{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":7855,"name":"Torre di Caprona","description":"<p>Sullo sperone roccioso a monte del paese di Caprona spicca la &#8220;torre degli <a title=\"Upezzinghi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Upezzinghi\">Upezzinghi<\/a>&#8220;, copia <a title=\"XIX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">ottocentesca<\/a> della torre dell&#8217;antico castello esistente alla met\u00e0 dell&#8217;<a title=\"XI secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XI_secolo\">XI secolo<\/a>, citato da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Dante\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante\">Dante<\/a> (<a title=\"Inferno - Canto ventunesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inferno_-_Canto_ventunesimo\">Inferno, XXI<\/a>, 94-96) e smantellato da <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a> nel <a title=\"1433\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1433\">1433<\/a>. La torre chiamata comunemente &#8220;Torretta&#8221; si trova sulla sommit\u00e0 di uno sperone roccioso, in una posizione altamente suggestiva che domina le pendici del <a title=\"Monte Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_Pisano\">monte Pisano<\/a>. Oggi \u00e8 in completo stato di abbandono e necessiterebbe di un&#8217;opera di messa in sicurezza.<\/p>\n<p>All&#8217;incrocio fra via del ponte e via Dante Alighieri si trova una lapide storica che recita:<\/p>\n<blockquote><p>XXI AGOSTO MDCCCXCII<\/p>\n<p>TRENTACINQUE ANNI ADDIETRO FRANCESCO LUPERI CENTONI PROPUGNAVA E LEGALMENTE OTTENEVA CHE LE ACQUE PLUVIALI DI QUESTO ANTICO BORGO SOTTO L&#8217;ALVEO DEL TORRENTE ZAMBRA PASSANDO NEL SOTTOSTANTE FOSSO &#8211; VICINAJA &#8211; DEFLUISSERO MA DIFETTO DI LEGGI O EGOISMO DI POTENTI I NECESSARI LAVORI LUNGAMENTE IMPEDIRONO. PROGREDITI I TEMPI LE LEGGI E LE OPINIONI AJUTANDO PER LE ASSIDUE CURE DEL COMPAESANO ETTORE SIGHIERI AI PUBBLICI LAVORI MUNICIPALI PREPOSTO L&#8217;OPERA TANTO AGOGNATA NEL LUGLIO 1892 FINALMENTE COMPIEVASI.<\/p>\n<p>LA POPOLAZIONE CAPRONESE RICONOSCENTE QUESTO MARMO PONEVA<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"thumb tright\"><\/div>\n<p>La localit\u00e0 \u00e8 ricordata a partire dal <a title=\"1024\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1024\">1024<\/a>. Il castello di Caprona sub\u00ec una sortita ad opera dei soldati fiorentini il 16 agosto del <a title=\"1289\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1289\">1289<\/a>, azione a cui partecip\u00f2 anche il giovane <a title=\"Dante Alighieri\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante_Alighieri\">Dante Alighieri<\/a>, arruolato con altri quattrocento cavalieri nelle schiere di <a title=\"Nino Visconti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nino_Visconti\">Nino Visconti<\/a>. Il sommo poeta citer\u00e0 la cittadina nel <a title=\"Inferno - Canto ventunesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inferno_-_Canto_ventunesimo\">canto XXI dell&#8217;Inferno<\/a>, vv. 94-96.<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abcos\u00ec vid&#8217;io gi\u00e0 temer li fanti<br \/>\nch&#8217;uscivan patteggiati di Caprona,<br \/>\nveggendo se&#8217; tra nemici cotanti.\u00bb<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il suddetto castello era collocato ai piedi dello sperone roccioso su cui sorgeva la torre di avvistamento, che permetteva la comunicazione con le strutture fortificate circostanti, cio\u00e8 la <a title=\"Rocca della Verruca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rocca_della_Verruca\">Rocca della Verruca<\/a> e le torri di <a title=\"Uliveto Terme\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Uliveto_Terme\">Uliveto<\/a>, per il controllo della stretta zona di terra posta fra il fiume <a title=\"Arno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arno\">Arno<\/a> e la propaggine meridionale del <a title=\"Monte Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_Pisano\">Monte Pisano<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;estrazione di pietra dalle cave capronesi ha progressivamente trasformato il paesaggio della cittadina. Quando lo sperone roccioso era ancora sostanzialmente integro era possibile scorgere intorno alla torretta i resti del forte medievale. Fino agli <a title=\"Anni 1950\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anni_1950\">anni cinquanta<\/a>, inoltre, a qualche centinaio di metri a ovest dei suddetti ruderi erano visibili le mura di un palazzo la cui costruzione, voluta da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cosimo I\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cosimo_I\">Cosimo I<\/a>, non venne mai portata a termine: l&#8217;edificio era popolarmente noto col nome di &#8220;<i>Palazzaccio<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Dal <a title=\"1887\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1887\">1887<\/a> al <a title=\"1953\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1953\">1953<\/a> Caprona era servita dalla <a title=\"Tranvia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tranvia\">tranvia<\/a> a vapore che, percorrendo l&#8217;asse della <a title=\"Strada statale 67 Tosco-Romagnola\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strada_statale_67_Tosco-Romagnola\">via Fiorentina<\/a>, collegava <a title=\"Tranvia Pisa-Pontedera\/Calci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tranvia_Pisa-Pontedera\/Calci\">Pisa con Pontedera<\/a> e, attraverso una diramazione in sede propria che si distaccava in localit\u00e0 <a title=\"Navacchio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Navacchio\">Navacchio<\/a>, con <a title=\"Calci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Calci\">Calci<\/a>. Superato l&#8217;<a title=\"Arno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arno\">Arno<\/a> con un tratto in sede stradale sul ponte di Zambra, la linea aveva a Caprona una vera e propria stazione dotata di un fascio di tre binari di cui uno a servizio del raccordo di 2\u00a0km che collegava tale localit\u00e0 con la cava di pietra sita in localit\u00e0 Uliveto. Quest&#8217;ultimo fu dismesso e smantellato nel <a title=\"1941\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1941\">1941<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[ testo tratto da wikipedia.it ]<\/p>\n","modified":"2020-10-11T19:44:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Caprona.jpg","id":7749,"caption":"Caprona"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/MTBCaprona-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7855","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7855&action=edit","translations":{"en":{"id":7858,"name":"Caprona tower","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/caprona-tower\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7858","description":"<p>On the rocky spur above the town of Caprona stands the &#8220;Torre degli Upezzinghi&#8221;, a nineteenth-century copy of the tower of the ancient castle existing in the mid-eleventh century, mentioned by Dante (Inferno, XXI, 94-96) and dismantled by Florence in 1433. The tower commonly called &#8220;Torretta&#8221; is located on the top of a rocky spur, in a highly suggestive position overlooking the slopes of Mount Pisano. Today it is in a complete state of neglect and would need to be made safe.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/torre-di-caprona\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5068397,43.707181]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7782,"name":"Verruca (fortezza)","description":"<h2>Storia<\/h2>\n<p>La struttura della rocca aveva un&#8217;importanza cruciale per la Repubblica Pisana, perennemente in guerra con Firenze. Il castello era il nucleo di un sistema di fortificazioni sparse sul territorio circostante tra cui possiamo elencare i castelli di Caprona, Vicopisano e Buti. Le comunicazioni tra questi avamposti e la rocca, cos\u00ec come quelle tra la rocca e la citt\u00e0 di Pisa, avvenivano con lenzuola, stendardi, fumo, fuochi o colpi di artiglieria attraverso un codice che permetteva di informare repentinamente sui movimenti delle truppe nemiche in avvicinamento. In caso di scarsa visibilit\u00e0 il segnale veniva passato attraverso le varie torri dislocate sui monti pisani: la Torre dello Spuntone, il castellare di Asciano, il castello di Agnano ed il castello di San Giuliano.<\/p>\n<p>Teatro di cruente battaglie tra Pisani e Fiorentini, fu ripetutamente roccaforte dei primi quando ormai la citt\u00e0 era caduta in mano al nemico. Il sito era gi\u00e0 occupato da una fortificazione dal 780, ma la rocca vera e propria fu costruita solo nel XIII secolo, ed \u00e8 sopravvissuta come struttura militare attiva fino alla definitiva caduta di Pisa nel 1503. Le ultime strutture ad esser costruite, in vista dell&#8217;ultimo decisivo scontro con i Fiorentini, furono le quattro torri angolari, due orientali di grossa dimensione e due occidentali pi\u00f9 piccole, con feritoie e balestriere.<\/p>\n<p>Nel 1509, tuttavia, la fortezza fu ristrutturata da Antonio da Sangallo a cui vengono attribuiti i due bastioni poligonali e da Luca del Caprina, della bottega del Francione, a cui viene attribuita la grossa torre cilindrica su uno spigolo del perimetro. La fortezza fu in seguito dismessa venendo a mancare la sua posizione di frontiera e quindi la sua utilit\u00e0 difensiva.<br \/>\nLa Rocca della Verruca come appariva in un dipinto del 1875 del pittore K\u00e1roly Mark\u00f3 il Giovane.<\/p>\n<p>Nei primi anni del Novecento venne avviato un progetto per la realizzazione di una croce monumentale, in risposta all&#8217;iniziativa di papa Leone XIII di porre il simbolo della cristianit\u00e0 sulle cime pi\u00f9 alte d&#8217;Italia. La prima pietra venne posata dall&#8217;Arcivescovo di Pisa Maffi nel 1904, ma i lavori non proseguirono per il blocco imposto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, decisa a preservare l&#8217;aspetto dell&#8217;antica fortezza.<\/p>\n<p>La sera dell&#8217;8 settembre 2009 il fianco nord-occidentale del monte \u00e8 stato interessato da un violento incendio di origine dolosa, estesosi dalla zona di Nicosia di Calci fino a raggiungere Crespignano e Caprona, in basso, e il Lombardone, vicino alla sommit\u00e0. Il fuoco ha distrutto circa 120 ettari di foresta, lasciando una ferita nel panorama dei Monti Pisani, visibile a chilometri di distanza. Il comune di Calci e la Provincia di Pisa, visti anche gli scarsi finanziamenti da parte della Regione Toscana, hanno deciso di non intervenire con piani di rimboschimento, asserendo che sar\u00e0 la natura a fare il proprio corso e favorendo quindi la crescita di una vegetazione di tipo mediterraneo, costituita da piccoli arbusti e non pi\u00f9 da boschi di leccio o querce.<\/p>\n<p>Dal novembre 2009 la Compagnia di Calci (associazione nata nel 2004 a tutela del territorio e dell&#8217;ambiente della Valgraziosa) ha ottenuto, in comodato d&#8217;uso dal proprietario dottor Costantino Conforti, la parte della rocca che si trova nel territorio del Comune di Calci. I volontari dell&#8217;Associazione si impegnano costantemente in opere di pulizia e messa in sicurezza allo scopo di salvaguardare la Verruca dallo stato di abbandono e al fine di rendere visibili ai numerosi visitatori le parti che la vegetazione col tempo aveva coperto. La vegetazione circostante le mura, composta da lecci, edera, rovi e altri arbusti, sta seriamente minacciando la solidit\u00e0 delle loro fondamenta a causa dell&#8217;azione delle radici.<\/p>\n<p>Nel settembre 2018 un violentissimo incendio che ha devastato la parte sud-orientale del Monte Pisano, ha colpito anche la Rocca della Verruca distruggendo praticamente tutta la vegetazione presente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Architettura<\/h2>\n<p>La struttura in pietra e laterizi sorge su uno sperone roccioso ed \u00e8 stata ricostruita e ampliata in vari momenti della storia della Repubblica Pisana; tali lavori sono stati eseguiti spesso con urgenza in periodo di guerra, senza una pianificazione accurata. I bastioni e le fondamenta, che si aggrappano direttamente alla roccia sottostante, sono ancora saldi, ma le sovrastrutture sono crollate quasi interamente; restano quasi intatte alcune sale sotterranee e la cappella centrale, che conserva le quattro mura.<br \/>\nIngresso della Rocca<\/p>\n<p>La pianta del complesso \u00e8 pentagonale, con i due lati orientali spesso considerati come uno solo molto convesso. Solo quattro angoli risultano fortificati: i due rivolti a nord e nord-est da torrioni rotondi, quello a nord-ovest da un bastione con punta poligonale e quello di sud-ovest con uno spalto lievemente pronunciato.<\/p>\n<p>L&#8217;unico ingresso \u00e8 posto sul lato orientale e vi si accede tramite una breve ma ripida scalinata scavata nella roccia[9]. Una volta varcata la porta, attualmente danneggiata, il paesaggio si apre sulla piazza d&#8217;armi al cui centro si ergono i resti di una chiesa. Nel terreno si notano diverse aperture, alcune provviste di scalini e conducenti a stanze sotterranee, altre di forma quadrata poste al centro del soffitto delle stesse camere. Tra la vegetazione \u00e8 possibile scorgere anche l&#8217;apertura di una grande cisterna quadrilatera, con la volta a botte, oggi riempita di detriti e in passato probabilmente utilizzata per la raccolta dell&#8217;acqua piovana.<\/p>\n<p>La chiesa, a pianta rettangolare, conserva le possenti mura di grossi blocchi di pietra verrucana, su cui si aprono due porte, sui lati maggiori, e due finestre strombate, sul fianco destro. L&#8217;osservatore attento pu\u00f2 notare due distinte qualit\u00e0 di pietra nel perimetro: grossi blocchi fino ai due metri d&#8217;altezza, filarotti di una cava diversa superiormente. Questi ultimi provengono probabilmente dalla &#8220;Buca delle Fate&#8221;, una cava di verrucano che ha fornito il materiale anche per la costruzione della chiesa del monastero di San Michele Arcangelo, poco distante dalla rocca. Nulla rimane invece del tetto e del pavimento, forse semplicemente ricoperto dal prato.<\/p>\n<p>Alle spalle dei ruderi si innalzano alcuni grossi massi che in passato costituivano il sostegno del mastio, di cui rimane solo un muro e che probabilmente si estendeva fino al muro meridionale. Ancor oggi il punto pi\u00f9 alto della rocca (e del monte), la torre che vi si ergeva venne probabilmente smantellata con l&#8217;avvento della polvere da sparo, in modo da non costituire facile bersaglio per le bordate nemiche e, quindi, un pericolo per gli assediati in caso di crollo.<\/p>\n<p>La maggior parte del piano interno della rocca \u00e8 oggi ricoperto di terra ed erba, ma conserva ancora la sua caratteristica pendenza verso est. Il muraglione sud \u00e8 perci\u00f2 la parte pi\u00f9 alta del perimetro e sulla sua faccia interna sono ancora visibili alcune delle mensole di pietra che fungevano da sostegno per i camminamenti interni.<\/p>\n<p>Il torrione di sud-est \u00e8 fornito di due mine accessibili tramite una scaletta di pietra e dotate di bocche di fuoco utilizzate per sorvegliare la muraglia meridionale e quella orientale con l&#8217;ingresso. Anche il bastione di sud-ovest ha una mina, rivolta a ponente, non rialzata e oggi priva della cornice di pietra, rimossa negli anni settanta. Nei pressi di tale bastione \u00e8 presente un&#8217;altra bocca di fuoco per sorvegliare ulteriormente il muraglione sud.<\/p>\n<p>Il bastione di nord-ovest presenta un ampio locale interno, dotato di volte interrate sotto cumuli di detriti. Forse qui si trovava l&#8217;ingresso del passaggio segreto che conduceva all&#8217;esterno della struttura, una sorta di uscita di servizio o di emergenza. Tale struttura ha probabilmente alimentato la diceria riguardo al fantomatico tunnel sotterraneo che avrebbe messo in comunicazione Pisa con la Verruca.<\/p>\n<p>Al torrione di nord-est, ben conservato, si accede tramite una scala in pietra. Al suo interno troviamo una stanza piuttosto grande con due bocche di fuoco che avevano il compito di sorvegliare le muraglie settentrionale e orientale. Dalla stessa scala parte uno stretto cunicolo che termina con una bocca di fuoco collocata a met\u00e0 del muraglione est.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[testo tratto da wikipedia.it]<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2020-10-06T11:40:03","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/MTBVerruca3-768x576.jpg","id":7731,"caption":"MTB Verruca 3"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Verruca-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7782","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7782&action=edit","translations":{"en":{"id":7784,"name":"Verruca (fortress)","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verruca-fortress\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7784","description":"<h2>History<\/h2>\n<p>The structure of the fortress was of crucial importance for the Pisan Republic, perpetually at war with Florence. The castle was the nucleus of a system of fortifications scattered over the surrounding area, among which we can list the castles of Caprona, Vicopisano and Buti. The communications between these outposts and the fortress, as well as those between the fortress and the city of Pisa, took place with sheets, banners, smoke, fires or artillery shots through a code that allowed the sudden information on the movements of the approaching enemy troops. In case of poor visibility, the signal was passed through the various towers located on the Pisan mountains: the Torre dello Spuntone, the castle of Asciano, the castle of Agnano and the castle of San Giuliano.<\/p>\n<p>Theater of bloody battles between Pisans and Florentines, it was repeatedly a stronghold of the former when the city had now fallen into the hands of the enemy. The site was already occupied by a fortification from 780, but the real fortress was built only in the 13th century, and survived as an active military structure until the final fall of Pisa in 1503. The last structures to be built, in view of the he last decisive confrontation with the Florentines were the four corner towers, two large eastern ones and two smaller western ones, with slits and crossbowmen.<\/p>\n<p>In 1509, however, the fortress was renovated by Antonio da Sangallo, who is credited with the two polygonal bastions and by Luca del Caprina, from the Francione workshop, who is credited with the large cylindrical tower on one edge of the perimeter. The fortress was later abandoned as it lost its border position and therefore its defensive usefulness.<br \/>\nLa Rocca della Verruca as it appeared in an 1875 painting by the painter K\u00e1roly Mark\u00f3 the Younger.<\/p>\n<p>In the early years of the twentieth century a project was started for the construction of a monumental cross, in response to the initiative of Pope Leo XIII to place the symbol of Christianity on the highest peaks in Italy. The first stone was laid by the Archbishop of Pisa Maffi in 1904, but the works did not continue due to the block imposed by the Superintendency of Cultural Heritage, determined to preserve the appearance of the ancient fortress.<\/p>\n<p>On the evening of 8 September 2009 the north-western flank of the mountain was affected by a violent fire of arson, extending from the Nicosia di Calci area to reach Crespignano and Caprona, below, and Lombardone, near the top. The fire destroyed about 120 hectares of forest, leaving a wound in the panorama of the Pisan Mountains, visible from miles away. The municipality of Calci and the Province of Pisa, also given the scarce funding from the Tuscany Region, have decided not to intervene with reforestation plans, asserting that nature will take its course and thus favoring the growth of Mediterranean type, consisting of small shrubs and no longer of holm oak or oak woods.<\/p>\n<p>Since November 2009 the Compagnia di Calci (an association founded in 2004 to protect the territory and the environment of Valgraziosa) has obtained, on loan for use by the owner Dr. Costantino Conforti, the part of the fortress that is located in the territory of the Municipality of Calci . The volunteers of the Association are constantly engaged in cleaning and safety works in order to safeguard the Verruca from the state of abandonment and in order to make visible to the numerous visitors the parts that the vegetation had covered over time. The vegetation surrounding the walls, composed of holm oaks, ivy, brambles and other shrubs, is seriously threatening the solidity of their foundations due to the action of the roots.<\/p>\n<p>In September 2018 a very violent fire that devastated the south-eastern part of Monte Pisano, also hit the Rocca della Verruca, destroying practically all the surroundings.<\/p>\n<h2>Architecture<\/h2>\n<p>The stone and brick structure stands on a rocky spur and was rebuilt and enlarged at various times in the history of the Pisan Republic; these works were often carried out urgently in times of war, without careful planning. The ramparts and foundations, which cling directly to the underlying rock, are still firm, but the superstructures have collapsed almost entirely; some underground rooms and the central chapel, which preserves the four walls, remain almost intact.<br \/>\nEntrance of the Rocca<\/p>\n<p>The plan of the complex is pentagonal, with the two eastern sides often considered as one very convex. Only four corners are fortified: the two facing north and north-east by round towers, the north-west by a bastion with a polygonal tip and the south-west by a slightly pronounced rampart.<\/p>\n<p>The only entrance is located on the eastern side and is accessed via a short but steep staircase carved into the rock. Once through the door, which is currently damaged, the landscape opens onto the parade ground in the center of which are the remains of a church. In the ground there are several openings, some with steps and leading to underground rooms, others square in the center of the ceiling of the same rooms. Among the vegetation it is also possible to see the opening of a large quadrilateral cistern, with a barrel vault, now filled with debris and in the past probably used to collect rainwater.<\/p>\n<p>The church, with a rectangular plan, preserves the mighty walls of large blocks of verrucana stone, on which two doors open on the longer sides and two splayed windows on the right side. The attentive observer can notice two distinct qualities of stone in the perimeter: large blocks up to two meters high, rows of a different quarry above. The latter probably come from the &#8220;Buca delle Fate&#8221;, a verrucano quarry which also provided the material for the construction of the church of the monastery of San Michele Arcangelo, not far from the fortress. Nothing remains of the roof and the floor, perhaps simply covered by the lawn.<\/p>\n<p>Behind the ruins rise some large boulders which in the past were the support of the keep, of which only one wall remains and which probably extended up to the southern wall. Even today the highest point of the fortress (and of the mountain), the tower that stood there was probably dismantled with the advent of gunpowder, so as not to constitute an easy target for enemy broadcasts and, therefore, a danger to the besieged in case of collapse.<\/p>\n<p>Most of the internal floor of the fortress is now covered with earth and grass, but still retains its characteristic slope towards the east. The south wall is therefore the highest part of the perimeter and on its internal face some of the stone corbels that served as a support for the internal walkways are still visible.<\/p>\n<p>The south-east tower is equipped with two mines accessible via a stone ladder and equipped with fire mouths used to guard the southern and eastern walls with the entrance. The south-west bastion also has a mine, facing west, not raised and today without the stone frame, removed in the seventies. Near this bastion there is another mouth of fire to further monitor the south wall.<\/p>\n<p>The north-west bastion has a large internal room, with vaults buried under piles of debris. Perhaps here was the entrance to the secret passage that led outside the structure, a sort of service or emergency exit. This structure probably fueled the rumor about the phantom underground tunnel that would have put Pisa in communication with the Verruca.<\/p>\n<p>The well-preserved north-eastern tower is accessed via a stone staircase. Inside we find a rather large room with two fire mouths that had the task of guarding the northern and eastern walls. From the same staircase starts a narrow tunnel that ends with a fire mouth located in the middle of the east wall.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[text taken from wikipedia.it]<\/em><\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/verruca-fortezza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5338663,43.7071592]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7459,"name":"Castello Malaspina Massa","description":"<p>Sembra che una fortificazione sull&#8217;altura esistesse gi\u00e0 nell&#8217;alto Medioevo, realizzata dai marchesi di Massa, ma la prima documentazione scritta relativa al castello risale al XII secolo.<br \/>\nNel XV secolo Massa diviene propriet\u00e0 dei Marchesi <strong>Malaspina di Fosdinovo<\/strong>, che trasformarono il castello in residenza attuando importanti interventi architettonici che compresero anche ammodernamenti degli apparati difensivi e finirono nel XVII secolo.<br \/>\nIl complesso architettonico alla fine del XIX secolo fu definitivamente trasformato in carcere e mantenne questa funzione fino al 1946.<\/p>\n<p>Oggi dopo il restauro il Castello \u00e8 diviso in tre parti distinte: la possente <strong>cinta muraria<\/strong>, corredata da baluardi, camminamenti e vani per le artiglierie, la <strong>residenza<\/strong> e il <strong>mastio<\/strong>. Molto interessante la parte residenziale, che si sviluppa intorno ad un\u2019elegante cortile interno e presenta notevoli affreschi sia nelle sale interne che sulle facciate.<\/p>\n<h3>Informazioni e Ingressi<\/h3>\n<p><strong>ORARIO DI APERTURA<\/strong> fino al 14 settembre: da marted\u00ec a domenica h. 17:30\/22:30<br \/>\n<strong>Biglietti:<\/strong> INTERO \u20ac5,50, RIDOTTO \u20ac 3,50 ai giovani dai 18 ai 25 anni, GRATUITO fino a 17 anni<\/p>\n","modified":"2020-08-17T11:22:30","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/massa_castello_malaspina-768x576.jpg","id":7462,"caption":""},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/castellomalaspinaMS-768x512.jpg","id":7460,"caption":"Castello Malaspina Massa"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/castellomalaspinaMS-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.comune.massa.ms.it\/castello"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7459","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7459&action=edit","translations":{"en":{"id":7465,"name":"Malaspina Castle Massa","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/malaspina-castle-massa\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7465","description":"<p>It seems that a fortification on the hill already existed in the early Middle Ages, built by the Marquises of Massa, but the first written documentation relating to the castle dates back to the 12th century.<br \/>\nIn the 15th century Massa became the property of the Malaspina di Fosdinovo marquises, who transformed the castle into a residence by implementing important architectural interventions which also included modernization of the defensive systems and ended in the 17th century.<br \/>\nThe architectural complex at the end of the 19th century was definitively transformed into a prison and maintained this function until 1946.<\/p>\n<p>Today, after the restoration, the Castle is divided into three distinct parts: the mighty walls, complete with bulwarks, walkways and rooms for the artillery, the residence and the keep. The residential part is very interesting, which develops around an elegant internal courtyard and has remarkable frescoes both in the internal rooms and on the facades.<br \/>\nInformation and Entrances<\/p>\n<p>OPENING HOURS until 14 September: from Tuesday to Sunday h. 17: 30\/22: 30<br \/>\nTickets: FULL \u20ac 5.50, REDUCED \u20ac 3.50 for young people aged 18 to 25, FREE up to 17 years<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malaspina-massa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1461131,44.032141]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6270,"name":"Rocca di Mozzano","description":"<h3>Origini<\/h3>\n<p>Il <strong>borgo della Rocca<\/strong> ha una specifica origine medievale come luogo fortificato a presidio del territorio della valle del Serchio. Come altre &#8220;rocche&#8221; sorge in un luogo elevato e panoramico, peculiare delle prime fasi dell\u2019incastellamento del XI secolo. Dall\u2019XI secolo il territorio della <strong>Rocca<\/strong> fin\u00ec nell\u2019influenza della famiglia feudale di origine longobarda dei <strong>Suffredinghi<\/strong>, attestata dal IX secolo, assieme a molti altri territori della Garfagnana. Le prima attestazione della Rocca come <strong><em>Castello di Mozzano<\/em><\/strong> \u00e8 in una carta del 1027 conservata nell&#8217;Archivio Diocesano di Lucca. Qui si elencano\u00a0 i beni della famiglia dei <strong>Suffredinghi:<\/strong> la Rocca appartiene loro assieme al castello del Monte Bargiglio (presso la vicina frazione della Cune). In un contratto del 1122 emerge infine la prima attestazione sicura come <strong><em>Rocha de Mozano.<\/em><\/strong> Da qui si ricava anche il nome del signore suffredingo della Rocca: <strong>Ildebrando di Sigifredo<\/strong> (1038-1072) nipote di Gherardo II, vescovo di Lucca nel 991.<\/p>\n<h3>Le guerre tra Lucca e Pisa del XII secolo<\/h3>\n<p>Nelle guerra tra Lucca e Pisa\u00a0 i <strong>Suffredinghi<\/strong> si schierarono a fianco dei pisani contro l\u2019avanzata del comune lucchese. A partire dal 1170 i lucchesi ingaggiarono infatti una serie di guerre per impadronirsi della valle del Serchio e della Versilia. Nel 1171 i lucchesi si impadronirono della Rocca di Mozzano, abbandonata temporaneamente dai Suffredinghi rifugiati nel castello di Fornoli (Bagni di Lucca). Da qui si batterono contro la guarnigione pisana che giungeva dalla Garfagnana. Intimorito dalle vittorie di Lucca in Garfagnana, <strong>Raimundo di Guglielmo signore della Rocca di Mozzano<\/strong>, si alle\u00f2 dapprima con la citt\u00e0 lucchese ed inseguito attir\u00f2 dalla sua parte, dietro versamento di denaro, gli altri nobili alleati sino ad allora con\u00a0 Pisa. Cos\u00ec dal 1173 i Suffredinghi finirono per stringere un patto militare con Lucca, rinnovato nel 1181, anno della pace fra Lucca e Pisa. Nel 1185 l&#8217;imperatore Federico I Barbarossa obblig\u00f2 il comune di Lucca a riedificare i castelli distrutti durante la guerra con Pisa, fra cui anche quelli di Anchiano e Cune (Bargiglio). Non essendo citato quello della Rocca si suppone che questo non avesse subito danni. La casata nel 1209 rinnov\u00f2 la fedelt\u00e0 a Lucca.<\/p>\n<h3>Le guerre tra Lucca,Pisa e Firenze del XIII secolo<\/h3>\n<p>Nel 1220 Lucca, alleata con Firenze, fu nuovamente in guerra contro Pisa. Le vecchie signorie feudali della Valle del Serchio, nonostante il giuramento di fedelt\u00e0, si schierarono ancora con i pisani. Per questo motivo nel 1225 i lucchesi espugnarono dapprima il castello di Anchiano, dove risiedeva un ramo della famiglia longobarda, e nel 1227 sottomisero il castello della Rocca catturando gli ultimi castellani Suffredinghi. I discendenti dell\u2019antica casata longobarda ottennero infine nel 1248 la cittadinanza lucchese, sebbene interdetti alla vita pubblica.<\/p>\n<h3>La Repubblica di Lucca<\/h3>\n<p>Dopo le vittorie di Lucca nel contado la media valle del Serchio pass\u00f2 alla nascente Repubblica di Lucca e la Rocca pass\u00f2 nel 1272 alla vicaria di Coreglia. Nel 1355 la Rocca insieme a tutta la vicaria entr\u00f2 a far parte della contea di Coreglia, istituita dall&#8217;imperatore Carlo IV, per poi finire nel 1562 sotto la giurisdizione della vicaria di Borgo a Mozzano divenuta poi capoluogo comunale. Nel 1586 la Rocca si dota del suo stato comunitario, perfezionato poi nel 1638.<\/p>\n<h3>Ultimo secolo ed epoca moderna<\/h3>\n<p>Il borgo della Rocca contava 205 abitanti nel 1832.<\/p>\n<p>Negli anni sessanta del Novecento nei pressi del paese della Rocca fu rinvenuto un fondo di capanna databile tra il III e il II secolo a.C. con resti ceramici di tipo ligure. Nel 1983 sono state inoltre ritrovate alcuni frammenti di anfore greco-italiche sul versante tra il borgo della Rocca e Piano della Rocca, sulla valle del Serchio.<\/p>\n","modified":"2020-05-25T17:06:43","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07645-768x512.jpg","id":6275,"caption":"Trekking Rocca e Chiesa di Mozzano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07646-768x512.jpg","id":6277,"caption":"Trekking Rocca di Mozzano, Chiesetta Alpini"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07642-768x512.jpg","id":6271,"caption":"Rocca di Mozzano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07643-768x512.jpg","id":6273,"caption":"Trekking Rocca e Chiesa di Mozzano"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07649-768x512.jpg","id":6279,"caption":"Trekking Rocca di Mozzano- Panorama"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/DSC07642-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6270","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6270&action=edit","translations":{"en":{"id":6288,"name":"Mozzano Hamlet","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/mozzano-hamlet\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6288","description":"<p>Origins<\/p>\n<p>The village of the Rocca has a specific medieval origin as a fortified place to guard the territory of the Serchio valley. Like other &#8220;fortresses&#8221;, it stands in an elevated and panoramic place, peculiar to the early stages of the 11th century castle. From the 11th century the Rocca territory ended up under the influence of the feudal family of Lombard origin of the Suffredinghi, attested from the 9th century, together with many other territories of the Garfagnana. The first attestation of the Rocca as Castello di Mozzano is in a 1027 map kept in the Diocesan Archive of Lucca. Here are listed the assets of the Suffredinghi family: the Rocca belongs to them together with the castle of Monte Bargiglio (near the nearby hamlet of Cune). Finally, in a 1122 contract, the first secure attestation emerges as Rocha de Mozano. From here the name of the suffredingo lord of the Rocca is also obtained: Ildebrando di Sigifredo (1038-1072) grandson of Gherardo II, bishop of Lucca in 991.<\/p>\n<p>The wars between Lucca and Pisa of the XII century<\/p>\n<p>In the war between Lucca and Pisa the Suffredinghi lined up alongside the Pisans against the advance of the Lucca municipality. Starting in 1170, the people of Lucca engaged in a series of wars to seize the Serchio valley and Versilia. In 1171 the people of Lucca took possession of the Rocca di Mozzano, temporarily abandoned by the Suffredinghi refugees in the castle of Fornoli (Bagni di Lucca). From here they fought against the Pisan garrison that came from the Garfagnana. Intimidated by the victories of Lucca in Garfagnana, Raimundo di Guglielmo, lord of the Rocca di Mozzano, first allied himself with the city of Lucca and, pursued, attracted on his side, upon payment of money, the other noble allies until then with Pisa. So from 1173 the Suffredinghi ended up making a military pact with Lucca, renewed in 1181, the year of peace between Lucca and Pisa. In 1185 the emperor Frederick I Barbarossa forced the municipality of Lucca to rebuild the castles destroyed during the war with Pisa, including those of Anchiano and Cune (Bargiglio). Not being mentioned that of the Rocca it is assumed that this had not been damaged. The house in 1209 renewed loyalty to Lucca.<\/p>\n<p>The wars between Lucca, Pisa and Florence of the thirteenth century<\/p>\n<p>In 1220 Lucca, allied with Florence, was again at war against Pisa. The old feudal lordships of the Serchio Valley, despite the oath of allegiance, still sided with the Pisans. For this reason, in 1225 the Lucchesi first conquered the castle of Anchiano, where a branch of the Lombard family resided, and in 1227 they subdued the castle of the Rocca capturing the last Suffredinghi castellans. The descendants of the ancient Lombard family finally obtained Lucca citizenship in 1248, although forbidden to public life.<\/p>\n<p>The Republic of Lucca<\/p>\n<p>After the victories of Lucca in the countryside, the middle Serchio valley passed to the nascent Republic of Lucca and the Rocca passed in 1272 to the vicariate of Coreglia. In 1355 the fortress together with the whole vicar became part of the county of Coreglia, established by the emperor Charles IV, and then ended up in 1562 under the jurisdiction of the vicar of Borgo a Mozzano which later became the municipal capital. In 1586 the Rocca endowed itself with its community status, then perfected in 1638.<\/p>\n<p>Last century and modern era<\/p>\n<p>The village of the Rocca had 205 inhabitants in 1832.<\/p>\n<p>In the sixties of the twentieth century a hut floor was found near the town of Rocca, dating from the third to the second century BC. with Ligurian ceramic remains. In 1983 some fragments of Greek-Italic amphorae were also found on the slope between the village of Rocca and Piano della Rocca, on the Serchio valley.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/trekking-rocca-di-mozzano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5466638,43.9961551]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4428,"name":"Castello Aghinolfi","description":"<p>Da sempre ha avuto\u00a0 una particolare valenza strategica e fu conteso e ambito con secolari lotte dalle comunit\u00e0 di Lucca e Pisa, dalla signoria dei vescovi di Luni, dai Malaspina e dai loro consanguinei Marchesi di Massa. Le fonti scritte testimoniano l&#8217;esistenza della rocca nei secoli dell&#8217;altomedioevo: una pergamena datata 753, autentica nei contenuti sebbene rielaborazione tarda del documento originale, cita un oliveto situato nei pressi del &#8220;castellum Aginulfi&#8221;.<br \/>\nL&#8217;antichit\u00e0 del documento (l&#8217;atto pi\u00f9 antico riferito al castello, ritenuto autentico, risale al 764) ed il toponimo, di chiara origine longobarda, spinsero Alfredo d&#8217;Andrade, grande esperto di architettura medievale del secolo XIX, a considerare il mastio ottagonale uno dei pi\u00f9 interessanti monumenti militari longobardi italiani. La fortificazione, delimitata da un&#8217;ampia cinta muraria post-medievale, presenta una complessa articolazione interna costituita da un&#8217;area residenziale, il vecchio borgo, e da un&#8217;area pi\u00f9 propriamente militare, contraddistinta dalla presenza del mastio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Fonte:<em> Istituto Valorizzazione Castelli<\/em>]<\/p>\n","modified":"2020-01-28T18:52:37","color":"#dd9933","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/CastelloAghinolfi-1170-917x433-768x363.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.istitutovalorizzazionecastelli.it\/castelli\/storia-castello-aghinolfi\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4428","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4428&action=edit","translations":{"en":{"id":4432,"name":"Aghinolfi Castle of Montignoso","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/aghinolfi-castle-of-montignoso\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4432","description":"<p>An 8th-century document attests to the existence, even in the Lombard era, of Aghinulfo, an unknown character who seems to have been a functionary at the Lombard court in Lucca. The castle was built, albeit fitfully, in the late Middle Ages by the Lucchese government, which considered Montignoso a valuable place for control of the sea. The most recent military occupation of the castle was in 1945, when it was held by a Nazi garrison, who made a few architectural changes and turned it into one of the main strongholds along the Gothic Line.<\/p>\n<p>There are many elements to the complex: a wide ring of walls, flanked by towers, encloses two spaces, both large but of different dimensions. The higher area contains the weapons-training ground and a patrol route, supported by numerous arches; a keep built on a large octagonal building (probably the oldest in the whole complex), which, via a walled courtyard, is joined to a circular tower, the bastion of San Paolino. The octagonal building, which is thought to date from the 1100s, seems to have had both military and residential functions over the centuries.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-aghinolfi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.1671791,44.00874330000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3655,"name":"Castello dell&#8217;Aquila","description":"<div class=\"post-content padd-x-25\">\n<p>Il Castello dell\u2019Aquila appartiene, e con grande dignit\u00e0, a quell\u2019insieme di rocche, palazzi fortificati, torri di avvistamento che hanno fatto della Lunigiana un territorio unico nel suo genere. Domina dall\u2019alto di un colle il borgo medievale di Gragnola, abitato posto alla confluenza tra i torrenti Aulella e Lucido. Le origini dell\u2019insediamento fortificato sul colle sono incerte, probabilmente da correlare al controllo sui transiti medievali che dal centro Europa raggiungevano Roma, incrociandosi in corrispondenza del nodo viario del borgo sottostante. Secondo alcuni storici Gragnola sarebbe Forum Clodi, localit\u00e0 riportata nel pi\u00f9 antico \u201catlante stradale europeo\u201d che la storia ricordi, noto come Tabula Peutingeriana e risalente ai primi secoli dell\u2019alto medioevo.<\/p>\n<p>La prima struttura fortificata fu forse edificata da antichi nobili locali tra il IX e il X secolo, i Bianchi d\u2019Erberia. Il castello e i suoi feudi passarono a Spinetta II il Grande nel periodo che coincise con la sua espansione in gran parte nella Lunigiana orientale, ovvero tra il 1327 e il 1352, data della sua morte.<\/p>\n<p>Due sono le dinastie di marchesi che prendono il nome da Castel dell\u2019Aquila, entrambe provenienti dal ramo malaspiniano di Fosdinovo: la prima ebbe origine da Galeotto di Fosdinovo nel XIV secolo, la seconda inizi\u00f2 con Lazzaro, figlio di Antonio Alberico marchese di Fosdinovo, la cui discendenza si estinse nella prima met\u00e0 del XVII secolo. E` il Novecento per\u00f2 il secolo buio del Castel dell\u2019Aquila, danneggiato dal terremoto del 1920 e da anni di incuria, abbandonato dopo che gli ultimi proprietari ne minarono la torre, allora pericolante, con la dinamite. Sono serviti due anni per liberarlo dalla sterpaglia, dieci per riportarlo alla sua originale imponenza, grazie ad un importante lavoro di restauro fatto eseguire con passione dall\u2019attuale propriet\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-09-19T14:07:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castello-aquila-sito-768x472.jpg","id":3658,"caption":"castello-aquila-sito"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castelloaquila-768x432.jpeg","id":3656,"caption":"castelloaquila"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Castello-dellAquila-Gragnola-Lunigiana1.jpg","id":3660,"caption":"Castello dell'Aquila Gragnola Lunigiana\n"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Castello-DellAquila-photos-Exterior.jpeg","id":3662,"caption":"Castello-DellAquila_INTerno"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castelloaquila-768x432.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195,239]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.castellodellaquila.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3655","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3655&action=edit","translations":{"en":{"id":3665,"name":"Castello dell'Aquila","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/castello-dellaquila\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3665","description":"<div class=\"post-content padd-x-25\">\n<p>Castello dell\u2019Aquila belongs, and with great dignity, to that set of castles, fortified palaces, sightseeing towers that have made Lunigiana a unique territory of its kind. The castle overlooks from above the medieval village of Gragnola, located at the confluence between the Aulella and Lucido creeks. The origins of the fortified settlement on the hill are uncertain, probably related to the control of medieval transitions that reach Rome from the center of Europe, crossing at the road node of the village. According to some historians Gragnola would be Forum Clodi, a place reported in the oldest &#8220;European road atlas&#8221; that history remembers, known as Tabula Peutingeriana and dating back to the early Middle Ages.<\/p>\n<p>The first fortified structure was perhaps built by ancient local nobles between the IX and the X century, the Bianchi d&#8217;Erberia. The castle and its fiefs passed to Spinetta II the Great during the period that coincided with his expansion in much of Eastern Lunigiana, or between 1327 and 1352, the date of his death.<\/p>\n<p>Two are the dynasties of the Marquises named after Castel dell&#8217;Aquila, both from the Malaspinian branch of Fosdinovo: the first originated from Galeotto di Fosdinovo in the 14th century, the second began with Lazzaro, son of Antonio Alberico Marquis of Fosdinovo, whose descent extinguished in the first half of the seventeenth century. It is the twentieth century, however, the darkest century of the Castel dell&#8217;Aquila, damaged by the 1920 earthquake and years of neglect, abandoned after the last owners mined the tower, then detrimental, with dynamite. It took two years to free it from the brushwood, ten to bring it back to its original grandeur, thanks to an important restoration work done with passion from the current property.<\/p>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-dellaquila\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.113651600000026,44.1912485]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3471,"name":"Ponte Bosio","description":"<section class=\"container\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row text-block main-block \">\n<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p>Sulla sponda sinistra del torrente <strong>Taverone<\/strong>, a valle del borgo di Licciana Nardi, si trova il piccolo <strong>borgo di Pontebosio<\/strong>. Il toponimo deriva dalla presenza di un antico ponte a basse arcate piedi (passaggio obbligato verso le<strong> pievi di Soliera e Venelia<\/strong>), che a sua volta deve il nome a quello di un personaggio, Boso o Bosio, forse parte della nobile famiglia \u2013 i <strong>Bosi della Verrucola<\/strong> \u2013 che vollero probabilmente la costruzione di un castello in questa localit\u00e0. Nella piazza del borgo sorge il <strong>Castello<\/strong> (risalente al XVII secolo), che in passato \u00e8 stato una <strong>raffinata residenza signorile<\/strong>, quindi un seminario, e infine anche sede di una scuola media (mentre oggi ospita delle residenze di lusso), e il cui aspetto lascia tuttora intuire un passato di possente struttura militare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<div class=\"container-fluid\">\n<div class=\"row \">\n<div class=\"container \">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<section class=\"section-block row\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p>La chiesa parrocchiale, in stile barocco, fu costruita per volont\u00e0 di<strong> Ferdinando Malaspina<\/strong> in sostituzione del vecchio oratorio. Davanti, a ridosso della strada, c\u2019\u00e8 il <strong>Castello di Poderetto<\/strong>, voluto dai Malaspina di Podenzana. Dal borgo, passando sotto la \u201cvota\u201d (volta) si arriva all\u2019<strong>antico mulino<\/strong>, le cui macine, ora inattive sono disposte all\u2019intorno. Sul fiume si pu\u00f2 osservare quel che resta di una antica cartiera. (da visittuscany.com)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T11:13:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontebosio_licciana_nardi-panorama-768x331.jpg","id":3474,"caption":"pontebosio_licciana_nardi-"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontebosio-768x390.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3471","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3471&action=edit","translations":{"en":{"id":3478,"name":"Ponte Bosio castle","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/ponte-bosio-castle\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3478","description":"<p>On the left bank of the <strong>Taverone<\/strong> torrent, downstream of <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/destinations\/licciana-nardi\/\">Licciana Nardi<\/a>, you\u2019ll find the small hamlet of <strong>Pontebosio. <\/strong>Its name derives from an old arched bridge (a necessary throughway going towards the <strong>parish churches of Soliera and Venelia<\/strong>), which owes its name to a famed historic figure, Boso or Bosio, a member of the noble\u00a0<strong>Bosi della Verrucola\u00a0<\/strong>family &#8211; the family most likely behind the construction of the town&#8217;s main castle. In the hamlet&#8217;s piazza you\u2019ll find the beautiful 17th-century <strong>castle <\/strong>that once functioned as a noble residence. It was later transformed into a seminary and eventually a middle school, while today it contains luxury homes. Its current appearance still flaunts its history as an imposing military structure.<\/p>\n<p>The Baroque-style parish church was built by order of <strong>Ferdinando Malaspina<\/strong>, a structure that replaced the old oratory. Across the street you\u2019ll find the <strong>Poderetto Castle<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>built by the Malaspina di Podenzana family. From town, passing under the \u201cvota\u201d (vault) check out the\u00a0<strong>age-old mill<\/strong>, a structure still boasting inactive millstones. And be sure to head to riverbank where you\u2019ll find the remains of an old paper mill. [from visittuscany.com]<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ponte-bosio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.02023429999997,44.2489015]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3467,"name":"Fortezza della Verrucola","description":"<p>La fortezza, le cui prime notizie documentate risalgono agli inizi del XII secolo, conserva tutti gli elementi di un castrum medievale con un vero sistema di fortificazioni che risponde all&#8217;organizzazione militare e giuridica di un dominio feudale. Le mura castellane includono la corte, la cappella, e diverse torri.<br \/>\nNella documentazione medievale il toponimo Verrucola viene associato al nome di una famiglia nobile, i Bosi, che detiene il dominio dell&#8217;insediamento. Strutture difensive vengono documentate a Verrucola dei Bosi gi\u00e0 alle soglie del XII secolo. Nel 1104 un atto notarile \u00e8 rogato in caminata domini Bosonis: si pensa faccia riferimento ad una casa-torre, forse collegata ad un castrum citato in un documento del 1148, anno in cui in una bolla di papa Innocenzo III c&#8217;\u00e8 riferimento alla ecclesiam S. Margarite de castro Verucula.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza strategica dovuta alla presenza di percorsi viari transappenninici fa s\u00ec che nel corso dei secoli XIII e XIV Verrucola sia contesa tra diverse forze. L&#8217;antica signoria dei Bosi, i Dallo, i Nobili di Castello Aghinolfi, i Lucchesi ed i Malaspina lottano tra loro per assumerne il dominio. Questi ultimi rivendicano antichi privilegi imperiali basati su diritti legati alla propria genealogia. Sulla base di questi privilegi comprendono Verrucola nella loro prima divisione del 1221 tra Corrado e Opizzone Malaspina ma non ne avranno il pieno dominio che oltre un secolo dopo.<\/p>\n<p>Nel 1277 Cubitosa, vedova del marchese Isnardo Malaspina, perde il dominio su Verrucola, che torner\u00e0 ai suoi legittimi possessori con il figlio Gabrile, padre di Spinetta Malaspina, che poi deve ridividere nel 1291 il feudo con i Dallo ed i Nobili di Castello Aghinolfi. La situazione degenera ben presto e nel 1299 i Dallo si fanno vassalli di Lucca, a cui consegnano il castello, pur non riuscendo ad espugnarne il cassero. Solo nel 1312 Spinetta rientra in possesso della Verrucola, sconfiggendo i lucchesi, e nel 1315 compra la parte del feudo che era dei Nobili di Castello Aghinolfi.<\/p>\n<p>Nei primi del XIV secolo Spinetta perde quasi tutti i suoi beni e va esiliato a Verona in seguito alla sconfitta riceuta da Castruccio Castracani, il cui esercito invade la Lunigiana distruggendo il castello di Agnino e altre fortificazioni minori. Solo l&#8217;improvvisa morte del nemico permette a Spinetta di rientrare in possesso della Verrucola e degli altri possedimenti. Assegna la fortezza per testamento ai figli di Isnardo II, e suoi nipoti. Nel 1399 i Visconti di Milano calano in Lunigiana, espugnano la Verrucola mandando in esilio il marchese Niccol\u00f2, l&#8217;ultimo dei quattro figli di Isnardo II, e la sua famiglia. Questi, che governa il feudo fin dal 1348, nel 1402 rientra in possesso delle sue terre ma nel giugno del 1418 assieme alla famiglia \u00e8 assassinato nel castello da sicari dei marchesi Leonardo e Galeotto di Castel dell&#8217;Aquila, loro congiunti. Gli unici scampati alla strage sono la figlia Giovanna e il figlio Spinetta, che chiedono protezione alla Repubblica fiorentina.<br \/>\nAltare della chiesa di Santa Margherita dei Bosi all&#8217;interno della fortezza della Verrucola<\/p>\n<p>I marchesi dell&#8217;Aquila s&#8217;impadroniscono del feudo espandendosi nella Lunigiana orientale, ma incontrano l&#8217;opposizione di Firenze che lo recupera a favore del superstite Spinetta. Tuttavia i coinvolgimenti bellici di Verrucola non sono ancora finiti ed il castello viene conquistato nel 1437 da Niccol\u00f2 Piccinino, per conto del ducato di Milano, e ancora nel 1450 del marchese Giacomo I Malaspina. Spinetta prima di morire nel 1478 lascia il suo feudo per testamento alla Repubblica Fiorentina che vi consolida il suo dominio.<\/p>\n<p>La struttura subisce gravi danneggiamenti nel 1481 a seguito di un terremoto. Parzialmente recuperata \u00e8 trasformata per conto del monaco agostiniano Alessio Casani nel XVI secolo in un monastero di monache agostiniane e la cappella castrense prende titolo di chiesa di Santa Margherita. Nel 1977 il castello viene recuperato dallo scultore Pietro Cascella e dalla moglie Cordelia von den Steinen che ne fanno la loro dimora.<\/p>\n<p>\u00c8 del gennaio 2014 lo studio del ricercatore fivizzanese Rino Barbieri che ha identificato, lungo le mura castellane che guardano a levante, le rovine di una Chiesa avente una architettura preromanica: la pi\u00f9 volte citata nei documenti medievali come Chiesa di Santa Margherita che ai pi\u00f9 appariva solo come un muro di contenimento o romano. \u00c8 in questa chiesa che il grande condottiero e feudatario Spinetta Malaspina voleva essere sepolto allorch\u00e9 nel 1352 dett\u00f2 il suo testamento. Del vecchio edificio religioso si sono perse le tracce da secoli, forse da quel terremoto rovinoso del 1481 che fracass\u00f2 anche il Castello. Da allora la popolazione utilizz\u00f2 la cappella del maniero malaspiniano e della vecchia chiesa si perse la memoria. La rivelazione del sito originario della chiesa protoromanica potrebbe portare a nuove scoperte archeologiche.<br \/>\nDescrizione<br \/>\nVeduta<\/p>\n<p>La planimetria della fortezza corrisponde ai caratteristici nuclei urbani medievali. La moltitudine di torri, edifici e palazzi costruiti dai diversi possessori fa s\u00ec che non si possa identificare un unico nucleo architettonico. Ci\u00f2 nonostante sono evidenti i connotati medievali che sono rimasti anche in et\u00e0 rinascimentale. L&#8217;imponenza e il prestigio del palazzo hanno fatto s\u00ec che i feudatari successivi a Spinetta, che apport\u00f2 al complesso possenti torri di fiancheggiamento e complet\u00f2 la cinta muraria, non ne abbiano modificato la struttura.<\/p>\n<p>Nella parte alta del colle sorge un edificio di ridotte dimensioni di pianta rettangolare, forse la casa-torre dei Bosi o il cassero che i Lucchesi nel 1300 non riuscirono ad espugnare. All&#8217;interno del borgo si erge un grande palazzo di forma quadrangolare che si articola su tre livelli sovrapposti, la probabile residenza di Spinetta: distrutta da Castruccio nel 1319, ricostruita dopo il 1328, viene citata nel testamento del marchese. Maestosa \u00e8 la sua sala del pian terreno, chiamata sala d&#8217;armi, coperta da una struttura voltata gravante in parte sulla muratura perimetrale e in parte su di un unico pilastro centrale di pianta ottagonale.<\/p>\n<p>Una grossa torre rettangolare di architettura trecentesca si alza sul lato orientale a difesa del borgo. Sul perimetro dell&#8217;intero complesso si ergono circuiti murari: quello pi\u00f9 esterno, del XV secolo, racchiude il borgo che \u00e8 accessibile dall&#8217;estreno tramite due porte. Quello pi\u00f9 interno circonda la casa-torre ed il palazzo di Spinetta, posti sulla sommit\u00e0 del colle. La porta principale della fortezza a nord \u00e8 affiancata ad una torre quadrangolare. [da www.visittuscany.it]<\/p>\n","modified":"2020-01-31T14:59:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","id":3457,"caption":"Fivizzano- Verrucola"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3467","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3467&action=edit","translations":{"en":{"id":3465,"name":"Verrucola fortress","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verrucola-fortress\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3465","description":"<p>A square-shaped building divided into three layers is located inside the fortified village, they suppose it was the residence of Spinetta, destroyed by Castruccio in 1319, but it was completely rebuilt in the following years. The Palace has a huge room on the ground floor, called \u201carmory room\u201d, covered by a vaulted structure.<\/p>\n<p>On the eastern side of the Verrucola Fortress there is a large rectangular tower of fourteenth-century architecture, built to defend the village.<\/p>\n<p>The complex is protected by multiple city walls, erected over the centuries. The outer walls (fifteenth century), enclose the entire village and the access is limited to only two doors.<\/p>\n<p>The internal walls protect the tower house and the palace of Spinetta (photo above: the tower on the left surrounded by cypresses), placed on top of the hill.<\/p>\n<p>The fortress main gate is located to the north, under the big square-shaped tower.<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-della-verrucola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.136541599999987,44.24252839999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2905,"name":"Castello Malgrate","description":"<p>Il feudo di Niccol\u00f2 I Malaspina comprendeva le terre murate di Malgrate e Filetto, i casali di Cunale e Casola e i quattro villaggi di Orturano, Irola, Mocrone e Gragnana[1].Tra i figli del marchese il distretto di Malgrate venne affidato al quadrigenito Bernab\u00f2 Malaspina ed \u00e8 a quel tempo che apparve doversi porre la costruzione del castello come anche lo sviluppo del borgo[2]. I discendenti di Bernab\u00f2 tennero tale dominio per due secoli e mezzo e alternarono momenti di quiete con turbolente vicende determinate specialmente dalle bramosie degli stati di Firenze e di Milano per la supremazia in Lunigiana.<\/p>\n<p>Queste contese resero difficile la sopravvivenza dell&#8217;autonomia politica della dinastia dei Bernab\u00f2 e provocarono preoccupazioni, contrasti coi sudditi, contese coi feudatari vicini ed invasioni. Le maggiori tensioni si ebbero nel XV secolo: durante le guerre tra il duca di Milano Filippo Maria Visconti e la Repubblica di Firenze, gi\u00e0 alleata con i Bernab\u00f2, questi ultimi tradirono in favore di Milano la repubblica Fiorentina, che con l&#8217;aiuto della popolazione ribelle al marchesato occup\u00f2 il castello per tre anni. Con la pace di Ferrara del 1433 e dopo un atto di sottomissione nei confronti della repubblica i Malaspina ripresero il possesso del loro feudo. Questo fatto provoc\u00f2 il risentimento di Filippo di Milano, tanto che nel 1445 egli fece assalire dalle sue truppe il castello e distruggere le fortificazioni.<\/p>\n<p>Nel 1615 Cesare II, fortemente indebitato e privo di figli maschi, vendette il feudo alla Camera Ducale di Milano che dopo averlo tenuto per ventisei anni e bisognosa di denaro lo rivendette nel 1641 alla nobile famiglia degli Ariberti di Cremona. La famiglia cremonese govern\u00f2 con giustizia e liberalit\u00e0 e in seguito a una revisione della struttura port\u00f2 alla definitiva trasformazione della fortezza da strumento di guerra a residenza borghese.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;estinzione della famiglia degli Ariberti, Malgrate pass\u00f2 nel 1745 ai Freganeschi di Milano, congiunti agli Ariberti per parte delle donne, che ne conservarono il dominio fino all&#8217;epoca della Rivoluzione francese. Nel XIX secolo, smantellato e spogliato dei suoi beni, il castello rovin\u00f2 quasi interamente[2].<\/p>\n<p>Oggi il castello di Malgrate, acquisito al patrimonio dello stato, \u00e8 stato completamente consolidato e restaurato grazie ai Fondi Strutturali dell&#8217;Unione Europea e ai fondi del Progetto Speciale Castelli della Lunigiana.<\/p>\n<h2>Architettura<br \/>\nLa torre circolare<\/h2>\n<p>Il complesso presenta le caratteristiche di una classica fortezza medievale con torre adatta alla difesa piombatoia, mastio centrale e cortina muraria guarnita di merli e camminamenti di ronda. L&#8217;ingresso del castello \u00e8 preceduto da fossato e un ponticello sostituisce un vecchio ponte levatoio.<\/p>\n<p>Le mura trapezoidali sono di epoca post-medievale e sono percorse in tutto il loro perimetro da camminamenti per le guardie e contrafforti con gli archetti. Le mura recingono il nucleo medievale che ha forma planimetrica rettangolare.<\/p>\n<p>La torre, risalente con ogni probabilit\u00e0 al XII secolo, \u00e8 alta oltre venticinque metri e si trova sul lato ovest del castello. Di forma circolare e affiancata da una costruzione fortificata a pianta rettangolare \u00e8 dotata di sei vani voltati sovrapposti collegati attraverso botole da scale retrattili, con lo sporto superiore su beccatelli in pietra[4].<\/p>\n<p>Accanto alla torre sorgono i resti di un mastio centrale, residenza del signore feudale, probabilmente su tre piani e con corte interna. Risalgono al XV secolo le grandi feritoie adatte all&#8217;uso di armi da lancio come archi e balestre. La porta di accesso al borgo creata da Giuseppe Malaspina nel 1566 \u00e8 saldata al fianco orientale delle mura del castello.<\/p>\n<p>[testo tratto da wikipedia.it ]<\/p>\n","modified":"2021-02-22T20:31:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1280px-Villafranca_in_Lunigiana-Malgrate4-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2905","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2905&action=edit","translations":{"en":{"id":5730,"name":"Malgrate castle","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/malgrate-castle\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5730","description":"<p>The fief of Niccol\u00f2 I Malaspina included the walled lands of Malgrate and Filetto, the farmhouses of Cunale and Casola and the four villages of Orturano, Irola, Mocrone and Gragnana [1]. Among the Marquis&#8217; children the district of Malgrate was entrusted to the four-born Bernab\u00f2 Malaspina and it was at that time that the construction of the castle appeared as well as the development of the village [2]. The descendants of Bernab\u00f2 held this dominion for two and a half centuries and alternated moments of quiet with turbulent events determined especially by the greed of the states of Florence and Milan for supremacy in Lunigiana.<\/p>\n<p>These disputes made the survival of the political autonomy of the Bernab\u00f2 dynasty difficult and provoked concerns, conflicts with subjects, disputes with neighboring feudal lords and invasions. The greatest tensions occurred in the fifteenth century: during the wars between the Duke of Milan Filippo Maria Visconti and the Republic of Florence, already allied with the Bernab\u00f2, the latter betrayed in favor of Milan the Florentine republic, which with the help of the population rebel in the marquisate occupied the castle for three years. With the peace of Ferrara in 1433 and after an act of submission to the republic, the Malaspina regained possession of their fiefdom. This fact provoked the resentment of Philip of Milan, so much so that in 1445 he had the castle attacked by his troops and destroy the fortifications.<\/p>\n<p>In 1615 Cesare II, heavily indebted and without male children, sold the fiefdom to the Ducal Chamber of Milan which, after having kept it for twenty-six years and in need of money, sold it in 1641 to the noble Ariberti family of Cremona. The Cremonese family ruled with justice and liberality and following a revision of the structure led to the definitive transformation of the fortress from a war instrument into a bourgeois residence.<\/p>\n<p>After the extinction of the Ariberti family, Malgrate passed in 1745 to the Freganeschi of Milan, joined to the Ariberti for part of the women, who retained their dominion until the time of the French Revolution. In the nineteenth century, dismantled and stripped of its possessions, the castle ruined almost entirely [2].<\/p>\n<p>Today the castle of Malgrate, acquired from the state heritage, has been completely consolidated and restored thanks to the Structural Funds of the European Union and the funds of the Castelli della Lunigiana Special Project [3].<br \/>\nArchitecture<br \/>\nThe circular tower<\/p>\n<p>The complex has the characteristics of a classic medieval fortress with a tower suitable for defense plumbing, central keep and curtain wall garnished with battlements and patrol walkways. The entrance to the castle is preceded by a moat and a bridge replaces an old drawbridge.<\/p>\n<p>The trapezoidal walls are from the post-medieval period and are crossed in all their perimeter by walkways for the guards and buttresses with arches. The walls enclose the medieval core which has a rectangular planimetric shape.<\/p>\n<p>The tower, probably dating back to the 12th century, is over twenty-five meters high and is located on the west side of the castle. Circular in shape and flanked by a fortified building with a rectangular plan, it has six overlapping vaulted rooms connected through hatches by retractable stairs, with the upper projection on stone corbels [4].<\/p>\n<p>Next to the tower there are the remains of a central keep, residence of the feudal lord, probably on three floors and with an internal courtyard. The large slits suitable for the use of throwing weapons such as bows and crossbows date back to the 15th century. The access door to the village created by Giuseppe Malaspina in 1566 is welded to the eastern side of the castle walls.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malgrate\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.97118682617031,44.31413062488173]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2762,"name":"Castello del Piagnaro","description":"<p>Il castello di Piagnaro sorge agli inizi dell&#8217;XI secolo con funzioni di difesa e di controllo delle vie di comunicazioni verso l&#8217;Appennino, fra le quali la Via Francigena. Il suo nome, &#8220;Piagnaro&#8221;, deriva dalle &#8220;piagne&#8221;, lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni. Il nucleo originario viene costruito per volont\u00e0 della famiglia di origine longobarda degli Adalberti. Pi\u00f9 volte distrutto ad opera di truppe imperiali e dagli stessi pontremolesi per discordie interne, fu sempre ricostruito per la sua posizione strategica che permetteva di dominare le strade del Bratello e della Cisa, di fondamentale importanza per i traffici commerciali medioevali. La struttura primitiva della fortezza, pertanto, ha subito profonde modifiche nei secoli: nel 1329 subisce una prima distruzione per mano dei guelfi e ghibellini, alleati contro l&#8217;odiato vicario di Ludovico di Baviera.<\/p>\n<p>Nei secoli successivi subisce altri attacchi con conseguenti ricostruzioni, affiancate a restauri, rifacimenti e aggiornamenti della struttura difensiva. Il castello, comunque, viene utilizzato con scopo militare fino al 1790, anno in cui il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo consegna al Comune l&#8217;ultimo cannone per fonderne il bronzo e realizzare la campana civica. Negli anni successivi viene utilizzato come sede di governatori militari e di nuovo come caserma fino ai primi anni del Regno d&#8217;Italia, dunque fino alla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, dopodich\u00e9 viene adibito ad abitazione di famiglie non abbienti. Nel primo Novecento viene per questo considerato una sorta di ghetto, evitato dalla maggior parte della popolazione.<br \/>\nDal 1975 gli ambienti della parte inferiore del Castello ospitano il museo delle Statue Stele della Lunigiana. In occasione dell&#8217;apertura del museo, inoltre, il castello \u00e8 stato completamente restaurato all&#8217;interno e all&#8217;esterno.<br \/>\nDescrizione<br \/>\nLa parte pi\u00f9 antica visibile al giorno d&#8217;oggi \u00e8 il torrione semicircolare del Quattrocento posto a nord, mentre la parte mediana \u00e8 il risultato di un rifacimento operato nel Seicento e nel Settecento. Questo corpo contiene l&#8217;attuale ingresso al castello e, sul retro, un vasto cortile con un antico pozzo dal cortile; da qui tramite una gradinata, si sale sulla terrazza, dominante la vallata e l&#8217;abitato di Pontremoli. Un secondo nucleo di et\u00e0 posteriore, posto pi\u00f9 in basso sull&#8217;altura, comprende invece costruzioni con il tipico aspetto di caserma, utilizzate per l&#8217;alloggio delle truppe<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testo da Wikipedia]<\/p>\n<h3>Museo delle Statue Stele Lunigianesi<\/h3>\n<h5>Castello del Piagnaro &#8211; Pontremoli<br \/>\nTel. 0187.831439 &#8211; info@statuestele.org.<\/h5>\n<p><strong>Orari di apertura 01 Ottobre &#8211; 31 maggio<\/strong><br \/>\norario continuato 09.30 &#8211; 17.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura 01 giugno &#8211; 30 Settembre<\/strong><br \/>\norario continuato 10.00 &#8211; 18.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura 01 agosto &#8211; 31 agosto<\/strong><br \/>\norario continuato 10.00 &#8211; 19.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:30:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/piagnaro2.jpg","id":2775,"caption":"piagnaro2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/piagnaro2-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195,196]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2762","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2762&action=edit","translations":{"en":{"id":3432,"name":"Piagnaro Castle","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/piagnaro-castle\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3432","description":"<p>Pontremoli has been labeled &#8220;Porta dell&#8217;Appennino&#8221; (the door to the Apennines) for centuries, thanks to its highly strategic position at the junction of the Magra and Verde rivers. It overlooks Francigena street (also known as Monte Bardone street) and the large crowds of passersby, armies and pilgrims that it carried between the north and south of the peninsula.<\/p>\n<p>The area developed along the narrow strip of land dividing the two rivers. A &#8220;pons tremulous&#8221; (wooden bridge) once crossed the Verde river, and is how the city got its name: Pontremoli. The birth of the settlement is obscure. Although the presence of Ligurian people in the area since early history seems certain, Pontremoli was referred to for the first time in 994 (as &#8220;Puntremel&#8221;) by Sigerico, Archbishop of Canterbury, in the description of his travels in Italy. The original center of village and castle rose up a few years before, in the middle of the 10th century, around a tower erected on Molinatico mountain&#8217;s meridional hill by the Longobarda deli Adalberti family in defense of Hungarian attack. The name Pignaro comes from a nearby slate slab quarry, the characteristic roof material of Lunigianian houses. (&#8220;Piagne&#8221; means &#8220;shingles&#8221;).<\/p>\n<p>The advantage of Pontremoli&#8217;s strategic position was simultaneously the cause of war and destruction for the city and its castle. Due to the stratification of its walls from continual demolition and reconstruction, today, it&#8217;s difficult to clearly identify the fortification&#8217;s diverse phases of construction (from the year 1000 to the end of the 1700s) accounting for the structure&#8217;s complexity. To call out some of the principal damage: the first destruction took place in 1110 with the passing of Enrico V&#8217;s army; the most dramatic in 1495 with the invasion of Carlo VII; and the last during the WWII, during the retreat of the German army, with the allied bombing also responsible for the loss of many buildings in the historic center.<\/p>\n<p>The ancient heart of Piagnaro is its highest point, which rose up around the fortified complex&#8217;s principal, 20-meter high, semioval stone tower. It is actually a four-sided figure linked to a semicircle with curved surfaces outside the city walls. The original entry was through a door in the internal facade, almost 10 meters from the ground, reachable by a wooden structure no longer in existence, and protected by a drawbridge of which traces have remained. Some elements suggest that the tower dates back to the 1430s.<\/p>\n<p>Under the tower, a square courtyard defined on the west by a perimeter wall from the late middle ages, and on the south and east by a large building, the result of the unification of several diverse structures that were probably home to the castle&#8217;s barracks. The west side makes use of the preexisting perimeter wall and a supporting cylindrical tower.<\/p>\n<p>A second courtyard lies below, with access by means of a ramp leading from a large door. The court, which houses a beautiful sandstone well, is defined on its southern and eastern sides by a perimeter with wallwalk. Its steep, sloping walls were built with a technique similar to that used to construct the tower. An addition on the eastern side includes a protruding defensive apparatus with angled gatekeeper&#8217;s room, and most likely dates back to the 18th century. There is a chapel on the northern side, while the western side is made up of an outstretched, two-floor building, home to the Museum of the Luingiana Stone Statues since 1975, and once the residence of the castle&#8217;s authorities.<\/p>\n<p>The principal entrance, under a coat of Medicean arms, is down even further. It was once equipped with a drawbridge, reached by crossing the narrow village streets. The castle was &#8220;in arms&#8221; until 1790, the year that Grand Duke of Tuscany, Pietro Leopoldo, gave the community the last cannon from its battlements. The bronze was used to construct a new bell for the city tower.<\/p>\n<p>In addition to the castle, Ponteremoli has an interesting medieval city center. The village was encircled in walls and well-defended by three fortresses (in addition to Piagnaro, there once were the Cacciaguerra and Castelnuovo Fortresses, of which ruins remain that were incorporated into the urban architectural structures to be touched on later) and six towers: two, in the upper part of the city, flanked Porta Parma; Seratti tower defended the bridge over the Verde river; and three were lined up along the eastern side of the lower part of the perimeter walls (since there was no running river to defend them, they were protected by a moat). Of the six ancient doors that opened into the walls of the city, only 4 remain: the upper, called San Giorgo (now known as Parma door); those defended by two, 14th century, humpbacked bridges, the Cresa and the Casotto (or Busticca), towards the Verde river; and the last, leading to the bridge over the Magra river.<\/p>\n<p>One of the village&#8217;s particularities was its division into two distinct centers, one in the mountains and one in the valley, occupied by the Guelfs and the Ghibellines, respectively. In 1322, Castruccio Castracani built the Cacciaguerra Fortress in the autonomous space in the middle, in order to prevent the frequent conflicts between the inhabitants of the two zones. The fortress was endowed with three towers: the central one was converted into the municipal tower (called il Campanone); that on the East, on the Magra River, became the church bell tower; the other on the West, on the Verde river, was destroyed. Subsequently, Pontremoli expanded onto the left bank of the Magra river, where the Castelnuovo Fortress was erected, of which one tower and a door with pointed arch remain.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-del-piagnaro\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.881510138,44.37986754]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2752,"name":"Castello Malaspina di Fosdinovo","description":"<p>Il castello di Fosdinovo \u00e8 stato residenza principale del marchese, reggitore dell&#8217;omonimo feudo, appartenente ad uno dei rami dei Malaspina dello Spino Fiorito, dal XIV al XVIII secolo. La costruzione dell&#8217;imponente fortezza, che si fonde perfettamente con la roccia arenaria, ebbe inizio nella seconda met\u00e0 del XII secolo, anche se si parla del Castrum Fosdinovense gi\u00e0 in un documento di Lucca del 1084. Innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, nel 1340 venne ufficialmente ceduta dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina, morto nel 1352.[1] Egli cre\u00f2 cos\u00ec il marchesato di Fosdinovo risiedendo nel castello che il nipote Galeotto I, scomparso nel 1367,[2] in seguito ingrandir\u00e0 e abbellir\u00e0. Nella parte finale del Quattrocento fu restaurato razionalmente da Gabriele II Malaspina. Nel Cinquecento, grazie all&#8217;opera del suddetto regnante e del suo successore Lorenzo Malaspina, il castello acquist\u00f2 l&#8217;aspetto di dimora gentilizia e la dimensione di corte rinascimentale, mentre nel Seicento, durante il marchesato di Giacomo (Jacopo) II Malaspina, il borgo si ingrand\u00ec ulteriormente fino a contare, nel 1636, ben ottocento \u201cfuochi\u201d.<\/p>\n<p>Il castello di Fosdinovo si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un avamposto verso il paese, detto anticamente lo \u201cspuntone\u201d, formidabile strumento difensivo (una sorta di rivellino). Protetta, nei tempi trascorsi, da un ponte levatoio, la porta d&#8217;ingresso duecentesca introduce in un piccolo cortile in stile romanico dove una colonna marmorea, anch&#8217;essa del Duecento, ne sostiene i loggiati superiori. Dal cortile, dove si trovavano i cannoni difensivi, partono le larghe rampe di scale (ci si passava con i cavalli) che conducono a quello pi\u00f9 grande centrale. Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale cinquecentesco in marmo da cui comincia il percorso per raggiungere le sale del castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800. La Sala d&#8217;ingresso, la Sala da pranzo col grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del Seicento, la Sala del trono, il vasto Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante camera delle torture. Si racconta che proprio da questa stanza, la marchesa Cristina Pallavicini, donna malvagia e lussuriosa, eliminava i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto. E proprio i trabocchetti erano una caratteristica del castello. Ne esistevano tre, due nel loggiato che dava sull&#8217;orto ed uno nella torre d&#8217;angolo. Alla loro base erano infissi affilati coltelli con la punta rivolta verso l&#8217;alto, di modo che lo sventurato, una volta caduto dalla botola attivata con una molla, veniva colto immediatamente dalla morte. Oltre a questi tremendi strumenti di tortura, ne esisteva un altro ancor pi\u00f9 terribile. Si trattava di un braccio di ferro che sporgeva dal muro della torre, ad esso era applicata una carrucola ed un anello murato in terra, collegati da una corda. Il torturato veniva appeso e lasciato penzoloni sotto gli occhi di tutti, finch\u00e9 non fosse morto.[3] Nella pi\u00f9 antica torre di levante, si trova la cosiddetta \u201ccamera di Dante\u201d, dove, secondo la tradizione, dorm\u00ec il Sommo Poeta quando fu ospitato nel castello durante il periodo di esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l&#8217;antica amicizia di Dante con i Malaspina, ricordata da Giovanni Boccaccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Museo<\/strong>:<\/p>\n<p>Il castello ospita al suo interno un percorso museale che attraversa l\u2019intera struttura dell\u2019edificio dalle prigioni alle torri panoramiche.<\/p>\n<p>La visita guidata, di circa un\u2019ora, consente di approfondire gli aspetti relativi all\u2019architettura e alla storia del castello e dalla famiglia Malaspina.<\/p>\n<p>Di particolare interesse i saloni dipinti da Gaetano Bianchi, la stanza di <strong>Dante Alighieri<\/strong>, le collezioni di monete, ceramiche, armi, attrezzi di uso quotidiano e strumenti di tortura. Per i pi\u00f9 curiosi, inoltre, \u00e8 prevista nel giro anche la sosta alla leggendaria <a href=\"http:\/\/fosdinovo.borgoognissantitre.com\/it\/node\/24\">stanza del fantasma<\/a>.<\/p>\n<p>Collezione di arte contemporanea: nel periodo estivo \u00e8 possibile percorrere il castello alla ricerca di lavori di arte contemporanea lasciati dagli artisti invitati in Residenza.<\/p>\n<p>Lo spazio museale \u00e8 stato pensato in modo tale da offrire agli spettatori un percorso interdisciplinare piacevolmente fruibile da tutte le fasce d\u2019et\u00e0. Su prenotazione, inoltre, \u00e8 possibile organizzare i laboratori per le scuole oppure \u00a0visite gestite da storici e archeologi medievisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>VISITE:<\/strong><\/p>\n<p>l museo \u00e8 aperto al pubblico per visite guidate, su prenotazione \u00e8 possibile\u00a0visitarlo in gruppi anche al di fuori degli orari previsti.<\/p>\n<p>Si organizzano visite guidate in lingua (francese e inglese), rievocazioni medievali nonch\u00e9 letture dantesche.<\/p>\n<p>Ogni <em>venerd\u00ec<\/em> alle 22.00 \u00e8 possibile prenotare visita in notturna a lume di candela alla ricerca del fantasma.<\/p>\n<p>Le giornate al castello per i gruppi possono essere accompagnate da pranzi, cene o merende predisponendo per i pi\u00f9 piccoli laboratori medievali con animatori in costume.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:38:56","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03747-768x511.jpg","id":2753,"caption":"Castello FOsdinovo 2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03781-768x511.jpg","id":2755,"caption":"Castello FOsdinovo "}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03781-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2752","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2752&action=edit","translations":{"en":{"id":3444,"name":"Malaspina Castle of Fosdinovo","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/malaspina-castle-of-fosdinovo\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3444","description":"<p>With its 12th century walls still intact, Fosdinovo Castle crowning a hill 550 meters high. The castle still dominates a great part of the Thyrrenian coastline. During the Middle Age its position was ideal to maintain control of the Apennines outlet to the sea and the Lunigiana region, with its roads and mountain pass linking the Thyrrenian coast to northern Italy.<br \/>\nOne of the coat of arms walled on the main gate walls.<\/p>\n<p>We have records of the existence of Fosdinovo Castle as fief of the Erberia family since the year 1124, under the direct control of Bishop-Counts of Luni. This arrangement continued until 1317, when the unstoppable rise of the marquises Malaspina, strictly connected with the Ghibelline cause, brought the Episcopal power to a rapid decline and the leader of the family Spinetta Malaspina took possession of the castle. Immediately after Fosdinovo was conquered by the great commander Castruccio Castracani, Lord of Lucca, that besieged the castle with 6000 soldiers and 1000 knights. In the 1334, after the decline of Castruccio, the castle returned into possession of the Malaspina .<br \/>\nThe front towards the town with one of the powerful round towers.<\/p>\n<p>At the beginning of the 14th century the Malaspina, now masters of the entire Lunigiana thanks to the help of the powerful family of the Scaligeri of Verona and Enrico the 7th, moved the seat of the family from the nearby castle of the Verrucola di Fivizzano to Fosdinovo, and made the village the administrative center of their lands. The castle was enlarged. The original keep of the 12th century was widened and strengthened with turrets and a new cylindrical tower, ghibelline battlements (with &#8216;tail of swallow&#8217; form), machicolation on the sides towards the Lunigiana and with towers and ramparts on the side facing the village; inside, the castle became one of the finest nobiliary residences of that time, rich of frescoed rooms. The magnificent inner courtyard was a 16th century addition. Over the main gate, defended by a breteche, is still visible a coat of arms representing a dog holding a plant with thorns (known as &#8220;Spino&#8221;) in its mouth to symbolize the strong alliance between the Malaspina and the Scaligeri. All around, in the walls are opened gun loops for cannons and other fire arms.<\/p>\n<p>The castle has the reputation of &#8216;indestructible&#8217; and even the earthquake of 1922, that destroyed great part of the Lunigiana, made no serious damage to its structure. A legend says that the great poet Dante Alighieri passed some days at the castle, an event historically impossible. Another legend is connected with the presence in one of the rooms of the castle of the &#8216;well of oblivion&#8217;: the marquise Cristina Adelaide Pallavicino, bride of Ippolito Malaspina, attracted her lovers into this room and then threw them down in this pit full of blades which ended in a water channel beyond the walls. Most likely the trap was used, but for the elimination of enemies! The castle is still owned by the marquises Torrigiani-Malaspina and managed by the cultural association Lo Spino Bianco [ Info from official website: www.castellodifosdinovo.it]<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malaspina-di-fosdinovo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.020904541015625,44.13552944919728]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2750,"name":"Fortezza delle Verrucole","description":"<p>La Fortezza delle Verrucole, fondata dalla famiglia Gherardinghi sopra un precedente insediamento umano, risale a un periodo compreso tra X e XIII secolo. I Gherardinghi costruirono una prima rocca e un palazzo pubblico per tenere sotto controllo il territorio. Le mire espansionistiche di Lucca verso nord diedero per\u00f2 a questi luoghi innumerevoli battaglie nel XII e XIII secolo. Probabilmente il momento pi\u00f9 difficile fu alla fine del XII secolo quando la famiglia Gherardinghi entr\u00f2 nell&#8217;alleanza fra Pisa e i feudatari della Garfagnana e della Versilia contro la repubblica di Lucca, la quale reag\u00ec nel 1170 con una campagna militare di notevoli dimensioni. Questa comprese anche l&#8217;assedio alla &#8220;Verucola gherardenga&#8221;, antico nome dell&#8217;attuale Fortezza delle Verrucole.<\/p>\n<p>Negli anni successivi i feudatari di Verrucole riuscirono a strappare ora al Sacro Romano Impero ora al Papa promesse d&#8217;indipendenza e autonomia,promesse che si concretizzano nella stesura di uno statuto comunale datato 1271. Nel 1296, la Fortezza pass\u00f2 nelle mani dei lucchesi che la affidarono alla consorteria dei Guidiccioni. Terminata l\u2019epopea del condottiero lucchese Castruccio Castracani, la Fortezza perse importanza come presidio lucchese cosicch\u00e9 nel 1328 Spinetta Malaspina, marchese ghibellino e condottiero di ventura, se ne pot\u00e9 impadronire e la tenne fino al 1345. La Fortezza delle Verrucole fu quindi abbandonata fino all\u2019arrivo della dinastia estense. Nel 1429 una parte della Garfagnana pass\u00f2 infatti sotto il dominio della famiglia d\u2019Este di Ferrara. La Fortezza nelle sue fattezze attuali risale perci\u00f2 probabilmente a due periodi estensi: l\u2019epoca del marchese Leonello (circa 1450) e di Alfonso II (circa 1564). Fu in questo periodo che venne restaurata e trasformata in una cittadella costituita da due rocche, una quadrata e una circolare, governata da due distinti castellani. Tra il 1522 e il 1525 il poeta Ludovico Ariosto ebbe la carica di commissario della Garfagnana e si occup\u00f2 di riorganizzare i presidi militari, tra cui Verrucole. Nella seconda met\u00e0 del XVI secolo il duca Alfonso I d\u2019Este invit\u00f2 l\u2019architetto Marc\u2019Antonio Pasi ad adeguare la Fortezza alle nuove esigenze belliche. Venne cos\u00ec costruita l\u2019attuale rocca poligonale e i bastioni. Alla met\u00e0 del \u2018700 la Fortezza perse la sua originaria funzione strategico-militare. Le sue strutture vennero comunque mantenute in efficienza da ingegneri ducali. Tra la fine del \u2018700 e i primi dell\u2019800, sotto la dominazione francese, il presidio delle Verrucole fu messo all\u2019asta, ma rimase invenduto. L\u2019intero complesso fu venduto a privati nel 1866. Nel 1986 il Comune di San Romano in Garfagnana ha acquistato la Fortezza avviandone il restauro, terminato nel 2012. Come in ogni edificio plurisecolare, leggende di magie e fantasmi abbondano, forse perch\u00e9 nei secoli il forte fu anche sede di prigione. Dalle cronache storiche diventate poi leggenda emerge il seicentesco capitano Francesco Accorsini, comandante della Fortezza, condannato dall\u2019Inquisizione di Modena per pratiche di magia e stregoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testi da fortezzaverrucolearcheopark.it]<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:40:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSCN7429-768x512.jpg","id":2771,"caption":"Verrucole panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC00643-768x511.jpg","id":2726,"caption":"Fortezza Verrucole"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC00643-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2750","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2750&action=edit","translations":{"en":{"id":3515,"name":"Verrucole fortress","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verrucole-fortress\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3515","description":"<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p><strong>Deep in the Garfagnana<\/strong>, 3 kilometres from the municipality of San Romano, sits the <strong>imposing Verrucole Castle<\/strong>. The fortress is a very important medieval site, positioned on a hill 600 metres up, above the village of <strong>Verrucole<\/strong>.<\/p>\n<p>Built by the Gherardinghi family, it was constructed around the <strong>11th-12th century<\/strong> to dominate the area they ruled over and to oppose the Bacciano family in their claim over San Romano. The castle was made up of two distinct buildings, the <strong>Rocca Quadra<\/strong> and <strong>Rocca Tonda<\/strong>, located on each side of the hill and surrounded by a wall.<\/p>\n<p>The <strong><em>Castrum Verrucolae Gherardinghi<\/em><\/strong>, as it was called on an imperial seal in 1376 by Charles IV, was later given to <strong>Spinetta Malaspina<\/strong>, a member of another one of the medieval power-holding families that dominated the border between Tuscany, Liguria and Emilia. Following the conflict between the Guelphs and the Ghibellines, the fortress was taken by the Florentines in 1430, by Lucca four years later, and finally by the Este family, who after 1446 subjected San Romano and its territory to their rule.<\/p>\n<p><strong>The castle can be reached on foot from the village of Verrucole<\/strong>, following the trail up the slopes of the hill. The fortress is open to visitors and you can enjoy a spectacular view of the <strong>Garfagnana valley and the Apuan Alps. <\/strong><\/p>\n<p>Info: <a href=\"http:\/\/www.fortezzaverrucolearcheopark.it\/home_ita.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fortezzaverrucolearcheopark.it<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-delle-verrucole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":""},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.33238410949707,44.17884930477805]}},{"type":"Feature","properties":{"id":8852,"name":"Castello della Chiocciola","description":"<p>Il <strong>castello della Chiocciola<\/strong> \u00e8 caratterizzato da una robusta torre quadrangolare coronata da merli. Su uno dei lati \u00e8 addossata una torretta cilindrica che d\u00e0 il nome al complesso, poich\u00e9 contiene la scala a chiocciola che permette l\u2019accesso ai piani del torrione principale. 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