmi e cipressi, ognuno dei quali piantato e intitolato ad una famiglia del paese.<\/p>\n<p>Dal piazzale antistante il santuario, nominato dal 2002 \u201cdi interesse culturale regionale\u201d, lo sguardo corre dai monti pisani, al Golfo di La Spezia e alla costa tirrenica.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[da www.terredipisa.it ]<\/em><\/p>\n","modified":"2020-06-03T17:14:23","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC08571-768x511.jpg","id":6632,"caption":"Sant'Ermo Trekking"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC08576-768x512.jpg","id":6630,"caption":"Sant'Ermo  particolare"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/SantErmoCascianaTermeLariSantErmete2-768x511.jpg","id":6546,"caption":"Di LigaDue - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=60042377"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC08570-768x1154.jpg","id":6626,"caption":"Sant'Ermo pannello descrittivo"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC08573-768x1154.jpg","id":6628,"caption":"Sant'Ermo  interno"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC08571-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6548","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6548&action=edit","translations":{"en":{"id":6552,"name":"Sant'Ermo","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/santermo\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6552","description":"<p>Going up from Livorno to the Pisan Hills, we find the Sanctuary of Madonna dei Monti in Sant\u2019Ermo which overlooks a beautiful scenery of fields cultivated with wheat. The current building dates back to the mid-nineteenth century, when it was rebuilt by the local peasant populations after the terrible earthquake of August 14, 1846.<\/p>\n<p>In 1929 the families of the town wanted to build an avenue that made reaching the Church less tiring and in 1945 the avenue was enlarged and surrounded on two sides by tall trees, elms and cypresses, each of which planted and named after a family of the country.<\/p>\n<p>From the square in front of the sanctuary, named since 2002 &#8220;of regional cultural interest&#8221;, the view runs from the Pisan mountains, to the Gulf of La Spezia and to the Tyrrhenian coast.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[from www.terredipisa.it]<\/em><\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/santermo-trekking\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.579195,43.5366629]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6536,"name":"Museo delle Attivit\u00e0 Agricole","description":"<h3>STORIA<\/h3>\n<p>Il museo \u00e8 stato fondato nel 2003 per iniziativa del locale<strong> \u201cAssociazione Battitori di Grano\u201d<\/strong>, con il supporto dell\u2019allora comune di Lari.<\/p>\n<p>Il museo \u00e8 stato creato agli inizi degli anni novanta dai volontari dell\u2019<strong>associazione culturale Il Castello<\/strong> ed era esposto nei locali del Museo Francesco Baldinucci, nel castello di Lari.<\/p>\n<p>Passata la gestione ai volontari dell\u2019associazione usiglianese, la collezione \u00e8 andata nel tempo arricchendosi ulteriormente, aprendo anche una sezione dedicata ai presepi.<\/p>\n<p>Attualmente il museo \u00e8 ospitato nei locali dell\u2019antica fattoria Castelli, un tempo importante struttura economica della nobile famiglia toscana dei Castelli.<\/p>\n<h3>SALE ESPOSITIVE<\/h3>\n<p>Attualmente la visita al museo si articola nei seguenti spazi:<\/p>\n<p><strong>Sezione all\u2019aperto<\/strong><br \/>\nNell\u2019area adiacente l\u2019ingresso alla cantina, dominato dai cipressi, simbolo identitario del paesaggio toscano, sono esposti vari attrezzi e macchinari agricoli (carri, trebbia, erpici).<\/p>\n<p><strong>La cantina<\/strong><br \/>\nLo spazio pi\u00f9 monumentale \u00e8 la cantina grande, dove sono esposti vari oggetti legati alla lavorazione del vino.<\/p>\n<p>Questo spazio \u00e8 usato anche per sala conferenze e laboratorio didattico.<\/p>\n<p><strong>Il coppaio<\/strong><br \/>\nSuggestivo spazio di passaggio tra la fattoria e il frantoio, il coppaio ospita attrezzi e schede informative sulla lavorazione delle olive.<\/p>\n<p><strong>Sezione \u201cPresepi contadini\u201d<\/strong><br \/>\nQuesta sezione raccoglie presepi da tutto il mondo e soprattutto dalla Toscana.<\/p>\n<p>Importante documentazione su una delle tradizioni popolari pi\u00f9 importanti della penisola.<\/p>\n<p>Interessanti i presepi ambientati nel paesaggio rurale toscano che, nella cultura cristiana, \u00e8 alla base della storia umana e del progetto \u201cdivino di salvezza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il frantoio<\/strong><br \/>\nRimasti intatti con tutti i loro attrezzi antichi, gli spazi del frantoio permettono al visitatore di conoscere i modi e i segreti dell\u2019arte di fare l\u2019olio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-05-29T14:03:07","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/museo-attivit\u00e0-agricole-Lari-IMG_0405-768x576.jpg","id":6530,"caption":"museo-attivit\u00e0-agricole-Lari-1"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/museo-attivit\u00e0-agricole-usigliano-IMG_0402-768x576.jpg","id":6532,"caption":"Self Guided Toscana Museo-attivit\u00e0-agricole-Lari 2"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/attivit\u00e0-agricole-usigliano-768x512.jpg","id":6534,"caption":"Self Guided Toscana Museo-attivit\u00e0-agricole-Lari 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cantina<\/strong><br \/>\nLo spazio pi\u00f9 monumentale \u00e8 la cantina grande, dove sono esposti vari oggetti legati alla lavorazione del vino.<\/p>\n<p>Questo spazio \u00e8 usato anche per sala conferenze e laboratorio didattico.<\/p>\n<p><strong>Il coppaio<\/strong><br \/>\nSuggestivo spazio di passaggio tra la fattoria e il frantoio, il coppaio ospita attrezzi e schede informative sulla lavorazione delle olive.<\/p>\n<p><strong>Sezione \u201cPresepi contadini\u201d<\/strong><br \/>\nQuesta sezione raccoglie presepi da tutto il mondo e soprattutto dalla Toscana.<\/p>\n<p>Importante documentazione su una delle tradizioni popolari pi\u00f9 importanti della penisola.<\/p>\n<p>Interessanti i presepi ambientati nel paesaggio rurale toscano che, nella cultura cristiana, \u00e8 alla base della storia umana e del progetto \u201cdivino di salvezza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il frantoio<\/strong><br \/>\nRimasti intatti con tutti i loro attrezzi antichi, gli spazi del frantoio permettono al 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L&#8217;origine del nome &#8220;Lari&#8221; \u00e8 stata ricondotta al termine etrusco-romano \u00ablar\u00bb, <i><a title=\"Lari (divinit\u00e0)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lari_(divinit%C3%A0)\">Lare<\/a><\/i>, divinit\u00e0 protettrice delle vie di comunicazione campestri, e al nome di persona etrusco \u00ab<a class=\"mw-redirect\" title=\"Lars\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lars\">Lars<\/a>\u00bb (cfr. <a class=\"mw-redirect\" title=\"Porsenna\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Porsenna\">Lars Porsenna<\/a>). Vari ritrovamenti effettuati nel territorio larigiano confermano una origine etrusca ed un&#8217;intensa attivit\u00e0 in epoca romana (necropoli etrusca di S. Ruffino dell&#8217;VIII-VII secolo a.C., cippo sepolcrale etrusco di marmo -oggi al <a title=\"Castello dei Vicari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castello_dei_Vicari\">Castello dei Vicari<\/a>)- del III-II secolo a.C., tomba etrusca di <a title=\"Casciana Alta\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Casciana_Alta\">Casciana Alta<\/a>, statua romana del I secolo a.C. del <a title=\"Castello dei Vicari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castello_dei_Vicari\">Castello dei Vicari<\/a>).<\/p>\n<p>Conquistata e fortificata dai <a title=\"Longobardi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Longobardi\">Longobardi<\/a>, fino all\u00b4XI secolo rimane <i>libero comune rurale<\/i> (il cui probabile stemma &#8211; a tre bande orizzontali blu, bianca e verde con al centro una volpe (forse un lupo) &#8220;passante al naturale&#8221; &#8211; era in uso fino al Seicento), con il popolo della comunit\u00e0 (contadini proprietari maschi per lo pi\u00f9) chiamati anche a scegliere e votare il parroco (ancora nel <a title=\"XVIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVIII_secolo\">XVIII secolo<\/a> il <a title=\"Giuspatronato\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuspatronato\">giuspatronato popolare<\/a> era praticato).<\/p>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\"><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Lari-Stemma_storico.jpg\"><img class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/8\/8e\/Lari-Stemma_storico.jpg\/150px-Lari-Stemma_storico.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/8\/8e\/Lari-Stemma_storico.jpg\/225px-Lari-Stemma_storico.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/8\/8e\/Lari-Stemma_storico.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"155\" data-file-width=\"287\" data-file-height=\"297\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<div class=\"thumbcaption\">Stemma di Lari in uso fino al XVI secolo, con la &#8220;<a title=\"Volpe (araldica)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Volpe_(araldica)\">volpe passante al naturale<\/a>&#8220;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Risale all&#8217;epoca longobarda (che avevano scelto <a title=\"Lucca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucca\">Lucca<\/a> come capitale della Toscana) l&#8217;inclusione (fino al XVII secolo) di Lari nella diocesi di <a title=\"Lucca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucca\">Lucca<\/a>. Conteso tra <a title=\"Lucca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucca\">Lucca<\/a> (Comune e vescovo), <a title=\"Pisa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pisa\">Pisa<\/a> (Comune e vescovo) e <a title=\"Repubblica di Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Firenze\">Repubblica di Firenze<\/a>, Lari diventa un caposaldo della <a title=\"Repubblica di Pisa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Pisa\">Repubblica di Pisa<\/a>, mentre nel <a title=\"XIII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIII_secolo\">XIII secolo<\/a> cade in mano alla famiglia (allora ribelle a <a title=\"Pisa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pisa\">Pisa<\/a>) degli <a title=\"Upezzinghi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Upezzinghi\">Upezzinghi<\/a>.<\/p>\n<p>Nel <a title=\"1406\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1406\">1406<\/a> passa a <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a>, che ha appena preso la citt\u00e0 di <a title=\"Pisa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pisa\">Pisa<\/a>. Firenze eleva Lari al rango di capoluogo delle Colline pisane e livornesi, ospitando i Vicari del governo fiorentino (membri delle pi\u00f9 nobili famiglie cittadine: <a title=\"Medici\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Medici\">Medici<\/a>, <a title=\"Pitti (famiglia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pitti_(famiglia)\">Pitti<\/a>, <a title=\"Capponi (famiglia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Capponi_(famiglia)\">Capponi<\/a>, <a title=\"Guicciardini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guicciardini\">Guicciardini<\/a>, <a title=\"Silvatici\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Silvatici\">Silvatici<\/a> e altre). Il Vicariato di Lari aveva giurisdizione su un vasto territorio che si estendeva da <a title=\"Pontedera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pontedera\">Pontedera<\/a> a <a title=\"Riparbella\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Riparbella\">Riparbella<\/a>, da <a title=\"Palaia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palaia\">Palaia<\/a> e <a title=\"Peccioli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Peccioli\">Peccioli<\/a> a <a title=\"Rosignano Marittimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rosignano_Marittimo\">Rosignano Marittimo<\/a> e <a title=\"Livorno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Livorno\">Livorno<\/a>. Durante i primi secoli della dominazione fiorentina la frazioni settentrionali vengono spopolate, con il <i>Comune di Perignano<\/i> che si riunisce ormai a Lari. Tra fine Quattrocento e inizi Cinquecento Lari \u00e8 di nuovo parte della rinata <a title=\"Repubblica di Pisa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Pisa\">Repubblica di Pisa<\/a>, che per\u00f2 perder\u00e0 definitivamente la sua indipendenza nel <a title=\"1509\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1509\">1509<\/a>.<\/p>\n<p>Con le riforme <a class=\"mw-redirect\" title=\"Asburgo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Asburgo\">asburgo<\/a>-lorenesi dell&#8217;Ottocento e l&#8217;annessione al <a title=\"Piemonte\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piemonte\">Piemonte<\/a>, Lari perde progressivamente importanza amministrativo-giudiziaria, mantenendo per\u00f2 &#8211; fino a met\u00e0 del Novecento &#8211; una certa importanza commerciale (mercato settimanale e fiere del bestiame) e agricola (produzione delle ciliegie). In epoca fascista le frazioni sud vennero staccate dal comune di Lari per creare il comune di &#8220;Bagni di Casciana&#8221;, oggi <a title=\"Casciana Terme\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Casciana_Terme\">Casciana Terme<\/a>. Un referendum tenutosi nei giorni 6 e 7 ottobre 2013 ha visto prevalere il s\u00ec ad una proposta delle amministrazioni di Lari e Casciana Terme di dar origine ad un unico comune a partire dal 1\u00ba gennaio 2014, denominato Casciana Terme Lari.<\/p>\n<p>Oggi Lari conserva le imponenti strutture della fortezza rinascimentale, gi\u00e0 residenza dei Vicari fiorentini. Il complesso, ben conservato, \u00e8 aperto al pubblico durante tutto l&#8217;anno (orari di apertura su www.castellodilari.it). Nel complesso sono visibili reperti etruschi, romani e rinascimentali (terrecotte invetriate dei <a title=\"Della Robbia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Della_Robbia\">Della Robbia<\/a>), affreschi medievali e rinascimentali, il &#8220;Salone dei tormenti&#8221;, le carceri, i sotterranei detti &#8220;l&#8217;inferno&#8221;. Il castello, dopo alcuni decenni d&#8217;abbandono, negli ultimi 15 anni ha vissuto (grazie soprattutto al volontariato giovanile) un momento di rinascita e sta diventando la principale risorsa del centro storico, richiamando sul capoluogo del comune ogni anno decine di migliaia di turisti. Non pochi sono i turisti che si recano al Castello anche per vedere i luoghi che secondo alcune testimonianze sarebbero abitati dal locale <a title=\"Fantasma\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fantasma\">fantasma<\/a>, di nome <i>Rosso della Paola<\/i>.<\/p>\n","modified":"2020-05-26T22:33:16","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1280px-Lari_Panorama_1-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6358","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6358&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/lari\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5915754,43.56533599999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6270,"name":"Rocca di Mozzano","description":"<h3>Origini<\/h3>\n<p>Il <strong>borgo della Rocca<\/strong> ha una specifica origine medievale come luogo fortificato a presidio del territorio della valle del Serchio. Come altre &#8220;rocche&#8221; sorge in un luogo elevato e panoramico, peculiare delle prime fasi dell\u2019incastellamento del XI secolo. Dall\u2019XI secolo il territorio della <strong>Rocca<\/strong> fin\u00ec nell\u2019influenza della famiglia feudale di origine longobarda dei <strong>Suffredinghi<\/strong>, attestata dal IX secolo, assieme a molti altri territori della Garfagnana. Le prima attestazione della Rocca come <strong><em>Castello di Mozzano<\/em><\/strong> \u00e8 in una carta del 1027 conservata nell&#8217;Archivio Diocesano di Lucca. Qui si elencano\u00a0 i beni della famiglia dei <strong>Suffredinghi:<\/strong> la Rocca appartiene loro assieme al castello del Monte Bargiglio (presso la vicina frazione della Cune). In un contratto del 1122 emerge infine la prima attestazione sicura come <strong><em>Rocha de Mozano.<\/em><\/strong> Da qui si ricava anche il nome del signore suffredingo della Rocca: <strong>Ildebrando di Sigifredo<\/strong> (1038-1072) nipote di Gherardo II, vescovo di Lucca nel 991.<\/p>\n<h3>Le guerre tra Lucca e Pisa del XII secolo<\/h3>\n<p>Nelle guerra tra Lucca e Pisa\u00a0 i <strong>Suffredinghi<\/strong> si schierarono a fianco dei pisani contro l\u2019avanzata del comune lucchese. A partire dal 1170 i lucchesi ingaggiarono infatti una serie di guerre per impadronirsi della valle del Serchio e della Versilia. Nel 1171 i lucchesi si impadronirono della Rocca di Mozzano, abbandonata temporaneamente dai Suffredinghi rifugiati nel castello di Fornoli (Bagni di Lucca). Da qui si batterono contro la guarnigione pisana che giungeva dalla Garfagnana. Intimorito dalle vittorie di Lucca in Garfagnana, <strong>Raimundo di Guglielmo signore della Rocca di Mozzano<\/strong>, si alle\u00f2 dapprima con la citt\u00e0 lucchese ed inseguito attir\u00f2 dalla sua parte, dietro versamento di denaro, gli altri nobili alleati sino ad allora con\u00a0 Pisa. Cos\u00ec dal 1173 i Suffredinghi finirono per stringere un patto militare con Lucca, rinnovato nel 1181, anno della pace fra Lucca e Pisa. Nel 1185 l&#8217;imperatore Federico I Barbarossa obblig\u00f2 il comune di Lucca a riedificare i castelli distrutti durante la guerra con Pisa, fra cui anche quelli di Anchiano e Cune (Bargiglio). Non essendo citato quello della Rocca si suppone che questo non avesse subito danni. La casata nel 1209 rinnov\u00f2 la fedelt\u00e0 a Lucca.<\/p>\n<h3>Le guerre tra Lucca,Pisa e Firenze del XIII secolo<\/h3>\n<p>Nel 1220 Lucca, alleata con Firenze, fu nuovamente in guerra contro Pisa. Le vecchie signorie feudali della Valle del Serchio, nonostante il giuramento di fedelt\u00e0, si schierarono ancora con i pisani. Per questo motivo nel 1225 i lucchesi espugnarono dapprima il castello di Anchiano, dove risiedeva un ramo della famiglia longobarda, e nel 1227 sottomisero il castello della Rocca catturando gli ultimi castellani Suffredinghi. I discendenti dell\u2019antica casata longobarda ottennero infine nel 1248 la cittadinanza lucchese, sebbene interdetti alla vita pubblica.<\/p>\n<h3>La Repubblica di Lucca<\/h3>\n<p>Dopo le vittorie di Lucca nel contado la media valle del Serchio pass\u00f2 alla nascente Repubblica di Lucca e la Rocca pass\u00f2 nel 1272 alla vicaria di Coreglia. Nel 1355 la Rocca insieme a tutta la vicaria entr\u00f2 a far parte della contea di Coreglia, istituita dall&#8217;imperatore Carlo IV, per poi finire nel 1562 sotto la giurisdizione della vicaria di Borgo a Mozzano divenuta poi capoluogo comunale. Nel 1586 la Rocca si dota del suo stato comunitario, perfezionato poi nel 1638.<\/p>\n<h3>Ultimo secolo ed epoca moderna<\/h3>\n<p>Il borgo della Rocca contava 205 abitanti nel 1832.<\/p>\n<p>Negli anni sessanta del Novecento nei pressi del paese della Rocca fu rinvenuto un fondo di capanna databile tra il III e il II secolo a.C. con resti ceramici di tipo ligure. Nel 1983 sono state inoltre ritrovate alcuni frammenti di anfore greco-italiche sul versante tra il borgo della Rocca e Piano della Rocca, sulla valle del Serchio.<\/p>\n","modified":"2020-05-25T17:06:43","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07645-768x512.jpg","id":6275,"caption":"Trekking Rocca e Chiesa di Mozzano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07646-768x512.jpg","id":6277,"caption":"Trekking Rocca di Mozzano, Chiesetta Alpini"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07642-768x512.jpg","id":6271,"caption":"Rocca di Mozzano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07643-768x512.jpg","id":6273,"caption":"Trekking Rocca e Chiesa di Mozzano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07649-768x512.jpg","id":6279,"caption":"Trekking Rocca di Mozzano- Panorama"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07642-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6270","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6270&action=edit","translations":{"en":{"id":6288,"name":"Mozzano Hamlet","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/mozzano-hamlet\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6288","description":"<p>Origins<\/p>\n<p>The village of the Rocca has a specific medieval origin as a fortified place to guard the territory of the Serchio valley. Like other &#8220;fortresses&#8221;, it stands in an elevated and panoramic place, peculiar to the early stages of the 11th century castle. From the 11th century the Rocca territory ended up under the influence of the feudal family of Lombard origin of the Suffredinghi, attested from the 9th century, together with many other territories of the Garfagnana. The first attestation of the Rocca as Castello di Mozzano is in a 1027 map kept in the Diocesan Archive of Lucca. Here are listed the assets of the Suffredinghi family: the Rocca belongs to them together with the castle of Monte Bargiglio (near the nearby hamlet of Cune). Finally, in a 1122 contract, the first secure attestation emerges as Rocha de Mozano. From here the name of the suffredingo lord of the Rocca is also obtained: Ildebrando di Sigifredo (1038-1072) grandson of Gherardo II, bishop of Lucca in 991.<\/p>\n<p>The wars between Lucca and Pisa of the XII century<\/p>\n<p>In the war between Lucca and Pisa the Suffredinghi lined up alongside the Pisans against the advance of the Lucca municipality. Starting in 1170, the people of Lucca engaged in a series of wars to seize the Serchio valley and Versilia. In 1171 the people of Lucca took possession of the Rocca di Mozzano, temporarily abandoned by the Suffredinghi refugees in the castle of Fornoli (Bagni di Lucca). From here they fought against the Pisan garrison that came from the Garfagnana. Intimidated by the victories of Lucca in Garfagnana, Raimundo di Guglielmo, lord of the Rocca di Mozzano, first allied himself with the city of Lucca and, pursued, attracted on his side, upon payment of money, the other noble allies until then with Pisa. So from 1173 the Suffredinghi ended up making a military pact with Lucca, renewed in 1181, the year of peace between Lucca and Pisa. In 1185 the emperor Frederick I Barbarossa forced the municipality of Lucca to rebuild the castles destroyed during the war with Pisa, including those of Anchiano and Cune (Bargiglio). Not being mentioned that of the Rocca it is assumed that this had not been damaged. The house in 1209 renewed loyalty to Lucca.<\/p>\n<p>The wars between Lucca, Pisa and Florence of the thirteenth century<\/p>\n<p>In 1220 Lucca, allied with Florence, was again at war against Pisa. The old feudal lordships of the Serchio Valley, despite the oath of allegiance, still sided with the Pisans. For this reason, in 1225 the Lucchesi first conquered the castle of Anchiano, where a branch of the Lombard family resided, and in 1227 they subdued the castle of the Rocca capturing the last Suffredinghi castellans. The descendants of the ancient Lombard family finally obtained Lucca citizenship in 1248, although forbidden to public life.<\/p>\n<p>The Republic of Lucca<\/p>\n<p>After the victories of Lucca in the countryside, the middle Serchio valley passed to the nascent Republic of Lucca and the Rocca passed in 1272 to the vicariate of Coreglia. In 1355 the fortress together with the whole vicar became part of the county of Coreglia, established by the emperor Charles IV, and then ended up in 1562 under the jurisdiction of the vicar of Borgo a Mozzano which later became the municipal capital. In 1586 the Rocca endowed itself with its community status, then perfected in 1638.<\/p>\n<p>Last century and modern era<\/p>\n<p>The village of the Rocca had 205 inhabitants in 1832.<\/p>\n<p>In the sixties of the twentieth century a hut floor was found near the town of Rocca, dating from the third to the second century BC. with Ligurian ceramic remains. In 1983 some fragments of Greek-Italic amphorae were also found on the slope between the village of Rocca and Piano della Rocca, on the Serchio valley.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/trekking-rocca-di-mozzano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5466638,43.9961551]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6254,"name":"Pieve di Cerreto","description":"<h3>Storia della Pieve<\/h3>\n<p>Sulla sua storia esistono poche certezze e tanti dubbi. Il primo fra tutti \u00e8 riuscire a stabilire dove era locata la chiesa battesimale rammentata nel 995. Il toponimo <em>\u201cMozzano\u201d<\/em> \u00e8 un po\u2019 vago, perch\u00e9 indica una vasta area che non comprende solo il luogo dove sorge la nostra Pieve, ma anche alcune terre sottostanti. Dopo il Mille, la Pieve\u00a0 rimane intitolata solamente a S.Giovanni Battista, probabilmente in occasione di una ristrutturazione dovuta alla contessa Matilde di Canossa. Sicuramente al tempo della Contessa la Pieve di Mozzano era la<strong> Pieve Vecchia di Cerreto<\/strong>. Da sempre molto fragile nella sua struttura, necessit\u00f2 nei secoli di vari ed importanti interventi di ristrutturazione, problemi che si sono ripresentati anche ai nostri tempi.<\/p>\n<p>Nel Catalogo degli Estimi della Diocesi di Lucca del 1260, la Pieve \u00e8 matrice di cinque chiese e di un romitorio. <em>\u201cEcclesia S.Ylarii de Oneta<\/em>\u201d, \u201c<em>Ecclesia S.Quirici de Tersona<\/em>\u201d, \u201c<em>Ecclesia S.Michaelis de Buita<\/em>\u201d, \u201c<em>Ecclesia S.Maria de Roccha<\/em>\u201d, \u201c<em>Ecclesia S.Jacobi de Burgo Mozani<\/em>\u201d ed infine \u201c<em>Heremitorium de Chifenti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In questo periodo, purtroppo inizi\u00f2 anche la sua decadenza. Lo sviluppo edilizio e sociale del fondovalle, compreso il borgo di Cerreto, favor\u00ec le altre chiese di Borgo a Mozzano.La popolazione inizi\u00f2 ad abbandonarla ed inevitabilmente, nella seconda met\u00e0 del \u2018500, rimase privata dei suoi privilegi. I suoi arredi si trasferirono alla nuova Pieve, eretta nel borgo di Cerreto e anch\u2019essa intitolata a S.Giovanni Battista.<\/p>\n<p>[testo ispirato dal sito <a href=\"http:\/\/www.contadolucchese.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il Contado lucchese<\/a> ]<\/p>\n<h3>I giorni nostri<\/h3>\n<p>La Pieve non \u00e8 attualmente visitabile, essendo rimasta chiusa dopo gli episodi di scosse di terremoto del 2013 e tuttora in fase di verifiche strutturali. Noterete infatti i tipici &#8220;vetrini&#8221; disposti\u00a0 sia nella corte che sui muri di abside e facciata; pur costantemente monitorate, le pareti presentano numerose crepe e l\u2019architrave della porta \u2018ingresso \u00e8 spezzato, segno di un cedimento strutturale dell&#8217;edificio.<\/p>\n<h3>Descrizione<\/h3>\n<p>La chiesa ha una facciata a capanna spoglia, con un solo portone ed una monofora sopra di esso. Il campanile ha un arcone sotto cui passava una mulattiera. Sopra troviamo una monofora e, ancora pi\u00f9 in alto, una bifora, motivi che sono visibili anche posteriormente. La torre \u00e8 coronata da una ben conservata merlatura. L&#8217; abside semicircolare \u00e8 decorata con una fila di archetti ciechi in alto e tre monofore; tali decorazioni sono dovute ai cosiddetti &#8220;mastri comacini&#8221;. Segni distintivi sono il motivo del nastro senza fine &#8211; che simboleggia la fede incrollabile &#8211; ed il pellegrino col bordone che testimonia i secoli di passaggio di persone<\/p>\n","modified":"2020-05-25T13:46:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC06692-768x1152.jpg","id":6215,"caption":"Pieve di Cerreto Torre Campanaria"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC06688-768x512.jpg","id":6213,"caption":"Pieve di Cerreto Abside"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC06688-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6254","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6254&action=edit","translations":{"en":{"id":6257,"name":"Cerreto Parish","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/cerreto-parish\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6257","description":"<p>There are few certainties and many doubts about its history. The first of all is to be able to establish where the baptismal church mentioned in 995 was located. The toponym &#8220;Mozzano&#8221; is a bit vague, because it indicates a large area that includes not only the place where our parish stands, but also some lands below. After the year 1000, the parish church remains dedicated only to St. John the Baptist, probably on the occasion of a restructuring due to the Countess Matilde di Canossa. Certainly at the time of the Countess the Pieve di Mozzano was the Pieve Vecchia di Cerreto. Always very fragile in its structure, over the centuries it required various and important restructuring interventions, problems that have reoccurred even in our times.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-cerreto-trekking\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5449057,43.9898382]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5845,"name":"Villa","description":"","modified":"2020-05-05T10:28:44","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5845","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5845&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/villa\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.515531,43.737055]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5844,"name":"Via Del Colle","description":"","modified":"2020-05-05T10:28:44","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5844","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5844&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/via-del-colle\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.516501,43.734751]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5843,"name":"Vallebuia","description":"","modified":"2020-05-05T10:28:44","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5843","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5843&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/vallebuia\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.521703,43.741029]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5842,"name":"Par di Rota","description":"","modified":"2020-05-05T10:28:43","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5842","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5842&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/par-di-rota\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.508148,43.732278]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5841,"name":"La capannaccia","description":"","modified":"2020-05-05T10:28:43","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5841","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5841&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-capannaccia\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.507772,43.738542]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5840,"name":"Casone Tobler","description":"","modified":"2020-05-05T10:28:43","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5840","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5840&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casone-tobler\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.499172,43.732888]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5656,"name":"San Salvatore al Colle (Oratorio di San Rocco)","description":"<p>La chiesa, introdotta da un piccolo sagrato erboso di forma irregolare, presenta una facciata a capanna con portale sormontato da timpano ricurvo. 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Above and on the sides of the entrance, three windows open: the first of large dimensions, while the remaining, smaller, are located in correspondence of the two holes for alms, inserted in the thickness of the wall. At the top, the bell tower rises, characterized by two lodgings for the bells. The facade and side elevations of the building are completely plastered, but some detachments reveal the underlying masonry, consisting of regular warty stone blocks and bricks. The right side of the nave houses a large window, while the left side houses both the window and the side door for secondary access to the church. A small apse, with a cover independent from that of the classroom, concludes the building and houses two quadrangular windows on the side walls. 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The Inn is a country home where traveling companions, friends and relatives can spend days together surrounded by the incredible Tuscan landscape. Lunch and Dinner are prepared using products grown in our organic vegetable garden. We organise Cooking Classes and Wine Tastings.<\/p>\n<p>Fully organic and sustainable Vineyard with wonderful Accomodations in the heart of Tuscan Chianti area, close to Montefiridolfi, in the amazing Italian landscape.<\/p>\n<p>Wine lovers and agriculture enthusiasts can visit Il Borghetto Winery and reserve for special tastings to go through our selection of fine organic handcrafted reds, accompanied by delicious appetizers from our mediterranean kitchen.<\/p>\n<p>For those interested in archaeology and beautiful views, you can take a relaxing walk through the olive groves to the breathtaking Etruscan Tomb of the Archer, dated back to the 7th century B.C., which is located in the property.<\/p>\n<p>A special place to slow down and start your tuscan Grand Tour.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/il-borghetto\/","addr:street":"Via Collina S.Angelo ","addr:housenumber":"21\/23","addr:postcode":"","addr:city":"Montefiridolfi,  San Casciano Val di Pesa (FI)","contact:phone":"+39 055 8244442","contact:email":"info@borghetto.org","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Collina S.Angelo , 21\/23 Montefiridolfi,  San Casciano Val di Pesa (FI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.1962042,43.6233005]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5092,"name":"Ostello La Stele","description":"<p>Nel Cuore del <a href=\"http:\/\/www.parcoappennino.it\"><strong>Parco Nazionale dell\u2019Appennino Tosco-Emiliano<\/strong><\/a> e della <a href=\"http:\/\/www.mabappennino.it\"><strong>Riserva Uomo &amp; Biosfera UNESCO<\/strong>.<\/a> Nel Comune di <strong>Bagnone<\/strong>, in <strong>Lunigiana<\/strong>, Provincia di Massa Carrara, nel borgo rurale di <strong>Treschietto<\/strong>, a <strong>460 metri di quota<\/strong>, a limite tra gli oliveti e i boschi, ai piedi delle vette dell\u2019<strong>Appennino Tosco-Emiliano <\/strong>che arrivano sino a 2000 metri di quota e raggiungibili con vari sentieri. Treschietto, famoso per le vestigia del suo <strong>Castello<\/strong> e per la rinomata <strong>Cipolla<\/strong>, dista appena 5 chilometri dal capoluogo di comune dove \u00e8 possibile trovare tutti i servizi necessari.<\/p>\n","modified":"2020-03-20T17:02:13","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ostello-treschietto-lunigiana-4-768x513.png","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[181]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.sigeric.it\/ostello-la-stele\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5092","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5092&action=edit","translations":{"en":{"id":5096,"name":"La Stele Hostel","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/la-stele-hostel\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5096","description":"<p>In the heart of the <strong>Apennine National Park and Unesco Man &amp; Biosphere Reserve.<br \/>\n<\/strong>The small village of Treschietto is one of the several medieval hilltop villages that dot the Lunigiana valley in northern Tuscany, characterized by lush chestnut woods and olive groves, overlooked by the peaks of the Apennines. The small village features the ruins of a medieval tower (once a castle) and is popular for its delicacy: the sweet onion \u201ccipolla di Treschietto\u201d.<br \/>\nIt is only 5 km far from Bagnone, one of the most charming villages of the area<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ostello-la-stele\/","addr:street":"Localit\u00e0 Palestro, ","addr:housenumber":"36","addr:postcode":"54021","addr:city":" Bagnone MS, Italy","contact:phone":"+39 331 8866241 ","contact:email":"info@sigeric.it","opening_hours":"","capacity":"50","address":"Localit\u00e0 Palestro, , 36  Bagnone MS, Italy"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.0179855,44.3369745]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5040,"name":"Agriturismo Il Picchio Verde","description":"<p>Il podere \u00e8 ricavato da un vecchio fienile di pietra interamente recuperato. Il piano seminterrato, la vecchia stalla, ospita ll ristorante. La parte superiore una volta occupata dal fienile \u00e8 stata utilizzata per gli alloggi, sei camere indipendenti tutte fornite di servizi caratterizzate da grossi travi originali e con tetto a vista.<\/p>\n<p>Di fronte alle camere si trova la piscina che \u00e8 a disposizione dei soli ospiti delle camere. Poco oltre sorge il maneggio ed annessa la stalla. E\u2019 possibile per gli appassionati di equitazione fare meravigliose passeggiate sfruttando le ippovie che partono all\u2019interno della propriet\u00e0 stessa e intersecandosi nei boschi offrono la possibilit\u00e0 di visitare la Lunigiana in modo alternativo e indubbiamente pi\u00f9 suggestivo, giungendo all\u2019interno dei paesi \u2013 spesso dominati da castelli \u2013 oppure attraversando piccoli borghi medievali.<\/p>\n<p>Per chi non fosse mai andato a cavallo e desiderasse approcciarvisi, il nostro istruttore qualificato FISE sar\u00e0 lieto di accopagnarvi nei primi passi alla scoperta di questo meraviglioso mondo. Chi infine preferisce andare a piedi o mountain bike i sentieri sono percorribili per entrambe le attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ai piedi dell\u2019agriturismo si trova un piccolo laghetto naturale nel quale \u00e8 possibile pescare.<\/p>\n","modified":"2020-03-20T15:16:33","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PicchioVerde3-768x576.jpg","id":5045,"caption":"PicchioVerde3"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Picchioverde2-768x576.jpg","id":5041,"caption":"Picchioverde2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PicchioVerde1-768x576.jpg","id":5043,"caption":"PicchioVerde1"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/PicchioVerde1-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.ilpicchioverde.com"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5040","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5040&action=edit","translations":{"en":{"id":5048,"name":"Agriturismo  Il Picchio Verde","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-il-picchio-verde\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5048","description":"<p>An old stonehouse completely refurbished, where once found place an old farm.<\/p>\n<p>At the ground floor, where stables used to be, now there is a Restaurant, while up at the first level we have rooms.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-il-picchio-verde\/","addr:street":"via Molesana ","addr:housenumber":"6","addr:postcode":"54017 ","addr:city":"Monti di Licciana","contact:phone":"+39 339 6563530","contact:email":"laraf.picchioverde@gmail.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"via Molesana , 6 Monti di Licciana"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.99553,44.257483]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5017,"name":"Punto Acqua LT1","description":"<p>Sulla strada di Logarghena, nel tratto sterrato. 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con\u00a0<strong>prodotti a km zero<\/strong>. Di giorno ampio ventaglio di attivit\u00e0: dalle\u00a0<strong>passeggiate in bici<\/strong>\u00a0nel medioevo ,<strong>trekking\u00a0<\/strong>\u00a0percorrendo antiche strade, come il sentiero Cai per la Tergagliana; visita a misteriosi castelli. Per chi rimane al podere pu\u00f2 rinfrescarsi nelle\u00a0<strong>acque del torrente<\/strong>\u00a0adiacente la propriet\u00e0, passeggiare per l\u2019\u00a0<strong>oliveto<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>meleto<\/strong>\u00a0o abbandonarsi alla contemplazione e alla lettura. 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Regina della cucina \u00e8 Livia, erede con il fratello Sandro di un&#8217;antica famiglia di ristoratori, che hanno il merito di avere conservato nel tempo le antiche tradizioni del &#8220;mangiar bene&#8221; in Lunigiana<\/p>\n","modified":"2020-03-23T12:37:17","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/daremo.jpg","id":5300,"caption":"daremo"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/daremo3.jpg","id":5304,"caption":"daremo3"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/daremo2.jpg","id":5302,"caption":"daremo2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/daremo3-300x151.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[10]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/hotelristdaremo.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5003","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5003&action=edit","translations":{"en":{"id":5308,"name":"Hotel & Restaurant Da Remo","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/hotel-restaurant-da-remo\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5308","description":"<p>At Remo&#8217;s you&#8217;ll find typical dishes of Lunigiana tradition (games and mushrooms). 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Seventys restro style, it also offers rooms with breakfast<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/hotel-la-catinella\/","addr:street":"Localit\u00e0 Patigno di Zeri ","addr:housenumber":"21","addr:postcode":"54029","addr:city":" Patigno di Zeri (MS)","contact:phone":"+39 0187 447125 ","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Localit\u00e0 Patigno di Zeri , 21  Patigno di Zeri (MS)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.7624972,44.3530726]}},{"type":"Feature","properties":{"id":5001,"name":"Hotel La Posta","description":"<p>L&#8217;hotel \u00e8 aperto dalla fine del 1800 ed \u00e8 probabilmente, tra quelli ancora in attivit\u00e0, il pi\u00f9 antico di tutta la Lunigiana. Pi\u00f9 di un secolo di conduzione alberghiera \u00e8 sulle spalle della famiglia Pietrini, che splendidamente lo ha condotto fino al 2000: oggi la gestione \u00e8 affidata a Carmen Martini, che ha ereditato una lunga esperienza dopo avere collaborato con Lino ed Elena Pietrini per circa venti anni.<br \/>\nLe camere sono 7 tutte fornite di bagno autonomo e televisione<\/p>\n<p>Il ristorante dell&#8217;Albergo La Posta, rimasto quello di sempre,\u00a0 propone una cucina tradizionale lunigianese, basata sull&#8217;alta qualit\u00e0 dei prodotti, quasi tutti di provenienza locale. Come primi da non perdere le tagliatelle alla boscaiola con funghi e verdure fresche, i ravioli di carne, i ravioli all&#8217;ortica, la zuppa di funghi, vera prelibatezza che va gustata in piccole zuppiere di porcellana. Come secondi spiccano il cinghiale alla cacciatora o al pepe verde, l&#8217;agnello fritto o scottadito, lo sformato di verdura con i porri e i carciofi e, naturalmente, le torte di verdura. I dolci poi sono preparati direttamente da Carmen: la pinolata, la torta della nonna, il creme caramelle, la torta di cocco e ricotta, la pastiera. Buona la scelta dei vini locali e nazionali.<\/p>\n","modified":"2020-03-23T11:13:01","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/laposta-300x225.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[10]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.albergoristorantelaposta.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5001","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=5001&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/hotel-la-posta-0585-97937\/","addr:street":"Via Provinciale   ","addr:housenumber":" 15","addr:postcode":"54014","addr:city":" Equi Terme ( Fivizzano, MS)","contact:phone":"+39 0585 97937 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In molti casi le acque riescono a portarsi a profondit\u00e0 tali che entra in gioco anche un altro elemento: il calore.<\/p>\n<p>E&#8217; noto infatti che la temperatura del suolo aumenta gradualmente con la profondit\u00e0 (1\u00b0C circa ogni 30m), per cui a 3.000 m l&#8217;acqua raggiunge la temperatura di ebollizione: qui si forma del vapore, la cui pressione interviene ad agire in senso contrario, per cui, attraverso le fessure del terreno, l&#8217;acqua \u00e8 spinta in alto per scaturire dalla superficie, dando luogo alle sorgenti calde. Le AcqueIn questo doppio percorso l&#8217;acqua, favorita dal proprio potere solvente e dalla temperatura, si carica di elementi salini e dei gas che trova nell&#8217;ambiente sotteraneo, cio\u00e8 si mineralizza ed eventualmente si termalizza.<\/p>\n<p>Ecco il perch\u00e9 delle acque termominerali. La prima analisi chimica delle sostanze disciolte in quest&#8217;acqua fu eseguita, nel 1896, dal prof.Emanuale Patern\u00f2, senatore del Regno d&#8217;Italia, presso i laboratori dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma, egli ottenne i seguenti risultati: Residuo secco a 180\u00b0 4,8466 &#8211; Cloro (Cl-) 1,9200 &#8211; SO4 0,8801 &#8211; Sodio (Na) 3,3539 &#8211; Potassio (K) 0,0358 &#8211; Calcio (Ca) 0,3320 &#8211; Stronzio (Sr) 0,0049 &#8211; Magnaesio (Mg) 0,0762 &#8211; Alluminio (Al) 0,0091 &#8211; Ferro (Fe) 0,0011 &#8211; Silice 0,0095. (dati espressi in g\/L).<\/p>\n<p>Successivamente il Prof.Battelli e il Prof. Silvio Chella dimostrarono la radioattivit\u00e0 di questa acqua termale. Anche da recenti analisi eseguite presso l&#8217;Univerist\u00e0 di Parma (Agosto 2004) sono state confermate le vocazioni termali delle nostre acque: temperatua alla fonte 25\u00b0C- pH 6,89- Conducibilit\u00e0 7480 mS\/cm) -Calcio (Ca) 0,335- Magnensio (Mg) 0,093 &#8211; Sodio (Na) 1,360 &#8211; Potassio (K) 0,036 &#8211; alcalinit\u00e0 Alcalinit\u00e0 totate 0,238 &#8211; Cloro 2,269 &#8211; Solfato (SO4) 0,913 &#8211; Silice (SiO2) 0,013 &#8211; NH4 0,00094 &#8211; H2S 0,00105 (dati esperessi in g\/L).<\/p>\n<p>Tutte le acque solforose primitivamente contengono il solfato di calcio che sciolgono dai terreni speciali che attraversano; il solfato di calcio viene ridotto in solfuro, che a contatto dell&#8217;aria si trasforma in solfuro di idrogeno, il quale si libera in parte dall&#8217;acqua mandando il caretteristico odore di uova fradice.<\/p>\n<p>L&#8217;altro componente, il principale, \u00e8 il cloruro di sodio: esso deriva dalle rocce profonde del terreno e d\u00e0 importanza terapeutica speciale a queste acque. Si possono distinguere due classi di acque: una con mineralizzazione elevatissima (Salsomaggiore), l&#8217;altra, invece, elevata (Montecatini). Le prime vengono adoperate esclusivamente per il bagno, le seconde come bibite e come bagno.<\/p>\n<p>Le acque termali di Equi sono fra le seconde: ovvero sono un&#8217;ottima bibita e sono in grado di recare un&#8217;azione benefica sulla pelle, sul sistema nervoso e sullo stato generale. Per quanto riguarda le indicazioni terapeutiche e le propriet\u00e0 medicinali sono rilevanti gli studi condotti dal Dott. Tonini (1907) dai Prof. Bonino e Benedicenti (1937) e dal prof.Mian (1992).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[ Fonte:\u00a0 www.termediequi.it]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-03-22T17:54:52","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/terme_di_equi-768x576.jpg","id":5219,"caption":"terme_di_equi"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/terme_di_equi_pagina_facebook-768x432.jpg","id":5221,"caption":"terme_di_equi_pagina_facebook"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/terme_di_equi_pagina_facebook-768x432.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[307]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.termediequi.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4979","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4979&action=edit","translations":{"en":{"id":5225,"name":"Spas of Equi","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/spas-of-equi\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5225","description":"<p>In Equi village a Thermal center with spas is opened during summer. 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In occasione della prima di tali visite, scrisse in una lettera:<\/p>\n<blockquote><p><em> Quel che mi piace \u00e8 Pietrasanta: bellissima cittadina,<br \/>\ncon piazza unica, una cattedrale da grande citt\u00e0,<br \/>\ne, sfondo, le Alpi Apuane. E che paese all&#8217;intorno!<br \/>\nche monti, che verde, che ombre, che fiumi,<br \/>\nche ruscelli risonanti freschi sotto i castagni e gli olivi fra il verde. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Con Decreto Regio del 17 marzo 1907 (il poeta era morto il 16 febbraio 1907) la casa natale di Giosue Carducci fu dichiarata monumento nazionale.<\/p>\n<p>Nel 1912 l&#8217;edificio fu acquistato dal Comune di Pietrasanta grazie ad una pubblica sottoscrizione.<\/p>\n<p>Per onorare la memoria dell&#8217;illustre cittadino, il Comune di Pietrasanta ha organizzato diverse commemorazioni solenni, a partire da quella svoltasi nel 1907, con orazione tenuta dal poeta Giovanni Pascoli, fino a quella del 1985, in occasione del 150\u00b0 anniversario della nascita, nel cui ambito fu organizzato il convegno &#8220;Carducci poeta&#8221; (gli atti sono disponibili presso Casa Carducci o presso la Biblioteca Comunale di Pietrasanta).<\/p>\n<p>Inoltre, dal 1950 viene bandito il Premio Nazionale di Poesia &#8220;Giosue Carducci&#8221;, cui si \u00e8 aggiunto dal 1990 il Premio &#8220;Giosue Carducci&#8221; riservato agli studenti delle scuole secondarie superiori della Versilia.<\/p>\n","modified":"2020-03-15T12:27:32","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cascard2.jpg","id":4952,"caption":"casacarducci"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSCN8574-768x576.jpg","id":4954,"caption":"Casacarducci3"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSCN8575-768x576.jpg","id":4956,"caption":"Casacarducci2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSCN8575-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[196]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.comune.pietrasanta.lu.it\/index.php?id=259"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4951","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4951&action=edit","translations":{"en":{"id":4961,"name":"Birthplace Giosu\u00e8 Carducci","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/birthplace-giosue-carducci\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4961","description":"<p>Nowadays a great chance to see what the local houses (noble style) were like a hundred of years ago<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casa-natale-giosue-carducci\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 0584 795500","contact:email":"istituti.culturali@comune.pietrasanta.lu.it","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.2654803,43.9547976]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4898,"name":"Villa medicea La Ferdinanda","description":"<p>Il progetto fu affidato all\u2019architetto di corte Bernardo Buontalenti (1536+1608) e l\u2019edificio fu completato in soli quattro anni, dal 1596 al 1600. Dopo alterne vicende, la villa, poco frequentata da Ferdinando I e dai suoi successori e pressoch\u00e9 abbandonata dai Lorena, fu venduta nel 1782 ai marchesi Bartolomei. Poi pass\u00f2 in eredit\u00e0 ai Passerini che la cedettero nel 1911 ai Maraini, cui si devono vari interventi di restauro. Alla fine degli anni Cinquanta fu acquistata da Emilio Riva che la spogli\u00f2 della mobilia interna, vendendola all\u2019asta. Dal 1970 la villa \u00e8 di propriet\u00e0 della Artimino s.p.a. ed ospita convegni, cerimonie ed altri eventi; dal 1983 al 2011 nei sotterranei ha ospitato il Museo Archeologico Comunale, recentemente trasferito nei locali del Borgo.<\/p>\n<p>L\u2019esterno \u2013 con i quattro avancorpi angolari e la struttura estremamente semplice \u2013 ricorda un edificio di carattere difensivo-militare, una sorta di castello-fortezza. La pianta \u00e8 rettangolare. Il piano terreno, con i suoi grandi portoni che si aprono sui lati lunghi (uno sulla attuale facciata principale e l\u2019altro sul retro), consentiva l\u2019accesso ai cavalli e alle carrozze. Qui si trovavano anche l\u2019armeria e le cantine. Dal piano interrato un corridoio scavato nella roccia conduceva ad un\u2019uscita segreta lontana dalla villa. Lo scalone esterno \u2013 completato con le due rampe laterali a tenaglia soltanto nel 1930 sulla base dei disegni del Buontalenti \u2013 consente la salita al piano nobile e alla loggia sostenuta da quattro colonne tuscaniche (che a loro volta sorreggono un timpano in cui \u00e8 inserito un busto di Ferdinando I) e decorata con affreschi rappresentanti le \u201cAllegorie\u201d, realizzati nel 1599 da Domenico Cresti, detto il Passignano (1559-1638), cui si deve anche la decorazione di alcuni ambienti interni.<\/p>\n<p>L\u2019interno della villa per volere di Ferdinando I non ricevette una decorazione eccessiva. Piuttosto preziosi e ricchi dovevano essere, invece, gli arredi. Tra gli ambienti interni sono da segnalare la piccola Cappella, interamente decorata dal Passignano; il salone dell\u2019Orso che conteneva le tele di Giusto Utens (1599-1601), collocate nelle lunette, riproducenti le diverse Ville medicee; l\u2019appartamento di Cristina di Lorena, costituito da tre ampie sale da una delle quali si accede allo Stanzino del Poggiale, una piccola stanza da bagno completamente affrescata.<br \/>\nL\u2019edificio \u00e8 noto anche come \u201cVilla dei cento camini\u201d per la presenza di numerosi comignoli sul tetto, uno diverso dall\u2019altro, tanti quanti sono le stanze interne, che dovevano essere riscaldate durante le cacce invernali.<\/p>\n<p>La villa comprende anche due strutture staccate dal suo corpo principale: un edificio che ospita oggi un ristorante, ma che era in origine l\u2019abitazione del primo maggiordomo di Ferdinando I, tale Biagio Pignatta, e la Paggeria, dimora della servit\u00f9, oggi adibita ad albergo.<\/p>\n","modified":"2020-03-04T11:02:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08368-768x511.jpg","id":4881,"caption":"Villa Ferdinandea Artimino"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08368-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[292]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4898","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4898&action=edit","translations":{"en":{"id":4900,"name":"The Medici Villa of Artimino","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/the-medici-villa-of-artimino\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4900","description":"<p>The Villa was built in only 4 years, between 1596 and 1600, but the customer and his heirs didn\u2019t frequent it much. Only Cosimo III brought it to its original splendour.<\/p>\n<p>The building has a rectangular layout and its fa\u00e7ade features angular bastions that suggest the shape of a fortress but the military look disappears thanks to the spacious loggia, supported by four columns.<br \/>\nThe interior, from the vault of the loggia to the little chapel and from the golden hall to the Cristina di Lorena apartment, are decorated with frescoes by Domenico Cresti (known as il Passignano) and Bernardo Poccetti. At the ground floor, you can see the wine cellars and the weapons room. The basement is no more occupied by the Archaeological Museum of Artimino, now located in Piazza San Carlo.<\/p>\n<p>The main characteristic of La Ferdinanda is the sight of the many fireplaces, that\u2019s why it is also called the &#8220;Villa dei Cento Camini&#8221;, or &#8220;Villa of a hundred chimneys&#8221;. Even if they are less than that number, there\u2019s a chimney in every room, all different from one another. Ferdinando I, in fact, during the construction, ordered each room to have a modern heating system of its own to prevent the cold of winter hunting season.<\/p>\n<p>Among the nearby buildings, there&#8217;s the refined Paggeria, damaged during the war and then restored to host an hotel with its original fireplaces and washbasins.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/villa-medicea-la-ferdinanda\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.0442992,43.7819864]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4894,"name":"Museo archeologico Artimino","description":"<div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion_builder_column_1_5 fusion-builder-column-2 fusion-one-fifth fusion-column-first 1_5\">\n<div class=\"fusion-column-wrapper\" data-bg-url=\"\">\n<div class=\"fusion-clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion_builder_column_2_5 fusion-builder-column-3 fusion-two-fifth fusion-animated 2_5\" data-animationtype=\"fadeInLeft\" data-animationduration=\"0.8\" data-animationoffset=\"100%\">\n<div class=\"fusion-column-wrapper\" data-bg-url=\"\">\n<div class=\"fusion-column-content-centered\">\n<div class=\"fusion-column-content\">\n<div class=\"fusion-text fusion-text-split-columns fusion-text-columns-2\">\n<p>Successivamente, Il 26 marzo 2011 \u00e8 stata inaugurata la nuova sede all\u2019interno del borgo, negli ambienti delle ex tinaie, dove risiede tuttora<\/p>\n<p>Il Museo vuole illustrare la storia del centro etrusco di Artimino e del suo territorio attraverso i reperti rinvenuti nel corso di cinquant\u2019anni di ricerche. Quest\u2019area, infatti, fin dal periodo \u201corientalizzante\u201d della civit\u00e0 etrusca (VII sec. a. c.) ha conosciuto uno straordinario sviluppo economico e culturale grazie alla disponibilit\u00e0 di terre fertili, ma soprattutto ad una collocazione geografica strategica, in corrispondenza della confluenza dell\u2019Ombrone Pistoiese e del Bisenzio in Arno, a controllo di percorsi commerciali che collegavano l\u2019Etruria propria con l\u2019Etruria Padana e con le regioni pi\u00f9 settentrionali della penisola italica.<\/p>\n<p>Nel 2013 il Museo Archeologico di Artimino \u201cFrancesco Nicosia\u201d ha ottenuto dalla Regione Toscana il riconoscimento di \u201c<em>Museo di rilevanza regionale<\/em>\u201d.<\/p>\n<div class=\"fusion-text\">\n<p>L\u2019esposizione museale \u2013 organizzata seguendo un criterio topografico e cronologico \u2013 \u00e8 distribuita su due piani cui corrispondono due diverse sezioni: il <strong>Mondo dei vivi<\/strong> e il <strong>Mondo dei morti<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-sep-clear\">Il piano superiore \u00e8 dedicato al popolamento dell\u2019area con i suoi diversi insediamenti e le testimonianze della vita quotidiana: il \u201cMondo dei vivi\u201d. Qui sono esposti i reperti provenienti dal sito fortificato di Pietramarina e dalle diverse aree insediative di Artiminio.<br \/>\nNel piano inferiore si giunge alla dimensione pi\u00f9 suggestiva delle necropoli: il \u201cMondo dei morti\u201d. Qui sono esposti i corredi funerari provenienti dalle sepolture di Artiminio Prato Rosello, dalle tombe di Grumolo, Grumaggio e dalla Necropoli di Comeana, con i Tumuli dei Boschetti e di Montefortini.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2020-03-04T10:47:19","color":"#dd9933","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08367-768x511.jpg","id":4879,"caption":"Artimino Museo Etrusco 3"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08361-768x511.jpg","id":4877,"caption":"Artimino Museo Etrusco 2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08338-768x511.jpg","id":4875,"caption":"Artimino Museo Etrusco 1"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08361-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[196]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.parcoarcheologicocarmignano.it\/museo\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4894","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4894&action=edit","translations":{"en":{"id":4897,"name":"Archeological Museum Artimino","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/archeological-museum-artimino\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4897","description":"<p>It preserves extraordinary artefacts from the Etruscan necropolises in Artimino (P<strong>rato Rosello<\/strong> and <strong>Comeana<\/strong>) The collection is divided into two sections, one dedicated to the \u201cland of the living\u201d and the other to the \u201cland of the dead\u201d. The collection on display includes three rare bucchero censers and ivory objects from the funerary goods of the Montefortini Tomb, including the so-called Principe dei Gigli, a standing male figure holding long vegetable shoots in his hands, possibly representing Aristaeus, the Greek god who taught men the art of bee-keeping, pastoralism and olive growing. The collection also includes a cup made from turquoise glass, one of the most priceless glass artefacts discovered in Etruscan royal tombs.<\/p>\n<p>The Archeological Park also includes four main sites that are hugely important in terms of both archeology and nature: the Prato Rosello necropolis in Artimino, the Montefortini Tomb, the Boschetti Tomb in Comeana and the fortified settlement of Pietramarina. The park also vaunts things like an ancient Etruscan settlement, with its sacred area known as Paggeria Medicea and defense walls.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/museo-archeologico-artimino\/","addr:street":"Piazza San Carlo","addr:housenumber":"3","addr:postcode":"59015 ","addr:city":"Artimino | Carmignano (PO)","contact:phone":"+39 055 8718124","contact:email":"parcoarcheologico@comune.carmignano.po.it","opening_hours":"Orari \u2013 DAL 1\/3 al 31\/10      Luned\u00ec 9.30 \u2013 13.00     Marted\u00ec 9.30 \u2013 13.00     Gioved\u00ec 9.30 \u2013 13.00     Venerd\u00ec 9.30 \u2013 13.00     Sabato 9.30 \u2013 13.30 | 15.00 \u2013 18.00     Domenica 9.30 \u2013 13.30 | 15.00 \u2013 18.00  Orari \u2013 DAL 1\/11 al 28\/2      Sabato 9.30 \u2013 13.30 | 14.00 \u2013 16.00     Domenica 9.30 \u2013 13.30 | 14.00 \u2013 16.00","capacity":"","address":"Piazza San Carlo, 3 Artimino | Carmignano (PO)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.0365458,43.7829941]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4891,"name":"Artimino","description":"<p>Il nome ha una probabile origine etrusca e dovrebbe derivare da <em>Artemium<\/em>, tempio di Artemide (Artume). Potrebbe avere un rapporto anche con il nome etrusco <em>Aritma<\/em>. Superata \u00e8 invece l&#8217;etimologia proposta nel XIX secolo che faceva derivare il nome da una caratteristica fisica del luogo:<em> actus minor<\/em> che significa stretto minore riferito alla stretta della Gonfolina, sottostante all&#8217;altura di Artimino, che si protende come un promontorio verso l&#8217;Arno<\/p>\n<p>Si ha notizia di vari rinvenimenti etruschi ad Artimino fin dal XVIII secolo. A partire dagli anni &#8217;60 sono state rinvenute nel territorio varie testimonianze archeologiche che attestano come ad Artimino fosse presente un insediamento urbano etrusco, piuttosto importante; questo almeno secondo le risultanza della campagna di scavi condotta nelle immediate vicinanze del paese; l&#8217;abitato, dotato anche di una zona sacra, messa in luce nei pressi della &#8220;Paggeria&#8221; medicea, era probabilmente organizzato intorno ad una specie di decumano corrispondente al crinale che collega il borgo murato con la villa medicea. Da notare come il colle su cui sorse la villa fosse conosciuto come &#8220;Artimino vecchio&#8221;, suggerendo la presenza di antiche vestigia.<\/p>\n<p>Inoltre sono state rinvenute necropoli in diverse aree pi\u00f9 o meno prossime tra cui la Necropoli di <strong>Prato Rosello<\/strong> con tombe piuttosto ben conservate, nelle quali sono stati ritrovati importanti reperti custoditi nel <strong>Museo Archeologico di Artimino<\/strong>. Comunque il centro urbano doveva essere il punto di riferimento di una pi\u00f9 vasta area, visti anche i ritrovamenti di <strong>Comeana<\/strong> (Tombe di Boschetti e Tumulo di Montefortini), <strong>Montereggi<\/strong> (presso Limite sull&#8217;Arno) e <strong>Pietramarina<\/strong> (santuario extraurbano e mura di fortificazione sulla vetta del Montalbano).<\/p>\n<p>La presenza di una citt\u00e0 etrusca ad Artimino rende evidente l&#8217;importanza di quest&#8217;area per i rapporti Nord-Sud, tra Tuscia vera e propria e gli insediamenti sub-appenninici e oltre, fino a Marzabotto, tramite l&#8217;area di Pistoia, e il valico di Porretta. La scoperta della citt\u00e0 etrusca di Gonfienti presso Prato, dovr\u00e0 fare ripensare globalmente al sistema territoriale della presenza etrusca a nord dell&#8217;Arno, che sembra assumere un&#8217;importanza non solamente locale ma estendersi su tutti i margini della piana Firenze-Prato-Pistoia (Sesto Fiorentino, Gonfienti, Fiesole, Artimino, Comeana).<\/p>\n<p>Nel medioevo \u00e8 documentato un castello fin dal 1026, all&#8217;interno delle cui mura, ancora esistenti insieme ad alcune delle torri (anche se forse rimaneggiate), \u00e8 nato l&#8217;attuale abitato.<\/p>\n<p>La storica<strong> Pieve di San Leonardo<\/strong> \u00e8 sorta invece fuori dalle mura, piuttosto lontana dall&#8217;abitato, come del resto era comune all&#8217;epoca, in cui l&#8217;organizzazione territoriale in Toscana era caratterizzata da insediamenti sparsi e da centri di potere distinti: castello e pieve. La presenza della pieve, \u00e8 documentata a partire dal 998 quando in un diploma di Ottone III tra i privilegi del vescovo di Pistoia compare in elenco anche <em>&#8220;&#8230; plebs&#8230;. in Artimino&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Nei dintorni di Artimino troviamo un&#8217;altra chiesa romanica: quella di <strong>San Martino in Campo<\/strong>, attualmente posta nel comune di Capraia e Limite. La chiesa, appartenente ad un complesso monastico, si trova sul margine del bosco, non lontana dal crinale del Montalbano e non era nata come pieve o chiesa suffraganea, bens\u00ec ospizio o ospedale per viandanti, cos\u00ec come San Giusto al Montalbano, attestando cos\u00ec una viabilit\u00e0 altomedievale coincidente con il crinale del Montalbano e congiungente l&#8217;area della Gonfolina con l&#8217;area sub-appenninica pistoiese ed oltre verso nord.<\/p>\n<p>Nel XII e XIV secolo Artimino era un comune rurale con propri statuti e propri confini, inizialmente appartenente al contado pistoiese. Facendo parte del sistema difensivo di Pistoia, di cui costituiva un avamposto di confine, fu oggetto, insieme all&#8217;altro comune rurale di Carmignano, di un&#8217;aspra contesa tra Pistoia e Firenze che sul volgere del XIV secolo avr\u00e0 definitivamente il sopravvento dopo aver rischiato di soccombere sotto i colpi di Castruccio Castracani che guerreggi\u00f2 a lungo nei dintorni. Conquistato e perso dai fiorentini nel 1204 e nel 1225 (in quella occasione furono distrutte le mura). riconquistato e nuovamente fortificati da Castruccio, Artimino fu nuovamente assediato e preso dai fiorentini, nel 1327.<\/p>\n<p>Dopo la pace del 1330, Artimino fu stabilmente incorporato, dal 1347, nel dominio fiorentino pur rimanendo, a tutt&#8217;oggi, nella diocesi pistoiese. La famiglia di maggior rilievo del borgo, i Ricciardi, si trasfer\u00ec in Firenze; in seguito le loro terre ad Artimino verranno acquistate dai Medici. Dopo la stessa epoca si aggiunse al sigillo comunale, il giglio di Firenze sopra il drago marino.<\/p>\n<p>Le istituzioni comunali si conservarono anche nel XV secolo. Nel 1559, ai tempi di Cosimo I furono anche riformati gli statuti comunali.<\/p>\n<p>Comunque, dopo un lungo periodo di declino dell&#8217;antico comune, la costruzione della Villa Medicea La Ferdinanda rappresent\u00f2 un mutamento territoriale radicale, visto che i Granduchi, che soggiornavano molto spesso ad Artimino, di fatto trasformarono l&#8217;intero borgo in annesso di servizio della Villa e istituirono la bandita del Barco reale, un grandissimo recinto murato destinato alla caccia di cui rimangono numerosi tratti di muro mediceo.<\/p>\n<p>Buona parte delle abitazioni del borgo diventarono tra il XVII e il XVIII secolo di propriet\u00e0 granducale, e alle mura furono addossate le scuderie della villa (meno grandiose di quelle di Poggio a Caiano) che, dopo un intervento di recupero, accolgono attualmente il Museo archeologico.<\/p>\n<p>Nel periodo lorenese, visto che la villa rimaneva del tutto inutilizzata dalla corte, il Granduca Leopoldo I alien\u00f2 la villa e tutti i possedimenti del poggio di Artimino al marchese Bartolomei.<\/p>\n","modified":"2020-03-04T10:25:21","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08368-768x511.jpg","id":4881,"caption":"Villa Ferdinandea Artimino"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08361-768x511.jpg","id":4877,"caption":"Artimino Museo Etrusco 2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/DSC08368-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4891","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4891&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/artimino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.0368519,43.7836538]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4766,"name":"Seravezza","description":"\n<p><br> Nel V secolo dopo Cristo, poi, assistiamo alle invasioni barbariche e,  in particolare, alla calata dei Longobardi che si stabilirono nell\u2019area  delle Alpi Apuane. Lo stesso nome \u201cSeravezza\u201d sembra derivare da un  toponimo del periodo longobardo (Sala Vetitia: centro scambi  commerciali), ma quella a proposito dell\u2019origine del nome \u00e8 una  questione ancora oggi molto dibattuta.&nbsp;<br> La storia di Seravezza in epoca medievale, invece, \u00e8 caratterizzata  dalle vicende dei nobili di Corvaia e Vallecchia, i Toparchi, e dalle  persecuzioni attuate contro di essi dal Comune di Lucca. Al 1515 risale  il primo atto autentico del Comune di Seravezza: \u00e8, questo, l\u2019anno in  cui la citt\u00e0 offre a Firenze il Monte Ceragiola e l\u2019Altissimo: \u201c\u2026 in  quibus dicitur esse cava et minera pro marmoribus cavandis\u201d. La  dipendenza dallo Stato Fiorentino ha conseguenze positive per Seravezza  che viene eletta sede della residenza estiva della famiglia de\u2019 Medici.  Non solo: accanto alle numerose fabbriche di ferro o \u201cmagone\u2019\u201dche  lavorano le vene di minerali presenti in gran quantit\u00e0, inizia lo  sfruttamento intensivo delle cave di marmo che divengono meta di famosi  scultori alla ricerca del prezioso statuario. Nel 1518 lo stesso  Michelangelo Buonarroti viene a Seravezza per scegliere il marmo da  utilizzare per la realizzazione delle statue commissionategli da Papa  Leone X. A questo periodo risale anche la strada che dalle cave conduce  in marina,<a href=\"https:\/\/www.orologireplicait.net\">orologi replica<\/a> conosciuta ancora oggi come Via di Michelangelo.&nbsp;<br> Due bruschi arresti dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva si registrano in  corrispondenza dei periodi di belligeranza per le Guerre Mondiali e la  posizione strategica di Seravezza \u00e8 riaffermata tragicamente proprio  durante la II Guerra Mondiale, quando il paese vede per nove mesi la  permanenza del fronte sulla Linea Gotica che causa lutti e rovine e la  distruzione di interi villaggi, di opere pubbliche e di opifici  industriali. La ricostruzione, grazie all\u2019impegno e alla capacit\u00e0 della  gente locale, \u00e8 stata rapida e completa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">[da  <em>www.palazzomediceo.it<\/em>]<\/p>\n","modified":"2020-02-06T18:30:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220002-768x576.jpg","id":4767,"caption":"Seravezza"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220002-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4766","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4766&action=edit","translations":{"en":{"id":4776,"name":"Seravezza","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/seravezza\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4776","description":"\n<p>In the fifth century after Christ, then, we witness the barbarian invasions and, in particular, the descent of the Lombards who settled in the Apuan Alps area. The name &#8220;Seravezza&#8221; itself seems to derive from a toponym of the Lombard period (Sala Vetitia: commercial exchange center), but that regarding the origin of the name is still a much debated matter.\r\nThe history of Seravezza in medieval times, however, is characterized by the events of the nobles of Corvaia and Vallecchia, the Toparchi, and by the persecutions carried out against them by the Municipality of Lucca. The first authentic act of the Municipality of Seravezza dates back to 1515: this is the year in which the city offers Monte Ceragiola and the Most High in Florence: &#8220;&#8230; in quibus dicitur esse cava et minera pro marmoribus cavandis&#8221;. Dependence on the Florentine state has positive consequences for Seravezza who is elected the seat of the summer residence of the Medici family. Not only that: alongside the numerous iron or &#8220;magone&#8221; factories that work the veins of minerals present in large quantities, the intensive exploitation of the marble quarries begins, which become a destination for famous sculptors in search of the precious statuary. In 1518 Michelangelo Buonarroti himself came to Seravezza to choose the marble to be used for the creation of the statues commissioned by Pope Leo X. The road that leads from the quarries to the navy also dates back to this period, replica watches still known today as Via di Michelangelo.\r\nTwo abrupt stops of the mining activity are registered at the time of belligerence for the World Wars and the strategic position of Seravezza was tragically reaffirmed during the Second World War, when the country saw the permanence of the front on the Gothic Line for nine months it causes mourning and ruins and the destruction of entire villages, public works and industrial factories. The reconstruction, thanks to the commitment and ability of the local people, was rapid and complete.<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><p style=\"text-align: right;\">[from <em>www.palazzomediceo.it<\/em>]<\/p><\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/seravezza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.2300959,43.9941134]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4760,"name":"Palazzo mediceo di Seravezza","description":"\n<p> Rispetto alle altre Ville Medicee toscane presenta caratteristiche diverse: infatti allo sfarzo degli interni e degli esterni, la Villa di Seravezza contrappone un\u2019estrema semplicit\u00e0. Si tratta di una scelta stilistica legata probabilmente alla sua funzione: non era concepita come una vera e propria dimora, ma come una casa o casino. L\u2019edifico principale del complesso mediceo \u00e8 il Palazzo costruito tra il 1561 e il 1565 per volere di Cosimo I de\u2019 Medici, Granduca di Toscana, come residenza temporanea durante le frequenti visite alle cave di marmo e alle miniere di argento. Rimase per molti anni la residenza estiva dei Medici e successivamente degli Asburgo-Lorena e di altre famiglie nobili toscane fino all\u2019Unit\u00e0 d&#8217;Italia, quando il palazzo divenne sede del Municipio e tale rimase fino al 1967. Riconosciuto nel 2013 Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0 e inserito nel sito seriale delle \u201cVille e Giardini Medicei della Toscana\u201d, \u00e8 oggi un polo culturale dove si svolgono importanti esposizioni d\u2019arte e di fotografia e rassegne teatrali, \u00e8 sede del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, della Biblioteca Comunale e dell\u2019Archivio Storico<\/p>\n","modified":"2020-02-06T18:11:39","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220001-768x576.jpg","id":4726,"caption":"Seravezza Palazzo Mediceo"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220001-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[292]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4760","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4760&action=edit","translations":{"en":{"id":4764,"name":"Medici Palace of Seravezza","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/medici-palace-of-seravezza\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4764","description":"\n<p>In comparison with other Medici Villas in Tuscany, this has go different characteristics:<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/palazzo-mediceo-di-seravezza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.232061,43.9938711]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4721,"name":"La Cappella","description":"\r\n<p>La Pieve della Cappella \u00e8 dedicata a San Martino e si trova appena fuori del paese di Azzano, in un punto di eccezionale interesse paesaggistico che offre un panorama unico sulle antiche cave di marmo del monte Altissimo e di Trambiserra.<br \/>La chiesa, interamente in marmo, \u00e8 stata costruita prima del Mille e rimaneggiata nel XII secolo: il campanile sorge separato davanti al prospetto, ed \u00e8 anteriore al XI secolo.<br \/>La facciata venne poi abbellita da un porticato, completato nel 1538, i cui capitelli pare fossero disegnati da Michelangelo, al quale la tradizione locale attribuisce anche il rosone, detto per questo l&#8217;occhio di Michelangelo. Purtroppo il colonnato \u00e8 andato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Nell&#8217; interno, a tre navate a pianta rettangolare, sono notevoli gli altari in marmo del XVII secolo.<\/p>\r\n","modified":"2020-05-10T13:03:42","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220008-768x576.jpg","id":4730,"caption":"LaCAppella4"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220006-768x1024.jpg","id":4728,"caption":"OLYMPUS DIGITAL CAMERA"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/P3220013-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":"<p>La Pieve della Cappella \u00e8 dedicata a San Martino si trova non lontano dal paese di Azzano, nel comune di Seravezza, in un punto di eccezionale interesse paesaggistico che offre un bel panorama\u00a0 sulle antiche cave di marmo del monte Altissimo e di Trambiserra.<br \/>\nLa chiesa, interamente in marmo, \u00e8 stata costruita prima del Mille e rimanggiata nel XII secolo: il campanile sorge separato davanti al prospetto, ed \u00e8 anteriore al XI secolo.<br \/>\nLa facciata venne poi abbellita da un porticato, completato nel 1538, i cui capitelli pare fossero disegnati da Michelangelo, al quale la tradizione locale attribuisce anche il rosone, detto per questo l&#8217;occhio di Michelangelo. Purtroppo il colonnato \u00e8 andato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Nell&#8217; interno, a tre navate a pianta rettangolare, sono notevoli gli altari in marmo del XVII secolo.<\/p>\n"},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4721","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4721&action=edit","translations":{"en":{"id":4744,"name":"La Cappella","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/la-cappella\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4744","description":"\r\n<p>La Pieve della Cappella or, as it is also known La Pieve di San Martino, is found in the village of Azzano, part of the Seravezza municipality. The church rests in a breathtaking part of the landscape, with views of Monte Altissimo and the old marble quarries on one side, and the sea on the other.\r\n\r\nThe church is made entirely of marble and was built before the year 1000 before being reworked in the 12th century. The bell tower, predating the 11th century, stands separately in front of the facade.\r\n\r\nIn later years, the facade was embellished by a portico, completed in 1538, whose capitals have been attributed to Michelangelo, along with the rose window. For this, the window is known as the \u201ceye of Michelangelo\u201d. Regrettably, the colonnade was destroyed during the Second World War. Inside the church, designed as a rectangular plan with three naves, the 17th-century marble altars are particularly noteworthy.\r\n<p style=\"text-align: right;\">[t<em>ext from visittuscany.com<\/em>]<\/p><\/p>\r\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-cappella\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.2263354,44.0112243]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4548,"name":"Masso di Terrinca","description":"<p>Estensione di\u00a0 sei metri quadrati circa (2mx3m). La roccia \u00e8 la fillade quarzito-sericitica tipica dell&#8217;intera zona. Il masso \u00e8 a poca distanza dalla traccia (praticamente scomparsa) di un antico sentiero. La traccia si individua chiaramente, non affatto sulle carte topografiche, ed era praticata fino a pi\u00f9 di cent&#8217;anni fa salendo dalla valle del Giardino verso il passo Fordazzani. \u00a0 La localit\u00e0 si ritrova nelle vecchie carte col nome de &#8220;il Pianaccio&#8221;<\/p>\n","modified":"2020-05-10T13:06:04","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/masso_1.gif","id":4551,"caption":"masso_terrinca_1"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MassoTerrinca2-225x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[248]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4548","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4548&action=edit","translations":{"en":{"id":4562,"name":"Terrinca Boulder","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/terrinca-boulder\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4562","description":"<p>Almost 6 square meters (3x2m).The rock is a quartz-filladic tipical of the area. Not far from an ancient track, nowadays not walked anymore, but in use still until a hundred years ago lesding to Fordazzani pass<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/masso-di-terrinca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.260050296783447,44.02189110919562]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4528,"name":"Rifugio del Montanaro","description":"<p>Di norma &#8220;non gestito&#8221;, ma possibile ricevere la gestione per uso in proprio dal CAI PIstoia. Dispone di un bivacco invernale con caminetto, sempre aperto.<\/p>\n","modified":"2020-03-22T18:29:30","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSCN0748-768x576.jpg","id":4525,"caption":""}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/rifugio-del-montanaro-300x201.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[4]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.caimaresca.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4528","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4528&action=edit","translations":{"en":{"id":4530,"name":"Rifugio del Montanaro","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/rifugio-del-montanaro\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4530","description":"<p>Normally not managed, sometimes open to the public when CAI Pistoia volunteers open it up and occasionally serve food. It has got a winter bivouac with fireplace, always open<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rifugio-del-montanaro\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 331 7413786 ","contact:email":"info@caimaresca.it","opening_hours":"su richiesta per soci CAI Maresca","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8495466,44.08581179999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4503,"name":"Capanna dei Carbonai","description":"<p>Veniva costruita con pali di legno reperiti in loco. IL tetto e le pareti realizzate con rami, il tutto ricoperto di zolle di terra. La capanna era di dimensioni proporzionali all&#8217;appezzamento di bosco da tagliare e del numero di boscaioli che costituivano la &#8220;compagnia&#8221;. All&#8217;interno della capanna sono presenti gli elementi minimi sufficienti alla permanenza della compagnia:<\/p>\n<ul>\n<li>I <strong>giacigli<\/strong> (detti &#8220;<em>rapazzole<\/em>&#8220;) ricavati con rami e pali ricoperti di fogliame<\/li>\n<li>il<strong> focolare<\/strong> (con gli attrezzi indispensabili per la cottura della polenta)<\/li>\n<li>Altri<strong> attrezzi generici<\/strong> come le pietre per arrotare le falci<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa capanna \u00e8 distintiva di una compagnia numerosa ed \u00e8 dotata di magazzino e dispensa<\/p>\n","modified":"2020-01-30T18:55:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSCN9347-768x576.jpg","id":4506,"caption":"Orsigna2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSC05228-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[246]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4503","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4503&action=edit","translations":{"en":{"id":4513,"name":"Charcoal makers hut","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/charcoal-makers-hut\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4513","description":"<p>It was built by truncks walls) and branches (roof) of woods found in the neighborhoods. Everything was then covered by fresh soil and grass. Its dimensions were in function of the number of men and the extension of the wood to be cut. Insideit was very basic, with 3 elements:<\/p>\n<ul>\n<li>rudimentary beds<\/li>\n<li>fireplace<\/li>\n<li>stones to be used to sharpen the sickles<\/li>\n<\/ul>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/capanna-dei-carbonai\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.884242383646674,44.078707762790145]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4499,"name":"Albero con gli Occhi","description":"<p>In questo luogo\u00a0 lo scrittore Tiziano Terzani amava venire sovente: qui, in una posizione panoramica sul paese e su di un grande albero di amareno,\u00a0 attacc\u00f2\u00a0 dei piccoli occhi di ceramica, per indicare -inizialmente a suo figlio che cresceva &#8211; che <strong>l\u2019albero e tutto ci\u00f2 che lo circonda fa parte come noi dello spettacolo della vita<\/strong> e deve essere trattato con amore. Quei piccoli occhi ci sono ancora, bianchi e neri, rivolti verso pi\u00f9 direzioni. Accanto, appesi ai rami e alle radici, braccialetti e monili lasciati dagli amici di Tiziano che giungono fino l\u00ec per qualche istante di raccoglimento. Come spesso capita, adesso \u00e8 diventato la destinazione di un affettuoso pellegrinaggio<\/p>\n","modified":"2020-01-30T18:27:23","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/orsigna.jpg","id":4493,"caption":"orsigna"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSCN1205-768x576.jpg","id":4489,"caption":"Albero con gli occhi"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSCN1205-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4499","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4499&action=edit","translations":{"en":{"id":4501,"name":"Tree with the eyes","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/tree-with-the-eyes\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4501","description":"<p>In this place the florentine writer Tiziano Terzani used to come often: here, in an absolutely panoramic position and by an old nice cherry tree, pinched a couple of ceramic eyes to teach to his son initially that<strong> &#8220;the tree and everything else around is belonging to a marvellous life made up of beings&#8221; <\/strong>and therefore needs respect.<\/p>\n<p>Those eyes are still there and now, around them, other items such as bracelets, necklaces, stripes of buddhist flags were left by those many anonimous that came here after like a sort of pilgrimage<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/albero-con-gli-occhi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.87948,44.0856486]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4488,"name":"Orsigna","description":"<p>Orsigna si svilupp\u00f2 a partire dalla piazza della chiesa (da dove partono anche i percorsi descritti) voluta dal vescovo <a title=\"Scipione de' Ricci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scipione_de%27_Ricci\">Scipione de&#8217; Ricci<\/a> come unione delle numerose borgate che ancora oggi fanno riferimento a questo paese. I nomi delle borgate sono <i>Il Casino<\/i>, <i>Casa Sandrella<\/i>,<i> Case Colonna<\/i>, <i>Le Volte<\/i>, <i>Lavacchini<\/i>, <i>Paoluccio<\/i>, <i>Case Fanfani<\/i>, <i>Quadrano<\/i> e <i>Casa Gavazzi<\/i>, <i>Casa Fagnoni<\/i>,<i>Case Corrieri<\/i>, <i>La Menta<\/i>,<i>Case Ferrari<\/i>, <i>Il Contadino<\/i>, <i>Casa Botto<\/i> per citarne alcune.<\/p>\n<p>Sull&#8217;etimologia del toponimo Orsigna si sono fatte numerose ipotesi: nei diplomi imperiali di <a class=\"mw-redirect\" title=\"Arrigo VI\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arrigo_VI\">Arrigo VI<\/a> (1191) e di <a title=\"Federico II di Svevia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Federico_II_di_Svevia\">Federico II<\/a> (1220) si parla di una <i>Valle Ursina<\/i>, data in concessione ai bolognesi <a class=\"mw-redirect\" title=\"Conti Guidi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Conti_Guidi\">Conti Guidi<\/a>, verosimilmente da identificarsi con questa e chiamata cos\u00ec per la presenza (allora) degli <a class=\"mw-redirect\" title=\"Orso\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orso\">orsi<\/a>. Altri autori propendono, invece, per attribuire l&#8217;etimo alla romana famiglia <a class=\"mw-redirect\" title=\"Orsini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orsini\">Orsini<\/a> che vi avrebbe avuto dei possedimenti. Si narra infine, in modo molto suggestivo, ma storicamente incerto, che il nome deriverebbe da tale <i>Principessa Orsina<\/i> che vi avrebbe regnato ed i ruderi del suo castello sarebbero nella borgata di Orsigna, poco sopra la chiesa<\/p>\n","modified":"2020-01-30T17:26:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSCN1216-768x576.jpg","id":4491,"caption":"Mulino di Giamba"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSCN1205-768x576.jpg","id":4489,"caption":"Albero con gli occhi"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/orsigna-300x200.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":[""],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4488","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4488&action=edit","translations":{"en":{"id":4498,"name":"Orsigna","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/orsigna\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4498","description":"<p>Orsigna developed around its square (where all of the itineraries here described start from) erected by Scipione de&#8217;Ricci, in order to let come together all of the several neighborhoods (<i>Il Casino<\/i>, <i>Casa Sandrella<\/i>,<i> Case Colonna<\/i>, <i>Le Volte<\/i>, <i>Lavacchini<\/i>, <i>Paoluccio<\/i>, <i>Case Fanfani<\/i>, <i>Quadrano<\/i> e <i>Casa Gavazzi<\/i>, <i>Casa Fagnoni<\/i>,<i>Case Corrieri<\/i>, <i>La Menta<\/i>,<i>Case Ferrari<\/i>, <i>Il Contadino<\/i>, <i>Casa Botto)<\/i> often named after surnames of families that had lived there<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Its name comes possibly from the presence of the Bears (at the beginning of XII cent) or else by possessions that a noble family (Orsini) would have up to there<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/orsigna\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8881924,44.0752076]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4449,"name":"Tuscan Chef","description":"<p>Andando a trovare Alessandro si \u00e8 sicuri di conoscere da dentro i segreti della cucina toscana , basata su ingredienti freschi, locali e di stagione. \u00c8 una cucina semplice e radicata nella tradizione toscana e italiana con alcune eccezioni e qualche rivisitazione in chiave pi\u00f9 moderna.<\/p>\n<p>La spesa, il servizio a tavola e la pulizia sono sempre inclusi!<\/p>\n<p>Scrivigli per prendere appuntamento<\/p>\n","modified":"2020-01-29T15:46:23","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.tuscan-chef.com\/it\/scuola-di-cucina\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4449","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4449&action=edit","translations":{"en":{"id":4453,"name":"Tuscan Chef","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/tuscan-chef\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4453","description":"<p>By visiting Alessandro, be assured that you&#8217;ll know secrets of tuscan homemaking food<\/p>\n<p>His cuisine is based on fresh, local, and seasonal ingredients. 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Le fonti scritte testimoniano l&#8217;esistenza della rocca nei secoli dell&#8217;altomedioevo: una pergamena datata 753, autentica nei contenuti sebbene rielaborazione tarda del documento originale, cita un oliveto situato nei pressi del &#8220;castellum Aginulfi&#8221;.<br \/>\nL&#8217;antichit\u00e0 del documento (l&#8217;atto pi\u00f9 antico riferito al castello, ritenuto autentico, risale al 764) ed il toponimo, di chiara origine longobarda, spinsero Alfredo d&#8217;Andrade, grande esperto di architettura medievale del secolo XIX, a considerare il mastio ottagonale uno dei pi\u00f9 interessanti monumenti militari longobardi italiani. La fortificazione, delimitata da un&#8217;ampia cinta muraria post-medievale, presenta una complessa articolazione interna costituita da un&#8217;area residenziale, il vecchio borgo, e da un&#8217;area pi\u00f9 propriamente militare, contraddistinta dalla presenza del mastio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Fonte:<em> Istituto Valorizzazione Castelli<\/em>]<\/p>\n","modified":"2020-01-28T18:52:37","color":"#dd9933","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/CastelloAghinolfi-1170-917x433-768x363.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.istitutovalorizzazionecastelli.it\/castelli\/storia-castello-aghinolfi\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4428","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4428&action=edit","translations":{"en":{"id":4432,"name":"Aghinolfi Castle of Montignoso","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/aghinolfi-castle-of-montignoso\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4432","description":"<p>An 8th-century document attests to the existence, even in the Lombard era, of Aghinulfo, an unknown character who seems to have been a functionary at the Lombard court in Lucca. The castle was built, albeit fitfully, in the late Middle Ages by the Lucchese government, which considered Montignoso a valuable place for control of the sea. The most recent military occupation of the castle was in 1945, when it was held by a Nazi garrison, who made a few architectural changes and turned it into one of the main strongholds along the Gothic Line.<\/p>\n<p>There are many elements to the complex: a wide ring of walls, flanked by towers, encloses two spaces, both large but of different dimensions. The higher area contains the weapons-training ground and a patrol route, supported by numerous arches; a keep built on a large octagonal building (probably the oldest in the whole complex), which, via a walled courtyard, is joined to a circular tower, the bastion of San Paolino. 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Al B&amp;B Due passi dal Mare l\u2019azzurro cielo del grande cancello vi invita ad entrare e scoprire un piccolo microcosmo in cui tutto \u00e8 armonia e nulla \u00e8 lasciato al caso<\/p>\n<p>10 motivi per scegliere questo alloggio:<\/p>\n<p>3 sole camere, fresche, accoglienti, con bagno interno<br \/>\nLa colazione: ricca di prodotti bio e a km 0<br \/>\nAccoglienza e gentilezza<br \/>\nQuiete e relax<br \/>\nIl giardino, con frutta biologica, da vivere tutto il giorno<\/p>\n<p>Le biciclette, a disposizione gratuitamente<br \/>\nLa posizione: a 200 mt dalla spiaggia<br \/>\nI servizi: poste, banca e tutto il resto sono a pochi passi<br \/>\nIl parcheggio, interno e privato<br \/>\nGli animali sono graditi ospiti gratuiti!<\/p>\n","modified":"2020-01-20T21:08:00","color":"#dd9933","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Appartamento-vacanze-versilia-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[250]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.duepassidalmare.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4390","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4390&action=edit","translations":{"en":{"id":4394,"name":"B&B Due Passi dal Mare","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/bb-due-passi-dal-mare\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4394","description":"<p>Let our full of colours, warm and nature, renovated B&amp;B surprise and enchant you<\/p>\n<p>Only 200 meters far from the beach and very close to the near Forte dei Marmi, surrounded by vegetation and peace. The big blue gate of Due Passi dal Mare B&amp;B invites you to enter and discover a small microcosm where everything is harmony and nothing is left to chance.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 reasons for choosing us<\/p>\n<p>Only three cozy and fresh rooms, provided with a inner bathroom<br \/>\nBreakfast: rich of biological and local products<br \/>\nHospitality and kindness<br \/>\nQuiet and relax<br \/>\nThe garden with biological fruits, to live all day<\/p>\n<p>Bikes for free<br \/>\nThe position: 200 meters far from the beach and 10 minutes far from Forte dei Marmi<br \/>\nServices: post office, ATM and everything you need very close to us<br \/>\nThe private and inner parking space<br \/>\nAnimals are welcome and free hosts!<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/bb-due-passi-dal-mare\/","addr:street":"via Cateratte","addr:housenumber":"112","addr:postcode":"54038","addr:city":"Montignoso Cinquale","contact:phone":"+393394949624","contact:email":"emanuela@duepassidalmare.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"via Cateratte, 112 Montignoso Cinquale"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1476204,43.9799458]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4364,"name":"Castellina Marittima","description":"<p>Il castello fu venduto alla Repubblica di Pisa da Ildebrandono di Sovana. Nel 1406 si sottomise a Firenze con il resto della campagna pisana. Il marchesato della Castellina fu eretto il 17 marzo 1628 a favore del senatore Lorenzo di Raffaello de&#8217; Medici di Ottajano, ramo collaterale dei granduchi, gi\u00e0 governatore di Livorno. Estintasi nel 1715 la linea diretta con Antonio, l&#8217;infeudazione fu rinnovata nel 1738 a favore del discendente Francesco Maria (-1741). La potest\u00e0 feudale era esercitata tramite un commissario che esercit\u00f2 giurisdizione baronale fino alla legge sull&#8217;abolizione dei feudi. Dal 1730 con Francesco Giuseppe, sesto marchese, la famiglia aggiunse il cognome dei Tornaquinci (Medici-Tornaquinci della Castellina). Gli successero Vincenzo (1736-51), e il cav. Francesco Aldobrando (-1824) che nel 1768 prest\u00f2 giuramento a Pietro Leopoldo. L&#8217;estensione del feudo andava dal fiume Fine fino a Monte Vaso con il centro di Pomaia con la tenuta del Terriccio e la Val di Perga. Il feudo comprendeva anche la tenuta del Terriccio, allivellata ai Gaetani di Pisa. Fu feudo fino al 1770.<\/p>\n<p>Nel 1860, dopo il plebiscito indetto da Bettino Ricasoli in tutta la Toscana, venne annesso al Regno di Sardegna che, nel 1861, diventer\u00e0 Regno d&#8217;Italia. Storicamente ebbe attivit\u00e0 eminentemente agricole con la produzione soprattutto di cereali, impoverendo gran parte del suo territorio ricco di foreste di cerri e boschi. All&#8217;inizio del XIX secolo fu aperta un cava di alabastro.<\/p>\n<p>[Fonte: Wikipedia]<\/p>\n","modified":"2020-01-15T18:48:20","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/castellina-768x432.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4364","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4364&action=edit","translations":{"en":{"id":4368,"name":"Castellina Marittima","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/castellina-marittima\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4368","description":"<p><em>Castello della MIsericordia<\/em> was sold then to Pisa Republic by Ilebrando from Sovana. 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It remained under Medici then, that enriched its features as results until today.<\/p>\n<p>In 1860 it passed briefly under Sardinia Reign before unification\u00a0 of Italy took over.<\/p>\n<p>By the beginning of XiX century a big alabaster Quarry was established<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castellina-marittima\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5783057,43.4089831]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4346,"name":"Attenzione: Cani da Guardiania","description":"<p>Svolgono ottimamente il loro lavoro, senza attaccare, ma &#8220;mantenendo e accompagnando&#8221; l&#8217;intruso fuori della portata del gregge.<\/p>\n<p>In caso di incontro occorre:<\/p>\n<ul>\n<li>Mantenere la calma e non urlare o agitare oggetti<\/li>\n<li>Evitare di fronteggiarli e di mostrare interesse per il gregge<\/li>\n<li>Deviare verso una zona tranquilla e se necessario cambiare sentiero<\/li>\n<li>Tenere a guinzaglio il proprio cane ed allontanarsi senza correre<\/li>\n<li>Scendere dalla bicicletta<\/li>\n<\/ul>\n","modified":"2020-01-15T17:44:20","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSC08016-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[148]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4346","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4346&action=edit","translations":{"en":{"id":4348,"name":"Beware: Guard dogs","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/beware-guard-dogs\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4348","description":"<p>They are excellent guards for their flocks. 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In the XIII century was subdued to Massa Marittima, which mantained the control until 1359 a.c. when it started to be part of Siena Republic. <br data-mce-bogus=\"1\"><\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/monterotondo-marittimo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.856130200000052,43.1444444]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4279,"name":"Sasso Pisano","description":"<p>Nei dintorni del Borgo sono visibili numerose manifestazioni naturali di Geotermia, ragione per la quale sorge anche un villaggio ENEL sorto negli anni &#8217;50 per sfruttare la geotermia della zona per ragioni elettriche.Il villaggio \u00e8 costruito in una zona caratterizzata dal fenomeno naturale della fuoriuscita dei gas e delle acque sulfuree, che conferisce al paesaggio un carattere decisamente inconsueto, per l&#8217;incessante emissione dei vapori, e lo qualifica come area produttiva per la presenza dei particolari camini in cemento per la trasformazione dell&#8217;energia geotermica.<\/p>\n<p>Gli edifici furono progettati da <a title=\"Giovanni Michelucci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Michelucci\">Giovanni Michelucci<\/a> per conto della societ\u00e0 geotermica &#8220;Larderello&#8221; attorno alla met\u00e0 degli anni cinquanta. In un&#8217;area baricentrica rispetto alla centrale geotermoelettrica (dove Michelucci progett\u00f2 e realizz\u00f2 nello stesso periodo la chiesa di Larderello) e l&#8217;antico borgo di Sasso, l&#8217;architetto pistoiese ide\u00f2 un piccolo nucleo dotato di abitazioni per i dipendenti, di un centro commerciale e sociale e di una piccola cappella. I primi studi risalgono al 1956 e i disegni per la chiesetta vennero elaborati tra l&#8217;inverno dello stesso anno e gli esordi del 1957. I lavori, eseguiti dall&#8217;impresa Baldini, si conclusero nel 1958.<\/p>\n<p>La chiesa ed il complesso residenziale costituiscono un piccolo villaggio in prossimit\u00e0 del centro storico di Sasso Pisano lungo la strada statale che da Pomarance conduce verso Larderello e Castelnuovo di Val di Cecina; a valle della strada sono situati la chiesa, in posizione diagonale e in un lotto d&#8217;angolo compreso tra la statale e la viabilit\u00e0 di servizio, e l&#8217;attiguo ristorante; a monte il complesso residenziale, immerso nel verde, costituito da un gruppo di quattro stecche di tre schiere ciascuno (tre delle quali progettate da <a title=\"Giovanni Michelucci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Michelucci\">Michelucci<\/a>).<\/p>\n","modified":"2020-01-07T15:54:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSC07750-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4279","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4279&action=edit","translations":{"en":{"id":4283,"name":"Sasso Pisano","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/sasso-pisano\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4283","description":"<p>Around this countryside village are several natural geothermal manifestations, reason that led in the &#8217;50s italian national electric company (ENEL) in settling its own village in order to exploit the geothermal potential for electricity production<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/sasso-pisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.865608599999973,43.1662281]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4273,"name":"Vapori di birra","description":"<p>Vapori di Birra \u00e8 il primo Birrificio Artigianale in Italia che impiega il vapore geotermico come fonte primaria di energia per il processo industriale brassicolo.<\/p>\n<p>Realizzata esclusivamente con acqua, malto, luppolo e lievito, impiegando esclusivamente un procedimento che utilizza il calore naturale della terra, \u00e8 una bevanda esclusiva, e di alta qualit\u00e0, rifermentata in bottiglia e, per mantenere le qualit\u00e0 organolettiche, n\u00e9 filtrata n\u00e9 pastorizzata, secondo le tecniche della produzione artigianale.<\/p>\n<p>Ad accompagnare la degustazione della birra potrete trovare formaggi, salumi, miele, olio e vino forniti da produttori locali, per darvi la possibilit\u00e0 di assaporare tutti i prodotti di questo angolo di terra fumante tra i Comuni di Castelnuovo Val di Cecina, Pomarance e Monterotondo Marittimo.<\/p>\n","modified":"2020-02-06T17:19:53","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSC07955-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[145,272]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.vaporidibirra.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4273","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4273&action=edit","translations":{"en":{"id":4278,"name":"Vapori di birra","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/vapori-di-birra\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4278","description":"<p>Vapori di Birra is the first brewery in Italy that uses geothermal steam as primary source of energy<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/vapori-di-birra\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 328 2334464","contact:email":"info@vaporidibirra.it","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.858391100000063,43.17209179999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4269,"name":"Fumarole","description":"<p>Fumarola \u00e8 un termine di origine napoletana, che corrisponde a &#8220;fumaiolo&#8221; e infatti si presentano come piccole, ma profonde fessure nel suolo nelle quali si ha una risalita di gas emessi a temperature che, a seconda del tipo di attivit\u00e0 vulcanico-idrotermale, vanno da circa 100 fino a 900 \u00b0C. A contatto con l&#8217;aria, a causa della sensibile diminuzione di temperatura, i gas condensano formando i caratteristici &#8220;fumi&#8221;, da cui deriva il nome del fenomeno.<\/p>\n<p>La composizione chimica dei gas vulcanici \u00e8 generalmente costituita da svariate specie e, a parte il vapor d&#8217;acqua che rappresenta la percentuale maggiore in volume, troviamo: anidride carbonica, monossido di carbonio, anidride solforosa, acido solfidrico, acido cloridrico, acido fluoridrico come costituenti maggiori e minori, vi possono poi esserci, sotto forma di elementi in tracce, metalli pesanti e altri elementi tossici (piombo, cadmio, palladio; mercurio; tallio; arsenico ecc.) nonch\u00e9 un folto numero di composti organici.<\/p>\n<p>Tale complessa composizione chimica determina una fortissima acidit\u00e0 (pH circa 0) e dunque una profonda alterazione del suolo circostante che acquista cromatismi vivaci tra cui spiccano le chiazze di color giallo citrino dello zolfo nativo.<\/p>\n<p>In base alla temperatura di emissione dei gas essoluti, ed alla relativa composizione chimica, \u00e8 possibile suddividere in diverse tipologie le fumarole:<\/p>\n<p><strong>Secche (o anidre)<\/strong>: la temperatura di emissione dei gas \u00e8 di circa 500 \u00b0C, mentre la composizione chimica dei gas comprende cloruri (di sodio e potassio), e fluoruri vari. Queste fumarole non contengono vapore acqueo (da cui, appunto, la denominazione &#8220;anidre&#8221;).<br \/>\n<strong>Acide:<\/strong> la temperatura di emissione risulta inferiore alle precedenti, e compresa tra i 300-500 \u00b0C. Chimicamente sono costituite da vapore acqueo, acido cloridrico, acido solfidrico ed anidride solforosa. Sono spesso presenti cloruri legati a ioni metallici.<br \/>\n<strong>Alcaline<\/strong> (pi\u00f9 raramente, ammoniacali): la temperatura di emissione \u00e8 compresa tra 100-200 \u00b0C, e la composizione chimica prevede vapore acqueo, cloruro di ammonio, acido solfidrico ed anidride carbonica.<br \/>\n<strong>Fredde<\/strong>: temperatura di emissione massima di 100 \u00b0C, composte al 95% da vapore acqueo, per il restante 5% da monossido di carbonio, anidride carbonica, ed anidride solforosa (in proporzioni variabili).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[Fonte:Wikipedia]<\/em><\/p>\n","modified":"2020-01-07T15:41:34","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSC07746-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[271]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4269","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4269&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fumarole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.858697891235352,43.16831533344534]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4263,"name":"Biancane","description":"<p>Il loro colore bianco \u00e8 dovuto alla presenza superficiale di sali, soprattutto solfato di sodio, che vengono sciolti, in caso di precipitazione atmosferica, dall&#8217;acqua piovana che penetra nel sedimento; la successiva insolazione fa risalire in superficie le soluzioni saline che poi tendono a precipitare nuovamente con l&#8217;evaporazione. Prolungati periodi siccitosi con intenso soleggiamento causano sui fianchi delle biancane, in modo pi\u00f9 accentuato su quelli maggiormente esposti ai raggi del sole, le tipiche fessurazioni poligonali a rete da essiccamento.<\/p>\n<p>La concentrazione salina risulta molto abbondante sul lato meridionale delle biancane per l&#8217;esposizione diretta alla luce solare; inoltre, i sali sono corresponsabili assieme al clima semiarido e siccitoso della quasi totale assenza di copertura vegetale, rendendo scarsa sia la vegetazione arborea che la possibilit\u00e0 di introdurre colture come la vite e l&#8217;ulivo.<\/p>\n<p>In Italia, le biancane sono molto diffuse nell&#8217;area delle Crete senesi, soprattutto nel Deserto di Accona, e in misura minore in Val d&#8217;Orcia; in Umbria si ritrovano alcuni raggruppamenti a nord di Orvieto fino al confine toscano. Altri raggruppamenti minori si estendono in alcune zone della Basilicata e della Calabria. Rilievi simili come origine alle biancane si ritrovano anche in America, nelle regioni denominate badlands.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[Fonte: Wikipedia] <\/em><\/p>\n","modified":"2020-01-07T14:55:20","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/DSC07852-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[269]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4263","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4263&action=edit","translations":{"en":{"id":4267,"name":"Biancane","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/biancane\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4267","description":"<p>Their white color is due by presence of Sulfates (i.e. Sodium) which are released as the rains penetrate into the soil. The following exposure to sun, causes its drift towards the surface and salts are consequently depositating becasue of evaporation, in a cycle which self substain endlessly.<\/p>\n<p>In Tuscany we have further examples of this in Val Orcia and Siena Crete area; in Umbria we find such examples north of Orvieto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[From: Wikipedia] <\/em><\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/biancane\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.854449272155762,43.15097257204435]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4139,"name":"Chiesa Santa Maria della Spina","description":"<p>Di pianta rettangolare, \u00e8 completamente rivestita di marmi policromi. L&#8217;esterno \u00e8 caratterizzato da cuspidi, timpani, tabernacoli, insieme a complesse strutture scultoree come tarsie, rosoni e statue di maestri pisani del XIV secolo fra cui Giovanni Pisano, Lupo di Francesco, Andrea Pisano con i figli Nino e Tommaso, e Giovanni di Balduccio. Tutte le statue a tutto tondo che si vedono sono copie: dal 1996 gli originali sono raccolti in una sala e nei depositi del Museo nazionale di San Matteo.<\/p>\n","modified":"2019-11-22T12:30:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG_3024-768x576.jpg","id":4142,"caption":"Santa Maria della Spina"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG_3024-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_Santa_Maria_della_Spina"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4139","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4139&action=edit","translations":{"en":{"id":4145,"name":"Santa Maria della Spina church","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/santa-maria-della-spina-church\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4145","description":"<p>It has a rectangular plant, with an external facing wholly composed of marble, laid in polychrome bands. 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Ancor oggi siamo identificati cos\u00ec, questa parola racchiude tutta la storia del paese, dei bambini di un tempo, ormai cresciuti che spesso si fermano a bere, a cena o semplicemente per un saluto, e spesso ci raccontano i loro ricordi, come a volere rivivere momenti di un\u2019infanzia ormai lontana.<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:08:00","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/riovorno.png","id":4017,"caption":"riovorno"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ostellovorno-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[181,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.ilriodivorno.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4014","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4014&action=edit","translations":{"en":{"id":4020,"name":"Hostel Rio Vorno","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/hostel-rio-vorno\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4020","description":"<p>This building used to be a primary school , locally known as &#8220;la scuolina&#8221;. Still today we are identifued like that, as this word enclose the recent history of the hamlet: here some of those kids, now grown up, stop for a glass or a dinner simply on their way home or only for saying &#8220;hello&#8221;, as if they&#8217;d like to live again old memories<br data-mce-bogus=\"1\"><\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rio-di-vorno\/","addr:street":"Via del Folle Mansi","addr:housenumber":"1","addr:postcode":"","addr:city":"Vorno (LU)","contact:phone":"+39 0583 971081","contact:email":"info@ilriodivorno.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via del Folle Mansi, 1 Vorno (LU)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.511772500000006,43.7886031]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4009,"name":"Arno Suites","description":"<p><span class=\"st\">A pochi chilometri da Pisa il B&amp;B ArnoSuites, immerso nella campagna toscana, \u00e8 una destinazione unica per chi cerca quiete e relax.<\/span><\/p>\n","modified":"2019-11-19T16:56:23","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/arnosuites1-768x576.jpg","id":4010,"caption":"arnosuites1"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/arnosuites1-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[250]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.arnosuites.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4009","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4009&action=edit","translations":{"en":{"id":4013,"name":"Arno Suites","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/arno-suites\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4013","description":"<p>Few kms away from Pisa or Lucca, it&#8217;s dep inside tuscan countryside, a unique destination for those searching for peaceful surroundigs and relax<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/arno-suites\/","addr:street":"Via S.Lucia","addr:housenumber":" 2 ","addr:postcode":"","addr:city":"Ripoli di Cascina (PI)","contact:phone":"39 348 0180121","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via S.Lucia,  2  Ripoli di Cascina (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.461223300000029,43.7160795]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3994,"name":"Osteria all&#8217;Ussero","description":"<p>Situata all\u2019interno del parco della Villa storica di Corliano, l\u2019osteria \u00e8 stata ricavata nell\u2019edificio adibito in passato a coppaio della Fattoria, luogo dove alloggiavano gli orci in terracotta per conservare l\u2019olio.<\/p>\n<p>I fabbricati del complesso della Fattoria furono realizzati nel 1755 dall\u2019architetto Ignazio Pellegrini, pi\u00f9 volte chiamato a disegnare molte residenze nobili della campagna circostante. L\u2019osteria, che propone sia ristorazione che caffetteria, offre dunque la possibilit\u00e0 di pranzare in un ambiente tranquillo ed autentico, tipico della tradizione rurale toscana, anche all\u2019aperto negli spazi allestiti nel parco.<\/p>\n<p>Si raggiunge percorrendo la vecchia statale dell\u2019Abetone e del Brennero, che da Pisa passa da San Giuliano Terme e arriva fino a Lucca percorrendo il lungomonte.<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:07:51","color":"#eeee22","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ussero.jpeg","id":3997,"caption":"ussero"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/osteria-allussero-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[156,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.villadicorliano.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3994","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3994&action=edit","translations":{"en":{"id":4000,"name":"Osteria all'Ussero","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/osteria-allussero\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4000","description":"<p>The buildings of the farm were built in 1755 by the architect Ignazio Pellegrini, calle d upon many times to design many aristocratic villas in the surrounding countryside. The osteria, which is both a restaurant and a coffe bar, offers the experience to have lunch in an very authentic and relaxing setting, typical of the rural tuscan tradition, with seating also outside in the garden.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/osteria-allussero\/","addr:street":"Via Statale Abetone e Brennero","addr:housenumber":"50","addr:postcode":"","addr:city":"San Giuliano Terme  (PI)","contact:phone":" +39 331 579 1910 ","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Statale Abetone e Brennero, 50 San Giuliano Terme  (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.428872700000056,43.7808632]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3984,"name":"La Rondine","description":"<p><strong>La Rondine B&amp;B<\/strong> \u2013 casa vacanze \u00e8 situata a Pugnano in una zona tranquilla nell\u2019aperta campagna pisana a soli 10 minuti da Lucca e Pisa. 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Anche se il mio preferito \u00e8 sempre quello di Spiaggia, perch\u00e9 quando lo apro mi riporta in un attimo sulle dune del Parco davanti al mare.<\/p>\n","modified":"2019-11-19T16:00:36","color":"#eeee22","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Vicopisano-piazza_D._Cavalca3-768x432.jpg","id":1062,"caption":"Vicopisano-piazza_D._Cavalca3"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Vicopisano-piazza_D._Cavalca3-768x432.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[252]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/domusoleatoscana.com"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3979","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3979&action=edit","translations":{"en":{"id":3983,"name":"Mi Garba Bio","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/mi-garba-bio\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3983","description":"<p>When you enter into our shop you can see right away that this is not a normal shop; the name already suggests it: \u201cMi Garba Bio\u201d leaves no doubt, only organic products and only from Tuscany<br \/>\nHere oils and spices take the form of artistic creations and the honey is not offered in just three types, as usual; you can find lime honey, sunflower honey, ivy honey, apple honey, Eucalyptus honey and many others. But my favorite is the beach honey, because when I open the jar it takes me back in a jiffy to the dunes of the park in front of the sea.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/mi-garba-bio\/","addr:street":"Via Statale Abetone","addr:housenumber":"160 ","addr:postcode":"","addr:city":" Molina di Quosa (PI)","contact:phone":"+39 050 6138302","contact:email":"imigarbabio@domusoleatoscana.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Statale Abetone, 160   Molina di Quosa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.422592500000064,43.7950791]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3973,"name":"Agriturismo IL LEOPOLDINO","description":"<p>Sul Monte Pisano, e specialmente al Leopoldino, la vita \u00e8 schietta e spontanea ispirata alle cose semplici, come fare il pane. Un rito umano che condividiamo con i nostri ospiti che possono seguire dei corsi per imparare l\u2019antica alchimia di fare il pane.<\/p>\n<p>La vicinanza al mare e alla montagna rendono il Leopoldino un luogo unico, che permette ai viaggiatori di scegliere, ogni giorno, paesaggi, luoghi e destinazioni diverse.<\/p>\n<p>Potrete fare il bagno e trascorrere tranquille giornate sul mare. Potrete fare escursioni immersi nella natura, partendo direttamente dalla nostra azienda anche con i nostri asinelli.<\/p>\n<p>Potrete vivere, assieme ai vostri bambini, l\u2019esperienza autentica della vita in campagna a diretto contatto con natura e con gli animali del nostro casale. Potrete cenare e rilassarvi sulla nostra terrazza e godere della magnifica vista della piana pisana fino a Livorno.<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:05:24","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/leopoldino-768x518.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.illeopoldino.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3973","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3973&action=edit","translations":{"en":{"id":3977,"name":"Agriturismo IL LEOPOLDINO","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-il-leopoldino\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3977","description":"<p>On the Monte Pisano, and especially at the Leopoldino, life is sincere and spontaneous, inspired by simple things, like making bread. A human ritual that we share with our guests who can take courses to learn the ancient alchemy of making bread.<\/p>\n<p>The proximity to the sea and mountains makes the Leopoldino a unique place, which allows travelers to choose every day different landscapes, places and destinations.<\/p>\n<p>You can swim and spend quiet days on the seaside. You can go hiking in the nature, starting directly from the Leopoldino and with our donkeys, if you wish.<\/p>\n<p>Together with your children, you will live the authentic experience of country life in direct contact with nature and with the animals of our farm. You can dine and relax on our terrace and enjoy the magnificent view of the plain of Pisa up to Livorno.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-il-leopoldino\/","addr:street":"Loc. 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Nel cuore dell\u2019azienda, in posizione panoramica sul borgo medievale di Vicopisano, si trova l\u2019Agriturismo, incantevole casolare arredato nella perfetta tradizione toscana, combinazione di architettura contadina e confortevole modernit\u00e0 immerso tra le \u201cterrazze\u201d degli olivi secolari.<\/p>\n<p>Dietro il Podere de\u2019 Pardi c\u2019\u00e8 una storia di persone con l\u2019ambizioso progetto di produrre con questi semplici ingredienti: territorio, qualit\u00e0, tradizione e innovazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:04:33","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-mill_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/poderepardi-768x515.jpg","id":3969,"caption":"poderepardi"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/podere-de-pardi-300x200.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.montepisano.travel\/poi\/podere-de-pardi\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3966","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3966&action=edit","translations":{"en":{"id":3972,"name":"Podere de' Pardi","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/podere-de-pardi\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3972","description":"<p>The oil de\u2019 Pardi is the synthesis of the cultivation, of the production environment, of the methods of collecting and pressing of olives. The olive trees are all planted on \u201cdry terracing\u201d dated 1700, which represents an agrarian arrangement typical of Monte Pisano. In the heart of the farm, in a panoramic position in the medieval village of Vicopisano, lies the agriturismo, a charming farmhouse furnished according to the perfect Tuscan tradition, combining rural architecture and comfortable modernity nestled in the \u201cterraces\u201d of old olive trees.<\/p>\n<p>Behind the Podere de \u2018 Pardi lies a story of people with an ambitious plan to produce with these simple ingredients: territory, quality, tradition and innovation.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/podere-de-pardi\/","addr:street":"Localit\u00e0 Capitano","addr:housenumber":"3","addr:postcode":"","addr:city":"Vicopisano (PI)","contact:phone":" +39 050 879960","contact:email":"info@oliodepardi.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Localit\u00e0 Capitano, 3 Vicopisano (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.575864300000035,43.7039948]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3959,"name":"Casa Gentili","description":"<p>Di impianto rinascimentale, \u00e8 documentata fin dal 1622, sulla strada che conduceva alla chiesa di Santo Stefano.<\/p>\n<p>Le famiglie Zucchetti e Martini, tra Sei e Settecento, dotarono il fabbricato della doppia scalinata in facciata e degli elementi in pietra serena, cingendo il giardino da un muro continuo. Nel XIX secolo fu abitata dai Frizzi, infine nel 1911 acquistata da Ranieri Gentili, esponente di una famiglia titolare di uno stabilimento per la produzione di pasta fondato a Pontasserchio quasi un secolo prima. La ditta, che aveva succursali anche a Firenze e Viareggio, chiuse nel 1967.<\/p>\n<p>Attualmente \u00e8 in uso come bed and breakfast di lusso.<\/p>\n","modified":"2019-11-22T09:50:23","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/casagentili.jpeg","id":3962,"caption":"casagentili"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/casagentili-300x170.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[250,239]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.casagentili.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3959","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3959&action=edit","translations":{"en":{"id":3965,"name":"Casa Gentili","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/casa-gentili\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3965","description":"<p>Documented since 1622, on the road leading to Santo Stefano Church, it has been owned by noble families of the area which enriched the structure with the stairs, walls and garden. Ranieri Gentili , owner of a pasta factory in the neighborhood of Pontasserchio, owned as last from 1911 till 1967 when the factory was closed. It is now adays a luxury bed-and-breakfast: Genuine and flexible accommodations in the very outside of the small country village,<br \/>\nbetween Pisa and Lucca.<br \/>\nCharming and inspiring environment for leisure travelers: get long lasting travel memories<br \/>\nfrom the Casa Gentili walled garden and villa.<br \/>\nIn Tuscany.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casa-gentili\/","addr:street":"Via dei Molini","addr:housenumber":" 14","addr:postcode":"56019","addr:city":" Avane (PI)","contact:phone":"+39 320 4122440","contact:email":"info@casagentili.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via dei Molini,  14  Avane (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.409002999999984,43.78834499999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3951,"name":"Agriturismo La Grotta","description":"<p>Un luogo unico sui monti pisani dal quale godrete di una vista mozzafiato sulla pianura pisana, il mare, il fiume Serchio e le Alpi Apuane.<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:06:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/grotta.jpg","id":3954,"caption":"grotta"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/lagrotta-768x511.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.agriturismo-lagrotta.com"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3951","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3951&action=edit","translations":{"en":{"id":3958,"name":"Agriturismo La Grotta","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-la-grotta\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3958","description":"<p>A unique place on the Monte Pisano, from which you&#8217;ll be able to embrace a breathtaking view on pisan plane, the tyrrenian sea, river Serchio and Apuan Alps<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-la-grotta\/","addr:street":"Via Localit\u00e0 Monticelli  ","addr:housenumber":"","addr:postcode":"56017","addr:city":"San Giuliano Terme  (PI)","contact:phone":"+39 050 818622","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Localit\u00e0 Monticelli  ,  San Giuliano Terme  (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.432751999999937,43.77990499999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3943,"name":"Eden Park Resort","description":"<p>Immerso nel verde e protetto dal Monte Pisano, L\u2019Eden Park \u00e8 una vera e propria oasi di pace in posizione strategica per visitare Pisa e Lucca, ma anche il resto dei dintorni (Calci, Vicopisano, Buti). L\u2019Eden Park Resort si compone di 30 appartamenti elegantemente disposti a ventaglio al fianco della struttura principale che ospita il nostro Ufficio Ricevimento. Potrete gustare una deliziosa colazione con prodotti tipici Toscani o godere del relax offerto dalla piscina, ma anche trascorrere dei piacevoli momenti all\u2019aria aperta nello splendido prato antistante gli appartamenti. Singolare la presenza di una vera e propria fornace del secolo scorso, ancora integra, che si erge a fianco del nostro Ufficio Ricevimento e ben visibile da ogni sistemazione.<\/p>\n<p>L\u2019Eden Park \u00e8 anche un perfetto punto d\u2019appoggio per i soggiorni finalizzati alla visita del territorio pisano e lucchese<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:06:51","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/edenpark2.jpg","id":3946,"caption":"edenpark2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/edenpark2.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[10,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.edenparkpisa.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3943","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3943&action=edit","translations":{"en":{"id":3949,"name":"Eden Park Resort","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/eden-park-resort\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3949","description":"<p>If you&#8217;re looking for a <strong>break<\/strong> from the <strong>chaos<\/strong> of the <strong>city<\/strong>, The <strong>Eden<\/strong> <strong>Park<\/strong> <strong>Resort<\/strong> is the place <strong>for<\/strong> <strong>you<\/strong>. Surrounded by <strong>greenery<\/strong> and protected by the <strong>Monte<\/strong> <strong>Pisano<\/strong>, the Eden Park is an oasis of <strong>peace<\/strong> in a <strong>strategic<\/strong> <strong>position<\/strong> to visit <strong>Pisa<\/strong> and <strong>Lucca<\/strong>, but also the rest of the <strong>surrounding<\/strong> little towns (<strong>Calci<\/strong>, <strong>Vicopisano and Buti<\/strong>).<br \/>\nThe Eden Park Resort is made up of <strong>30<\/strong> <strong>apartments<\/strong>, wich are <strong>close<\/strong> to the <strong>main<\/strong> <strong>building<\/strong>, where you find the <strong>Reception<\/strong> <strong>Office<\/strong> and the <strong>breakfast<\/strong> <strong>room<\/strong>. Enjoy a delicious <strong>breakfast<\/strong> with <strong>typical<\/strong> <strong>Tuscan<\/strong> <strong>foods<\/strong> or <strong>relax<\/strong> yourself by the <strong>pool<\/strong> or on the external <strong>private<\/strong> <strong>patio<\/strong> outside your apartment. The singular presence of a real <strong>Furnace<\/strong> of the <strong>last<\/strong> <strong>century<\/strong>, still intact, which stands alongside our Reception Office and <strong>visible<\/strong> from every <strong>apartment<\/strong>.<\/p>\n<p>Eden Park is also a perfect <strong>base<\/strong> to <strong>visit<\/strong> Lucca and Pisa<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/eden-park-resort\/","addr:street":"via dell argine","addr:housenumber":"6\/b","addr:postcode":"","addr:city":"San Giuliano Terme  (PI)","contact:phone":"+39 050 870252","contact:email":"info@edenparkpisa.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"via dell argine, 6\/b San Giuliano Terme  (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.459165999999982,43.725157]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3936,"name":"Agriturismo Cima alla Serra","description":"<p>Ristrutturato da un antico rustico, composto da appartamenti su due piani rifatti alla maniera toscana, con finiture accurate e di pregio.<br \/>\nOgni appartamento, di cinquanta metri circa, \u00e8 composto da soggiorno con divano letto, cucina in muratura e marmo, con stufe di foggia antica per l&#8217;inverno, camera matrimoniale, bagno con doccia rifinito con piastrelle di Vietri, aria condizionata e acqua calda generata da pannelli solari. Per i villeggianti si apre una vista mozzafiato: da ogni appartamento si ammira un panorama meraviglioso che spazia dalla Valdera fino al mare.<br \/>\nDietro la struttura si trova un bosco secolare di castagni e abeti mentre lateralmente a perdita d&#8217;occhio si estende la grande oliveta dell&#8217;azienda.<br \/>\nL&#8217;agriturismo Toscano \u00e8 dotato di una grande piscina con idromassaggio ( 21&#215;7 ) e zona relax. Grazie alla sua posizione \u00e8 possibile raggiungere in breve tempo i maggiori centri d&#8217;interesse artistico e culturale<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:06:29","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/cima-alla-serra-768x464.jpg","id":3939,"caption":"cima alla serra"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AllaSerra-768x503.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.agriturismocimaallaserra.com"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3936","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3936&action=edit","translations":{"en":{"id":3942,"name":"Agriturismo Cima alla Serra","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-cima-alla-serra\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3942","description":"<p>recently restructured and composed from apartments on two levels presented as the Tuscany way does, with accurate and prestigious finishes. Every apartment, of fifty meters approximately, is composed with bed-sofa, kitchen in masonry and marble, with ancient stuff for the winter, double room, bath with shower and floors of tiles of Vietri, conditioned air and generated warm water from solar paddles.<br \/>\nFor vacationing there is a wonderful sight: from every apartment there is the chance to see a wonderful panorama from Valdera until the sea. Behind the structure there is a secular forest of chestnut trees and firs while laterally as far as the eye can see there is a large field of olive trees of the company. The farm holidays is equipped with a great swimming pool with iacuzzi (21&#215;7) and relax zone.<br \/>\nThanks to its wonderful position, it is possible to reach up shortly the greatest centers of artistic and cultural interest<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-cima-alla-serra\/","addr:street":"Via Cima alla Serra","addr:housenumber":"","addr:postcode":"56032","addr:city":" BUTI (Pi) ","contact:phone":" +39 346 6752655","contact:email":"info@agriturismocimaallaserra.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Cima alla Serra,   BUTI (Pi) "},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.598105000000032,43.73433199999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3928,"name":"Locanda Sant&#8217;Agata","description":"<p>Un boutique hotel dalla vocazione romantica<br \/>\nideale per scoprire la Toscana e la magia delle terre<br \/>\ntra Pisa e Lucca<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:06:44","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/santagata2.jpg","id":3931,"caption":"santagata2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/santagata2.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[10,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.locandasantagata.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3928","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3928&action=edit","translations":{"en":{"id":3935,"name":"Locanda Sant'Agata","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/locanda-santagata\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3935","description":"<p>A boutique hotel, it is the ideal setting to embark on a romantic quest to discover the magic of Tuscany and the lands surrounding Pisa and Lucca<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/locanda-santagata\/","addr:street":"SS12 dell'Abetone e del Brennero  ","addr:housenumber":"Km5+812 ","addr:postcode":"","addr:city":"San Giuliano Terme  (PI)","contact:phone":"+39 050 820328","contact:email":"info@locandasantagata.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"SS12 dell'Abetone e del Brennero  , Km5+812  San Giuliano Terme  (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.431492700000035,43.7491153]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3924,"name":"Locanda San Ginese","description":"<p>Un posto che, nella tradizione, offre a chi viaggia un rifugio, una sosta, un ristoro, dove ricaricarsi per poter proseguire il viaggio oppure un luogo da dove \u00e8 possibile iniziare un viaggio. Alla Locanda San Ginese i letti sono molto comodi e le camere sono veramente spaziose (ecco perch\u00e9 \u201croom\u201d). Le nostre colazioni sono abbondanti, affettuose e fantasiose e anche i vostri amici a 4 zampe saranno sempre ospiti graditi.<\/p>\n","modified":"2019-11-19T14:14:20","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/locanda_san_ginese.jpg","id":3909,"caption":"locanda_san_ginese"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/bb-san-ginese-1-768x370.jpg","id":3911,"caption":"bb-san-ginese"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/bb-san-ginese-1-768x370.jpg","audio":null,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.locandasanginese.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3924","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3924&action=edit","translations":{"en":{"id":3926,"name":"Locanda San Ginese","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/locanda-san-ginese-2\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3926","description":"<p>A place which will offer a rest along your journey, or else where to start your journey from. Here beds are comfortable, rooms are big, breakfasts are special. Your pets are welcome!<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/locanda-san-ginese-2\/","addr:street":"Via di San Ginese","addr:housenumber":"266","addr:postcode":"55061","addr:city":"Capannori (LU)","contact:phone":"+39 347 3724772","contact:email":"masbond@gmail.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via di San Ginese, 266 Capannori (LU)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.588802699999974,43.7928732]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3916,"name":"I Felloni","description":"<p>L&#8217;azienda agricola \u201cI Felloni\u201d si estende su 60 ettari di terreno, 10 dei quali sono interamente coltivati ad uliveto, ed i restanti sono ricoperti da boschi di castagni e conifere.<br \/>\nAll&#8217;amore per la terra e ai prodotti tipici locali, uniamo la passione per l&#8217;ospitalit\u00e0, per<br \/>\nfar riscoprire alle persone il piacere del relax e del silenzio.<br \/>\nI nostri ospiti hanno a disposizione 3 strutture, in cui sono disponibili sia camere che interi appartamenti,<br \/>\ncos\u00ec da soddisfare le esigenze di tutti i clienti.<br \/>\nLa \u201cFellonica\u201d \u00e8 composta da 7 camere, ognuna delle quali ha un bagno ad uso esclusivo degli occupanti esterno alla stanza, da ampi spazi comuni e da una cucina a disposizione di tutti.<br \/>\nGli appartamenti, di diversa capacit\u00e0, sono disponibili nelle strutture &#8220;Melo&#8221; e &#8220;Casamanna&#8221; e offrono<br \/>\ntutto ci\u00f2 di cui gli ospiti necessitano per riposare e cucinare.<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:06:07","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/felloni-768x512.jpg","id":3919,"caption":"felloni"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/felloni-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.ifelloni.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3916","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3916&action=edit","translations":{"en":{"id":3922,"name":"I Felloni","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/i-felloni\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3922","description":"<p>\u201cI Felloni\u201d agricultural holiday residence covers 60 hectares, 10 of which are olive grove and the rest are chestnut and conifer woods.<br \/>\nWe take pride in local produce and hospitality, so that our guests can rediscover the pleasure of relaxing in peace and quiet.<br \/>\nWe can offer our guests either rooms or apartments, to suit everyone\u2019s needs.<br \/>\nThe \u201cFellonica\u201d has seven bedrooms, each of which has its own private bathroom outside the bedroom, a large kitchen, which everyone can use, and there are living rooms that all the guests can use.<br \/>\nThe apartments, of various sizes, are in the \u201cMelo\u201d and \u201cCasamanna\u201d buildings and offer everything our guests need, both for cooking and relaxing.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/i-felloni\/","addr:street":"La Fellonica","addr:housenumber":"","addr:postcode":"56010","addr:city":"Calci (PI)","contact:phone":"+39 338 6483528","contact:email":"info@ifelloni.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"La Fellonica,  Calci (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.527113299999996,43.74583409999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3905,"name":"Locanda San Ginese","description":"<p>Un posto che, nella tradizione, offre a chi viaggia un rifugio, una sosta, un ristoro, dove ricaricarsi per poter proseguire il viaggio oppure un luogo da dove \u00e8 possibile iniziare un viaggio. 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Il silenzio della campagna e l\u2019accoglienza riservata ai nostri ospiti assicurano una vacanza in pieno relax.<\/p>\n<p>All\u2019esterno ampi prati, circondati da oliveti, consentono di usufruire di diversi spazi: gatzebo e barbecue per cene all\u2019aperto, tavolo da ping pong, piscina, zona relax.<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:05:45","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/logo-agriturismo-al-palazzaccio-calci.png","id":3897,"caption":"logo-agriturismo-al-palazzaccio-calci"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Palazzaccio1-768x509.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.alpalazzaccio.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3894","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3894&action=edit","translations":{"en":{"id":3900,"name":"Agriturismo Al Palazzaccio","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-al-palazzaccio\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3900","description":"<p>The structure of the house is formed by two buildings that date back to the 15th and 18th centuries. Set in the lush green valley of <strong>Calci<\/strong>, known as the \u201cVal Graziosa\u201d due to the sloping hills and flourishing nature, the house overlooks the valley with a view of the ancient historic ruins of the \u201cVerruca Castle\u201d. The unbroken silence of the countryside and the warm welcome we give our guests assure a pleasant stay.<\/p>\n<p>The grounds, with ample lawns, surrounded by olive groves offer space for dining outside on warm summer evenings. The use of a barbeque, a gazebo, a ping-pong table, a swimming pool and areas for relax all add pleasure to your holiday.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-al-palazzaccio\/","addr:street":"Via del Seminario ","addr:housenumber":"11 ","addr:postcode":"56011","addr:city":"Calci (Pisa)","contact:phone":"+39 338 3129540","contact:email":"info@alpalazzaccio.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via del Seminario , 11  Calci (Pisa)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.514519000000064,43.73248]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3888,"name":"Certosa di Calci","description":"<p>Fu per decisione dell&#8217;arcivescovo di Pisa Francesco Moricotti che il 30 maggio del 1366 venne fondata la Certosa, nella Val Graziosa di Calci.<\/p>\n<p>Il convento assunse in seguito un&#8217;importanza anche politica, in particolare dopo l&#8217;annessione dell&#8217;antico monastero benedettino dell&#8217;isola di Gorgona, avvenuta nel 1425. Nella seconda met\u00e0 del XV secolo, artisti fiorentini si stabilirono a Pisa per assolvere a lavori dell&#8217;Opera del Duomo. Ma \u00e8 soprattutto tra Seicento e Settecento che vengono compiuti i lavori pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Si accede al complesso attraverso un vestibolo seicentesco, coronato dalla statua di San Bruno, il fondatore dell&#8217;Ordine dei Certosini; a destra si apre la cappella di Sebastiano, in origine riservata alle donne, e a sinistra la foresteria delle donne, attuale biglietteria.<\/p>\n<p>L&#8217;ampia corte d&#8217;onore longitudinale introduce al santuario. Di fronte all&#8217;ingresso \u00e8 il prospetto barocco della chiesa, impostata su un podio con scalinata a doppia rampa, opera dell&#8217;architetto Nicola Stassi: da notare, sulla sommit\u00e0, la statua della Vergine in gloria.<\/p>\n<p>L&#8217;interno, risalente al XVII secolo, \u00e8 costituito da un&#8217;unica aula lungo le cui pareti sono addossati gli stalli lignei destinati ai monaci; una parete intarsiata a marmi policromi separa la zona destinata ai conversi. Sullo scorcio del Seicento inizia la decorazione pittorica parietale con le Storie del Vecchio Testamento, dei bolognesi Antonio e Giuseppe Rolli; gli affreschi della cupola sono del lucchese Stefano Cassiani, autore anche delle pitture ai lati, dietro l&#8217;altare e tra le finestre.<\/p>\n<p>L&#8217;altare maggiore fu realizzato su disegno di Giovan Francesco Bergamini e terminato nel 1686 dal figlio Alessandro; vi si trova una tela di Baldassarre Franceschini detto il Volterrano, con San Bruno che offre la Certosa di Pisa alla Madonna, del 1681.<\/p>\n<p>Dalla chiesa si accede alla sagrestia circondata da grandi armadi a muro, alla cappella delle Reliquie e alle varie cappelle, in cui ogni monaco celebrava la messa privata quotidiana; nella cappella di San Ranieri si conserva il dipinto settecentesco del pisano Giovan Battista Tempesti, con San Ranieri, patrono di Pisa; nella cappella di San Bruno troviamo una tela raffigurante il santo, di Jacopo Vignali; la cappella della Vergine del Rosario fu invece affrescata da Giuseppe Maria Terreni alla fine del Settecento.<\/p>\n<p>Tra gli ambienti pi\u00f9 interessanti del monastero, la Foresteria Granducale, cos\u00ec detta perch\u00e9 riservata ai sovrani di Toscana, con pregevoli stucchi del Somazzi e affreschi a figure allegoriche di Pietro Giarr\u00e8. Il refettorio attuale \u00e8 il risultato della trasformazione del primitivo ambiente trecentesco: tra le testimonianze pi\u00f9 antiche, l&#8217;affresco con l&#8217;Ultima Cena, di Bernardino Poccetti (1597), mentre il resto delle decorazioni parietali, compiute nel 1773, si deve a Pietro Giarr\u00e8. Sul seicentesco chiostro grande, con al centro la monumentale fontana ottagona, si aprono le celle dei monaci, ciascuna concepita come unit\u00e0 abitativa composta da pi\u00f9 stanze.<\/p>\n<p>Tra i numerosi ambienti del monastero ricordiamo l&#8217;appartamento del Priore, la ricca Biblioteca, l&#8217;Archivio storico e la farmacia. Nella foresteria \u00e8 stata allestita la Quadreria del convento, che ospita numerosi e pregevoli dipinti, tra cui la collezione della famiglia Borghini di Calci.<\/p>\n<p>L&#8217;ala ovest della Certosa ospita il Museo di storia naturale e del territorio dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa.<\/p>\n","modified":"2019-11-15T12:25:41","color":"#dd9933","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/calci-certosa-768x530.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/polomusealetoscana.beniculturali.it\/index.php?it\/180\/calci-pi-museo-nazionale-della-certosa-monumentale-di-calci"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3888","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3888&action=edit","translations":{"en":{"id":3892,"name":"Calci Charterhouse","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/calci-charterhouse\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3892","description":"<p>The monastery is known for the fresco of the Last Supper, by Bernardino Poccetti (1597), in the refectory.<\/p>\n<p>The Carthusians founded a monastery in 1366\/67 in what is called Val Graziosa, a plain overlooked by the Monti Pisani (&#8220;Pisan Mountains&#8221;), when Francesco Moricotti Prignani was archbishop of Pisa. Shortly afterwards Pope Gregory XI, a noted reformer of monasteries, expelled the monks from the Benedictine Gorgona Abbey, on the island of Gorgona, and gave the island and the estate to the Carthusians of Val Graziosa, who repopulated them. This event must have happened not long before Catherine of Siena&#8217;s visit of 1375, as she mentions in her letters the need to convert the facilities for the Carthusian use. Benedictines were barred from the island.<\/p>\n<p>In 1425, the Mediterranean reached a peak of political instability. The peace and safety of the monks on Gorgona could no longer be assured. Fearing a Saracen attack they abandoned the monastery and took up residence at Calci, bringing the records from Gorgona with them, to be duly published at Pisa.<\/p>\n<p>In the 17th and 18th centuries, the complex was renovated, receiving its current Baroque appearance.<\/p>\n<p>In November 1946, following World War II, conventuals from the Netherlands gradually started to repopulate the building that had been heavily damaged during the war years. It was thought and hoped that the institution of a Dutch Carthusian monastery in Italy could one day lead to the re-establishment of a Carthusian monastery in the Netherlands, a country from which the order had been absent since the late eighteenth century. Lack of funds, lack of novices and internal strife would eventually cause the Dutch to abandon their project in the early nineteen-sixties.<\/p>\n<p>In 1981, the University of Pisa moved its natural history museum here. The collection had been started in Pisa in the 16th century as a collection of curiosities connected to the Giardino dei Semplici. It now houses one of the largest collection of cetaceans skeletons in Europe, while halls dedicated to dinosaurs are being set up.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/certosa-di-calci\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.522705589935299,43.72252793248036]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3868,"name":"Museo Radico","description":"<p class=\"Predefinito\">Partendo da alcune collezioni di oggetti del lavoro e del pensiero contadino del nostro territorio, costruiremo una rete di nodi che racconteranno, approfondendola, la storia degli uomini che con quei manufatti hanno plasmato il nostro paesaggio, hanno coltivato il nostro cibo, hanno fondato la nostra cultura.<\/p>\n<p class=\"Predefinito\">Guardando la nostra campagna si vede un filare d&#8217;uva, una casa, un fiume, pagliai, orti, pollai, olivi. Centinaia d&#8217;anni e migliaia di braccia hanno costruito quel paesaggio, secondo una intelligenza collettiva e sociale, che ha tenuto conto dell&#8217;esigenza umana in rapporto e relazione col territorio, che quegli uomini doveva sfamare. La stessa storia \u00e8 in un pezzo di pane toscano, ma non si vede: si sente. Migliaia di cucine e cuori e selezioni di grano e lieviti l&#8217;hanno prodotto. Mangiando il nostro territorio impariamo molte cose su di esso, e ne diveniamo custodi.<\/p>\n<p class=\"Predefinito\">Guardiamo il mondo come se aprissimo un album di foto, ma quello che vediamo, che viviamo, \u00e8 la necessaria eredit\u00e0 di chi ci ha preceduto. In campagna, dove tutta la famiglia dai vecchi ai bambini contribuiva a lavorare la terra, a quaranta anni si abitava ancora dove si era nati e si poteva dire \u00abquella pietra che tiene la terra di quello scalino di quell&#8217;argine di quel fiume l&#8217;ho messa io trenta anni fa\u00bb e c\u0403fera una coscienza silenziosa e chiara di cosa l\u0403faccumulo del lavoro condiviso, pietra su pietra, anno su anno, pu\u00f2 generare. Si condivide un terreno anche quando si succede a chi lavorava prima di noi.<\/p>\n<p class=\"Predefinito\">I valori pi\u00f9 profondi della civilt\u00e0 contadina, che per lungo tempo hanno caratterizzato l\u0403fItalia ed il nostro territorio, costituiscono uno stimolo per il suo rilancio culturale in grado di integrare la coscienza ecologica e la conoscenza scientifica con il rispetto per l\u0403fambiente, il paesaggio e il lavoro.<\/p>\n","modified":"2019-11-15T09:35:38","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[196]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/museoradico.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3868","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3868&action=edit","translations":{"en":{"id":3872,"name":"Radico Museum","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/radico-museum\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3872","description":"<p class=\"Predefinito\">Starting from some collections of objects of work and peasant thought in our area, we will build a network of nodes that will explain, in depth, the history of the men who, with those artifacts, have shaped our landscape, cultivated our food, founded our culture.<\/p>\n<p class=\"Predefinito\">Looking at our countryside we see a row of grapes, a house, a river, haystacks, vegetable gardens, chicken coops, olive trees. Hundreds of years and thousands of arms have built that landscape, according to a collective and social intelligence, which has taken into account the human need in relation to and relationship with the territory, which those men had to feed. The same story is in a piece of Tuscan bread, but you can&#8217;t see it: it feels. Thousands of kitchens and hearts and selections of wheat and yeast have produced it. By eating our territory we learn many things about it, and we become its custodians.<\/p>\n<p class=\"Predefinito\">We look at the world as if we were opening a photo album, but what we see, what we live, is the necessary legacy of those who preceded us. In the countryside, where the whole family from the old to the children helped to work the land, at forty they still lived where they were born and one could say &#8220;that stone that holds the earth of that step of that bank of that river the I set thirty years ago &#8220;and there is a silent and clear conscience of what the accumulation of shared work, stone by stone, can generate over the years. We share a ground even when it happens to those who worked before us.<\/p>\n<p class=\"Predefinito\">The deepest values of rural civilization, which for a long time have characterized Italy and our territory, constitute a stimulus for its cultural revival capable of integrating ecological awareness and scientific knowledge with respect for the environment, the landscape and work .<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/museo-radico\/","addr:street":"Via Alcide De Gasperi","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":" Rigoli (PI)","contact:phone":"+393463912740","contact:email":"info@radico.it","opening_hours":"Dal gioved\u00ec al sabato, dalle 11:00 alle 18:00 ","capacity":"","address":"Via Alcide De Gasperi,   Rigoli (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.420692000000031,43.785155]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3850,"name":"Massaciuccoli romana","description":"<p>Le prime scoperte archeologiche risalgono al 1756 ma i risultati sono scarsi. Nel 1770 vengono riorganizzate alcune indagini e viene ritrovata una fistula acquaria. Tuttavia, il primo segno di un interesse pubblico intorno alle antichit\u00e0 di Massaciuccoli si data al 1819 per volont\u00e0 di Maria Luisa di Borbone.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione delle Istituzioni, al pi\u00f9 alto livello, si ripeter\u00e0 ancora nel XX secolo all&#8217;inizio degli anni Venti, con l&#8217;esplorazione intrapresa dalla Soprintendenza (allora alle Antichit\u00e0 dell&#8217;Etruria) nel piazzale su cui sorge la Pieve di San Lorenzo e nella terrazza sottostante, tra i muri eccezionalmente monumentali delle \u201cTerme\u201d. Negli anni Trenta, uno scavo d&#8217;emergenza lungo via Pietra a Padule, rinviene il settore occidentale di un altro complesso, con balneum e mosaici, interpretato come parte di una villa romana.<\/p>\n<p>\u00c8 il Comune di Massarosa che negli anni 2000 si fa promotore del prosieguo dei lavori. Nel 2004 le indagini preventive alla costruzione di un nuovo Museo sul sito della Scuola elementare gi\u00e0 dismessa, posta su un alto terrazzo a monte di via Pietra a Padule, mettono in evidenza l&#8217;estensione dell&#8217;area occupata da strutture di epoca romana e determinano un mutamento di rotta. Si sceglie di musealizzare il complesso a valle della via Pietra a Padule sotto un Padiglione costruito nel 2007. Nel frattempo, il sito destinato a Museo si trasforma in un cantiere finalizzato all&#8217;esplorazione dell&#8217;area dove i sondaggi preventivi (2006) restituiscono sicuri indizi della parte nord\u2010orientale dello stesso complesso edilizio scoperto negli anni Trenta. Successivamente, gli studi che affrontano l&#8217;interpretazione delle \u201cTerme\u201d sulla collina e della \u201cVilla\u201d ai suoi piedi rivoluzionano le letture precedenti e rivelano relazioni a vari livelli tra i due complessi: con questi presupposti vengono avviate le indagini del 2006\u20102009 e quella del 2011-2012. Obiettivo di queste ultime campagne \u00e8 stato ricostruire gli avvenimenti, dalla costruzione dell&#8217;impianto fino al suo completo abbandono, scandendone cronologicamente i momenti salienti, cercare di ridisegnare gli spazi che caratterizzavano l&#8217;edificio e comprenderne le funzione.<\/p>\n<p>Massaciuccoli preromana<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rimane del periodo pi\u00f9 antico attestato nell&#8217;area di scavo sono resti di strutture irregolari e ormai difficilmente leggibili, che assieme ai pochi frammenti ceramici rinvenuti permettono di collocare il primo periodo di utilizzo in un generico momento compreso tra il VII e il IV secolo a.C. Nonostante l&#8217;assenza di elementi certi, la storia del sito di Massaciuccoli comincia con strutture, probabilmente capanne, costruite in materiali deperibili quali terra, paglia e legno collocate sopra ad un deposito privo di ulteriori tracce antropiche. In un momento successivo, anch&#8217;esso di difficile interpretazione, sui resti di parte delle fondazioni delle strutture appena descritte si costruisce un edificio in pietra con andamento curvilineo, identificata in struttura abitativa o difensiva, ma tali ipotesi sono ancora aperte nell&#8217;attesa che emergano nuovi dati.<br \/>\nMassaciuccoli romana<\/p>\n<p>Le prime tracce dell&#8217;occupazione di epoca romana corrispondono ai resti di un edificio in muratura databile attorno al I secolo a.C., localizzato nel settore nord-orientale dell&#8217;area di scavo. Le strutture rinvenute sono riferibili ad un edificio con un unico vano, forse un rustico isolato oppure parte di un edificio pi\u00f9 ampio che si estendeva a nord, oltre il limite dell&#8217;area di scavo. Questo rimane in uso fino agli inizi del I secolo d.C. quando si procede alla riorganizzazione dell&#8217;area attraverso l&#8217;impianto di un esteso complesso rustico connesso allo sfruttamento agricolo.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00e9quipe di archeologi ha messo in luce una struttura pi\u00f9 complessa: ai resti monumentali della villa dell&#8217;otium dei Venulei si aggiungono anche resti di strutture produttive. Si vengono cos\u00ec a delineare due aspetti importanti della vita: l\u2019otium e il negotium. L&#8217;area archeologica \u201cMassaciuccoli romana\u201d si divide quindi in due complessi principali: in alto sulla collina i resti monumentali della villa dell&#8217;otium con le terme; in basso, diviso in due sezioni dalla strada moderna, l&#8217;\u201cedificio con mosaico\u201d. Bench\u00e9 manchino elementi per risalire alla data di costruzione, non si esclude la contemporaneit\u00e0 dei complessi e si ipotizza una funzione \u201cdi servizio\u201d dell&#8217;edificio in basso rispetto a quello sulla collina. Con le ultime ricerche si \u00e8 riusciti a restituire il complesso nella sua diacronia, ovvero nella sequenza di momenti che vedono la nascita, lo sviluppo, le trasformazioni, il declino e il riuso, fino al seppellimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonte Wikipedia]<\/em><\/p>\n","modified":"2019-11-12T17:32:44","color":"#81d742","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2538-001.jpg","id":1886,"caption":"Massaciuccoli romana"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2539-002.jpg","id":1892,"caption":"Massaciuccoli romana-2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2544-006.jpg","id":1890,"caption":"Massaciuccoli osservatorio"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/P3150014-768x503.jpg","id":1888,"caption":"Massaciuccoli Canoa"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2539-002-300x225.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[248]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.massaciuccoliromana.org"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3850","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3850&action=edit","translations":{"en":{"id":3853,"name":"Roman Massaciuccoli","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/roman-massaciuccoli\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3853","description":"<p>Considering also the mild climate, the beauty of the landscape with the close green mountains, the lake district with 260 different species of birds and the sea in the distance, it is not difficult to understand the reason why a roman family decided to build its holidays residence here.<br \/>\nView of the mountains from the lake<\/p>\n<p>At the archaeological site of Massaciuccoli Romana you can admire the rest of a roman villa, the rest of a building with a fabulous mosaic and the job of the archaeologists in the dig. I discovered this site only few months ago and it surprised me: it\u2019s small but nice with many events organized by the people of the archaelogical group.<br \/>\nThe attractions of the archaeological site of Massaciuccoli Romana<br \/>\nVenulei Villa Massaciuccoli Romana<\/p>\n<p>The Venulei Villa<\/p>\n<p>The Venulei were one of the most important and rich family of Pisa. They made their economic fortune owning and managing several Furnaces to produce bricks. Moreover, they decided to build in Massaciuccoli, in the first century, their magnificent holiday residence where to laze and rest.<br \/>\nView of the lake from the villa<\/p>\n<p>The Villa was built on the top of the hill overlooking the lake. From the terrace of the church of San Lorenzo, you can admire the rest of the thermarium and other areas of relax and feasting on the terrace below. Unfortunately, we cannot see rests of the residence because the church was built over them.<br \/>\nthe mosaic Massaciuccoli Romana<\/p>\n<p>The building with the mosaic.<\/p>\n<p>At the feet of the hills, there is the building with the mosaic. Previously it was considered as a villa, but then it has been considered as lodging house with a small thermal bath and several resting rooms facing the interior gardens.<\/p>\n<p>Here there is the restored mosaic in white and black tiles representing fantasy creatures and several finds and marble sculptures found in the archaeological site.<\/p>\n<p>The archaeological dig.<\/p>\n<p>Ten new rooms were revealed after a deep excavation. The entrance under a brand new huge structure is free and you have the chance to see the archaeologists at work.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/massaciuccoli-romana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.360170799999992,43.8365574]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3843,"name":"Centro visitatori Massaciuccoli","description":"<p>La \u201cRiserva Naturale del Chiarone\u201d fu istituita nel 1979 con la nascita del Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Nel 1985 fu affidata alla Lega Italiana Protezione Uccelli \u2013 BirdLife Italia, cos\u00ec nacque l\u2019Oasi LIPU Massaciuccoli.<\/p>\n<p>Le prime attivit\u00e0 dell\u2019Oasi si concentrarono sull\u2019educazione ambientale (rivolta ai visitatori ed alle scolaresche), sulla sensibilizzazione della popolazione locale ed in piccola parte, a causa delle scarse risorse economiche, alla gestione ambientale.<\/p>\n<p>Grazie ai risultati ottenuti e dall\u2019impegno dei volontari che allora frequentavano l\u2019Oasi, a partire dal 1998 fu istituita una vera e propria convenzione con l\u2019Ente Parco.<\/p>\n<p>Da allora le attivit\u00e0 svolte e i progetti realizzati sono tanti, innumerevoli. I risultati ottenuti ci spingono a continuare su questa strada, basti dire che ogni anno visitano l\u2019Oasi oltre 30.000 persone, oltre 200 tra bambini e ragazzi partecipano alle attivit\u00e0 estive, circa 200 classi scolastiche vengono a visitare la Riserva Naturale. I risultati pi\u00f9 soddisfacenti sono di certo quelli che otteniamo attraverso la gestione ambientale e che monitoriamo attraverso le ricerche scientifiche, come la nidificazione o lo svernamento di alcune specie avifaunistiche rare, la conservazione degli habitat peculiari della riserva e l\u2019aumento della presenza di alcune specie floristiche molto rare.<\/p>\n<p>In questo campo c\u2019\u00e8 ancora molto da lavorare, gli elementi di criticit\u00e0 sono ancora tanti e interessano non solo la nostra Riserva, ma tutto il Lago di Massaciuccoli; gravi fenomeni di eutrofizzazione che inquinano le acque, aumento di salinit\u00e0, presenza massiccia di specie alloctone invasive, attivit\u00e0 venatoria illegale, sono solo alcuni dei problemi ancora oggi presenti.<\/p>\n","modified":"2019-11-12T17:12:50","color":"#dd9933","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/bandieroneLIPU-768x521.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[246]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.oasilipumassaciuccoli.org\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3843","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3843&action=edit","translations":{"en":{"id":3847,"name":"Visitor Center Massaciuccoli","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/visitor-center-massaciuccoli\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3847","description":"<p>Lake Massaciuccoli surface area is 6.9 km\u00b2. It is located mainly in the municipality of Massarosa and partly in Torre del Lago, a civil parish of Viareggio. It is one of the largest remaining fragments of the large swamps and marshes that once covered entirely the coastal plain of Versilia. The lake was known in ancient times as the Fossis Papirianis, a name used in the Tabula Peutingeriana. The composer Giacomo Puccini lived nearby and frequently hunted around the lake; the nearby village of Torre del Lago is sometimes mentioned with suffix &#8220;Puccini&#8221; in his honour.<\/p>\n<p>The lake is home to the large extent of<em> Cladium mariscus<\/em> in Italy. However, vegetation and wildlife have shrunken substantially since the 20th century, due to eutrophication and expansion of Louisianan Crayfish, which are now disappearing from the lake because of predatory birds.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/centro-visitatori-massaciuccoli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"0584 975567","contact:email":"oasi.massaciuccoli@lipu.it","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.356545448303223,43.83635319861165]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3835,"name":"Piazza dei Miracoli","description":"<p>A differenza di altre citt\u00e0, il Duomo non sorge nel mezzo del centro storico, ma in una zona decentrata, pi\u00f9 precisamente l&#8217;angolo nord-ovest. Tale scelta deriva sia dall&#8217;espansione della vecchia citt\u00e0 altomedioevale, molto pi\u00f9 piccola e quindi come segno di potere, sia perch\u00e9 vicino all&#8217;arcivescovado e costruito sopra una precedente chiesa sempre intitolata a Santa Maria. Il mantenimento, insieme a quello del complesso monumentale, \u00e8 affidato fin dai tempi della sua costruzione all&#8217;Opera della Primaziale Pisana. I monumenti della piazza secondo alcuni sono disposti secondo lo schema della Bilancia zodiacale di cui la Torre \u00e8 il fulcro<\/p>\n<p>La piazza \u00e8 pedonalizzata ed \u00e8 ricoperta da un grande prato. Assunse l&#8217;aspetto definitivo solo nel XIX secolo, soprattutto ad opera dell&#8217;architetto Alessandro Gherardesca, che demol\u00ec alcune costruzioni preesistenti, innalz\u00f2 la nuova residenza capitolare (abbattuta nel 1863) e si interess\u00f2 al restauro dei celebri monumenti.<br \/>\nLe edificazioni nella piazza non nascono nel medioevo. Sappiamo infatti che fu utilizzata gi\u00e0 dal periodo etrusco e sicuramente in quello romano[3]. Infatti l&#8217;Ozzeri scorreva a ridosso della parte nord, mentre ad est si trovava un porto fluviale. L&#8217;intera area era un declivio verso, appunto, l&#8217;area portuale. Di epoca romana sono state ritrovate le fondamenta e parti di mosaico pavimentale di due domus nell&#8217;area tra la Cattedrale e il Campo Santo.[3] Successivamente la piazza si trasforma dall&#8217;uso civile a quello sacro, probabilmente con la caduta dell&#8217;Impero romano d&#8217;Occidente e la contrazione della civitas. \u00c8 forse in questo periodo che il terreno viene approssimativamente appianato. Al periodo longobardo risalgono numerose sepolture su tutto il piazzale.<\/p>\n<p>In epoca altomedioevale fu edificata una chiesa, intorno al X secolo, che si suppone fosse intitolata a Santa Maria. Tale chiesa era dotata di un battistero a s\u00e9 stante. Recenti scavi archeologici hanno mostrato come tale chiesa effettivamente sia esistita, ma mai completata. Un edificio di forma ottagonale le cui fondamenta si conservano all&#8217;interno del chiostro del Campo Santo, che era ritenuto essere il battistero di questa prima cattedrale \u00e8 stato invece fatto risalire al XIV secolo e quindi facente parte del Campo Santo stesso in una delle sue differenti fasi di costruzione.<\/p>\n<p>La piazza per come la conosciamo inizia ad avere forma nel 1063 (1064 secondo il calendario in stile pisano vigente all&#8217;epoca) quando viene fondato il nuovo duomo della citt\u00e0 intitolato a Santa Maria Maggiore. Tale opera fu finanziata grazie all&#8217;impresa militare pisana in Sicilia, ai danni dei musulmani, guidata da Giovanni Orlandi appartenente alla famiglia Orlandi. All&#8217;epoca la zona rimaneva al di fuori delle mura per le quali era previsto un ampliamento realizzato poi nel 1156 dal console Cocco Griffi. Tre anni prima delle mura inizia anche la costruzione del nuovo Battistero, stavolta posto di fronte alla chiesa e con un diametro pari alla larghezza della facciata del duomo. La porta d&#8217;accesso delle mura \u00e8 la Porta del Leone, che si configura come uno dei principali punti d&#8217;accesso alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Tale porta \u00e8 aperta nell&#8217;angolo nord ovest della piazza in una piccola area maggiormente fortificata e protetta da tre torri: Santa Maria, del Leone e di Catallo. Nel 1173 si inizia la costruzione del campanile. Verso la fine di questo secolo si inizia anche la costruzione della residenza dei canonici a sud del campanile, chiudendo cos\u00ec la piazza sul lato est. La piazza viene poi delimitata a sud dall&#8217;edificio dello Spedale Nuovo di Santo Spirito (occupato adesso dal museo delle sinopie) nel 1257 ed a nord, a ridosso delle mura, dal Campo Santo (1277).<\/p>\n<p>La disposizione dei tre principali edifici, le loro relazioni spaziali, la particolare configurazione e volumetria del Battistero sono oggetto di studio interdisciplinare, fra architettura, geometria, teologia<\/p>\n<p>Il volto della piazza cambia profondamente durante il dominio mediceo della citt\u00e0: la Porta del Leone viene chiusa per sempre e l&#8217;area davanti a tale accesso viene concessa alla comunit\u00e0 ebraica per il loro cimitero; viene aperta una nuova porta chiamata, per l&#8217;appunto, Porta Nuova sul lato ovest della piazza lungo la strada davanti all&#8217;ospedale. Quest&#8217;ultimo viene totalmente modificato in stile fiorentino, perdendo ogni connotazione gotica originale.<\/p>\n<p>Durante tutto il periodo mediceo e lorenese furono edificati diversi edifici negli spazi liberi: venne costruito un altro edificio dei canonici a nord del campanile e quello a sud venne ampliato con la chiesa di San Ranierino e la casa dei Battezieri; il campanile stesso fu circondato da un muretto di collegamento tra i due edifici vicini; a ovest del Battistero vi era la casa dell&#8217;ortolano e il recinto del suo orto; sempre ad ovest, adiacente alle mura, c&#8217;era la Dogana, essa pure con il suo piccolo orto; a nord, tra il Campo Santo e la porta del Leone vi era la casa del becchino. Altri piccoli edifici sorgevano poi nell&#8217;area a sud della Cattedrale.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;intervento di Alessandro Gherardesca, che contribu\u00ec alla formazione della piazza per come si presenta oggi, alla fine del XIX secolo si decise un ripristino alle presunte condizioni originali: pian piano vennero abbattuti tutti gli edifici sorti durante il dominio mediceo-lorenese dando cos\u00ec respiro alla piazza.<br \/>\nLe ultime modifiche che vi sono state apportate si hanno solo all&#8217;inizio del XX secolo durante l&#8217;epoca fascista con il monumento alla Lupa di Roma nel pratino a nord del campanile, i diciassette cipressi piantati lungo l&#8217;estremit\u00e0 est della piazza in memoria di altrettanti militanti fascisti deceduti e l&#8217;apertura di due portelli ai fianchi di Porta Nuova. La colonna che sorregge la lupa proveniva dalla vicina cisterna demolita nel secolo precedente.<\/p>\n<p>Fra il 1912 e il 1952 la piazza fu interessata dalla presenza dei binari e di una fermata dedicata della rete tranviaria di Pisa: il cosiddetto &#8220;trammino&#8221;<\/p>\n<p>Nel 2007 fu affidato, in conclusione ad una gara internazionale svoltasi in due fasi, a David Chipperfield il pi\u00f9 importante progetto dei 19 contenuti all&#8217;interno del PIUSS, riguardante l&#8217;area adiacente dell&#8217;ospedale Santa Chiara . La realizzazione era prevista entro il 2015 ma a causa dei ritardi del trasferimento di tutte le funzioni dell&#8217;ospedale presente verso quello di Cisanello al 2018 non \u00e8 ancora iniziato ancora alcun lavoro.<\/p>\n<p>La disposizione dei monumenti, sebbene edificati in diverse epoche, non \u00e8 casuale: essi fanno parte di uno stesso progetto che includeva fin dall&#8217;inizio la chiesa, il battistero e il campanile secondo uno schema ben preciso. Quale esso fosse \u00e8 ancora oggetto di studi: alcuni ci ritrovano costellazioni (la Bilancia)[1], altri invece riferimenti alla latitudine e longitudine. Diversamente invece Campo Santo e Spedale di Santo Spirito che furono costruiti come &#8220;cornice&#8221; alla piazza per assolvere ad alcuni obblighi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cuore del complesso \u00e8 la Primaziale. Fondata nel 1063 e dedicata a Santa Maria Assunta, ma inizialmente nota come Santa Maria Maggiore, \u00e8 una chiesa a cinque navate col transetto a tre navate: architettonicamente \u00e8 composta da tre basiliche (corpo centrale e i due transetti). Non \u00e8 consacrata come basilica (l&#8217;unica basilica di Pisa \u00e8 San Piero a Grado). Essa \u00e8 anche il Duomo di Pisa, essendone la chiesa principale e sede arcivescovile, quindi una Cattedrale. Nel caso particolare di Pisa, essendo stato conferito il titolo di Primate di Corsica e Sardegna all&#8217;arcivescovo Daiberto da Papa Urbano II nel 1092, il Duomo di Pisa \u00e8 una Primaziale. Tale onorificenza rimane oggi soltanto formale.<\/p>\n<p>Cominciata nel 1063 dall&#8217;architetto Buscheto, ha dato origine al distintivo stile Romanico pisano. La ricchissima decorazione comprende marmi multicolori, mosaici (importantissimo quello del catino absidale, eseguito da varie maestranze fra cui Cimabue) e numerosi oggetti di bronzo provenienti dal bottino di guerra, fra cui il Grifone utilizzato come acroterio est del tetto. Gli archi a profilo acuto fanno riferimento ad influenze musulmane e del meridione d&#8217;Italia, soprattutto la seconda Abbazia di Montecassino.<\/p>\n<p>Le porte sulla facciata in bronzo massiccio furono fuse da vari artisti riconducibili alla scuola di Fra Domenico Portigiani nel XVII secolo. Esse vengono a sostituire le originali porte distrutte dall&#8217;incendio che devast\u00f2 gran parte dell&#8217;interno della chiesa nel 1595. L&#8217;unica porta originale salvatasi \u00e8 la cosiddetta Porta di San Ranieri, situata di fronte al campanile: essa venne fusa intorno al 1180 da Bonanno Pisano.<\/p>\n<p>L&#8217;interno \u00e8 rivestito di marmi bianchi e neri, ha un soffitto a cassettoni dorati e alcuni affreschi. Fu ampiamente ridecorato dopo l&#8217;incendio del 1595, che distrusse la maggior parte delle opere medievali; furono aggiunti allora gli altari laterali e i grandi dipinti lungo le pareti delle navate laterali.<\/p>\n<p>L&#8217;impressionante mosaico absidale del 1302, del Cristo in Maest\u00e0, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista, generalmente attribuito a Cimabue (ma che fu autore solo del San Giovanni), sopravvisse comunque all&#8217;incendio. La cupola in legno strutturale, all&#8217;intersezione della navata e del transetto, dall&#8217;inusitato profilo ellittico, fu decorata da Riminaldi con l&#8217;Assunzione della Vergine. La leggenda vuole che Galileo abbia formulato la sua teoria sull&#8217;isocronismo del pendolo guardando l&#8217;oscillazione del lampadario per incenso che scendeva dal soffitto della navata. Il lampadario presente tutt&#8217;oggi, noto come Lampada di Galileo, non \u00e8 quello che vide all&#8217;epoca lo scienziato, ma risale a qualche anno dopo. L&#8217;originale lampada, molto pi\u00f9 piccola e semplice (e che quindi poteva oscillare col vento), \u00e8 oggi presente nel Campo Santo all&#8217;interno della cappella Aulla. Le impressionanti colonne granitiche in stile corinzio fra la navata e l&#8217;abside provengono dalla moschea di Palermo, bottino della battaglia nella Cala dai Pisani nel 1063.<\/p>\n<p>Il pergamo, capolavoro di Giovanni Pisano (1302-1310), sopravvissuto all&#8217;incendio, fu per\u00f2 smontato durante i lavori di restauro e non fu rimontato fino al 1926. Mostra nove scene del Nuovo Testamento, in formelle convesse, e si articola con grande libert\u00e0 nello spazio, costituendo un progresso formale notevolissimo rispetto ai pergami di Siena e del Battistero di Pisa, opera di Nicola Pisano, padre di Giovanni. Non essendoci documentazione di come fosse il pergamo prima dello smantellamento, esso \u00e8 stato ricostruito in una posizione diversa da quella originaria e, sicuramente, con le parti non nello stesso ordine e orientamento di come era stato pensato. \u00c8 assai probabile che la sua posizione originaria fosse vicino l&#8217;altare maggiore, addossato al coro, anch&#8217;esso sparito durante le ristrutturazioni. Quest&#8217;ultimo si trovava nella zona sotto alla cupola e il cui pavimento, in mosaico cosmatesco si \u00e8 conservato ai nostri giorni. Tale coro doveva assomigliare a quello della Basilica di San Clemente a Roma. Altri frammenti di pavimentazione cosmatesca si trovano sotto i marmi seicenteschi, nel particolare nella cappella della Madonna di Sotto gli Organi.<\/p>\n<p>Parte integrante della Cattedrale erano i sarcofagi di epoca romana riutilizzati come sepolture di nobili ed eroi il primo, e pi\u00f9 bello, dei quali era quello utilizzato per la sepoltura di Beatrice di Lotaringia madre di Matilde di Canossa, morta nel 1076. I sarcofagi furono tutti traslati tra il XVIII e il XIX secolo in Campo Santo con l&#8217;eccezione di quello di Buscheto, tuttora presente in facciata.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio, come la torre campanaria, \u00e8 sprofondato percettibilmente nel suolo, e alcuni dissesti nella costruzione sono ben visibili, come le differenze di livello tra la navata di Buscheto e il prolungamento ad opera di Rainaldo (le campate verso ovest e la facciata).<\/p>\n<p>Battistero<\/p>\n<p>Il Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, s&#8217;innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo. L&#8217;edificio fu iniziato a met\u00e0 del XII secolo: &#8220;1153 Mense Augusti fundata fuit haec&#8230;&#8221; (Nel mese di agosto 1153 fu fondata&#8230;). Sostituisce un precedente battistero, pi\u00f9 piccolo, che si trovava a nord della Cattedrale. Fu costruito inizialmente in stile romanico da Diotisalvi e nella struttura originaria, voleva essere un misto tra l&#8217;Anastasis del Santo Sepolcro in Gerusalemme e la Moschea d&#8217;Omar, sempre in Gerusalemme e ritenuta all&#8217;epoca il Tempio di Salomone.<\/p>\n<p>Presenta una curiosa cupola troncoconica, come quella della chiesa degli Ospitalieri a Pisa, che copre solo il giro interno di pilastri (la tecnica costruttiva per una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni, come a Firenze, era quasi ignota): originariamente la parte superiore era aperta lasciando un osculo, ma a differenza del Pantheon, da cui entrava la pioggia per andare a riempire la fonte battesimale, qui era solo simbolico, dato che il fonte \u00e8 privo di scarichi per l&#8217;acqua.<\/p>\n<p>In epoca posteriore la cupola fu mascherata da un&#8217;altra calotta emisferica e l&#8217;osculo fu chiuso. Rimase incompiuto fino al XIV secolo, quando la loggia, il piano superiore e la cupola furono terminati in stile gotico da Nicola Pisano e il figlio Giovanni, modificando quindi il progetto di Diotisalvi. La struttura \u00e8 fortemente simbolica, infatti al suo interno presenta: 12 colonne come il numero degli apostoli; una fonte battesimale a 8 lati, numero che indica il giorno non creato, posta su 3 scalini, a simbolo del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. \u00c8 il pi\u00f9 grande battistero in Italia: la sua circonferenza misura 107.25 m.<\/p>\n<p>L&#8217;interno, sorprendentemente semplice e privo di decorazioni, ha inoltre una eccezionale acustica (\u00e8 famoso in tutto il mondo l&#8217;eco che si forma e che ricorda il suono dell&#8217;organo). Spicca il pulpito, scolpito fra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano. Le scene sul pulpito e specialmente la figura dell&#8217;Ercole nudo e di Marina (nel bassorilievo con i 3 magi) mostrano bene come l&#8217;influsso classico rendesse Nicola un precursore del Rinascimento.<\/p>\n<p>Campanile<br \/>\nIl campanile<br \/>\nMagnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Torre di Pisa.<\/p>\n<p>La Torre di Pisa \u00e8 la pi\u00f9 famosa torre pendente del mondo, nonch\u00e9 un monumento universalmente noto. Iniziata nel 1173, cominci\u00f2 a inclinarsi sul lato prima che fosse completato il terzo ordine (1274), per via del suolo di limo sabbioso sul quale poggiano le fondazioni poco profonde, di solo tre metri. La costruzione continu\u00f2 comunque fino al completamento nel 1350, quando fu ultimata la cella campanaria e vi furono poste le sette campane, essendo la torre il campanile della cattedrale. Sei degli otto piani sono circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale. L&#8217;altezza \u00e8 di circa 56 metri (nella parte di contropendenza), la pendenza di circa cinque metri rispetto alla verticale nel punto pi\u00f9 alto. In seguito ai restauri della fine del Novecento, che ne hanno assestato la pendenza, \u00e8 stata riaperta al pubblico, seppure con un accesso limitato e controllato.<\/p>\n<p>Non si conoscono con esattezza i vari architetti che hanno lavorato al campanile. Per anni era stato attribuita a Bonanno Pisano, negli stessi anni autore delle porte bronzee del Duomo, ma studi recenti confutano questa ipotesi e la attribuiscono piuttosto a Diotisalvi, gi\u00e0 autore del Battistero. Pare altres\u00ec che la cella campanaria sia stata opera di Giovanni Pisano nelle vesti, stavolta, di capomastro dell&#8217;Opera.<br \/>\nCampo Santo<br \/>\nMagnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Camposanto monumentale di Pisa.<br \/>\nCampo Santo<\/p>\n<p>Il Campo Santo, noto anche come Camposanto monumentale o Camposanto vecchio, si trova al limite nord della Piazza. Si tratta essenzialmente di un cimitero cinto da mura. Si dice, secondo uno schema di leggenda di fondazione tipica di altri edifici simili in tutta Europa, che il Campo Santo sia nato intorno ad uno strato di terra portato dalla Terrasanta via nave dopo la Terza Crociata dall&#8217;arcivescovo Ubaldo Lanfranchi nel XII secolo.<\/p>\n<p>La sua struttura, iniziata nel 1278 da Giovanni di Simone, \u00e8 quella di un chiostro oblungo in stile gotico fiorito, che per\u00f2 non fu completato fino al 1464, a causa della crisi provocata della sconfitta pisana nella battaglia della Meloria avvenuta nel 1284. Il muro esterno \u00e8 composto di 43 archi ciechi con due porte.<\/p>\n<p>I muri erano una volta affrescati: il primo affresco fu eseguito nel 1360, l&#8217;ultimo circa tre secoli pi\u00f9 tardi. Le Storie dell&#8217;Antico testamento di Benozzo Gozzoli (XV secolo) si trovavano nella galleria nord, mentre quella sud era famosa per le Storie della Genesi di Piero di Puccio (fine del XV secolo). L&#8217;affresco pi\u00f9 interessante \u00e8 il realistico Trionfo della Morte, opera di Buonamico Buffalmacco.<\/p>\n<p>Il 27 luglio 1944 una scheggia di bomba alleata provoc\u00f2 un inizio di incendio il quale, non potendo essere spento rapidamente a causa delle cisterne sotto vigilanza militare, fece scaturire un vero e proprio incendio che bruci\u00f2 le travi in legno del tetto del Campo Santo il quale collass\u00f2 arrecando ingenti danni alle opere custodite. Il piombo della copertura del tetto, fuso dal calore, danneggi\u00f2 gli affreschi in modo gravissimo. Dal 1945 ad oggi sono ancora in corso lavori di restauro, che fra l&#8217;altro hanno portato al recupero delle preziose sinopie oggi esposte nel Museo delle Sinopie, situato nell&#8217;antico ospedale del XIII secolo a sud della piazza.<br \/>\nAltri edifici<\/p>\n<p>Il complesso monumentale della piazza comprende altri tre edifici di particolare importanza.<\/p>\n<p>L&#8217;ex-Spedale di Santo Spirito, edificato probabilmente sotto la direzione di Giovanni di Simone nel 1257 fu voluto da papa Alessandro. La struttura rettangolare fu creata per chiudere a sud la piazza. Pesantemente modificato negli anni, soprattutto durante il periodo di dominazione medicea, durante il quale vennero a perdersi le connotazioni gotiche, \u00e8 arrivato fino a noi come parte dell&#8217;attuale ospedale di Santa Chiara. Alcune aree dell&#8217;antico ospedale sono state date in gestione a terzi: una parte per anni \u00e8 stata utilizzata da un istituto di credito locale, mentre un&#8217;altra, quella centrale, fu restaurata e parzialmente ripristinata nella sua forma originale per accogliere il Museo delle sinopie (1979). Internamente sono ancora visibili le pareti dipinte a righe orizzontali bianche e nere, richiamando i marmi degli edifici sacri in romanico pisano, e le nicchie al pian terreno. La struttura superiore, che all&#8217;epoca dell&#8217;ospedale era in legno e serviva ai medici per assistere a distanza i malati di peste, chiaramente non esiste pi\u00f9. Del soffitto pre-restauri \u00e8 rimasto solo un piccolo pezzo, il resto fu rifatto in stile moderno.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio che chiude la piazza ad est ha una storia molto complessa. Nato come residenza dei canonici del Duomo nel XII secolo conserva ben poco di questo periodo, essenzialmente una struttura a torre che oggi fa parte dell&#8217;angolo sud-est dell&#8217;edificio stesso e che reca nella sua pianta bassa delle volte affrescate con Ges\u00f9 Cristo e i simboli degli evangelisti. Varie furono le modifiche e le espansioni fatte negli anni, tra le quali l&#8217;aggiunta della chiesetta di San Ranierino (poi demolita nel XIX secolo) e, nel XVII secolo, la trasformazione dell&#8217;edificio in seminario diocesano. Nel 1784, col trasferimento del seminario, il palazzo pass\u00f2 a mani private diventando un&#8217;accademia di belle arti. Nel 1887 infine l&#8217;edificio torn\u00f2 ad una gestione religiosa divenendo un convento di suore di clausura. Infine, nel 1989, il palazzo fu acquistato dall&#8217;Opera del Duomo per trasformarlo definitivamente in museo, in modo da poter raccogliere le opere d&#8217;arte che fino ad allora erano custodite nei magazzini della fabbriceria.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo edificio di interesse si trova nel lato nord-est lungo le mura, a continuazione del Campo Santo, e si tratta del Palazzo dell&#8217;Opera del Duomo. Tale edificio, anch&#8217;esso molto modificato nei secoli, conserva parti antiche unite a moderne. Con lo spostamento degli uffici amministrativi e del Capitolo della Primaziale, dal 2014 parte del primo piano \u00e8 diventata visitabile e viene utilizzata per mostre temporanee. Nell&#8217;ingresso principale \u00e8 possibile vedere una pianta del complesso datata 1917 assieme ad alcune foto d&#8217;epoca. Altre parti visitabili sono nella libreria e nella biglietteria dove risultano ancora visibili parti di affreschi o bozzetti sulle pareti e qualche bassorilievo, oltre alla struttura muraria originaria.<\/p>\n","modified":"2019-11-28T13:47:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG_3008-e1574425604746-768x1024.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3835","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3835&action=edit","translations":{"en":{"id":3837,"name":"Miracles' square","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/miracles-square\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3837","description":"<p>Cathedral<\/p>\n<p>The heart of the Piazza del Duomo is the Duomo, the medieval cathedral of the Archdiocese of Pisa, dedicated to Santa Maria Assunta (St. Mary of the Assumption). The cathedral has two aisles on either side of the nave. The transept consists of three aisles. The church is known also as the Primatial, the archbishop of Pisa being a Primate since 1092.<\/p>\n<p>Its construction began in 1064 by the architect Buscheto. It set the model for the distinctive Pisan Romanesque style of architecture. The mosaics of the interior, as well as the pointed arches, show a strong Byzantine influence.<\/p>\n<p>The fa\u00e7ade, of grey marble and white stone set with discs of coloured marble, was built by a master named Rainaldo, as indicated by an inscription above the middle door: Rainaldus prudens operator.<\/p>\n<p>The massive bronze main doors were made in the workshops of Giambologna, replacing the original doors destroyed in a fire in 1595. The original central door was of bronze, made around 1180 by Bonanno Pisano, while the other two were probably of wood. However, worshippers have never used the fa\u00e7ade doors to enter, instead entering by way of the Porta di San Ranieri (St. Ranieri&#8217;s Door), in front of the Leaning Tower, built around 1180 by Bonanno Pisano.<br \/>\nPisa Cathedral with the Leaning Tower of Pisa<\/p>\n<p>Above the doors are four rows of open galleries with, on top, statues of Madonna with Child and, on the corners, the Four evangelists.<\/p>\n<p>Also in the fa\u00e7ade is found the tomb of Buscheto (on the left side) and an inscription about the foundation of the Cathedral and the victorious battle against the Saracens.<\/p>\n<p>At the east end of the exterior, high on a column rising from the gable, is a modern replica of the Pisa Griffin, the largest Islamic metal sculpture known, the original of which was placed there probably in the 11th or 12th century, and is now in the Cathedral Museum.<\/p>\n<p>The interior is faced with black and white marble and has a gilded ceiling and a frescoed dome. It was largely redecorated after a fire in 1595, which destroyed most of the Renaissance art works.<\/p>\n<p>The impressive mosaic of Christ in Majesty, in the apse, flanked by the Blessed Virgin and St. John the Evangelist, survived the fire. It evokes the mosaics in the church of Monreale, Sicily. Although it is said that the mosaic was done by Cimabue, only the head of St. John was done by the artist in 1302, his last work, since he died in Pisa the same year. The cupola, at the intersection of the nave and transept, was decorated by Riminaldi showing the assumption of the Blessed Virgin.<br \/>\nPisa Cathedral interior and Galileo&#8217;s Lamp<\/p>\n<p>Galileo is believed to have formulated his theory about the movement of a pendulum by watching the swinging of the incense lamp (not the present one) hanging from the ceiling of the nave. That lamp, smaller and simpler than the present one, is now kept in the Camposanto, in the Aulla chapel.<\/p>\n<p>The granite Corinthian columns between the nave and the aisle came originally from the mosque of Palermo, captured by the Pisans in 1063.<\/p>\n<p>The coffer ceiling of the nave was replaced after the fire of 1595. The present gold-decorated ceiling carries the coat of arms of the Medici.<\/p>\n<p>The elaborately carved pulpit (1302\u20131310), which also survived the fire, was made by Giovanni Pisano, a masterwork of medieval sculpture. Having been packed away during the redecoration, it was not rediscovered and restored until 1926. The pulpit is supported by plain columns (two of which are mounted on lion&#8217;s sculptures) on one side and by caryatids and a telamon on the other: the latter represent St. Michael, the Evangelists, the four cardinal virtues flanking the Church, and a bold, naturalistic depiction of a naked Hercules. A central plinth with the liberal arts supports the four theological virtues.<br \/>\nPulpit<\/p>\n<p>The present-day pulpit is a reconstruction of the original. It does not lie in its original position, which was nearer the main altar, and the columns and panels are not original. The original stairs (perhaps of marble) were lost.<\/p>\n<p>The upper part has nine narrative panels showing scenes from the New Testament, carved in white marble with a chiaroscuro effect and separated by figures of prophets: the Annunciation, the Massacre of the Innocents, the Nativity, Adoration of the Magi, the Flight into Egypt, the Crucifixion, and two panels of the Last Judgement.<\/p>\n<p>The church also contains the bones of St. Ranieri, Pisa&#8217;s patron saint, and the tomb of Holy Roman Emperor Henry VII, carved by Tino da Camaino in 1315. That tomb, originally in the apse just behind the main altar, was disassembled and moved many times over the centuries for political reasons. While the sarcophagus is still in the Cathedral, some of the statues were put in the Camposanto or in the top of the church&#8217;s fa\u00e7ade. The original statues are now in the Museum of the Opera del Duomo.<\/p>\n<p>Pope Gregory VIII was also buried in the cathedral. The fire of 1595 destroyed his tomb.<\/p>\n<p>The Cathedral has a prominent role in determining the beginning of the Pisan New Year. Between the tenth century and 1749, when the Tuscan calendar was reformed, Pisa used its own calendar, in which the first day of the year was March 25, the feast day of the Annunciation of Mary. Years were counted such that the Pisan New Year begins 9 months before the ordinary one. The exact moment is determined by a ray of sun that, through a window on the left side, falls on an egg-shaped marble, just above the pulpit by Giovanni Pisano; this occurs at noon.<\/p>\n<p>Some relics brought back during the Crusades can also be found in the Cathedral: alleged remains of three Saints (Abibo, Gamaliel, and Nicodemus), and a vase that is said to be one of the jars of Cana.<\/p>\n<p>The building, as have several in Pisa, has tilted slightly since its construction, though not nearly to the extent of the nearby Tower.<\/p>\n<p>Baptistery<\/p>\n<p>The Baptistery, dedicated to St. John the Baptist, stands opposite the west end of the Duomo. The round Romanesque building was begun in the mid 12th century: 1153 Mense August fundata fuit haec (&#8220;In the month of August 1153 was set up here&#8230;&#8221;). It was built in Romanesque style by an architect known as Diotisalvi (&#8220;God Save You&#8221;), who worked also in the church of the Holy Sepulchre in the city. His name is mentioned on a pillar inside, as Diotosalvi magister. the construction was not, however, finished until the 14th century, when the loggia, the top storey and the dome were added in Gothic style by Nicola Pisano and Giovanni Pisano.<\/p>\n<p>It is the largest baptistery in Italy, with a circumference measuring 107.25 m. Taking into account the statue of St. John the Baptist (attributed to Turino di Sano) atop the dome, it is even a few centimetres taller than the Leaning Tower.<\/p>\n<p>The portal, facing the fa\u00e7ade of the cathedral, is flanked by two classical columns, while the inner jambs are executed in the Byzantine style. The lintel is divided into two tiers, the lower one depicting several episodes in the life of St. John the Baptist, and the upper one showing Christ between the Madonna and St. John the Baptist, flanked by angels and the evangelists.<\/p>\n<p>The immensity of the interior is overwhelming, but it is surprisingly plain and lacking in decoration. It has notable acoustics also.<\/p>\n<p>The octagonal baptismal font at the centre dates from 1246 and was made by Guido Bigarelli da Como. The bronze sculpture of St. John the Baptist at the centre of the font is a remarkable work by Italo Griselli.<\/p>\n<p>The pulpit was sculpted between 1255-1260 by Nicola Pisano, father of Giovanni Pisano, the artist who produced the pulpit in the Duomo. The scenes on the pulpit, and especially the classical form of the naked Hercules, show at best Nicola Pisano&#8217;s abilities as the most important precursor of Italian renaissance sculpture by reinstating antique representations. Therefore, surveys of the Italian Renaissance usually begin with the year 1260, the year that Nicola Pisano dated this pulpit<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Campanile-<br \/>\nLeaning Tower of Pisa<\/p>\n<p>The campanile (bell tower), commonly known as the Leaning Tower of Pisa, is located behind the cathedral. The last of the three major buildings on the piazza to be built, construction of the bell tower began in 1173 and took place in three stages over the course of 177 years, with the bell-chamber only added in 1372. Five years after construction began, when the building had reached the third floor level, the weak subsoil and poor foundation led to the building sinking on its south side. The building was left for a century, which allowed the subsoil to stabilise itself and prevented the building from collapsing. In 1272, to adjust the lean of the building, when construction resumed, the upper floors were built with one side taller than the other. The seventh and final floor was added in 1319. By the time the building was completed, the lean was approximately 1 degree, or 80 cm (2.5 feet) from vertical. At its greatest, measured prior to 1990, the lean measured approximately 5.5 degrees. As at 2010, the lean was reduced to approximately 4 degrees.<\/p>\n<p>The tower stands approximately 60 m high, and was built to accommodate a total of seven main bells, cast to the musical scale:<\/p>\n<p>L&#8217;Assunta, cast in 1654 by Giovanni Pietro Orlandi, weight 3,620 kg (7,981 lb)<br \/>\nIl Crocifisso, cast in 1572 by Vincenzo Possenti, weight 2,462 kg (5,428 lb)<br \/>\nSan Ranieri, cast in 1719\u201321 by Giovanni Andrea Moreni, weight 1,448 kg (3,192 lb)<br \/>\nLa Terza, the first small bell, cast in 1473, weight 300 kg (661 lb)<br \/>\nLa Pasquereccia or La Giustizia, cast in 1262 by Lotteringo, weight 1,014 kg (2,235 lb)<br \/>\nIl Vespruccio, the second small bell, cast in the 14th century and again in 1501 by Nicola di Jacopo, weight 1,000 kg (2,205 lb)<br \/>\nDal Pozzo, cast in 1606 and again in 2004, weight 652 kg (1,437 lb)<\/p>\n<p>There are 296 steps leading to the top of the tower.<\/p>\n<p>Camposanto Monumentale<\/p>\n<p>The Camposanto Monumentale (Monumental Cemetery), also known as Campo Santo or Camposanto Vecchio (Old Cemetery), is located at the northern edge of the square. This walled cemetery is said to have been built around a shipload of sacred soil from Calvary, brought back to Pisa from the Fourth Crusade by Ubaldo de&#8217; Lanfranchi, the archbishop of Pisa in the 12th century. This is where the name Campo Santo (Holy Field) originates.<\/p>\n<p>The building itself dates from a century later and was erected over the earlier burial ground. The building of this huge, oblong Gothic cloister began in 1278 by the architect Giovanni di Simone. He died in 1284 when Pisa suffered a defeat in a naval battle of Meloria against the Genoans. The cemetery was only completed in 1464. The outer wall is composed of 43 blind arches. There are two doorways. The one on the right is crowned by a gracious Gothic tabernacle and contains the Virgin Mary with Child surrounded by four saints. It is the work from the second half of the 14th century by a follower of Giovanni Pisano. Most of the tombs are under the arcades, although a few are on the central lawn. The inner court is surrounded by elaborate round arches with slender mullions and plurilobed tracery.<\/p>\n<p>The Camposanto Monumentale once contained a large collection of Roman sculptures and sarcophagi, but now there are only 84 remaining. The walls were once covered in frescoes, the first were applied in 1360, the last about three centuries later. The Stories of the Old Testament by Benozzo Gozzoli (c. 15th century) were situated in the north gallery, while the south arcade was famous for the Stories of the Genesis by Piero di Puccio (c. late 15th century). The most remarkable fresco is The Triumph of Death, a realistic work by Buonamico Buffalmacco. On 27 July 1944, incendiary bombs dropped by Allied aircraft set the roof of the building on fire and covered them in molten lead, all but destroying them. Since 1945, restoration works have been going on and now the Campo Santo has been brought back to its original state.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ospedale Nuovo di Santo Spirito<\/p>\n<p>The Ospedale Nuovo di Santo Spirito (New Hospital of Holy Spirit) is located on the southeast corner of the square. Built in 1257 by Giovanni di Simone over a preexisting smaller hospital, the function of this hospital was to help pilgrims, poor, sick people, and abandoned children by providing a shelter. The name of the hospital was later changed to Ospedale della Misericordia (Hospital of Mercy) or di Santa Chiara (Sant Claire), which was the name of the small church included in the complex.<\/p>\n<p>The hospital exterior was constructed with brick walls with two-light windows in gothic style; the hospital interior was painted in two colours, black and white, to imitate the marble colours of the other buildings. In 1562, during the time when the Medici dominated the city, the hospital was restructured according to Florentine renaissance canons; all the doors and windows were modified with new rectangular ones encased in grey sandstone.<\/p>\n<p>Today, the building is no longer entirely a hospital. Since 1976, the middle part of the building contains the Sinopias Museum, where original drawings of the Campo Santo frescoes are kept.<\/p>\n<p>Palazzo dell&#8217;Opera<\/p>\n<p>The Opera Palace is a complex of houses in the north east[clarification needed] corner of the square. They have been built in different periods, with the main building dating back to at least the 14th century and the latest to the 19th century.<\/p>\n<p>Originally these houses belonged to the workmen of the cathedral complex: the tailor, the gardener, the bell ringers, etc., until the 19th century when the administration offices of the Opera della Primaziale were moved in. In the same years the chapter house was also moved inside the complex. In the course of time the complex was rearranged several times but the fa\u00e7ade of the main building still conserves its original aspect.<\/p>\n<p>In the first years of the 21st century the administration offices and the chapter moved again to a nearby palace close to the archbishopric. Only a few rooms on the ground floor are still used as offices for the surveillance and technical staff. After the move, the upper rooms were transformed in a platform for temporary exhibitions (2014). This is the first time people can actually visit those rooms.<\/p>\n<p>The most interesting rooms open to the public are the President room, the Deputation room, the chapel and the Chapter room. Among the closed ones are the &#8220;Loggetta&#8221; room (with frescoes by Agostino Ghirlanda), the &#8220;Scrittoio&#8221; room (with a fresco by Il Sodoma), the &#8220;Viola&#8221; room and the technical room<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/piazza-dei-miracoli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.394424699999945,43.7226597]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3823,"name":"Marina di Pisa","description":"<p>Il territorio di Marina di Pisa \u00e8 nato da cambiamenti sia naturali che artificiali del letto del fiume Arno come il famoso taglio di Ferdinando II che spost\u00f2 la foce del fiume Arno nel 1606 dalla zona sud di Marina di Pisa dove attualmente si trova il bagno Foresta che un tempo si chiamava anche Arnovecchio o Arnino, in modo da non far insabbiare continuamente la foce a causa della poca velocit\u00e0 del fiume nell&#8217;ultimo tratto verso il mare.<br \/>\nSi strapp\u00f2 cos\u00ec all&#8217;Arno e alle paludi un territorio di circa due chilometri lungo il mare sul quale vennero costruite le prime case di Marina di Pisa verso la fine del XVIII secolo, il fortino della Finanza e Dogana che attualmente si affaccia sul porto turistico.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del XIX secolo vennero costruite le prime case di tipo civile a Marina di Pisa ed una fattoria chiamata Arnovecchio di propriert\u00e0 della famiglia Apolloni che era proprietaria di tutti i terreni che arrivavano fino al mare.<br \/>\nGli apolloni vendettero al comune di Pisa buona parte di quei terreni che poi vennero soggetti a piano regolatore per la costruzione del nuovo paese.<\/p>\n<p>Venne costruito un primo stabilimento balneare e nei mesi estivi venivano organizzate gite in vaporetto per portare i nobili al mare nel parco naturale e nella nuova cittadina che stava nascendo.<br \/>\nIl comune di Pisa nel 1872 dette mandato all&#8217;Ingegner Corsani di elaborare un primo piano regolatore del paese di Marina, una griglia di case lungo il mare interrotte da tre piazze principali con una grossa lingua di litorale sabbioso ad ovest ed una pineta di macchia mediterranea molto profonda ad est.<\/p>\n<p>Nel 1885 nacque il primo negozio di alimentari ad opera di Sestilio Caprili,<\/p>\n<p>Grosso impulso allo sviluppo fu dato il 23 giugno del 1892, quando\u00a0 venne inaugurata la nuova ferrovia che collegava Pisa a Marina: il servizio era operato mediante una tranvia a vapore che, costruita come prolungamento della linea Pisa-Pontedera\/Calci, partendo da Pisa e scavalcando il bastione Stampace, il canale dei Navicelli e la ferrovia Genova-Pisa con un maestoso ponte ad arcate metalliche, raggiungeva il lungarno servendo San Giovanni al Gatano, San Piero a Grado, Bocca d&#8217;Arno e Marina di Pisa. La tranvia Pisa-Marina di Pisa cess\u00f2 il servizio nel 1932, in conseguenza dell&#8217;inaugurazione della ferrovia elettrica Pisa-Tirrenia-Livorno, a sua volta chiusa nel 1960, che proprio a San Piero a Grado possedeva una sua stazione.<\/p>\n<p>Nel 1896 venne terminata anche la chiesa di Santa Maria Assunta.<br \/>\nDa li in poi fu un vero e proprio susseguirsi di alberghi, pensioni, ristoranti e case fino agli anni venti del novecento, marina di Pisa era la nuova cittadina turistica e balneare della Toscana.<br \/>\nNel 1925 alla foce dell&#8217;Arno vennero costruiti i cantieri aeronavali (C.M.A.S.A.) che costruirono idrovolanti per l&#8217;esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, questa industria cambi\u00f2 l&#8217;economia di Marina trasformandola da localit\u00e0 turistica a localit\u00e0 industriale soffocando anche la valorizzazione del parco naturale e delle bellezze di questo territorio.<\/p>\n<p>Durante gli anni &#8217;30 del novecento tutti i nuovi borghesi si spostarono verso la nuova localit\u00e0 che stava nascendo sul litorale 5 chilometri pi\u00f9 a sud di Marina di Pisa, Tirrenia.<br \/>\nMarina di Pisa rimase in bilico tra la localit\u00e0 turistico-balneare e l&#8217;industria attraendo persone meno abbienti di quelle che l&#8217;avevano costruita e da molti pendolari di tutti i paesi vicini.<br \/>\nNel dopoguerra con l&#8217;abbandono dei cantieri industriali, c&#8217;\u00e8 stato un lento ritorno alla prima vocazione della cittadina, ovvero il turismo e la balneazione.<\/p>\n<p>Sono nati nuovi stabilimenti balneari, ristoranti e locali oltre che essere il paese delle seconde case al mare dei pisani, recentemente \u00e8 stato costruito uno splendido porto turistico al posto dei vecchi capannoni industriali alla foce del fiume Arno e stanno nascendo nuovi ristoranti e attrazioni proprio intorno al porto turistico di Marina di Pisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonti: Wikipedia, visitpisa.it ]<\/em><\/p>\n","modified":"2019-11-12T09:04:26","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Marina_di_Pisa_Italy_Aerial_View-768x521.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3823","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3823&action=edit","translations":{"en":{"id":3827,"name":"Marina di Pisa","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/marina-di-pisa\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3827","description":"<p>Behind the town are forested sections of the Parco Regionale San Rossore, Migliarino, e Massaciucoli. From Marina di Pisa, it is possible to see the islands of Corsica, Elba and Gorgona; and the mountains of the Apuan Alps, Apennines, and Monti Pisani above Pisa.<br \/>\nHistory<\/p>\n<p>Marina di Pisa was mostly built during the economic boom of the late 1800s, as a seaside resort. It was further developed in the 1930s. Many marine support industries developed at the mouth of the Arno river and in the area along its banks.<br \/>\nEconomy<\/p>\n<p>The German aviation company Dornier Flugzeugwerke based most of their production in the town from 1922 to 1932, after The Treaty of Versailles of 1919 banned construction of engine-powered aircraft in Germany. Here they built the &#8220;Wal&#8221; twin-engine flying boat. The huge &#8216;Savigliano&#8217; hangar (1925) which remained standing till 2007, was used for the production of the Wals, and work on the Do-X2 and 3 in the early 1930s. Then the world&#8217;s largest airplanes, they were broken up for scrap here in 1937.<\/p>\n<p>The village is mostly inhabited during summer, however there are many people that live here all year. A redevelopment project is under way at the mouth of the Arno, known as &#8220;Bocca d\u2019Arno&#8221;, in a disused industrial area where a new touristic port has been built[1] and a new residential district will be inaugurated in the next years.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/marina-di-pisa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.274518451867607,43.679074893323246]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3815,"name":"San Piero a Grado","description":"<p>In epoca medioevale, prima dell&#8217;inesorabile avanzata della linea di costa, la localit\u00e0 si trovava ai margini dello scalo portuale di Pisa. Il nome deriva dalla particolare morfologia del territorio in epoca medievale, caratterizzata da terrazzamenti naturali, o gradoni, generati dalle costanti esondazioni del fiume Arno che in quel luogo si diramava creando il grande bacino del porto fluviale e marittimo di Pisa. In epoca romana il nome del piccolo insediamento era infatti Gradus Arnensis.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione qui approd\u00f2 san Pietro nell&#8217;anno 44 d.C., proprio nel luogo in cui oggi si erge una grande basilica. Infatti, sulla strada carrozzabile Viale Gabriele d&#8217;Annunzio, che corre lungo l&#8217;Arno fino alla foce, prima di giungere a Marina di Pisa e facendo una breve deviazione, si trova la Basilica di San Pietro Apostolo, il principale edificio della localit\u00e0.<\/p>\n<p>La basilica di San Piero a Grado \u00e8 in stile romanico pisano (si vedano le affinit\u00e0 con l&#8217;abside della piccola chiesa di Santa Cristina in Lungarno Gambacorti), costruita in tufo livornese e pietra di San Giuliano bianca e nera e presenta la singolarit\u00e0 di quattro absidi ed ha i muri esterni ritmati da lesene e coronati da archetti pisani con scodelle maiolicate (molte delle quali ora conservate al Museo nazionale di San Matteo). Il campanile della chiesa fu demolito il 22 luglio 1944 dalle truppe tedesche in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra inizi\u00f2 la ricostruzione, ma l&#8217;intervento cess\u00f2 dopo pochi metri.<\/p>\n<p>La basilica di San Piero a Grado \u00e8 oggi riconosciuta &#8220;Monumento messaggero di Pace&#8221; dai Club UNESCO, come ricorda una targa posta su di un cippo di granito collocato in prossimit\u00e0 del sacro edificio. Nel 2009 \u00e8 iniziata la ricostruzione del campanile anche se non sar\u00e0 una ricostruzione completa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonte Wikipedia]<\/em><\/p>\n","modified":"2019-11-12T08:14:26","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pisa_Grado_01-768x547.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3815","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3815&action=edit","translations":{"en":{"id":3819,"name":"San Piero a Grado","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/san-piero-a-grado\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3819","description":"<p>Back in medioeval times, this location was just outside Pisa harbour, before the coastline started to advance toward the actual position.<\/p>\n<p>Its name reminds of the medioeval morfology of its territory appearing in terraces ( &#8220;a grado&#8221;)dued to frequent floodings of river Arno, but used for coltivations thanks to the fertility of soils. According to a legend,\u00a0 St.Peter desembarked\u00a0 here in 44 a.c in a meander of river Arno.<\/p>\n<p>The style of the Church is in Romanic ( see similarities with Santa Cristina church along Lungarno Gambacorti in PIsa).<\/p>\n<p>Its bell tower was detroyed during 1944 by nazis withdrawing, and still need refurbishments (last ones in 2009)<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/san-piero-a-grado\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346855998672481,43.679825066686085]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3805,"name":"Monte Pisano Store","description":"<h6 class=\"mkdf-subtitle\">Lavoriamo insieme per creare un ambiente attraente per i residenti e i turisti.<\/h6>\n<h6 class=\"mkdf-subtitle\">La rete facilita e sostiene le attivit\u00e0 delle piccole imprese che ne fanno parte, valorizza le capacit\u00e0 dei suoi componenti, propone ospitalit\u00e0, servizi e prodotti di un intero territorio.<\/h6>\n","modified":"2019-11-22T09:47:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/esternimontepi-768x496.jpeg","id":3808,"caption":"esternimontepi"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/montepisanostore-768x576.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[21,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.montepisano.travel"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3805","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3805&action=edit","translations":{"en":{"id":3813,"name":"Monte Pisano Store","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/monte-pisano-store\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3813","description":"<h6 class=\"mkdf-subtitle\">We work together to create an attractive environment for residents and tourists.<\/h6>\n<h6 class=\"mkdf-subtitle\">\nThe network facilitates and supports the activities of small businesses that are part of, It enhances the capacity of its members, It offers hospitality, services and products of an entire area.<\/h6>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/monte-pisano-store\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 050 7846847","contact:email":"info@montepisano.travel","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.442056099999945,43.7628579]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3789,"name":"Colonnata","description":"<div>Circondata da una suggestiva quanto spesso devastante cornice di cave di marmo, in parte ancora attive, questo antico centro di <strong>produzione marmifera<\/strong> esiste sin dall&#8217;epoca romana e pare aver preso il suo nome proprio perch\u00e9 il marmo qui estratto veniva utilizzato per costruire le colonne dei templi romani.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il borgo di Colonnata ha origine con gli insediamenti romani del I secolo a.C., quando nella zona furono impiantati i primi cantieri per lo sfruttamento del marmo. Dalla vicina colonia romana di Luni, parte degli schiavi fu trasferita per estrarre il marmo di ottima qualit\u00e0 che veniva inviato a Roma per abbellire palazzi e monumenti.<br \/>\nLa popolazione locale e gli schiavi, successivamente, si unirono, dando origine a una forte comunit\u00e0 montana.<\/div>\n<div>Sviluppatasi soprattutto sul lavoro delle cave e con una storia ricca di lotte continue per il miglioramento delle dure condizioni di lavoro in questo regno degli anarchici, negli ultimi anni i nuovi metodi estrattivi del marmo hanno portato al calo del lavoro nelle cave. Successivamente l\u2019economia di Colonnata si \u00e8 risollevata grazie alla gastronomia con la riscoperta del lardo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il <strong>lardo di Colonnata<\/strong> deve la sua eccezionale bont\u00e0 alla stagionatura, la cui origine risale intorno all\u2019anno Mille.<br \/>\nIl lardo viene prodotto prendendo lo strato grasso della schiena del maiale e viene posto in una <em>conca,<\/em>\u00a0scavata in un blocco di marmo poche ore dopo la macellazione. La conca viene strofinata con aglio e aromi, sale naturale in grani, pepe nero, aglio fresco, rosmarino, salvia e altre erbe aromatiche; successivamente la conca viene riempita a strati alternando il lardo al sale e agli aromi per essere poi coperta da una lastra di marmo. Il lardo rimane nella conca da sei a dieci mesi per la stagionatura.<br \/>\nOriginariamente il lardo veniva tagliato a strisce sottili dai cavatori e gustato con il pane, la cipolla cruda e un buon bicchiere di vino<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><em> [Testi da www.e-borghi.com ]<\/em><\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n","modified":"2019-10-21T14:31:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Colonnata-696x464.jpg","id":3792,"caption":"Colonnata-696x464"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/colonnata-768x346.jpg","id":3790,"caption":"colonnata"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/colonnata-768x346.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3789","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3789&action=edit","translations":{"en":{"id":3796,"name":"Colonnata","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/colonnata\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3796","description":"<section class=\"container\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row text-block main-block \">\n<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<p>\u00a0The town perched 532 meters above sea level is situated at around 8 kilometres from <strong>Carrara<\/strong> and dates back to Roman times, when slaves had to work in the caves. The quarries of Colonnata are by far the most imposing of the Apuan area.<\/p>\n<p>Marble isn\u2019t the only thing associated with this place, even though it is connected: the other one is the famous <strong>lardo di Colonnata<\/strong> (lard), a traditional salami made with pork lard seasoned in basins of Carrara marble. It has been awarded the IGP quality certification and is so special because of the storage and for its flavour: there is sea salt, ground black pepper, fresh rosemary sprigs and garlic cloves.<\/p>\n<p>The village has kept part of its original historic features that were primarily marked by the use of marble. You can admire the north gate that is the access to the village, which belonged to the medieval walls now vanished; the <strong>square paved with marble<\/strong> with a modern sculpture dedicated to the Christ of the miners; the bell tower with clock and stones at sight; the parish church of the sixteenth century dedicated to Saint Bartholomew. The streets of the village are narrow and climb steeply.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<div class=\"container-fluid\">\n<div>\n<section class=\"container margin-bottom-4\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row double-margin-mobile slider-margin-mobile\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 no-padding-mobile\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<section class=\"container margin-bottom-4\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row double-margin-mobile slider-margin-mobile\"><\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<div class=\"row \">\n<div class=\"container \">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<section class=\"section-block row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12\">\n<div class=\"title-block\">\n<div class=\"title\" data-reveal-effect=\"fade_in_left\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div><\/div>\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>How to reach it<\/strong> <strong>By car<\/strong>:<br \/>\nColonnata is located in the Apuan Alps, between the mountains Maggiore, Spallone and Sagro, 8 km east of Carrara. It can be reached from the old road that passes through the villages of Vezzala and Bedizzano.<\/p>\n<p>The road is very winding and sometimes steep, but this is not a problem for the car, even if not 4&#215;4. The marble quarries can be visited with organized tours by bus.<\/p>\n<p>A trip to Colonnata and the marble quarries, it is particularly recommended as an alternative to a day at the beach while on holiday in Versilia.<br \/>\n<strong>By bus<\/strong>: Here is the <a title=\"timetable\" href=\"http:\/\/www.atnsrl.it\/orari.php?idzona=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">timetable<\/a> for this summer.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>[Text from www.visittuscany.com ]<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/colonnata\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.156670500000018,44.086362]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3780,"name":"Carrara","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nucleo pi\u00f9 antico della citt\u00e0 era costituito dalla Pieve di Sant\u2019Andrea, poi divenuta la splendida Cattedrale, che nel XIII secolo era protetta da una cinta muraria che inglobava anche la Rocca e il Palazzo Comunale.<br \/>\nLeggi la storia Carrara su logo toscana ovunque bella Toscana Ovunque Bella &#8211; Tutte le storie di Carrara Carrara Tutte le storie di Carrara Leggi la storia<\/p>\n<p>Anche lo stemma e perfino il nome del comune erano legati al marmo: il simbolo della citt\u00e0 rappresenta infatti la ruota, e lo stesso sembra fare il toponimo, che alcuni fanno derivare da Cararia, \u201cluogo dei carri\u201d, quei carri su cui venivano trasportati i blocchi di marmo. La ruota dello stemma (citata esplicitamente anche nel bel rosone del Duomo), \u00e8 sempre associata al motto: FORTITUDO MEA IN ROTA.<\/p>\n<p>Per concludere la panoramica storica, nel 1557 Alberico I Cybo Malaspina ampli\u00f2 e modific\u00f2 l\u2019assetto della citt\u00e0, la nuova cinta muraria racchiuder\u00e0 da quel momento anche i borghi esterni alle mura medievali, Caffaggio e Grazzano, e all\u2019interno del nuovo impianto fu posta la bella piazza Alberica. Nell\u2019Ottocento la citt\u00e0 subir\u00e0 una seconda espansione, determinata dallo sviluppo dell\u2019industria lapidea. Sempre nel XIX secolo fu cos\u00ec costruito un porto per la spedizione del marmo e un pontile collegato prima alla stazione ferroviaria di Avenza e poi alla Ferrovia Marmifera che conduceva direttamente alle cave.<\/p>\n<p>Una visita a Carrara non pu\u00f2 che partire del Castello Malaspina, rocca che ha rappresentato per la citt\u00e0 la conquistata autonomia dal potere dei vescovi di Luni. Infatti, nel XIII secolo, le forze laiche rafforzarono l\u2019organizzazione militare del borgo rinforzando proprio la rocca. Il passare dei secoli ha poi trasformato lo strumento difensivo in una stupenda residenza signorile, sede dal 1805, dell\u2019Accademia di Belle Arti.<\/p>\n<p>Per conoscere storia e vocazione della citt\u00e0 \u00e8 invece fondamentale una visita al bel Museo Civico del Marmo. Aperto nel 1982 il suo spazio espositivo \u00e8 articolato in sei sezioni interne e un\u2019area esterna che offrono al visitatore un\u2019immagine complessa e affascinante del patrimonio locale, partendo dall\u2019Archeologia romana e storia del territorio sino a illustrare le tecniche pi\u00f9 innovative di Scultura moderna in marmo e in altri materiali.<\/p>\n<p>La visita di Carrara non pu\u00f2 dirsi compiuta senza una gita nel Parco delle Alpi Apuane, le vette che circondano la citt\u00e0. Questa catena montuosa, unica per le sue caratteristiche, si sviluppa per 60 km lungo le aree di Versilia, Lunigiana e Garfagnana, ed \u00e8 conosciuta, oltre che per la bellezza dei propri marmi, per i profondi abissi che si aprono tra le montagne, per le suggestive cave e per gli splendidi panorami che permettono di far spaziare lo sguardo dalle cime candide al vicino mare.<\/p>\n","modified":"2019-10-21T14:23:44","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/carrara-768x432.jpg","id":3781,"caption":"carrara"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/carrara-from-above-768x518.jpg","id":3783,"caption":"carrara-from-above"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/carrara-from-above-768x518.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3780","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3780&action=edit","translations":{"en":{"id":3787,"name":"Carrara","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/carrara\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3787","description":"<p>Carrara has always been a centre of extraction and manufacturing of this fine material. The exploitation of the quarries, indeed, started with the Roman Empire and since then the production has never stopped.<\/p>\n<p>Territorial development is strictly linked to the marble industry and specifically to the transformation process of this material into manufactures for the buildings, street furniture, architecture and artistic fields. Marble also facilitates the engineering industry as regards the production of innovative machineries to excavate and produce the granite.<\/p>\n<p>Carrara is world-famous for its white marble, pure and without veining. You just need to look up and see the uncovered mountains of the Apuan Alps: it\u2019s there the origin of statues, monuments and buildings.<\/p>\n<p>Michelangelo himself used to go up to the Altissimo mountain (1589 meters) to take the marble to sculpt and create its works. As a result, the David kept in Florence and the Piet\u00e0 in San Pietro in Rome, were born. Even Donatello, Bernini and Canova have always been fascinated by this precious typical material of Carrara.<\/p>\n<p>The operating quarries today are in the three large extraction basins in Colonnata, Ravaccione e Fantiscritti, behind Carrara and facing the slopes of Maggiore mountain.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/carrara\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.097676999999976,44.0793245]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3700,"name":"Villa Catureglio","description":"<div id=\"block-yui_3_17_2_1_1555078221738_7413\" class=\"sqs-block html-block sqs-block-html\" data-block-type=\"2\">\n<div class=\"sqs-block-content\">\n<p><strong>Villa Catureglio, originally a 13C fortified tower, has magnificently proportioned rooms, with high beamed ceilings, cool tiled floors and some original frescoes. The rooms are furnished with a mixture of contemporary and antique Italian furniture.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sleeps 16, in 6 double bedrooms, each pair sharing a shower suite, plus 1 bedroom with 4 single beds and bathroom.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Drawing room, kitchen, dining\/living room, 2 TV\/sitting\/playrooms, laundry, cloakroom, central heating, Internet link, 12m swimming pool and private gardens.<\/strong><\/p>\n<p><strong>There is also separate cottage accommodation sleeping 25 in total, sharing the 2nd swimming pool <\/strong><\/p>\n<p><strong>Cleaning and cooking can be provided on request<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-09-19T15:08:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO_N108-768x513.jpg","id":3705,"caption":"CATUREGLIO_N108"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO2-768x512.jpg","id":3703,"caption":"CATUREGLIO2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO1-768x512.jpg","id":3701,"caption":"CATUREGLIO1"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO1-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[239]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.catureglio.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3700","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3700&action=edit","translations":{"en":{"id":3708,"name":"Villa Catureglio","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/villa-catureglio\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3708","description":"<div id=\"block-yui_3_17_2_1_1555078221738_7413\" class=\"sqs-block html-block sqs-block-html\" data-block-type=\"2\">\n<div class=\"sqs-block-content\">\n<p><strong>Villa Catureglio, originally a 13C fortified tower, has magnificently proportioned rooms, with high beamed ceilings, cool tiled floors and some original frescoes. 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<\/span><strong><span class=\"\">Il Mulino del Rancone<\/span><\/strong><span class=\"\"> &#8221; that could not be different if only because since the dawn of time, the life-and middle <\/span><strong><span class=\"\">income<\/span><\/strong><span class=\"\"> of the <\/span><strong><span class=\"\">area<\/span><\/strong><span class=\"\"> surrounding it was the\u00a0 <\/span><strong><span class=\"\">mill<\/span><\/strong><span class=\"\"> to <\/span><strong><span class=\"\">water\u00a0<\/span><\/strong><span class=\"\"> on <\/span><strong><span class=\"\">the banks<\/span><\/strong><span class=\"\"> of the <\/span><strong><span class=\"\">river Serchio<\/span><\/strong><span class=\"\"> , in fact one of the <\/span><strong><span class=\"\">cottages<\/span><\/strong><span class=\"\"> where today after appropriate restructuring have made the <\/span><strong><span class=\"\">accommodation<\/span><\/strong><span class=\"\"> for<\/span><strong>guests<\/strong> .<br \/>\n<span class=\"\"> The flow &#8216; <\/span><strong><span class=\"\">water<\/span><\/strong><span class=\"\"> Serchio that here is still a limpid <\/span><strong><span class=\"\">stream<\/span><\/strong><span class=\"\"> , prior to the construction of dams, guaranteeing valuable <\/span><strong><span class=\"\">energy<\/span><\/strong><span class=\"\"> \u00a0constant throughout the year for <\/span><strong><span class=\"\">millstones<\/span><\/strong><span class=\"\"> \u00a0in stone. <\/span><\/p>\n<p>The complex of\u00a0 <strong>houses<\/strong> in <strong>stone<\/strong> \u00a0including that of <strong>farmers<\/strong> and <strong>millers<\/strong> , retains all the <strong>charm<\/strong> of yesteryear and is structured on different levels, in keeping with a <strong>slope<\/strong> that leads to the\u00a0 <strong>stream<\/strong> , where over the years, It has formed a pretty little <strong>beach<\/strong> <strong>river<\/strong> \u00a0very popular with <strong>kids<\/strong> and much more!<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-mulin-del-rancone\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.334761000000071,44.16511000000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3667,"name":"Agriturismo Al Vecchio Tino","description":"<p>Un luogo da considerare come punto tappa o come sosta ristoratrice durante le giornate escursionistiche in Lunigiana, tra i comuni di Fivizzano e Fosdinovo<\/p>\n","modified":"2019-09-19T14:16:43","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Agriturismo-Al-Vecchio-Tino2.jpg","id":3672,"caption":"Agriturismo Al Vecchio Tino2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Agriturismo-Al-Vecchio-Tino-768x576.jpg","id":3670,"caption":"Agriturismo Al Vecchio Tino"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/agriturismo-al-vecchiotino.jpg","id":3668,"caption":"agriturismo-al-vecchiotino"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/agriturismo-al-vecchiotino-300x169.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.alvecchiotino.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3667","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3667&action=edit","translations":{"en":{"id":3675,"name":"Agriturismo Al Vecchio Tino","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-al-vecchio-tino\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3675","description":"<p>A great spot to consider when visiting Lunigiana between Fivizzano and Fosdinovo<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-al-vecchio-tino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.125714000000016,44.173917]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3655,"name":"Castello dell&#8217;Aquila","description":"<div class=\"post-content padd-x-25\">\n<p>Il Castello dell\u2019Aquila appartiene, e con grande dignit\u00e0, a quell\u2019insieme di rocche, palazzi fortificati, torri di avvistamento che hanno fatto della Lunigiana un territorio unico nel suo genere. Domina dall\u2019alto di un colle il borgo medievale di Gragnola, abitato posto alla confluenza tra i torrenti Aulella e Lucido. Le origini dell\u2019insediamento fortificato sul colle sono incerte, probabilmente da correlare al controllo sui transiti medievali che dal centro Europa raggiungevano Roma, incrociandosi in corrispondenza del nodo viario del borgo sottostante. Secondo alcuni storici Gragnola sarebbe Forum Clodi, localit\u00e0 riportata nel pi\u00f9 antico \u201catlante stradale europeo\u201d che la storia ricordi, noto come Tabula Peutingeriana e risalente ai primi secoli dell\u2019alto medioevo.<\/p>\n<p>La prima struttura fortificata fu forse edificata da antichi nobili locali tra il IX e il X secolo, i Bianchi d\u2019Erberia. Il castello e i suoi feudi passarono a Spinetta II il Grande nel periodo che coincise con la sua espansione in gran parte nella Lunigiana orientale, ovvero tra il 1327 e il 1352, data della sua morte.<\/p>\n<p>Due sono le dinastie di marchesi che prendono il nome da Castel dell\u2019Aquila, entrambe provenienti dal ramo malaspiniano di Fosdinovo: la prima ebbe origine da Galeotto di Fosdinovo nel XIV secolo, la seconda inizi\u00f2 con Lazzaro, figlio di Antonio Alberico marchese di Fosdinovo, la cui discendenza si estinse nella prima met\u00e0 del XVII secolo. E` il Novecento per\u00f2 il secolo buio del Castel dell\u2019Aquila, danneggiato dal terremoto del 1920 e da anni di incuria, abbandonato dopo che gli ultimi proprietari ne minarono la torre, allora pericolante, con la dinamite. Sono serviti due anni per liberarlo dalla sterpaglia, dieci per riportarlo alla sua originale imponenza, grazie ad un importante lavoro di restauro fatto eseguire con passione dall\u2019attuale propriet\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-09-19T14:07:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castello-aquila-sito-768x472.jpg","id":3658,"caption":"castello-aquila-sito"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castelloaquila-768x432.jpeg","id":3656,"caption":"castelloaquila"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Castello-dellAquila-Gragnola-Lunigiana1.jpg","id":3660,"caption":"Castello dell'Aquila Gragnola Lunigiana\n"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Castello-DellAquila-photos-Exterior.jpeg","id":3662,"caption":"Castello-DellAquila_INTerno"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castelloaquila-768x432.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195,239]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.castellodellaquila.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3655","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3655&action=edit","translations":{"en":{"id":3665,"name":"Castello dell'Aquila","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/castello-dellaquila\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3665","description":"<div class=\"post-content padd-x-25\">\n<p>Castello dell\u2019Aquila belongs, and with great dignity, to that set of castles, fortified palaces, sightseeing towers that have made Lunigiana a unique territory of its kind. The castle overlooks from above the medieval village of Gragnola, located at the confluence between the Aulella and Lucido creeks. The origins of the fortified settlement on the hill are uncertain, probably related to the control of medieval transitions that reach Rome from the center of Europe, crossing at the road node of the village. According to some historians Gragnola would be Forum Clodi, a place reported in the oldest &#8220;European road atlas&#8221; that history remembers, known as Tabula Peutingeriana and dating back to the early Middle Ages.<\/p>\n<p>The first fortified structure was perhaps built by ancient local nobles between the IX and the X century, the Bianchi d&#8217;Erberia. The castle and its fiefs passed to Spinetta II the Great during the period that coincided with his expansion in much of Eastern Lunigiana, or between 1327 and 1352, the date of his death.<\/p>\n<p>Two are the dynasties of the Marquises named after Castel dell&#8217;Aquila, both from the Malaspinian branch of Fosdinovo: the first originated from Galeotto di Fosdinovo in the 14th century, the second began with Lazzaro, son of Antonio Alberico Marquis of Fosdinovo, whose descent extinguished in the first half of the seventeenth century. It is the twentieth century, however, the darkest century of the Castel dell&#8217;Aquila, damaged by the 1920 earthquake and years of neglect, abandoned after the last owners mined the tower, then detrimental, with dynamite. It took two years to free it from the brushwood, ten to bring it back to its original grandeur, thanks to an important restoration work done with passion from the current property.<\/p>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-dellaquila\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.113651600000026,44.1912485]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3647,"name":"Giaredo Canyon","description":"<p>The <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/ideas\/running-along-the-river\/\">Stretti di Giaredo<\/a>\u00a0have to be seen to be believed. This protected nature reserve stretches for two kilometres across the border of the Pontremoli and Zeri municipalities, walk in and out of the water as well as swimming through pristine pools hemmed in by naturally multicoloured rock faces.<\/p>\n","modified":"2019-09-19T13:45:01","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/37869168_2073378519553683_533406398105518080_o-768x576.jpg","id":2565,"caption":"SearchingEmotionsCanyoning4"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/37634811_2068281580063377_7221173650576113664_o-768x576.jpg","id":2563,"caption":"SearchingEmotionsCanyoning3"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/36029607_2040286766196192_1900987589322604544_o-768x576.jpg","id":2561,"caption":"SearchingEmotionsCanyoning2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/36029607_2040286766196192_1900987589322604544_o-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[191]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3647","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3647&action=edit","translations":{"en":{"id":3649,"name":"Giaredo Canyon","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/giaredo-canyon\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3649","description":"<p>The <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/ideas\/running-along-the-river\/\">Stretti di Giaredo<\/a>\u00a0have to be seen to be believed. 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Fu abitato in seguito da trib\u00f9 di\u00a0 Liguri Apuani.<\/p>\n<p>Molti dei nomi delle frazioni e localit\u00e0 di Stazzema ricordano la vocazione all&#8217; estrazione di questo territorio: Il paese di Gallena prende il nome dalla galena argentifera estratta in zona. Due localit\u00e0 sono chiamate \u201cargentiera\u201d: a Sant&#8217;Anna e vicino a Ruosina di Seravezza. Troviamo inoltre anche le localit\u00e0 di Calcaferro e di Buca della Vena dove veniva estratto il minerale di ferro<\/p>\n<h2>Stazzema Oggi<\/h2>\n<p>Oggi Stazzema \u00e8 un piccolo borgo, che merita una visita per passeggiare lungo i vicoli e godere del panorama dalla sua importante Pieve (Santa Maria Assunta):<\/p>\n<p>Secondo ultimissime ricerche risalenti all&#8217;anno 2013; dove oggi \u00e8 collocata la Pieve, intorno al <i>200 a.C.<\/i> fu costruito un tempio di culto romano; che poi fu ampliato con i secoli, per ottenere la chiesa di oggi.<\/p>\n<h2>La Pieve<\/h2>\n<p>I primi accenni sulla pieve di oggi, si hanno, nell&#8217;850 d.C., nata in origine ad una sola navata, con il tetto a capriata; che veniva usato per le costruzioni dai romani. La pieve attuale risale nelle sue forme architettoniche al XIII secolo. La facciata, chiusa sul lato meridionale da un portico, \u00e8 spartita orizzontalmente da archetti su mensole scolpite a motivi zoomorfi e si apre in alto con un grande rosone, che \u00e8 patrimonio delle Belle Arti. Sopra il portale d&#8217;ingresso si trova un affresco (battesimo di Ges\u00f9) del maestro Marcello Tommasi. L&#8217;interno, a tre navate, ristrutturato nel Cinquecento quando ricevette il bel soffitto a cassettoni, conserva l&#8217;<i>Assunzione della Vergine<\/i>, di Pietro da Talata, eccentrico pittore attivo tra Versilia e Garfagnana poco dopo la met\u00e0 del Quattrocento, una predella di Zacchia il Vecchio datata 1525 e un <i>Sant&#8217;Antonio abate<\/i> in marmo attribuito a Niccol\u00f2 Civitali. L&#8217;organo instaurato nella mat\u00e0 dell&#8217;Ottocento da famosi organari Fiorentini; che venne costruito alla fine del 1700.<\/p>\n<p>Inoltre nella parte sinistra della facciata, sotto il loggiato, nel muro \u00e8 stata murata un&#8217;antica urna romana risalente al I secolo d.C., ed \u00e8 l&#8217;unica parte rimanente del tempio Romano di Mercurio, edificato attorno al 200 a.C. con l&#8217;arrivo da parte dei Romani in Versilia; questo fa s\u00ec che sia il sito di culto pi\u00f9 antico di tutto il territorio della Versilia.<\/p>\n","modified":"2020-08-17T15:08:01","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1280px-Stazzema-768x551.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3604","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3604&action=edit","translations":{"en":{"id":5761,"name":"Stazzema","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/stazzema\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5761","description":"<p>The Stazzemese territory was inhabited since the Iron Age and then by the Etruscans as evidenced by the findings of pre-Roman burials: the first hint of these populations is around 800 BC. located in ancient Versilia, the so-called &#8220;Wasser&#8221; with more precision in Stazzema, at the time &#8220;Stathieme&#8221;. It was later inhabited by Ligurian Apuan tribes.<\/p>\n<p>Many of the names of the hamlets and localities of Stazzema recall the vocation for the extraction of this territory: The town of Gallena takes its name from the silver galena extracted in the area. Two locations are called &#8220;silversmith&#8221;: in Sant&#8217;Anna and near Ruosina di Seravezza. We also find the towns of Calcaferro and Buca della Vena where iron ore was mined<\/p>\n<p>Today Stazzema is a small village, which deserves a visit to stroll along the alleys and enjoy the view from its important parish church (Santa Maria Assunta):<\/p>\n<p>According to the latest research dating back to 2013; where the parish church is located today, around 200 BC a Roman cult temple was built; which was then expanded over the centuries, to obtain the church of today.<\/p>\n<p>The first hints on the parish church of today are in 850 AD, originally born with a single nave and a trussed roof; which was used for construction by the Romans. The current parish church dates back to its 13th century architectural forms. The facade, closed on the southern side by a portico, is divided horizontally by arches on shelves carved with zoomorphic motifs and opens upwards with a large rose window, which is a heritage of the Fine Arts. Above the entrance portal there is a fresco ( baptism of Jesus) by the master Marcello Tommasi. The interior, with three naves, renovated in the sixteenth century when it received the beautiful coffered ceiling, preserves the Assumption of the Virgin, by Pietro da Talata, an eccentric painter active between Versilia and Garfagnana shortly after the mid-fifteenth century, a predella by Zacchia il Old dated 1525 and a marble abbot Sant&#8217;Antonio attributed to Niccol\u00f2 Civitali. The organ set up in the 19th century by famous Florentine organ builders; which was built in the late 1700s.<\/p>\n<p>Furthermore, on the left side of the facade, under the porch, an ancient Roman urn dating from the first century AD was walled in the wall, and it is the only remaining part of the Roman temple of Mercury, built around 200 BC. with the arrival by the Romans in Versilia; this makes it the oldest place of worship in the whole Versilia area.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/stazzema\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.313263900000038,43.9940159]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3530,"name":"Hotel La Pergola","description":"<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo un hotel tre stelle con 18 camere doppie, 4 singole e una junior suite nell\u2019attico.<\/p>\n<p>Dalla nostra stupenda terrazza avrete una vista mozzafiato sul centro storico di Barga e un panorama a 360\u00b0 delle montagne circostanti.<br \/>\nIn estate, la terrazza \u00e8 comprensiva di piano bar e jacuzzi.<\/p>\n<p>Tutte le stanze hanno in dotazione tv, wi-fi, bagno privato, kit di cortesia e phon.<\/p>\n<p>L\u2019hotel \u00e8 disposto su tre piani ed \u00e8 dotato di ascensore e parcheggio privato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T17:05:02","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/lapergola.jpg","id":3529,"caption":"lapergola"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/hotel-pergola-barga-idromassaggio.jpg","id":3527,"caption":"hotel-pergola-barga-idromassaggio"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/hotel-la-pergola.jpg","id":3525,"caption":"hotel-la-pergola"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/hotel-pergola-barga-idromassaggio-300x200.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[10]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3530","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3530&action=edit","translations":{"en":{"id":3532,"name":"Hotel La Pergola","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/hotel-la-pergola\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3532","description":"<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>We are a three stars hotel with 18 double\/twin rooms, 4 single rooms and one single in the attic.<br \/>\nOur enchanting terrace has a view of the walled town of Barga and a 360\u00b0 panoramic view of the sourrounding mountain chains.<br \/>\nDuring the summer we fit out with jacuzzi and bar.<\/p>\n<p>All rooms have a tv, wi-fi, private bathroom, courtesy kit and hairdryer.<br \/>\nThe hotel has two floors with a lift and private parking for cars and buses.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/hotel-la-pergola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.480138300000021,44.0740378]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3508,"name":"Barga","description":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Barga \u00e8 dominata dal <strong>castello<\/strong> che, situato su uno sperone roccioso mostra la tipica struttura del <strong>borgo medioevale<\/strong> protetto da una cinta muraria e accessibile da tre porte: Porta Reale, Porta Macchiaia e Porta di Borgo. Passeggiando tra i vicoli e le piccole piazze conservatesi nel corso dei secoli, si potr\u00e0 scoprire nella ragnatela delle suggestive traiettorie tutta la piacevole irregolarit\u00e0 degli antichi edifici.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Seguendo via del Pretorio vedrete aprirsi, a destra quanto a sinistra, vicoli e carraie, lacerti di edifici medievali e scorci prospettici finch\u00e9, oltrepassata Piazza Ser Barghesano, vi si schiuder\u00e0 davanti la bella vista del <strong>Duomo di San Cristoforo<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da segnalare in particolare il <strong>Conservatorio di Santa Elisabetta<\/strong>, in origine un antico monastero delle Clarisse, fondato dal Beato Michele Turignoli nel XV\u00b0 secolo e trasformato nel <strong>1788<\/strong> da Pietro Leopoldo Granduca di Toscana in Conservatorio per l\u2019istruzione delle fanciulle. L\u2019imponente edificio a pianta rettangolare si sviluppa su tre ordini e cela internamente un <strong>ampio chiostro<\/strong>, dotato di ricchissime cisterne. Intorno vi corre il fronte delle mura originali del castello di Barga, costruite nel XVI\u00b0 secolo. Tra gli arredi della piccola chiesa delle monache si nota una bellissima <strong>pala d\u2019altare di scuola robbiana<\/strong>, interessanti anche il grande Crocifisso del Quattrocento e due quadri seicenteschi. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Giunti finalmente in cima al castello, \u00e8 il momento di contemplare la <strong>mole imponente del Duomo<\/strong>, incorniciato iconograficamente dalle fughe asimmetriche dei tetti del centro storico e, pi\u00f9 lontano, oltre il verde dei colli punteggiati di paesi e casolari, la <strong>superba corona della catena apuana<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per gli appassionati di letteratura segnaliamo che ad appena quattro chilometri da Barga si trova la frazione di <strong>Castelvecchio Pascoli<\/strong>, dove il poeta <strong>Giovanni Pascoli<\/strong> dimor\u00f2 diversi anni (\u00e8 possibile <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/it\/attrazioni\/la-casa-museo-di-giovanni-pascoli-a-barga\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">visitare la casa<\/a> in cui abit\u00f2 con le sorelle) e a cui dedic\u00f2 la nota silloge dei <em>Canti di Castelvecchio<\/em>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sebbene Barga e tutta la zona che la circonda siano una meta suggestiva, per diverse ragioni, in tutti i periodi dell\u2019anno, pu\u00f2 essere una buona idea programmare un viaggio da queste parti d\u2019<strong>estate<\/strong>, magari in occasione di una delle tipiche sagre che accendono il paese in questo periodo &#8211; come la <strong>Festa delle Piazzette<\/strong>\u00a0o <strong>Fish&amp;Chips<\/strong> &#8211; circostanze in cui da queste parti state pur certi che non avrete ragione di lamentarvi delle porzioni (n\u00e9 per quanto riguarda il cibo, n\u00e9 per l\u2019alcol&#8230;)<\/span><\/p>\n<p>(da visittuscany.com)<\/p>\n","modified":"2019-08-22T15:52:42","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga5-768x430.jpg","id":737,"caption":"Selfguided Barga"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04293-768x512.jpg","id":2730,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04295-e1566488973387-768x1152.jpg","id":2732,"caption":"Barga Duomo"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04300-768x512.jpg","id":2734,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04035-768x512.jpg","id":2728,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga13-768x431.jpg","id":751,"caption":"Barga13"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga12-768x428.jpg","id":749,"caption":"Panorama da Barga"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga6-768x435.jpg","id":739,"caption":"Barga6"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga12-768x428.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3508","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3508&action=edit","translations":{"en":{"id":3510,"name":"Barga","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/barga\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3510","description":"<p>On a rocky spur of the mountain range lies a castle that overlooks Barga\u2019s cityscape. It exemplifies the typical structure of a medieval village and is surrounded by a perimeter wall that is accessible via three gates: Porta Reale, Porta Macchiaia and Porta di Borgo. When walking through the intricate web of alleys and piazzas preserved throughout the course of centuries, you can discover the quirky irregularities of the ancient architecture almost everywhere you look. If you follow via del Pretorio alleys and roads on both the left and right open up before you, where you glimpse tatters of medieval buildings until, going beyond the Piazza Ser Barghesano, you walk out in front of the beautiful vista that is the Cathedral of San Cristoforo.<\/p>\n<p>It is worth noticing in particular the Conservatorio di Santa Elisabetta &#8211; originally a monastery of the Clarisse and founded by Beato Michele Turignoli in the 15th century. Then in 1788 it was transformed by Pietro Leopoldo, Grand Duke of Tuscany, into a Conservatory for educating young girls. Its impressive rectangular design was built with three levels, completely surrounding an immense cloister, fitted with extravagant cisterns. Around here, you\u2019ll come across the original walls of Barga\u2019s castle, constructed int eh 16th century. Amongst the furnishings inside the small church belonging to the monks, you can see a beautiful altarpiece of Robbianan design alongside a large 5th-Crucifix and two 6th-century paintings.<\/p>\n<p>The awe-inspiring size of the Cathedral can only be properly understood upon arriving at the top of the castle. Its asymmetrical midpoint is framed by the rooftops of the historic city centre and, more distantly &#8211; past the green of the hills punctuated by hamlets and farmsteads \u2013 the magnificent crown of the Apuan mountain range.<\/p>\n<p>For literature enthusiasts, only four kilometres from Barga you can discover the hamlet of Castelvecchio Pascoli, where the poet Giovanni Pascoli resided for several years. It is possible to visit the house where he lived with his sisters, and Pascoli even dedicated the memo in the anthology of Canti di Castelvecchio to this hamlet.<\/p>\n<p>Although Barga and all the surrounding areas are an exciting destination throughout the year (for different reasons) it can be a good idea to plan a trip during the summer, possibly even during one of the typical festivals that occur in the area during this time \u2013 like the \u2018Festa della Piazzette\u2019 or \u2018Fish&amp;Chips\u2019 \u2013 events where you will certainly have no reason to complain about the portions (of neither food nor alcohol).<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/barga\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.482283300000063,44.0756341]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3501,"name":"Grotta del Vento","description":"<p>Le concrezioni vive e brillanti, la bellezza e le sfumature dei colori, la straordinaria variet\u00e0 degli aspetti morfologici fanno della Grotta del Vento una meraviglia naturale del mondo sotterraneo. La Grotta si trova a Fornovolasco, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca e nel cuore delle Alpi Apuane, sul versante rivolto alla Garfagnana.<\/p>\n<p>Il suo nome \u00e8 dovuto alle forti correnti d\u2019aria che la percorrono, provocate dalla differenza fra la temperatura esterna e quella interna, che \u00e8 sempre intorno ai 10 gradi: questa corrente era conosciuta sin dall\u2019antichit\u00e0 ma solo all\u2019inizio del Novecento \u00e8 iniziata l\u2019esplorazione della grotta.<br \/>\nQui si possono attraversare sifoni, gallerie levigate dall\u2019acqua, sale adornate di \u201cspaghetti\u201d che pendono dal soffitto, per poi costeggiare ruscelli e laghetti, ammirare stalagmiti e stalattiti millenarie fino a raggiungere, nella parte pi\u00f9 interna, un pozzo di circa 90 metri.<\/p>\n<p>La visita alla Grotta prevede tre itinerari, diversi per lunghezza e durata.<br \/>\nNel primo itinerario di circa un\u2019ora, pi\u00f9 pianeggiante, si possono vedere una straordinaria abbondanza di concrezioni calcaree di diversi colori (stalattiti, stalagmiti, colonne, colate), poi percorrendo una ripida scalinata si arriva all\u2019orlo del Baratro dei Giganti, profondo 50 metri, dove comincia il secondo itinerario, che dura due ore.<br \/>\nSi scende cos\u00ec nella Sala delle Voci, la cui risonanza crea inquietanti illusioni acustiche, per proseguire verso il Salone dell\u2019Acheronte, dove tre piccoli corsi d\u2019acqua formano un fiume sotterraneo, mentre sulla via del ritorno si percorre una galleria tappezzata da piccole concrezioni grige di limo cementato, che ricorda una foreste di abeti.<\/p>\n<p>Il terzo itinerario di tre ore aggiunge la visita di una zona ricca di concrezioni calcaree purissime, molte delle quali \u201cda splash\u201d, cio\u00e8 generate dagli spruzzi e dalla nebulizzazione dell\u2019acqua che ricade sulle stalagmiti. Il sentiero si arrampica lungo le pareti a strapiombo di un imponente pozzo alto quasi 90 metri, tuttora percorso da una copiosa cascata durante le piene, fino a raggiungere uno strettissimo canyon sotterraneo.<\/p>\n<p>Per informazioni: www.grottadelvento.com<\/p>\n","modified":"2019-08-22T15:41:32","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/grotta-vento.jpg","id":3504,"caption":"grotta vento"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Grotta-del-Vento-garfagnana-768x583.jpg","id":3502,"caption":"Grotta-del-Vento-garfagnana"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Grotta-del-Vento-garfagnana-768x583.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[167]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3501","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3501&action=edit","translations":{"en":{"id":3516,"name":"Grotta del Vento (The Wind cave)","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/grotta-del-vento-the-wind-cave\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3516","description":"<p>La <strong>Grotta del Vento<\/strong>, or the <strong>Windy Cave<\/strong>, is in Fornovolasco, near Vergemoli, right in the middle of the <strong>Apuane Alps Nature Reserve<\/strong>. It is known as one of the most interesting and unique caves in Europe thanks to an extraordinary variety of phenomena found inside. Experts in the subject take visitors on guided tours of the cave.<\/p>\n<p><strong>Convenient footpaths run<\/strong> through the cave and allow visitors to safely admire the light reflecting off the cave\u2019s natural wonders. <strong>Stalagmites, stalactites, alabaster walls, small lakes<\/strong> encrusted with crystal, underwater streams and bizarre shapes carved out of the rock by years of erosion all combine to make this a truly stunning place to visit.<\/p>\n<p>Visitors can chose from <strong>three different tours<\/strong>: the first takes one hour and is all along a flat limestone surface; the second takes two hours and goes along the same route as the first, as well as following an underground stream; the third tour takes three hours and covers the whole cave, including some vertical slopes.<\/p>\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p><strong>The name of the cave comes from the strong wind that blows through it through the two different entrances<\/strong>. The tourist entrance is at 627m while another impassable entrance is 800m higher up at an altitude of over 1400m. The temperature inside the cave stays at a constant 10,7 degrees centigrade. As a consequence of this constant temperature, in the summer the cool air inside the cave causes warmer air outside to blow into the upper entrance and out of the cave through the lower entrance. During opening hours this strong draft is almost completely blocked by covering the entrance.<\/p>\n<p>The first documented evidence of the cave dates back to the <strong>seventeenth century <\/strong>when it was noted that a sharp draft of air came out of a tight fissure in the rock. Currently, only 4kms of the cave\u2019s depths are known and at least 30 tunnels remain to be explored.<\/p>\n<p><strong>Info: <a href=\"http:\/\/www.grottadelvento.com\/ENG\/home.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">grottadelvento.com\/ENG<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-md-3 col-xs-12 directionBox-tappa\"><\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/grotta-del-vento\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.35783200000003,44.033835]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3491,"name":"Equi Terme","description":"<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p>Da secoli le acque piovane vengono raccolte dall\u2019imponenza delle Apuane, filtrate nel sottosuolo, arricchite di sali minerali preziosi per la salute e quindi riaffidate alla superficie, dove, poco distante dal borgo medioevale vengono raccolte e sfruttate: il cuore di marmo delle Apuane \u00e8 l\u2019origine delle acque curative che alimentano <strong>le Terme di Equi<\/strong>.<\/p>\n<p>Le acque\u00a0<strong>salso-solfato-alcaline <\/strong>sono classificate fra le sorgenti minerali. La loro temperatura \u00e8 variabile fra i 17 e i 27\u00b0C con un valore medio di <strong>24\u00b0C circa<\/strong>, che le fa rientrare nel campo delle sorgenti ipotermali.<\/p>\n<p>Sono utilizzate per <strong>curare le affezioni dell&#8217;apparato respiratorio e otorinolaringoiatriche<\/strong> (faringiti, sinusiti, riniti, laringiti, tracheiti, bronchiectasie, sordit\u00e0 rinogena), le <strong>affezioni cutanee <\/strong>(eczemi, acne giovanile, dermatosi pruriginose, psoriasi), le <strong>affezioni osteoarticolari<\/strong> (artrosi, poliartriti croniche primarie, reumatismi articolari, fibrositi, distrazioni articolari, postumi di fratture, lombosciatalgie) e l&#8217;<strong>angiologia <\/strong>(vasculopatie, flebopatie di tipo cronico), attraverso il bagno termale in vasca da 36\u00b0 a 39\u00b0C ed in piscine termali a temperatura 27\u00b0C, ma anche l&#8217;idromassaggio generale e localizzato con acqua termale, le inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, docce nasali, irrigazioni nasali, massaggi generali e parziali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T11:36:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/eqiterme2-768x1148.jpg","id":3492,"caption":"equiterme2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equi-terme-768x479.jpg","id":3494,"caption":"equi-terme"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equi-terme-768x479.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3491","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3491&action=edit","translations":{"en":{"id":3497,"name":"Equi Terme","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/equi-terme\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3497","description":"<p>For centuries rainwater has been collected by the majesty of the mountains here, filtered into the subsoil, enriched with mineral salts that are beneficial to our health and then put back on the surface where they are collected and used not far a short distance from the medieval village. The marble core of the Apuan Alps is the origin of the healing waters that fuel the Terme di Equi baths.<\/p>\n<p>The chloride-sulphate-sodium waters are classed as mineral springs. Ranging between 17 and 27\u00b0C, with an average of 24\u00b0C, these waters are regarded as hypothermal.<\/p>\n<p>The waters are used to heal health problems affecting the respiratory and otolaryngology systems (pharyngitis, sinusitis, rhinitis, laryngitis, tracheitis, bronchitis, rhinogenic deafness), skin complaints (eczema, acne, itchy skin, psoriasis), bone and joint problems (arthrosis, chronic primary polyarthritis, rheumatism in the joints, fibrositis, joint distractions, post-fractures, sciatic and lumber pain) and angiology (vasculopathy, chronic phlebopathy) through bathing from 36\u00b0 to 39\u00b0C and in thermal pools at 27\u00b0C, as well as the general and localized hydromassage with thermal water, inhalations, aerosols, vaporizers, nasal irrigation, and general and partial massages.<br \/>\nEqui caves in Lunigiana<br \/>\nEqui caves in Lunigiana &#8211; Credit: GAL Lunigiana<\/p>\n<p>For those seeking relaxation and wellness at Terme di Equi, try the steam room, solar shower, massages that tone and soothe, algae, mud and cold-compress treatments, beauty services and even a range of cosmetic products for the face and body.<\/p>\n<p>Close to the bath, the Grotte di Equi are worth a visit, a karst complex of caves in the Apuan Alps Regional Park and acknowledged by UNESCO as a Geopark, formed over thousands of years by water erosion, carving underground tunnels, lakes and wells that are fascinating to see.<\/p>\n<p>Info: termediequi.it<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/equi-terme\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.152819399999998,44.1693124]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3481,"name":"Grotte di Equi","description":"<p>Il complesso carsico delle Grotte di Equi \u00e8 censito come \u2018geosito\u2019 dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, riconosciuto come Geoparco nell\u2019ambito della \u2018European Geoparks Network\u2019 UNESCO (EGN-GGN).<br \/>\nSi \u00e8 formato nel corso di centinaia di migliaia di anni grazie all\u2019azione dell\u2019acqua che, penetrando per millenni nelle fratture del calcare, ha formato pozzi, gallerie, sale e laghi sotterranei di grande interesse e suggestione.<\/p>\n<p>Le grotte di Equi si sviluppano per circa 1000 metri e si dividono in tre parti:<\/p>\n<p>La Buca, conosciuta dagli inizi del 1700 e attrezzata per le visite turistiche nei primi anni del 1960, \u00e8 attualmente considerata la parte fossile (\u201cmorta\u201d) in cui l\u2019acqua non scorre pi\u00f9;<br \/>\nLe grotte vere e proprie, scoperte verso la met\u00e0 del 1900, e attrezzate intorno alla met\u00e0 del 1980, Sono la parte viva in cui si susseguono varie sale adorne di ogni forma di concrezione naturale;<br \/>\nLa terza e ultima parte \u00e8 esclusivamente speleologica, da oggi accessibile al pubblico con percorso attrezzato in sicurezza con imbrago, casco e torcia.<\/p>\n<p>Il percorso illuminato e accessiibile ai interessa la \u2018Buca\u2019 e le \u2018Grotte\u2019 e si sviluppa per circa 500 metri (50 minuti di visita guidata).<\/p>\n<p>Maggiori informazioni https:\/\/www.grottediequi.it\/le-grotte\/ [sito ufficiale www.grottediequi.it]<\/p>\n","modified":"2019-08-22T11:26:20","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equigrotte.jpg","id":3482,"caption":"equigrotte"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equigrotte2.jpg","id":3484,"caption":"equigrotte2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equigrotte-300x201.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[167,190]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3481","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3481&action=edit","translations":{"en":{"id":3487,"name":"Equi caves","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/equi-caves\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3487","description":"<div>\n<p><em>The Grotte di Equi karst complex is a registered geosite of the Apuan Alps Regional Park, which is a recognized Geopark in the European and Global Geoparks Networks (EGN-GGN) under the auspices of UNESCO. <\/em><\/p>\n<p><em>The Equi cave complex developed over the course of hundreds of thousands of years thanks to the action of water, which over for millennia penetrated into fractures in the calcareous rock, eroding it and leaving behind features of great beauty and naturalistic interest: shafts, galleries, chambers, and underground lakes.<\/em><\/p>\n<p><em>The Equi cave system extends for more than 1000 meters and may be subdivided into three parts. <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>The \u201cBuca\u201d has been known since the early 1700s and was outfitted for excursions in the early 1960s. It is considered a fossil (\u201cdead\u201d or inactive) area, since water no longer flows in it. <\/em><\/li>\n<li><em>The \u201cGrotte,\u201d or caves as such, were discovered in the mid-1900s and fitted out for excursions in the mid-1980s. This area comprises the active portion of the complex and features a series of linked halls and chambers adorned with an infinite variety of natural mineral formations. \u00a0<\/em><\/li>\n<li><em>The third and last part of the complex is not open to the general public and is accessible only to speleologists. <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>The cave tour itinerary passes through the Buca and the Grotte on a path about 500 meters in length. <\/em><\/p>\n<p><em>An underground river runs through the Equi caves and surfaces near the entrance. In case of heavy rains, the cavity is liable to flood and spectacular and violent water outflows into the Fagli stream may occur.<\/em><\/p>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/grotte-di-equi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.152048499999978,44.1674658]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3471,"name":"Ponte Bosio","description":"<section class=\"container\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row text-block main-block \">\n<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p>Sulla sponda sinistra del torrente <strong>Taverone<\/strong>, a valle del borgo di Licciana Nardi, si trova il piccolo <strong>borgo di Pontebosio<\/strong>. Il toponimo deriva dalla presenza di un antico ponte a basse arcate piedi (passaggio obbligato verso le<strong> pievi di Soliera e Venelia<\/strong>), che a sua volta deve il nome a quello di un personaggio, Boso o Bosio, forse parte della nobile famiglia \u2013 i <strong>Bosi della Verrucola<\/strong> \u2013 che vollero probabilmente la costruzione di un castello in questa localit\u00e0. Nella piazza del borgo sorge il <strong>Castello<\/strong> (risalente al XVII secolo), che in passato \u00e8 stato una <strong>raffinata residenza signorile<\/strong>, quindi un seminario, e infine anche sede di una scuola media (mentre oggi ospita delle residenze di lusso), e il cui aspetto lascia tuttora intuire un passato di possente struttura militare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<div class=\"container-fluid\">\n<div class=\"row \">\n<div class=\"container \">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<section class=\"section-block row\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p>La chiesa parrocchiale, in stile barocco, fu costruita per volont\u00e0 di<strong> Ferdinando Malaspina<\/strong> in sostituzione del vecchio oratorio. Davanti, a ridosso della strada, c\u2019\u00e8 il <strong>Castello di Poderetto<\/strong>, voluto dai Malaspina di Podenzana. Dal borgo, passando sotto la \u201cvota\u201d (volta) si arriva all\u2019<strong>antico mulino<\/strong>, le cui macine, ora inattive sono disposte all\u2019intorno. Sul fiume si pu\u00f2 osservare quel che resta di una antica cartiera. (da visittuscany.com)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T11:13:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontebosio_licciana_nardi-panorama-768x331.jpg","id":3474,"caption":"pontebosio_licciana_nardi-"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontebosio-768x390.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3471","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3471&action=edit","translations":{"en":{"id":3478,"name":"Ponte Bosio castle","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/ponte-bosio-castle\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3478","description":"<p>On the left bank of the <strong>Taverone<\/strong> torrent, downstream of <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/destinations\/licciana-nardi\/\">Licciana Nardi<\/a>, you\u2019ll find the small hamlet of <strong>Pontebosio. <\/strong>Its name derives from an old arched bridge (a necessary throughway going towards the <strong>parish churches of Soliera and Venelia<\/strong>), which owes its name to a famed historic figure, Boso or Bosio, a member of the noble\u00a0<strong>Bosi della Verrucola\u00a0<\/strong>family &#8211; the family most likely behind the construction of the town&#8217;s main castle. In the hamlet&#8217;s piazza you\u2019ll find the beautiful 17th-century <strong>castle <\/strong>that once functioned as a noble residence. It was later transformed into a seminary and eventually a middle school, while today it contains luxury homes. Its current appearance still flaunts its history as an imposing military structure.<\/p>\n<p>The Baroque-style parish church was built by order of <strong>Ferdinando Malaspina<\/strong>, a structure that replaced the old oratory. Across the street you\u2019ll find the <strong>Poderetto Castle<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>built by the Malaspina di Podenzana family. From town, passing under the \u201cvota\u201d (vault) check out the\u00a0<strong>age-old mill<\/strong>, a structure still boasting inactive millstones. And be sure to head to riverbank where you\u2019ll find the remains of an old paper mill. [from visittuscany.com]<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ponte-bosio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.02023429999997,44.2489015]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3467,"name":"Fortezza della Verrucola","description":"<p>La fortezza, le cui prime notizie documentate risalgono agli inizi del XII secolo, conserva tutti gli elementi di un castrum medievale con un vero sistema di fortificazioni che risponde all&#8217;organizzazione militare e giuridica di un dominio feudale. Le mura castellane includono la corte, la cappella, e diverse torri.<br \/>\nNella documentazione medievale il toponimo Verrucola viene associato al nome di una famiglia nobile, i Bosi, che detiene il dominio dell&#8217;insediamento. Strutture difensive vengono documentate a Verrucola dei Bosi gi\u00e0 alle soglie del XII secolo. Nel 1104 un atto notarile \u00e8 rogato in caminata domini Bosonis: si pensa faccia riferimento ad una casa-torre, forse collegata ad un castrum citato in un documento del 1148, anno in cui in una bolla di papa Innocenzo III c&#8217;\u00e8 riferimento alla ecclesiam S. Margarite de castro Verucula.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza strategica dovuta alla presenza di percorsi viari transappenninici fa s\u00ec che nel corso dei secoli XIII e XIV Verrucola sia contesa tra diverse forze. L&#8217;antica signoria dei Bosi, i Dallo, i Nobili di Castello Aghinolfi, i Lucchesi ed i Malaspina lottano tra loro per assumerne il dominio. Questi ultimi rivendicano antichi privilegi imperiali basati su diritti legati alla propria genealogia. Sulla base di questi privilegi comprendono Verrucola nella loro prima divisione del 1221 tra Corrado e Opizzone Malaspina ma non ne avranno il pieno dominio che oltre un secolo dopo.<\/p>\n<p>Nel 1277 Cubitosa, vedova del marchese Isnardo Malaspina, perde il dominio su Verrucola, che torner\u00e0 ai suoi legittimi possessori con il figlio Gabrile, padre di Spinetta Malaspina, che poi deve ridividere nel 1291 il feudo con i Dallo ed i Nobili di Castello Aghinolfi. La situazione degenera ben presto e nel 1299 i Dallo si fanno vassalli di Lucca, a cui consegnano il castello, pur non riuscendo ad espugnarne il cassero. Solo nel 1312 Spinetta rientra in possesso della Verrucola, sconfiggendo i lucchesi, e nel 1315 compra la parte del feudo che era dei Nobili di Castello Aghinolfi.<\/p>\n<p>Nei primi del XIV secolo Spinetta perde quasi tutti i suoi beni e va esiliato a Verona in seguito alla sconfitta riceuta da Castruccio Castracani, il cui esercito invade la Lunigiana distruggendo il castello di Agnino e altre fortificazioni minori. Solo l&#8217;improvvisa morte del nemico permette a Spinetta di rientrare in possesso della Verrucola e degli altri possedimenti. Assegna la fortezza per testamento ai figli di Isnardo II, e suoi nipoti. Nel 1399 i Visconti di Milano calano in Lunigiana, espugnano la Verrucola mandando in esilio il marchese Niccol\u00f2, l&#8217;ultimo dei quattro figli di Isnardo II, e la sua famiglia. Questi, che governa il feudo fin dal 1348, nel 1402 rientra in possesso delle sue terre ma nel giugno del 1418 assieme alla famiglia \u00e8 assassinato nel castello da sicari dei marchesi Leonardo e Galeotto di Castel dell&#8217;Aquila, loro congiunti. Gli unici scampati alla strage sono la figlia Giovanna e il figlio Spinetta, che chiedono protezione alla Repubblica fiorentina.<br \/>\nAltare della chiesa di Santa Margherita dei Bosi all&#8217;interno della fortezza della Verrucola<\/p>\n<p>I marchesi dell&#8217;Aquila s&#8217;impadroniscono del feudo espandendosi nella Lunigiana orientale, ma incontrano l&#8217;opposizione di Firenze che lo recupera a favore del superstite Spinetta. Tuttavia i coinvolgimenti bellici di Verrucola non sono ancora finiti ed il castello viene conquistato nel 1437 da Niccol\u00f2 Piccinino, per conto del ducato di Milano, e ancora nel 1450 del marchese Giacomo I Malaspina. Spinetta prima di morire nel 1478 lascia il suo feudo per testamento alla Repubblica Fiorentina che vi consolida il suo dominio.<\/p>\n<p>La struttura subisce gravi danneggiamenti nel 1481 a seguito di un terremoto. Parzialmente recuperata \u00e8 trasformata per conto del monaco agostiniano Alessio Casani nel XVI secolo in un monastero di monache agostiniane e la cappella castrense prende titolo di chiesa di Santa Margherita. Nel 1977 il castello viene recuperato dallo scultore Pietro Cascella e dalla moglie Cordelia von den Steinen che ne fanno la loro dimora.<\/p>\n<p>\u00c8 del gennaio 2014 lo studio del ricercatore fivizzanese Rino Barbieri che ha identificato, lungo le mura castellane che guardano a levante, le rovine di una Chiesa avente una architettura preromanica: la pi\u00f9 volte citata nei documenti medievali come Chiesa di Santa Margherita che ai pi\u00f9 appariva solo come un muro di contenimento o romano. \u00c8 in questa chiesa che il grande condottiero e feudatario Spinetta Malaspina voleva essere sepolto allorch\u00e9 nel 1352 dett\u00f2 il suo testamento. Del vecchio edificio religioso si sono perse le tracce da secoli, forse da quel terremoto rovinoso del 1481 che fracass\u00f2 anche il Castello. Da allora la popolazione utilizz\u00f2 la cappella del maniero malaspiniano e della vecchia chiesa si perse la memoria. La rivelazione del sito originario della chiesa protoromanica potrebbe portare a nuove scoperte archeologiche.<br \/>\nDescrizione<br \/>\nVeduta<\/p>\n<p>La planimetria della fortezza corrisponde ai caratteristici nuclei urbani medievali. La moltitudine di torri, edifici e palazzi costruiti dai diversi possessori fa s\u00ec che non si possa identificare un unico nucleo architettonico. Ci\u00f2 nonostante sono evidenti i connotati medievali che sono rimasti anche in et\u00e0 rinascimentale. L&#8217;imponenza e il prestigio del palazzo hanno fatto s\u00ec che i feudatari successivi a Spinetta, che apport\u00f2 al complesso possenti torri di fiancheggiamento e complet\u00f2 la cinta muraria, non ne abbiano modificato la struttura.<\/p>\n<p>Nella parte alta del colle sorge un edificio di ridotte dimensioni di pianta rettangolare, forse la casa-torre dei Bosi o il cassero che i Lucchesi nel 1300 non riuscirono ad espugnare. All&#8217;interno del borgo si erge un grande palazzo di forma quadrangolare che si articola su tre livelli sovrapposti, la probabile residenza di Spinetta: distrutta da Castruccio nel 1319, ricostruita dopo il 1328, viene citata nel testamento del marchese. Maestosa \u00e8 la sua sala del pian terreno, chiamata sala d&#8217;armi, coperta da una struttura voltata gravante in parte sulla muratura perimetrale e in parte su di un unico pilastro centrale di pianta ottagonale.<\/p>\n<p>Una grossa torre rettangolare di architettura trecentesca si alza sul lato orientale a difesa del borgo. Sul perimetro dell&#8217;intero complesso si ergono circuiti murari: quello pi\u00f9 esterno, del XV secolo, racchiude il borgo che \u00e8 accessibile dall&#8217;estreno tramite due porte. Quello pi\u00f9 interno circonda la casa-torre ed il palazzo di Spinetta, posti sulla sommit\u00e0 del colle. La porta principale della fortezza a nord \u00e8 affiancata ad una torre quadrangolare. [da www.visittuscany.it]<\/p>\n","modified":"2020-01-31T14:59:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","id":3457,"caption":"Fivizzano- Verrucola"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3467","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3467&action=edit","translations":{"en":{"id":3465,"name":"Verrucola fortress","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verrucola-fortress\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3465","description":"<p>A square-shaped building divided into three layers is located inside the fortified village, they suppose it was the residence of Spinetta, destroyed by Castruccio in 1319, but it was completely rebuilt in the following years. The Palace has a huge room on the ground floor, called \u201carmory room\u201d, covered by a vaulted structure.<\/p>\n<p>On the eastern side of the Verrucola Fortress there is a large rectangular tower of fourteenth-century architecture, built to defend the village.<\/p>\n<p>The complex is protected by multiple city walls, erected over the centuries. The outer walls (fifteenth century), enclose the entire village and the access is limited to only two doors.<\/p>\n<p>The internal walls protect the tower house and the palace of Spinetta (photo above: the tower on the left surrounded by cypresses), placed on top of the hill.<\/p>\n<p>The fortress main gate is located to the north, under the big square-shaped tower.<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-della-verrucola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.136541599999987,44.24252839999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3461,"name":"Fivizzano","description":"<p>Nota per la storia, per il folklore e per la spiccata cultura umanistica, Fivizzano \u00e8 uno dei centri pi\u00f9 interessanti della Lunigiana. Per le sue singolari caratteristiche nel corso dei secoli si \u00e8 conquistata diversi soprannomi: \u201cTerra insigne\u201d, \u201cpaese dalle belle finestre\u201d, \u201cbel cantuccio di Firenze\u201d e \u201cAtene della Lunigiana\u201d, la citt\u00e0 \u00e8 nata come e cresciuta grazie alla funzione di stazione di sosta, fondamentale prima di affrontare il valico montano che divide \u2013 non lontano da qui \u2013 la strada fra Lucca e Parma (l\u2019antica Via Nuova Clodia).<br \/>\nLeggi la storia Fivizzano su logo toscana ovunque bella Fivizzano &#8211; Amori e prigionieri nella Firenze di Lunigiana &#8211; Toscana Ovunque Bella Fivizzano Amori e prigionieri nella Firenze di Lunigiana La storia del Conte Giuseppe Maria Felicini, il Don Rodrigo di FivizzanoLeggi la storia<\/p>\n<p>Nel Medioevo Fivizzano era identificata col Castello della Verrucola, ampliato nella prima met\u00e0 del XIV secolo da Spinetta Malaspina e ancor oggi visibile sulla collina davanti al paese. Governato dai Malaspina per secoli, il borgo pass\u00f2 nel 1477 sotto il dominio di Firenze, citt\u00e0 per cui questo territorio \u2013 circondato dalle repubbliche di Lucca e Genova, dai Ducati di Massa e Carrara, Parma e Modena e dal Marchesato di Fosdinovo \u2013 divent\u00f2 un centro strategico, nonch\u00e9 un importante punto d\u2019incontro per gli scambi commerciali.<\/p>\n<p>Nel bel centro storico del paese sono visibili le antiche mura volute da Cosimo de\u2019 Medici nel 1540, cos\u00ec come il Palazzo e la tomba dell\u2019arcade Labindo e la bella fontana del 1683, costruita per volont\u00e0 di Cosimo III in stile barocco. La grande Piazza medicea \u00e8 ancor oggi il centro della vita fivizzanese, con la chiesa prepositurale restaurata dopo i gravi danni subiti in seguito al tremendo terremoto che nel 1920 colpi il paese.<\/p>\n<p>Forse potrebbe stupire qualcuno ma Fivizzano ha rivestito un ruolo niente affatto marginale nella cultura umanistica nazionale, proprio qui infatti Jacopo da Fivizzano apr\u00ec una delle prime stamperie di tutta Italia, nella quale fu ideata e utilizzata la prima macchina da scrivere mai costruite. In suo onore \u00e8 stato allestito all\u2019interno del Palazzo Fantoni, un antico edificio signorile recuperato da un illustre medico e scrittore fivizzanese, Loris Jacopo Bononi, il Museo della Stampa. Un importante ruolo nella storia culturale della citt\u00e0 \u00e8 stato poi rivestito dall\u2019Accademia degli Imperfetti, istituzione sorta nel 1500 che continu\u00f2 con fervore la sua attivit\u00e0 sino ad arrivare a rendere possibile la costruzione del Teatro degli Imperfetti \u2013 inaugurato nel 1807 e provvisto di ben seicento posti a sedere. Gli amanti delle lettere non mancheranno poi di visitare il complesso degli Agostiniani e la relativa biblioteca, dotata di una bella collezione di opere provenienti dall\u2019annessa chiesa; l\u2019ostello e, sull\u2019esterno, il monumento in bronzo che ricorda l\u2019origine fivizzanese di Niccolo V, il Papa che ide\u00f2 la biblioteca vaticana.<\/p>\n<p>Appena fuori dal cuore del paese si pu\u00f2 ammirare il Castello della Verrucola, voluto da Spinetta Malaspina, e oggi residenza dello scultore Pietro Cascella. Una volta da queste parti sono certamente da visitare anche la Pieve di San Paolo di Vendaso, il borgo di Soliera col suo santuario della Madonna dei Colli, le belle frazioni di Gragnola, di Vinca (alta sulle Apuane e con un pane inimitabile), e Ceserano (nota per la fattoria e i vigneti del Conte Picedini-Benettini). Il grande territorio di Fivizzano \u00e8 del resto conosciuto come \u201cterra dei cento borghi\u201d e come ultimo tra quelli che segnaliamo vale certamente la pena indicare Equi Terme, rinomata sede termale in cui \u00e8 possibile visitare delle belle grotte.<\/p>\n<p>Fivizzano \u00e8 una meta ideale per gli amanti della natura, gran parte del suo territorio \u00e8 infatti compreso all\u2019interno del Parco Nazionale dell\u2019Appennino Tosco-Emiliano e di quello Regionale delle Alpi Apuane. A chi piacciono i parchi potrebbe interessare l\u2019Orto Botanico di Frignoli, cos\u00ec come una visita all\u2019alpestre paesino di Sassalbo (sede del Parco Nazionale).<\/p>\n<p>Gli amanti del folklore possono visitare Fivizzano in estate, quando la cittadina si trasforma in una esemplare giostra d\u2019arme. I fatti rievocati nell\u2019occasione risalgono al 1571, quando nella Piazza Medicea si tenne una singolare sfida fra gli arcieri del quartiere Terra e quelli di Guardia, Verrucola, Fittadisio e Montechiaro: il duello consisteva nel tirare con l\u2019arco una freccia che doveva colpire un bersaglio a 30 metri di distanza. Dal 1971 ogni luglio si rinnova questa antica tradizione che prende il nome di Disfida fra Arcieri di Terra e Corte, grazie a cui si assiste, nella bella cornice della citt\u00e0 imbandierata, alla suggestiva sfilata di oltre trecento figuranti in costume cinquecentesco accompagnati da sbandieratori, musicisti e cavalieri. [da www.visittuscany.it]<\/p>\n","modified":"2019-08-22T10:19:36","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/fivi-768x507.jpg","id":3453,"caption":"Fivizzano"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Fivizzano-panorama_da_SS_63-768x576.jpg","id":3455,"caption":"Fivizzano-panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","id":3457,"caption":"Fivizzano- Verrucola"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/piazzafivi.jpg","id":3459,"caption":"Fivizzano Piazza"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Fivizzano-panorama_da_SS_63-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3461","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3461&action=edit","translations":{"en":{"id":3451,"name":"Fivizzano","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/fivizzano\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3451","description":"<p>Known for its history, folklore and strong humanistic culture, Fivizzano is one of the most interesting towns in the Lunigiana. Thanks to its unique characteristics, it\u2019s had many nicknames over the course of centuries: \u201cCelebrated land,\u201d \u201c the town with beautiful windows,\u201d \u201cbeautiful corner of Florence\u201d and \u201cAthens of the Lunigiana\u201d. The town was founded and developed thanks to its role as a rest stop, fundamental before taking on the mountain crossing that divides \u2013 not far from here \u2013 the road between Lucca and Parma (the historic Via Nuova Clodia).<br \/>\nRead the story of Fivizzano on logo toscana ovunque bella Fivizzano &#8211; Lovers and prisoners in the Florence of Lunigiana &#8211; Tuscany, Beautiful Everywhere Fivizzano Lovers and prisoners in the Florence of Lunigiana The story of Count Giuseppe Maria Felicini and Don Rodrigo di FivizzanoRead the story<\/p>\n<p>In the Middle Ages, Fivizzano was home to the Verrucola Castle, expanded in the first half of the 14th century by Spinetta Malaspina and which can still be seen today on the hill in front of the town. Governed by the Malaspina for centuries, the village passed into the hands of Florence in 1477, for whom this area \u2013 surrounded by the Republics of Lucca and Genoa, the Duchies of Massa Carrara. Parma and Modena and the Marquisate of Fosdinovo \u2013 became a strategic centre and an important meeting place for commercial exchanges.<\/p>\n<p>In the town\u2019s splendid historic centre, visitors can see the defense walls built by Cosimo de\u2019 Medici in 1540, as well as the Palace and tomb of the Arcadian Labindo and the beautiful Baroque fountain from 1683, built on the commission of Cosimo III. The large Piazza Medicea is still the centre of life in Fivizzano today, with the provostorial church that was restored after it was severely damaged by a major earthquake that hit the city in 1920.<\/p>\n<p>It may be surprising to learn but Fivizzano hasn\u2019t played a minor role in Italy\u2019s humanistic culture. This is where Jacopo da Fivizzano opened one of the first print houses in the entire country, where the first typewriter ever built was created and used. He\u2019s honoured in the town with the Museum of Printing, housed inside the Palazzo Fantoni, a historic noble residence recovered by the famous Fivizzano-born doctor and writer, Loris Jacopo Bononi. The Accademia degli Imperfetti played an important role in the cultural history of the town. The institution was founded in the 1500s and operated with enthusiasm until the mid-1800s; they were responsible for building the Teatro degli Imperfetti \u2013 inaugurated in 1807 and fitted with 600 seats. Lovers of literature shouldn\u2019t miss a visit to the Augustinian complex, with its library, home to a beautiful collection of works coming from the adjacent church; the hospice and, outside, the bronze monument that celebrates the Fivizzano origins of Nicholas V, the pope responsible for creating the Vatican Library.<\/p>\n<p>Just outside the town centre, visitors can admire the Verrucola Castle, built by Spinetta Malaspina and today the residence of the sculptor Pietro Cascella. Once in this area, a visit to the Parish Church of San Paolo di Vendaso is a must, as is one to the village of Soliera, home to the sanctuary of the Madonna dei Colli, and the charming hamlets of Gragnola, Vinca (high up in the Apuans and with unparalleled bread) and Ceserano (known for the farm and vineyards belonging to Conte Picedi-Benettini). The large territory of Fivizzano is also called the \u201cland of one hundred villages\u201d and among these, it\u2019s worth mentioning Equi Terme, a renowned thermal resort with stunning grottos.<\/p>\n<p>Fivizzano is the ideal destination for nature lovers as most of the area is located inside the Appennino Tosco-Emiliano National Park and the Apuan Alps Park. For those who like parks, the Botanical Gardens in Frignoli could be of interest, as would a visit to the mountain village of Sassalbo (the headquarters of the National Park).<\/p>\n<p>For those interested in folklore, visit Fivizzano in the summer, when the town celebrates an exemplary medieval tournament. The origins of the event date to 1571, when Piazza Medicea was the site of a unique challenge between archers from the Terra neighbourhood and those from the neighbourhoods of Guardia, Verrucola, Fittadisio and Montechiaro: the duel consisted of launching an arrow that had to hit a target 30 metres away. Since 1971, this historic tradition has been re-enacted every July, under the name Disfida fra Arcieri di Terra e Corte. This is also when, against the backdrop of the flag-draped town, there\u2019s a fun parade with over 300 people in 16th-century costume, accompanied by flag-throwers, musicians and knights. 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Tali opere \u2013 misteriose, affascinanti e inserite in un contesto capace di farle risaltare grazie al contrasto tra le statue e le antiche mura del Castello \u2013 sono state prodotte in un arco temporale che va dall\u2019Et\u00e0 del rame fino alla romanizzazione. Il significato di questi affascinanti reperti \u00e8 una questione aperta anche se, secondo la tesi pi\u00f9 diffusa, rappresenterebbero divinit\u00e0 maschili e femminili protettrici dei vari aspetti della vita umana.<\/p>\n<p>Tra le principali attrazioni del centro di Pontremoli c\u2019\u00e8 il Duomo, che progettato nel XVII secolo dal cremonese Alessandro Capra, presenta una pianta a croce latina sormontata da una vasta cupola. L\u2019interno \u00e8 rischiarato da uno scenografico impianto d\u2019illuminazione alla \u201cligure\u201d e abbellito da numerosi altari in marmi policromi. Passeggiando per il paese l\u2019attenzione verr\u00e0 poi certamente catalizzata da quello conosciuto come il Campanone, la torre centrale della cortina di Cazzaguerra, innalzata nel XIV secolo e oggi vero e proprio simbolo della citt\u00e0. La cortina che un tempo divideva l\u2019antica grande piazza centrale (e di cui sono intuibili i resti), venne fatta costruire da Castruccio Castracani degli Antelminelli, per tenere separate le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, in questo modo confinati in parti diverse della citt\u00e0. Nel 1578 la torre fu trasformata in campanile.<\/p>\n<p>Da segnalare anche il settecentesco Teatro dell\u2019Accademia della Rosa, fatto edificare da venticinque nobili famiglie pontremolesi, che costituisce un tipico esempio di teatro rococ\u00f2 e risulta il pi\u00f9 antico della provincia apuana. Meritano una visita anche la Chiesa e Convento di San Francesco (oggi parrocchia dei Santi Giovanni e Colombano). L\u2019interno della basilica \u00e8 caratterizzato dagli stucchi realizzati nel \u2018700 dalla bottega ticinese dei Portugalli e conserva interessanti opere d\u2019arte, tra cui il bassorilievo di Agostino di Duccio raffigurante la Madonna col Bambino, il Coro ligneo realizzato da Luchino da Parma, l\u2019Estasi di San Francesco di Gianbettino Cignaroli e una Crocifissione di Guido Reni. Notevole, appena fuori dal paese, anche la grande Chiesa della Santissima Annunziata, all\u2019interno della quale \u00e8 presente un bellissimo tempietto in marmi policromi opera da Sansovino.<\/p>\n<p>Pontremoli \u00e8 un punto di partenza ideale per gli amanti della natura che intendano esplorare le verdi valli della Lunigiana. Percorrendo i tanti sentieri che in questa zona si intrecciano all\u2019ombra di boschi di castagni, cerri e faggi, ci si trova immersi in un vero \u201cparadiso\u201d di frutti del sottobosco e si raggiunge, cos\u00ec, nel silenzio della natura, condizione ideale per godere della bellezza naturalistica di questa regione. Tra i tanti percorsi \u00e8 particolarmente suggestivo quello lungo il corso del Magra e i suoi affluenti, ricco di notevoli scorci paesaggistici e immerso in una natura incontaminata.<\/p>\n<p>Qualunque gita in Lunigiana non pu\u00f2 dirsi pienamente compiuta senza un viaggio tra i ricchi e diversi sapori della tipica cucina di questa storica terra di confine. Pontremoli in particolare \u00e8 famosa per i testaroli, ma sono molto apprezzati anche i suoi dolci tipici, come gli squisiti amor e la spongata (tradizionale dolce natalizio preparato con noci, nocciole, miele, mandorle, pinoli, cioccolato e canditi). Da non dimenticare nemmeno le torte d\u2019erbi, cos\u00ec come il miele \u2013 riconosciuto a livello nazionale con il marchio DOP.<\/p>\n","modified":"2019-08-22T09:49:26","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontremoli-768x532.jpg","id":3436,"caption":"pontremoli"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/tob_1_dsc_0168-alessiograzi-768x512.jpg","id":3438,"caption":"pontremoli2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/tob_1_dsc_0168-alessiograzi-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3440","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3440&action=edit","translations":{"en":{"id":3434,"name":"Pontremoli","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/pontremoli\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3434","description":"<p>Pontremoli is believed to have been first settled around 1000 BC.<sup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pontremoli#cite_note-3\">[3]<\/a><\/sup> It was known in Roman times as <b><a title=\"Apuani\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Apuani\">Apua<\/a><\/b>.<sup id=\"cite_ref-4\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pontremoli#cite_note-4\">[4]<\/a><\/sup> The commune later became an independent municipality in 1226 thanks to <a title=\"Frederick II, Holy Roman Emperor\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Frederick_II,_Holy_Roman_Emperor\">Frederick II<\/a> who chartered the free municipality, partly because of its mountainous terrain. This terrain in the valley of the Magra also made Pontremoli a target for numerous conquests from rival Italian and foreign lords. Pontremoli was controlled by various aristocratic families, including the <a title=\"Malaspina family\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Malaspina_family\">Malaspina<\/a> (in 1319) and the <a class=\"mw-redirect\" title=\"Antelminelli\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Antelminelli\">Antelminelli<\/a> (in 1322). The conflict between the rival <a class=\"mw-redirect\" title=\"Guelfi\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Guelfi\">Guelfi<\/a> and <a class=\"mw-redirect\" title=\"Ghibellini\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ghibellini\">Ghibellini<\/a> factions in the early fourteenth century resulted in the construction of the Great Bell Tower (<i>Il Campanone<\/i>) to separate the rival camps. During these Medieval times Pontremoli was often visited by pilgrims travelling from <a title=\"Canterbury\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Canterbury\">Canterbury<\/a> (England) to Rome.<\/p>\n<p>In 1331 Pontremoli was sold by <a class=\"mw-redirect\" title=\"John I of Bohemia\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/John_I_of_Bohemia\">John I of Bohemia<\/a> to <a title=\"Mastino II della Scala\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mastino_II_della_Scala\">Mastino II della Scala<\/a> (Lord of <a title=\"Verona\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Verona\">Verona<\/a>). Pontremoli was later taken over by the <a class=\"mw-redirect\" title=\"House of Visconti\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/House_of_Visconti\">Visconti of Milan<\/a> in 1339. In 1404 the ownership of Pontremoli once again changed hands as it was seized by the Fieschi family of <a title=\"Genoa\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Genoa\">Genoa<\/a>. However, by 1433 Pontremoli was again under the control of the Milanese. In 1495 Pontremoli was sacked by the troops of <a title=\"Charles VIII of France\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Charles_VIII_of_France\">Charles VIII of France<\/a>. During this time Pontremoli was a territory owned by the <a class=\"mw-redirect\" title=\"Sforza\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sforza\">House of Sforza<\/a>, who were the new <a class=\"mw-redirect\" title=\"Duke of Milan\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Duke_of_Milan\">Dukes of Milan<\/a>.<\/p>\n<p>Pontremoli was a French territory from 1508 until 1522 as several northern Italian areas were conquered. In 1526, Pontremoli was captured by <a title=\"Charles V, Holy Roman Emperor\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Charles_V,_Holy_Roman_Emperor\">Charles V<\/a> of the <a title=\"Holy Roman Empire\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Holy_Roman_Empire\">Holy Roman Empire<\/a>. Pontremoli was controlled by Spain until 1647, when it was bought by the <a title=\"Republic of Genoa\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Republic_of_Genoa\">Republic of Genoa<\/a>. Three years later, Pontremoli was made part of the (Medici) <a title=\"Grand Duchy of Tuscany\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Grand_Duchy_of_Tuscany\">Grand Duchy of Tuscany<\/a>. It stayed as such (with the exception of a period of <a title=\"Apennins\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Apennins\">French control<\/a> from 1805 to 1814) until <a title=\"Italian unification\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Italian_unification\">Italian unification<\/a> in the nineteenth century.<\/p>\n<p>With the Leopoldine reforms, Pontremoli became an autonomous community (whilst still part of the Grand Duchy of Tuscany) in 1777.<sup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pontremoli#cite_note-5\">[5]<\/a><\/sup> In 1778, it officially became a City.<\/p>\n<p>The area was heavily damaged by an earthquake in 1834. In November 1847 Pontremoli was occupied (along with <a title=\"Fivizzano\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fivizzano\">Fivizzano<\/a>) by the Duke of <a title=\"Modena\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Modena\">Modena<\/a>, due to a dispute over trade routes.<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pontremoli\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.881287408912954,44.37087631444225]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3399,"name":"Trattoria i 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ampiamente le tracce dell\u2019attivit\u00e0 che in essa si svolgeva, un grosso rotone di granito steso sul pavimento, all\u2019esterno un condotto di acqua ormai franato in pi\u00f9 parti ed una piccola zona recintata in muratura che evidentemente serviva da deposito per raccogliere l\u2019acqua E\u2019 chiaro che si trattava di un vecchio mulino ad acqua, i vecchi contadini del luogo raccontano che era il pi\u00f9 grande dell\u2019Elba .<\/span><\/p>\n<p>Moncione ormai \u00e8 divenuto nel suo abbandono un luogo della memoria di pochi anziani che ricordano con commozione una giovent\u00f9 con pochi svaghi , tempi di lavori massacranti, e poco benessere, gli eredi del mulino tacciono e lasciano queste mura preda del tempo che ogni giorno se ne sfama producendo danni che tra breve saranno irreparabili.<\/p>\n<p>Erano quattro i mulini nel comune del Campese, tre nella pianura di Campo e l\u2019altro il pi\u00f9 maestoso era questo, il mulino del Moncione.<br \/>\nQuesto mulino lavor\u00f2 per circa venti anni, si dice, fino al 1911 quando Assunta Battaglini la proprietaria fu colta da quello che allora chiamavano \u201cun malaccio\u201d che la port\u00f2 alla morte a soli 59 anni , il luogo fu abbandonato e tutto and\u00f2 in malora<\/p>\n<p>(testo tratto da\u00a0 www.mucchioselvaggio.org di Fabrizio Prianti)<\/p>\n","modified":"2019-08-19T16:18:15","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/DSC02979-768x511.jpg","id":3228,"caption":"Mulino di Moncione 2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/DSC02978-768x511.jpg","id":3226,"caption":"Mulino di Moncione 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Le Viste","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio l\u2019imperatore era solito frequentare la spiaggia delle Viste scendendo da un passaggio durante l\u2019estate calda del 1814.<\/p>\n<p>La spiaggia \u00e8 lunga 100 metri, con un fondo di sabbia e ciottoli colorati medio fini, dall\u2019acqua trasparente che degrada dall\u2019azzurro chiaro al blu intenso.<\/p>\n<p>Il piccolo lido fa parte della Riserva Marina dello Scoglietto, dall\u2019isolotto che si trova di fronte con il suo faro, ricca di fauna marina protetta e m\u00e9ta degli amanti delle immersioni.<\/p>\n<p>Servizi: Noleggio lettini e ombrelloni, bar, ristorante. (aperto durante la stagione balneare)<\/p>\n","modified":"2019-08-23T14:41:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/IMG_20190811_151829-768x475.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[198,203]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":true,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3122","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3122&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/spiaggia-le-viste\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.33060848,42.81736958]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3121,"name":"Toilette Docce","description":"","modified":"2019-08-23T14:41:55","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[172]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3121","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3121&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/toilette-docce\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.32413899,42.81672425]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3120,"name":"Acqua Pubblica","description":"","modified":"2020-02-28T14:33:45","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC03670-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[5]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3120","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3120&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/acqua-pubblica-2\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.32998621,42.81539422]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3119,"name":"Acqua Pubblica","description":"","modified":"2020-02-28T14:34:52","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC03670-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[5]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3119","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3119&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/acqua-pubblica\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.32669514,42.8136469]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3097,"name":"Antona","description":"<p>Sentieri boschivi consentono il collegamento di Antona con Canevara, Pian della Fioba e San Marcora[2]. \u00c8 inoltre possibile percorrere la \u201cvia della Libert\u00e0\u201d, disseminata di ricordi delle lotte partigiane. Dal centro di Antona si arriva in breve a Pian della Fioba, dove \u00e8 situato l&#8217;orto botanico Pietro Pellegrini dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa in cui si trovano esemplari floreali delle Alpi Apuane. Pi\u00f9 in l\u00e0,oltrepassata la galleria alla Tecchia, si inizia un itinerario che porta al passo del Pitone, utilizzato dalle forze partigiane per superare la Linea Gotica. Dal percorso si ammira la dorsale delle Apuane coi monti Sagro, Contrario, Tambura, Sumbra e Altissimo, e il crinale meridionale, col monte Folgorito , lungo il quale si snodava il primo tratto occidentale della Linea Gotica gi\u00f9 fino al Lago di Porta<\/p>\n<p>Il toponimo probabilmente discende da Antognano, nome presente in un documento che risale al 988 e con il quale si indicavano dei terreni appartenenti al vescovo di Lucca. Comune indipendente durante il Medioevo, vide nel territorio lo svolgersi di attivit\u00e0 economiche legate alla terra e all&#8217;estrazione del ferro, e alla lavorazione della lana e dei panni, a cui segu\u00ec nel Cinquecento lo sviluppo dell&#8217;industria del cappello e di quelle legate al trattamento del cuoio e del legno. La chiesa di San Geminiano (la cui presenza \u00e8 accertata gi\u00e0 dal 1297) costitu\u00ec il cardine attorno a cui crebbe l&#8217;abitato, che nei secoli XV e XVI era difeso da una cerchia muraria che concedeva l&#8217;accesso attraverso due porte, Soprana e Sottana, con delle torrette circolari a protezione. Durante il XVII secolo, Antona divenne il luogo di vacanza della famiglia dei Malaspina, che la abbellirono installando al centro del borgo una fontana con una grande vasca, tuttora presente in Piazza San Rocco.<\/p>\n<p>Nel periodo della Resistenza contro il nazifascismo, Antona fu un centro delle azioni partigiane e diede protezione a migliaia di sfuggiti alla persecuzione politica, e per questo motivo sub\u00ec rappresaglie e devastazioni. Una lapide posta al Sacrario &#8220;La Tecchia&#8221; ricorda i partigiani caduti ad Antona, fra cui le medaglie d&#8217;oro al valor militare Arnaldo Pegollo, Mario Paolini, Andrea Marchini, Aldo Salvetti e Marcello Garosi (Tito)<\/p>\n<p><strong>Monumenti e luoghi d&#8217;interesse<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiesa di San Geminiano<\/strong><\/p>\n<p>La chiesa di San Geminiano sorge su un rialzo roccioso che sovrasta il paese. Originariamente constava di una navata, alla quale nei secoli XV e XVI vennero aggiunte le due navate laterali, dando all&#8217;edificio l&#8217;aspetto del romanico toscano dell&#8217;epoca. Nello stesso periodo la vicina torre che aveva funzione di osservatorio di avvistamento fu ristrutturata come campanile[9]. L&#8217;accesso alla chiesa avviene attraverso un portale marmoreo opera dello scultore locale Felice Palma[5]. Di Ippolito Ghirlanda \u00e8 l&#8217;affresco di San Geminiano visibile nella lunetta che sormonta il portale di ingresso. Alla semplicit\u00e0 delle tozze colonne e dei capitelli fanno da contrappeso i ricchi arredi della chiesa: un altare di terracotta invetriata, opera di Benedetto Buglioni, in cui sono rappresentati la Vergine col Bambino e i quattro santi; una balaustra di marmo del Cinquecento, un altare marmoreo risalente al 1711 e intitolato alla Beata Vergine del Rosario, un altro altare dedicato a San Gennaro, in parte affrescato nel 1606 da Francesco Martelli, un fonte battesimale seicentesco che reca il blasone dei Cybo Malaspina e un altro stemma con immagini agropastorali, probabilmente l&#8217;insegna di Antona del periodo Medievale<\/p>\n<p><strong>Casa Piccianti<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un edificio a quattro piani costruito nel Quattro-Cinquecento e che nasce con funzione di dimora signorile, come si ricava anche dagli interni conservati nella forma originaria. Abbonda la presenza di legno nei pavimenti, nei soffitti e negli arredi; sono presenti un&#8217;ampia cucina e le cantine. La casa interpret\u00f2 ruoli diversi secondo le epoche attraversate: casa nobiliare, rivendita del latte, mensa negli anni della guerra, oggi Circolo sociale che occupa il piano terra. \u00c8 visibile anche un enorme frantoio a vite utilizzato un tempo per la produzione dell&#8217;olio. La casa \u00e8 ingentilita da un giardino in cui si trovano rose ed erbe aromatiche, e che offre una splendida vista che spazia fino alla costa e al mar Tirreno.<\/p>\n<p><strong>Cultura:\u00a0<\/strong> Il Maggio e la raccolta delle castagne appartengono da tempo alla tradizione popolare di Antona.<\/p>\n<p>Il Maggio era uno spettacolo teatrale in cui gli abitanti del borgo, vestiti con costumi creati da loro stessi, si esibivano narrando storie in versi. I Maggianti erano divisi in compagnie, e si spostavano da un paese all&#8217;altro a svolgere le loro recitazioni improvvisate. Il rito vuole celebrare il ritorno della primavera ed \u00e8 perci\u00f2 legato alle radici agrarie della cultura di Antona, e si \u00e8 mantenuto pur con qualche interruzione; da qualche anno i giovani dei villaggi si organizzano per andare in giro in corteo al suono di violini e fisarmoniche.<\/p>\n<p>Anche la raccolta delle castagne era un rito collettivo nel quale gli abitanti di Antona mettevano in comune tutti i frutti raccolti che venivano poi seccati per un periodo di quaranta giorni, durante il quale un fuoco sempre acceso veniva a turno tenuto sotto controllo e poi si procedeva all&#8217;eliminazione della buccia tramite la battitura delle castagne raccolte in sacchi che venivano percossi; infine i frutti erano divisi in proporzione alle spettanze di ciascuna famiglia e portati al mulino, cos\u00ec da ottenere pregiata farina[5]. Questa manifestazione \u00e8 stata assorbita dalla Sagra del Neccio, che si svolge in agosto, e nella quale per tre giorni vengono sfornati castagnacci e torte di castagne, e un padellone di circa due metri di diametro riceve la squisita farina di castagne che viene fritta ottenendo frittelle; cibi accompagnati da ricotta, salumi e altre specialit\u00e0 gastronomiche del luogo, gustati assieme a vino prodotto in zona. Alle vivande si uniscono balli e canti, in una festa che riscuote un grande successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(tratto da Wikipedia)<\/em><\/p>\n","modified":"2019-07-16T14:57:25","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Antona_Massa-panorama_da_Altagnana-768x576.jpg","id":3098,"caption":"Antona_(Massa)-panorama_da_Altagnana"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Antona_Massa-panorama_da_Altagnana-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3097","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3097&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/antona\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.182571718633994,44.05809015228545]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3081,"name":"Rifugio Citt\u00e0 di Massa","description":"<h5 class=\"paragraphtitle\">Alloggio rifugio Citt\u00e1 di Massa<\/h5>\n<ul>\n<li>13 camere con 2-4 letti (totale 30 posti letto) con bagno in comune<\/li>\n<li>vista panoramica dalla maggior parte delle camere<\/li>\n<li>ampia terrazza con solarium<\/li>\n<li>56 posti a sedere intorno ai due camini<\/li>\n<li>conessione wi-fi gratuita nelle due sale<\/li>\n<li>salone adatto per conferenze e eventi di vario genere<\/li>\n<li>piano terra e il primo piano sono acessibile con l\u2018 ascensore<\/li>\n<li>autogestione, mezza pensione e pensione completa<\/li>\n<li>nel periodo estivo cena sotto le stelle guardando la versilia illuminata<\/li>\n<li>struttura attrezzata anche per persone diversamente abili<\/li>\n<li>raggiungibile in macchina d&#8217;estate e d&#8217;inverno<\/li>\n<li>a 880m s.l.m.<\/li>\n<li>Per quanto riguarda la cucina verranno utilizzati prodotti tipici locali sia del versante massese ma anche della Lunigiana e della Garfagnana. 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I primi riferimenti botanici alla regione apuana si trovano nelle pubblicazioni di ANGUILLARA (1561) e di LOBEL e PENA (1570), oltre che in diversi manoscritti e nell&#8217;erbario di ALDROVANDI, dove si narra di un&#8217;escursione del 1553 (SOLDANO, 2004). Successivamente si rinvengono notizie botaniche sulle Alpi Apuane in BOCCONE (1697); nel secolo successivo si registra un crescente interesse nei lavori di VITMAN (1773) e di TARGIONI-TOZZETTI (1777).<\/p>\n<p>La conoscenza floristica delle Apuane si accresce notevolmente nell&#8217;Ottocento, quando vengono prodotti diversi studi sulla flora apuana (SAVI, 1804, 1808-1825; BERTOLONI, 1819, 1832 e SIMI, 1851) e descritte nuove specie di piante esclusive del territorio apuano (VIVIANI, 1804, 1808; SAVI, 1804; BERTOLONI, 1819, 1832; SOMMIER, 1894). In un&#8217;opera unica seguita da due supplementi, vengono sintetizzate le conoscenze complete della flora toscana (CARUEL, 1860, 1866, 1870). Successivamente PELLEGRINI (1942) fornisce dati assai dettagliati per la parte del territorio che rientra nella provincia di Massa-Carrara. Nella seconda met\u00e0 del XX secolo si moltiplicano vertiginosamente gli studi dedicati alla regione apuana in vari filoni: studi floristici, studi vegetazionali, studi su specie minacciate, ricerche sui pollini fossili, studi citotassonomici e biosistematici. Di fondamentale importanza dal punto di vista floristico sono certamente i tre volumi del Prodromo alla Flora della Regione Apuana (FERRARINI &amp; MARCHETTI, 1994; FERRARINI et al., 1997; FERRARINI, 2001), ultimo lavoro globale sulla flora apuana.<\/p>\n","modified":"2019-07-16T12:31:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_770x510_a_Pian-della-Fioba-768x509.jpg","id":3073,"caption":"Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_Pian-della-Fioba"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ortobot.jpeg","id":3071,"caption":"ortobotanico Pian della Fioba"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Hundsrose.jpg","id":3026,"caption":"Hundsrose"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_770x510_a_Pian-della-Fioba-768x509.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[168]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.parcapuane.toscana.it\/orto\/1_Giardino.asp?sb=3"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3070","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3070&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/orto-botanico-pellegrini-ansaldi-pian-della-fioba-ms\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.206942558288574,44.05758459430318]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3056,"name":"Agriturismo Montagna Verde &#8211; Albergo Diffuso","description":"<h3>Dove:<\/h3>\n<p>Siamo nel cuore della <strong>Lunigiana<\/strong>, in localit\u00e0<strong> Apella<\/strong> ,\u00a0 a 660m d\u2019altitudine. Qui dove i secolari castagneti dell\u2019Appennino Tosco-Emiliano fanno da testimoni, un tempo i Malaspina erano signori incontrastati dell\u2019intero territorio .L\u2019Ambiente e la Natura si sposano con\u00a0 valori che hanno un\u2019antica tradizione in queste terre di Lunigiana: ospitalit\u00e0 e gentilezza. Una cornice irripetibile in un paesaggio ancora vergine e intatto per trascorrere un Week end\u00a0 in Agriturismo, tra\u00a0 escursioni buona cucina<\/p>\n<h3>L&#8217;Agriturismo:<\/h3>\n<p>E\u2019 qui che sorge l\u2019agriturismo della famiglia Maffei:\u00a0 a far da vedetta, spunta una torre di avvistamento costruita nel 1000 d.C. che fu poi ampliata in rocca di difesa nel XIII secolo. Nel XVIII secolo venne infine elevata a torre campanaria ed abbazia. Dopo anni di abbandono, grazie all\u2019idea e all\u2019impegno di Mario Maffei, nel 1995 il monastero ha ritrovato il suo antico splendore, e oggi la sua imponenza si erge su oltre 600 ettari di riserva. 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We are 660m above sea level, surrounded by the ancient chestnut woods of the <strong>Tuscan-Emilian National Apennine Park<\/strong>, in an area where, at one time, the undisputed masters of the territory were the Malaspina. Here, a special environment and unspoilt nature are combined with hospitality and kindness, values that have a long tradition in Lunigiana.<\/p>\n<p>We have everything you would normally expect from a <strong>great tourist accommodation structure.<\/strong> But there is more: a unique setting, which fully surrounds us, an untouched and intact landscape, where history merges with nature in an area which was recognised by <strong>UNESCO as a MAB (Man and the Biosphere) Reserve in May 2015<\/strong>.<\/p>\n<p>This is where you will find us, <strong>Agriturismo<\/strong> <strong>Montagna Verde<\/strong>, and the farm of <strong>Mario Maffei <\/strong>and his <strong>family<\/strong>, overlooked by a watchtower built in 1000 BC. This was later expanded into a defensive fortress in the thirteenth century and in 1700 turned into a bell-tower and abbey. After years of being abandoned and neglected, thanks to the initial idea and commitment of Mario Maffei, in 1995 the monastery was restored to its former glory.<\/p>\n<p>Today it stands majestically overlooking 600 hectares of nature reserve, where visitors can enjoy excursions on horseback, hiking, and maybe pick seasonal fruits like wild strawberries, blueberries, chestnuts and mushrooms, either alone or with the help of expert guides.<\/p>\n<p>Almost certainly you will get to meet our cows and sheep who live free range in the area. It is a rural idyll, one which will enable guests to experience the spirit of the past and gain insight into the authenticity offered by Montagna Verde.<\/p>\n<p>Afterwards, you can choose to relax by our <strong>pool<\/strong>,\u00a0 before a <strong>delicious dinner prepared with local products<\/strong>, <strong>organic and healthy<\/strong>, grown by ourselves.<\/p>\n<p>Montagna Verde has accommodation in both the main Tower and in the restored medieval village of Apella, less than 800 metres from the former monastery as <strong>Albergo Diffuso<\/strong> (Diffused Hotel). There is a choice of <strong>apartments or rooms<\/strong>, all with <strong>private bathrooms<\/strong>, renovated in accordance with principles of <strong>sustainable construction<\/strong>.<\/p>\n<p>On request you can visit the workshop where we make <strong>honey<\/strong>, the buildings where we <strong>dry chestnuts<\/strong>, the <strong>Biopark<\/strong> and also our organic farm.<\/p>\n<p>Guests are welcomed by members of the Maffei family, who always aim to sustain the balance between home produced products and <strong>the restaurant<\/strong>, ensuring a <strong>Zero Km menu<\/strong> of the highest quality.<\/p>\n<p>We offer an ideal place for those who want a peaceful holiday in contact with the natural environment, history and good food. We enjoy an enviable position: a few kilometres away from the \u201cParco dei Cento Laghi\u201d (Park of the Hundred Lakes), the fabulous coast of the <strong>Cinque Terre<\/strong> and the <strong>Gulf of Poets<\/strong>, and the white beaches of <strong>Versilia.<\/strong> We are also less than an hour\u2019s drive from <strong>Lucca<\/strong>, <strong>Pisa<\/strong>,\u00a0<strong>Genova and Parma<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-sep-clear\"><\/div>\n<div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep sep-none\"><\/div>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-montagna-verde-albergo-diffuso\/","addr:street":"Localit\u00e0 Torre di Apella","addr:housenumber":"1","addr:postcode":"54016","addr:city":"Licciana Nardi (MS)","contact:phone":"+39 0187 421203","contact:email":"info@montagnaverde.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"Localit\u00e0 Torre di Apella, 1 Licciana Nardi (MS)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.073288083076477,44.312898049184916]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3025,"name":"Orto botanico &#8220;Maria Ansaldi&#8221; -Pania di Corfino","description":"<p>Istituito nel 1984 per iniziativa della Comunit\u00e0 Montana della Garfagnana, che ne cura la gestione, l&#8217;Orto Botanico Pania di Corfino \u00e8 situato a 1370 metri s.l.m. sull&#8217;omonimo gruppo montuoso in localit\u00e0 Pi\u00e8 Magnano e occupa una superficie di circa un ettaro. Dopo alcuni anni di attivit\u00e0 mirate alla strutturazione dello spazio, l&#8217;orto botanico \u00e8 diventato operativo al pubblico a partire dall&#8217;estate del 1989 con l&#8217;attivazione di un servizio di visite guidate e la costruzione di uno stabilimento con la funzione di foresteria e laboratorio<sup id=\"cite_ref-8\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parco_dell%27Orecchiella#cite_note-8\">[8]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Inserito nel gruppo degli orti botanici della Provincia di Lucca, l&#8217;orto ha lo scopo di raccogliere e preservare la flora dell&#8217;Appennino lucchese.<\/p>\n<p>Suddiviso in sezioni specifiche, riproduce la vegetazione di alcuni ambienti tipici degli Appennini e delle Alpi Apuane. A seconda delle sezioni si possono trovare:<\/p>\n<ul>\n<li>la flora delle brughiere, presente in zone prossime al crinale appenninico<\/li>\n<li>la flora dei pascoli<\/li>\n<li>un arboreto che ospita la flora dei boschi<\/li>\n<li>un laghetto artificiale e la circostante zona umida che ospitano la flora delle torbiere<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una delle sue zone, denominata Hortus Sanitatis, \u00e8 dedicata alle piante medicinali e commestibili della tradizione della Garfagnana.<\/p>\n<p>L&#8217;Orto \u00e8 dotato anche di una collezione xilologica composta da sezioni longitudinali e trasversali del fusto di varie specie arboree presenti nel territorio della Garfagnana. La raccolta riveste notevole interesse ai fini didattici, in quanto consente di toccare con mano le sezioni delle piante che si possono incontrare dentro e fuori dall&#8217;Orto Botanico.<\/p>\n<p>Nel 1997 \u00e8 stato istituito un Giardino Fenologico, che fa parte della Rete dei Giardini Fenologici internazionali, che studia gli effetti del clima sullo sviluppo di piante clonate dalla stessa pianta madre, secondo la differenza di latitudine.<\/p>\n<p>All&#8217;entrata dell&#8217;Orto \u00e8 esposto un abete bianco sub-fossile databile al 1200 d.C., ritrovato nelle vicinanze. Oltre a svolgere un&#8217;intensa attivit\u00e0 didattica, l&#8217;Orto promuove studi e ricerche, curando l&#8217;organizzazione di convegni dedicati alla conoscenza del patrimonio vegetale della Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonte Wikipedia]<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-05-06T11:16:17","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Hundsrose-300x276.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[168]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3025","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3025&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/orto-botanico-maria-ansaldi-pania-di-corfino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.374832460821494,44.202638366251534]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3017,"name":"Corfino","description":"<p>Antico paese, le cui vestigia risalgono all&#8217;alto medioevo:\u00a0 il passaggio di animali, merci e persone attir\u00f2 poco a poco un nucleo abitativo appollaiato su di un pianoro ai margini del fiume che discende dal crinale appeninico, in una zona protetta dalla mole calcarea della Pania che dal paese\u00a0 prende il nome.<\/p>\n<p>Si pensa che l&#8217;origine del nome sia quella di <em>&#8220;confinus&#8221;.<\/em><\/p>\n","modified":"2020-07-28T11:51:36","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/corfino-300x258.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3017","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3017&action=edit","translations":{"en":{"id":3513,"name":"Corfino","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/corfino\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3513","description":"<p>Ancient village, whise settling dates back early middle age, when passages of animals, gods and pilgrims made happening a slow but steady settling, nested onto a perched plateau at the margins of a canyon and foothills of the mountain Pania di Corfino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>It is believed that its toponimous is coming from &#8220;confinus&#8221; (border)<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/corfino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.379467317999229,44.18286232775785]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2917,"name":"Museo Etnografico Villafranca Lunigiana","description":"<p>La societ\u00e0, la cultura, gli usi, i costumi, le credenze, le tradizioni delle popolazioni lunigianesi sono qui raccolte, gelosamente conservate e disponibili per essere osservate, studiate, o semplicemente ammirate dai visitatori che vogliono scoprire i segreti di un territorio unico nel suo genere in Italia<\/p>\n","modified":"2019-04-18T14:28:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/panomuseo-2000web-768x578.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[196]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.museoetnograficodellalunigiana.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2917","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2917&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/museo-etnografico-villafranca-lunigiana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.951029154016624,44.29118923034212]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2911,"name":"Mocrone","description":"<p>Citato gi\u00e0 nel 1355 come Mocoronum, forse deve il suo nome al latino &#8220;mucrone&#8221;, ossia punta, indicando per estensione la lingua di terra o il costone dell\u2019appennino in cui venne fondato.<br \/>\nIl piccolo abitato si snoda lungo una stretta via che dalla piazza porta alla chiesa nuova. Pi\u00f9 in alto, non lontano si incontra l\u2019oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed \u00e8 costruita in bozze di pietra squadrata.<br \/>\nMocrone accoglie nella piazza d\u2019entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondov\u00ec -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. 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I discendenti di Bernab\u00f2 tennero tale dominio per due secoli e mezzo e alternarono momenti di quiete con turbolente vicende determinate specialmente dalle bramosie degli stati di Firenze e di Milano per la supremazia in Lunigiana.<\/p>\n<p>Queste contese resero difficile la sopravvivenza dell&#8217;autonomia politica della dinastia dei Bernab\u00f2 e provocarono preoccupazioni, contrasti coi sudditi, contese coi feudatari vicini ed invasioni. Le maggiori tensioni si ebbero nel XV secolo: durante le guerre tra il duca di Milano Filippo Maria Visconti e la Repubblica di Firenze, gi\u00e0 alleata con i Bernab\u00f2, questi ultimi tradirono in favore di Milano la repubblica Fiorentina, che con l&#8217;aiuto della popolazione ribelle al marchesato occup\u00f2 il castello per tre anni. Con la pace di Ferrara del 1433 e dopo un atto di sottomissione nei confronti della repubblica i Malaspina ripresero il possesso del loro feudo. Questo fatto provoc\u00f2 il risentimento di Filippo di Milano, tanto che nel 1445 egli fece assalire dalle sue truppe il castello e distruggere le fortificazioni.<\/p>\n<p>Nel 1615 Cesare II, fortemente indebitato e privo di figli maschi, vendette il feudo alla Camera Ducale di Milano che dopo averlo tenuto per ventisei anni e bisognosa di denaro lo rivendette nel 1641 alla nobile famiglia degli Ariberti di Cremona. La famiglia cremonese govern\u00f2 con giustizia e liberalit\u00e0 e in seguito a una revisione della struttura port\u00f2 alla definitiva trasformazione della fortezza da strumento di guerra a residenza borghese.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;estinzione della famiglia degli Ariberti, Malgrate pass\u00f2 nel 1745 ai Freganeschi di Milano, congiunti agli Ariberti per parte delle donne, che ne conservarono il dominio fino all&#8217;epoca della Rivoluzione francese. Nel XIX secolo, smantellato e spogliato dei suoi beni, il castello rovin\u00f2 quasi interamente[2].<\/p>\n<p>Oggi il castello di Malgrate, acquisito al patrimonio dello stato, \u00e8 stato completamente consolidato e restaurato grazie ai Fondi Strutturali dell&#8217;Unione Europea e ai fondi del Progetto Speciale Castelli della Lunigiana[3].<br \/>\nArchitettura<br \/>\nLa torre circolare<\/p>\n<p>Il complesso presenta le caratteristiche di una classica fortezza medievale con torre adatta alla difesa piombatoia, mastio centrale e cortina muraria guarnita di merli e camminamenti di ronda. L&#8217;ingresso del castello \u00e8 preceduto da fossato e un ponticello sostituisce un vecchio ponte levatoio.<\/p>\n<p>Le mura trapezoidali sono di epoca post-medievale e sono percorse in tutto il loro perimetro da camminamenti per le guardie e contrafforti con gli archetti. Le mura recingono il nucleo medievale che ha forma planimetrica rettangolare.<\/p>\n<p>La torre, risalente con ogni probabilit\u00e0 al XII secolo, \u00e8 alta oltre venticinque metri e si trova sul lato ovest del castello. Di forma circolare e affiancata da una costruzione fortificata a pianta rettangolare \u00e8 dotata di sei vani voltati sovrapposti collegati attraverso botole da scale retrattili, con lo sporto superiore su beccatelli in pietra[4].<\/p>\n<p>Accanto alla torre sorgono i resti di un mastio centrale, residenza del signore feudale, probabilmente su tre piani e con corte interna. Risalgono al XV secolo le grandi feritoie adatte all&#8217;uso di armi da lancio come archi e balestre. La porta di accesso al borgo creata da Giuseppe Malaspina nel 1566 \u00e8 saldata al fianco orientale delle mura del castello.<\/p>\n","modified":"2019-04-18T14:11:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1280px-Villafranca_in_Lunigiana-Malgrate4-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2905","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2905&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malgrate\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.97118682617031,44.31413062488173]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2891,"name":"Cave Monte Altissimo- Cervaiole","description":"<p>Il versante sud-occidentale della montagna \u00e8 caratterizzato da un&#8217;imponente parete subverticale di oltre 700 m di altezza che lo rendono maestoso e ben individuabile da tutta la costa della Versilia, alla quale \u00e8 piuttosto vicino. Il suoi versante nord-orientale \u00e8 assai meno dirupato ed \u00e8 localmente coperto da faggete.<br \/>\nLa montagna \u00e8 rinomata per i pregiati marmi cavati principlamente in localit\u00e0 Le Cervaiole di propriet\u00e0 della societ\u00e0 Henraux s.r.l.. La sequenza dei marmi di Monte Altissimo \u00e8 costituita da una parte basale formata da marmo bianco e grigio alternati in banchi regolari con spessore ridotto di 0,8-1,20 metri , seguita da una parte intermedia formata da banchi ben strati\ufb01cati di marmi bianchi e statuari con limitati marmi di colore grigio. Nella parte pi\u00f9 alta della sequenza il marmo assume un aspetto pi\u00f9 massiccio ed i banchi non sono pi\u00f9 facilmente de\ufb01nibili. Il marmo statuario, tipico della parte intermedia della \u201csequenza\u201d \u00e8 sempre ben individuato da un livello di muscovite dello spessore 0,5-2 cm, che sembra costituire un \u201c marker\u201d sedimentario, presente sia sul versante meridionale che settentrionale della struttura.<\/p>\n<p>Lungo i versanti della montagna si possono visitare le trincee della &#8220;Linea gotica&#8221;, costruita dai tedeschi nella seconda guerra mondiale ed anche antiche &#8220;lizze&#8221;, cio\u00e8 strade per far scivolare i grandi blocchi di marmo a valle.<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:35:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altissimo.jpg","id":2892,"caption":""},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altissimo2.jpg","id":2894,"caption":""}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/altissimo-300x225.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159,166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.neogeo.unisi.it\/geopaesaggi\/luoghi.php?id=115"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2891","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2891&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/cave-monte-altissimo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.245523452758789,44.039262362200496]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2883,"name":"Cava Henraux Tre Fiumi","description":"<p>L\u2019area di Tre Fiumi \u00e8 un\u2019aspra e selvaggia conca a circa 750 metri di quota interessata da cave e ravaneti, in particolare dalla spettacolare cava, ormai abbandonata, denominata \u201cle Tagliate\u201d, che porta ancora il cartello Henraux all\u2019ingresso. La tipologia della cava \u00e8 un raro esempio di cantiere estrattivo con una cortina di roccia attraversata da un grande taglio a filo elicoidale. Nell\u2019area sono ancora preservati alcuni gli edifici di servizio dell&#8217;attivit\u00e0 di escavazione del marmo. La zona di Tre Fiumi \u00e8 stata sede del terminal di carico dei blocchi e misure dei marmi della ferroviaria marmifera dell\u2019Alta Versilia, attiva dal 1923 al 1947 e \u201cpoggio caricatore\u201d di molte delle cave della societ\u00e0 Anonima S.Henraux nell\u2019area di Arni. La localit\u00e0 deve il nome alla confluenza di tre rami fluviali del Canale del Freddone e della T\u00f9rrite Secca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T17:36:26","color":"#dd9933","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/henraux.jpg","id":2884,"caption":"henraux"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/henraux-225x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159,166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.neogeo.unisi.it\/geopaesaggi\/luoghi.php?id=116"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2883","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2883&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/cava-henraux-tre-fiumi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.27257889509201,44.05782360953867]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2876,"name":"Marmitte dei Giganti","description":"<p>Accesso al fosso Anguillaja: parcheggiato l&#8217;automezzo a margine della strada provinciale di Val d&#8217;Arni (687 m di quota), che conduce verso Castelnuovo Garfagnana, ci si incammina a piedi lungo una vecchia carrareccia, che si apre sulla sinistra e discende verso la T\u00f9rrite Secca. Dopo 250 m si raggiunge il corso d&#8217;acqua che, di regola, si presenta completamente secco, poich\u00e9 caratterizzato da una circolazione subalvea. Dopo aver percorso il fondo arido in direzione nord, mentre l&#8217;asta fluviale disegna un meandro incassato, si incontra subito la confluenza da sinistra del fosso Anguillaja (650 m di quota), in gran parte modificata dai vecchi tagli e dai residui abbandonati di una cava di marmo. L&#8217;attivit\u00e0 estrattiva ha pure cancellato le prime &#8216;marmitte&#8217; che esistevano nella parte pi\u00f9 bassa dello stesso fosso, sagomando artificialmente il suo fondo e le sue pareti laterali.<br \/>\nL&#8217;Anguillaja \u00e8 un corso d&#8217;acqua intermittente a regime temporaneo, in occasione di piogge consistenti, che presenta alcune notevoli &#8216;marmitte&#8217;, descritte per la prima volta da Masini (1929). A quel tempo, gli ultimi 300 m del fosso discendente dal M. Sumbra, mostravano ben 13 grandi cavit\u00e0 a paiolo. Il loro numero si \u00e8 poi ridotto per le distruzioni prodotte anni fa dalla cava dismessa del suo tratto inferiore. Le &#8216;marmitte&#8217; superstiti, oggi tutelate dal Parco Regionale, sono facilmente osservabili proseguendo il breve itinerario lungo l&#8217;Anguillaja. La risalita del fosso \u00e8 relativamente facile all&#8217;inizio e, il primo salto morfologico, viene superato grazie ad una piccola scala in ferro. Si giunge cos\u00ec alla successione spettacolare di tre &#8216;marmitte&#8217; di proporzioni rilevanti, completamente scavate nel marmo (vedi foto a lato).<br \/>\nPi\u00f9 oltre, il percorso richiede pratica nell\u2019uso della corda doppia e nell\u2019arrampicata d\u2019aderenza su roccia.<\/p>\n<p>Morfogenesi: le &#8216;marmitte dei giganti&#8217; devono spesso la loro origine all&#8217;azione abrasiva di ciottoli ruotanti. Lo sviluppo richiede pi\u00f9 condizioni coincidenti, tra cui il movimento vorticoso della corrente fluviale e un substrato roccioso coerente ed omogeneo, come il marmo del M. Sumbra.<br \/>\nA questo modello sembrano riferirsi anche le &#8216;marmitte&#8217; dell&#8217;Anguillaja e del Fatonero, come dimostrerebbero i segni dell&#8217;erosione meccanica sui bordi interni della grande cavit\u00e0 a paiolo raffigurata a lato.<br \/>\nTuttavia, alcuni Autori hanno ipotizzato una genesi di queste &#8216;marmitte&#8217; in regime forzato, attraverso cunicoli subglaciali che dovevano trovarsi nel versante meridionale del Sumbra e del Fiocca, in corrispondenza di ghiacciai o nevai perenni formatisi durante l&#8217;ultima glaciazione.<br \/>\nPer altri, la dissoluzione chimica (carsismo superficiale) pu\u00f2 aver preparato inizialmente le cavit\u00e0, su cui l&#8217;azione idrodinamica ha poi avuto ragione prevalente o esclusiva (Federici et alii, 1981).<\/p>\n<p>Un sguardo al fosso Fatonero, al Fiocca e al Sumbra<br \/>\nDalla strada provinciale di Val d&#8217;Arni, 700 m pi\u00f9 a monte dell&#8217;Anguillaja, \u00e8 facilmente individuabile il fosso Fatonero, di cui si possono osservare gli ultimi 400-500 m di tratto, discendenti dal M. Fiocca. Le &#8216;marmitte&#8217; sono state numerate in modo decrescente al risalire del fosso: in tutto sono 21 e di dimensioni analoghe a quelle del fosso gemello. Anch&#8217;esse sono scavate nel Marmo.<br \/>\nNel risalire il M. Fiocca, dal fosso Fatonero, s&#8217;incontrano, in successione, Marmi, Calcari selciferi, Diaspri, Calcari selciferi ad Entrochi, Scisti sericitici e Pseudomacigno, con diverse ripetizioni dovute a pieghe minori. Si segnala anche la presenza di tre minuscole klippe di Calcare cavernoso. Il M. Sumbra invece, \u00e8 costituito prevalentemente da Marmi e Calcari Selciferi. I versanti meridionali di questi due rilievi sono caratterizzati soprattutto da forme di modellamento carsico e glaciale. I solchi arrotondati della parete sud del Sumbra sono legati a processi crionivali, dovuti a nevai perenni o a piccole masse effimere di ghiaccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T17:37:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/marmitte_anguillaia.jpg","id":2879,"caption":"marmitte_anguillaia"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/marmitta_erosa.jpg","id":2877,"caption":"marmitta_erosa"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/marmitta_erosa-300x224.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159,166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.apuanegeopark.it\/apuanegeopark_geotur_marmitte.html"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2876","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2876&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/marmitte-dei-giganti\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.290417978704795,44.06228137000644]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2853,"name":"Isola Santa","description":"<p>Si tratta di un piccolo paese ormai disabitato, che sorgeva lungo la valle della Turrite Secca a circa 550 m s.l.m.<br \/>\nFu probabilmente fondato originariamente come ospizio nell&#8217;alto medioevo, sulla strada che collegava la Garfagnana alla Versilia. Alcuni scavi condotti dall&#8217;Universit\u00e0 di Pisa tra il 1976 e il 1977 hanno permesso il ritrovamento di importanti dati archeologici, che testimoniano la presenza di un insediamento all&#8217;aperto occupato per molto tempo da gruppi della fase finale del Paleolitico e poi del Mesolitico, che pi\u00f9 volte si accamparono in questo luogo .<\/p>\n<p>Questo borgo, fu sacrificato e sommerso come altre zone apuane nel dopo guerra (1949-1950) creando lo sbarramento di\u00a0 acque correnti e costruire bacini artificiali per la produzione di energia elettrica. Il sacrificio fu in parte dovuto al massiccio spopolamento che tutta la montagna aveva gi\u00e0 subito in quell&#8217;epoca. I pochi abitanti rimasti furono spostati in un nuovo insediamento, poco pi\u00f9 a monte sulla strada verso Capanne di Careggine\u00a0 chiamato Isola Santa Ater ( lo vedrete percorrendo la strada che porta a La Ceragetta)<br \/>\nRisultato \u00e8 che qui si \u00e8 formato un nuovo paesaggio, con parte del paese sommerso, e parte che si trova oggi sulle sponde di questo invaso artificiale dalle acque cristalline e riflessi verdi.<br \/>\nSpicca l&#8217;antica chiesa dedicata a San Jacopo, citata nel 1260 e ormai sconsacrata.<br \/>\nAd oggi sono state ristrutturate alcune case ad uso residenza estiva, mentre sorgono anche un bar e servizi di ristoro. Una breve passeggiata sulle sponde del lago \u00e8 possibile sul lato Nord, fino ad ammirare la risorgenza de &#8220;La Pollaccia&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; altres\u00ec possibile scendere sulla diga ( accesso lungo la strada direzione Castelnuovo Garfagnana) ed ammirare il cospicuo salto (circa 40m) creato come dislivello dallo sbarramento. Da qui inoltre si accede ai sentieri che proseguono irti verso Col di Favilla, Mosceta e Puntato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:37:55","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IsolaSanta-768x512.jpg","id":2842,"caption":"Isola Santa Panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/P1290089-768x576.jpg","id":2854,"caption":"Isola Santa Inverno"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IsolaSanta-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2853","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2853&action=edit","translations":{"en":{"id":3514,"name":"Isola Santa","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/isola-santa\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3514","description":"<p>Already on 1260 somebody wrote about a \u201cHospitale\u201d in Isola Santa, that used to assist and give hospitality to those wayfarer who went through the Apuan Alps to reach the Versilia Coast or the Garfagnana in the opposite sense. Along this long and difficult journey Isola Santa was a fixed meeting point, was therefore probably fortified and had a watch tower (lost with centuries, but the street \u201cvia della Torre\u201d still remains). Despite its strategic position, the little village was isolated and very difficult to reach due to the bad conditions of the communication routes, and its economy was very poor and simple. This isolation has been preserved for centuries, and ended only with the construction of the road and gallery of Cipollaio at the beginning of the 20th century. After this, in 1949 the construction of the dam changed radically the scene of this valley: the lake caused some troubles to the stability of the village, and the inhabitants of Isola Santa slowly abandoned their houses. 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Il suo nome, &#8220;Piagnaro&#8221;, deriva dalle &#8220;piagne&#8221;, lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni. Il nucleo originario viene costruito per volont\u00e0 della famiglia di origine longobarda degli Adalberti. Pi\u00f9 volte distrutto ad opera di truppe imperiali e dagli stessi pontremolesi per discordie interne, fu sempre ricostruito per la sua posizione strategica che permetteva di dominare le strade del Bratello e della Cisa, di fondamentale importanza per i traffici commerciali medioevali. La struttura primitiva della fortezza, pertanto, ha subito profonde modifiche nei secoli: nel 1329 subisce una prima distruzione per mano dei guelfi e ghibellini, alleati contro l&#8217;odiato vicario di Ludovico di Baviera.<\/p>\n<p>Nei secoli successivi subisce altri attacchi con conseguenti ricostruzioni, affiancate a restauri, rifacimenti e aggiornamenti della struttura difensiva. Il castello, comunque, viene utilizzato con scopo militare fino al 1790, anno in cui il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo consegna al Comune l&#8217;ultimo cannone per fonderne il bronzo e realizzare la campana civica. Negli anni successivi viene utilizzato come sede di governatori militari e di nuovo come caserma fino ai primi anni del Regno d&#8217;Italia, dunque fino alla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, dopodich\u00e9 viene adibito ad abitazione di famiglie non abbienti. Nel primo Novecento viene per questo considerato una sorta di ghetto, evitato dalla maggior parte della popolazione.<br \/>\nDal 1975 gli ambienti della parte inferiore del Castello ospitano il museo delle Statue Stele della Lunigiana. In occasione dell&#8217;apertura del museo, inoltre, il castello \u00e8 stato completamente restaurato all&#8217;interno e all&#8217;esterno.<br \/>\nDescrizione<br \/>\nLa parte pi\u00f9 antica visibile al giorno d&#8217;oggi \u00e8 il torrione semicircolare del Quattrocento posto a nord, mentre la parte mediana \u00e8 il risultato di un rifacimento operato nel Seicento e nel Settecento. Questo corpo contiene l&#8217;attuale ingresso al castello e, sul retro, un vasto cortile con un antico pozzo dal cortile; da qui tramite una gradinata, si sale sulla terrazza, dominante la vallata e l&#8217;abitato di Pontremoli. Un secondo nucleo di et\u00e0 posteriore, posto pi\u00f9 in basso sull&#8217;altura, comprende invece costruzioni con il tipico aspetto di caserma, utilizzate per l&#8217;alloggio delle truppe<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testo da Wikipedia]<\/p>\n<h3>Museo delle Statue Stele Lunigianesi<\/h3>\n<h5>Castello del Piagnaro &#8211; Pontremoli<br \/>\nTel. 0187.831439 &#8211; info@statuestele.org.<\/h5>\n<p><strong>Orari di apertura 01 Ottobre &#8211; 31 maggio<\/strong><br \/>\norario continuato 09.30 &#8211; 17.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura 01 giugno &#8211; 30 Settembre<\/strong><br \/>\norario continuato 10.00 &#8211; 18.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura 01 agosto &#8211; 31 agosto<\/strong><br \/>\norario continuato 10.00 &#8211; 19.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:30:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/piagnaro2.jpg","id":2775,"caption":"piagnaro2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/piagnaro2-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195,196]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2762","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2762&action=edit","translations":{"en":{"id":3432,"name":"Piagnaro Castle","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/piagnaro-castle\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3432","description":"<p>Pontremoli has been labeled &#8220;Porta dell&#8217;Appennino&#8221; (the door to the Apennines) for centuries, thanks to its highly strategic position at the junction of the Magra and Verde rivers. It overlooks Francigena street (also known as Monte Bardone street) and the large crowds of passersby, armies and pilgrims that it carried between the north and south of the peninsula.<\/p>\n<p>The area developed along the narrow strip of land dividing the two rivers. A &#8220;pons tremulous&#8221; (wooden bridge) once crossed the Verde river, and is how the city got its name: Pontremoli. The birth of the settlement is obscure. Although the presence of Ligurian people in the area since early history seems certain, Pontremoli was referred to for the first time in 994 (as &#8220;Puntremel&#8221;) by Sigerico, Archbishop of Canterbury, in the description of his travels in Italy. The original center of village and castle rose up a few years before, in the middle of the 10th century, around a tower erected on Molinatico mountain&#8217;s meridional hill by the Longobarda deli Adalberti family in defense of Hungarian attack. The name Pignaro comes from a nearby slate slab quarry, the characteristic roof material of Lunigianian houses. (&#8220;Piagne&#8221; means &#8220;shingles&#8221;).<\/p>\n<p>The advantage of Pontremoli&#8217;s strategic position was simultaneously the cause of war and destruction for the city and its castle. Due to the stratification of its walls from continual demolition and reconstruction, today, it&#8217;s difficult to clearly identify the fortification&#8217;s diverse phases of construction (from the year 1000 to the end of the 1700s) accounting for the structure&#8217;s complexity. To call out some of the principal damage: the first destruction took place in 1110 with the passing of Enrico V&#8217;s army; the most dramatic in 1495 with the invasion of Carlo VII; and the last during the WWII, during the retreat of the German army, with the allied bombing also responsible for the loss of many buildings in the historic center.<\/p>\n<p>The ancient heart of Piagnaro is its highest point, which rose up around the fortified complex&#8217;s principal, 20-meter high, semioval stone tower. It is actually a four-sided figure linked to a semicircle with curved surfaces outside the city walls. The original entry was through a door in the internal facade, almost 10 meters from the ground, reachable by a wooden structure no longer in existence, and protected by a drawbridge of which traces have remained. Some elements suggest that the tower dates back to the 1430s.<\/p>\n<p>Under the tower, a square courtyard defined on the west by a perimeter wall from the late middle ages, and on the south and east by a large building, the result of the unification of several diverse structures that were probably home to the castle&#8217;s barracks. The west side makes use of the preexisting perimeter wall and a supporting cylindrical tower.<\/p>\n<p>A second courtyard lies below, with access by means of a ramp leading from a large door. The court, which houses a beautiful sandstone well, is defined on its southern and eastern sides by a perimeter with wallwalk. Its steep, sloping walls were built with a technique similar to that used to construct the tower. An addition on the eastern side includes a protruding defensive apparatus with angled gatekeeper&#8217;s room, and most likely dates back to the 18th century. There is a chapel on the northern side, while the western side is made up of an outstretched, two-floor building, home to the Museum of the Luingiana Stone Statues since 1975, and once the residence of the castle&#8217;s authorities.<\/p>\n<p>The principal entrance, under a coat of Medicean arms, is down even further. It was once equipped with a drawbridge, reached by crossing the narrow village streets. The castle was &#8220;in arms&#8221; until 1790, the year that Grand Duke of Tuscany, Pietro Leopoldo, gave the community the last cannon from its battlements. The bronze was used to construct a new bell for the city tower.<\/p>\n<p>In addition to the castle, Ponteremoli has an interesting medieval city center. The village was encircled in walls and well-defended by three fortresses (in addition to Piagnaro, there once were the Cacciaguerra and Castelnuovo Fortresses, of which ruins remain that were incorporated into the urban architectural structures to be touched on later) and six towers: two, in the upper part of the city, flanked Porta Parma; Seratti tower defended the bridge over the Verde river; and three were lined up along the eastern side of the lower part of the perimeter walls (since there was no running river to defend them, they were protected by a moat). Of the six ancient doors that opened into the walls of the city, only 4 remain: the upper, called San Giorgo (now known as Parma door); those defended by two, 14th century, humpbacked bridges, the Cresa and the Casotto (or Busticca), towards the Verde river; and the last, leading to the bridge over the Magra river.<\/p>\n<p>One of the village&#8217;s particularities was its division into two distinct centers, one in the mountains and one in the valley, occupied by the Guelfs and the Ghibellines, respectively. In 1322, Castruccio Castracani built the Cacciaguerra Fortress in the autonomous space in the middle, in order to prevent the frequent conflicts between the inhabitants of the two zones. The fortress was endowed with three towers: the central one was converted into the municipal tower (called il Campanone); that on the East, on the Magra River, became the church bell tower; the other on the West, on the Verde river, was destroyed. Subsequently, Pontremoli expanded onto the left bank of the Magra river, where the Castelnuovo Fortress was erected, of which one tower and a door with pointed arch remain.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-del-piagnaro\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.881510138,44.37986754]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2752,"name":"Castello Malaspina di Fosdinovo","description":"<p>Il castello di Fosdinovo \u00e8 stato residenza principale del marchese, reggitore dell&#8217;omonimo feudo, appartenente ad uno dei rami dei Malaspina dello Spino Fiorito, dal XIV al XVIII secolo. La costruzione dell&#8217;imponente fortezza, che si fonde perfettamente con la roccia arenaria, ebbe inizio nella seconda met\u00e0 del XII secolo, anche se si parla del Castrum Fosdinovense gi\u00e0 in un documento di Lucca del 1084. Innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, nel 1340 venne ufficialmente ceduta dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina, morto nel 1352.[1] Egli cre\u00f2 cos\u00ec il marchesato di Fosdinovo risiedendo nel castello che il nipote Galeotto I, scomparso nel 1367,[2] in seguito ingrandir\u00e0 e abbellir\u00e0. Nella parte finale del Quattrocento fu restaurato razionalmente da Gabriele II Malaspina. Nel Cinquecento, grazie all&#8217;opera del suddetto regnante e del suo successore Lorenzo Malaspina, il castello acquist\u00f2 l&#8217;aspetto di dimora gentilizia e la dimensione di corte rinascimentale, mentre nel Seicento, durante il marchesato di Giacomo (Jacopo) II Malaspina, il borgo si ingrand\u00ec ulteriormente fino a contare, nel 1636, ben ottocento \u201cfuochi\u201d.<\/p>\n<p>Il castello di Fosdinovo si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un avamposto verso il paese, detto anticamente lo \u201cspuntone\u201d, formidabile strumento difensivo (una sorta di rivellino). Protetta, nei tempi trascorsi, da un ponte levatoio, la porta d&#8217;ingresso duecentesca introduce in un piccolo cortile in stile romanico dove una colonna marmorea, anch&#8217;essa del Duecento, ne sostiene i loggiati superiori. Dal cortile, dove si trovavano i cannoni difensivi, partono le larghe rampe di scale (ci si passava con i cavalli) che conducono a quello pi\u00f9 grande centrale. Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale cinquecentesco in marmo da cui comincia il percorso per raggiungere le sale del castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800. La Sala d&#8217;ingresso, la Sala da pranzo col grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del Seicento, la Sala del trono, il vasto Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante camera delle torture. Si racconta che proprio da questa stanza, la marchesa Cristina Pallavicini, donna malvagia e lussuriosa, eliminava i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto. E proprio i trabocchetti erano una caratteristica del castello. Ne esistevano tre, due nel loggiato che dava sull&#8217;orto ed uno nella torre d&#8217;angolo. Alla loro base erano infissi affilati coltelli con la punta rivolta verso l&#8217;alto, di modo che lo sventurato, una volta caduto dalla botola attivata con una molla, veniva colto immediatamente dalla morte. Oltre a questi tremendi strumenti di tortura, ne esisteva un altro ancor pi\u00f9 terribile. Si trattava di un braccio di ferro che sporgeva dal muro della torre, ad esso era applicata una carrucola ed un anello murato in terra, collegati da una corda. Il torturato veniva appeso e lasciato penzoloni sotto gli occhi di tutti, finch\u00e9 non fosse morto.[3] Nella pi\u00f9 antica torre di levante, si trova la cosiddetta \u201ccamera di Dante\u201d, dove, secondo la tradizione, dorm\u00ec il Sommo Poeta quando fu ospitato nel castello durante il periodo di esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l&#8217;antica amicizia di Dante con i Malaspina, ricordata da Giovanni Boccaccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Museo<\/strong>:<\/p>\n<p>Il castello ospita al suo interno un percorso museale che attraversa l\u2019intera struttura dell\u2019edificio dalle prigioni alle torri panoramiche.<\/p>\n<p>La visita guidata, di circa un\u2019ora, consente di approfondire gli aspetti relativi all\u2019architettura e alla storia del castello e dalla famiglia Malaspina.<\/p>\n<p>Di particolare interesse i saloni dipinti da Gaetano Bianchi, la stanza di <strong>Dante Alighieri<\/strong>, le collezioni di monete, ceramiche, armi, attrezzi di uso quotidiano e strumenti di tortura. Per i pi\u00f9 curiosi, inoltre, \u00e8 prevista nel giro anche la sosta alla leggendaria <a href=\"http:\/\/fosdinovo.borgoognissantitre.com\/it\/node\/24\">stanza del fantasma<\/a>.<\/p>\n<p>Collezione di arte contemporanea: nel periodo estivo \u00e8 possibile percorrere il castello alla ricerca di lavori di arte contemporanea lasciati dagli artisti invitati in Residenza.<\/p>\n<p>Lo spazio museale \u00e8 stato pensato in modo tale da offrire agli spettatori un percorso interdisciplinare piacevolmente fruibile da tutte le fasce d\u2019et\u00e0. Su prenotazione, inoltre, \u00e8 possibile organizzare i laboratori per le scuole oppure \u00a0visite gestite da storici e archeologi medievisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>VISITE:<\/strong><\/p>\n<p>l museo \u00e8 aperto al pubblico per visite guidate, su prenotazione \u00e8 possibile\u00a0visitarlo in gruppi anche al di fuori degli orari previsti.<\/p>\n<p>Si organizzano visite guidate in lingua (francese e inglese), rievocazioni medievali nonch\u00e9 letture dantesche.<\/p>\n<p>Ogni <em>venerd\u00ec<\/em> alle 22.00 \u00e8 possibile prenotare visita in notturna a lume di candela alla ricerca del fantasma.<\/p>\n<p>Le giornate al castello per i gruppi possono essere accompagnate da pranzi, cene o merende predisponendo per i pi\u00f9 piccoli laboratori medievali con animatori in costume.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:38:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03747-768x511.jpg","id":2753,"caption":"Castello FOsdinovo 2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03781-768x511.jpg","id":2755,"caption":"Castello FOsdinovo "}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03781-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2752","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2752&action=edit","translations":{"en":{"id":3444,"name":"Malaspina Castle of Fosdinovo","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/malaspina-castle-of-fosdinovo\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3444","description":"<p>With its 12th century walls still intact, Fosdinovo Castle crowning a hill 550 meters high. The castle still dominates a great part of the Thyrrenian coastline. During the Middle Age its position was ideal to maintain control of the Apennines outlet to the sea and the Lunigiana region, with its roads and mountain pass linking the Thyrrenian coast to northern Italy.<br \/>\nOne of the coat of arms walled on the main gate walls.<\/p>\n<p>We have records of the existence of Fosdinovo Castle as fief of the Erberia family since the year 1124, under the direct control of Bishop-Counts of Luni. This arrangement continued until 1317, when the unstoppable rise of the marquises Malaspina, strictly connected with the Ghibelline cause, brought the Episcopal power to a rapid decline and the leader of the family Spinetta Malaspina took possession of the castle. Immediately after Fosdinovo was conquered by the great commander Castruccio Castracani, Lord of Lucca, that besieged the castle with 6000 soldiers and 1000 knights. In the 1334, after the decline of Castruccio, the castle returned into possession of the Malaspina .<br \/>\nThe front towards the town with one of the powerful round towers.<\/p>\n<p>At the beginning of the 14th century the Malaspina, now masters of the entire Lunigiana thanks to the help of the powerful family of the Scaligeri of Verona and Enrico the 7th, moved the seat of the family from the nearby castle of the Verrucola di Fivizzano to Fosdinovo, and made the village the administrative center of their lands. The castle was enlarged. The original keep of the 12th century was widened and strengthened with turrets and a new cylindrical tower, ghibelline battlements (with &#8216;tail of swallow&#8217; form), machicolation on the sides towards the Lunigiana and with towers and ramparts on the side facing the village; inside, the castle became one of the finest nobiliary residences of that time, rich of frescoed rooms. The magnificent inner courtyard was a 16th century addition. Over the main gate, defended by a breteche, is still visible a coat of arms representing a dog holding a plant with thorns (known as &#8220;Spino&#8221;) in its mouth to symbolize the strong alliance between the Malaspina and the Scaligeri. All around, in the walls are opened gun loops for cannons and other fire arms.<\/p>\n<p>The castle has the reputation of &#8216;indestructible&#8217; and even the earthquake of 1922, that destroyed great part of the Lunigiana, made no serious damage to its structure. A legend says that the great poet Dante Alighieri passed some days at the castle, an event historically impossible. Another legend is connected with the presence in one of the rooms of the castle of the &#8216;well of oblivion&#8217;: the marquise Cristina Adelaide Pallavicino, bride of Ippolito Malaspina, attracted her lovers into this room and then threw them down in this pit full of blades which ended in a water channel beyond the walls. Most likely the trap was used, but for the elimination of enemies! The castle is still owned by the marquises Torrigiani-Malaspina and managed by the cultural association Lo Spino Bianco [ Info from official website: www.castellodifosdinovo.it]<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malaspina-di-fosdinovo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.020904541015625,44.13552944919728]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2750,"name":"Fortezza delle Verrucole","description":"<p>La Fortezza delle Verrucole, fondata dalla famiglia Gherardinghi sopra un precedente insediamento umano, risale a un periodo compreso tra X e XIII secolo. I Gherardinghi costruirono una prima rocca e un palazzo pubblico per tenere sotto controllo il territorio. Le mire espansionistiche di Lucca verso nord diedero per\u00f2 a questi luoghi innumerevoli battaglie nel XII e XIII secolo. Probabilmente il momento pi\u00f9 difficile fu alla fine del XII secolo quando la famiglia Gherardinghi entr\u00f2 nell&#8217;alleanza fra Pisa e i feudatari della Garfagnana e della Versilia contro la repubblica di Lucca, la quale reag\u00ec nel 1170 con una campagna militare di notevoli dimensioni. Questa comprese anche l&#8217;assedio alla &#8220;Verucola gherardenga&#8221;, antico nome dell&#8217;attuale Fortezza delle Verrucole.<\/p>\n<p>Negli anni successivi i feudatari di Verrucole riuscirono a strappare ora al Sacro Romano Impero ora al Papa promesse d&#8217;indipendenza e autonomia,promesse che si concretizzano nella stesura di uno statuto comunale datato 1271. Nel 1296, la Fortezza pass\u00f2 nelle mani dei lucchesi che la affidarono alla consorteria dei Guidiccioni. Terminata l\u2019epopea del condottiero lucchese Castruccio Castracani, la Fortezza perse importanza come presidio lucchese cosicch\u00e9 nel 1328 Spinetta Malaspina, marchese ghibellino e condottiero di ventura, se ne pot\u00e9 impadronire e la tenne fino al 1345. La Fortezza delle Verrucole fu quindi abbandonata fino all\u2019arrivo della dinastia estense. Nel 1429 una parte della Garfagnana pass\u00f2 infatti sotto il dominio della famiglia d\u2019Este di Ferrara. La Fortezza nelle sue fattezze attuali risale perci\u00f2 probabilmente a due periodi estensi: l\u2019epoca del marchese Leonello (circa 1450) e di Alfonso II (circa 1564). Fu in questo periodo che venne restaurata e trasformata in una cittadella costituita da due rocche, una quadrata e una circolare, governata da due distinti castellani. Tra il 1522 e il 1525 il poeta Ludovico Ariosto ebbe la carica di commissario della Garfagnana e si occup\u00f2 di riorganizzare i presidi militari, tra cui Verrucole. Nella seconda met\u00e0 del XVI secolo il duca Alfonso I d\u2019Este invit\u00f2 l\u2019architetto Marc\u2019Antonio Pasi ad adeguare la Fortezza alle nuove esigenze belliche. Venne cos\u00ec costruita l\u2019attuale rocca poligonale e i bastioni. Alla met\u00e0 del \u2018700 la Fortezza perse la sua originaria funzione strategico-militare. Le sue strutture vennero comunque mantenute in efficienza da ingegneri ducali. Tra la fine del \u2018700 e i primi dell\u2019800, sotto la dominazione francese, il presidio delle Verrucole fu messo all\u2019asta, ma rimase invenduto. L\u2019intero complesso fu venduto a privati nel 1866. Nel 1986 il Comune di San Romano in Garfagnana ha acquistato la Fortezza avviandone il restauro, terminato nel 2012. Come in ogni edificio plurisecolare, leggende di magie e fantasmi abbondano, forse perch\u00e9 nei secoli il forte fu anche sede di prigione. Dalle cronache storiche diventate poi leggenda emerge il seicentesco capitano Francesco Accorsini, comandante della Fortezza, condannato dall\u2019Inquisizione di Modena per pratiche di magia e stregoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testi da fortezzaverrucolearcheopark.it]<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:40:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSCN7429-768x512.jpg","id":2771,"caption":"Verrucole panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC00643-768x511.jpg","id":2726,"caption":"Fortezza Verrucole"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC00643-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2750","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2750&action=edit","translations":{"en":{"id":3515,"name":"Verrucole fortress","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verrucole-fortress\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3515","description":"<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p><strong>Deep in the Garfagnana<\/strong>, 3 kilometres from the municipality of San Romano, sits the <strong>imposing Verrucole Castle<\/strong>. The fortress is a very important medieval site, positioned on a hill 600 metres up, above the village of <strong>Verrucole<\/strong>.<\/p>\n<p>Built by the Gherardinghi family, it was constructed around the <strong>11th-12th century<\/strong> to dominate the area they ruled over and to oppose the Bacciano family in their claim over San Romano. The castle was made up of two distinct buildings, the <strong>Rocca Quadra<\/strong> and <strong>Rocca Tonda<\/strong>, located on each side of the hill and surrounded by a wall.<\/p>\n<p>The <strong><em>Castrum Verrucolae Gherardinghi<\/em><\/strong>, as it was called on an imperial seal in 1376 by Charles IV, was later given to <strong>Spinetta Malaspina<\/strong>, a member of another one of the medieval power-holding families that dominated the border between Tuscany, Liguria and Emilia. Following the conflict between the Guelphs and the Ghibellines, the fortress was taken by the Florentines in 1430, by Lucca four years later, and finally by the Este family, who after 1446 subjected San Romano and its territory to their rule.<\/p>\n<p><strong>The castle can be reached on foot from the village of Verrucole<\/strong>, following the trail up the slopes of the hill. The fortress is open to visitors and you can enjoy a spectacular view of the <strong>Garfagnana valley and the Apuan Alps. <\/strong><\/p>\n<p>Info: <a href=\"http:\/\/www.fortezzaverrucolearcheopark.it\/home_ita.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fortezzaverrucolearcheopark.it<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-delle-verrucole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.33238410949707,44.17884930477805]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2745,"name":"Casa Museo Giovanni Pascoli","description":"<p>La villa di campagna dei Cardosi-Carrara, situata ai Caproni di Castelvecchio, nei pressi di Barga \u00e8 la sistemazione che Giovanni Pascoli scelse come residenza nel 1895. In questo luogo il Poeta trascorse gli anni pi\u00f9 tranquilli della sua esistenza, dal 1895 al 1912, l&#8217;anno della sua morte e dove videro la luce opere come <em>Myricae<\/em> (1903), i <em>Primi Poemetti<\/em> (1897), i <em>Canti di Castelvecchio<\/em> (1903), i<em> Poemi Conviviali<\/em> (1904), ovvero le opere innovative della poesia del Pascoli.<\/p>\n<p>Nella <b>Casa Museo<\/b> potrete scoprire gli arredi e la disposizione degli spazi identici a quelli che aveva al momento della morte del Poeta. Dopo la morte del Poeta l&#8217;edificio \u00e8 stato dichiarato monumento nazionale e di particolare interesse pubblico l&#8217;area che comprende la casa. L&#8217;archivio conserva circa 76.000 carte e la biblioteca circa 12.000 volumi. Una visita da non mancare per chi si reca in quel di Barga.<\/p>\n<p>Tra i Canti di Castelvecchio composti in questa casa c&#8217;\u00e8 anche la famosa lirica &#8220;La cavalla storna&#8221;.<\/p>\n<p><b>Museo-Casa &#8220;G. Pascoli&#8221;<\/b><br \/>\nCastelvecchio Pascoli &#8211; Barga<br \/>\nTelefono 0583.766147<br \/>\nOrario di apertura: 1 ottobre &#8211; 31 marzo (marted\u00ec dalle ore 14-17.15 e dal mercoled\u00ec alla domenica 9.30-13 e 14.30-17.15); 1 aprile &#8211; 30 settembre (marted\u00ec 15.30-18.45 e dal mercoled\u00ec alla domenica 10.30-13 e 15-18.45)<br \/>\nChiuso tutti i luned\u00ec e marted\u00ec mattina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Testo ed informazioni da www.barga.it ]<\/p>\n","modified":"2019-04-14T15:06:44","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04310-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[196]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2745","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2745&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casa-museo-giovanni-pascoli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.462911128997803,44.08429435645488]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2725,"name":"Parcheggio Fosdinovo","description":"<p>Se si proviene dalla Lunigiana, e si viaggia in auto, si pu\u00f2 cercare un posto ancora pi\u00f9 vicino verso le porte del Castello lungo la stradina che sale alla porta. Altrimenti, lasciare l&#8217;auto presso l&#8217;area attrezzata camper, molto comoda (c&#8217;\u00e8 anche un distributore benzina) e proseguire a piedi verso l&#8217;ingresso al paese, in 3 minuti sarete alla porta.<\/p>\n","modified":"2019-04-18T11:51:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC00194-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[9]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2725","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2725&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/parcheggio-fosdinovo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.02256214,44.13721598]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2724,"name":"Parcheggio Verrucole","description":"<p>Varie possibilit\u00e0 di parcheggio oltre a quello dello spazio designato. 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Come molte altre imprese che ai coevi parevano impossibili, la leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al diavolo, il quale vien poi truffato in vari modi. La leggenda narra del capo muratore impegnato nella costruzione del Ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa opera, date le continue ed impetuose piene del fiume. Una sera preso dalla disperazione cominci\u00f2 a pronunciare sacrilegi tali da evocare Satana. Allora il Diavolo disse al capomastro che avrebbe completato lui stesso l&#8217;opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il Ponte. Il capo muratore accett\u00f2 e la costruzione fu ultimata. Il capomastro, disperato per l&#8217;imminenza del pesante tributo al Diavolo, corse dal Parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogit\u00f2 uno stratagemma: fece attraversare il Ponte ad un cane, il Diavolo infuriato per il gesto scaltro lo prese e si butt\u00f2 nelle acque del fiume senza mai pi\u00f9 farsi rivedere. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre che rappresenti il diavolo che ancora cerca l&#8217;anima del capocantiere. Si dice anche di poter osservare sul fondo del fiume il corpo pietrificato del povero animale.<\/p>\n<p>Leggende simili si narrano per altri ponti come il Ponte Gobbo sul fiume Trebbia nella localit\u00e0 di Bobbio o il Puente del Diablo a Martorell in Spagna.<\/p>\n<p>Ci sono altre versioni che parlano di un maiale che rincorreva una mela in cui il maligno adirato dalla beffa subita, si gett\u00f2 nel Serchio, aprendo cos\u00ec un varco con gli inferi scatenando un pandemonio tale da lasciare segni sul fondo del fiume e nella mente degli abitanti.<\/p>\n<p>Un altro fatto che porterebbe una giustificazione ulteriore al nome che porta \u00e8 la storia di Lucida Mansi. La nobildonna lucchese era bella, prestante, potente, ricca e giovane con una tremenda paura per la vecchiaia. Ella faceva di tutto per evitare l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0: alchimie, viaggi alla ricerca di saggi, fonti mistiche ed altro per non invecchiare. Una mattina, nella sua residenza di Monsagrati a Pescaglia, scopr\u00ec che sul suo viso era apparsa una lieve ruga. In preda alla disperazione cominci\u00f2 a piangere ed urlare. La sera di quello stesso giorno Lucida (o Lucilla) mentre vagava nervosamente per le vie di Borgo a Mozzano, pass\u00f2 presso il Ponte della Maddalena (allora ancora cos\u00ec conosciuto) dove ebbe un incontro con un bellissimo ragazzo il quale le propose trenta anni di giovinezza in cambio della propria anima. La sciagurata accett\u00f2. Cos\u00ec Lucida venne portata dal giovane sul punto pi\u00f9 alto del Ponte, a quel punto il ragazzo prese le sembianze di Lucifero e stacc\u00f2 l&#8217;anima della nobildonna dal suo corpo, gettandola nel Serchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testo tratto da Wikipedia]<\/p>\n","modified":"2019-04-24T16:14:24","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/PonteDiavolo-1-768x435.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[197]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2700","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2700&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ponte-del-diavolo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.552067756652832,43.98572067085708]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2699,"name":"La Ceragetta Ristorante","description":"<p>Il giusto luogo per condire le escursioni con la giusta dose di rifocillamento, alla ricerca di sapori tradizionali della cucina garfagnina apuana<\/p>\n","modified":"2019-04-17T11:37:52","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ristorante-ceragetta-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2699","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2699&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-ceragetta-ristorante\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.31712234,44.06911816]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2698,"name":"La Ceragetta Resort","description":"<p>Antico borgo di montagna sulle Alpi Apuane trasformato in un romantico albergo diffuso in caratteristiche case vacanza. Alloggio con bagno ed ingresso indipende<span class=\"text_exposed_show\">nte, cucina attrezzata, costo a persona per notte o case in affitto vacanza. Piscina panoramica, spazi conviviali e servizi nel borgo. Siamo nel Parco Alpi Apuane in splendida posizione panoramica propri davanti al Gruppo delle Panie, montagne con caratteristiche alpine che dividono il mare della Versilia dal verde della Garfagnana, lussureggiante vallata nel nord della Toscana.<br \/>\nNel luogo anche il noto ed apprezzato ristorante. Ottimo rapporto qualit\u00e0 &#8211; servizio \/ costo. Degustazioni a Km.0 a base di prodotti tipici della Garfagnana, carni di manzo di qualit\u00e0, trote Fario, formaggi d&#8217; alpeggio, farro IGP, gran turco Otto File, funghi porcini, lamponi, fragoline di bosco, castagne, miele ecc.<\/span><\/p>\n","modified":"2019-04-17T10:11:05","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ceragetta-resort-300x225.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[192]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2698","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2698&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-ceragetta-resort\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30886113,44.06823936]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2667,"name":"Castelpoggio","description":"<p>Antico borgo millenario situato sulle pendici delle Alpi Apuane, in posizione panoramica domina la piana di Luni ed \u00e8 circondato da boschi pascoli e terrazzamenti, tra castagni, corbezzoli, eriche e ginestroni. Si trova sulla Strada Carrara \u2013 Fosdinovo che costituisce confine tra Liguria e Toscana. La parte alta del paese \u00e8 quella pi\u00f9 antica e costituiva un borgo murato di cui poco \u00e8 rimasto dove si trova la chiesa parrocchiale della Nativit\u00e0 di Santa Maria. In particolare quello che tocca il sito scomparso di Volpigliano. Alcuni sentieri che arrivano da Casano, anch\u2019essi antichi e dalla Foce di Ortonovo arriva un sentiero che percorre per buona parte il confine tra Toscana e Liguria. Castelpoggio era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Nella seconda guerra mondiale fu teatro di rappresaglie nazifasciste, verso la fine del 1944, che provocarono immani uccisioni di partigiani e civili. La sua esposizione sopra una collina, \u00e8 sempre stata strategica tra il versante marittimo e quello interno e questo spiega le numerose vie di collegamento che al Paese pervengono, antiche e pi\u00f9 recenti. Ricordiamo il sentiero per la Gabellaccia e per Campocecina. Nata come Rettoria (chiesa non parrocchiale affidata ad un ecclesiastico), al Nord-Est) di Carrara da cui dista oltre sette kilometri, su di una collina in faccia al mare, fra boschi, ulivi e castagni e lungo la via statale che conduce in Lombardia, detta la Spolverina, che transita da Fosdinovo e prosegue per Fivizzano, gi\u00e0 sulla via Francigena. Questo borgo fu chiamato Casopoci o Casapoci, dei marchesi Malaspina, donato alla Cattedrale di Luni dal marchese Alberto Rufo, nel giugno del 1085. Poi diventa Castrumpodium, in latino, poi nei primi anni del 1500, Castepoggio: \u00e8 evidente il riferimenti ad un Castello su di un poggio !<\/p>\n","modified":"2019-11-22T12:01:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Castelpoggio09-768x521.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2667","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2667&action=edit","translations":{"en":{"id":4136,"name":"Castelpoggio","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/castelpoggio\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4136","description":"<p>Castelpoggio is a frazione (borough) of the comune of Carrara, in northwest Tuscany, central Italy. As of 2001, it had around 360 inhabitants.<\/p>\n<p>It is located on the slopes of the Apuan Alps, overlooking the plain of Luni.<\/p>\n<p>Remains of human presence in the area date from as early as the Neolithic Age. The current borough originated perhaps from a Byzantine stronghold built to defend Luni from Lombard raids.<\/p>\n<p>The first document mentioning Castelpoggio proper date from 997 AD. During World War II, German occupation forces killed 33 people and burned down much of the village in retaliation for Italian partisan activity in the area.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castelpoggio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.0737565848342,44.11312316673853]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2664,"name":"Ortonovo","description":"<p>Il centro storico di Ortonovo, posto su di un colle ai piedi delle pre-alpi Apuane che domina la bassa vallata del Magra, parte della Lunigiana storica, fu alle dipendenze di Firenze prima di passare nel 1454 a Genova. Un tempo era protetto da mura e da un castello, oggi scomparso, di cui resta a testimonianza l\u2019imponente \u201ctorre del Guinigi\u201d con i suoi 33 metri di altezza. Prima di giungere al borgo si incontra il cinquecentesco Santuario della Madonna del Mirteto, progettato e costruito dall\u2019architetto lucchese Ippolito Marcello, alla met\u00e0 del Cinquecento. A poca distanza da Ortonovo si trova, su un colle in splendida posizione panoramica, l\u2019antico borgo di Nicola, con la chiesa di SS. Filippo e Giacomo, costruita nel 1759 su una pre-esistente cappella edificata forse dai bizantini nei secoli VI-VII. Oltrepassando l\u2019antico ponte detto di S.Martino fatto costruire in legno nel Trecento, e, dopo innumerevoli restauri, ricostruito in pietra, si trova la chiesetta di S.Martino, pieve di epoca longobarda. In localit\u00e0 Casano, verso valle, in un antico frantoio, un Museo Etnografico che raccoglie 300 reperti della civilt\u00e0 contadina. Nella zona pianeggiante si trova una delle aree archeologiche pi\u00f9 importanti d\u2019Italia con i resti di quella che fu l\u2019antica citt\u00e0 romana di Luni, da cui prende nome la regione storica della Lunigiana, estesa tra Liguria e Toscana. Nel periodo di massimo splendore il porto di Luni era uno degli scali pi\u00f9 importanti del Mediterraneo da cui partiva verso Roma il pregiato marmo bianco delle Alpi Apuane. 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In the central square is the Guinigi Tower, today the campanile of the church of St. Lawrence (17th century) but once connected to a now disappeared castle. Other sights include:<\/p>\n<ul>\n<li>Church of Sts. James and Philip (15th century)<\/li>\n<li>Sanctuary of Mirteto (16th century)<\/li>\n<li>Castle of Volpiglione<\/li>\n<\/ul>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ortonovo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.053440882845507,44.08943323608663]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2656,"name":"Azienda Agricola Annunziata","description":"<p>Alle spalle della Locanda il Monastero, sorge il Laboratorio Artigianale della Azienda Agricola Annunziata<\/p>\n<p>Qui sar\u00e0 possibile, previa prenotazione,\u00a0 fare una degustazione di prodotti tipici locali (torte salate, torte dolci e<br \/>\nbiscotti). Sar\u00e0 possibile inoltre fare una degustazione di olio extra vergine di oliva accompagnati da un<br \/>\nesperto assaggiatore di olio.<\/p>\n","modified":"2019-03-27T12:55:34","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bastoncini-sesamo-1-300x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2656","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2656&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/azienda-agricola-annunziata\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.049983017558134,44.0967388582992]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2601,"name":"Casa Vacanze Ai Colombi","description":"<p>Il Quadrilocale \u00e8 arredato con 4 posti letto suddivisi in due camere. 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This new part was destined to be a work place for the olive oil production, for its sharecroppers and to be a residential home where the noblewoman Franchina Eloisa Ingolotti used to love to come and stay during the summer.<\/p>\n<p>The mill was an active business until the first half of \u2018900, after which the heirs completely transformed it into a proper house where to spend the <strong>holidays<\/strong> in peace and tranquillity. From that moment onwards Casale Amati, as we find it today, was born.<\/p>\n<p>The last<strong> complete renovation<\/strong> was completed in the year 2016. Not only have the changes been made in an attempt to maintain and respect the characteristics of the original farmhouse, but they have also worked to<strong> emphasize the origins<\/strong> of this beautiful place, by leaving the mill, the gears, the logs and the old structures of the mill as architectural elements, characterizing spaces as clear evidence of the farmhouse\u2019 s past.<\/p>\n<p>Suspended between the past and the present, between nostalgia and contemporary tastes, this fascinating farmhouse thus internally combines the story of an antique and <strong>laborious farm-to-table<\/strong> activity of this area with a <strong>warm and relaxing atmosphere<\/strong> typical of the bien vivre of the<strong> rural nobility<\/strong>.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casale-amati\/","addr:street":"Via Figliola","addr:housenumber":"27 ","addr:postcode":"19034","addr:city":" Casano di Ortonovo, Luni (SP) ","contact:phone":"+39 339 35 74 870","contact:email":"info@casaleamati.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via Figliola, 27   Casano di Ortonovo, Luni (SP) "},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.049271583557129,44.092979176136886]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2558,"name":"Searching Emotions Canyoning","description":"<p>Sfida i tuoi limiti con Searching Emotions, uscite guidate nei Canyon pi\u00f9 belli della Toscana: un\u2019attivit\u00e0 adatta a tutti, grandi e piccoli. Prenota ora la tua Canyoning Experience!<\/p>\n","modified":"2019-08-23T14:45:55","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/36029607_2040286766196192_1900987589322604544_o-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[191]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2558","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2558&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/searching-emotions-canyoning\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.829968584094331,43.693096074103984]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2544,"name":"Spider Park","description":"<p>Nuovo Parco Avventura\u00a0 sulla montagna Pistoiese nel comune di Marliana. In uno stupendo Bosco di faggi a 25 minuti dal casello autostradale di Pistoia, a 2minuti da Prunetta, 5 Percorsi su alberi fantastici in totale sicurezza (linea di vita continua CoudouPro- Kong) per grandi e piccini.<\/p>\n","modified":"2019-03-13T15:14:24","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4-spider-park-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[190]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2544","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2544&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/spider-park\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.799474716186523,43.99713676658333]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2520,"name":"Albergo LA BAITA","description":"<p>Un eccellente luogo per sperimentare l&#8217;ospitalit\u00e0 garfagnina, pur non rinunciando alle comodit\u00e0 di un albergo. La gestione familiare di Roberto,Mara e Martina vi far\u00e0\u00a0 senitre gradito ospite per un giorno, e &#8220;di famiglia&#8221; gi\u00e0 alla seconda serata..<\/p>\n","modified":"2020-07-30T12:51:53","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/la-baita-768x510.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[10]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.albergolabaita.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2520","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2520&action=edit","translations":{"en":{"id":5707,"name":"Hotel LA BAITA","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/hotel-la-baita\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5707","description":"<p>An excellent place to experience Garfagnan hospitality, while not giving up the comforts of a hotel. 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Da questa famiglia deriva il primo nome di &#8216;Verrucola Corbellariorum&#8217;. La famiglia Malaspina dominer\u00e0 a lungo nelle terre della Val di Magra dividendo nel 1221 la valle in Spino Secco e Spino Fiorito, Virgoletta entra nello spino secco.<\/p>\n<p>La prima notizia di Virgoletta \u00e8 contenuta nell&#8217;atto di divisione tra i Malaspina dello spino secco nel 1275. I Malaspina nel XIII sec. innalzano nuove mura alte 11 metri sul lato meridionale della verrucola, e realizzano un&#8217;ampia cisterna per l&#8217;acqua all&#8217;interno del castello. Nel pieno periodo malaspiniano iniziano a sorgere le prime case sull&#8217;unica via che percorre il crinale della collina in direzione ovest, dando origine a quell&#8217;aspetto unico che caratterizza il borgo di Virgoletta. L&#8217;accesso al castello viene spostato in direzione dell&#8217;abitato. In questi anni Dante viene ospitato dai Malaspina e a Corrado dedicher\u00e0 la chiusura del canto VIII del Purgatorio. Nel 1449 Galeotto Campofregoso si impadronisce di Virgoletta e fino alla sua morte (1471) tende a trasformare il maniero feudale in palazzo signorile ingentilendolo nelle forme, realizzando il loggiato interno alla corte. I Campofregoso fortificano le scarpate del colle Vignale e realizzano il barbacane, erigono inoltre la torretta cilindrica di fiancheggiamento a meridione.<br \/>\nInterno del restaurato lato Nord.<\/p>\n<p>Con la morte del Campofregoso i Malaspina rientrano in possesso del feudo per tutto il XVI sec. Proseguendo l&#8217;opera iniziata da Galeotto realizzano un amplissimo salone a volta sull&#8217;ingresso che guarda il borgo con ampi spazi, numerose decorazioni e sale signorili. A completare l&#8217;opera fu Federico Malaspina signore di Virgoletta e Villafranca che appose lo stemma col leone rampante sullo spino secco attualmente esistente sull&#8217;ingresso del castello. Nell&#8217;ampio salone esisteva fino agli inizi del novecento un&#8217;imponente camino in pietra portante anch&#8217;esso lo stemma dei Malaspina (venduto durante lo scorporo dei beni della Lunigiana agli antiquari e oggi perduto, ne resta una fotografia), inoltre l&#8217;ambiente era arricchito da decorazioni arazzi e stucchi lasciati dalle due famiglie nobili precedenti.<br \/>\nNel periodo rococ\u00f2 verranno aggiunti sulle sovrapporte del salone degli stucchi con rappresentati paesaggi e borghi.<\/p>\n<p>Nel 1705 gran voce fu data nelle cancellerie europee per la ribellione del popolo di Virgoletta contro il marchese Giovanni Malaspina. Intendevano con questo atto riconoscere la sovranit\u00e0 di Filippo V di Spagna e agevolare l&#8217;invasione franco-spagnola dei feudi lunigianesi. Le truppe imperiali del Granducato di Toscana respinsero l&#8217;invasione e il Malaspina torn\u00f2 al potere. Tutti i ribelli (praticamente l&#8217;intera popolazione) furono allontanati di otto miglia dal feudo. Nel 1796 Napoleone pone fine al sistema feudale che fino ad allora aveva retto la Lunigiana. Virgoletta si fonde col capoluogo Villafranca ed entra a far parte della Repubblica Cisalpina prima e del Regno d&#8217;Italia poi. Nel periodo post-napoleonico entra nel ducato di Modena e nel 1849 nel ducato di Parma fino al 1859, data dell&#8217;unificazione nazionale. Il terremoto del 1920 ha abbattuto parte del mastio quadrangolare e danneggiato fortemente il borgo. Durante la seconda guerra mondiale Virgoletta venne a trovarsi sulla &#8216;linea Gotica&#8217; al centro della cruentissima &#8216;battaglia della Lunigiana&#8217;, il castello divenne sede di un comando tedesco e gli archivi e il mobilio furono bruciati. Il resto dei danni al castello \u00e8 opera delle spartizioni interne degli abitanti, dell&#8217;incuria e degli adattamenti abusivi operati durante la seconda met\u00e0 del secolo. Attualmente \u00e8 in corso una lenta opera di recupero attuata da privati tra cui la ristrutturazione completata del salone di Federico Malaspina.<\/p>\n","modified":"2019-02-22T18:36:42","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC08348-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2379","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2379&action=edit","translations":{"en":{"id":3414,"name":"Virgoletta","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/virgoletta\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3414","description":"<p>In the basement of the actual tower nowadays few elements of longubard origins are present, so a prior origin is not to be excluded.<\/p>\n<p>First lords of Virgoletta were Corbellari family, who were operating on behalf of Bishop of Luni and Obertenghi Marquees. Since 1221 Malaspina family will take over and divide Lunigiana into 2 areas: &#8220;Bloomed Thorn&#8221; and &#8220;Dry Thorn&#8221;. Virgoletta will be included in the second.<\/p>\n<p>Its castle is mentioned right on these kind of documents (1275). Malaspina family will erect new walls 11mts high on the south of the castle and build a cistern inside the castle. In this historical moment the first houses are build on two wings\u00a0 along the road leading to the castle, so that the access of the castle is moved towards them.<\/p>\n<p>In 1449 Galeotto Campofregoso conquers the castle and maintain it until 1471, transforming it in a residencial palace, even thou fortifying the walls outside. Then Malaspina will take over again, until 1705 when a riot of inhabitants of Virgoletta against Giovanni Malaspina aimed to aid Filippo the 5Th of Spain and french-sanish invasion. Granduke of Tuscany was able to defend against the invasion and return Virgoletta to Malaspina family: as a consequence all the rebels were sent off the castle for at least 8miles; this gives the actual shapes of the settlement. 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All\u2019interno dei mulini quattrocenteschi situati all\u2019inizio del borgo invece, ha sede il Museo Etnografico della Lunigiana che illustra, tramite raccolte di oggetti di vario genere, consuetudini, usi, costumi, attivit\u00e0 e riti della cultura popolare della Lunigiana.<br \/>\nNei pressi di Villafranca, a Filetto, furono ritrovate decine di statue stele nella sua selva, bosco sacro di divinit\u00e0 pagane. Ogni 25 agosto, si festeggia San Genesio con l\u2019omonima fiera. Nel borgo bizantino, prima dei Malaspina, poi degli Ariberti di Cremona, ad agosto si svolge il mercato medioevale, con le botteghe d\u2019artigianato, gli spettacoli e le rievocazioni storiche. A Malgrate si pu\u00f2 visitare il castello, in ottime condizioni, e la casa di Antonio da Faye, cronista del Quattrocento. Virgoletta ospita uno dei pi\u00f9 bei borghi della Lunigiana, dominato dal castello malaspiniano. Percorrendo la statale della Cisa in direzione di Aulla troviamo la Chiesaccia o chiesa di Santa Maria Assunta, fondata intorno al XII secolo, e quanto resta dell\u2019antico ospedale, nel punto in cui i pellegrini e viandanti potevano guadare con meno problemi il corso del fiume.<\/p>\n","modified":"2019-02-22T18:29:17","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC08340-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2375","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2375&action=edit","translations":{"en":{"id":3416,"name":"Villafranca Lunigiana","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/villafranca-lunigiana\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3416","description":"<p>Its origin is around XII century thanks to the increasing importance of the &#8220;monte Bardone way&#8221; else &#8220;Via Francigena&#8221;<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/villafranca-lunigiana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.950394630432129,44.299711555867724]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2362,"name":"Bagnone","description":"<p>Il territorio ha una morfologia essenzialmente montana, dominata dal crinale appenninico, dove stacca il Monte Sillara. Il borgo infatti si staglia su uno sperone roccioso, immerso in un fitto bosco di pini e querce. Nel Medioevo e in epoche anche pi\u00f9 recenti, Bagnone ha avuto una grande importanza grazie alla posizione strategica, essendo alL\u2019incrocio di vie di comunicazione importanti.<br \/>\nA testimonianza di ci\u00f2 , possiamo trovare a Bagnone numerosi luoghi d\u2019interesse artistico come il castello e la sua Chiesa, la chiesa di San Rocco e la chiesa di Santa Maria, la piazza. Inoltre, le numerosi frazioni ospitano il bellissimo borgo di Castiglion del Terziere con il castello e Treschietto e Iera con gli antichi ruderi dei manieri malaspiniani, luoghi di oscure leggende, Corlaga e Corvarola con i loro palazzi marchionali, la natura di Mochignano, Gabbiana e Pastina. 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In quel periodo venne organizzata una linea difensiva a ridosso dell&#8217;appennino per proteggere i porti dell&#8217;alto Tirreno, Luni in particolare, dalle milizie barbariche presenti oltre le montagne fin dal 590. E Filetto fu parte essenziale di questa imponente linea di difesa. All&#8217;interno di quello che \u00e8 il borgo attuale \u00e8 possibile isolare un settore &#8220;matrice&#8221;, una sorta di quadrilatero di circa sessanta metri di lato ed un unico accesso. Nel corso degli anni oscuri che seguono la caduta dell&#8217;impero d&#8217;oriente in Italia le strutture del &#8220;castrum&#8221; furono riadattate a residenza di popolazione che cercava protezione.L&#8217;impianto urbanistico originario si dilat\u00f2 in et\u00e0 medioevale con la costruzione di un settore dalla parte di ponente. Questa nuova &#8220;addizione&#8221; prosegue l&#8217;originario impianto mantenendone le caratteristiche quadrilatere e limitandosi a spostare l&#8217; accesso verso la Magra. Alla vasta area sgombra della piazza, si agganciarono cos\u00ec le strette vie interne di impianto medioevale: i cosidetti borghi voltati, caratteristica costante dei centri storici lunigianesi. Nel corso del XVI secolo la cinta muraria venne prolungata verso oriente e il borgo, che prima si estendeva a lato della strada tra Villafranca e Bagnone, giunse ad inglobare la strada stessa. Nel 1568 vennero erette due porte monumentali e dopo pochi anni i Marchesi Ariberti di Cremona subentrarono come nuovi feudatari ai Malaspina costretti a vendere il feudo di Filetto per debiti contratti con l&#8217;imperatore. La definitiva opera di ristrutturazione fu completata con la costruzione prima del palazzo Ariberti e poi del convento dei frati Ospitalieri di San Giovanni di Dio.<\/p>\n","modified":"2019-04-26T13:50:01","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/12-Filetto-al-mattino-5-768x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2346","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2346&action=edit","translations":{"en":{"id":3418,"name":"Filetto","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/filetto\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3418","description":"<p>Its origins are linked\u00a0 along VI-VII centuries to the struggle between Byzantines and Longubards: at that time a defensive line was organized on bizantines&#8217; side in order to protect Luni harbourand prevent invasions from the Appenines side. 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Sorge in una zona strategica, frequentata fin dalla preistoria (nella zona sono state ritrovate ben sette statue stele) e conserva ancora oggi l\u2019impianto del secolo XII, capolavoro architettonico romanico, con un imponente sistema absidale interamente realizzato in ciottoli di arenaria non sbozzati. All&#8217;interno della pieve, interamente restaurata, sono conservati numerosi elementi medievali oltre a due statue stele originali (Sorano I e Sorano V).<\/p>\n<p>L&#8217;area in cui sorge la pieve \u00e8 frequentata fin dalla preistoria, come testimoniano le 7 statue stele trovate nell&#8217;area circostante e i numerosi reperti di et\u00e0 del ferro. 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Stefano di Sorano \u00e8 citata al partire dal secolo XI in tutti i principali documenti legati alla Diocesi di Luni e vive il suo periodo di massimo splendore fino al secolo XIV, quando inizia ad essere abbandonata e viene gradualmente trasformata in cappella cimiteriale.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto attuale \u00e8 frutto di un ampio restauro terminato nel 2000, che ha ripristinato l&#8217;aspetto originario. Tutto l&#8217;edificio \u00e8 realizzato con una tecnica molto particolare, con ciottoli di fiume non squadrati e messi in opera con abbondante malta.<br \/>\nLa pianta \u00e8 basilicale a tre navate, senza transetto, con la navata centrale maggiore delle altre due e il presbiterio leggermente sopraelevato. In facciata si possono notare il Rosone polilobato e alcune aperture tamponate nella muratura. 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Nella parte alta dell&#8217;abside maggiore si possono notare tracce di alcuni piccoli semicapitelli figurati.<br \/>\nIl campanile, forse nato come struttura difensiva, \u00e8 collegato alla chiesa ma rappresenta un elemento a se stante.<\/p>\n<p>A pochi metri dalla pieve, in direzione nord, sorge oggi il Centro Didattico di Sorano, sede di un&#8217;area attrezzata per esercitazioni di scavo, lezioni didattiche di archeologia, conferenze e convegni.<\/p>\n<p>[Fonte: turismoinlunigiana.it ]<\/p>\n","modified":"2019-02-22T18:03:15","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC09789-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2337","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2337&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-sorano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.929451942443848,44.33247462200253]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2329,"name":"Azienda Agricola Cormezzano","description":"<p>Dal fresco allo stagionato, dalla ricotta allo stracchino. 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Su prenotazione,<br \/>\norganizza pranzi e cene a base di prodotti dell\u2019azienda e di produttori locali.<\/p>\n<p>Offre inoltre escursioni guidate con Guida Ambientale sia in Toscana che in Liguria<\/p>\n","modified":"2019-03-26T11:02:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Retignano\u00f9-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2247","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2247&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/azienda-agricola-il-castello\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.272377729415894,44.00754364588701]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2063,"name":"Agriturismo IL CORNIOLO","description":"<p><strong>Il Corniolo<\/strong> \u00e8 un&#8217;azienda agricola biologica che provvede alla conservazione &#8216;in\u00a0situ&#8217; di risorse genetiche a rischio estinzione quali il <em>pomodoro fragola, il fagiolo mascherino, la ciliegia marchiana e la mela Perrussetto,<\/em> una delle 9 variet\u00e0 di mele presenti alle quali si aggiungono,<em> pere, susine, gelsi, azzeruolo, prugne, fichi, nespole, noci, nocciole e castagne<\/em>. 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Da l\u00ec, \u00e8 possibile ammirare una buona parte della Garfagnana e della Valle del Serchio.<br \/>\nUn poco fuori dal paese, prima di raggiungere localit\u00e0 Granciglia (o Grancia), si trova una piccola chiesa molto caratteristica, chiamata \u201cMadonna della neve\u201d, da cui si gode un altro ottimo panorama.<br \/>\nAll\u2019interno del paese, troviamo anche un antico lavatoio, utilizzato ancora da alcune donne del paese per lavare panni e lenzuola.<\/p>\n","modified":"2018-11-28T09:03:02","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/sassi-768x509.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1934","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1934&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/sassi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.393198714294385,44.08272414546118]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1932,"name":"Eglio","description":"<p>E\u2019 un paese antichissimo, ricordato in un documento dell \u2018 884, costruito sul crinale di un monte, il quale ha, nel versante opposto, un orrido strapiombo di 470 metri e uno sviluppo orizzontale di oltre 700.<br \/>\nSi sa che, intorno al Mille, il nucleo principale, cio\u00e8 il castello di Sassi-sopra, cui si erano arroccate intorno le abitazioni dei servi della gleba, apparteneva alla famiglia dei nobili Porcaresi. Esso dominava su tutto il territorio che dalla Pania degrada fino al Serchio e comprendeva anche i paesi di Verni, Valico e Trassilico.<br \/>\nDispersi i Porcaresi, forse pi\u00f9 per le mutate condizioni economiche dei feudatari in genere che per fatti di guerra veri e propri, il \u201cComune di Sassi\u201d (tale \u00e8 indicato nei documenti) entr\u00f2 a far parte (con Gallicano, Molazzana, Montaltissimo e Calomini) dei territori della \u201cGran Matelda\u201d (Matilde di Canossa). Il documento, redatto e sigillato a \u201cVilla Foxana \u201c (oggi: Fosciana) porta la data del 10 luglio 1105. Appena entrata in possesso legale delle nuove terre, la \u201cGran Contessa\u201d fece riparare ed ampliare la vecchia chiesa di \u201cSan Frigdiano in Saxo \u201d.<br \/>\nL\u2019anno 1385 il paese fu occupato dalle truppe di Bernab\u00f2 Visconti e dei figli di Castruccio Antelminelli; furono prese \u201csevere misure di sicurezza e \u2013 come scrive lo storico Sercambi \u2013 \u201cfu ordinata la distruzione della Rocca, nido costante di turbolenti ed irrequieti abitatori\u201d.<br \/>\nNel 1393 essa per\u00f2, era gi\u00e0 stata ricostruita ed il vescovo di Lucca la pass\u00f2 in feudo ai nobili di Dalli.<br \/>\nIl 24 luglio 1451, con altri nove paesi, Sassi si diede al Marchese Borso d\u2019Este, che ne form\u00f2 la vicaria delle Terre Nuove.<br \/>\nIl 28 luglio 1524 Sassi ebbe l\u2019onore di ospitare Ludovico Ariosto, che nella sua veste di Governatore della Garfagnana era salito da Castelnuovo a dorso di mulo, accompagnato da un \u201cconducente, un segretario, duo balestrieri, onde far visita a quella Rocca\u201d, la quale- scrisse- \u201cin luogo molto pi\u00f9 forte ed orrido delle Verrucole.\u201d<br \/>\nIl Poeta avrebbe voluto che fosse rimessa in buono stato, nominato un castellano e vi avrebbe messo a guardia un certo numero di armigeri. Ma il Duca non voleva saper di spese in Garfagnana, n\u00e9 tanto meno a Sassi, cos\u00ec la regal\u00f2, coi territori annessi, ad un sassese, certo Iacopo da Mariano, \u201cper averla il padre di lui difesa con rara intrepidezza, contro i Lucchesi \u201c e tanto fedelmente \u201cche ne morse\u201d.<br \/>\nUna clausola importante nel documento di cessione \u00e8 questa: \u201ca patto che, necessitando, possano li vicini l\u00e0 dentro rifugiarsi con le sostanze loro, bestie comprese\u201d. E questo fa supporre che i vari alloggiamenti fossero ancora in buono stato.<br \/>\nMa \u201cli vicini \u201c, invece, preferirono costruirsi le loro abitazioni un po\u2019 pi\u00f9 in basso, dove il terreno era pi\u00f9 fertile, l\u2019acqua pi\u00f9 abbondante.<br \/>\nE cos\u00ec nacque Sassi, quello \u201cdi sotto\u201d, che \u00e8 l\u2019attuale.<br \/>\nE\u2019 convinzione che la chiesa di San Frediano in Sassi possedesse, in passato, ornamenti, pitture e arredi di notevole pregio.<br \/>\nI setaioli lucchesi (i Bonvisi, i Talenti, i Cenami) che nei secoli XII e XIII fornirono i loro drappi alle cattedrali e ai nobili di mezza Europa, tesserono anche manti, stole e pianete per varie chiese della Val di Serchio e, certamente, anche per questa, legata al nome della \u201cGran Contessa\u201d e dedicata ad un vescovo lucchese.<br \/>\nAlcuni, dunque, di questi arredi sono rimasti (una croce astile in argento sbalzato, del \u2018400, con numerose figure sacre; una pianeta (forse dello stesso secolo, tessuta in seta ,filigranata in oro), ma altri sono andati irrimediabilmente perduti.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 del secolo XV era operaio un certo Battista Bartolomei (\u201c operaius ecclesiae Sancti Frigdiani\u201d) il quale, com\u2019\u00e8 detto in un contratto del notaio Ser Lucenzio Migliori, il 28 dicembre 1814, dava incarico a Matteo Civitali di scolpire un tabernacolo in marmo di Carrara, \u201cpulcrum et compositum et ornatum\u201d(bello , ben fatto e ornato), da collocarsi (chiaramente detto) nella chiesa \u201cde Sassi in Gharfagniana\u201d. Compenso pattuito:otto ducati d\u2019oro.<br \/>\nOggi quel tabernacolo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, in nessuna delle chiese del paese, n\u00e9 in quella di Sassi-sopra, n\u00e9 in quella di S.Rocco, n\u00e9 in quella che sovrasta gli antichi casolari di Granciglia.<br \/>\nL\u2019anno 1827 fu aperta al culto la nuova chiesa parrocchiale anch\u2019essa \u00e8 dedicata a S. Frediano. Vi furono trasportati gli ornamenti, gli altari , i quadri di quella vecchia, ma il tabernacolo del grande Civitali, o and\u00f2 perduto nella rimozione, o gi\u00e0 fin da quel tempo era scomparso.<\/p>\n","modified":"2018-11-12T18:07:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/eglio-768x509.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1932","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1932&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/eglio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.393658500000015,44.077836]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1843,"name":"ex-Convento Cappuccini","description":"<p>Per volere del duca Francesco I d&#8217;Este e di suo padre Alfonso III, diventato cappuccino col nome di padre Giambattista, nel 1634 venne fondato il Convento di San Giuseppe, pi\u00f9 noto come &#8220;dei Cappuccini&#8221;, che in quasi quattro anni fu quasi completato assieme alla chiesa.<\/p>\n<p>Delle tele commissionate a Guido Reni (Sposalizio della Vergine), al Guercino (San Francesco che riceve le stimmate), ad Annibale Carracci (Riposo in Egitto), nessuna \u00e8 pi\u00f9 in loco.<\/p>\n<p>Qualche decennio dopo si provvide a rintonacare la facciata della chiesa, cui si accedeva da una scalinata a doppia rampa., e a demolire il portico davanti al portale del convento. 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(fonte:Wikipedia)<\/p>\n","modified":"2018-11-01T17:35:34","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/CastelnuovoGarfagnanaConventoCappuccini3-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1843","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1843&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/convento-cappuccini\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41352361,44.11291026]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1842,"name":"Silllico","description":"<p>In posizione strategica (in diretto rapporto visivo con il borgo fortificato di Castiglione e la fortezza di Montalfonso a Castelnuovo Garfagnana), e ricco di edifici antichi fra cui alcuni importanti palazzi rinascimentali, si sviluppa ad anelli concentrici del rilievo collinare, sulla cui sommit\u00e0 si trova la torre medioevale.<\/p>\n<p>Nella parte pi\u00f9 elevata del paese, si arriva alla torre di Sillico attraversando il tessuto edilizio antico del paese.<br \/>\nLa torre fa parte di quei presidi e piccole torri poste a difesa delle realt\u00e0 paesane e lungo il sistema viario, in questo caso della viabilit\u00e0 minore di attraversamento dell&#8217;Appennino, queste strutture difensive persero poi la loro importanza a favore dei grandi presidi fortificati che nel &#8216;500 furono realizzati in Val di Serchio.<\/p>\n","modified":"2018-11-28T09:10:06","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/SillicoPieveFoscianaPanorama2-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1842","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1842&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/silllico\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.44367432,44.13188003]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1840,"name":"Pieve Fosciana","description":"<p>La leggenda vuole che fondatore della pieve fu San Frediano, vescovo di Lucca nel VI secolo. 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Lo stesso archeologo ha fatto rilevare che questa scoperta non pu\u00f2 essere considerata la prova che siano stati proprio i Romani a costruire i bagni di Torrite: in diversi paesi si \u00e8 continuato e si continua ancora a utilizzare il cocciopesto in lavori idraulici di vario genere. Sembra comunque certo che le acque termali di Bagni di Lucca e di Equi Terme, paesi posti a non molta distanza dal nostro, fossero gi\u00e0 conosciute ed utilizzate ai tempi di Roma repubblicana\u201d.<br \/>\nAfferma:<br \/>\n<em>\u201cAlcuni studiosi vedono nel termalismo uno stimolo della viabilit\u00e0. Gi\u00e0 i Romani, nel tracciare le loro strade, tenevano presente la possibilit\u00e0 di usufruire di sorgenti termali. E certo riposare le stanche membra in una vasca di tiepida acqua, poteva rappresentare un sollievo straordinario per un viaggiatore dell\u2019antichit\u00e0! Secondo costoro si pu\u00f2 quindi pensare che l\u2019esistenza di acque termali in vari luoghi della valle del Serchio (Bagni di Lucca, Gallicano, Pieve Fosciana e Torrite) abbia facilitato i traffici di mercanti e pellegrini lungo la strade che dalla Lombardia portavano a Lucca<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>(testo tratto da interviste ad Andrea Giannasi)<\/p>\n","modified":"2018-11-03T18:13:59","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bagnitermalitorrite-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1749","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1749&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/bagni-termali\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.38532823,44.10244099]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1748,"name":"Fortezza Monte Alfonso","description":"<p>Fu costruita per volont\u00e0 di Alfonso II d\u2019Este tra il 1579 e il 1586, su progetto di Marc\u2019Antonio Pasi, per difendere Castelnuovo Garfagnana e il territorio estense dalla Repubblica di Lucca. Furono gli stessi garfagnini a contribuire, con la somma ingente di 30.000 scudi, alla realizzazione.<\/p>\n<p>Il complesso &#8211; con una cinta muraria di 1150metri, 7 baluardi e due porte \u2013 aveva al suo interno abitazioni: degli esemplari cinquecenteschi rimangono la casa del capitano, l\u2019alloggio delle truppe, il pozzo in pietra e il baluardo della casamatta. Lo stemma estense campeggia ancora sulla porta principale.<\/p>\n<p>Secondo una leggenda popolare, la Fortezza sarebbe collegata attraverso una galleria sotterranea alla Rocca Ariostesca di Castelnuovo, un passaggio segreto che, in caso di assedio del paese, avrebbe permesso ai cittadini di rifugiarsi all\u2019interno delle mura.<\/p>\n<p>Dopo aver ospitato le carceri nel XVI secolo, divenne nel \u2018900 residenza estiva della famiglia italo \u2013 scozzese dei Bechelli, che trasform\u00f2 uno degli edifici in un moderno villino Liberty.<\/p>\n","modified":"2018-10-25T19:35:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MontAlfonso-24-768x273.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1748","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1748&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-monte-alfonso\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.40069729,44.1080957]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1747,"name":"Vecchio Mulino","description":"<p>Il locale \u00e8 presidio <em>Slow Food<\/em> e sorge nei basamenti del soprastante duomo. I men\u00f9 proposti offrono una sintesi dei prodotti della\u00a0 zona: il farro, il pane, la pasta, i formaggi, i prosciutti, gli insaccati e una vasta gamma di confetture di frutta e di bevande.<\/p>\n","modified":"2020-08-10T12:15:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/VecchioMulino-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[156]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.vecchiomulino.info\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1747","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1747&action=edit","translations":{"en":{"id":5749,"name":"Vecchio Mulino","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/vecchio-mulino\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5749","description":"<p>The restaurant is a Slow Food presidium and stands in the basements of the cathedral above. 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Attualmente \u00e8 sede di eventi culturali e ospita il Museo archeologico, nel quale si possono trovare testimonianze dei periodi preistorico, liguro-apuano ed etrusco in Garfagnana.<\/p>\n","modified":"2018-10-25T19:41:05","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ROCCA-ARIOSTESCA-300x224.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1746","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1746&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rocca-ariostesca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41046589,44.10952856]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1739,"name":"Enoliteca Consorzio Vino Nobile di Montepulciano","description":"<p>La nuova ENOLITECA CONSORTILE si affaccia sul chiostro dell&#8217;Antica Fortezza di Montepulciano e permette l&#8217;accesso su un magnifico giardino interno, con vista panoramica sul Tempio di San Biagio e sulla Val di Chiana e la Val d&#8217;Orcia.<br \/>\nUn pavimento di cristallo consente di ammirare i ritrovamenti archeologici situati nel sottosuolo.<br \/>\nE&#8217; quindi il luogo ideale dove poter degustare oltre 100 etichette al giorno di vini della denominazione, oltre a una selezione di prodotti tipici, guidati dall&#8217;esperto personale presente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Presso l\u2019Enoliteca Consortile \u00e8 possibile degustare i vini di tutte le aziende associate ed approfondire la conoscenza dei diversi prodotti grazie a due format di degustazione -assaggio o calice- in completa autonomia grazie agli innovativi Wine Dispenser utilizzabili con card ricaricabili ma sempre guidate grazie all\u2019assistenza di personale specializzato, alla scoperta delle DOC e DOCG di Montepulciano.<\/p>\n","modified":"2020-05-03T17:43:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Montrepulciano-Enolit-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.consorziovinonobile.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1739","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1739&action=edit","translations":{"en":{"id":5719,"name":"WIne and Oil Consortium Vino Nobile Montepulciano","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/wine-and-oil-consortium-vino-nobile-montepulciano\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5719","description":"<p><strong>The Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano<\/strong> was founded in <strong>1965 <\/strong><strong>with the <\/strong>aim of protecting and promoting the image of Vino Nobile di Montepulciano (and later, the Rosso and Vin Santo) in Italy and around the world.<br \/>\nThere are currently 230 grower-members of the Consorzio, representing over 90% of the local vineyards. 67 of the total of 89 local bottlers are members of the Consorzio.<\/p>\n<p><strong>The Consorzio\u2019s main activities include <\/strong>organization of promotional and commercial events in the Montepulciano area (such as the Preview Tasting of Vino Nobile held every February) and participation (representing or accompanied by the members) in events and trade fairs in Italy and abroad.<br \/>\nThe Consorzio carries out promotional activity through <strong>media<\/strong> <strong>communication and public relations<\/strong>. It also offers <strong>technical support<\/strong> for its members, related to bureaucratic and planning aspects, as well as organizing training sessions.<\/p>\n<p><strong>The various activities carried out<\/strong>\u00a0by the Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano include the creation and running of the\u00a0<strong>Enoliteca\u00a0(Wine and Oil Shop)<\/strong>\u00a0in the Fortress remaking by producers.<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/enoliteca-consorzio-vino-nobile-di-montepulciano\/","addr:street":"Via San Donato","addr:housenumber":"21","addr:postcode":"53045 ","addr:city":"Montepulciano (Siena) ","contact:phone":"+39 0578 757812","contact:email":"info@consorziovinonobile.it","opening_hours":"Dal Luned\u00ec alla Domenica: 11.00 -\u00a0 20.00 Giovedi: 11.00 - 17.00","capacity":"","address":"Via San Donato, 21 Montepulciano (Siena) 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Pania della Croce","description":"<p>Considerata la Regina delle Apuane. Pur non essendo la cima pi\u00f9 alta e nemmeno la pi\u00f9 difficile a salire, sin dall\u2019antichit\u00e0 ha colpito visitatori ed osservatori per la sua indubbia possanza nella mole.<\/p>\n<p>Ne scrissero grandi letterati, a cominciare da Dante nella sua Commedia, e la salirono viaggiatori e naturalisti sin dal XVII secolo, ma non possiamo escludere che gi\u00e0 prima qualcuno sia arrivato alla sua sommit\u00e0. La salita per la via normale \u00e8 molto semplice ed il panorama in vetta \u00e8 splendido e domina tutta la catena apuana. Diventa severissima in inverno quando la neve si trasforma nell\u2019insidioso ghiaccio apuano e molti, troppi, l\u2019affrontano senza la dovuta cautela. Proprio sulla Pania avviene il maggior numero di incidenti in tutte le Apuane, molti purtroppo mortali, dovuti spesso ad imprudenza ed imperizia.<\/p>\n<p>Dante Alighieri nella Divina Commedia all&#8217;interno del canto XXXII dell&#8217;Inferno dal versetto 22 al 28 la cita insieme al Monte Tambura, altro massiccio delle Alpi Apuane.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00abE sotto i piedi un lago che, per gielo, \/ avea di vetro e non d&#8217;acqua sembiante, \/ [&#8230;] Che se Tambernicchi \/ vi fosse s\u00f9 caduto o Pietrapana, \/ non avria pur dall\u2019orlo fatto cricchi.\u00bb<\/em><br \/>\n<em>(Dante Alighieri, canto XXXII dell&#8217;Inferno, Divina Commedia)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2018-10-18T11:37:18","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/VettaPania-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[170]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1543","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1543&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/peak_-pania-della-croce\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.32411485,44.03451521]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1540,"name":"Rifugio Del Freo","description":"<div id=\"comp-jljltty94balata\" class=\"style-jljlttzlbalata\" data-page-id=\"n4aoc\" data-enable-video=\"true\" data-bg-effect-name=\"\" data-media-type=\"\" data-render-fixed-position=\"true\" data-use-clip-path=\"\" data-needs-clipping=\"false\">\n<div id=\"comp-jljltty94balatabgcolor\" class=\"bgColor\">\n<div id=\"comp-jljltty94balatabgcoloroverlay\" class=\"bgColoroverlay\" data-background-image=\"\"><span class=\"color_15\">Di competenza della Sez.Viareggio del CAI, \u00e8\u00a0 situato in un&#8217;aperta valle caratterizzata da numerose sorgenti d&#8217;acqua, prati, boschi di faggete e conifere.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"comp-jljltty94inlineContentParent\" class=\"style-jljlttzlinlineContentParent\">\n<div id=\"comp-jljltty94inlineContent\" class=\"style-jljlttzlinlineContent\">\n<div id=\"comp-jljltty95\" class=\"txtNew\" data-packed=\"false\" data-min-height=\"196\">\n<p class=\"font_9\"><span class=\"color_15\">Antica torbiera e via di comunicazione tra Versilia e Garfagnana,\u00a0ai piedi della\u00a0Pania della Croce; l&#8217;area era utilizzata un tempo come alpeggio dei paesi di\u00a0Levigliani e Pruno.<\/span><\/p>\n<p class=\"font_9\"><span class=\"color_15\">La zona \u00e8 caratterizzata da grotte di origine carsica di notevole interesse speleologico come l&#8217;Antro del Corchia\u00a0e la\u00a0<a href=\"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/tana-omo-selvatico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tana dell&#8217;Omo Selvatico<\/a>, luogo leggendario a pochi minuti dal rifugio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2020-08-10T22:15:21","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/RifugioDelFreo-768x575.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[4]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.rifugiodelfreo.it"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1540","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1540&action=edit","translations":{"en":{"id":5782,"name":"Rifugio Del Freo","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/rifugio-del-freo\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5782","description":"<p>Pertaining to the Viareggio Section of the CAI, it is located in an open valley characterized by numerous water springs, meadows, beech and coniferous forests.<\/p>\n<p>Ancient peat bog and communication route between Versilia and Garfagnana, at the foot of the Pania della Croce; the area was once used as a mountain pasture in the towns of Levigliani and Pruno.<\/p>\n<p>The area is characterized by karst caves of considerable speleological interest such as the Antro del Corchia and the Tana dell&#8217;Omo Selvatico, a legendary place a few minutes from the refuge.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rifugio-del-freo-2\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 333 734 3419","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30529379,44.03262969]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1539,"name":"Tana dell&#8217;Omo Selvatico","description":"<p>L\u2019ingresso \u00e8 a 1150 metri, la profondit\u00e0 \u00e8 281 metri e lo sviluppo spaziale circa 1400.<br \/>\nLa grotta era conosciuta dai valligiani da tempo immemorabile e su di esso avevano creato leggende paurose.<br \/>\nLa prima discesa, di poche decine di metri, risale al 1912, una successiva nel 1923 si spinse pi\u00f9 avanti, ma solo nel periodo 1929-1930 una spedizione del GSF percorse la grotta per intero.<br \/>\nL\u2019ingresso \u00e8 un inghiottitoio di dimensioni imponenti nel quale si perde un piccolo corso d\u2019acqua che scende dal Corchia, la grotta consiste in una serie di gallerie e di pozzi.<br \/>\nIl nome deriva da una figura molto diffusa nel folklore locale ed in generale in tutto il mondo.<br \/>\nPeloso, mostruoso, selvaggio ed abitatore di caverne, l\u2019homo selvaticus \u00e8 un mito che nasce con l\u2019umanit\u00e0: \u00e8 il passato ancestrale che non si pu\u00f2 dimenticare.<br \/>\nAd esso si guarda da una parte con nostalgia per quello che si \u00e8 perduto e dall\u2019altra con disprezzo e senso di superiorit\u00e0 per la civilt\u00e0 che pensiamo di aver acquisito.<br \/>\nQuindi si guarda ad esso con un misto di paura e di ammirazione ed egli stesso acquista sia valenze positive che negative nell\u2019immaginario collettivo.<br \/>\nLe leggende locali dicono che egli insegnasse ai pastori come utilizzare il latte per fare formaggio e ricotta, ma poi infastidito dalle loro ulteriori richieste se ne tornasse nelle sue grotte.<br \/>\nComunque altre versioni lo considerano come un essere pericoloso che si aggira per le selve da cui esce per rapire le fanciulle ed \u00e8 dedito a riti sanguinari e pagani.<\/p>\n","modified":"2020-08-10T22:03:44","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/TanaOmoSelvatico-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1539","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1539&action=edit","translations":{"en":{"id":5733,"name":"The wild man Spelunk","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/the-wild-man-spelunk\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5733","description":"<p>The entrance is at 1150 meters, the depth is 281 meters and the spatial development around 1400.<br \/>\nThe cave was known by the valleys from time immemorial and they had created frightening legends on it.<br \/>\nThe first descent, a few tens of meters, dates back to 1912, a subsequent one in 1923 went further, but only in the period 1929-1930 did an expedition of the GSF travel the entire cave.<br \/>\nThe entrance is an imposing sinkhole in which a small stream of water that descends from Corchia is lost, the cave consists of a series of galleries and wells.<br \/>\nThe name derives from a very widespread figure in local folklore and in general all over the world.<br \/>\nHairy, monstrous, wild and cave dweller, homo selvaticus is a myth born with humanity: it is the ancestral past that cannot be forgotten.<br \/>\nOne looks at it on one side with nostalgia for what has been lost and on the other with contempt and a sense of superiority for the civilization that we think we have acquired.<br \/>\nSo he looks at it with a mixture of fear and admiration and he himself acquires both positive and negative values \u200b\u200bin the collective imagination.<br \/>\nLocal legends say that he taught shepherds how to use milk to make cheese and ricotta, but then annoyed by their further requests he returned to his caves.<br \/>\nHowever, other versions consider him as a dangerous being who wanders through the forests from which he comes out to kidnap girls and is dedicated to bloody and pagan rites.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/tana-omo-selvatico\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30677437,44.03907777]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1538,"name":"Alpeggio di Puntato","description":"<p>Situata tra i 1000 e i 1100 metri di quota in luogo in\u00a0 cui convergono i sentieri 11 da Fociomboli e 128 da Tre Fiumi per il Rifugio Del Freo, questa\u00a0 conca \u00e8 circondata dai monti Corchia,\u00a0 Freddone \u00a0 Pania della Croce e Pizzo delle Saette, che da qui appare nella sua veste pi\u00f9 imponente.<\/p>\n<p>Nei secoli passati, e fino agli anni &#8217;80, \u00e8 stato usato dai pastori della comunit\u00e0 di Terrinca, come testimoniano i vecchi casolari e ruderi della zona ed anche una chiesetta che sorge al centro dell&#8217;alpeggio. Alcuni casolari sono stati ristrutturati ed adibiti all\u2019accoglienza di escursionisti e gitanti con posti letto e cucina: la Baita \u201cIl Robbio\u201d che \u00e8 una piccola azienda agricola, la Baita \u201cCiampi\u201d e il Rifugio \u201cLa Quiete\u201d.<\/p>\n<p>La chiesa del Puntato \u00e8 dedicata alla SS. Trinit\u00e0 e risale al 1679, vicino c\u2019era una maest\u00e0 pi\u00f9 antica fatta edificare per sua devozione da Francesco Bacchelli con icona marmorea dedicata alla Madonna del Rosario col Bambino e S. Giovani Battista. Dopo lo smantellamento della maest\u00e0 l\u2019icona fu murata sul muro della chiesa e rubata successivamente nel 1973.<\/p>\n","modified":"2018-10-18T11:47:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Puntato-1-768x408.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1538","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1538&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/puntato-summer-settlement\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.297333,44.05130868]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1537,"name":"Padule di Fociomboli","description":"<p align=\"justify\">Fociomboli \u00e8 una conca prativa acquitrinosa, situata tra i 1120 e i 1150 metri di quota, che si estende per circa un ettaro al di sopra dell&#8217;alpeggio del Puntato ed ai piedi del versante settentrionale del <a title=\"vai a Monte Corchia\" href=\"http:\/\/www.escursioniapuane.com\/SDF\/MonteCorchia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">monte Corchia<\/a> e di quello orientale del <a title=\"vai a Monte Freddone\" href=\"http:\/\/www.escursioniapuane.com\/SDF\/MonteFreddone.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">monte Freddone<\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 circondata dauna faggeta ed \u00e8 percorsa da rivoli di acqua meteorica che scendono dalle rocce calcaree dei monti che lo circondano. Inoltre il bacino \u00e8 alimentato anche da sorgenti sotterranee che sgorgano nei punti di contatto tra le rocce calcaree e quelle impermeabili.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il padule \u00e8 il residuo di un piccolo lago di origine glaciale che si \u00e8 mantenuto grazie al fondo impermeabile, prevalentemente formato da dolomia scistosa, che costituisce il suo letto a contrasto con la roccia carsica delle zone circostanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo modo le acque sono costrette ad affiorare e sul margine settentrionale si forma un piccolo emissario che va a formare il Canale delle Fredde, emissario della T\u00f9rrite Secca che, a sua volta, poi confluisce nel Serchio a Castelnuovo Garfagnana.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa Torbiera costituisce l\u2019unico ambiente umido in quota delle Alpi Apuane a contrasto con i numerosi laghetti e acquitrini presenti nel vicino Appennino e di conseguenza essa riveste un notevole interesse ambientalistico. Il padule \u00e8, infatti, ricco di rare specie botaniche per lo pi\u00f9 neutrofile o leggermente basofile poich\u00e9 le acque calcaree che alimentano la torbiera neutralizzano l\u2019acidit\u00e0 della stessa. Inoltre i depositi di torba conservano pollini fossili che documentano quali specie botaniche vivessero qua nel periodo glaciale e post-glaciale.<\/p>\n<p align=\"justify\">La visita al Padule \u00e8 un\u2019escursione facile ed \u00e8 consigliata agli amanti della botanica. L\u2019eccezionalit\u00e0 del biotopo richiederebbe, probabilmente, una maggiore tutela da parte del Parco delle Alpi Apuane.<\/p>\n<p align=\"justify\">Chi non conosce la sua esistenza non ha alcuna informazione sul modo di raggiungerla: forse \u00e8 meglio cos\u00ec poich\u00e9 evita i danni che qualche male intenzionato potrebbe arrecarle, ma rimane il sospetto che l\u2019importanza reale del Padule sia misconosciuta dagli amministratori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le modificazioni ecologiche della zona comportano rischio di perdita di specie rare. I pericoli sono legati al pascolo, per lo pi\u00f9 cavalli, e alla frequentazione da parte dei turisti, anche se rispettosi dell\u2019ambiente.<\/p>\n","modified":"2018-10-18T12:28:03","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[159]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1537","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1537&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fociomboli-marshes-glacier-circle\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.288235,44.045587]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1536,"name":"Parcheggio Passo Croce\/Fociomboli","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lasciate qui l&#8217;auto per i percorsi di zona segnalati<\/p>\n","modified":"2020-05-30T11:17:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[9]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1536","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1536&action=edit","translations":{"en":{"id":5774,"name":"Passo Croce\/Fociomboli","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/passo-croce-fociomboli\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5774","description":"<p>Leave your car here to access routes of the area<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/parking\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.28073549,44.04298741]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1457,"name":"Variante Colle ValD&#8217;ELsa","description":"<p>In questo punto per optare per Colle Val D&#8217;Elsa occorre seguire a sinistra in salita nel bosco: siamo nei pressi del Molino d&#8217;Aiano.<\/p>\n<p>Se invece vuoi saltare Colle Valdelsa, prosegui dritto, ed in circa 7Km sarai alla Pieve di Badia a Coneo<\/p>\n","modified":"2018-09-10T17:39:04","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1457","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1457&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/variante-colle-valdelsa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.069967250817058,43.427335204638894]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1400,"name":"Guado Attrezzato sul Morra","description":"<p>Il passaggio \u00e8 stato reso assai pi\u00f9 difficoltoso dopo l&#8217;alluvione del 1 Settembre 2017; in questa occasione lo troverete attrezzato<\/p>\n","modified":"2018-05-05T09:31:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Guado-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[148]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1400","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1400&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/guado-attrezzato-sul-morra\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.44315397,43.51125013]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1399,"name":"Molini a Vento &#8211; Ruderi","description":"<p>Nel 1742 il Sig. Filippo Tidi (famiglia che possedeva mulini ad acqua sul Rio Ardenza) inizia a costruire sei mulini a vento e dieci anni dopo uno \u00e8 terminato e un altro \u00e8 \u201cpi\u00f9 che ammezzato\u201d. In realt\u00e0 alla fine solo quattro strutture verranno effettivamente costruite come si individuano in alcune carte della costa livornese, ad uso dei naviganti, relative a dei portolani (manuali per la navigazione), nelle quali i mulini della Valle Benedetta, per la loro posizione eminente, sono presi a riferimento e \u201cmira\u201d per l\u2019attraversamento delle Secche della Meloria e l\u2019ingresso in porto.<\/p>\n<p>Nella prima carta datata 1769 i mulini risultavano ancora tre, mentre nella successiva del 1795, i mulini sono diventati quattro. Essi servivano per la macinazione del grano prodotto nei non distanti terreni pianeggianti.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026vedemmo un mulino a vento gi\u00e0 terminato, ed un altro pi\u00f9 che ammezzato, de sei che il Signor Filippo [Tidi] faceva fabbricare lungo la cima di uno di questi monti. Sono tutti di un disegno molto giudizioso, comodo, e sicuro, fatto dal gi\u00e0 Vairynge macchinista di S.M.C. e professore di meccanica e filosofia sperimentale nell\u2019accademia di Nancy, poi di Firenze. Quest\u2019ultimissima invenzione dei mulini a vento sarebbe di grande sollievo per alcune province della Toscana\u2026\u201d. [<b>Citazione Collezione Minutelli, anno 1752: Targioni Tozzetti \u201cOsservazioni fatte alla Valle Benedetta\u201d (si riferisce ad una gita del 1742)]<\/b><br \/>\n<\/em><\/p>\n","modified":"2018-05-04T18:04:26","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/molino_poggio_tre_molini-768x348.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1399","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1399&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/molini-a-vento-ruderi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41802704,43.52468638]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1398,"name":"Chiesa S.Giovanni di Valle Benedetta","description":"<p>Nel XVII secolo il vallombrosano Colombino Bassi, livornese, volle fondare in questo luogo (fino ad allora<em> &#8220;completamente selvaggio e inospitale abitato da lupi e briganti&#8221;)\u00a0<\/em> una chiesa intitolata a San Giovanni Gualberto con l&#8217;annesso monastero. Su autorizzazione del granduca Cosimo III acquist\u00f2 il terreno dal cavaliere Francesco Lante di Pisa. Disboscato e spianato il terreno il 20 maggio 1692 vi fu posta la prima pietra in presenza dell&#8217;arcivescovo di Pisa. Durante gli scavi per le fondazioni furono trovati pregevoli reperti archeologici (armi, vasi, monete ed urne) che furono donati al gran principe ereditario Ferdinando de&#8217; Medici. Il complesso, progettato dal livornese Lorenzi fu ultimato nel 1697 e fu affidato ai monaci dell&#8217;ordine benedettino, da cui prese il nome l&#8217;intera valle. Con l&#8217;aiuto finanziario del ricchissimo mercante Huygens di Amburgo, fu aperta la strada fino a Livorno (1694). Divenuto vescovo di Pistoia e Prato (1715), il Bassi viene a consacrare la nuova chiesa il 5 giugno 1717.<\/p>\n","modified":"2018-09-17T12:00:10","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/vallebenedetta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[156,5,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1398","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1398&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/chiesa-s-giovanni-di-valle-benedetta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.40844619,43.52191691]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1397,"name":"Radar Poggio Lecceta","description":"<p>L&#8217; enorme &#8220;palla da golf&#8221; sulla sua cima \u00e8 il radar di una stazione meteorologica ENAV (Ente Nazionale Assistenza Volo)<\/p>\n<p>In questo tratto, lato mare invece, si possono scorgere le sagome delle isole di Gorgona, Capraia ed Elba<\/p>\n","modified":"2018-10-09T09:05:05","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/poggiolecceta-300x225.jpg","accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1397","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1397&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/radar-poggio-lecceta\/"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41634261,43.52050878]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1396,"name":"Cava della Focerella","description":"<p>Su questo versante, al di l\u00e0 della SR5, comincia invece il complesso ofiolitifero che affiora da Monte Maggiore fino a Rosignano Marittimo: si tratta di rocce verdi, dove prevalgono le serpetiniti e, in misura minore,gabbri e brecce gabbriche di et\u00e0 giurassica.<\/p>\n","modified":"2018-05-05T10:59:53","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/LaFocerella-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1396","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1396&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/cava-della-focerella\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41809141,43.51165474]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1395,"name":"Sorgente della Terrazza","description":"<p>E&#8217; il punto pi\u00f9 alto del complesso dell&#8217;Acquedotto storico del Poccianti: queste sorgenti sono infatti ubicate alla sorgente del torrente Camorra ( <em>Caput Morra<\/em> )<\/p>\n","modified":"2018-05-04T17:36:27","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/terrazzafonte-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1395","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1395&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/sorgente-della-terrazza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.42179286,43.51251842]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1394,"name":"Casotti del Poccianti","description":"<p>In questo punto, nella struttura del <strong>Bottin Tondo<\/strong> confluiscono sia le acque delle quattro <strong>Polle Maggiori<\/strong> (che si immettono trasversalmente al percorso dell\u2019acqua convogliata lungo il Camorra), sia le acque delle\u00a0 due polle che incontriamo sul nostro percorso a piedi: la <strong>polla del Mugnaio<\/strong> (in prossimit\u00e0 del grande leccio), e le <strong>polle del Fico<\/strong> (dette della Chiesina, sulla nostra destra)<\/p>\n","modified":"2018-05-05T09:54:32","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/casottipoccianti-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1394","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1394&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casotti-del-poccianti\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.42946398,43.51212938]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1393,"name":"Mulino Orizzontale","description":"<p>In un vano di quelle che oggi sono case o villette private, si pu\u00f2 ancora notare l&#8217;alloggio per la ruota orizzontale che andava a costituire la forza motrice per i mulini: grano e castagne erano le moliture principali fino agli anni &#8217;60.<\/p>\n","modified":"2018-05-05T09:59:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Camorra-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1393","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1393&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/mulino-orizzontale\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.43228566,43.5132965]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1382,"name":"Organo di Colognole &#8211; Chiesa di Colognole","description":"<p>Nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo (XVIII sec.) di Colognole -il cui nome indica il passato di colonia romana &#8211; \u00e8 ospitato un organo realizzato tra il XVI e il XVII secolo per le feste di corte del Palazzo Granducale di Livorno e solo pi\u00f9 tardi convertito per usi liturgici. L\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019opera \u00e8 dovuta al fatto che lo strumento \u2013sostanzialmente integro- \u00e8 forse il pi\u00f9 antico organo positivo ottavino sopravvissuto in Toscana e possiede ancora i decori barocchi aggiunti alla severa struttura lignea tardo rinascimentale.<span style=\"font-family: Verdana;\"> L&#8217;antichit\u00e0 dello strumento \u00e8 subito rilevata dall&#8217;ambito della tastiera che nella sua ultima ottava corta termina al La4 senza Sol #4. Il limite acuto delle tastiere al La4 cessa di venir praticato almeno dagli anni 30 del Seicento e viene quindi a costituire un termine <em>ante quem<\/em> per la datazione di questo strumento. [..] (<em>Pier Paolo Donati &#8211; Renzo Giorgetti)<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n","modified":"2018-05-05T10:00:26","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/colognole_organo-251x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[9,146,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1382","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1382&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/organo-di-colognole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.447279214859009,43.50953026091664]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1375,"name":"Parcheggio Auto per inizio","description":"<p>Potete lasciare l&#8217;auto qui, a 5Km da San Miniato. 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Grazie!<\/p>\n","modified":"2018-04-15T08:16:55","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1229","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1229&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/bivio-per-evento-33\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.555355856359824,43.695598794558975]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1002,"name":"Rocca del Brunelleschi","description":"<p>La citt\u00e0, fedele alla Repubblica Pisana, difesa da forti mura e protetta dalle acque del Fiume Serezza e dell&#8217;Arno, aveva resistito a nove mesi di assedio nei quali si susseguirono assalti condotti con bombarde, catapulte, torri mobili e arieti, ma alla fine si arrese per fame. I fiorentini entrarono cos\u00ec in possesso di un centro sulle rive dell\u2019Arno dal quale dominavano i commerci fluviali e il vicino ramo della Via Francigena controllando i flussi dei pellegrini, dei mercanti e le prospere campagne intorno alle pendici del Monte Pisano. Con la caduta nelle mani di Firenze si pens\u00f2 di rinforzare questa importante conquista per scoraggiare le mire dei vicini. Venne presa la decisione di costruire una fortezza che fosse imprendibile e scoraggiasse le insidie degli eserciti dei Visconti che da lucca minacciavano la Toscana. Il governo fiorentino commission\u00f2 al celebre architetto Filippo Brunelleschi il progetto della nuova opera difensiva. La proposta del Brunelleschi risult\u00f2 subito molto innovativa: alla presentazione di fronte alla commissione governativa della quale faceva parte anche il giovane condottiero Francesco Sforza, grazie a un modello in creta e legno, il celebre architetto convinse tutti per le soluzioni innovative progettate.<br \/>\nPer realizzare la nuova opera l&#8217;abitato di Vicopisano fu pesantemente modificato: le chiese e i palazzi che si trovavano nell\u2019area della sommit\u00e0 del colle di Vico furono in buona parte abbattuti. La fortificazione del Brunelleschi incorpor\u00f2 nelle nuove atrutture la pre-esistente Torre di S. Maria (del XII secolo). Quest&#8217;ultima fu trasformata nel mastio dell&#8217;attuale Rocca. La tipologia della fortezza \u00e8 ancora medievale, con alte mura merlate poggiate su archetti con piombatoie per gettare pece greca infiammata e olio bollente sugli assalitori. Ma nel complessso difensivo ci sono anche molte innovazioni come l&#8217;abbondante uso di ponti levatoi destinati, quando ritirati, ad isolare le varie parti della fortezza nel caso il nemico fosse riuscito a penetrarvi. Per esempio, prima di accedere al cortile della Rocca, si doveva conquistare l\u2019antiporta munita di Ponte levatoio e di fossato. All&#8217;interno, in caso di perdita del cortile, i difensori potevano abbattere la scala poggiata su quattro esili archi che collega il cortile col cammino di ronda delle cortine. Se il nemico fosse riuscito a giungere fin sulle cortine, la difesa si sarebbe attestata nella torre: era possibile isolare la torre dal resto della fortificazione ritirando il ponte levatoio che collega il cammino di ronda con l\u2019unico ingresso della stessa. La torre, munita di propria cisterna e deposito di vettovaglie, poteva ancora resistere a lungo.<br \/>\nLa soluzione pi\u00f9 geniale ideata da Brunelleschi \u00e8 sicuramente il poderoso muraglione merlato che scende dalla Rocca fino ai piedi del Colle, dove termina con l&#8217;alta torre del Soccorso (21 m) edificata nelle vicinanze dell&#8217;Arno, che in quel periodo passava proprio sotto le mura di Vicopisano. Come suggerisce il nome della torre questa opera era destinata a evitare l&#8217;isolamento in caso di assedio garantendo l&#8217;approvvigionamento di viveri, armi e rinforzi via fiume in caso di assedio.<br \/>\nLe barche potevano approdare in una caletta, difesa da fortificazioni oggi scomparse, scaricare uomini e polveri che venivano fatte entrare da uno stretto portello, poi risalivano al secondo piano della torre, per accedere al muraglione e salire alla Rocca. Ma il Brunelleschi aveva pensato a tutto: infatti, se il nemico fosse riuscito a conquistare la Torre del Soccorso e avesse cercato di accedere alla rocca dal muraglione, si sarebbe trovato esposto al tiro d\u2019infilata proveniente dalla Rocca, ma soprattutto avrebbe trovato interrotto il collegamento fra il muraglione e il cammino di ronda delle cortine della Rocca da un&#8217;altro ponte levatoio, che apriva un varco di circa tre metri su uno strapiombo di quindici metri. Oggi sulla torre della rocca sventola di nuovo la bandiera pisana, ma non ci sono venti di guerra, soltanto visitatori che si arrampicano fino alla cima della fortezza per ammirare il panorama.<br \/>\n<em>(da leviedelbrigante.it<\/em>)<\/p>\n","modified":"2018-04-12T16:25:23","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roccabrunelleschi-768x510.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1002","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rocca-del-brunelleschi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.587108135223389,43.699728796032325]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1000,"name":"La Fabbrica del Carbone","description":"<p>Con le sue strutture lacerate ed i macchinari erosi dalla ruggine, quel luogo \u00e8 in grado di suscitare un forte potere suggestivo ed evocare sensazioni e riflessioni che trascendono la superficie degli oggetti.<\/p>\n<p>La storia di questo singolare agglomerato di edifici e di vicende umane ha inizio intorno al 1858, quando il proprietario terriero Leopoldo Silvatici prese possesso di un vasto appezzamento agricolo sottostante il colle San Jacopo e costeggiato dal rio Grifone. Conosciuto anche come rio di Lupeta, questo piccolo corso d\u2019acqua, nonostante la sua portata modesta, aveva permesso in quella zona lo sviluppo di piccole attivit\u00e0 legate all\u2019acqua e all\u2019energia idrica. Sfruttando questa opportunit\u00e0, il Silvatici dette il via alla costruzione di un grande fabbricato a pianta rettangolare, di cui ancora oggi \u00e8 possibile ammirare l\u2019aspetto solido e imponente, destinandolo all\u2019uso di frantoio. Allo scopo di sopperire alle eventuali carenze idriche del modesto rio ed assicurare alla ruota del frantoio un apporto d\u2019acqua costante, vennero realizzate due gore di grande capienza. A queste ne verr\u00e0 successivamente aggiunta una terza. All\u2019attivit\u00e0 del frantoio venne affiancata, dopo qualche anno, quella del mulino, svolta in un\u2019altra ala del medesimo fabbricato. Sin dagli esordi e per tutta la seconda met\u00e0 dell\u2019800, sia il frantoio che il mulino trasformarono una grande quantit\u00e0 di prodotto, permettendo ai Silvatici di ottenere cospicui profitti. Successivamente, per\u00f2, la produzione sub\u00ec un calo sostanziale sino a giungere nei primi anni del \u2018900 ad una fase di grave crisi. Nuovi mulini, dotati di tecnologie avanzate, erano infatti stati costruiti nelle aree prospicienti la raccolta, eliminando cos\u00ec per gli utenti l\u2019onere del trasporto: di conseguenza le richieste di molitura e frangitura nei confronti dei Silvatici erano fortemente diminuite. Giuseppe Silvatici, succeduto a Leopoldo, decise di cessare attivit\u00e0 cos\u00ec poco redditizie e mise in vendita tutta la propriet\u00e0. Il 2 marzo 1934 Nicolo Crastan, comproprietario della nota azienda alimentare pontederese, acquist\u00f2 il complesso.<\/p>\n<p>Date le scarse probabilit\u00e0 di profitto, Crastan decise di abbandonare l\u2019attivit\u00e0 del mulino per intraprenderne un\u2019altra, che in quel momento godeva di una discreta richiesta: la produzione carbonifera. Dovendo far fronte alle mutate esigenze produttive, il nuovo proprietario fece edificare, fra il 1934 ed il 1940, una serie di fabbricati adiacenti al nucleo originario del frantoio. Nacquero in quel momento quei corpi di fabbrica in muratura e con copertura a capanna, adibiti a magazzino, che ancora oggi sorgono lungo i confini della propriet\u00e0 e ne caratterizzano l\u2019aspetto. Altri manufatti di analoga fattura si trovano sul lato opposto, nei pressi della riva sinistra del rio Grifone. Il frantoio, dotato di ampi volumi, fu riutilizzato in parte come sede degli uffici, in parte come magazzino per lo stoccaggio del carbone. In contrasto stridente col resto dei fabbricati, pur essendone coevi, risultano i due capannoni destinati a contenere i forni impiegati nella nuova produzione. Attraverso uno dei cancelli laterali, ancora oggi \u00e8 possibile scorgere il loro profilo aguzzo e plumbeo spezzato verticalmente dalle linee nere dei due fumaioli di scarico. In breve tempo, quel frantoio cos\u00ec perfettamente armonizzato con l\u2019ambiente circostante, attraverso una traumatica superfetazione si era trasformato in uno strano groviglio di edifici eterogenei ammassati l\u2019uno a ridosso dell\u2019altro, in totale distonia con i dolci colli di ulivi e cipressi dei Monti Pisani. L\u2019attivit\u00e0 si incentrava sulla produzione del carbone vegetale, tramite l\u2019utilizzo della brace prodotta dalla combustione di legna proveniente dai boschi circostanti. Il prodotto era destinato principalmente al riscaldamento domestico, in particolare agli &#8216;scaldaletto&#8217;, al tempo unico conforto durante le stagioni fredde. La produzione carbonifera dei Crastan venne interrotta nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale quando, a seguito degli esiti del conflitto, l\u2019economia italiana sub\u00ec un tracollo. Durante il periodo bellico l\u2019area venne utilizzata in vari modi. I magazzini antistanti il frantoio furono adibiti ad &#8216;Ammasso dell\u2019olio e del grano di Vicopisano&#8217;, del quale sono tutt\u2019ora visibili i resti dell\u2019insegna. Nella palazzina a destra del frantoio si progett\u00f2 di trasferire gli uffici della Piaggio da Pontedera, dove la vicinanza con la stazione ferroviaria, bersaglio dei bombardamenti alleati, costituiva un concreto pericolo. L\u2019avanzata alleata e la conseguente cessazione dei bombardamenti fecero venire meno le necessit\u00e0 del trasferimento. Gli uffici non furono terminati e rimasero dismessi. Vennero poi utilizzati come deposito di fortuna.<\/p>\n<p><em>(da leviedelbrigante.it )<\/em><\/p>\n","modified":"2018-04-12T16:28:46","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/phoca_thumb_l_fabbricadelcarbone_8578-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1000","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1000&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-fabbrica-del-carbone\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.586500996806649,43.70430280119263]}},{"type":"Feature","properties":{"id":998,"name":"Molino di Papo","description":"<p>Il sentiero si snoda in questo tratto lungo l&#8217;antica Via dei Molini.\u00a0 Passando sotto le arcate che collegano la attuale villa al vecchio edificio sulle rive del torrente, si riescono ancora a vedere gli ingranaggi in legno ad asse verticale ed orizzontale che costituivano la forza motrice dell&#8217;impianto del Molino di Papo.<\/p>\n","modified":"2018-04-12T16:30:29","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo1-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/998","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=998&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/molino-di-papo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.568707222201851,43.698623818858486]}},{"type":"Feature","properties":{"id":995,"name":"Pieve di S.Maria di Vicopisano","description":"<div>E\u2019 la pi\u00f9 antica e la principale delle chiese che si trovavano nelle immediate vicinanze di Vico, ed \u00e8 l\u2019unica ad essere stata costruita all\u2019esterno delle mura, senza l&#8217;orientamento canonico con l&#8217;ingresso rivolto ad occidente. Infatti la facciata \u00e8 rivolta verso una delle porte di ingresso del castello, Porta Maccioni, poi divenuta porta della Rocca. La chiesa \u00e8 nominata per la prima volta nel 934, ma da questo documento si pu\u00f2 capire che esisteva gi\u00e0 da qualche tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FACCIATA E L&#8217;ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La costruzione attuale \u00e8 del XII sec. ed \u00e8 un esempio ben conservato di Chiesa romanico-pisana caratterizzato da una pianta basilicale con abside unica. La muratura \u00e8 realizzata in pietra verrucana e la facciata \u00e8 spartita in due ordini sovrapposti da una cornice orizzontale. Nella parte superiore, decorata da archetti pensili, si apre una bifora. La parte inferiore, dove si aprono tre portali, \u00e8 arricchita da semicolonne che reggono arcatelle pensili: queste ultime sono sormontate da oculi e racchiudono rombi scolpiti con motivi geometrici e vegetali. In evidenza, alla sommit\u00e0 della lesena di sinistra, un <strong>bassorilievo in pietra<\/strong>, databile all\u2019VIII-X secolo, rappresenta probabilmente un episodio evangelico.<\/div>\n<div>La fiancata meridionale, in cui si apre un unico portalino, ha in alto quattro strette monofore, di cui una decorata con un motivo a tralci di vite con foglie. Sia il fianco che l\u2019alzato della navata centrale hanno archetti pensili che racchiudono pietre scolpite e poggiano su peducci decorati con volti umani, figure di animali e motivi naturalistici eseguiti a rilievo. Da notare una serie di iscrizioni medioevali incise nella parte bassa della muratura che denunciano la presenza in antico di un cimitero intorno alla chiesa. La fiancata settentrionale risulta invece priva di decorazioni in quanto a questa si dovevano appoggiare le strutture del chiostro e della casa del pievano. Al XVIII secolo risalgono i prolungamenti delle navate laterali e il campanile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate da dodici colonne granitiche con capitelli di varia foggia: quelli medioevali sono in pietra serena; il primo, il terzo e l\u2019ultimo di sinistra sono in marmo scolpito a foglie d\u2019acanto, gli ultimi due poggianti su colonne marmoree scanalate, e provengono da edifici di epoca romana. Due pilastri definiscono la vasta zona presbiteriale dove si trova l\u2019altare maggiore, ricostruito agli inizi del Novecento riutilizzando antichi rilievi con motivi vegetali e zoomorfi, probabilmente appartenenti alla chiesa altomedievale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA DEPOSIZIONE DELLA CROCE (SEC. XIII)\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Nell\u2019abside \u00e8 collocato il maestoso gruppo ligneo della Deposizione, risalente al <strong>primo ventennio del Duecento <\/strong>e con evidenti assonanze con l&#8217;altra Deposizione presente in Provincia di Pisa, quella di Volterra. Esso costituisce uno dei rari esempi di questa tipologia di sacra rappresentazione, un tempo assai diffusa, l&#8217;unico di cui si conserva la quasi totalit\u00e0 delle figure originarie: di restauro sono soltanto le teste degli angeli, alcune parti del San Giovanni e il calice. Sono presenti inoltre tracce dell\u2019antica policromia delle vesti. I personaggi raffigurati sono (da sinistra a destra): la Madonna dolente, Giovanni di Arimatea che raccoglie il corpo del Cristo, il Nicodemo che toglie i chiodi dai piedi e S. Giovanni con in mano il Vangelo. Oltre ad essere uno dei pochi esemplari rimasti \u00e8 uno tra i pi\u00f9 singolari, poich\u00e9 la figura di Cristo \u00e8 rappresentata in una maniera inconsueta, fortemente arcuata e nell\u2019atto di cadere, prova che l\u2019artista che realizz\u00f2 tale opera aveva abbastanza autonomia da distaccarsi da quelli che erano i modelli<\/div>\n<div>consueti, cio\u00e8 il Cristo ancora inchiodato alla Croce, avvicinandosi a modelli pi\u00f9 &#8220;gotici&#8221;, con una maggiore attenzione alla linea curva e sinuosa, che va a sostituire la linea retta e la rigidit\u00e0 tipica dell&#8217;arte romanica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>GLI AFFRESCHI (SEC. XIII)<\/strong><\/div>\n<div>Le massicce pareti in verrucano conservano frammenti di affreschi duecenteschi, recentemente restaurati. Rappresentano scene tratte dal Vangelo, e testimoniano l\u2019usanza di illustrare le Storie Sacre, per farle meglio comprenderle ai fedeli pi\u00f9 rozzi ed illetterat (Biblia Pauperum)i. Il ciclo inizia sulla parete della navata destra, dove si riconoscono le scene della Annunciazione, della Visitazione e della Nativit\u00e0; segue, probabilmente, l\u2019episodio con Erode che ordina la strage degli innocenti. Al di sopra delle scene narrative vi sono motivi decorativi a girali e a riquadri alternati a scacchi; al di sotto, decorazioni a finto drappeggio. Sulla controfacciata, a sinistra sono rappresentate due scene sovrapposte: in alto \u00e8 riconoscibile il Battesimo di Cristo, al di sotto San Giorgio, il drago e la principessa; a destra le tracce recuperate dal restauro non sono leggibili. Sulla parete della navata destra sono state restaurate due scene: una raffigura forse la Cattura di Cristo, l\u2019altra la Pentecoste. L&#8217;intero ciclo terminava con la deposizione lignea che poneva fine alla vicenda terrena di Ges\u00f9. Il ciclo di affreschi venne coperto di intonaco tra il XVI e il XVII secolo, quando alle pareti furono addossati i grandi altari in pietra serena tuttora esistenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(da Viconet.it)<\/div>\n<div><\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:33:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/995","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=995&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-maria-di-vicopisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583387911319733,43.70025818376576]}},{"type":"Feature","properties":{"id":988,"name":"Pieve di S.Jacopo in Lupeta","description":"<div>\u00a0L&#8217;edificio \u00a0 fu in origine dedicato a San Mamiliano, come ancora ricorda l\u2019iscrizione\u00a0 sull&#8217;architrave del portale principale. La dedicazione a tale santo \u00e8 assai particolare, in quanto il suo culto era diffuso soprattutto nella zona dell&#8217;Arcipelago Toscano e nell&#8217;Alto Lazio, mentre nella nostra zona era del tutto assente. Documentata gi\u00e0 nell&#8217;VIII sec. era annessa ad un complesso monastico; mentre dal XII secolo \u00e8 citata come prioria, nel Trecento risultava essere in mano agli Eremitani Agostiniani. Intitolata a San Iacopo nella prima met\u00e0 del Quattrocento, poco tempo dopo cominci\u00f2 a decadere a causa delle continue scorrerie e della situazione insicura della zona, causate dalle guerre tra Pisa e Firenze; agli inizi del Cinquecento pass\u00f2 in possesso ai Canonici di Pescia. Nel corso dell\u2019ottocento i resti dell\u2019antico monastero vennero trasformati in una grande casa colonica, poi villa residenziale di propriet\u00e0 privata.<\/div>\n<div><strong>ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La chiesa ha pianta a tau (T) e muratura in conci di calcare cavernoso e verrucano. La facciata a capanna \u00e8 spartita da una cornice orizzontale: nella parte inferiore il portale \u00e8 incorniciato da lesene, una delle quali contenente una testa di animale cornuto a rilievo, ed \u00e8 sovrastato da un ricco architrave decorato a spirali e foglie linguate appartenente con tutta probabilit\u00e0 alla chiesa pi\u00f9 antica; in quella superiore si apre una bifora, con ghiera e colonnina marmoree, contornata da vari elementi decorativi, tra i quali spiccano una tarsia a forma di fiore, un bassorilievo ed una pietra scolpita a rilievo figurato, risalente all\u2019VIII-IX secolo, e raffigurante una scena biblica. Attaccato al braccio sinistro del transetto si appoggia il massiccio campanile, simile nella struttura ad una torre difensiva. Il campanile fu abbassato di altezza a seguito di una mina fatta esplodere dai soldati tedeschi in ritirata, nel 1944.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno, a navata unica e privo di abside, \u00e8 mosso soltanto dai due corti bracci del transetto, collegati da archi a tutto sesto i cui pilastri hanno capitelli riccamente decorati con motivi vegetali e animali. Nel braccio destro sono conservati affreschi trecenteschi, staccati e ricomposti su tavola, raffiguranti alcuni santi; da destra verso sinistra si riconoscono: un Santo Vescovo, forse San Mamiliano, San Giovanni Battista e un frammento di un probabile San Girolamo. Lungo la parete destra sono state raccolte pietre scolpite rinvenute durante i restauri della chiesa: particolarmente significative sono una mensola con motivo a rilievo rappresentante la Dextera Domini (X secolo) e una lastra figurata con una scena simbolica di difficile interpretazione, che secondo alcuni studiosi allude alla Passione di Cristo (IX-X secolo).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FESTA DI S. JACOPO<\/strong><\/div>\n<div>Ogni anno a Vicopisano in occasione della giornata dedicata a S. Giacono o Jacopo (<strong>25 luglio<\/strong>) viene celebrata una festa religiosa e popolare, organizzata dalla Parrocchia e da alcune associazioni di volontariato.<\/div>\n<div>La celebrazione che ha carattere sacro si sviluppa generalmente su due giornate durante le quali si tengono funzioni religiose e festeggiamenti popolari. La festa ha il sou clou con una processione religiosa notturna che va dalla Pieve di S. Maria alla Pieve di S. Jacopo, dove i fedeli partecipano alla Messa e dove di solito si tiene un concerto di musica classica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(<em>da Viconet.it<\/em>)<\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:38:04","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/988","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=988&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-jacopo-in-lupeta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.580477714538574,43.71061811702002]}},{"type":"Feature","properties":{"id":912,"name":"Frantoio Sociale Vicopisano","description":"<p>Prende nome dal ruscello (Rio Grifone ) che scorre a lato del frantoio e che fino al secolo scorso faceva girare le sue macine. Le olive, raccolte rigorosamente a mano, sono qui immesse nella modernissima linea di frangitura a freddo ( 26\u00b0 ), dove si svolgono tutti i passaggi: pesatura; defoliazione; lavaggio; molitura; gramola; decanter &#8220;Leopard Pieralisi a 2 fasi&#8221;; centrifuga.<br \/>\nQui si effettuano i controlli rigorosi e continui del livello di acidit\u00e0, perossidi e polifenoli di ogni lotto: misure indispensabili per rilevare ogni possibile difetto nel prodotto finito. L\u2019 olio extravergine di oliva, \u00e8 poi filtrato e stoccato in conche di acciaio inox in ambiente protetto e mantenuto a temperatura costante di 18\u00b0, fino all\u2019 imbottigliamento appena prima della commercializzazione.<\/p>\n","modified":"2019-10-05T13:12:41","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/IMG_20180323_120445-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.vicopisanolio.it\/index-lingua-1.html"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/912","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=912&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/frantoio-sociale\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"(+39) 050.79.60.05","contact:email":"info@vicopisanolio.it","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.58429181,43.70647306]}},{"type":"Feature","properties":{"id":794,"name":"Alimentari Guadagni Ada","description":"<p>Oltre ad assaggiare il nostro lardo, nella nostra cantina troverete la conca pi\u00f9 antica del paese : la &#8220;Conca dei Cain&#8221; datata 1400.<\/p>\n<p>Vi aspettiamo!<\/p>\n","modified":"2020-05-10T13:59:13","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Colonnata13-768x437.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[137,145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/794","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=794&action=edit","translations":{"en":{"id":5712,"name":"Grocery shopGuadagni Ada","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/grocery-shopguadagni-ada\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5712","description":"<p>In addition to tasting our lard, in our cellar you will find the oldest basin in the country: the &#8220;Conca dei Cain&#8221; dated 1400.<\/p>\n<p>See you there!<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/alimentari-guadagni-ada\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.15587866306305,44.08617861598045]}},{"type":"Feature","properties":{"id":766,"name":"Agriturismo La Costa","description":"<p>In posizione panoramica su una terrazza naturale, al centro del borgo medievale &#8220;La Villa&#8221;,\u00a0 dalla quale si ammira l&#8217;intera catena delle Alpi Apuane&#8221;, \u00e8 un&#8217;ottima base per escursioni naturalistiche nel comprensorio delle Alpi Apuane e dell&#8217; Appennino Tosco-Emiliano. 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There are also many chances to do some form of sport : swimming in the agritourism swimming pool, horse-riding, trekking, going fishing etc&#8230;.<br \/>\nAll the apartments are originated from the rooms of the ancient cloister, so you can find some well-preserved ancient object. For example you can find the structure and the sink of the ancient kitchen, made of a stone called \u201cserena\u201d, and two magnificent ancient fireplaces, that were used as heating surces for all the cloister. All the jambs of the door inside and outside are the ancient ones: one is particularly decorated, and above one other there is an acient inscription. 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I nostri vigneti variano dai 150 ai 350 metri ma la conformazione della valle fa si che le precipitazioni siano copiose, le escursioni termiche fortissime in estate, con giornate calde e notti molto fresche.<\/p>\n<p>Qui si producono Olio e Vino, tutti con agricoltura biodinamica<\/p>\n<p>L\u2019olio extra vergine di oliva\u00a0 di Macea deriva dalle principali cultivar dalla tradizione lucchese: frantoio, leccio e\u00a0 maurino.<br \/>\nIn alcune annate di particolare qualit\u00e0 si produce anche olio monovarietale.<br \/>\nLe pratiche di conduzione dell\u2019oliveto, la scelta del periodo di raccolta e il metodo di estrazione dell\u2019olio sono tutte tese ad esaltare la freschezza e la qualit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<p>La produzione di vino segue due indirizzi: bianco e rosso \u201c<em>Campo Caturesi\u201d<\/em>ottenuto da vecchie variet\u00e0 autoctone ritrovate in vecchi vigneti della Media Val di Serchio\u00a0 quali Sangiovese, Ciliegiolo, Montanina, Bracciola, Tan\u00e9. Malvasia Nera. L\u2019altra linea produttiva \u00a0riguarda invece l\u2019utilizzo di alcuni vitigni\u00a0 internazionali quali il Pinot Nero, Pinot Grigio e il Sauvignon Bianco che risaltano le caratteristiche del territorio<\/p>\n","modified":"2020-06-06T14:53:00","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Vini-768x424.jpg","id":789,"caption":"Selfguided Toscana Macea"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Macea3-768x432.jpg","id":776,"caption":"Agriturismo MAcea"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Macea2-768x436.jpg","id":774,"caption":"Macea Barsanti"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC06794-768x512.jpg","id":6223,"caption":"Agriturismo Macea"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC06720-768x512.jpg","id":6221,"caption":"Macea 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