{"type":"Feature","properties":{"id":2616,"name":"PNS0603 Oltre il \u201cmuseo\u201d, verso il villaggio e le postazioni d\u2019artiglieria sopra il Rifugio Bozzi","description":"<p>Ci addentriamo ora nei resti del villaggio militare di Conca di Montozzo: potrebbe comparire una simpatica marmotta, ma facciamo attenzione anche a qualche vipera. Gi\u00e0 alcuni mesi prima dello scoppio della Grande Guerra, il battaglione alpini Edolo presidiava questa zona con le compagnie 50a e 52a a cui si aggiunse, il 21 luglio 1915, la 245a compagnia del battaglione alpini Val d\u2019Intelvi, costituendo in tal modo il \u201cdistaccamento Montozzo\u201d. I soldati e gli animali erano inizialmente alloggiati in tende realizzate su terrazzamenti scavati nel pendio della conca. Fu presto intrapresa la costruzione di strutture in muratura per il ricovero delle truppe e dei muli e realizzati magazzini e depositi di armi e munizioni. Per velocizzare la costruzione di questi ricoveri furono anche montate alcune baracche prefabbricate modello Damioli, di cui oggi possiamo vedere l\u2019unico esemplare superstite al Museo della Guerra Bianca in Adamello a Tem\u00f9.<\/p>\n<p>Contemporaneamente vennero realizzate le opere di difesa della prima linea su tutte le creste circostanti, dall\u2019Ercavallo alla Cima Casaiole, in special modo presso la Forcellina di Montozzo, punto naturalmente pi\u00f9 debole della catena montuosa in quanto facilmente accessibile.<\/p>\n<p>Per garantire il costante afflusso di rifornimenti in questo tratto di fronte, fu ampliata la vecchia mulattiera che da Case di Viso saliva in Conca Montozzo, trasformandola in strada camionabile che, con poche modifiche, \u00e8 usata ancora oggi. Inoltre il distaccamento a Montozzo era rifornito da una teleferica che saliva da Case di Viso. Dai depositi di questo insediamento altre 4 teleferiche rifornivano le posizioni di prima linea, raggiungendo la selletta della cresta di Montozzo, la Forcellina di Montozzo, la selletta sotto Punta di Albiolo e il Passo dei Contrabbandieri. Di queste teleferiche restano evidenti i basamenti e i mucchi di sassi caricati a monte e usati come contrappeso per far salire i vagoni dei rifornimenti.<\/p>\n<p>Seguendo le tracce che collegano tra loro i resti dei baraccamenti, vale la pena di salire sulla sommit\u00e0 del dosso roccioso che ci sovrasta. Su tale dosso furono realizzate alcune piazzole a cielo scoperto per l\u2019artiglieria che risultarono parzialmente visibili dalle linee austriache, per cui fu realizzato un complesso sotterraneo piuttosto particolare e che oggi \u00e8 l\u2019unico facilmente visitabile per tutta la zona del fronte dell\u2019Adamello.<br \/>\nPartendo da poco sotto il bordo del dosso, un camminamento coperto porta a tre postazioni d\u2019artiglieria con altrettante riservette per munizioni. Il camminamento e le riservette sono completamente ricoperti da travi di larice che, a loro volta, sostengono uno strato di quasi un metro di grossi sassi e terra che fungeva da blindatura. Le tre piazzole per i pezzi non erano blindate, ma furono dotate di grosse ante in legno che venivano aperte poco prima dell\u2019impiego dei pezzi. In queste piazzole erano installati mortai in acciaio da 149 millimetri, caratteristici per il loro tiro molto arcuato e adatto alla guerra in montagna.<\/p>\n<p>Una volta visitate le postazioni d\u2019artiglieria, procedendo verso Est si pu\u00f2 scendere al rifugio percorrendo la trincea difensiva, che collega il pianoro erboso con lo sperone roccioso a Sud Est del Rifugio (allora baracca comando). Lo scavo, profondo pi\u00f9 di due metri, \u00e8 arginato con muri a secco e segue il profilo del dosso. Lungo tutto il lato rivolto verso la Forcellina di Montozzo \u00e8 visibile un gradino di circa 50 cm di altezza: questo serviva per permettere ai difensori di affacciarsi sul bordo della trincea per sparare, mentre altri militari potevano transitare nel camminamento restando protetti dal tiro avversario. Al fine di contenere il pi\u00f9 possibile gli effetti di un\u2019eventuale esplosione all\u2019interno della trincea, furono realizzati, sempre con muratura a secco, degli speroni rompitratta di quasi due metri di spessore a una distanza di circa dieci metri l\u2019uno dall\u2019altro.<br \/>\nPer tutta la durata della guerra questa zona fu un formicolio di uomini che lavoravano per la costruzione di trincee, gallerie, strade, sentieri di arroccamento sulle creste, postazioni d\u2019artiglieria. Anche dai tipi di cannoni piazzati in valle di Viso e presso la malga Forgnuncolo si pu\u00f2 dedurre l\u2019importanza che aveva questo tratto di fronte.<\/p>\n<p>A partire dagli anni \u201890 del secolo scorso, i resti dei ricoveri del distaccamento a Montozzo sono stati oggetto di numerosi interventi di ripristino, non sempre pienamente condivisibili, ma \u00e8 innegabile l\u2019emozione che si prova nel percorrere queste testimonianze della storia di oltre 100 anni fa.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T14:03:42","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6034-576x1024.jpg","id":3901,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6033-1024x576.jpg","id":3898,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6032-1024x576.jpg","id":3895,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6031-576x1024.jpg","id":3892,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS6030-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PNS_IT06_0603.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2616","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2616&action=edit","translations":{"en":{"id":3329,"name":"PNS0603 Oltre il \u201cmuseo\u201d, verso il villaggio e le postazioni d\u2019artiglieria sopra il Rifugio Bozzi","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0603-oltre-il-museo-verso-il-villaggio-e-le-postazioni-dartiglieria-sopra-il-rifugio-bozzi\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3329","description":"<p>You are now making your way into what remains of the Conca Montozzo army village. You might come across a fun marmot or two but be careful of vipers. Even a few months before the outbreak of the Great War, the Edolo Alpini battalion guarded this area with its 50th and 52nd companies supplemented on 21st July 1915 with the 245th company of the Alpini Val d\u2019Intelvi battalion, thus constituting the Montozzi detachment. The soldiers and animals were initially put up in tents built on terraces dug out of the slopes of the basin. Stone buildings were soon built for the troops and the mules as well as warehouses for weapons and ammunition. To speed up the building of these shelters certain Damioli model prefabricated sheds were also mounted of which a single surviving example is on show at the Museo della Guerra Bianca in Adamello in Tem\u00f9. <\/p>\n<p>At the same time defensive work was done on the front line along all the ridges around it from Ercavallo to Cima Casaiole and especially at Forcellina di Montozzo, a naturally weak point in the mountain massif as it was easy to get to. <\/p>\n<p>To ensure a constant flow of supplies to this section of the front, an old mule track which climbed up from case di Viso to Conca Montozzo was enlarged and transformed into a truck access road which is still in use today with just a few changes. The Montozzo detachment was also supplied by a teleferic whose lower station was in Case di Viso. From the warehouses of this position a further four teleferics supplied the front line positions reaching Montozzo crest col, Forcellina di Montozzo, the col below Punta di Albiolo and Passo dei Contrabbandieri. The foundations and heaps of stones loaded onto it at the top as a counterweight to the supply carriages are still visible.<\/p>\n<p>Following the traces which link together the remains of the huts, it is worth climbing up to the peak of the rocky rise above it. A number of open air artillery positions were set up on this rise which were partially visible from the Austrian lines and thus an underground complex was built in a very unusual way which is the only one of its kind still easy to visit along the Adamello front. <\/p>\n<p>Starting a little below the edge of the rise, a covered walkway led to three artillery positions with the same number of ammunition deposits. The walkways and deposits were completely covered over with larch beams which in turn supported an almost one metre thick layer of large stones and earth to protect it from fire. The three gun positions were not covered over but equipped with large wooden shutters which, normally closed and camouflaged, were opened shortly before use. 149 mm steel mortars were installed in these positions whose line of fire was extremely arched and thus well suited to mountain warfare.<\/p>\n<p>Once you have visited these gun positions, continue eastwards downhill to the refuge along the defensive trench which linked the grassy plain with the rocky spur to the south east of the refuge (then a command hut). Dug two metres in, it was shored up with dry stone walls and follows the line of the rise. Along the side facing Forcellina di Montozzo a step around 50 cm in height is visible. The purpose of this was to enable defenders to look out over the edge of the trench to fire while others could pass through the trench safe from enemy fire. In order to contain the effects of a potential explosion in the trench as much as possible, crossbar spurs nearly two metres thick, once again in dry stone wall, were put in around ten metres apart. <\/p>\n<p>For the entire duration of the war this area was a veritable ants\u2019 nest of men working on the building of trenches, tunnels, roads, high position walkways on the ridges and artillery positions. The types of guns kept in Valle di Viso and near Malga Forgnuncolo are a sign of the importance of this section of front.<\/p>\n<p>Beginning in the 1990s the remains of the Montozzo detachment shelters have been subject to a great deal of restoration work, some of which are to some extent controversial but the thrill to be had in exploring these traces of a history which took place over 100 years ago is undeniable.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2616_en.mp3"},"de":{"id":2816,"name":"PNS0603 Oltre il \u201cmuseo\u201d, verso il villaggio e le postazioni d\u2019artiglieria sopra il Rifugio Bozzi","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0603-oltre-il-museo-verso-il-villaggio-e-le-postazioni-dartiglieria-sopra-il-rifugio-bozzi\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2816","description":"<p>Wir begeben uns nun in die Ruinen der Milit\u00e4rstation von Conca Montozzo: Es k\u00f6nnte sich hier durchaus ein sympathisches Murmeltier zeigen, aber Sie sollten sich vor allem vor den Vipern in Acht nehmen. Schon einige Monate vor Ausbruch des Ersten Weltkriegs kontrollierte das Alpini-Regiment Edolo dieses Gebiet mit der 50. und 52. Kompanie. Zu diesen gesellte sich dann am 21. Juli 1915 die 245. Kompanie des Alpini-Regiments Val d\u2019Intelvi, um so das Montozzo-Regiment zu bilden. Soldaten und Tiere waren anfangs in Zelteuntergebracht, die, auf in den Hang der Hochebene gegrabene Terrassen, aufgestellt waren. Bald darauf wurde mit dem Bau von Geb\u00e4uden aus Stein begonnen, die als Unterkunft der Truppen und Maultiere dienten, und es wurden Lager sowie Waffen- und Munitionsdepots errichtet. Um den Bau der Unterk\u00fcnfte zu beschleunigen, wurden auch einige vorgefertigte Baracken des Modells \u201cDamioli\u201d aufgestellt, von denen wir heute das einzige \u00fcbriggebliebene Exemplar im \u201eMuseo della Guerra Bianca in Adamello\u201c  bewundern k\u00f6nnen. <\/p>\n<p>Zeitgleich wurden die Verteidigungsanlagen der vordersten Linie auf den umliegenden Bergk\u00e4mmen errichtet, angefangen vom Ercavallo bis zur Cima Casaiole, und vor allem im Bereich der Forcellina di Montozzo, die aufgrund ihres einfachen Zugangs den schw\u00e4chsten Punkt der Gebirgskette darstellte. <\/p>\n<p>Um einen ununterbrochenen Nachschub auf diesem Frontabschnitt zu gew\u00e4hrleisten, wurde der ehemalige Saumpfad ausgebaut, der vom Dorf Case di Viso zur Conca Montozzo hinauff\u00fchrte; er wurde zu einer mit Lastw\u00e4gen befahrbaren Stra\u00dfe umgebaut, die mit nur wenigen \u00c4nderungen noch heute benutzt wird. Dar\u00fcber hinaus wurde das Montozzo-Regiment \u00fcber eine Transportseilbahn von Case di Viso herauf versorgt. Zur Versorgung der Stellungen an der Front gingen von den Depots dieser Milit\u00e4rstation 4 weitere Seilbahnen hinauf zum kleinen Sattel des Montozzo-Bergkamms, zur Forcellina di Montozzo, zum kleinen Sattel unterhalb des Gipfels der Punta di Albiolo und zum Passo dei Contrabbandieri. Von diesen Materialseilbahnen sind noch die Fundamente sichtbar sowie die Steinhaufen: diese Steine wurden an der Bergstation als Gegengewicht geladen, um die mit den Vorr\u00e4ten gef\u00fcllten Loren nach oben zu bef\u00f6rdern.<\/p>\n<p>Folgen wir den Spuren, die die \u00dcberreste der Baracken miteinander verbinden. Es zahlt sich sicher aus, auf den h\u00f6chsten Punkt des \u00fcber uns erscheinenden Felsr\u00fcckens zu steigen. Auf diesem Felsr\u00fccken wurden einige offene Standpl\u00e4tze f\u00fcr die Artillerie geschaffen, die aber von den \u00f6sterreichischen Linien teilweise zu sehen waren. Aus diesem Grund wurde im Anschluss eine eher eigenartige, unterirdische Konstruktion errichtet, die heute die einzige an der ganzen Adamello-Front ist, die ohne Weiteres besichtigt werden kann.<br \/>\nNur wenig unterhalb der Kante dieser Erhebung f\u00fchrt ein bedeckter Laufgraben zu drei Artilleriestellungen mit genauso vielen kleinen Munitionsdepots. Der Laufgraben  und die Munitionsdepots sind komplett mit Balken aus L\u00e4rchenholz bedeckt, die wiederum eine fast 1 Meter dicke Panzerung aus gro\u00dfen Steinen und Erde tragen. Die drei Gesch\u00fctzst\u00e4nde hingegen waren nicht mit einer Panzerung gesch\u00fctzt; sie verf\u00fcgten aber \u00fcber dicke Holzt\u00fcren, die \u2013 im Normalfall geschlossen und getarnt \u2013 erst kurz vor dem Einsatz der Gesch\u00fctze ge\u00f6ffnet wurden. Auf diesen Gesch\u00fctzst\u00e4nden waren 149-Millimeter-Stahlm\u00f6rser aufgestellt, deren Geschosse f\u00fcr ihre stark gekr\u00fcmmte Flugbahn bekannt waren und die deshalb besonders f\u00fcr den Krieg im Gebirge geeignet waren.<\/p>\n<p>Nach dem Besuch der Artilleriestellungen kann man in Richtung Osten zur\u00fcck zur H\u00fctte und damaligen Kommandobaracke gelangen, in dem man dem Verteidigungsgraben folgt, der die grasige Hochebene mit dem Felssporn s\u00fcd\u00f6stlich der H\u00fctte verbindet. Dieser Graben, mehr als zwei Meter tief und mit Trockenmauern gest\u00fctzt, folgte dem Profil der Erhebung. Auf der Seite zur Forcellina di Montozzo hin verl\u00e4uft auf der Innenseite des Grabens eine ca. 50 Zentimeter hohe Stufe, von der aus die Verteidiger zum Schie\u00dfen \u00fcber den Grabenrand blicken konnten, w\u00e4hrenddessen andere Soldaten im Graben entlanggehen konnten, ohne der feindlichen Geschosse ausgesetzt zu sein. Um die Konsequenzen einer eventuellen Explosion im Innern des Grabens so weit als m\u00f6glich einzud\u00e4mmen, wurden im Abstand von etwa 10 Metern fast 2 Meter dicke Unterbrechungsw\u00e4lle aus Trockenmauern errichtet. W\u00e4hrend der gesamten Dauer des Krieges wimmelte es auf diesem Gebiet nur so von M\u00e4nnern, die mit dem Bau von Sch\u00fctzengr\u00e4ben, Stollen, Stra\u00dfen, rochadeartigen Gratwegen und Artilleriestellungen besch\u00e4ftigt waren. Auch anhand der Gesch\u00fctzmodelle, die im Val di Viso und auf der Malga Forgnuncolo aufgestellt waren, kann man die Bedeutung dieses Frontabschnitts ermessen.<\/p>\n<p>Seit den 90er Jahren des vergangenen Jahrhunderts wurden die \u00dcberreste dieser Garnison des Montozzo-Regiments St\u00fcck um St\u00fcck wieder hergerichtet; das Ergebnis ist nicht immer v\u00f6llig gelungen, aber man kann die Emotionen nicht leugnen, die den Wanderer beim Besuch dieser geschichtstr\u00e4chtigen Zeugnisse aus einer Zeit vor \u00fcber 100 Jahren \u00fcberkommen.<\/p>\n","audio":"https:\/\/a.webmapp.it\/stelvio.wp.webmapp.it\/media\/audios\/2616_de.mp3"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0603-oltre-il-museo-verso-il-villaggio-e-le-postazioni-dartiglieria-sopra-il-rifugio-bozzi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2475},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5685485614715,46.3035578284853]}}