{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":3097,"name":"Antona","description":"<p>Sentieri boschivi consentono il collegamento di Antona con Canevara, Pian della Fioba e San Marcora[2]. \u00c8 inoltre possibile percorrere la \u201cvia della Libert\u00e0\u201d, disseminata di ricordi delle lotte partigiane. Dal centro di Antona si arriva in breve a Pian della Fioba, dove \u00e8 situato l&#8217;orto botanico Pietro Pellegrini dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa in cui si trovano esemplari floreali delle Alpi Apuane. Pi\u00f9 in l\u00e0,oltrepassata la galleria alla Tecchia, si inizia un itinerario che porta al passo del Pitone, utilizzato dalle forze partigiane per superare la Linea Gotica. Dal percorso si ammira la dorsale delle Apuane coi monti Sagro, Contrario, Tambura, Sumbra e Altissimo, e il crinale meridionale, col monte Folgorito , lungo il quale si snodava il primo tratto occidentale della Linea Gotica gi\u00f9 fino al Lago di Porta<\/p>\n<p>Il toponimo probabilmente discende da Antognano, nome presente in un documento che risale al 988 e con il quale si indicavano dei terreni appartenenti al vescovo di Lucca. Comune indipendente durante il Medioevo, vide nel territorio lo svolgersi di attivit\u00e0 economiche legate alla terra e all&#8217;estrazione del ferro, e alla lavorazione della lana e dei panni, a cui segu\u00ec nel Cinquecento lo sviluppo dell&#8217;industria del cappello e di quelle legate al trattamento del cuoio e del legno. La chiesa di San Geminiano (la cui presenza \u00e8 accertata gi\u00e0 dal 1297) costitu\u00ec il cardine attorno a cui crebbe l&#8217;abitato, che nei secoli XV e XVI era difeso da una cerchia muraria che concedeva l&#8217;accesso attraverso due porte, Soprana e Sottana, con delle torrette circolari a protezione. Durante il XVII secolo, Antona divenne il luogo di vacanza della famiglia dei Malaspina, che la abbellirono installando al centro del borgo una fontana con una grande vasca, tuttora presente in Piazza San Rocco.<\/p>\n<p>Nel periodo della Resistenza contro il nazifascismo, Antona fu un centro delle azioni partigiane e diede protezione a migliaia di sfuggiti alla persecuzione politica, e per questo motivo sub\u00ec rappresaglie e devastazioni. Una lapide posta al Sacrario &#8220;La Tecchia&#8221; ricorda i partigiani caduti ad Antona, fra cui le medaglie d&#8217;oro al valor militare Arnaldo Pegollo, Mario Paolini, Andrea Marchini, Aldo Salvetti e Marcello Garosi (Tito)<\/p>\n<p><strong>Monumenti e luoghi d&#8217;interesse<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiesa di San Geminiano<\/strong><\/p>\n<p>La chiesa di San Geminiano sorge su un rialzo roccioso che sovrasta il paese. Originariamente constava di una navata, alla quale nei secoli XV e XVI vennero aggiunte le due navate laterali, dando all&#8217;edificio l&#8217;aspetto del romanico toscano dell&#8217;epoca. Nello stesso periodo la vicina torre che aveva funzione di osservatorio di avvistamento fu ristrutturata come campanile[9]. L&#8217;accesso alla chiesa avviene attraverso un portale marmoreo opera dello scultore locale Felice Palma[5]. Di Ippolito Ghirlanda \u00e8 l&#8217;affresco di San Geminiano visibile nella lunetta che sormonta il portale di ingresso. Alla semplicit\u00e0 delle tozze colonne e dei capitelli fanno da contrappeso i ricchi arredi della chiesa: un altare di terracotta invetriata, opera di Benedetto Buglioni, in cui sono rappresentati la Vergine col Bambino e i quattro santi; una balaustra di marmo del Cinquecento, un altare marmoreo risalente al 1711 e intitolato alla Beata Vergine del Rosario, un altro altare dedicato a San Gennaro, in parte affrescato nel 1606 da Francesco Martelli, un fonte battesimale seicentesco che reca il blasone dei Cybo Malaspina e un altro stemma con immagini agropastorali, probabilmente l&#8217;insegna di Antona del periodo Medievale<\/p>\n<p><strong>Casa Piccianti<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un edificio a quattro piani costruito nel Quattro-Cinquecento e che nasce con funzione di dimora signorile, come si ricava anche dagli interni conservati nella forma originaria. Abbonda la presenza di legno nei pavimenti, nei soffitti e negli arredi; sono presenti un&#8217;ampia cucina e le cantine. La casa interpret\u00f2 ruoli diversi secondo le epoche attraversate: casa nobiliare, rivendita del latte, mensa negli anni della guerra, oggi Circolo sociale che occupa il piano terra. \u00c8 visibile anche un enorme frantoio a vite utilizzato un tempo per la produzione dell&#8217;olio. La casa \u00e8 ingentilita da un giardino in cui si trovano rose ed erbe aromatiche, e che offre una splendida vista che spazia fino alla costa e al mar Tirreno.<\/p>\n<p><strong>Cultura:\u00a0<\/strong> Il Maggio e la raccolta delle castagne appartengono da tempo alla tradizione popolare di Antona.<\/p>\n<p>Il Maggio era uno spettacolo teatrale in cui gli abitanti del borgo, vestiti con costumi creati da loro stessi, si esibivano narrando storie in versi. I Maggianti erano divisi in compagnie, e si spostavano da un paese all&#8217;altro a svolgere le loro recitazioni improvvisate. Il rito vuole celebrare il ritorno della primavera ed \u00e8 perci\u00f2 legato alle radici agrarie della cultura di Antona, e si \u00e8 mantenuto pur con qualche interruzione; da qualche anno i giovani dei villaggi si organizzano per andare in giro in corteo al suono di violini e fisarmoniche.<\/p>\n<p>Anche la raccolta delle castagne era un rito collettivo nel quale gli abitanti di Antona mettevano in comune tutti i frutti raccolti che venivano poi seccati per un periodo di quaranta giorni, durante il quale un fuoco sempre acceso veniva a turno tenuto sotto controllo e poi si procedeva all&#8217;eliminazione della buccia tramite la battitura delle castagne raccolte in sacchi che venivano percossi; infine i frutti erano divisi in proporzione alle spettanze di ciascuna famiglia e portati al mulino, cos\u00ec da ottenere pregiata farina[5]. Questa manifestazione \u00e8 stata assorbita dalla Sagra del Neccio, che si svolge in agosto, e nella quale per tre giorni vengono sfornati castagnacci e torte di castagne, e un padellone di circa due metri di diametro riceve la squisita farina di castagne che viene fritta ottenendo frittelle; cibi accompagnati da ricotta, salumi e altre specialit\u00e0 gastronomiche del luogo, gustati assieme a vino prodotto in zona. Alle vivande si uniscono balli e canti, in una festa che riscuote un grande successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(tratto da Wikipedia)<\/em><\/p>\n","modified":"2019-07-16T14:57:25","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Antona_Massa-panorama_da_Altagnana-1024x768.jpg","id":3098,"caption":"Antona_(Massa)-panorama_da_Altagnana"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Antona_Massa-panorama_da_Altagnana-1024x768.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3097","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3097&action=edit","translations":{"en":{"id":5760,"name":"Antona","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/antona\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5760","description":"<p><span class=\"tlid-translation translation\" lang=\"en\">Forest paths allow the connection of Antona with Canevara, Pian della Fioba and San Marcora. It is also possible to walk the &#8220;via della Libert\u00e0&#8221;, full of memories of the partisan struggles. From the center of Antona you can quickly reach Pian della Fioba, where the Pietro Pellegrini botanical garden of the University of Pisa is located, where there are floral specimens of the Apuan Alps. Further on, after passing the tunnel at the Tecchia, a route begins that leads to the Python pass, used by the partisan forces to overcome the Gothic Line. From the route you can admire the Apuane ridge with the Sagro, Contrario, Tambura, Sumbra and Altissimo mountains, and the southern ridge, with Mount Folgorito, along which the first western stretch of the Gothic Line winded down to Lake Porta.<\/p>\n<p>The toponym probably descends from Antognano, a name present in a document dating back to 988 and with which indicated land belonging to the bishop of Lucca. Independent municipality during the Middle Ages, it saw in the territory the development of economic activities related to the land and the extraction of iron, and the processing of wool and cloths, which was followed in the sixteenth century by the development of the hat industry and those related to the treatment of leather and wood. The church of San Geminiano (whose presence has been ascertained since 1297) was the cornerstone around which the town grew, which in the fifteenth and sixteenth centuries was defended by a circle of walls that granted access through two doors, Soprana and Sottana , with circular turrets to protect. During the seventeenth century, Antona became the holiday place of the Malaspina family, who embellished it by installing a fountain with a large basin in the center of the village, which is still present in Piazza San Rocco.<\/p>\n<p>During the period of resistance against Nazifascism, Antona was a center of partisan actions and gave protection to thousands of those who escaped political persecution, and for this reason it suffered reprisals and devastation. A plaque placed at the &#8220;La Tecchia&#8221; Shrine commemorates the partisans who fell in Antona, including the gold medals for military valor Arnaldo Pegollo, Mario Paolini, Andrea Marchini, Aldo Salvetti and Marcello Garosi (Tito)<\/p>\n<p>Monuments and places of interest<\/p>\n<p>Church of San Geminiano<\/p>\n<p>The church of San Geminiano stands on a rocky rise overlooking the town. Originally it consisted of a nave, to which the two lateral aisles were added in the fifteenth and sixteenth centuries, giving the building the appearance of Tuscan Romanesque architecture of the time. In the same period the nearby tower which served as a sighting observatory was renovated as a bell tower [9]. Access to the church is via a marble portal by the local sculptor Felice Palma [5]. Di Ippolito Ghirlanda is the fresco of San Geminiano visible in the lunette that surmounts the entrance portal. The simplicity of the squat columns and capitals counterbalances the rich furnishings of the church: an altar in glazed terracotta, the work of Benedetto Buglioni, in which the Virgin and Child and the four saints are represented; a sixteenth-century marble balustrade, a marble altar dating back to 1711 and named after the Blessed Virgin of the Rosary, another altar dedicated to San Gennaro, partly frescoed in 1606 by Francesco Martelli, a seventeenth-century baptismal font bearing the coat of arms of the Cybo Malaspina and another coat of arms with agro-pastoral images, probably the sign of Antona from the Medieval period<\/p>\n<p>Piccianti house<\/p>\n<p>It is a four-storey building built in the fifteenth-sixteenth century and which was created as a stately home, as can also be seen from the interiors preserved in their original form. The presence of wood in the floors, ceilings and furnishings abounds; there is a large kitchen and cellars. The house played different roles according to the periods crossed: noble house, milk shop, canteen in the war years, today a social club that occupies the ground floor. A huge screw crusher once used for oil production is also visible. The house is softened by a garden where roses and aromatic herbs are found, and which offers a splendid view that sweeps up to the coast and the Tyrrhenian Sea<\/span><\/p>\n<p>Culture: May and the chestnut harvest have long belonged to the popular tradition of Antona.<\/p>\n<p>The Maggio was a theatrical show in which the inhabitants of the village, dressed in costumes created by themselves, exhibited narrating stories in verse. The Maggianti were divided into companies, and moved from one country to another to perform their improvised recitations. The ritual is intended to celebrate the return of spring and is therefore linked to the agrarian roots of Antona&#8217;s culture, and has continued with some interruptions; for some years the young people of the villages have organized themselves to go around in a procession to the sound of violins and accordions.<\/p>\n<p>Even the chestnut harvest was a collective ritual in which the inhabitants of Antona shared all the fruits collected which were then dried for a period of forty days, during which an always lit fire was in turn kept under control and then proceeded the elimination of the peel by beating the chestnuts collected in sacks that were beaten; finally the fruits were divided in proportion to the entitlements of each family and brought to the mill, so as to obtain fine flour [5]. This event was absorbed by the Sagra del Neccio, which takes place in August, and in which chestnuts and chestnut cakes are baked for three days, and a pan of about two meters in diameter receives the exquisite chestnut flour which is fried by obtaining pancakes ; foods accompanied by ricotta, cured meats and other local gastronomic specialties, tasted together with wine produced in the area. The food is joined by dancing and singing, in a party that is a great success.<\/p>\n<p>(taken from Wikipedia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/antona\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.182571718633994,44.05809015228545]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3081,"name":"Rifugio Citt\u00e0 di Massa","description":"<h5 class=\"paragraphtitle\">Alloggio rifugio Citt\u00e1 di Massa<\/h5>\n<ul>\n<li>13 camere con 2-4 letti (totale 30 posti letto) con bagno in comune<\/li>\n<li>vista panoramica dalla maggior parte delle camere<\/li>\n<li>ampia terrazza con solarium<\/li>\n<li>56 posti a sedere intorno ai due camini<\/li>\n<li>conessione wi-fi gratuita nelle due sale<\/li>\n<li>salone adatto per conferenze e eventi di vario genere<\/li>\n<li>piano terra e il primo piano sono acessibile con l\u2018 ascensore<\/li>\n<li>autogestione, mezza pensione e pensione completa<\/li>\n<li>nel periodo estivo cena sotto le stelle guardando la versilia illuminata<\/li>\n<li>struttura attrezzata anche per persone diversamente abili<\/li>\n<li>raggiungibile in macchina d&#8217;estate e d&#8217;inverno<\/li>\n<li>a 880m s.l.m.<\/li>\n<li>Per quanto riguarda la cucina verranno utilizzati prodotti tipici locali sia del versante massese ma anche della Lunigiana e della Garfagnana. Cucina vegetariana e vegana con cuochi specializzati. Corsi di cucina casalinga. Possibilit\u00e0 di cuocere carne alla griglia nel camino a legna nella sala del rifugio.<\/li>\n<li>rifugio costruito nel 1966 dalla sezione CAI di Massa. Uno dei suoi fondatori \u00e8 Nino Mignani<\/li>\n<li>gestito da giovani dal 2013<\/li>\n<li>struttura consigliata dal Parco Apuane per le sue scelte ecosostenibili<\/li>\n<\/ul>\n","modified":"2019-07-16T14:43:40","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/cittadimassa09.jpg","id":3092,"caption":"cittadimassa int"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Rifugio-Citt\u00e0-di-Massa-1_030717_1753591135_o.jpg.ashx_.jpeg","id":3090,"caption":"Rifugio-Citt\u00e0-di-Massa-"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/image.jpgfdetail_558h720w1280pfhwd5eb06a.jpeg","id":3094,"caption":"Rifugio Citt\u00e0 di Massa"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Rifugio-Citt\u00e0-di-Massa-1_030717_1753591135_o.jpg.ashx_-300x180.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[4]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.il-sentiero.it\/cittadimassa.html"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3081","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3081&action=edit","translations":{"en":{"id":5784,"name":"Rifugio Citt\u00e0 di Massa","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/rifugio-citta-di-massa\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5784","description":"<p>Accommodation in Citt\u00e0 di Massa refuge<\/p>\n<ul>\n<li>13 rooms with 2-4 beds (total 30 beds) with shared bathroom<\/li>\n<li>panoramic view from most rooms<\/li>\n<li>large terrace with solarium<\/li>\n<li>56 seats around the two fireplaces<\/li>\n<li>free wi-fi connection in the two rooms<\/li>\n<li>lounge suitable for conferences and events of various kinds<\/li>\n<li>ground floor and first floor are accessible by elevator<\/li>\n<li>self-management, half board and full board<\/li>\n<li>in summer dinner under the stars watching the illuminated versilia<\/li>\n<li>structure also equipped for disabled people<\/li>\n<li>accessible by car in summer and winter at 880m amsl.<\/li>\n<li>As for the cuisine, typical local products will be used both from the Massese side but also from Lunigiana and Garfagnana. 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I primi riferimenti botanici alla regione apuana si trovano nelle pubblicazioni di ANGUILLARA (1561) e di LOBEL e PENA (1570), oltre che in diversi manoscritti e nell&#8217;erbario di ALDROVANDI, dove si narra di un&#8217;escursione del 1553 (SOLDANO, 2004). Successivamente si rinvengono notizie botaniche sulle Alpi Apuane in BOCCONE (1697); nel secolo successivo si registra un crescente interesse nei lavori di VITMAN (1773) e di TARGIONI-TOZZETTI (1777).<\/p>\n<p>La conoscenza floristica delle Apuane si accresce notevolmente nell&#8217;Ottocento, quando vengono prodotti diversi studi sulla flora apuana (SAVI, 1804, 1808-1825; BERTOLONI, 1819, 1832 e SIMI, 1851) e descritte nuove specie di piante esclusive del territorio apuano (VIVIANI, 1804, 1808; SAVI, 1804; BERTOLONI, 1819, 1832; SOMMIER, 1894). In un&#8217;opera unica seguita da due supplementi, vengono sintetizzate le conoscenze complete della flora toscana (CARUEL, 1860, 1866, 1870). Successivamente PELLEGRINI (1942) fornisce dati assai dettagliati per la parte del territorio che rientra nella provincia di Massa-Carrara. Nella seconda met\u00e0 del XX secolo si moltiplicano vertiginosamente gli studi dedicati alla regione apuana in vari filoni: studi floristici, studi vegetazionali, studi su specie minacciate, ricerche sui pollini fossili, studi citotassonomici e biosistematici. Di fondamentale importanza dal punto di vista floristico sono certamente i tre volumi del Prodromo alla Flora della Regione Apuana (FERRARINI &amp; MARCHETTI, 1994; FERRARINI et al., 1997; FERRARINI, 2001), ultimo lavoro globale sulla flora apuana.<\/p>\n","modified":"2019-07-16T12:31:11","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_770x510_a_Pian-della-Fioba.jpg","id":3073,"caption":"Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_Pian-della-Fioba"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ortobot.jpeg","id":3071,"caption":"ortobotanico Pian della Fioba"},{"src":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Hundsrose.jpg","id":3026,"caption":"Hundsrose"}],"image":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ortobot-100x100.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[168]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.parcapuane.toscana.it\/orto\/1_Giardino.asp?sb=3"],"locale":"it","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3070","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3070&action=edit","translations":{"en":{"id":5732,"name":"Botanical Garden Pellegrini-Ansaldi Pian della Fioba (MS)","web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/\/botanical-garden-pellegrini-ansaldi-pian-della-fioba-ms\/?lang=en","source":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/5732","description":"<p>The naturalistic features present here have pushed many scholars, mostly botanists, but also zoologists and geologists, to explore these mountains since ancient times. The first botanical references to the Apuan region are found in the publications of ANGUILLARA (1561) and of LOBEL and PENA (1570), as well as in various manuscripts and in the herbarium of ALDROVANDI, where an excursion of 1553 is narrated (SOLDANO, 2004 ). Later botanical information on the Apuan Alps is found in BOCCONE (1697); in the following century there was a growing interest in the works of VITMAN (1773) and TARGIONI-TOZZETTI (1777).<\/p>\n<p>Floristic knowledge of the Apuan Alps increased considerably in the nineteenth century, when various studies on the Apuan flora were produced (SAVI, 1804, 1808-1825; BERTOLONI, 1819, 1832 and SIMI, 1851) and described new species of exclusive plants of the Apuan territory ( VIVIANI, 1804, 1808; SAVI, 1804; BERTOLONI, 1819, 1832; SOMMIER, 1894). In a single work followed by two supplements, the complete knowledge of the Tuscan flora is summarized (CARUEL, 1860, 1866, 1870). Subsequently PELLEGRINI (1942) provides very detailed data for the part of the territory that falls within the province of Massa-Carrara. In the second half of the twentieth century, studies dedicated to the Apuan region multiplied dramatically in various strands: floristic studies, vegetational studies, studies on threatened species, research on fossil pollen, cytotaxonomic and biosystematic studies. Of fundamental importance from a floristic point of view are certainly the three volumes of the Prodrome to the Flora of the Apuan Region (FERRARINI &amp; MARCHETTI, 1994; FERRARINI et al., 1997; FERRARINI, 2001), the latest global work on Apuan flora.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/orto-botanico-pellegrini-ansaldi-pian-della-fioba-ms\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.206942558288574,44.05758459430318]}}]}