{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":2484,"name":"PDA0100 Malga Caldea","description":"<p>Benvenuto nel Parco dell\u2019Adamello<br \/>\nL\u2019App \u201cOltre le tracce della storia\u201d che hai attivato ti consente di ricevere sul tuo smartphone informazioni storiche e ambientali sul luogo che stai visitando. In tal modo possiamo offrirti contenuti culturali senza dover posare e gestire cartelli e senza che tu ti debba fermare per leggerli. Via via che procederai lungo l\u2019itinerario, in corrispondenza dei principali punti di interesse, che sono stati georeferenziati, riceverai una notifica sul tuo dispositivo mobile: apparir\u00e0 quindi l\u2019immagine della cartina della zona e potrai attivare l\u2019audio con la descrizione. Ti consigliamo l\u2019utilizzo degli auricolari: per camminare mantenendo la necessaria attenzione al percorso. Oltre alle informazioni audio, l\u2019applicazione mette a disposizione anche una serie di immagini d\u2019archivio, ma per guardare le foto, fermati qualche istante: la prudenza in montagna \u00e8 sempre d\u2019obbligo. Ne approfitterai per contemplare anche il paesaggio che ti circonda.<br \/>\nRicordati di utilizzare sempre calzature da montagna e abbigliamento adeguato: in alta quota il tempo cambia anche velocemente ed \u00e8 importante avere sempre con s\u00e9 indumenti caldi e protezioni contro il vento o la pioggia. \u00c8 opportuno portare cibo e acqua, ed \u00e8 buona norma disporre di una minima dotazione per il pronto soccorso. Per percorrere in sicurezza l\u2019itinerario considera inoltre la possibilit\u00e0 di farti accompagnare da una guida alpina o da un accompagnatore di media montagna.<br \/>\nTi trovi all\u2019interno del Parco dell\u2019Adamello, a cavallo tra Lombardia e Trentino, a cospetto delle pi\u00f9 imponenti montagne del gruppo dell\u2019Adamello. Oggi \u00e8 un luogo fortemente turistico, d\u2019incontro e di passaggio, ma gi\u00e0 dall&#8217;antichit\u00e0 il valico del Tonale metteva in comunicazione la valle Camonica, territorio dei Camuni, con la Val di Sole, abitata dagli Anauni.<br \/>\nTra il 1915 e il 1918 questo territorio fu teatro di aspri combattimenti tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico. I luoghi ove si svolsero i combattimenti erano in genere ad alta quota, coperti prevalentemente da neve e ghiacciai perenni: per questo motivo, il conflitto prese il nome di Guerra Bianca. Proprio grazie alla conservazione facilitata dal particolare ambiente di alta quota, sono ancora numerose le testimonianze della permanenza dei soldati dei due eserciti su queste cime. Si tratta di elementi storici importanti, oggi tutelati dalla legge: \u00e8 pertanto vietata ogni azione di danneggiamento, compreso anche il solo prelievo di piccole porzioni di manufatti e reperti.<br \/>\nI contenuti proposti rientrano nel programma di valorizzazione del patrimonio storico promosso e sostenuto da Regione Lombardia all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco dell\u2019Adamello con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca di Tem\u00f9. <\/p>\n<p>Il progetto intende descrivere i luoghi, le vicende e i manufatti legati alla prima guerra mondiale, facendo emergere aspetti poco noti del conflitto, ma soprattutto intende ricordare che la storia della Guerra Bianca, e di tutta la Grande Guerra, \u00e8 colma di sacrifici inimmaginabili da entrambe le parti.<br \/>\nQuesto racconto vuole essere un omaggio a quei soldati che, nel sommesso compimento di un dovere o nella convinzione di onorare la propria Patria fino a donarle la vita, sono stati protagonisti di quelle tragiche vicende. Per questo ti invitiamo a intraprendere questa passeggiata non solo con un approccio rispettoso dell\u2019ambiente, ma anche della memoria di quegli uomini che qui furono costretti ad affrontarsi e a uccidersi.<br \/>\nL\u2019itinerario proposto ti ha condotto dai 1150 metri dell\u2019abitato di Tem\u00f9 fino alla localit\u00e0 Malga Caldea a 1573 metri. Da qui, ancora per strada a tratti asfaltata, ma chiusa al traffico veicolare, raggiungerai i Laghi d&#8217;Avio.<br \/>\nDopo aver costeggiato i tre laghi artificiali e compiuto un lungo tratto pianeggiante, e dopo aver superato la cascata del &#8220;Sigostino&#8221;, giungerai nel vasto pianoro di Malga Lavedole. Salendo ulteriormente, percorrerai un sentiero di origine militare lungo il ripido versante denominato &#8220;Calvario&#8221;, che ti condurr\u00e0 ai 2550 metri del Rifugio Garibaldi.<br \/>\nIl percorso \u00e8 alla portata di tutti e consente di ammirare uno stupendo panorama sulla sottostante vallata e sulle creste che chiudono in alto la Val d&#8217;Avio e che all&#8217;inizio del conflitto costituivano la linea di confine tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico.<br \/>\nDurante la Prima Guerra Mondiale, la localit\u00e0 in cui ti trovi assunse importanza fondamentale, in quanto centro di smistamento dei rifornimenti diretti alle prime linee del fronte.<br \/>\nDa qui infatti, rifornimenti e materiali (viveri, munizioni, legna e quant&#8217;altro necessario per la vita in quota) arrivavano ai Laghi d&#8217;Avio e quindi al Rifugio Garibaldi e ai Passi Garibaldi e Venerocolo tramite diversi tronchi di teleferiche, il cui punto di partenza era collocato proprio a Malga Caldea. Per questi motivi vennero qui realizzate diverse baracche, utili a ospitare militari e operai militarizzati addetti alla realizzazione delle opere difensive sulle creste sovrastanti.<br \/>\nIl territorio circostante la malga \u00e8 oggi quasi completamente occupato dalla vegetazione arborea, che ha occultato i ruderi delle baracche e della partenza della teleferica.<br \/>\nQuesta localit\u00e0 \u00e8 inoltre tristemente famosa per la tragedia che caus\u00f2 la morte di 39 operai impiegati sul fronte, sepolti da una valanga l&#8217;8 marzo 1916. Durante la notte, un&#8217;enorme massa di neve staccatasi dalle scoscese pareti soprastanti travolse la baracca che li ospitava; pochi si salvarono. Tra i morti, 23 erano minorenni e il pi\u00f9 giovane aveva solo 14 anni; erano quasi tutti provenienti dalla Valle Camonica e della vicina Valtellina.<br \/>\nTroviamo testimonianza del tragico evento nella corposa relazione L&#8217;Impresa dell&#8217;Adamello dove il generale Alberto Cavaciocchi mette in evidenza che gli operai sepolti dalla valanga erano addetti al traino del mastodontico cannone da 149 millimetri ancor oggi collocato agli oltre 3300 metri di Cresta Croce. Cos\u00ec annota il generale Cavaciocchi:<br \/>\n\u201cNegli ultimi giorni si ebbero meno ausiliari della compagnia autonoma e furono invece assegnati operai borghesi. A questo punto si dovette sospendere il traino per tre giorni poich\u00e9 cadevano sovente piccole valanghe ed il pezzo e l\u2019affusto furono due volte investiti e ricoperti di neve. [&#8230;] A questo punto, di notte, una grossa valanga invest\u00ec le baracche di malga Caldea, causando non poche vittime tra gli operai borghesi che l\u00e0 pernottavano\u201d.<\/p>\n<p>Per iniziativa del Museo della Guerra Bianca, nell&#8217;estate del 2016 \u00e8 stato realizzato e posato un cippo a ricordo di questi morti dimenticati, giovani vite spezzate anch&#8217;esse dalla tragedia della guerra.<br \/>\nGrazie alla collaborazione dell\u2019archivio del Museo della Guerra Bianca, nei punti di interesse di questo percorso saranno visibili anche fotografie storiche di queste zone. Le immagini naturalistiche sono invece tratte dal repertorio del concorso fotografico internazionale &#8220;Fotografare il Parco&#8221;.<\/p>\n<p>Buon cammino!<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:58","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0100_2-1024x576.jpg","id":2053,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0100-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT01_0100.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2484","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2484&action=edit","translations":{"en":{"id":3263,"name":"PDA0100 Malga Caldea","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0100-malga-caldea\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3263","description":"<p>Welcome to the Adamello Park.<br \/>\nThe application \u201cFollowing in the footsteps of history\u201d you have activated gives you access to historical and environmental information on the place you are visiting. It is a way of offering cultural contents without us needing to set up and manage info boards or you to stop and read them. As you move along the itinerary you will receive mobile phone alerts when you reach points of interest. A map of the area will automatically appear, giving you the opportunity to activate an audio description. We recommend you use headphones so that you can remain focused on the route as you walk. As well as audio information the application also makes a series of archive images available. Stop a moment to look at these. Prudence is always advisable in the mountains. Take advantage of the opportunity to enjoy the landscape around you.<br \/>\nRemember to wear mountain boots and suitable clothing at all times. At high altitudes the weather changes rapidly and it is important to have warm, wind and rain proof clothing with you at all times. Bringing food and water is recommended and bringing a minimum of first aid supplies with you is good practice. For safety purposes you may also want to consider hiring an Alpine or Middle Mountain guide to accompany you.<br \/>\nYou are in the Adamello Park, on the Lombardy-Trentino border, in proximity to the highest mountains in the Adamello massif. It is now a popular tourist destination, a place of meeting and transit, but the Tonale valley  has linked up the Camonica valley, land of the Camuni, with Val di Sole, populated by the Anauni, since antiquity.<br \/>\nFrom 1915 to 1918 the area was the site of bloody fighting between the Italian kingdom and the Austro-Hungarian Empire. Most of the fighting took place at high altitude, where permanent snow and glaciers are the norm and this is why it has been called the White War ever since. It is precisely due to the specific conservation facilitated by high altitude environments that so much evidence of the presence of the two armies on these peaks has been conserved. These are important historical records now protected by the law. Any damage whatsoever, including taking with you a small piece of these historical items and finds is thus strictly forbidden.<br \/>\nThe information offered here falls under the historical heritage promotion programme sponsored by the Lombard Region in the Stelvio National Park and the Adamello Park, in conjunction with the Tem\u00f9 White War Museum. The aim of the project is to describe the places, events and artefacts linked to World War One, bringing out little known aspects of the war and, above all, remembering that the history of the White War, like that of the Great War as a whole, is a story of unimaginable suffering on both sides.<br \/>\nThe purpose of this story is thus to pay tribute to those soldiers who played a part in these tragic events, quietly doing their duty or in the belief that honouring their nation meant giving their lives. We therefore hope you will undertake this very beautiful walk in a spirit which is respectful not only of nature but also, first and foremost, of the memory of the men who were obliged to fight and kill each other here.<\/p>\n<p>The itinerary proposed has taken you on a climb of 1150 metres from Tem\u00f9 village to Malga Caldea (1574 m). From here a road which is once again tarmacked in sections, but closed to traffic, takes you to Laghi d\u2019Avio (1901 m).<br \/>\nAfter skirting these three artificial lakes, completing a long, fairly level section and passing the Sigostino waterfall, the route emerges on the vast Malga Lavedole plateau (2047 m). Climbing further, on a footpath which originally served a military function, up the steep slope referred to as Calvario, brings you out at 2550 metres, at Rifugio Garibaldi.<br \/>\nIt is an accessible route affording great views over the valley below and the ridges which close off the upper Avio valley which, at the beginning of the war, were on the border between the Italian Kingdom and the Austro-Hungarian Empire.<br \/>\nDuring World War One this site was fundamentally important as a clearing house for supplies on their way to the front line.<br \/>\nFrom here all material (food, munitions, timber and everything else needed for high altitude life)  was taken up to Laghi d\u2019Avio and then on to Rifugio Garibaldi and the Garibaldi and Venerocolo passes on various teleferic lines whose lower stations were at Malga Caldea. A range of huts were built here for this purpose, some of which were designed to accommodate soldiers and civilian labourers who built defences on the ridges above them.<br \/>\nThe area around the dairy is now almost entirely filled with trees which have concealed what remains of the huts and the lower teleferic station.<br \/>\nThis site is also notorious for the tragedy which led to the deaths of 39 labourers in an avalanche on 8 March 1916. During the night a huge mass of snow broke away from the steep slopes above and hit the hut in which the labourers were sleeping. There were very few survivors. 23 of the dead were under 18 and the youngest was only 14. They almost all came from the Camonica valley and nearby Valtellina.<br \/>\nThis tragic event was recounted in General Alberto Cavaciocchi\u2019s voluminous L&#8217;Impresa dell&#8217;Adamello in which he underlined that the labourers buried in the avalanche were working on dragging the colossal 149 millimetre field gun which is still today to be found at over 3300 metres, on Cresta Croce. These are his words:<br \/>\nThe last few days there were fewer auxiliaries from the autonomous company and we were assigned civilian labourers. At this point the haulage operation had to be suspended for three days because there were frequent small avalanches and the gun and its carriage were twice hit and buried in snow. [&#8230;] At this point, at night, a large avalanche hit the Malga Caldea huts, causing a good many victims amongst the civilian labourers staying in them.<\/p>\n<p>In summer 2016 a Museo della Guerra Bianca initiative placed a memorial stone in memory of these forgotten dead, young lives swept away by the tragedy of war.<br \/>\nThanks to the assistance of the archive of the White War Museum, photographs of the area are also on display at this itinerary\u2019s points of interest. The nature photos, on the other hand, were drawn from the collections of the international photographic competition Fotografare il Parco.<\/p>\n<p>Happy walking!<\/p>\n"},"de":{"id":2750,"name":"PDA0100 Malga Caldea","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0100-malga-caldea\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2750","description":"<p>Willkommen im Park Adamello.<br \/>\nDie Anwendung \u201eAuf den Spuren der Geschichte\u201c ist jetzt auf Ihrem Smartphone aktiv: Nun werden Ihnen interessante Inhalte, wie Informationen \u00fcber die Geschichte und die Natur des Ortes, den Sie besuchen, direkt auf Ihrem Handy gezeigt. Dadurch k\u00f6nnen wir auf m\u00fchsame Schilder verzichten und Ihnen einen erleichterten Zugang auf kulturelle Inhalte anbieten, die Sie einfach auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t lesen k\u00f6nnen, w\u00e4hrend Sie unterwegs sind. Dank der Geokodierung werden Sie entlang der Route nichts mehr \u00fcbersehen: Eine Benachrichtigung auf Ihrem Smartphone wird Sie auf die wichtigsten Punkte aufmerksam machen. Sie k\u00f6nnen auch die Karte des Gebiets rund um Sie auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t einsehen und die Audiobeschreibung anh\u00f6ren. Wir empfehlen Ihnen die Verwendung von Kopfh\u00f6rern: So k\u00f6nnen Sie sich ohne Ablenkung durch Ihr Smartphone auf den Pfad konzentrieren. Zus\u00e4tzlich zu den Audioinformationen bietet die Anwendung auch eine Reihe von Archivbildern: Bleiben Sie einen Moment stehen, um sich die sch\u00f6nsten Aufnahmen anzusehen. Vorsicht ist in den Bergen immer geboten. Ein kurzer Stopp wird Ihnen auch die Gelegenheit bieten, die Natur um sich herum zu betrachten.<br \/>\nAuf Bergschuhe und geeignete Kleidung sollten Sie nie vergessen: In den Bergen kann sich das Wetter auch sehr schnell \u00e4ndern. Es ist darum wichtig, dass Sie warme Kleidung, die Ihnen Schutz vor Regen und Wind bietet, immer bei sich haben. Eine gute Idee ist auch, Lebensmittel und Wasser mitzunehmen. Erste-Hilfe-Ausr\u00fcstung soll ebenfalls bei jedem Ausflug in den Bergen ihren Platz im Rucksack finden. In puncto Sicherheit sollten Sie auch die M\u00f6glichkeit in Betracht ziehen, sich von einem Berg- oder Mittelgebirgsf\u00fchrer begleiten zu lassen.<br \/>\nSie befinden sich im Park Adamello, zwischen der Lombardei und dem Trentino, vor den imposantesten Gipfeln der Adamello-Gruppe. Heute ist der Park ein Ort von gro\u00dfem touristischem Interesse, der Begegnung und des Durchgangs, aber schon in der Antike verband der Tonalepass das Tal Valcamonica, Heimat der Camunni, mit dem Sulztal, bewohnt von den Anauni.<br \/>\nZwischen 1915 und 1918 wurde dieses Gebiet zum Schauplatz heftiger K\u00e4mpfe zwischen Italien und \u00d6sterreich-Ungarn. Gek\u00e4mpft wurde vor allem auf den h\u00f6heren Bergen, die das ganze Jahr \u00fcber von Schnee und Gletschern bedeckt waren: Aus diesem Grund wurde der Konflikt schon damals als Wei\u00dfer Krieg bezeichnet. Gerade der besonderen H\u00f6henlage ist es zu verdanken, dass uns heute noch zahlreiche Zeugnisse vom Leben der Soldaten beider Nationen an der Bergfront erhalten geblieben sind. Es handelt sich um wichtige historische Elemente, die heute unter gesetzlichem Schutz stehen: Jede Besch\u00e4digung, auch das Entfernen kleiner Teile von Artefakten und Funden, ist strikt verboten.<br \/>\nDie angebotenen Inhalte sind Teil des Programms zur Aufwertung des historischen Erbes, das von der Region Lombardei im Nationalpark Stilfserjoch und im Park Adamello in Zusammenarbeit mit dem Museum des Wei\u00dfen Krieges in Tem\u00f9 gef\u00f6rdert und betreut wird. Das Projekt beabsichtigt, die mit dem Ersten Weltkrieg verbundenen Orte, Ereignisse und Artefakte zu beschreiben und wenig bekannte Aspekte des Konflikts ans Licht zu bringen, aber vor allem will es uns an die Hingabe der Soldaten erinnern, die im Wei\u00dfen Krieg und im Ersten Weltkrieg auf beiden Seiten k\u00e4mpften.<br \/>\nDiese Erz\u00e4hlung will jener Soldaten gedenken, die in der unterw\u00fcrfigen Erf\u00fcllung einer Pflicht oder in der \u00dcberzeugung, ihr Land zu ehren, bis hin zur Hingabe ihres Lebens, zu Protagonisten jener tragischen Ereignisse wurden. Wir laden Sie deshalb dazu ein, diese Wanderung nicht nur mit Respekt vor der Umwelt, sondern auch im Gedenken an die M\u00e4nner zu unternehmen, die hier k\u00e4mpfen und sich gegenseitig das Leben nehmen mussten.<\/p>\n<p>Diese Route steigt von den 1150 H\u00f6henmetern der Stadt Tem\u00f9 bis zur Ortschaft Malga Caldea (1574 Meter). Von hier aus, auf einer stellenweise asphaltierten, aber f\u00fcr den Autoverkehr gesperrten Stra\u00dfe, erreicht man die Avio-Seen (1901 m).<br \/>\nNachdem man die drei Stauseen umgangen und eine lange flache Strecke hinter sich gebracht hat, und nach dem Wasserfall \u201eSigostino\u201c, erreicht man die weite Hochebene der Malga Lavedole (2047 m). Wenn man weiter aufsteigt, folgt man einem Pfad milit\u00e4rischen Ursprungs entlang des steilen Abhangs, der \u201eCalvario\u201c, welcher bis auf die 2550 H\u00f6henmeter der Garibaldi-H\u00fctte f\u00fchrt.<br \/>\nDie Route ist f\u00fcr jedermann zug\u00e4nglich und erlaubt es, ein \u00fcberw\u00e4ltigendes Panorama auf das untere Tal und auf die K\u00e4mme zu bewundern, die das Val d&#8217;Avio oben abschlie\u00dfen und die zu Beginn des Konflikts die Grenzlinie zwischen dem K\u00f6nigreich Italien und \u00d6sterreich-Ungarn bildeten.<br \/>\nW\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs war der Ort, an dem Sie sich gerade befinden, von grundlegender Bedeutung, da er einen wichtigen Sammelpunkt f\u00fcr den Nachschub an die Frontlinien darstellte.<br \/>\nVon hier aus wurden n\u00e4mlich alle Materialien (Lebensmittel, Munition, Holz und was sonst noch f\u00fcr das Leben in der H\u00f6he notwendig war) mit Hilfe verschiedener Seilbahnen, deren Ausgangspunkt sich auf der Malga Caldea befand, zu den Avio-Seen und dann zur Garibaldi-H\u00fctte und den P\u00e4ssen Garibaldi und Venerocolo hinaufgebracht. Aus diesen Gr\u00fcnden wurden hier mehrere H\u00fctten gebaut, in denen Soldaten und Milit\u00e4rarbeiter untergebracht wurden, die mit dem Bau der Verteidigungsanlagen auf den K\u00e4mmen dar\u00fcber beauftragt waren.<br \/>\nDas Gebiet um die Malga ist heute fast vollst\u00e4ndig von Baumvegetation eingenommen, die die Ruinen der H\u00fctten und den Beginn der Seilbahn verdeckt hat.<br \/>\nTraurige Ber\u00fchmtheit erlangte dieser Ort auch durch die Trag\u00f6die, bei der am 8. M\u00e4rz 1916 39 Arbeiter von einer Lawine versch\u00fcttet wurden. In der Nacht l\u00f6ste sich eine riesige Schneemasse von den steilen W\u00e4nden dar\u00fcber und fegte die H\u00fctte weg, in der die Arbeiter untergebracht waren; nur wenige wurden gerettet. Unter den Toten waren 23 Minderj\u00e4hrige, der j\u00fcngste war erst 14 Jahre alt; sie stammten fast alle aus dem Tal Valcamonica und dem nahen Veltlin.<br \/>\nBelege f\u00fcr das tragische Ereignis finden wir in dem umfassenden Bericht L&#8217;Impresa dell&#8217;Adamello, in dem General Alberto Cavaciocchi darauf hinweist, dass die von der Lawine versch\u00fctteten Arbeiter mit dem Abschleppen der riesigen 149-mm-Kanone beauftragt waren, die heute noch immer auf \u00fcber 3300 Metern H\u00f6he des Cresta Croce steht. So stellt er fest:<br \/>\n\u201eIn den letzten Tagen gab es weniger Hilfskr\u00e4fte aus dem autonomen Betrieb und stattdessen wurden Arbeiter aus der Mittelschicht eingesetzt. An dieser Stelle mussten wir das Schleppen f\u00fcr drei Tage unterbrechen, da immer wieder kleine Lawinen abgingen und das St\u00fcck und die Lafette zweimal \u00fcberfahren und mit Schnee bedeckt wurden. [&#8230;] Zu diesem Zeitpunkt, w\u00e4hrend der Nacht, traf eine gro\u00dfe Lawine die Kaserne der Malga Caldea und verursachte viele Opfer unter den b\u00fcrgerlichen Arbeitern, die dort untergebracht waren.\u201c<\/p>\n<p>Auf Initiative des Museums des Wei\u00dfen Krieges wurde im Sommer 2016 ein Gedenkstein geschaffen und zum Gedenken an diese vergessenen Toten verlegt, junge Leben, die ebenfalls durch die Trag\u00f6die des Krieges gebrochen wurden.<br \/>\nDank der Zusammenarbeit mit dem Archiv des Museums des Wei\u00dfen Krieges sind an den Interessenpunkten entlang der Route auch historische Fotos dieser Gebiete zu sehen. Die Naturbilder stammen hingegen aus der Galerie des internationalen Fotowettbewerbs \u201eDen Park fotografieren\u201c.<br \/>\nWir w\u00fcnschen viel Spa\u00df beim Wandern!<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0100-malga-caldea\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1573,"sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.478604,46.207493]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2486,"name":"PDA0101 Laghi d&#8217;Avio","description":"<p>L\u2019itinerario che stai percorrendo si sviluppa integralmente sulla sinistra orografica della Val d&#8217;Avio, costeggiando all&#8217;inizio il minuscolo Laghetto d&#8217;Avio, poi il pi\u00f9 corposo Lago d&#8217;Avio e infine il Lago Benedetto, che prende il nome dal progettista di queste imponenti opere idroelettriche, l&#8217;ingegner Ferdinando Benedetto.<br \/>\nQuesti tre invasi d&#8217;acqua artificiali, insieme ai due presenti rispettivamente in conca Venerocolo e ai piedi della Cima Plem, hanno una capacit\u00e0 di circa 50 milioni di metri cubi d&#8217;acqua. La loro realizzazione, iniziata subito dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale, era volta a sfruttare per fini idroelettrici la grande potenzialit\u00e0 offerta dai bacini naturali gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nCome vedrai, l&#8217;attuale percorso \u00e8 in buona parte affiancato da un tunnel paravalanghe, utilizzato durante la stagione invernale per il transito dei guardiani addetti al controllo e alla custodia delle dighe.<br \/>\nDurante la Grande Guerra, il problema delle valanghe, che precipitavano dalle scoscese pareti soprastanti, era stato risolto realizzando un sistema di trasporto decauville a trazione animale. All\u2019interno della grande massa nevosa che si accumulava lungo tutto il tracciato veniva scavata una galleria che rendeva sicuro il transito ai soldati che salivano alle prime linee del fronte.<br \/>\nI Laghi d\u2019Avio, posti tra i 1904 e i 2540 metri di quota, sono oggi di propriet\u00e0 dell\u2019ENEL. Fondamentale risorsa per la produzione idroelettrica in Alta Valle Camonica, le acque derivano dal ghiacciaio omonimo, discendono quindi a valle lungo il torrente Avio, fino a raggiungere l\u2019abitato di Tem\u00f9 e a confluire nel fiume Oglio.<br \/>\nL\u2019ENEL utilizzava le acque dei laghi fino al 1984 per alimentare, tramite una condotta forzata, la centrale di Tem\u00f9 e continua a farlo a tutt\u2019oggi, tramite una nuova condotta che raggiunge le turbine della centrale di Edolo, costruita nel 1983 nelle viscere del monte Colmo.<br \/>\nQuesta centrale, dotata di ben otto turbine, \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi d\u2019Europa e fornisce una potenza massima di 1.000 MW. Una delle otto turbine \u00e8 dotata di sistema reversibile, e quindi durante la notte permette il pompaggio al Lago d\u2019Avio dell\u2019acqua utilizzata durante la giornata e contenuta nel grande invaso artificiale posto nella parte Sud dell\u2019abitato di Edolo.<br \/>\nSulle rive del lago si pu\u00f2 ammirare, nel periodo primaverile, la fioritura della poco conosciuta Cicerbita alpina, della famiglia delle Composite, comunemente chiamata \u201cerba dell\u2019orso\u201d o \u201cinsalata dell\u2019orso\u201d. Ha propriet\u00e0 diuretiche e depurative. Quando raggiunge la maturit\u00e0 ha un\u2019altezza tra i 60 e 130 cm e presenta bellissimi fiori azzurro-violacei.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:58","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0101_2-1024x576.jpg","id":2059,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0101_3-1024x576.jpg","id":2062,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0101-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT01_0101.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2486","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2486&action=edit","translations":{"en":{"id":3264,"name":"PDA0101 Laghi d'Avio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0101-laghi-davio\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3264","description":"<p>This itinerary is set entirely to the left of the Avio valley, initially skirting minuscule Laghetto d\u2019Avio, then larger Lago d\u2019Avio and, lastly, Lago Benedetto, called after the engineer who designed these imposing hydroelectric works, Ferdinando Benedetto.<br \/>\nThese three artificial lakes, together with a further two present, respectively, in the Venerocolo basin (Lake Venerocolo) and at the foot of Cima Plem (Lake Pantano), have an over 50 million cubic metre capacity. Work began on them immediately after the end of World War One for the purposes of exploiting the great hydroelectric potential offered by pre-existing natural basins.<br \/>\nAs you will see, most of the route is flanked by an anti-avalanche tunnel used in winter for transit by the wardens responsible for monitoring and maintaining the dams.<br \/>\nDuring the Great War, the problem of the avalanches which came down from the steep slopes overhead had been resolved by building a Decauville animal-pulled transport system. A tunnel was carved out of the huge mass of snow which accumulated along the route, ensuring safe transit for soldiers climbing up to the front line.<br \/>\nAt 1908 to 2540 metres in altitude, the Laghi d\u2019Avio are now owned by ENEL. Of fundamental importance in the production of hydroelectricity in the upper Camonica valley, its waters come from the glacier of the same name and run down to the valley in the Avio stream to Tem\u00f9 village before joining River Oglio.<br \/>\nENEL used the lake water until 1984 to feed the Temu power plant along a pressurised penstock. These waters are still used via a new conduit which joins the plant\u2019s turbines at the Edolo tunnel built in 1983 in the bowels of Mount Colmo.<br \/>\nThis plant, with its grand total of eight turbines, is one of Europe\u2019s largest and supplies a maximum power of 1000MW. One of the eight turbines has a reversible system and thus water used during the day can be pumped back into Lake Avio at night and held in this large artificial lake to the south of Edolo village.<br \/>\nn spring the flowers of the little known Alpine sow thistle from the Composite family, locally known as \u2018bear\u2019s grass\u2019 or \u2018bear\u2019s salad\u2019, can be admired on the banks of the lake. It has diuretic and cleansing properties. When it is fully grown it is 60 to 130 cm tall and has attractive purplish-blue flowers.<\/p>\n"},"de":{"id":2751,"name":"PDA0101 Laghi d'Avio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0101-laghi-davio\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2751","description":"<p>Diese Route entwickelt sich ganz auf der orographisch linken Seite des Val d&#8217;Avio und f\u00fchrt zun\u00e4chst am kleinen Laghetto d&#8217;Avio vorbei, dann am gr\u00f6\u00dferen Lago d&#8217;Avio und schlie\u00dflich am Lago Benedetto, der seinen Namen vom Erbauer dieser imposanten Wasserkraftwerke, dem Ingenieur Ferdinando Benedetto, hat.<br \/>\nDiese drei k\u00fcnstlichen Wasserspeicher haben zusammen mit den beiden im Venerocolo-Becken (Lago Venerocolo) bzw. am Fu\u00dfe des Cima Plem (Lago Pantano) vorhandenen eine Kapazit\u00e4t von etwa 50 Millionen Kubikmetern Wasser. Mit ihrem Bau wurde unmittelbar nach dem Ende des Ersten Weltkriegs begonnen, um das gro\u00dfe Potenzial der vorhandenen nat\u00fcrlichen Wasserbecken f\u00fcr die Wasserkraftnutzung zu erschlie\u00dfen.<br \/>\nWie Sie sehen werden, wird die derzeitige Route gr\u00f6\u00dftenteils von einem Lawinentunnel flankiert, der w\u00e4hrend der Wintersaison f\u00fcr den Transit der mit der Kontrolle und Bewachung der D\u00e4mme beauftragten Wachleute genutzt wird.<br \/>\nW\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs wurde das Problem der Lawinen, die von den steilen W\u00e4nden oben herabst\u00fcrzten, durch die Schaffung eines Decauville-Transportsystems mit tierischer Traktion gel\u00f6st. Innerhalb der gro\u00dfen Schneemassen, die sich entlang der gesamten Strecke angesammelt hatten, wurde ein Tunnel gegraben, um den Soldaten, die zur Front aufstiegen, Sicherheit zu bieten.<br \/>\nDie Avio-Seen, auf zwischen 1908 und 2540 H\u00f6henmetern, sind heute Eigentum des italienischen Energiekonzerns ENEL. Wasser ist eine grundlegende Ressource f\u00fcr die Erzeugung von Wasserstrom im Valcamonica: Es entspringt dem gleichnamigen Gletscher und flie\u00dft dann abw\u00e4rts entlang des Baches Avio, bis es das Dorf Tem\u00f9 erreicht und in den Fluss Oglio m\u00fcndet.<br \/>\nDie ENEL nutzte das Wasser der Seen bis 1984, um \u00fcber eine Druckrohrleitung das Kraftwerk Tem\u00f9 zu versorgen. Auch heute noch bedient sich das Energiekonzern des Wassers, allerdings \u00fcber eine neue Leitung, die die Turbinen des 1983 in den Eingeweiden des Monte Colmo errichteten Kraftwerks bei Edolo erreicht.<br \/>\nDas mit acht Turbinen ausgestattete Kraftwerk ist eines der gr\u00f6\u00dften in Europa und liefert eine maximale Leistung von 1.000 MW. Eine der acht Turbinen ist mit einem reversiblen System ausgestattet, so dass in der Nacht das tags\u00fcber verbrauchte und im gro\u00dfen k\u00fcnstlichen Stausee im s\u00fcdlichen Teil der Stadt Edolo enthaltene Wasser in den Avio-See gepumpt werden kann.<br \/>\nAn den Seeufern bl\u00fcht im Fr\u00fchjahr der Alpen-Milchlattich. Im Volksmund wird die kaum bekannte krautige Pflanze der Familie der Korbbl\u00fctler auch \u201eMilchkraut\u201c, \u201eMilchdistel\u201c oder \u201eSchmettenwurz\u201c genannt. Sie besitzt harntreibende und entschlackende Eigenschaften, erreicht Wuchsh\u00f6hen von meist 60 bis 130 cm und hat wundersch\u00f6ne blau-violette Bl\u00fcten.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0101-laghi-davio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1904,"sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.47265,46.198166]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2488,"name":"PDA0102 Lago Benedetto","description":"<p>La diga, che sostiene il Lago Benedetto a quota 1929 metri, fu costruita tra il 1935 e il 1940 dall\u2019Impresa Salci di Milano, una consociata del gruppo Edison. Venne cos\u00ec sommerso il vasto pianoro erboso, residuo di un antico lago di origine glaciale.<br \/>\nLa diga a gravit\u00e0 che sostiene il lago \u00e8 realizzata in calcestruzzo; rivestita con tonalite \u2013 la tipica roccia del luogo -, \u00e8 alta 31 metri e lunga 322 al coronamento. Il lago ha una profondit\u00e0 massima di 46 metri e una capacit\u00e0 a pieno regime di oltre 7,5 milioni di metri cubi. Successivamente, in questo lago vennero convogliate le acque raccolte dalla presa del Pisgana attraverso una galleria lunga 8480 metri nella quale confluiscono anche le acque delle prese delle valli Seria, Salimmo, dei Buoi e Incavate.<br \/>\nLa costruzione richiese cinque anni di lavoro, dal 1948 al 1952. Nella parte a monte del lago si getta la pittoresca cascata, che precipita dalla soprastante spianata di Malga Lavedole. Questa cascata, come quella che scende sul versante opposto, , durante la stagione invernale offre interessanti vie di arrampicata su ghiaccio.<br \/>\nPrima della realizzazione dell\u2019invaso artificiale i pastori che frequentavano gi\u00e0 dalla fine del 1400 il territorio, lo indicavano come luogo paludoso chiamandolo \u201cPiano del Lastro\u201d. Tutta questa estesa area pascoliva veniva utilizzata dai pastori del Comune di Mu (ora Edolo), , perch\u00e9 fin dai tempi antichi il territorio amministrativo di Edolo si incunea nella Val d\u2019Avio fino ai piedi dell\u2019Adamello.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:58","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0102_2-1024x576.jpg","id":2068,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0102_3-1024x576.jpg","id":2071,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0102-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT01_0102.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2488","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2488&action=edit","translations":{"en":{"id":3265,"name":"PDA0102 Lago Benedetto","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0102-lago-benedetto\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3265","description":"<p>The Lake Benedetto dam, at an altitude of 1929 metres, was built from 1935 to 1940 by Milan-based firm Salci, a subsidiary of the Edison group. This meant flooding the vast grassy plateau on which the remains of an ancient glacial origin lake were still visible.<br \/>\nThe gravity dam which holds up the lake was built in reinforced concrete lined with tonalite. It is 31 metres high and 332 metres long at its crown. The lake\u2019s maximum depth is 46 metres and, at full capacity, it holds over 7.5 cubic metres of water. Subsequently the waters gathered by the Pisgana water intake collect in this lake via a 8480 metre long tunnel into which water from uptakes in the Seria, Salimmo, dei Buoi and Incavate valleys also flows.<br \/>\nBuilding took five years, from 1948 to 1952. A picturesque waterfall plunges down from the Malga Lavedole plateau above the lake. This waterfall, like that on the opposite side, just a short distance from the Dosso Lavedole upper cable car station, offers interesting ice climbing routes in winter.<br \/>\nBefore the artificial lake was created shepherds who had been coming to the area since the late 15th century referred to it as a marshy site, calling it \u2018Lastro plateau\u2019. All of this expanse of meadow land was used by the shepherds of the town of Mu (now Edolo) because the Edolo town jurisdiction has historically wound through the Avio valley to the foot of Mount Adamello.<\/p>\n"},"de":{"id":2752,"name":"PDA0102 Lago Benedetto","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0102-lago-benedetto\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2752","description":"<p>Der Damm, der den Lago Benedetto in einer H\u00f6he von 1929 Metern st\u00fctzt, wurde zwischen 1935 und 1940 von der Firma Salci aus Mailand, einer Tochtergesellschaft des Edison-Konzerns, gebaut. Das weite grasbewachsene Plateau, die \u00dcberreste eines alten Sees eiszeitlichen Ursprungs, wurde so \u00fcberflutet.<br \/>\nDie Gewichtsstaumauer, die den See st\u00fctzt, besteht aus Beton; sie ist mit Tonalit ausgekleidet, 31 Meter hoch und am Scheitelpunkt 322 Meter lang. Der See hat eine maximale Tiefe von 46 Metern und ein volles Fassungsverm\u00f6gen von \u00fcber 7,5 Millionen Kubikmetern. Anschlie\u00dfend wurde das Wasser aus der Pisgana-Entnahmestelle durch einen 8480 Meter langen Tunnel in diesen See geleitet, in den auch das Wasser aus den Entnahmestellen der T\u00e4ler Seria, Salimmo, Buoi und Incavate flie\u00dft.<br \/>\nDer Bau erforderte f\u00fcnf Jahre Arbeit, von 1948 bis 1952. Im stromaufw\u00e4rts gelegenen Teil des Sees befindet sich der malerische Wasserfall, der aus dem dar\u00fcber liegenden Fl\u00e4che der Malga Lavedole f\u00e4llt. Dieser Wasserfall, wie auch der Wasserfall auf der gegen\u00fcberliegenden Seite, nicht weit von der Ankunft der Seilbahn von Dosso Lavedole, bietet w\u00e4hrend der Wintersaison interessante Eiskletterrouten.<br \/>\nUnter den Hirten, die diesen sumpfigen Ort schon seit Ende 1400 bewohnten, war die Gegend mit dem Namen \u201ePiano del Lastro\u201c bekannt. Bis zur Errichtung des Stausees wurden die weitl\u00e4ufigen Weiden von den Hirten der Gemeinde Mu (heute Edolo) genutzt, denn schon in der Antike erstreckte sich das Verwaltungsgebiet von Edolo bis ins Avio-Tal und zum Fu\u00dfe des Adamello.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0102-lago-benedetto\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1929,"sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.46766,46.189781]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2490,"name":"PDA0103 Malga Lavedole","description":"<p>Sei giunto, appena superato il ripido tratto chiamato Sigostino, nella vasta distesa di malga Lavedole a 2047 metri dove l&#8217;antico laghetto Laviz\u00f2lo \u00e8 ormai ridotto a una torbiera dalle molteplici sfumature che si affaccia sui fabbricati della malga stessa.<br \/>\nGi\u00e0 dall&#8217;inizio del XIV secolo numerosi edifici, adibiti all&#8217;alpeggio, erano collocati a un&#8217;altitudine compresa tra i 1900 e i 2050 metri, segno inequivocabile che nell&#8217;alta Valle dell&#8217;Avio esistevano da tempo favorevoli condizioni per consentire un&#8217;ampia zona pascoliva per il &#8220;bestiame grosso&#8221;, cio\u00e8 le mucche da latte.<br \/>\nSe una volta era monticata da numerose mandrie, la Malga Lavedole \u00e8 ora utilizzata, nel breve periodo estivo, solo da manze asciutte, giovani mucche non ancora in lattazione, che non necessitano delle operazioni di mungitura. Sono lasciate libere di pascolare e il pastore si reca solo saltuariamente all&#8217;alpeggio.<br \/>\nPoco pi\u00f9 in alto dei fabbricati, il sentiero che porta alla diga del Lago Pantano inizia a inerpicarsi per il versante orografico sinistro della vallata, tra la copiosa vegetazione di larici, che nell&#8217;arco degli ultimi trent&#8217;anni ha colonizzato un terreno fino ad allora costituito quasi unicamente da grossi ghiaioni e privo di piante.<br \/>\nTra i larici sono nascosti alcuni pini cembri monumentali che spiccano, soprattutto nel periodo autunnale, per il loro colore verde tra l\u2019azzurro del cielo, il nero della sagoma piramidale dell\u2019Adamello e il giallo arancio dei larici. Forse proprio a un periodo di condizioni climatiche pi\u00f9 favorevoli risalgono questi pochi esemplari di pino cembro che oggi costituiscono motivo di attrazione e di studio, anche perch\u00e9 sopravvissuti ai rigori climatici della piccola et\u00e0 glaciale, databile indicativamente dalla fine del 1300 alla met\u00e0 del 1800.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:58","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0103_2-1024x576.jpg","id":2077,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0103_3-1024x576.jpg","id":2080,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0103-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT01_0103.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2490","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2490&action=edit","translations":{"en":{"id":3266,"name":"PDA0103 Malga Lavedole","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0103-malga-lavedole\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3266","description":"<p>You are now just above the steep section called Sigostino, on the vast Malga Lavedole plataeu (2044 metres) where the ancient Laviz\u00f2lo lake is now reduced to a peat bog whose colours constantly change, overlooking the dairy buildings themselves.<br \/>\nAs early as the 14th century a great many pasture-related buildings were located here at an altitude of 1900 to 2050 metres, an unmistakeable sign that conditions in the upper Avio valley were once suitable for a broad pasture area designed for \u2018large cattle\u2019, namely dairy cows.<br \/>\nIf it was once pastured by a great many herds, Malga Lavedole is now used only for dry cows in the brief summer period, as these do not require milking. These are left free to roam with herdsmen passing only infrequently through the pasture to monitor them.<br \/>\nJust above the buildings, the footpath leading to the Lake Pantano dam begins to wind up the left hand slope in the midst of verdant larch trees which have colonised the area over the last thirty years. These slopes were previously almost exclusively large, plant-free scree slopes, an unequivocal sign of the climate changes underway.<br \/>\nCertain monumental Arolla pines stand out from amongst the larch, above all in the autumn when they remain green against the blue of the sky, the black of the Adamello\u2019s pyramid-shaped profile and the yellow of the larches. Perhaps these few Arolla pines derive from precisely these once favourable climatic conditions. They are now a source of attraction and study, partly because they survived the little ice age which lasted from approximately the end of the 14th century to the mid-18th century intact and drastically changed the area\u2019s climate once again.<\/p>\n"},"de":{"id":2753,"name":"PDA0103 Malga Lavedole","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0103-malga-lavedole\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2753","description":"<p>Gleich nach dem Steilst\u00fcck des \u201eSigostino\u201c erreichen Sie die weite Fl\u00e4che der Malga Lavedole (2044 m). Vom alten kleinen See Laviz\u00f2lo bleibt heute nur noch ein Torfmoor, das mit seinen vielen Farbschattierungen auf die Geb\u00e4ude der Malga blickt.<br \/>\nBereits zu Beginn des 14. Jahrhunderts befanden sich viele der f\u00fcr die Sommerweide genutzten Geb\u00e4ude auf einer H\u00f6he zwischen 1900 und 2050 Metern, ein eindeutiges Zeichen daf\u00fcr, dass im oberen Val d&#8217;Avio schon lange g\u00fcnstige Bedingungen f\u00fcr eine gro\u00dfe Weidefl\u00e4che f\u00fcr das \u201eGro\u00dfvieh\u201c, d.h. die Milchk\u00fche, bestanden.<br \/>\nWurde sie fr\u00fcher von zahlreichen Herden beweidet, wird die Malga Lavedole heute w\u00e4hrend der kurzen Sommerperiode nur von trockenstehenden F\u00e4rsen genutzt, die nicht gemolken werden m\u00fcssen. Sie werden frei auf der Weide gelassen: Nur gelegentlich geht der Hirte auf die Alm, um nach ihnen zu sehen.<br \/>\nEtwas h\u00f6her erklimmt der Weg, der zum Staudamm des Lago Pantano f\u00fchrt, die linke orografische Seite des Tals, inmitten einer \u00fcppigen L\u00e4rchenvegetation, die in den letzten drei\u00dfig Jahren das Gebiet besiedelt hat, das bis dahin fast ausschlie\u00dflich aus gro\u00dfen Ger\u00f6llhalden ohne Pflanzen bestand &#8211; ein untr\u00fcgliches Zeichen f\u00fcr den fortschreitenden Klimawandel.<br \/>\nZwischen den L\u00e4rchen verstecken sich einige monumentale Zirbelkiefer, die besonders im Herbst durch ihre gr\u00fcne Farbe zwischen dem Blau des Himmels, dem Schwarz des pyramidenf\u00f6rmigen Umrisses des Adamello und dem Gelb der L\u00e4rchen auffallen. Vielleicht stammen diese wenigen Exemplare der Zirbelkiefer aus jener Zeit g\u00fcnstiger klimatischer Bedingungen. Auf sie richtet sich heute die Aufmerksamkeit der Wissenschaft, auch, weil sie die kleine Eiszeit unbeschadet \u00fcberstanden haben, die, etwa von Ende 1300 bis Mitte 1800, das Klima des Ortes erneut und auf drastische Weise ver\u00e4nderte.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0103-malga-lavedole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2047,"sequence":4},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.471098,46.179565]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2492,"name":"PDA0104 Calvario","description":"<p>Nel tardo inverno del 1916, lungo il sentiero che stai percorrendo venne effettuato il trasporto del pi\u00f9 grosso pezzo d&#8217;artiglieria portato in quota sul fronte dell&#8217;Adamello.<br \/>\nIl mastodontico cannone 149G, del peso complessivo di 60 quintali, subito battezzato &#8220;Ippopotamo&#8221; per la sua mole, part\u00ec da Tem\u00f9 la mattina del 9 febbraio 1916, trainato da cavalli su larghe, altissime ruote munite di cingoli. A sera raggiunse Malga Caldea dove venne smontato nelle diverse parti, tra le quali la pi\u00f9 pesante era la canna con i suoi 33 quintali di peso.<br \/>\nCollocati su appositi slittoni, i vari elementi vennero trainati da circa 300 uomini tra soldati e operai militarizzati. Servirono una ventina di giorni circa per superare il ripido costone della Sigosta che separa Malga Caldea dai Laghi d&#8217;Avio. Il compito fu pi\u00f9 facile lungo la vasta spianata dei Laghi d&#8217;Avio e fino a Malga Lavedole, dove per\u00f2 nel mese di marzo il carico fu pi\u00f9 volte travolto dalle valanghe e le abbondanti nevicate costrinsero a ripetute interruzioni del trasporto.<br \/>\nFu la vista dei feriti e dei morti riportati a valle dopo le sanguinose battaglie del 12 aprile, che spron\u00f2 ad aumentare le energie: tutti furono consapevoli dell\u2019importanza del loro contributo, e cos\u00ec il 17 aprile il cannone raggiunse il Rifugio Garibaldi, superando in soli sei giorni un dislivello di cinquecento metri. \u00c8 difficile immaginare oggi quali sforzi furono richiesti per rendere possibile la salita dei pezzi lungo la salita del Calvario. La notevole inclinazione del terreno richiese un lavoro massacrante.<br \/>\nNei successivi sette giorni, il traino riusc\u00ec a guadagnare gli ultimi 600 metri e il cannone venne collocato a quota 3136 al Passo Venerocolo, appena in tempo per appoggiare con il suo fuoco il nuovo grande attacco per la conquista della cresta Crozzon di Fargorida-Crozzon di Lares-Passo di Cavento, del 29 e 30 aprile 1916. In 74 giorni era stato superato un dislivello complessivo di millecinquecento metri!<br \/>\nDopo essere rimasto oltre un anno sul Venerocolo, fra il 7 e il 10 giugno 1917, duecento alpini e artiglieri lo trascinarono fin sotto Cresta Croce, attraverso il Passo della Tredicesima. La collocazione definitiva nell&#8217;attuale posizione sulla selletta di Cresta Croce (3313 metri) avvenne tra il 14 e il 17 dicembre 1917.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:57","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0104_2-1024x576.jpg","id":2086,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0104_3-1024x576.jpg","id":2089,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0104-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT01_0104.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2492","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2492&action=edit","translations":{"en":{"id":3267,"name":"PDA0104 Calvario","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0104-calvario\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3267","description":"<p>At the end of the winter of 1916 the largest field gun taken to high altitudes on the Adamello front was transported along the footpath you are on now.<br \/>\nThis colossal 149 G field gun weighing 6 tons, immediately christened the \u2018hippopotamus\u2019, set off from Tem\u00f9 on the morning of February 1916, dragged by horses on large, ultra high wheels equipped with a caterpillar track. It reached Malga Caldea in the evening, where it was totally dismantled with the largest part being its bore, weighing 3.3 tons.<br \/>\nSet onto specially built sledges, the various elements were then dragged by approximately 300 men, both soldiers and civilian labourers. It took around twenty days to get over the steep Sigosta ridge which separates Malga Caldea from the Avio lakes. Today the effort involved in getting these parts up the Calvario climb is unimaginable. With its steep gradients, it was an exhausting task. It was easier going on the vast Laghi d\u2019Avio plateau as far as Malga Lavedole, where it was buried by several avalanches in March, however, and plentiful snowfalls meant that work had repeatedly to be broken off.<br \/>\nIt was seeing the wounded and dead being brought down to the valley after the bloody battle of 12 April that prompted work to begin again with renewed energy. Everyone was aware of the importance of the task entrusted them and thus, on 17 April, the canon reached Rifugio Garibaldi, taking only six days to achieve a climb of five hundred metres.<br \/>\nOver the subsequent seven days it was dragged up the final six hundred metres and positioned at 3236 metres, at Passo Venerocolo, just in time for it to support the new great attack on the Crozzon di Fargorida-Crozzon di Lares-Passo di Cavento ridge with its fire power on 29 and 30 April 1916. A total altitude gain of one thousand five hundred metres in just 74 days!<br \/>\nAfter remaining over a year at Venerocolo, from 7 to 10 June 1917, two hundred Alpini soldiers and gunners dragged it to below Cresta Croce across Passo della Tredicesima. It got to its present, definite position on the Cresta Croce saddle (3313 m) between 14 and 17 December 1917.<br \/>\nOn 15-17 August 1919 the glorious Hippopotamus was officially handed over to the CAI mountaineering club.<br \/>\nA bronze plaque bearing the following words was attached to it:<\/p>\n<p>Launching the definitive victory \/ over the fleeing enemy \/ it blocked the Trento road \/ from foreign incursion \/ here on the peak \/ where they dragged it \/ the strength faith passion \/ of Italian soldiers \/ survives \/ in triumphant nationhood \/ a vast horizon \/ against which \/ Latin civilising genius \/ still shines.<\/p>\n"},"de":{"id":2754,"name":"PDA0104 Calvario","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0104-calvario\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2754","description":"<p>Im Sp\u00e4twinter 1916 wurde entlang dieses Weges das gr\u00f6\u00dfte Artilleriegesch\u00fctz transportiert, das an die Adamello-Front in gro\u00dfe H\u00f6hen je gebracht wurde.<br \/>\nDie riesige 149G-Kanone mit einem Gesamtgewicht von 60 Zentnern, die in der Soldatensprache aufgrund ihrer gigantischen Gr\u00f6\u00dfe scherzhaft \u201eIppopotamo\u201c (dt. \u201eNilpferd\u201c) benannt wurde, verlie\u00df die Ortschaft Tem\u00f9 in den ersten Stunden des 9. Februar 1916, gezogen von Pferden auf gro\u00dfen R\u00e4dern, die mit Ketten ausgestattet waren. Am Abend erreichte das Gesch\u00fctz Malga Caldea, wo es auseinandergenommen wurde. Das gr\u00f6\u00dfte Teil war das Rohr mit seinen 33 Zentnern Gewicht.<br \/>\nAuf speziellen Schlitten platziert, wurden die verschiedenen Teile von etwa 300 M\u00e4nnern, darunter Soldaten und Milit\u00e4rarbeiter, gezogen. Es dauerte etwa zwanzig Tage, um den steilen Grat der Sigosta zu \u00fcberwinden, der die Malga Caldea von den Avio-Seen trennt. Man kann sich heute nur schwer vorstellen, welche harte Arbeit die M\u00e4nner leisten mussten, um den schweren Gesch\u00fctzteilen die Besteigung des Kalvarienbergs zu erm\u00f6glichen. Die betr\u00e4chtliche Steigung des Gel\u00e4ndes erforderte enorme Anstrengungen. Leichter war die Aufgabe entlang der weiten Ebene der Avio-Seen und bis zur Malga Lavedole, wo jedoch im M\u00e4rz der Zug immer wieder von Lawinen getroffen wurde und der starke Schneefall den Transport mehrere Male unterbrach.<br \/>\nEs war der Anblick der Verwundeten und Toten, die nach den blutigen K\u00e4mpfen des 12. April ins Tal zur\u00fcckgebracht wurden, der die M\u00e4nner zu gr\u00f6\u00dferen Anstrengungen anspornte: Jeder war sich der Bedeutung seines Beitrags bewusst, und so erreichte die Kanone am 17. April die Garibaldi-H\u00fctte und \u00fcberwand in nur sechs Tagen einen H\u00f6henunterschied von f\u00fcnfhundert Metern.<br \/>\nIn den folgenden sieben Tagen gelang es dem Zug, die letzten 600 Meter zu \u00fcberwinden, und die Kanone wurde auf einer H\u00f6he von 3236 Metern am Venerocolo-Pass aufgestellt, gerade rechtzeitig, um mit ihrem Feuer den neuen gro\u00dfen Angriff zur Eroberung des Cresta Crozzon di Fargorida-Crozzon di Lares-Passo di Cavento am 29. und 30. April 1916 zu unterst\u00fctzen. In nur 74 Tagen war ein Gesamth\u00f6henunterschied von eintausendf\u00fcnfhundert Metern \u00fcberwunden worden!<br \/>\nNachdem das Gesch\u00fctz \u00fcber ein Jahr lang auf dem Venerocolo geblieben war, schleppten es zwischen dem 7. und 10. Juni 1917 zweihundert Alpini und Artilleristen \u00fcber den Passo della Tredicesima bis unterhalb des Cresta Croce. Die endg\u00fcltige Aufstellung in seinem heutigen Stand auf dem Sattel des Cresta Croce (3313 Meter) erfolgte zwischen dem 14. und dem 17. Dezember 1917<br \/>\nZwischen dem 15. und dem 17. August 1919 wurde das glorreiche \u201eNilpferd\u201c offiziell an den italienischen Alpenverein, den CAI, \u00fcbergeben.<br \/>\nAuf die Lafette wurde eine Bronzetafel angebracht, auf der diese Worte eingraviert sind:<\/p>\n<p>\u00abDen letzten Donnerkeil \/ auf den fliehenden Feind abgefeuert \/ versperrte er den Weg nach Trient \/ dem fremden Besatzer \/ hier auf dem Gipfel \/ wo es der Soldaten Italiens \/ Kraft Treue Leidenschaft \/ hinaufschleppten \/ bleibt es weisend \/ der vollendeten Heimat \/ den weiten Horizont \/ an dem \/ das Licht des r\u00f6mischen Genius \/ noch leuchten kann\u00bb.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0104-calvario\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2322,"sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.485956,46.17778]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2494,"name":"PDA0105 Rifugio Garibaldi","description":"<p>Sei giunto al Rifugio Garibaldi, a quota 2550 metri.<br \/>\nCostruito dal CAI di Brescia nel 1894, la dedica all\u2019eroe dei due mondi evocava lo scontro avvenuto il 4 luglio 1866 a Vezza d\u2019Oglio, durante la terza guerra di indipendenza, tra i volontari garibaldini e i Kaiserj\u00e4ger che avevano disceso il passo del Tonale. Insieme ad altri quattro ricoveri costruiti dal CAI di Brescia nel gruppo dell\u2019Adamello (il rifugio di Salarno, il rifugio al Baitone, il Prudenzini e il Brescia), , il rifugio Garibaldi si contrapponeva idealmente al Rifugio Mandrone, di propriet\u00e0 della sezione di Lipsia del Club Alpino Austro-Tedesco.<br \/>\nAll&#8217;inaugurazione, avvenuta il 23 agosto 1893, parteciparono 54 alpinisti (tra cui una donna). Molti di loro erano partiti il giorno precedente da Brescia, prima con ferrovia fino a Iseo, poi in battello fino a Pisogne, e quindi in autovettura fino a Tem\u00f9, per proseguire poi a piedi.<br \/>\nIn un articolo apparso sulla &#8220;Provincia di Brescia&#8221; il cronista Carlo Tedeschi descrive cos\u00ec l&#8217;arrivo al rifugio:<br \/>\n\u201cIn questo momento, l&#8217;animo si apre alla pi\u00f9 lieta meraviglia, davanti a voi sorge fata morgana non menzognera una casetta bianca che per la posizione in cui si trova si pu\u00f2 senza ombra di esagerazione chiamare una palazzina. Bisogna dirlo subito a lode della Sezione di Brescia questo rifugio \u00e8 splendido e senza dubbio il migliore di quelli costruiti sui versanti italiani\u201d.<br \/>\nDurante la Prima Guerra Mondiale, intorno al rifugio Garibaldi, sorse un grosso complesso di baraccamenti di cui faceva parte l\u2019infermeria condotta dal capitano degli alpini e medico milanese Giuseppe Carcano e che era dedicata al padre Davide. Nel 1958 il rifugio, che nel primo dopoguerra comprese anche il corpo di fabbrica dell\u2019ospedaletto, fu sommerso dalle acque del lago artificiale di Venerocolo, e fu ricostruito a poca distanza dalla societ\u00e0 elettrica Edison.<br \/>\nIl rifugio \u00e8 immerso in un suggestivo ambiente, contornato da possenti vette tra le quali spicca a Sud l&#8217;Adamello  con la sua parete Nord che sembra voler precipitare nel lago sottostante. A Nord si impone la cresta che dalla Punta Nino Calvi  sale frastagliata al Monte dei Frati, al Passo Venerocolo e alla Punta del Venerocolo  a3323 metri. Al centro i Passi Garibaldi e Brizio si affacciano sul vasto acrocoro del Pian di Neve, il pi\u00f9 ampio ghiacciaio italiano.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:57","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0105_2-1024x576.jpg","id":2095,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0105_3-1024x576.jpg","id":2098,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0105_4.jpg","id":2101,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0105-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT01_0105.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2494","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2494&action=edit","translations":{"en":{"id":3268,"name":"PDA0105 Rifugio Garibaldi","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0105-rifugio-garibaldi\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3268","description":"<p>You\u2019ve now reached Rifugio Garibaldi, at an altitude of 2550 metres.<br \/>\nBuilt by the Brescia CAI (Italian Alpine Club) in 1894, it was named after Garibaldi, the great Italian Unification hero, in honour of the Vezza d\u2019Oglio battle fought on 4 July 1866 between Garibaldi\u2019s volunteers and the Kaiserj\u00e4ger who had descended along Passo Tonale. Together with a further four huts built by the Brescia CAI in the Adamello massif (the Salarno, Baitone, Prudenzini and Brescia huts) built in 1882, 1891, 1908 and 1911 respectively, Rifugio Garibaldi was the ideal counterpart to Rifugio Mandrone, owned by the Leipzig section of the Austrian-German Alpine Club.<br \/>\nIt was opened on 23 August 1893 with 54 mountaineers taking part, 35 of whom (including one woman) had set off the previous day from Brescia, first by train to Iseo, then by boat to Pisogne and lastly by car to Tem\u00f9, before continuing on foot.<br \/>\nThis is how the story of the arrival at the hut was told by reporter Carlo Tedeschi in an article in Provincia di Brescia:<br \/>\nAt this moment, our souls opened up to the most delightful wonder. Before you is Morgan le Fay\u2019s white house, no less, which, for the position it finds itself in could, without a shadow of a doubt, be called a palace. The splendour of this hut, to the immediate praise of the Brescia section, makes it undoubtedly the best of those built on the Italian slopes.<br \/>\nDuring World War One a large number of huts were built around Rifugio Garibaldi (which, unlike Rifugio Mandrone, was not exposed to enemy artillery fire) including an infirmary led by Alpini captain and Milanese doctor Giuseppe Carcano and named after his father Davide. In 1958 the hut which, in the early post-war period, also comprised the hospice building, was submerged by the waters of the Venerocolo artificial lake and rebuilt a short distance away by the Edison electric company.<br \/>\nThe hut\u2019s setting is an attractive one, surrounded by imposing peaks from which Mt Adamello (3539) stands out, with its north face seeming to slip down into the lake below. To the north is the ridge which climbs craggily from Punta Nino Calvi (2907 m) to Monte dei Frati (3285 metri), Passo Venerocolo (3136 m) and Punta del Venerocolo (3323 m). In the centre the Garibaldi and Brizio passes overlook the vast Pian di Neve plateau and the largest glacier in Italy.<\/p>\n"},"de":{"id":2755,"name":"PDA0105 Rifugio Garibaldi","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0105-rifugio-garibaldi\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2755","description":"<p>Sie sind am Rifugio Garibaldi auf einer H\u00f6he von 2550 Metern angekommen.<br \/>\nDie 1894 vom italienischen Alpenverein, der CAI-Sektion Brescia, errichtete Schutzh\u00fctte wurde dem Helden zweier Welten gewidmet, in Erinnerung an den Zusammensto\u00df, der am 4. Juli 1866 in Vezza d&#8217;Oglio zwischen Garibaldis Freiwilligen und den Kaiserj\u00e4gern, die den Tonalepass hinabgestiegen waren, stattfand. Zusammen mit vier anderen von der CAI-Sektion Brescia in den Bergen der Adamello-Gruppe gebauten Schutzh\u00fctten (die Salarno-H\u00fctte, die Baitone-H\u00fctte, die Prudenzini-H\u00fctte und die Brescia-H\u00fctte), die jeweils in den Jahren 1882, 1891, 1908 und 1911 erbaut wurden, war die Garibaldi-H\u00fctte das italienische Pendant zur Mandronh\u00fctte, die der Sektion Leipzig des Deutschen und \u00d6sterreichischen Alpenvereins geh\u00f6rte.<br \/>\nAn der Einweihung, die am 23. August 1893 stattfand, nahmen 54 Bergsteiger teil, von denen 35 (darunter eine Frau) am Vortag von Brescia aus aufbrachen, zuerst mit dem Zug nach Iseo, dann mit dem Boot nach Pisogne und dann mit dem Auto nach Tem\u00f9, um zu Fu\u00df weiterzugehen.<br \/>\nSo berichtet der Reporter Carlo Tedeschi in einem Artikel, der in der Zeitung \u201eProvincia di Brescia\u201c erschien, die Ankunft in der Schutzh\u00fctte:<br \/>\n\u201eIn diesem Augenblick \u00f6ffnet sich die Seele zum gl\u00fccklichsten Wunder, vor Ihnen erhebt sich, wie eine ehrliche Fata Morgana, ein kleines wei\u00dfes Haus, das man angesichts der Lage, in der es sich befindet, ohne zu \u00fcbertreiben ein Geb\u00e4ude nennen kann. Zum Lob der Sektion Brescia muss man gleich sagen, dass diese Schutzh\u00fctte wundersch\u00f6n ist und ohne Zweifel die beste von denen, die an den italienischen H\u00e4ngen gebaut wurden.\u201c<br \/>\nW\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs wurde rund um die Garibaldi-H\u00fctte (die sich im Gegensatz zur Mandronh\u00fctte in einer Position befand, die nicht dem feindlichen Artilleriebeschuss ausgesetzt war) ein gro\u00dfer Kasernenkomplex errichtet, zu dem auch die Krankenstation geh\u00f6rte, die vom Hauptmann der Alpini und Mail\u00e4nder Arzt Giuseppe Carcano geleitet und seinem Vater Davide gewidmet wurde. Im Jahr 1958 wurde die Schutzh\u00fctte, zu der in der ersten Nachkriegszeit auch das Geb\u00e4ude des kleinen Krankenhauses geh\u00f6rte, von den Wassermassen des Stausees von Venerocolo \u00fcberflutet und in geringer Entfernung von der Elektrizit\u00e4tsgesellschaft Edison wieder aufgebaut.<br \/>\nDie H\u00fctte liegt in einer stimmungsvollen Umgebung, umrahmt von m\u00e4chtigen Gipfeln, unter denen der Adamello (3539 m) im S\u00fcden mit seiner Nordwand hervorsticht, die in den darunter liegenden See zu st\u00fcrzen scheint. Im Norden steigt der Bergr\u00fccken von Punta Nino Calvi (2907 Meter) zackig zum Monte dei Frati (3285 Meter), zum Passo Venerocolo (3136 Meter) und zur Punta del Venerocolo (3323 Meter) an. In der Mitte \u00fcberblicken die P\u00e4sse Garibaldi und Brizio das weite Plateau des Pian di Neve, Italiens gr\u00f6\u00dften Gletscher.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0105-rifugio-garibaldi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2550,"sequence":6},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.495023,46.179367]}}]}