{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":2514,"name":"PDA0400 Ponte di Legno &#8211; partenza seggiovia per Valbione","description":"<p>Benvenuto nel Parco dell\u2019Adamello.<br \/>\nL\u2019App \u201cOltre le tracce della storia\u201d che hai attivato ti consente di ricevere sul tuo  smartphone informazioni storiche e ambientali sul luogo che stai visitando. In tal modo possiamo offrirti contenuti culturali senza dover posare e gestire cartelli e senza che tu ti debba fermare per leggerli. Via via che procederai lungo l\u2019itinerario, in corrispondenza dei principali punti di interesse, che sono stati georeferenziati, riceverai una notifica sul tuo dispositivo mobile: apparir\u00e0 quindi l\u2019immagine della cartina della zona e potrai attivare l\u2019audio con la descrizione. Ti consigliamo l\u2019utilizzo degli auricolari: per camminare mantenendo la necessaria attenzione al percorso. Oltre alle informazioni audio, l\u2019applicazione mette a disposizione anche una serie di immagini d\u2019archivio, ma per guardare le foto, fermati qualche istante: la prudenza in montagna \u00e8 sempre d\u2019obbligo. Ne approfitterai per contemplare anche il paesaggio che ti circonda.<br \/>\nRicordati di utilizzare sempre calzature da montagna e abbigliamento adeguato: in alta quota il tempo cambia anche velocemente ed \u00e8 importante avere sempre con s\u00e9 indumenti caldi e protezioni contro il vento o la pioggia. \u00c8 opportuno portare cibo e acqua, ed \u00e8 buona norma disporre di una minima dotazione per il pronto soccorso. Per percorrere in sicurezza l\u2019itinerario considera inoltre la possibilit\u00e0 di farti accompagnare da una guida alpina o da un accompagnatore di media montagna.<br \/>\nTi trovi all\u2019interno del Parco dell\u2019Adamello, a cavallo tra Lombardia e Trentino, a cospetto delle pi\u00f9 imponenti montagne del gruppo dell\u2019Adamello. Oggi \u00e8 un luogo fortemente turistico, d\u2019incontro e di passaggio, ma gi\u00e0 dall&#8217;antichit\u00e0 il valico del Tonale metteva in comunicazione la valle Camonica, territorio dei Camuni, con la Val di Sole, abitata dagli Anauni.<br \/>\nTra il 1915 e il 1918 questo territorio fu teatro di aspri combattimenti tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico. I luoghi ove si svolsero i combattimenti erano in genere ad alta quota, coperti prevalentemente da neve e ghiacciai perenni: per questo motivo, il conflitto prese il nome di Guerra Bianca. Proprio grazie alla conservazione facilitata dal particolare ambiente di alta quota, sono ancora numerose le testimonianze della permanenza dei soldati dei due eserciti su queste cime. Si tratta di elementi storici importanti, oggi tutelati dalla legge: \u00e8 pertanto vietata ogni azione di danneggiamento, compreso anche il solo prelievo di piccole porzioni di manufatti e reperti.<br \/>\nI contenuti proposti rientrano nel programma di valorizzazione del patrimonio storico promosso e sostenuto da Regione Lombardia all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco dell\u2019Adamello con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca di Tem\u00f9. <\/p>\n<p>Il progetto intende descrivere i luoghi, le vicende e i manufatti legati alla prima guerra mondiale, facendo emergere aspetti poco noti del conflitto, ma soprattutto intende ricordare che la storia della Guerra Bianca, e di tutta la Grande Guerra, \u00e8 colma di sacrifici inimmaginabili da entrambe le parti.<br \/>\nQuesto racconto vuole essere un omaggio a quei soldati che, nel sommesso compimento di un dovere o nella convinzione di onorare la propria Patria fino a donarle la vita, sono stati protagonisti di quelle tragiche vicende. Per questo ti invitiamo a intraprendere questa passeggiata non solo con un approccio rispettoso dell\u2019ambiente, ma anche della memoria di quegli uomini che qui furono costretti ad affrontarsi e a uccidersi.<br \/>\nL\u2019itinerario proposto consente di salire dall&#8217;abitato di Ponte di Legno  al rifugio Corno d&#8217;Aola  e alla sovrastante Baita del Pastore.<br \/>\n\u00c8 possibile raggiungere il punto di partenza in due diversi modi: si pu\u00f2 salire lungo la strada sterrata che porta a Valbione  e poi proseguire per il Corno d&#8217;Aola con la seggiovia, oppure partire direttamente da Ponte di Legno utilizzando i due tronchi di seggiovia che conducono al Rifugio Petit Pierre.<br \/>\nMentre il primo tratto si svolge completamente in un bosco di conifere, il tratto oltre Valbione e poi in direzione della Baita del Pastore, molto pi\u00f9 aperto, consente di ammirare un panorama stupendo sulla sovrastante vallata che termina ai piedi dell&#8217;impervia parete della Cima Salimmo.<br \/>\nLungo questo tracciato incontrerai quattro punti di interesse: a Valbione, al Corno d&#8217;Aola e alla Baita del Pastore.<br \/>\nGrazie alla collaborazione dell\u2019archivio del Museo della Guerra Bianca, nei punti di interesse di questo percorso saranno visibili anche fotografie storiche di queste zone. Le immagini naturalistiche sono invece tratte dal repertorio del concorso fotografico internazionale &#8220;Fotografare il Parco&#8221;.<\/p>\n<p>Buon cammino!<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:55","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0400_2-1024x576.jpg","id":2250,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0400-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT04_0400.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2514","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2514&action=edit","translations":{"en":{"id":3278,"name":"PDA0400 Ponte di Legno - partenza seggiovia per Valbione","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0400-ponte-di-legno-partenza-seggiovia-per-valbione\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3278","description":"<p>Welcome to the Adamello Park.<br \/>\nThe application \u201cFollowing in the footsteps of history\u201d you have activated gives you access to historical and environmental information on the place you are visiting. It is a way of offering cultural contents without us needing to set up and manage info boards or you to stop and read them. As you move along the itinerary you will receive mobile phone alerts when you reach points of interest. A map of the area will automatically appear, giving you the opportunity to activate an audio description. We recommend you use headphones so that you can remain focused on the route as you walk. As well as audio information the application also makes a series of archive images available. Stop a moment to look at these. Prudence is always advisable in the mountains. Take advantage of the opportunity to enjoy the landscape around you.<br \/>\nRemember to wear mountain boots and suitable clothing at all times. At high altitudes the weather changes rapidly and it is important to have warm, wind and rain proof clothing with you at all times. Bringing food and water is recommended and bringing a minimum of first aid supplies with you is good practice. For safety purposes you may also want to consider hiring an Alpine or Middle Mountain guide to accompany you.<br \/>\nYou are in the Adamello Park, on the Lombardy-Trentino border, in proximity to the highest mountains in the Adamello massif. It is now a popular tourist destination, a place of meeting and transit, but the Tonale valley  has linked up the Camonica valley, land of the Camuni, with Val di Sole, populated by the Anauni, since antiquity.<br \/>\nFrom 1915 to 1918 the area was the site of bloody fighting between the Italian kingdom and the Austro-Hungarian Empire. Most of the fighting took place at high altitude, where permanent snow and glaciers are the norm and this is why it has been called the White War ever since. It is precisely due to the specific conservation facilitated by high altitude environments that so much evidence of the presence of the two armies on these peaks has been conserved. These are important historical records now protected by the law. Any damage whatsoever, including taking with you a small piece of these historical items and finds is thus strictly forbidden.<br \/>\nThe information offered here falls under the historical heritage promotion programme sponsored by the Lombard Region in the Stelvio National Park and the Adamello Park, in conjunction with the Tem\u00f9 White War Museum. The aim of the project is to describe the places, events and artefacts linked to World War One, bringing out little known aspects of the war and, above all, remembering that the history of the White War, like that of the Great War as a whole, is a story of unimaginable suffering on both sides.<br \/>\nThe purpose of this story is thus to pay tribute to those soldiers who played a part in these tragic events, quietly doing their duty or in the belief that honouring their nation meant giving their lives. We therefore hope you will undertake this very beautiful walk in a spirit which is respectful not only of nature but also, first and foremost, of the memory of the men who were obliged to fight and kill each other here.<\/p>\n<p>The proposed itinerary climbs up from Ponte di Legno town to Corno d&#8217;Aola Hut and Pastore Hut above it.<br \/>\nYou can reach your starting point in two different ways: climbing up along the gravel road to Valbione and then continuing to Corno d\u2019Aola by ski lift or starting directly from Ponte di Legno via the two ski lift sections which take you to Petit Pierre Hut.<br \/>\nWhile the first section is entirely in conifer forests, the wonderful views on the section after Valbione and in the direction of Pastore Hut are much more open, extending across the valley which ends at the foot of the remote Cima Salimmo rock faces.<br \/>\nThere are four points of interest on this itinerary: at Valbione, Corno d&#8217;Aola and Pastore Hut.<br \/>\nThanks to the assistance of the archive of the White War Museum, photographs of the area are also on display at this itinerary\u2019s points of interest. The nature photos, on the other hand, were drawn from the collections of the international photographic competition Fotografare il Parco.<\/p>\n<p>Happy walking!<\/p>\n"},"de":{"id":2765,"name":"PDA0400 Ponte di Legno - partenza seggiovia per Valbione","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0400-ponte-di-legno-partenza-seggiovia-per-valbione\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2765","description":"<p>Willkommen im Park Adamello.<br \/>\nDie Anwendung \u201eAuf den Spuren der Geschichte\u201c ist jetzt auf Ihrem Smartphone aktiv: Nun werden Ihnen interessante Inhalte, wie Informationen \u00fcber die Geschichte und die Natur des Ortes, den Sie besuchen, direkt auf Ihrem Handy gezeigt. Dadurch k\u00f6nnen wir auf m\u00fchsame Schilder verzichten und Ihnen einen erleichterten Zugang auf kulturelle Inhalte anbieten, die Sie einfach auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t lesen k\u00f6nnen, w\u00e4hrend Sie unterwegs sind. Dank der Geokodierung werden Sie entlang der Route nichts mehr \u00fcbersehen: Eine Benachrichtigung auf Ihrem Smartphone wird Sie auf die wichtigsten Punkte aufmerksam machen. Sie k\u00f6nnen auch die Karte des Gebiets rund um Sie auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t einsehen und die Audiobeschreibung anh\u00f6ren. Wir empfehlen Ihnen die Verwendung von Kopfh\u00f6rern: So k\u00f6nnen Sie sich ohne Ablenkung durch Ihr Smartphone auf den Pfad konzentrieren. Zus\u00e4tzlich zu den Audioinformationen bietet die Anwendung auch eine Reihe von Archivbildern: Bleiben Sie einen Moment stehen, um sich die sch\u00f6nsten Aufnahmen anzusehen. Vorsicht ist in den Bergen immer geboten. Ein kurzer Stopp wird Ihnen auch die Gelegenheit bieten, die Natur um sich herum zu betrachten.<br \/>\nAuf Bergschuhe und geeignete Kleidung sollten Sie nie vergessen: In den Bergen kann sich das Wetter auch sehr schnell \u00e4ndern. Es ist darum wichtig, dass Sie warme Kleidung, die Ihnen Schutz vor Regen und Wind bietet, immer bei sich haben. Eine gute Idee ist auch, Lebensmittel und Wasser mitzunehmen. Erste-Hilfe-Ausr\u00fcstung soll ebenfalls bei jedem Ausflug in den Bergen ihren Platz im Rucksack finden. In puncto Sicherheit sollten Sie auch die M\u00f6glichkeit in Betracht ziehen, sich von einem Berg- oder Mittelgebirgsf\u00fchrer begleiten zu lassen.<br \/>\nSie befinden sich im Park Adamello, zwischen der Lombardei und dem Trentino, vor den imposantesten Gipfeln der Adamello-Gruppe. Heute ist der Park ein Ort von gro\u00dfem touristischem Interesse, der Begegnung und des Durchgangs, aber schon in der Antike verband der Tonalepass das Tal Valcamonica, Heimat der Camunni, mit dem Sulztal, bewohnt von den Anauni.<br \/>\nZwischen 1915 und 1918 wurde dieses Gebiet zum Schauplatz heftiger K\u00e4mpfe zwischen Italien und \u00d6sterreich-Ungarn. Gek\u00e4mpft wurde vor allem auf den h\u00f6heren Bergen, die das ganze Jahr \u00fcber von Schnee und Gletschern bedeckt waren: Aus diesem Grund wurde der Konflikt schon damals als Wei\u00dfer Krieg bezeichnet. Gerade der besonderen H\u00f6henlage ist es zu verdanken, dass uns heute noch zahlreiche Zeugnisse vom Leben der Soldaten beider Nationen an der Bergfront erhalten geblieben sind. Es handelt sich um wichtige historische Elemente, die heute unter gesetzlichem Schutz stehen: Jede Besch\u00e4digung, auch das Entfernen kleiner Teile von Artefakten und Funden, ist strikt verboten.<br \/>\nDie angebotenen Inhalte sind Teil des Programms zur Aufwertung des historischen Erbes, das von der Region Lombardei im Nationalpark Stilfserjoch und im Park Adamello in Zusammenarbeit mit dem Museum des Wei\u00dfen Krieges in Tem\u00f9 gef\u00f6rdert und betreut wird. Das Projekt beabsichtigt, die mit dem Ersten Weltkrieg verbundenen Orte, Ereignisse und Artefakte zu beschreiben und wenig bekannte Aspekte des Konflikts ans Licht zu bringen, aber vor allem will es uns an die Hingabe der Soldaten erinnern, die im Wei\u00dfen Krieg und im Ersten Weltkrieg auf beiden Seiten k\u00e4mpften.<br \/>\nDiese Erz\u00e4hlung will jener Soldaten gedenken, die in der unterw\u00fcrfigen Erf\u00fcllung einer Pflicht oder in der \u00dcberzeugung, ihr Land zu ehren, bis hin zur Hingabe ihres Lebens, zu Protagonisten jener tragischen Ereignisse wurden. Wir laden Sie deshalb dazu ein, diese Wanderung nicht nur mit Respekt vor der Umwelt, sondern auch im Gedenken an die M\u00e4nner zu unternehmen, die hier k\u00e4mpfen und sich gegenseitig das Leben nehmen mussten.<\/p>\n<p>Die Route erm\u00f6glicht den Aufstieg vom Ort Ponte di Legno bis zur Schutzh\u00fctte Corno d&#8217;Aola und der dar\u00fcber liegenden Pastore-H\u00fctte.<br \/>\nDen Ausgangspunkt erreichen Sie entweder \u00fcber die Schotterstra\u00dfe, die nach Valbione f\u00fchrt, und dann mit dem Sessellift nach Corno d&#8217;Aola oder direkt von Ponte di Legno aus mit den zwei Sesselliften, die zur Petit-Pierre-H\u00fctte f\u00fchren.<br \/>\nW\u00e4hrend die erste Strecke komplett in einem Nadelwald verl\u00e4uft, kann man auf der Strecke jenseits von Valbione und dann in Richtung Pastore-H\u00fctte, die viel offener ist, ein \u00fcberw\u00e4ltigendes Panorama \u00fcber das \u00fcberh\u00e4ngende Tal bewundern, das am Fu\u00dfe der undurchdringlichen Wand der Salimmo-Spitze endet.<br \/>\nEntlang der Route finden Sie vier Interessenpunkte: in Valbione, beim Corno d&#8217;Aola und bei der Pastore-H\u00fctte.<br \/>\nDank der Zusammenarbeit mit dem Archiv des Museums des Wei\u00dfen Krieges sind an den Interessenpunkten entlang der Route auch historische Fotos dieser Gebiete zu sehen. Die Naturbilder stammen hingegen aus der Galerie des internationalen Fotowettbewerbs \u201eDen Park fotografieren\u201c.<\/p>\n<p>Wir w\u00fcnschen viel Spa\u00df beim Wandern!<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0400-ponte-di-legno-partenza-seggiovia-per-valbione\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1258,"sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5078365586049,46.2547517760994]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2516,"name":"PDA0401 Valbione &#8211; partenza seggiovia per il Corno d&#8217;Aola","description":"<p>Sei pervenuto nella vasta Conca di Valbione, a 1538 metri di quota. Le poche baite dell&#8217;antico alpeggio solo in parte ricalcano le antiche tipologie costruttive; una in particolare, edificata con il metodo detto alla &#8220;blockbau&#8221;, presenta le pareti con tronchi sovrapposti a incastro e richiama i fabbricati tipici delle aree alpine di lingua tedesca.<\/p>\n<p>Sul fondo della vallata si intravede, tra la rigogliosa vegetazione, la cascata che durante la stagione invernale viene salita con piccozze e ramponi dagli appassionati di arrampicata su ghiaccio.<\/p>\n<p>Una delle positive eredit\u00e0 lasciate dalla Grande Guerra \u00e8 la fitta rete stradale che, dal fondovalle, consente ancora oggi di raggiungere le quote pi\u00f9 elevate delle montagne camune.<br \/>\nIl facile percorso che devi intraprendere si snoda infatti per una strada di origine militare dove sono ancora presenti numerosi cippi chilometrici in granito che indicano la progressione della strada ogni mille metri. Altri cippi sono collocati nel tratto Ponte di Legno-Valbione.<\/p>\n<p>Questo tracciato stradale fu realizzato a partire dal 1906 secondo precisi canoni del Genio militare: cordonatura ai lati e pendenza costante per consentire il facile transito di pesanti carichi. Infatti, su questa strada furono trasportate le cupole corazzate e i grossi cannoni da 149 mm destinati al forte.<br \/>\nAlla costruzione del forte, sotto la direzione dell\u2019Ufficio del Genio Militare di Brescia, contribuirono anche imprese edili del posto. Nel mese di luglio 1913, quando i lavori erano in pieno svolgimento, risultano infatti dislocati al forte ben 117 operai dell\u2019Impresa Celestino Testini di Vione .<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:55","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0401_2-576x1024.jpg","id":2256,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0401-576x1024.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT04_0401.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2516","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2516&action=edit","translations":{"en":{"id":3279,"name":"PDA0401 Valbione - partenza seggiovia per il Corno d'Aola","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0401-valbione-partenza-seggiovia-per-il-corno-daola\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3279","description":"<p>You\u2019ve reached the vast Valbione basin at an altitude of 1538 metres. Only a few of the huts on these historic meadows were built using traditional building techniques with one, in particular, showing the blockbau technique of overlaid and interlocking tree trunks characteristic of Alpine German speaking areas.<\/p>\n<p>The waterfall \u2013 which is climbed with ice axes and crampons in winter by ice climbers \u2013 is visible across the valley in the midst of verdant vegetation.<\/p>\n<p>One of the positive legacies left us by the Great War is the dense network of roads which enables us to climb up from the valley bottoms to the highest altitudes here still today.<br \/>\nThe straightforward route you are taking today winds along what was once a military road with many granite kilometre markers at each one thousand metre point. There are other such markers on the Ponte di Legno-Valbione section.<\/p>\n<p>This road was built from 1906 onwards to standard army specifications with kerbs along the sides and even gradients to facilitate heavy load transit. In fact the fort\u2019s reinforced concrete domes and large 149 mm field guns were transported along this road.<br \/>\nThe fort was built under the aegis of the Brescia army engineering corps together with local building firms. In July 1913, when work was fully underway, a grand total of 117 workers from the Celestino Testini firm of Vione were working here.<\/p>\n"},"de":{"id":2766,"name":"PDA0401 Valbione - partenza seggiovia per il Corno d'Aola","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0401-valbione-partenza-seggiovia-per-il-corno-daola\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2766","description":"<p>Sie sind in der weitl\u00e4ufigen Senke von Valbione, in 1538 Meter H\u00f6he, angekommen. Die wenigen H\u00fctten, die zur alten Alm geh\u00f6rten, weisen nur zum Teil die Merkmale der traditionellen Bauweise auf. Insbesondere eine, die als Blockbau errichtet wurde, besitzt W\u00e4nde mit \u00fcberlappenden Balken und erinnert an die typischen Geb\u00e4ude des deutschsprachigen Alpenraums.<\/p>\n<p>In der Talsohle, inmitten der \u00fcppigen Vegetation, kann man den Wasserfall sehen, der in der Wintersaison von Eiskletterern mit Eispickel und Steigeisen bestiegen wird.<\/p>\n<p>Eine der positiven Hinterlassenschaften des Ersten Weltkriegs ist das dichte Stra\u00dfennetz, das es auch heute noch erm\u00f6glicht, von der Talsohle aus die h\u00f6chsten Berge des Tals Valcamonica hinaufzufahren.<br \/>\nSie gehen einen einfachen Weg, der sich entlang einer Milit\u00e4rstra\u00dfe schl\u00e4ngelt, auf der noch heute zahlreiche Kilometersteine aus Granit alle tausend Meter die zur\u00fcckgelegte Strecke angeben. Weitere Kilometersteine befinden sich auf der Strecke, die von Ponte di Legno nach Valbione f\u00fchrt.<\/p>\n<p>Diese Stra\u00dfe wurde ab 1906 nach genauen Regeln der Milit\u00e4ringenieure gebaut: Sie ist seitlich durch Bordsteine abgegrenzt und hat ein gleichm\u00e4\u00dfiges Gef\u00e4lle, um den Transport von schweren Lasten zu erm\u00f6glichen. Die Panzerkuppeln und die gro\u00dfen 149-mm-Kanonen, die f\u00fcr das Werk bestimmt waren, wurden auf dieser Stra\u00dfe transportiert.<br \/>\nAuch lokale Baufirmen beteiligten sich am Bau des Werks, unter der Leitung des Milit\u00e4ringenieurb\u00fcros von Brescia. Im Monat Juli 1913, als die Bauarbeiten in vollem Gange waren, wurden hier 117 Arbeiter der Firma Celestino Testini aus Vione eingesetzt.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0401-valbione-partenza-seggiovia-per-il-corno-daola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1583,"sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5071645909848,46.2484219322666]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2520,"name":"PDA0403 Corno d&#8217;Aola \u2013 Chiesetta del forte","description":"<p>La struttura muraria del forte seguiva il pendio della montagna; per questo le sei cupole corazzate erano disposte su tre diversi livelli. Il forte era dotato di acqua potabile, di generatori elettrici, di impianto di ventilazione forzata e di riscaldamento in alcuni vani. A fini mimetici, tutta l\u2019opera era tinteggiata di color verde muschio.<br \/>\nL\u2019indipendenza idrica era garantita da due grandi serbatoi da 60 metri cubi alimentati da una lunga condotta idraulica proveniente dalla conca di Pozzuolo dove, ancora oggi, \u00e8 possibile vedere una delle due vasche di captazione.<br \/>\nLe strutture di difesa ravvicinata del forte erano costituite a Nord da una striscia di reticolati profonda 10 metri e a ovest da una robusta cancellata in ferro elettrificata dell\u2019altezza di 2 metri e mezzo. Due mitragliatrici, in caponiera muraria, fiancheggiavano il lato della gola e battevano gli accessi sul dorso dell\u2019opera.<br \/>\nIl rifornimento del forte era garantito, oltrech\u00e9 dalla strada di accesso, anche da una teleferica a motore lunga circa 2 chilometri, che partiva dalla localit\u00e0 a ridosso dell\u2019abitato di Ponte di Legno chiamata Castelpoggio, dove oggi sorge il Castello di Poia.<br \/>\nAll\u2019inizio del primo conflitto mondiale e fino all\u2019estate inoltrata del 1915, le artiglierie del forte appoggiarono efficacemente le azioni militari italiane, ma gi\u00e0 entro la fine del mese di settembre furono rimosse e spostate all&#8217;aperto sul retrostante Dosso delle Pertiche, in quanto la struttura corazzata non era in grado di resistere ai tremendi effetti dei proiettili dei mortai austriaci da 305 mm.<br \/>\nTerminata la guerra, il forte fu abbandonato. Solo nel 1927 si torn\u00f2 a utilizzarlo come colonia estiva per i dipendenti del lanificio Marzotto di Manerbio in provincia di Brescia, il cui presidente commendator Emilio Antonioli fece edificare nel 1930 la piccola chiesetta ancora oggi esistente.<br \/>\nIl 9 febbraio 1945 le truppe tedesche attestate nella zona del Passo del Tonale, per evitare che il vecchio forte diventasse un importante caposaldo dei partigiani, lo distrussero completamente. La chiesetta, sebbene anch\u2019essa destinata all\u2019abbattimento, fu risparmiata, ma comunque spogliata dalle truppe Naziste in ritirata.<br \/>\nOggi, a distanza di oltre 100 anni dalla sua costruzione, dell&#8217;unico forte italiano dell&#8217;Alta Valle Camonica non restano che pochi ruderi del grande muraglione a Nord, testimoni ora pacifici delle grandi battaglie della guerra bianca.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0403_2-1024x576.jpg","id":2274,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0403_3-576x1024.jpg","id":2277,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0403_4-576x1024.jpg","id":2280,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0403-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT04_0403.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2520","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2520&action=edit","translations":{"en":{"id":3281,"name":"PDA0403 Corno d'Aola \u2013 Chiesetta del forte","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0403-corno-daola-chiesetta-del-forte\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3281","description":"<p>The fort&#8217;s walls followed the mountain slope and this is why its six armoured domes were arranged on three different levels. The fort was equipped with drinking water, electricity generators, forced ventilation plants and heating in some rooms. For the purposes of camouflage the whole building was painted moss green.<br \/>\nWater self-sufficiency was ensured by two large 60 cubic metre tanks fed by a large hydraulic conduit from the Pozzuolo basin one of whose extraction tanks are still visible today.<br \/>\nThe fort&#8217;s defensive structure was made up, to the north, by a 10 metre deep strip of barbed wire and, to the west, by robust 2.5 metre high electrified iron railings. Two machine guns, in a wall caponier, flanked the side of the canyon and protected access routes to the fort.<br \/>\nSupplies to the fort were guaranteed by both the access road and a two-kilometre-long motored teleferic whose lower station was the Ponte di Legno area known as Castelpoggio, where Poia castle is now sited.<br \/>\nAt the beginning of World War One, and until the late summer of 1915, the fort&#8217;s artillery provided effective support to Italian military operations, but by the end of September it had been moved to an open air site behind it on Dosso delle Pertiche as the armoured structure was no longer capable of resisting the devastating effects of the Austrian 305 mm mortar shells.<br \/>\nWhen the war ended the fort was abandoned and it was only in 1927 that it was once again used as a summer holiday home for the employees of the Marzotto woollen mill in Manerbio, Brescia province, whose president Emilio Antonioli had the still extant small church built here in 1930.<br \/>\nOn 9 February 1945 German troops based in the Tonale Pass area blew the fort up to stop it falling into the hands of the partisans. The church was similarly earmarked for destruction but then saved although it was, in any case, stripped by withdrawing Nazi troops.<br \/>\nToday, over 100 years since the building of the only Italian upper Camonica valley fort, all that remains is a few ruins of its great north wall, bearing now peaceful witness to the great battles of the White War.<\/p>\n"},"de":{"id":2768,"name":"PDA0403 Corno d'Aola \u2013 Chiesetta del forte","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0403-corno-daola-chiesetta-del-forte\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2768","description":"<p>Die Baustruktur des Werkes musste sich dem Hang des Berges anpassen; aus diesem Grund wurden die sechs Panzerkuppeln auf drei verschiedenen Ebenen angeordnet. Das Werk war mit Trinkwasser, Stromgeneratoren, einer Zwangsbel\u00fcftungsanlage und Heizung in einigen R\u00e4umen ausgestattet. Zur Tarnung wurde das Werk moosgr\u00fcn gestrichen.<br \/>\nMit Wasser wurde das Werk durch zwei gro\u00dfe 60-Kubikmeter-Tanks versorgt, die durch eine lange hydraulische Leitung aus dem Becken von Pozzuolo gespeist wurden, wo man noch heute einen der beiden Auffangbeh\u00e4lter sehen kann.<br \/>\nDie Nahverteidigungsanlagen des Werkes bestanden auf der n\u00f6rdlichen Seite aus 10-m-tiefen Drahthindernissen und auf der westlichen Seite aus einem starken, 2,5 Meter gro\u00dfen elektrifizierten Eisentor. Zwei Maschinengewehre in einer gemauerten Kaponniere flankierten die Seite der Schlucht und verteidigten das Werk auf der hinteren Seite.<br \/>\nVersorgt wurde das Werk nicht nur \u00fcber die Zufahrtsstra\u00dfe, sondern auch durch eine etwa 2 Kilometer lange Seilbahn, deren Abfahrt sich in Castelpoggio bei Ponte di Legno befand, an dem Ort, wo heute die Burg von Poia liegt.<br \/>\nZu Beginn des Ersten Weltkriegs und bis zum Sp\u00e4tsommer 1915 unterst\u00fctzte die Artillerie des Werkes effektiv die italienischen Milit\u00e4rhandlungen, aber Ende September wurden die Gesch\u00fctze entfernt und ins Freie auf den hinteren Dosso delle Pertiche verlegt, da die Panzerung des Werkes der \u00f6sterreichischen 305-mm-M\u00f6rser nicht standhalten konnte.<br \/>\nNach dem Kriegsende wurde das Werk aufgegeben. Erst 1927 wurde es wieder als Sommerferienort f\u00fcr die Angestellten der Wollspinnerei Marzotto in Manerbio in der Provinz Brescia genutzt, deren Pr\u00e4sident, Emilio Antonioli, 1930 die kleine Kirche errichten lie\u00df, die noch heute existiert.<br \/>\nAm 9. Februar 1945 zerst\u00f6rten die im Gebiet des Tonalepasses stationierten deutschen Truppen das alte Werk vollst\u00e4ndig, um zu verhindern, dass es von den Partisanen \u00fcbernommen werden konnte. Die Kirche h\u00e4tte zwar auch zerst\u00f6rt werden sollen, wurde aber von den sich zur\u00fcckziehenden Nazitruppen verschont, nachdem sie sie entleert hatten.<br \/>\nHeute, mehr als 100 Jahre nach seiner Errichtung, sind von dem einzigen italienischen Festungswerk im oberen Tal Valcamonica nur noch einige Ruinen der gro\u00dfen Nordmauer \u00fcbrig, die heute friedliche Zeugen der gro\u00dfen Schlachten des Wei\u00dfen Krieges sind.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0403-corno-daola-chiesetta-del-forte\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1925,"sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5192133116632,46.2407692881664]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2518,"name":"PDA0402 Corno d&#8217;Aola &#8211; muro del forte","description":"<p>Ti trovi sull&#8217;area dove era collocato il Forte di Corno d&#8217;Aola, a 1900 metri d\u2019altitudine sul Dosso Prepazzone, contrafforte che s\u2019innalza verso la cima del Corno d&#8217;Aola.<br \/>\nIl forte fu edificato tra il 1909 e il 1913, ma gi\u00e0 nel 1906 era iniziata la costruzione della strada militare Ponte di Legno &#8211; Valbione &#8211; Dosso Prepazzone &#8211; Corno d&#8217;Aola.<br \/>\nIl 13 dicembre 1913 il forte risultava armato e collaudato al tiro. Faceva parte del gruppo di 44 batterie corazzate, ovvero i forti di tipo moderno, che avrebbero dovuto essere ultimati entro l&#8217;anno. Il materiale per la sua costruzione fu scavato nella conca di Pozzuolo e portato sul posto mediante un sistema di trasporto su rotaia di tipo decauville, di cui restano evidenti tracce.<br \/>\nIl forte si collocava in posizione dominante sull\u2019antistante Passo del Tonale; era quindi strategicamente importante per la difesa del confine tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico. Qui era attestata la prima linea del sistema difensivo italiano, principale direttrice di un possibile attacco attraverso le montagne tra il Passo dello Stelvio e il Lago di Garda.<br \/>\nIl Forte era dotato di 6 cannoni da 149A, il tipo pi\u00f9 usato nelle fortificazioni italiane in quel periodo, con installazione in pozzo tipo Armstrong, protetti da cupole pesanti in acciaio e  costruiti dalle officine Pozzuoli di Napoli.<br \/>\nEra l&#8217;unica difesa fortificata italiana che si contrapponeva ai cinque forti austriaci posti appena a valle del Passo: questi, armati con obici da 10 cm modello 1909, avevano una gittata massima compresa tra i 5 e i 6mila metri, e non erano pertanto in grado di raggiungere le artiglierie del forte.<br \/>\nGli obiettivi di fuoco principali erano la strada del Tonale e i forti austriaci dell&#8217;alta Val di Sole: Presanella, Tonale, Mero, Strino e Velon. La possibilit\u00e0 di rotazione a 360 gradi delle cupole corazzate avrebbe inoltre consentito di impedire l\u2019accesso di eventuali provenienze nemiche dalla Val di Viso e dal Passo di Gavia .<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0402_2-1024x576.jpg","id":2262,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0402_3-1024x576.jpg","id":2265,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0402_4-1024x576.jpg","id":2268,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0402-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT04_0402.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2518","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2518&action=edit","translations":{"en":{"id":3280,"name":"PDA0402 Corno d'Aola - muro del forte","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0402-corno-daola-muro-del-forte\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3280","description":"<p>You\u2019re in what was once the area of the Corno d&#8217;Aola Fort, at an altitude of 1900 metres on Dosso Prepazzone, a buttress which rises up to the peak of Mt Corno d&#8217;Aola.<br \/>\nThe fort was built from 1909 to 1913 but work had already begun on the Ponte di Legno &#8211; Valbione &#8211; Dosso Prepazzone &#8211; Corno d&#8217;Aola military road in 1906.<br \/>\nOn 13 December 1913 the fort was armed and range tested. It was part of a group of 44 casemate, i.e. forts of a modern type, which were to have all been finished that year. The material used to build them was carved out of the Pozzuolo basin and taken to the site using a decauville type rail transport system of which many traces have survived.<br \/>\nThe fort dominated the Tonale Pass nearby and was thus strategically important to the defence of the border between the Kingdom of Italy and the Austro-Hungarian Empire. The Italian first defensive line passed through the site, as it was considered to be potentially the main line of attack between Stelvio Pass and Lake Garda.<br \/>\nThe fort was equipped with six 149A field guns, the type used most frequently in the Italian forts of the day with Armstrong-type gun bores protected by heavy steel domes built by the Pozzuoli workshop in Naples.<br \/>\nIt was the only Italian fortified defensive system ranged against the five Austrian forts built just below the pass. With their 10 cm 1909 model howitzers, with a maximum firing range of 5-6000 metres, these could not fire on the forts.<br \/>\nThe main firing targets were the Tonale road and the Austrian Sole valley forts: Presanella, Tonale, Mero, Strino and Velon. The 360\u00b0 rotation of the armoured domes also meant that any enemy access from the Viso valley and Gavia Pass could have been halted.<\/p>\n"},"de":{"id":2767,"name":"PDA0402 Corno d'Aola - muro del forte","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0402-corno-daola-muro-del-forte\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2767","description":"<p>Sie befinden sich an dem Ort, in dem sich das Werk von Corno d&#8217;Aola befand, auf 1900 Metern H\u00f6he auf dem Dosso Prepazzone, einer Felsformation, die sich zum Gipfel des Corno d&#8217;Aola hin erhebt.<br \/>\nDas Werk wurde zwischen 1909 und 1913 erbaut, aber bereits 1906 hatte man mit dem Bau der Milit\u00e4rstra\u00dfe Ponte di Legno &#8211; Valbione &#8211; Dosso Prepazzone &#8211; Corno d&#8217;Aola begonnen.<br \/>\nAm 13. Dezember 1913 wurde das Werk bewaffnet und f\u00fcr den Beschuss getestet. Es war Teil der Gruppe von 44 Panzerwerken, die bis zum Jahresende h\u00e4tten fertiggestellt werden sollen. Das Material f\u00fcr den Bau wurde im Becken von Pozzuolo ausgegraben und mit einem Eisenbahntransportsystem vom Typ Decauville, von dem noch deutliche Spuren vorhanden sind, zur Baustelle gebracht.<br \/>\nDas Werk befand sich in einer dominanten Position am gegen\u00fcberliegenden Tonalepass; es war daher strategisch wichtig f\u00fcr die Verteidigung der Grenze zwischen dem K\u00f6nigreich Italien und \u00d6sterreich-Ungarn. Hier befand sich die Frontlinie des italienischen Verteidigungssystems, von der aus eine Attacke durch die Berge zwischen dem Stilfserjoch und dem Gardasee m\u00f6glich war.<br \/>\nDas Werk war mit 6 St\u00fcck 149A-Kanonen ausgestattet, den damals am h\u00e4ufigsten verwendeten Gesch\u00fctzen in den italienischen Festungswerken. Die Kanonen wurden in den Werkst\u00e4tten in Pozzuoli bei Neapel gebaut, verf\u00fcgten \u00fcber einen Armstrong-Gesch\u00fctzbrunnen und waren durch schwere Stahlkuppeln gesch\u00fctzt.<br \/>\nDas Werk war die einzige italienische Verteidigungsanlage, die sich den f\u00fcnf hinter dem Pass befindlichen \u00f6sterreichischen Sperranlagen entgegenstellte: diese, bewaffnet mit 10-cm-Haubitzen des Modells 1909, hatten eine maximale Reichweite von 5 bis 6 Tausend Metern und waren daher gegen die Artillerie des Werkes unwirksam.<br \/>\nDie Hauptziele waren die Tonale-Stra\u00dfe und die \u00f6sterreichischen Werke im oberen Sonnental: Presanella, Tonale, Mero, Strino und Velon. Durch die M\u00f6glichkeit, die Panzerkuppeln um 360 Grad zu rotieren, konnte man das gesamte Gebiet der T\u00e4ler von Viso und Gavia bestreichen und somit dem Feind eine m\u00f6gliche Attacke hierdurch verhindern.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0402-corno-daola-muro-del-forte\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":1929,"sequence":4},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5197615541945,46.241247530401]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2522,"name":"PDA0404 Baita del Pastore &#8211; sulla baracca","description":"<p>Hai raggiunto la meta, sei alla Baita del Pastore, a 2146 metri di quota.<br \/>\nQui il panorama \u00e8 davvero spettacolare: a Ovest si presenta in tutta la sua imponenza la parete Nord della Cima Salimmo; a Est si apre il valico del Tonale con la frastagliata cresta del Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana.<br \/>\nPuoi procedere nei camminamenti che si sviluppano nel pianoro e volgere lo sguardo sulla prima linea difensiva italiana attestata sul valico e sulla strada che sale al Passo di Gavia.<br \/>\nSulle pareti strapiombanti del Castellaccio-Lagoscuro si svolse una delle prime azioni alpinistico-militari della Guerra Bianca: la battaglia del 25 agosto 1915. L\u2019abbandono del Passo Paradiso, ritenuto di difficile mantenimento da parte dei soldati italiani consent\u00ec agli Austriaci di occuparlo e di dominare tutto il territorio circostante. Per rimediare alla situazione i comandi militari italiani decisero di conquistare la cresta del Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana.<br \/>\nIl racconto di alcune fasi della battaglia \u00e8 descritto con dovizia di particolari dal tenente bergamasco Gian Maria Bonaldi, che partecip\u00f2 all&#8217;azione.<br \/>\n&#8220;Alle otto di sera si parte&#8230; La compagnia si snoda per il sentiero che mena a Pr\u00e0 dell&#8217;Orto&#8230; Incomincia il regno del granito scabro e scheggiato: si prende per un canalone pieno di detriti, precipitati dalle vette, deposito di valanghe e di slavine, la montagna oppone le sue prime difese e diventa subito quasi verticale.<br \/>\nNove ore di arrampicata felina, strisciando su rocce e lastroni che non si vedono bene e che si riconoscono solo con le mani, trattenendo il respiro, evitando ogni rumore, soffocando ogni colpo di tosse: guai a smuovere un sasso che desterebbe echi nella notte serena e piena di stelle.<br \/>\nSi sale tenendo il respiro, le mani trovano appigli invisibili, indovinano una fenditura nel sasso, unghiano uno spuntoncino che non si vede, ci si appiattisce contro la roccia perch\u00e9 gli abiti facciano presa.<br \/>\nUna tazza di latta, sfilatasi da un tascapane, rotola per il canale, tintinnando come un campanello da capra e desta tutti gli echi della montagna che si sveglia repente.<br \/>\nUn urlo immenso, fucilate che scrosciano dall&#8217;alto, valanghe di sassi rovinano da ogni parte &#8230;. Alpini che cadono e scompaiono, inghiottiti dai precipizi&#8230; i feriti urlano dal fondo dei canali, dove la gragnuola dei sassi li maciulla orrendamente.<br \/>\nUn bagliore immenso, come di incendio ci avvolge e tutta la cresta brilla fantastica e spettrale nella vampata improvvisa: dal forte di Corno d&#8217;Aola il riflettore potente rade la cresta ed acceca i difensori che hanno un istante di smarrimento e di sorpresa.<br \/>\n\u00c8 bastato, ma chi pu\u00f2 dire da che parte e come siamo saliti?<br \/>\nGiunge l&#8217;eco di una lotta serrata: poi il grido di vittoria si mescola al nostro, razzi verdi salgono a segnalare ai comandi di fondo valle che le posizioni sono nostre e che la vittoria \u00e8 piena&#8221;.<br \/>\n\u00c8 una testimonianza preziosa, senza la quale oggi sarebbe difficile comprendere che la bellezza austera di queste montagne fu, durante la Guerra Bianca, un drammatico teatro di battaglia.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:54","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","imageGallery":[{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0404_2-576x1024.jpg","id":2286,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0404_3-576x1024.jpg","id":2289,"caption":""},{"src":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0404_4-1024x576.jpg","id":2292,"caption":""}],"image":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA0404-1024x576.jpg","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/PDA_IT04_0404.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2522","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2522&action=edit","translations":{"en":{"id":3282,"name":"PDA0404 Baita del Pastore - sulla baracca","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0404-baita-del-pastore-sulla-baracca\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3282","description":"<p>You have reached your destination, you\u2019re at Pastore Hut, at an altitude of 2146 metres.<br \/>\nHere the views are truly spectacular, taking in, to the west, the imposing north face of Cima Salimmo and, to the east, the Tonale Pass with the jagged Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana ridge.<br \/>\nYou can continue along the trenches across the plateau and look across at the Italian first defensive lines on the pass and the road which climbs up to Gavia Pass.<br \/>\nIt was on the sheer rock walls of the Castellaccio-Lagoscuro ridge that the first of the White War\u2019s army mountaineering operations took place, the battle of 25 August 1915. The Italian abandonment of Paradiso Pass on the grounds that it was too difficult to hold enabled the Austrians to occupy it and dominate the whole of the surrounding area. To remedy this the Italian army command decided to take the Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana ridge.<br \/>\nCertain phases of this battle were described in fine detail by Bergamo lieutenant Gian Maria Bonaldi, who took part in the battle:<br \/>\n\u2018At eight o\u2019clock in the evening we set off&#8230; The company wound along the footpath which emerges at Pr\u00e0 dell\u2019Orto&#8230; The realm of rugged and flaky granite began: we took a channel full of debris fallen from the peaks, landslide and avalanche deposits, where the mountains mounted their first defence and it all became vertical almost right away.<br \/>\nNine hours of cat-like climbing, slithering along rocks and boulders which cannot be seen clearly and you have to feel your way along on, holding your breath, avoiding all noise, holding back any coughing: woe betide those who dislodge a stone which might echo through the peaceful starry night.<br \/>\nYou hold your breath as you climb, your hands grasping onto invisible hand holds, guessing at crevices in the rock, grasping at invisible mini outcrops, flattening against the rock so that your clothes slow down any slippage.<br \/>\nA tin cup fell out of a waist bag and rolled down the channel, clinking like a goat bell and echoing across the mountains which suddenly woke up.<br \/>\nAn immense cry, shots raining down from above, avalanches of stones crashed down on all sides&#8230; Alpini falling and disappearing, swallowed up by the precipice&#8230; The wounded cry out from the bottom of channels where the mess of rocks cut them up horrifically.<br \/>\nAn immense glare of light, like a fire engulfing us and the whole ridge shone fantastically and spectrally in a sudden flare: from the Corno d\u2019Aola fort a powerful searchlight illuminated the ridge and blinded the defenders who were momentarily lost and shocked.<br \/>\nThat was enough but who can say where and how we climbed up?<br \/>\nEchoes of a fierce struggle reached us and a cry of victory melded with ours, green flares rose up to report to the valley bottom command that the positions were ours and victory complete.\u2019<br \/>\nIt is precious testimony without which it would be impossible today to appreciate that the austere beauties of these mountains were once, during the Great War, a dramatic battlefield.<\/p>\n"},"de":{"id":2769,"name":"PDA0404 Baita del Pastore - sulla baracca","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pda0404-baita-del-pastore-sulla-baracca\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2769","description":"<p>Sie sind an die Pastore-H\u00fctte angekommen, auf einer H\u00f6he von 2146 Metern.<br \/>\nHier ist die Aussicht wirklich beeindruckend: im Westen die imposante Nordwand der Salimmo-Spitze; im Osten der Tonalepass mit dem zerkl\u00fcfteten Kamm von Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana.<br \/>\nSie k\u00f6nnen auf den Wanderwegen auf der Hochebene weitergehen und den Blick auf die vorderste italienische Verteidigungslinie richten, die auf dem Pass angelegt wurde, sowie auf die Stra\u00dfe, die zum Gavia-Pass hinauff\u00fchrt.<br \/>\nAn den \u00fcberh\u00e4ngenden W\u00e4nden von Castellaccio-Lagoscuro fand eine der ersten bergsteigerischen und milit\u00e4rischen Handlungen des Wei\u00dfen Krieges statt: die Schlacht vom 25. August 1915. Die Aufgabe des Paradiso-Passes durch die italienischen Soldaten, die ihn f\u00fcr zu schwer zu verteidigen hielten, erm\u00f6glichte es den \u00d6sterreichern, ihn zu besetzen und das gesamte umliegende Gebiet zu erobern. Um den Feind aufzuhalten, beschloss das italienische Milit\u00e4rkommando, den Kamm von Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana einzunehmen.<br \/>\nLeutnant Gian Maria Bonaldi aus Bergamo, der an der Aktion teilnahm, beschreibt ausf\u00fchrlich die Schlacht.<br \/>\n&#8220;Um acht Uhr abends ging es los&#8230; Die Kompanie ging den Weg entlang, der nach Pr\u00e0 dell&#8217;Orto f\u00fchrt&#8230; Ab hier bekamen wir nur noch rauen und zerkl\u00fcfteten Granit zu sehen. Wir gingen entlang einer Rinne voller Schutt, der von den Gipfeln herabgest\u00fcrzt ist, und Ablagerungen von Lawinen, dann setzte sich der Berg uns entgegen: seine steilen W\u00e4nde schienen uns fast senkrecht.<br \/>\nNeun Stunden lang mussten wir wie Katzen auf Felsen und Platten klettern und kriechen, die man nicht genau sieht und wir nur mit den H\u00e4nden erkennen konnten, dazu mussten wir auch noch den Atem anhalten, jedes Ger\u00e4usch vermeiden, den Husten unterdr\u00fccken: wehe, man bewegt einen Stein, der in der sternenklaren Nacht ein Echo hervorrufen w\u00fcrde.<br \/>\nWir kletterten mit angehaltenem Atem, die H\u00e4nde fanden unsichtbare Griffe, sie suchten einen Riss im Stein, wir hielten uns an kleine Zacken, die wir nicht sehen konnten, dr\u00fcckten uns gegen die Felsen, um nicht hinunterzurutschen.<br \/>\nEin Zinnbecher rutschte aus einem Brotbeutel und rollte die Schlucht hinunter, bimmelte wie eine Ziegenglocke und rief alle Echos des Berges hervor, der pl\u00f6tzlich erwachte.<br \/>\nMan h\u00f6rte ein gewaltiges Geschrei, dann Gewehrsalven von oben, Steinlawinen kamen auf allen Seiten herunter &#8230;. Alpini-Soldaten fielen und verschwanden, verschluckt von den Abgr\u00fcnden&#8230; die Verwundeten schrien vom Grund der Rinne, grausam zerquetscht durch den Steinhagel.<br \/>\nEin riesiger Lichtschein umh\u00fcllte uns wie ein Feuer. Der ganze Kamm leuchtete fantastisch und geisterhaft im pl\u00f6tzlichen Feuerschein: von der Festung Corno d&#8217;Aola bestrich der Scheinwerfer den Kamm und blendete die Verteidiger, die kurz verwirrt und \u00fcberrascht waren.<br \/>\nEs war genug, aber wer kann schon sagen, \u00fcber welchen Weg und wie wir dort blo\u00df hinaufkletterten?<br \/>\nMan h\u00f6rte das Echo eines harten Kampfes, dann mischte sich der Siegesschrei mit dem unseren, gr\u00fcne Raketen stiegen auf, um den Kommandos in der Talsohle die Erst\u00fcrmung der Stellungen und den Sieg zu signalisieren\u201c.<br \/>\nOhne seine Worte k\u00f6nnte man sich heute kaum vorstellen, dass diese Berge, zugleich herb und sch\u00f6n, w\u00e4hrend des Wei\u00dfen Krieges zu einem dramatischen Kriegsschauplatz wurden.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pda0404-baita-del-pastore-sulla-baracca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2146,"sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.525705,46.235134]}}]}