{"type":"Feature","properties":{"id":2560,"name":"PNS0104 Monte Scorluzzo","description":"<p>Hai raggiunto la cima del monte Scorluzzo, a 3094 metri di altezza. In una giornata di cielo terso la vista a giro d\u2019orizzonte lascia veramente stupefatti per la maestosit\u00e0 e la bellezza dell\u2019ambiente d\u2019alta quota che ci circonda. Innanzi tutto diamo un nome alle montagne, a partire dalla pi\u00f9 alta e imponente. A Est l\u2019Ortles, con i suoi 3905 metri. Proseguendo verso Sud, possiamo riconoscere i Coni di Ghiaccio, la cima Thurwieser, la cima di Trafoi, la cima Tuckett, la Punta degli Spiriti. A Sud l\u2019ampia dorsale del Monte Cristallo, e in lontananza il gruppo dell\u2019Adamello. Ad Ovest l\u2019ampia sella della valle del Braulio e ancora oltre il Gruppo del Bernina; a seguire, verso Nord, il Monte Braulio, la Punta di Rims con la grande cresta di roccia strapiombante che giunge fino al Piz Umbrail, che poi digrada al Giogo di Santa Maria e risale fino alla Dreisprachenspitze &#8211; la cima delle tre lingue, chiamata in italiano Punta Garibaldi &#8211; proprio sopra al passo dello Stelvio.<\/p>\n<p>In questo ambiente \u00e8 facile incontrare, nelle prime ore del mattino, gruppi di camosci e non \u00e8 difficile vedere in volo l\u2019aquila reale, il simbolo del parco, o il gipeto. Quest\u2019ultimo, dopo la sua reintroduzione, \u00e8 oggi il pi\u00f9 maestoso uccello delle Alpi: le femmine pi\u00f9 grandi raggiungono un\u2019apertura alare di 2 metri e ottanta. Particolare anche la sua dieta, basata per la maggior parte di ossa di animali morti. Attorno allo Scorluzzo \u00e8 facile osservare altri uccelli pi\u00f9 piccoli, ma capaci di volo acrobatico, si tratta dei neri corvi imperiali, che vivono in questa zona in gruppi di diversi esemplari.<br \/>\nSulla cima dello Scorluzzo e sulle dorsali rocciose che scendono verso Sud e verso Ovest sono evidenti i resti di quello che fu il pi\u00f9 importante baluardo difensivo austriaco del passo dello Stelvio. Dopo l\u2019occupazione avvenuta nei primi giorni del giugno 1915, gli<br \/>\naustriaci realizzarono su questa cima innumerevoli postazioni per fucilieri e mitragliatrici, oltre che ricoveri per la truppa, e posizionarono cannoni da montagna sia all\u2019aperto, sia in<br \/>\ncaverna.<br \/>\nScrive ancora il colonnello Carlo Fetterappa Sandri:<br \/>\n\u201cQuesto pilastro della difesa del giogo dello Stelvio, quest\u2019impareggiabile osservatorio, era ormai nelle mani del nemico, il quale, subito valutando tutta l\u2019importanza di questa facile conquista, senza indugio provvide a rafforzare lo Scorluzzo ed a munirlo di qualche cannone\u201d.<br \/>\nQueste postazioni d\u2019alta quota furono visitate persino dall\u2019imperatore austro-ungarico Carlo I, il 16 settembre 1917. Comodamente protetto nella trincea a ridosso del confine svizzero poco sotto la Cima Garibaldi, l\u2019imperatore osserv\u00f2 la linea difensiva fin sullo<br \/>\nScorluzzo.<br \/>\nMerita un cenno la strana situazione venutasi a creare a ridosso di Cima Garibaldi: gli Austriaci nell\u2019ampio spazio quasi pianeggiante a Nord, chiamato Gold See, realizzarono un villaggio militare dotato di ricoveri per la truppa, magazzini e postazioni d\u2019artiglieria allo<br \/>\nscoperto.<br \/>\nIl presidio militare sarebbe stato facile bersaglio delle artiglierie italiane posizionate nella valle del Braulio, ma i proietti avrebbero sorvolato il territorio della Svizzera, violandone la neutralit\u00e0, e pertanto i comandi italiani vietarono il fuoco in quella direzione.<br \/>\nGli italiani tentarono pi\u00f9 volte di riconquistare la cima: un attacco venne sferrato il 26 luglio 1915 dalla 46 a Compagnia del Battaglione Alpini Tirano, salendo dalle Rese e dal Filon dei Mot, ma gli austriaci respinsero gli assalitori. Altri attacchi vennero tentati dal Battaglione<br \/>\nAlpini Val D\u2019Orco tra maggio e giugno 1916, ma anche questi furono respinti. Non sono documentati altri attacchi allo Scorluzzo, ma la cima fu costantemente bersaglio del tiro dell\u2019artiglieria italiana per tutta la durata del conflitto.<br \/>\nDa questa cima i soldati austriaci avevano piena visibilit\u00e0 su tutta l\u2019alta valle del Braulio e sulle Platigliole, e dominavano anche con il tiro d\u2019artiglieria l\u2019intera cresta del Filon dei Mot, presidiata dagli italiani fino all\u2019avamposto a pianta circolare che dalla cima si vede spiccare<br \/>\nsulla dorsale rocciosa.<br \/>\nCon molta prudenza \u00e8 oggi possibile visitare i resti delle costruzioni e degli apprestamenti difensivi austriaci realizzati con gabbie di rete metallica, segni evidenti delle enormi fatiche fatte per adattare la montagna alle necessit\u00e0 di ricovero e di difesa. Spetta a noi oggi<br \/>\ncogliere questi segni della storia per ricordare con rispetto quei giovani, di entrambe le parti, che si affrontarono allora su queste montagne.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T13:09:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS1044-1024x576.jpg","id":3457,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS1043-576x1024.jpg","id":3454,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS1042-576x1024.jpg","id":3451,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS1041-1024x576.jpg","id":3448,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS1040-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT01_0104.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2560","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2560&action=edit","translations":{"en":{"id":3301,"name":"PNS0104 Monte Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0104-monte-scorluzzo\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3301","description":"<p>You have now reached the peak of Mount Scorluzzo, at an altitude of 3094 metres. On a clear day the views across the horizon are truly majestic and the beauty of the high altitude environment is totally astonishing. Let&#8217;s begin by naming the mountains starting with the highest and most imposing. To the east Ortles at 3905 metres. Proceeding southward are Coni di Ghiaccio, Cima Thurwieser, Cima di Trafoi, Cima Tuckett and Punta degli Spiriti. To the south the wide Monte Cristallo ridge and, further off, the Adamello massif, are visible. To the west is the wide Valle del Braulio col and beyond it the Bernina massif. To the north are Monte Braulio, Punta di Rims with its great steep rocky crest which continues to Piz Umbrail and then descends to Giogo di Santa Maria and climbs once more to Dreisprachenspitze \u2013 the three language peak but called Punta Garibaldi in Italian &#8211; right above Passo dello Stelvio.<br \/>\nIn this area you frequently encounter groups of chamois early in the morning and you may see Golden Eagles &#8211; the park\u2019s symbol &#8211; or Bearded Vultures in flight. Since it was reintroduced to the Alps, this latter is now the most majestic of the Alpine birds with females, the largest, reaching a wing span of 2 metres and 80 centimetres. Its diet made up, for the most part, of the bones of dead animals is also unusual. Around Mount Scorluzzo you may also see other smaller birds capable of flight acrobatics.<br \/>\nOn the peak of Mount Scorluzzo and the rocky ridges which descend southwards and westwards from it, the remains of what was once the most important Austrian fortress over Passo dello Stelvio can be seen. After occupation in early June 1915 the Austrians built a great many rifle and machine gun positions on this peak, as well as shelters for troops, and placed Mountain guns here both in the open air and in caves.<br \/>\nAs Colonel Carlo Fetterappa Sandri wrote:<br \/>\n\u201cThis Stelvio defensive pillar, this unequalled observation point, was now in enemy hands and, immediately realising the importance of its easy conquest of it, the latter did not hesitate to reinforce Mount Scorluzzo and supply it with a few guns\u201d.<br \/>\nThese high altitude positions were visited by no less a man than Austro-Hungarian Emperor Karl I on 16th September 1917. Comfortably protected in a trench behind the Swiss border, just a little below Cima Garibaldi, the emperor observed the defensive line as far as Mount Scorluzzo.<br \/>\nA strange situation which developed near Cima Garibaldi is worthy of mention: in the large, almost flat space to the north called Gold See, the Austrians built an army village equipped with shelters for the troops, warehouses and open air artillery positions. This army guard would have been an easy target for the Italian artillery positioned in Valle del Braulio but as any shells would have passed through Swiss air space, violating its neutrality, the Italian command forbid fire in this direction.<br \/>\nThe Italian attempted to recapture the peak on more than one occasion: one attack was launched on 26th June 1915 by the 46th Company of the Alpini Battalion Tirano, by climbing up from Rese and Filon dei Mot but the Austrians successfully defended their positions. Other attacks were made by the Val D\u2019Orco Alpini Battalion in May and June 1916 but these were also unsuccessful. No further attacks on Mount Scorluzzo have been documented but the peak was a constant target of Italian artillery fire for the whole duration of the war.<br \/>\nFrom up here Austrian soldiers had full visibility over the whole upper Braulio valley and to Platigliole and dominated the whole Filon dei Mot crest with their artillery too, an Italian position as far as the circular advance position which visibly stands out on the rocky ridge from the peak.<br \/>\nIf you are very careful you can visit the remains of Austrian buildings and defensive positions made with metal cages here, a clear sign of the huge effort made to adapt the mountains to their needs for shelter and defence. It is up to us to take these signs of history on board and remember the young men on both sides who fought on these mountains.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2560_en.mp3"},"de":{"id":2788,"name":"PNS0104 Monte Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0104-monte-scorluzzo\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2788","description":"<p>Sie haben den Gipfel des Monte Scorluzzo mit einer H\u00f6he von 3.094 Metern erreicht. An einem klaren Tag ist der Ausblick aufgrund der Erhabenheit und der Sch\u00f6nheit der umgebenden Hochgebirgslandschaft wirklich atemberaubend. Wir wollen vor allem die Namen der Berge in Erinnerung rufen, angefangen vom h\u00f6chsten und imposantesten. Im Osten liegt der Ortler mit seinen 3.905 Metern. Von hier in Richtung S\u00fcden hin folgen die Eiskogel, die Thurwieserspitze, die Trafoier Eiswand, die Tuckettspitze sowie die Geisterspitze. Im S\u00fcden sehen Sie den breiten Bergr\u00fccken der Hohen Schneide und in der Ferne die Adamello-Gruppe. Im Westen liegt der ausladende Sattel des Braulio-Tals und dahinter die Bernina-Gruppe; sodann &#8211; gegen Norden \u2013 der Monte Braulio und die Punta di Rims mit ihrem steilen Felsgrat, der bis zum Piz Umbrail reicht; von hier f\u00e4llt der Kamm zum Umbrailpass ab, um dann wieder anzusteigen bis zur Dreisprachenspitze \u2013 auf Italienisch Punta Garibaldi -, die genau \u00fcber dem Stilfser Joch liegt.<br \/>\nIn dieser Umgebung kann man in den ersten Morgenstunden Gruppen von G\u00e4msen antreffen, und es f\u00e4llt nicht schwer, einen Steinadler \u2013 Symbol des Parks \u2013 oder einen Bartgeier im Flug zu beobachten. Letzterer ist nach seiner Wiedereinf\u00fchrung der erhabenste Vogel der Alpen: die Fl\u00fcgelspannweite der Weibchen \u2013 die etwas gr\u00f6sser sind &#8211;  kann 2,80 Meter erreichen. Au\u00dfergew\u00f6hnlich ist auch sein Speisezettel, der haupts\u00e4chlich aus Knochen toter Tiere besteht. Um den Monte Scorluzzo k\u00f6nnen auch andere, kleinere Vogelarten beobachtet werden, die sich dort in akrobatischen Fl\u00fcgen \u00fcben.<br \/>\nAuf dem Gipfel des Monte Scorluzzo sowie auf den Felsk\u00e4mmen, die nach S\u00fcden und Westen abfallen, kann man noch Reste des einst  wichtigsten \u00f6sterreichischen Bollwerks am Stilfser Joch ausmachen. Nach der Einnahme in den ersten Junitagen 1915, errichteten die \u00d6sterreicher auf diesem Gipfel zahlreiche Stellungen f\u00fcr Sch\u00fctzen und Maschinengewehre sowie Unterk\u00fcnfte f\u00fcr die Truppe; auch wurden Gebirgskanonen sowohl im Freien als auch in den Kavernen in Stellung gebracht.<br \/>\nHierzu schreibt wieder Oberst Carlo Fetterappa Sandri:<br \/>\n\u201cDiese St\u00fctze der Verteidigung des Stilfser Jochs, dieser unvergleichliche Beobachtungsstand, befand sich nunmehr in den H\u00e4nden des Feindes, der sich nach kurzem Abw\u00e4gen der Bedeutung dieser leichten Eroberung umgehend daran machte, den Scorluzzo zu befestigen und mit ein paar Kanonen auszustatten\u201d.<br \/>\nDiesen hochgelegenen Stellungen stattete sogar der \u00f6sterreichisch-ungarische Kaiser Karl der Erste am 16. September 1917 einen Besuch ab. Gut gesch\u00fctzt im Sch\u00fctzengraben, der unterhalb der Dreisprachenspitze an der Schweizer Grenze entlang verlief, beobachte der Kaiser die Verteidigungslinie bis zum Monte Scorluzzo.<br \/>\nErw\u00e4hnenswert ist noch die seltsame Situation an der Dreisprachenspitze: Die \u00d6sterreicher errichteten auf dem weiten, fast ebenen Platz im Norden, Goldsee genannt,  ein Milit\u00e4rlager mit Unterk\u00fcnften f\u00fcr die Truppe, Lagerr\u00e4umen und Artilleriestellungen im Freien. Eigentlich w\u00e4re diese Milit\u00e4rgarnison ein leichtes Ziel f\u00fcr die italienischen Stellungen im Braulio-Tal gewesen, aber die Geschosse h\u00e4tten das Gebiet der Schweiz durchquert und somit ihre Neutralit\u00e4t verletzt: Es wurde deshalb vom italienischen Kommando ein Verbot erlassen, in diese Richtung zu feuern.<br \/>\nDie Italiener haben mehrmals versucht, den Gipfel zur\u00fcckzuerobern: am 26. Juli 1915 griff die 46. Kompanie des Alpini-Regiments an, indem sie von den Rese und dem Filon dei Mot aufstiegen, w\u00e4hrend zwei weitere Kompanien des Regiments Demonstrationsangriffe auf die Stellungen am Platigliolepass und an der Naglerspitze ausf\u00fchrten; die \u00d6sterreicher wehrten die Angreifer jedoch ab. Weitere Offensiven wurden vom Alpini-Regiment Val D\u2019Orco zwischen Mai und Juni 1916 gestartet, aber auch diese erwiesen sich als erfolglos. Es gibt keine weiteren dokumentierten Angriffe auf den Monte Scorluzzo, aber der Gipfel war w\u00e4hrend der gesamten Dauer des Konflikts Ziel der italienischen Artillerie.<br \/>\nVon hier oben hatten die \u00f6sterreichischen Soldaten eine uneingeschr\u00e4nkte Sicht auf das gesamte obere Braulio-Tal und auf die Platigliole. Mit ihrer Artillerie kontrollierten sie sogar den gesamten Grat des Filon dei Mot, der von den Italienern bis hin zum kreisf\u00f6rmigen Vorposten besetzt war; dieser Vorposten ist vom Gipfel aus gut auf dem Felsr\u00fccken zu erkennen.<br \/>\nViel Vorsicht ist geboten bei der Besichtigung dieser \u00f6sterreichischen Verteidigungsbauten, die mit Hilfe von Gabionen errichtet wurden und ein eindeutiges Zeugnis sind f\u00fcr die enormen M\u00fchen, die aufgewendet werden mussten, um die Landschaft den Erfordernissen f\u00fcr Unterk\u00fcnfte und Verteidigungsanlagen anzupassen. Es ist unsere Aufgabe, diese Spuren der Geschichte aufs Neue zu entdecken und mit Respekt die Erinnerung an jene jungen Soldaten beider Fronten, die sich auf diesen Bergen gegen\u00fcberstanden, wachzuhalten.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2560_de.mp3"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0104-monte-scorluzzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":3094},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4424557382718,46.5218745836656]}}