{"type":"Feature","properties":{"id":2550,"name":"PDA0703 Terzo bunker di Greano","description":"<p>A seguito dell&#8217;enorme frana scesa nel 2012 dalla Val Rabbia in territorio di Sonico, tutta la piana alluvionale di Greano \u00e8 stata interessata tra la fine del 2015 e il 2016 dalla realizzazione di uno sbarramento in terra funzionale a proteggere la sede della Statale 42 del Tonale.<br \/>\nIn tale occasione, \u00e8 stata effettuata la mappatura e il rilievo di tutte le opere militari presenti, con particolare riferimento ai bunker allineati nella vasta piana a destra e a sinistra dell&#8217;Oglio, laddove alcuni di essi interferivano con i lavori di risagomatura dell&#8217;alveo del fiume.<br \/>\nTali manufatti, sono stati riportati alla luce e spostati dalla loro sede originale per essere collocati in luogo pi\u00f9 riparato lungo il nuovo argine del Fiume Oglio.<\/p>\n<p>Una dettagliata ricognizione realizzata nel 2016 dall\u2019archeologo Marco Mottinelli per conto della Comunit\u00e0 Montana di Valle Camonica fornisce una descrizione molto completa ed esauriente dell\u2019interazione di queste opere difensive con il paesaggio storico dell\u2019area. Ne riportiamo qui un ampio stralcio:<\/p>\n<p>\u201cIl terzo Sistema Difensivo ebbe un impatto significativo sul territorio di Sonico, se non altro per l\u2019entit\u00e0 delle trasformazioni e dei lavori di scavo (di terra, di roccia) che comport\u00f2. Con i suoi 8500 metri di estensione lineare, la Linea trincerata ha lasciato una lunga cicatrice attraverso il paesaggio storico, andando ad interfacciarsi principalmente con i paesi di Garda e Rino, con la loro viabilit\u00e0, i loro boschi e, in misura minore, i loro campi coltivati. [\u2026] appare con chiarezza che chi decise come e dove realizzare la Linea difensiva selezion\u00f2 con ogni probabilit\u00e0 non solo i punti strategici di passaggio e pi\u00f9 indicati morfologicamente ad una fortificazione di difesa, ma valut\u00f2 anche un sistema che andasse ad intaccare il meno possibile il paesaggio agrario pertinente alle due frazioni, strappato al bosco con enormi fatiche nei secoli precedenti. L\u2019intera estensione della Linea appare infatti compresa all\u2019interno del paesaggio incolto e lambisce solo in pochissimi punti i coltivi terrazzati, denotando dunque una precisa logica di mantenimento delle distanze sia dagli abitati che dai loro preziosi spazi coltivati. Ci\u00f2 non significa che la Linea, passando per le aree incolte, non abbia interferito con un paesaggio storico preesistente e stratificato, allo stesso modo di quanto osservato per la viabilit\u00e0 [\u2026] Le attivit\u00e0 di sfruttamento del bosco non hanno lasciato eco nei soli documenti ma sono ben ravvisabili sul terreno, avendo plasmato attraverso i secoli numerosissime evidenze materiali, riscontrate a centinaia durante le ricognizioni sul campo. Una prova materiale della \u201ccoltivazione\u201d del bosco \u00e8 sicuramente costituita da alcuni castagneti ubicati nel versante sinistro a quota 730-750, a 900 e a 1020 m s.l.m., dove le piante hanno una disposizione ragionata e sono tutte disposte su dei piccoli terrazzamenti. Dalla documentazione d\u2019archivio \u00e8 osservabile come la cura per i terrazzamenti attraverso l\u2019estirpazione delle piante infestanti, la riedificazione e la manutenzione dei muri a secco, la nuova messa a coltura di spazi boschivi (generalmente detti Ronchi) fosse un\u2019attivit\u00e0 costante e necessaria per difendersi dall\u2019avanzata dei boschi e che aveva una grossa incidenza nel costo dell\u2019agricoltura di montagna. [\u2026]. Altra evidenza ricorrente, senza che vi siano particolari differenze a seconda della fascia altimetrica e del tipo di bosco (sono state rinvenute infatti dai 580 ai 1860 m s.l.m., dal castagneto al bosco di larici), sono le ai\u00e0l, ovvero le piazzole dove i carbonai edificavano la catasta di legna e frasche (poj\u00e0t) da cui si ricavava il carbone attraverso un lungo processo di cottura. Le numerosissime ai\u00e0l riscontrate si caratterizzano per essere degli spazi sub-circolari pianeggianti ricavati nel versante, con il lato a valle sostenuto da pochi corsi di muratura a secco, variabili dai 4 ai 10 m di diametro. Ove visibili in sezione, rivelano la presenza di terreno nero ricco di elementi di legna combusta. Frequentemente nelle immediate vicinanze delle carbonaie si rinvengono delle elementari strutture di riparo ad uso del carbonaio, generalmente a pianta quadrangolare (2&#215;2 m), i cui paramenti sono costituiti da pietre a secco, uno dei quali rimpiazzato talvolta da un grande masso cui si appoggia la struttura muraria. A decine sono emerse anche le stazioni di cava e di lavorazione degli scalpellini, distinte in mappa dalle attestazioni dei singoli conci con segni dei cunei o dalle cave vere e proprie, intendendo per cava accumuli di frana o erratici che vengono sfruttati per cavarne pietre da costruzione. Non \u00e8 facile proporre una datazione per tali evidenze che possono essere riferite indifferentemente al XX secolo come ad epoche pi\u00f9 remote: le carbonaie, ad esempio, potrebbero esistere fin dall\u2019et\u00e0 del Ferro, ma il loro utilizzo \u00e8 attestato ancora durante la Prima Guerra Mondiale proprio in relazione alle esigenze belliche, come riportato nel documento datato 1918 intitolato \u201cRichiesta Carbonai\u201d che interessa proprio il territorio di Sonico. Nel caso delle carbonaie sarebbero opportune analisi dendrocronologiche o radiocarboniche sui reperti lignei, mentre per le stazioni degli scalpellini si potrebbe proporre forse un complesso studio delle tracce relative alle differenti tipologie di cunei, da confrontare con quanto ancora si conserva dell\u2019edilizia storica medievale nei centri abitati limitrofi nel tentativo di creare una linea crono-tipologica. Molto frequentemente bisogna tuttavia accontentarsi di una datazione ante quem, come nel caso della carbonaia a quota 1700 m s.l.m., tagliata dalla Strada Comunale del Duo che porta alle malghe di Fontanamorbia, attestate almeno dal XVII secolo: la carbonaia \u00e8 quindi sicuramente precedente a tale datazione. Solo in un punto si \u00e8 apprezzata l\u2019interferenza della Linea con altre evidenze pi\u00f9 strettamente archeologiche, ovvero presso la roccia 1 della Fr\u00e8ra, a quota 1020 m s.l.m. lungo la vecchia direttrice che collegava Garda alla Val Malga. Qui la trincea T3 \u00e8 scavata nella propaggine settentrionale del liscione glaciale caratterizzato dalla presenza di una variegata messe di incisioni rupestri.\u201d<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT07_0703.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2550","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2550&action=edit","translations":{"en":{"id":3296,"name":"PDA0703 Terzo bunker di Greano","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0703-terzo-bunker-di-greano\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3296","description":"<p>After the huge 2012 avalanche in the Rabbia valley in Sonico, the whole of the Greano flood plain was the site of earthworks designed to protect the Tonale state road no. 42 in late 2015 and 2016.<br \/>\nOn this occasion all the area&#8217;s military works were mapped, with specific reference to the bunkers lined up in the vast plains to the right and left of the River Oglio, where some of them were interfering with the reshaping of the river bed.<br \/>\nThese artefacts were unearthed and moved from their original locations and placed in a more sheltered site along the new banks of the River Oglio.<\/p>\n<p>A detailed survey carried out in 2016 by archaeologist Marco Mottinelli, on behalf of the Camonica valley Mountain Community, produced a complete and thoroughgoing description of the interaction of these defensive works with the area\u2019s historic landscape. What follows is a long excerpt.<\/p>\n<p>\u2018The third defensive system had a significant impact on the Sonico area, if nothing else for the scale of the transformations and excavation work involved. With its 8500 metres of linear extension the trench line has left a long scar through the historic landscape, interfacing above all with the towns of Garda and Rino, with their road systems, woods and, to a lesser extent, farmed fields. It is clear that whoever decided to build this defensive line did not simply select strategic points on the landscape but also designed a system with the lowest possible impact on the farming landscape around the two villages which had been torn from the forest with such effort in previous centuries. The whole extension of the line would, in fact, appear to be comprised within an unfarmed landscape with farmed terraces only in a very few points, thus denoting a precise logic prioritising keeping its distance from both the towns and their precious farm land. Material proof of woodland \u2018farming\u2019 certainly exists in some of the chestnut groves on the left of the valley, where the trees have all been arranged onto small terraces. The archive documentation shows that the care and attention paid to the terraces involving removing nuisance plants, rebuilding and maintaining the dry stone walls and new woodland plantings (generally called Ronchi) were ongoing and crucial to defending the area against the encroachment of the forests and had a considerable financial impact on mountain agriculture. Further recurring evidence is provided by the ai\u00e0l, namely the clearings in which the charcoal makers built their wood piles and branches (poj\u00e0t) from which charcoal was made via a long heating process. The many ai\u00e0l found are approximately circular flat spaces carved out of the slopes with their lower edges held up with a few rows of dry stone wall varying from 4 to 10 metres in diameter. Frequently, in the immediate vicinity of the charcoal kilns, shelters were found for the use of those who made them which were generally square in shape (2 x 2 m). Dozens of quarries and stone working sites were found, distinguished on the map from the single blocks by wedge marks or full-blown quarries. The charcoal kilns may have been there since the Iron Age but their use is testified to during World War One, precisely for their wartime functions. Only in one point is the line&#8217;s interference with other, more strictly archaeological, features appreciable, namely Fr\u00e8ra rock along the road which once linked up Garda with the Malga valley. Here the trench has been carved out of the northernmost spur of the glacial smooth stone with its variegated collection of stone carvings.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2550_en.mp3"},"de":{"id":2783,"name":"PDA0703 Terzo bunker di Greano","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0703-terzo-bunker-di-greano\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2783","description":"<p>Nach dem Erdrutsch von 2012, als ein Teil des Berghangs vom Rabbia-Tal \u00fcber das Gebiet von Sonico herunterkam, wurde in der Schwemmlandebene von Greano zwischen Ende 2015 und 2016 ein Erddamm zum Schutz der Staatsstra\u00dfe 42 errichtet.<br \/>\nBei dieser Gelegenheit wurde die Kartierung und Vermessung aller milit\u00e4rischen Anlagen durchgef\u00fchrt, mit besonderem Augenmerk auf die Bunker, die in der weiten Ebene rechts und links des Flusses Oglio liegen, wo einige von ihnen die Umgestaltungsarbeiten am Flussbett beeintr\u00e4chtigten.<br \/>\nDie Bauwerke wurden ans Licht gebracht und an einen gesch\u00fctzten Ort entlang des neuen Uferdammes des Flusses Oglio gebracht.<\/p>\n<p>Eine detaillierte Untersuchung, die 2016 von dem Arch\u00e4ologen Marco Mottinelli im Auftrag der Berggemeinschaft des Tals Vacamonica durchgef\u00fchrt wurde, beschreibt vollst\u00e4ndig und ausf\u00fchrlich, wie die Verteidigungsanlagen die damalige Landschaft ver\u00e4nderten. Hier ein Auszug aus seinem Bericht:<\/p>\n<p>\u201eDas Dritte Verteidigungssystem hatte einen bedeutenden Einfluss auf das Gebiet von Sonico, allein schon wegen der gro\u00dfen Umgestaltungen und Ausgrabungsarbeiten, die zu seiner Errichtung erforderlich waren. Mit ihrer 8.500 Meter langen Ausdehnung hinterlie\u00df die Verteidigungslinie eine lange Narbe in der Landschaft, die vor allem die D\u00f6rfer Garda und Rino mit ihrem Stra\u00dfennetz, ihren W\u00e4ldern und, in geringerem Ma\u00dfe, ihren bewirtschafteten Feldern ber\u00fchrte. Offensichtlich wurden bei der Errichtung der Verteidigungslinie nicht nur die strategischen Durchgangspunkte ausgew\u00e4hlt, sondern es wurde auch versucht, die zu den beiden D\u00f6rfern geh\u00f6rende Felder, die in den Jahrhunderten davor unter uns\u00e4glichen M\u00fchen den W\u00e4ldern abgerungen worden waren, so wenig wie m\u00f6glich zu besch\u00e4digen. Die gesamte Verteidigungslinie scheint in die wilde Landschaft eingeschlossen zu sein und ber\u00fchrt die Terrassen nur an wenigen Stellen, was offensichtlich auf die Absicht hindeutet, einen Abstand sowohl zu den bewohnten Gebieten als auch zu deren gebauten Feldern zu halten. Die landwirtschaftliche Nutzung des Waldes bezeugen etwa einige Kastanienhaine auf der linken Seite dar, wo alle B\u00e4ume auf kleinen Terrassen genau angeordnet sind. Die Archivdokumente beweisen, dass die Terrassen regelm\u00e4\u00dfig gepflegt wurden. Das Unkraut wurde entfernt, die Trockenmauer wurden wiederaufgebaut und gewartet, neue Fl\u00e4chen (auf Italienisch \u201eRonchi\u201c genannt) wurden bewirtschaftet, die sonst der Wald eingenommen h\u00e4tte. Insgesamt hatte die laufende Pflege der Terrassen einen gro\u00dfen Anteil an den Kosten der Berglandwirtschaft, sie war allerdings unerl\u00e4sslich. Auch sichtbar im Gebiet sind die Stellen, an denen die K\u00f6hler den Holz- und Asthaufen (Ital. mundartlich den \u201epoj\u00e0t\u201c) aufbauten, aus dem die Kohle gewonnen wurde. Diese Stellen nannten sich im Dialekt \u201eai\u00e0l\u201c. Bei vielen dieser Stellen handelt es sich um flache, subkreisf\u00f6rmige, in den Hang gegrabene R\u00e4ume, die talseits von einigen zwischen 4 und 10 Metern breiten Trockenmauern gest\u00fctzt sind. H\u00e4ufig werden in unmittelbarer N\u00e4he der K\u00f6hlergruben auch einfache Unterstandsbauten gefunden, die von den K\u00f6hlern benutzt wurden. Meist haben sie einen viereckigen Grundriss (2&#215;2 m). Gefunden wurden auch zahlreiche Steinbruch- und Arbeitsstationen, die von den Steinmetzen benutzt wurden. Auf der Karte sind sie durch eine andere Markierung als die einzelnen Quader mit Keilmarken oder die Steinbr\u00fcche gekennzeichnet. Die Holzkohlegruben d\u00fcrften schon seit der Eisenzeit bestanden haben, aber ihre Nutzung ist noch w\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs gerade im Zusammenhang mit dem Kriegsbedarf bezeugt. Nur an einem Punkt \u00fcberschnitt sich die Verteidigungslinie mit den arch\u00e4ologischen Befunden, n\u00e4mlich beim Fels 1 der Fr\u00e8ra, entlang der alten Stra\u00dfe, die den Gardasee mit dem Malga-Tal verband. Hier wurde der Sch\u00fctzengraben in den n\u00f6rdlichen Ausl\u00e4ufer des Gletscherlehms gegraben, auf dem viele Felsgravuren befunden wurden.\u201c<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2550_de.mp3"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0703-terzo-bunker-di-greano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":556},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3423358145136,46.1412174897617]}}