{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":2552,"name":"PNS0100 Passo dello Stelvio","description":"<p>Benvenuto nel Parco Nazionale dello Stelvio.<br \/>\nL\u2019App \u201cOltre le tracce della storia\u201d che hai attivato ti consente di ricevere sul tuo smartphone informazioni storiche e ambientali sul luogo che stai visitando. In tal modo possiamo offrirti contenuti culturali senza dover posare e gestire cartelli e senza che tu ti debba fermare per leggerli. Via via che procederai lungo l\u2019itinerario, in corrispondenza dei principali punti di interesse, che sono stati georeferenziati, riceverai una notifica sul tuo dispositivo mobile: apparir\u00e0 quindi l\u2019immagine della cartina della zona e potrai attivare l\u2019audio con la descrizione. Ti consigliamo l\u2019utilizzo degli auricolari: per camminare mantenendo la necessaria attenzione al percorso. Oltre alle informazioni audio, l\u2019applicazione mette a disposizione anche una serie di immagini d\u2019archivio, ma per guardare le foto, fermati qualche istante: la prudenza in montagna \u00e8 sempre d\u2019obbligo. Ne approfitterai per contemplare anche il paesaggio che ti circonda.<br \/>\nRicordati di utilizzare sempre calzature da montagna e abbigliamento adeguato: in alta quota il tempo cambia anche velocemente ed \u00e8 importante avere sempre con s\u00e9 indumenti caldi e protezioni contro il vento o la pioggia. \u00c8 opportuno portare cibo e acqua, ed \u00e8 buona norma disporre di una minima dotazione per il pronto soccorso. Per percorrere in sicurezza l\u2019itinerario considera inoltre la possibilit\u00e0 di farti accompagnare da una guida alpina o da un accompagnatore di media montagna.<br \/>\nTi trovi all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio, a cavallo tra Lombardia, Trentino, Alto Adige\/S\u00fcdtirol e Svizzera, a cospetto delle pi\u00f9 imponenti montagne del gruppo dell\u2019Ortles-Cevedale. Oggi \u00e8 un luogo fortemente turistico, d\u2019incontro e di passaggio, ma gi\u00e0 dall&#8217;antichit\u00e0 queste montagne rappresentavano un importante collegamento di uomini e merci tra i due versanti delle Alpi.<br \/>\nTra il 1915 e il 1918 questo territorio fu teatro di aspri combattimenti tra Regno d\u2019Italia e Impero Austro-Ungarico. I luoghi ove si svolsero i combattimenti erano in genere ad alta quota, coperti prevalentemente da neve e ghiacciai perenni: per questo motivo, il conflitto prese il nome di Guerra Bianca. Proprio grazie alla conservazione facilitata dal particolare ambiente di alta quota, sono ancora numerose le testimonianze della permanenza dei soldati dei due eserciti su queste cime. Si tratta di elementi storici importanti, oggi tutelati dalla legge: \u00e8 pertanto vietata ogni azione di danneggiamento, compreso anche il solo prelievo di piccole porzioni di manufatti e reperti.<br \/>\nI contenuti proposti rientrano nel programma di valorizzazione del patrimonio storico promosso e sostenuto da Regione Lombardia all\u2019interno del Parco Nazionale dello Stelvio e del Parco dell\u2019Adamello con la collaborazione del Museo della Guerra Bianca di Tem\u00f9.<\/p>\n<p>Il progetto intende descrivere i luoghi, le vicende e i manufatti legati alla prima guerra mondiale, facendo emergere aspetti poco noti del conflitto, ma soprattutto intende ricordare che la storia della Guerra Bianca, e di tutta la Grande Guerra, \u00e8 colma di sacrifici inimmaginabili da entrambe le parti.<br \/>\nQuesto racconto vuole essere un omaggio a quei soldati che, nel sommesso compimento di un dovere o nella convinzione di onorare la propria Patria fino a donarle la vita, sono stati protagonisti di quelle tragiche vicende. Per questo vi invitiamo a intraprendere questa passeggiata non solo con un approccio rispettoso dell\u2019ambiente, ma anche della memoria di quegli uomini che qui furono costretti ad affrontarsi e a uccidersi.<br \/>\nL\u2019itinerario proposto, dal passo dello Stelvio alla cima dello Scorluzzo, si svolge su facile sentiero contrassegnato dal segnavia n\u00b0 13, con un dislivello di 336 metri e un tempo medio di salita di circa un\u2019ora.<br \/>\nLungo questo itinerario incontrerai quattro punti di interesse: postazioni d\u2019artiglieria sulla cresta a sud del passo dello Stelvio; resti di trincee nell\u2019ambiente lunare al passo delle Platigliole; trincee e postazioni che dominano il passo dello Stelvio presso lo Scorluzzino; e infine, orientate a Sud, le postazioni di prima linea sulla vetta dello Scorluzzo.<br \/>\nIl passo dello Stelvio, fino a poco prima dello scoppio della guerra, era presidiato da esigui reparti di militari italiani e austriaci. Poche ore prima del formale inizio delle ostilit\u00e0, fissato per le ore zero del 24 maggio 1915, il drappello italiano ricevette l\u2019ordine di abbandonare il passo e di ritirarsi a valle, dato che non era stato predisposto alcun ricovero e alcuna via di approvvigionamento che fossero sottratte alla vista dei militari austriaci. Solo un piccolo drappello di alpini occup\u00f2 la cima dello Scorluzzino. Questo quasi inevitabile ritiro determin\u00f2 in modo sostanziale lo svolgimento delle successive azioni militari in questa zona. Infatti, tutti i successivi tentativi italiani di conquista del passo dello Stelvio furono inesorabilmente fermati dalla tenace resistenza austriaca, facilitata dalle dominanti posizioni dello Scorluzzo e dello Scorluzzino.<br \/>\nCapire Grazie alla collaborazione dell\u2019archivio della Biblioteca Nazionale Austriaca, nei punti di interesse di questo percorso saranno visibili anche fotografie storiche di queste zone.<br \/>\nBuon cammino!<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:51","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT01_0100.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2552","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2552&action=edit","translations":{"en":{"id":3297,"name":"PNS0100 Passo dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0100-passo-dello-stelvio\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3297","description":"<p>Welcome to the Stelvio National Park<br \/>\nThe application \u201cFollowing in the footsteps of history\u201d you have activated gives you access to historical and environmental information on the place you are visiting. It is a way of offering cultural contents without us needing to set up and manage info boards or you to stop and read them. As you move along the itinerary you will receive mobile phone alerts when you reach points of interest. A map of the area will automatically appear, giving you the opportunity to activate an audio description. We recommend you use headphones so that you can remain focused on the route as you walk. As well as audio information the application also makes a series of archive images available. Stop a moment to look at these. Prudence is always advisable in the mountains. Take advantage of the opportunity to enjoy the landscape around you.<br \/>\nRemember to wear mountain boots and suitable clothing at all times. At high altitudes the weather changes rapidly and it is important to have warm, wind and rain proof clothing with you at all times. Bringing food and water is recommended and bringing a minimum of first aid supplies with you is good practice. For safety purposes you may also want to consider hiring an Alpine or Middle Mountain guide to accompany you.<br \/>\nYou are in the Stevio National Park, on the border between the Lombardy Region, Trentino, Alto Adige\/S\u00fcdtirol and Switzerland, in proximity to some of the highest mountains in the Ortles-Cevedale massif. It is now a popular tourist destination, a place of meeting and transit, but these mountains have been an important cross-Alpine transit route for both men and goods since antiquity.<br \/>\nFrom 1915 to 1918 the area was the site of bloody fighting between the Italian kingdom and the Austro-Hungarian Empire. Most of the fighting took place at high altitude, where permanent snow and glaciers are the norm and this is why it has been called the White War ever since. It is precisely due to the specific conservation facilitated by high altitude environments that so much evidence of the presence of the two armies on these peaks has been conserved. These are important historical records now protected by the law. Any damage whatsoever, including taking with you a small piece of these historical items and finds is thus strictly forbidden.<br \/>\nThe information offered here falls under the historical heritage promotion programme sponsored and promoted by the Lombard Region in the Stelvio National Park and the Adamello Park, in conjunction with the Tem\u00f9 White War Museum. The aim of the project is to describe the places, events and artefacts linked to World War One, bringing out little known aspects of the war and, above all, remembering that the history of the White War, like that of the Great War as a whole, is a story of unimaginable suffering on both sides.<br \/>\nThe purpose of this story is thus to pay tribute to those soldiers who played a part in these tragic events, quietly doing their duty or in the belief that honouring their nation meant giving their lives. We therefore hope you will undertake this very beautiful walk in a spirit which is respectful not only of nature but also, first and foremost, of the memory of the men who were obliged to fight and kill each other here.<br \/>\nThis itinerary, from Passo dello Stelvio to the peak of Mount Scorluzzo, follows path number 13, a straightforward footpath with an altitude gain and loss of around 336 metres and an average ascent time of around one hour.<br \/>\nAlong this itinerary you will come across four points of interest: artillery positions on the ridge to the south of Passo dello Stelvio; remains of trenches in the moonscape at Passo delle Platigliole; trenches and positions dominating Passo dello Stelvio at Mount Scorluzzino and, lastly, to the south, the front line positions on the peak of Mount Scorluzzo.<br \/>\nUntil shortly before the war Passo dello Stelvio was guarded by a tiny number of Italian and Austrian soldiers. Just a few hours before the formal beginning of the war, set at zero hour on 24th May 1915, the Italian squad received an order to abandon the pass and withdraw to the valley as no shelters or supply routes invisible to the Austrian arm had been set up. A small squad of Alpini occupied the peak of Mount Scorluzzino. This almost inevitable withdrawal had a significant impact on later military action in this area. In fact, all subsequent Italian attempts to capture Passo dello Stelvio were inexorably blocked by stubborn Austrian resistance facilitated by dominant positions on Mts. Scorluzzo and Scorluzzino.<br \/>\nThanks to the assistance of the Austrian National Library, photographs of the area are also on display at this itinerary\u2019s points of interest.<br \/>\nHappy walking!<\/p>\n"},"de":{"id":2784,"name":"PNS0100 Passo dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0100-passo-dello-stelvio\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2784","description":"<p>Willkommen im Nationalpark Stilfserjoch.<br \/>\nDie Anwendung \u201eAuf den Spuren der Geschichte\u201c ist jetzt auf Ihrem Smartphone aktiv: Nun werden Ihnen interessante Inhalte, wie Informationen \u00fcber die Geschichte und die Natur des Ortes, den Sie besuchen, direkt auf Ihrem Handy gezeigt. Dadurch k\u00f6nnen wir auf m\u00fchsame Schilder verzichten und Ihnen einen erleichterten Zugang auf kulturelle Inhalte anbieten, die Sie einfach auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t lesen k\u00f6nnen, w\u00e4hrend Sie unterwegs sind. Dank der Geokodierung werden Sie entlang der Route nichts mehr \u00fcbersehen: Eine Benachrichtigung auf Ihrem Smartphone wird Sie auf die wichtigsten Punkte aufmerksam machen. Sie k\u00f6nnen auch die Karte des Gebiets rund um Sie auf Ihrem mobilen Ger\u00e4t einsehen und die Audiobeschreibung anh\u00f6ren. Wir empfehlen Ihnen die Verwendung von Kopfh\u00f6rern: So k\u00f6nnen Sie sich ohne Ablenkung durch Ihr Smartphone auf den Pfad konzentrieren. Zus\u00e4tzlich zu den Audioinformationen bietet die Anwendung auch eine Reihe von Bildern: Bleiben Sie einen Moment stehen, um sich die sch\u00f6nsten Aufnahmen anzusehen. Vorsicht ist in den Bergen immer geboten. Ein kurzer Stopp wird Ihnen auch die Gelegenheit bieten, die Natur um sich herum zu betrachten.<br \/>\nAuf Bergschuhe und geeignete Kleidung sollten Sie nie vergessen: In den Bergen kann sich das Wetter auch sehr schnell \u00e4ndern. Es ist darum wichtig, dass Sie warme Kleidung, die Ihnen Schutz vor Regen und Wind bietet, immer bei sich haben. Eine gute Idee ist auch, Lebensmittel und Wasser mitzunehmen. Erste-Hilfe-Ausr\u00fcstung soll ebenfalls bei jedem Ausflug in den Bergen ihren Platz im Rucksack finden. In puncto Sicherheit sollten Sie auch die M\u00f6glichkeit in Betracht ziehen, sich von einem Berg- oder Mittelgebirgsf\u00fchrer begleiten zu lassen.<br \/>\nSie befinden sich im Nationalpark Stilfserjoch, am Grenzpunkt zwischen der Region Lombardei, dem Trentino, S\u00fcdtirol und der Schweiz, vor den imposantesten Gipfeln der Adamello-Gruppe. Heute ist der Park ein Ort von gro\u00dfem touristischem Interesse, der Begegnung und des Durchgangs, aber schon in der Antike stellten diese Berge eine wichtige Verbindung von Menschen und Waren zwischen den beiden Seiten der Alpen dar.<br \/>\nZwischen 1915 und 1918 wurde dieses Gebiet zum Schauplatz heftiger K\u00e4mpfe zwischen Italien und \u00d6sterreich-Ungarn. Gek\u00e4mpft wurde vor allem auf den h\u00f6heren Bergen, die das ganze Jahr \u00fcber von Schnee und Gletschern bedeckt waren: Aus diesem Grund wurde der Konflikt schon damals als Wei\u00dfer Krieg bezeichnet. Gerade der besonderen H\u00f6henlage ist es zu verdanken, dass uns heute noch zahlreiche Zeugnisse vom Leben der Soldaten beider Nationen an der Bergfront erhalten geblieben sind. Es handelt sich um wichtige historische Elemente, die heute unter gesetzlichem Schutz stehen: Jede Besch\u00e4digung, auch das Entfernen kleiner Teile von Artefakten und Funden, ist strikt verboten.<br \/>\nDie angebotenen Inhalte sind Teil des Programms zur Aufwertung des historischen Erbes, das von der Region Lombardei im Nationalpark Stilfserjoch und im Park Adamello in Zusammenarbeit mit dem Museum des Wei\u00dfen Krieges in Tem\u00f9 gef\u00f6rdert und betreut wird. Das Projekt beabsichtigt, die mit dem Ersten Weltkrieg verbundenen Orte, Ereignisse und Artefakte zu beschreiben und wenig bekannte Aspekte des Konflikts ans Licht zu bringen, aber vor allem will es uns an die Hingabe der Soldaten erinnern, die im Wei\u00dfen Krieg und im Ersten Weltkrieg auf beiden Seiten k\u00e4mpften.<br \/>\nDiese Erz\u00e4hlung will jener Soldaten gedenken, die in der unterw\u00fcrfigen Erf\u00fcllung einer Pflicht oder in der \u00dcberzeugung, ihr Land zu ehren, bis hin zur Hingabe ihres Lebens, zu Protagonisten jener tragischen Ereignisse wurden. Wir laden Sie deshalb dazu ein, diese Wanderung nicht nur mit Respekt vor der Umwelt, sondern auch &#8211; und vor allem &#8211; im Gedenken an die M\u00e4nner zu unternehmen, die hier k\u00e4mpfen und sich gegenseitig das Leben nehmen mussten.<br \/>\nDie vorgeschlagene Tour vom Gebirgspass Stilfser Joch bis hoch zum Gipfel des Monte Scorluzzo auf 3.094 Meter verl\u00e4uft auf einem einfachen Wanderweg, markiert mit der Nr. 13, der einen H\u00f6henunterschied von 336 Metern betr\u00e4gt. Die mittlere Aufstiegszeit betr\u00e4gt circa 1 Stunde.<br \/>\nAuf dieser Strecke liegen vier interessante Stationen: eine Artilleriestellung auf dem Grat s\u00fcdlich des Stilfser Jochs; \u00dcberreste von Sch\u00fctzengr\u00e4ben am mondlandschaftlichen Platigliolepass; Sch\u00fctzengr\u00e4ben und Stellungen, die das Stilfser Joch vom Scorluzzino &#8211; auf Deutsch auch Kleiner Scorluzzo &#8211; beherrschten, und schlie\u00dflich nach S\u00fcden gerichtet die Stellungen der vordersten Linie auf dem Gipfel des Monte Scorluzzo.<br \/>\nBis kurz vor Ausbruch des Ersten Weltkriegs war das Stilfser Joch nur von kleineren italienischen und \u00f6sterreichischen Soldatentrupps kontrolliert. Wenige Stunden vor dem offiziellen Beginn der Kampfhandlungen \u2013 die auf die  Mitternacht vom 24. Mai 2015 festgelegt worden waren \u2013 erhielten die italienischen Soldaten den Befehl, den Pass aufzugeben und sich ins Tal zur\u00fcckzuziehen, weil weder Unterk\u00fcnfte noch Versorgungswege vorbereitet worden waren, die sich den Blicken der \u00f6sterreichischen Soldaten entzogen h\u00e4tten. Nur ein kleiner Trupp von Alpini besetzte den Gipfel des Scorluzzino. Dieser fast unvermeindliche R\u00fcckzug bestimmte den Ablauf der darauf folgenden Kampfhandlungen in diesem Gebiet wesentlich mit. So scheiterten alle darauffolgenden Versuche von italienischer Seite, das Stilfser Joch zu erobern, am hartn\u00e4ckigen Widerstand der \u00d6sterreicher, denen ihre dominierenden Positionen auf dem Monte Scorluzzo und dem Scorluzzino zu Hilfe kamen.<br \/>\nDank der Zusammenarbeit mit dem Archiv der \u00d6sterreichischen Nationalbibliothek werden an den wichtigsten Stationen dieser Wanderung auch historische Fotos dieses Gebiets gezeigt.<br \/>\nWir w\u00fcnschen Ihnen eine sch\u00f6ne Wanderung!<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0100-passo-dello-stelvio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2758,"sequence":1},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.451154708352,46.5276732113535]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2554,"name":"PNS0101 Postazioni d\u2019artiglieria sulla cresta a sud del passo dello Stelvio","description":"<p>Lasciato da poco il passo dello Stelvio, incontriamo presto alcune postazioni d\u2019artiglieria scavate nella roccia della piccola cresta che ci sovrasta. Volgendo lo sguardo a Ovest, risulta evidente che da questa posizione era possibile tenere sotto tiro tutta la parte alta della valle del Braulio e conseguentemente un ampio tratto della strada dello Stelvio sul versante italiano. Allo scoppio delle ostilit\u00e0, l\u2019Austria era da quasi un anno impegnata in pesantissimi scontri sul fronte russo, in Galizia. Per la difesa del nuovo fronte con l\u2019Italia poteva contare su forze molto esigue, prevalentemente Standsch\u00fctzen, ovvero reparti locali costituiti da civili al di fuori delle fasce di et\u00e0 della leva, ma iscritti ai poligoni di tiro, all\u2019epoca molto diffusi nell\u2019Impero austro-ungarico. Pertanto esperti tiratori e buoni conoscitori dei luoghi.<br \/>\nLe postazioni in caverna vennero realizzate dai militari austriaci nel corso del 1916, dopo che la linea del fronte in questa zona era stata stabilizzata a seguito dei piccoli scontri dell\u2019estate 1915.<br \/>\nPrima di scavare postazioni in caverna gli austriaci ne avevano realizzate alcune a cielo aperto, appena dietro la linea di cresta, di cui oggi restano solo tracce di scavi e di leggeri parapetti in pietra. Questa postazione prese il nome di Ferdinandstellung, in onore del vicino albergo distrutto dall\u2019artiglieria italiana nell\u2019autunno del 1915.<br \/>\nA quell\u2019epoca, la cresta emergeva dai nevai permanenti solo per poche settimane nel periodo estivo. La strada che stai percorrendo \u00e8 stata realizzata negli anni Sessanta del Novecento, quando inizi\u00f2 lo sfruttamento turistico dei ghiacciai dello Stelvio. Puoi apprezzare i rivestimenti in legno delle finestre cannoniere che servivano ad evitare pericolosi rimbalzi, all\u2019interno delle postazioni, di schegge e proiettili di fucile: essi infatti si conficcavano facilmente nel legno, perdendo ogni pericolosit\u00e0. Con la dovuta prudenza, puoi lasciare la strada per visitare l\u2019interno delle postazioni in caverna, aggirando la cresta da Sud.<br \/>\nIn un volume dedicato alla prima guerra mondiale combattuta sulle Alpi, lo storico austriaco Heinz von Lichem ha ben descritto le caratteristiche strategiche di questa parte di fronte. Sentiamo cosa scrisse:<br \/>\n\u201cGli italiani continuarono a investire invano i baluardi naturali, strenuamente difesi dagli austriaci. Ad onore degli italiani e della combattivit\u00e0 di ogni alpino va qui sottolineato: se gli italiani fossero stati in grado di occupare il crinale per primi, anche i tirolesi e gli austriaci si sarebbero scagliati altrettanto inutilmente contro le muraglie di rocce e di ghiacci. A causa della conformazione del terreno gli italiani furono costretti a procedere dal basso, su terreno scoperto, verso posizioni strategiche dominanti; impresa militare quanto mai ingrata e in fondo disperata\u201d.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT01_0101.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2554","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2554&action=edit","translations":{"en":{"id":3298,"name":"PNS0101 Postazioni d\u2019artiglieria sulla cresta a sud del passo dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0101-postazioni-dartiglieria-sulla-cresta-a-sud-del-passo-dello-stelvio\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3298","description":"<p>Just after leaving Passo dello Stelvio, you will come across certain artillery positions carved out of the rock on the small ridge above it. Looking westwards it is clear that these positions enabled the Austrians to control the whole upper Braulio valley and consequently a large part of the Stelvio road on the Italian side. When war broke out Austria had been fighting ultra-fierce battles on the Russian Front in Galicia for nearly a year. To defend the new front with Italy Austria had only very limited resources, mainly Standsch\u00fctzen, namely local divisions made up of civilians outside military conscription age but enrolled at the shooting ranges which were then very common in the Austro-Hungarian Empire. They were thus excellent marksmen and knew the area very well indeed.<br \/>\nThese cave positions were built by Austrian soldiers in 1916 after the front line here had been stabilised after small scale fighting in the summer of 1915. Prior to digging these cave positions the Austrians had set up open air ones just behind the ridge line and of these only a few digging traces and slight stone parapets remain. This position took the name of Ferdinandstellung, in honour of the hotel nearby destroyed by Italian artillery in autumn 1915.<br \/>\nAt that time, the ridge remained above the area\u2019s permanent snow fields only for a few weeks in summer. The road you are walking along was built in the 1960s when tourism reached the Stelvio glaciers. The wooden lining of the gun slits serving to prevent dangerous ricochets within the position from gun projectiles and splinters is impressive as these literally got stuck in the wood, eliminating any danger they could do. With due care you can leave the road to visit the inside of these cave positions, circling the crest from the south.<br \/>\nIn a book written about World War One in the Alps, Austrian historian Heinz von Lichem described the strategies employed on this section of the front very well. This is what he wrote:<br \/>\nThe Italians continued vainly to attack the natural fortresses, strenously defended by the Austrians. It should be said to the credit of the Italians and the fighting spirit of the Alpini soldiers: if the Italians had managed to occupy the ridges first, the Tyroleans and the Austrians would equally have thrown themselves uselessly against rock and ice walls. The conformation of the terrain meant that the Italians were forced to attack from below on open ground towards dominant strategic positions, an entirely thankless and ultimately pointless military enterprise.<\/p>\n"},"de":{"id":2785,"name":"PNS0101 Postazioni d\u2019artiglieria sulla cresta a sud del passo dello Stelvio","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0101-postazioni-dartiglieria-sulla-cresta-a-sud-del-passo-dello-stelvio\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2785","description":"<p>Kurz nachdem wir den Pass des Stilfser Jochs hinter uns gelassen haben, treffen wir schon bald auf einige Artilleriestellungen, die in den Felsen des kleinen, \u00fcber uns liegenden Grats geschlagen wurden. Wenden wir den Blick nach Westen, so wird es klar, dass von dieser Position aus das ganze obere Braulio-Tal unter Beschuss genommen werden konnte und damit auch ein gro\u00dfer Teil der Stilfser-Joch-Stra\u00dfe auf der italienischen Seite. Bei Ausbruch der Feindseligkeiten war \u00d6sterreich schon seit fast einem Jahr in schwerste K\u00e4mpfe an der russischen Front in Galizien verwickelt. F\u00fcr die Verteidigung dieser neuen Front in Italien standen deshalb nur geringe Kr\u00e4fte zur Verf\u00fcgung; in der Hauptsache handelte es sich dabei um Standsch\u00fctzen, das hei\u00dft \u00f6rtliche Gruppen aus Zivilisten au\u00dferhalb des wehrf\u00e4higen Alters, die jedoch Mitglied in den damals im \u00d6sterreichisch-Ungarischen Kaiserreich weit verbreiteten Sch\u00fctzenvereinen und somit ausgezeichnete Sch\u00fctzen waren und sich in der Umgebung sehr gut auskannten.<br \/>\nDie Kavernenstellungen wurden von den \u00f6sterreichischen Soldaten im Laufe des Jahres 1916 errichtet, nachdem sich die Frontlinie in dieser Gegend nach einigen kleineren K\u00e4mpfen im Sommer 1915 stabilisiert hatte. Bereits vor dem Bau der Kavernenstellungen hatten die \u00d6sterreicher hier einige ungedeckte Stellungen knapp hinter dem Bergkamm angelegt, von denen heute nur noch Spuren der Ausgrabungen und einfachere  Verteidigungsgr\u00e4ben aus Stein sichtbar sind. Diese Stellung erhielt den Namen Ferdinandstellung zu Ehren des naheliegenden Gasthofs, der von der italienischen Artillerie im Herbst 1915 zerst\u00f6rt worden war.<br \/>\nZu jener Zeit war der Bergkamm nur wenige Wochen im Sommer frei von Schneefeldern. Die Stra\u00dfe, der wir folgen, wurden in den 60er Jahren des letzten Jahrhunderts erbaut, als die Erschlie\u00dfung der Gletscher des Stilfser Jochs f\u00fcr den Tourismus begann. Werfen Sie auch einen Blick auf die Holzverkleidungen der Schie\u00dfscharten: sie dienten dazu, das gef\u00e4hrliche Abprallen von Splittern und Sch\u00fcssen im Innern der Stellungen zu verhindern  da sich diese in das Holz bohrten und damit ihre Gefahr verloren. Sie k\u00f6nnen gebotener Vorsicht die Stra\u00dfe verlassen und das Innere der Kavernenstellungen besichtigen, indem Sie den Bergkamm von S\u00fcden umgehen.<br \/>\nIn einem Buch \u00fcber den in den Alpen ausgetragenen Ersten Weltkrieg hat der \u00f6sterreichische Historiker Heinz von Lichem die besonderen Strategien dieses Frontabschnitts gut dargestellt. H\u00f6ren wir, was er dazu geschrieben hat:<br \/>\nDie Italiener best\u00fcrmten weiterhin umsonst die nat\u00fcrlichen Schutzw\u00e4lle, die von den \u00d6sterreichern tapfer verteidigt wurden. Zur Verteidigung der Ehre der italienischen Soldaten und des Kampfgeistes eines jeden Alpino muss hier jedoch Folgendes unterstrichen werden: W\u00e4re es den Italienern als Erste gelungen, den Gebirgskamm zu besetzen, so w\u00e4ren die Tiroler und \u00d6sterreicher genauso vergeblich gegen diese Mauern aus Fels und Eis  angerannt. Aufgrund der landschaftlichen Beschaffenheit waren die Italiener gezwungen, von unten, aus einer ungesch\u00fctzten Position, diese strategisch dominierenden Stellungen anzugreifen: in der Tat ein wirklich undankbares und  im Grunde aussichtsloses milit\u00e4risches Unternehmen.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0101-postazioni-dartiglieria-sulla-cresta-a-sud-del-passo-dello-stelvio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2800,"sequence":2},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4512313473369,46.5268167364537]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2556,"name":"PNS0102 Passo delle Platigliole","description":"<p>Il sentiero per la cima dello Scorluzzo devia dal comodo tracciato della strada e si inerpica<br \/>\nsul conoide di pietrisco. Ti consigliamo comunque di allungare di alcuni minuti il cammino<br \/>\nper andare a visitare i resti di ricoveri e trincee austriache al vicino passo delle Platigliole.<\/p>\n<p>Volgendo lo sguardo da Nord a Sud il paesaggio mostra evidenti i segni lasciati dagli<br \/>\nantichi ghiacciai. \u00c8 inoltre ben visibile la diversa conformazione delle rocce circostanti: sul<br \/>\npasso sono di natura calcarea, frutto di sedimentazione in un antichissimo oceano, mentre<br \/>\nlo Scorluzzo \u00e8 per lo pi\u00f9 composto da scisti di origine metamorfica.<br \/>\nDurante la Prima Guerra mondiale, le rocce pi\u00f9 elevate dell\u2019intera sella del passo delle<br \/>\nPlatigliole emergevano dai nevai perenni per poche settimane all\u2019anno, congiungendosi<br \/>\ncon la cresta che continua fino alla sovrastante Nagler Spitze (Cima del Chiodo) e la<br \/>\nsuccessiva Punta del Naso. Su queste rocce gli austriaci realizzarono la loro linea di<br \/>\ndifesa avanzata con postazioni per fucilieri e mitragliatrici rivolte verso la valle dei Vitelli.<br \/>\nFurono scavati elementi di trincea e camminamenti protetti, utilizzando per lo pi\u00f9 gabbioni<br \/>\ndi rete metallica riempiti di sassi. Oggi i resti sopravvivono alle ingiurie del tempo in un<br \/>\nambiente quasi lunare, sempre sferzato dal vento, e fanno immaginare come potesse<br \/>\nessere la vita dei soldati di allora in questi luoghi, dove per molti mesi all\u2019anno la neve<br \/>\npoteva superare i dieci metri di spessore.<br \/>\nRicorda l\u2019alpino Pietro Bera, di Corteno Golgi:<br \/>\n\u201cA noi pesavano soprattutto le condizioni ambientali, il trovarsi a 3000 metri, spesso senza<br \/>\nun pezzetto di legna per una fiammata, con una temperatura che, in certi periodi, arrivava<br \/>\na 20-25 gradi sotto zero&#8230; La legna serviva anche per sciogliere il ghiaccio, per bere, per<br \/>\nfar da mangiare&#8230; L\u00ec si era proprio isolati dal mondo, perch\u00e9 le valanghe travolgevano<br \/>\nspesso le teleferiche e, in quei casi, era un miracolo ricevere qualche rifornimento\u201d.<br \/>\nQuesta linea di difesa avanzata venne presidiata dal battaglione di Standsch\u00fctzen \u201cPrad-<br \/>\nStilfs-Taufers\u201d (Prato-Stelvio-Tubre) per tutta la durata della guerra. \u00c8 interessante<br \/>\nricordare alcune peculiarit\u00e0 dei reparti Standsch\u00fctzen: potevano arruolare tiratori dai 17<br \/>\nfino ad oltre i 50 anni di et\u00e0; eleggevano internamente i propri sottufficiali e il capitano<br \/>\ncomandante. Inoltre avevano una propria bandiera di reparto. All\u2019inizio del conflitto, non<br \/>\npotendo contare sui servizi di approvvigionamento logistico dell\u2019esercito, che ancora non si<br \/>\nera stabilito in queste zone, al mantenimento dei soldati provvidero direttamente le mogli e<br \/>\nle mamme, che facevano affluire i viveri necessari dai paesi di origine situati nel<br \/>\nfondovalle.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT01_0102.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2556","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2556&action=edit","translations":{"en":{"id":3299,"name":"PNS0102 Passo delle Platigliole","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0102-passo-delle-platigliole\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3299","description":"<p>The footpath to the peak of Mount Scorluzzo deviates from the road and climbs up a scree slope. We advise you to extend your walk for a few minutes to visit the remains of Austrian shelters and trenches on nearby Passo delle Platigliole. Looking from north to south the landscape shows evident signs of the work of the ancient glaciers. The different conformations of the rocks around it are also easily visible. On the pass they are limestone, the outcome of sedimentation in an ultra-ancient ocean while Mount Scorluzzo is made up, for the most part, of metamorphic schists.<br \/>\nDuring First World War the highest rocks of the whole Passo delle Platigliole col emerged from the perennial snow fields only a few weeks a year, linking up to the ridge which continues to the higher Nagler Spitze (Cima del Chiodo) and subsequent Punta del Naso. On these rocks the Austrians built an advanced defensive line with gun and machine gun positions directed at Valle dei Vitelli. Protected walkways and trenches were carved out using metal cages filled with stones. Today what has survived the passage of time in this quasi lunar landscape, almost always windy, gives us an insight into the lives of the soldiers of the day with snow of over ten metres in thickness for many months a year.<br \/>\nAs Alpino Pietro Bera from Corteno Golgi remembers:<br \/>\nThe worst thing for us was the environmental conditions. At 3000 metres and more, frequently without even a piece of wood to light a fire and temperatures which sometimes reached minus 20-25 degrees Celsius&#8230; Wood was also of use for melting the ice, for drinking and for eating&#8230; There we were truly cut off from the world because the avalanches frequently knocked the teleferics down and in such cases it was a miracle if any supplies got to us&#8230;<br \/>\nThis defensive line was guarded by Standsch\u00fctzen battalion Prad-Stilfs-Taufers (Prato-Stelvio-Tubre) for the whole duration of the war. It is interesting to remember certain peculiarities of the Standsch\u00fctzen: they could enlist marksmen from 17 to over 50 years of age and elected their own junior officers and their captain in command. They also had their own division flag. At the outset of the war, with no access to army logistical supplies which were still not present in the area, it was their wives and mothers who provided directly for getting the necessary food from their valley home towns to them.<\/p>\n"},"de":{"id":2786,"name":"PNS0102 Passo delle Platigliole","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0102-passo-delle-platigliole\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2786","description":"<p>Der Weg zum Gipfel des Monte Scorluzzo biegt von der bequemen Stra\u00dfe ab und  schl\u00e4ngelt sich den Ger\u00f6llhang hinauf. Wir empfehlen Ihnen, die Wanderung um wenige Minuten zu verl\u00e4ngern, um die \u00dcberreste der \u00f6sterreichischen Unterst\u00e4nde und Sch\u00fctzengr\u00e4ben des ganz in der N\u00e4he gelegenen Platigliolepasses zu besichtigen. Wenn Sie Ihren Blick von Norden nach S\u00fcden wandern lassen, k\u00f6nnen Sie in der Landschaft noch die Spuren erkennen, die die ehemaligen Gletscher hinterlassen haben. Auch die andersartige Struktur der umgebenden Felsen ist gut zu erkennen: Auf dem Pass handelt es sich um Kalkstein, dem Resultat von Ablagerung in einem urzeitlichen Meer, wohingegen der Monte Scorluzzo gr\u00f6\u00dftenteils aus metamorphem Schiefergestein besteht.<br \/>\nW\u00e4hrend des Ersten Weltkriegs waren die h\u00f6chsten Gipfel um den Platigliolepass nur f\u00fcr wenige Wochen frei vom ewigen Schnee und \u00fcber den Grat mit der hoch aufragenden Naglerspitze und der Punta del Naso verbunden. Auf diesen Felsen errichteten die \u00d6sterreicher ihre vorgeschobene Verteidigungslinie mit Stellungen f\u00fcr Maschinengewehrsch\u00fctzen, mit denen sie das Val dei Vitelli kontrollierten. Es wurden Teile von Sch\u00fctzengr\u00e4ben und gedeckten Laufgr\u00e4ben errichtet, wof\u00fcr meistens mit Steinen gef\u00fcllte Schanzk\u00f6rbe verwendet wurden. Heute \u00fcberleben Reste dieser Festungswerke in einer fast mond\u00e4hnlichen, vom Wind ununterbrochen gepeitschten Landschaft, und man kann sich lebhaft vorstellen, wie das Leben der Soldaten in diesen H\u00f6hen sein musste, in denen die Schneedecke w\u00e4hrend vieler Monate mehr als 10 Meter dick war.<br \/>\nDer Alpino Pietro Bera aus Corteno Golgi erinnert sich noch:<br \/>\nVor allem die Umweltbedingungen machten uns schwer zu schaffen, auf 3000 und mehr Metern, oft ohne ein St\u00fcckchen Holz um eine Flamme zu entz\u00fcnden, mit Temperaturen die in bestimmten Zeitr\u00e4umen 20 bis 25 Grad unter null erreichten &#8230; Das Holz diente auch dazu, das Eis zu schmelzen um es dann zu Trinken und um etwas zum Essen zu vorzubereiten\u2026 Man war von der Welt komplett isoliert, denn die Lawinen rissen oft die Transportseilbahn mit sich und dann war es ein Wunder, Nachschub zu erhalten&#8230;<br \/>\nDieser Teil der Verteidigungslinie wurde w\u00e4hrend des gesamten Krieges vom Standsch\u00fctzen-Bataillon \u201cPrad-Stilfs-Taufers\u201d kontrolliert. Was die Standsch\u00fctzen-Formationen betrifft, so ist es interessant, auf einige Besonderheiten hinzuweisen: Es wurden Sch\u00fctzen im Alter zwischen 17 und mehr als 50 Jahren angeworben. Aus ihren Reihen w\u00e4hlten die Standsch\u00fctzen eigene Unteroffiziere und einen kommandierenden Hauptmann. Au\u00dferdem hatte jede Abteilung eine eigene Flagge. Zu Kriegsbeginn, als die Soldaten noch nicht auf die Logistik und den Nachschub des Heeres, die diese Gegend noch nicht besetzt hatte, z\u00e4hlen konnten, k\u00fcmmerten sich direkt die Ehefrauen und M\u00fctter um die Versorgung der Soldaten und beschafften die notwendigen Lebensmittel aus den Herkunftsorten unten im Tal.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0102-passo-delle-platigliole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2908,"sequence":3},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4489952992661,46.521307442217]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2558,"name":"PNS0103 Scorluzzino","description":"<p>Circa a met\u00e0 tra il passo delle Platigliole e la cima del monte Scorluzzo si trova lo sperone<br \/>\nroccioso a quota 2995, comunemente chiamato Scorluzzino. Questo bastione roccioso si<br \/>\nprotende come una terrazza verso Nord, con vista diretta sul passo dello Stelvio. Proprio<br \/>\ntra queste rocce, senza ricoveri stabili e senza possibilit\u00e0 di rifornimenti in tempi rapidi, i<br \/>\nmilitari del Battaglione Alpini Tirano nei primissimi giorni di guerra, tra il 24 maggio e i primi<br \/>\ngiorni di giugno 1915, tentarono di abbozzare una linea difensiva. Tuttavia nei primi giorni<br \/>\ndel giugno 1915 il capitano della Gendarmeria austriaca Andreas Steiner al comando di un<\/p>\n<p>drappello di militari attacc\u00f2 l\u2019avamposto italiano e ne prese possesso. I difensori si<br \/>\nritirarono sullo Scorluzzo, da dove furono subito costretti a ritirarsi.<br \/>\nGli austriaci da quel momento occuparono con piccoli reparti tutta la dorsale dal passo<br \/>\ndello Stelvio allo Scorluzzo e, a Ovest, la cresta rocciosa fin sulla Nagler Spitze. Tale<br \/>\npresidio fu progressivamente rinforzato, furono costruite alcune baracche in legno per la<br \/>\ntruppa e postazioni di tiro per fucili e mitragliatrici; in seguito furono scavate alcune<br \/>\ncaverne per il ricovero dei militari. In caverna venne posizionato un faro per illuminare il<br \/>\nterreno antistante il passo dello Stelvio, cos\u00ec da scongiurare eventuali attacchi notturni<br \/>\nitaliani provenienti dalla valle del Braulio.<br \/>\nIl colonnello Carlo Fetterappa Sandri descrive con queste parole l\u2019attacco austriaco:<br \/>\n\u201cOttimamente sostenuto dal breve, ma securo fuoco della batteria del Gold See un<br \/>\ndistaccamento composto da uomini di Gendarmeria, Guardie di Finanza, Landst\u00fcrmer e<br \/>\nStandsch\u00fctzen, per l\u2019Eben Ferner e lo Scorluzzino raggiunse il grande Scorluzzo. In realt\u00e0<br \/>\nsulla cima non era rimasta che una specie di lontana retroguardia, composta di pochi<br \/>\nuomini, che ripieg\u00f2 per raggiungere il grosso del pattuglione, sceso da qualche tempo\u201c.<br \/>\nVista la quota, ormai prossima ai 3000 metri, le rigide condizioni climatiche e il terreno,<br \/>\nridotto quass\u00f9 a rocce nude e sfasciumi, \u00e8 quasi sorprendente trovare qui delle piante. La<br \/>\nvegetazione non riesce pi\u00f9 a formare una distesa continua ma si limita a piccole macchie<br \/>\nverdi e ad esemplari isolati. Si tratta di \u201cspecialisti\u201d della vita ad alta quota, come<br \/>\nl\u2019Androsace dei ghiacciai, denso cuscinetto di foglioline dai piccoli fiori rosati, o l\u2019Ambretta<br \/>\nstrisciante dai fiori gialli. Questa, vista la difficolt\u00e0 di produrre semi in queste condizioni<br \/>\nlimite, genera stoloni rossi che si allontanano dalla pianta madre per colonizzare gli spazi<br \/>\ncircostanti. O, ancora, ecco il Ranuncolo dei ghiacciai, la pianta alpina che detiene il<br \/>\nrecord di quota. Sulle Alpi bernesi, in Svizzera, \u00e8 stata trovata fino a 4275 metri di altezza.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT01_0103.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2558","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2558&action=edit","translations":{"en":{"id":3300,"name":"PNS0103 Scorluzzino","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0103-scorluzzino\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3300","description":"<p>Approximately halfway between Passo delle Platigliole and the peak of Mount Scorluzzo there is a rocky spur at 2995 metres, commonly called Scorluzzino. This rocky bastion juts out northwards like a terrace with a direct view over Passo dello Stelvio. It was in these very rocks, without stable shelters or the chance for rapid supplies that the soldiers of Tirano Alpini Battalion attempted to establish an approximate defensive line in the first days of the war, from 24th May to early June 1915. However, in the first days of June 1915 the captain of the Austrian gendarmes, Andreas Steiner, commanding a squad of soldiers, attacked the Italian frontline and occupied it. The defenders withdrew to Mount Scorluzzo from which they were immediately obliged to withdraw. From that moment on the Austrians occupied the whole ridge from Passo dello Stelvio to Mount Scorluzzo with small divisions and, to the west, the rocky ridge as far as Nagler Spitze. This guard was progressively reinforced with a number of wooden barracks for the troops and firing positions for rifles and machine guns. Later on, certain caves were carved out as soldiers\u2019 shelters. A spotlight was placed in the cave to light up the area around Passo dello Stelvio and thus head off potential night time attacks from Valle del Braulio.<br \/>\nColonel Carlo Fetterappa Sandri described the Austrian attack in these words:<br \/>\n\u201cOptimally supported by short range but certain fire from the Gold See battery, on 7th June a detachment made up of soldiers from the Gendarmeria, Guardie di Finanza, Landst\u00fcrmer and Standsch\u00fctzen reached the great Mount Scorluzzo via Eben Ferner and Scorluzzino. In actual fact, all that remained on the peak was a sort of distant back line guard made up of just a few men who withdrew to join the bulk of the large platoon which had descended some time earlier\u201d.<br \/>\nGiven the altitude of nearly 3000 metres, the severe weather conditions and terrain reduced to bare rock and debris, it is somehow surprising to find plants here. The vegetation no longer manages to fill up whole areas but is limited to small isolated green patches. These are the high altitude \u2018specialists\u2019 such as Alpine rock jasmine &#8211; dense cushions of little leaves with small pink flowers &#8211; or yellow flowering Geum reptans. Given the difficulty of producing seeds in these extreme conditions, it produces red stolons which stretch out from the mother plant to colonise the space around it. And there is also the Glacier Crowfoot, the Alpine plant with the altitude record. On the Bernese Alps in Switzerland it has been found at altitudes of 4275 metres.<\/p>\n"},"de":{"id":2787,"name":"PNS0103 Scorluzzino","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0103-scorluzzino\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2787","description":"<p>Mehr oder weniger auf halber Strecke zwischen dem Platigliolepass und dem Gipfel des Monte Scorluzzo liegt auf 2.995 Meter dieser Felsvorsprung, der allgemein als Kleiner Scorluzzo oder Scorluzzino bekannt ist. Diese Felsbastion erstreckt sich wie eine Terrasse nach Norden hin und gibt den Blick auf das Stilfser Joch frei. Zwischen diesen Felsen, ohne feste Unterst\u00e4nde und ohne die M\u00f6glichkeit eines schnellen Nachschubs, versuchten die Soldaten des Alpini-Regiments Tirano in den allerersten Kriegstagen zwischen dem 24. Mai und den ersten Junitagen 1915, eine Verteidigungslinie zu errichten. Anfang Juni 1915 griff jedoch der Hauptmann der \u00f6sterreichischen Gendarmerie, Andreas Steiner, mit seinem Trupp den italienischen Vorposten an und eroberte ihn. Die Verteidiger zogen sich auf den Monte Scorluzzo zur\u00fcck aber auch dieser musste sehr rasch aufgeben werden. Von diesem Moment an hielten die \u00d6sterreicher mit kleinen Abteilungen  den gesamten Gebirgskamm vom Stilfser Joch bis zum Monte  Scorluzzo und im Westen den Felsgrat bis zur Naglerspitze besetzt. Diese Besatzung wurde nach und nach verst\u00e4rkt, und es wurden auch einige Holzbaracken f\u00fcr die Truppe gebaut und Stellungen f\u00fcr Sch\u00fctzen sowie Maschinengewehre; sp\u00e4ter wurden f\u00fcr die Unterbringung der Soldaten einige Kavernen gegraben. An der Kaverne wurde ein Scheinwerfer angebracht, um das Gel\u00e4nde vor dem Stilfser Joch zu beleuchten und so eventuelle n\u00e4chtliche Angriffe der Italiener vom Braulio-Tal her zu unterbinden.<br \/>\nOberst Carlo Fetterappa Sandri beschreibt den \u00f6sterreichischen Angriff mit folgenden Worten:<br \/>\n\u201cVon der Batterie Goldsee durch kurzes aber treffsicheres Feuer pr\u00e4chtig unterst\u00fctzt,  erreichte am 7. Juni eine Abteilung bestehend aus M\u00e4nnern der Gendarmerie, der Finanzwache sowie aus Landst\u00fcrmern und Standsch\u00fctzen \u00fcber den Ebenferner und den Scorluzzino den Monte Scorluzzo. In Wirklichkeit war auf dem Gipfel nur eine Art entfernte Nachhut mit wenigen M\u00e4nnern verblieben, die zur\u00fcckwich um sich der Hauptpatrouille, die schon seit geraumer Zeit ins Tal hinuntergezogen war, anzuschlie\u00dfen.\u201c<br \/>\nIn Anbetracht der H\u00f6henlage von fast 3.000 Metern, der strengen klimatischen Bedingungen und des Gel\u00e4ndes, das auf dieser H\u00f6he aus nackten Felsen und Ger\u00f6ll besteht, ist es wirklich erstaunlich, hier Pflanzen anzutreffen. Die Vegetation bildet keine zusammenh\u00e4ngenden Fl\u00e4chen sondern besteht nur aus kleinen gr\u00fcnen Flecken und isolierten Exemplaren. Bei diesen Pflanzen handelt es sich um echte \u00dcberlebensk\u00fcnstler, wie zum Beispiel das Alpen-Mannsschild, ein dichtes Kissen aus kleinen Bl\u00e4ttern und rosaroten Bl\u00fcmchen, oder der Kriech-Nelkenwurz mit seinen gelben Bl\u00fcten. Dieser letzte bildet, in Anbetracht der Schwierigkeiten, unter diesen extremen Bedingungen Samen zu produzieren, rote Ausl\u00e4ufer, die sich von der Mutterpflanze entfernen, um die umliegenden Fl\u00e4chen zu kolonisieren. Nicht zu vergessen der Gletscher-Hahnenfu\u00df, eine Alpenblume, die den absoluten H\u00f6henrekord h\u00e4lt: In den Berner Alpen, in der Schweiz, wurde sie sogar auf 4.275 Metern aufgefunden.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0103-scorluzzino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":2987,"sequence":4},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4447773490787,46.5220356707898]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2560,"name":"PNS0104 Monte Scorluzzo","description":"<p>Hai raggiunto la cima del monte Scorluzzo, a 3094 metri di altezza. In una giornata di cielo<br \/>\nterso la vista a giro d\u2019orizzonte lascia veramente stupefatti per la maestosit\u00e0 e la bellezza<br \/>\ndell\u2019ambiente d\u2019alta quota che ci circonda. Innanzi tutto diamo un nome alle montagne, a<br \/>\npartire dalla pi\u00f9 alta e imponente. A Est l\u2019Ortles, con i suoi 3905 metri. Proseguendo verso<br \/>\nSud, possiamo riconoscere i Coni di Ghiaccio, la cima Thurwieser, la cima di Trafoi, la<br \/>\ncima Tuckett, la Punta degli Spiriti. A Sud l\u2019ampia dorsale del Monte Cristallo, e in<br \/>\nlontananza il gruppo dell\u2019Adamello. Ad Ovest l\u2019ampia sella della valle del Braulio e ancora<br \/>\noltre il Gruppo del Bernina; a seguire, verso Nord, il Monte Braulio, la Punta di Rims con la<br \/>\ngrande cresta di roccia strapiombante che giunge fino al Piz Umbrail, che poi digrada al<br \/>\nGiogo di Santa Maria e risale fino alla Dreisprachenspitze &#8211; la cima delle tre lingue,<br \/>\nchiamata in italiano Punta Garibaldi &#8211; proprio sopra al passo dello Stelvio.<\/p>\n<p>In questo ambiente \u00e8 facile incontrare, nelle prime ore del mattino, gruppi di camosci e non<br \/>\n\u00e8 difficile vedere in volo l\u2019aquila reale, il simbolo del parco, o il gipeto. Quest\u2019ultimo, dopo<br \/>\nla sua reintroduzione, \u00e8 oggi il pi\u00f9 maestoso uccello delle Alpi: le femmine pi\u00f9 grandi<br \/>\nraggiungono un\u2019apertura alare di 2 metri e ottanta. Particolare anche la sua dieta, basata<br \/>\nper la maggior parte di ossa di animali morti. Attorno allo Scorluzzo \u00e8 facile osservare altri<br \/>\nuccelli pi\u00f9 piccoli, ma capaci di volo acrobatico, si tratta dei neri corvi imperiali, che vivono<br \/>\nin questa zona in gruppi di diversi esemplari.<br \/>\nSulla cima dello Scorluzzo e sulle dorsali rocciose che scendono verso Sud e verso Ovest<br \/>\nsono evidenti i resti di quello che fu il pi\u00f9 importante baluardo difensivo austriaco del<br \/>\npasso dello Stelvio. Dopo l\u2019occupazione avvenuta nei primi giorni del giugno 1915, gli<br \/>\naustriaci realizzarono su questa cima innumerevoli postazioni per fucilieri e mitragliatrici,<br \/>\noltre che ricoveri per la truppa, e posizionarono cannoni da montagna sia all\u2019aperto, sia in<br \/>\ncaverna.<br \/>\nScrive ancora il colonnello Carlo Fetterappa Sandri:<br \/>\n\u201cQuesto pilastro della difesa del giogo dello Stelvio, quest\u2019impareggiabile osservatorio, era<br \/>\normai nelle mani del nemico, il quale, subito valutando tutta l\u2019importanza di questa facile<br \/>\nconquista, senza indugio provvide a rafforzare lo Scorluzzo ed a munirlo di qualche<br \/>\ncannone\u201d.<br \/>\nQueste postazioni d\u2019alta quota furono visitate persino dall\u2019imperatore austro-ungarico<br \/>\nCarlo I, il 16 settembre 1917. Comodamente protetto nella trincea a ridosso del confine<br \/>\nsvizzero poco sotto la Cima Garibaldi, l\u2019imperatore osserv\u00f2 la linea difensiva fin sullo<br \/>\nScorluzzo.<br \/>\nMerita un cenno la strana situazione venutasi a creare a ridosso di Cima Garibaldi: gli<br \/>\nAustriaci nell\u2019ampio spazio quasi pianeggiante a Nord, chiamato Gold See, realizzarono<br \/>\nun villaggio militare dotato di ricoveri per la truppa, magazzini e postazioni d\u2019artiglieria allo<br \/>\nscoperto.<br \/>\nIl presidio militare sarebbe stato facile bersaglio delle artiglierie italiane posizionate nella<br \/>\nvalle del Braulio, ma i proietti avrebbero sorvolato il territorio della Svizzera, violandone la<br \/>\nneutralit\u00e0, e pertanto i comandi italiani vietarono il fuoco in quella direzione.<br \/>\nGli italiani tentarono pi\u00f9 volte di riconquistare la cima: un attacco venne sferrato il 26 luglio<br \/>\n1915 dalla 46 a Compagnia del Battaglione Alpini Tirano, salendo dalle Rese e dal Filon dei<br \/>\nMot, ma gli austriaci respinsero gli assalitori. Altri attacchi vennero tentati dal Battaglione<br \/>\nAlpini Val D\u2019Orco tra maggio e giugno 1916, ma anche questi furono respinti. Non sono<br \/>\ndocumentati altri attacchi allo Scorluzzo, ma la cima fu costantemente bersaglio del tiro<br \/>\ndell\u2019artiglieria italiana per tutta la durata del conflitto.<br \/>\nDa questa cima i soldati austriaci avevano piena visibilit\u00e0 su tutta l\u2019alta valle del Braulio e<br \/>\nsulle Platigliole, e dominavano anche con il tiro d\u2019artiglieria l\u2019intera cresta del Filon dei Mot,<br \/>\npresidiata dagli italiani fino all\u2019avamposto a pianta circolare che dalla cima si vede spiccare<br \/>\nsulla dorsale rocciosa.<br \/>\nCon molta prudenza \u00e8 oggi possibile visitare i resti delle costruzioni e degli apprestamenti<br \/>\ndifensivi austriaci realizzati con gabbie di rete metallica, segni evidenti delle enormi fatiche<br \/>\nfatte per adattare la montagna alle necessit\u00e0 di ricovero e di difesa. Spetta a noi oggi<br \/>\ncogliere questi segni della storia per ricordare con rispetto quei giovani, di entrambe le<br \/>\nparti, che si affrontarono allora su queste montagne.<\/p>\n","modified":"2021-07-06T09:01:50","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"zindex":"","audio":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/PNS_IT01_0104.mp3","taxonomy":{"webmapp_category":[11]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"hearing":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"vision":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"cognitive":{"check":false,"description":"","level":"accessible_independently"},"food":{"check":false,"description":""}},"reachability":{"by_bike":{"check":false,"description":""},"on_foot":{"check":false,"description":""},"by_car":{"check":false,"description":""},"by_public_transportation":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2560","wp_edit":"http:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-admin\/post.php?post=2560&action=edit","translations":{"en":{"id":3301,"name":"PNS0104 Monte Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0104-monte-scorluzzo\/?lang=en","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3301","description":"<p>You have now reached the peak of Mount Scorluzzo, at an altitude of 3094 metres. On a clear day the views across the horizon are truly majestic and the beauty of the high altitude environment is totally astonishing. Let&#8217;s begin by naming the mountains starting with the highest and most imposing. To the east Ortles at 3905 metres. Proceeding southward are Coni di Ghiaccio, Cima Thurwieser, Cima di Trafoi, Cima Tuckett and Punta degli Spiriti. To the south the wide Monte Cristallo ridge and, further off, the Adamello massif, are visible. To the west is the wide Valle del Braulio col and beyond it the Bernina massif. To the north are Monte Braulio, Punta di Rims with its great steep rocky crest which continues to Piz Umbrail and then descends to Giogo di Santa Maria and climbs once more to Dreisprachenspitze \u2013 the three language peak but called Punta Garibaldi in Italian &#8211; right above Passo dello Stelvio.<br \/>\nIn this area you frequently encounter groups of chamois early in the morning and you may see Golden Eagles &#8211; the park\u2019s symbol &#8211; or Bearded Vultures in flight. Since it was reintroduced to the Alps, this latter is now the most majestic of the Alpine birds with females, the largest, reaching a wing span of 2 metres and 80 centimetres. Its diet made up, for the most part, of the bones of dead animals is also unusual. Around Mount Scorluzzo you may also see other smaller birds capable of flight acrobatics.<br \/>\nOn the peak of Mount Scorluzzo and the rocky ridges which descend southwards and westwards from it, the remains of what was once the most important Austrian fortress over Passo dello Stelvio can be seen. After occupation in early June 1915 the Austrians built a great many rifle and machine gun positions on this peak, as well as shelters for troops, and placed Mountain guns here both in the open air and in caves.<br \/>\nAs Colonel Carlo Fetterappa Sandri wrote:<br \/>\n\u201cThis Stelvio defensive pillar, this unequalled observation point, was now in enemy hands and, immediately realising the importance of its easy conquest of it, the latter did not hesitate to reinforce Mount Scorluzzo and supply it with a few guns\u201d.<br \/>\nThese high altitude positions were visited by no less a man than Austro-Hungarian Emperor Karl I on 16th September 1917. Comfortably protected in a trench behind the Swiss border, just a little below Cima Garibaldi, the emperor observed the defensive line as far as Mount Scorluzzo.<br \/>\nA strange situation which developed near Cima Garibaldi is worthy of mention: in the large, almost flat space to the north called Gold See, the Austrians built an army village equipped with shelters for the troops, warehouses and open air artillery positions. This army guard would have been an easy target for the Italian artillery positioned in Valle del Braulio but as any shells would have passed through Swiss air space, violating its neutrality, the Italian command forbid fire in this direction.<br \/>\nThe Italian attempted to recapture the peak on more than one occasion: one attack was launched on 26th June 1915 by the 46th Company of the Alpini Battalion Tirano, by climbing up from Rese and Filon dei Mot but the Austrians successfully defended their positions. Other attacks were made by the Val D\u2019Orco Alpini Battalion in May and June 1916 but these were also unsuccessful. No further attacks on Mount Scorluzzo have been documented but the peak was a constant target of Italian artillery fire for the whole duration of the war.<br \/>\nFrom up here Austrian soldiers had full visibility over the whole upper Braulio valley and to Platigliole and dominated the whole Filon dei Mot crest with their artillery too, an Italian position as far as the circular advance position which visibly stands out on the rocky ridge from the peak.<br \/>\nIf you are very careful you can visit the remains of Austrian buildings and defensive positions made with metal cages here, a clear sign of the huge effort made to adapt the mountains to their needs for shelter and defence. It is up to us to take these signs of history on board and remember the young men on both sides who fought on these mountains.<\/p>\n"},"de":{"id":2788,"name":"PNS0104 Monte Scorluzzo","web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/\/pns0104-monte-scorluzzo\/?lang=de","source":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2788","description":"<p>Sie haben den Gipfel des Monte Scorluzzo mit einer H\u00f6he von 3.094 Metern erreicht. An einem klaren Tag ist der Ausblick aufgrund der Erhabenheit und der Sch\u00f6nheit der umgebenden Hochgebirgslandschaft wirklich atemberaubend. Wir wollen vor allem die Namen der Berge in Erinnerung rufen, angefangen vom h\u00f6chsten und imposantesten. Im Osten liegt der Ortler mit seinen 3.905 Metern. Von hier in Richtung S\u00fcden hin folgen die Eiskogel, die Thurwieserspitze, die Trafoier Eiswand, die Tuckettspitze sowie die Geisterspitze. Im S\u00fcden sehen Sie den breiten Bergr\u00fccken der Hohen Schneide und in der Ferne die Adamello-Gruppe. Im Westen liegt der ausladende Sattel des Braulio-Tals und dahinter die Bernina-Gruppe; sodann &#8211; gegen Norden \u2013 der Monte Braulio und die Punta di Rims mit ihrem steilen Felsgrat, der bis zum Piz Umbrail reicht; von hier f\u00e4llt der Kamm zum Umbrailpass ab, um dann wieder anzusteigen bis zur Dreisprachenspitze \u2013 auf Italienisch Punta Garibaldi -, die genau \u00fcber dem Stilfser Joch liegt.<br \/>\nIn dieser Umgebung kann man in den ersten Morgenstunden Gruppen von G\u00e4msen antreffen, und es f\u00e4llt nicht schwer, einen Steinadler \u2013 Symbol des Parks \u2013 oder einen Bartgeier im Flug zu beobachten. Letzterer ist nach seiner Wiedereinf\u00fchrung der erhabenste Vogel der Alpen: die Fl\u00fcgelspannweite der Weibchen \u2013 die etwas gr\u00f6sser sind &#8211;  kann 2,80 Meter erreichen. Au\u00dfergew\u00f6hnlich ist auch sein Speisezettel, der haupts\u00e4chlich aus Knochen toter Tiere besteht. Um den Monte Scorluzzo k\u00f6nnen auch andere, kleinere Vogelarten beobachtet werden, die sich dort in akrobatischen Fl\u00fcgen \u00fcben.<br \/>\nAuf dem Gipfel des Monte Scorluzzo sowie auf den Felsk\u00e4mmen, die nach S\u00fcden und Westen abfallen, kann man noch Reste des einst  wichtigsten \u00f6sterreichischen Bollwerks am Stilfser Joch ausmachen. Nach der Einnahme in den ersten Junitagen 1915, errichteten die \u00d6sterreicher auf diesem Gipfel zahlreiche Stellungen f\u00fcr Sch\u00fctzen und Maschinengewehre sowie Unterk\u00fcnfte f\u00fcr die Truppe; auch wurden Gebirgskanonen sowohl im Freien als auch in den Kavernen in Stellung gebracht.<br \/>\nHierzu schreibt wieder Oberst Carlo Fetterappa Sandri:<br \/>\n\u201cDiese St\u00fctze der Verteidigung des Stilfser Jochs, dieser unvergleichliche Beobachtungsstand, befand sich nunmehr in den H\u00e4nden des Feindes, der sich nach kurzem Abw\u00e4gen der Bedeutung dieser leichten Eroberung umgehend daran machte, den Scorluzzo zu befestigen und mit ein paar Kanonen auszustatten\u201d.<br \/>\nDiesen hochgelegenen Stellungen stattete sogar der \u00f6sterreichisch-ungarische Kaiser Karl der Erste am 16. September 1917 einen Besuch ab. Gut gesch\u00fctzt im Sch\u00fctzengraben, der unterhalb der Dreisprachenspitze an der Schweizer Grenze entlang verlief, beobachte der Kaiser die Verteidigungslinie bis zum Monte Scorluzzo.<br \/>\nErw\u00e4hnenswert ist noch die seltsame Situation an der Dreisprachenspitze: Die \u00d6sterreicher errichteten auf dem weiten, fast ebenen Platz im Norden, Goldsee genannt,  ein Milit\u00e4rlager mit Unterk\u00fcnften f\u00fcr die Truppe, Lagerr\u00e4umen und Artilleriestellungen im Freien. Eigentlich w\u00e4re diese Milit\u00e4rgarnison ein leichtes Ziel f\u00fcr die italienischen Stellungen im Braulio-Tal gewesen, aber die Geschosse h\u00e4tten das Gebiet der Schweiz durchquert und somit ihre Neutralit\u00e4t verletzt: Es wurde deshalb vom italienischen Kommando ein Verbot erlassen, in diese Richtung zu feuern.<br \/>\nDie Italiener haben mehrmals versucht, den Gipfel zur\u00fcckzuerobern: am 26. Juli 1915 griff die 46. Kompanie des Alpini-Regiments an, indem sie von den Rese und dem Filon dei Mot aufstiegen, w\u00e4hrend zwei weitere Kompanien des Regiments Demonstrationsangriffe auf die Stellungen am Platigliolepass und an der Naglerspitze ausf\u00fchrten; die \u00d6sterreicher wehrten die Angreifer jedoch ab. Weitere Offensiven wurden vom Alpini-Regiment Val D\u2019Orco zwischen Mai und Juni 1916 gestartet, aber auch diese erwiesen sich als erfolglos. Es gibt keine weiteren dokumentierten Angriffe auf den Monte Scorluzzo, aber der Gipfel war w\u00e4hrend der gesamten Dauer des Konflikts Ziel der italienischen Artillerie.<br \/>\nVon hier oben hatten die \u00f6sterreichischen Soldaten eine uneingeschr\u00e4nkte Sicht auf das gesamte obere Braulio-Tal und auf die Platigliole. Mit ihrer Artillerie kontrollierten sie sogar den gesamten Grat des Filon dei Mot, der von den Italienern bis hin zum kreisf\u00f6rmigen Vorposten besetzt war; dieser Vorposten ist vom Gipfel aus gut auf dem Felsr\u00fccken zu erkennen.<br \/>\nViel Vorsicht ist geboten bei der Besichtigung dieser \u00f6sterreichischen Verteidigungsbauten, die mit Hilfe von Gabionen errichtet wurden und ein eindeutiges Zeugnis sind f\u00fcr die enormen M\u00fchen, die aufgewendet werden mussten, um die Landschaft den Erfordernissen f\u00fcr Unterk\u00fcnfte und Verteidigungsanlagen anzupassen. Es ist unsere Aufgabe, diese Spuren der Geschichte aufs Neue zu entdecken und mit Respekt die Erinnerung an jene jungen Soldaten beider Fronten, die sich auf diesen Bergen gegen\u00fcberstanden, wachzuhalten.<\/p>\n"}},"web":"https:\/\/stelvio.wp.webmapp.it\/poi\/pns0104-monte-scorluzzo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","ele":3094,"sequence":5},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4424557382718,46.5218745836656]}}]}