{"type":"Feature","properties":{"id":2588,"name":"PNS0401 Caserma lungo sentiero alto per Pizzini","description":"<p>Hai iniziato la risalita della Valle di Ced\u00e8c e ti trovi a 2540 metri di quota nei pressi dei ruderi di alcune casermette adibite all\u2019alloggio delle truppe italiane, in particolare del Battaglione Alpini Mondov\u00ec. Da questa posizione si sviluppa a monte un sistema di trincee e postazioni di tiro che furono allestite in caso di attacco proveniente delle posizioni austriache.<br \/>\nDal punto in cui ti trovi la vista spazia sul Ghiacciaio dei Forni, sovrastato dalla Punta San Matteo e dal Monte Vi\u00f2z. Nonostante il forte ritiro, il ghiacciaio \u00e8 uno dei pi\u00f9 maestosi presenti sul versante meridionale delle Alpi. Esso rappresenta infatti un raro esempio, in territorio italiano, di ghiacciaio di tipo vallivo composto, in quanto la colata principale \u00e8 alimentata da colate secondarie che provengono da altrettanti bacini nell\u2019arco montuoso delle Tredici Cime, che vanno dal Monte Cevedale al Pizzo Tresero. Nei punti pi\u00f9 ripidi il ghiaccio in movimento si rompe in spettacolari seraccate, mentre il materiale franato sul ghiacciaio si \u00e8 accumulato nelle imponenti morene laterali e nelle morene mediane, le vistose strisce scure longitudinali di pietre sulla parte inferiore del ghiacciaio.<br \/>\nAncora oggi il ghiacciaio copre una superficie di oltre 11 chilometri quadrati, anche se ha fatto registrare una diminuzione di circa 2 chilometri quadrati a partire dagli anni \u201890 del secolo scorso.<br \/>\nNon meno interessante \u00e8 la composizione geologica della Valle di Ced\u00e8c in cui stai per inoltrarti. Se guardi in direzione nord, puoi notare la differenza di colore tra la cima pi\u00f9 alta, il Gran Zebr\u00f9, di colore grigio, e le altre montagne di colore rossiccio. Al differente colore corrispondono differenti caratteristiche geologiche. Le rocce rossicce sono tipiche della parte centrale delle Alpi. Sono rocce metamorfiche fortemente modificate, nella loro struttura, da altissime pressioni e temperature. Il colore dipende da un pi\u00f9 alto contenuto in ferro. Le rocce grigie sono particolari rocce calcaree, piuttosto rare nel centro alpino. Si sono originate sul fondo di un antichissimo oceano per accumulo di sedimenti di varia natura. Laggi\u00f9, decine di milioni di anni fa, c\u2019era il mare.<br \/>\nIniziamo ora la descrizione storica con il racconto dello scontro a fuoco avvenuto nell\u2019agosto del 1915 al punto di partenza del tuo percorso: il Rifugio Forni, allora denominato Albergo Buzzi. Con l\u2019inizio delle ostilit\u00e0 l\u2019edificio fu chiuso al pubblico e sgomberato, mentre una piccola costruzione in muratura a poca distanza venne adibita a posto di guardia degli alpini. Dai 3535 metri della Vi\u00f2zh\u00fctte &#8211; oggi Rifugio Mantova al Vi\u00f2z &#8211; part\u00ec la pattuglia austriaca che nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1915 discese lungo il ghiacciaio dei Forni e raggiunse l\u2019Albergo, iniziando a fare fuoco. La reazione degli alpini di guardia fu tardiva, e la pattuglia pot\u00e9 ritirarsi indisturbata. Questa prima incursione fece supporre ai soldati austriaci che la zona non fosse adeguatamente presidiata.<br \/>\nQuattro giorni dopo, nella notte tra l\u20198 e il 9 agosto, una seconda pattuglia composta da una quindicina di Standsch\u00fctzen attacc\u00f2 nuovamente e con pi\u00f9 decisione l\u2019Albergo dei Forni. Nel violento scontro a fuoco da parte austriaca mor\u00ec il sergente ampezzano Paolo Ghedina, mentre da parte italiana si registrarono quattro feriti. La pattuglia austriaca si ritir\u00f2, ma dal paese di Santa Caterina Valfurva giunsero rinforzi che iniziarono l\u2019inseguimento degli Standsch\u00fctzen, ben visibili sul ghiacciaio dei Forni. Gli alpini italiani furono fermati dai colpi delle vedette austro-ungariche al di sotto della cresta che corre tra il Monte Vi\u00f2z, il Palon de la Mare e il Monte R\u00f2sole. Alle nove del mattino gli alpini rientrarono all\u2019Albergo dei Forni senza registrare perdite: la situazione rimaneva invariata, con un nulla di fatto da entrambe le parti.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T13:51:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4018-1024x576.jpg","id":3640,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4017-1024x520.jpg","id":3637,"caption":"?????????????"},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4016-1024x679.jpg","id":3634,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4015-1024x576.jpg","id":3631,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4014-1024x576.jpg","id":3628,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4013-1024x664.jpg","id":3625,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4012-1024x534.jpg","id":3622,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4011-1024x576.jpg","id":3619,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS4010-1024x639.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS_IT04_0401.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2588","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2588&action=edit","translations":{"en":{"id":3315,"name":"PNS0401 Caserma lungo sentiero alto per Pizzini","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0401-caserma-lungo-sentiero-alto-per-pizzini\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3315","description":"<p>Your ascent of Valle di Ced\u00e8c has begun and you are now at an altitude of 2540 metres near the ruins of certain huts used to accommodate Italian troops and the Alpini Mondov\u00ec Battalion in particular. From this position a system of trenches and firing positions were built up the mountainside to be of use in the event of an attack from Austrian positions.<br \/>\nFrom your current position you can see as far as Ghiacciaio dei Forni with Punta San Matteo (3678 metres) and Monte Vi\u00f2z (3645 metres) above. Whilst the glacier is melting fast, it is still one of the most majestic in the Southern Alps. It is also a rare example in Italy of a composite valley type glacier as the principal glacier mouth is fed by secondary mouths coming from other basins in the mountain arc of Tredici Cime from Monte Cevedale to Pizzo Tresero. At its steepest points the glacier in movement breaks up into spectacular seracs while the material which has slid down the glacier has accumulated into huge lateral and median moraines with striking dark longitudinal streaks of stone in the lower part of the glacier.<br \/>\nToday the glacier covers a surface of over 11 square kilometres although a reduction of around 2 square kilometres has been recorded since the 1990s.<br \/>\nNo less interesting is the geological composition of the Valle di Ced\u00e8c which you are about to enter. If you look northwards you will see that the highest peak, Gran Zebr\u00f9, is a different colour &#8211; grey &#8211; from the other reddish coloured mountains. The different colours correspond to diverse geological characteristics. The reddish rocks are metamorphic and characteristic of the central part of the Alps. Their structure has undergone significant modification by ultra-high pressures and temperatures. Their colour is a result of higher iron content. The grey rocks are particular limestone rocks, extremely rare in the Central Alps. They formed at the bottom of an ancient ocean via the accumulation of sediments of various sorts. There, dozens of millions of years ago, was once the sea.<br \/>\nLet&#8217;s start our historical description by telling of an exchange of fire which occurred in August 1915 where your itinerary began: Rifugio dei Forni, then called Albergo Buzzi. When the war broke out the building was closed to the public and evacuated while a small stone building a short distance away was used as an Alpini guard house. From the 3535 metres of the Vi\u00f2zh\u00fctte &#8211; now Rifugio Mantova al Vi\u00f2z &#8211; the Austrian patrol which descended along the Forni glacier to the hotel set off on the night of 3rd-4th August 1915 and began firing. The reaction of the Alpini was a delayed one and the patrol withdrew undisturbed. This first incursion made the Austrians think that the area was adequately guarded.<br \/>\nFour days later, on the night of the 8th-9th August a second patrol made up of fifteen or so Standsch\u00fctzen once again attacked Albergo dei Forni, this time more strongly. A violent clash followed in which Ampezzo sergeant Paolo Ghedina, on the Austrian side, died and the Italians suffered four wounded. The Austrian patrol withdrew but, in the meantime, reinforcements who had arrived in the town of Santa Caterina Valfurva began following the Standsch\u00fctzen, who were easily visible on the Forni glacier. The Italian Alpini were stopped by the shots fired from the Austro-Hungarian look out posts below the crest between Monte Vi\u00f2z, Palon de la Mare and Monte R\u00f2sole. At nine in the morning the Alpini returned to Albergo dei Forni without loss: the situation was unchanged with neither side having made progress.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2588_en.mp3"},"de":{"id":2802,"name":"PNS0401 Caserma lungo sentiero alto per Pizzini","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0401-caserma-lungo-sentiero-alto-per-pizzini\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2802","description":"<p>Sie haben den Aufstieg aus dem Valle di Ced\u00e8c begonnen und befinden sich auf  einer H\u00f6he von 2.540 Metern in der N\u00e4he einiger Kasernen\u00fcberreste, die zur Unterbringung der italienischen Truppe &#8211; vor allem f\u00fcr das Alpini-Regiment Mondov\u00ec &#8211; dienten. Von dieser Stelle aus entwickelt sich bergauf ein System von Sch\u00fctzengr\u00e4ben und -stellungen, die errichtet wurden, um einen eventuellen Angriff der \u00f6sterreichischen Soldaten abzuwehren.<br \/>\nVon dieser Stelle aus wandert der Blick auf den Fornigletscher mit den dar\u00fcberliegenden Gipfeln der Punta San Matteo mit 3.678 Metern und des Monte Vi\u00f2z mit 3.645 Metern. Trotz des starken R\u00fcckgangs ist dieser Gletscher einer der m\u00e4chtigsten auf der S\u00fcdseite der Alpen. Auf italienischem Gebiet ist er das seltene Beispiel eines zusammengesetzten Gletschers, bei dem der zentrale Eisstrom von seitlichen Str\u00f6men aus genauso vielen Gletscherbecken in der Gebirgsregion der \u201e13 Gipfel\u201c gespeist wird, die vom Cevedale bis zum Pizzo Tresero reichen. An den steilsten Stellen rei\u00dft sich der bewegende Gletscher und bildet spektakul\u00e4re Gletscherbr\u00fcche, w\u00e4hrend sich das vom Gletscher mitgef\u00fchrte Ger\u00f6ll in m\u00e4chtigen Seiten- und Mittelmor\u00e4nen ansammelt: diese l\u00e4nglichen und dunklen Ger\u00f6llstreifen sind im unteren Teil des Gletschers gut sichtbar.<br \/>\nNoch heute hat der Gletscher eine Oberfl\u00e4che von \u00fcber 11 Quadratkilometern, auch wenn seit den 90er Jahren des vergangen Jahrhunderts ein R\u00fcckgang von circa 2 Quadratkilometern zu verzeichnen war.<br \/>\nNicht weniger interessant ist di geologische Zusammensetzung des Valle di Ced\u00e8c, in das Sie sich jetzt begeben. Wenn Sie Ihren Blick Richtung Norden wenden, sehen sie den Farbunterschied zwischen dem h\u00f6chstem Berg, der K\u00f6nigsspitze, der grau ist, und den anderen Bergen mit ihrer r\u00f6tlichen Farbe. Eine andere Farbe entspricht anderen geologischen Eigenschaften. Bei den r\u00f6tlichen Felsen handelt es sich um metamorphisches Gestein, das typisch f\u00fcr den zentralen Teil der Alpen ist. Die Struktur wurde hier durch hohen Druck und Temperaturen stark ver\u00e4ndert. Die Farbe ist auf einen h\u00f6heren Eisengehalt zur\u00fcckzuf\u00fchren. Die grauen Felsen bestehen aus einem besonderen Kalkgestein, das in den Zentralalpen eher selten ist und sich aus Sedimentablagerungen verschiedener Natur auf dem Grund eines urzeitlichen Meeres, das hier vor vielen Millionen von Jahren existierte, bildete.<br \/>\nBeginnen wir nun mit dem geschichtlichen Teil unserer Wanderung, indem wir von dem Feuergefecht erz\u00e4hlen, das im August 1915 am Ausgangspunkt der Wanderung an der Forni-H\u00fctte, Hotel Buzzi stattfand. Bei Beginn der Kampfhandlungen wurde das Geb\u00e4ude ger\u00e4umt und der \u00d6ffentlichkeit geschlossen, w\u00e4hrend ein kleiner gemauerter Bau nicht weit davon entfernt  als Wachtposten f\u00fcr die Alpini eingerichtet wurde. Von der Vi\u00f2zh\u00fctte &#8211; heute Rifugio Mantova al Vi\u00f2z \u2013 auf 3.535 Metern startete eine Patrouille \u00f6sterreichischer Soldaten in der Nacht zwischen dem 3. und 4. August 1915, stieg entlang des Fornigletschers ab und erreichte die H\u00fctte, wo sie das Feuer er\u00f6ffneten. Die Antwort der Alpini kam versp\u00e4tet und die Patrouille konnte sich ungest\u00f6rt zur\u00fcckziehen. Dieser erste \u00dcberraschungsangriff veranlasste die \u00f6sterreichischen Soldaten anzunehmen, dass das Gebiet nicht angemessen besetzt war.<br \/>\nVier Tage darauf, in der Nacht zwischen dem 8. und 9. August, griff eine zweite, aus ungef\u00e4hr 15 Standsch\u00fctzen bestehende Patrouille erneut und dieses Mal entschlossener die Forni-H\u00fctte an. Im Feuergefecht fiel der \u00f6sterreichische Feldwebel Paolo Ghedina aus Cortina d\u2019Ampezzo, w\u00e4hrend auf italienischer Seite vier Verletzte verzeichnet wurden. Die \u00f6sterreichische Patrouille zog sich zur\u00fcck, aber in der Zwischenzeit war aus dem Dorf Santa Caterina Valfurva Verst\u00e4rkung eingetroffen, die die auf dem Fornigletscher gut sichtbaren Standsch\u00fctzen verfolgten. Die italienischen Alpini wurden schlie\u00dflich von den Sch\u00fcssen der \u00f6sterreichisch-ungarischen Wachtposten unterhalb des Bergkamms, der zwischen dem Monte Vi\u00f2z, dem Palon de la Mare und dem Monte R\u00f2sole verl\u00e4uft, aufgehalten. Um 9 Uhr vormittags kehrten die Alpini zur Forni-H\u00fctte zur\u00fcck, ohne Verluste erlitten zu haben: die Situation blieb unver\u00e4ndert, und keine der beiden Seiten hatte auch nur das Geringste erreicht.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2588_de.mp3"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0401-caserma-lungo-sentiero-alto-per-pizzini\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2540},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5656570371762,46.4286453373839]}}