{"type":"Feature","properties":{"id":2612,"name":"PNS0601 Quarto tornante dopo plaz del Rum","description":"<p>Abbiamo percorso un buon tratto della strada tra Case di Viso e il rifugio Bozzi. Come avrai potuto notare, la strada ha pendenza piuttosto dolce e molto costante: sono le caratteristiche tipiche delle strade militari. Questo tracciato, infatti, fu realizzato a scopi militari nei primi anni del 1900 per consentire la costruzione e i successivi rifornimenti del presidio della Guardia di Finanza della Conca di Montozzo. Negli anni della Grande Guerra, vista l\u2019importanza strategica della zona, fu ampliato e rinforzato nei tratti esposti con ampie murature, al fine di consentire il transito agli autocarri militari e permettere il passaggio di pesanti artiglierie di medio calibro.<\/p>\n<p>Da questo punto panoramico \u00e8 possibile vedere alcune tracce lasciate dalla forte presenza dei militari italiani in questa zona. Poco a Nord del sottostante parcheggio si notano segni di scavo nel terreno a monte della strada: erano i basamenti di depositi di munizioni d\u2019artiglieria destinati al fronte del Montozzo.<\/p>\n<p>Volgendo lo sguardo a Nord Ovest, sull\u2019opposto versante della valle, si nota la Malga Forgnuncolo, dove gli italiani avevano messo in batteria pesantissimi mortai da 280 millimetri per colpire, con i loro proietti da 230 chilogrammi, la strada della Val Montozzo proveniente da Pejo e le postazioni austriache delle creste sovrastanti. Volgendo lo sguardo a Ovest, abbiamo in fronte la dorsale delle Graole, anch\u2019essa fortemente presidiata e munita di artiglierie di piccolo e medio calibro, luogo che si presta oggi come ottima meta di un\u2019altra bella camminata. Continuando il giro d\u2019orizzonte, lo sguardo spazia sulle prime vette del gruppo dell\u2019Adamello, mentre sulle montagne in primo piano a Sud si stagliano netti i segni delle strade e delle mulattiere militari scavate nella roccia per collegare conca di Montozzo con le difese del Passo del Tonale, al riparo dalla vista e dal tiro dell\u2019artiglieria austriaca.<br \/>\nL\u2019enorme mole di lavori di scavo e costruzione \u00e8 ben descritta nel diario del Tenente Giovanni Biondi di Darfo. Ascoltiamo cosa scrisse il 1\u00b0 maggio 1916.<\/p>\n<p>\u201cGli uomini s\u2019incamminano taciti e curvi sotto il peso dei materiali pel lavoro&#8230; Passano per sentieri scavati nella neve, per solchi profondi e viscosi degli interminabili nostri camminamenti attraverso a greppi dirupati ed a selve di pini\u2026 Giungono sul posto e dopo dieci minuti di riposo afferrano chi la mazza e chi il pistoletto, chi il badile e chi la gravina, chi il palanchino, chi la piccozza od il martello ed incomincia il ritmo dei colpi demolitori sulla roccia e la rimozione dei macigni pi\u00f9 ostinati\u2026 Li vedo, questi oscuri eroi colla fronte impastata di sudore, la schiena china, le gambe affondate nel terriccio bagnato, le braccia prementi sul rude arnese e tutti i muscoli tesi nel duro sforzo in mezzo a muraglioni di neve sotto il sole come sotto la frigida tormenta\u2026\u201d<\/p>\n<p>Come puoi notare gli aspetti naturali del nostro itinerario sono mutevoli. Il substrato roccioso cambia lungo la salita. Stai camminando in un mosaico di diversi tipi di rocce metamorfiche: nella loro storia sono state esposte a temperature e pressioni tanto elevate da subire modifiche profonde della loro struttura. Qui siamo in una zona dominata dalle quarziti. Salendo si incontreranno rocce frutto della trasformazione di pi\u00f9 antiche rocce sedimentarie: il paragneiss \u2013 nella parte alta del percorso \u2013 e, nei pressi del rifugio Bozzi, i marmi, composti in prevalenza da Carbonato di Calcio.<\/p>\n<p>La vegetazione attuale \u00e8 frutto del secolare lavoro dell\u2019uomo. In condizioni del tutto naturali, qui dovrebbe esserci il bosco, mentre ancora oggi gli alberi si limitano a esemplari sparsi, o a piccole macchie di larice. Questo \u00e8 il frutto dell\u2019antica attivit\u00e0 di disboscamento e decespugliamento effettuata per lasciare spazio ai pascoli. In tempi pi\u00f9 recenti la diminuzione dell\u2019intensit\u00e0 del pascolo ha portato ad un ritorno sempre pi\u00f9 rapido degli arbusti e degli alberi. Qui sono comuni i rododendri, sempreverdi dalle foglie lucide, i ginepri, le cui foglie sono invece piccoli aghi pungenti, e gli ontani verdi, arbusti a foglie caduche alti anche pi\u00f9 di due metri.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T13:59:35","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6015-576x1024.jpg","id":3862,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6014-1024x576.jpg","id":3859,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6013-576x1024.jpg","id":3856,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6012-1024x576.jpg","id":3853,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6010-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS_IT06_0601.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2612","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2612&action=edit","translations":{"en":{"id":3327,"name":"PNS0601 Quarto tornante dopo plaz del Rum","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0601-quarto-tornante-dopo-plaz-del-rum\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3327","description":"<p>You have completed a good section of the road between Case di Viso and Rifugio Bozzi. As you will have noted, the road climbs fairly gently and very constantly. This is characteristic of military roads. This route was, in fact, built for military purposes in the early years of the 20th century to allow for the building and subsequent supplying of the Guardia di Finanza fortress in Conca Montozzo. Given the area\u2019s strategic importance, during the war years it was widened and reinforced in exposed sections with thick walls in order to make it usable for military trucks as well as medium calibre heavy guns. <\/p>\n<p>From this panoramic point you can see certain traces left by the large numbers of Italian soldiers present in this area. In fact, just to the north of the car park below, there are signs of digging work above the road: these were the foundations for the artillery ammunition deposits needed by the Montozzo front. Furthermore, if you look north-west, to the opposite side of the valley, you can see Malga Forgnuncolo where the Italians fielded ultra-heavy 280 millimetre mortars to hit the Val Montozzo road from Pejo and the Austrian positions above it with their 230 kg shells. If you look westwards you are facing the Graole ridge, also powerfully defended and equipped with small and medium calibre artillery and an excellent walking destination today. Continuing along the horizon, you first see the peaks of the Adamello massif while on the mountains standing out in the foreground to the south the signs of the military roads and mule tracks dug out the rock to link the Montozzo basin with the Tonale Pass defences are visible, sheltered from Austrian artillery sight and fire.<br \/>\nThe huge volume of digging and building work involved is well described in the diaries of Lieutenant Giovanni Biondi of Darfo. Let\u2019s listen to what he wrote on 1st May 1916<\/p>\n<p>The men marched silently, bent over under the weight of their work materials&#8230; They passed through paths carved out of the snow, the deep and slippery ditches of our interminable walkways, across rocky crags and pine forests&#8230; They arrived at destination and after ten minutes of rest they took up whatever tool they had &#8211; some a mallet, some a mining chisel, some a spade and some a mattock, some a crowbar and some a hammer and they set to work rhythmically demolishing the rocks and removing the most stubborn boulders&#8230; I can see them, these obscure heroes with their foreheads dripping sweat, their backs bent over, their legs sinking into the wet earth, their arms pressing down on their basic tools and all their muscles taut in the hard work in the midst of snow walls under the sun and under a freezing storm&#8230;<\/p>\n<p>As you can see, the natural aspects of the route are changeable. The underlying rock layer changes as you climb. You are walking through a mosaic of different types of metamorphic rocks. Over time these have been exposed to such high temperatures and pressures that they have undergone changes in structure, some significant. Here we are in an area dominated by quarzites. As you climb you come across rocks resulting from the transformation of older sedimentary rocks: paragneiss &#8211; in the upper part of the route &#8211; and composite marbles and calcium carbonate in particular near Rifugio Bozzi.<br \/>\nToday\u2019s vegetation is the outcome of centuries of human action. In its entirely natural state these would be forests while today there are just a few scattered trees and small clumps of larch. This is the result of ancient deforestation and deshrubbing work designed to leave space for pasture. In more recent times a reduction in the intensity of pasture has led to an increasingly rapid return of shrubs and trees. Here it is the rhododendrons &#8211; evergreen plants with shiny green leaves &#8211; which are most common as well as junipers with small prickly needles and green alders, tall two or three metre high deciduous plants.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2612_en.mp3"},"de":{"id":2814,"name":"PNS0601 Quarto tornante dopo plaz del Rum","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0601-quarto-tornante-dopo-plaz-del-rum\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2814","description":"<p>Wir haben einen betr\u00e4chtlichen Teil Strecke zwischen Case del Viso und der Bozzi-H\u00fctte hinter uns. Wie Sie sicher festgestellt haben, ist die Steigung des Wegs eher gering und gleichm\u00e4\u00dfig: Es handelt sich hier die um typische Eigenschaften der damals gebauten Milit\u00e4rstra\u00dfen. In der Tat wurde dieser Abschnitt zu Beginn des zwanzigsten Jahrhunderts f\u00fcr Milit\u00e4rzwecke errichtet,  um den Bau der Garnison der Finanzwache der Conca Montozzo und ihre Versorgung zu erm\u00f6glichen. W\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs wurden die weiter ausgesetzten Abschnitte der Stra\u00dfe aufgrund der strategischen Bedeutung der Region ausgebaut und mit ausgedehnten Mauern befestigt, damit au\u00dfer der schweren Artillerie mittleren Kalibers auch Milit\u00e4rlastw\u00e4gen auf der Stra\u00dfe verkehren konnten. <\/p>\n<p>An diesem Aussichtspunkt sind noch einige Spuren der starken Pr\u00e4senz italienischer Soldaten in dieser Region sichtbar. Nur wenig n\u00f6rdlich des unter Ihnen liegenden Parkplatzes kann man Grabspuren im Boden oberhalb der Stra\u00dfe erkennen: Hier befanden sich die Fundamente des  Artillerie-Munitionslagers f\u00fcr die Front des Montozzo. Wenn Sie Ihren Blick nach Nordwesten, auf die gegen\u00fcberliegende Talflanke richten, erkennen Sie die Malga Forgnuncolo, wo die Italiener eine Batterie von schweren 28-cm-M\u00f6rsern aufgebaut hatten, um mit den 230 Kilogramm schweren Geschossen die von Peio herf\u00fchrende Stra\u00dfe des Val Montozzo sowie die \u00f6sterreichischen Stellungen auf den dar\u00fcberliegenden Bergk\u00e4mmen zu bombardieren. Weiter nach Westen bietet sich der Bergr\u00fccken der Graole dar, der ebenfalls von Soldaten kontrolliert wurde und mit leichter und mittlerer Artillerie best\u00fcckt war. Dieser Ort kann als Ziel einer weiteren sch\u00f6nen Wanderung in Betracht gezogen werden. Lassen Sie Ihren Blick am Horizont weiterschweifen, so sehen Sie die ersten Gipfel der Adamello-Gruppe, w\u00e4hrend sich im S\u00fcden auf den Bergen im Vordergrund  die Linien der Stra\u00dfen und Saumpfade  deutlich abzeichnen, die von den Truppen in den Felsen geschlagen wurden;  sie verliefen gesch\u00fctzt vor den Blicken und dem Beschuss der \u00f6sterreichischen Artillerie und Stellten die Verbindung zwischen der Conca Montozzo und den piede di porcoVerteidigungsstellungen des Tonalepasses her.<br \/>\nDie enorme Arbeit, die mit dem Graben und dem Bau der Verbindungswege verbunden war, wird im Tagebuch des Leutnants Giovanni Biondi aus Darfo gut beschrieben. H\u00f6ren wir, was er am 1. Mai 1916 eingetragen hat.<\/p>\n<p>Die M\u00e4nner setzen sich stumm und gekr\u00fcmmt unter dem Gewicht des Baumaterials in Bewegung\u2026 Sie gehen auf die in den Schnee gegrabenen Wegen, durch tiefe und schl\u00fcpfrige Einschnitte, in einem unendlichen Marsch \u00fcber schroffe Felsvorspr\u00fcnge und durch Kiefernw\u00e4lder\u2026 An Ort und Stelle angekommen, greifen sie nach 10 Minuten Ruhepause zum F\u00e4ustel und zum Gesteinsbohrer, zur Schaufel und zur Hacke, zum Hebebaum und zum Eispickel oder dem Hammer, und es beginnt der Rhythmus der zerst\u00f6rerischen Schl\u00e4ge auf dem Felsen und das Entfernen der auch hartn\u00e4ckigsten Felsbl\u00f6cke  \u2026 Ich sehe sie vor mir, diese unauff\u00e4lligen Helden mit Schwei\u00df verschmierter Stirn, den R\u00fccken gebeugt, die Beine eingesunken im nassen Erdreich, die Arme gepresst \u00fcber das grobe Werkzeug und alle Muskeln von gro\u00dfer Anstrengung angespannt inmitten von Schneew\u00e4nden, unter der Sonne wie auch unter dem eisigen Schneesturm &#8230;<\/p>\n<p>Wie Sie bemerkt haben, wechselt die Natur auf unserer Strecke. Der felsige Grund \u00e4ndert sich w\u00e4hrend des Aufstiegs. Sie wandern durch ein Mosaik aus unterschiedlichem metamorphem Gestein: In ihrer langen Vergangenheit waren diese Felsen so extremen Temperaturen und hohem Druck ausgesetzt, dass sogar ihre Struktur tief im Innern ver\u00e4ndert wurde. Auf dieser H\u00f6he pr\u00e4dominieren die Quarzite. Weiter oben hingegen begegnen wir Felsen, die aus einer Umwandlung von \u00e4lterem Sedimentgestein hervorgegangen sind: so der Paragneis \u2013 auf dem oberen Teil der Strecke \u2013 und, in der N\u00e4he der Bozzi-H\u00fctte, Marmorgestein, das sich haupts\u00e4chlich aus Calciumcarbonat zusammensetzt.<br \/>\nDie derzeitige Vegetation ist das Ergebnis eines jahrhundertelangen Eingreifens des Menschen. W\u00e4re die Natur sich selbst \u00fcberlassen, m\u00fcsste hier ein Wald stehen, w\u00e4hrend sich die B\u00e4ume hier nur auf einzelne Exemplare oder auf kleine Ansammlungen von L\u00e4rchen beschr\u00e4nken. Diese Landschaft entstand aufgrund der weitverbreiteten Gewohnheit der Rodung, um Platz f\u00fcr Weiden zu schaffen. Die Abnahme der Weidewirtschaft hat in vergangenen Jahren zu einer immer schnelleren R\u00fcckkehr von B\u00fcschen und B\u00e4umen gef\u00fchrt. In dieser Gegend zwischenzeitlich g\u00e4ngige Pflanzenarten sind die Rhododendren, immergr\u00fcne Pflanzen mit gl\u00e4nzenden Bl\u00e4ttern, Wacholderstr\u00e4ucher mit ihren kleinen, nadelf\u00f6rmigen Bl\u00e4ttern, und die sommergr\u00fcne Alpen-Erle, eine strauchf\u00f6rmige Erlenart, die eine H\u00f6he von zwei und mehr Metern erreichen kann.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2612_de.mp3"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0601-quarto-tornante-dopo-plaz-del-rum\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2083},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5564295101848,46.3049583669018]}}