{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":2562,"name":"PNS0200 Tornante n. 8 della SS 38 dello Stelvio","description":"<p>Benvenuto nel Parco Nazionale dello Stelvio.<br \/>\nL\u2019App \u201cOltre le tracce della storia\u201d che hai attivato ti consente di ricevere sul tuo smartphone informazioni storiche e ambientali sul luogo che stai visitando. In tal modo possiamo offrirti contenuti culturali senza dover posare e gestire cartelli e senza che tu ti debba fermare per leggerli. Via via che procederai lungo l\u2019itinerario, in corrispondenza dei principali punti di interesse, che sono stati georeferenziati, riceverai una notifica sul tuo dispositivo mobile: apparir\u00e0 quindi l\u2019immagine della cartina della zona e potrai attivare l\u2019audio con la descrizione. Ti consigliamo l\u2019utilizzo degli auricolari: per  camminare mantenendo la necessaria attenzione al percorso. Oltre alle informazioni audio, l\u2019applicazione mette a disposizione anche una serie di immagini d\u2019archivio, ma per guardare le foto, fermati qualche istante: la prudenza in montagna \u00e8 sempre d\u2019obbligo. Ne approfitterai per contemplare anche il paesaggio che ti circonda.<br \/>\nRicordati di utilizzare sempre calzature da montagna e abbigliamento adeguato: in alta quota il tempo cambia anche velocemente ed \u00e8 importante avere sempre con s\u00e9 indumenti caldi e protezioni contro il vento o la pioggia. \u00c8 opportuno portare cibo e acqua, ed \u00e8 buona norma disporre di una minima dotazione per il pronto soccorso. Per percorrere in sicurezza l\u2019itinerario considera inoltre la possibilit\u00e0 di farti accompagnare da una guida alpina o da un accompagnatore di media montagna.<br \/>\nTi trovi all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio, a cavallo tra Lombardia, Trentino, Alto Adige\/S\u00fcdtirol e Svizzera, a cospetto delle pi\u00f9 imponenti montagne del gruppo dell\u2019Ortles-Cevedale. Oggi \u00e8 un luogo fortemente turistico, d\u2019incontro e di passaggio, ma gi\u00e0 dall&#8217;antichit\u00e0 queste montagne rappresentavano un importante collegamento di uomini e merci tra i due versanti delle Alpi.<br \/>\nTra il 1915 e il 1918 questo territorio fu teatro di aspri combattimenti tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico. I luoghi ove si svolsero i combattimenti erano in genere ad alta quota, coperti prevalentemente da neve e ghiacciai perenni: per questo motivo, il conflitto prese il nome di Guerra Bianca. Proprio grazie alla conservazione facilitata dal particolare ambiente di alta quota, sono ancora numerose le testimonianze della permanenza dei soldati dei due eserciti su queste cime. Si tratta di elementi storici importanti, oggi tutelati dalla legge: \u00e8 pertanto vietata ogni azione di danneggiamento, compreso anche il solo prelievo di piccole porzioni di manufatti e reperti.<br \/>\nI contenuti proposti rientrano nel programma di valorizzazione del patrimonio storico promosso e sostenuto da Regione Lombardia all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco dell\u2019Adamello con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca di Tem\u00f9.<\/p>\n<p>Il progetto intende descrivere i luoghi, le vicende e i manufatti legati alla prima guerra mondiale, facendo emergere aspetti poco noti del conflitto, ma soprattutto intende ricordare che la storia della Guerra Bianca, e di tutta la Grande Guerra, \u00e8 colma di sacrifici inimmaginabili da entrambe le parti.<br \/>\nQuesto racconto vuole essere un omaggio a quei soldati che, nel sommesso compimento di un dovere o nella convinzione di onorare la propria Patria fino a donarle la vita, sono stati protagonisti di quelle tragiche vicende. Per questo ti  invitiamo a intraprendere questa passeggiata non solo con un approccio rispettoso dell\u2019ambiente, ma anche della memoria di quegli uomini che qui furono costretti ad affrontarsi e a uccidersi.<br \/>\nL\u2019itinerario proposto, dal tornante n. 8 della statale dello Stelvio  al Filon dei Mot, si svolge su un comodo sentiero che percorre inizialmente in leggera salita il versante orografico sinistro della Valle del Braulio. Transitati sulle rive del Laghetto Alto, tra le tipiche fioriture alpine d\u2019alta quota, raggiungerai le Rese Basse di Scorluzzo.<br \/>\nIn seguito, a mezza costa, dopo aver superato il Piano di Scorluzzo e la Malga dell&#8217;Alpe il tracciato si inerpica sul ripido pendio fino al villaggio pi\u00f9 occidentale del Filon dei Mot compiendo un dislivello di 345 metri con un tempo medio di salita di circa due ore.<br \/>\nIl facile percorso \u00e8 alla portata di tutti e consente di ammirare un panorama stupendo sulla sottostante vallata e sulla cresta dell&#8217;opposto versante con le Cime di Radisca, il Monte Braulio, la Bocchetta di Forcola, la Punta di Rims e la frastagliata, incantevole, Cresta dell&#8217;Umbrail.<br \/>\nGrazie alla collaborazione dell\u2019archivio del Museo della Guerra Bianca in Adamello di Tem\u00f9, nei punti di interesse di questo percorso saranno visibili anche fotografie storiche di queste zone. Le immagini naturalistiche sono invece tratte dal repertorio del concorso fotografico internazionale &#8220;Fotografare il Parco&#8221;.<br \/>\nBuon cammino!<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0200.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2562","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2562&action=edit","translations":{"en":{"id":3302,"name":"PNS0200 Tornante n. 8 della SS 38 dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0200-tornante-n-8-della-ss-38-dello-stelvio\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3302","description":"<p>Welcome to the Stelvio National Park<br \/>\nThe application \u201cFollowing in the footsteps of history\u201d you have activated gives you access to historical and environmental information on the place you are visiting. It is a way of offering cultural contents without us needing to set up and manage info boards or you to stop and read them. As you move along the itinerary you will receive mobile phone alerts when you reach points of interest. A map of the area will automatically appear, giving you the opportunity to activate an audio description. We recommend you use headphones so that you can remain focused on the route as you walk. As well as audio information the application also makes a series of archive images available. Stop a moment to look at these. Prudence is always advisable in the mountains. Take advantage of the opportunity to enjoy the landscape around you.<br \/>\nRemember to wear mountain boots and suitable clothing at all times. At high altitudes the weather changes rapidly and it is important to have warm, wind and rain proof clothing with you at all times. Bringing food and water is recommended and bringing a minimum of first aid supplies with you is good practice. For safety purposes you may also want to consider hiring an Alpine or Middle Mountain guide to accompany you.<br \/>\nYou are in the Stevio National Park, on the border between the Lombardy Region, Trentino, Alto Adige\/S\u00fcdtirol and Switzerland, in proximity to some of the highest mountains in the Ortles-Cevedale massif. It is now a popular tourist destination, a place of meeting and transit, but these mountains have been an important cross-Alpine transit route for both men and goods since antiquity.<br \/>\nFrom 1915 to 1918 the area was the site of bloody fighting between the Italian kingdom and the Austro-Hungarian Empire. Most of the fighting took place at high altitude, where permanent snow and glaciers are the norm and this is why it has been called the White War ever since. It is precisely due to the specific conservation facilitated by high altitude environments that so much evidence of the presence of the two armies on these peaks has been conserved. These are important historical records now protected by the law. Any damage whatsoever, including taking with you a small piece of these historical items and finds is thus strictly forbidden.<br \/>\nThe information offered here falls under the historical heritage promotion programme sponsored and promoted by the Lombard Region in the Stelvio National Park and the Adamello Park, in conjunction with the Tem\u00f9 White War Museum. The aim of the project is to describe the places, events and artefacts linked to World War One, bringing out little known aspects of the war and, above all, remembering that the history of the White War, like that of the Great War as a whole, is a story of unimaginable suffering on both sides.<br \/>\nThe purpose of this story is thus to pay tribute to those soldiers who played a part in these tragic events, quietly doing their duty or in the belief that honouring their nation meant giving their lives. We therefore hope you will undertake this very beautiful walk in a spirit which is respectful not only of nature but also, first and foremost, of the memory of the men who were obliged to fight and kill each other here.<br \/>\nThis itinerary starts at hairpin bend no. 8 on 38 Stelvio state road (2550 metres) and as far as Filon dei Mot (2768 metres), it is on a straightforward footpath which climbs long the left bank of the Valle del Braulio in gentle ascent. It passes along the banks of Laghetto Alto in the midst of characteristic high altitude flora to Rese Basse di Scorluzzo.<br \/>\nIt then traverses before turning upwards on a steep slope after Piano di Scorluzzo and Malga dell&#8217;Alpe as far as the westernmost village of Filon dei Mot, a total altitude gain of 345 metres with an average ascent time of around two hours.<br \/>\nThis easy itinerary is accessible to everyone and affords wonderful views over the valley below and the ridge on the opposite side with Cime di Radisca, Monte Braulio, Bocchetta di Forcola, Punta di Rims and the battlemented and enchanting Cresta dell&#8217;Umbrail.<br \/>\nThanks to the assistance of the Tem\u00f9 Museo della Guerra Bianca in Adamello, photographs of the area are also on display at this itinerary\u2019s points of interest.<br \/>\nThe nature images have been taken from the international photographic competition Fotografare il Parco.<br \/>\nHappy walking!<\/p>\n"},"de":{"id":2789,"name":"PNS0200 Tornante n. 8 della SS 38 dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0200-tornante-n-8-della-ss-38-dello-stelvio\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2789","description":"<p>Willkommen im Nationalpark Stilfserjoch.<br \/>\nDie Anwendung \u201eAuf den Spuren der Geschichte\u201c ist jetzt auf Ihrem Smartphone aktiv: Nun werden Ihnen interessante Inhalte, wie Informationen \u00fcber die Geschichte und die Natur des Ortes, den Sie besuchen, direkt auf Ihrem Handy gezeigt. Dadurch k\u00f6nnen wir auf m\u00fchsame Schilder verzichten und Ihnen einen erleichterten Zugang auf kulturelle Inhalte anbieten, die Sie einfach auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t lesen k\u00f6nnen, w\u00e4hrend Sie unterwegs sind. Dank der Geokodierung werden Sie entlang der Route nichts mehr \u00fcbersehen: Eine Benachrichtigung auf Ihrem Smartphone wird Sie auf die wichtigsten Punkte aufmerksam machen. Sie k\u00f6nnen auch die Karte des Gebiets rund um Sie auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t einsehen und die Audiobeschreibung anh\u00f6ren. Wir empfehlen Ihnen die Verwendung von Kopfh\u00f6rern: So k\u00f6nnen Sie sich ohne Ablenkung durch Ihr Smartphone auf den Pfad konzentrieren. Zus\u00e4tzlich zu den Audioinformationen bietet die Anwendung auch eine Reihe von Bildern: Bleiben Sie einen Moment stehen, um sich die sch\u00f6nsten Aufnahmen anzusehen. Vorsicht ist in den Bergen immer geboten. Ein kurzer Stopp wird Ihnen auch die Gelegenheit bieten, die Natur um sich herum zu betrachten.<br \/>\nAuf Bergschuhe und geeignete Kleidung sollten Sie nie vergessen: In den Bergen kann sich das Wetter auch sehr schnell \u00e4ndern. Es ist darum wichtig, dass Sie warme Kleidung, die Ihnen Schutz vor Regen und Wind bietet, immer bei sich haben. Eine gute Idee ist auch, Lebensmittel und Wasser mitzunehmen. Erste-Hilfe-Ausr\u00fcstung soll ebenfalls bei jedem Ausflug in den Bergen ihren Platz im Rucksack finden. In puncto Sicherheit sollten Sie auch die M\u00f6glichkeit in Betracht ziehen, sich von einem Berg- oder Mittelgebirgsf\u00fchrer begleiten zu lassen.<br \/>\nSie befinden sich im Nationalpark Stilfserjoch, am Grenzpunkt zwischen der Region Lombardei, dem Trentino, S\u00fcdtirol und der Schweiz, vor den imposantesten Gipfeln der Adamello-Gruppe. Heute ist der Park ein Ort von gro\u00dfem touristischem Interesse, der Begegnung und des Durchgangs, aber schon in der Antike stellten diese Berge eine wichtige Verbindung von Menschen und Waren zwischen den beiden Seiten der Alpen dar.<br \/>\nZwischen 1915 und 1918 wurde dieses Gebiet zum Schauplatz heftiger K\u00e4mpfe zwischen Italien und \u00d6sterreich-Ungarn. Gek\u00e4mpft wurde vor allem auf den h\u00f6heren Bergen, die das ganze Jahr \u00fcber von Schnee und Gletschern bedeckt waren: Aus diesem Grund wurde der Konflikt schon damals als Wei\u00dfer Krieg bezeichnet. Gerade der besonderen H\u00f6henlage ist es zu verdanken, dass uns heute noch zahlreiche Zeugnisse vom Leben der Soldaten beider Nationen an der Bergfront erhalten geblieben sind. Es handelt sich um wichtige historische Elemente, die heute unter gesetzlichem Schutz stehen: Jede Besch\u00e4digung, auch das Entfernen kleiner Teile von Artefakten und Funden, ist strikt verboten.<br \/>\nDie angebotenen Inhalte sind Teil des Programms zur Aufwertung des historischen Erbes, das von der Region Lombardei im Nationalpark Stilfserjoch und im Park Adamello in Zusammenarbeit mit dem Museum des Wei\u00dfen Krieges in Tem\u00f9 gef\u00f6rdert und betreut wird. Das Projekt beabsichtigt, die mit dem Ersten Weltkrieg verbundenen Orte, Ereignisse und Artefakte zu beschreiben und wenig bekannte Aspekte des Konflikts ans Licht zu bringen, aber vor allem will es uns an die Hingabe der Soldaten erinnern, die im Wei\u00dfen Krieg und im Ersten Weltkrieg auf beiden Seiten k\u00e4mpften.<br \/>\nDiese Erz\u00e4hlung will jener Soldaten gedenken, die in der unterw\u00fcrfigen Erf\u00fcllung einer Pflicht oder in der \u00dcberzeugung, ihr Land zu ehren, bis hin zur Hingabe ihres Lebens, zu Protagonisten jener tragischen Ereignisse wurden. Wir laden Sie deshalb dazu ein, diese Wanderung nicht nur mit Respekt vor der Umwelt, sondern auch &#8211; und vor allem &#8211; im Gedenken an die M\u00e4nner zu unternehmen, die hier k\u00e4mpfen und sich gegenseitig das Leben nehmen mussten.<br \/>\nDie vorgeschlagene Wanderung verl\u00e4uft von der Kehre Nr. 8 der Stilfser-Joch-Staatsstra\u00dfe 38 in 2.550 Meter H\u00f6he gelegen auf einem bequemen Weg zum Filon dei Mot auf 2.768 Meter H\u00f6he. Anfangs geht es den linken, leicht ansteigenden Hang des Braulio-Tals hinauf; entlang am Laghetto Alto, durch die typische Alpenflora dieser H\u00f6hen, erreichen Sie die Rese Basse des Monte Scorluzzo.<br \/>\nNachdem Sie die Scorluzzo-Ebene und die Sennh\u00fctte Malga delle Alpe hinter sich gelassen haben, schl\u00e4ngelt sich der Weg auf halber H\u00f6he steil den Hang hinauf bis zum westlichsten Dorf des Filon dei Mot. F\u00fcr  die 345 Meter H\u00f6henunterschied braucht man circa zwei Stunden.<br \/>\nDieser einfache Weg ist f\u00fcr alle geeignet und bietet ein herrliches Panorama auf das untenliegende Tal und den gegen\u00fcberliegenden Gebirgskamm mit den Gipfeln des Radisca, des Monte Braulio, der Bocchetta di Forcola, der Punta di Rims sowie auf den gezackten und sehr reizvollen Umbrailkamm.<br \/>\nDank der Zusammenarbeit mit dem Archiv des \u201eMuseo della Guerra  Bianca in Adamello\u201c, in der Ortschaft Tem\u00f9, werden an den wichtigsten Stationen dieser Wanderung auch historische Fotos dieses Gebiets gezeigt. Die Naturfotos stammen aus der Sammlung des internationalen Fotowettbewerbs \u201eFotografare il Parco\u201c.<br \/>\nWir w\u00fcnschen Ihnen eine sch\u00f6ne Wanderung!<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0200-tornante-n-8-della-ss-38-dello-stelvio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2587,"sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4397204937219,46.5322049271966]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2564,"name":"PNS0201 Rese Basse di Scorluzzo","description":"<p>Sei giunto alle Rese Basse di Scorluzzo. Trovi ad Est il Passo dello Stelvio, a Nord Est la<br \/>\nQuarta cantoniera con il Giogo di Santa Maria e, proseguendo verso Nord Ovest, ti<br \/>\nsovrasta l\u2019imponente cresta del Piz Umbrail. Questa zona, durante la Prima Guerra<br \/>\nMondiale, assunse importanza strategica nello schema difensivo italiano dello Stelvio. Da<br \/>\nquesta localit\u00e0, infatti, gli italiani potevano osservare e contrastare eventuali attacchi<br \/>\naustriaci provenienti sia dal Passo dello Stelvio, sia, eventualmente, dalla Val Monastero,<br \/>\nin violazione della neutralit\u00e0 Svizzera. Da qui, inoltre, \u00e8 ben visibile il tratto della strada<br \/>\ndello Stelvio dal Passo fin quasi alla Terza cantoniera.<\/p>\n<p>Per questi motivi vennero qui realizzate opere difensive importanti, di cui oggi \u00e8 possibile<br \/>\nvisitarne i numerosi resti. La materia prima dei ricoveri e degli elementi difensivi erano la<br \/>\npietra e il legno. Nel corso del tempo, e con il recupero del tavolame, le parti in legno sono<br \/>\nquasi completamente scomparse. Restano invece moltissimi elementi in pietra: muri e<br \/>\nbasamenti per baracche, postazioni per fucilieri, elementi di trincee, scale; preziose<br \/>\ntestimonianze della maestria con cui i militari di allora sapevano realizzare manufatti<br \/>\nutilizzando quasi esclusivamente pietre disposte a secco.<br \/>\nMa l\u2019opera pi\u00f9 importante e ben conservata di questa localit\u00e0 \u00e8 l\u2019imponente postazione<br \/>\nd\u2019artiglieria in caverna, quasi del tutto invisibile dall\u2019esterno. Vi si accede da Ovest,<br \/>\ndall\u2019ampia strada militare appositamente realizzata per il trasporto delle artiglierie di medio<br \/>\ncalibro, e proveniente dalla Terza Cantoniera. L\u2019accesso avviene attraverso un ingresso<br \/>\ncon arco a tutto sesto in calcestruzzo, rivestito sul lato esterno da pietre disposte a conci,<br \/>\nche appoggiano sulle spalle anch&#39;esse in pietre e cemento.<br \/>\nAll\u2019interno le murature sono in pietra legata con poco cemento e la volta del lungo<br \/>\ncorridoio \u00e8 per buona parte in calcestruzzo. Il corridoio ha una larghezza di 2 metri e<br \/>\nun\u2019altezza di 2 metri e 50: ad una trentina di metri dall\u2019ingresso si stacca, a sinistra,<br \/>\nl\u2019accesso alla prima postazione che domina sulla cresta dell\u2019Umbrail. Si susseguono poi, a<br \/>\nintervalli quasi regolari, gli accessi alle successive piazzole, tutte dominanti l\u2019Alta Valle del<br \/>\nBraulio e il Passo dello Stelvio. Nei corridoi di accesso alle piazzole per i cannoni troviamo<br \/>\nle nicchie a sezione semicircolare dove venivano collocati i proietti pronti per l\u2019uso. Ogni<br \/>\nferitoia di tiro, anch&#39;essa realizzata in calcestruzzo, presenta la classica strombatura che<br \/>\ngarantiva l\u2019adeguato puntamento del pezzo e un\u2019anta metallica di chiusura.<br \/>\nTroviamo testimonianza della realizzazione di alcune di queste opere negli scritti del<br \/>\nTenente Arnaldo Berni, che, all\u2019inizio del febbraio 1916; dirige i grandi lavori stradali che<br \/>\nservivano a portare i cannoni alle Rese. Il 5 febbraio cos\u00ec scrive:<br \/>\n\u201cAnzi proprio oggi cominciamo un grande lavoro alle Rese. Si tratta di nostre gallerie nella<br \/>\nroccia, ricoveri per i soldati, viveri, munizioni, trincee tutte in roccia per poter meglio<br \/>\nresistere ai colpi dell\u2019artiglieria nemica, perch\u00e9 fino ad ora, per quanti lavori si siano fatti,<br \/>\nce li hanno sempre buttati gi\u00f9\u201d.<br \/>\nIl complesso fortificato delle Rese Basse di Scorluzzo \u00e8 stato recentemente oggetto di un<br \/>\nintervento di pulizia e valorizzazione realizzato da alpini in congedo e volontari, ed \u00e8 oggi<br \/>\nuna delle principali testimonianze militari della zona dello Stelvio.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0201.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2564","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2564&action=edit","translations":{"en":{"id":3303,"name":"PNS0201 Rese Basse di Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0201-rese-basse-di-scorluzzo\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3303","description":"<p>You have reached Rese Basse di Scorluzzo. To the east is Passo dello Stelvio, to the north-east Quarta Cantoniera with Giogo di Santa Maria and, continuing in a north-westerly direction, the imposing crest of Piz Umbrail is above you. During First World War this area was of strategic importance in the Italian defensive plan for Stelvio. From here the Italians could observe and head off any Austrian attacks from both Passo dello Stelvio and, potentially, from Val Monastero, violating Swiss neutrality. From here the section of Stelvio road from the pass itself almost to Terza Cantoniera is visible. For this reason important defensive work was done here and much of this can be visited. The raw materials for the shelters and defensive buildings was stone and wood. Over time and as the wood has been re-used, the wooden parts have almost entirely disappeared. The great many stone elements, on the other hand, have remained: walls and foundations for shelters, rifleman positions and trench sections, all precious evidence of the skill with which the soldiers of the day were able to build using dry stone walling techniques almost exclusively.<br \/>\nBut the most important and best conserved work here is the large cave artillery position which is almost entirely invisible from outside. It is accessible from the west, from the wide military road specially built for transporting medium calibre artillery from Terza Cantoniera. The entrance is a reinforced concrete round arch lined, on the outside, with stones arranged in ashlars supporting stone and concrete in turn.<br \/>\nThe walls are in stone cemented together with a little concrete and the vault of the long corridor is largely built in reinforced concrete. The corridor is 2 metres wide and 2.5 metres high. Thirty metres from the entrance access to the first position dominating the Umbrail crest turns off. Access to further positions, all dominating the upper Braulio valley and Passo dello Stelvio, punctuate the corridor at regular intervals. The access corridors to the gun placements contain semi-circular niches in which bullets ready for use were kept. Each gun slit, also made of reinforced concrete, has a classic splay, which enabled the gun to be properly positioned, and a metal shutter.<br \/>\nThere are references to the building of some of these structures in the writings of Lieutenant Arnaldo Berni, who directed the great road works which served to bring the guns to Rese in February 1916. On 5th February he wrote:<br \/>\n\u201cSo today we are starting the great Rese work. It is our tunnels in the rock, shelters for soldiers, food supplies and ammunition, trenches all in rock to better resist enemy shelling because until now every time we\u2019ve done work they have always knocked them down\u201d.<br \/>\nThe Rese Basse di Scorluzzo fortified complex has recently been cleared out and restored by retired Alpini soldiers and volunteers and is now one of the principal military sites in the Stelvio area.<\/p>\n"},"de":{"id":2790,"name":"PNS0201 Rese Basse di Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0201-rese-basse-di-scorluzzo\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2790","description":"<p>Sie sind an den Rese Basse di Scorluzzo angekommen. Im Osten liegt das Stilfser Joch, im Nordosten das vierte Stra\u00dfenw\u00e4rterhaus mit dem Umbrailpass und weiter gegen Westen sehen Sie den m\u00e4chtigen Kamm des Piz Umbrail. Dieses Gebiet war laut Verteidigungsplan des Stilfser Jochs w\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs f\u00fcr die Italiener von strategischer Bedeutung, denn von dieser Stelle aus konnten sie eventuelle \u00f6sterreichische Angriffe sowohl vom Stilfser Joch als auch \u2013 die Schweizer Neutralit\u00e4t verletzend &#8211; vom M\u00fcnstertal aus beobachten und zur\u00fcckschlagen. Von hier aus ist auch der Teil des Stilfser Jochs bis zum dritten Stra\u00dfenw\u00e4rterhaus gut zu \u00fcberblicken. Aus diesem Grund wurden hier wichtige Verteidigungsanlagen errichtet, von denen noch zahlreiche \u00dcberreste besucht werden k\u00f6nnen. Das Material f\u00fcr den Bau der Unterk\u00fcnfte und der Verteidigungsanlagen bestand aus Steinen und Holz. Im Laufe der Zeit sind die Teile aus Holz, auch aufgrund der Wiederverwendung der Bretter, fast v\u00f6llig verschwunden. Daf\u00fcr sind noch viele \u00dcberreste aus Stein sichtbar: Mauern und Fundamente der Baracken, Stellungen f\u00fcr die Sch\u00fctzen, Teile der Sch\u00fctzengr\u00e4ben, die wertvolle Beweise der Kenntnisse der Soldaten darstellen, die damals diese Bauwerke fast ausschlie\u00dflich in der Trockenmauerweise errichteten.<br \/>\nAber das wichtigste, gut erhaltene Werk ist hier die beeindruckende Artilleriestellung in der Kaverne, die von au\u00dfen fast nicht zu sehen ist. Der Zugang erfolgt von Westen, \u00fcber die breite Milit\u00e4rstra\u00dfe, die eigens f\u00fcr den Transport der Gesch\u00fctze mittleren Kalibers vom 3. Stra\u00dfenw\u00e4rterhaus aus gebaut wurde. Der Eingang der Kaverne besteht aus einem Rundbogen aus Beton, dessen Au\u00dfenseite mit Bruchsteinen verkleidet wurde und der sich seitlich auf mit Zement gemauerte Steine st\u00fctzt.<br \/>\nIm Inneren wurden die Steinmauern nur mit wenig Zement zusammengef\u00fcgt und das Deckengew\u00f6lbe des langen Korridors besteht gr\u00f6\u00dftenteils aus Beton. Der Korridor ist 2 Meter breit und 2,5 Meter hoch: circa 30 Meter vom Eingang entfernt befindet sich links der Zugang zur ersten Stellung, die den Umbrailkamm \u00fcberblickt. In fast regelm\u00e4\u00dfigen Abst\u00e4nden folgen dann die Zug\u00e4nge zu den darauffolgenden Schie\u00dfstellungen, die alle das Hochtal des Braulio sowie das Stilfser Joch kontrollieren. In den G\u00e4ngen zu den Kanonenstellungen sind Nischen sichtbar, in denen die Geschosse bereitgestellt wurden. Jede Schie\u00dfscharte (ebenfalls aus Beton realisiert) weist die klassische Ausschr\u00e4gung auf, die das Zielen der Kanone erleichtern, sowie eine Stahlklappe zum Schlie\u00dfen der Scharte.<br \/>\nIn den Aufzeichnungen des Leutnants Arnaldo Berni, der Anfang Februar 1916 die bedeutenden Stra\u00dfenarbeiten leitete, die f\u00fcr den Transport der Kanonen auf die Rese dienten, finden wir Angaben zum Bau von einigen dieser Werke. Am 5. Februar schreibt er:<br \/>\n\u201cGenau heute beginnen wir ein gro\u00dfes Werk an den Rese. Es handelt sich um Stollen in den Felsen, Unterk\u00fcnfte f\u00fcr die Soldaten, Lagerr\u00e4ume f\u00fcr Lebensmittel, Munition, Sch\u00fctzengr\u00e4ben, alle in den Felsen gegraben, um den feindlichen Artillerieangriffen besser standhalten zu k\u00f6nnen, denn bisher wurden unsere ganzen ausgef\u00fchrten Arbeiten immer wieder von diesen zunichte gemacht\u201d.<br \/>\nDas Festungswerk der Rese Basse di Scorluzzo wurde erst vor kurzem einer S\u00e4uberung und Aufwertung unterzogen, die von den ehemaligen Alpini und Freiwilligen durchgef\u00fchrt wurde; die Anlage stellt heute eine der bedeutendsten milit\u00e4rischen Zeugnisse in der Region des Stilfser Jochs dar.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0201-rese-basse-di-scorluzzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2644,"sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4267058576736,46.5340096602158]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2566,"name":"PNS0202 Bivio inizio sentiero per le Rese Alte di Scorluzzo","description":"<p>Il sentiero che stai percorrendo congiunge le strutture difensive delle Rese Basse e dello<br \/>\nScorluzzo, con quelle dei Laghetti di Scorluzzo e del Filon dei Mot. La zona \u00e8 sempre ricca<br \/>\ndi resti di manufatti militari, segno della forte presenza di soldati. Il dosso sovrastante \u00e8<br \/>\npercorso da una lunga trincea, in gran parte crollata, e, distribuite tutt\u2019attorno, vi sono<br \/>\nnumerose grotte ricovero e altre postazioni d\u2019artiglieria all\u2019aperto.<\/p>\n<p>Poco distante da qui si diparte verso Est un sentiero che sale lungo la cresta delle Rese<br \/>\nAlte e conduce ad un altro interessante apprestamento militare italiano.<br \/>\nLo sbarramento difensivo delle Rese Basse e delle Rese Alte era servito dall\u2019ampia<br \/>\ncarrozzabile militare che si dipartiva dalla strada dello Stelvio duecento metri a valle della<br \/>\nTerza Cantoniera. Le Rese Alte erano inoltre collegate a valle con due distinti tronchi di<br \/>\nteleferica che partivano dal Piano di Scorluzzo. Il pi\u00f9 lungo si staccava a lato della<br \/>\nmulattiera e con un&#39;unica campata superava 250 metri di dislivello, raggiungendo quota<br \/>\n2803. Il secondo, aveva la stazione di valle poco distante dal Rio di Scorluzzo, dove sono<br \/>\nancora visibili due ridottine semicircolari. Alle Rese Alte, protetti dalla cresta sovrastante,<br \/>\nerano stati realizzati diversi fabbricati per il ricovero dei soldati e dei materiali. La<br \/>\nmulattiera prosegue poi quasi a filo di cresta, entro un tracciato coperto, tutt\u2019ora ben<br \/>\nevidente, fino ai piedi del Monte Scorluzzo dove erano attestate le ultime difese italiane ed<br \/>\nerano appostati cannoni da montagna.<br \/>\nResta oggi molto evidente e ben percorribile la rete di strade realizzate per garantire il<br \/>\ntransito dei soldati, delle artiglierie e dei rifornimenti alla zona delle Rese: \u00e8 documentato<br \/>\nche alla costruzione della strada per le Rese parteciparono anche 62 operai borghesi che,<br \/>\ndal 15 gennaio 1916, si avvicendarono nell\u2019esecuzione dell\u2019opera, nonostante fosse<br \/>\npresente nella zona una spessa coltre di neve. Su queste strade camionabili si potevano<br \/>\nmuovere con agilit\u00e0 anche i piccoli autocarri FIAT, soprannominati \u201cmulette\u201d, come si pu\u00f2<br \/>\nvedere in una rara immagine d\u2019epoca.<br \/>\n\u00c8 interessante ricordare l\u2019attacco effettuato dal plotone arditi del Battaglione alpini Cuneo,<br \/>\npartendo proprio dalla posizione delle Rese. Nel diario storico del battaglione leggiamo:<br \/>\n\u201cDurante la notte del 31 ottobre 1918 con azione di sorpresa il plotone arditi attacca le<br \/>\npiccole guardie austriache antistanti il Giogo dello Stelvio. Con rapida manovra, superando<br \/>\naspre difficolt\u00e0, dato il terreno abbondantemente coperto di neve, i componenti del riparto<br \/>\npuntano sul trincerone che si svolge fra il Dreisprachenspitze e lo Scorluzzo e dopo breve<br \/>\nlotta l&#39;occupano. La reazione avversaria, per\u00f2, non consente di conservare il possesso.\u201d<br \/>\nSolo il 3 novembre 1918 gli alpini del &quot;Cuneo&quot; occuperanno definitivamente lo Scorluzzo e<br \/>\nil Giogo dello Stelvio e proseguiranno per la Val di Trafoi.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0202.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2566","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2566&action=edit","translations":{"en":{"id":3304,"name":"PNS0202 Bivio inizio sentiero per le Rese Alte di Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0202-bivio-inizio-sentiero-per-le-rese-alte-di-scorluzzo\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3304","description":"<p>The footpath you are about to start out on links the Rese Basse dello Scorluzzo defensive system with those of Laghetti di Scorluzzo and Filon dei Mot. The area is packed with military artefacts, indicative of the large numbers of soldiers based there. The rise above it is cut through by a long trench, much of which has fallen down and all around it there are a great many shelters and other open air artillery positions.<br \/>\nJust a short way away, a further footpath heads off eastwards along the Rese Alte crest to a further interesting Italian army position.<br \/>\nThe Rese Basse and Rese Alte defensive system was served by the wide military road which forks off from the Stelvio road two hundred metres below Terza Cantoniera. Rese Alte was connected in the valley to two distinct teleferics whose lower stations were Pian di Scorluzzo. The longest forked off the mule track and covered 250 metres of ascent in a single span. The second had a lower station at an altitude of 2620, just a short distance away from Rio di Scorluzzo where two semi-circular redoubts are still visible. At Rese Alte a number of buildings designed as shelters for soldiers and warehouses had been built under the protection of the crest above. The mule track continues to just short of the crest, within a covered trace, still clearly visible, to the foot of Monte Scorluzzo where the last Italian defences were located and mountain guns positioned.<br \/>\nThe road network built to ensure troop, artillery and supply movements to the Rese area are still clearly visible and easy to follow. There are documents confirming that 62 civilian workers also took part in the building of the road who began work on 15th January 1916, a thick layer of snow notwithstanding. On these truck access roads small FIAT trucks nicknamed \u2018little mules\u2019 also travelled easily as can be seen in a rare period photograph.<br \/>\nIt is interesting to note that the attack carried out by the Cuneo Alpini Battalion\u2019s Arditi platoon set out precisely from the Rese positions. In fact, in the battalion\u2019s historic diary we read that, on the night of 31st October 1918, \u201cin a surprise attack the Arditi platoon attacked the small Austrian guard in front of Giogo dello Stelvio. In a rapid manoeuvre, in the face of great difficulties given the terrain covered with plentiful quantities of snow, the members of the platoon targeted the large trench between Dreisprachenspitze and Scorluzzo and, after a brief struggle, they captured it. A counterattack, however, did not permit it to be retained\u201d.<br \/>\nIt was only on 3rd November 1918 that the Cuneo Alpini definitively occupied Scorluzzo and Giogo dello Stelvio and continued along Val di Trafoi.<\/p>\n"},"de":{"id":2791,"name":"PNS0202 Bivio inizio sentiero per le Rese Alte di Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0202-bivio-inizio-sentiero-per-le-rese-alte-di-scorluzzo\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2791","description":"<p>Der Weg, den Sie gerade begehen, verbindet die Verteidigungsanlagen der Rese Basse di Scorluzzo mit jenen der Scorluzzo-Seen und dem Filon dei Mot. Die ganze Gegend ist reich an milit\u00e4rischen \u00dcberresten, ein Zeichen der einst starken Pr\u00e4senz von Soldaten. \u00dcber den dar\u00fcberliegenden Bergr\u00fccken verl\u00e4uft ein langer, zum Gro\u00dfteil eingefallener Sch\u00fctzengraben und in der Umgebung verteilt kann man zahlreiche Kavernen finden die als Unterk\u00fcnfte dienten, sowie weitere ungesch\u00fctzte Artilleriestellungen.<br \/>\nNicht weit entfernt von hier zweigt ein weiterer Weg gegen Osten ab, der entlang des Grats der Rese Alte zu einer anderen, interessanten, Milit\u00e4ranlage der Italiener f\u00fchrt.<br \/>\nDie Verteidigungssperre der Rese Basse und der Rese Alte wurde \u00fcber die breite Milit\u00e4rstra\u00dfe versorgt, die circa 200 Meter unterhalb des dritten Stra\u00dfenw\u00e4rterhauses der Stilfser-Joch-Stra\u00dfe abbog. Die Rese Alte waren dar\u00fcber hinaus mit dem Tal durch zwei voneinander unabh\u00e4ngige Materialseilbahnen verbunden, die am Pian di Scorluzzo ihren Beginn hatten. Der l\u00e4ngere Abschnitt begann auf der H\u00f6he des Saumpfads, um mit einer einzigen Spannweite mehr als 250 Meter H\u00f6henunterschied zu \u00fcberwinden und 2.803 Meter zu erreichen. Die Talstation der zweiten Bahn befand sich auf circa 2.620 Meter, ganz in der N\u00e4he des Rio di Scorluzzo, wo noch zwei halbrunde Schanzen sichtbar sind. Auf den Rese Alte, gesch\u00fctzt durch den dar\u00fcberliegenden Bergkamm, hatte man verschiedene Geb\u00e4ude f\u00fcr die Unterbringung der Soldaten und des Materials errichtet. Der Saumpfad f\u00fchrt dann praktisch entlang des Bergkamms, teils auf einem gedeckten Weg der noch immer gut zu erkennen ist, weiter bis zum Fu\u00dfe des Monte Scorluzzo, wo sich die letzten italienischen Verteidigungsstellungen mit postierten Gebirgskanonen befanden.<br \/>\nHeute ist dieses Stra\u00dfennetz, das f\u00fcr den Truppen- und Artillerietransport sowie die Nachschubversorgung des Gebiets der Rese gebaut worden war, noch immer gut zu erkennen und begehbar: Aus den Unterlagen geht hervor, dass am Bau der Rese-Stra\u00dfe  auch 62 Arbeiter in zivil beteiligt waren, die sich vom 15. Januar 1916 an, trotz einer dicken Schneeschicht in der ganzen Region, ans Werk machten. Auf diesen f\u00fcr LKWs gebauten Stra\u00dfen konnten sich auch bequem die kleinen FIAT-Lastwagen mit dem Spitznamen Mulette &#8211; von mulo was Maulesel bedeutet &#8211;  fortbewegen, wie aus den seltenen Fotos der damaligen Zeit hervorgeht.<br \/>\nInteressant ist die Geschichte des Angriffs der Unterabteilung der Arditi, das heisst der K\u00fchnen, des Alpini-Regiments Cuneo von ihrer Stellung auf den Rese aus. So lesen wir im historischen Tagebuch des Regiments, dass in der Nacht zum 31. Oktober 1918 \u201cdie Unterabteilung der Arditi einen \u00dcberraschungsangriff auf die kleinen Wachtrupps der \u00d6sterreicher vor dem Stilfser Joch ausgef\u00fchrt haben. Mit einem schnellen Man\u00f6ver \u00fcberwinden die Soldaten die extremen Schwierigkeiten des Terrains, das unter einer hohen Schneedecke lag, und streben auf die Verschanzung zu zwischen der Dreisprachenspitze und dem Scorluzzo, die sie nach kurzem Kampf besetzen. Die Reaktion der Feinde lie\u00df es jedoch nicht zu, die Stellung im Besitz zu halten.\u201d<br \/>\nErst am 3. November 1918 besetzen die Alpini des Regiments &#8220;Cuneo&#8221; endg\u00fcltig den Monte Scorluzzo und das Stilfser Joch, um dann ins Trafoital weiterzuziehen<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0202-bivio-inizio-sentiero-per-le-rese-alte-di-scorluzzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2612,"sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4211619089997,46.5306491045556]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2568,"name":"PNS0203 Sentiero di accesso Ovest al Villaggio Militare del Filon dei Mot","description":"<p>Sei arrivato all\u2019estremo pi\u00f9 occidentale della cresta del Filon dei Mot, a quota 2768 metri.<br \/>\nA Sud puoi vedere la cresta di Reit e pi\u00f9 a Est il Passo dell\u2019Ables.<br \/>\nOggi possiamo ammirare tanta bellezza, ma Gunther Langes, un combattente austriaco<br \/>\nsull\u2019Ortles, ci ricorda che:<br \/>\n\u201cTeatro della guerra in montagna furono le Alpi, ad un\u2019altezza oltre la quale si spegne ogni<br \/>\nforma di vita e la stessa natura si fa nemica dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Una simile esperienza \u00e8 raccontata da un alpino di nome Enrico, che cos\u00ec scrive il 10<br \/>\nfebbraio 1917:<br \/>\n\u201cCarissimo Amico [\u2026] qui si conduce una vita da orso bianco, fra neve e ghiaccio,<br \/>\ncompletamente isolati dal mondo, privo di ogni comodit\u00e0 con un freddo cane, ti basti<br \/>\nsapere che mentre ti scrivo il termometro segna 12 gradi sottozero, si vive di giorno in<br \/>\ntrincea, e di notte in baracche di legno con qualche coperta di lana per riposarci dal gelo e<br \/>\npi\u00f9 ancora dalla tormenta. Con tutto ci\u00f2 sono contentissimo poi che se non altro qui la<br \/>\npelle \u00e8 abbastanza al sicuro, almeno per ora la neve altissima impedisce qualsiasi azione,<br \/>\ne salvo qualche cannonata si \u00e8 quasi sempre indisturbati.\u201d<br \/>\nDurante la Grande Guerra, su questo sperone di roccia i soldati italiani costruirono un<br \/>\nimportante presidio militare nel quale trovavano posto alloggiamenti per la truppa, ricoveri<br \/>\nper animali da soma, magazzini, posti di osservazione e postazioni di tiro. Nell\u2019ambito<br \/>\ndelle attivit\u00e0 di salvaguardia del patrimonio culturale presente nel proprio territorio, il Parco<br \/>\ndello Stelvio, con le proprie maestranze e con la collaborazione scientifica del Museo della<br \/>\nGuerra Bianca in Adamello, in anni recenti ha effettuato un sapiente intervento di<br \/>\nconservazione e valorizzazione di queste testimonianze. Senza in alcun modo ricostruire<br \/>\nparti andate ormai perdute, l\u2019intervento si \u00e8 concentrato nella pulizia delle costruzioni, nel<br \/>\nrafforzamento delle testate dei muri al fine di rallentarne il degrado e nel ripristino della<br \/>\nviabilit\u00e0 interna del villaggio militare.<br \/>\nQuesto luogo si presta oggi a spettacolari avvistamenti di animali. Qui, ad esempio, sono<br \/>\ndi casa gli stambecchi. Si possono osservare sia i maschi, dalle possenti corna nodose a<br \/>\nscimitarra (lunghe anche oltre un metro), sia le femmine, accompagnate dai piccoli. Non \u00e8<br \/>\ninfrequente l\u2019avvistamento anche dei camosci dalle caratteristiche corna uncinate.<br \/>\nQuesto punto di osservazione panoramico permette anche l\u2019avvistamento, con una certa<br \/>\nfrequenza, dei due grandi rapaci: aquila reale e gipeto. Entrambe le specie nidificano nella<br \/>\nvalle e le loro abitudini di esplorazione territoriale li portano a sorvolare spesso il Filon dei<br \/>\nMot. Imponenti le dimensioni dei due maestosi veleggiatori: l\u2019aquila reale raggiunge<br \/>\nun\u2019apertura alare di 2 metri e 20, superati di non poco dai 2 metri e 80 centimetri del<br \/>\ngipeto.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:49","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0203.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2568","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2568&action=edit","translations":{"en":{"id":3305,"name":"PNS0203 Sentiero di accesso Ovest al Villaggio Militare del Filon dei Mot","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0203-sentiero-di-accesso-ovest-al-villaggio-militare-del-filon-dei-mot\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3305","description":"<p>You are now at the westernmost edge of the Filon dei Mot crest at an altitude of 2768 metres. To the south you can see the Reit ridge and, further east, Passo dell\u2019Ables.<br \/>\nToday we can admire all these beauties but Gunther Langhes, an Austrian combatant on Ortles remembers that:<br \/>\n\u201cThe Alps were a mountain war theatre, at a height beyond which every form of life is extinguished and nature itself is man\u2019s enemy\u201d.<br \/>\nA similar experience is narrated by an Alpino named Enrico who, on 10th February 1917, wrote:<br \/>\nDear friend [\u2026] here we are leading the lives of polar bears in the midst of snow and ice, completely cut off from the world, with no comforts whatsoever and freezing cold. All I need tell you is that as I write the thermometer is showing 12 degrees below zero. Our days are spent in the trenches, our nights in wooden huts with a few blankets to protect us from the frost and even more from the bad weather. With all this I am, though, extremely happy that at least here I am relatively safe, at least for now. The extremely high snow blocks any sort of action and, except for the odd shell, we are practically always undisturbed.<\/p>\n<p>During the Great War, on this rocky spur Italian soldiers built an important military guard post in which troops were lodged, pack animals kept under cover and warehouses, observation posts and gun placements built. In the context of activities to safeguard the local cultural heritage, the Stelvio Park has recently carried out conservation and renovation work on these historical sites using its own skilled staff and the scientific partnership of the Museo delle Guerra Bianca in Adamello. Without in any way rebuilding sections which are now lost, work focused on clearing away debris from buildings, reinforcing the wall heads in order to slow down decay and restore internal accessibility in the military village.<br \/>\nThis area is now a good one for spectacular animal sightings. Ibex are at home here, for example. Both the males, with their powerful scimitar shaped knobbly antlers (more than a metre long), and females with their young can be sighted. Chamois are also a frequent presence with their characteristic hooked horns.<br \/>\nThis panoramic observation post is also ideal for a sighting of two great birds of prey: Golden Eagles and Bearded Vultures. Both these species nest in the valley and their territorial exploration habits frequently take them to Filon dei Mot. The dimensions of these two majestic flyers are imposing: Golden Eagles have wing spans of up to 2 metres and 20 cm, beaten narrowly by the 2 metres 80 cm of Bearded Vultures.<\/p>\n"},"de":{"id":2792,"name":"PNS0203 Sentiero di accesso Ovest al Villaggio Militare del Filon dei Mot","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0203-sentiero-di-accesso-ovest-al-villaggio-militare-del-filon-dei-mot\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2792","description":"<p>Sie haben den westlichsten Ausl\u00e4ufer des Bergkamms des Filon dei Mot erreicht, auf 2.768 Metern H\u00f6he. Im S\u00fcden sehen Sie die Cresta di Reit und weiter \u00f6stlich den Passo dell\u2018Ables.<br \/>\nHeute pr\u00e4sentiert sich diese Landschaft in voller Sch\u00f6nheit, aber Gunther Langes, ein auf dem Ortler stationierter \u00f6sterreichischer Soldat, hat eine ganz andere Erinnerung daran:<br \/>\n\u201cDer Krieg in den Alpen spielte sich auf einer H\u00f6he ab, auf der jede Form von Leben erlischt und selbst die Natur dem Menschen zum Feind wird \u201d.<br \/>\nEine ganz \u00e4hnliche Erfahrung hat ein Alpini namens Enrico gemacht, der am 10. Februar 1917 wie folgt schreibt:<br \/>\nLieber Freund [\u2026] wir f\u00fchren hier das Leben von Eisb\u00e4ren, zwischen Schnee und Eis, v\u00f6llig von der Welt abgeschnitten, ohne eine einzige Bequemlichkeit und bei Eisesk\u00e4lte; du sollst nur wissen, dass das Thermometer, w\u00e4hrend ich Dir hier schreibe, 12 Grad unter null anzeigt. Am Tage leben wir in den Sch\u00fctzengr\u00e4ben, nachts in Holzbaracken mit ein paar Wolldecken, um uns vom Frost und noch mehr von der M\u00fchsal zu erholen. Bei all dem bin ich sogar noch zufrieden, nicht zuletzt deshalb, weil ich bis jetzt meine Haut retten konnte: zumindest momentan verhindert der extrem hohe Schnee jegliche Aktion, und abgesehen von einzelnen Kanonensch\u00fcssen sind wir fast ungest\u00f6rt.<br \/>\nW\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs bauten die italienischen Soldaten auf diesem Felsvorsprung eine wichtige Milit\u00e4rgarnison mit Unterk\u00fcnften f\u00fcr die Truppe, St\u00e4llen f\u00fcr die Lasttiere, Lagerr\u00e4umen, Beobachtungsposten und  Artilleriestellungen. Im Rahmen der Ma\u00dfnahmen zum Schutz des kulturellen Erbes in dieser Region hat der Nationalpark Stilfser Joch mit dem ihm zur Verf\u00fcgung stehenden Personal und der wissenschaftlichen Unterst\u00fctzung des \u201eMuseo della Guerra Bianca in Adamello\u201c in den vergangenen Jahren gezielte Arbeiten zur Konservierung und Aufwertung dieser Zeugnisse durchgef\u00fchrt. Ohne die verlorengegangenen Teile rekonstruieren zu wollen, zielten die Eingriffe darauf ab, das Gel\u00e4nde zu s\u00e4ubern, die Stirnseiten der Mauern zu verst\u00e4rken, um den Zerfall aufzuhalten und die Stra\u00dfen und Wege innerhalb der Anlage wiederherzustellen.<br \/>\nHeute stellt dieser Ort ein vorz\u00fcglicher Beobachtungsposten f\u00fcr verschiedene Tierarten dar. In dieser Region haben zum Beispiel auch die Steinb\u00f6cke ihr Zuhause. Man kann sowohl m\u00e4nnliche Exemplare mit ihrem knotigen, s\u00e4belf\u00f6rmigen Geh\u00f6rn (die eine L\u00e4nge von \u00fcber einem Meter erreichen k\u00f6nnen), als auch Weibchen mit ihrem Nachwuchs beobachten. Nicht selten lassen sich auch G\u00e4msen sehen.<br \/>\nAn diesem Aussichtspunkt kann man mit einer gewissen Frequenz auch die beiden gro\u00dfen Greifv\u00f6gel sehen: den Steinadler und  den Bartgeier. Beide Spezies nisten im Tal und ihre Gewohnheit, die Umgebung zu erkunden bringen sie oft dazu, \u00fcber dem Filon dei Mot zu kreisen. Beide Segler haben betr\u00e4chtliche Dimensionen: der Steinadler erreicht eine Fl\u00fcgelspannweite von 2,20 Meter, die jedoch von den 2,80 Meter Spannweite des Bartgeiers bei weitem \u00fcbertroffen wird.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0203-sentiero-di-accesso-ovest-al-villaggio-militare-del-filon-dei-mot\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2768,"sequence":4},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4206902766999,46.5169246473418]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2570,"name":"PNS0204 Villaggio Militare del Filon dei Mot \u2013 Lato Monte Scorluzzo","description":"<p>L\u2019abbandono da parte italiana della Cima dello Scorluzzo nei primi giorni della Grande<br \/>\nGuerra e la pronta occupazione da parte austriaca avvenuta il 4 giugno 1915, costrinse gli<br \/>\nitaliani a trincerarsi sulla sottostante cresta Ovest. Alquanto semplice da percorrere e<br \/>\nquasi del tutto priva di ostacoli naturali, la cresta era molto esposta al tiro e<br \/>\nall\u2019osservazione avversari.<\/p>\n<p>Per questo gli italiani furono costretti a realizzare i propri ricoveri e le principali vie di<br \/>\nrifornimento nei tratti pi\u00f9 ripidi del pendio Ovest della cresta del Filon dei Mot, proprio dove<br \/>\nti trovi.<br \/>\nLungo tutto lo sperone roccioso puoi osservare i resti di un articolato sistema difensivo,<br \/>\nintervallato da ricoveri per la truppa, postazioni per fucilieri, mitragliatrici e artiglierie. Alcuni<br \/>\nricoveri furono scavati nella roccia, e oggi sono prevalentemente crollati o alquanto<br \/>\npericolanti, per questo ti sconsigliamo di entrarvi. Tuttavia colpisce la quantit\u00e0 di edifici e<br \/>\ntrincee resistiti fino ad ora nonostante il recupero della maggior parte del legname<br \/>\navvenuto subito dopo la fine della guerra. Le avversit\u00e0 atmosferiche hanno lentamente<br \/>\nlesionato alcune strutture, ma la maggior parte di esse \u00e8 ancora incredibilmente in opera<br \/>\nnonostante fossero realizzate quasi esclusivamente a secco, posando con cura<br \/>\nmeticolosa le pietre una sull\u2019altra: gli anziani, pratici del mestiere, dicevano che i sassi di<br \/>\nuna costruzione a secco ben fatta dovevano \u201cbaciarsi\u201d, un termine non tecnico ma che<br \/>\nspiega molto bene quanta precisione doveva essere posta nella realizzazione di questi<br \/>\nmanufatti.<br \/>\nPer il rifornimento del presidio militare del Filon dei Mot fu realizzata una ripida mulattiera<br \/>\nche si staccava dalla strada dello Stelvio in localit\u00e0 Spondalunga, sopra alla Seconda<br \/>\nCantoniera.<br \/>\nLa mulattiera, compiendo innumerevoli tornanti, era protetta dal tiro delle artiglierie<br \/>\naustriache e raggiungeva i baraccamenti dello sperone pi\u00f9 occidentale a quota 2768. Qui<br \/>\ngiungeva anche una teleferica a contrappeso che aveva la stazione di valle presso il Ponte<br \/>\ndei Vitelli: un unico tratto di ben 742 metri di dislivello! \u00c8 evidente che gli uomini qui<br \/>\ndislocati, erano dipendenti in tutto dal sistema di approvvigionamento logistico, che spesso<br \/>\nper\u00f2 era messo a dura prova. Cos\u00ec testimonia Gualtiero Castellini, un combattente della<br \/>\nGuerra Bianca:<br \/>\n\u201cVi sono stati giorni in cui il comando di questo settore alpino era simile ad un ministero.<br \/>\nPensate: dover calcolare il modo di dar da vivere, da mangiare e da dormire a forse cento<br \/>\ndistaccamenti che per qualche settimana possono rimanere isolati dal mondo; e dopo aver<br \/>\ncalcolato, ottenere il materiale, e dopo averlo ottenuto, mandarlo lass\u00f9. Qualcosa sale<br \/>\nattraverso il carrello e il filo delle teleferiche che noi salutiamo come braccia levate a<br \/>\nportare in alto un po\u2019 di paradiso; ma tutto il resto s&#39;inerpica sulle schiene dei muli e sulle<br \/>\nspalle degli uomini&#8230;\u201d<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0204.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2570","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2570&action=edit","translations":{"en":{"id":3306,"name":"PNS0204 Villaggio Militare del Filon dei Mot \u2013 Lato Monte Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0204-villaggio-militare-del-filon-dei-mot-lato-monte-scorluzzo\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3306","description":"<p>The abandonment by the Italians of Cima dello Scorluzzo in the early days of the Great War and its immediate occupation by the Austrians, on 4th June 1915, obliged the Italians to trench in underneath Cresta Ovest. This simple itinerary, almost entirely free of natural obstacles, was equally extremely exposed to enemy fire and observation.<br \/>\nFor this reason the Italians were forced to build their shelters and main supply routes on the steepest sections of the west slope of the Filon dei Mot crest, where you are now standing.<br \/>\nAlong the whole of the rocky spur the remains of a complex defensive system can be seen, punctuated by troop shelters and rifle, machine gun and artillery positions. A few of the shelters were carved out of the rock and today these have mainly fallen down or are at risk of doing so. We would therefore advise you not to go into them. However, the quantity of surviving buildings and trenches is striking despite the fact that most of the wood was removed immediately after the war. The elements have gradually worn away some buildings but the majority of these are incredibly still standing despite the fact that they were built almost entirely in dry stone wall with each stone being carefully fitted into the next: the elderly, experienced in this technique, used to say that the stones of a well-made dry stone wall have to \u2018kiss\u2019, a non-technical term which shows just how much care had to be expended in building these artefacts.<br \/>\nTo supply the Filon dei Mot military guard a steep mule track was built which forks off from the Stelvio road in Spondalunga, above Seconda Cantoniera. In a multitude of hairpin bends the mule track was protected from Austrian artillery fire and reached the westernmost spur huts at an altitude of 2768 metres. There was also a counterweight teleferic to this point whose lower station was Ponte dei Vitelli, a single tract climbing a grand total of 742 metres! It is clear that the men stationed here were entirely dependent on the logistical supply system which was frequently sorely tested, however. In the words of Gualtiero Castellini, a White War combatant:<br \/>\n\u201c&#8230; There have been days in which the command of this Alpine sector has been similar to a ministry. Just think: having to calculate a way of ensuring the lives, food and sleep of perhaps one hundred detachments which might be cut off from the world for a few weeks at a time and having calculated this, obtaining the material and having obtained it, getting it sent up. Some things went up on the carriages and wires of the teleferic which we salute with arms upraised as it brings up a little piece of heaven to us. But all the rest winds its way up on the backs of mules and the shoulders of men&#8230;\u201d.<\/p>\n"},"de":{"id":2793,"name":"PNS0204 Villaggio Militare del Filon dei Mot \u2013 Lato Monte Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0204-villaggio-militare-del-filon-dei-mot-lato-monte-scorluzzo\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2793","description":"<p>Die Aufgabe des Gipfels des Monte Scorluzzo seitens der Italiener in den ersten Kriegstagen und die umgehende \u00f6sterreichische Besetzung am 4. Juni 1915 zwang die italienischen Soldaten, sich unterhalb des Westgrats zu verschanzen. Dieser war ziemlich einfach zu begehen und wies fast keine nat\u00fcrlichen Hindernisse auf, wodurch er nat\u00fcrlich ebenfalls der Beobachtung und dem Feuer der Gegner ausgesetzt war.<br \/>\nDeshalb waren die Italiener gezwungen, ihre Unterk\u00fcnfte und die wichtigsten Versorgungswege an den steilsten Stellen des Westgrats des Filon dei Mot, wo Sie sich jetzt befinden, zu realisieren.<br \/>\nEntlang des gesamten Gebirgsausl\u00e4ufers sind die Reste eines gut ausgebauten Verteidigungssystems sichtbar, unterbrochen von Unterk\u00fcnften f\u00fcr die Truppen, Sch\u00fctzenstellungen sowie Stellungen f\u00fcr Maschinengewehre und Artillerie. Einige Unterk\u00fcnfte wurden in den Felsen geschlagen; sie sind heute jedoch fast alle eingebrochen oder sehr bauf\u00e4llig und wir raten Ihnen davon ab, solche zu betreten. Erstaunlich ist die Menge der Geb\u00e4ude und Sch\u00fctzengr\u00e4ben, die bis heute \u00fcberlebt haben, obwohl der meiste Teil des Holzes sofort nach Kriegsende anderweitig eingesetzt wurde. Die Klimaeinfl\u00fcsse haben einige Bauten nach und nach besch\u00e4digt, aber der Gro\u00dfteil davon steht \u00fcberraschenderweise immer noch, obwohl es sich fast ausschlie\u00dflich um Trockenmauerwerk handelt, wobei ein Stein minuzi\u00f6s \u00fcber den anderen gesetzt wurde: die Alten, die in dieser Technik erfahren waren, sagten, dass sich die Steine einer Trockenmauer \u201ek\u00fcssen\u201c m\u00fcssen; es handelt sich hierbei nicht um einen technischen Ausdruck, aber er bringt klar zum Ausdruck, wieviel Pr\u00e4zision bei der Ausf\u00fchrung dieser Bautechnik notwendig war.<br \/>\nF\u00fcr die Versorgung der Milit\u00e4ranlage des Filon dei Mot wurde ein steiler Saumpfad angelegt, der in der N\u00e4he der Ortschaft Spondalunga, oberhalb des zweiten Stra\u00dfenw\u00e4rterhauses, von der Stilfser-Joch-Stra\u00dfe abzweigte.<br \/>\nDieser Saumpfad verlief in zahllosen Kehren und war vor dem \u00f6sterreichischen Artilleriefeuer gesch\u00fctzt; er erreichte die Baracken des westlichsten Felsausl\u00e4ufers auf 2.768 Meter H\u00f6he. Hier war auch der Ankunftsort einer Transportseilbahn die mittels Gegengewicht bef\u00f6rdert wurde, deren Talstation sich in der N\u00e4he von Ponte dei Vitelli befand: Mit einer einzigen Spannweite \u00fcberwand sie gut 742 Meter H\u00f6henunterschied! Die hier stationierten Soldaten waren v\u00f6llig auf das logistische Nachschubsystem angewiesen, wurden jedoch oft auf harte Proben gestellt. Gualtiero Castellini, ein Soldat des Gebirgskriegs, legt davon Zeugnis ab:<br \/>\n\u201c&#8230; Es gab Tage, an denen das Kommando dieses Alpenabschnitts einem Ministerium glich. Stellen Sie sich vor: es musste ausgerechnet werden, was zum Leben, Essen und Schlafen der etwa 100 Truppenabteilungen, die auch wochenlang von der Welt abgeschnitten sein konnten, notwendig war; und danach musste das entsprechende Material besorgt und anschlie\u00dfend nach oben geschafft werden. Den mit Seil und Lore transportierten Teil begr\u00fc\u00dfen wir als w\u00e4re es Manna vom Himmel; der ganze Rest gelangte jedoch auf dem R\u00fccken der Saumtiere und der M\u00e4nner nach oben&#8230;\u201d;<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0204-villaggio-militare-del-filon-dei-mot-lato-monte-scorluzzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2885,"sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4190368286196,46.5172573184993]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2572,"name":"PNS0205 Posto avanzato di quota 2931","description":"<p>Sei giunto al posto avanzato italiano a quota 2931. Dalla sommit\u00e0 il panorama in condizioni di buona visibilit\u00e0 \u00e8 davvero eccezionale. A est domina su tutte le cime il grande plateau ghiacciato dell&#8217;Ortles con i suoi 3905 metri. Proseguendo verso Sud, possiamo riconoscere i Coni di Ghiaccio, la cima Turwieser, la cima di Trafoi, la cima Tucket, la Punta degli Spiriti. A Sud l\u2019ampia dorsale del Monte Cristallo e in lontananza il gruppo dell\u2019Adamello. Ad Ovest l\u2019ampia sella della valle del Braulio e ancora oltre il Gruppo del Bernina, a seguire, verso Nord, il Monte Braulio, la Punta di Rims, con la grande cresta di roccia strapiombante che giunge fino al Piz Umbrail che poi digrada al Giogo di Santa Maria e risale fino a Punta Garibaldi, proprio sopra al passo dello Stelvio.<br \/>\nQuesta postazione a pianta pressoch\u00e9 circolare presenta feritoie di tiro disposte lungo tutto il perimetro, a dimostrazione che si trattava di un elemento difensivo alquanto esposto ad attacchi austriaci provenienti praticamente da ogni lato. A differenza delle altre strutture difensive, costruite esclusivamente con pietra a secco, questo avamposto \u00e8 stato realizzato utilizzando anche malta di cemento quale legante per le pietre e il muro perimetrale ha uno spessore di circa 70-80 cm. Rivolta ad Ovest, verso la cima dello Scorluzzo, \u00e8 presente una feritoia di dimensioni maggiori rispetto alle altre: qui era posizionata una mitragliatrice, molto probabilmente piazzata su un soppalco in legno oggi completamente perduto. Osservando la costruzione risulta evidente che fu realizzata in tempi via via successivi e in condizioni molto difficili, sotto il tiro e l\u2019osservazione austriaca. Le pietre, soprattutto nel lato esterno, non sono disposte alla perfezione e sono evidenti le colate irregolari di cemento.<br \/>\nGli alpini dei battaglioni Tirano, Aosta, Intra, Cuneo e Dron\u00e9ro che qui si avvicendarono nel corso della guerra, realizzarono questo elemento di difesa.<br \/>\nAll\u2019epoca era coperto con tronchi e assi di legno che sostenevano una blindatura di pietre e sacchi a terra, in grado di resistere ai proiettili di fucile e alle pallette di shrapnel sparati dalla sovrastante cima dello Scorluzzo. Le feritoie erano chiuse con semplici ante in legno, di cui restano solo le tracce dei serramenti nelle colate di cemento.<br \/>\nQuesta posizione fu occupata stabilmente a partire dall\u2019aprile 1916, non appena le condizioni della neve resero visibile lo sperone di roccia. \u00c8 documentato un attacco austriaco in data 9 luglio 1918, respinto dagli alpini della 24a compagnia del Battaglione Intra.<br \/>\nPer i soldati di presidio questo avamposto non era certamente facile da raggiungere, tuttavia sono ancora abbastanza evidenti, lungo il tracciato che lo collega al villaggio militare pi\u00f9 a Ovest, i resti dei pali che sostenevano il mascheramento dell\u2019intero percorso: in questo modo chiunque transitava al di sotto di esso non era visibile dalla cima dello Scorluzzo e quindi era meno esposto al preciso tiro austriaco.<br \/>\nCos\u00ec scrive il tenente Arnaldo Berni nel 1917, combattente in queste zone:<br \/>\n\u201cSe volete avere un\u2019idea delle fucilate austriache vi do quella provata da me: si sente un ta-pum e subito dopo il rumore caratteristico di un sasso lanciato contro i fili del telegrafo. Il primo rumore \u00e8 lo sparo, il secondo il fischio della palla che ti passa vicino.\u201d<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0205.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2572","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2572&action=edit","translations":{"en":{"id":3307,"name":"PNS0205 Posto avanzato di quota 2931","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0205-posto-avanzato-di-quota-2931\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3307","description":"<p>You have now reached the advanced Italian positions of altitude 2931.<br \/>\nFrom the summit the panorama is truly exceptional in good visibility conditions. To the east the great Ortles glacier plateau, at 3905 metres, dominates all the other peaks. Proceeding southward are Coni di Ghiaccio, Cima Thurwieser, Cima di Trafoi, Cima Tuckett and Punta degli Spiriti. To the south the wide Monte Cristallo ridge and, further off the Adamello massif, are visible. To the west is the wide Valle del Braulio col and beyond it the Bernina massif. To the north are Monte Braulio, Punta di Rims with its great steep rocky crest which continues to Piz Umbrail and then descends to Giogo di Santa Maria and climbs once more to Punta Garibaldi, right above Passo dello Stelvio.<br \/>\nThis quasi circular plan position had firing slits all the way along its perimeter showing that it was an extremely advanced defensive position exposed to Austrian attack from practically all sides. In fact the long crest which separated it from the more complex Filon dei Mot defensive system was easy to access from all sides. In contrast to the other defensive structures, built exclusively in dry stone wall, this advanced position was built using cement mortar between the stones, too, and the perimeter wall was 70-80 cm thick. Westward facing, towards the Scorluzzo peak, there is a larger firing slit than the others. Here there was a machine gun, very probably resting on a now completely lost wooden platform. Observing the building it is clear that it was built a little at a time and in extremely difficult conditions, under Austrian fire and observation as the stones, especially on the outer side, are not perfectly set out and irregular concrete casts are evident. Probably from the starting point of an existing spur as an advanced observation post, the Alpini of the Tirano, Aosta, Intra, Cuneo and Dornero battalions which took turns here during the war, built this defensive element. At the time it was covered over with wooden beams and planks which supported stones and sandbags capable of resisting rifle bullets and pieces of shrapnel fired from the Scorluzzo peak above it. The slits were closed off with straightforward wooden shutters of which the only remaining traces are in the concrete casts.<br \/>\nThis position was stably occupied from April 1916 as soon as the snow conditions made the rocky spur visible and a 9th July 1918 Austrian attack is documented which was resisted by Intra Battalion\u2019s 24th company.<br \/>\nThat this position was certainly difficult to access for the soldiers is fairly evident, however, as along the route which linked it to the army village further west, the remains of poles which helped to conceal the whole route are visible. In this way anyone passing below it was not visible from the Scorluzzo peak and thus less exposed to accurate Austrian fire.<br \/>\nIn the words of Lieutenant Arnaldo Berni, a combatant in this area in 1917:<br \/>\nIf you want an idea of the Austrian fire I\u2019ll give you proof of it. You hear a ta-pum and immediately afterwards the characteristic sound of a stone being thrown at the telegraph wires. The first sound is fire, the second is the whistle of the bullet passing close by\u201d.<\/p>\n"},"de":{"id":2794,"name":"PNS0205 Posto avanzato di quota 2931","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0205-posto-avanzato-di-quota-2931\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2794","description":"<p>Sie haben den italienischen Vorposten auf 2.931 Metern H\u00f6he erreicht.<br \/>\nVom Gipfel ist das Panorama bei guter Sicht wirklich au\u00dfergew\u00f6hnlich. Im Osten \u00fcberragt das gro\u00dfe Gletscherplateau des Ortlers mit seinen 3.905 Metern alle anderen Gipfel. In Richtung S\u00fcden sind die Eiskogel zu erkennen, sodann die Thurwieserspitze, die Trafoier Eiswand, die Tuckett- und die Geisterspitze; im S\u00fcden der breite Bergr\u00fccken der Hohen Schneide und in der Ferne die Adamello-Gruppe. Im Westen gleitet der Blick \u00fcber den breiten Sattel des Braulio-Tals und \u00fcber die Bernina-Gruppe hinaus; in Richtung Norden schlie\u00dft sich der Monte Braulio an sowie die Punta di Rims mit ihrem steilen Felsgrat, der bis zum Piz Umbrail reicht; von hier f\u00e4llt der Kamm zum Umbrailpass ab, um dann wieder bis zur Dreisprachenspitze, genau \u00fcber dem Stilfser Joch, anzusteigen.<br \/>\nDiese Stellung mit ihrem fast runden Grundriss hat rundherum Schie\u00dfscharten, was darauf hindeutet, dass es sich hierbei um ein Verteidigungswerk handelte, das den \u00f6sterreichischen Angriffen praktisch von allen Seiten ausgesetzt war. In der Tat ist der lange Kamm, der diese Stellung von der besser ausgebauten des Filon dei Mot trennt, problemlos von jeder Seite begehbar. Im Gegensatz zu anderen Verteidigungsanlagen, die ausschlie\u00dflich aus Trockenmauern errichtet wurden, wurde beim Bau dieses Vorpostens auch Zementm\u00f6rtel verwendet, um die Steine zu binden; die Au\u00dfenmauer hat einen Dicke von circa 70-80 Zentimeter. In Richtung Westen, d.h. zum Gipfel des Monte Scorluzzo hin, ist die Schie\u00dfscharte gr\u00f6sser als die anderen: hier war ein Maschinengewehr aufgestellt, wahrscheinlich auf einem Podest aus Holz, das heute nicht mehr existiert. Schaut man diesen Bau genauer an, so wird offensichtlich, dass er in verschiedenen Phasen errichtet wurde und unter ziemlich schwierigen Bedingungen, d.h. unter den wachsamen Augen und dem Feuer der \u00f6sterreichischen Soldaten, denn die Steine sind \u2013 vor allem auf der Au\u00dfenseite \u2013 nicht perfekt aufeinandergesetzt und der unregelm\u00e4\u00dfige Zementguss ist un\u00fcbersehbar. Wahrscheinlich haben die Alpini der Regimente Tirano, Aosta, Intra, Cuneo und Dornero \u2013 die sich hier w\u00e4hrend des Krieges zu schaffen machten &#8211; von diesem existierenden Felsplateau profitiert, um eine Verteidigungsstellung f\u00fcr einen vorgeschobenen Wachposten zu errichten. Zu jener Zeit war die Stellung mit St\u00e4mmen und Holzbrettern bedeckt, dar\u00fcber kam eine Panzerung aus Steinen und mit Erde gef\u00fcllten S\u00e4cken, die den vom dar\u00fcberliegenden Gipfel des Monte Scorluzzo abgefeuerten Gewehrgeschossen und Schrapnells widerstehen konnte. Die Schie\u00dfscharten wurden mit einfachen Holzt\u00fcrchen geschlossen, von denen nur noch die Spuren der Rahmen im Zement sichtbar sind.<br \/>\nDiese Stellung wurde ab April 1916 dauerhaft besetzt, sobald der Felsausl\u00e4ufer vom Schnee frei war. Au\u00dferdem ist auch ein \u00f6sterreichischer Angriff vom 9. Juli 1918 dokumentiert, der jedoch von den Alpini der 24. Kompanie des Regiments Intra zur\u00fcckgewiesen wurde.<br \/>\nF\u00fcr die Soldaten des St\u00fctzpunkts war es nicht leicht, diesen Vorposten zu erreichen. Aber entlang der Linie, die ihn mit dem Milit\u00e4rdorf weiter im Westen verbindet, sind die Reste der Pfosten noch ziemlich gut zu erkennen, die die Tarnung dieses gesamten Wegabschnitts trugen:  wer immer diesen Weg entlangging, konnte vom Gipfel des Scorluzzo nicht gesehen werden und war somit den pr\u00e4zisen, \u00f6sterreichischen Sch\u00fcssen weniger ausgesetzt.<br \/>\nLeutnant Arnaldo Berni, der in dieser Gegend stationiert war, schreibt 1917:<br \/>\n\u201cWenn Ihr von den \u00f6sterreichischen Sch\u00fcssen eine Vorstellung haben wollt, so beschreibe ich Euch meinen Eindruck: Man h\u00f6rt zun\u00e4chst ein \u201eta-bumm\u201c und sofort danach das charakteristische Ger\u00e4usch, als w\u00fcrde ein Stein gegen Telegrafendr\u00e4hte geschleudert.  Das erste Ger\u00e4usch ist der Schuss, das zweite das Pfeifen der Kugel, die ganz nahe vorbeifliegt.\u201d<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0205-posto-avanzato-di-quota-2931\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2931,"sequence":6},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4368442441339,46.5180638919951]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2574,"name":"PNS0206 Reticolati","description":"<p>Nel luogo dove ti trovi adesso, un tempo sibilavano proiettili italiani e austriaci.<\/p>\n<p>Questa striscia di sassi era infatti la cosiddetta \u201cterra di nessuno\u201d situata tra l\u2019ultimo<br \/>\navamposto italiano sulla dorsale del Filon dei Mot e il pi\u00f9 avanzato posto di guardia<br \/>\naustriaco, alle pendici dello Scorluzzo. Solo rare pattuglie, di uno o dell\u2019altro esercito, si<br \/>\nazzardavano di notte, o con la fitta nebbia, a posare qualche barriera di filo spinato. Le<br \/>\npossiamo ancora vedere, a terra, schiacciate dal tempo e dal peso della neve, raccolte in<br \/>\nmatasse di fili arrugginiti o in festoni ben distesi, legate ai paletti tranciati.<br \/>\nPassare di qui significa evocare i sacrifici dei soldati che si contrapponevano in quella<br \/>\nassurda guerra e lasciamo a loro, dell\u2019uno e dell\u2019altro esercito appositamente anonimi, la<br \/>\ndiretta testimonianza:<br \/>\n\u201cReti di filo spinato costituivano la prima difesa contro l\u2019improvvisa irruzione del nemico.<br \/>\nAgganciate a paletti infissi nel terreno, esse potevano essere distese, salvo nei giorni<br \/>\nnebbiosi, soltanto di notte. \u2026<br \/>\n\u2026 la guerra scientifica, meccanica\u2026 ha ben presto smorzato in me ci\u00f2 che era \u2013<br \/>\nsoprattutto \u2013 impeto e fiamma latina. Credi, non c\u2019\u00e8 nulla di peggio di un reticolato per<br \/>\novattare lo slancio. E convieni che non \u00e8 un\u2019ovatta comoda il reticolato di ferro spinoso\u2026<br \/>\nComunque, coerente, mi sono continuato a battere.<br \/>\n\u2026I reticolati spariscono periodicamente sotto l\u2019alta coltre di neve [\u2026] le vecchie trincee<br \/>\nsono ormai sepolte dalla neve [\u2026]. Perci\u00f2 \u00e8 una specie di fatica di Sisifo: non appena le<br \/>\ntrincee sono scavate e i reticolati sistemati, la neve copre tutto e occorre ricominciare<br \/>\ndaccapo. Un solo giorno di nevicata distrugge tutto il duro lavoro di due settimane<br \/>\n\u2026\u00c8 da oltre un anno che io faccio la guerra, un po\u2019 su tutti i fronti, e finora non ho visto in<br \/>\nfaccia un solo austriaco. Eppure ci uccidiamo a vicenda, tutti i giorni. Uccidersi senza<br \/>\nconoscersi, senza neppure vedersi! \u00c8 orribile! \u00c8 per questo che ci ubriachiamo tutti, da<br \/>\nuna parte e dall\u2019altra.\u201d<br \/>\nRicordare la guerra sia sempre un monito per comprendere l\u2019immenso valore della pace.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT02_0206.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2574","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2574&action=edit","translations":{"en":{"id":3308,"name":"PNS0206 Reticolati","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0206-reticolati\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3308","description":"<p>In the place you are now standing on Italian and Austrian shells would have whistled past.<br \/>\nThis strip of stones was, in fact, considered \u2018no man&#8217;s land, between the last Italian advanced positions on the Filon dei Mot ridge and the most advanced Austrian guard post on the slopes of Mt. Scorluzzo. Just a few rare patrols by both armies ventured here by night or in thick fog to add some barbed wire. We can still see this latter on the ground, flattened by time and the weight of snow, gathered into heaps of rusty wire or stretched out and tied onto the cut off poles.<br \/>\nPassing through here means reliving the sacrifices of a soldier of the day in this absurd war and we will leave it to the deliberately anonymous words of soldiers from both armies to testify directly:<br \/>\n&#8230; Systems of barbed wire were the main defence against sudden attacks from the enemy. Attached to poles stuck in the earth this could be stretched out, except in foggy days, by night only. \u2026.<br \/>\n&#8230; the scientific, mechanical war&#8230; soon tempered in me what had been &#8211; above all &#8211; Latin drive and passion. Believe me, there is nothing worse than barbed wire to block courage. And it is not a soft landing that spiny barbed wire&#8230; However, coherently, I struggled on.<br \/>\n\u2026The barbed wire periodically disappears under the snow [\u2026] the old trenches are now buried under snow [\u2026]. It is, however, a Sisyphean effort: as soon as the trenches have been dug out and the barbed wire rearranged the snow covers it over and we have to start again from scratch. A single day of snow destroys the hard work of two weeks.<br \/>\n&#8230; It is more than a year now that I have been fighting, a little on all fronts, and to date I\u2019ve seen not a single Austrian face to face. But we are killing each other every day. Killing each other without meeting each other. It\u2019s horrendous! This is why we all get drunk, on both sides. \u2026.<br \/>\nRemembering the war is always a warning, serving to help us understand the immense value of peace.<\/p>\n"},"de":{"id":2795,"name":"PNS0206 Reticolati","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0206-reticolati\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2795","description":"<p>Am diesem Ort, wo Sie jetzt stehen, pfiffen einst italienische und \u00f6sterreichische Kugeln durch die Luft.<br \/>\nDieser steinige Streifen war als \u201cNiemandsland\u201d bekannt und lag zwischen dem letzten italienischen Vorposten auf dem Bergr\u00fccken des Filon dei Mot und dem vordersten Wachposten der \u00d6sterreicher auf den H\u00e4ngen des Monte Scorluzzo. Nur seltene Patrouillen von der einen als auch von der anderen Seite wagten es zu n\u00e4chtlicher Stunde oder bei dichtem Nebel, einige Stacheldrahtbarrieren aufzustellen. Diese sind noch heute sichtbar, auf den Boden gedr\u00fcckt von den vielen Jahren und dem Gewicht des Schnees, sowie Rollen verrosteten Drahts oder entrollte Girlanden, die an gespaltenen Pfl\u00f6cken befestigt sind.<br \/>\nHier zu stehen hei\u00dft, die Opfer der damaligen Soldaten heraufzubeschw\u00f6ren, Soldaten, die sich hier in jenem absurden Krieg gegen\u00fcberstanden. Lassen wir sie, dem einen oder anderen Heer zugeh\u00f6rig, Zeugnis ablegen, wobei wir absichtlich ihre Anonymit\u00e4t bewahren:<br \/>\n\u2026Stacheldrahtverhaue waren die allererste Verteidigung gegen einen pl\u00f6tzlichen Einfall des Feindes. Der Stacheldraht wurde an die in die Erde gerammten Pfl\u00f6cken festgemacht, konnte aber nur nachts und an Tagen mit Nebel aufgestellt werden. \u2026<br \/>\n\u2026 der wissenschaftliche, mechanische Krieg \u2026 hat schon bald vor allem das ungest\u00fcme und lateinische Feuer in mir abgek\u00fchlt. Du kannst mir glauben, es gibt nichts Schlimmeres als einen Stacheldrahtverhau, um die Begeisterung eines Angriffs zu d\u00e4mpfen. Und du musst zugeben, dass ein Verhau aus Stacheldraht eben kein einfaches Hindernis ist \u2026 Ich habe jedoch konsequent weitergek\u00e4mpft\u2026<br \/>\n\u2026Die Stacheldrahtbarrikaden verschwinden regelm\u00e4\u00dfig unter der dicken Schneedecke [\u2026] die alten Sch\u00fctzengr\u00e4ben sind nunmehr unter dem Schnee begraben [\u2026]. Aber es ist eine Sisyphusarbeit: sobald die Sch\u00fctzengr\u00e4ben ausgehoben sind und der Stacheldraht an Ort und Stelle ist, wird alles vom Schnee verdeckt und man muss wieder von vorne anfangen. Der Schneefall eines einzigen Tages zerst\u00f6rt die harte Arbeit von zwei Wochen \u2026<br \/>\n\u2026 Jetzt bin ich schon seit mehr als einem Jahr im Krieg, ein bisschen an allen Fronten, und bisher habe ich noch keinem \u00d6sterreicher in die Augen gesehen. Und trotzdem t\u00f6ten wir uns gegenseitig, Tag f\u00fcr Tag. Man bringt den anderen um, ohne ihn zu kennen, ja ohne ihn jemals zu sehen! Wie schrecklich! Deshalb betrinken wir uns auch alle, auf der einen wie auf der anderen Seite. \u2026<br \/>\nDie Erinnerungen an den Krieg sollten immer eine Mahnung sein, den immensen Wert des Friedens sch\u00e4tzen zu wissen.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0206-reticolati\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2932,"sequence":7},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4412233333891,46.5200724028359]}}]}