{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":995,"name":"Pieve di S.Maria di Vicopisano","description":"<div>E\u2019 la pi\u00f9 antica e la principale delle chiese che si trovavano nelle immediate vicinanze di Vico, ed \u00e8 l\u2019unica ad essere stata costruita all\u2019esterno delle mura, senza l&#8217;orientamento canonico con l&#8217;ingresso rivolto ad occidente. Infatti la facciata \u00e8 rivolta verso una delle porte di ingresso del castello, Porta Maccioni, poi divenuta porta della Rocca. La chiesa \u00e8 nominata per la prima volta nel 934, ma da questo documento si pu\u00f2 capire che esisteva gi\u00e0 da qualche tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FACCIATA E L&#8217;ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La costruzione attuale \u00e8 del XII sec. ed \u00e8 un esempio ben conservato di Chiesa romanico-pisana caratterizzato da una pianta basilicale con abside unica. La muratura \u00e8 realizzata in pietra verrucana e la facciata \u00e8 spartita in due ordini sovrapposti da una cornice orizzontale. Nella parte superiore, decorata da archetti pensili, si apre una bifora. La parte inferiore, dove si aprono tre portali, \u00e8 arricchita da semicolonne che reggono arcatelle pensili: queste ultime sono sormontate da oculi e racchiudono rombi scolpiti con motivi geometrici e vegetali. In evidenza, alla sommit\u00e0 della lesena di sinistra, un <strong>bassorilievo in pietra<\/strong>, databile all\u2019VIII-X secolo, rappresenta probabilmente un episodio evangelico.<\/div>\n<div>La fiancata meridionale, in cui si apre un unico portalino, ha in alto quattro strette monofore, di cui una decorata con un motivo a tralci di vite con foglie. Sia il fianco che l\u2019alzato della navata centrale hanno archetti pensili che racchiudono pietre scolpite e poggiano su peducci decorati con volti umani, figure di animali e motivi naturalistici eseguiti a rilievo. Da notare una serie di iscrizioni medioevali incise nella parte bassa della muratura che denunciano la presenza in antico di un cimitero intorno alla chiesa. La fiancata settentrionale risulta invece priva di decorazioni in quanto a questa si dovevano appoggiare le strutture del chiostro e della casa del pievano. Al XVIII secolo risalgono i prolungamenti delle navate laterali e il campanile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate da dodici colonne granitiche con capitelli di varia foggia: quelli medioevali sono in pietra serena; il primo, il terzo e l\u2019ultimo di sinistra sono in marmo scolpito a foglie d\u2019acanto, gli ultimi due poggianti su colonne marmoree scanalate, e provengono da edifici di epoca romana. Due pilastri definiscono la vasta zona presbiteriale dove si trova l\u2019altare maggiore, ricostruito agli inizi del Novecento riutilizzando antichi rilievi con motivi vegetali e zoomorfi, probabilmente appartenenti alla chiesa altomedievale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA DEPOSIZIONE DELLA CROCE (SEC. XIII)\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Nell\u2019abside \u00e8 collocato il maestoso gruppo ligneo della Deposizione, risalente al <strong>primo ventennio del Duecento <\/strong>e con evidenti assonanze con l&#8217;altra Deposizione presente in Provincia di Pisa, quella di Volterra. Esso costituisce uno dei rari esempi di questa tipologia di sacra rappresentazione, un tempo assai diffusa, l&#8217;unico di cui si conserva la quasi totalit\u00e0 delle figure originarie: di restauro sono soltanto le teste degli angeli, alcune parti del San Giovanni e il calice. Sono presenti inoltre tracce dell\u2019antica policromia delle vesti. I personaggi raffigurati sono (da sinistra a destra): la Madonna dolente, Giovanni di Arimatea che raccoglie il corpo del Cristo, il Nicodemo che toglie i chiodi dai piedi e S. Giovanni con in mano il Vangelo. Oltre ad essere uno dei pochi esemplari rimasti \u00e8 uno tra i pi\u00f9 singolari, poich\u00e9 la figura di Cristo \u00e8 rappresentata in una maniera inconsueta, fortemente arcuata e nell\u2019atto di cadere, prova che l\u2019artista che realizz\u00f2 tale opera aveva abbastanza autonomia da distaccarsi da quelli che erano i modelli<\/div>\n<div>consueti, cio\u00e8 il Cristo ancora inchiodato alla Croce, avvicinandosi a modelli pi\u00f9 &#8220;gotici&#8221;, con una maggiore attenzione alla linea curva e sinuosa, che va a sostituire la linea retta e la rigidit\u00e0 tipica dell&#8217;arte romanica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>GLI AFFRESCHI (SEC. XIII)<\/strong><\/div>\n<div>Le massicce pareti in verrucano conservano frammenti di affreschi duecenteschi, recentemente restaurati. Rappresentano scene tratte dal Vangelo, e testimoniano l\u2019usanza di illustrare le Storie Sacre, per farle meglio comprenderle ai fedeli pi\u00f9 rozzi ed illetterat (Biblia Pauperum)i. Il ciclo inizia sulla parete della navata destra, dove si riconoscono le scene della Annunciazione, della Visitazione e della Nativit\u00e0; segue, probabilmente, l\u2019episodio con Erode che ordina la strage degli innocenti. Al di sopra delle scene narrative vi sono motivi decorativi a girali e a riquadri alternati a scacchi; al di sotto, decorazioni a finto drappeggio. Sulla controfacciata, a sinistra sono rappresentate due scene sovrapposte: in alto \u00e8 riconoscibile il Battesimo di Cristo, al di sotto San Giorgio, il drago e la principessa; a destra le tracce recuperate dal restauro non sono leggibili. Sulla parete della navata destra sono state restaurate due scene: una raffigura forse la Cattura di Cristo, l\u2019altra la Pentecoste. L&#8217;intero ciclo terminava con la deposizione lignea che poneva fine alla vicenda terrena di Ges\u00f9. Il ciclo di affreschi venne coperto di intonaco tra il XVI e il XVII secolo, quando alle pareti furono addossati i grandi altari in pietra serena tuttora esistenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(da Viconet.it)<\/div>\n<div><\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:33:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/995","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=995&action=edit","translations":{"en":{"id":5802,"name":"S.Maria di Vicopisano","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/s-maria-di-vicopisano\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5802","description":"<p>It is the oldest and the main of the churches that were located in the immediate vicinity of Vico, and is the only one to have been built outside the walls, without the canonical orientation with the entrance facing west. In fact, the facade faces one of the castle&#8217;s entrance doors, Porta Maccioni, which later became the Rocca door. The church was named for the first time in 934, but it can be understood from this document that it existed for some time.<\/p>\n<p>THE FACADE AND THE EXTERIOR<br \/>\nThe current construction is of the XII century. and it is a well-preserved example of a Romanesque-Pisan church characterized by a basilica plan with a single apse. The masonry is made of verrucana stone and the facade is divided into two orders superimposed by a horizontal frame. In the upper part, decorated with hanging arches, a mullioned window opens. The lower part, where three portals open, is enriched by half-columns that support hanging arches: the latter are surmounted by oculi and enclose rhombuses carved with geometric and plant motifs. In evidence, at the top of the left pilaster, a stone bas-relief, datable to the VIII-X century, probably represents an evangelical episode.<br \/>\nThe southern side, in which a single door opens, has four narrow single lancet windows at the top, one of which is decorated with a vine-vine motif with leaves. Both the side and the elevation of the central nave have hanging arches that enclose carved stones and rest on corbels decorated with human faces, animal figures and naturalistic motifs in relief. Note a series of medieval inscriptions engraved in the lower part of the masonry which denounce the presence in ancient times of a cemetery around the church. The northern side is instead devoid of decorations as the structures of the cloister and the house of the parish priest had to rest on this. The extensions of the side aisles and the bell tower date back to the 18th century.<\/p>\n<p>THE INTERIOR<br \/>\nThe interior is divided into three naves with twelve granite columns with capitals of various shapes: the medieval ones are in pietra serena; the first, third and last on the left are in marble carved with acanthus leaves, the last two resting on fluted marble columns, and come from Roman buildings. Two pillars define the vast presbytery area where the main altar is located, rebuilt at the beginning of the twentieth century reusing ancient reliefs with plant and zoomorphic motifs, probably belonging to the early medieval church.<\/p>\n<p>THE DEPOSITION OF THE CROSS (13th cent.)<br \/>\nIn the apse there is the majestic wooden group of the Deposition, dating back to the first two decades of the thirteenth century and with evident assonances with the other Deposition present in the Province of Pisa, that of Volterra. It constitutes one of the rare examples of this type of sacred representation, once very widespread, the only one of which almost all the original figures are preserved: only the heads of the angels are restored, some parts of the San Giovanni and the chalice. There are also traces of the ancient polychrome of the clothes. The characters depicted are (from left to right): the sorrowful Madonna, John of Arimathea who collects the body of Christ, the Nicodemus who takes the nails off his feet and St. John holding the Gospel in his hand. In addition to being one of the few remaining specimens, it is one of the most unique, since the figure of Christ is represented in an unusual, strongly arched and in the act of falling, proof that the artist who created this work had enough autonomy to detach from what were the models<br \/>\nusual, that is, the Christ still nailed to the Cross, approaching more &#8220;Gothic&#8221; models, with greater attention to the curved and sinuous line, which replaces the straight line and the typical rigidity of Romanesque art.<\/p>\n<p>THE FRESCOES (13th cent.)<br \/>\nThe massive warty walls retain fragments of thirteenth-century frescoes, recently restored. They represent scenes from the Gospel, and testify to the custom of illustrating the Sacred Stories, to make them better understood by the most crude and illiterate faithful (Biblia Pauperum) i. The cycle begins on the wall of the right nave, where the scenes of the Annunciation, the Visitation and the Nativity are recognized; probably follows the episode with Herod ordering the massacre of the innocent. Above the narrative scenes there are decorative motifs with scrolls and alternating checkered squares; below, fake drapery decorations. On the counter-fa\u00e7ade, two overlapping scenes are represented on the left: the Baptism of Christ is recognizable at the top, below St. George, the dragon and the princess; on the right the traces recovered from the restoration are not legible. On the wall of the right aisle two scenes have been restored: one depicts perhaps the Capture of Christ, the other the Pentecost. The whole cycle ended with the wooden deposition that put an end to the affair<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-maria-di-vicopisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583387911319733,43.70025818376576]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7855,"name":"Torre di Caprona","description":"<p>Sullo sperone roccioso a monte del paese di Caprona spicca la &#8220;torre degli <a title=\"Upezzinghi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Upezzinghi\">Upezzinghi<\/a>&#8220;, copia <a title=\"XIX secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XIX_secolo\">ottocentesca<\/a> della torre dell&#8217;antico castello esistente alla met\u00e0 dell&#8217;<a title=\"XI secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XI_secolo\">XI secolo<\/a>, citato da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Dante\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante\">Dante<\/a> (<a title=\"Inferno - Canto ventunesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inferno_-_Canto_ventunesimo\">Inferno, XXI<\/a>, 94-96) e smantellato da <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a> nel <a title=\"1433\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1433\">1433<\/a>. La torre chiamata comunemente &#8220;Torretta&#8221; si trova sulla sommit\u00e0 di uno sperone roccioso, in una posizione altamente suggestiva che domina le pendici del <a title=\"Monte Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_Pisano\">monte Pisano<\/a>. Oggi \u00e8 in completo stato di abbandono e necessiterebbe di un&#8217;opera di messa in sicurezza.<\/p>\n<p>All&#8217;incrocio fra via del ponte e via Dante Alighieri si trova una lapide storica che recita:<\/p>\n<blockquote><p>XXI AGOSTO MDCCCXCII<\/p>\n<p>TRENTACINQUE ANNI ADDIETRO FRANCESCO LUPERI CENTONI PROPUGNAVA E LEGALMENTE OTTENEVA CHE LE ACQUE PLUVIALI DI QUESTO ANTICO BORGO SOTTO L&#8217;ALVEO DEL TORRENTE ZAMBRA PASSANDO NEL SOTTOSTANTE FOSSO &#8211; VICINAJA &#8211; DEFLUISSERO MA DIFETTO DI LEGGI O EGOISMO DI POTENTI I NECESSARI LAVORI LUNGAMENTE IMPEDIRONO. PROGREDITI I TEMPI LE LEGGI E LE OPINIONI AJUTANDO PER LE ASSIDUE CURE DEL COMPAESANO ETTORE SIGHIERI AI PUBBLICI LAVORI MUNICIPALI PREPOSTO L&#8217;OPERA TANTO AGOGNATA NEL LUGLIO 1892 FINALMENTE COMPIEVASI.<\/p>\n<p>LA POPOLAZIONE CAPRONESE RICONOSCENTE QUESTO MARMO PONEVA<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"thumb tright\"><\/div>\n<p>La localit\u00e0 \u00e8 ricordata a partire dal <a title=\"1024\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1024\">1024<\/a>. Il castello di Caprona sub\u00ec una sortita ad opera dei soldati fiorentini il 16 agosto del <a title=\"1289\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1289\">1289<\/a>, azione a cui partecip\u00f2 anche il giovane <a title=\"Dante Alighieri\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante_Alighieri\">Dante Alighieri<\/a>, arruolato con altri quattrocento cavalieri nelle schiere di <a title=\"Nino Visconti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nino_Visconti\">Nino Visconti<\/a>. Il sommo poeta citer\u00e0 la cittadina nel <a title=\"Inferno - Canto ventunesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inferno_-_Canto_ventunesimo\">canto XXI dell&#8217;Inferno<\/a>, vv. 94-96.<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abcos\u00ec vid&#8217;io gi\u00e0 temer li fanti<br \/>\nch&#8217;uscivan patteggiati di Caprona,<br \/>\nveggendo se&#8217; tra nemici cotanti.\u00bb<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il suddetto castello era collocato ai piedi dello sperone roccioso su cui sorgeva la torre di avvistamento, che permetteva la comunicazione con le strutture fortificate circostanti, cio\u00e8 la <a title=\"Rocca della Verruca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rocca_della_Verruca\">Rocca della Verruca<\/a> e le torri di <a title=\"Uliveto Terme\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Uliveto_Terme\">Uliveto<\/a>, per il controllo della stretta zona di terra posta fra il fiume <a title=\"Arno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arno\">Arno<\/a> e la propaggine meridionale del <a title=\"Monte Pisano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monte_Pisano\">Monte Pisano<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;estrazione di pietra dalle cave capronesi ha progressivamente trasformato il paesaggio della cittadina. Quando lo sperone roccioso era ancora sostanzialmente integro era possibile scorgere intorno alla torretta i resti del forte medievale. Fino agli <a title=\"Anni 1950\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anni_1950\">anni cinquanta<\/a>, inoltre, a qualche centinaio di metri a ovest dei suddetti ruderi erano visibili le mura di un palazzo la cui costruzione, voluta da <a class=\"mw-redirect\" title=\"Cosimo I\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cosimo_I\">Cosimo I<\/a>, non venne mai portata a termine: l&#8217;edificio era popolarmente noto col nome di &#8220;<i>Palazzaccio<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Dal <a title=\"1887\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1887\">1887<\/a> al <a title=\"1953\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1953\">1953<\/a> Caprona era servita dalla <a title=\"Tranvia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tranvia\">tranvia<\/a> a vapore che, percorrendo l&#8217;asse della <a title=\"Strada statale 67 Tosco-Romagnola\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strada_statale_67_Tosco-Romagnola\">via Fiorentina<\/a>, collegava <a title=\"Tranvia Pisa-Pontedera\/Calci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tranvia_Pisa-Pontedera\/Calci\">Pisa con Pontedera<\/a> e, attraverso una diramazione in sede propria che si distaccava in localit\u00e0 <a title=\"Navacchio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Navacchio\">Navacchio<\/a>, con <a title=\"Calci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Calci\">Calci<\/a>. Superato l&#8217;<a title=\"Arno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arno\">Arno<\/a> con un tratto in sede stradale sul ponte di Zambra, la linea aveva a Caprona una vera e propria stazione dotata di un fascio di tre binari di cui uno a servizio del raccordo di 2\u00a0km che collegava tale localit\u00e0 con la cava di pietra sita in localit\u00e0 Uliveto. Quest&#8217;ultimo fu dismesso e smantellato nel <a title=\"1941\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1941\">1941<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[ testo tratto da wikipedia.it ]\n","modified":"2020-10-11T19:44:22","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Caprona.jpg","id":7749,"caption":"Caprona"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/MTBCaprona-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7855","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=7855&action=edit","translations":{"en":{"id":7858,"name":"Caprona tower","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/caprona-tower\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7858","description":"<p>On the rocky spur above the town of Caprona stands the &#8220;Torre degli Upezzinghi&#8221;, a nineteenth-century copy of the tower of the ancient castle existing in the mid-eleventh century, mentioned by Dante (Inferno, XXI, 94-96) and dismantled by Florence in 1433. The tower commonly called &#8220;Torretta&#8221; is located on the top of a rocky spur, in a highly suggestive position overlooking the slopes of Mount Pisano. Today it is in a complete state of neglect and would need to be made safe.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/torre-di-caprona\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5068397,43.707181]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6746,"name":"Agnano","description":"<p>Racchiuso in una stretta vallata del Monte Pisano, caratterizzata da acque sorgenti e da grotte, Agnano \u00e8 un buon punto di partenza per qualche escursione Selfguided a piedi o in bici sul monte. Caratterizzato dalla sua chiesa romanica e dalla presenza di altri due grandi edifici (La Villa Tabarini e la Tabacchiera sulla strada del lungomonte) rimane dapprima circondato da uliveti (nel tratto in cui la valle \u00e8 pi\u00f9 ampia) che laciano mano a mano spazio alla lecceta e alla macchia mediterranea a livello superiore. La macchia \u00e8 talvolta interrotta da aree di cosiddette &#8220;sassaie&#8221;<\/p>\n","modified":"2020-08-03T12:58:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/DSC08856-1024x682.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6746","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6746&action=edit","translations":{"en":{"id":7398,"name":"Agnano","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agnano\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7398","description":"<p>Enclosed in a narrow valley of Monte Pisano, characterized by spring waters and caves, Agnano is a good starting point for some Self-guided excursions on foot or by bike on the mountain. Characterized by its Romanesque church and by the presence of two other large buildings (La Villa Tabarini and the Tabacchiera on the Lungomonte road), it is first surrounded by olive groves (in the stretch where the valley is wider) that gradually leave space for the holm oak and to the Mediterranean scrub at a higher level. 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L\u2019Eden Park Resort si compone di 30 appartamenti elegantemente disposti a ventaglio al fianco della struttura principale che ospita il nostro Ufficio Ricevimento. Potrete gustare una deliziosa colazione con prodotti tipici Toscani o godere del relax offerto dalla piscina, ma anche trascorrere dei piacevoli momenti all\u2019aria aperta nello splendido prato antistante gli appartamenti. Singolare la presenza di una vera e propria fornace del secolo scorso, ancora integra, che si erge a fianco del nostro Ufficio Ricevimento e ben visibile da ogni sistemazione.<\/p>\n<p>L\u2019Eden Park \u00e8 anche un perfetto punto d\u2019appoggio per i soggiorni finalizzati alla visita del territorio pisano e lucchese<\/p>\n","modified":"2019-11-20T18:06:51","color":"#dd3333","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/edenpark2.jpg","id":3946,"caption":"edenpark2"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/edenpark2.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[10,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.edenparkpisa.it"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3943","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3943&action=edit","translations":{"en":{"id":3949,"name":"Eden Park Resort","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/eden-park-resort\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3949","description":"<p>If you&#8217;re looking for a <strong>break<\/strong> from the <strong>chaos<\/strong> of the <strong>city<\/strong>, The <strong>Eden<\/strong> <strong>Park<\/strong> <strong>Resort<\/strong> is the place <strong>for<\/strong> <strong>you<\/strong>. Surrounded by <strong>greenery<\/strong> and protected by the <strong>Monte<\/strong> <strong>Pisano<\/strong>, the Eden Park is an oasis of <strong>peace<\/strong> in a <strong>strategic<\/strong> <strong>position<\/strong> to visit <strong>Pisa<\/strong> and <strong>Lucca<\/strong>, but also the rest of the <strong>surrounding<\/strong> little towns (<strong>Calci<\/strong>, <strong>Vicopisano and Buti<\/strong>).<br \/>\nThe Eden Park Resort is made up of <strong>30<\/strong> <strong>apartments<\/strong>, wich are <strong>close<\/strong> to the <strong>main<\/strong> <strong>building<\/strong>, where you find the <strong>Reception<\/strong> <strong>Office<\/strong> and the <strong>breakfast<\/strong> <strong>room<\/strong>. Enjoy a delicious <strong>breakfast<\/strong> with <strong>typical<\/strong> <strong>Tuscan<\/strong> <strong>foods<\/strong> or <strong>relax<\/strong> yourself by the <strong>pool<\/strong> or on the external <strong>private<\/strong> <strong>patio<\/strong> outside your apartment. The singular presence of a real <strong>Furnace<\/strong> of the <strong>last<\/strong> <strong>century<\/strong>, still intact, which stands alongside our Reception Office and <strong>visible<\/strong> from every <strong>apartment<\/strong>.<\/p>\n<p>Eden Park is also a perfect <strong>base<\/strong> to <strong>visit<\/strong> Lucca and Pisa<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/eden-park-resort\/","addr:street":"via dell argine","addr:housenumber":"6\/b","addr:postcode":"","addr:city":"San Giuliano Terme  (PI)","contact:phone":"+39 050 870252","contact:email":"info@edenparkpisa.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"via dell argine, 6\/b San Giuliano Terme  (PI)","sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.459165999999982,43.725157]}},{"type":"Feature","properties":{"id":6799,"name":"Asciano","description":"<p>L&#8217;origine del toponimo \u00e8 data da un veterano romano chiamato <em>Axianus<\/em> al cui termine della guerra contro i Liguri fu assegnato il controllo del villaggio di <strong>Asciano<\/strong>.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 antica testimonianza di presenza umana in questi luoghi si ha da un reperto di un bifacciale acheuleano che attesta la presenza umana ad Asciano dai 28 ai 14 000 anni fa. Altre frequentazioni preistoriche si posso trovare nella grotta Riparo della Romita dove vari resti stratificati datano che le attivit\u00e0 dell&#8217;uomo si sono susseguite dal 5000 a.C. fino ai romani.<\/p>\n<p>La dominazione etrusca interess\u00f2 almeno dall&#8217;XI secolo a.C. i Monti Pisani e la bassa valle del Serchio. \u00c8 ormai ampiamente superata la tesi che in queste zone fossero stanziati i Liguri, in quanto a sud delle Apuane sono numerose le testimonianze di cultura mediotirrenica nell&#8217;et\u00e0 del Bronzo e villanoviana nell&#8217;et\u00e0 del Ferro, espressioni della civilt\u00e0 etrusca degli albori, mentre sono pressoch\u00e9 assenti i legami con l&#8217;area di Canegrate e Golasecca, presenti negli stessi periodi a partire dall&#8217;area effettivamente abitata dai Liguri (Versilia, media Valle del Serchio, Garfagnana e Lunigiana).<\/p>\n<p>I romani raggiunsero questi luoghi nel 238 a.C., quando Pisa ospit\u00f2 l&#8217;esercito degli alleati romani in guerra contro i Liguri. Il conflitto termin\u00f2 nel 177 a.C. con la costruzione di Luni. Dopo la fine della guerra alcuni veterani ottennero territori ai piedi dei Monti Pisani chiamandoli con il loro nome: Axianus prese l&#8217;attuale territorio di Asciano.<br \/>\nAlto Medioevo<\/p>\n<p>Da allora non ci sono pi\u00f9 notizie di Asciano fino al 975 d.C., anno in cui una pergamena della Primaziale Pisana cita la presenza di un castello a protezione della Repubblica Pisana. Questo castello, detto Castelvecchio successivamente alla costruzione di quello nuovo, era posto alle pendici del Monte Costia, l&#8217;attuale Casa Pian di Asciano. Il castello era posto a sorveglianza della via Piemonte, importante perch\u00e9 era la principale via di attraversamento dei monti per raggiungere Lucca. Il 18 giugno 1168 i lucchesi, con l&#8217;aiuto di Genova, invasero molti territori ai piedi dei monti, incluso Asciano, dove non trovarono molta resistenza. Dopo che anche il castello di Agnano and\u00f2 in mano ai lucchesi per il tradimento del Capitano Tancredi Visconti, la Repubblica di Pisa si decise a riprendersi entrambi i castelli progettando un ingegnoso assedio. Essi infatti assediarono sia il castello di Agnano che quello di Corvara, quest&#8217;ultimo molto caro ai lucchesi. I lucchesi quindi restituirono il castello di Asciano e quello di Agnano ai pisani e la guerra cess\u00f2. Dopo questi fatti Asciano visse un lungo periodo di prosperit\u00e0 fino al 1269 quando i lucchesi, forti di una alleanza con Firenze, tentarono nuovamente di attaccare Pisa occupando Asciano, dove per spregio coniarono le loro monete. Il 2 settembre 1275 i lucchesi fecero un&#8217;altra incursione, ma con armi pi\u00f9 evolute come la bombarda e il falconetto, ottenendo molti prigionieri ghibellini. In quegli anni la flotta pisana fu sconfitta dai genovesi nella battaglia della Meloria del 1284.<\/p>\n<p>Negli anni a seguire i lucchesi ripresero pi\u00f9 volte il controllo del castello, facendovi appendere alcuni grandi specchi sulla torre maggiore con la scritta: \u00abspecchiatevi qui dentro, voi altre pisane\u00bb. Dopo questo affronto nel 1313 Uguccione della Faggiola distrusse il contado lucchese arrivando pi\u00f9 volte sotto le mura di Lucca. Indi propose un armistizio a Ripafratta chiedendo la restituzione dei castelli occupati, ma i lucchesi, per voce di Bonturo Dati, dichiararono che avrebbero restituito tutti i castelli tranne quello di Asciano, ricordando gli specchi affissi. A questa dichiarazione Banduccio Bonconti rispose che entro 8 giorni le donne pisane avrebbero avuto dozzine di specchi. Quindi Uguccione radun\u00f2 400 cavalieri e 10000 fanti che fece entrare nel territorio lucchese dal passo di San Giuliano Terme e da l\u00ec iniziarono a razziare tutti i paesi che incontravano fino ad arrivare sotto le mura lucchesi il 18 dicembre dello stesso anno. I lucchesi intanto si rivoltarono a Bonturo Dati che dovette andare in esilio e l&#8217;assedio fin\u00ec. I pisani rientrarono in possesso di tutti i castelli allora occupati dei lucchesi, compreso quello di Asciano. Nel 1314 Uguccione fece demolire i castelli di Asciano, Pontasserchio, Avane, Castiglione e Molina di Quosa, perch\u00e9 ogni volta che venivano conquistati erano una forte preoccupazione per Pisa. Il castello di Asciano venne per\u00f2 ricostruito poco dopo in pianura in corrispondenza dell&#8217;incrocio dell&#8217;attuale via delle Sorgenti e via dei Condotti. Il nuovo castello respinse un attacco dell&#8217;Imperatore Carlo IV di Boemia, facendo oltre 40 prigionieri. Purtroppo venne parzialmente distrutto dai fiorentini all&#8217;inizio del XVI secolo quando usarono l&#8217;artiglieria per gli attacchi, e una volta conquistata Pisa non ebbero pi\u00f9 alcun interesse a mantenerlo efficiente.<\/p>\n<p>Intanto la popolazione si Asciano si era allargata e comprendeva molti nuclei abitativi seguendo la strada Lungomonte. Nel 1315, da un documento chiamato &#8220;Partito&#8221;, si evince che c&#8217;erano circa 200 abitanti; nel 1428 gli abitanti erano aumentati a circa 400. Dal censimento del 1846 gli abitanti erano a quota 1369. La campagna tuttavia era deserta a causa delle ripetute esondazioni dell&#8217;Arno e dello stato paludoso che tale area aveva assunto. Il ripopolamento venne favorito grazie alle politiche Medicee.<\/p>\n<p>Asciano perse cos\u00ec importanza fino alla costruzione dell&#8217;Acquedotto Mediceo per portare l&#8217;acqua delle varie sorgenti della Valle delle Fonti fino all&#8217;interno delle mura di Pisa. La costruzione, iniziata del 1588 e terminata nel 1613, fu avviata da Cosimo I con la costruzione delle polle e della prima condotta forzata sotterranea; successivamente fu scelto di proseguire l&#8217;acquedotto con archi sopraelevati. Ad Asciano risiedeva il Fontaniere, il quale aveva il compito di regolare il flusso dell&#8217;acqua verso Pisa, garantendone la limpidezza<\/p>\n","modified":"2020-06-17T14:34:27","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/220px-AscianoPisanoSanGiulianoTermeGiovanniBattista1-150x146.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/6799","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=6799&action=edit","translations":{"en":{"id":7401,"name":"Asciano","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/asciano\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/7401","description":"<p>The origin of the toponym is given by a Roman veteran called Axianus at the end of the war against the Ligurians, control of the village of Asciano was assigned.<\/p>\n<p>The oldest evidence of human presence in these places comes from a find of an Acheulean double-sided which attests the human presence in Asciano from 28 to 14 000 years ago. Other prehistoric frequentations can be found in the Riparo della Romita cave where various layered remains date that human activities have followed one another from 5000 BC. up to the Romans.<\/p>\n<p>The Etruscan domination affected at least from the 11th century BC. the Pisan Mountains and the lower Serchio valley. The thesis that the Ligurians settled in these areas is now largely overcome, as there are numerous testimonies of the Middle Tyrrhenian culture in the Bronze Age and Villanovan culture in the Iron Age, expressions of the early Etruscan civilization, while they are the links with the area of \u200b\u200bCanegrate and Golasecca are almost absent, present in the same periods starting from the area actually inhabited by the Ligurians (Versilia, middle Serchio Valley, Garfagnana and Lunigiana).<\/p>\n<p>The Romans reached these places in 238 BC, when Pisa hosted the army of the Roman allies in war against the Ligurians. The conflict ended in 177 BC. with the construction of Luni. After the end of the war some veterans obtained territories at the foot of the Pisan Mountains calling them by their name: Axianus took the current territory of Asciano.<br \/>\nHigh Middle age<\/p>\n<p>Since then there is no more news of Asciano until 975 AD, the year in which a parchment of the Primaziale Pisana mentions the presence of a castle to protect the Pisan Republic. This castle, known as Castelvecchio after the construction of the new one, was located on the slopes of Monte Costia, the current Casa Pian di Asciano. The castle was placed in surveillance of the via Piemonte, important because it was the main road to cross the mountains to reach Lucca. On 18 June 1168 the people of Lucca, with the help of Genoa, invaded many territories at the foot of the mountains, including Asciano, where they did not find much resistance. After the castle of Agnano also went into the hands of the Lucca people due to the betrayal of Captain Tancredi Visconti, the Republic of Pisa decided to take back both castles by planning an ingenious siege. In fact, they besieged both the castle of Agnano and that of Corvara, the latter very dear to the Lucchesi. The people of Lucca then returned the castle of Asciano and Agnano to the Pisans and the war ended. After these events, Asciano experienced a long period of prosperity until 1269 when the people of Lucca, strong in an alliance with Florence, tried again to attack Pisa by occupying Asciano, where they coined their coins out of contempt. On 2 September 1275 the people of Lucca made another raid, but with more advanced weapons such as the bombard and the falconetto, obtaining many Ghibelline prisoners. In those years the Pisan fleet was defeated by the Genoese in the battle of Meloria in 1284.<\/p>\n<p>In the following years the people of Lucca regained control of the castle several times, having some large mirrors hung on the main tower with the inscription: \u00abmirror yourselves in here, you other Pisans\u00bb. After this confrontation in 1313 Uguccione della Faggiola destroyed the Lucca countryside, arriving several times under the walls of Lucca. Then he proposed an armistice to Ripafratta asking for the return of the occupied castles, but the people of Lucca, by voice of Bonturo Dati, declared that they would return all the castles except that of Asciano, remembering the mirrors posted. To this statement Banduccio Bonconti replied that within 8 days the Pisan women would have dozens of mirrors. Then Uguccione gathered 400 knights and 10,000 infantrymen who made them enter the territory of Lucca from the San Giuliano Terme pass and from there they began to raid all the villages they encountered until they reached the Lucca walls on 18 December of the same year. Meanwhile, the people of Lucca revolted against Bonturo Dati who had to go into exile and the siege ended. The Pisans regained possession of all the castles then occupied by the people of Lucca, including that of Asciano. In 1314 Uguccione had the castles of Asciano, Pontasserchio, Avane, Castiglione and Molina di Quosa demolished, because every time they were conquered they were a strong concern for Pisa. However, the castle of Asciano was rebuilt shortly afterwards on the plain at the intersection of the current via delle Sorgenti and via dei Condotti. The new castle repelled an attack by Emperor Charles IV of Bohemia, taking over 40 prisoners. Unfortunately it was partially destroyed by the Florentines at the beginning of the sixteenth century when they used artillery for attacks, and once Pisa was conquered they no longer had any interest in keeping it efficient.<\/p>\n<p>Meanwhile, the population of Asciano had expanded and included many residential areas following the Lungo road<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/asciano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":6},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4639909,43.74725]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3805,"name":"Monte Pisano Store","description":"<h6 class=\"mkdf-subtitle\">Lavoriamo insieme per creare un ambiente attraente per i residenti e i turisti.<\/h6>\n<h6 class=\"mkdf-subtitle\">La rete facilita e sostiene le attivit\u00e0 delle piccole imprese che ne fanno parte, valorizza le capacit\u00e0 dei suoi componenti, propone ospitalit\u00e0, servizi e prodotti di un intero territorio.<\/h6>\n","modified":"2019-11-22T09:47:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/esternimontepi-1024x662.jpeg","id":3808,"caption":"esternimontepi"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/montepisanostore-1024x768.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[21,261]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.montepisano.travel"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3805","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3805&action=edit","translations":{"en":{"id":3813,"name":"Monte Pisano Store","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/monte-pisano-store\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3813","description":"<h6 class=\"mkdf-subtitle\">We work together to create an attractive environment for residents and tourists.<\/h6>\n<h6 class=\"mkdf-subtitle\">\nThe network facilitates and supports the activities of small businesses that are part of, It enhances the capacity of its members, It offers hospitality, services and products of an entire area.<\/h6>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/monte-pisano-store\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 050 7846847","contact:email":"info@montepisano.travel","opening_hours":"","capacity":"","sequence":7},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.442056099999945,43.7628579]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3835,"name":"Piazza dei Miracoli","description":"<p>A differenza di altre citt\u00e0, il Duomo non sorge nel mezzo del centro storico, ma in una zona decentrata, pi\u00f9 precisamente l&#8217;angolo nord-ovest. Tale scelta deriva sia dall&#8217;espansione della vecchia citt\u00e0 altomedioevale, molto pi\u00f9 piccola e quindi come segno di potere, sia perch\u00e9 vicino all&#8217;arcivescovado e costruito sopra una precedente chiesa sempre intitolata a Santa Maria. Il mantenimento, insieme a quello del complesso monumentale, \u00e8 affidato fin dai tempi della sua costruzione all&#8217;Opera della Primaziale Pisana. I monumenti della piazza secondo alcuni sono disposti secondo lo schema della Bilancia zodiacale di cui la Torre \u00e8 il fulcro<\/p>\n<p>La piazza \u00e8 pedonalizzata ed \u00e8 ricoperta da un grande prato. Assunse l&#8217;aspetto definitivo solo nel XIX secolo, soprattutto ad opera dell&#8217;architetto Alessandro Gherardesca, che demol\u00ec alcune costruzioni preesistenti, innalz\u00f2 la nuova residenza capitolare (abbattuta nel 1863) e si interess\u00f2 al restauro dei celebri monumenti.<br \/>\nLe edificazioni nella piazza non nascono nel medioevo. Sappiamo infatti che fu utilizzata gi\u00e0 dal periodo etrusco e sicuramente in quello romano[3]. Infatti l&#8217;Ozzeri scorreva a ridosso della parte nord, mentre ad est si trovava un porto fluviale. L&#8217;intera area era un declivio verso, appunto, l&#8217;area portuale. Di epoca romana sono state ritrovate le fondamenta e parti di mosaico pavimentale di due domus nell&#8217;area tra la Cattedrale e il Campo Santo.[3] Successivamente la piazza si trasforma dall&#8217;uso civile a quello sacro, probabilmente con la caduta dell&#8217;Impero romano d&#8217;Occidente e la contrazione della civitas. \u00c8 forse in questo periodo che il terreno viene approssimativamente appianato. Al periodo longobardo risalgono numerose sepolture su tutto il piazzale.<\/p>\n<p>In epoca altomedioevale fu edificata una chiesa, intorno al X secolo, che si suppone fosse intitolata a Santa Maria. Tale chiesa era dotata di un battistero a s\u00e9 stante. Recenti scavi archeologici hanno mostrato come tale chiesa effettivamente sia esistita, ma mai completata. Un edificio di forma ottagonale le cui fondamenta si conservano all&#8217;interno del chiostro del Campo Santo, che era ritenuto essere il battistero di questa prima cattedrale \u00e8 stato invece fatto risalire al XIV secolo e quindi facente parte del Campo Santo stesso in una delle sue differenti fasi di costruzione.<\/p>\n<p>La piazza per come la conosciamo inizia ad avere forma nel 1063 (1064 secondo il calendario in stile pisano vigente all&#8217;epoca) quando viene fondato il nuovo duomo della citt\u00e0 intitolato a Santa Maria Maggiore. Tale opera fu finanziata grazie all&#8217;impresa militare pisana in Sicilia, ai danni dei musulmani, guidata da Giovanni Orlandi appartenente alla famiglia Orlandi. All&#8217;epoca la zona rimaneva al di fuori delle mura per le quali era previsto un ampliamento realizzato poi nel 1156 dal console Cocco Griffi. Tre anni prima delle mura inizia anche la costruzione del nuovo Battistero, stavolta posto di fronte alla chiesa e con un diametro pari alla larghezza della facciata del duomo. La porta d&#8217;accesso delle mura \u00e8 la Porta del Leone, che si configura come uno dei principali punti d&#8217;accesso alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Tale porta \u00e8 aperta nell&#8217;angolo nord ovest della piazza in una piccola area maggiormente fortificata e protetta da tre torri: Santa Maria, del Leone e di Catallo. Nel 1173 si inizia la costruzione del campanile. Verso la fine di questo secolo si inizia anche la costruzione della residenza dei canonici a sud del campanile, chiudendo cos\u00ec la piazza sul lato est. La piazza viene poi delimitata a sud dall&#8217;edificio dello Spedale Nuovo di Santo Spirito (occupato adesso dal museo delle sinopie) nel 1257 ed a nord, a ridosso delle mura, dal Campo Santo (1277).<\/p>\n<p>La disposizione dei tre principali edifici, le loro relazioni spaziali, la particolare configurazione e volumetria del Battistero sono oggetto di studio interdisciplinare, fra architettura, geometria, teologia<\/p>\n<p>Il volto della piazza cambia profondamente durante il dominio mediceo della citt\u00e0: la Porta del Leone viene chiusa per sempre e l&#8217;area davanti a tale accesso viene concessa alla comunit\u00e0 ebraica per il loro cimitero; viene aperta una nuova porta chiamata, per l&#8217;appunto, Porta Nuova sul lato ovest della piazza lungo la strada davanti all&#8217;ospedale. Quest&#8217;ultimo viene totalmente modificato in stile fiorentino, perdendo ogni connotazione gotica originale.<\/p>\n<p>Durante tutto il periodo mediceo e lorenese furono edificati diversi edifici negli spazi liberi: venne costruito un altro edificio dei canonici a nord del campanile e quello a sud venne ampliato con la chiesa di San Ranierino e la casa dei Battezieri; il campanile stesso fu circondato da un muretto di collegamento tra i due edifici vicini; a ovest del Battistero vi era la casa dell&#8217;ortolano e il recinto del suo orto; sempre ad ovest, adiacente alle mura, c&#8217;era la Dogana, essa pure con il suo piccolo orto; a nord, tra il Campo Santo e la porta del Leone vi era la casa del becchino. Altri piccoli edifici sorgevano poi nell&#8217;area a sud della Cattedrale.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;intervento di Alessandro Gherardesca, che contribu\u00ec alla formazione della piazza per come si presenta oggi, alla fine del XIX secolo si decise un ripristino alle presunte condizioni originali: pian piano vennero abbattuti tutti gli edifici sorti durante il dominio mediceo-lorenese dando cos\u00ec respiro alla piazza.<br \/>\nLe ultime modifiche che vi sono state apportate si hanno solo all&#8217;inizio del XX secolo durante l&#8217;epoca fascista con il monumento alla Lupa di Roma nel pratino a nord del campanile, i diciassette cipressi piantati lungo l&#8217;estremit\u00e0 est della piazza in memoria di altrettanti militanti fascisti deceduti e l&#8217;apertura di due portelli ai fianchi di Porta Nuova. La colonna che sorregge la lupa proveniva dalla vicina cisterna demolita nel secolo precedente.<\/p>\n<p>Fra il 1912 e il 1952 la piazza fu interessata dalla presenza dei binari e di una fermata dedicata della rete tranviaria di Pisa: il cosiddetto &#8220;trammino&#8221;<\/p>\n<p>Nel 2007 fu affidato, in conclusione ad una gara internazionale svoltasi in due fasi, a David Chipperfield il pi\u00f9 importante progetto dei 19 contenuti all&#8217;interno del PIUSS, riguardante l&#8217;area adiacente dell&#8217;ospedale Santa Chiara . La realizzazione era prevista entro il 2015 ma a causa dei ritardi del trasferimento di tutte le funzioni dell&#8217;ospedale presente verso quello di Cisanello al 2018 non \u00e8 ancora iniziato ancora alcun lavoro.<\/p>\n<p>La disposizione dei monumenti, sebbene edificati in diverse epoche, non \u00e8 casuale: essi fanno parte di uno stesso progetto che includeva fin dall&#8217;inizio la chiesa, il battistero e il campanile secondo uno schema ben preciso. Quale esso fosse \u00e8 ancora oggetto di studi: alcuni ci ritrovano costellazioni (la Bilancia)[1], altri invece riferimenti alla latitudine e longitudine. Diversamente invece Campo Santo e Spedale di Santo Spirito che furono costruiti come &#8220;cornice&#8221; alla piazza per assolvere ad alcuni obblighi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cuore del complesso \u00e8 la Primaziale. Fondata nel 1063 e dedicata a Santa Maria Assunta, ma inizialmente nota come Santa Maria Maggiore, \u00e8 una chiesa a cinque navate col transetto a tre navate: architettonicamente \u00e8 composta da tre basiliche (corpo centrale e i due transetti). Non \u00e8 consacrata come basilica (l&#8217;unica basilica di Pisa \u00e8 San Piero a Grado). Essa \u00e8 anche il Duomo di Pisa, essendone la chiesa principale e sede arcivescovile, quindi una Cattedrale. Nel caso particolare di Pisa, essendo stato conferito il titolo di Primate di Corsica e Sardegna all&#8217;arcivescovo Daiberto da Papa Urbano II nel 1092, il Duomo di Pisa \u00e8 una Primaziale. Tale onorificenza rimane oggi soltanto formale.<\/p>\n<p>Cominciata nel 1063 dall&#8217;architetto Buscheto, ha dato origine al distintivo stile Romanico pisano. La ricchissima decorazione comprende marmi multicolori, mosaici (importantissimo quello del catino absidale, eseguito da varie maestranze fra cui Cimabue) e numerosi oggetti di bronzo provenienti dal bottino di guerra, fra cui il Grifone utilizzato come acroterio est del tetto. Gli archi a profilo acuto fanno riferimento ad influenze musulmane e del meridione d&#8217;Italia, soprattutto la seconda Abbazia di Montecassino.<\/p>\n<p>Le porte sulla facciata in bronzo massiccio furono fuse da vari artisti riconducibili alla scuola di Fra Domenico Portigiani nel XVII secolo. Esse vengono a sostituire le originali porte distrutte dall&#8217;incendio che devast\u00f2 gran parte dell&#8217;interno della chiesa nel 1595. L&#8217;unica porta originale salvatasi \u00e8 la cosiddetta Porta di San Ranieri, situata di fronte al campanile: essa venne fusa intorno al 1180 da Bonanno Pisano.<\/p>\n<p>L&#8217;interno \u00e8 rivestito di marmi bianchi e neri, ha un soffitto a cassettoni dorati e alcuni affreschi. Fu ampiamente ridecorato dopo l&#8217;incendio del 1595, che distrusse la maggior parte delle opere medievali; furono aggiunti allora gli altari laterali e i grandi dipinti lungo le pareti delle navate laterali.<\/p>\n<p>L&#8217;impressionante mosaico absidale del 1302, del Cristo in Maest\u00e0, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista, generalmente attribuito a Cimabue (ma che fu autore solo del San Giovanni), sopravvisse comunque all&#8217;incendio. La cupola in legno strutturale, all&#8217;intersezione della navata e del transetto, dall&#8217;inusitato profilo ellittico, fu decorata da Riminaldi con l&#8217;Assunzione della Vergine. La leggenda vuole che Galileo abbia formulato la sua teoria sull&#8217;isocronismo del pendolo guardando l&#8217;oscillazione del lampadario per incenso che scendeva dal soffitto della navata. Il lampadario presente tutt&#8217;oggi, noto come Lampada di Galileo, non \u00e8 quello che vide all&#8217;epoca lo scienziato, ma risale a qualche anno dopo. L&#8217;originale lampada, molto pi\u00f9 piccola e semplice (e che quindi poteva oscillare col vento), \u00e8 oggi presente nel Campo Santo all&#8217;interno della cappella Aulla. Le impressionanti colonne granitiche in stile corinzio fra la navata e l&#8217;abside provengono dalla moschea di Palermo, bottino della battaglia nella Cala dai Pisani nel 1063.<\/p>\n<p>Il pergamo, capolavoro di Giovanni Pisano (1302-1310), sopravvissuto all&#8217;incendio, fu per\u00f2 smontato durante i lavori di restauro e non fu rimontato fino al 1926. Mostra nove scene del Nuovo Testamento, in formelle convesse, e si articola con grande libert\u00e0 nello spazio, costituendo un progresso formale notevolissimo rispetto ai pergami di Siena e del Battistero di Pisa, opera di Nicola Pisano, padre di Giovanni. Non essendoci documentazione di come fosse il pergamo prima dello smantellamento, esso \u00e8 stato ricostruito in una posizione diversa da quella originaria e, sicuramente, con le parti non nello stesso ordine e orientamento di come era stato pensato. \u00c8 assai probabile che la sua posizione originaria fosse vicino l&#8217;altare maggiore, addossato al coro, anch&#8217;esso sparito durante le ristrutturazioni. Quest&#8217;ultimo si trovava nella zona sotto alla cupola e il cui pavimento, in mosaico cosmatesco si \u00e8 conservato ai nostri giorni. Tale coro doveva assomigliare a quello della Basilica di San Clemente a Roma. Altri frammenti di pavimentazione cosmatesca si trovano sotto i marmi seicenteschi, nel particolare nella cappella della Madonna di Sotto gli Organi.<\/p>\n<p>Parte integrante della Cattedrale erano i sarcofagi di epoca romana riutilizzati come sepolture di nobili ed eroi il primo, e pi\u00f9 bello, dei quali era quello utilizzato per la sepoltura di Beatrice di Lotaringia madre di Matilde di Canossa, morta nel 1076. I sarcofagi furono tutti traslati tra il XVIII e il XIX secolo in Campo Santo con l&#8217;eccezione di quello di Buscheto, tuttora presente in facciata.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio, come la torre campanaria, \u00e8 sprofondato percettibilmente nel suolo, e alcuni dissesti nella costruzione sono ben visibili, come le differenze di livello tra la navata di Buscheto e il prolungamento ad opera di Rainaldo (le campate verso ovest e la facciata).<\/p>\n<p>Battistero<\/p>\n<p>Il Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, s&#8217;innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo. L&#8217;edificio fu iniziato a met\u00e0 del XII secolo: &#8220;1153 Mense Augusti fundata fuit haec&#8230;&#8221; (Nel mese di agosto 1153 fu fondata&#8230;). Sostituisce un precedente battistero, pi\u00f9 piccolo, che si trovava a nord della Cattedrale. Fu costruito inizialmente in stile romanico da Diotisalvi e nella struttura originaria, voleva essere un misto tra l&#8217;Anastasis del Santo Sepolcro in Gerusalemme e la Moschea d&#8217;Omar, sempre in Gerusalemme e ritenuta all&#8217;epoca il Tempio di Salomone.<\/p>\n<p>Presenta una curiosa cupola troncoconica, come quella della chiesa degli Ospitalieri a Pisa, che copre solo il giro interno di pilastri (la tecnica costruttiva per una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni, come a Firenze, era quasi ignota): originariamente la parte superiore era aperta lasciando un osculo, ma a differenza del Pantheon, da cui entrava la pioggia per andare a riempire la fonte battesimale, qui era solo simbolico, dato che il fonte \u00e8 privo di scarichi per l&#8217;acqua.<\/p>\n<p>In epoca posteriore la cupola fu mascherata da un&#8217;altra calotta emisferica e l&#8217;osculo fu chiuso. Rimase incompiuto fino al XIV secolo, quando la loggia, il piano superiore e la cupola furono terminati in stile gotico da Nicola Pisano e il figlio Giovanni, modificando quindi il progetto di Diotisalvi. La struttura \u00e8 fortemente simbolica, infatti al suo interno presenta: 12 colonne come il numero degli apostoli; una fonte battesimale a 8 lati, numero che indica il giorno non creato, posta su 3 scalini, a simbolo del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. \u00c8 il pi\u00f9 grande battistero in Italia: la sua circonferenza misura 107.25 m.<\/p>\n<p>L&#8217;interno, sorprendentemente semplice e privo di decorazioni, ha inoltre una eccezionale acustica (\u00e8 famoso in tutto il mondo l&#8217;eco che si forma e che ricorda il suono dell&#8217;organo). Spicca il pulpito, scolpito fra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano. Le scene sul pulpito e specialmente la figura dell&#8217;Ercole nudo e di Marina (nel bassorilievo con i 3 magi) mostrano bene come l&#8217;influsso classico rendesse Nicola un precursore del Rinascimento.<\/p>\n<p>Campanile<br \/>\nIl campanile<br \/>\nMagnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Torre di Pisa.<\/p>\n<p>La Torre di Pisa \u00e8 la pi\u00f9 famosa torre pendente del mondo, nonch\u00e9 un monumento universalmente noto. Iniziata nel 1173, cominci\u00f2 a inclinarsi sul lato prima che fosse completato il terzo ordine (1274), per via del suolo di limo sabbioso sul quale poggiano le fondazioni poco profonde, di solo tre metri. La costruzione continu\u00f2 comunque fino al completamento nel 1350, quando fu ultimata la cella campanaria e vi furono poste le sette campane, essendo la torre il campanile della cattedrale. Sei degli otto piani sono circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale. L&#8217;altezza \u00e8 di circa 56 metri (nella parte di contropendenza), la pendenza di circa cinque metri rispetto alla verticale nel punto pi\u00f9 alto. In seguito ai restauri della fine del Novecento, che ne hanno assestato la pendenza, \u00e8 stata riaperta al pubblico, seppure con un accesso limitato e controllato.<\/p>\n<p>Non si conoscono con esattezza i vari architetti che hanno lavorato al campanile. Per anni era stato attribuita a Bonanno Pisano, negli stessi anni autore delle porte bronzee del Duomo, ma studi recenti confutano questa ipotesi e la attribuiscono piuttosto a Diotisalvi, gi\u00e0 autore del Battistero. Pare altres\u00ec che la cella campanaria sia stata opera di Giovanni Pisano nelle vesti, stavolta, di capomastro dell&#8217;Opera.<br \/>\nCampo Santo<br \/>\nMagnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Camposanto monumentale di Pisa.<br \/>\nCampo Santo<\/p>\n<p>Il Campo Santo, noto anche come Camposanto monumentale o Camposanto vecchio, si trova al limite nord della Piazza. Si tratta essenzialmente di un cimitero cinto da mura. Si dice, secondo uno schema di leggenda di fondazione tipica di altri edifici simili in tutta Europa, che il Campo Santo sia nato intorno ad uno strato di terra portato dalla Terrasanta via nave dopo la Terza Crociata dall&#8217;arcivescovo Ubaldo Lanfranchi nel XII secolo.<\/p>\n<p>La sua struttura, iniziata nel 1278 da Giovanni di Simone, \u00e8 quella di un chiostro oblungo in stile gotico fiorito, che per\u00f2 non fu completato fino al 1464, a causa della crisi provocata della sconfitta pisana nella battaglia della Meloria avvenuta nel 1284. Il muro esterno \u00e8 composto di 43 archi ciechi con due porte.<\/p>\n<p>I muri erano una volta affrescati: il primo affresco fu eseguito nel 1360, l&#8217;ultimo circa tre secoli pi\u00f9 tardi. Le Storie dell&#8217;Antico testamento di Benozzo Gozzoli (XV secolo) si trovavano nella galleria nord, mentre quella sud era famosa per le Storie della Genesi di Piero di Puccio (fine del XV secolo). L&#8217;affresco pi\u00f9 interessante \u00e8 il realistico Trionfo della Morte, opera di Buonamico Buffalmacco.<\/p>\n<p>Il 27 luglio 1944 una scheggia di bomba alleata provoc\u00f2 un inizio di incendio il quale, non potendo essere spento rapidamente a causa delle cisterne sotto vigilanza militare, fece scaturire un vero e proprio incendio che bruci\u00f2 le travi in legno del tetto del Campo Santo il quale collass\u00f2 arrecando ingenti danni alle opere custodite. Il piombo della copertura del tetto, fuso dal calore, danneggi\u00f2 gli affreschi in modo gravissimo. Dal 1945 ad oggi sono ancora in corso lavori di restauro, che fra l&#8217;altro hanno portato al recupero delle preziose sinopie oggi esposte nel Museo delle Sinopie, situato nell&#8217;antico ospedale del XIII secolo a sud della piazza.<br \/>\nAltri edifici<\/p>\n<p>Il complesso monumentale della piazza comprende altri tre edifici di particolare importanza.<\/p>\n<p>L&#8217;ex-Spedale di Santo Spirito, edificato probabilmente sotto la direzione di Giovanni di Simone nel 1257 fu voluto da papa Alessandro. La struttura rettangolare fu creata per chiudere a sud la piazza. Pesantemente modificato negli anni, soprattutto durante il periodo di dominazione medicea, durante il quale vennero a perdersi le connotazioni gotiche, \u00e8 arrivato fino a noi come parte dell&#8217;attuale ospedale di Santa Chiara. Alcune aree dell&#8217;antico ospedale sono state date in gestione a terzi: una parte per anni \u00e8 stata utilizzata da un istituto di credito locale, mentre un&#8217;altra, quella centrale, fu restaurata e parzialmente ripristinata nella sua forma originale per accogliere il Museo delle sinopie (1979). Internamente sono ancora visibili le pareti dipinte a righe orizzontali bianche e nere, richiamando i marmi degli edifici sacri in romanico pisano, e le nicchie al pian terreno. La struttura superiore, che all&#8217;epoca dell&#8217;ospedale era in legno e serviva ai medici per assistere a distanza i malati di peste, chiaramente non esiste pi\u00f9. Del soffitto pre-restauri \u00e8 rimasto solo un piccolo pezzo, il resto fu rifatto in stile moderno.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio che chiude la piazza ad est ha una storia molto complessa. Nato come residenza dei canonici del Duomo nel XII secolo conserva ben poco di questo periodo, essenzialmente una struttura a torre che oggi fa parte dell&#8217;angolo sud-est dell&#8217;edificio stesso e che reca nella sua pianta bassa delle volte affrescate con Ges\u00f9 Cristo e i simboli degli evangelisti. Varie furono le modifiche e le espansioni fatte negli anni, tra le quali l&#8217;aggiunta della chiesetta di San Ranierino (poi demolita nel XIX secolo) e, nel XVII secolo, la trasformazione dell&#8217;edificio in seminario diocesano. Nel 1784, col trasferimento del seminario, il palazzo pass\u00f2 a mani private diventando un&#8217;accademia di belle arti. Nel 1887 infine l&#8217;edificio torn\u00f2 ad una gestione religiosa divenendo un convento di suore di clausura. Infine, nel 1989, il palazzo fu acquistato dall&#8217;Opera del Duomo per trasformarlo definitivamente in museo, in modo da poter raccogliere le opere d&#8217;arte che fino ad allora erano custodite nei magazzini della fabbriceria.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo edificio di interesse si trova nel lato nord-est lungo le mura, a continuazione del Campo Santo, e si tratta del Palazzo dell&#8217;Opera del Duomo. Tale edificio, anch&#8217;esso molto modificato nei secoli, conserva parti antiche unite a moderne. Con lo spostamento degli uffici amministrativi e del Capitolo della Primaziale, dal 2014 parte del primo piano \u00e8 diventata visitabile e viene utilizzata per mostre temporanee. Nell&#8217;ingresso principale \u00e8 possibile vedere una pianta del complesso datata 1917 assieme ad alcune foto d&#8217;epoca. Altre parti visitabili sono nella libreria e nella biglietteria dove risultano ancora visibili parti di affreschi o bozzetti sulle pareti e qualche bassorilievo, oltre alla struttura muraria originaria.<\/p>\n","modified":"2019-11-28T13:47:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG_3008-e1574425604746-768x1024.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3835","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3835&action=edit","translations":{"en":{"id":3837,"name":"Miracles' square","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/miracles-square\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3837","description":"<p>Cathedral<\/p>\n<p>The heart of the Piazza del Duomo is the Duomo, the medieval cathedral of the Archdiocese of Pisa, dedicated to Santa Maria Assunta (St. Mary of the Assumption). The cathedral has two aisles on either side of the nave. The transept consists of three aisles. The church is known also as the Primatial, the archbishop of Pisa being a Primate since 1092.<\/p>\n<p>Its construction began in 1064 by the architect Buscheto. It set the model for the distinctive Pisan Romanesque style of architecture. The mosaics of the interior, as well as the pointed arches, show a strong Byzantine influence.<\/p>\n<p>The fa\u00e7ade, of grey marble and white stone set with discs of coloured marble, was built by a master named Rainaldo, as indicated by an inscription above the middle door: Rainaldus prudens operator.<\/p>\n<p>The massive bronze main doors were made in the workshops of Giambologna, replacing the original doors destroyed in a fire in 1595. The original central door was of bronze, made around 1180 by Bonanno Pisano, while the other two were probably of wood. However, worshippers have never used the fa\u00e7ade doors to enter, instead entering by way of the Porta di San Ranieri (St. Ranieri&#8217;s Door), in front of the Leaning Tower, built around 1180 by Bonanno Pisano.<br \/>\nPisa Cathedral with the Leaning Tower of Pisa<\/p>\n<p>Above the doors are four rows of open galleries with, on top, statues of Madonna with Child and, on the corners, the Four evangelists.<\/p>\n<p>Also in the fa\u00e7ade is found the tomb of Buscheto (on the left side) and an inscription about the foundation of the Cathedral and the victorious battle against the Saracens.<\/p>\n<p>At the east end of the exterior, high on a column rising from the gable, is a modern replica of the Pisa Griffin, the largest Islamic metal sculpture known, the original of which was placed there probably in the 11th or 12th century, and is now in the Cathedral Museum.<\/p>\n<p>The interior is faced with black and white marble and has a gilded ceiling and a frescoed dome. It was largely redecorated after a fire in 1595, which destroyed most of the Renaissance art works.<\/p>\n<p>The impressive mosaic of Christ in Majesty, in the apse, flanked by the Blessed Virgin and St. John the Evangelist, survived the fire. It evokes the mosaics in the church of Monreale, Sicily. Although it is said that the mosaic was done by Cimabue, only the head of St. John was done by the artist in 1302, his last work, since he died in Pisa the same year. The cupola, at the intersection of the nave and transept, was decorated by Riminaldi showing the assumption of the Blessed Virgin.<br \/>\nPisa Cathedral interior and Galileo&#8217;s Lamp<\/p>\n<p>Galileo is believed to have formulated his theory about the movement of a pendulum by watching the swinging of the incense lamp (not the present one) hanging from the ceiling of the nave. That lamp, smaller and simpler than the present one, is now kept in the Camposanto, in the Aulla chapel.<\/p>\n<p>The granite Corinthian columns between the nave and the aisle came originally from the mosque of Palermo, captured by the Pisans in 1063.<\/p>\n<p>The coffer ceiling of the nave was replaced after the fire of 1595. The present gold-decorated ceiling carries the coat of arms of the Medici.<\/p>\n<p>The elaborately carved pulpit (1302\u20131310), which also survived the fire, was made by Giovanni Pisano, a masterwork of medieval sculpture. Having been packed away during the redecoration, it was not rediscovered and restored until 1926. The pulpit is supported by plain columns (two of which are mounted on lion&#8217;s sculptures) on one side and by caryatids and a telamon on the other: the latter represent St. Michael, the Evangelists, the four cardinal virtues flanking the Church, and a bold, naturalistic depiction of a naked Hercules. A central plinth with the liberal arts supports the four theological virtues.<br \/>\nPulpit<\/p>\n<p>The present-day pulpit is a reconstruction of the original. It does not lie in its original position, which was nearer the main altar, and the columns and panels are not original. The original stairs (perhaps of marble) were lost.<\/p>\n<p>The upper part has nine narrative panels showing scenes from the New Testament, carved in white marble with a chiaroscuro effect and separated by figures of prophets: the Annunciation, the Massacre of the Innocents, the Nativity, Adoration of the Magi, the Flight into Egypt, the Crucifixion, and two panels of the Last Judgement.<\/p>\n<p>The church also contains the bones of St. Ranieri, Pisa&#8217;s patron saint, and the tomb of Holy Roman Emperor Henry VII, carved by Tino da Camaino in 1315. That tomb, originally in the apse just behind the main altar, was disassembled and moved many times over the centuries for political reasons. While the sarcophagus is still in the Cathedral, some of the statues were put in the Camposanto or in the top of the church&#8217;s fa\u00e7ade. The original statues are now in the Museum of the Opera del Duomo.<\/p>\n<p>Pope Gregory VIII was also buried in the cathedral. The fire of 1595 destroyed his tomb.<\/p>\n<p>The Cathedral has a prominent role in determining the beginning of the Pisan New Year. Between the tenth century and 1749, when the Tuscan calendar was reformed, Pisa used its own calendar, in which the first day of the year was March 25, the feast day of the Annunciation of Mary. Years were counted such that the Pisan New Year begins 9 months before the ordinary one. The exact moment is determined by a ray of sun that, through a window on the left side, falls on an egg-shaped marble, just above the pulpit by Giovanni Pisano; this occurs at noon.<\/p>\n<p>Some relics brought back during the Crusades can also be found in the Cathedral: alleged remains of three Saints (Abibo, Gamaliel, and Nicodemus), and a vase that is said to be one of the jars of Cana.<\/p>\n<p>The building, as have several in Pisa, has tilted slightly since its construction, though not nearly to the extent of the nearby Tower.<\/p>\n<p>Baptistery<\/p>\n<p>The Baptistery, dedicated to St. John the Baptist, stands opposite the west end of the Duomo. The round Romanesque building was begun in the mid 12th century: 1153 Mense August fundata fuit haec (&#8220;In the month of August 1153 was set up here&#8230;&#8221;). It was built in Romanesque style by an architect known as Diotisalvi (&#8220;God Save You&#8221;), who worked also in the church of the Holy Sepulchre in the city. His name is mentioned on a pillar inside, as Diotosalvi magister. the construction was not, however, finished until the 14th century, when the loggia, the top storey and the dome were added in Gothic style by Nicola Pisano and Giovanni Pisano.<\/p>\n<p>It is the largest baptistery in Italy, with a circumference measuring 107.25 m. Taking into account the statue of St. John the Baptist (attributed to Turino di Sano) atop the dome, it is even a few centimetres taller than the Leaning Tower.<\/p>\n<p>The portal, facing the fa\u00e7ade of the cathedral, is flanked by two classical columns, while the inner jambs are executed in the Byzantine style. The lintel is divided into two tiers, the lower one depicting several episodes in the life of St. John the Baptist, and the upper one showing Christ between the Madonna and St. John the Baptist, flanked by angels and the evangelists.<\/p>\n<p>The immensity of the interior is overwhelming, but it is surprisingly plain and lacking in decoration. It has notable acoustics also.<\/p>\n<p>The octagonal baptismal font at the centre dates from 1246 and was made by Guido Bigarelli da Como. The bronze sculpture of St. John the Baptist at the centre of the font is a remarkable work by Italo Griselli.<\/p>\n<p>The pulpit was sculpted between 1255-1260 by Nicola Pisano, father of Giovanni Pisano, the artist who produced the pulpit in the Duomo. The scenes on the pulpit, and especially the classical form of the naked Hercules, show at best Nicola Pisano&#8217;s abilities as the most important precursor of Italian renaissance sculpture by reinstating antique representations. Therefore, surveys of the Italian Renaissance usually begin with the year 1260, the year that Nicola Pisano dated this pulpit<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Campanile-<br \/>\nLeaning Tower of Pisa<\/p>\n<p>The campanile (bell tower), commonly known as the Leaning Tower of Pisa, is located behind the cathedral. The last of the three major buildings on the piazza to be built, construction of the bell tower began in 1173 and took place in three stages over the course of 177 years, with the bell-chamber only added in 1372. Five years after construction began, when the building had reached the third floor level, the weak subsoil and poor foundation led to the building sinking on its south side. The building was left for a century, which allowed the subsoil to stabilise itself and prevented the building from collapsing. In 1272, to adjust the lean of the building, when construction resumed, the upper floors were built with one side taller than the other. The seventh and final floor was added in 1319. By the time the building was completed, the lean was approximately 1 degree, or 80 cm (2.5 feet) from vertical. At its greatest, measured prior to 1990, the lean measured approximately 5.5 degrees. As at 2010, the lean was reduced to approximately 4 degrees.<\/p>\n<p>The tower stands approximately 60 m high, and was built to accommodate a total of seven main bells, cast to the musical scale:<\/p>\n<p>L&#8217;Assunta, cast in 1654 by Giovanni Pietro Orlandi, weight 3,620 kg (7,981 lb)<br \/>\nIl Crocifisso, cast in 1572 by Vincenzo Possenti, weight 2,462 kg (5,428 lb)<br \/>\nSan Ranieri, cast in 1719\u201321 by Giovanni Andrea Moreni, weight 1,448 kg (3,192 lb)<br \/>\nLa Terza, the first small bell, cast in 1473, weight 300 kg (661 lb)<br \/>\nLa Pasquereccia or La Giustizia, cast in 1262 by Lotteringo, weight 1,014 kg (2,235 lb)<br \/>\nIl Vespruccio, the second small bell, cast in the 14th century and again in 1501 by Nicola di Jacopo, weight 1,000 kg (2,205 lb)<br \/>\nDal Pozzo, cast in 1606 and again in 2004, weight 652 kg (1,437 lb)<\/p>\n<p>There are 296 steps leading to the top of the tower.<\/p>\n<p>Camposanto Monumentale<\/p>\n<p>The Camposanto Monumentale (Monumental Cemetery), also known as Campo Santo or Camposanto Vecchio (Old Cemetery), is located at the northern edge of the square. This walled cemetery is said to have been built around a shipload of sacred soil from Calvary, brought back to Pisa from the Fourth Crusade by Ubaldo de&#8217; Lanfranchi, the archbishop of Pisa in the 12th century. This is where the name Campo Santo (Holy Field) originates.<\/p>\n<p>The building itself dates from a century later and was erected over the earlier burial ground. The building of this huge, oblong Gothic cloister began in 1278 by the architect Giovanni di Simone. He died in 1284 when Pisa suffered a defeat in a naval battle of Meloria against the Genoans. The cemetery was only completed in 1464. The outer wall is composed of 43 blind arches. There are two doorways. The one on the right is crowned by a gracious Gothic tabernacle and contains the Virgin Mary with Child surrounded by four saints. It is the work from the second half of the 14th century by a follower of Giovanni Pisano. Most of the tombs are under the arcades, although a few are on the central lawn. The inner court is surrounded by elaborate round arches with slender mullions and plurilobed tracery.<\/p>\n<p>The Camposanto Monumentale once contained a large collection of Roman sculptures and sarcophagi, but now there are only 84 remaining. The walls were once covered in frescoes, the first were applied in 1360, the last about three centuries later. The Stories of the Old Testament by Benozzo Gozzoli (c. 15th century) were situated in the north gallery, while the south arcade was famous for the Stories of the Genesis by Piero di Puccio (c. late 15th century). The most remarkable fresco is The Triumph of Death, a realistic work by Buonamico Buffalmacco. On 27 July 1944, incendiary bombs dropped by Allied aircraft set the roof of the building on fire and covered them in molten lead, all but destroying them. Since 1945, restoration works have been going on and now the Campo Santo has been brought back to its original state.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ospedale Nuovo di Santo Spirito<\/p>\n<p>The Ospedale Nuovo di Santo Spirito (New Hospital of Holy Spirit) is located on the southeast corner of the square. Built in 1257 by Giovanni di Simone over a preexisting smaller hospital, the function of this hospital was to help pilgrims, poor, sick people, and abandoned children by providing a shelter. The name of the hospital was later changed to Ospedale della Misericordia (Hospital of Mercy) or di Santa Chiara (Sant Claire), which was the name of the small church included in the complex.<\/p>\n<p>The hospital exterior was constructed with brick walls with two-light windows in gothic style; the hospital interior was painted in two colours, black and white, to imitate the marble colours of the other buildings. In 1562, during the time when the Medici dominated the city, the hospital was restructured according to Florentine renaissance canons; all the doors and windows were modified with new rectangular ones encased in grey sandstone.<\/p>\n<p>Today, the building is no longer entirely a hospital. Since 1976, the middle part of the building contains the Sinopias Museum, where original drawings of the Campo Santo frescoes are kept.<\/p>\n<p>Palazzo dell&#8217;Opera<\/p>\n<p>The Opera Palace is a complex of houses in the north east[clarification needed] corner of the square. They have been built in different periods, with the main building dating back to at least the 14th century and the latest to the 19th century.<\/p>\n<p>Originally these houses belonged to the workmen of the cathedral complex: the tailor, the gardener, the bell ringers, etc., until the 19th century when the administration offices of the Opera della Primaziale were moved in. In the same years the chapter house was also moved inside the complex. In the course of time the complex was rearranged several times but the fa\u00e7ade of the main building still conserves its original aspect.<\/p>\n<p>In the first years of the 21st century the administration offices and the chapter moved again to a nearby palace close to the archbishopric. Only a few rooms on the ground floor are still used as offices for the surveillance and technical staff. After the move, the upper rooms were transformed in a platform for temporary exhibitions (2014). This is the first time people can actually visit those rooms.<\/p>\n<p>The most interesting rooms open to the public are the President room, the Deputation room, the chapel and the Chapter room. Among the closed ones are the &#8220;Loggetta&#8221; room (with frescoes by Agostino Ghirlanda), the &#8220;Scrittoio&#8221; room (with a fresco by Il Sodoma), the &#8220;Viola&#8221; room and the technical room<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/piazza-dei-miracoli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":8},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.394424699999945,43.7226597]}},{"type":"Feature","properties":{"id":4139,"name":"Chiesa Santa Maria della Spina","description":"<p>Di pianta rettangolare, \u00e8 completamente rivestita di marmi policromi. 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Tutte le statue a tutto tondo che si vedono sono copie: dal 1996 gli originali sono raccolti in una sala e nei depositi del Museo nazionale di San Matteo.<\/p>\n","modified":"2019-11-22T12:30:37","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG_3024-1024x768.jpg","id":4142,"caption":"Santa Maria della Spina"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/IMG_3024-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_Santa_Maria_della_Spina"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4139","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=4139&action=edit","translations":{"en":{"id":4145,"name":"Santa Maria della Spina church","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/santa-maria-della-spina-church\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/4145","description":"<p>It has a rectangular plant, with an external facing wholly composed of marble, laid in polychrome bands. 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Storicamente i Salviati, sin dall\u2019inizio del XV secolo, assunsero un ruolo importante nell\u2019economia della Repubblica Fiorentina, svolgendo attivit\u00e0 industriali, quali la produzione e la lavorazione della lana e della seta, commerciali e bancarie, tra cui l\u2019apertura di vari Banchi non solo in Italia ma anche all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il profilo politico svolsero anche un ruolo di grande rilievo, rimanendo a capo della Repubblica Fiorentina, dove ebbero 21 Gonfalonieri e 61 Priori, e furono strettamente legati alla famiglia de\u2019 Medici, con i quali contrassero 7 matrimoni.<br>Uno dei pi\u00f9 rilevanti, fu quello contratto tra Lucrezia, figlia di Lorenzo Il Magnifico, e Jacopo Salviati, con l\u2019obiettivo di riconciliare le due famiglie a seguito dell\u2019uccisione in Piazza Signoria a Firenze, di Francesco Salviati, Arcivescovo di Pisa, che ebbe un ruolo determinante durante la Congiura dei Pazzi. I due si stabilirono a Roma insieme a Papa Leone X, prendendo dimora nel Palazzo Madama, attuale sede del Senato della Repubblica Italiana e sorse anche un ramo romano dei Salviati, di cui 4 furono nominati Cardinali mantenendo cos\u00ec ruoli importanti.<br>Alla fine del \u2018700, la famiglia rischi\u00f2 l\u2019estinzione con il Cardinale Gregorio Salviati.<br>L\u2019ultima discendente Anna Maria, spos\u00f2 il Principe Marcantonio Borghese il cui nipote Scipione riprese il nome e il titolo di Duca Salviati, e dal quale discendono gli attuali membri della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dei secoli XVII e XVIII, nella Tenuta, da una parte veniva praticato l\u2019allevamento di bovini, equini ed ovini allo stato brado su terreni non coltivati e spesso acquitrinosi e paludosi, dall\u2019altra, si estendevano ampi boschi dove si producevano legname e carbone.<\/p>\n\n\n\n<p>Migliarino sub\u00ec una profonda trasformazione nel corso dell\u2019ottocento per opera del Duca Scipione Salviati. Venne bonificata tutta la propriet\u00e0 con opere grandiose di regimentazione delle acque e vennero costruite 30 case coloniche, due Fattorie, la Chiesa, la Scuola, grandi magazzini e la Villa. Tuttavia, una delle opere pi\u00f9 importanti fu la trasformazione di pi\u00f9 di 2000 ettari di bosco in un Parco con prevalenza di pinus pinea, querce, lecci e nelle parti umide sequoie (taxodium disticum) che oggi superano anche i 20\/30 metri di altezza.<\/p>\n\n\n\n<p>La ristrutturazione dei casolari, dai cui sono stati ricavati appartamenti e camere, \u00e8 iniziata nel 1992 ad opera di Martino e Giovanna Salviati. Questi ultimi hanno voluto ricreare un ambiente in cui sentirsi a casa e rilassarsi immersi nel verde. La conduzione della struttura \u00e8 interamente familiare e continua con l\u2019aiuto dei loro 4 figli, Ginevra, Lucrezia, Gherardo e Francesco, i quali, contribuiscono, con le proprie conoscenze ed esperienze, al grande lavoro creato dai loro genitori.<\/p>\n","modified":"2021-07-20T12:16:34","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Fattoria-di-Migliarino.jpg","id":10308,"caption":"Fattoria-di-Migliarino"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/FattoriaMigliarino.jpg","id":10310,"caption":"Fattoria Migliarino"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/FattoriadiMigliarinoSAlviati-1024x684.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/fattoriadimigliarino.it\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/10303","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=10303&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fattoria-di-migliarino\/","addr:street":"Via del Mare","addr:housenumber":" 2","addr:postcode":"56019 ","addr:city":"Migliarino (PI)","contact:phone":"+39 331 3573589","contact:email":"info@fattoriadimigliarino.it","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via del Mare,  2 Migliarino (PI)","sequence":10},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3278289,43.7647695]}},{"type":"Feature","properties":{"id":10295,"name":"Fratelli Urbani Societ\u00e0 Agricola","description":"\n<p>Piccolo agriturismo a conduzione familiare posto sulle prime dolci colline del Monte Pisano versante lucchese.<\/p>\n\n\n\n<p> Produce vini naturali, organizza degustazioni ed offre  una casa vacanze immersa nel verde a contatto delle vigne dove potrete rilassarvi degustando del buon vino.<\/p>\n","modified":"2021-07-20T11:48:56","color":"#8224e3","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fratelli-urbani-montepisano-1024x578.jpg","id":4002,"caption":"fratelli-urbani-montepisano"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fratelli-urbani-vino-pisa-lucca-300x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.fratelliurbani.com\/"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/10295","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=10295&action=edit","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fratelli-urbani-societa-agricola\/","addr:street":"Via per Gattaiola e Meati ","addr:housenumber":"322","addr:postcode":"55100 ","addr:city":"Lucca (Lu)","contact:phone":"+39 348 6608062","contact:email":"socagricolaurbani@gmail.com","opening_hours":"","capacity":"","address":"Via per Gattaiola e Meati , 322 Lucca (Lu)","sequence":11},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.465459,43.829146]}},{"type":"Feature","properties":{"id":10405,"name":"Cucina dello Scompiglio","description":"\n<p>Simpatico angolo della campagna lucchese ad un passo dalle &#8220;Parole d&#8217;Oro&#8221; dell&#8217;Acquedotto monumentale del Nottolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Le proposte della Cucina Dello Scompiglio prendono vita dalle materie prime, provenienti quando possibile dalla parte agricola e dall\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.delloscompiglio.org\/it\/terraeforesta\/orto-biologico.html\">orto biologico della Tenuta<\/a><\/strong>. Verdure e frutta di stagione, appartenenti per lo pi\u00f9 a variet\u00e0 locali, fiori spontanei, erbe \u201cdimenticate\u201d vengono ogni giorno selezionate ed esaltate nelle loro caratteristiche organolettiche\u00a0dall\u2019uso di metodi di cottura e tecniche di lavorazione sia antiche, sia supportate dall\u2019utilizzo di tecnologie e soluzioni contemporanee.\u00a0L\u2019elaborazione delle materie prime avviene nel rispetto della storia legata all\u2019impiego di ciascun ingrediente.\u00a0La cultura gastronomica locale genera in questo modo esiti inaspettati, ma allo stesso tempo connessi alla tradizione. Questa attivit\u00e0 di sperimentazione continua tocca anche l\u2019ambito artistico e si esprime in particolare nella libera reinterpretazione di alcuni dei progetti portati avanti dalla Associazione Culturale Dello Scompiglio. 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