{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":2576,"name":"PNS0300 IV Cantoniera e casermetta SS. 38 dello Stelvio","description":"<p>Benvenuto nel Parco Nazionale dello Stelvio.<br \/>\nL\u2019App \u201cOltre le tracce della storia\u201d che hai attivato ti consente di ricevere sul tuo  smartphone informazioni storiche e ambientali sul luogo che stai visitando. In tal modo possiamo offrirti contenuti culturali senza dover posare e gestire cartelli e senza che tu ti debba fermare per leggerli. Via via che procederai lungo l\u2019itinerario, in corrispondenza dei principali punti di interesse, che sono stati georeferenziati, riceverai una notifica sul tuo dispositivo mobile: apparir\u00e0 quindi l\u2019immagine della cartina della zona e potrai attivare l\u2019audio con la descrizione. Ti consigliamo l\u2019utilizzo degli auricolari: per  camminare mantenendo la necessaria attenzione al percorso. Oltre alle informazioni audio, l\u2019applicazione mette a disposizione anche una serie di immagini d\u2019archivio, ma per guardare le foto, fermati qualche istante: la prudenza in montagna \u00e8 sempre d\u2019obbligo. Ne approfitterai per contemplare anche il paesaggio che ti circonda.<br \/>\nRicordati di utilizzare sempre calzature da montagna e abbigliamento adeguato: in alta quota il tempo cambia anche velocemente ed \u00e8 importante avere sempre con s\u00e9 indumenti caldi e protezioni contro il vento o la pioggia. \u00c8 opportuno portare cibo e acqua, ed \u00e8 buona norma disporre di una minima dotazione per il pronto soccorso. Per percorrere in sicurezza l\u2019itinerario considera inoltre la possibilit\u00e0 di farti accompagnare da una guida alpina o da un accompagnatore di media montagna.<br \/>\nTi trovi all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio, a cavallo tra Lombardia, Trentino, Alto Adige\/S\u00fcdtirol e Svizzera, a cospetto delle pi\u00f9 imponenti montagne del gruppo dell\u2019Ortles-Cevedale. Oggi \u00e8 un luogo fortemente turistico, d\u2019incontro e di passaggio, ma gi\u00e0 dall&#8217;antichit\u00e0 queste montagne rappresentavano un importante collegamento di uomini e merci tra i due versanti delle Alpi.<br \/>\nTra il 1915 e il 1918 questo territorio fu teatro di aspri combattimenti tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico. I luoghi ove si svolsero i combattimenti erano in genere ad alta quota, coperti prevalentemente da neve e ghiacciai perenni: per questo motivo, il conflitto prese il nome di Guerra Bianca. Proprio grazie alla conservazione facilitata dal particolare ambiente di alta quota, sono ancora numerose le testimonianze della permanenza dei soldati dei due eserciti su queste cime. Si tratta di elementi storici importanti, oggi tutelati dalla legge: \u00e8 pertanto vietata ogni azione di danneggiamento, compreso anche il solo prelievo di piccole porzioni di manufatti e reperti.<br \/>\nI contenuti proposti rientrano nel programma di valorizzazione del patrimonio storico promosso e sostenuto da Regione Lombardia all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco dell\u2019Adamello con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca di Tem\u00f9.<br \/>\nIl progetto intende descrivere i luoghi, le vicende e i manufatti legati alla prima guerra mondiale, facendo emergere aspetti poco noti del conflitto, ma soprattutto intende ricordare che la storia della Guerra Bianca, e di tutta la Grande Guerra, \u00e8 colma di sacrifici inimmaginabili da entrambe le parti.<br \/>\nQuesto racconto vuole essere un omaggio a quei soldati che, nel sommesso compimento di un dovere o nella convinzione di onorare la propria Patria fino a donarle la vita, sono stati protagonisti di quelle tragiche vicende. Per questo ti  invitiamo a intraprendere questa passeggiata non solo con un approccio rispettoso dell\u2019ambiente, ma anche della memoria di quegli uomini che qui furono costretti ad affrontarsi e a uccidersi.<br \/>\nL\u2019itinerario proposto, dal Giogo di Santa Maria alla Bocchetta di Forcola, si svolge su facile sentiero, per un lungo tratto quasi pianeggiante, contrassegnato come &#8220;Sentiero Life&#8221;, con un dislivello di 272 metri e un tempo medio di salita di circa un\u2019ora e 45 minuti.<br \/>\nL\u2019ambiente e la storia sono gli elementi principali di questa escursione.<br \/>\nDurante la Grande Guerra la linea principale di difesa italiana della Valle del Braulio era attestata, sul versante orografico destro, lungo la dorsale Corne di Pedenolo-Monte Radisca-Monte Braulio-Bocchetta di Forcola-Punta di Rims. Sull\u2019opposto lato della valle lo sbarramento difensivo faceva capo al baluardo naturale della Cresta di Reit, a monte della Vedretta del Cristallo con gli apprestamenti al Passo dell\u2019Ables.<br \/>\nLe linee centrali pi\u00f9 avanzate erano collocate al Giogo di Santa Maria e nei pressi del confine elvetico, collegate con le strutture militari delle Rese di Scorluzzo e del Filon dei Mot.<br \/>\nSulla linea di confine gli austriaci avevano dislocato le truppe del I\u00b0 Rayon, che coprivano il territorio dallo Stelvio al Cevedale, a cui si contrapponevano le forze della 5a Divisione italiana.<br \/>\nGrazie alla collaborazione dell\u2019archivio del Museo della Guerra Bianca in Adamello di Tem\u00f9, nei punti di interesse di questo percorso saranno visibili anche fotografie storiche di queste zone. Le immagini naturalistiche sono invece tratte dal repertorio del concorso fotografico internazionale &#8220;Fotografare il Parco&#8221;.<br \/>\nBuon cammino!<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT03_0300.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2576","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2576&action=edit","translations":{"en":{"id":3309,"name":"PNS0300 IV Cantoniera e casermetta SS. 38 dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0300-iv-cantoniera-e-casermetta-ss-38-dello-stelvio\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3309","description":"<p>Welcome to the Stelvio National Park<br \/>\nThe application \u201cFollowing in the footsteps of history\u201d you have activated gives you access to historical and environmental information on the place you are visiting. It is a way of offering cultural contents without us needing to set up and manage info boards or you to stop and read them. As you move along the itinerary you will receive mobile phone alerts when you reach points of interest. A map of the area will automatically appear, giving you the opportunity to activate an audio description. We recommend you use headphones so that you can remain focused on the route as you walk. As well as audio information the application also makes a series of archive images available. Stop a moment to look at these. Prudence is always advisable in the mountains. Take advantage of the opportunity to enjoy the landscape around you.<br \/>\nRemember to wear mountain boots and suitable clothing at all times. At high altitudes the weather changes rapidly and it is important to have warm, wind and rain proof clothing with you at all times. Bringing food and water is recommended and bringing a minimum of first aid supplies with you is good practice. For safety purposes you may also want to consider hiring an Alpine or Middle Mountain guide to accompany you.<br \/>\nYou are in the Stevio National Park, on the border between the Lombardy Region, Trentino, Alto Adige\/S\u00fcdtirol and Switzerland, in proximity to some of the highest mountains in the Ortles-Cevedale massif. It is now a popular tourist destination, a place of meeting and transit, but these mountains have been an important cross-Alpine transit route for both men and goods since antiquity.<br \/>\nFrom 1915 to 1918 the area was the site of bloody fighting between the Italian kingdom and the Austro-Hungarian Empire. Most of the fighting took place at high altitude, where permanent snow and glaciers are the norm and this is why it has been called the White War ever since. It is precisely due to the specific conservation facilitated by high altitude environments that so much evidence of the presence of the two armies on these peaks has been conserved. These are important historical records now protected by the law. Any damage whatsoever, including taking with you a small piece of these historical items and finds is thus strictly forbidden.<br \/>\nThe information offered here falls under the historical heritage promotion programme sponsored and promoted by the Lombard Region in the Stelvio National Park and the Adamello Park, in conjunction with the Tem\u00f9 White War Museum. The aim of the project is to describe the places, events and artefacts linked to World War One, bringing out little known aspects of the war and, above all, remembering that the history of the White War, like that of the Great War as a whole, is a story of unimaginable suffering on both sides.<br \/>\nThe purpose of this story is thus to pay tribute to those soldiers who played a part in these tragic events, quietly doing their duty or in the belief that honouring their nation meant giving their lives. We therefore hope you will undertake this very beautiful walk in a spirit which is respectful not only of nature but also, first and foremost, of the memory of the men who were obliged to fight and kill each other here.<br \/>\nThe proposed itinerary, from Giogo di Santa Maria to Bocchetta di Forcola (2760 metres) follows a straightforward footpath a considerable section of which is relatively flat, marked as Sentiero Life, gaining around 272 metres in altitude with an average ascent time of around one hour forty five minutes. The environment and its history are the main elements in this trail and you will come across four points of interest: Alpine meadows, the nardus stricta meadows at the foot of the battlemented Cresta dell\u2019Umbrail, a spectacular geomorphology environment at Piana della Mogenaccia, the complex Bocchetta di Forcola defensive system and, lastly, on the opposite side, the army barracks.<br \/>\nDuring the Great War the main Italian defensive system in the Braulio valley settled on the right-hand-side of the valley along the Corne di Pedenolo-Monte Radisca-Monte Braulio-Bocchetta di Forcola-Punta di Rims ridge. On the opposite side of the valley the defensive line revolved around the Cresta di Reit natural fortress as well as the lateral Valle dei Vitelli, above Vedretta del Cristallo with positions at Passo dell\u2019Ables.<br \/>\nThe central forward lines were positioned at Giogo di Santa Maria and in proximity to the Swiss border, linked with the Rese di Scorluzzo and Filon dei Mot military structures.<br \/>\nOn the border the Austrians had positioned their 1st rayon troops who covered the area from Passo dello Stelvio to Cevedale, against whom the 5th Italian Division was fielded.<br \/>\nThanks to the assistance of the Tem\u00f9 Museo della Guerra Bianca in Adamello, photographs of the area are also on display at this itinerary\u2019s points of interest.<br \/>\nThe nature images have been taken from the international photography competition Fotografare il Parco.<br \/>\nHappy walking!<\/p>\n"},"de":{"id":2796,"name":"PNS0300 IV Cantoniera e casermetta SS. 38 dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0300-iv-cantoniera-e-casermetta-ss-38-dello-stelvio\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2796","description":"<p>Willkommen im Nationalpark Stilfserjoch.<br \/>\nDie Anwendung \u201eAuf den Spuren der Geschichte\u201c ist jetzt auf Ihrem Smartphone aktiv: Nun werden Ihnen interessante Inhalte, wie Informationen \u00fcber die Geschichte und die Natur des Ortes, den Sie besuchen, direkt auf Ihrem Handy gezeigt. Dadurch k\u00f6nnen wir auf m\u00fchsame Schilder verzichten und Ihnen einen erleichterten Zugang auf kulturelle Inhalte anbieten, die Sie einfach auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t lesen k\u00f6nnen, w\u00e4hrend Sie unterwegs sind. Dank der Geokodierung werden Sie entlang der Route nichts mehr \u00fcbersehen: Eine Benachrichtigung auf Ihrem Smartphone wird Sie auf die wichtigsten Punkte aufmerksam machen. Sie k\u00f6nnen auch die Karte des Gebiets rund um Sie auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t einsehen und die Audiobeschreibung anh\u00f6ren. Wir empfehlen Ihnen die Verwendung von Kopfh\u00f6rern: So k\u00f6nnen Sie sich ohne Ablenkung durch Ihr Smartphone auf den Pfad konzentrieren. Zus\u00e4tzlich zu den Audioinformationen bietet die Anwendung auch eine Reihe von Bildern: Bleiben Sie einen Moment stehen, um sich die sch\u00f6nsten Aufnahmen anzusehen. Vorsicht ist in den Bergen immer geboten. Ein kurzer Stopp wird Ihnen auch die Gelegenheit bieten, die Natur um sich herum zu betrachten.<br \/>\nAuf Bergschuhe und geeignete Kleidung sollten Sie nie vergessen: In den Bergen kann sich das Wetter auch sehr schnell \u00e4ndern. Es ist darum wichtig, dass Sie warme Kleidung, die Ihnen Schutz vor Regen und Wind bietet, immer bei sich haben. Eine gute Idee ist auch, Lebensmittel und Wasser mitzunehmen. Erste-Hilfe-Ausr\u00fcstung soll ebenfalls bei jedem Ausflug in den Bergen ihren Platz im Rucksack finden. In puncto Sicherheit sollten Sie auch die M\u00f6glichkeit in Betracht ziehen, sich von einem Berg- oder Mittelgebirgsf\u00fchrer begleiten zu lassen.<br \/>\nSie befinden sich im Nationalpark Stilfserjoch, am Grenzpunkt zwischen der Region Lombardei, dem Trentino, S\u00fcdtirol und der Schweiz, vor den imposantesten Gipfeln der Adamello-Gruppe. Heute ist der Park ein Ort von gro\u00dfem touristischem Interesse, der Begegnung und des Durchgangs, aber schon in der Antike stellten diese Berge eine wichtige Verbindung von Menschen und Waren zwischen den beiden Seiten der Alpen dar.<br \/>\nZwischen 1915 und 1918 wurde dieses Gebiet zum Schauplatz heftiger K\u00e4mpfe zwischen Italien und \u00d6sterreich-Ungarn. Gek\u00e4mpft wurde vor allem auf den h\u00f6heren Bergen, die das ganze Jahr \u00fcber von Schnee und Gletschern bedeckt waren: Aus diesem Grund wurde der Konflikt schon damals als Wei\u00dfer Krieg bezeichnet. Gerade der besonderen H\u00f6henlage ist es zu verdanken, dass uns heute noch zahlreiche Zeugnisse vom Leben der Soldaten beider Nationen an der Bergfront erhalten geblieben sind. Es handelt sich um wichtige historische Elemente, die heute unter gesetzlichem Schutz stehen: Jede Besch\u00e4digung, auch das Entfernen kleiner Teile von Artefakten und Funden, ist strikt verboten.<br \/>\nDie angebotenen Inhalte sind Teil des Programms zur Aufwertung des historischen Erbes, das von der Region Lombardei im Nationalpark Stilfserjoch und im Park Adamello in Zusammenarbeit mit dem Museum des Wei\u00dfen Krieges in Tem\u00f9 gef\u00f6rdert und betreut wird. Das Projekt beabsichtigt, die mit dem Ersten Weltkrieg verbundenen Orte, Ereignisse und Artefakte zu beschreiben und wenig bekannte Aspekte des Konflikts ans Licht zu bringen, aber vor allem will es uns an die Hingabe der Soldaten erinnern, die im Wei\u00dfen Krieg und im Ersten Weltkrieg auf beiden Seiten k\u00e4mpften.<br \/>\nDiese Erz\u00e4hlung will jener Soldaten gedenken, die in der unterw\u00fcrfigen Erf\u00fcllung einer Pflicht oder in der \u00dcberzeugung, ihr Land zu ehren, bis hin zur Hingabe ihres Lebens, zu Protagonisten jener tragischen Ereignisse wurden. Wir laden Sie deshalb dazu ein, diese Wanderung nicht nur mit Respekt vor der Umwelt, sondern auch &#8211; und vor allem &#8211; im Gedenken an die M\u00e4nner zu unternehmen, die hier k\u00e4mpfen und sich gegenseitig das Leben nehmen mussten.<br \/>\nDie vorgeschlagene Tour vom Umbrailpass bis zur Bocchetta di Forcola auf 2.760 Metern H\u00f6he f\u00fchrt \u00fcber einen einfachen Weg, wovon ein l\u00e4ngerer Abschnitt fast eben verl\u00e4uft. Er ist als &#8220;Sentiero Life&#8221; markiert und weist einen H\u00f6henunterschied von 272 Metern auf; f\u00fcr den Aufstieg braucht man durchschnittlich circa 1 Stunde und 45 Minuten. Die Schwerpunkte dieser Wanderung sind die Umgebung und die Geschichte. Auf dieser Strecke liegen vier besonders interessante Stationen: die Alpenwiese und die Borstgrasweide zu F\u00fcssen des zerkl\u00fcfteten Umbrailkamms, die spektakul\u00e4re geomorphologische Umgebung der Piana della Mogenaccia, die gut ausgebaute Verteidigungsanlage an der Bocchetta di Forcola und schlie\u00dflich die Milit\u00e4rkaserne auf dem gegen\u00fcberliegenden Hang.<br \/>\nW\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs verlief die wichtigste italienische Verteidigungslinie des Braulio-Tals auf dem rechten Hang, entlang des Bergr\u00fcckens Corne di Pedenolo-Monte Radisca-Monte Braulio-Bocchetta di Forcola-Punta di Rims. Auf der gegen\u00fcberliegenden Talseite begann die Verteidigungsanlage am nat\u00fcrlichen Schutzwall der Cresta di Reit, verlief \u00fcber das seitliche Valle dei Vitelli, dann nach oben zur Vedretta del Cristallo mit der Milit\u00e4ranlage am Passo dell\u2019Ables.<br \/>\nDie vordersten Verteidigungslinien befanden sich am Umbrailpass und in der N\u00e4he der Schweizer Grenze und waren mit den Milit\u00e4ranlagen der Rese di Scorluzzo und des Filon dei Mot verbunden.<br \/>\nAuf der Grenzlinie hatten die \u00d6sterreicher Truppen des Rayon Eins stationiert, die das Gebiet vom Stilfser Joch bis zum Monte Cevedale kontrollierten; ihnen gegen\u00fcber standen die italienischen Soldaten der 5. Division.<br \/>\nDank der Zusammenarbeit mit dem Archiv des \u201eMuseo della Guerra  Bianca in Adamello\u201c, in der Ortschaft Tem\u00f9, werden an den wichtigsten Stationen dieser Wanderung auch historische Fotos dieses Gebiets gezeigt.<br \/>\nDie Naturfotos stammen hingegen aus der Sammlung des internationalen Fotowettbewerbs \u201eFotografare il Parco\u201c.<br \/>\nWir w\u00fcnschen Ihnen eine sch\u00f6ne Wanderung!<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0300-iv-cantoniera-e-casermetta-ss-38-dello-stelvio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2488,"sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4329525402391,46.5398311948278]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2578,"name":"PNS0301 Il nardeto &#8211; Fauna d\u2019alta quota","description":"<p>La fauna dell\u2019area protetta, a dispetto della relativa omogeneit\u00e0 ambientale, \u00e8<br \/>\nparticolarmente ricca.<\/p>\n<p>Solo tra i vertebrati si contano circa 260 specie: di queste, poco meno di 180 sono uccelli.<br \/>\nSi tratta di circa un terzo di tutte le specie italiane. Esse comprendono sia le specie che<br \/>\nqui nidificano, sia le specie di uccelli che nel Parco transitano durante le migrazioni o che<br \/>\nvi trascorrono l\u2019inverno. Altrettanto ricca \u00e8 la fauna di Mammiferi: ben 62 specie, circa la<br \/>\nmet\u00e0 di quelle nazionali.<br \/>\nAlle quote a cui ci troviamo, le condizioni climatiche sono estreme: le temperature invernali<br \/>\nben inferiori ai 20 o addirittura ai 30 gradi sotto zero; vento quasi sempre presente che pu\u00f2<br \/>\nsoffiare anche a 50 km\/h; accumuli di neve che possono raggiungere diversi metri e<br \/>\npermanere al suolo anche per 10, 11 mesi all\u2019anno. Tutto ci\u00f2 rende la vita estremamente<br \/>\ncomplicata per gli animali.<br \/>\nMolte specie hanno adottato strategie utili a sottrarsi alle condizioni pi\u00f9 inclementi. Alcuni<br \/>\nricorrono al letargo, come fanno gli anfibi, come la rana temporaria, o i rettili come il<br \/>\nmarasso. Oppure la marmotta, comune in queste praterie. Molti uccelli migrano verso climi<br \/>\npi\u00f9 caldi; diversi altri e alcuni mammiferi si spostano a quote inferiori compiendo le<br \/>\ncosiddette migrazioni altitudinali. \u00c8 il caso, ad esempio, della coturnice e del camoscio.<br \/>\nPoche sono, invece, le specie del tutto sedentarie, cio\u00e8 che vivono qui tutto l\u2019anno. Tra di<br \/>\nesse, la pernice bianca e l\u2019ermellino, e i grandi rapaci del parco: l\u2019aquila reale e il gipeto.<br \/>\nPer sopravvivere quass\u00f9 hanno dovuto sviluppare dei particolari adattamenti.<br \/>\n\u00c8 il caso delle tre specie \u201ctrasformiste\u201d, superspecializzate a vivere alle alte quote: la<br \/>\npernice bianca, la lepre bianca e l\u2019ermellino. Visto che in montagna il colore di fondo<br \/>\ncambia con le stagioni (da marrone-verde d\u2019estate diventa bianco d\u2019inverno), queste<br \/>\npotenziali prede di efficienti predatori, come l\u2019aquila reale, per essere meno visibili<br \/>\npossibile \u201csi adeguano\u201d al colore delle stagioni. Con l\u2019arrivo della neve da marroni<br \/>\ndiventano bianchi, mentre in primavera, con il disgelo, il cambiamento \u00e8 opposto, da<br \/>\nbianco a marrone. La trasformazione avviene con la muta, cio\u00e8 con la sostituzione delle<br \/>\npiume e del pelo che si verifica due volte l\u2019anno. Peli e piume vengono sostituiti nell\u2019arco di<br \/>\nqualche settimana; quelli di nuova crescita hanno il colore che assumer\u00e0 l\u2019ambiente nei<br \/>\nperiodi seguenti. Cos\u00ec la mimetizzazione \u00e8 sempre garantita.<br \/>\nIl manto invernale, poi, \u00e8 pi\u00f9 spesso di quello estivo. In realt\u00e0, \u00e8 il maggiore strato di aria<br \/>\nintrappolato nella pelliccia o nel piumaggio ad essere isolante. La pernice bianca \u00e8<br \/>\nbravissima a regolare questo strato: nelle giornate pi\u00f9 fredde gonfia le piume fino ad<br \/>\nassumere quasi l\u2019aspetto di un palloncino; cos\u00ec facendo aumenta ancora di pi\u00f9 la quantit\u00e0<br \/>\ndi aria protettiva imprigionata tra le piume stesse.<br \/>\nI nostri \u201cesperti di montagna\u201d hanno anche le ciaspole. La pernice bianca ha zampe e piedi<br \/>\npiumati, cosa rara tra gli uccelli. Nella lepre bianca, durante l\u2019inverno il pelo dei piedi \u00e8<br \/>\nmolto pi\u00f9 spesso di quello estivo. Cos\u00ec aumentano sia l\u2019isolamento dal freddo della neve,<br \/>\nsia la superficie d\u2019appoggio su di essa, rendendo meno difficili gli spostamenti.<br \/>\nDurante la guerra il tracciato che stiamo percorrendo non esisteva, dato che questo<br \/>\npendio era esposto al tiro diretto dell\u2019artiglieria austriaca. Tuttavia da qui \u00e8 possibile notare<br \/>\nla fitta rete di strade, mulattiere e sentieri di arroccamento che furono realizzati per rifornire<br \/>\nle truppe e le artiglierie dislocate sulle creste. In particolare possiamo vedere a Sud, sul<br \/>\nversante orografico destro della Valle del Braulio, la strada che sale in direzione del Monte<br \/>\nRadisca, partendo poche centinaia di metri prima della III Cantoniera, nello stesso punto<br \/>\ndove si diparte, sul versante opposto, la strada per le Rese di Scorluzzo. Poco pi\u00f9 a Nord<br \/>\n\u00e8 visibile il piccolo cimitero realizzato nei primi mesi di guerra per seppellire i caduti di<br \/>\nquesta parte del fronte e, sul lato opposto della strada, il piccolo Ossario realizzato negli<br \/>\nanni \u201830.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:48","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT03_0301.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2578","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2578&action=edit","translations":{"en":{"id":3310,"name":"PNS0301 Il nardeto - Fauna d\u2019alta quota","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0301-il-nardeto-fauna-dalta-quota\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3310","description":"<p>Despite its relatively homogeneous environment, the fauna of the protected area is especially rich.<br \/>\nThere are around 260 species of vertebrates alone and of these just under 180 are birds. These account for around a third of the Italian total. They comprise birds which nest here and species which pass through the park as they migrate or spend the winter here. The area&#8217;s mammals are equally varied: there is a grand total of 62 mammal species, around half of the country&#8217;s total.<br \/>\nAt your current altitude, climatic conditions are extreme with winter temperatures well below minus 20 and sometimes even minus 30. There is almost always wind which can sometimes reach speeds of 50 km\/h. Snow builds up to several metres in thickness and can remain on the ground for as much as 10-11 months a year. All this makes life very complicated for animals.<br \/>\nMany have adopted strategies which help them to protect themselves from the worst conditions. Some resort to hibernation, like amphibians such as the common frog or reptiles such as adders. And marmots, which are so common in these meadows. Many birds migrate to warmer climes and others, together with some mammals, move to lower altitudes, undertaking the so-called seasonal altitude migration. This is the case, for example, of Rock Partridges and chamois. There are very few entirely sedentary species which live here all year around. These include Ptarmigans, ermines and the park\u2019s great birds of prey, Golden Eagles and Bearded Vultures.<br \/>\nTo survive up here they have had to adapt in unusual ways.<br \/>\nThis is the case of the \u2018transformist\u2019 species who are ultra-specialised in living at high altitudes: ptarmigans, white hares and ermines. As the background colour here changes with the seasons (from brown-green in summer to white in winter) these potential prey of some efficient predatory animals such as Golden Eagles blend in to the colour of the seasons to make themselves less visible. With the first snows these animals turn from brown to white and, in spring, when the snow melts, they change back again, from white to brown. This transformation takes place during moulting, i.e. when feathers and fur are replaced, twice a year. Feathers and fur are replaced in the space of a week with new ones of the same colour as the environment over the coming period. Thus camouflaging is always guaranteed.<br \/>\nWinter coats are also thicker than summer ones. In actual fact, it is a thicker layer of air trapped in the fur or plumage which insulates. Ptarmigans are extremely good at regulating this layer. On cold days they swell their feathers into a ball and thus increase the quantity of protective air imprisoned between the feathers even further.<br \/>\nOur \u2018mountain experts\u2019 also have snow shoes. Ptarmigans have feathered feet and legs, something which is very rare in birds. White hare have much thicker foot fur in winter than in summer. In this way they increase their insulation from the cold snow and also their support on it, making it less difficult to move around.<br \/>\nDuring the war the route you are on did not exist as this slope was exposed to direct Austrian fire. However the dense network of roads, mule tracks and high position footpaths which were built to supply the troops and artillery scattered across the ridges are visible. In particular southwards, on the right bank of the Braulio valley you can see the road which climbs up in the direction of Mt. Radisca from a starting point a few centimetres before the III Cantoniera at the same point as the road to Rese di Scorluzzo on the opposite side. A little northwards the little cemetery built in the first months of the war to bury the dead from this part of the front is visible and, on the opposite side of the road, a little ossuary built in the 1930s.<\/p>\n"},"de":{"id":2797,"name":"PNS0301 Il nardeto - Fauna d\u2019alta quota","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0301-il-nardeto-fauna-dalta-quota\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2797","description":"<p>Die Fauna des Schutzgebiets ist im Gegensatz zur relativ homogenen Umgebung sehr reich und vielf\u00e4ltig an Arten.<br \/>\nAllein an Wirbeltieren gibt es hier circa 260 verschiedene Spezies: etwas weniger als 180 hiervon sind V\u00f6gel, das sind fast ein Drittel aller V\u00f6gel in Italien. Diese Zahl umfasst sowohl die V\u00f6gel, die im Naturpark nisten als auch jene, die auf ihrem Zug hier nur durchreisen oder den Winter verbringen. Ebenso reich ist die Fauna der S\u00e4ugetiere: man z\u00e4hlt 62 Arten von S\u00e4ugetieren, circa die H\u00e4lfte aller Arten, die auf nationalem Gebiet  vertreten sind.<br \/>\nAuf dieser H\u00f6he sind die klimatischen Bedingungen extrem hart: Im Winter sinken die Temperaturen bis 20\u00b0C unter Null, manchmal sogar bis minus 30 Grad. Der Wind bl\u00e4st unaufh\u00f6rlich, manchmal auch mit Geschwindigkeiten die  50 Kilometer in der Stunde erreichen; Schneeverwehungen erreichen eine H\u00f6he von mehreren Metern und bedecken den Boden 10, 11 Monate im Jahr. Dies alles macht das Leben f\u00fcr die Tiere au\u00dfergew\u00f6hnlich kompliziert.<br \/>\nViele Arten haben Strategien entwickelt, um sich diesen unwirtlichen Bedingungen zu entziehen. Einige verfallen in den Winterschlaf, wie die Amphibien, darunter der Grasfrosch, oder Reptilien \u2013 zum Beispiel die Kreuzottern &#8211;  oder auch die Murmeltiere, die auf den Wiesen h\u00e4ufig vorzufinden sind. Viele V\u00f6gel ziehen in w\u00e4rmere Gegenden; andere hingegen \u2013 darunter auch einige S\u00e4ugetiere &#8211; ziehen auf der sogenannten Vertikalwanderung in niedrigere Regionen; Beispiele hierf\u00fcr sind das Steinhuhn und die G\u00e4mse. Nur wenige Arten hingegen sind sesshaft, das hei\u00dft sie verbringen hier das ganze Jahr. Unter diesen finden wir  das Alpenschneehuhn und das Hermelin, aber auch die gro\u00dfen Greifv\u00f6gel des Parks: den Steinadler und den Bartgeier.<br \/>\nUm hier oben zu \u00fcberleben, mussten sie besondere Anpassungsf\u00e4higkeiten entwickeln.<br \/>\nDies ist der Fall bei drei \u201cVerwandlungsk\u00fcnstlern\u201d, die sich auf diese H\u00f6hen besonders spezialisiert haben: das Alpenschneehuhn, der Schneehase und das Hermelin. Da hier oben die Farbe des Bodens mit den Jahreszeiten wechselt von braun-gr\u00fcn im Sommer zu wei\u00df im Winter, passen sich diese potentiellen Beutetiere geschickter Raubtiere, wie dem Steinadler, den Farben der Jahreszeiten an, um so wenig wie m\u00f6glich aufzufallen. Bei Einbruch des Winters wechselt ihre Farbe von braun auf wei\u00df; im Fr\u00fchling hingegen, bei Beginn des Tauwetters, bekommen sie ein braunes Kleid. Diese Verwandlung erfolgt beim Fellwechsel beziehungsweise bei der Mauser, die zwei Mal im Jahr erfolgen und bei denen Haare und Federn abgeworfen werden. Dieser Haar- beziehungsweise Federwechsel dauert einige Wochen und die neuen Haare und Federn haben die Farbe, die auch die Umgebung in den folgenden Monaten annehmen wird. So ist immer eine optimale Tarnung garantiert.<br \/>\nAu\u00dferdem ist der Winterpelz auch dicker als der Sommermantel. In Wirklichkeit wird im Pelz oder in den Federn eine gr\u00f6\u00dfere Luftmenge eingebunden, die eine bessere Isolation bietet. Das Alpenschneehuhn ist ein wahrer Meister bei der Regulierung dieser Luftschicht: An den k\u00e4lteren Tagen bauscht es die Federn auf, bis es fast wie ein aufgeblasener Ballon ausschaut; hierdurch wird eine gr\u00f6\u00dfere Menge sch\u00fctzender Luft zwischen den Federn gespeichert.<br \/>\nEinige unserer \u201cBergexperten\u201d verf\u00fcgen sogar \u00fcber Schneeschuhe. So hat das Alpenschneehuhn gefiederte Beine und F\u00fc\u00dfe, eine Seltenheit unter den V\u00f6geln. Bei den Schneehasen ist das Fell der F\u00fc\u00dfe im Winter viel dichter als im Sommer. Damit wird sowohl der Schutz vor der K\u00e4lte erh\u00f6ht als auch die Kontaktfl\u00e4che der F\u00fc\u00dfe vergr\u00f6\u00dfert, und das Fortbewegen ist dadurch weniger beschwerlich.<br \/>\nW\u00e4hrend des Krieges existierte dieser Streckenabschnitt, dem wir gerade folgen, nicht denn dieser Teil des Hangs lag direkt in der Schusslinie der \u00f6sterreichischen Artillerie. Von hier aus l\u00e4sst sich jedoch das dichte Netz rochadeartiger Verbindungswege und Saumpfade ausmachen, die parallel zur Front verlaufen und f\u00fcr den Nachschub der auf den Bergk\u00e4mmen stationierten Truppen und der Artillerie geschaffen worden waren. Im Besonderen f\u00e4llt unser Blick auf die Stra\u00dfe, die im S\u00fcden wenige hundert Meter vor dem dritten Stra\u00dfenw\u00e4rterhaus des Stilfser Jochs abbiegt und in Richtung Monte Radisca auf dem rechten Hang des Braulio-Tals verl\u00e4uft. Sie zweigt genau da von der Hauptstra\u00dfe des Stilfser Jochs ab, wo auf der gegen\u00fcberliegenden Seite eine Stra\u00dfe auf die Rese di Scorluzzo f\u00fchrt. Nur wenig weiter in Richtung Norden liegt der kleine Friedhof, der in den ersten Kriegsmonaten errichtet wurde, um die Gefallenen dieser Frontseite zu beerdigen, und auf der gegen\u00fcberliegenden Seite der Stra\u00dfe befindet sich ein kleines Beinhaus aus den 30er Jahren.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0301-il-nardeto-fauna-dalta-quota\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2580,"sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4125251373669,46.5432067273875]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2580,"name":"PNS0302 Marmotta e rapaci","description":"<p>La tipica prateria alpina in cui ti trovi \u00e8 in realt\u00e0 un mosaico di diversi tipi di prateria. Alcune piccole tessere del mosaico sono costituite dal \u201cnardeto\u201d. La specie pi\u00f9 caratteristica di questo habitat \u00e8 il Nardo cervino &#8211; una graminacea &#8211; ma ad esso si uniscono moltissime altre specie. Il nardeto si crea dove la prateria alpina viene pascolata da bestiame domestico. \u00c8 questa interazione millenaria che porta alla formazione di questo ambiente dalla straordinaria ricchezza; tanto da essere riconosciuto dall\u2019Unione Europea come uno degli habitat di maggior pregio.<br \/>\nIn questo particolare ambiente vivono diversi animali caratteristici. Alcuni sono poco appariscenti, come le arvicole delle nevi, piccoli roditori che abitano le praterie intercalate da frequenti pietraie fino a oltre 3.000 metri di quota. Sono le principali prede dell\u2019ermellino. In inverno non vanno in ibernazione, ma vivono nello strato tra terreno e neve. Qui scavano dei tunnel che permettono loro facili spostamenti. La neve, inoltre, grazie al suo potere isolante dovuto all\u2019aria intrappolata al suo interno, le ripara dalle rigidissime temperature esterne.<br \/>\nDurante la stagione estiva \u00e8 facile vedere le marmotte o sentirne il tipico fischio d\u2019allarme. Sono anch\u2019essi dei roditori ma di grande mole: possono pesare fino a 6 chili. Vivono in nuclei familiari che occupano tane sotterranee piuttosto articolate. Diverse famiglie fanno solitamente parte di un\u2019unica colonia. Tipicamente vegetariane, si nutrono di una grande quantit\u00e0 di erbe e di fiori, senza trascurare, quando capita l\u2019occasione, qualche bocconcino prelibato, come le uova degli uccelli che nidificano al suolo (compresa la pernice bianca).<br \/>\nIn inverno le marmotte entrano in ibernazione: la temperatura corporea scende da 35 a soli 5\u00b0C mentre i battiti cardiaci passano dai circa 130 al minuto dei periodi di attivit\u00e0 a solo 5 battiti. Grazie a questo, le marmotte riescono a consumare pochissima energia e a superare l\u2019inverno senza alimentarsi, solo grazie alle scorte di grasso accumulate durante l\u2019autunno.<br \/>\nDove c\u2019\u00e8 la marmotta non pu\u00f2 mancare l\u2019aquila reale. Simbolo del Parco dello Stelvio, l\u2019aquila \u00e8 un grande rapace. Le femmine, poco pi\u00f9 grandi dei maschi, possono pesare anche sei o sette chili e avere un\u2019apertura alare di 2 metri e 20. In estate le aquile cacciano abitualmente le marmotte, ma non trascurano anche altri animali, come lepri bianche, galli cedroni o le volpi. Soprattutto in inverno si cibano spesso delle carcasse di camosci o stambecchi morti di stenti. Ogni coppia di aquile difende tutto l\u2019anno un territorio di circa 70 km quadrati. Nell\u2019area lombarda del Parco sono presenti una dozzina di coppie.<br \/>\nUn altro maestoso rapace \u00e8 il Gipeto. La femmina ha un peso di 5-7 chili e un\u2019apertura alare che pu\u00f2 arrivare a 2 metri e 80 centimetri. Il gipeto \u00e8 tornato a nidificare sulle Alpi solo da una ventina d\u2019anni, dopo l\u2019estinzione, causata dall\u2019uomo, avvenuta all\u2019inizio del secolo scorso. Accusato di predare agnelli e di essere un pericolo per il bestiame, e per l\u2019uomo, venne perseguitato fino alla scomparsa. Accuse del tutto ingiustificate. In realt\u00e0, il gipeto \u00e8 un necrofago: mangia solo resti di animali gi\u00e0 morti, con una preferenza particolare per le loro ossa. Visto questo suo utile ruolo di \u201cspazzino\u201d, dagli anni \u201980 del secolo scorso \u00e8 stato reintrodotto sulle Alpi grazie a un progetto internazionale che ha avuto un grande successo, tanto che oggi, solo nel Parco dello Stelvio e nei suoi pressi nidificano ben sette coppie di gipeto.<br \/>\nD\u2019altronde, cibo per il gipeto non manca. Quass\u00f9 non \u00e8 infrequente incontrare gli stambecchi, anch\u2019essi reintrodotti dopo l\u2019estinzione del passato, e pi\u00f9 in basso sono presenti molti cervi. Durante l\u2019inverno possono morire anche centinaia di questi ungulati. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere triste, ma garantisce ampia disponibilit\u00e0 di cibo al gipeto come a molti altri animali.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:47","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT03_0302.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2580","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2580&action=edit","translations":{"en":{"id":3311,"name":"PNS0302 Marmotta e rapaci","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0302-marmotta-e-rapaci\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3311","description":"<p>This characteristic Alpine meadow is actually a mosaic of diverse meadow types. Certain small pieces in this mosaic are made up of nardus stricta. The species most characteristic of this habitat is nardus stricta &#8211; a graminacea &#8211; but there are a great many other species there too. Nardus stricta meadows are habitats which are created when Alpine meadows are pastured by cattle. It is this interaction, over thousands of years, which has led to the formation of this extraordinarily rich environment, recognised by the European Union as one of our most precious habitats.<br \/>\nVarious characteristic animals live in this specific environment. Some are not highly visible, such as snow voles. These are little rodents which live on the meadows mixed with frequent scree up to altitudes of over 3000 metres. They are the main prey of ermine. In winter they do not hibernate but live in the layer between land and snow. Here they dig tunnels which enable them to move around easily. Thanks to its insulation ability, resulting from the air trapped within it, snow protects them from the bitterest temperatures.<br \/>\nIn the summer, marmots are commonly seen and their warning alarms heard. These are rodents, too, but large ones, weighing up to 6 kilos. They live in family units which occupy highly structured underground burrows. Each colony is usually made up of a number of families. Generally vegetarian, their diets consist of large quantities of grass and flowers without neglecting a few choice morsels like the eggs of birds which nest on the ground (including ptarmigans) when they get the chance. In winter marmots hibernate and their body temperatures go down from 35\u00b0C to only 5\u00b0C while their heartbeats go from 130 a minute to only 5. Thanks to this, marmots succeed in consuming a very small amount of energy and get through the winter without eating, making use of the fat built up over the autumn.<br \/>\nWhere there are marmots there are always Golden Eagles. Symbols of the Stelvio Park, Golden Eagles are great predators. Females, slightly larger than males, can weigh as much as six or seven kilos and have wing spans of 2 metres 20 centimetres. In summer the eagles generally hunt marmots but do not neglect other animals such as white hares, capercaillies and foxes. Above all in winter they often feed off chamois or ibex corpses. Each pair of eagles covers a territory of around 70 square metres. In the Lombard area of the park there are a dozen pairs.<br \/>\nA further majestic bird of prey is the Bearded Vulture. Females weigh 5-7 kilos and have wing spans of up to 2 metres and 80 centimetres. Bearded Vultures returned to nest in the Alps only twenty years ago after extinction, caused by man, in the early 20th century. Accused of preying on lambs and being a danger to cattle and man, they were hounded into extinction. Entirely unjustified accusations. In actual fact Bearded Vultures are necrophagous, eating only the remains of dead animals with a particular preference for their bones. Given this useful \u2018street cleaning\u2019 role, from the 1980s onwards they have been reintroduced to the Alps in a hugely successful international project to the extent that today, in the Stelvio Park alone and the areas around it there are seven pairs of nesting Bearded Vultures.<br \/>\nIn fact food for Bearded Vultures is certainly not lacking. You may very well come across ibex here, these too reintroduced after past extinction. Lower down there are lots of deer. Over the winter hundreds of these die of hunger. This may be sad but it guarantees plenty of food for Bearded Vultures like many other animals.<\/p>\n"},"de":{"id":2798,"name":"PNS0302 Marmotta e rapaci","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0302-marmotta-e-rapaci\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2798","description":"<p>Die typische Alpenwiese, auf der Sie sich befinden, ist in Wirklichkeit ein Mosaik verschiedener Wiesenarten. Einige kleine \u201cSteinchen\u201d dieses Mosaiks bestehen aus der Borstgrasweide. Die weitverbreitetste Pflanze dieses Habitats ist das Borstgras, eine S\u00fc\u00dfgrasgattung die aber zusammen mit sehr vielen anderen Gr\u00e4sern hier w\u00e4chst. Borstgrasweiden entstehen dort, wo Haustiere auf den Alpenwiesen grasen. Diese jahrtausendealte Wechselbeziehung hat zur Bildung dieses au\u00dfergew\u00f6hnlich reichen Lebensraums gef\u00fchrt, der sogar von der Europ\u00e4ischen Union als eines der wertvollsten Habitats anerkannt wurde.<br \/>\nIn dieser besonderen Umgebung kann man ganz unterschiedliche typische Tierarten  begegnen. Einige von ihnen fallen nur wenig ins Auge, wie die Schneemaus, kleine Nagetiere, die diese Wiesen , die sich h\u00e4ufig mit Steinhalden abwechseln, bis auf \u00fcber 3.000 Meter H\u00f6he bewohnen. Sie stellen das bevorzugte Beutetier der Hermeline dar. Im Winter halten sie keinen Winterschlaf, sondern sie leben in der Schicht zwischen dem Erdreich und dem Schnee, wo sie Tunnels graben, die ihnen ein schnelles Fortkommen erm\u00f6glichen. Au\u00dferdem werden sie vom Schnee dank der isolierenden Wirkung durch die eingelagerte Luft vor den \u00e4u\u00dferst niedrigen Au\u00dfentemperaturen gesch\u00fctzt.<br \/>\nW\u00e4hrend der Sommermonate kommt es h\u00e4ufig vor, Murmeltiere zu beobachten beziehungsweise ihren typischen Warnpfiff zu h\u00f6ren. Sie geh\u00f6ren ebenfalls zur Familie der Nagetiere, jedoch zu einer gr\u00f6\u00dferen Gattung, die bis zu 6 Kilogramm schwer werden kann. Sie leben in Familienverb\u00e4nden in unterirdischen, weitverzweigten H\u00f6hlen, wobei normalerweise mehrere Familien eine Kolonie bilden. Sie sind ausnahmslos Vegetarier und ern\u00e4hren sich von Gr\u00e4sern und Blumen in gro\u00dfen Mengen; wenn sich die Gelegenheit bietet, verabscheuen sie auch nicht einen Gaumenschmaus wie die Eier von auf dem Boden nistenden V\u00f6geln, zu denen auch das Alpenschneehuhn geh\u00f6rt. Im Winter fallen die Murmeltiere in den Winterschlaf: Ihre K\u00f6rpertemperatur f\u00e4llt dabei von 35 Grad auf nur 5 Grad Celsius und ihr Herzschlag reduziert sich von circa 130 auf gerade einmal 15 Schl\u00e4ge ipro Minute. In diesem Zustand verbrauchen die Murmeltiere nur sehr wenig Energie und k\u00f6nnen den Winter ohne Nahrungsaufnahme \u00fcberstehen, indem sie die im Herbst angesammelten Fettreserven aufbrauchen.<br \/>\nWo das Murmeltier zu Hause ist, darf auch der Steinadler nicht fehlen, dieser gro\u00dfe Greifvogel, der auch das Symbol des Nationalparks Stilfser Joch ist. Die Weibchen, nur wenig gr\u00f6sser als die M\u00e4nnchen, erreichen ein Gewicht von sechs oder sieben  Kilogramm und eine Fl\u00fcgelspannweite von bis zu 2,20 Metern. Im Sommer jagen die Steinadler haupts\u00e4chlich Murmeltiere; sie geben sich aber auch mit anderen Tieren zufrieden, wie Schneehasen, Auerh\u00fchnern oder F\u00fcchsen. Vor allem im Winter ern\u00e4hren sie sich oft von verstorbenen G\u00e4msen und Steinb\u00f6cken, die aufgrund der harten Lebensbedingungen den Tod fanden.  Jedes Adlerpaar verteidigt das ganze Jahr \u00fcber ein Revier von circa 70 Quadratkilometern. Im lombardischen Teil des Parks z\u00e4hlt man etwa ein Duzend Paare.<br \/>\nEin weiterer majest\u00e4tischer Greifvogel ist der Bartgeier. Das Weibchen wiegt 5 bis7  Kilogramm und hat eine Fl\u00fcgelspannweite von bis zu 2,80 Metern. Der Bartgeier baut seine Nester erst wieder seit etwa zwanzig Jahren in den Alpen, nachdem er zu Beginn des letzten Jahrhunderts aufgrund menschlichen Eingreifens komplett ausgestorben war. Er wurde bis zu seinem Verschwinden verfolgt, weil er angeblich L\u00e4mmer jagte und sowohl f\u00fcr das Vieh als auch f\u00fcr den Menschen eine Gefahr darstellte. Diese Anschuldigungen waren jedoch absolut ungerechtfertigt, denn der Bartgeier ist in Wirklichkeit ein Aasfresser: Er frisst nur die Reste bereits toter Tiere, wobei er deren Knochen bevorzugt. Aufgrund seiner Rolle als \u201cAufr\u00e4umer\u201d wurde er seit den 80er Jahren des vorigen Jahrhunderts wieder in den Alpen angesiedelt dank eines internationalen Projekts, das gro\u00dfen Erfolg hatte: Heute nisten im Nationalpark Stilfser Joch und in der Umgebung sieben Bartgeierpaare.<br \/>\nIm \u00dcbrigen mangelt es nicht an Nahrung f\u00fcr den Bartgeier. Hier oben passiert es nicht selten, Steinb\u00f6cke zu begegnen; auch sie wurden nach ihrem Aussterben in der Vergangenheit wieder angesiedelt. Weiter unten gibt es viel Rotwild und w\u00e4hrend des Winters kann es vorkommen, dass Hunderte dieser Huftiere sterben. So traurig dies auch sein mag, garantiert es jedoch dem Bartgeier und vielen anderen Tieren ein gro\u00dfes Nahrungsangebot.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0302-marmotta-e-rapaci\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2610,"sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4024968478957,46.5393633409669]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2582,"name":"PNS0303 Bocchetta di Forcola","description":"<p>Sei giunto alla Bocchetta di Forcola. In una giornata di buona visibilit\u00e0, lo spettacolo offerto dal panorama che ci circonda \u00e8 veramente splendido: a Nord gli infiniti ghiaioni chiarissimi di rocce calcaree della Punta di Rims che contrastano a Sud Ovest con le rocce rosse di scisti del Monte Braulio. Volgendo lo sguardo a Sud ci si perde tra le maestose vette del gruppo dell\u2019Ortles, perennemente ricoperte da ampi ghiacciai. Non c\u2019\u00e8 una sola pianta, non un arbusto: solo rocce, ghiacci e rade praterie.<br \/>\nOggi pu\u00f2 sembrare incredibile ricordare che tutte le cime su cui si posa il nostro sguardo, durante la Prima Guerra mondiale erano presidiate dai soldati italiani e austriaci che si contendevano il passo dello Stelvio, sotto l\u2019attenta sorveglianza dei militari svizzeri.<br \/>\nData la posizione dominante, la Bocchetta di Forcola e la Punta di Rims ebbero un ruolo strategico per tutta la durata della guerra. Da qui gli italiani tenevano sotto controllo e sotto il tiro delle artiglierie la strada di accesso al Giogo dello Stelvio lungo la Valle del Braulio, le fortificazioni austriache al Passo dello Stelvio e sulla Cima dello Scorluzzo, nonch\u00e9 proteggevano da eventuali attacchi tutta la linea italiana sull\u2019opposto versante della valle: dalle Rese al Filon dei Mot.<br \/>\nIl ruolo strategico di questa posizione era evidente gi\u00e0 prima dello scoppio del conflitto, prova ne \u00e8 la presenza della sottostante Caserma, ma il rafforzamento della linea difensiva sul passo e sulla cima avvenne progressivamente durante tutto il corso della guerra. Il complesso difensivo di cui possiamo visitare le importanti testimonianze alla bocchetta \u00e8 costituito da uno sbarramento centrale sulla sella, completamente blindato in calcestruzzo, dotato di numerose postazioni per fucilieri. Alle due estremit\u00e0 sono presenti postazioni per mitragliatrici, e accanto a queste, ben protette entro caverne scavate nella roccia, possiamo visitare (prestando sempre attenzione) anche due postazioni per artiglieria di medio calibro. In ognuna delle due caverne era piazzato un cannone da 149 mm in ghisa ed entrambi dirigevano i loro tiri sulle creste dell&#8217;opposto versante dove gli austriaci si erano saldamente attestati. Completavano la difesa del passo anche due cannoni di piccolo calibro, inizialmente da 75 modello 1911 del 6\u00b0 Reggimento Artiglieria da campagna, presto sostituiti dai pi\u00f9 antiquati 75 A. Di questo cambio troviamo testimonianza nel diario del sottotenente Paolo Robbiati, che il 26 novembre 1915 scrive:<br \/>\n\u201cIn quei giorni, approssimandosi la stagione invernale, era stata disposta la sostituzione dei pezzi da 75 a deformazione della nostra batteria con quelli rigidi dell\u2019artiglieria da fortezza. Ebbi l\u2019incarico di eseguire alcuni tiri di controllo\u2026 furono quelli i primi colpi da me sparati contro il nemico e, contemporaneamente, fu quello il mio battesimo di fuoco, perch\u00e9 l\u2019artiglieria avversaria rispose con altrettanta precisione cosicch\u00e9 una delle granate scoppi\u00f2 pochi metri davanti alle nostre postazioni..\u201d<br \/>\nNel versante della valle di Forcola, pochi metri sotto la bocchetta, \u00e8 visibile la traccia di un camminamento (un tempo coperto) che correva parallelo alla trincea di prima linea. Tuttavia la linea difensiva non si limitava alla protezione della bocchetta, ma proseguiva fin sulla Punta di Rims seguendo il profilo del pendio, inoltre attorno alla caserma e sotto la cima furono realizzati numerosi ricoveri per truppa, animali e materiali, tutti collegati da una fitta rete di strade, i cui resti sono oggi a testimonianza di quanto lavoro e fatica furono spesi sulle creste di questa parte di fronte. Anche se questi luoghi non furono teatro di scontri di fanterie, diverse furono le vittime della montagna e dei bombardamenti dell\u2019artiglieria. Visitare con rispetto questi luoghi, \u00e8 porgere un omaggio a quei giovani che un secolo fa costruirono e presidiarono per quattro anni queste trincee.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:47","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT03_0303.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2582","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2582&action=edit","translations":{"en":{"id":3312,"name":"PNS0303 Bocchetta di Forcola","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0303-bocchetta-di-forcola\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3312","description":"<p>You have arrived at Bocchetta di Forcola. On a clear day the view from here is truly spectacular &#8211; northwards infinite expanses of ultra-white scree slopes at Punta di Rims contrasting with the red schist rock at Mt. Braulio to the south-east. Turning southwards you can see all the way to the majestic peaks of the Ortles massif which is permanently covered with large glaciers. There is not a single tree or shrub, just rocks, ice and meadow clearings.<br \/>\nToday it may seem incredible to remember that all the peaks you can see from here were guarded by Italian and Austrian soldiers vying for control of Passo dello Stelvio during First World War, under the watchful eyes of the Swiss army.<br \/>\nGiven its dominant position, Bocchetta di Forcola and Punta di Rims played a strategic role for the whole duration of the war. From here the Italians kept the access road to Giogo dello Stelvio along the Braulio valley under control (and within the range of the guns positioned here) together with the Austrian fortifications on Cima dello Scorluzzo and protected the whole Italian line on the opposite side of the valley from Rese to Filon dei Mot from attack.<br \/>\nThe strategic role of this position was clear even before the war broke out as is proven by the presence of the barracks below but the defensive line on the pass and the peak was gradually reinforced during the war. You can visit the defensive complex of which the important remains at the pass consist of a fully reinforced concrete central fortress at the col with a great many rifle positions. To the two extremities there are machine gun placements and, next to these and well protected in caves carved out of the rock, you can visit two medium calibre gun positions taking due care and attention. In each of these two caves a 149 millimetres cast iron gun was positioned and both aimed their fire at the ridges on the opposite side from that on which the Austrians were so solidly trenched in. Two small calibre field guns, initially 6th Artillery Regiment 75 millimetres 1911 model field guns, were positioned here which were soon replaced by older 75 A guns. This change is noted in the diaries of the then sub-lieutenant Paolo Robbiati who wrote, on 26th November 1915:<br \/>\n\u201cIn these days, as the winter approached, orders came in to substitute our 75a guns for the rigid fortress guns. I was given the task of carrying out certain test shots&#8230; they were the first shots I had fired towards the enemy and, at the same time, it was my baptism of fire because the enemy\u2019s artillery answered with equal precision and one of their shells exploded a few metres away from our positions&#8230;\u201d.<br \/>\nIn the Valle di Forcola valley, just a few metres from the pass, traces of a trench which would once have been covered over are visible running parallel to the front line trench. However, the defensive line did not simply protect the pass but continued up to Punta di Rims following the line of the slope and around the barracks and under the peak a great many shelters for troops, animals and materials were built, all linked together by a dense network of roads the remains of which testify to the huge effort and hard work which went into fortifying the ridge on this part of the front. Whilst these places saw no infantry fighting, there were many victims of the mountains and shells. Visiting these places respectfully means paying homage to the young men who built and guarded these trenches for four years.<\/p>\n"},"de":{"id":2799,"name":"PNS0303 Bocchetta di Forcola","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0303-bocchetta-di-forcola\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2799","description":"<p>Sie sind nun an der Bocchetta di Forcola angekommen. An einem Tag mit guter Sicht ist das Panorama, das sich Ihnen bietet, wirklich herrlich. Im Norden ist die unendliche, helle Kalksteinflanke der Punta di Rims zu sehen, die im S\u00fcdwesten mit den roten Granitfelsen des Monte Braulio kontrastiert. Weiter gegen S\u00fcden verliert sich der Blick zwischen den m\u00e4chtigen Gipfeln der Ortler-Gruppe, die das ganze Jahr \u00fcber von weiten Gletscherfeldern bedeckt sind. Kein Busch, keine einzige Pflanze ist zu sehen, nur Felsen, Gletscher und hier und da sp\u00e4rliches Gras.<br \/>\nHeutzutage erscheint es unglaublich, dass alle Gipfel, auf die unser Blick f\u00e4llt, w\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs von italienischen und \u00f6sterreichischen Soldaten besetzt waren, die sich unter sorgf\u00e4ltiger \u00dcberwachung des Schweizer Milit\u00e4rs das Stilfser Joch streitig machten.<br \/>\nAufgrund ihrer dominierenden Lage spielten die Bocchetta di Forcola und Punta di Rims eine strategische Rolle w\u00e4hrend der gesamten Kriegszeit. Von hier aus hielten die Italiener die Zugangsstra\u00dfe zum Stilfser Joch entlang des Braulio-Tals sowie die \u00f6sterreichischen Befestigungsanlagen am Stilfser Joch und auf dem Gipfel des Monte Scorluzzo unter Kontrolle und unter dem Beschuss ihrer hier aufgestellten Artillerie; sie besch\u00fctzten auch die gesamte italienische Verteidigungslinie auf der gegen\u00fcberliegenden Talseite von den Rese bis zum Filon dei Mot vor m\u00f6glichen Angriffen.<br \/>\nDie strategische Rolle dieser Position war schon vor Ausbruch des Konflikts offensichtlich, wof\u00fcr die weiter unten stehende Kaserne zu Beweis steht, jedoch erfolgte die Verst\u00e4rkung der Verteidigungslinie auf dem Pass und dem Gipfel  erst nach und nach w\u00e4hrend des Krieges. Die Verteidigungsanlage, von der wir an der Bocchetta noch wichtige Teile besuchen k\u00f6nnen, besteht aus einer zentralen Betonabsperrung auf dem Bergsattel mit zahlreichen Stellungen f\u00fcr Sch\u00fctzen. An beiden Enden gibt es hingegen Maschinengewehr-Stellungen und neben diesen k\u00f6nnen wir auch mit gebotener Vorsicht zwei Artilleriestellungen mittleren Kalibers besuchen; f\u00fcr diese Stellungen wurden Kavernen in den Fels geschlagen. In jeder Kaverne befand sich eine gusseiserne 149 Millimeter-Kanone und beide richteten ihre Geschosse auf die gegen\u00fcberliegenden Gebirgsk\u00e4mme, wo sich die \u00d6sterreicher fest niedergelassen hatten. Die Verteidigung des Passes wurde von zwei Kanonen kleineren Kalibers vervollst\u00e4ndigt, anfangs von 75-Milimeter-Gebirgskanonen, Modell 1911, des 6. Feldartillerie-Regiments, die aber schon bald durch die \u00e4lteren 75 A-Modelle ersetzt wurden. Von diesem ung\u00fcnstigen Tausch finden wir Zeugnis im Tagebuch des damaligen Unterleutnants Paolo Robbiati, der am 26. November 1915 folgenden Eintrag gemacht hatte:<br \/>\n\u201cIn jenen Tagen, bei ann\u00e4hern des Winters, wurde zur Schw\u00e4chung unserer Batterie der Austausch unserer 75-Milimeter-Kanonen mit station\u00e4ren Modellen der Festungsartillerie angeordnet. Ich hatte den Auftrag, einige Probesch\u00fcsse auszuf\u00fchren \u2026 es waren meine ersten Sch\u00fcssen, die ich auf den Feind abfeuerte und zugleich war es meine Feuertaufe, denn die feindliche Artillerie antwortete mit gleicher Pr\u00e4zision, und eine der Granaten explodierte nur wenige Meter vor unseren Stellungen&#8230;\u201d<br \/>\nAuf der Seite des Forcola-Tals, nur wenige Meter unterhalb der Bocchetta, ist der Verlauf eines einstmals gedeckten Laufgrabens sichtbar, der parallel zum vordersten Sch\u00fctzengraben verlief. Die Verteidigungslinie war jedoch nicht nur auf den Schutz der Bocchetta beschr\u00e4nkt, sondern verlief weiter am Hang entlang bis zur Punta di Rims; au\u00dferdem wurden um die Kaserne herum und unter dem Gipfel zahlreiche Unterst\u00e4nde errichtet f\u00fcr Truppen, Tiere und Material, die alle durch ein dichtes Netz von Wegen verbunden waren und die noch heute Zeugnis von der schweren Arbeit und den vielen M\u00fchen auf den Bergen an diesem Frontteil ablegen. Auch wenn sich hier die Infanterie keine Schlachten lieferte, so gab es doch mehrere Berg- und Artillerieopfer. Der Besuch dieses Teils der Alpen sollte deswegen mit Respekt erfolgen, als Ehrenbezeugung gegen\u00fcber jenen jungen Soldaten, die vor einem Jahrhundert vier Jahre lang diese Sch\u00fctzengr\u00e4ben zun\u00e4chst errichtet und dann verteidigt haben.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0303-bocchetta-di-forcola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2762,"sequence":4},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3910421316668,46.5400408120619]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2584,"name":"PNS0304 Caserma di Forcola","description":"<p>Poco distante dalle trincee della Bocchetta sorge la Caserma di Forcola, una massiccia costruzione in pietra e cemento che ha resistito alla guerra e ai successivi cento anni di totale abbandono. L\u2019origine di questo ricovero risale al 1908, quando nel piano difensivo della Frontiera Nord Est, redatto dal Comando Supremo Italiano, apparve la necessit\u00e0 di dotare l\u2019alta valle di Forcola di un ricovero per una compagnia di soldati al fine di garantirne la loro permanenza in ogni stagione per la difesa diretta dell\u2019alta Valle del Braulio e per evitare eventuali infiltrazioni nemiche dalla Val Monastero.<br \/>\nOsservando l\u2019edificio risulta evidente che fu realizzato in posizione protetta dal tiro delle artiglierie austriache dalla naturale barriera rocciosa che dalla bocchetta sale alla Punta di Rims. Questa caserma divenne sede del comando delle truppe operanti in questa zona e, attorno a essa durante la guerra, furono realizzate altre costruzioni per aumentare la capacit\u00e0 di ricovero per truppe e animali.<br \/>\nQuesto importante presidio militare era raggiungibile tramite la Val Forcola mediante una lunga strada militare proveniente dalla Bocchetta di Pedenoletto. I rifornimenti giungevano dal fondovalle tramite la strada, ma soprattutto grazie alla teleferica che partiva dalla I Cantoniera a quota 1716.<br \/>\nPer visitare i resti dei numerosi apprestamenti difensivi italiani, \u00e8 possibile proseguire l\u2019escursione fino alla Punta di Rims seguendo la mulattiera militare che dalla caserma risale il costone ghiaioso sovrastante la caserma stessa. Per poter visitare il maggior numero di manufatti militari, alcuni di particolare interesse, ti consigliamo di percorrere tutta la cresta che divide la Valle del Braulio dalla Valle della Forcola e di Fraele. Seguendo poi il tracciato militare che si svolge a filo di cresta, abbandonando pi\u00f9 in alto il sentiero che procede pianeggiante, si giunge facilmente in vetta. Lungo questo itinerario incontreremo numerosi elementi di trincee, postazioni per mitragliatrici e osservatori, tutte tracce molto evidenti del forte presidio militare italiano. Di questa presenza in alta quota troviamo testimonianza nelle parole del giornalista Arnaldo Fraccaroli, che sulla Domenica del Corriere del 12 settembre 1915 scrive della sua visita alla Forcola di Rims:<br \/>\n\u201c\u2026. Una tormenta di neve ghiacciata flagella la montagna. Nell\u2019aria \u00e8 un ronzio lieve, come un fruscio di seta. Le due figure massicce degli alpini che mi guidano si profilano scure nel nevischio&#8230; Da tre mesi qui allo Stelvio si combatte, tra neve e gelo attorno ai tremila metri di quota e quass\u00f9 gli alpini vivono e vigilano: accampati in piccoli attendamenti, intanati in caverne scavate nella roccia. Qua e l\u00e0, dietro il dorso di qualche cima, mascherati alla vista del nemico, sorgono anche dei baraccamenti primordiali fabbricati con indicibili sforzi, puntellati con travi per resistere alle bufere del vento. Siamo a circa 3000 metri, in uno dei posti pi\u00f9 avanzati. Si vede sotto di noi, lontano, il Passo dello Stelvio. Da posti incredibili rombano le artiglierie. Mitragliatrici rullano da cime impennate, il fuoco di fucileria si fa intenso, si fa rabbioso\u2026\u201d<br \/>\nNel corso del conflitto su queste posizioni si avvicendarono numerosi reparti: Intra, Dron\u00e8ro, Val Cenischia i fanti della Brigata Marche e della Brigata Bologna, oltre agli artiglieri, mitraglieri e agli specialisti del Genio.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:47","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT03_0304.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2584","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2584&action=edit","translations":{"en":{"id":3313,"name":"PNS0304 Caserma di Forcola","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0304-caserma-di-forcola\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3313","description":"<p>Just a short way away from the Bocchetta trench is Caserma di Forcola, a massive stone and concrete building which resisted the war and subsequent years of total abandonment. The shelter dates to 1908 when the Italian Supreme Command\u2019s defensive plan for the north-east frontier saw the need to equip the upper Forcola valley with a barracks for soldiers to ensure a guard there all through the year for the direct defence of the upper Braulio valley and to prevent potential enemy attacks from Val Monastero.<br \/>\nObserving the building makes clear that it was built in a protected position from Austrian artillery fire by the natural rocky barrier constituted by Punta di Rims which rises above the pass. During the war the barracks was made command headquarters of the troops stationed in this area and around it and further buildings were erected to increase its lodging capability for men and animals. This important guard station was accessible from Val Forcola via a long army road from Bocchetta di Pedenoletto. Supplies came from the valley bottom via this road but above all via a teleferic whose lower station was I Cantoniera at 1716 metres with a first section reaching Campo dei Fiori, a second to Pian di Pedenoletto and a last to Bocchetta di Pedenoleto.<br \/>\nFrom here, to visit the remains of the great many Italian defensive positions you can continue your excursion to Punta di Rims (2947 metres) following the army mule track which climbs up the scree ridge above the barracks. To visit the greatest number of army artefacts, some of special interest, we advise you to walk along the whole ridge between Valle del Braulio and Valle della Forcola and Fraele. Following the military track which follows the edge of the crest and leaving the footpath which continues on the level you can easily get to the peak. Along this itinerary there are a great many trenches, machine gun placements and observation points, all evidence of the powerful Italian army presence in this area. This high altitude presence is testified to in the words of journalist Arnaldo Fraccaroli who wrote of his visit to Forcola di Rims in Domenica del Corriere on 12th September 1915:<br \/>\n\u201c&#8230; An icy snow storm scourges the mountain. There is a slight rumble in the air like silk rustling. The massive figures of the two Alpini soldiers guiding me look dark in the sleet. .. There has been fighting for three months here on Stelvio in the midst of snow and ice at an altitude of three thousand metres. And here Alpini soldiers live and guard camped out in small encampments, burrowed into caves dug out of the rock. Here and there, behind the ridge of some peak, concealed from enemy view, there are primordial shelters made with unspeakable hard work and punctuated with beams to resist the power of the wind. We are at around 3000 metres in one of the most forward positions. Passo dello Stelvio is visible below us and far away. Guns thunder from incredible positions. Machine guns rattle from vertical peaks, rifle fire is intense and angry&#8230;\u201d.<br \/>\nDuring the war a great many divisions took turns on these positions including the Tirano, Aosta, Intra, Dronero, Val Cenischia battalions and the Marche and Bologna brigades as well as gunners, machine gunners and specialist troops.<\/p>\n"},"de":{"id":2800,"name":"PNS0304 Caserma di Forcola","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0304-caserma-di-forcola\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2800","description":"<p>Nicht weit entfernt von den Sch\u00fctzengr\u00e4ben der Bocchetta erhebt sich die Forcola-Kaserne, ein robuster Bau aus Stein und Zement, der dem Krieg und den darauffolgenden hundert Jahren der Verwahrlosung widerstand. Dieses Geb\u00e4ude stammt urspr\u00fcnglich aus dem Jahr 1908, als im Verteidigungsplan der nord\u00f6stlichen Front &#8211; erstellt vom italienischen Oberkommando &#8211; die Notwendigkeit aufscheint, im oberen Forcola-Tal eine Unterkunft f\u00fcr einen Milit\u00e4rtrupp zu errichten, der das ganze Jahr \u00fcber hier stationiert sein sollte. Die Soldaten hatten die Aufgabe das obere Braulio-Tal zu verteidigen und etwaige feindliche Infiltrationen vom M\u00fcnstertal her zu verhindern.<br \/>\nSchaut man die Anlage aufmerksamer an, so wird es offensichtlich, dass die Felsbarriere, die von der Bocchetta bis hinauf zur Punta di Rims verl\u00e4uft,  einen nat\u00fcrlichen Schutz vor dem \u00f6sterreichischen Artilleriebeschuss bot. Dies Kaserne wurde zum Sitz der in diesem Gebiet operierenden Truppen, wobei um sie herum w\u00e4hrend des Krieges  weitere Bauten errichtet wurden, um die Unterbringungsm\u00f6glichkeiten f\u00fcr Soldaten und Tiere zu verbessern. Diese wichtige Garnison konnte \u00fcber das Forcola-Tal auf einer langen Milit\u00e4rstra\u00dfe erreicht werden, die an der Bocchetta di Pedenoletto anfing. Die Soldaten wurden teilweise vom Tal aus \u00fcber diese Stra\u00dfe versorgt, vor allem aber dank der Transportseilbahn, deren Talstation sich am ersten Stra\u00dfenw\u00e4rterhaus auf 1.716 Metern befand: mit der ersten Spannweite erreichte diese Seilbahn den Ort Campo dei Fiori, mit der zweiten Pian di Pedenoletto und schlie\u00dflich mit der letzten die Bocchetta di Pedenoletto.<br \/>\nUm die zahlreichen italienischen Verteidigungsanlagen zu besichtigen, kann man von hier aus die Wanderung bis zur Punta di Rims auf 2.947 Metern fortsetzen, indem man dem milit\u00e4rischen Saumpfad folgt, der von der Kaserne \u00fcber den dar\u00fcberliegenden steinigen Steilhang f\u00fchrt. Um m\u00f6glichst viele der milit\u00e4rischen \u00dcberreste zu besuchen \u2013 von denen   einige besonders interessant sind, empfehlen wir, den gesamten Bergkamm entlangzugehen, der sich zwischen dem Braulio-Tal und dem Forcola-Tal beziehungsweise  Fraele hinzieht. Folgen Sie dem Milit\u00e4rweg, der auf den Grat hinauff\u00fchrt, wobei sie diesen dann weiter oben, sobald er eben verl\u00e4uft,  verlassen um problemlos auf den Gipfel zu gelangen. Auf dieser Strecke gibt es eine Vielzahl an Sch\u00fctzengr\u00e4ben, Maschinengewehr-Stellungen und Beobachtungsposten, alles Zeichen einer starken italienischen Milit\u00e4rbesatzung. Auch die Worte des Journalisten Arnaldo Fraccaroli zeugen von der milit\u00e4rischen Pr\u00e4senz auf diesen H\u00f6hen, als er im Domenica del Corriere vom 12. September 1915 \u00fcber seinen Besuch auf der Forcola di Rims schreibt:<br \/>\n\u201c\u2026. Ein Eissturm fegt \u00fcber die Berge hinweg. In der Luft liegt ein leichtes Ger\u00e4usch, wie das Knistern von Seide. Die kr\u00e4ftigen K\u00f6rper der beiden Alpini, die mich f\u00fchren, zeichnen sich dunkel im Schneegest\u00f6ber ab. \u2026 Seit drei Monaten wird hier am Stilfser Joch gek\u00e4mpft bei Eis und Schnee auf einer H\u00f6he von 3.000 Meter \u2026 und hier oben leben und wachen die Alpini: in kleinen Feldlagern, in H\u00f6hlen, die in den Fels geschlagen wurden, mehr schlecht als recht untergebracht. Hier und da, hinter den R\u00fccken einiger Berge lassen sich \u2013 gesch\u00fctzt vor den Blicken des Feindes \u2013 primitive Baracken erkennen, die unter unglaublichen Anstrengungen errichtet wurden, mit Balken abgest\u00fctzt, um den St\u00fcrmen besser standzuhalten. \u2026 Wir sind auf circa 3.000 Meter H\u00f6he, an einer der vordersten Stellungen. Unter uns, weit entfernt, ist das Stilfser Joch zu erkennen. Von unglaublichen Posten erdr\u00f6hnt die Artillerie. Auf wei\u00dfen Gipfeln rattern Maschinengewehre, das Gewehrfeuer wird intensiver, fast w\u00fctend \u2026 \u201d<br \/>\nIm Laufe des Konflikts waren diese Stellungen von zahlreichen Abteilungen besetzt, wobei wir besonders an die Alpini-Regimenter Tirano, Aosta, Intra, Dronero und Val Cenischia erinnern wollen; auch die Infanteristen der Brigade Marche und der Brigade Bologna sowie die Artilleristen, Maschinengewehr-Sch\u00fctzen und Spezialisten der sogenannten Genietruppe waren hier stationiert.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0304-caserma-di-forcola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2741,"sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3904707822467,46.5421879530682]}}]}